Gruppo Alfi: capire bene il territorio

gulliver

Consolidamento dei progetti iniziati l’anno scorso, relativi agli asset commerciali, allo sviluppo e alla ristrutturazione dei Cedi: questo il focus 2016 di Gruppo Alfi (86 pdv, di cui 64 a gestione diretta, attiva con l’insegna Gulliver), che da febbraio è entrato a far parte di Gruppo Sun, dove il retailer è entrato, dopo una storica “militanza” in Végé e un avvicinamento al mondo Carrefour. Da questo accordo con il Consorzio Sun l’azienda si aspetta importanti benefici che le permetteranno di offrire una risposta più moderna ed efficace ai bisogni dei propri clienti. Tra gli aspetti sui cui porre particolare attenzione c’è il miglioramento nell’offerta di private label, con l’introduzione dei prodotti a marchio Consilia. “L’inserimento è iniziato a febbraio e registra già performance positive e apprezzamento da parte dei clienti. In quest’ottica prevediamo che, nel prossimo triennio, il marchio possa acquisire importanti quote di mercato in linea con i nostri migliori competitor”, spiega il responsabile ufficio acquisti e marketing, Gilberto Maioli, in quest’intervista a Gdoweek.

Quali comparti rappresentano i vostri punti di forza?
Inizierei con il settore della macelleria, nel quale la nostra azienda da sempre ha investito in qualità, sicurezza e tracciabilità. È di quest’anno il progetto “Rosso Puro” che ci ha portato a comunicare al consumatore in modo moderno ed originale la qualità dei nostri prodotti e il controllo totale che la nostra azienda ha su tutta la filiera produttiva, potendo garantire corrette pratiche e disciplinari di allevamento certificati da società accreditate, forse una rarità per la grande distribuzione. Il reparto ortofrutta, la cui importanza è sottolineata dalla collocazione in entrata nei nostri punti di vendita, è la sfida che la nostra azienda ha affrontato nel 2016 con un progetto ambizioso di partnership con fornitori locali e con un’offerta di qualità elevata.

Operate in territori ricchi di tradizioni alimentari. Quanto l’assortimento della vostra rete è influenzato dal localismo?
L’attenzione al localismo e alle realtà territoriali ha da sempre caratterizzato la nostra attività. Siamo presenti in quattro regioni dell’Italia nord-occidentale (Piemonte, Liguria, Lombardia ed Emilia Romagna) e in sei province (Alessandria, Asti, Genova, Savona, Pavia, Piacenza), con condizioni differenti tra loro, ma accomunate anche da una struttura produttiva storicamente radicata, dalla quale attingiamo per i nostri prodotti.

Parliamo del vostro format: quali le sue caratteristiche principali?
Il nostro format tradizionale si sviluppa su medie superfici collocate nei centri storici con un focus sui reparti freschi: ci rivolgiamo, quindi, a un target sia sensibile all’innovazione, da un lato, sia più conforme ai canoni tradizionali della spesa dall’altro. Per questo facciamo convivere queste due spinte: al di là delle scelte assortimentali condivise con l’industria di marca, ci stiamo concentrando sulla costruzione di un assortimento completo che vada incontro ad esigenze nutrizionali specifiche, con l’inserimento di diverse linee salutistiche e prodotti per il benessere quotidiano, i segmenti di mercato che mostrano le crescite più rilevanti.

Gli elementi distintivi della vostra politica commerciale.
In ordine temporale, l’ultima strategia adottata rientra in un più ampio progetto commerciale che si può riassumere nello slogan “Giù il prezzo” e che consiste nell’aver ricollocato più di mille prodotti di marca a prezzi bassi e bloccati sempre. Si tratta di una strategia che non si sostituisce, ma si aggiunge al nostro tradizionale piano promozionale.

Si parla molto della perdita di efficacia delle promozioni, per un eccesso di offerta: è un’affermazione valida anche per la vostra catena?
Dal nostro punto di vista, una corretta politica promozionale basata sul volantino quindicinale è ancora molto apprezzata dai clienti che frequentano i pdv.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome