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Operatività retailer per la redditività: inventario e gestione perdite

operatività retailer
Lo studio Zebra Technologies e Oxford Economics analizza il divario tra le priorità nell'operatività dei retailer e il miglioramento dei processi

Lo studio condotto da Zebra Technologies e Oxford Economics ha approfondito il divario tra le priorità nell'operatività dei retailer e l'effettivo miglioramento dei processi, grazie alla tecnologia. Alcune operazioni hanno visto grandi miglioramenti, come l'inventario, mentre rimane molto da fare per l'evasione degli ordini, le strategie omnicanale, la gestione delle attività, le operazioni di punto di vendita e check out, la gestione delle perdite. Il divario riguarda anche l'utilizzo della AI (limitato) e l'importanza che i retailer attribuiscono a questa tecnologia (elevata).

L'operatività dei retailer nella ricerca Zebra Technologies e Oxford Economics

Ecco alcuni dati emersi dalla ricerca:

  • 54% dei retailer riconosce che esistono margini di miglioramento nella gestione delle operazioni
  • 49% (del 54% citato) considera prioritario l'aumento del tempo dedicato dagli addetti ai clienti
  • 63% dei retailer che hanno registrato progressi, solo il 12% rileva l'aumento del tempo dedicato dai commessi ai clienti
  • 66% dei retailer dichiara di aver avuto miglioramenti significativi nei flussi di lavoro sul punto di vendita e nel check out (ultimi due anni)
  • Entro questo 66%, il 63% rileva miglioramenti nella velocità e accuratezza delle transazioni, il 46% la riduzione dei tempi di attesa dei clienti.
  • 69% dichiara che la prevenzione delle perdite necessita di miglioramenti ma negli ultimi anni non si sono riscontrati risultati significativi

Questi dati dicono che il miglioramento delle operazioni non ha ancora avuto un impatto diretto sulla cura diretta del cliente.

I risultati migliori in termini di ricavi (+1,8 punti) e redditività (più elevata di 1,5 punti) hanno riguardato i retailer che hanno scelto di concentrarsi sul miglioramento della gestione dell'inventario.

L'inventario insieme alla gestione delle perdite sono le operazioni che più necessitano di miglioramenti.

A conferire vantaggio competitivo è in particolare il concetto di "operazioni intelligenti", ovvero capaci di coinvolgere l'intera filiera. Con questa visione le organizzazioni hanno visto una crescita del fatturato superiore di 2 punti e una redditività superiore di 1,7 punti nell'ultimo anno. Inoltre, un miglioramento del 21% nella soddisfazione dei clienti.

Tecnologia e operazioni intelligenti

La tecnologia viene vista dai retailer come lo strumento che permette di migliorare le operazioni, ma con una priorità: migliorare l'esperienza del cliente.

  • 69% del budget IT è destinato a dispositivi, software e altre tecnologie usate per automatizzare i flussi di lavoro
  • 49% definisce l'automazione come impiego di tecnologie digitali per semplificare i flussi di lavoro ed eliminare le attività manuali
  • 41% evidenzia l'uso combinato di dispositivi e software per migliorare produttività ed efficienza
  • 5% considera l'automazione principalmente come uso di analisi avanzate e Ai/machine learning per ottimizzare il processo e le decisioni operative
  • 33% dichiara di eseguire funzionalità avanzate di gestione e analisi dei dati come processi automatizzati in più funzioni aziendali, Ai per ottenere informazioni
  • 47% considera prioritario migliorare esperienza e soddisfazione del cliente

Le attività sulle quali i retailer si stanno concentrando sono:

  • accuratezza e gestione dell’inventario (39%)
  • qualità dei prodotti e dei servizi (39%)
  • efficienza operativa e produttività (39%)
  • visibilità della supply chain (31%)

Le tecnologie per il miglioramento dell'inventario considerate primarie dai retailer sono mobile computer, software di analisi predittiva e i lettori Rfid.

Per quanto riguarda invece la riduzione delle perdite le tecnologie considerate più importanti sono le scaffalature e sensori intelligenti, lettori Rfid e l’intelligenza artificiale.

Lo studio Zebra Technologies e Oxford Economics

Lo studio ha coinvolto 400 decisori del settore retail a livello globale, applicando l'analisi econometrica alle loro risposte. I flussi di lavoro chiave su cui si è concentrato sono la gestione dell’inventario, le operazioni di cassa, la gestione delle
attività, l’evasione degli ordini e la prevenzione delle perdite.

Gdoweekly #177. NaturaSì smentisce la scalata di Bf. Sait (Coop): Trentino al centro. Realco (D.it): il prezzo è giusto

gdoweekly_177
NaturaSì, il negozio come comunità. La prossimità per Sait. Realco: vince lo spezzatino. La pl di Crai all’estero. Pewex (Selex): ok al paghi a rate

Ecco la nuova puntata di Gdoweekly, il #podcast di Gdoweek: ogni venerdì, 5 notizie sul mondo del #retail in 5 minuti!

Questa settimana:

  • NaturaSì smentisce la scalata di Bf e racconta del negozio come punto per la comunità
  • Sait (Coop): prossimità e convenienza, per tenere insieme mercato e territorio
  • Realco (D.it): altri 23 negozi passano all’asta, i lavoratori-imprenditori comprano uno store
  • Crai accelera sull’export grazie all’alleanza con Rosso Fine Food
  • Pewex (Selex) porta il pagamento a rate nei punti di vendita fisici

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Pg Food Brands: nuova holding per Il Mannarino

Il Mannarino, Rosita Galletto e Birra e Veramente Abitudini Italiane di Filippo Sironi e Gianmarco Venuto passano sotto il cappello di Pg Food Brands

Gli imprenditori della ristorazione Filippo Sironi e Gianmarco Venuto ("Pippo" e "Giamma": P e G) creano Pg Food Brands, come annunciato dal Sole 24 Ore a fine luglio. Si tratta di un’organizzazione cappello per i brand Il Mannarino (macelleria con ristorazione), Rosita Galletto e Birra (fast casual) e Veramente Abitudini Italiane (cucina italiana). A questi si aggiungono ora Casamare e M Bagni Montecristo, marchi di ristorazione e lidi mare attivi tra Versilia e Liguria.

L’obiettivo di Sironi e Venuto con Pg Food Brands

L’obiettivo, riporta sempre il quotidiano economico, è “di sviluppare insegne riconoscibili, solide e capaci di generare valore attraverso la qualità dell’offerta, la forza dell’identità e una cultura dell’accoglienza profondamente italiana -riferiscono al Sole 24 Ore Sironi e Venuto-. Il nostro obiettivo è affermare Pg Food Brands come gruppo di riferimento nella diffusione dell’eccellenza italiana del gusto e dell’ospitalità nel mondo. Vogliamo far vivere alle persone l’esperienza più autentica della convivialità italiana. La nascita del gruppo ci consentirà di mettere a sistema competenze, risorse e visioni, creando sinergie ed economie di scala”.

Il programma di nuove aperture

Pg Food Brands riunisce quindi progetti accomunati dal campo, quello della ristorazione, ma differenti per linguaggio, formato e posizionamento. La previsione è quella di aprire ulteriori 12 locali entro fine dell’anno prossimo. Di questa campagna probabilmente Il Mannarino continuerà a essere il brand di punta.

Conti in crescita con l’espansione

Nel 2025 il fatturato aggregato delle tre insegne è salito a 42 milioni (erano 30 nel 2024, con la stima di arrivare a 60 milioni nell’anno in corso).

Il percorso imprenditoriale dei due è iniziato nel 2019, con la creazione de Il Mannarino (che conta oggi 25 sedi), per poi proseguire nel 2024 con l’acquisizione del format fast casual Rosita Galletto e Birra, e con la nascita, del dining Veramente Abitudini Italiane.

Alì (Selex): fatturato in crescita a 1,4 miliardi: focus su logistica e sviluppo sostenibile

©RecordStudio
L'insegna veneta archivia l’esercizio 2025 con ricavi in crescita del 2,2% e un margine di 101 milioni, assorbendo parte dei rincari. Proseguono gli investimenti per l'ampliamento del polo di Padova e la modernizzazione dei punti di vendita

Alì (Selex) archivia l'esercizio 2025 un fatturato di 1,4 miliardi di euro, in aumento del 2,2% rispetto all'anno precedente, mantenendo un margine operativo stabile a quota 101 milioni di euro.

La strategia di crescita tra fidelizzazione e pressione sui margini

Il gruppo della famiglia Canella ha scelto di assorbire una parte dei rincari sui costi operativi pur di preservare il potere d'acquisto delle famiglie. Un posizionamento che trova riscontro nella quota di mercato in Veneto, prossima al 18%, che conferma il gruppo tra i leader della distribuzione moderna a livello regionale. L'azienda impiega oggi circa 5 mila collaboratori distribuiti su 120 punti vendita tra Veneto ed Emilia-Romagna, centri logistici e sede centrale.

Rete green e la svolta dell'hub logistico di Padova

Sul fronte dello sviluppo immobiliare e commerciale, il 2025 ha visto proseguire il piano di investimenti destinato alla modernizzazione della rete. Tra gli interventi simbolo figura l'apertura del punto di vendita di Trebaseleghe (Pd): uno store in classe energetica A4 dotato di impianto fotovoltaico da 233 kWp e tecnologie avanzate per l'abbattimento dei consumi.

In chiave industriale, l'anno trascorso ha segnato l'avvio operativo del cantiere per l'ampliamento dell'hub logistico di via Svezia a Padova. Il progetto punterà all'ottimizzazione dei flussi delle merci per accompag

nare la crescita della rete, integrando forti elementi di sostenibilità: un terzo della superficie dell'area sarà infatti destinato a verde urbano, con la piantumazione di 2.500 alberi.

Valore condiviso e l'impatto sul territorio

Il bilancio di Alì evidenzia una stretta correlazione tra performance reddituali e ricadute economiche locali, con oltre 1,31 miliardi di euro distribuiti al territorio tra stipendi, acquisti da fornitori e investimenti nella comunità.

A consolidare questo approccio è la Fondazione Alì – Francesco Canella Ets, giunta al suo primo anno pieno di operatività con progetti di ricerca scientifica e iniziative sociali. Sul versante Csr, l'azienda ha destinato oltre 3,7 milioni di euro a supporto della comunità, portando avanti le attività di efficientamento energetico e la lotta allo spreco alimentare in collaborazione con il Banco Alimentare.

Sviluppo rete Non food dal 28 agosto al 4 settembre 2026

Cesar rafforza la rete Acqua&Sapone con uno store di 800 mq a Mirabella Eclano (Av). Mondadori sceglie Partinico (Pa) per una nuova libreria di 130 mq

ACQUA&SAPONE
Via San Michele
Mirabella Eclano (Av)
800 mq
Cesar

Data di apertura
6 agosto 2026
Format e location
Lo store si trova all’interno del centro commerciale Il Carro.
Offerta
Classica offerta dell’insegna per la cura della persona e della casa, e un’area dedicata alla profumeria e al make-up.
Servizi
Orario: lundom 8-21.
Addetti e casse
L’organico comprende sette persone.

MONDADORI
Corso dei Mille 244
Partinico (Pa)
130 mq
Mondadori

Data di apertura
6 agosto 2026
Format e location
Rispecchia la classica formula dell’insegna.
Offerta
Offre 8.000 titoli.
Servizi
Orario: lun-sab 9-13 e 16-20.
Addetti e casse
Non disponibile.

Sait (Coop): prossimità e convenienza, per tenere insieme mercato e territorio

Dai 350 punti di vendita alla razionalizzazione degli assortimenti, dall’app all’intelligenza artificiale: Luca Picciarelli, dg di Sait (Coop), racconta a #gdoweektalk il modello del consorzio cooperativo trentino e le priorità per il futuro

Avere una rete capillare può essere un vantaggio competitivo, ma anche una responsabilità. Soprattutto quando oltre 200 punti di vendita svolgono un ruolo di presidio in piccoli centri e valli che rischierebbero altrimenti la desertificazione commerciale.

È uno dei temi della nuova puntata di #gdoweektalk, nella quale Luca Picciarelli, direttore generale di Sait (Coop), racconta l’evoluzione del consorzio delle cooperative trentine e le priorità per il futuro.

Una rete da oltre 600 milioni

Sait serve circa 350 punti di vendita, tra rete diretta e associata, e ha superato i 600 milioni di euro di sell out. Il cuore dell’attività rimane il Trentino, con una presenza anche in Alto Adige, Lombardia, Veneto e Friuli.

La peculiarità del retailer consiste nella struttura della rete: oltre 200 negozi sono realtà di piccolissime dimensioni che, pur con una redditività limitata, vengono mantenute per garantire servizio alle comunità locali.

In un territorio già fortemente presidiato, lo sviluppo passa soprattutto da ristrutturazioni e ampliamenti. E, in questo senso, nell’ultimo anno questo genere di interventi ha interessato 47 punti di vendita.

Convenienza, qualità e assortimenti più semplici

Sul fronte commerciale la sfida è conciliare convenienza e qualità. La mdd Coop pesa per il 27-28% e Sait sta lavorando anche sulla semplificazione degli assortimenti, soprattutto nei negozi di prossimità.

L’obiettivo è migliorare la leggibilità dell’offerta evitando un eccesso di referenze. Una strategia che, sottolinea Picciarelli, non significa avvicinarsi al discount, perchè il consumatore valuta sempre più il valore complessivo del carrello, con prodotti a marchio e primi prezzi che consentono di presidiare la convenienza.

Dall’app ai primi passi nell’Ai

Sul fronte della fidelizzazione, l’app Sait ha superato i 120 mila utenti registrati e integra un portafoglio digitale che consente di accumulare e utilizzare rapidamente i benefici.

Più prudente l’approccio all’eCommerce: il click and collect è presente in alcuni punti di vendita, ma la forte capillarità della rete fisica limita per ora la domanda.

L’intelligenza artificiale è, invece, considerata un’opportunità da esplorare, con le prime sperimentazioni concentrate soprattutto sul riordino della merce.

Tecnologia, assortimenti e convenienza devono però continuare a convivere con la specificità del territorio: per questo la rete è chiamata a competere sul mercato senza perdere la propria funzione di servizio alle comunità.

NaturaSì cambia format: il negozio punta su comunità e somministrazione

EcorNaturaSì
Sessanta interventi tra nuove aperture e ristrutturazioni nei prossimi tre anni, ma soprattutto un nuovo modo di interpretare il punto di vendita

NaturaSì accompagna il piano di sviluppo della rete con un'evoluzione del format: negozi più grandi, location facilmente accessibili, parcheggi e spazi dedicati alla somministrazione. L'obiettivo non è soltanto ampliare la rete, ma rafforzare la relazione con il cliente e avvicinare nuovi consumatori al biologico. L'espansione della rete procede dunque di pari passo con una revisione del format. L'insegna sta progressivamente superando il modello dei piccoli punti di vendita delle origini per puntare su superfici più ampie e servizi capaci di rendere il negozio un luogo di incontro oltre che di acquisto. "Abbiamo molti negozi che devono essere ristrutturati, ampliati e riposizionati. Quando interveniamo sulla rete vediamo crescere quasi automaticamente il numero dei consumatori", spiega il presidente Fabio Brescacin.

Negozi NaturaSì più grandi e più accessibili

L'evoluzione riguarda innanzitutto le dimensioni e la localizzazione dei punti di vendita. "Eravamo partiti con negozi relativamente piccoli. Oggi cerchiamo superfici più grandi, facilmente raggiungibili, con parcheggi comodi e una migliore accessibilità per il consumatore". Una scelta che risponde all'evoluzione delle abitudini d'acquisto e punta a rendere l'esperienza più semplice e completa.

La somministrazione entra nel format degli store NaturaSì

L'altro elemento destinato a caratterizzare i nuovi punti di vendita è la presenza di spazi dedicati alla somministrazione. Per Brescacin non si tratta di un'attività complementare pensata per aumentare lo scontrino, ma di uno strumento per rafforzare il rapporto con il cliente. "La somministrazione crea comunità. Le persone entrano per un caffè, un pranzo, si fermano, parlano. Si crea un rapporto più caldo con il cliente ed è anche un modo per avvicinare più facilmente al biologico chi ancora non lo conosce. Abbiamo verificato che i negozi dove è presente questo servizio sono trainanti anche per le vendite".

Un piano sostenuto dalla crescita

Lo sviluppo della rete sarà accompagnato da investimenti sostenuti, secondo Brescacin, dalla capacità dell'azienda di finanziare la crescita con risorse proprie. "L'azienda produce cassa, ha un Ebitda positivo e oggi riusciamo a sostenere gli investimenti con le nostre risorse. Cresceremo con gradualità, seguendo l'evoluzione del mercato e senza accelerazioni forzate".

L'evoluzione del format rappresenta però solo una parte della strategia di NaturaSì. "Il problema del futuro non sarà il consumo, ma l'approvvigionamento", osserva Brescacin. "Per questo una parte crescente dei nostri investimenti sarà destinata all'agricoltura, per garantire disponibilità di prodotto e sostenere la redditività delle aziende agricole". Secondo il presidente dell'insegna, il vantaggio competitivo del retail alimentare si costruirà sempre più nella filiera, prima ancora che nello scaffale.

Leggi l'intervista e ascolta il podcast su Mark Up

NaturaSì, Brescacin: “Il problema del futuro non sarà il consumo, ma l’approvvigionamento”

Primark apre a Parma: in Italia arriva a 24 store e punta a 28

L'insegna fast fashion accelera la sua espansione nella Penisola. Con il taglio del nastro al centro commerciale Parma Promenade e le imminenti aperture campane, la presenza sul territorio supera quota 5 mila dipendenti

Primark consolida ulteriormente il proprio presidio nel mercato italiano. Martedì 9 settembre, il gruppo internazionale del retail di moda aprirà le porte del suo nuovo punto di vendita a Parma, situato all'interno del ristrutturato centro commerciale Parma Promenade.

Si tratta del 24esimo store in Italia e del secondo in Emilia-Romagna. L'apertura arriva in un momento tattico cruciale per il retail di abbigliamento, in concomitanza con il picco del ciclo stagionale legato al rientro a scuola.

Il format dello store e l'esperienza d'acquisto

Con una superficie commerciale di 3.480 metri quadrati, il nuovo pdv è concepito per offrire una shopping experience fluida e ad alta capacità di traffico, integrata nell'offerta del primo shopping resort all'aperto della regione. Il layout del negozio include 19 camerini e un'infrastruttura di cassa fortemente orientata all'efficienza operativo-tecnologica, strutturata su 11 casse self-service e 7 casse tradizionali.

Sul fronte dell'offerta merceologica, il negozio ospiterà le collezioni donna, uomo, bambino, beauty e articoli per la casa. L'assortimento farà leva sul posizionamento aziendale denominato Iconic Value, volto ad abbassare i listini su centinaia di referenze d'uso quotidiano, e sulle linee capsule come la collezione premium Edit.

L'operazione Parma porta con sé la creazione diretta di 120 nuovi posti di lavoro sul territorio, facendo superare alla filiale italiana la soglia complessiva dei 5 mila dipendenti.

Il punto sulla roadmap delle aperture italiane

L'inaugurazione di Parma si inserisce nel quadro di un piano pluriannuale d'investimenti che porterà la rete italiana di Primark a un totale di 28 negozi nei prossimi anni. La sequenza di settembre segna un’accelerazione per la catena irlandese, con un tris di inaugurazioni ravvicinate.

Prima del nastro tagliato a Parma, il gruppo aprirà il 1° settembre il punto vendita presso il centro La Cartiera a Pompei, traguardo che coinciderà anche con il cinquecentesimo negozio globale del marchio. A questo farà seguito l'8 settembre lo store all'interno del Retail Park Grande Sud di Giugliano, preludio al debutto emiliano del giorno successivo. A livello globale, l'insegna del gruppo Abf conferma così la propria solida scommessa sul canale retail fisico rispetto all'e-commerce puro, contando oltre 500 punti vendita distribuiti su 19 mercati.

