Granarolo: “Tutto regolare, ma chi ci risarcirà?”

Produttori

“Siamo giunti finalmente a conoscenza dei risultati
delle analisi eseguite dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Bologna sui
campioni del lotto di produzione n.188, a cui apparterrebbero, secondo quanto ci
è stato riferito, le due mozzarelle segnalate in Piemonte: nessuna anomalia e, per
quanto ci riguarda, nessuna sorpresa”.
Lo ha annunciato il presidente di Granarolo, Gianpiero Calzolari, facendo riferimento sia agli esiti delle analisi sulle ormai famose mozzarelle sia ai risultati dei controlli effettuati dai Nas e dalle Asl di Bologna nelle scorse settimane e in particolare il 7 luglio, proprio il giorno in cui nel caseificio bolognese, mentre i funzionari dell'Asl e i Carabinieri del Nucleo Anti Sofisticazione effettuavano prelievi e controlli sulle acque e sulle mozzarelle, nell'impianto si produceva il lotto in questione.
“Non avevamo dubbi sull'esito delle analisi -ha specificato il presidente- Granarolo
produce mozzarelle da sempre e in stabilimento non si è mai vista una mozzarella blu.
Il caso segnalato ha riguardato confezioni già aperte di cui non abbiamo mai potuto
prendere visione, conservate in condizioni che non conosciamo. Credo che il caldo
abbia giocato un brutto scherzo, anche ai soggetti che a vario titolo hanno preso la
parola su questa vicenda, alimentando sui media suggestioni prive di fondamento, che
hanno finito col produrre un danno rilevantissimo al marchio Granarolo”.


Attacco alla reputazione

“Nel picco massimo stagionale delle vendite di mozzarella -ha spiegato il direttore
generale, Rossella Saoncella- Granarolo ha subito un intenso attacco alla reputazione,
su basi del tutto pretestuose. Se si fosse trattato di una contaminazione, perché
solo due mozzarelle su un intero lotto di produzione? Una situazione paradossale, le cui
conseguenze già oggi si esprimono in danni concreti. Chi ci risarcirà?”.

“Abbiamo ricevuto centinaia di e-mail di consumatori delusi, tensioni nelle relazioni con i clienti, danni per milioni di euro, a cui si aggiungeranno quelli alla reputazione che saranno calcolabili solo nei prossimi mesi: sono questi ad oggi gli effetti della suggestione creata
intorno alle due presunte mozzarelle anomale.
In tutto questo la Società non ha mai ricevuto alcuna notifi a da parte della magistratura:
i tecnici dell'azienda sono stati chiamati a fornire informazioni agli inquirenti
nell'ambito di un'inchiesta che riguarda altri. Nessun provvedimento è stato mai
emesso al riguardo dalle autorità sanitarie”, specificano da Granarolo.

Il presidente ha ribadito che l'azienda offrirà alle Procure tutta la collaborazione
necessaria, nel rispetto delle leggi e delle regole.
“Ora mi aspetto che si metta la parola fine a questa sconcertante vicenda -ha concluso il presidente Calzolari- e che sia garantita una corretta informazione, nell'interesse di tutti, soprattutto dei nostri consumatori che continuano ad avere grande fiducia nella Granarolo”.

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