Per Whirlpool primo trimestre con le vendite in calo, ma meglio delle attese

La debole domanda internazionale e il permanere di un’inflazione elevata pesano sulla performance di inizio 2023, ma nei prossimi trimestri è attesa la ripresa

Whirpool archivia il primo trimestre dell’anno con le vendite in contrazione rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ma meglio delle attese, tanto da poter diffondere un messaggio di moderato ottimismo sull’intero esercizio, con una seconda parte dell’anno che dovrebbe consentire una risalita, tanto da avvicinare i livelli 2022.

Pesa la debolezza della domanda globale

Le vendite nette sono scese del 5,5% sul periodo gennaio-marzo 2022 (senza considerare il calo valutario del 3,7%), influenzato da una debole domanda globale e da uno sfavorevole price/mix. Intanto sono proseguite le azioni di riduzione dei costi in modo da difendere i margini. Si tratta di numeri migliori rispetto alle attese degli analisti.

"Le nostre priorità operative e le azioni di riduzione dei costi di 800-900 milioni di dollari ci danno fiducia nel riaffermare la nostra guida in corso per l'intero anno – afferma in una nota Jim Peters, chief financial officer di Whirlpool Corporation -. Con 1,4 miliardi di dollari di liquidità a disposizione, continuiamo ad avere la flessibilità necessaria per attuare un approccio bilanciato di allocazione del capitale che includa il finanziamento per l'innovazione e la crescita, pur mantenendo quasi 70 anni di dividendi restituiti ai nostri azionisti".

Mirino puntato sui business ad alta crescita

“Nel primo trimestre abbiamo realizzato una significativa espansione sequenziale dei margini, in particolare in Nord America – fa sapere Marc Bitzer, presidente e amministratore delegato del gruppo -. “Allo stesso tempo, continuiamo a portare avanti la trasformazione del nostro portafoglio di investimenti con maggiore crescita e con margini più elevati, rimanendo fiduciosi nella nostra capacità di generare valore nel lungo termine”

Quanto all’aria Europa, Medio Oriente e Africa, le vendite sono scese del 7,7% su base annua, mentre il margine Ebit (utile prima di interessi e tasse) è stato positivo dello 0,6% rispetto a una performance negativa (-2,5% dello scorso anno), trainato da un price/mix positivo e benefici di vendita parzialmente compensati dall’inflazione delle materie prime.

Quanto alle prospettive per l’intero esercizio in corso,  le vendite nette sono attese a circa 19.4 miliardi di dollari, in calo dall’1 al 2% rispetto al 2022.

 

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