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Gruppo Alì (Selex): innovazione e sostegno alla comunità per un impegno etico

Gianni Cannella, presidente di Alì Spa (Selex)
Il Gruppo Alì (Selex), nel suo quarto bilancio di sostenibilità, traccia un quadro del proprio percorso e definisce le linee guida tra convenienza, tutela dell’ambiente e legame con il territorio

Integrare attività sociali e per il benessere delle comunità locali con iniziative per contenere prezzi e tutelare il potere d’acquisto delle famiglie garantendo qualità dei prodotti, intesa a livello sia organolettico sia di rispetto dell’ambiente: queste le linee guida di Alì (Selex), che opera con 120 punti di vendita attivi in sette province in Veneto (regione nella quale detiene una quota di mercato di circa il 18%) e l’Emilia-Romagna.
Parliamo di una rete composta da 95 Alì, la firma che identifica gli store fino a 1.500 mq, e 24Alìper, l’insegna dei superstore con una dimensione dai 2.000 ai 5.000 mq, spesso situati in centri commerciali. Il 2025 si è chiuso con numeri significativi con un fatturato di 1,4 miliardi di euro, in crescita del 2,2% rispetto all’anno precedente, con un margine operativo stabile (101 milioni di euro), risultato di una precisa scelta aziendale: assorbire parte degli aumenti dei costi per continuare a garantire convenienza alle famiglie, senza rinunciare alla qualità dei prodotti e dei servizi offerti.

Questa crescita si traduce anche in valore per il territorio: nel 2025 il Gruppo ha distribuito complessivamente 1,316 miliardi di euro tra costi operativi, salari e benefit ai collaboratori, investimenti nella comunità e pagamenti ai fornitori di capitale. “Il 2025 è stato un anno nel quale abbiamo continuato a mettere al centro le persone -dichiara il presidente di Alì, Gianni Canella nella lettera agli azionisti del quarto bilancio di sostenibilità (redatto su base volontaria secondo i GRI Standards e, per la prima volta, in forma consolidata)-. In un contesto complesso abbiamo scelto di tutelare il potere d’acquisto delle famiglie, mantenendo elevati standard di qualità e servizio. Crediamo che fare impresa significhi migliorare la vita delle persone. E questo si traduce nell’offrire convenienza alle famiglie, creare lavoro stabile, investire nei territori e generare valore condiviso. Scelte coerenti con la nostra storia e con la nostra visione”.
Una coerenza che si trasforma in distintività dell’assortimento grazie al forte legame con il territorio, favorito da una catena di fornitura che coinvolge circa 814 partner locali in Veneto ed Emilia-Romagna. Un legame che si trasforma in un supporto concreto alle piccole e medie imprese, promosso anche mediante una sezione sul sito web aziendale con approfondimenti storici e metodologici sulla produzione. Un impegno rilanciato dal progetto We Love Italy, attraverso cui il gruppo sostiene le eccellenze italiane con partnership di lungo periodo in un assortimento che supera i 1.605 prodotti locali.

Sul fronte delle infrastrutture, il 2025 ha segnato l’avvio operativo dell’ampliamento dell’hub logistico di via Svezia a Padova, considerato come uno degli interventi più avanzati a livello nazionale in termini di sostenibilità ambientale e ottimizzazione dei flussi. In particolare, un terzo dell’area interessata dall’ampliamento sarà destinato a verde, con la messa a dimora di circa 2.500 alberi capaci di assorbire oltre 2,3 milioni di chilogrammi di CO₂ nei prossimi trent’anni, coniugando così l’efficienza della catena distributiva con una forte impronta ecologica. In ambito di sostenibilità e tutela ambientale, nel 2025 Alì ha ampliato il perimetro della certificazione ISO 14001, estendendola ai punti di vendita di Vicenza, Albignasego (Pd) e Trebaseleghe (Pd). Proprio quest’ultimo negozio, aperto nel giugno 2025, è diventato un riferimento per sostenibilità ed efficienza energetica. L’edificio, infatti, in classe A4, è stato realizzato con materiali a ridotto impatto ambientale, tra cui legno certificato PEFC. Inoltre, dispone di circa 1.200 mq di ceramica fotoattiva, che contribuisce alla purificazione dell’aria con un effetto analogo a quello di 84 alberi. Effetto che si aggiunge a quello dei 230 tra alberi e arbusti presenti all’esterno, piantumazione che il retailer effettua nei suoi store dal 2010. Completano il progetto sistemi di recupero del calore, l’illuminazione full LED e soluzioni domotiche per ridurre i consumi, oltre a un impianto fotovoltaico da 233 kWp, (pari a circa 250 mila kWh all’anno).

Giuliano Cannella, vicepresidente di Alì Spa (Selex)

A questa attenzione all’ambiente, si aggiungono investimenti per la comunità superiori ai 3,7 milioni di euro che coprono diverse aree. “Nel corso del 2025 sono stati donati 246.930,78 kg di prodotti, pari a ben 493.861 pasti destinati a chi ha bisogno -precisa Gianni Canella-. A ciò si affianca la vendita scontata del 30% dei prodotti freschi prossimi alla scadenza, oltre a una raccolta di ricette anti-spreco disponibile sul sito aziendale per guidare i clienti verso un consumo più consapevole e sostenibile.” L’impegno per le comunità locali si estende a interventi in ambito sanitario, sociale, sportivo, culturale. Sul fronte sanitario e sociale, la Fondazione Alì Francesco Canella ha finanziato la ricerca medica all’Università di Padova e il sostegno ai minori di Gaza, mentre il progetto WeLovePeople ha distribuito 227.000 euro nel 2025 a favore di 681 associazioni locali. La promozione del benessere passa anche attraverso il sostegno allo sport, inteso come motore di aggregazione. Oltre a legarsi storicamente a manifestazioni di rilievo internazionale come la Padova Marathon e i circuiti della Venice Marathon, il retailer ha affiancato 1.935 realtà sportive locali con l’iniziativa Tutti in Campo, distribuendo attrezzature per oltre 939 mila euro.
Anche la cultura riveste un ruolo centrale nella visione del gruppo e si concretizza nel sostegno a diversi festival ed eventi di grande richiamo nelle zone di attività della rete Alì e Alìper.

Articolo tratto da Gdoweek n.15- 2026.

