Formaggio a fette, i pareri di Nordiconad e Sadas, l’assortimento di Auchan e Sigma

Presenza storica negli assortimenti della gdo, il
formaggio a fette sta evolvendosi e accrescendo
la sua importanza, anche sotto il profilo del
numero di referenze vendute. Una strada iniziata
con i primi prodotti servizio, affettati dai retailer
stessi nel reparto gastronomia e confezionati in vaschetta
take away, ai quali hanno fatto seguito i primi esperimenti
di formaggi affettati branded, spesso extension di marche
già conosciute al grande pubblico, che allargavano la loro
gamma in un'ottica di maggior valore e che ancor oggi
capitalizzano la gran parte dell'offerta di marca presente nei
banchi refrigerati. Tuttavia, in questo frangente, nel quale il
segmento è già conclamato, sono molti i produttori che ci
si dedicano con convinzione: spesso sono le aziende dei
salumi a fare valere il proprio know how nell'affettatura e nel
confezionamento, presentando linee di prodotti complete
e integrate, tra salumi e prodotti caseari e proponendosi
come portabandiera di un'alimentazione che ha dalla sua
parte servizio, gusto e rispondenza alla tradizione nazionale
del “pane e cacio” come pietra angolare della gastronomia
veloce all'italiana. Questo allargamento dell'offerta sta
comportando risvolti “qualitativi” ben evidenti: se, fino a due
anni fa, il formaggio affettato e confezionato si limitava alle
tipologie più diffuse e utilizzate nel mondo del sandwich,
oggi questo fenomeno si è esteso a varietà casearie prima
non coinvolte, caratterizzate da un profilo qualitativo più
elevato.

Intervengono:
Nordiconad, Fabio Molinari
Sadas, Stefano Frascolla

 

 

Segue un'analisi di Marilena Colussi Gpf
I formaggi a fette preconfezionati di marca
evolvono in direzione dei nuovi stili di consumo degli italiani

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Mercato | Gdoweek | 15 novembre 2010 |

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