Coop Estense: il rilancio in Puglia passa per la riduzione del costo del lavoro

coop estense

di Alessandra Bonaccorsi

Coop Estense prevede di effettuare una forte politica commerciale per rilanciare le vendite approntando  un piano di contenimento dei costi fissi e prevedendo la mobilità per 230 lavoratori. Su quest’ultimo punto però i sindacati non sembrano essere d’accordo e lamentano una “mancata relazione sindacale”.
La decisione presa dal CdA è quella di procedere  dal mese di aprile con una modifica dei modelli operativi, attraverso l’esternalizzazione di fasi di lavorazione e attività dei punti di vendita, partendo dall’allestimento dei reparti grocery e successivamente la gestione delle pescherie.
Attraverso queste modifiche si stima di generare un contributo di circa 1,3 milioni di euro che, unitamente al recupero delle vendite e al contenimento degli altri costi, ridurrà del 30% la perdita del 2014, avviando così un percorso che intende, come detto, portare la cooperativa al pareggio alla fine del 2017. Questa decisione significa dare il via a partire da aprile alla procedura di mobilità, che interesserà in una prima fase 150 lavoratori addetti all’allestimento e, successivamente, altre 80 persone in servizio nelle pescherie.

Il parere dei sindacati
Ma le organizzazioni dei lavoratori non sembrano essere d’accordo: "Noi abbiamo ribadito che siamo disponibili a qualsiasi soluzione alternativa -spiega Barbara Neglia, segretario generale Filcams Cgil Bari-. Ma rigettiamo al mittente l’ipotesi di licenziamenti e di esternalizzazione dei settori individuati. E chiediamo che al momento non venga avviata alcuna procedura di mobilità perché non ci vogliamo trovare nelle condizioni di gestire una situazione così delicata in un lasso di tempo troppo breve".
Il presidente di Coop Estense Mario Zucchelli spiega: "In 5 anni abbiamo perso 50 milioni di euro in Puglia. Una situazione inaccettabile  dovuta alla crisi dei consumi e ad una struttura dei costi non sostenibile. Non vogliamo dover chiudere punti di vendita, ma abbiamo il dovere di tutelare il patrimonio aziendale. Per farlo occorrerà agire rilanciando le vendite e riducendo i costi, compreso quello del lavoro".

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here