 

I pop-up store Nonno Nanni negli store di Coop Alleanza 3.0

In 12 punti di vendita della rete di Coop Alleanza 3.0 saranno attivi fino all'11 novembre temporary store dedicati a Nonno Nanni e Nonna Rina

Temporary store dedicati a due brand, Nonno Nanni e Nonna Rina, saranno disponibili in12 negozi tra Emilia-Romagna, Veneto e Friuli-Venezia Giulia della rete di Coop Alleanza 3.0, disponibili fino all’11 novembre 2026. Gli store avranno allestimenti dedicati con una forte caratterizzazione visiva dei marchi. Protagonisti dell’iniziativa sono alcuni dei prodotti più rappresentativi: da Stracchino, Robiola, Squaquerello e Primosale, alle proposte Nonna Rina, tra cui, gnocchi, chicche e soprattutto pasta ripiena, cuore distintivo dell’offerta del brand. Tra le referenze più recenti anche i Girasoli con pesto e Stracchino Nonno Nanni Senza Lattosio e i Ravioloni con cotto affumicato e Robiola Nonno Nanni Senza Lattosio.

“Con questo progetto vogliamo portare Nonno Nanni e Nonna Rina ancora più vicino ai consumatori, creando all’interno dei punti di vendita degli spazi in cui poter conoscere e assaggiare i nostri prodotti. È anche un’occasione per raccontare insieme due brand e due mondi complementari, quello dei formaggi freschi e quello della pasta fresca, che condividono la stessa attenzione alla bontà e alla qualità” dichiara Luca Galuppo, direttore marketing di Nonno Nanni.

Le attività instore

Durante i fine settimana, sono in programma momenti di degustazione dedicati alle novità di prodotto, che offrono a soci e clienti l’opportunità di assaggiare le nuove referenze e scoprirne caratteristiche e occasioni di consumo. A supporto dell’attività sono inoltre previsti momenti di vendita guidata e gadget dedicati.

Sviluppo rete in Area 1 dal 16 al 23 ottobre 2025

IperTosano (VéGé) apre un ipermercato (7.000 mq) a Vimodrone (Mi) negli spazi di Spazio Conad con gastronomia e cucina interna con opzioni ready to cook,. Tigros (Agorà) sceglie invece Borgomanero (No) dove inaugura un supermercato di 1.700 mq

IPERTOSANO
Via Padana Superiore
Vimodrone (Mi)
7.000 mq
IperTosano (VéGé)

Data di apertura
15 ottobre 2026
Format e location
Si inserisce nello spazio precedentemente usato da Spazio Conad, come locomotiva del centro commerciale Vimodrone. Si tratta del terzo punto vendita della provincia milanese (dopo Nerviano e Cesano Boscone), l’ottavo in Lombardia. Dispone di gastronomia pronta di propria produzione con cucina interna Pronto in tavola e opzioni ready to cook, panetteria e pasticceria artigianale con oltre 90 tipi di pane fresco prodotti quotidianamente e croissanteria, ortofrutta, macelleria.
Offerta
In assortimento 45.000 referenze. Come da consuetudine, l'assortimento comprende formati speciali (formati XXL pensati anche per l'horeca), oltre a linee dedicate (senza glutine, biologico, etnico, vegano).
Servizi
Orario: lun-sab 8-21.30; domenica 8-20.30. Nel parcheggio sono disponibili 1.500 posti auto.
Addetti e casse
In organico 150 addetti.

TIGROS
Via Matteotti 86
Borgomanero (No)
2.000 mq
Tigros (Agorà)

Data di apertura
14 ottobre 2026
Format e location
Settimo store in provincia di Novara per l’insegna che replica il suo consueto format. Presenti tutti i reparti del fresco: macelleria, gastronomia, panetteria, pasticceria e pescheria.
Offerta
L’assortimento comprende oltre 3.700 referenze sotto l’ombrello La Convenienza Sempre.
Servizi
Orario: lun-sab 8-21; domenica 8.30-20. Nel parcheggio ci sono 142 posti auto.
Addetti e casse
Impiega 45 persone.

 

Terranova propone a Modena il concept Riviera 2.0

Testato a Il Centro di Arese (Mi), il concept Riviera 2.0 viene replicato a Modena in uno spazio di 1.700 mq su due livelli, caratterizzato da materiali naturali, installazioni dinamiche e interattive lungo le pareti. Distintiva la scritta luminosa CIAO, simbolo di accoglienza

Nuovo punto di vendita Terranova a Modena, inaugurato in via Emilia Centro, realizzato in linea con il concept Riviera 2.0, che interpreta in chiave contemporanea lo spirito della Riviera Romagnola, territorio in cui il Gruppo Teddy nasce.

Lo store

  • Si sviluppa su quasi 1.700 mq
  • Si articola su doppio livello
  • Sono state fatte 25 nuove assunzioni a cui si somma il reinserimento di 3 persone da altri store.

Il negozio dedica circa 700 mq alla collezione Donna, 330 mq all’Uomo, fino a 200 mq alle collezioni Bambino e Bambina e 90 mq all’Intimo. Al primo piano è stata creata un’area relax, progettata secondo il concept di arredo del Gruppo. Il format è quello già testato a Il centro di Arese (Mi), caratterizzato da materiali naturali, luce calda e installazioni che evocano leggerezza e movimento con la valorizzazione dell’installazione luminosa CIAO, simbolo di inclusione e accoglienza. Sulle pareti sono stati installati totem interattivi per veicolare immagini e contenuti promozionali.

“Abbiamo cercato di realizzare uno dei negozi più ampi e più belli della nostra rete, curando ogni dettaglio degli spazi e dell’esperienza offerta ai clienti, nel rispetto del prestigio della location. Ma il nostro progetto non si esaurisce con l’apertura dello store: abbiamo scelto di investire con convinzione anche nella creazione di opportunità lavorative, portando in città il nostro modello di fare impresa” dichiara Matteo Lessi, direttore corporate affairs & communication Teddy Group.

Compie dieci anni Bamapet, la linea per il benessere degli animali

Due cani in posa su un pavimento chiaro con giochi colorati per animali domestici della linea Bamapet: a sinistra un cane marrone a pelo lungo è sdraiato accanto a un gioco verde, al centro ci sono due giochi a spirale verticali (uno rosso e uno blu), a destra un cane border collie bianco e nero tiene in bocca un gioco rosso a forma di ramo, su sfondo bianco
La linea pet di Bama raggiunge il traguardo dei dieci anni, proponendo una collezione di prodotti Made in Italy pensati per il benessere di cani e gatti, ideali per accompagnarli in ogni momento della giornata, dal divertimento al relax, fino agli spostamenti.