Retail omnicanale: Ikea debutta a Lecce con un nuovo format compatto

Aperto all'interno del centro commerciale di Cavallino, il punto vendita rappresenta il primo test italiano per la rete del colosso svedese. In mostra oltre 2.400 articoli con focus su progettazione e servizi b2b

Ikea ha inaugurato a Lecce, all'interno del centro commerciale di Cavallino, un format di vendita compatto che costituisce il primo esempio di questo tipo in Italia e uno dei primi a livello europeo. La struttura si sviluppa su una superficie complessiva di 3 mila metri quadrati, posizionandosi come modello intermedio tra i grandi magazzini tradizionali e i piccoli centri di pianificazione ubicati nei centri urbani.

L’impostazione del format e i servizi disponibili

L'impianto del negozio propone un percorso espositivo con oltre 2.400 articoli per la casa, dei quali più di 1.400 prodotti sono disponibili per l'acquisto e il ritiro immediato in loco. Per la quota restante dell'assortimento, i clienti possono effettuare l'ordine in store scegliendo tra la consegna a domicilio o il ritiro programmato. All'interno dell'area di vendita sono integrati la Planning Area, strutturata per la consulenza personalizzata sulla progettazione degli ambienti domestici, e il servizio Ikea for Business, rivolto a imprese, uffici e strutture ricettive del territorio salentino. Trovano spazio anche l'Angolo della Circolarità, dedicato alla vendita di prodotti usati e di seconda mano a prezzi ridotti, e un punto ristoro Sapori Svedesi incentrato sull'offerta gastronomica del marchio.

Impatto occupazionale e strategia di sviluppo

Alpaslan Deliloglu, chief executive officer di Ikea Italia, spiega in una nota che la scelta di questo formato risponde all'evoluzione delle abitudini d'acquisto e alla necessità di rendere il brand più accessibile nei mercati locali. L'operativo del punto di vendita poggia su una squadra di 28 co-worker, comprensiva di 14 nuove assunzioni effettuate sul territorio. Contestualmente all'apertura, l'azienda ha avviato una collaborazione sociale con l'associazione locale F.orti per Lecce Aps all'interno del programma "Un posto da chiamare Casa".

 

Unicomm (Selex): arriva un’iniziativa di sensibilizzazione sull’autismo

Martedì 25 agosto, dalle 16 alle 18, spazio a luci e suoni attenuati nei supermercati appartenente gruppo Unicomm

Meno luci, rumori e stimoli sensoriali per rispondere ai bisogni delle persone autistiche. È l’obiettivo di Ora blu, l’iniziativa che ogni ultimo martedì del mese coinvolge 100 punti vendita del gruppo Unicomm (Selex) ad insegna Emi, Emisfero e Famila.

Le caratteristiche dell’iniziativa

Dalle ore 16 alle 18, all’interno dei supermercati l’illuminazione verrà ridotta, la musica e i suoni attenuati e saranno adottati altri accorgimenti per rendere l’esperienza di acquisto più accessibile alle persone con disturbo dello spettro autistico e alle loro famiglie. Il progetto prende il nome dal blu, colore simbolo della Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo, e nasce dalla collaborazione tra Gruppo Unicomm, Angsa Nazionale, Asperger Nazionale, le associazioni dei genitori e gli Sportelli Autismo presenti nei diversi territori.

Le strategie per superare le barriere d’accesso

Il supermercato, spiega una nota dell’azienda un luogo caratterizzato da numerosi stimoli visivi e sonori: luci intense, musica, annunci, brusii e rumori di sottofondo, che possono essere percepiti in maniera amplificata dalle persone con ipersensibilità sensoriale, rendendo difficile anche un’attività quotidiana come fare la spesa.

“Ridurre per due ore luci e rumori può sembrare un intervento piccolo, ma per le persone con disturbo dello spettro autistico e per le loro famiglie rappresenta un aiuto concreto – spiega Giancarlo Paola, amministratore delegato di Gmf e direttore commerciale del gruppo Unicomm –. Estendere l’iniziativa a 100 punti vendita significa dare continuità a un impegno che coinvolge i territori e promuove una cultura dell’accoglienza, dell’ascolto e del rispetto delle diverse esigenze. Oltre a facilitare l’accesso ai punti vendita, il progetto contribuisce a richiamare l’attenzione sulle diverse forme attraverso le quali può manifestarsi l’autismo e sull’importanza di costruire ambienti e servizi capaci di rispondere alle necessità di ciascuno”.

 

Sainsbury’s, stop al riconoscimento facciale, ma solo in un negozio

Sainsbury's riconoscimento facciale
Stop al riconoscimento facciale da Sainsbury's a Londra, dopo che un cliente è stato per errore fermato ed espulso dal negozio

Stop al riconoscimento facciale da Sainsbury's a Londra, dopo che un cliente è stato per errore fermato perché "riconosciuto" come responsabile di furti, ed espulso da un negozio di Londra.

L'incidente da Sainsbury's con il riconoscimento facciale

Un incidente molto spiacevole ha per ora messo in pausa il sistema di sicurezza con riconoscimento facciale guidato dall'intelligenza artificiale da Sainsbury's.

Sainsbury's riconoscimento faccialeLo scorso 6 agosto un cliente che stava entrando nel negozio Sainsbury's di East Dulwich, area sud est di Londra, è stato fermato prima del pagamento, in cassa, non appena ha scansito la propria Nectar card e la spesa, attendendo l'addetto per il via libera all'acquisto di alcolici. Invece, due addetti si sono avvicinati, gli hanno comunicato che non poteva procedere con gli acquisti poiché era stato riconosciuto come responsabile di un furto avvenuto in settimana. Erano determinati a scortarlo fuori dal negozio, ma il cliente ha preferito uscire da solo.

Uscendo dal negozio, inoltre, ha notato un monitor del circuito interno in modalità di allerta, con un cerchiolino rosso attorno al proprio viso. La spesa serviva per un evento organizzato presso il locale club di football, dunque il cliente espulso ha chiesto che il carrello fosse lasciato intonso, così che qualcun altro potesse venire a pagarlo e ritirarlo.

Diversi giornali locali hanno intervistato il cliente protagonista dell'incidente, che ha anche raccontato come il personale del negozio fosse confuso a questa sua richiesta, ma ciò nonostante, abbia continuato a "seguire le indicazioni di una macchina", senza ragionare sul fatto che il suo comportamento non fosse quello di un malintenzionato. Un incidente che poteva causare molti più problemi se fosse capitato a una persona più giovane, più debole, diversamente abile.

Errore umano, le scuse e lo stop

Il giorno successivo, è stata avviata un'indagine e il direttore del negozio si è scusato con il cliente; inoltre il sistema di riconoscimento facciale è stato messo in pausa, almeno nel negozio dove è avvenuto l'incidente.

Sainsbury's impiega il sistema supportato dalla Ai per riconoscere i responsabili di furti avvenuti in precedenza, o responsabili di atti di violenza, per tutelare in primis lo staff del negozio. In questo caso il retailer ha dichiarato che si è trattato dui un errore umano, e non da attribuirsi alla tecnologia.

Non si tratta dell'unico incidente avvenuto in aree commerciali e determinato dallo stesso sistema di riconoscimento facciale Facewatch usato da Sainsbury's: a settembre 2025 una persona è stata erroneamente espulsa dal centro commerciale Elephant and Castle di Londra con la stessa motivazione. Anche in questo caso il retailer ha dichiarato che si è trattato di errore umano, poiché la persona "riconosciuta" non era nemmeno presente nel sistema. Così è avvenuto anche da Home Bargains e B&M (due discounter inglesi).

Le dichiarazioni di Sainsbury's e Facewatch

La dichiarazione di Sainsbury's: "Abbiamo contattato Mr Arnold per scusarci dell'incidente nel superstore di Dulwich. È stato causato da un errore umano, non dalla tecnologia di riconoscimento facciale. I clienti possono stare tranquilli, il sistema Facewatch ha un'accurateza pari al 99,98%, e ciascun positivo viene controllato da personale opportunamente istruito".

A sua volta l'azienda che produce la tecnologia Facewatch ha dichiarato: "Il retailer ha ricevuto un alert corretto, ma successivamente è avvenuto un errore umano che ha riguardato il modo in cui l'allerta è stato gestito all'interno del negozio". La quota dello 0,02% di errore non sarebbe inoltre da considerare legata al riconoscimento, quanto a un confine fissato dal produttore all'autonomia della macchina, uno spazio affidato al controllo umano, così da fermare possibili errori prima che si trasformino in allerta.

La sospensione del sistema solo nel negozio di Dulwich è di tipo precauzionale e durerà finché il personale non avrà ricevuto ulteriore formazione.

I dati degli episodi criminosi instore e la tecnologia

Secondo i dati del British Retail Consortium, nel Regno Unito avvengono 1.600 incidenti legati a violenza e maltrattamenti ogni giorno che coinvolgono il personale dei negozi, in crescita marcata dal 2019-20 (erano 455 al giorno).

Secondo i dati Sainsbury's, il primo test della tecnologia di riconoscimento facciale in due negozi ha portato a una riduzione del 46% degli incidenti legati a furti e comportamenti antisociali, con il 90% dei responsabili che non tornavano nel negozio.

Sainsbury's punta a estendere il controllo facciale

L'incidente a Londra a portato a uno stop solo nel negozio di Londra, ma il retailer intende usare il riconoscimento facciale per proteggersi da furti e violenze.

Prima di Natale è prevista l'installazione di telecamere Facewatch in circa 150 negozi, che si aggiungono ai 55 nei quali il riconoscimento facciale è già operativo, Il sistema scansiona i volti delle persone mentre entrano nei negozi e li confronta con una serie di volti collegati a furti, violenze e aggressioni. Quando scatta un allerta, il personale del negozio viene avvertito, e un addetto procede al controllo, grazie a una formazione mirata.

Pagamento flessibile: più valore a chi sottoscrive l’abbonamento

pagamenti abbonamento
Le opzioni di pagamenti flessibili alternative alle carte di credito, in abbonamento comprendono servizi ad ampio spettro rivolti ai consumatori

Tra le opzioni per i pagamenti flessibili alternative alle carte di credito, la soluzione in abbonamento è corredata di servizi pensati per le esigenze dei consumatori e articolati su categorie a prima vista poco attinenti con il credito e più legati a membership di tipo retail, rivolte alle necessità delle famiglie e al tempo libero delle persone. Ecco la soluzione di Klarna.

Il pagamento flessibile in abbonamento, nuovi servizi

L'ultimo aggiornamento della soluzione basica in abbonamento di Klarna, quella denominata "everywhere", incrementa il cashback, elimina le commissioni di servizio e aggiunge servizi il cui valore è pensato per superare il costo dell'abbonamento.

Gli abbonamenti di Klarna sono scalati su 4 livelli, everywhere, plus, premium e max, entro i quali l'utente può muoversi anche modificando da un mese all'altro, in base alle necessità, l'opzione scelta. Questa flessibilità non provoca costi o penali, e costituisce un'alternativa alla carta di credito.

Tra i servizi previsti nelle diverse opzioni di abbonamento ci sono NordVpn (per proteggere il Pc), Headspace (piattaforma per la mindfulness e il benessere mentale), nell'editoria The New York Times, Condé Nast, Storytel (eBook e Podcast), Picsart (grafica digitale), Blinkist (riassunti audio) e Clue (salute). Inoltre, accesso alle lounge aeroportuali e altri vantaggi per i viaggi. L'abbonamento prevede il pagamento differito senza commissioni nei negozi (mentre è gratuito per tutti gli utenti Klarna, anche senza abbonamento, quando i negozi sono partner Klarna).

Il cashback riguarda tutti gli abbonamenti, e cresce in base alla soluzione. Per quella basica, 1,5% su ogni acquisto effettuato e fino a 4 volte superiore con i negozi Klarna. L'abbonamento prevede una carta digitale, con app, e una fisica (soggetta a requisiti di idoneità).

La app serve per collezionare i punti cashback e fruire di servizi come il tracking delle consegne, lista deid esideri, notifiche sui ribassi di prezzo e carte fedeltà.

Le garanzie dei pagamenti flessibili

La membership Klarna tutela il consumatore con una copertura per danni e furti, garanzia del miglior prezzo, protezione acquisti, sconti, tassi più elevati sui risparmi. Salendo con i livelli in abbonamento ci sono più vantaggi per i viaggiatori e per le cancellazioni di viaggi ed eventi dal vivo.

I punti cashback accumulati si possono riconvertire presso i programmi fedeltà e frequent flyer di numerose compagnie aeree e catene di hotel.

Queste variazioni nei piani di membership sono partite ad agosto dall'Italia e verranno estese progressivamente ad Austria, Germania, Francia, Spagna, Belgio, Regno Unito, Danimarca, Norvegia, Svezia e Finlandia.

 

 

Deliveroo, i ristoranti virtuali crescono di oltre una volta e mezza in cinque anni

Presenti in oltre 300 comuni italiani, i virtual brand emergono come una leva strategica per i ristoratori interessati a intercettare nuovi target e ottimizzare le cucine esistenti

Il modello dei ristoranti virtuali si cosolida un’innovazione strutturale e durevole nel panorama italiano della ristorazione e del food delivery. I dati di Deliveroo evidenziano un aumento di oltre il 150% del numero di insegne virtuali presenti in piattaforma negli ultimi cinque anni. Uno strumento che consente ai ristoratori partner di affiancare alla propria offerta fisica un nuovo marchio disponibile esclusivamente online, sfruttando la medesima cucina per proporre menu creati su misura in base alle richieste di uno specifico bacino d'utenza.

La geografia dei virtual brand: Lombardia in testa

La presenza dei ristoranti virtuali si estende oggi lungo tutta la Penisola, coprendo oltre 300 comuni. Analizzando l'incidenza in percentuale sul totale dei locali attivi su Deliveroo, la Lombardia guida il mercato con un podio occupato da Monza al primo posto, seguita da Varese e Milano. Completano le prime cinque posizioni Torino e Bologna, con un'elevata penetrazione registrata anche in piazze primarie come Roma e Firenze. In una nota, Andrea Zocchi, managing director di Deliveroo Italy, evidenzia la partnership e la consulenza della piattaforma permettono al ristoratore di definire un posizionamento commerciale mirato per valorizzare le potenzialità della cucina e incrementare il giro d'affari complessivo.

Format ad hoc e trend locali: le storie di successo

L'efficacia del format è testimoniata dall'impatto economico generato sulle singole attività locali. A Reggio Calabria, il marchio virtuale Poke Zù ha introdotto la formula personalizzabile delle poké bowl registrando un balzo degli ordini del 720% anno su anno. A Roma, l'insegna Soju - Korean Food (spin-off del ristorante La Dogana Food) ha quintuplicato gli ordini in soli sei mesi sfruttando la visibilità in app e promozioni mirate.

A Genova, invece, l'esperimento di B-Smashed — nato da B Burger per intercettare il trend dello smash burger — ha generato nel solo primo mese d'attività il 50% di fatturato in più rispetto al brand principale.

Coop Alleanza 3.0 e AZ rafforzano la rete in Calabria

Bilancio Coop Alleanza
Si consolida l’accordo di master franchising tra la cooperativa e il gruppo della famiglia Noto. Il duo ha rilevato e proceduto al cambio d'insegna di due supermercati precedentemente a marchio Pam

A un anno dal rinnovo per ulteriori nove anni del contratto di master franchising, la partnership tra il gruppo AZ, guidato dalla famiglia Noto, e Coop Alleanza 3.0 accelera sullo sviluppo della rete in Calabria. L'alleanza, nata originariamente nel 2017, si conferma così come il pilastro strategico per la presenza dell'insegna Coop nel territorio calabrese. La rete commerciale ha raggiunto 62 punti di vendita tra esercizi a gestione diretta e negozi affiliati, distribuiti nelle province di Catanzaro, Cosenza, Reggio Calabria, Crotone e Vibo Valentia.

L'espansione sulla piazza di Crotone

Nel quadro dei piani di sviluppo e razionalizzazione della rete urbana, AZ ha impresso un'accelerazione alla propria presenza nella città di Crotone rilevando due punti di vendita precedentemente gestiti con il marchio Pam e avviandone la conversione a insegna Coop. L'operazione ha consentito il mantenimento dei livelli occupazionali, garantendo la continuità lavorativa per il personale già impiegato nelle strutture sotto la precedente gestione. Si tratta dell'Ipercoop di via Nazioni Unite e del supermercato Coop di via Giuseppe Di Vittorio il 10 agosto.

Layout, piazze dei freschi e spinta sulla marca del distributore

L'assetto espositivo punta sulle piazze dei freschi, con spazi dedicati a ortofrutta, gastronomia e panetteria e una macelleria servita. L’assortimento vede la centralità della marca del distributore, affiancata da un'attenzione alle referenze made in Italy.

Il rinnovo dell’intesa siglato nel 2025 rappresenta un ulteriore tassello nel percorso imprenditoriale di AZ, fondata nel 1979 a Catanzaro da Leonetto Noto insieme ai figli Desiderio, Luigi e Floriano. La società ha attraversato diverse fasi evolutive della distribuzione organizzata, dalle prime affiliazioni storiche con il Gruppo VéGé e l'insegna Sidis fino alla collaborazione con Auchan, prima dell'avvio, nel 2017, della partnership con Coop Alleanza 3.0.

Signorvino all’ottava apertura a Milano. Focus sul retail esperienziale

L’insegna del gruppo Oniverse si insedia nella food court del distretto urbano con uno spazio da 350 mq. L'apertura s'inserisce nel piano strategico per raggiungere i 50 punti di vendita entro fine anno

Nel panorama del retail enogastronomico, la convergenza tra vendita al dettaglio e somministrazione rappresenta uno dei principali driver di attrattività per i centri commerciali e i distretti urbani ad alto traffico. In questo scenario si colloca la fresca  inaugurazione del nuovo punto vendita di Signorvino all’interno del CityLife Shopping District di Milano.

L’insegna guidata dal gruppo Oniverse (ex Calzedonia) presidia così per la ottava volta la mappa metropolitana milanese, confermando la centralità della piazza lombarda per la propria strategia d'espansione.

Il format: 350 metri quadri tra retail e somministrazione

Ubicato al primo piano della food court di CityLife, il nuovo store si estende su una superficie complessiva di 350 metri quadrati. Il layout distributivo prevede 280 mq dedicati alla sala interna e un plateatico esterno di 70 mq, per una capienza totale di circa 180 posti a sedere (120 indoor e 60 outdoor).

L’organico è composto da circa venti addetti, con una forte presenza di wine specialist, figura chiave sul piano retail per guidare il consumatore nell'acquisto d'impatto o assistito. Il format mantiene la consueta doppia anima, combinando la vendita da scaffale e il consumo immediato a tavolo attraverso una selezione di centinaia di etichette 100% italiane. A questa proposta si affiancano una cucina di qualità orientata alla ristorazione continuativa e un palinsesto di eventi che comprende masterclass, degustazioni guidate con i produttori ed appuntamenti lifestyle mirati al coinvolgimento della customer base locale e corporate del distretto.

La strategia di Oniverse e il target “50 punti vendita”

L’operazione di CityLife rappresenta un passaggio tattico all'interno del piano industriale del brand, che punta a raggiungere quota 50 punti di vendita complessivi entro la fine di quest’anno. Nata nel 2012 da un'idea di Sandro Veronesi, la "Grande Cantina Italiana" conta oggi oltre 40 location sul territorio nazionale e due presidi internazionali a Parigi e Praga.

Il posizionamento all'interno di CityLife — snodo direzionale, residenziale e turistico caratterizzato dalla presenza delle tre torri direzionali e da un bacino d'utenza ad alto potere d'acquisto — sembra rispondere all'esigenza di intercettare flussi trasversali, spaziando dalla pausa pranzo di lavoro all'aperitivo corporate, fino alla cena informale e all'acquisto d'impatto di etichette da regalo.

