Saldi invernali, buona partenza, ritmo calante

Retail

Saldi invernali: partenza a tutta birra, e poi calo di giri nel periodo successivo alla prima settimana. “A un mese dall'avvio dei saldi - spiega Mario Resca, presidente Confimprese (nella foto) - non abbiamo registrato picchi nei fatturati: gennaio chiude sostanzialmente in parità rispetto allo stesso mese del 2013. Segnale inconfutabile che le famiglie stringono, oltre che sui beni superflui, anche sulle offerte a prezzi scontati. In febbraio il sentiment prevede un calo fisiologico come negli anni passati: i fatturati valgono la metà rispetto a gennaio e a marzo, mese di possibile svolta con l'arrivo delle nuove collezioni. Tuttavia - prosegue Resca - le vendite in negozio dipendono molto dalle condizioni metereologiche e dalla capacità di spesa, che va drasticamente riducendosi mese su mese: -2,46% gli ipermercati al 31 dicembre 2013 sul 2012, e poi -3,33% i centri commerciali e -4% il non food, secondo i dati Confimprese Lab-Nielsen”.

Andamento per settore
Nella scomposizione per categorie e settori merceologici le performance variano molto. Nelle calzature sportive alla partenza positiva (+45% le prime due settimane sullo stesso periodo 2013), è seguito un progressivo calo fino -20% nella quarta settimana. In flessione del 20% anche le calzature e l'accessoristica da montagna a causa anche del bel tempo che non ha invogliato agli acquisti.
Più in generale le calzature chiudono il mese con +6%, in rialzo di 2 punti percentuali sulla prima settimana, con una forte erosione dei margini, però, dovuta alla scontistica partita già dall'inizio al 50%.

Abbigliamento
Nell'abbigliamento si segnala una sostanziale parità dei fatturati. Discrete le prime due settimane, con vendite in aumento del 10%, e in parità la terza. Con la quarta, per alcune catene è già partito il secondo scatto dell'aliquota prezzi al -70% - elemento su cui le catene del fashion puntano per fare qualche battuta di cassa in più - per altre il cosiddetto 'Tutto euro', con cui si vendono tutti i capi in una fascia di prezzo compresa tra 5 e 15 euro con l'obiettivo di eliminare lo stock.
Diversa la situazione nell'abbigliamento bambino, in cui alcuni soci chiudono il mese in crescita del 3% su gennaio 2013, mentre altri con un decremento del 6-7%, dovuto in parte a una politica sconti limitata al 30% per il periodo analizzato.

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