Speciale Cibus 2016 – Le nuove sfide della logistica del freddo si vincono con la tecnologia

Dopo l’ottimizzazione lungo la supply chain, la prossima grande evoluzione sarà nella consegna al punto di vendita e al consumatore

(Nella foto l'area Cargo City dell'aeroporto milanese della Malpensa, dove Dhl sta investendo in una nuova piattaforma logistica attiva dal 2018)

Uno dei più frammentati e complessi dell’intero settore dei servizi è il mondo della logistica; non solo perché veicola ogni bene e servizio lungo la supply chain fino al punto finale di destino, ma anche perché utilizza modelli misti in house e outsourcing con declinazione più o meno sofisticata, che ne complicano l’analisi di scenario. Infatti, nel comparto, convivono soggetti più evoluti come i 4Pl (fourth party logistic service provider), che si configurano come integratori logistici dei produttori, prendendo in carico, spesso, anche alcune fasi del fine linea produttivo, e la contract logistic: logistica per conto terzi, più minuta, spesso alle prese con problemi di permanenza sul mercato. In ogni caso, il modello che si va affermando è quello dell’outsourcing evoluto, in quanto garantisce i massimi standard qualitativi, la flessibilità necessaria al cambiamento e le economie di scala maggiori a fronte di investimenti importanti. Per quanto riguarda la logistica del freddo, la situazione è ancora più esasperata in termini d’investimenti, in quanto sono necessari standard di movimentazione e stoccaggio che richiedono asset particolarmente onerosi. In questo scenario, vi sono alcuni big player in grado di gestire quote rilevanti di mercato garantendo impieghi di risorse crescenti. Tuttavia se la gestione lungo la supply chain gode da tempo di processi automatizzati e monitorati senza soluzioni di continuità e nei prossimi anni si entrerà probabilmente in una fase nuova per quanto riguarda il delivery al punto finale, soprattutto nell’ambito B2c e nei punti di vendita con i freschissimi.

La spinta dell’eCommerce
I grandi numeri in Europa dello sviluppo logistico saranno ancorati al crescente fenomeno del commercio elettronico sui freschi e freschissimi. Al di là dei confini, a Est Europa che potranno marcare crescite quantitative sui canali fisici standard, la stagnazione demografica del vecchio continente contribuirà a mostrare uno shift dei canali commerciali a volumi più o meno costanti o in lieve crescita. Così se oggi il fresco è veicolato quasi totalmente al punto di vendita, nell’arco di un ventennio, una frazione di esso prenderà la destinazione del consumatore finale, bypassando il punto di vendita.
Le previsioni in tal senso non sono e non possono essere precise ma, alcuni esperti, azzardano una quota del 10% per gli alimentari venduti online nei prossimi cinque anni. Ovviamente le previsioni sono particolarmente critiche in quanto dipendono, in larga misura, dall’offerta e da come questa si evolverà. Per esempio, l’introduzione sul mercato di AmazonFresh è sicuramente un vettore di sviluppo dell’intero mercato (vedi articolo pag 16-17). In Italia l’eCommerce alla fine del 2016 supererà ampiamente i 17 miliardi di euro di fatturato; occorre sottolineare che l’export varrà sempre di più. Secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano, l’eCommerce crossborder effettuato attraverso piattaforme globali (Amazon, eBay e altre) potrebbe valere 1,5 miliardi di euro con grandi prospettive di crescita. L’alimentare, e in particolare il fresco, ha nella logistica del freddo un asset determinante senza il quale non può svilupparsi. Se tutto ciò attiene la logistica di consegna e il delivery puntuale, l’ambito industriale dei grandi volumi può contare su operatori altamente strutturati che negli ultimi anni stanno investendo in tecnologie e miglioramento dei processi al fine di massimizzare l’efficienza.

Investimenti ed esperienze
La movimentazione e delivery di alimentari sottoposti a temperatura controllata nel freddo presenta, come noto, una problematica di fondo: la catena del freddo deve essere ininterrotta pena deperimento. A questo si somma anche la necessità della veicolazione extra piattaforma preservando l’integrità non solo da aggressioni termiche. Un’esperienza importante in questo ambito è stata quella di Expo, in cui il comprensorio espositivo è stato approvvigionato di alimentari freschi per i sei mesi dell’esposizione. La gestione è stata in carico a Stef Logistica con un’organizzazione progettata non solo per veicolare gli alimenti in e out dall’esposizione con il rispetto dei parametri termici e temporali, ma anche con l’obiettivo di garantire l’integrità delle derrate anche in termini di protezione e accesso agli stock. L’organizzazione messa a punto da Stef ha visto il potenziamento del presidio milanese con un team di 20 collaboratori, un sistema di customer service dedicato h24, tre piattaforme logistiche (52.000 mq nell’area di Milano), 8 camion per le consegne. Il servizio di immagazzinaggio, ordini e picking è stato garantito h24 sette giorni su sette con consegne notturne tra le 23 e le 3. Una case history resa possibile, grazie a una piattaforma organizzativa con processi rigorosamente definiti. Come accennato, gli investimenti per la logistica di ampia scala sono molto importanti e lo saranno sempre più. Una tendenza confermata dall’accordo stipulato da Dhl Express con Sea, per la costruzione nel Cargo City di Malpensa Milano, di una piattaforma logistica di grandi dimensioni. Con una superficie prevista a lavori ultimati di 46.000 mq e un investimento di 90 milioni di euro, l’operatore tedesco leader mondiale nel trasporto espresso internazionale, prevede di presidiare tutto il Nord Ovest milanese fronteggiando una crescita delle movimentazioni prevista a doppia cifra.

La criticità della movimentazione
Nella logistica del freddo, uno degli aspetti maggiormente critici è la movimentazione al di fuori delle piattaforme logistiche e dai magazzini a temperatura controllata. Nelle consegne al punto di vendita e per tragitti brevi, il delta termico è tranquillamente assorbito dalle strutture preposte. In prospettiva, pensando al food eCommerce fresco a largo raggio, la problematica può diventare più critica. Per avere contezza delle difficoltà di preservazione degli alimenti a livello termico, fa testo uno studio dell’Università di Bologna sul monitoraggio delle temperature di un carico di vino da Livorno a Toronto. Pur non trattandosi di fresco, lo studio è significativo in quanto mette in luce quali sbalzi termici le protezioni devono sopportare: oltre 25 °C end-to-end con punte di 60°C. Una sfida tutta tecnologica.

L’articolo completo su Gdoweek n. 4 – 2016

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