Giocattoli in crescita, a livello globale e con dinamiche locali

giocattoli crescita
Group of vintage robots
I dati forniti da Circana relativi al settore globale dei giocattoli mostrano una diffusa tendenza alla crescita, che offre nuove opportunità

I dati forniti da Circana relativi al settore globale dei giocattoli mostrano una diffusa tendenza alla crescita, che offre nuove opportunità a produttori, licenziatari e retailer. Ecco i numeri del Global Toy Report.

La crescita dei giocattoli, i dati Circana

Le aree sotto la lente di Circana sono Nord America, America latina, Europa, Asia Pacifico. In tutti questi mercati le vendite di giocattoli sono cresciute rispetto al 2025 del +9,5% (anno terminante a giugno 2026). Negli ultimi 6 mesi questo andamento ha accelerato, +14% le vendite a valore nel primo semestre del 2026, rispetto allo stesso periodo del 2025.

Accanto ai trend globali del mondo del giocattolo, ci sono le letture locali, con preferenze rispetto alle categorie, le licenze, la stagionalità e il fandom caratteristici di ciascuna regione.

Ecco un esempio di trend per categoria e licenza:

Mercato Supercategoria principale Licenza n. 1 in classifica Licenza con maggiore crescita
Nord America Giochi & puzzle NFL FIFA
America Latina Bambole FIFA FIFA
Europa Set di costruzioni Star Wars FIFA
Cina Prima infanzia a pre-scuola Duffy And Friends Love And Deepspace
Australia Set di costruzioni Star Wars Bluey

Fonte: Circana, Retail Tracking Service, vendite a valore, 12 mesi terminati a giugno 2026. Nord America: Stati Uniti e Canada; America Latina: Brasile, Cile, Perù, Messico; Europa: Belgio, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna, Regno Unito.

Cosa succede in Europa: crescita stabile, categorie consolidate

L'Europa è la regione con il secondo livello più elevato di spesa al mondo per anno, per ciascun bambino sotto i 10 anni: si parla di circa 240 dollari nel 2025. Il coinvolgimento sul prodotto giocattolo è costantemente alto, come dimostra la tenuta della domanda e delle categorie più richieste, consolidate.

In Europa i trend si concentrano su collezionabili, gaming, fandom. I brand e i retailer con portafogli di proprietà intellettuali solido capaci di soddisfare queste richieste, su più generazioni, avranno le opportunità più alte.

I Paesi inclusi nella ricerca sono Belgio, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna, Regno Unito.

Nord America, trainano licenze e collezionabili

Il mercato dei giocattoli nord americano è trainato dai prodotti legati all'intrattenimento su licenza e collezionabili. Queste categorie hanno il vantaggio di produrre fidelizzazione sul lungo periodo. Inoltre, sono premiati i brand che collegano prodotti fisici ed esperienze di intrattenimento a più ampio raggio, rafforzando il peso delle proprietà intellettuali come fattore di crescita.

Opportunità in America Latina

L'America Latina è un'area particolarmente dinamica per il settore dei giocattoli, in questo superiore al mercato europeo. L'area monitorata da Circana, Messico e Brasile, di recente estesa a Cile e Perù, presenta un mix di preferenze rispetto alle categorie che si differenziano marcatamente dai trend globali.

In termini di vendite a valore, la prima categoria sono le bambole, mentre in Nord America sono i giochi & puzzle e in Europa i set di costruzioni.

A questa area forte se ne affiancano altre che prospettano crescite rapide, tra cui i giochi di carte collezionabili, questa stagione trainati dal calcio. Poi i mini veicoli sono un altro elemento distintivo delle abitudini di gioco della regione.

Anche la stagionalità ha caratteristiche proprie: a dicembre si è concentrato il 32% delle vendite annuali di giocattoli dell'area, e Cile e Perù hanno percentuali anche più alte. Non c'è regione che abbia valori così alti. Accanto all'opportunità Natale, Circana sottolinea quelle delle licenze, dei collezionabili, e delle nuove tendenze legate al gioco.

Più coinvolgimento e più spesa, le prospettive per l'Asia-Pacifico

Il potenziale di crescita a lungo termine del mercato dei gioocattoli in questa regione si conferma elevato: Asia e Oceania sono le regioni che mostrano la crescita più rapida nelle vendite di giocattoli, e l'Asia è anche quella che ha registrato il maggior incremento della spesa per ciascun bambino, nel 2025.

In Cina emerge il segmento adulto, in crescita con arts&crafts, explorative & altri giochi, action figures & accessori, le categorie con la crescita più marcata. La categoria infant, toddler & preschool toys è la prima del mercato cinese, ed è al quarto posto per la crescita, a causa del calo della natalità. Nonostante questo, è una categoria che si è dimostrata resiliente e che è cresciuta nella richiesta di prodotti di qualità e con vocazione educativa. Da qui l'aumento del prezzo medio, nonostante il calo dei volumi.

In Cina le licenze locali hanno più peso e creano più interesse di quelle internazionali, un esempio è Love and Deepspace, franchisee videoludico.

In Australia la prima categoria sono i set di costruzioni, per le vendite a valore. Trainano il mercato anche giochi & puzzle, sostenuti dalla popolarità dei giochi di card collezionabili, primo tra tutti i Pokémon. Qui hanno presa i trend nati dai social, come slime, blind pack e collezionabili, che crescono a doppia cifra. A fine 2025 però i sono siano stati vietati ai minori di 16 anni. Il trend generale è nella preferenza verso esperienze di gioco interattive, collezionabili, legate al fandom.

“I mercati in via di sviluppo, come quelli dell’America Latina e dell’Asia, offrono ai produttori l’opportunità non solo di partecipare alla crescita, ma anche di contribuire a orientarla”, dichiara Frédérique Tutt, global toys industry advisor di Circana.

Risparmio Casa rafforza la Mdd con il lancio del brand Natuva

L’insegna italiana specializzata nel canale drugstore amplia l’offerta facendo il suo ingresso strategico nel segmento degli integratori alimentari

Sempre più la marca del distributore si caratterizza come un elemento in grado di fare la differenza nell’affollato mercato della gdo. L’ultima conferma in tal senso arriva da Risparmio Casa (società attiva nel retail specializzato per la cura della casa e della persona), che annunciato il lancio di Nativa–Nature Value, un nuovo brand di marca propria interamente dedicato al settore degli integratori alimentari.

Il canale drugstore intercetta i nuovi trend di consumo

Il mercato degli integratori alimentari in Italia continua a registrare performance positive, trainato da un consumatore sempre più informato, attento agli stili di vita salutari e orientato alla prevenzione. Se storicamente farmacie e parafarmacie hanno detenuto il monopolio quasi esclusivo di questi segmenti, l'evoluzione del retail moderno ha progressivamente aperto nuove opportunità per la GDO e per i drugstore di prossimità.

Per Risparmio Casa – una realtà accreditata di oltre 190 punti vendita distribuiti tra Italia, Svizzera e Malta, con un organico di circa 3 mila collaboratori e più di 35 milioni di scontrini battuti nel 2025 – l'ingresso nella salute naturale è una naturale evoluzione del modello di business.

Formulazioni avanzate e approccio scientifico democratizzato

Il progetto Natuva nasce con l'intento di conciliare la ricerca scientifica con la democratizzazione del prezzo. Il brand punta su formulazioni moderne, selezionando ingredienti ad elevata biodisponibilità per garantire efficacia e sicurezza senza rinunciare all'accessibilità economica, da sempre pilastro dell'insegna.

“In un mercato dinamico come quello degli integratori, il nostro obiettivo è offrire ai consumatori soluzioni per il benessere quotidiano sviluppate con un approccio scientifico, ingredienti selezionati e formule affidabili, dimostrando che qualità e innovazione possono essere accessibili a tutti”, fa sapere in una nota Riccardo Battistelli, brand & digital transformation/innovation coordinator di Risparmio Casa.

L'esordio a scaffale con soluzioni ad alte prestazioni

La strategia di lancio si concentra inizialmente su due prodotti stagionali ad alte prestazioni, pensati per esigenze specifiche e confezionati nel pratico formato stick pack monodose pronti all'uso. La prima referenza è Natuva Magnesio + Potassio (No Sugar), una formulazione effervescente senza zuccheri progettata per contrastare stanchezza e perdita di minerali durante l'attività sportiva o nei mesi caldi. La seconda è Natuva Drena Complex, un integratore liquido al gusto ananas privo di edulcoranti, studiato per favorire il drenaggio dei liquidi corporei e contrastare gli inestetismi della cellulite.

Nei prossimi mesi, la gamma è destinata ad ampliarsi con l'inserimento di nuove soluzioni pensate per coprire ulteriori aree di bisogno della vita quotidiana, spaziando dalle difese immunitarie al riposo, fino al supporto energetico.

 

Frigo vuoto al rientro dalla ferie? Tesco porta il cibo direttamente in aeroporto

Tesco spinge sulla sostenibilità nel nuovo store di Harrogate
Tesco spinge sulla sostenibilità nel nuovo store di Harrogate
Per evitare lo stress di correre a fare la spesa appena tornati dalle vacanze, il gigante dei supermercati britannici ha lanciato il "Back From Holiday Shop". I viaggiatori in arrivo a London Southend possono ritirare gratuitamente insieme alle valigie un kit con tè, latte, fragole e i classici comfort food inglesi

Rientrare a casa dopo una vacanza rilassante ed essere accolti da un frigorifero completamente vuoto è una delle piccole grandi frustrazioni della vita quotidiana. Secondo una recente ricerca condotta nel Regno Unito, un britannico su quattro (25%) considera proprio la mancanza di cibo fresco al ritorno una delle fasi più noiose e stancanti del viaggio. Per trasformare questo momento critico in un’esperienza piacevole, Tesco ha ideato una soluzione pensata per accogliere i viaggiatori non appena rientrano dalle vacanze.

Il pop-up "Back From Holiday Shop" a London Southend

L'iniziativa prende il nome di “Back From Holiday Shop” ed è stata realizzata in collaborazione con il tour operator easyJet holidays e l'aeroporto di London Southend. Il concept è semplice quanto geniale: posizionare le borse della spesa direttamente sui nastri trasportatori della riconsegna bagagli, posizionandole accanto alle valigie dei passeggeri in arrivo dai voli internazionali. I viaggiatori atterrati da destinazioni popolari come Parigi, Alicante, Malta o Roma possono ritirare gratuitamente una borsa contenente tutti i prodotti di prima necessità e i "comfort food" di cui si sente maggiormente la mancanza quando si è lontani da casa.

Dal tè al cheddar fino alla crema doposole

Il contenuto dei kit distribuiti sul nastro bagagli non è stato scelto a caso, ma si basa sui risultati di un sondaggio che ha analizzato le voglie culinarie dei turisti al rientro. In cima alle preferenze figura l'intramontabile tazza di tè britannico (desiderata dal 57% dei viaggiatori), rigorosamente accompagnata da latte fresco (56%) e dai classici biscotti custard cream (28%). Seguono alimenti semplici e consolatori come i baked beans su toast (24%) e il porridge (14%). Tra i prodotti freschi spiccano le fragole inglesi, i cetrioli e le carote, affiancati da formaggio Cheddar e preparato per Yorkshire pudding. Non manca nemmeno un tocco di cura personale: dentro la borsa si trova infatti una lozione lenitrice all'Aloe Vera, utilissima per il 65% delle persone che desiderano prolungare la tintarella o rinfrescare la pelle dopo ore di sole.

Crai accelera sull’export grazie all’alleanza con Rosso Fine Food

La storica insegna della distribuzione di prossimità sigla un’alleanza strategica di lungo periodo con la società abruzzese fondata da Marcello Zaccagnini per valorizzare brand come La Rosa dei gusti e Piaceri Italiani sui mercati internazionali

L’internazionalizzazione della marca del distributore rappresenta una delle leve strategiche più promettenti per valorizzare l'eccellenza agroalimentare italiana all'estero. In questa direzione si inserisce la nuova alleanza strategica siglata da Crai con Rosso Fine Food, realtà specializzata nell'export agroalimentare e nel commercio digitale B2B, fondata da Marcello Zaccagnini (già creatore della celebre Cantina Zaccagnini) e prima azienda italiana a conseguire le 5 stelle di rating su Alibaba.com.

L'accordo di lungo periodo e i brand coinvolti

L'intesa punta a sviluppare e promuovere sui mercati esteri le linee private label del Gruppo, tra cui spiccano brand quali La Rosa dei gusti, Piaceri Italiani, Cuore dell'Isola e L'Arancio. L'obiettivo è rafforzare il posizionamento delle Mdd Crai quali ambasciatrici del made in Italy nel mondo, facendo leva sulla qualità delle filiere territoriali e su una rete commerciale internazionale già consolidata in oltre 50 Paesi.

Come sottolineato da Antonello Fois, amministratore delegato di Crai Holding, la marca del distributore dell'insegna nasce dal profondo legame con i territori e con i produttori locali. “Grazie a questa partnership vogliamo far conoscere questo patrimonio a un numero sempre maggiore di consumatori, portando sui mercati internazionali prodotti che raccontano qualità, tradizione e cultura del nostro Paese – spiega -. In Rosso Fine Food abbiamo trovato un partner che condivide la nostra visione e le competenze necessarie per accompagnare un percorso di crescita solido e di lungo periodo".

Pewex (Selex) porta il pagamento a rate nei punti di vendita fisici

L'azienda romana del gruppo Selex è la prima insegna della Gdo alimentare italiana a integrare Klarna direttamente alle casse, consentendo ai clienti di dilazionare il pagamento della spesa anche nei punti vendita fisici

Portare il modello di pagamento a rate, già diffuso nell'e-commerce, anche nei negozi fisici. È questa la sfida di Pewex (Selex), storica insegna romana, che ha stretto un accordo con Klarna, fornitore della piattaforma tecnologica.

Soluzione integrata nelle casse con quattro opzioni di pagamento

Si tratta del primo caso in Italia dove un'insegna di grande distribuzione alimentare integra questa soluzione direttamente nelle casse, consentendo ai clienti di dilazionare il pagamento della spesa direttamente in cassa. Il modello proposto offre quattro opzioni di pagamento: saldo subito, dilazione di un mese senza interessi, suddivisione in tre mesi a zero costi, oppure finanziamenti estesi fino a dodici mesi con interessi applicati.

Lo spirito dell'iniziativa e le modalità di funzionamento

Il servizio è interamente gestito tramite l'applicazione proprietaria dell'insegna, segnando un passo cruciale nella convergenza tra retail fisico e servizi finanziari digitali.

“Pewex è un’azienda dove il cliente è veramente messo al centro – rivendica il direttore generale Massimo Lucentini -. “Siamo molto attenti al livello di servizio ed abbiamo pensato che una forma di pagamento flessibile potesse essere un ulteriore elemento di distintività per la nostra insegna proprio in questa direzione”.

Quindi, in merito al funzionamento, aggiunge: “In cassa il cliente già registrato può scegliere la forma di pagamento che preferisce e proprio tramite la nostra app, dove abbiamo creato un apposito pulsante ‘paga a rate’. Così basta inquadrare il QR code che viene mostrato dall’operatore e la procedura parte e si conclude sul sito di Klarna, che è il nostro provider ed è colui che effettivamente affida il cliente. Il costo di questa iniziativa lo sosteniamo completamente noi con una percentuale sulla transazione, senza gravare minimamente sul cliente o sul prezzo del prodotto. La sostanza è che fino a tre rate mensili il cliente non ha nessun aggravio di costi. Se poi il cliente decide di dilazionare la spesa in 12 rate, Klarna applica un tasso di interesse”.

Lo scenario di mercato

Klarna è presente da tempo soprattutto nell'e-commerce, dove il modello Buy Now Pay Later è diffuso in comparti come moda, beauty ed elettronica di consumo. L'estensione del servizio alla grande distribuzione alimentare rappresenta un'evoluzione del modello, che viene applicato anche alla spesa quotidiana nei supermercati.

L'introduzione della spesa a rate intercetta l'evoluzione nei comportamenti d'acquisto di una fascia di consumatori condizionata dalla pressione inflazionistica e dai vincoli di bilancio. L'impatto della spesa alimentare sul reddito mensile medio delle famiglie ha reso la ricerca della convenienza e della sostenibilità finanziaria un driver primario, spingendo verso soluzioni in grado di preservare la liquidità immediata.

Crisi Realco: venduti altri 23 negozi, ma a Castellarano (Re) i lavoratori salvano il pdv

Tramonta definitivamente l'ipotesi di una vendita unitaria per lo storico gruppo della Gdo emiliana. Al Tribunale di Bologna l'asta assegna nuovi punti di vendita a diversi marchi

Il futuro dello storico gruppo cooperativo reggiano Realco prende la strada amara dello spezzatino. Le ultime aste celebrate presso il Tribunale di Bologna hanno sancito la cessione di ulteriori 23 punti di vendita a diversi operatori, mentre è andata completamente deserta la base d'asta per il Lotto 1, che prevedeva la vendita in blocco dell'intero complesso aziendale. Un epilogo che mette fine a un'esperienza imprenditoriale iniziata oltre sessant'anni fa, nel 1959, e che ridisegna la mappa della grande distribuzione in Emilia-Romagna.

Una crisi che viene da lontano: le tappe del dissesto

Il declino affonda le radici oltre un decennio fa. Nel corso degli ultimi mesi la situazione è precipitata, passando dalle chiusure provvisorie e dalle rassicurazioni iniziali sulla temporaneità della crisi, fino al deposito del piano concordatario presso la sezione crisi d’impresa del Tribunale di Bologna. La speranza iniziale dei commissari giudiziali di mantenere unito il perimetro aziendale è svanita di fronte all'assenza di acquirenti per il primo lotto (partito da una base d'asta di oltre 9,7 milioni di euro). Le procedure successive hanno comunque permesso di riallocare una parte significativa della rete commerciale, evitando la chiusura totale per molti negozi.

Sfumata l'offerta unitaria: la gdo si divide i beni

Entrando nel dettaglio delle assegnazioni delle ultime settimane, il gruppo discount MD si è aggiudicato 11 punti di vendita per una cifra pari alla base d'asta di 5,8 milioni di euro. Altri negozi sono stati acquisiti da HS Alimentari, società milanese indipendente che intende garantire continuità ai dieci negozi acquisiti tra Sigma e Ecu appoggiandosi a un cedi (che rumors indicano essere Consorzio Europa, sin dalle prime fasi coinvolto nell'operazione di salvataggio di parte della rete Realco). Infine, lo store di Pontremoli (Ms) è andato a Etruria Società Cooperativa (Gmf/Selex).

Un capitolo a parte riguarda gli asset immobiliari strategici: la storica sede centrale di Realco in via Pertini a Pieve Modolena è stata rilevata per 8,5 milioni di euro dalla cooperativa di trasporti Transcoop.

Il modello virtuoso adottato a Castellarano (Re)

In mezzo alle difficoltà e alle incertezze del crac — una crisi complessa che ha coinvolto complessivamente oltre 1.500 lavoratori e più di 140 supermercati in tutta la regione — emerge un segnale positivo da Castellarano (Re).

Il supermercato Sigma di via Chiaviche riaprirà i battenti grazie a un’operazione di riscatto comunitario. La neocostituita società Nisal srl si è aggiudicata il punto vendita, dando vita a un modello d'impresa basato sulla partecipazione diretta. Nella cordata, infatti, non ci sono solo imprenditori locali, ma anche alcuni dipendenti del negozio che hanno scelto di investire i propri risparmi nell’iniziativa.

Nonostante il salvataggio parziale della rete di vendita rappresenti una boccata d'ossigeno per le comunità locali, il quadro complessivo della vertenza Realco resta delicato. Le sigle sindacali (Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil) continuano a lanciare l'allarme per il futuro dei dipendenti nelle funzioni amministrative, logistiche e di supporto, per i quali si rendono necessari percorsi mirati di ricollocamento.

