Dal produttore al consumatore
Lo afferma Coldiretti, aggiungendo che, nel 2007, sette italiani su dieci hanno fatto almeno una volta acquisti direttamente dal produttore agricolo, giudicandoli in maggioranza convenienti con un risparmio atteso del 30%: accanto alla ricerca della convenienza, è stata soprattutto la qualità e la freschezza dei prodotti acquistati a spingere il trend positivo. Secondo il rapporto dell'Osservatorio sulla vendita diretta delle aziende agricole promosso da Coldiretti e Agri2000, nel 2007 i frantoi, le cantine, le malghe e le cascine dove è possibile comperare direttamente sono saliti a un totale di 57.530, con un aumento del 48% rispetto al 2001.
Cosa si acquista in cascina
I prodotti maggiormente acquistati dai produttori agricoli sono frutta e verdura (il 28%), vino (il 37 %), olio (il 20%), formaggi (l'1%), le carni e i salumi (l'8%) e miele (il 3%). Intanto, quest'anno, avranno maggior favore anche in Italia i mercati esclusivi degli agricoltori, i cosiddetti farmers market, dove è possibile fare la spesa direttamente, grazie all'entrata in vigore del Decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.301 del 29 dicembre 2007. Dal 2008, infatti, i Comuni hanno la possibilità di avviare mercati gestiti dagli agricoltori localizzati anche in zone centrali e con frequenza giornaliera, settimanale o mensile, a seconda delle esigenze. Esperienze di farmer's market sono già state attivate da Coldiretti in quasi tutte le regioni italiane.
Spegnere le casse migliora il business
Il gruppo conta di risparmiare 1,68 milioni di kwh di energia l'anno utilizzando il nuovo sistema, sviluppato dal proprio team di information technology, che ha lavorato in collaborazione con Ibm per reingegnerizzare i sistemi di controllo dei punti vendita. In termini economici, il risparmio sulla bolletta energetica dovrebbe aggirarsi attorno ai 90mila euro l'anno, con una riduzione di tonnellate di Co2 emesse pari a 722.
L'introduzione del programma consentirà, inoltre, di prolungare in modo significativo il ciclo di vita dell'hardware. L'implementazione, partita alla fine di gennaio, verrà completata entro la prossima estate. L'obiettivo di Co-op, agendo su vari fronti, è di arrivare a ridurre complessivamente del 25% l'utilizzo d'energia entro il 2012.
La metà degli italiani non risparmia
Non c'è solo l'Italia dei debiti che tanto sta allarmando sociologi e quotidiani. Lo rileva, nel suo appuntamento annuale, l'ultimo rapporto sui risparmi e risparmiatori in Italia, elaborato dal Centro Einaudi e da Bnl.
La difficoltà di risparmiare
Dal sondaggio gli italiani sembrano molto preoccupati di andare in pensione con un reddito insufficiente o del tutto insoddisfacente. Un timore che il dibattito sulla riforma della previdenza svoltosi nel 2007 e culminato con le nuove regole del welfare ha acuito, dato che questa paura per il proprio futuro pensionistico riguarda il 18% degli italiani, a fronte del 7% registrato un anno prima. Per il 72% degli italiani il risparmio è un obiettivo primario; non tutti, però, riescono a raggiungerlo: infatti, il 51% non riesce a mettere soldi da parte e “non per scelta”. Però, parte dei non risparmiatori non riesce a mettere nulla da parte perché ritiene essenziale mantenere alto il proprio livello di consumo, con il risultato che ricorre al credito al consumo il 17% degli italiani, contro il 10,8% di tre anni fa. Chi risparmia, invece, lo fa per meno del 10% delle risorse disponibili e per “motivi precauzionali”; il 41% del campione per gli “eventi imprevisti”. Cresce (dall'11 al 15%) l'esigenza di integrare la pensione, diminuisce di ben tre punti (26% contro il 29% della scorsa indagine) l'acquisto o la ristrutturazione della casa come motivazione principale di risparmio.
L'importanza dei mutui
Chi invece l'investimento immobiliare lo ha già compiuto si rivela in maggioranza contento: il 52% del campione ha affermato di essere “molto soddisfatto”. Il 23,9% degli intervistati ha in corso un mutuo ipotecario e di questi il 74,2% lo ha utilizzato per l'acquisto della prima casa. La quasi totalità dei mutuatari ha sottoscritto il finanziamento presso una banca, per lo più la cosiddetta “banca di famiglia”. Il mutuo continua a rappresentare la quota più rilevante dell'indebitamento delle famiglie: risulta uno strumento di marketing essenziale per le banche, dato che l'83,5% delle famiglie intrattiene rapporti con un solo istituto. La ricerca di sicurezza nella scelta degli investimenti rimane una costante: il 52% degli intervistati assegna il primo posto a questo aspetto.
Le materie prime infiammano i prezzi e spengono i consumi
Di austerità imposta dall'alto non si parla, ma i consumatori devono fare i conti con le proprie tasche. E si tratta di conti problematici...
Allegati
- Le materie prime infiammano i prezzi e spengono i consumi
- Dossier | Gdoweek 419 | 29/1/2008 |
Il commercio etnico cambia faccia
Un business pari al 12% del totale vendite retail Uk, che risulta essere stato sviluppato per il 32% nella sola Londra e per il 68% nel resto del paese.
Il fatturato medio per punto di vendita (pari a 0,444 milioni di sterline) è inferiore a quello dei negozi con proprietari europei (0,611), ma tale disparità tende ad annullarsi per general store, negozi di elettricità, arredamento, informatica (hardware) e abbigliamento. La categoria più numerosa è quella dei negozi asiatici, in massima parte specializzati in abbigliamento etnico (sari) e convenience store. Il 55% dei negozi di immigrati lavora prevalentemente con clientela “british”.
Quattro tipologie di retailer
Secondo la ricerca, l'universo dei commercianti di altre etnie si dividono in quattro categorie, corrispondenti ad altrettanti posizionamenti:
- Il dettaglio etnico tradizionale, frequentato quasi esclusivamente dai membri della comunità di riferimento. Esempi classici sono i piccoli negozi di alimentari cinesi o le macellerie halal.
- I negozi convenzionali di prossimità, spesso aperti 24 ore su 24, che propongono anche prodotti delle marche globali e si rivolgono ai consumatori di tutte le comunità, ivi inclusi i britannici.
- Gli specializzati etnici che propongono un vasto assortimento di prodotti tipici del paese di provenienza e si rivolgono principalmente alla comunità di riferimento. Un esempio classico sono i grandi magazzini cinesi Wing Yip.
- I player evoluti, capaci di proporre format di successo rivolti a tutta la popolazione (britannica e delle varie etnie) in quanto non si caratterizza come etnico. Un esempio è la catena di abbigliamento Tom Singh's New Look.
