Aggiornamento del 3 dicembre 2025
Natalia Massi e Fabrizio Valente di Kiki Lab hanno fatto un giro dentro al negozio di Shein a Parigi, una sfida, provocazione, al mondo del lusso da parte del player del fast fashion. Ascolta il podcast sopra per saperne di più.
Dal 5 novembre 2025
di Giuliano Bicchierai
Shein apre il suo primo negozio in Francia. Tra le polemiche, il player cinese del fast fashion taglia il nastro del suo punto di vendita fisico permanente al Bhv Marais (di Sgm) di Parigi. Ma l'approdo del contestato retailer in un luogo iconico per la moda francese ha scatenato l’ira di politici, cittadini e marchi del lusso.
Ma nemmeno il tempo di brindare a champagne, che subito il governo transalpino dichiara che sospenderà le operazioni online di Shein in Francia. Lo riporta il Financial Times. Il fatto fa seguito all'apertura di un fascicolo, da parte della procura, sulla vendita sul marketplace di bambole dalle fattezze da bambina, che le fonti stampa hanno definito una sorta di strumento per i pedofili.
In un comunicato l'esecutivo afferma di aver avviato “la sospensione di Shein per il tempo necessario affinché la piattaforma dimostri alle autorità che tutti i suoi contenuti sono finalmente conformi alle nostre leggi e ai nostri regolamenti”. Non è chiaro, sottolinea l'Associated Press se la misura si estenderà anche al negozio parigino.
Fondata in Cina nel 2012 e con sede attuale a Singapore, Shein ha ottenuto il suo successo nell’eCommerce grazie alla vendita online di un’offerta di abbigliamento a basso costo. Il retailer è stato spesso però al centro delle polemiche, vuoi per le condizioni di lavoro nelle fabbriche cinesi vuoi per le sue strategie di marketing o per il suo impatto ambientale.
Shein affianca all'attività online diversi store fisici, alcuni permanenti, altri pop up.
L’opposizione all’apertura di Parigi
L’apertura del negozio di Parigi presso il department store Bhv ha incontrato l’opposizione da parte di diversi esponenti. Disneyland Paris, ad esempio, ha deciso di abbandonare i piani per aprire un negozio temporaneo all’interno dello stesso edificio, mentre i lavoratori degli altri negozi del centro Bhv che ora ospita anche Shein, hanno indetto uno sciopero contro l’arrivo del player del fast fashion online. Addirittura, una banca pubblica francese ha interrotto le trattative per l’acquisto dell’immobile che ospita il grande magazzino Bhv.
Il negozio, di 1.000 mq, si trova al sesto piano del Bhv, proprio di fronte alla storica sede del comune di Parigi.
Rotto il rapporto tra proprietà e gestore di Galeries Lafayette
Frédéric Merlin, presidente della Societé des grands magasins (Sgm), che gestisce il Bhv Marais, dove si trova il negozio parigino di Shein, ha denunciato pressioni politiche contro l’apertura dello store fisico di Shein e ha annunciato che altri cinque negozi permanenti del player del fast fashion saranno aperti in 5 sedi dei grandi magazzini Galeries Lafayette in Francia gestiti dalla sua Sgm. Société des Grands Magasins di Merlin è specializzata nella gestione degli immobili commerciali in centro-città e gestisce in affiliazione dal 2021 sette department store a marchio Galeries Lafayette ad Angers, Dijon, Grenoble, Le Mans, Limoges, Orléans e Reims. Ma il gruppo dei grandi magazzini francesi che fa capo alla famiglia Moulin-Houzé ha annunciato l’intenzione di rompere il contratto di affiliazione fra le Galeries Lafayette e Sgm, come riporta Italia Oggi. Il quotidiano scrive anche che la decisione del divorzio tra il possessore e il gestore comporterà il ritiro del marchio Galeries Lafayette dai sette store gestiti da Sgm, ai quali verrà data una nuova insegna e identità.
Shein multata per pubblicità ingannevole e violazione della privacy
Shein non è nuova alle controversie. In Francia, l’azienda è stata multata per un totale di 191 milioni di euro per violazioni delle leggi sulla privacy online (uso improprio dei cookie), pubblicità ingannevole e mancata dichiarazione della presenza di microplastiche nei suoi prodotti. Inoltre, un disegno di legge francese attualmente in discussione mira a introdurre restrizioni alla pubblicità per i marchi di fast fashion e a imporre regolamentazioni ambientali più severe.
Multe per Shein anche in Italia
Anche altri Paesi europei hanno preso provvedimenti contro Shein. L’Autorità garante della concorrenza italiana ha recentemente inflitto all’azienda una multa di un milione di euro per dichiarazioni fuorvianti riguardanti la sostenibilità ambientale dei suoi prodotti, come riportato da Mark Up in questo articolo.
L'eCommerce cinese ha inaugurato diversi pop up e concept store nel nostro Paese, due a Napoli, uno a Catania, Pescara e Verona.
La Commissione europea e i paletti a Shein
A maggio la Commissione europea aveva segnalato alla piattaforma presunte violazioni della normativa a tutela dei consumatori, tra cui falsi sconti e dichiarazioni fuorvianti sulla sostenibilità.
L'ipotesi -sospesa- della quotazione
Anche la quotazione di Shein aveva aperto una diatriba. Il retailer vorrebbe infatti sbarcare in borsa a Londra, dove le autorità regolatorie Uk starebbero però richiedendo chiarimenti sulla catena dei rifornimenti del retailer, come anche persisterebbero dei dubbi sull'approvvigionamento proveniente dalla regione Xinjiang, dove la Cina è stata accusata di violazioni dei diritti umani contro la popolazione uigura. Per mettere pressione sui regolatori britannici, Shein avrebbe presentato un altro prospetto per quotarsi ad Hong Kong.
Shein in Francia
Nonostante gli stop e il fatto che il modello di Shein sia molto distante dal modello di fashion che va per la maggiore in Francia, associato ai grandi nomi del lusso, il retailer online cinese, riporta Il Post prendendo in esame dati NIQ, deterrebbe una quota di oltre il 30% del fast fashion francese (quasi il livello di Zara e H&m).






