Confcooperative Lombardia: la cooperazione sacrifica gli utili per salvare l’occupazione

Produttori

La cooperazione ha risposto alla crisi mettendo al centro del suo schema l'economia reale e l'attenzione alla persona e al territorio. Non sono solo concetti filosofici, ma realtà che impongono il superamento della logica del solo profitto.

Utili sacrificati
Ha sacrificato gli utili per salvare l'occupazione. È quanto emerge
dall'analisi di Confcooperative Lombardia sui dati dell'ultimo
quadriennio, divulgati in occasione dell'Assemblea regionale tenutasi
oggi a Milano, con gli interventi di Maurizio Ottolini presidente di
Confcooperative Lombardia, Luigi Marino presidente nazionale di
Confcooperative
e Roberto Formigoni presidente di Regione Lombardia.
"Nell'ultimo quadriennio la cooperazione lombarda ha incrementato
l'occupazione, la base sociale e il fatturato -afferma Maurizio Ottolini,
presidente di Confcooperative Lombardia, a commento dei dati che
segnano la fine del mandato quadriennale- nonostante la diversità delle
dinamiche settoriali è interessante sottolineare che nei casi specifici
della solidarietà sociale e del credito, l'incremento dei soci ha
sfiorato rispettivamente il 15% e il 20%, mentre per quanto attiene
l'occupazione le cooperative di produzione lavoro e ancora quelle
sociali hanno registrato incrementi che sfiorano il 15% nel quadriennio
che si sta chiudendo".

7 miliardi di euro e +13% degli occupati
Le 3.000 imprese cooperative associate realizzano un fatturato aggregato di 7 miliardi di Euro e associano 545.000 persone (entrambi i valori fanno registrare un + 10% nel quadriennio) e occupano oltre 80.000 persone (sempre nel quadriennio l'occupazione segna una crescita del 13%) nonostante i duri morsi di una crisi che sembra non terminare mai. La cooperazione lombarda, nella diversità dei settori in cui è attiva, dimostra di essere realmente uno strumento economico e sociale capace di fronteggiare la crisi meglio di altri.
“L'incremento del fatturato inoltre è frutto della forza trainante della cooperazione agroalimentare (+8%), ma anche della cooperazione sociale (+32%) - ha proseguito Ottolini - ciò è il risultato dell'efficace funzione sussidiaria che la cooperazione svolge anche in settori completamente diversi, dal presidio delle filiere agroalimentari per la valorizzazione delle produzioni e del reddito degli imprenditori agricoli, alla solidarietà sociale per la valorizzazione delle qualità umane delle persone che si trovano in difficoltà per i più svariati motivi".

Deve cambiare la visione: non più solo profitti
"La crisi non si supera soltanto attraverso processi economici e finanziari, ma soprattutto con un'evoluzione del pensiero orientato meramente al profitto - continua Ottolini - la nostra attenzione deve focalizzarsi invece sui processi che valorizzano la persona, affinché il profitto sia uno strumento importante volto unicamente a questo". "Siamo coscienti che la crisi è ancora presente - conclude Ottolini - siamo certi che la cooperazione farà la sua parte per favorirne il superamento e siamo convinti che i principi cooperativi saranno tra i capisaldi che contribuiranno maggiormente alla costituzione di un nuovo modello di economia di mercato, in cui giustizia sociale e bisogni delle persone diventeranno elementi sempre più caratterizzanti il modello competitivo dei sistemi economici".

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