L'indagine evidenzia come la grande maggioranza dei negozi di proprietà di persone appartenenti a minoranze etniche sia compresa nelle prime due categorie, mentre il 15% degli esercenti aderiscono agli altri due modelli più evoluti, che infatti sono quelli in maggior espansione.
Il cibo etnico è trendy in locali e Gdo
Un quarto della popolazione italiana mangia multietnico. Perché ama sperimentare nuovi accostamenti, ma anche risparmiare sul cibo. È quanto evidenzia una ricerca Nomisma-Demetra, svolta a giugno 2007, su un campione rappresentativo della popolazione italiana d'età superiore a 15 anni.
Il cibo della tradizione nazionale, ovviamente, continua a mantenersi saldamente al top delle preferenze tra gli italiani. Evidentemente, però, con l'aumento della presenza di culture straniere nel nostro territorio, si stanno affermando anche cucine di paesi lontani con proposte multietniche, che lasciano spazio alla voglia di sperimentare pietanze diverse e con accostamenti inediti, conferendo a questi locali un appeal in grado di sedurre, in particolare, la popolazione più giovane.
Cucina cinese al top
Nel dettaglio, l'indagine Nomisma-Demetra evidenzia che, nei primi 6 mesi dell'anno, il 24% degli intervistati ha consumato cibi etnici: un'abitudine più diffusa fra gli uomini, dove tale percentuale raggiunge il 30%, contro il 17% delle donne, e fra le giovani generazioni (45% degli intervistati di età inferiore a 30 anni). Insieme alla curiosità di provare cucine differenti (82% degli intervistati), non è da trascurare il fattore economico: esiste infatti un 10% che opta per i cibi etnici perché meno cari rispetto agli italiani.
In cima alla classifica delle preferenze si trovano i locali della gastronomia cinese, seguiti a distanza da quelli indiani/tailandesi, giapponesi e arabi.
Non solo ristorazione
La conferma del trend davvero positivo per i cibi etnici viene anche dal rapporto di Coop 2007 che, per questi prodotti, segnala una crescita marcata delle vendite nella grande distribuzione organizzata: + 36% rispetto al 2006.
Cresce ancora il mercato equosolidale
Si tratta di un mercato sempre meno di nicchia, che coinvolge un numero crescente di consumatori, tanto che -secondo le stime di Fairtrade- in Italia, nel 2007, il suo valore ha superato il 110 milioni di euro, crescendo di un ulteriore 10%. Nel 2006, livello mondiale, per l'acquisto di prodotti a marchio Fairtrade, i consumatori hanno speso 1.6 miliardi di euro con un aumento del 41% rispetto all'anno precedente, che ha portato vantaggi ad oltre un 1,4 milioni di produttori e lavoratori del sud del mondo.
Le categorie che hanno registrato le maggiori crescite sono state il cacao (+93%), il caffé (+53%), il tè (+41%) e le banane (+31%).
Una presenza che aumenta nella Gdo
Dal 1995 il marchio di garanzia Fairtrade è giunto sugli scaffali dei supermercati italiani: è un bollino che certifica la provenienza dalle organizzazioni del Sud del mondo, iscritte ai registri di FLO (Fairtrade Labelling Organizations International, il coordinamento internazionale dei marchi di garanzia equosolidale). Nel corso del 2006 FLO ha stimato che il commercio del caffé a marchio Fairtrade ha portato alle cooperative all'incirca 41 milioni di euro in più rispetto a quanto ne avrebbero ricavato da una vendita al mercato tradizionale.
Sono davvero molte le catene di supermercati (ma anche i discount fanno spazio sugli scaffali: Lidl li ha introdotti nei suoi pdv lo scorso ottobre) che propongono i prodotti del mercato equo, come per esempio Coop, Conad- Leclerc, GS, Famila, Naturasì, B'io, Sigma, Unes, Bennet. Nel 2006, la presenza di prodotti equosolidali nella gdo è aumentata del 28%. Ma all'aumento delle vendite corrisponde anche un incremento del numero dei licenziatari (aziende che vendono il prodotto confezionato con marchio Fairtrade): nel 2006 sono passati da 1514 a 1954.
Colomba Jada al Prosecco
Jada, azienda veneta, che distribuisce specialità alimentari di alta gamma, propone la Colomba al Prosecco glassata alle mandorle.
La colomba è un dolce da forno a lievitazione naturale insaporito con vino Prosecco di Valdobbiadene Bisol Doc (6,5%) che contiene uvetta sultanina, rimasta in infusione nel prosecco per una notte.
Uova Nero Perugina
Per la Pasqua 2008, quattro le referenze nella linea Uovo Nero: uovo con 70% di cacao, uovo con semi di cacao, uovo all'arancia e ovetti.
I prodotti sono presentati in una confezione elegante, color oro e nero.
Per i prodotti Cirio nuovo pack
Una recente ricerca di mercato quali-quantitativa realizzata tra i consumatori ha evidenziato che gli elementi di novità del nuovo pack Cirio sono stati subito recepiti come qualificanti per lo storico brand.
Un mix di eleganza (grazie all'utilizzo dei colori blu, bianco ed oro), alta visibilità, raffinatezza del lettering, forte rilievo grafico e al tempo stesso leggerezza sono gli elementi con cui Cirio, del Grupppo Cooperativo Conserve Italia, sta riproponendo i propri prodotti.
Il rinnovamento coinvolge anche la comunicazione, puntando sull'unicità e sul valore del marchio e dei suoi prodotti.
Nuova gamma di display Sharp
Con i display professionali per e-signage della Sharp, la comunicazione con il cliente si arricchisce di inedite dimensioni interattive.
I pannelli variano da 2,4 pollici a 65, in orientamento verticale e orizzontale, con tecnologia Full HD e una durata di vita fino a 50.000 ore di funzionamento continuato.
Il Diario Alimentare di Cereali Fitness Nestlé
Il Diario Alimentare Fitness è la prima promozione dei Cereali Fitness per il 2008: partecipare è molto semplice, basta acquistare un prodotto della gamma (Fitness Naturale, Fitness&Chocolate, Fitness&Fruits, Fitness Miele e Mandorle) per accedere al sito www.fitnessmealplanner.com.
All'interno di ogni confezione è disponibile un codice unico, che permette alle consumatrici di registrarsi e accedere al sito: le consumatrici dovranno solo inserire i propri dati (età, altezza, peso) e il Diario Alimentare fornirà dei suggerimenti per preparare i propri pasti, tenendo in considerazione l'apporto calorico consigliato giornalmente in base alle informazioni inserite.
Per le utenti più “pigre”, il programma formulerà una proposta che rispetta automaticamente l'apporto calorico consigliato per i propri obiettivi di peso. In alternativa sarà possibile selezionare manualmente gli alimenti e comporre i propri pasti giorno per giorno.
Oltre alle indicazioni alimentari, le consumatrici potranno consultare la rivista interattiva “La Mia Linea”, in cui troveranno tanti consigli sulla forma fisica e sulla nutrizione.
