Salame, i pareri di Coop Nordest e Iperal, il reparto di Auchan

Tradizione, localismo e gusto. Il salame non si
sottrae a questo trittico di driver che, da sempre,
ne hanno connotato il mercato. Tre valori che
rappresentano i fattori più importanti di influenza
del processo d'acquisto da parte del consumatore,
di ieri e di oggi, per nulla sfiorato dal tourbillon
di innovazione che ha caratterizzato tutto
l'alimentare, salumi compresi, in quest'ultimo decennio. I
timidi tentativi di introdurre versioni light, il sodalizio con il
biologico, l'utilizzo di carni alternative al suino sono rimasti
nell'alveo della super nicchia, senza ottenere riscontri veramente
favorevoli. Così, fedele alla sua natura di prodotto
“molto gusto e poca salubrità” il salame oggi prosegue
la sua espansione, anche grazie a un rapporto euro/kg
piuttosto favorevole, aspetto non trascurabile di questi
tempi. Soprattutto nella versione affettato in vaschetta, il
salame mostra un andamento positivo, in maniera più o
meno costante su tutto il territorio nazionale, vista l'enorme
quantità di prodotti regionali che popola l'Italia da Nord a
Sud. Perché il salame, al di là delle tre o quattro tipologie
che hanno una diffusione in tutto il Belpaese, vive una
tradizione locale molto forte. Questo elemento può essere
riscontrato anche nell'offerta delle catene: ai prodotti più
massificati sono affiancati salami che esprimono le proprie
vendite in un ambito territoriale ridotto, rimandando il
proprio appeal alla tradizione del mondo che fu.

Intervengono
Coop Nordest, Enrica Carbognani

Iperal, Federico Cimini

Segue un'analisi Nielsen Media

La tradizione è il driver del mercato, che cresce,
quando il gusto è abbinato alla convenienza

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Allegati

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Mercato | Gdoweek | 15 novembre 2010 |

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