Turiddo Campaini vicepresidente Mps

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Come ha deciso lo scorso 27 aprile l'assemblea degli azionisti, Turiddo Compaini, 72 anni, dal 1973 alla guida di Unicoop Firenze, è stato nominato vice presidente del CdA di Banca Monte dei Paschi di Siena: insieme all'altro vice presidente Marco Turchi, espressione della lista di maggioranza, e siederà accanto ad Alessandro Profumo, indicato dalla Fondazione MPS ed eletto presidente dello storico istituto di Rocca Salimbeni, nel corso della stessa assemblea.

Nomina appoggiata dalla famiglia Aleotti
Campaini ha ottenuto il 97,8% delle preferenze, grazie all'appoggio della famiglia Aleotti (gruppo farmaceutico Menarini), che insieme a Unicoop Firenze e a Lorenzo Gorgoni (in rappresentanza dei 58 ex soci della Banca del Salento) sostenevano una lista di minoranza.

"Saprà difendere il legame con il territorio, ma anche la senesità e la toscanità della banca” ha chiarito Lucia Aleotti, spiegando perché la sua famiglia (proprietaria del 4% di MPS) ha deciso di puntare su Campaini.

Personaggio fuori dal coro
A parte l'importanza dell'incarico che andrà a ricoprire, resta il fatto che il manager è un uomo che non cede facilmente al fascino dell'ovvio: incarna l'emblema di quella finanza popolare, in netta contrapposizione con quella concentrata soprattutto su scalate e speculazioni. Un rigore etico, che spesso lo ha messo in contrapposizione, anche con le decisioni dei vertici nazionali del suo partito e di Coop, specialmente per il caso Unipol, durante la scalata a BNL.

Una lunga carriera
Turrido Campaini è dal 2008 è presidente del Consiglio di Sorveglianza di Unicoop Firenze e dal 2009 siede anche nel Consiglio di Sorveglianza di Coop Italia. Nella primavera del 2003 è entrato a far parte del Consiglio d'Amministrazione del Monte dei Paschi di Siena, in rappresentanza della Fondazione. Ha giocato un ruolo di trait-d'union tra MPS e Unipol, dopo l'addio di Consorte, ricoprendo anche il ruolo di presidente di Finsoe (la finanziaria che controlla Unipol), ravvisando poi le sue dimissioni per divergenza di vedute. Poco tempo dopo, anche MPS si defila dalla vicenda, dimezzando la propria quota azionaria nella società.
Ha creduto in Banca MPS, giocando un ruolo di primo piano per Unicoop Firenze: ha investito a suo tempo circa 250 milioni di euro, per una quota azionaria attorno al 3%, per soddisfare le richieste della Fondazione. L'obiettivo era l'idea di poter contribuire a mantenere sul territorio toscano una banca importante di rilevanza nazionale. Ma Mps per Unicoop Firenze, equivale anche a un portafoglio commerciale che va dalle carte di credito al consumo fino alla vendita di prodotti assicurativi e finanziari all'interno della propria rete commerciale.

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