Frutta secca, i pareri di Coralis, Aspiag, Eataly, Conad Sicilia e Finiper

Tradizionale e legato al periodo delle festività
o destagionalizzato, per essere più vicino
a temi salutistici, oppure spinto in avanti
dai cambiamenti socio/culturali in atto nella
società italiana con l'arrivo di immigrati:
procedendo lungo queste tre direttrici, il
consumo della frutta secca sembra non
conoscere crisi. Anzi mostra un andamento positivo,
sia nell'ultimo trimestre del 2009 -il clou della stagione
visto che, proprio in questo periodo, si concentra circa
il 45% delle vendite legate al consumo da ricorrenza- sia
nei primi mesi del 2010. Certo, anche su questo
mercato la promozionalità in crescita ha sostenuto le
vendite a volume nel loro complesso, pur in un settore
non certo centrale per l'alimentare italiano, ancora oggi
caratterizzato da acquisti d'impulso.
Tuttavia, in questo frangente emergono chiari i primi
segnali di risveglio e di una nuova considerazione per
la frutta secca, prodotto antico ma adatto all'alimentazione
moderna; ne consegue una differente sensibilità
e una nuova politica commerciale dei singoli retailer
che stanno creando i presupposti per incentivarne lo
sviluppo, con assortimenti più continuativi tutto l'anno,
senza l'uscita dagli scaffali dopo le festività, ma anzi con
l'ampliamento delle gamme a marchio verso tipologie di
prodotti finora non toccate.

Intervengono:
Coralis, Alain Mizrahi
Aspiag - Despar, Angela Affortunato
Eataly, Sergio Fessia
Conad Sicilia, Fabio Rinzivillo
Finiper, Gabriele Minuti

Segue un'analisi dei trend in termini di plus e criticità da parte di Milena Colussi, Gpf:
L'uso nell'alimentazione della frutta secca rappresenta una sfida e un'opportunità per il mercato
Contenuto calorico e proteico
Tra gastronomia e ristorazione
In linea con i trend alimentari

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Mercato | Gdoweek | 10 maggio 2010 |

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