Gli stili di vita sostenibili a Fa’ la cosa giusta

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L’eloquenza è racchiusa nei numeri: nel 2009, 520 espositori e 21 mila mq per l’esposizione, oltre 60mila visitatori in 3 giorni; nel 2010, 620 espositori su 24 mila mq, ma i visitatori saranno più numerosi, perché anche in Italia è in crescita l'attenzione per il mondo che si riconosce nella definizione di "economia solidale": un sistema di relazioni economiche e sociali che pone l'uomo e l'ambiente al centro, cercando di coniugare sviluppo con equità, occupazione con solidarietà e risparmio con qualità.

Le quattordici sezioni

La settima edizione di Fa’ la cosa giusta, inaugurata oggi a Milano (fino al 14 marzo in fieramilanocity) è organizzata da Terre di mezzo, con il sostegno di Novamont, Lush, Sigg, Cap Holding, Comieco, Caes Italia, S.N.M.S Cesare Pozzo, Atm, Amsa, Metropolitana Milanese.

Sono quattordici sezioni tematiche, dal turismo solidale (con nuove mete, come i Parchi Lombardi e i boschi Trentini) all’energia rinnovabile, dalla casa sostenibile alla finanza etica, i Gas, gruppi di acquisto solidali (si possono incontrare i produttori che li riforniscono e fare con loro pane e formaggio, tra cui I Ribelli del Bitto o conoscere il vino “migrante”) l’agricoltura bio e a km zero, l’economia carceraria.

Per la pausa pranzo vi sono anche cinque ristoranti tra cui la Cooperativa del Golfo che proporrà piatti a base di pesce delle piccola pesca locale siciliana (presidio Slow Food).

Fashion e commercio equo

Uno spazio speciale è dedicato al fashion. che mira a presentarsi come un vero e proprio salone nel salone dedicato a tutto ciò che ruota attorno al concetto di "moda critica", bella e giusta.
Un accento particolare anche al commercio equo e solidale, il settore aperto alla partecipazione di centrali d’importazione, botteghe, produttori del sud del mondo e associazioni di rappresentanza del commercio equo e solidale. Tra queste, anche Altromercato, che propone le prime Sneakers Ethletic equosolidali: realizzate con gomma naturale certificata FSC (Forest stewardship council) e cotone certificato biologico.

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