Il prezzo della differenziazione è troppo alto? Provate a non pagarlo…

Quanto costa a un’insegna “differenziarsi” dalle altre? Avere, ad esempio, i prezzi più bassi di tutti, o i negozi più belli? Quelli più ricchi? Quelli più veloci? Rimanere nella memoria del cliente per  vederlo tornare (non parliamo di fedeltà ... ormai è eccessivo). Oggi non basta essere, esistere, bisogna essere nuovi, diversi, imbattibili. Anche la location potrebbe essere secondaria quando si declina in mero “vicinato” davanti al dilagante (e omnipresente) eCommerce. Così come l’essere “replicabile” non è più una regola “pilastro” che garantisce la diffusione del format. Al verbo “sviluppare” sostituiremo “diffondersi”; addio volantini, la comunicazione da invasiva dovrà trasformarsi in “pervasiva” ... Oggi, la pressione non è solo quella promozionale, è una pressione di mercato dove vince la capacità di reazione. Alla virtù di ciò che è permanente, fedele a se stesso, si sostituisce l’elasticità di poter operare una metamorfosi continua. Assisteremo a una selezione naturale,  non c’è una ricetta e neppura un via “giusta” ma è indispensabile scegliere una strada e crederci ... anzi diventare la strada.

Amo il cambiamento e lo vivo con passione, mi occupo di marketing e retail da quindici anni, ho diretto on e off Gdoweek e da qualche tempo anche Mark UP, prima ho seguito con altrettanta passione cinema e lifestyle, ho scritto di moda e di ristoranti, ho lavorato per la televisione e per la radio, ho vissuto almeno tre vite e nessuna mi ha annoiata.

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