Il Diario Alimentare dei Cereali Fitness è consultabile, in qualsiasi momento, fino al 15 dicembre 2008.
Galileo il nuovo mobile frigorifero di Costan
Costan, l'azienda italiana di riferimento nel settore della refrigerazione commerciale presenta Galileo.
Il nuovo frigorifero risponde alle esigenze di versatilità ed esaltazione del visual merchandising e garantisce un'adattabilità di arredo a 360°, infatti può essere utilizzato singolarmente o combinato con altri.
Disponibile da marzo 2008
Fioccorosa di Castelcarni
Castelcarni rinnova l'immagine del brand di punta Fioccorosa, attraverso nuovi logo, pay-off e pack, con l'obiettivo di comunicare il posizionamento della linea e il target di riferimento.
La nuova immagine, consente anche una migliore visibilità sugli scaffali, grazie ad una grafica originale e accattivante in grado di attirare l'attenzione dei consumatori.
Fioccorosa è destinato a una consumatrice moderna ed evoluta, che cerca nella carne gusto, praticità e sicurezza.
Film stampabile Cryovac
Darfresh® TP100 è un film superiore, stampabile,interamente coestruso, con proprietà barriera ed apertura facilitata. Lo strato saldante in polietilene permette un'efficace sigillatura se il prodotto viene usato in abbinamento con la gamma dei film inferiori Darfresh®.
La formulazione del film consente una stampa flexo, a registro, fino a 9 colori con risultati ottimali per applicazioni di medio profilo come affettati o pezzi in unità consumatore.
W la Mamma, le nuove zuppe di Beretta Fresco
Beretta, leader dei piatti pronti freschi da forno con la sua ricca offerta di paste al forno e cannelloni, ha lanciato una nuova linee di zuppe pronte fresche.
La nuova gamma si compone di 4 ricette tipiche della tradizione italiana, minestrone classico, zuppa classica con orzo e farro, crema di verdure e crema di zucchine e patate;
preparate con ortaggi di qualità e conditie solo con olio extravergine di oliva .
Tutte le ricette sono prive di conservanti, di coloranti e di grassi animali e sono proposte in vaschetta da 600gr per due ricche porzioni.
SolvCat la lettiera diagnostica di Solvay
SolvCat Diagnostica è la lettiera ideale per i gatti con problemi di salute. Consente, infatti, un monitoraggio quotidiano della salute dell'animale, attraverso la semplice osservazione del colore delle urine.
SolvCat Diagnostica consente anche il controllo dei cattivi odori atttraverso il suo potere assorbente dei liquidi Disponibile in confezioni da 5 kg.
Linea Cucina Noberasco
La linea Cucina di Noberasco si rinnova sia nel packaging sia nelle referenze che contano 6 novità esclusive.
A fianco dei gusti più originali (Noci Pecan, Macadamia, Pistacchi di Bronte, Anacardi) troviamo anche la granella di Nocciole e le Mandorle in lamelle.
Novità assoluta è il pack a forma di barattolino, dotato di tappo richiudibile.
Rewe acquisisce Centrale Lazio
La forza della rete
Arrivano così a quota 167 i punti di vendita Rewe in Italia (66 supermercati Standa, 20 IperStanda, 67 Billa e 10 Bipa) a cui si aggiungono 101 negozi affiliati Standa, oltre a un master franchising in Sicilia, che conta 32 punti vendita. «Si tratta solo della prima acquisizione - conferma Francesco Rivolta, AD di Rewe Italia - dato che siamo in trattative anche per altre. Ovviamente, abbiamo in previsione anche uno sviluppo autonomo della rete, con la previsione, nel corso del 2008, dell'apertura di altri 15 supermercati».
Le dimensioni del gruppo
Rewe, terzo gruppo della distribuzione a livello europeo, consolida così la sua presenza sul territorio nazionale grazie ad acquisizioni che la portano a un fatturato italiano pari a 1,2 miliardi di euro. La penetrazione del gruppo in Italia si deve soprattutto all'acquisizione, avvenuta nel 2001, del ramo alimentare di Standa (119 i pdv) dalla famiglia Franchini. A livello europeo, il giro d'affari Rewe supera i 43,5 miliardi di euro (oltre 3mila punti vendita in 13 stati, solo relativamente all'alimentare), grazie anche al business dei viaggi, dove è leader in Germania.
Piatti pronti che tutelano la freschezza
Delicius ha ampliato la propria gamma di piatti pronti della linea “Oggi Pesce” con una nuova variante denominata Gnamburger. Si tratta di crocchette di filetto di salmone fresco con carote e patate a forma di pesciolino, pensati per accattivarsi le simpatie di bambini e ragazzi.
A differenza di prodotti congelati o pre-fritti, Gnamburger ha la peculiarità di essere fresco e privo di conservanti e glutine, pronto per essere cotto in padella o al forno.
Gnamburger è l'ultimo nato di una gamma di prodotti ottenuti con specifiche tecnologie di lavorazione che consentono di ottenere un prodotto fresco ma ripulito e privo di scarti. Quest'ultimo aspetto, secondo alcune ricerche, è uno dei più importanti per il consumatore che ritiene il pesce un alimento desiderabile ma di preparazione laboriosa. Gnamburger è confezionato in atmosfera protettiva e ha un tempo di vita di 10 giorni.
La gamma di prodotti “Oggi Pesce” è composta da 11 referenze: branzino con patate, pomodori e basilico; orata con patate, olive e pesto rosso; salmone al pepe verde; baccalà con patate, capperi e prezzemolo; branzino con fagioli, mais e piselli; orata con pomodorini, olive e capperi; salmone con patate e aneto; branzino eviscerato per forno con patate e prezzemolo; branzino eviscerato con patate e pomodori; orata eviscerata per forno con patate e prezzemolo; orata eviscerata con patate, olive e pesto rosso.
Tabs performanti anche nelle vendite
Tra questi, i detersivi in tabs, le tavolette, che rappresentano la larga parte di questo mercato - 80% di un valore complessivo pari a 220 milioni di euro - e proseguono nella loro performance positiva con tassi di crescita interessanti.
Allegati
- Tabs performanti anche nelle vendite
- Mercati | Gdoweek 419 | 29/1/2008 |
Pavesi lancia una marca per i teenager
Pavesi s'impegna a fondo per raggiungere la generazione dei teenager con un portafoglio prodotti ampio e un brand nuovo, creato per essere principalmente audace e dinamico, ma soprattutto mobile. Da essere consumato senza perdere tempo in pause. Questo punta a essere Freelers, marchio che richiama in tutti gli elementi grafici la connotazione estroversa indispensabile per entrare in contatto con i ventenni, e che s'impone in primis per quell'essere rotondo come le ruote e i cuscinetti a sfera di bici, pattini e skate che costituiscono gli strumenti di riferimento per affrontare l'arredo urbano del target prescelto. Un mondo dove la prestazione è costantemente individuale, eppure vissuta in completo senso di libertà nella riunione collettiva.
