Marca: le private label come motore di crescita della gdo

Retail

La marca commerciale in Italia può raggiungere numeri britannici. O, meglio, in alcune aree ha già raggiunto una penetrazione analoga al Regno Unito. Un giudizio, quello espresso da Guido Cristini, docente ordinario di marketing all'università di Parma, nella seconda giornata dei lavori di Marca, manifestazione tutta dedicata ai prodotti a marchio d'insegna, che sintetizza lo stadio di maturità raggiunto dalle private label nel nostro Paese, simile a quanto accaduto sul mercato britannico in questi ultimi anni.

Settore in grande crescita
 “Le private label in Italia -conferma Gianmaria Marzoli, vice Presidente SymphonyIri Group- nell'anno terminante a novembre 2011 hanno fatto registrare una crescita del fatturato del 7,1%, pari a circa una crescita dei 600 milioni di euro, arrivando a una quota a valore del 17,2%. Anche la loro presenza a scaffale è in crescita del 3,7%, così come la pressione promozionale, cresciuta di 0,9 punti e arrivata a quota 21%”.

Differenze territoriali
Uno scenario positivo che, tuttavia, mostra ancora ampie possibilità di crescita, sia a livello di catene, che anche su base territoriale. Secondo Marzoli, infatti, la quota delle Pl su base regionale oscilla tra il 10,8% della Campania, maglia nera a livello nazionale, e il 22,2% di Emilia-Romagna e Toscana, realtà nelle quali i retailer hanno saputo svolgere un lavoro di primo piano che ha dato loro ottimi risultati.

Ulteriore crescita con una maggiore segmentazione
“Convenienza relativa, qualità certificata e attenzione alla sostenibilità sono fattori chiave nel processo che porta il consumatore a scegliere la Pl rispetto alla marca -prosegue Cristini-. Credo che una maggiore segmentazione dell'offerta di prodotti a marchio in funzione di stili di vita e capacità di spesa del consumatore potrà dare opzioni di business, tanto ai retailer quanto ai copacker. Infine, non vanno tralasciati fattori differenzianti come la sostenibilità ambientale o il rispetto dell'etica del lavoro, fattori sempre più importanti per fare presa sul consumatore d'oggi”.

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