Accordo tra Crai e UniCredit Factoring

Retail

Che il famigerato “articolo 62” avrebbe messo in difficoltà il mondo della distribuzione, con l'obbligo di tempi ridotti per il saldo delle fatture dei fornitori era un fatto che gli osservatori davano per scontato e che puntualmente si è verificato alla prova dei fatti. Una soluzione individuata dal sistema bancario è il ricorso al factoring: in pratica la banca eroga i pagamenti e incassa successivamente a sua volta l'importo della fatture. Ovviamente l'operazione ha un costo sotto forma di interessi da riconoscere alle banche e negoziando per una collettività di operatori si ottengono condizioni migliori.


L'accordo
In quest'ottica si pone l'accordo tra Crai Fidi, il soggetto di garanzia collettiva dedicato agli imprenditori del sistema Crai e UniCredit Factoring. La banca, che ha gia stretto analoghi accordi con altre insegne, offre a Cedi convenzionati la possibilità di regolare i propri debiti verso i fornitori attraverso il servizio finanziario di Reverse Factoring (Factoring indiretto).
L'accordo prevede la cessione del credito e l'anticipazione dei pagamenti a condizioni economiche preferenziali a favore dei fornitori di prodotto a marchio del Gruppo Crai e la disponibilità per il Cedi partner Crai di un plafond commisurato al giro d'affari oggetto dell'accordo, sia in modalità pro solvendo (chi cede il credito assume la responsabilità in caso di inadempenza del debitore) sia in modalità pro soluto (chi cede il credito scarica tutti i rischi sulla banca). In definitiva l'accordo garantisce la certezza del rispetto dei termini di pagamento dei fornitori, in accordo con l'articolo 62 e la possibilità di anticipazione del pagamento ai fornitori e di dilazione a favore dei Poli distributivi Crai.

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