Dieci anni rappresentano un traguardo importante soprattutto quando diventano l’occasione per osservare l’evoluzione di un settore che, nel frattempo, ha visto crescere l’attenzione verso il benessere degli animali domestici e verso la qualità dei prodotti che li accompagnano nella vita quotidiana. È in questo scenario che Bamapet, la linea di Bama dedicata agli amici a quattro zampe, celebra il suo decimo anniversario, un traguardo che riporta al 2016, quando l’azienda toscana decise di investire nel settore pet facendo leva sulle competenze progettuali e sulle conoscenze maturate negli anni, con l’obiettivo di proporre prodotti diversi e di qualità.

Una scelta arrivata dopo due anni di ricerca e di confronto con specialisti e professionisti del settore e che ha permesso a Bama di arricchire ulteriormente una gamma già molto ampia, affiancando agli articoli per la casa e il giardino quelli dedicati agli amici a quattro zampe.

L’obiettivo è stato quello di realizzare soluzioni capaci di accompagnare diversi momenti della quotidianità, dal riposo al viaggio, senza dimenticare naturalmente il gioco.

Bamapet, il gioco come parte del benessere del cane

Ed è proprio il gioco uno degli aspetti sui quali Bamapet ha concentrato maggiormente l’attenzione. Non soltanto un momento di divertimento, ma un’attività che contribuisce al benessere fisico e mentale del cane, favorisce lo sviluppo delle capacità motorie e cognitive e rafforza il rapporto con il proprio umano.

Nascono da questa impostazione giochi come TUTTOMIO, ORMA, TROTTO DISK, TIRA&MOLLA e il più recente HULA DOG, pensati per attività differenti, dal riporto al movimento fino all’attivazione mentale e al gioco condiviso. Una gamma realizzata con materiali atossici e progettata anche per l'utilizzo all'aperto: i giochi galleggiano e rimbalzano e possono quindi essere utilizzati in giardino, al parco o in acqua.

I 10 anni di Bamapet: innovazione Made in Italy e sostenibilità nel pet care

A dieci anni dalla nascita, Bamapet continua quindi il proprio percorso puntando su ricerca e innovazione e mantenendo alcuni elementi che hanno accompagnato la linea fin dall’inizio: produzione italiana, attenzione alla funzionalità, durata dei prodotti e possibilità di riciclarli al termine del loro ciclo di vita. Un anniversario che diventa così non soltanto un traguardo da celebrare, ma un punto dal quale continuare a sviluppare prodotti capaci di accompagnare la quotidianità degli animali e delle persone che vivono con loro, cercando di far convivere benessere, funzionalità e attenzione all’ambiente.

Scopri di più su Bama

Natale 2026: i saldi batteranno il Black Friday mentre l’AI entrerà nello shopping

Grafica promozionale del report Sensormatic per gli acquisti di Natale 2026, con sfondo blu decorato da fiocchi di neve e illustrazioni natalizie e un collage di foto di una donna sorridente con berretto di lana e sciarpa che tiene borse della spesa. Sulla destra campeggia il testo
L'indagine di Sensormatic Solutions delinea i trend per gli acquisti di Natale 2026: oltre la metà degli italiani cerca il risparmio, il punto vendita resta centrale per il 70% dei consumatori e l'AI diventa il nuovo assistente di shopping

Se il Black Friday continua a rappresentare uno degli appuntamenti commerciali più attesi dell'anno, il vero record di affluenza nei negozi sarà registrato dopo le festività. Secondo le previsioni di Sensormatic Solutions, il 2 gennaio 2027, in concomitanza con l'avvio dei saldi invernali, sarà la giornata con il maggior traffico nei punti vendita italiani dell'intera stagione natalizia.

Il dato evidenzia quanto il prezzo continui a guidare le decisioni d'acquisto. Oltre la metà degli italiani (55%) indica infatti il costo come il principale fattore che influenzerà le scelte di spesa per gli acquisti di Natale 2026, mentre il 67% prevede di dedicare più tempo alla ricerca di offerte e promozioni. In un contesto economico che richiede sempre maggiore attenzione al budget familiare, i consumatori pianificano gli acquisti con maggiore anticipo e attendono i momenti percepiti come più vantaggiosi per concludere le proprie spese.

Questa attenzione al valore si riflette anche nelle intenzioni di spesa. Solo il 17% degli italiani prevede di aumentare il budget destinato ai regali rispetto allo scorso anno, mentre oltre un terzo dichiara di volerlo ridurre. Parallelamente cresce l'interesse verso discount, marketplace e canali che consentono di individuare le migliori opportunità disponibili.

Acquisti di Natale 2026: il negozio fisico resta centrale tra budget e sconti

Nonostante la crescente digitalizzazione dello shopping, il negozio fisico continua a giocare un ruolo centrale. Il 70% degli italiani prevede di effettuare acquisti in store durante il periodo natalizio.

La possibilità di vedere e toccare i prodotti, riceverli immediatamente e lasciarsi ispirare nella ricerca di idee regalo rimane infatti uno dei principali punti di forza del retail fisico.

Ma il dato forse più interessante che emerge dall'indagine riguarda l'evoluzione del percorso d'acquisto.

L'intelligenza artificiale entra nel percorso d'acquisto dei consumatori

Per la prima volta, l'intelligenza artificiale si affaccia come uno strumento destinato a influenzare concretamente le decisioni dei consumatori. Il 29% degli italiani dichiara infatti di voler utilizzare soluzioni AI per supportare gli acquisti di Natale 2026, percentuale che raggiunge il 44% tra gli appartenenti alla Gen Z e il 36% tra i Millennials.

Dalla ricerca di idee regalo al confronto tra prodotti, dall'individuazione delle offerte migliori fino alla raccolta di informazioni prima dell'acquisto, l'AI sta rapidamente trasformandosi in un assistente personale sempre disponibile. Un cambiamento che conferma come il percorso verso l'acquisto stia diventando sempre più ibrido, intrecciando esperienza fisica, strumenti digitali e nuove tecnologie.

Per retailer e brand, il messaggio è chiaro: il successo della stagione natalizia non dipenderà soltanto dalla competitività delle promozioni. Sarà sempre più importante offrire esperienze omnicanale fluide, garantire disponibilità dei prodotti e comprendere in che modo tecnologie come l'intelligenza artificiale stiano ridefinendo aspettative e comportamenti dei consumatori.

Vuoi scoprire quali altri trend influenzeranno il retail durante le festività e come si stanno evolvendo le preferenze dei consumatori italiani? Scarica il report completo di Sensormatic Solutions e accedi ad analisi, dati e previsioni esclusive per prepararti alla stagione più importante dell'anno.

