Ecco le università che hanno formato i top Ceo internazionali

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A scuola di leadership, e molto di più. Gli amministratori delegati -i Ceo- delle 500 più importanti, per cifra d'affari, imprese nel mondo hanno percorsi diversi l'uno dall'altro, ma la maggior parte ha frequentato almeno un corso (Master o Mba) nelle più famose università statunitensi, le solite: Harvard, Stanford, Mit. Con un buon numero di Ceo che sono usciti anche dall'Università di Tokyo.
Si tratta della prima edizione dell'Alma Mater Index: global executives, del Times Higher Education, il media inglese che acquisito una posizione di autorevolezza nello stilare le classifiche internazionali delle università, soppesandole da tutti i possibili punti di vista.
Il ranking generale 2013/14 delle università del mondo uscirà oggi.
L'analisi della quale parliamo, si basa sui laureati che ricoprono il ruolo di amministratore delegato nelle prime 500 aziende del mondo secondo Fortune.

La top ten dominata dagli Usa

Il ranking delle università con più alunni (ex laureati) nel ruolo di Ceo nelle top 500 aziende, alla sua prima edizione, vede al primo posto proprio Harvard University, al secondo l'University of Tokyo, la Bocconi è 32sima, con La Sapienza 33sima, ed entra nella classifica anche il Politecnico di Torino (64).
Tra i primi dieci posti, dominano gli Usa con quattro istituzioni con un alto numero di diplomati che oggi guidano aziende che producono utili per un miliardo e mezzo di dollari: Harvard (25 Ceo), Stanford (13), University of Pennsylvania (9), Massachusetts Institute of Technology (9).

L'Europa è presente nella top ten grazie alla Francia, che ha tre atenei tra i primi dieci: l'Ecole Polytechnique (12 Ceo), Hec Paris (10), Ena (9). Il Regno Unito, ormai in crisi globale riguardo all'Education, lo ritroviamo al 21esimo posto con Oxford, dove hanno studiato cinque amministratori delegati delle maggiori società. Il risultato del Giappone è importante con due istituzioni di prestigio: Tokyo (14) e Keio (8). Nella lista dei cento top Ceo gli Usa ne hanno formati 38, ma anche la Cina fa la sua bella figura con 15 università nella lista.

Italia: buon debutto di Bocconi e la Sapienza

Debutto positivo per la Bocconi e per la Sapienza, tra i big citati il Ceo Mario Greco delle Assicurazioni Generali, laureato in Economia alla Sapienza (e con Master in International Economics and Monetary Theory alla Rochester University, N.Y), ed Enrico Tommaso Cucchiani di Intesa San Paolo, laurea alla Bocconi seguito da Mba a Stanford. Presente tra i primi cento anche il Politecnico di Torino nella seconda parte del ranking, che ha allevato John Elkann che vi ha conseguito la laurea in ingegneria gestionale.

Ceo che hanno frequentato università di “marca”
Osservando il curriculum dei 500 top manager più stellati su Fortune, si possono fare più considerazioni: la maggior parte sono super specializzati, più di 100 hanno conseguito un master in Business Administration, e 53 hanno continuato la carriera accademica sino a un dottorato o un PhD internazionale equivalente. Ma non mancano grandi nomi che hanno curricula meno affollati di diplomi e master.
Ecco gli esempi di Ceo di tre fra le più grandi aziende del mondo:
Peter Voser, a capo della Royal Dutch Shell ha ottenuto il suo Bachelor in Business Administration (equivalente oggi a una laurea di primo livello italiana) all'università di Scienze Applicate di Zurigo; Michael T. Duke di Walmart Stores si è laureato (graduate, laurea magistrale) in ingegneria industriale presso la Georgia Tech; Rex Tillerson, capo della Exxon Mobil, ha conseguito un Bachelor degree in ingegneria civile alla University of Texas di Austin. Nessuno dei tre ha ottenuto un master post-laurea.

Quanto conta il brand dell'università
Nonostante la crisi del sistema delle università Usa, che non sono più in grado di assicurare come un tempo un posto di lavoro con alti stipendi agli iscritti, che s'indebitano in media per 200mila dollari durante il loro iter formativo, sembra valere ancora molto la marca dell'università, il brand. Ai livelli più alti, i Ceo costituiscono dei network di ex alunni che si sostengono tra loro, condividono conoscenze, informazioni. Quindi ad Harvard si potrebbe passare anche solo per fare un master, commentano gli head hunter citati da Times Higher Education. Ma tutto questo ha sentore di vecchio Occidente, di una business community ancora animata da quelle società che hanno innescato la grande crisi degli ultimi anni. Infatti, nei cambiamenti mondiali in atto, cominciano a pesare altri fattori, altre scuole, le cinesi, le brasiliane, le business school indiane, e le nord europee.


Amministratrici delegate: percorsi più creativi

Le amministratrici delegate al top mondiale hanno percorsi più creativi
Fortune e Times Higher Education hanno messo sotto la lente d'ingrandimento le signore top Ceo. Maria das Gracas Silva Foster, a capo di Petrobas (Brasile), ha fatto il suo Mba alla Business School de Fondazione Getùlio Vargas a Rio de Janeiro (tra le università emergenti più importanti oggi a livello mondiale). L'amministratrice delegata di Hewlett Packard, Meg Whitman ha un percorso tradizionale di Ceo: bachelor a Princeton e Mba ad Harvard. La signora Indra Nooyi, chief PepsiCo, ha nel suo Cv un master a Yale e l'Mba all'Institute of Management di Calcutta.
Ceo di Mondelez International (ex Kraft Foods) è Irene B. Rosenfeld, che ha cominciato con studi universitari in psicologia per arrivare poi a un Mba alla Johnson School, entrambi i titoli conseguiti alla Cornell University. Chairman e Ceo di DuPont de Nemours, Ellen Kullman ha un percorso molto originale: Bachelor of Science in Ingegneria e Master of Arts alla Northwestern University.

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