Primark spinge su prossimità, app e nuove location

Primark e Fairtrade negozio Milano
Primark e Fairtrade negozio Milano
Da dieci anni in Italia, l’insegna del fast fashion continua a credere nelle potenzialità dell’Italia con nuove aperture, refurnishment e un nuovo deposito, e, dopo la prima fase di sviluppo nei grandi centri commerciali, Primark Italia accelera su format più piccoli, città secondarie e nuove aperture.

Primark cambia passo in Italia, a dieci anni dal suo arrivo, con la prima apertura ad Arese (Mi), all'interno de Il Centro. È tempo di tracciare un bilancio e oggi, dopo la prima fase costruita sulle grandi polarità commerciali, il gruppo guarda a una crescita più capillare, fatta di format più piccoli e location capaci di avvicinare l’insegna a bacini finora serviti solo a distanza.

Dalla destinazione alla prossimità

Il punto di partenza resta la rete esistente: grandi negozi, forte traffico, prezzo e offerta ampia. Ma, spiega Luca Ciuffreda, direttore di Primark Italia, il mercato entra in una fase diversa. “Nel 70% dei principali centri commerciali e delle piazze principali ci siamo. Pensando al futuro, lo sviluppo sarà molto più un tema di città secondarie e di seconde location. Secondarie per dimensione, non certo per importanza".

Da qui il lavoro sui format di prossimità. Al momento sono due i negozi che interpretano questa soluzione: Livorno, nelle ex Officine del porto, e Biella sono i casi più evidenti: superfici intorno ai 2.500 mq, vale a dire circa la metà dei negozi tradizionali, ma con la stessa architettura di offerta. "L'assortimento è lo stesso, ma cambia la profondità, con meno varianti colore, non certo meno categorie -precisa Ciuffreda. Scelte che confermano il nostro obiettivo di rendere Primark più vicino ai clienti, riducendo la necessità di spostarsi verso hub più grandi, ma magari lontani dalla normalità dei consumatori".

Nuove aperture e investimenti

A conferma che l'Italia è considerata un Paese di riferimento per il gruppo, per il 2026 è stato stanziato un piano di aperture che vale 62 milioni di euro: 40 già annunciati, altri 22 per otto punti di vendita (dal nord a sud), mille nuovi colleghi e un deposito da 82.000 mq in costruzione. A queste aperture già programmate, se ne aggiungeranno altre tre, tra il 2026 e il 2027, a Cremona, Ancona e Gorizia, che da sole valgono circa 300 assunzioni.

La location preferita rimane legata soprattutto ai centri commerciali, anche se il baricentro si allarga, appunto, alla prossimità: quindi non solo grandi città nè non solo grandi superfici.

 

Milano e Arese, due ruoli diversi

Del resto, ogni apertura rispecchia il contesto in cui opera e, per Primark, il tema è chiaro confrontando gli store di Milano via Torino e Arese, che racconta la doppia anima del modello. Il negozio urbano intercetta un traffico ad alta intensità di turisti, sia stranieri sia italiani, con acquisti rapidi, per lo più d’impulso; e uno scontrino interessante ma più basso; Arese, invece, il più grande store della rete italiana, resta una destinazione, con un'elevata presenza di famiglia, permanenze più lunghe, più pezzi per scontrino e carrelli più importanti.

Proprio Arese, primo punto di vendita italiano aperto nel 2016, è stato oggetto di una ristrutturazione importante da 6 milioni: nuovi arredi, illuminazione, spazi più efficienti, meno camerini (e quindi più spazio alla merce) e casse self checkout. Un aggiornamento che segnala come la crescita passi anche dal riammodernamento dellaa rete esistente.

 

Digitale sì, ma senza eCommerce

Sul digitale la linea resta prudente su alcuni temi, meno su altri: eCommerce e carta fedeltà non rappresentano priorità, ma progetti di studio: in Uk, ad esempio, il gruppo sta sperimentando il click&collect. Molta attenzione, invece, è concentrata sull’app, che è stata realizzata internamente ed è usata spesso prima della visita vera e propria in negozio come strumento di preparazione alla visita. "L’app ci sta dando molte soddisfazioni -conclude Ciuffreda-: due consumatori su tre la consultano prima dell’acquisto; circa il 30% prepara il carrello verificando taglie e disponibilità. Risultati interessanti, che confermano come il digitale sia uno strumento importante per portare traffico in negozio, che rimane la nostra priorità all'interno di una mission che è quella di rendere la moda accessibile a prezzi adeguati al livello di qualità proposto. La ricerca che abbiamo commissionato ad AstraRicerche su come sta cambiando il consumatore italiano verso gli acquisti di abbigliamento ci ha detto che corretto rapporto prezzo- qualità e durabilità sono due degli elementi centrali cercati dagli italiani. E noi vogliamo continuare in questo percorso".

Percorsi di carriera

Con le nuove aperture, Primark Italia supererà i 6.000 colleghi grazie alle 700 assunzioni già previste e alle 300 collegate ai tre negozi annunciati. Il dato più interessante riguarda il dato del 90% di crescite interne, sostenuto dal programma Grow With Us, che accompagna le persone dal ruolo anche più basici come quelli di retail assistant fino alle posizioni manageriali. Da valorizzare anche il 30% di nuovi ingressi senza esperienza precedente: un dato utile per raccontare Primark come scuola retail, non solo come datore di lavoro.

Diversity in azioni concrete

Molto forte anche il capitolo inclusione: 22 rifugiati inseriti con Fondazione Adecco e UNHCR, 33 persone provenienti da percorsi con Second Chance e 13 ragazzi con disabilità cognitive grazie alle collaborazioni territoriali e a Special Olympics.

Curiosa di tutte le forme di retail, italiano e internazionale, fisiche e online, food e non food. Da anni, seguo le evoluzioni (e le involuzioni) di questo mondo con l'obiettivo di raccontare, con occhi attenti e un pizzico di ironia, nuove realtà, iniziative originali, aggregazioni innovative, negozi d'impatto, e …

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