Scarica il report

Sial 2026 giorno 1: a caccia dell’innovazione nel food

Prende ufficialmente il via Sial 2026 e, in questo primo giorno di fiera tra i padiglioni parigini, il nostro viaggio comincia all'insegna delle novità più promettenti del settore food. Un percorso partito dall’area startup, dove la creatività e la ricerca italiana si fanno subito notare in modi del tutto inaspettati.

Kelpeat: il futuro delle alghe made in Italy

Tra le realtà emergenti spicca la piemontese Kelpeat. Questa startup innovativa ha puntato su un ingrediente insolito per la tradizione nazionale: le alghe come materia prima sostenibile. L'obiettivo ambizioso del progetto non si ferma alla sola ricerca, ma punta ad avviare la coltivazione diretta di alghe nelle acque dell’Adriatico.

Sial Innovation: i riconoscimenti al genio italiano

Tappa obbligata all’area dei Sial Innovation Award, che celebra quest’anno la sua 15ª edizione segnando trent’anni di impegno nell'intercettare le tendenze del cibo. In attesa dei vincitori assoluti, due progetti tricolori catturano l'attenzione:

  • Bejerky (categoria Meat): ha conquistato la giuria con uno snack originale che reinterpreta i salumi tradizionali sotto forma di croccanti chips di salame e chips di bacon.

  • "Sei di coccio" L'Antica Cascina (packaging): un’idea nata da un’azienda casearia di Forlì all'indomani dell'alluvione in Romagna. Si tratta di un formaggio avvolto in un packaging singolare: una crosta protettiva di argilla. Un prodotto pronto ad affacciarsi sui banchi della gdo in vista delle festività natalizie.

La prima giornata si chiude qui, ma il nostro speciale continua: domani focus sui big player nazionali e su come il cibo italiano viene promosso sui mercati esteri.

Finiper Canova: Grandi Vigne compie 20 anni tra crescita selettiva e nuovi consumi

La mdd dedicata al vino arriva a 100 etichette e 44 produttori partner. Una crescita costruita nel tempo, puntando su qualità, territori, rapporto diretto con le cantine e controllo della filiera

Grandi Vigne, la mdd di Finiper Canova nel mondo del vino, compie vent’anni e arriva all’anniversario con 100 etichette certificate grazie a una collaborazione con 44 piccoli e medi produttori partner. Nata nel 2006, la marca del distributore dedicata al vino di Finiper Canova si è sviluppata senza inseguire una crescita numerica fine a sè stessa, ma ampliando progressivamente territori, vitigni e tipologie. Dai grandi rossi la gamma si è estesa a bianchi autoctoni, bollicine, rosati, vini da dessert e grappe, mantenendo come filo conduttore il legame con le produzioni italiane, sempre più bio.

 

"Da vent'anni il Gruppo Finiper Canova dimostra che è possibile coniugare la grande tradizione vitivinicola italiana con l'accessibilità", sottolinea Gianluca Grassi, direttore Comunicazione del Gruppo Finiper Canova. Ed è proprio su questo equilibrio tra territorio, qualità e posizionamento che il progetto ha costruito la propria identità. 

Prima il produttore, poi la bottiglia

Il punto di partenza resta la cantina. Nella selezione di un fornitore, l’assaggio e la qualità del vino rimangono elementi essenziali, ma altrettanto conta il rapporto con gli imprenditori della cantina, la disponibilità al confronto, la trasparenza con cui viene raccontato il lavoro in vigna e in cantina. A questo si aggiungono controlli più strutturati, dalle analisi chimiche alla tracciabilità dei vigneti, fino alle visite periodiche e alla verifica dei metodi di coltivazione e dei trattamenti utilizzati. trascrizione originale trascrizione originale

Anche l’etichetta racconta questa impostazione: il nome del produttore resta visibile, senza essere assorbito dal marchio del distributore. Una scelta che nel tempo ha permesso a Grandi Vigne di lavorare anche con piccoli produttori e con vitigni allora meno presenti nella grande distribuzione, come Pecorino e Passerina, mantenendo forte il riferimento ai territori.

Il mercato del vino si polarizza

Il ventennale arriva in una fase meno lineare per il vino. Secondo i dati Circana, nel 2026 il settore ha perso l’1,5% a valore e il 2,8% a volume, soprattutto tra i vini più strutturati (rossi), mentre bianchi e bollicine registrano andamenti più positivi.

A livello di prezzo, crescono le fasce sopra i 5 euro e, ancora di più, quelle sopra i 10. Grandi Vigne si colloca prevalentemente nella fascia di prezzo tra i 8 e i 15 euro, più vicina alla domanda che oggi mostra maggiore tenuta.

A cambiare non è solo quanto si beve, ma anche come. Le nuove generazioni consumano vino meno frequentemente rispetto alle generazioni precedenti, ma lo cercano in occasioni più legate alla convivialità, all’aperitivo e alla degustazione. È un passaggio importante anche per la mdd, che nel vino deve misurarsi con una categoria dove brand, denominazioni e territorio continuano ad avere un peso forte.

I numeri della mdd

Secondo Paolo Colombo, buyer Grandi Vigne, Grandi Vigne rappresenta mediamente circa il 12% delle vendite della categoria vino, con punte superiori al 20% in alcune denominazioni. Un dato che segnala come la marca del distributore, anche in un comparto fortemente identitario, possa diventare uno strumento di differenziazione dell’assortimento e di riferimento di distintività per le insegne del Gruppo. Grandi Vigne, infatti, è presente non solo nell'assortimento di Iper La grande i, ma anche nella rete di Unes e de Il Viaggiator Goloso. Inoltre, in linea con il concetto di viaggio, sono stati inseriti vini dal mondo, provenienti da Francia, Australia, California e America del Sud.

La degustazione entra nel punto di vendita

Per Finiper Canova, la relazione con il consumatore passa per la presenza, soprattutto negli ipermercati, di ampi spazi enoteca, dove non solo acquistare vini, ma anche assaggiarli in loco. Inoltre, la linea Grandi Vigne viene venduta anche nei diversi ristoranti del gruppo, allo stesso prezzo in cui la bottiglia è proposta a scaffale.

L'engagement con la clientela passa anche da eventi come il Giro d’Italia in 100 vini, un'iniziativa che porta la degustazione direttamente nei punti di vendita Iper La Grande i. Con un biglietto da 5 euro, i clienti possono muoversi tra postazioni dedicate alle principali aree vitivinicole italiane e assaggiare fino a 100 etichette, incontrando sommelier e produttori, oltre che approfondendo vitigni, territori e storie delle cantine.