Benessity Conad: QBerg analizza il volantino del lancio

Benessity QBerg
L'inaugurazione a Firenze della nuova insegna Benessity da parte di Conad Nord Ovest arriva con un volantino dedicato, che QBerg ha analizzato

L'inaugurazione a Firenze della nuova insegna Benessity da parte di Conad Nord Ovest arriva con un volantino dedicato, che QBerg ha analizzato.

Il volantino del lancio di Benessity analizzato da QBerg

Il primo dato è nelle dimensioni: un volantino piccolo, ridotto a 20 pagine, per parlare di 60 prodotti. Piccolo ma con una durata estesa, 21 giorni, caratteristica che lo avvicina a un volantino del mondo pharma, invece che a uno del largo consumo. La nuova insegna in effetti integra i due mondi con il focus sul benessere personale.

Contenuti - Ampio spazio dedicato a spiegare l'insegna e il format, le categorie di prodotto, i servizi (nelle prime 9 pagine), finalmente si va sui prodotti.

Benessity QBergIl mix di prodotti - Si nota una forte preponderanza di prodotti dei mondi cura persona (23 prodotti) e automedicazione (17 prodotti), con oltre il 50% delle osservazioni di prodotto. Segue la drogheria alimentare (10 prodotti).

Per quanto riguarda le singole categorie, ecco le prime:

  1. Dermocosmesi
  2. Parapharma
  3. Trattamento corpo
  4. Prodotti da forno
  5. Gastrointestinali
  6. Formaggi, di cui 3 su 4 senza lattosio, a conferma della vocazione salutistica della nuova insegna

Oltre ai formaggi, la categoria "fresco" conta in tutto 6 prodotti, con un piatto pronto e uno yogurt. C'è anche un gelato (a rappresentare la categoria "freddo").

Benessity QBergLe azioni di marketing - Le azioni ampiamente utilizzate sono "sconto", con una percentuale media dichiarata del 37,7%, e "sconto carta fedeltà", la cui percentuale sale in media al 40,7%.

Benessity QBergSu 60 prodotti citati nel volantino, solo 16 non hanno associata una azione di marketing dichiarata (appare un prezzo in una nuvola rossa, senza ulteriori indicazioni)

Lidl sceglie i cuccioli di PAW Patrol per ripensare i prodotti destinati ai bambini

Lidl contratto
La partnership internazionale tra il discounter e il franchise coinvolge 30 mercati e prevede la presenza dei personaggi sui prodotti a marchio con profili nutrizionali conformi ai parametri OMS-Lidl, comprese frutta e verdura

Da luglio 2026, Lidl ha introdotto nei suoi mercati europei, una partnership internazionale con PAW Patrol® (franchise globale di intrattenimento per l’infanzia, nato da una serie animata destinata soprattutto ai bambini in età prescolare, con personaggi come Chase, Marshall, Skye e gli altri cuccioli) che segna un cambio di paradigma nel marketing infantile: per la prima volta, i personaggi di un franchise globale vengono applicati ai pack solo dei prodotti a marchio proprio che rispettano i criteri nutrizionali dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) per il marketing rivolto ai bambini, oltre a ulteriori criteri fissati da Lidl, relativi anche a zuccheri, sale, grassi, edulcoranti, aromi, coloranti, conservanti e composizione del prodotto.

Un’iniziativa internazionale

L’operazione si muove all'interno di un contesto europeo, che evidenzia un

problema strutturale di salute pubblica: quasi 1 bambino su 3 è in sovrappeso o obeso; l'esposizione media è di 2,4 spot/ora di cibi spazzatura, che salgono a 3,1 in prime time; il marketing su licenza è spesso associato a prodotti che non rispettano alcun profilo nutrizionale.

Lidl vuole ribaltare questo meccanismo, convinto che un retailer internazinale non possa più dichiararsi neutrale: si tratta di un tema di responsabilità sociale, reputazione e posizionamento competitivo.

Le caratteristiche dell'operazione e i prodotti coinvolti

Il meccanismo rovescia nelle intenzioni, il modello tradizionale del character

licensing. Mentre, normalmente i personaggi più amati dai bambini vengono utilizzati per aumentare l’attrattività di snack, dolci e prodotti indulgenti, in questo caso Lidl impiega la notorietà di Paw Patrol per parlare direttamente ai bambini (senza perdere la fiducia dei genitori) orientando la loro attenzione verso alimenti con un profilo nutrizionale più equilibrato. L'idea di base è tenere insieme due esigenze: l’attrattività emozionale dei personaggi e una rassicurazione nutrizionale rivolta agli adulti.

Per questo qualsiasi pack dei prodotti Lidl rivolti ai bambini sarà commercializzato solo se conforme ai criteri OMS-Lidl. Le uniche eccezioni saranno limitate a occasioni stagionali (Natale, Pasqua, Halloween).

In Germania, ad esempio, sono coinvolti 13 prodotti -fra cui bevanda d’avena Vemondo, yogurt alla frutta Milbona e patatine da forno Harvest Basket-, alcuni dei quali riformulati per poter rispettare i parametri previsti. L'operazione prevede anche la presenza di oltre dieci varietà di frutta e verdura.

La partnership si inserisce nella strategia CSR di Lidl denominata Alimentazione consapevole. Il quadro di riferimento è il Planetary Health Diet, che integra salute, sostenibilità e limiti planetari, che ha l’obiettivo di rendere più semplice per le famiglie scegliere prodotti sani e sostenibili, attraverso assortimento, comunicazione e design di categoria.

Campagna di comunicazione

La campagna è coordinata su 30 mercati e collegata all’uscita cinematografica di PAW Patrol: The Dino Movie, con Paramount come partner internazionale per il franchise.

Il takeaway con l’assistente vocale e l’intelligenza artificiale

takeaway assistente vocale
Just Eat Takeaway.com ha migliorato le performance dell'assistente vocale con le caratteristiche di una conversazione, vocale e scritta, naturale

Just Eat Takeaway.com ha migliorato le performance dell'assistente vocale impiegato per fare la ricerca del cibo tra i menu aggiungendo le caratteristiche di una conversazione, vocale e scritta, naturale, basata sull'intelligenza artificiale.

L'assistente vocale per il take away di Just Eat

La funzione di ricerca vocale sulla app (Ios e Android) di Just Eat (592 milioni di ordini su scala globale nel 2025) nasce per rispondere alla classica domanda dell'utente che naviga tra i menu: "cosa mangiamo stasera?", un concierge gastronomico.

takeaway assistente vocaleLa funzione di navigazione tra i menu, non solo alimentari ma anche di parafarmacia e beauty, si evolve per un dialogo instaurato direttamente dall'utente con la app, capace di dare consigli costruiti in tempo reale sulle preferenze dell'utente, attraverso una fluida interazione tra voce e scrittura. La possibilità di passare in continuazione dall'una all'altra modalità agevola chi ha disabilità visive o mobilità ridotta, e permette di distogliere gli occhi dallo schermo del cellulare.

Il passaggio è coerente con il nuovo posizionamento di Just Eat, che da marketplace orientato alla vendita sta passando a un ruolo di assistente personale e personalizzato da fruire in ogni occasione della vita quotidiana. Lo strumento è conforme alla normativa Gdpr sulla privacy, le conversazioni non vengono archiviate.

La Ai generativa porta più capacità di interazione

L'assistete vocale integra i più avanzati modelli di intelligenza artificiale generativa, grazie ai quali è in grado di comprendere il vero obiettivo dell'utente, anche se espresso in maniera poco articolata e precisa, informale, come un flusso di coscienza.

Questa capacità permette all'utente di condurre ricerche articolate in maniera più rapida, con meno passaggi e senza impostare filtri. Il tutto in molte lingue diverse.

Perché questo strumento? In media in Italia occorrono 7,8 minuti per completare un ordine, consultando in media 2,63 ristoranti e oltre 4 piatti, e con l'86% delle persone incerta tra due diverse cucine. L'idea di lanciare l'assistente vocale più tecnologico parte proprio da questa indecisione così diffusa.

Il lancio è già avvenuto nel Regno Unito e i primi dati dicono che chi utilizza i comandi vocali fa la sua scelta, quindi trova ciò che cerca, con una velocità superiore del 40% rispetto alla chat solo testuale, pur con la Ai, e ha il 30% di probabilità in più di scegliere un piatto/ristorante consigliato, rispetto alla classica ricerca manuale.

"Se negli anni ci siamo impegnati per rendere il servizio sempre più ricco -dichiara Daniele Contini, country manager di Just Eat Italia (parte di Just Eat Takeaway.com)-, oggi l'obiettivo è rendere la scelta del piatto più semplice e immediata. Il nostro Assistente Vocale con intelligenza artificiale nasce proprio per superare la classica indecisione iniziale, permettendo ai clienti di descrivere ciò che cercano con parole proprie, esattamente come farebbero con un amico. Il futuro del servizio sta nel rendere facile e piacevole scoprire la proposta ideale per ogni momento".

OBI ridisegna la rete: dal grande store al city format

OBI Italia diversifica i formati, rafforza servizi e consulenza e prepara il debutto di un nuovo negozio urbano. Garden, omnicanalità e franchising saranno le leve dello sviluppo futuro. Il punto su 35 anni di attività

Solide radici finanziarie e una visione strategica rivolta al futuro. È questo il biglietto da visita con cui OBI affronta la sua nuova fase di sviluppo sul mercato italiano, forte dei 2.500 dipendenti attivi nei 57 store della penisola e dei risultati a livello internazionale, dove il Gruppo ha archiviato il 2025 con un fatturato globale di 8,2 miliardi di euro. Per il retailer specializzato in fai-da-te, il piano di espansione passa ora da un restyling profondo della presenza sul territorio. Senza snaturare il modello di vendita tradizionale, l'insegna sta introducendo formule distributive complementari pensate per presidiare i centri urbani e intercettare nuovi target: una svolta già tracciata ad ottobre 2025 con l'inaugurazione del primo Showroom milanese dedicato al mondo B2B e ai servizi ad alto profilo, a cui si affiancherà entro il 2026 un inedito format di negozio "city". Per capire le evoluzioni, abbiamo intervistato Giulio Finzi, CFO di OBI Italia.

OBI festeggia i suoi primi 35 anni in Italia. Come è cambiata l’insegna in questi anni?

OBI è arrivata in Italia nel 1991, in un mercato del bricolage ancora agli inizi e molto diverso da quello attuale. In questi 35 anni abbiamo accompagnato l'evoluzione del settore, passando da una logica prevalentemente orientata al prodotto a un modello sempre più focalizzato sulle esigenze delle persone, dei loro progetti e dei loro stili di vita. In questo percorso sono cambiati profondamente sia il consumatore sia il contesto competitivo. Oggi il cliente è più informato, più esigente e si aspetta un'esperienza integrata tra fisico e digitale, oltre a servizi e consulenza in grado di semplificare la realizzazione dei propri progetti. Per rispondere a questa trasformazione, OBI ha progressivamente ampliato il proprio ruolo: dall'evoluzione dei format di vendita allo sviluppo dell'omnicanalità, fino all'introduzione di nuovi servizi e soluzioni progettuali. Parallelamente, l'azienda ha continuato a investire sul territorio, rafforzando la propria presenza e adattando il modello di business ai cambiamenti del mercato.

Quale è oggi la proposta distintiva di OBI rispetto ai competitor?

Oggi il vero elemento distintivo è la capacità di interpretare come stanno cambiando i bisogni delle persone. La casa e gli spazi esterni hanno assunto un ruolo nuovo, diventando sempre più luoghi da vivere, personalizzare e valorizzare nel tempo. Proprio da questa lettura del mercato nasce la nostra visione di sviluppo. OBI si propone come un brand in grado di coniugare ampiezza, rilevanza e qualità dell'assortimento. La costruzione dell'offerta parte dall'analisi dei comportamenti d'acquisto, dei trend emergenti e delle specificità dei territori, così da garantire una proposta coerente a livello nazionale ma al tempo stesso vicina alle esigenze locali. In questo contesto, il garden rappresenta una delle principali direttrici di sviluppo per il futuro. Stiamo assistendo a una trasformazione profonda degli spazi outdoor, sempre più percepiti come un'estensione naturale della casa e del benessere quotidiano. Temi come sostenibilità, qualità dell'abitare, adattamento ai cambiamenti climatici e valorizzazione degli spazi esterni stanno generando nuove esigenze e nuove opportunità di innovazione. Per questo stiamo investendo nell'ampliamento dell'offerta, con soluzioni che spaziano dalle piante più resistenti ai sistemi di irrigazione efficiente, fino a prodotti pensati per vivere gli spazi esterni durante tutto l'anno. Allo stesso tempo, stiamo sviluppando altre categorie che riflettono l'evoluzione degli stili di vita e delle esigenze delle famiglie. Un esempio è il comparto pet care, che si integra naturalmente con il mondo della casa e del giardino e che ci consente di rispondere a bisogni sempre più diffusi legati all'organizzazione e alla cura degli spazi condivisi con gli animali domestici. Per questo la nostra ambizione è consolidare, nei prossimi quattro anni, il posizionamento di OBI come punto di riferimento nel mondo garden, investendo non solo nell'assortimento, ma anche nello sviluppo di competenze specialistiche, servizi e soluzioni innovative.

Quali le categorie che stanno trainando la crescita e quali, invece, hanno subito una contrazione?

Oggi i consumatori esprimono bisogni più articolati e ricercano soluzioni capaci di rispondere a esigenze più specifiche. Per questo motivo abbiamo progressivamente ampliato e qualificato l’offerta, mantenendo la profondità assortimentale che da sempre ci caratterizza, affiancandola a categorie a più alto valore aggiunto e a maggiore contenuto progettuale. L’evoluzione non riguarda soltanto i prodotti, ma anche il modo in cui costruiamo l’assortimento. Se in passato il focus era prevalentemente sulla copertura delle categorie tradizionali del fai-da-te, oggi lavoriamo per sviluppare ecosistemi di soluzioni che mettano in relazione prodotti complementari, servizi e consulenza, semplificando il processo decisionale del cliente e offrendo una risposta più completa ai suoi progetti. Stiamo inoltre osservando una crescente segmentazione della domanda. Accanto al consumatore esperto, convivono nuovi profili che cercano prodotti più intuitivi, tecnologie che semplifichino le attività domestiche e soluzioni che consentano di ottenere risultati professionali anche senza particolari competenze tecniche. Questo ci porta a investire nell’innovazione dell’offerta e a presidiare con sempre maggiore attenzione le categorie ad alto contenuto tecnologico e specialistico.

Tra i comparti più dinamici continuano a distinguersi il garden e l’outdoor living, le soluzioni per il bagno e i prodotti legati all’efficienza energetica e al miglioramento della qualità dell’abitare. Si tratta di categorie che intercettano trend strutturali e non fenomeni temporanei, legati alla crescente attenzione verso il benessere domestico, la sostenibilità e la valorizzazione degli spazi. Al contrario, alcune categorie più mature mostrano una crescita più contenuta, soprattutto quando associate a logiche di semplice manutenzione o sostituzione. Anche in questi segmenti, tuttavia, osserviamo uno spostamento della domanda verso prodotti più performanti, durevoli e specializzati, segno di un consumatore sempre più orientato al valore piuttosto che al solo prezzo. Anche l’organizzazione dell’assortimento riflette questa evoluzione. Da un lato manteniamo una gestione centralizzata che garantisce qualità, continuità e competitività dell’offerta; dall’altro, lavoriamo per adattare sempre meglio la proposta alle specificità locali, ai diversi formati e ai diversi bisogni dei clienti. L’obiettivo è combinare la forza e la scala di un gruppo internazionale con la capacità di leggere e interpretare le peculiarità dei singoli mercati e territori.

Come si stanno trasformando i punti di vendita a livello di layout e di metratura media?

Negli ultimi anni abbiamo compreso che non esiste più un unico modello di punto vendita in grado di rispondere a esigenze e contesti territoriali molto diversi tra loro. Per questo stiamo lavorando a una rete sempre più articolata, capace di combinare la forza dei grandi store tradizionali con formati più flessibili e specializzati. In questa direzione si inserisce l'apertura dello Showroom di Milano, inaugurato nell'ottobre 2025, che ha segnato l'ingresso di OBI in un nuovo format urbano, pensato per valorizzare consulenza, progettazione e servizi ad alto valore aggiunto. Parallelamente, continuiamo a investire nell'evoluzione e nel restyling della rete esistente, con l'obiettivo di rendere i punti vendita più funzionali, specializzati e coerenti con le aspettative dei clienti. Una particolare attenzione è rivolta al segmento professionale: ne sono un esempio gli interventi realizzati nei negozi di Como, Prato, Magenta (Mi), Novara, Sesto Fiorentino e Trieste dove abbiamo introdotto spazi e servizi dedicati al mondo B2B. Più che una revisione della metratura in senso stretto, stiamo quindi ripensando il ruolo dei diversi format all'interno dell'ecosistema OBI, sviluppando modelli complementari in grado di integrare prossimità, consulenza, specializzazione e omnicanalità. In questa direzione continueranno ad arrivare novità anche nei prossimi anni.

Come cercate di mantenere alto l'engagement del cliente senza erodere la marginalità?

Negli ultimi anni abbiamo progressivamente spostato l'attenzione da una logica prevalentemente promozionale a una di relazione. In un mercato in cui i consumatori sono attenti al valore complessivo dell'esperienza, riteniamo che la fidelizzazione non possa basarsi esclusivamente su sconti o promozioni, ma sulla capacità di accompagnare il cliente lungo tutto il percorso di realizzazione dei propri progetti. In questo contesto, heyOBI rappresenta uno degli strumenti più importanti della nostra strategia di engagement. Più che un semplice programma fedeltà, è una piattaforma che consente ai clienti di accedere a contenuti, servizi, offerte personalizzate e strumenti utili per la gestione dei propri progetti casa e giardino, costruendo una relazione continuativa con il brand. Attraverso heyOBI, i clienti possono gestire i propri progetti, consultare l'assortimento, verificare la disponibilità dei prodotti nei punti vendita, accedere a comunicazioni personalizzate e beneficiare di un'esperienza sempre più integrata tra canali fisici e digitali. Anche la personalizzazione riveste un ruolo centrale. Grazie alle informazioni raccolte attraverso il CRM e l'ecosistema heyOBI, possiamo comprendere meglio interessi, comportamenti e bisogni dei clienti, proponendo comunicazioni, contenuti e iniziative commerciali più pertinenti e rilevanti, senza dover necessariamente aumentare la pressione promozionale.

Crediamo che la sfida oggi non sia aumentare il livello degli sconti, ma accrescere il valore percepito della relazione. È questa la leva che consente di mantenere elevato l'engagement, rafforzare la fedeltà e, allo stesso tempo, preservare la sostenibilità del business nel lungo periodo.

Quanto incide oggi l'integrazione tra fisico e digitale nella vostra strategia?

Questa integrazione è una leva strategica fondamentale per OBI, perché riflette l’evoluzione del comportamento dei consumatori. Il cliente non segue più un percorso lineare: si informa online, confronta prodotti, cerca ispirazione e pianifica i propri progetti prima ancora di entrare in negozio. Non a caso, quasi la metà dei visitatori dei punti di vendita OBI utilizza i nostri canali digitali nelle fasi che precedono l’acquisto. Per rispondere a queste nuove modalità di interazione, stiamo sviluppando un ecosistema omnicanale integrato che mette in connessione negozi, eCommerce, app e CRM, offrendo un’esperienza sempre più coerente e personalizzata. Trasformando così anche il ruolo del punto vendita, diventando luogo che accoglie una clientela informata, con esigenze definite e aspettative elevate, che nello store trova il valore aggiunto della consulenza, dell’esperienza diretta e del supporto progettuale. La sfida non è più scegliere tra fisico e digitale, ma integrarli in modo sempre più efficace per offrire un’esperienza fluida lungo tutto il customer journey.