Individuo e tribù, nutriti a furia di snack.
Pavesi lancia Freelers nella gamma dolce e anche in quella salata, in confezioni per forza di cose cool, ma anche pratiche da trasportare negli spostamenti on the road. Biscotto sandwich, barrette wafer e maxifrolla in stile rap (Black-a-snack, Chocrunch, Xtracookie) a partire da 1,90 fino a 2,50 euro in pack monoporzioni multiple: per essere consumati da soli o in compagnia, caratterizzati da profumo e sapore intenso del cacao nero. In linea con l'immagine giovane nel confezionamento, ma meno audace sul versante creativo, risulta la gamma salata composta da chips e tortillas. Va comunque segnalato l'uso del mais bianco e della foglia di frumento sottile (per la versione speziata). Le informazioni alimentari non sono - ovviamente - messe in risalto, per quanto apprezzabile risulti l'intento di mantenere basse le percentuali di grasso e di ampliare le opzioni cerealicole dello snack.
Euro&Med Food
Quarta edizione dell'appuntamento d'eccellenza per tutto l'agroalimentare pugliese: al centro le imprese, le aziende e le loro produzioni.
Una fiera specializzata, orientata al mercato, che ha come obiettivo quello di valorizzare al meglio tutte le potenzialità commerciali dei produttori pugliesi, attraverso contatti con buyers nazionali ed internazionali che incontreranno le imprese nei 4 giorni della manifestazione, secondo un'attenta pianificazione di incontri mirati a far convergere domanda e offerta. Una vetrina prestigiosa che vede in rassegna la qualità dei prodotti e la tradizione delle lavorazioni, in stretta connessione con altri comparti produttivi quali il turismo, in una logica complessiva di marketing territoriale in grado altresì di attrarre nuovi investimenti.
Euro&Med Food 2008 nasce dalla sinergia istituzionale tra Camera di Commercio di Foggia, UnionCamere Puglia, Consorzio “Il Tavoliere” di Foggia, Provincia di Foggia, Regione Puglia, Sprint Puglia, Comune di Foggia, PIT n. 1 Tavoliere, Comune di San Severo, Comune di Cerignola, Fiera di Foggia.
<a href="http://www.euromedfood.it " target="_blank">
<a href="mailto:info@euromedfood.it">
<A href="mailto:info@euromedfood.it"
Il gorgonzola si rinnova nel segno della dolcezza
Il dolce stravince sul piccante: i principali brand hanno conquistato non a caso la leadership del mercato puntando con decisione sui concetti di cremosità e dolcezza, sia per quanto riguarda la ricettazione che la comunicazione.
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- Il gorgonzola si rinnova nel segno della dolcezza
- Mercati | Gdoweek 419 | 29/1/2008 |
Birra, l’offerta si moltiplica per soddisfare nuovi target
Un dinamismo da imputare soprattutto al buon andamento dei segmenti ad alto valore, segno che le politiche di "acculturamento" messe in atto negli ultimi anni dalle aziende hanno colto nel segno.
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- Birra, l’offerta si moltiplica per soddisfare nuovi target
- Mercati | Gdoweek 421 | 12/02/2008 |
Non solo merendine per Buondì
Nato più di 50 anni fa, il marchio Buondì può vantare un patrimonio che fa leva sull'unicità dei prodotti e la genuinità delle ricette. Per queste ragioni, il gruppo Buondì Bistefani ha deciso di proiettarsi nel futuro con un progetto strategico, Mega Brand Buondì, che vede l'estensione del marchio su tipologie di prodotto nuove ma in linea con le aspettative dei consumatori.
Posizionamento e prodotti
Quali sono le linee guida del posizionamento e i criteri di selezione dei mercati? Innanzi tutto la presenza del brand in mercati con volumi importanti, declinato in prodotti di consumo quotidiano in formato famiglia, con un prezzo in media con il mercato e una connotazione salutistica. Rispetto al mercato di riferimento, deve proporre una novità in grado di soddisfare le esigenze del consumatore moderno.
A fronte di questo progetto, il gruppo di Villanova Monferrato ha lanciato nel 2007 “I Biscotti del Buondì” nei gusti classico e cacao, frollini per la prima colazione a forma di Buondì, e “Il Panettone del Buondì”, a lievitazione naturale arricchito con uvetta e canditi il cui packaging richiama quello della merendina. Di più recente distribuzione sono, invece, “I Panini del Buondì” e “Le Minifette del Buondì”. Presenti sugli scaffali da gennaio 2008, i primi sono panini farciti con frutta (albicocca) o con gocce di cioccolato, che presentano il 35% di grassi in meno rispetto alle merendine; le seconde sono fette biscottate, le cui piccole dimensioni evitano la rottura come in una fetta normale.
Anche le confezioni dei prodotti rientrano nel nuovo piano strategico tanto che, grazie a un percorso di ammodernamento del system storico di Buondì, hanno visto l'introduzione di elementi grafici e cromatici che danno al packaging una forza visiva sullo scaffale. L'obiettivo è ottenere food appeal e comunicazione chiara dei plus di prodotto.
Rallenta la crescita del credito al consumo
Chissà perché essere indebitati è sintomo della maturità di una nazione. Eppure, in tutti i rapporti sull'andamento del credito in Italia si sottolinea, invariabilmente, che il ricorso dei nostri connazionali al finanziamento è significativamente più basso rispetto a quello dei paesi definiti appunto più “maturi”. Si tratta di un tic terminologico cui non sfugge neppure l'ultimo rapporto sul credito al consumo in Italia rilasciato da Crif, Assofin e Prometeia. Nel primo semestre 2007 il credito al consumo ha continuato a evidenziare una dinamica vivace, ma con tassi di crescita che, sia pure espressi ancora in doppia cifra, risultano in graduale rallentamento rispetto a quelli evidenziati nei periodi precedenti: le consistenze (cioè l'ammontare dei crediti ancora in essere) sono giunte a 96,6 miliardi di euro, in aumento del 14,2% rispetto al primo semestre 2006.
Un incremento inferiore rispetto al 2006
Le nuove erogazioni di credito al consumo nei primi sei mesi 2007 si sono attestate a 38,1 miliardi di euro. Il rallentamento della crescita di finanziamenti alle famiglie è un fenomeno che caratterizza non solo la dinamica degli impieghi in Italia, ma è un tratto comune in tutti i Paesi dell'Unione monetaria europea. A giugno 2007 i finanziamenti (con l'espressione si intende il credito al consumo più i mutui) alle famiglie italiane si sono infatti attestati al +9,3% (rispetto al +10,8% di fine 2006), contro un incremento del 7% dell'area comunitaria. Cresciamo quindi più dei nostri partner e ci stiamo avvicinando ai modelli di ricorso al credito degli altri paesi comunitari, anche se permane un elevato gap di incidenza sul prodotto interno lordo rispetto ai principali paesi europei. Anche in rapporto al reddito disponibile, il credito al consumo in Italia (9,3%) risulta ancora su livelli sensibilmente inferiori a quelli di Germania (10,6%), Spagna (14,7%) e Francia (12,5%).
