La Slow Economy è quella per cui il Pil non sale se la Bp inquina

In diretta da L'inkontro Nielsen

Apre Linkontro Nielsen al Forte Village, in Sardegna, l'intervento di Federico Rampini, editorialista di laRepubblica e inviato oggi negli Stati Uniti e in passato in Cina. Ecco l'intervista che Gdoweek gli ha fatto per l'occasione ...

Lei ha teorizzato il modello della Slow Economy: quanto la sua esperienza professionale ha influenzato il suo pensiero?
Osservando quanto sta succedendo in Usa, ci si rende conto che i consumatori americani stanno vivendo un cambiamento culturale, con un lento spostamento del paradigma dei valori
anche in tema di consumi. Sarà forse perché la gente non può permettersi di riprendere gli stili di vita precedenti alla crisi, ma si notano segnali interessanti di attenzione alla qualità della vita, degli oggetti che si comprano e al benessere sociale. Ad esempio, in tema di alimentazione, negli Usa, Paese che aveva accumulato il peggio delle abitudini, spesso emulate nel mondo, comportando la diff usione dell'obesità,  prendono
piede modelli come quelli espressi da Michelle Obama con i suoi orti, che intendono educare a un maggiore consumo di vegetali. Senza trascurare che, in parallelo, in questo periodo uno spot realizzato in partnership dalle tre major del mercato dei soft drink, proclama una diminuzionedell'80% degli zuccheri di tutti i prodotti venduti all'interno delle scuole. Con in campo soggetti di questo calibro, il tema alimentare, che coinvolge anche quello della salute, non è più un aspetto
solo istituzionale. Analogo comportamento si riscontra nel campo automobilistico, dove ancora una volta il modello super energivoro era il peggio del pianeta: ora l'orientamento, non solo per dimensioni che ottimizzano l'effi  cienza energetica.

Ma questo sta accadendo anche in Cina?
Non esattamente. Però, solo per accennare al tema energetico-ambientale, la Cina, che pure per il suo gigantismo geografi co e demografi co, non può trascurare altri fonti di energie, sta investendo su quelle da fonti rinnovabili e su tecnologie verdi più di ogni altro Paese. Sicuramente questo costringerà anche gli Usa, ma non solo, a darsi una regolata: ben vengano i cinesi se sono di pungolo. E da loro, dovremmo anche copiare la capacità di osservare al di fuori del proprio Paese per poi assimilarne il meglio, adeguandolo alle proprie esigenze. In tema di Slow Economy, cosa possono fare industria e gdo?
Il bello dell'economia di mercato è che si può usare per portare a virare le aziende verso un tipo di produzione: l'importante è che la maturazione dei consumatori sia di tipo culturale, ma legata anche alle grandi emergenze: questo sta mettendo in movimento un circolo virtuoso. Noto che questi settori, anche per assecondare le richieste di mercato, si stanno adeguando con produzioni e assortimenti di prodotti sostenibili.
Io che abito a NY, per la spesa vado da Whole Foods, che propone prodotti naturali e biologici, assecondando le richieste di salutismo, oltre che quelle di un'economia rispettosa dell'ambiente.

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