Quali gli obiettivi del prossimo futuro?

La nostra crescita futura si baserà sulla capacità di combinare espansione della rete, sviluppo del franchising, innovazione tecnologica e servizi ad alto valore aggiunto, per essere sempre più vicini ai clienti e ai loro progetti per la casa e il giardino.

Vusion e In-Store Media, una nuova piattaforma per il negozio connesso

Vusion In-Store Media
A fine luglio Vusion ha annunciato la partnership con In-Store Media (Ism). In prospettiva, l'integrazione per creare una nuova piattaforma digitale

A fine luglio Vusion, specializzato in soluzioni di digitalizzazione per il commercio fisico basate sull'intelligenza artificiale, ha annunciato la partnership con In-Store Media (Ism), multinazionale di retail media in-store di Barcellona. In prospettiva, l'integrazione tra competenze pubblicitarie, relazioni con brand e retailer e capacità operative, per creare una nuova piattaforma digitale di retail media in-store a copertura dell'intera filiera del valore.

La partnership tra Vusion e In-Store Media

Il retail media sta crescendo come strumento di comunicazione, e nella redditività dei retailer, ma soprattutto nel dominio digitale. Anche se l'eCommerce diventa sempre più importante, il negozio fisico prevale di gran lunga nelle preferenze dei consumatori, soprattutto in alcune categorie, un'occasione per i brand, e di margine per i retailer, nella fase cruciale dell'acquisto.

Vusion e In-Store Media mettono in campo competenze e contatti complementari utili a creare una nuova piattaforma digitale di retail media in-store, per completare l'utimo miglio della relazione tra brand, retailer e consumatori, in una modalità misurabile in tempo reale. La proposta di acquisizione rafforzerà il posizionamento di Vusion nel commercio connesso e consoliderà il retail media, assecondando la richiesta del mercato.

La nuova piattaforma integrerebbe competenze pubblicitarie, relazioni con brand e retailer, capacità operativa, con il fine di una monetizzazione su larga scala.

Vusion - Con le proprie soluzioni di digitalizzazione per il commercio fisico basate sulla Ai serve oltre 350 grandi gruppi retail a livello globale. Aiuta a costruire negozi Ai-native, a trasformare i negozi fisici in ambienti intelligenti, più efficienti, adattivi, guidati dai dati. Abilita l'eCommerce locale, media retail in-store ed esperienze per i clienti. I dati raccolti in negozio vengono immediatamente utilizzati per attività concrete, con performance misurabili. Vusion è quotata nel compartimento A di Euronext Paris ed è membro dell'indice SBF120.

"Combinando la piattaforma Vusion per i punti vendita connessi con l’esperienza, le capacità operative e le relazioni consolidate di In-Store Media con retailer e brand - ha dichiarato Thierry Gadou, presidente e Ceo di Vusion - aiutiamo i retailer a trasformare il traffico nei negozi in valore media misurabile, nuove fonti di ricavo ed esperienze d’acquisto in-store più coinvolgenti".

In-Store Media - Sviluppa soluzioni pubblicitarie di retail media. Fondata nel 1998 a Barcellona, è presente in 9 Paesi tra Europa, America Latina e Asia, collabora con oltre 90 retailer e 1.600 brand. Opera all'interno di ipermercati, supermercati, centri commerciali, grandi magazzini e negozi specializzati. Nel 2025 ha generato ricavi per 120 milioni di euro e una solida redditività. Conta su un portafoglio di 50 soluzioni media, cartacee e digitali, in base alle diverse esigenze degli inserzionisti.

"In-Store Media è cresciuta aiutando retailer e brand a valorizzare appieno il potenziale dei punti vendita fisici - ha dichiarato Fernando de Vicente, Ceo di In-Store Media - L’ingresso in Vusion ci consentirebbe di accelerare questa missione, facendo leva sulla tecnologia, sulla capacità di operare su larga scala e sulla presenza globale necessarie per portare la digitalizzazione del retail media in-store a un livello superiore".

I dettagli dell'operazione

L'operazione di acquisizione di In-Store Media da parte di Vusion è stata approvata dal consiglio di amministrazione, ed è in attesa delle necessarie autorizzazioni. Si prevede che sarà finanziata mediante ricorso al debito.

In-Store Media è stata assistita da GBS Finance, Mizuho Greenhill e Baker McKenzie, in qualità rispettivamente di consulenti finanziari e legali.

Vusion è stata assistita da J.P. Morgan e White & Case, rispettivamente in qualità di consulente finanziario e legale.

La crescita di Altromercato fra strategie e partnership

Importanti i risultati del bilancio di Altromercato che mira a crescere in nuovi mercati e conquistare ampi target di clienti

Altromercato, tra le principali organizzazioni di commercio equo e solidale in Italia, seconda a livello europeo, chiude il bilancio 2025-2026 toccando la quota record di 50 milioni di euro di ricavi con un balzo in avanti significativo rispetto ai 46,8 milioni dell’esercizio precedente e, soprattutto, una crescita netta se confrontata con i 34 milioni registrati nel 2020-2021.

I risultati positivi si devono alle novità gestionali seguite al rinnovo del consiglio di amministrazione che ha visto la nomina di Marta Fracasso alla presidenza e di Fausto Zendron nel ruolo di Ad i quali hanno attuato scelte coraggiose tra cui quella di abbandonare i comparti storici ma meno redditizi, come l'abbigliamento, l’oggettistica e gli articoli per la casa, per concentrare le proprie risorse su settore alimentare e, in misura più contenuta, sulla cosmesi naturale.

Contestualmente è stato attivato un piano di rilancio per le 180 storiche Botteghe del Mondo e un programma di espansione all'estero con particolare interesse ai mercati dell’Estremo Oriente. Inoltre, l'azienda ha adottato leve di marketing tipiche del largo consumo, come campagne pubblicitarie e promozioni mirate.

La rete

Altromercato è oggi presente in 1.550 punti di vendita della Gdo, in 2.000 negozi bio specializzati, nelle mense scolastiche e nel canale del vending (la distribuzione automatica), dove è entrata due anni fa e dove, nel solo 2025, ha registrato il consumo di ben 7,2 milioni di tazzine di caffè.

L'intesa con Esselunga e Naturasì

La vendita di materie prime ed ingredienti fair trade (cacao, caffè e zucchero) a grandi aziende alimentari rappresenta il 50% del fatturato totale. Le materie prime provengono da 91 organizzazioni di produttori dislocate in 37 Paesi. Tra i partner di rilievo spicca Esselunga, che non solo acquista il cacao ma firma insieme ad Altromercato una linea dedicata di cioccolato.

Importante anche la partnership con la catena di supermercati biologici NaturaSì con cui sta lavorando a un progetto di store a doppia insegna, sia tramite nuove aperture sia attraverso la riqualificazione di store esistenti. Dopo le prime sperimentazioni ad Asti, Alba (Cn) e Clusone (Bg), la prossima tappa della joint venture toccherà la città di Milano entro la fine dell'anno.

Pret A Manger arriva alla stazione Roma Termini

Nuovo punto di vendita per la caffetteria inglese Pret A Manger (gestita in Italia da Chef Express del Gruppo Cremonini) che sbarca alla stazione Roma Termini con un locale di 70 mq

Nuovo locale per la catena britannica Pret A Manger che replica il suo classico format all'interno della stazione ferroviaria di Roma Termini, confermando la tradizionale offerta di piatti preparati al momento e caffè biologico con un menu ideale per il travel retail. L'insegna, gestita in Italia in esclusiva da Chef Express (Gruppo Cremonini), prosegue il suo iter di espansione in questo canale dove opera presidiando non solo le stazioni ferroviarie, ma anche aeroporti e aree di servizio autostradali.

"Grazie alla collaborazione con Grandi Stazioni Retail, prosegue la nostra storia nella stazione Termini, che ci vede presenti con format proprietari o in licenza da quasi 40 anni. Proprio da qui è partita l’avventura del Gruppo Cremonini nella ristorazione “in viaggio” puntando sulle opportunità di sviluppo del settore e lanciando format di successo italiani e internazionali” spiega Nicolas Bigard, amministratore delegato di Chef Express.

Lo store

Il locale si trova al piano terra della stazione, in corrispondenza dell’uscita su Via Giolitti, accanto al binario 24, si estende su una superficie di 70 mq, offre 24 posti a sedere, con un organico di 30 persone.

L'offerta

Il locale offre caffè biologico e cibo fresco preparato ogni giorno nella cucina interna con ingredienti selezionati. Il menu include i classici panini, baguette (anche vegetariane), wrap, zuppe e insalate ricche di proteine. L'offerta si completa con opzioni per la colazione e la merenda, tra cui pasticceria, yogurt, dolci e un'ampia varietà di bevande calde e fredde preparate dai baristi con latte biologico o vegetale.

La rete

Attualmente Pret A Manger in Italia è presente nell’aeroporto di Milano Malpensa con 3 punti di vendita, nell’aeroporto di Bergamo Orio al Serio con 2 store e in quello di Bologna, nella Stazione Centrale di Milano, nella Stazione Ferroviaria ad Alta Velocità di Bologna Centrale, nella Stazione di Roma Termini e nell’area di servizio San Martino sull’autostrada A1 nei pressi di Parma. Le prossime aperture sono previste negli aeroporti di Roma Fiumicino e Venezia.

Gdoweekly #176. I conti di Bennet. Amazon Family in Italia. Esselunga riapre in viale Piave a Milano

Bennet-Coop Liguria. Amazon Family debutta in Italia. Riapre Esselunga di viale Piave a Milano. Jysk, 1° cedi in Italia. Ristorazione: sui salari qualcosa si muove

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Torino Airport, Eataly e l’identità gastronomica piemontese

Eataly, realizzato al livello superiore partenze in collaborazione con Avolta su un’area di circa 530 mq, unisce ristorazione e retail

Il nuovo Eataly realizzato al livello superiore dell'area partenze di Torino Airport in collaborazione con Avolta è al centro del rinnovo della sala imbarchi dello scalo subalpino, non il primo fra l'altro. Su circa 530 mq il nuovo store unisce ristorazione e retail. Gli spazi comprendono un mercato di circa 30 mq con una selezione di prodotti a marchio Eataly, un angolo per l'asporto (grab & go) refrigerato e un’area pick & mix dedicata ai cioccolatini Eataly. Oltre 310 mq sono dedicati al servizio rapido (counter quick service) e alla sala ristorante, per un totale di 156 posti a sedere. Qui i visitatori possono scegliere tra una caffetteria (caffè Eataly), un’offerta di panini, pizza alla pala e spaccate, e un ristorante che propone i classici di Eataly affiancati da una selezione di piatti ispirati alla tradizione torinese.

 “L’apertura di Eataly, con una proposta fortemente legata al territorio e con referenze in larga parte di provenienza locale, contribuisce inoltre a rafforzare il sense of place dell’aeroporto, offrendo ai passeggeri un contatto con l’identità gastronomica di Torino e del Piemonte, coerente con il ruolo dello scalo come infrastruttura strategica per il territorio. Vogliamo ringraziare tutti i nostri partner commerciali che hanno creduto in questo progetto di rinnovo e continuato ad investire nell’Aeroporto di Torino”. commenta Francesca Soncini, direttrice commerciale extra-aviation, comunicazione e sostenibilità di Torino Airport.

L’apertura del nuovo locale a marchio Eataly all’aeroporto di Torino, tra i principali scali a livello nazionale in termini di flussi turistici e di business, rafforza ulteriormente il nostro percorso di crescita sul canale aeroportuale italiano, in linea con la strategia di Avolta Destination 2027 -aggiunge Massimiliano Santoro, ceo Italy di Avolta-. La collaborazione con Eataly, con cui lavoriamo ormai da diversi anni, nasce dal comune desiderio di offrire ai consumatori un’offerta di alta qualità, in cui l’esperienza enogastronomica diventa parte integrante del viaggio e occasione per valorizzare il made in Italy e le eccellenze del nostro territorio”.

Torino come luogo di nascita di Eataly

 “L’apertura all’aeroporto di Torino riveste per noi un significato particolarmente speciale: Eataly è nata a Torino, una città che da sempre rappresenta la nostra casa e il luogo in cui affondano le nostre radici -ricorda Gabriele Belsito, general manager Europe di Eataly-. Essere presenti qui significa rafforzare il legame con il territorio da cui ha avuto origine il nostro percorso, accogliendo i viaggiatori con un’esperienza autentica prima della partenza. Siamo certi che la collaborazione con Avolta continuerà a generare nuove opportunità di crescita e progetti di valore, contribuendo a promuovere l’eccellenza italiana nel mondo”.

Accanto a Eataly, la balconata del livello superiore partenze accoglie oggi servizi pensati per rendere più confortevole la permanenza in aeroporto. Il livello superiore diventa così parte integrante del percorso passeggeri, ampliando la capacità e la qualità degli spazi della sala imbarchi: la Fun & Game Area, la rinnovata Baby Lounge, la terrazza fumatori, la Working Area e nuovi servizi igienici; è un tripudio di inglese e inglesismi, ma siamo in un aeroporto con ambizioni internazionali. Lo confermano i i dati forniti dall'ad di Torino Airport:

 “Il rinnovo della sala imbarchi si inserisce nel quadro degli interventi di sviluppo e adeguamento infrastrutturale previsti da SAGAT, che accompagna il percorso di ammodernamento dello scalo anche in funzione della crescita del traffico -commenta Andrea Andorno, amministratore delegato di Torino Airport-. I risultati registrati nella prima parte del 2026 confermano la necessità di proseguire in questa direzione: nei primi sei mesi dell’anno Torino Airport ha accolto quasi 2,9 milioni di passeggeri, con un incremento del +17,3% rispetto allo stesso periodo del 2025, e tutti i mesi da gennaio a giugno sono stati i migliori di sempre per la rispettiva mensilità. In questo contesto, investire sulla qualità degli spazi, sulla funzionalità dei percorsi e sull’ampliamento dei servizi significa rispondere in modo concreto alle nuove esigenze dei passeggeri e accompagnare lo sviluppo dello scalo con un’esperienza sempre più efficiente, accogliente e riconoscibile”.

Tutto il ridisegno degli spazi ha preso avvio con lo spostamento e l’ampliamento della libreria, che ha dato impulso al riposizionamento delle unità commerciali dell’area retail. Ne è derivato un percorso progressivo di riqualificazione per rendere i punti di vendita più ampi, più riconoscibili e più coerenti con le esigenze dei passeggeri, ampliando al tempo stesso il ventaglio delle categorie merceologiche presenti in aeroporto. Al livello dei gate sono 10 le insegne coinvolte nel restyling, per complessivi 1.150 mq di spazi vendita rinnovati e ampliati. Al livello superiore, oltre alla superficie occupata da Eataly, sono 480 i metri quadrati  aggiuntivi destinati a passeggeri e operatori aeroportuali, di cui 90 mq destinati ai servizi igienici, più che raddoppiati.

Chef Express presenta i nuovi spazi ristorazione a Torino Airport

Non è il primo restyling dell'area partenze, come potete nell'articolo qui sopra. Torino Airport ha rinnovato la sala imbarchi con nuovi spazi e un’offerta commerciale che si sviluppa ora su due livelli. Grazie alla nuova scala mobile che collega il livello dei gate con il livello superiore partenze, l’aeroporto si presenta con un’area retail più ampia oltre i controlli di sicurezza e con spazi più funzionali per i servizi.

 

L’Adis cambia nome in Federdistribuzione Horeca

Ristoranti, aumentano le prenotazioni online
Nasce Federdistribuzione Horeca, per le realtà attive nel settore della ristorazione. Tra gli obiettivi la crescita della categoria

L’Assemblea dell'associazione distribuzione ingrosso a self-service, la realtà che all’interno di Federdistribuzione rappresenta le imprese dei magazzini all'ingrosso, ha deliberato oggi il cambio del proprio nome. L'associazione si chiamerà ufficialmente Federdistribuzione Horeca. La novità non è solo formale, ma riflette l'evoluzione di un settore sempre più centrale per l'economia nazionale: quello delle imprese e dei gruppi commerciali specializzati nella fornitura e nella vendita per il canale del "fuori casa".

Una nuova identità per un settore strategico

Il cambio di brand punta a fotografare l'identità attuale di un comparto moderno e ad alto valore aggiunto. “La nuova denominazione Federdistribuzione Horeca rimarca l’importanza del comparto della distribuzione e vendita all’ingrosso ai canali del consumo fuori casa -ha spiegato David Martinez Fontano, presidente di Federdistribuzione Horeca-. Parliamo di un settore sempre più specializzato, con imprese moderne che creano valore lungo la filiera agroalimentare e che sostengono un comparto economico strategico per l'Italia. L’associazione continuerà a rafforzarsi e ad aprirsi alle imprese del settore, organizzando incontri e momenti di approfondimento per portare avanti le istanze che contribuiscono allo sviluppo delle aziende del fuori casa”.

Il dialogo con le istituzioni

La trasformazione si inserisce in un percorso di consolidamento della rappresentanza in un momento storico di profonde transizioni industriali, digitali e normative. A dare forza al nuovo corso è intervenuto anche Carlo Alberto Buttarelli, presidente di Federdistribuzione, che ha sottolineato la centralità di queste realtà per il sistema-Paese: “Le imprese moderne che forniscono il canale Horeca sono un pilastro del sistema distributivo specializzato e della competitività del Paese. In una fase caratterizzata da profonde trasformazioni economiche, tecnologiche e normative, è fondamentale che le aziende possano contare su una rappresentanza solida e autorevole, capace di promuovere un confronto costruttivo con le istituzioni nazionali, regionali ed europee”.

L'obiettivo della federazione resta quindi quello di spingere su politiche che favoriscano gli investimenti, la semplificazione burocratica e la valorizzazione delle filiere. “La nuova denominazione di Federdistribuzione Horeca –ha concluso Buttarelli- contribuisce a rafforzare la nostra azione per costruire un contesto favorevole alla crescita, mettendo a sistema competenze, esperienze e visione per affrontare insieme le sfide del futuro”.

Amazon Family debutta anche in Italia

Con Amazon Family, i clienti Prime in Italia possono ora invitare un altro adulto del proprio nucleo familiare a condividere i benefici Prime senza costi aggiuntivi

Debutta ufficialmente in Italia Amazon Family, la funzionalità che permette ai clienti Prime di condividere gran parte dei propri vantaggi con un altro adulto del nucleo familiare. La vera svolta? Nessuno scambio di password. Ognuno mantiene il proprio account privato, i propri carrelli e la propria cronologia dei prodotti visti.

Come funziona

Fino ad oggi, per far godere dei vantaggi di Prime a un partner o a un familiare convivente, spesso si finiva per condividere le stesse credenziali di accesso, con il rischio di rovinarsi le sorprese dei regali di Natale o di mescolare i suggerimenti di film e serie TV. Con Amazon Family questo problema sparisce. Il titolare dell'abbonamento (l'Amministratore) può invitare un secondo adulto. Entrambi manterranno: account e password separati (massima sicurezza, nessun codice OTP condiviso), cronologia degli ordini privata, algoritmo personalizzato per i consigli di acquisto e streaming.

L'adulto invitato avrà accesso immediato a un pacchetto ricchissimo di servizi, tra cui:

  • Spedizioni Prime veloci e gratuite su milioni di prodotti.
  • Prime Video (nella versione con pubblicità).
  • Amazon Music Prime e il cloud gaming di Amazon Luna.
  • Offerte esclusive e l'accesso anticipato a grandi eventi di shopping come il Prime Day e la Festa delle Offerte Prime.

Il portafoglio comune

Per attivare la condivisione, l’amministratore deve selezionare un unico metodo di pagamento cartaceo o digitale da mettere a disposizione del nucleo familiare. La trasparenza e la sicurezza sono garantite da regole precise: il membro invitato non vedrà mai i dati sensibili della carta, ma solo le ultime 4 cifre, la scadenza e il nome del titolare. Inoltre, ogni volta che l'ospite effettuerà un acquisto con la carta condivisa, l’amministratore riceverà una notifica immediata con l'importo speso. In ogni caso, il secondo membro resta libero di pagare i propri ordini usando anche una carta personale e privata.