Un trend parzialmente influenzato dalle manovre sui tassi
Anche le anticipazioni relative al secondo semestre 2007 confermano il proseguimento del trend, nonostante la crisi dei subprime che ha portato a un restringimento del credito e a un innalzamento dei tassi. Il fenomeno però non stupisce, perché le manovre sui tassi hanno effetto immediato sui mutui (che infatti secondo le stime provvisorie avrebbero chiuso il 2007 con un decremento delle erogazioni), ma non sui prestiti finalizzati.
Cereali per abbattere gli zuccheri
I recenti studi che riguardano la scienza dell'alimentazione hanno individuato nelle diete ricche di zuccheri, combinate ai moderni stili di vita sedentari, un elemento di criticità per la prevenzione di patologie a larga diffusione, tra cui il diabete.
Il mercato, da qualche tempo, cerca di rispondere alle esigenze di contenimento dei livelli glicemici con prodotti appositamente studiati .
Tra questio c'è la linea Gluco Control di Céréal. Si tratta di prodotti ricchi di fibre e zuccheri ad assorbimento rallentato, proposti in 4 varianti: fette biscottate ai 4 cereali, preparato ai mirtilli, preparato all'albicocca e preparato alla fragola. Le fette biscottate ai 4 cereali contengono solo lo zucchero naturalmente contenuto negli ingredienti di base e le fibre che evitano picchi di glicemia.
Il preparato ai Mirtilli Céréal, invece, è indicato per limitare l'assunzione di carboidrati, con le varianti di gusto alle albicocche e alla fragola che mantengono le stesse proprietà ipocaloriche e ipoglicemiche. La confezione posta in vendita delle fette biscottate contiene 32 pezzi per 230 g a un prezzo di 2,91 euro. I preparati alla frutta sono distribuiti in confezioni da 320 g a 3,91 euro.
La scuola del caffè arriva a Napoli
Con l'inaugurazione degli uffici napoletani del Training Centre Lavazza, l'azienda torinese ha completato la rete italiana di una delle più grandi scuole mondiali del caffè. Gli 11 centri italiani, sommati ai 32 all'estero, definiscono un esteso network per la diffusione della cultura del caffè. Sviluppando l'idea del centro studi e ricerche torinese, attivo nel lontano 1979, Lavazza ha realizzato un servizio d'assistenza ai professionisti del bar e della ristorazione, con una marcia in più nella definizione dei prodotti.
«Dalla piantagione alla qualità in tazza, vengono trattati e analizzati tutti gli aspetti della filiera», afferma Alessandro Cocco, responsabile dei training centre italiani. Finora il network ha coinvolto più di 10mila persone, pronte a seguire corsi tematici sulla caffetteria tradizionale e su quella creativa made in Lavazza. Dal 2000, l'azienda ha creato la nuova linea di ricette “I Piaceri del Caffè” in cui, grazie alle sperimentazioni delle scuole, ha creato nuovi prodotti immessi nella vendita su larga scala. Sono nati, così, Espesso (un caffè solido), Coffeesphere, la bevanda Passionme a base di caffè e succo di frutta, Tandem, che coniuga l'espresso con lo spumino al gusto di nocciola, cioccolato o latte, Le Voglie, Sorbetto Cremespresso.
L'efficacia della scuola, dunque, non è stata solo quella di attribuire maggiori competenze e abilità ai professionisti del settore, ma anche quella di accorciare il rapporto con il consumatore, per recepire umori ed esigenze e allargare così il portafoglio dei prodotti. La famiglia Lavazza, giunta alla quarta generazione, annovera il 48% nel mercato retail, presidia oltre 80 paesi realizzando un fatturato 2007 pari a circa un miliardo di euro. Per i prossimi mesi, l'azienda piemontese sta studiando il proprio ingresso nel mercato del cioccolato, replicando il consolidato modello di business francese.
Il supermercato è anche tour operator
È proprio GS (Gruppo Carrefour Italia), che già nel 2006 aveva operato in questo campo in collaborazione con l'agenzia di viaggi Myair, a rinnovare il catalogo per i propri clienti, avvalendosi di un partner diverso: Igna's Tour. La convenienza (per esempio: 198 euro a persona per 2 notti a Praga in hotel 4 stelle), è il punto forte delle offerte. La promozione, valida fino al 23 febbraio, è presente in 176 punti vendita in Lombardia, Liguria, Piemonte, Valle d'Aosta ed Emilia Romagna, ma in futuro è prevista l'estensione a livello nazionale.
Il servizio, denominato Viaggi & Vantaggi, prevede l'acquisto di card in supermercati e superstore, il cui valore complessivo è pari al costo del viaggio scelto. Telefonando al call center dedicato o collegandosi al sito viaggi-vantaggi.it, si potrà effettuare la prenotazione: una volta conclusa l'operazione, si riceveranno direttamente al proprio domicilio tutti i documenti di viaggio.
Il mercato è statico in Italia
Promozioni di viaggi erano state proposte, già nel 2006, anche da Lidl e Penny: si è trattato comunque d'iniziative sporadiche nel panorama italiano, dove il business dei viaggi acquistati al supermercato tarda a decollare. Un business che, invece, guardando all'Europa, vede i principali retailer ai primi posti delle classifiche dei tour operator: Rewe, per esempio, è il secondo in Germania. El Corte Inglés (la catena spagnola di grandi magazzini), ha intanto raddoppiato la propria presenza in Italia, aprendo la seconda agenzia a Milano, in via Albricci, dopo quella di Roma. Leclerc, che in Francia ha ampiamente sviluppato il binomio viaggi-supermercato, in Italia, nonostante la partnership con Conad, non ha ancora fatto alcuna mossa in questo senso. Analoghi comportamenti mostrano Auchan e Carrefour, che sempre in Francia propongono attività turistica, ma non ancora nel nostro paese.
Il supermercato diventa tour operator
Accattivarsi la fedeltà del cliente con iniziative promozionali diverse da quelle dei competitor, è una delle strategie più difficili da attuare per i retailer. Così, pur non trattandosi di una novità assoluta per il mercato italiano, proporre viaggi a prezzi convenienti diventa una delle promozioni più distintive.
È proprio GS (Gruppo Carrefour Italia), che già nel 2006 aveva operato in questo campo in collaborazione con l'agenzia di viaggi Myair, a rinnovare il catalogo per i propri clienti, avvalendosi di un partner diverso: Igna's Tour. La convenienza (per esempio: 198 euro a persona per 2 notti a Praga in hotel 4 stelle), è il punto forte delle offerte.