Tutti elemento che rafforzano la mission con la quale Grandi Vigne ha costruito il suo percorso in questi primi primi vent’anni: allargare l’offerta con continuità, ma senza perdere il legame con il produttore e con il territorio da cui il vino nasce.

 

 

Spazio Conad di Palermo riapre dopo l’incendio al Conca d’Oro

Dopo l'incendio che ha seriamente danneggiato il centro commerciale Conca D'Oro di Palermo, lo Spazio Conad torna operativo

Quarantasei giorni dopo l'incendio, il centro commerciale Conca D'Oro riapre al pubblico. Anche lo Spazio Conad torna ad essere operativo, seppur non abbia riportato danni strutturali. Gli interventi di ripristino degli impianti e la separazione in sicurezza delle aree danneggiate da quelle rimaste integre ha permesso a una parte significativa delle attività di tornare operativa senza dover attendere il completo recupero delle zone maggiormente colpite. "Riaprire lo Spazio Conad a poco più di sei settimane dall’incendio è un risultato straordinario, reso possibile da un impegno comune e dalla capacità di individuare rapidamente soluzioni nel pieno rispetto della sicurezza", dichiara Riccardo Catania, direttore area Sicilia di Pac 2000A Conad.

Lo store

  • Si sviluppa su un'area di 6.000 mq
  • Conta in assortimento 55.000 referenze.

L'ipermercato mantiene le sue caratteristiche con un'area freschi che si articola nei reparti di ortofrutta, macelleria assistita e a libero servizio, pescheria assistita, gastronomia con banco caldo e rosticceria, panetteria e pasticceria con produzione interna. All'interno dello store è stata inserita l’area gourmet in cui convivono prodotti sfusi a libero servizio e serviti direttamente al banco, prodotti confezionati pronti da cuocere, da mangiare a casa o direttamente nel punto di vendita. Inoltre è presente il corner Sushi.

Spazio Conad in Sicilia

Con quello di Palermo sono quattro gli store Spazio Conad in Sicilia, di cui uno al centro commerciale le Porte di Catania, rinnovato nel 2023 come raccontato su Gdoweek, uno a Misterbianco (Ct) al Centro Sicilia di dimensioni più ridotte e lo store di Melilli (Sr). Quest'ultimo è stato il primo inaugurato nella regione nell'agosto del 2020, all’interno del centro commerciale Belvedere, una struttura di 5.300 mq con un assortimento di 55mila referenze.

La tutela dei lavoratori

Stando a quanto sottolinea Pac2000A Conad, "prezioso è stato il lavoro della proprietà del punto di vendita che si è attivata da subito per salvaguardare tutti i posti di lavoro e garantire continuità alle retribuzioni, anche grazie al confronto con l’Inps e alla tempestiva attivazione degli strumenti di sostegno al reddito. Alcuni dipendenti sono già rientrati in servizio nei giorni scorsi; con la riapertura dell’ipermercato tutto il personale tornerà in piena attività. Da domani torneranno operativi tutti i reparti e i servizi dell’ipermercato, dall’ortofrutta alla gastronomia, fino alla parafarmacia".

Dai follower agli scaffali: perché i brand beauty nati online puntano al negozio fisico

Retail Hub
Massimo Volpe, founder di Retail Hub
Il caso Rhode e Audrer da Sephora mostra il valore dello store. Massimo Volpe (Retail Hub) analizza l’evoluzione beauty tra esperienza e tech

Scoprire un cosmetico su TikTok o Instagram, affezionarsi alla founder, seguire recensioni e tutorial online, e infine cercare un luogo fisico dove provare la texture o trovare la giusta tonalità. Le recenti espansioni distributive di Rhode (il marchio fondato da Hailey Bieber) e Audrer (creato da Giulia De Lellis) accendono i riflettori su una scelta strategica decisiva per il settore beauty: come trasformare l’attenzione ingaggiata sul digitale in una relazione omnicanale duratura?

Il ponte tra community e distribuzione

A settembre 2026 Rhode è sbarcato da Sephora in oltre 500 store europei (di cui 19 nuovi mercati, Italia compresa), dopo l'ingresso del 2025 in USA, Canada e UK. In parallelo, Audrer ha ampliato la propria presenza sul territorio nazionale passando da 5 a 26 punti vendita della catena del gruppo LVMH.

Per i brand nati D2C (direct-to-consumer), il negozio fisico diventa l'infrastruttura d'elezione per farsi conoscere da nuovi consumatori, far testare i prodotti e consolidare la fiducia. Per le catene della profumeria e del retail specializzato, questi marchi rappresentano una leva fondamentale per intercettare pubblici giovani con desideri già strutturati sui social media.

"Sono i consumatori a guidare il cambiamento -spiega Massimo Volpe, founder di Retail Hub, tech company punto di riferimento per l'innovazione retail-. Le persone scoprono novità su TikTok o Instagram, viaggiano e acquistano online in tutto il mondo, pretendendo poi di ritrovare le medesime esperienze nel negozio sotto casa. Il retailer oggi è chiamato a rincorrere un cliente che cambia molto più velocemente rispetto al passato."

L'esperienza nello store: dall'installazione alla consulenza

L'approdo nei punti vendita non si limita alla presenza a scaffale, ma punta su allestimenti immersivi. L'ingresso di Rhode da Sephora sugli Champs-Élysées a Parigi, ad esempio, è stato accompagnato da facciate e installazioni tridimensionali volte a estendere dal vivo l'universo visivo del brand.

Nel beauty, infatti, il momento del test fisico rimane un elemento insostituibile: confrontare una nuance, valutare un'emulsione o ricevere una consulenza su misura guidano la decisione d'acquisto. Come sottolinea Volpe: "Oggi il cliente non entra più semplicemente per comprare un rossetto: vuole essere consigliato, vuole provare, confrontare e vivere un’esperienza."

Dagli Innovation Tour i benchmark internazionali: Parigi, Londra, Seoul

Attraverso gli Innovation Tour, Retail Hub osserva da vicino i mercati globali che stanno anticipando il futuro del format distributivo:

  • Parigi: I grandi department store (Galeries Lafayette, Printemps) e i flagship come Sephora trasformano i piani beauty in destinazioni esperrenziali complete con trattamenti, hospitality, tecnologia e percorsi personalizzati.

  • Londra: Capitale dell'innovazione e laboratorio europeo, dove retailer come Space NK o format focalizzati sul K-Beauty come Pure Seoul testano modelli di scoperta continua, attraendo marchi internazionali iconici (come l'americano Glossier).

  • Seoul: Cuore pulsante del K-Beauty e punto di riferimento mondiale per la personalizzazione. Punti vendita come Olive Young e flagship come Amore Pacific integrano analisi della pelle con AI, consulenza cromatica e diagnosi personalizzate direttamente in store.

Contaminazioni culturali e tecnologie beauty tech

Il negozio fisico si trasforma sempre più in uno spazio di intrattenimento e arte, come dimostrano le scenografie concettuali di Born to Stand Out o le installazioni cinetiche di Gentle Monster, concepite per generare traffico, condivisibilità social e memorabilità di marca.

Sul fronte tecnologico, l'innovazione guidata dalle startup sta ridefinendo i processi decisionali e la consulenza omnicanale. Tra le realtà monitorate da Retail Hub spiccano:

  • Inference Beauty: Piattaforma basata su intelligenza artificiale per analizzare i dati sui bisogni dei consumatori, accelerando lo sviluppo prodotto e le strategie di marketing.

  • Arbelle: Soluzione beauty-tech europea specializzata in realtà aumentata e AI per erogare consulenze personalizzate, virtual try-on del make-up e analisi della pelle sia e-commerce sia in store.

"È dall'incontro tra grandi aziende, retailer e nuove imprese innovative che nascono i modelli destinati a ridisegnare il retail dei prossimi anni", conclude Volpe.

Gdoweekly #184. Frigo attack in Francia. IperTosano, triplete milanese. Mango-Coin al via la jv

PODCAST_GDO_delf_184
Francia, cyberattacco ai frigo. IperTosano (VéGé) fa 3 a Milano. Mango in Coin. Dm fa l’edpl. Think Tank 2026. Pizza, la preferita dagli italiani. Il premium di Rossopomodoro

Ecco la nuova puntata di Gdoweekly, il #podcast di Gdoweek: ogni venerdì, 5 notizie sul mondo del #retail in 5 minuti!

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Sviluppo rete Non food dal 16 al 23 ottobre 2026

Joe Zampetti apre un petstore a Manfredonia (Fg), Massimo Dutti sceglie Roma per uno store di 2.000 mq. Anche Mondadori si consolida nella capitale con una libreria di 400 mq e Prènatal punta su Mantova con un negozio di 550 mq

JOE ZAMPETTI
Viale Giuseppe Di Vittorio 15
Manfredonia (Fg)
Bauzar srl

Data di apertura
15 ottobre 2026
Format e location
Si allinea al consueto modello e dispone di un’area per la toelettatura.
Offerta
Tipica offerta di petcare, petfood e accessori per gli animali da compagnia.
Servizi
Orario: lun-sab 8.30-20.30.
Addetti e casse
Non disponibile.

MASSIMO DUTTI
Via del Corso 418
Roma
2.000 mq
Massimo Dutti

Data di apertura
12 ottobre 2026
Format e location
Il negozio è situato nello storico Palazzo Ruspoli, tra i più significativi esempi dell’architettura romana e protagonista della vita culturale e sociale della città.
Offerta
Ospita l’intera gamma delle collezioni Donna e Uomo del brand.
Servizi
Orario: lun-dom 10-21.
Addetti e casse
Non disponibile.

MONDADORI BOOKSTORE
Viale Europa 88/92
Roma
400 mq
Mondadori

Data di apertura
15 ottobre 2026
Format e location
La libreria, sviluppata su due livelli, si trova in zona Eur. Dispone delle consuete specifiche aree tematiche tra cui We are Junior, lo spazio per i lettori più giovani, che include giochi didattici e libri illustrati per stimolare la loro fantasia con le storie più curiose; Just Comics, il reparto dedicato a manga e fumetti; My New Romance, il nuovo spazio rivolto a chi ama l'universo romance.
Offerta
L’offerta comprende 26.000 titoli nei vari generi letterari.
Servizi
Orario: lun-sab 9.30-19.30; domenica 10-13.
Addetti e casse
Non disponibile.

PRÉNATAL
Via Parma 26
Mantova
550 mq
Prénatal

Data di apertura
16 ottobre 2026
Format e location
Si trova accanto al negozio Toys Center già presente nella stessa area.
Offerta
In assortimento abbigliamento per le future mamme, e bambini da 0 a 10 anni a cui si somma una gamma di soluzioni per la prima infanzia, che comprende sistemi modulari, seggiolini auto, passeggini, arredi per la cameretta e articoli per la casa. Sono inoltre disponibili prodotti di baby food e articoli specifici per l’allattamento, la pappa e l’igiene quotidiana.
Servizi
Orario: lun-ven 9-13 e 15-19.30; sabato 9-19.30; domenica 10-13 e 15.30-19.30. Tra i servizi: l’Info Point, un’area all’interno del negozio pensata per fornire informazioni e supporto, la nursery, uno spazio riservato all’allattamento per offrire comfort e privacy ai genitori e ai più piccoli, e i servizi liste nascita, kit cicogna, click & collect, personal shopper e la fidelity card Prénatal Lover.
Addetti e casse
Non disponibile.

Mango debutta dentro Coin: da Catania parte il piano di sviluppo

Quest’apertura dà il via alla partnership che porterà 22 nuovi store Mango nel department store italiano entro il 2027, trasformando la rete Coin in una leva di sviluppo per il brand spagnolo

Con l’apertura di Catania prende forma la partnership tra Mango e Coin annunciata lo scorso giugno e parte di una più ampia strategia di rinnovamento della catena di department store. Il nuovo spazio di via Etnea è il primo dei 22 store che il brand spagnolo prevede di aprire all’interno dei department store Coin entro la fine del 2027.

Un negozio autonomo nel department store

Lo store occupa circa 1.000 mq distribuiti su due piani e, pur inserendosi all’interno di Coin, è concepito come un vero e proprio punto di vendita Mango, con ingresso esclusivo e proprie vetrine.

Per la prima volta a Catania vengono riunite sotto lo stesso tetto le linee Woman, Man e Kids. L’apertura segna anche il debutto di Mango Man in città e del format Kids in Sicilia. Il progetto ha comportato la creazione di 25 nuovi posti di lavoro.

Il negozio adotta il concept New Med, ispirato all’identità mediterranea del marchio, con materiali naturali, tonalità calde e spazi pensati per aumentare il tempo di permanenza. Tra gli elementi specifici della location figurano un chiostro esterno dedicato al brand e una sala riservata agli accessori.

Mango ha chiuso il 2025 con 120 punti di vendita e oltre 40.000 mq di superficie commerciale in Italia, dopo aver aperto più di 20 nuove location nell’anno. Il fatturato italiano è cresciuto nello stesso periodo del 30%.

Coin: una leva per lo sviluppo

L’accordo ha un significato che va oltre la singola apertura. Coin presidia con i propri department store alcune delle principali città e vie dello shopping italiane con punti di vendita diretti e in franchising (sia con l'insegna Coin sia con Coincasa) e la partnership consente a Mango di accelerare lo sviluppo attraverso location già consolidate.

Per Coin, ingresso di un brand internazionale con un format autonomo contribuisce ad ampliare l’offerta fashion e l’attrattività dei department store. Il modello mette quindi insieme due esigenze: espansione per Mango e rafforzamento del posizionamento per Coin.

Prossime aperture

Nei prossimi mesi sono previste aperture a Roma, Firenze, Bari e Milano, mentre nel 2027 il progetto raggiungerà anche Genova, Como e Trieste.

Italiani affaticati e alla ricerca di un equilibrio tra tempo, benessere, qualità e convenienza

In un quadro internazionale preoccupante, gli italiani vanno avanti senza entusiasmo e con fatica. Sono sempre più attenti al prezzo, ma non vogliono rinunciare a qualità e innovazione. Dalla ricerca del risparmio alla disponibilità a spendere per prodotti premium, gli italiani diventano più selettivi e chiedono soprattutto convenienza, benessere, non solo fisico, ma mentale, e servizio. E nel carrello convivono fresco, integratori e nuovi sapori

Il prezzo conta sempre di più, ma il consumatore non rinuncia necessariamente ai prodotti premium. Il supermercato vicino a casa resta il punto di riferimento della spesa quotidiana, mentre gli acquisti online aumentano rapidamente. Nel carrello resistono il fresco e i prodotti della tradizione, ma crescono integratori, cibi etnici e ingredienti che, fino a qualche anno fa, erano ancora di nicchia. Gli stili alimentari si mescolano: tradizionalisti ortodossi e innovatori puri si riducono, come sottolinea il Rapporto Coop 2026: Tradizionalisti ortodossi e innovatori puri perdono terreno, come sottolinea il Rapporto Coop 2026, che evidenzia come gli stili legati esclusivamente alla tradizione scendano dal 23% del 2024 al 20% del 2026; quelli orientati all’innovazione passano dal 30% al 24%. L’area dell’ibridazione sale invece dal 33% al 42%. Più che imboccare una sola direzione, il consumatore italiano sembra muoversi continuamente tra esigenze diverse. Cautela e gratificazione, prossimità e digitale, tradizione e innovazione convivono nei comportamenti delle stesse famiglie e spesso nella stessa spesa alimentare.

Marco Pellizzoni, direttore commerciale di YouGov Shopper

È questa l’immagine dello shopper che emerge anche dall’analisi di YouGov. Come spiega Marco Pellizzoni, direttore commerciale di YouGov Shopper, la priorità oggi è trovare un equilibrio tra tensioni differenti. La prima sfida è tra la necessità di tenere sotto controllo i conti e la disponibilità a riconoscere un valore aggiunto ai prodotti che offrono qualcosa in più. “La pressione esercitata negli ultimi anni sui bilanci familiari non è infatti scomparsa”, sottolinea Pellizzoni. Secondo un sondaggio della stessa YouGov, il 39% delle famiglie italiane si dichiara in difficoltà finanziaria. L’incidenza sta diminuendo, ma rimane superiore alla media europea. Parallelamente, il 59% degli shopper presta una forte attenzione ai prezzi, una quota che continua a crescere. La prudenza non si traduce però automaticamente nella scelta del prodotto meno costoso. Accanto alla ricerca di convenienza, sottolinea Pellizzoni, rimane spazio per l’acquisto di prodotti premium, a condizione che siano caratterizzati da promesse rilevanti per il consumatore. “Probabilmente questo è uno dei cambiamenti più importanti lasciati in eredità dalla lunga fase di inflazione: prezzo e valore sono diventati due concetti distinti”. Si può, quindi, scegliere il prodotto più conveniente in una categoria e spendere di più in un’altra, cercare una promozione per i prodotti di uso quotidiano e accettare un prezzo superiore quando si riconoscono qualità, funzionalità o benefici specifici. Ne deriva una gestione del budget sempre più selettiva. L’attenzione al prezzo non si distribuisce nello stesso modo su tutto il carrello: si può cercare la promozione o cambiare marca per un prodotto considerato indifferenziato e, nello stesso momento, accettare un prezzo più alto per ciò che promette maggiore qualità, benessere o servizio. Più che una corsa generalizzata al risparmio, emerge una continua riallocazione della spesa. Una dinamica che emerge con intensità ancora maggiore nel Mezzogiorno. “Nell’Italia meridionale continua a esistere una forte attenzione ai prezzi: prevale largamente la ricerca della convenienza e delle promozioni, che si manifesta in un’attenzione spasmodica nel confrontare i prezzi dei diversi prodotti nell’intento di risparmiare”, spiega Pellizzoni. Anche la frequenza degli acquisti racconta questa trasformazione. L’idea della grande spesa settimanale perde progressivamente centralità (un dato costante di questi anni) a favore di acquisti più piccoli e ravvicinati, attraverso i quali è più semplice controllare l’importo dello scontrino e rispondere alle necessità immediate del budget. “Gli italiano non vanno più a fare la spesa una volta alla settimana o al mese: andiamo un giorno sì e uno no, anche di più, a comprare qualcosa che ci serve per quell’immediata esigenza che abbiamo. Si fanno carrelli sempre più piccoli e si tiene più contenuto possibile l’importo dello scontrino”, è l’analisi dell’esperto di YouGov. Una tendenza destinata ad avere conseguenze anche sull’offerta. “Questi comportamenti, in aggiunta alle evoluzioni demografiche che sempre più caratterizzeranno il nostro Paese, ci dicono che probabilmente i multipack, i formati grandi, le promozioni di scorta funzioneranno sempre meno in futuro. Al contrario, avranno maggiore fortuna formati per famiglie più piccole e promozioni sul singolo pacco piuttosto che i 3x2 o gli 1+1, che si vedono sugli scaffali, che non sono quello che lo shopper sta cercando in questo momento, ma neanche nel prossimo futuro”, osserva Pellizzoni.
Dietro questi cambiamenti si trovano ragioni economiche, ma anche demografiche. Famiglie più piccole e una popolazione che invecchia riducono la necessità di accumulare grandi quantità di prodotto. A questo si aggiunge il bisogno di mantenere sotto controllo la spesa immediata: il risparmio teoricamente ottenibile acquistando una confezione più grande può diventare meno importante della possibilità di spendere meno oggi. Il risultato è che ci si trova di fronte un consumatore più mobile, che costruisce la propria spesa attraverso occasioni, canali e formule distributive differenti. Così può scegliere un’insegna per la convenienza, un’altra per la prossimità e una terza per una determinata categoria o per una promozione particolare. La fedeltà non scompare, ma diventa meno automatica e deve essere riconquistata più spesso. Si tratta di cambiamenti che modificano anche il significato stesso di fedeltà. Secondo Pellizzoni, la scelta di un’insegna o di una marca non implica più necessariamente l’esclusione delle alternative: il consumatore può rimanere legato a un brand per alcune categorie e cambiarlo in altre, oppure distribuire gli acquisti tra punti di vendita differenti. Prezzo e promozioni contano, ma insieme alla facilità di accesso, alla disponibilità dei prodotti e alla capacità di rispondere a un’esigenza specifica. Effetti di cui industria e distribuzione moderna devono tenere conto: non potranno più ragionare su un cliente stabile e uniforme. La competizione si gioca su un numero crescente di singole occasioni d’acquisto, nelle quali convenienza, qualità e servizio possono assumere ogni volta un peso diverso.

Un’evoluzione che riguarda anche il successo dei singoli canali di vendita. Da un lato, cresce la ricerca della prossimità, dall’altro aumenta la familiarità con la spesa digitale. Ancora una volta, però, non si assiste alla sostituzione di un comportamento con un altro. Il supermercato rimane il canale più resiliente e diffuso. Secondo YouGov questo format raggiunge il 98% delle famiglie italiane, un livello di penetrazione che è rimasto sostanzialmente stabile negli ultimi anni. Soprattutto, è l’unica formula caratterizzata da una frequenza d’acquisto elevata e con una crescita importante: sono calcolati oltre 90 atti medi all’anno. È la conferma che la vicinanza continua a vedersi riconosciuto un valore. In una fase nella quale gli acquisti diventano più frequenti e gli scontrini più piccoli, poter raggiungere rapidamente il negozio acquista anzi una rilevanza maggiore. Contemporaneamente, cresce la spesa online, che interessa ormai il 45% delle famiglie italiane. La penetrazione resta inferiore alla media globale europea che si attesta al 58%, ma è soprattutto la frequenza a raccontare il cambiamento: quattro anni fa, chi acquistava largo consumo online lo faceva mediamente 7,6 volte all’anno, oggi si è arrivati a 13,5. Fisico e online non sono due mondi alternativi, è in sostanza il ragionamento che emerge dall’analisi. Il consumatore utilizza il canale più adatto alla necessità del momento. La prossimità risponde agli acquisti frequenti e immediati; il digitale amplia le possibilità di scelta e introduce un’ulteriore forma di comodità. Più che una migrazione da un canale all’altro, emerge una moltiplicazione delle occasioni d’acquisto. Lo stesso consumatore può utilizzare il supermercato per la spesa ordinaria, rivolgersi a un punto di vendita di prossimità per un bisogno immediato e acquistare online quando prevalgono comodità o possibilità di scelta. Per le insegne la competizione si sposta, quindi, dalla conquista esclusiva del cliente alla capacità di intercettarlo nelle diverse occasioni di consumo. La stessa ricerca di facilità si ritrova all’interno dei punti di vendita. Sono ormai 9,9 milioni, secondo YouGov, le famiglie che utilizzano frequentemente casse automatiche o scanner. Una diffusione che modifica anche le fasi finali del percorso d’acquisto: il self checkout ridisegna gli spazi tradizionalmente destinati agli acquisti d’impulso e apre nuove opportunità per il retail media. Indica soprattutto la disponibilità del consumatore ad adottare la tecnologia, quando rende la spesa più rapida e semplice.

Cosa succede per gli acquisti alimentari? Rimane costante il legame del consumatore italiano con le categorie tradizionali, mentre aumenta la ricerca di prodotti associati al benessere e a funzioni specifiche. Il cambiamento si osserva già nelle occasioni di consumo più consolidate. A colazione e nella merenda o nello snacking le categorie classiche continuano a essere le più diffuse, ma perdono penetrazione mentre avanzano soluzioni maggiormente associate al benessere. Non si tratta necessariamente di abbandonare le abitudini precedenti. Cambiano piuttosto i criteri con i quali si compone la scelta. Un prodotto deve poter rispondere contemporaneamente a più esigenze: gusto, praticità,

prezzo e, sempre più spesso, una promessa legata alla salute. Uno dei segnali più evidenti arriva dagli integratori. Secondo YouGov, il 53% degli italiani maggiorenni ne fa uso. E sono soprattutto le tipologie con funzionalità più specifiche a registrare gli incrementi maggiori a livello sia di penetrazione sia di acquisto medio. Dal benessere genericamente inteso come un più generico stare in salute si passa a una domanda più mirata, legata all’età, allo stile di vita o a singole esigenze specifiche. Un’evoluzione che amplia anche il perimetro competitivo: alimentazione, integratori e prodotti funzionali finiscono sempre più spesso per rispondere alla stessa domanda: quella di stare bene nel tempo, a prescindere da età e suoi acciacchi. Per le aziende significa confrontarsi con confini di categoria meno rigidi: prodotti che, in passato, rispondevano a bisogni differenti possono trovarsi oggi a competere per la stessa occasione di consumo e per la stessa disponibilità di spesa. Se aumenta l’attenzione alla salute, non viene meno il legame con il fresco. Secondo YouGov, il comparto continua a mostrare una forte vitalità, tanto nel confezionato quanto nei prodotti a peso variabile. Anche in questo comparto il consumatore mantiene un rapporto forte con gli elementi più tradizionali dell’alimentazione italiana e contemporaneamente amplia il proprio repertorio di sapori e ingredienti. I numeri, infatti, raccontano quanto alcuni prodotti internazionali siano ormai entrati nella normalità della spesa. La feta raggiunge una penetrazione del 29,1%, la salsa di soia del 21,5%, il burro di arachidi del 18,6% e il cibo messicano del 16,6%. