Mascherine: le scelte dei retailer

Aggiornamento 14 maggio 2020

L'accordo siglato tra il Commissario straordinario per il coronavirus, Domenico Arcuri, Confcommercio e Federdistribuzione, avvia la vendita delle mascherine chirurgiche a 0,50 centesimi in circa 20.000 punti di vendita sul territorio italiano.

Carrefour Italia, per esempio, le sta introducendo nei propri store diretti, ampliandone la presenza progressivamente in ogni regione in base alle disponibilità. L'azienda sottolinea: "confermiamo l'impegno per il Paese e al servizio della comunità, anche alla partenza della Fase 2". Aderisce anche Etruria Retail che nei suoi 290 negozi Carrefour affiliati in Toscana, Umbria e Alto Lazio vende le mascherine chirurgiche al prezzo fissato di 50 centesimi, più 11 centesimi di iva. I dispositivi di protezione individuale sono in vendita sugli scaffali di tutti i punti di vendita della rete in confezioni da 5 mascherine.

"In un momento difficile per il tutto il Paese i nostri punti di vendita continuano a essere vicini alle esigenze dei clienti, mettendo a disposizione, nel rispetto di tutte le norme di sicurezza, un bene, come le mascherine -spiega l'azienda-. Grazie a una rete di distribuzione capillare ci impegniamo, costantemente, nel rifornire gli store e garantire ai nostri clienti tutto ciò che è necessario per la loro spesa quotidiana”.

Mascherine in vendita anche nella rete di Coop Lombardia, e in generale nei negozi della rete Coop sul territorio nazionale, e da Conad. Despar Centro-Sud aveva, già nei giorni scorsi, annunciato la sua scelta di fornirsi di mascherine.

L'Ad di Conad, Francesco Pugliese, scrive in un tweet: "In attesa che quanto promesso in tv e sui social si avveri con la cancellazione dell'iva intanto assorbiamo noi il costo e stiamo vendendo al pubblico a 0,50".

In una nota Coop spiega: "Abbiamo accolto l’invito del governo di adeguarsi al prezzo indicato delle mascherine; già da alcuni giorni nei nostri store erano disponibili mascherine a 0,60 cadauna iva inclusa. Coop ha rinunciato a chiedere ristoro al governo per le mascherine precedentemente acquistate a costo più alto".

Crai Secom ha invece deciso di ritirare, ma solo temporaneamente, le mascherine dalla vendita. L'azienda spiega: "Ci siamo attivati da subito per trovare sul mercato delle mascherine con un prezzo più basso, in modo da poterle vendere quanto prima al prezzo indicato dal Governo. L’azione che abbiamo intrapreso va proprio nella direzione di continuare a dare il massimo del servizio ai nostri clienti, così come abbiamo fatto da sempre ed è parte del dna di tutta la nostra organizzazione. Abbiamo rafforzato anche questa nostra caratteristica nelle ultime settimane di emergenza e di disagio cercando di far fronte al meglio alle esigenze dei nostri clienti. Lo stiamo facendo dall’inizio dell’emergenza, tutti i giorni, in tutti i nostri negozi, con migliaia di donne e uomini che lavorano con professionalità e dedizione. Contiamo pertanto di risolvere questa situazione in breve tempo".

Anche NaturaSì si è dotata di mascherine ma propone quelle in cotone lavabili fino a quindici volte, classificate come maschere ad uso medico di Tipo I, e realizzate dalla Cooperativa sociale Quid, la realtà veronese che dà lavoro a uomini e donne con un vissuto di fragilità. Per lavare le mascherine basta immergerle in un litro di acqua con cinque grammi di candeggina, sciacquare con acqua corrente e fare asciugare all'aria per poi stirare a massima temperatura fino al quindicesimo utilizzo.

A riguardo interviene anche Federdistribuzione che in una nota spiega: "Le aziende di Federdistribuzione hanno continuato a vendere le mascherine al prezzo fissato di 50 centesimi + iva, cioè con un prezzo al pubblico di 0,61 centesimi di euro, ancora per tutta la scorsa settimana fino ad aver quasi esaurito le scorte di circa 9 milioni di pezzi ancora disponibili al 26 aprile scorso, e si stanno ora riapprovvigionando grazie all’accordo con il Commissario Arcuri. Al momento le mascherine sono in vendita presso Bricocenter, Bricoman, Carrefour, Esselunga, Gruppo Selex (insegne Pan, Gala, Mercatò, Galassia, Il Gigante), anche se non in tutti i punti di vendita delle insegne citate per un totale al momento di circa un migliaio di grandi negozi".

Entro qualche giorno, si completerà il numero delle insegne e gli approvvigionamenti entreranno a pieno regime consentendo la copertura di 8.000 punti vendita.

 

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