La promozione, valida fino al 23 febbraio, è presente in 176 punti vendita in Lombardia, Liguria, Piemonte, Valle d'Aosta ed Emilia Romagna, ma in futuro è prevista l'estensione a livello nazionale.
Il servizio, denominato Viaggi & Vantaggi, prevede l'acquisto di card in supermercati e superstore, il cui valore complessivo è pari al costo del viaggio scelto. Telefonando al call center dedicato o collegandosi al sito viaggi-vantaggi.it, si potrà effettuare la prenotazione: una volta conclusa l'operazione, si riceveranno direttamente al proprio domicilio tutti i documenti di viaggio.
Il mercato è statico in Italia
Promozioni di viaggi erano state proposte, già nel 2006, anche da Lidl e Penny: si è trattato comunque d'iniziative sporadiche nel panorama italiano, dove il business dei viaggi acquistati al supermercato tarda a decollare. Un business che, invece, guardando all'Europa, vede i principali retailer ai primi posti delle classifiche dei tour operator: Rewe, per esempio, è il secondo in Germania. El Corte Inglés (la catena spagnola di grandi magazzini), ha intanto raddoppiato la propria presenza in Italia, aprendo la seconda agenzia a Milano, in via Albricci, dopo quella di Roma. Leclerc, che in Francia ha ampiamente sviluppato il binomio viaggi-supermercato, in Italia, nonostante la partnership con Conad, non ha ancora fatto alcuna mossa in questo senso. Analoghi comportamenti mostrano Auchan e Carrefour, che sempre in Francia propongono attività turistica, ma non ancora nel nostro paese.
La distribuzione e il caso Luxottica
La quotazione di Luxottica, uno dei pochi campioni di Piazza Affari, ha subito nel corso degli ultimi mesi, dopo un lungo periodo di risultati esaltanti, una flessione importante le cui cause sono state attribuite dagli analisti di Borsa alle incertezze che gravano sull'economia americana e alle pessime performance del dollaro nei confronti dell'euro. Fra le scelte strategiche su cui si basa il successo del gruppo fondato da Leonardo Del Vecchio spiccano innanzitutto le acquisizioni di marchi tecnico-stilistici sempreverdi come Ray-Ban, Persol, Vogue, sinergiche agli accordi di licenza stipulati con diverse griffe del lusso, da Dolce & Gabbana a Ralph Lauren, e l'acquisto di catene “retail” in Usa - quattro dagli inizi del 2006 a oggi - che hanno portato Luxottica alla creazione di una gigantesca rete di punti di vendita. Come succede in questi casi, la società di Agordo fa sapere che tutto va bene, vendite e utili del prossimo anno registreranno risultati record. Queste notizie e recenti iniziative come l'acquisizione di Oackley sembrano supportare questo ottimismo. Se si guarda, però, il fenomeno dal punto di vista della distribuzione ottica le ragioni di gioire diminuiscono. Se è vero che per merito di Luxottica e Safilo, e grazie al boom delle griffe, la distribuzione ha trovato spazi di crescita impensabili, è anche vero che tale fenomeno ha contribuito alla diffusione degli occhiali da sole in tutti i canali di vendita, facendo perdere alla distribuzione ottica specializzata la supremazia della protezione del benessere visivo.
I problemi di una posizione dominante
Luxottica ha così acquisito una situazione dominante nei confronti della distribuzione a cui ha sottratto capacità contrattuale e di progettazione e la possibilità di decidere quali marchi trattare e come, facendo venire meno quel rapporto dialettico fra distribuzione e industria che, anche quando diventa conflittuale, è all'origine della crescita dei mercati. Nel portafoglio Luxottica vi sono una trentina di brand fra marchi di proprietà e in concessione, almeno due volte l'anno ogni marchio immette sul mercato una nuova collezione le cui novità, in assoluto, sono molto poche e pochissimi i modelli di successo. Accadono così due inconvenienti: i modelli di successo sono consegnati con ritardi enormi e con un sistema frazionato assai oneroso per gli ottici; gli altri modelli, alcune centinaia, restano invenduti nei punti di vendita. Il mercato dei prodotti ottici vive in funzione dei bisogni visivi delle persone e solo in parte modesta per la vendita dell'occhiale da sole come accessorio di moda. I consumi attraversano una fase di stagnazione dovuta anche alla mancanza di competitività dell'offerta che origina il seguente paradosso: il peso preponderante della montatura rispetto alle lenti - che sono la principale ragione di esistere del prodotto - sul prezzo finale di un occhiale da vista. Non è quindi casuale che fra i problemi di gestione degli ottici, il principale sia quello delle montature invendute, che trae origine da un rapporto in cui le ragioni della controparte distributiva, in termini di possibilità di selezione e assorbimento delle collezioni e di quantità e qualità dei modelli immessi sul mercato, non sono tenute in nessun conto.
Dal produttore al consumatore
Saltare i canali di vendita tradizionali e comprare direttamente dal produttore, sia per risparmiare che per assicurarsi una maggiore qualità e genuinità: un fenomeno di nicchia ma sempre più in voga che, nel 2007, ha raggiunto un fatturato di 2,5 miliardi di euro, registrando una crescita del 4,2% sul 2006. Lo afferma Coldiretti, aggiungendo che, nel 2007, sette italiani su dieci hanno fatto almeno una volta acquisti direttamente dal produttore agricolo, giudicandoli in maggioranza convenienti con un risparmio atteso del 30%: accanto alla ricerca della convenienza, è stata soprattutto la qualità e la freschezza dei prodotti acquistati a spingere il trend positivo. Secondo il rapporto dell'Osservatorio sulla vendita diretta delle aziende agricole promosso da Coldiretti e Agri2000, nel 2007 i frantoi, le cantine, le malghe e le cascine dove è possibile comperare direttamente sono saliti a un totale di 57.530, con un aumento del 48% rispetto al 2001.
Cosa si acquista in cascina
I prodotti maggiormente acquistati dai produttori agricoli sono frutta e verdura (il 28%), vino (il 37 %), olio (il 20%), formaggi (l'1%), le carni e i salumi (l'8%) e miele (il 3%). Intanto, quest'anno, avranno maggior favore anche in Italia i mercati esclusivi degli agricoltori, i cosiddetti farmers market, dove è possibile fare la spesa direttamente, grazie all'entrata in vigore del Decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.301 del 29 dicembre 2007. Dal 2008, infatti, i Comuni hanno la possibilità di avviare mercati gestiti dagli agricoltori localizzati anche in zone centrali e con frequenza giornaliera, settimanale o mensile, a seconda delle esigenze. Esperienze di farmer's market sono già state attivate da Coldiretti in quasi tutte le regioni italiane.
