Internet, ”mediamorfosi” della comunicazione

Comunicazione

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La metamorfosi della comunicazione, titolo della tavola
rotonda, diventa “mediamorfosi” nella sintesi di Carlo Massarini, che ha
coordinato gli interventi alternando gli scenari di Carlo Infante (Urban
Experience
) con le osservazioni di Luca Colombo (country manager Facebook),
Stefano Maruzzi (country director Google) e Roberto Binaghi (presidente IAB).

I quattro driver del cambiamento

Social network, search, mobile e video: sono i driver che
spingono i “numeri con dimensioni ecumeniche” forniti da Binaghi su fonti
Nielsen. 26 mio di italiani accedono a Internet su base mensile, il 12,4% in
più rispetto al 2010; nel mondo 500 mio di utenti sono connessi a Facebook, 300
mio in mobilità; in Italia gli utenti sono l'86% della popolazione, 22 mio su
base mensile. Per quanto riguarda il search, 131 miliardi di ricerche
effettuate nel mondo, di cui 350 mio su argomenti che riguardano il largo
consumo. Anche il video sta acquisendo importanza grazie alla maggiore
disponibilità di banda.

Scenari possibili

Velocità, grande disponibilità di informazioni, cloud e
“disintermediazione” messe a disposizione da Internet, aggiunge Infante “sono
funzionali alle domande base del sistema Paese, possono aiutare a risolvere i
problemi creati dalla disorganizzazione e dalla frammentarietà, senza mettere
in discussione il sistema retail”.

Opportunità

Internet non ha cancellato gli altri mezzi di comunicazione,
ma si è integrata senza annullarli. Ha promosso un cambio di paradigma e reso
accessibili nuovi target, come dimostra la crescita degli investimenti
pubblicitari su Internet del 15% nel 2010, pari a mille mio di euro di montante
in Italia (senza calcolare l'indotto) e al 2% del Pil (lo stesso della Fiat,
più del settore ristorazione, osserva Maruzzi). E le proiezioni per i prossimi
quattro anni, con un Pil attorno all'1%, lasciano pensare a un contributo tra i
12 e i 18 centesimi per ogni euro di crescita del Pil in Italia. Un'enorme
opportunità per le nostre aziende che pur rimanendo locali possono aprirsi al
mercato mondiale per affrontare le sfide della globalizzazione. Proprio come il
pastore sardo le cui pecore sono state “adottate” su Internet.

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