Come attivare Amazon Family

La configurazione è immediata. Basta seguire questi passaggi: accedere al proprio account Amazon e andare su "Il mio account", selezionare la voce La tua Amazon Family e inserire i dati per invitare il secondo adulto. Una volta accettato l'invito via email, il secondo account sarà collegato. Tutto si potrà gestire dal nuovo Family Hub, una dashboard dedicata da cui monitorare i membri e gestire le opzioni.

Prezzi e disponibilità

Amazon Family è completamente gratuito e non comporta sovrapprezzi sulla quota Prime. L'unico requisito è che l'amministratore abbia un abbonamento Prime attivo (acquistabile a 4,99 euro al mese o 49,90 euro all'anno, con i classici 30 giorni di prova gratuita per i nuovi iscritti). Il roll-out della funzione è già partito e raggiungerà la totalità degli utenti italiani nel giro di pochi giorni.

Sviluppo rete in Area 4 dal 24 al 31 luglio 2026

Maiora (Despar Centro-Sud) consolida la rete Altasfera ad Altamura (Ba) con un cash and carry di 2.500 mq, Lidl apre a Terlizzi (Ba) un discount di 1.200 mq e Md a Sant'Arcangelo di Potenza (Pz) uno store di 650 mq su 5 corsie

ALTASFERA
Via del Ciliegio 2
Altamura (Ba)
2.500 mq
Maiora (Despar Centro-Sud)

Data di apertura
29 luglio 2026
Format e location
L’area freschi prevede i reparti specializzati di ortofrutta, macelleria, a cui si sommano surgelati, prodotti freschi, enoteca, beverage e grocery.
Offerta
Comprende oltre 6.000 referenze complessive e 1.000 mdd.
Servizi
Orario: lun-sab 7.30-19.30; domenica 8-13. Offre inoltre una serie di servizi dedicati, tra cui ordini web, servizio di prenotazione e preparazione della merce, la consegna diretta ai punti di consumo e l’assistenza, con consulenza specialistica, da parte di personale esperto in ogni reparto.
Addetti e casse
Non disponibile.

LIDL
Viale Federico II di Svevia
Terlizzi (Ba)
1.200 mq
Lidl Italia

Data di apertura
23 luglio 2026
Format e location
Il locale è con classificazione energetica A4 e replica il consueto format.
Offerta
Come da tradizione.
Servizi
Orario: lun-sab 8-21.30; domenica 8-21. Nel parcheggio ci sono 100 posti auto.
Addetti e casse
Impiega 21 collaboratori.

MD
Via Papa Giovanni XXIII 48
Sant’Arcangelo Di Potenza (Pz)
650 mq
Md

Data di apertura
29 luglio 2026
Format e location
È il primo punto di vendita nel comune e porta a 14 quelli operativi in Basilicata, di cui 11 in provincia di Potenza. L’area food rappresenta l’80% della superficie, mentre il 20% è dedicato al non food. Si sviluppa su 5 corsie. Propone macelleria e gastronomia servite, collocate lungo il perimetro, ortofrutta a libero servizio all’ingresso e panetteria a libero servizio con pane locale confezionato.
Offerta
Come da tradizione.
Servizi
Orario: lun-sab 8-13 e 16.30-20.30. Nel parcheggio sono presenti 40 posti auto.
Addetti e casse
In organico 15 addetti. In barriera ci sono 3 casse.

Il Bilancio di sostenibilità di Dit punta su persone e mdd

Il Bilancio di Sostenibilità 2025 di Dit (Sigma e Sisa) evidenzia progressi nel capitale umano, con il calo del gender pay gap e il triplicare delle ore di formazione.

Il Bilancio di Sostenibilità di Dit - Distribuzione Italiana, centrale delle insegne Sigma e Sisa, evidenzia azioni, strategie e risultati ottenuti nel 2025. In primis sul fronte delle risorse umane. Il divario retributivo di genere a parità di ruolo si è ridotto di circa 10 punti percentuali in tre anni, passando dal 37,80% del 2023 al 27,76% nel 2025. Un dato ancora sensibile, ma in netta diminuzione, che riflette il progressivo rafforzamento delle politiche aziendali in materia di pari opportunità. Cresce in modo costante anche l'investimento nella formazione del personale, quasi triplicato rispetto a tre anni fa: dalle 18,41 ore pro capite del 2023 si è passati alle 42,27 ore del 2024, fino a raggiungere le 54,15 ore nel 2025.

Filiera e mdd

Sul fronte della supply chain, Dit ha avviato l'integrazione sistematica dei criteri di sostenibilità nella selezione e gestione dei fornitori, in particolare per i prodotti a marchio del distributore (Mdd). Per consolidare questo approccio, la centrale ha sviluppato un questionario rivolto ai co-packer per mapparne le pratiche ambientali, sociali e di governance. Spicca la valorizzazione delle produzioni nazionali: oltre il 90% dei fornitori della mdd è italiano, una scelta che riduce l’impatto dei trasporti e garantisce un maggiore controllo sulla filiera. L'espressione più alta di questo modello è la collaborazione con Slow Food Italia per la linea premium Gusto&Passione, nata per sostenere le piccole realtà produttive locali. Per quanto riguarda il packaging dei reparti freschi, Dit promuove soluzioni biodegradabili, compostabili e certificate, riducendo i materiali poliaccoppiati non riciclabili.

Emissioni sotto controllo ed energia 100% rinnovabile

La principale novità dell’edizione 2025 è l'avvio della rendicontazione dei gas climalteranti. Non avendo in capo la gestione diretta di punti vendita o hub logistici, l'analisi di Dit si è concentrata sulla mobilità aziendale: le emissioni Scope 1 calcolate sui chilometri percorsi nel 2025 sono pari a 12,99 tonnellate di CO2. Sul piano energetico, anche nel 2025 il 100% del fabbisogno di energia elettrica di Dit è stato coperto da Garanzie d’Origine, che certificano la provenienza da fonti rinnovabili.

Stakeholder engagement e solidarietà territoriale

In ottica futura, il Gruppo punta ad ampliare il coinvolgimento dei propri stakeholder nei processi di analisi di materialità, percorso già avviato nel 2024 coinvolgendo un campione rappresentativo interno (cda, soci, dipendenti) ed esterno (fornitori Gdo, partner tecnologici, istituti di credito). In linea con la propria natura cooperativa, Dit ha inoltre rinnovato le partnership sociali e ambientali con Slow Food, Medici Senza Frontiere, D.i.Re – Donne in rete contro la violenza e Legambiente. Attraverso il coinvolgimento attivo dei punti vendita dei soci, sono state realizzate efficaci campagne di fundraising che hanno trovato una forte risposta da parte dei clienti.

"Nel 2024, con il nostro primo bilancio di sostenibilità, abbiamo avviato un percorso che oggi prosegue con obiettivi più definiti e strumenti sempre più concreti. La misurazione delle emissioni Scope 1 e il coinvolgimento dei fornitori Mdd tramite i questionari ESG sono tappe importanti di un cammino che richiede tempo e collaborazione -dichiara Alessandro Camattari, direttore commerciale e marketing di Dit-. Il continuo investimento sulle persone testimonia la nostra convinzione che un’evoluzione sostenibile passi dalla valorizzazione del capitale umano. C'è ancora strada da fare, ma la direzione è quella giusta: generare valore nel tempo per soci, persone, filiera e territori, guardando anche al di là dei nostri confini grazie a partnership di rilievo nazionale e internazionale".

Riapre Esselunga di Viale Piave a Milano, più spazio e più servizi

Esselunga Viale Piave
Esselunga Viale Piave
Ha riaperto dopo una lunga ristrutturazione il supermercato Esselunga di Viale Piave a Milano. Le dichiarazioni di Marina Caprotti e l'intervista a Eugenio Neri, direttore commerciale del retailer

Oltre un anno di chiusura, da aprile 2025 ad oggi, ha riaperto dopo una lunga ristrutturazione il supermercato Esselunga di Viale Piave a Milano. Nell'occasione, la dichiarazione di Marina Caprotti, presidente di Esselunga. Questo punto vendita, ha detto, "ha un valore storico per noi e siamo felicissimi di ridare vita a questo negozio perché per noi ha un particolare affetto nel cuore". Quello di Viale Piave è un negozio storico che data 1973, incastonato tra i palazzi della circonvallazione interna, fornito di parcheggio, con il nuovo Bar Atlantic, e che presto sarà affiancato dalla profumeria con una corona di servizi collegati.

La ristrutturazione di Esselunga di Viale Piave

La superficie di vendita è passata da 1.175 a 1.269 mq, un'ampliamento ridotto ottenuto integrando l'area dell'ingresso dalla quale è stato ricavato il Bar Atlantic, 40 posti a sedere, con dehor nel cortile, che offre ulteriori 50 posti a sedere.

Il layout interno è stato modificato per renderlo più fruibile, anche se conserva la struttura classica dei punti di vendita Esselunga di più ampie dimensioni. L'offerta complessiva è di 9.500 prodotti distribuiti tra corsie, reparti assistiti per macelleria, pane (produzione propria), gastronomia e dolci (Elisenda). Nuovi i banchi frigo in corsia per gastronomia, carne, pesce, latticini, salumi, con ante richiudibili a pacchetto, più comode per rifornire e prelevare i prodotti, oltre che più efficienti sotto il profilo energetico. Aggiunta anche un'area self service per i formaggi nell'area gastronomia, e un'isola promozionale per salumi e latticini. Novità anche per l'ortofrutta: l'area per lo sfuso (che non era presente in questo negozio) somiglia a quella predisposta nei negozi LaEsse (la location centrale di questo punto di vendita lo potrebbe spiegare), con le banane appese in bella vista. Nell'ortofrutta c'è anche un'area identificata come "La nostra selezione di prodotti dall'estero", che però nell'ortofrtta è un'indicazione molto ampia, per esempio vale anche per le angurie?

Ampio, come da tradizione lo spazio dell'enoteca, con oltre 700 referenze con sommelier per la guida alla scelta, organizzata come una corsia ma con vetrine chiuse per le bottiglie più pregiate, e le aree "selezione" per i bianchi e i rossi. L'offerta è ampia e comprende anche i vini proposti in promozione nell'area dei freschi, in abbinamento al cibo. Qui lo spazio ridotto del negozio ha costretto a una disposizione diversa da quella ampia e con la corsia bassa centrale cui siamo abituati, e invece stretta in una corsia e un angolo del negozio. Ma l'inserimento delle vetrine e le indicazioni, ancora una volta, di "selezione" di prodotti, la avvicinano come mood all'enoteca (enorme) del nuovo e vicino LaEsse Bistrot di Piazza Risorgimento: anche qui è presente il sommelier.

Il supermercato impiega 84 persone ed è dotato di 16 casse, 8 tradizionali e 8 self service. È fornito di servizio Presto Spesa. Apre dal lunedì al sabato dalle 7.30 alle 21 e la domenica dalle 8 alle 20.

Arriva eb, il beauty store con l'estetista e il parrucchiere

Entro la fine del 2026 su entrambi i lati del supermercato Esselunga di Viale Piave aprirà la profumeria eb in due spazi: il primo spazio, 130 mq con accesso diretto da Viale Piave, alla sinistra guardando lo store, accoglierà la profumeria vera e propria, con profumi, make up e skincare, e prodotti per il benessere e la cura della persona. Sempre all'interno, anche un corner parafarmacia.

A destra del supermercato, sarà attivo un secondo spazio di altri 120 mq sempre con ingresso autonomo per i servizi: hair studio, due cabine per i trattamenti estetici e percorsi di cura del viso e corpo, nail studio con due postazioni.

La dichiarazione della presidente Marina Caprotti

"Sono tempi difficili, è un mercato difficile ma cerchiamo di essere vicini alle famiglie e dare valore con i nostri prezzi, la convenienza, con i nostri sconti. Stiamo lavorando per essere vicini a tutti". Lo ha detto la presidente esecutiva di Esselunga Marina Caprotti a margine della riapertura dello store di viale Piave a Milano dopo il restyling. Per la figlia del fondatore di Esselunga, questo punto vendita "ha un valore storico per noi e siamo felicissimi di ridare vita a questo negozio perché per noi ha un particolare affetto nel cuore -ha aggiunto Marina Caprotti-. Ci venivo tutti i sabati con mio padre da bambina, era un negozio che ho sempre frequentato tanto, quindi fa parte un po' della nostra storia. Adesso si rinnova, con delle belle novità, come la profumeria e la parafarmacia, che apriremo a dicembre. In autunno qualche novità ci sarà" in termini di nuove aperture e ristrutturazioni, "abbiamo la riapertura di Gessate che sarà un altro negozio che raddoppia e poi ce ne sono altre più piccole".

I cambiamenti spiegati dal direttore commerciale Eugenio Neri

"Abbiamo dato più spazio ai freschi perché la frequenza d'acquisto del cliente sta aumentando e di conseguenza gli acquisti si spostano su questo reparto -dichiara Eugenio Neri, direttore commerciale di Esselunga-. Il bar invece funge da vetrina per i nostri piatti pronti. Inoltre, abbiamo fatto un investimento importante sviluppando nuove referenze a marchio proprio e limando i prezzi: da novembre 2025 abbiamo adottato una politica di ribassi molto impattante per la mdd, che sta dando ottimi risultati".

La marca propria continua il suo sviluppo e, soprattutto nei negozi più piccoli, acquista spazio rispetto ai prodotti di marca industriale. Per la mdd abbiamo creato un ufficio dedicato, perché è una richiesta dei clienti -prosegue- . Non c'è un obiettivo in termini di percentuale, ma vogliamo fidelizzare il cliente puntando sul rapporto qualità-prezzo, sulle produzioni interne e i fornitori selezionati. Attualmente la percentuale è al 25% del fatturato, ma per esempio sull'ortorutta confezionata Esselunga è più elevata".

Per i cantieri in corso d'opera, confermata la chiusura di Varese, mentre prosegue l'espansione in Emilia-Romagna, Lombardia, Milano e Genova, oltre all'obiettivo di crescere molto a Roma.

E come Esselunga vede la seconda parte dell'anno? "Difficile -spiega Eugenio Neri-, anche se i volumi per noi crescono, siamo in deflazione a causa della forte attività sui prezzi. Il clima eccessivamente caldo non aiuta i consumi, in generale. C'è tanta competizione sui prezzi, ma noi dobbiamo puntare sui nostri punti di forza distintivi: i piatti pronti, la freschezza e l'offerta. Diciamo che c'è un'offerta eccessiva in un mercato ormai maturo, quindi è probabile che avvenga una concentrazione. Più che troppi negozi, ci sono troppi negozi che non rispondono alle attuali esigenze dei clienti. Il punto di vendita deve evolvere".

Gli aspetti sui quali lavorare: "La grande distribuzione ragiona ancora troppo per reparti invece che per bisogni. Se un cliente cerca un piatto pronto, oggi lo trova sparso tra i reparti pesce, carne e gastronomia. Il mio sogno sarebbe avere tutti i piatti pronti Esselunga riuniti in un unico spazio. Nei negozi più piccoli, come LaEsse, dove siamo obbligati a fare questa scelta per questioni di spazio, i riscontri dei clienti sono estremamente positivi. È un tema di organizzazione che dobbiamo affrontare superando i nostri blocchi mentali interni".

Sviluppo rete in Area 3 dal 24 al 31 luglio 2026

Conad Adriatico sbarca a Colli del Tronto (Ap) con un supermercato di 1.450 mq dotato di tutti i reparti freschi serviti e dello spazio di ristorazione Con Sapore. Etruria Retail rafforza la rete Famila Market con uno store a Camaiore (Lu), mentre Esselunga rinnova lo store di Massa

CONAD
Via Salaria 23
Colli del Tronto (Ap)
1.450 mq
Conad Adriatico

Data di apertura
22 luglio 2026
Format e location
Rispecchia il tipico format e dispone dell’area di ristorazione Con Sapore sviluppata su uno spazio di 40 mq circa.
Offerta
Propone ortofrutta, specialità fresche di pane, pasticceria e cucina take-away, insieme a banchi di salumi, formaggi, carne e pesce con servizio assistito e piatti pronti. L'offerta è completata da corner tematici dedicati a enoteca, prodotti salutistici ed etnici, mieli artigianali, caffè, dolciumi e mixology.
Servizi
Orario: lun-dom 8-20.30. Nel parcheggio ci sono 150 posti auto.
Addetti e casse
Il punto di vendita è dotato di 5 casse tradizionali e di 4 casse self-service e impiega 36 addetti, di cui 30 di nuova assunzione.

ESSELUNGA
Viale Roma
Massa
3.000 mq
Esselunga

Data di apertura
29 luglio 2026
Format e location
Lo store, inaugurato il 21 maggio 1984, è stato rimodernato una prima volta nel 1997 e oggi ulteriormente rinnovato e ampliato. tra le novità più significative il banco di carne assistito, un’enoteca con oltre 800 etichette e la pasticceria Elisenda. Inserito anche il Bar Atlantic, con servizio di caffetteria con cucina e una sala dotata di 68 posti a sedere con nuovi arredi e vetrine espositive.
Offerta
In assortimento ci sono 15mila referenze.
Servizi
Orario: lun-sab 7.30-21; domenica 8-20. Nel parcheggio ci sono 392 posti auto.
Addetti e casse
Dà lavoro a 145 persone a cui si sommano 6 del Bar Atlantic.

FAMILA MARKET
Via Roma 41
Camaiore (Lu)
Etruria Retail

Data di apertura
29 luglio 2026
Format e location
In linea con la classica formula.
Offerta
L’area freschi propone macelleria, panetteria con pane e prodotti da forno, gastronomia con un assortimento di salumi, formaggi e specialità, pescheria e ortofrutta.
Servizi
Orario: lun-dom 7.30-20.30.
Addetti e casse
Non disponibile.

Droppie: rendere la raccolta differenziata facile e redditizia – #retailinnovations by Kiki Lab

Questa la mission della catena olandese Droppie, attiva con negozi di quartiere che incentivano comportamenti sostenibili, dei quali i clienti sono ricompensati con denaro

Caso tratto dalla ricerca Retail Innovations 21

Fondata nel 2024 da Natascha Hermsen e Stef Traa, già attivi nel campo dell'innovazione alimentare con prodotti vegetariani e vegani, Droppie è una start-up olandese che nasce e si sviluppa ad Amsterdam, in collaborazione con la municipalità e con diversi enti di filiera. Da subito l'obiettivo è chiaro: rendere il riciclo più facile in ogni quartiere.

I punti di raccolta sono simili ai classici negozi di quartiere, più comodi quindi rispetto alle location tradizionali dove conferire rifiuti, di solito periferiche. Da Droppie i cittadini possono portare rifiuti di vari materiali: Raee, tessili, plastica, cartone, oli alimentari esausti, contenitori soggetti a cauzione, e altro ancora.

App per aumentare engagement e fidellizzazione

Grazie all'app proprietaria Droppie, ogni conferimento viene registrato, tracciato e ricompensato. Il cliente, infatti, per il suo comportamento virtuoso riceve subito del denaro nel proprio wallet digitale, che utilizza i sistemi più diffusi nei Paesi Bassi come Tikkie. Oppure l'importo può essere donato in beneficenza.

Il business model di Droppie si sostiene grazie ai ricavi derivanti dai guadagni ottenuti con la cessione dei materiali per un successivo riuso, soprattutto dal circuito cauzionale nazionale olandese.