Origine in evidenza per l’oliva italiana
Nell'olio d'oliva il duello fra etichetta industriale e agricola vede prevalere quest'ultima con l'entrata in vigore del decreto sull'indicazione obbligatoria della provenienza per i prodotti vergine ed extravergine. Un provvedimento, fortemente voluto da Coldiretti, che ha raccolto in una regione produttiva come la Puglia oltre 20.000 firme di sostegno. In concreto viene introdotta la dicitura d'origine nazionale, estendibile ai 38 extravergini a denominazione di origine (Dop), a prodotti acquistabili direttamente nelle aziende agricole, a prodotti industriali selezionati e riconoscibili per la presenza di avvisi quali da olive “raccolte in Italia”, “coltivate in Italia”, “prodotte in Italia”, “100% olive italiane” o, in ultima istanza, esplicitando il nome dell'azienda agricola fornitrice della materia prima e non solo il luogo dello stabilimento di confezionamento dell'olio. Il mondo agricolo chiede in parallelo un sistema di controlli negli stabilimenti per assicurare che tutti i prodotti etichettati dopo il 17 gennaio 2008 rispettino le condizioni fissate dal decreto. Il recente sequestro a Foggia di clorofilla utilizzata in uno stabilimento specializzato per adulterare olio d'oliva, è la dimostrazione della necessità di salvaguardare il comparto anche in termini di sicurezza alimentare da frodi e sofisticazioni, in particolare per quelle confezioni destinate a finire su mercati stranieri e sui canali a elevata competitività di prezzo.
L’influenza delle offerte promozionali
La ricerca effettuata da Dinamiche, presentata nel numero 419 di Gdoweek, fa il punto sull'efficacia e la qualità delle offerte promozionali e sull'importanza del materiale pubblicitario. Lo studio, realizzato grazie a oltre 1.000 interviste a campione, prende in esame l'influenza di questi fattori sui vari settori merceologici. L'indagine è corredata da una serie di tabelle e grafici, oltre che da un'esaustiva analisi per l'interpretazione dei dati.
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In Lunigiana le castagne sono Dop
Sono appena otto, tra castanicoltori e mulini, le aziende che possono fregiarsi del marchio europeo Dop (in protezione transitoria a livello nazionale) sulla farina di castagne prodotta in Lunigiana. Una vera "nanodop" per numero di aderenti e anche per quantità: 700 quintali. La farina, commercializzata con il nuovo marchio della produzione 2007, è lavorata secondo i metodi della tradizione montanara della zona che si estende nella provincia di Massa Carrara. Una nicchia che gli otto associati intendono valorizzare puntando sulla specificità del territorio, uno dei meno battuti della penisola, e della castanicoltura locale.
Il castagno ricopre fittamente le montagne della Lunigiana: se ne contano oltre venti varietà, oltre alla castagna selvatica piccola e non commestibile. L'estensione di questi alberi in Lunigiana è stimata in 28mila ettari. La particolarità della farina di castagne della zona sta nell'essere un "blend", una miscela di varietà diverse, prodotta da castagni non coltivati come in un frutteto, ma lasciati liberi di svilupparsi sui loro terreni.
Il procedimento di lavorazione indicato nel disciplinare prevede l'essiccazione a fuoco di legno di castagno per 40 giorni nel metato: è un graticcio su cui le castagne vengono asciugate dal calore sottostante. Poi c'è una selezione manuale per eliminare le selvatiche e quelle danneggiate, infine la macinatura a pietra.
La farina di castagne Dop della Lunigiana, al momento commercializzata solo dall'antico molino Rossi di Fivizzano, viene proposta in confezioni da 500 grammi, 1kg e 5 kg, distribuita sia nel canale tradizionale che, in piccola quota, nella gdo. Partirà inoltre un piano di comunicazione mirato alla conoscenza delle ricette tradizionali lunigianesi: oltre al classico castagnaccio, le "lasagne bastarde", la polenta e il pane di Morrocca.
Immobiliare in crisi a Parigi e Londra
L'ultimo segnale in ordine di tempo è il rapporto sul quarto trimestre 2007, reso noto da Atisreal: per l'industria del mattone europea ormai è crisi. A soffrire, secondo il rapporto della società immobiliare d'Oltralpe, sono soprattutto le ubicazioni di maggior pregio per gli investitori istituzionali: gli uffici “tripla A”, nel centro di Parigi e Londra. Netta la caduta delle transazioni in queste due città chiave: -20% a Parigi (520mila metri quadrati locati nel periodo considerato a fronte dei 643mila del 2006) e addirittura -40% nella City (205mila metri contro 329mila).
Due i fattori concomitanti nelle difficoltà dell'industria immobiliare: sul fronte della domanda, i segnali di recessione sempre più forti, sul fronte dell'offerta la crisi dei subprime Usa (e UK). In particolare, la mancanza di liquidità sta portando le banche a stringere i cordoni della borsa, rendendo più complicato (e comunque più costoso) l'accesso al credito, necessario come l'ossigeno alle iniziative immobiliari.
Come i subprime condizionano l'economia reale
La crisi degli uffici di Londra si accompagna alla caduta del mercato degli immobili commerciali in tutto il Regno Unito. Gli organi d'informazione economica hanno dato, a inizio 2008, ampio spazio alle notizie sul crollo in Borsa delle società di retailing, a partire da Marks & Spencer, per via della diminuzione dei consumi e quindi dei profitti. L'aggiornamento, a tutto il 2007, del FTSE commercial property index, indica una caduta dei rendimenti immobiliari in questo settore del 5% su base annua e del 7% su base trimestrale. I risultati, che arrivano dopo quasi 15 anni di crescita ininterrotta delle performance, è un indice inequivocabile, secondo gli analisti inglesi, del sentimento negativo sui consumi. D'altro canto, le possibilità d'acquisto di molte famiglie inglesi (come di molte italiane) sono fortemente limitate dalla crescita delle rate di mutui concessi con molta leggerezza.
Leclerc ritira i prodotti troppo cari
In Francia la difesa del potere d'acquisto non spetta più solo ai sindacati o alle associazioni dei consumatori, ma vede scendere (rumorosamente) in campo uno dei leader della grande distribuzione transalpina, il Gruppo Leclerc. Due giorni fa, Michel-Edouard Lecler, patron della catena, ha fatto pubblicare sulla stampa francese una pagina a pagamento nella quale ha minacciato di ritirare dagli scaffali, a partire da febbraio, sei noti articoli che avrebbero subito rincari eccessivi negli ultimi mesi. Si tratta di un formaggio del gruppo Bel (La celebre vacca che ride), di un prodotto Aiax, di due creme antirughe ( L'Oréal e Nivea), uno sciroppo (Orangina) e un dolce Brossard. Secondo Leclerc, le tariffe (ossia i prezzi pagati dai distributori agli industriali) di questi articoli sarebbero aumentate negli ultimi 5 mesi fra il 18,3% e il 20,6%, un incremento giudicato insostenibile dal Gruppo d'oltralpe anche tenendo conto della crescita dei prezzi delle materie prime.
