In diretta da #NRF2016

di Marco Cuppini,marco-cuppini-bassa
Research and Communication Director di GS1 Italy

Ma non doveva fare freddo? Sono a New York per il Big Show organizzato dalla National Retail Federation e mi spiegano che gli 11 gradi di temperatura esterna sono dovuti al mitico El Nino. Mi sono presentato con un italianissimo giaccone che nemmeno Totò e Peppino; loro, gli americani, stanno a chiacchierare in camicia come se fosse estate.

Il Big Show è grande davvero: 34.000 partecipanti (sì, come una nostra partita di calcio). Fra gli stranieri (il 24% del totale), quest'anno vincono i vicini canadesi (1239) di misura sui brasiliani (1135, ma molto più visibili e sicuramente più allegramente rumorosi). Noi italiani siamo 240.
La prima impressione è sulla sicurezza; mi aspettavo controlli esagerati e invece quasi niente. Parigi con l'esercito coi mitra spianati in ogni dove e i controlli in tutti i grandi magazzini e siti turistici sembra un altro mondo.

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Il programma dei convegni è un tomo di 120 pagine; se non hai fatto i compiti a casa per un tuo personale percorso ti senti - come dicono loro - overwhelmed, vale a dire schiacciato.

È domenica mattina e nella sterminata North Hall la prima "Keynote session" è tenuta da Stephen Joyce, president di Choice Hotel: una lezione per il mondo del retail su come il settore alberghiero si relaziona coi clienti di oggi. Programmi fedeltà e innovazione digitale le parole d'ordine. Pensare a come si prenota un albergo oggi rispetto a pochi anni fa...

Approfittando della sessione di domande (ovviamente via Twitter) ho chiesto se la diversa frequenza d'acquisto fra il settore Retail e quello alberghiero influenza le strategie digitali. "Great question, Marco!" mi dice e aggiunge che per i retailer vedere i propri clienti almeno una volta la settimana è una grande opportunità di dialogo per costruire "esperienze memorabili". Interessante.

Dai titoli dei tantissimi interventi e dagli slogan degli espositori direi che il digitale e i big data la fanno da padrone, ma sempre abbinati con il fisico. La lezione ormai imparata è che fisico e digitale non sono alternativi, ma assolutamente complementari.

Lo raccontano bene Tesco e Waitrose che usano Rfid e altre tecnologie non in una logica "nerd", ma esclusivamente per fornire un miglior servizio ai propri clienti. Decisioni prese utilizzando dati, Retail in the cognitive era, location analytics; il commercio è sempre più una scienza. Basta usare le informazioni giuste al momento giusto. Siamo ormai nell'era del marketing degli influencer: Twitter e tutti i social network, il mondo dei blogger hanno un crescente potere persuasivo sulle scelte dei consumatori. Non si può non tenerne conto, ormai.

Sono le 4,00 del pomeriggio, il primo giorno di Big Show finisce qui. Esco dal gigantesco Jacob Javitz Convention Center. Nevica! Addio El Nino. A domani.

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