ItaliaTartufi destagionalizza la distribuzione del tartufo fresco

ItaliaTartufi tutela e valorizza la cultura di un prodotto a chilometro zero, il tartufo di Cagli, nelle Marche. Questo l'obiettivo di Simone Urbinati, titolare di questa realtà fatta nascere nel 2011 insieme a Pamela Fattori, famiglie doc di tartufai del Peglio, una zona strategica nelle Marche (al confine tra Umbria, Toscana ed Emilia Romagna) dove è possibile raccogliere tartufo fresco tutto l’anno. Dal tartufo bianco, raccolto da settembre a dicembre, al Tartufo estivo, raccolto da maggio ad agosto, passando per il Tartufo nero pregiato, il Tartufo moscato e il Tartufo bianchetto. Raccolti freschi, selezionati e spediti ancora freschi in appositi contenitori refrigerati (da conservare refrigerati e consumare entro una decina di giorni). Oppure destinati alla trasformazione, in preparazioni e prodotti conservati al tartufo. Una parte dei tartufi freschi raccolti è destinata alla produzione di specialità, come creme, salse, condimenti, pasta, tartufi a fette o interi in salamoia, per citarne alcuni. Tutti prodotti che si rivolgono a ristoranti e negozi gourmet e che sono disponibili in formati da 25 a 190 g, nonché formati destinati alla ristorazione da 270 a 500 g. L'azienda realizza inoltre prodotti destinati all’industria, come preparati per caseifici, salumifici e pastifici.
“Siamo una piccola azienda artigianale -racconta Simone Urbinati- con cinque dipendenti ed un fatturato tra i 500mila euro e 1 milione. Abbiamo una gamma di prodotti ampia. Trattiamo tartufo fresco, tutte le tipologie commerciabili in Italia, tutto l’anno in quanto a seconda della stagione si alternano le varie specie di tartufo. L'azienda punta alla qualità del prodotto ed al servizio al cliente. La mission è creare un rapporto di collaborazione. Cerchiamo sempre di innovarci proponendo ogni anno un nuovo prodotto. Lo scorso anno abbiamo lanciato la polvere di tartufo, che sta riscuotendo un buon successo. Quest’anno, su richiesta, stiamo lanciano la passata di pomodoro al tartufo, un prodotto destinato sia al consumatore finale che alla ristorazione”.
Una clientela, con distributori e importatori, anche internazionale. E un andamento di mercato che, per questo anno, l'imprenditore marchigiano descrive così: “Questo 2021 è partito molto a rilento. Il volume di vendite ha subito un calo di almeno il 30% rispetto al 2019. Ci auguriamo una ripresa nel secondo semestre. Lavorando con il settore della ristorazione, abbiamo risentito fino ad oggi delle misure restrittive adottate. Nonostante la possibilità per i ristoratori di fare servizio di asporto, il nostro è un prodotto che non si presta a questa tipologia di servizio”.

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