La difesa degli industriali
La replica degli industriali non si è fatta attendere: Jean-René Buisson, presidente dell'ANIA, l'associazione delle industrie alimentari francesi, ha dichiarato: «Leclerc ha preso degli esempi caricaturali, e cerca di indurre in errore i consumatori facendogli credere che siano i prezzi finali ad essere aumentati del 20%, quando invece si tratta semplicemente delle tariffe». Buisson ha poi avvertito il Gruppo Leclerc: se volete davvero rendere concreto il vostro proposito, ritirando i sei articoli, dovete rispettare il preavviso legale di un mese, in caso contrario vi denunceremo.
Una riforma sullo sfondo
Secondo molti commentatori francesi è improbabile che Leclerc dia seguito alle sue minacce, ma, quel che è certo, è che da settimane le catene della Gdo francese cercano di far leva sull'inquietudine dei connazionali per la crescita dell'inflazione (al +2,6%). Sullo sfondo, secondo l'Agenzia France Press, c'è la possibilità di una nuova riforma della Legge Galland, che attualmente permette agli industriali di imporre la stessa tariffa a tutti i distributori.
Nuove idee per i reparti carne e pesce
Pensare l'assortimento in funzione dei momenti di consumo, e dei tanti possibili modi di fare cultura di prodotto, per dare un'impostazione innovativa ai reparti dei freschissimi: è quanto propone con il “laboratorio di idee” So Fresh Lab -mostra allestita da SG Consulting- che movimenterà la manifestazione So Fresh! in programma dal 17 al 18 gennaio alla Fiera di Bologna.
Il consumatore è il fulcro
Il concept proposto si avvale sia di modalità di presentazione inusuali che di forme di comunicazione ed informazione - grazie anche a tecnologie di ultima generazione - in grado di ottimizzare il livello di servizio del punto di vendita. Per esempio nelle carni, anziché la solita divisione per specie animale (carni di pollo, tacchino, maiale, manzo ecc), si proporrà un assortimento pensato in funzione delle modalità di utilizzo dei prodotti: arrosti, griglia, fettine. E all'interno di ciascuna tipologia si declineranno le diverse carni. Per esempio negli arrosti, troveremo quello di pollo, di tacchino, di maiale, di manzo, ordinati e comunicati secondo tre parametri evidenziati da una scala colore: 1) la digeribilità. 2) il tempo di preparazione e cottura della carne. 3) la quantità di prodotto crudo da acquistare per porzione. Tali informazioni saranno riportate in modo chiaro e semplice su cartelli di servizio posti a fianco di ciascun banco di vendita.
Ambientazione multisensoriale e corner ristorante
Un altro elemento innovativo sarà costituito dall'ambientazione del reparto. Entrare nell'area dedicata al pesce o alla carne sarà rispettivamente come andare al mare o in montagna, grazie alle gigantografie dei pannelli che decorano le pareti, agli elementi di arredo (come spiagge, barche con reti, carri di fieno ed erba sulle pareti) e alla diffusione di aromi. Negli ultimi tempi è cambiato il concetto stesso di supermercato: oggi non si acquista solo il prodotto da preparare a casa, ma sempre di più si acquistano piatti pronti o addirittura si consuma l'alimento direttamente sul punto di vendita. Per cui, ecco l'area della fruizione del prodotto: So Fresh Lab propone un format di ristorazione inusuale, basato sulla semplicità e l'innovazione dei piatti proposti. Inoltre, in appositi corner si potranno gustare menù a base di pesce e carni grigliate; oppure ritirarli per consumarli altrove. Un'attenzione particolare sarà data ai menu etnici con corner dedicati al kebab o al sushi bar.
Le promozioni mensili di B’io
Nei rapporti tra industria e distribuzione non mancano gli aspetti di conflittualità, ma quando entrambi condividono la stessa mission è più facile smussare gli angoli. È questo il caso di B'io, che in questi giorni ha lanciato il progetto “12 mesi di trasparenza”, che vedrà ogni mese un'azienda fornitrice protagonista di un'originale campagna sviluppata in tutti i pdv della rete.
La promozione B'io: il produttore del mese
La promozione prevede un'evidenziazione a scaffale degli articoli del produttore del mese, tutti proposti con un taglio prezzo del 10%, ma anche la distribuzione alla clientela di materiale informativo (cartoline, calendario) atto a farne conoscere la storia e i metodi di produzione, nonché corner di assaggio organizzati dalla stesse aziende. Coerentemente con la scelta di trasparenza fatta dalla catena su tutta l'offerta proposta, non mancherà l'indicazione del “prezzo giusto”, ovvero un'informazione chiara e completa sulla composizione del prezzo finale. I clienti inoltre potranno lasciarsi ispirare dai produttori “in trasparenza”, realizzando un disegno, una poesia, un racconto o qualsiasi altro contributo creativo ad essi dedicato, magari coinvolgendo i propri figli in una sorta di rappresentazione artistica dell'eccellenza bio: ogni mese gli autori dell'opera più originale potranno partire per una vacanza in un bio-hotel a scelta.
Nata nel 2002 da un'idea di Ecor - prima azienda italiana di distribuzione di prodotti bio - la rete dei negozi B'io oggi coinvolge oltre 250 punti vendita specializzati in alimentazione naturale, distribuiti sul territorio nazionale, con più di 500 addetti e un fatturato complessivo di circa 100 milioni di euro.
Sempre più vino nei consumi Usa
Il vino è un prodotto sempre più venduto negli Stati Uniti: nel 2007, il consumo di bottiglie è cresciuto per il quindicesimo anno consecutivo (+ 4% nel 2006). Secondo lo studio Impact Databank pubblicato dal Washington Post, a questi ritmi gli Usa nel 2015 supereranno anche la Francia, finora leader planetario indiscusso. Vari fattori contribuiscono al trend: la pubblicità sugli effetti benefici del consumo moderato, la conquista di nuovi target (giovani e donne lavoratrici con alto reddito), il marketing ammiccante con etichette definite molto "friendly" dagli esperti del settore. Per quanto riguarda le preferenze, lo Chardonnay è il prodotto più famoso negli Usa, quello che ha fatto innamorare del vino la generazione dei baby-boomers: nel 2007 ha venduto 64 milioni di casse. Una recente ricerca, però, sostiene che il fascino dello Chardonnay sta perdendo qualche colpo tra i più giovani, che sembrano staccarsi dai gusti mielosi e speziati cari ai sessantenni, preferendo invece vini più freschi. Gli analisti, infine, ritengono che i vini di fascia media americani e australiani continueranno ad attrarre i consumatori statunitensi, mentre le bottiglie del vecchio continente - anche a causa dell'euro forte - saranno destinate a subire qualche contraccolpo: stime recenti parlano di aumenti dal 10 al 30% nel 2008.





































