Video Tour: extracoop, locomotiva di Centro Nova

"Ci vuole anche un pizzico di lucida follia per immaginare come sarà il retail di domani. Extracoop vuole essere una risposta con una formula diversa dal passato, perchè passa da una logica generalista a una di specializzazione, evidenti in alcuni comparti e nuovi mestieri".

Vittorio Varone, direttore marketing di Coop Alleanza 3.0, racconta così il processo che ha portato alla definizione di un nuovo modello dei negozi extracoop, costruiti su due diversi percorsi liberi: uno esterno dedicato al non food, costruito con shop in shop di varia dimensione, che si concentra su alcune categorie specifiche, come la libreria.coop, la cartoleria,  giocattoli, con aree personalizzate per marche, la casa, inteso come un unico mondo che comprende casalinghi, tessile cucina e anche piccoli elettrodomestici, viaggio mentre altre sono state eliminate o ridotte (l'auto, il brico, l'abbigliamento bambino); a queste aree interne si aggiungono altri shop in shop, che si affacciano sulla galleria commerciale e che rappresentano nuovi mestieri, come la ristorazione, la gioielleria, i fiori e anche la profumeria, che offre anche servizi di estetica, con l'insegna Momenti per.

Il secondo percorso, invece, occupa il centro dello store e riguarda i freschi: anche qui ci sono delle aree di specializzazione, come territori.coop, che raggruppa in un unico spazio tutti i prodotti locali delle province e regioni in cui Coop è presente.

Non mancano i banchi a vendita assistita per salumeria e gastronomia, fortemente focalizzata sui prodotti pronti e take away (area che sarà ulteriormente ampliata nei prossimi mesi), formaggi, pesce.

All'interno inoltre sono state ricavate delle aree dedicate al consumo in loco: una di fronte al banco pescheria, vicino alla carne a libero servizio, e una nei pressi dell'angolo sushi.

Lo store è arricchito da 10 video wall sparsi lungo i 10.000 mq di vendita, con palinsesti dedicati.

"Stiamo lavorando per migliorare alcune aree, ma nel complesso siamo soddisfatti di come sta andando il mercato: certo a dicembre le vendite sono state positive, mentre a gennaio, come tutta la gdo, abbiamo perso, nel senso che è diminuita la spesa media, non la frequenza e gli scontrini dei soci, numeri comunque migliori del resto degli ipermercati -conclude Varone-. Abbiamo previsto che servano circa 6 mesi per mettere tutto a regime e proseguire con l'implementazione del modello".

 

 

 

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