Coop Liguria acquisisce ramo d’azienda per l’ipermercato Bennet di Pontedassio (Im)

coop liguria area vendita
Coop Liguria si consolida con l'acquisizione di un ramo d'azienda per l'ipermercato Bennet di Pontedassio (Im) di 4.300 mq

Coop Liguria si espande a ponente. La cooperativa ha siglato un accordo con la società Bennet spa per l’acquisizione del ramo d’azienda relativo all’ipermercato di Pontedassio (Im). Una mossa strategica che vedrà il punto di vendita cambiare volto a partire dal prossimo autunno, quando è previsto il passaggio definitivo di insegna al termine di un importante piano di ristrutturazione e rilancio. L'operazione punta non solo a rinnovare i locali, ma anche a introdurre nuovi servizi per i clienti. Con i suoi 4.300 metri quadrati di superficie, la struttura diventerà l’ottavo ipermercato della rete di Coop Liguria, un formato da sempre centrale e performante nel modello di business della cooperativa.

Salvaguardati 60 posti di lavoro

Sul fronte occupazionale, l'accordo garantisce la piena continuità per il personale attualmente in forza nel negozio: circa sessanta tra lavoratori e lavoratrici passeranno sotto la gestione di Coop Liguria. Per loro è già stato predisposto un percorso di formazione mirato all'apprendimento delle procedure operative e degli standard di servizio del marchio.

La dichiarazione

Siamo molto soddisfatti di questa acquisizione -ha dichiarato il presidente di Coop Liguria, Roberto Pittalis- perché continuare a crescere e a svilupparsi è fondamentale per qualsiasi impresa. Crediamo in questo punto vendita e siamo pronti a investire per renderlo ancora più attrattivo”. Pittalis ha poi sottolineato la natura mutualistica dell'operazione: “Coop non è solo un’impresa della grande distribuzione, ma prima di tutto una cooperativa di consumatori. A Pontedassio non porteremo solo la qualità e la convenienza della nostra proposta commerciale, ma anche le nostre attività sociali, servizi importanti come il Prestito Sociale e la storica attenzione ai produttori locali e al territorio”.

Despar Express (Ergon): a Marina di Ragusa (Rg) la prossimità evoluta

Ergon (Despar) punta sulla prossimità a Marina di Ragusa (Rg) con un supermercato di 500 mq dotato di soluzioni ready to eat, murali refrigerati per vini, bibite, alcolici e birre con apertura notturna

In un'area a forte vocazione turistica, Ergon (Despar) ha inaugurato un supermercato di prossimità a insegna Despar Express, realizzato a Marina di Ragusa (Rg) in via Citelli, a meno di 50 metri dal mare. Lo store è pensato per rispondere alle esigenze di residenti, turisti e vacanzieri. "Via Citelli rappresenta una pagina importante della nostra storia. È qui che, oltre trent'anni fa, è nato il primo supermercato di Marina di Ragusa, un punto di vendita che ha accompagnato la crescita del territorio e ha rappresentato un tassello significativo nel percorso di Ergon –spiega Concetta Lo Magno, responsabile marketing Ergon-. Tornare oggi in questo luogo con Despar Express significa coniugare la nostra storia con una nuova idea di prossimità".

Lo store

  • Si sviluppa su 500 mq
  • Dispone di 4.500 referenze
  • Nel periodo estivo è aperto tutti i giorni dalle 7 alle 3.

Il format è stato progettato per accompagnare i clienti dal primo caffè del mattino fino alla spesa dell'ultimo minuto. L'ingresso è collocato su rosticceria e gelateria assistite, segue l'ortofrutta, le 4 corsie espositive che culminano sulla cantina posizionata sul perimetro. L'area freschi comprende carni, salumi, latticini a libero servizio. Dopo la cantina, sul laterale si trovano i murali refrigerati per vini, alcolici e birre pronti per il consumo. Chiudono le casse tradizionali sulla destra e self service sulla sinistra. Visto il target di riferimento, lo store propone numerose soluzioni ready to eat oltre a frutta già tagliata e porzionata in appositi espositori indicati da comunicazione mirata.

All'interno del punto di vendita trovano spazio una macchina professionale illy Caffè e uno spremiagrumi professionale, per colazione, caffè o una spremuta fresca in qualsiasi momento della giornata. A caratterizzare ulteriormente il format sono gli orari di apertura estesi, pensati per seguire i ritmi di una località a forte vocazione turistica.

Rom’antica presenta a Milano un nuovo concept di caffetteria

Rom'antica in Largo La Foppa 5 a Milano è il primo a lanciare il concept Pizza e Bar alla Romana: una caffetteria e un bar a servizio completo

Rom’antica, l'insegna di Gruppo Finiper Canova specializzata nella pizza alla romana in teglia, apre oggi un nuovo punto di vendita in Largo La Foppa 5 a Milano, il primo a lanciare il concept Pizza e Bar alla Romana: è una caffetteria e un bar a servizio completo, pensati per diventare un punto di riferimento per i milanesi e i visitatori durante l'intera giornata. È aperto tutti i giorni dalle 7 alle 24. Gli interni del locale sono arricchiti da nuovi elementi di arredo ispirati al design contemporaneo per creare un ambiente moderno e accogliente.

"L'apertura in Largo La Foppa segna un'evoluzione strategica ed entusiasmante per il brand Rom'antica  -commenta Michele Mannara, direttore operations di Rom’antica-. Volevamo creare uno spazio che potesse vivere e respirare con la città, dal primo caffè del mattino all'ultima fetta di pizza della sera. Con il concept Pizza e Bar alla Romana, abbracciamo un'esperienza di ospitalità più completa, che risponde alle diverse esigenze di un'area dinamica come questa, rimanendo fedeli all'autenticità che i nostri clienti amano".

 

L'offerta apre con la colazione, con ampia scelta di croissant, pasticceria, colazioni salate e caffè speciali, per proseguire con il pranzo, fino alla cena. Il menù prevede anche uno spuntino veloce, con la classica pizza al taglio, disponibile nelle varianti tradizionali, in ricette stagionali o nella tipica versione baciata. Ad affiancare la pizza ci sarà anche una selezione di specialità calde, come i supplì romani e le frittatine di pasta.

 

JB Burger apre il primo store in una location cittadina

JB Burger, il nuovo format lanciato questa primavera da Joe Bastianich, inaugura ad agosto un locale a Torino, in piazza Carlina, il primo in un centro urbano. L'apertura a Torino segue quella nel centro commerciale Roma Est dove ha inaugurato uno spazio di dimensioni più ampie rispetto al format originario. Il brand, ideato da Joe Bastianich insieme a Bun Burgers, controllato da Gioia Group, conta quindi tre store, non tantissimi, ma in questo periodo di crisi anche e sopratutto per la ristorazione, il motto festina lente di augustea memoria è quanto mai attuale. JB Burger non si ferma, ovviamente, a Roma Est. Il piano di sviluppo prevede un prossimo locale a Milano e in altre città italiane non meglio definite.

Joe Bastianich (credit: Angelo Trani)

I nuovi locali (a partire da Roma Est) riprendono l'identità visiva che caratterizza il brand: ambienti contemporanei che richiamano l'immaginario americano, con fotografie e memorabilia a narrare il percorso personale e professionale di Joe Bastianich, contribuendo a visualizzare un'esperienza che trascende l'aspetto gastronomico. Anche il menu segue lo stesso principio: due signature smash burger affiancati da uno special stagionale, destinato a cambiare periodicamente, mentre ogni proposta è declinata anche nella versione vegetariana (Beyond Meat e pollo fritto plant based), per ampliare l'offerta senza rinunciare all'essenza originaria del concept.

"Con queste due aperture il progetto entra in una nuova fase -sottolinea Vincenzo Ferrieri, presidente di Gioia Group-. Dopo aver definito il format e consolidato il modello operativo, iniziamo un percorso di sviluppo che punta a rendere JB Burger una presenza stabile nelle principali città italiane. L'apertura di Torino, primo locale cittadino del brand, rappresenta un passaggio strategico e conferma la volontà di costruire un brand solido, scalabile e con un’identità forte e autonoma all'interno del portfolio di Gioia Group".

JB Burger è nato con l'obiettivo di riportare in Italia la cultura dello smash burger americano, attraverso un prodotto che punta su tecnica, qualità delle materie prime e coerenza gastronomica. Per Bastianich lo smash burger non è un hamburger da reinventare, ma una preparazione che richiede precisione e autenticità: dalla ricetta della carne alla revisione del bun, fino all'equilibrio tra pane, formaggio, condimenti e metodo di cottura, ogni dettaglio è stato studiato per restituire l'esperienza dello smash burger così come nasce negli Stati Uniti.

JB Burger si propone non solo come un'insegna, ma come sintesi di due competenze: Bun Burgers mette a disposizione la propria esperienza operativa e la capacità di sviluppare un format scalabile; Joe Bastianich firma l'identità culinaria del brand, dalla selezione delle materie prime allo sviluppo delle ricette, fino alla definizione dell'offerta e delle future collaborazioni con chef e protagonisti della scena food internazionale.

"Democratizzare il cibo è qualcosa in cui credo da sempre, e lo smash burger è il prodotto giusto per farlo -aggiunge Bastianich- Da JB Burger lo facciamo buono, semplice, autentico come quello che mangiavo da ragazzino nel chiosco davanti a Wall Street. Non vedo l'ora di portarlo, insieme a Gioia Group, in tutta Italia. Ma la qualità accessibile a tutti è solo metà del progetto: l'altra metà è costruire una community, far sì che chi entra da JB Burger senta di far parte di un mondo con una personalità forte facendo un tuffo nell'America più vera e autentica, dove tutto è curato nel dettaglio e la musica ha un ruolo da protagonista quasi quanto il cibo. Abbiamo realizzato pareti di ricordi che mi appartengono. E la colonna sonora? Anche quella porta la mia firma: consideratela parte del menu".

Sviluppo rete in Area 2 dal 24 al 31 luglio 2026

Entra nel vivo l'operazione di rebranding degli store ex Realco acquisiti da Conad Centro Nord e Conad Nord Ovest. Riaprono gli store Conad di San Polo D'Enza e San Martino in Rio (Re) e i due Conad City di Modena

CONAD CITY
Via Cavour 41
Modena
311 mq
Conad Nord Ovest

Data di apertura
23 luglio 2026
Format e location
Riapre dopo il rebranding la superette ex Realco situata in una zona residenziale vicina al centro città.
Offerta
L'assortimento privilegia i reparti freschi e freschissimi, a partire dall'ortofrutta. La macelleria, in modalità libero servizio, offre un'ampia scelta di prodotti confezionati e pronti a cuocere. L'offerta sarà ulteriormente ampliata da due importanti novità: l'apertura del reparto panetteria e pasticceria e l’arrivo della pescheria, a partire da settembre, che proporrà referenze a libero servizio e soluzioni pratiche pronte da cucinare.
Servizi
Orario: lun-sab 8-20; domenica 9-13. Il negozio dispone di un parcheggio pubblico su strada nelle immediate vicinanze e garantisce convenzioni attive come quelle relative ai buoni pasto, buoni per celiaci e la convenzione Blu Vet.
Addetti e casse
Il punto di vendita dispone di due casse e impiega otto addetti.

CONAD CITY
Via san Giovanni Bosco 53
Modena
560 mq
Conad Nord Ovest

Data di apertura
27 luglio 2026
Format e location
È situato all'interno della zona residenziale e rientra nel pacchetto di negozi acquisiti da Realco (Dit).
Offerta
Tra i reparti spicca l'ortofrutta, con una vasta selezione di prodotti freschi e a km 0, la macelleria, che propone una lavorazione interna con pronti da cuocere e prodotti a libero servizio, mentre la pescheria si concentra sul pesce fresco confezionato. Completa l’offerta la cantina vini con una selezione di etichette del territorio, affiancate da proposte nazionali.
Servizi
Orario: lun-sab 8-20; domenica 9-13. Dispone di un parcheggio interrato con 37 posti auto.
Addetti e casse
In barriera ci sono quattro casse tradizionali e in organico 15 addetti.

CONAD
Via Rampognana
San Polo d’Enza–Pontenovo (Re)
1.200 mq
Conad Centro Nord

Data di apertura
22 luglio 2026
Format e location
Anche questo supermercato rientra nell’operazione di acquisizione da Realco (Dit) e riapre dopo i lavori di adeguamento al format Conad.
Offerta
In linea con la classica offerta.
Servizi
Orario: lun-sab 8-20; domenica 8-13.
Addetti e casse
Non disponibile.

CONAD
Via dell’Artigianato 2
San Martino in Rio (Re)
800 mq
Conad Centro Nord

Data di apertura
22 luglio 2026
Format e location
Il supermercato (ex Realco) ha cambiato insegna e adeguato al concept Conad.
Offerta
Rispecchia la classica formula.
Servizi
Orario: lun-dom 8-20.
Addetti e casse
Non disponibile.

Notino chiude il 2025 con un fatturato di 1,76 miliardi (+11,5%)

Un fatturato in crescita per Notino e un nuovo management articolato su tre aree di business guidato da tre co-ceo

L'eCommerce specializzato in prodotti beauty e salute, chiude il 2025 con un fatturato di 1,76 miliardi di euro (+11,5% rispetto all’anno precedente) ed entra nel nuovo anno fiscale con una novità al vertice del proprio management. Dopo oltre sei anni, Zbyněk Kocián ha ceduto la guida dell'azienda a un trio di co-Ceo: Bartosz Kliś, Lukáš Havlásek e Jakub Šedý, che guideranno insieme l’espansione del gruppo secondo un modello di governance basato su tre aree di business.

La trasformazione non è stata semplice e, nel breve termine, si è riflessa anche sul nostro tasso di crescita. Ciononostante, abbiamo chiuso l’anno fiscale con un incremento a doppia cifra, che ha superato la media del mercato eCommerce europeo. Al contempo, abbiamo mantenuto una solida posizione finanziaria, grazie alla quale possiamo continuare a investire nell’ulteriore sviluppo dell'azienda. Inoltre, nei primi mesi del 2026, è emerso chiaramente come questi cambiamenti siano stati la scelta giusta. Oggi disponiamo di un’organizzazione più efficiente, che ci offre una solida base per una crescita futura", ha dichiarato Jakub Šedý, co-Ceo di Notino.

La presenza di Notino e i mercati chiave

l'eCommerce conta oltre 40 milioni di clienti in 27 mercati europei e l'Italia rappresenta un mercato chiave, generando il 9% del fatturato complessivo. La Polonia si attesta come primo mercato con una quota superiore al 15%, seguita dalla Repubblica Ceca al 12%. La crescita più rapida, con un incremento di oltre il 25% rispetto all'anno precedente, è stata registrata in Croazia e Lituania.

La strategia

Parallelamente all'evoluzione organizzativa, Notino ha rafforzato gli investimenti sulla customer experience. L'attenzione si è concentrata sulla semplificazione del processo d'acquisto, sul potenziamento dei servizi digitali e sulla personalizzazione del percorso utente. È stato inoltre lanciato un nuovo programma fedeltà che, nel corso dell'anno, verrà esteso progressivamente ad altri mercati europei. In questa strategia l'applicazione mobile ricopre un ruolo centrale, confermandosi come touchpoint decisivo e tra i principali canali di fidelizzazione per il brand.

Sul fronte commerciale, Notino ha ulteriormente sviluppato il proprio modello omnicanale, integrando eCommerce, negozi fisici e servizi beauty in un ecosistema unico. La rete retail europea ha registrato una forte espansione, segnata dal debutto assoluto in Croazia. Ad oggi, l'azienda conta 27 punti di vendita distribuiti in otto Paesi europei, con un incremento delle vendite nei negozi fisici di quasi il 30% su base annua. I piani futuri prevedono per l'autunno l'inaugurazione del primo store a Lubiana, in Slovenia, a cui seguiranno nuove aperture nei mercati strategici.

Parallelamente alla crescita dei negozi, Notino ha consolidato la presenza sul territorio attraverso partnership locali di grande rilievo. In Italia, il brand si è confermato per il secondo anno consecutivo presenting partner di Radio Italia Live – Il Concerto a Milano e Palermo. Questo presidio costante di ogni touchpoint è stato coronato dal prestigioso successo agli Ecommerce Italia Awards 2025, dove Notino si è aggiudicato il primo posto nella categoria Health & Beauty.

Le dichiarazioni

La fedeltà dei clienti a lungo termine non si conquista con un'unica grande innovazione, ma curando ogni giorno i dettagli. Ecco perché investiamo continuamente sia nei nostri servizi digitali che nel nostro programma fedeltà. Dopo il successo del lancio in Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria, prevediamo di estenderlo ad altri Paesi. Continueremo a svilupparlo in base ai feedback dei clienti per poi introdurlo gradualmente negli altri mercati europei. La crescente popolarità della nostra app, che oggi rappresenta quattro ordini su dieci, è il chiaro segnale che questo approccio sta conquistando i nostri clienti”, ha dichiarato Lukáš Havlásek, co-Ceo di Notino.

Per noi l'omnicanalità non significa semplicemente unire online e offline, ma essere presenti ovunque i nostri clienti scelgano di dedicarsi alla bellezza e al proprio benessere. Ecco perché, parallelamente allo sviluppo dei nostri servizi digitali e della rete retail, investiamo in partnership locali che ci aiutano a costruire relazioni a lungo termine con i consumatori. L'Italia è un eccellente esempio di come questo approccio stia portando grandi risultati", ha dichiarato Bartosz Kliś, co-Ceo di Notino.

Jysk apre il suo primo centro di distribuzione in Italia

Primo centro di distribuzione in Italia per Jysk che sarà situato in provincia di Rovigo, in Veneto per supportare Italia e sud Europa

Per rafforzare la propria presenza sul territorio italiano, Jysk ha progettato il suo primo centro di distribuzione nel Nord Italia, in provincia di Rovigo, in Veneto, l'undicesimo in Europa, pensato per supportare non solo il mercato italiano, ma anche gli altri mercati del Sud Europa in cui Jysk opera.
In attesa che la nuova struttura, completamente automatizzata, sorga nella stessa area, l'azienda ha sottoscritto un contratto per l'utilizzo di un magazzino di circa 90.000 mq, a garanzia della continuità delle attività logistiche. In questo contesto si inquadra la collaborazione con Colliers Italia che si è occupata del perfezionamento dell'operazione di locazione logistica. Progettato secondo i più avanzati standard del mercato, il complesso offre un'elevata efficienza operativa grazie a un'altezza utile di 12,5 metri, 86 baie di carico, 56 parcheggi dedicati ai mezzi pesanti e 381 posti auto.

"L'apertura di un centro di distribuzione in Italia segna una tappa importante nella strategia di crescita di Jysk nel Paese e ci consentirà di essere ancora più vicini ai nostri clienti. Consegne più veloci e una maggiore disponibilità dei prodotti avranno un impatto significativo sull’esperienza d’acquisto, sia in negozio che online", afferma Cesare Bailo,
amministratore delegato e country director di Jysk Italia.

La rete Jysk

Nel nostro Paese, Jysk opera con 117 negozi distribuiti in tutte e 20 le regioni italiane e oltre 1.000 dipendenti che hanno portato, nell'esercizio 2024/25, un fatturato di 152,3 milioni di euro (+24,5% rispetto all'anno precedente).
"Sono molto soddisfatto che abbiamo individuato la sede ideale per il nostro primo centro di distribuzione nel Nord Italia. Con 117 negozi nel Paese, i nostri colleghi hanno già svolto un lavoro straordinario e ora stiamo costruendo su queste solide basi la nuova configurazione logistica", dichiara Ole Thomsen, executive vice president logistics di Jysk.

Sviluppo rete in Area 1 dal 24 al 31 luglio 2026

Md arriva a Montichiari (Bs) con un discount di 1.174 mq, a pianta rettangolare e sviluppato su 7 corsie. Cia Conad rafforza il format Tuday Conad a Milano su un'area di 500 mq con gastronomia calda e fredda, banco salumi e formaggi, panetteria, ortofrutta sfusa e confezionata, pesce e carne a libero servizio

MD
Via Trieste 117
Montichiari (Bs)
1.124 mq
Md

Data di apertura
22 luglio 2026
Format e location
L'area dedicata al food occupa 950 mq mentre 174 sono dedicati al non food. Il discount, a pianta rettangolare, è organizzato su 7 corsie.
Offerta
Rispecchia la classica formula dell’insegna.
Servizi
Orario: lun-dom 8-20. Nel parcheggio sono disponibili 108 posti auto.
Addetti e casse
Dà lavoro a 26 persone.

TUDAY CONAD
Via Buonarroti 11
Milano
500 mq
Cia Conad

Data di apertura
24 luglio 2026
Format e location
Si trova a pochi metri da piazza Wagner e dalla stazione della linea M1 della metropolitana.
Offerta
L’area freschi comprende gastronomia calda e fredda, con piatti pronti, banco salumi e formaggi, panetteria, ortofrutta sfusa e confezionata, pesce e carne a libero servizio.
Servizi
Orario: lun-sab 7-21.30; domenica 9-20.
Addetti e casse
Dispone di uno staff di 25 persone.

 

Bennet: il food sostiene la tenuta, mentre la rete cambia formato

Bennet Spa, fondata e guidato dalla famiglia Ratti, chiude il 2025 con vendite complessive in calo per effetto delle cessioni e delle chiusure, ma cresce dell’1% a parità di rete. La strategia punta su alimentare, freschi, riduzione delle superfici, shop-in-shop, tecnologia ed efficienza operativa. Nell’anno dei 60 anni anniversario

Bennet (che fa parte di Gruppo VéGé) ha chiuso il 2025 con ricavi delle vendite pari a 1,182 miliardi di euro, in diminuzione del 2,9% rispetto agli 1,217 miliardi del 2024. La flessione non fotografa un indebolimento generalizzato della rete: deriva interamente dall’uscita dei punti di vendita ceduti e/ o cessati durante l’anno, tra cui l’ipermercato di Milano Corsica e quello di Cesano Boscone (Mi).

A parità di punti di vendita e di periodo di apertura, gli incassi sono infatti aumentati dell’1%. La crescita è stata sostenuta dall’alimentare, in progresso dell’1,3%, mentre il non food ha registrato una contrazione dello 0,3%. Una dinamica coerente con la revisione dell’offerta, sempre più orientata verso il food e, in particolare, verso freschi e freschissimi.

Meno superficie, più spazio all’alimentare

La revisione del perimetro si accompagna a un ripensamento del formato ipermercato. Nel corso del 2025 Bennet è intervenuta su 18 strutture, riducendone le superfici e realizzando attività di remodeling. Gli spazi liberati sono stati destinati ad altri operatori, mentre l’area commerciale rimasta in capo all’insegna è stata focalizzata su una maggiore ampiezza e profondità dell’offerta alimentare.

Si rafforza anche la collaborazione con MediaWorld. Nel 2025 sono stati aperti altri sei shop-in-shop all’interno degli ipermercati, che portano a 12 il numero complessivo delle presenze a fine esercizio. La formula permette di mantenere attrattiva la componente non food affidandola a un operatore specializzato, mentre Bennet concentra direttamente risorse e competenze sul proprio core business.

La tenuta commerciale emerge anche dal margine di contribuzione, pari a 393,9 milioni di euro e al 33,33% dei ricavi, contro il 33,19% del 2024. Il risultato è stato ottenuto nonostante la pressione promozionale e le iniziative legate all'anniversario dei 60 anni dell’insegna, rivolte sia ai clienti sia ai collaboratori, tra concorsi, collection e operazioni di sottocosto.

Migliora la redditività normalizzata

L’Ebitda, indicato nel bilancio come margine operativo lordo, è pari a 111,2 milioni di euro, rispetto ai 132,7 milioni del 2024, e rappresenta il 9,41% dei ricavi, contro il 10,90% dell’anno precedente. Un risultato che Bennet considera, come si legge nel post di Linkedin “frutto di un trend costante di crescita avviato negli esercizi precedenti grazie ad azioni e piani di investimento significativi”. Va chiarito che questo calo contabile risente delle plusvalenze straordinarie registrate soprattutto nel 2024. Al netto di queste componenti, quindi, l’Ebitda cresce del 4,4%, passando da 104,3 a 108,9 milioni di euro. Anche il risultato operativo normalizzato aumenta da 22,8 a 32,7 milioni, mentre l’utile netto normalizzato sale da 16,8 a 24,5 milioni. L’utile netto contabile scende invece da 38,3 a 26,2 milioni di euro.

Da sottolineare anche l’andamento del cash flow, pari a 97,9 milioni di euro per Bennet in crescita rispetto al 2024. Una situazione analoga si è verificata anche per Gallerie Commerciali Bennet spa, società consociata. L’effetto finale di questo flusso positivo di cassa ha permesso di autofinanziare i piani di investimenti sia di Bennet sia di Gallerie Commerciali Bennet e di mantenere una posizione finanziaria netta positiva, che si è attestata a 95 milioni di euro a fine 2025.

Gli investimenti di Bennet sono stati pari a 52,8 milioni di euro. Di questi, 40,1 milioni hanno riguardato soprattutto la riduzione e il rinnovo degli ipermercati, i progetti di efficientamento energetico, gli interventi di manutenzione straordinaria in numerosi punti di vendita. Altri 12,7 milioni sono stati destinati a leasing, noleggi e nuovi software per le attività commerciali, logistiche e amministrative.

Da parte sua, la consociata Gallerie Commerciale Bennet ha investito 65,3 milioni di euro principalmente per l’acquisizione di due nuove gallerie commerciali ed altri interventi di valorizzazione del patrimonio immobiliare. Complessivamente il Gruppo ha quindi investito un importo di circa 120 milioni di euro

Attenzione alla sostenibilità

La trasformazione passa anche dall’efficienza energetica e dalla tecnologia: sei ipermercati sono stati interessati da investimenti nella refrigerazione, due dal relamping e sette dall’installazione di impianti fotovoltaici, all’interno di un progetto più vasto che era iniziato negli esercizi precedenti e che ha coinvolto la quasi totalità della rete.

Parallelamente sono proseguiti i progetti per la gestione dei prezzi, l’unificazione dei dati di clienti e dei prodotti, il riordino automatizzato delle merci, l’evoluzione dell’eCommerce e l’introduzione di processi basati sull’intelligenza artificiale e la digitalizzazione di procedure. La direzione è quella di una rete più concentrata, con superfici ridotte, maggiore specializzazione alimentare e una gestione più efficiente dei costi e degli assortimenti.

Just Eat accelera nel Grocery & Retail: la rete di partner cresce di oltre il 35%

Alt Text: Una borsa della spesa in carta di colore marrone per il servizio Just Eat Grocery, posizionata contro uno sfondo nero. Sul lato anteriore della borsa è stampato un grande design geometrico di colore arancione. Al centro di questo design si trovano i profili bianchi stilizzati di una forchetta e di un coltello
La divisione Grocery & Retail di Just Eat cresce in Italia ampliando la rete di partner. Dall'integrazione tra grande distribuzione e insegne regionali al boom del non-food e del delivery floreale, ecco come si evolve la spesa on-demand

L’evoluzione di Just Eat Italia conferma la volontà della piattaforma di andare ben oltre la semplice consegna di pasti pronti con la divisione Grocery & Retail, che registra un’accelerazione significativa: la rete di partner attivi nel segmento è infatti aumentata di oltre il 35% su base annua.

Un risultato che rispecchia una trasformazione strutturale nei comportamenti d’acquisto e nella richiesta di servizi on-demand.

L'evoluzione di Just Eat Grocery & Retail: numeri e strategie della spesa on-demand

Secondo le rilevazioni del Netcomm Forum 2026, il valore complessivo degli acquisti online in Italia si avvia a superare i 66,6 miliardi di euro (+6% rispetto al 2025), spinto da una platea consolidata di 35 milioni di e-shopper.

In questo scenario, il Food & Grocery si conferma tra i comparti trainanti dell'eCommerce di prodotto, con una crescita stimata tra il +5% e il +6%.

Rossella D’Amico, Head of Grocery & Retail Italy di Just Eat
Rossella D’Amico, Head of Grocery & Retail Italy di Just Eat

"In un anno, i nostri partner nel segmento Grocery & Retail sono cresciuti di oltre il 35%. Un dato che conferma come i servizi sempre più accessibili per gli acquisti quotidiani stiano diventando parte della vita di tutti i giorni degli italiani - commenta Rossella D’Amico, Head of Grocery & Retail Italy di Just Eat - Il nostro obiettivo resta lo stesso: essere la destinazione preferita per ogni tipo di acquisto, partendo proprio dalla spesa di tutti i giorni. Oggi abbiamo gli strumenti, le partnership e la copertura per renderlo concreto su tutto il territorio nazionale".

L'equilibrio tra grande distribuzione e insegne regionali

Nel comparto agroalimentare e della spesa quotidiana, il modello d'offerta di Just Eat punta su una combinazione ponderata tra capillarità nazionale e radicamento locale.

A livello nazionale, la copertura nei grandi centri urbani è garantita dal consolidamento delle partnership con player quali Carrefour e Crai. Al contempo, la piattaforma ha rafforzato le collaborazioni con importanti realtà distributive a carattere regionale per intercettare i consumi di prossimità: Despar Maiora, diffusa in Puglia e nel Mezzogiorno; Supermercati Elite, con una presenza radicata nel Lazio; Sole 365 e Coop, punti di riferimento per la distribuzione in Campania; Despar Sardegna, a copertura omogenea del territorio isolano.

Questa rete ad architettura mista consente di bilanciare la varietà dell'assortimento con le specifiche abitudini di spesa geografiche.

Just Eat Grocey & Retail oltre l'alimentare: la spinta di parafarmacia, pet care ed elettronica

L'estensione dell'ecosistema Just Eat coinvolge in modo diretto anche le categorie non-food. Il segmento Retail si sta progressivamente ritagliando uno spazio di rilievo all'interno dell'offerta, integrando negozi e partner specializzati nazionali e territoriali.

L'assortimento spazia dai prodotti di parafarmacia e cura della persona agli articoli per il pet care, fino ai piccoli accessori di elettronica. Un ampliamento di gamma studiato per rispondere a esigenze quotidiane sempre più diverse, trasformando Just Eat in una piattaforma capace di accompagnare gli utenti ben oltre il momento del pasto.

L'impatto delle ricorrenze: il caso del delivery floreale

A testimoniare la trasversalità della piattaforma è anche la risposta alle vendite stagionali e d'impulso. Durante le principali ricorrenze festive - come San Valentino, la Festa della Donna e la Festa della Mamma - il verticale dedicato ai fiori ha registrato la consegna di quasi 20.000 fiori. Un dato che evidenzia come il servizio si presti ad intercettare non solo i bisogni ricorrenti di spesa, ma anche la domanda legata all'acquisto regalo e all'istantaneo.

Tutti i servizi di Just Eat

Gdoweekly #175. Ecco Benessity. La Gen Z e i consumi tech. Il podcast di Coop

Benessity: nuovo format di Conad Nord Ovest. Il tech e la Gen Z. I video-podcast di Coop. Dit, conti in crescita. Stato di salute di bar e ristoranti

Ecco la nuova puntata di Gdoweekly, il #podcast di Gdoweek: ogni venerdì, 5 notizie sul mondo del #retail in 5 minuti!

Questa settimana:

  • Benessity: lanciato il nuovo format di Conad Nord Ovest
  • La Gen Z e i consumi tech
  • Coop lancia i video-podcast sull'evoluzione delle abitudini alimentari
  • Dit-Distribuzione Italiana: conti in crescita. L’uscita di Realco “marginale”
  • Bar e ristorazione: lo stato dell’arte del settore horeca

Ascolta il podcast sul nostro sito o sottoscrivilo sulle principali piattaforme per non perdere una puntata!

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Ristorazione e salari, qualcosa sta cambiando

Ristorazione, rinnovato il contratto collettivo nazionale i lavoro
Per anni la ristorazione ha parlato di stipendio netto mensile. L'introduzione della Ral obbliga il settore a utilizzare un linguaggio più trasparente

Il nuovo Bollettino dell'Osservatorio Restworld sulla ristorazione (Restworld è una piattaforma e agenzia per il lavoro specializzata nel settore Horeca) ha analizzato oltre 6.108 offerte di lavoro pubblicate fino a giugno 2026, costruendo una fotografia aggiornata di come stia evolvendo il lavoro nella ristorazione italiana.

La retribuzione mediana è pari a 1.700 euro netti equivalenti al mese, mentre il 40% delle offerte a tempo pieno supera i 30.000 euro di Ral e il 98% delle posizioni propone retribuzioni superiori ai 1.300 euro netti equivalenti mensili. A livello territoriale il Trentino-Alto Adige registra la mediana più elevata (1.950 euro), seguito da Sardegna e Veneto, mentre la Campania chiude la classifica con 1.500 euro.

Trasparenza salariale

Per anni la ristorazione è stata raccontata come uno dei settori più complicati nel mercato del lavoro italiano: difficoltà nel reperire collaboratori, elevato turnover, stagionalità e condizioni spesso considerate poco attrattive. Oggi, però, avverte l'Osservatorio Restworld, qualcosa sta cambiando. Se la carenza di professionisti qualificati continua a rappresentare uno dei principali problemi per le imprese del comparto, aumenta anche il numero di ristoratori che prova a rendere più competitive le proprie offerte attraverso maggiore trasparenza retributiva, condizioni di lavoro più sostenibili e nuovi strumenti di welfare.

La novità più significativa emersa dal nuovo Bollettino riguarda il modo in cui le aziende comunicano gli stipendi. Dal 7 giugno 2026, infatti, è entrato in vigore il decreto legislativo 96/2026, che recepisce in Italia la direttiva europea sulla parità retributiva di genere e introduce l'obbligo di indicare la retribuzione o la relativa fascia già negli annunci di lavoro. Restworld è tra le poche realtà in grado di misurare quasi in tempo reale gli effetti di questa novità normativa. Tra aprile e giugno la quota di annunci che indica la retribuzione lorda è infatti balzata dal 7% al 53%, mentre circa il 45% dei ristoratori ha modificato il modo di dichiarare lo stipendio, passando dalla tradizionale indicazione del netto mensile alla Ral.

Un cambiamento che non riguarda tanto l'importo delle retribuzioni, quanto il modo in cui queste vengono comunicate e confrontate: "Per anni la ristorazione ha parlato quasi esclusivamente di stipendio netto mensile -commenta Luca Lotterio, ceo e co-fondatore di Restworld-. L'introduzione della Ral rappresenta un cambiamento culturale prima ancora che normativo: obbliga il settore a utilizzare un linguaggio più trasparente e aiuta sia le aziende sia i lavoratori a confrontare le offerte in maniera più consapevole. Non cambia quanto si guadagna, cambia il modo in cui il mercato racconta il valore del lavoro". 

Turno unico: modalità prevalente

Tra le evidenze più interessanti del nuovo Osservatorio emerge anche il progressivo calo del turno spezzato, da sempre considerato uno degli aspetti più gravosi del lavoro nella ristorazione. Oggi soltanto il 23% delle offerte pubblicate nell’ultimo trimestre prevede ancora questa organizzazione del lavoro, con una lunga pausa tra il servizio del pranzo e quello della cena. Il turno unico è ormai diventato la modalità prevalente, segno di un settore che sta cercando di rendere le condizioni lavorative più sostenibili e attrattive. Il turno spezzato, però, non scompare del tutto. Rimane particolarmente diffuso nei ruoli più qualificati della cucina: interessa circa un terzo dei responsabili di cucina, dei sous chef e dei cuochi capo partita, mentre riguarda soltanto il 16% dei camerieri e appena il 4% dei banconisti bar.

Ma il dato forse più interessante è che chi accetta il turno spezzato continua, nella maggior parte dei casi, a essere retribuito meglio. A parità di ruolo, infatti, le offerte che prevedono il doppio servizio propongono stipendi mediamente più elevati rispetto a quelle organizzate su turno unico.

I ruoli più retribuiti

Secondo l'Osservatorio Restworld, i responsabili di cucina sono oggi le figure meglio retribuite, con una media di 2.423 euro netti equivalenti al mese, pari a una Ral stimata di circa 40.600 euro. Seguono i sous chef (2.250 euro netti; circa 37.700 euro di Ral), i cuochi capo partita (1.998 euro; circa 33.300 euro), i responsabili di sala (1.978 euro) e i cuochi unici (1.975 euro). Anche figure altamente specializzate come chef de rang, pizzaioli e bartender superano stabilmente i 1.700 euro netti equivalenti mensili.

Sul versante opposto della classifica si collocano invece i banconisti bar, con una media di 1.467 euro netti equivalenti al mese, gli addetti cucina (1.484 euro), gli aiuto cuochi (1.552 euro) e i camerieri (1.572 euro). Tra il ruolo più retribuito e quello d'ingresso il divario supera quindi i 950 euro al mese, confermando come esperienza, competenze e livello di responsabilità incidano molto più della collocazione geografica.

Domina il tempo determinato

Trovare collaboratori qualificati continua a essere una delle principali sfide per gli imprenditori della ristorazione: lo stipendio rappresenta ormai solo una parte dell'offerta. Sempre più spesso a fare la differenza sono contratto, organizzazione del lavoro e benefit.

Dal Bollettino emerge che la formula contrattuale più diffusa resta il tempo determinato con prospettiva di stabilizzazione: circa il 68% delle offerte propone infatti un contratto a termine con possibilità di trasformazione a tempo indeterminato. Seguono il tempo determinato secco, fisiologicamente più frequente durante la stagione estiva, mentre circa il 6% delle aziende offre fin da subito un contratto a tempo indeterminato. L'85% delle posizioni analizzate è inoltre a tempo pieno.

Anche sul fronte dei benefit iniziano a vedersi segnali di cambiamento. Il 67% delle offerte include i pasti per lo staff, mentre il 29% mette a disposizione l'alloggio, una soluzione particolarmente diffusa nelle località turistiche durante i mesi estivi. Accanto ai benefit tradizionali iniziano inoltre a comparire formule ancora poco diffuse ma indicative della direzione intrapresa dal settore: palestra convenzionata, assicurazione dentistica e perfino supporto psicologico, strumenti che fino a pochi anni fa erano quasi assenti nella ristorazione.

"Negli ultimi anni la ristorazione ha iniziato un percorso di profonda trasformazione -aggiunge Luca Lotterio-. Le imprese non competono più soltanto sullo stipendio, ma anche sulla qualità del lavoro che riescono a offrire: turni più sostenibili, maggiore trasparenza, benefit e prospettive di crescita stanno diventando strumenti sempre più importanti per attrarre e trattenere collaboratori qualificati. La direzione è quella giusta, anche se il percorso è ancora lungo". 

Diversi punti di vista

Nelle ultime settimane il tema delle retribuzioni nel turismo è tornato al centro del dibattito pubblico dopo la diffusione dello studio Filcams Cgil, che ha evidenziato come circa il 70% dei lavoratori del comparto si collochi sotto la soglia di povertà salariale.

Il Bollettino dell'Osservatorio Restworld offre una prospettiva complementare. Se lo studio Filcams analizza il reddito percepito nell'arco dell'anno, influenzato dalla stagionalità e dalla continuità lavorativa, l'Osservatorio misura invece le retribuzioni offerte per posizioni full time dagli operatori del segmento regolare della ristorazione. Due punti di osservazione differenti che, letti insieme, contribuiscono a restituire un quadro più completo del mercato del lavoro nel settore

Il quadro trova conferma anche nel XXV Rapporto annuale dell'Inps, diffuso a luglio: la ristorazione è il settore con la retribuzione media annua più bassa d'Italia (11.233 euro nel 2024), ma anche quello che lavora meno giornate, 183 in media all'anno contro le circa 258 di un rapporto a tempo pieno. Il basso reddito annuo racconta soprattutto quante giornate si lavorano, non quanto vale una giornata di lavoro.

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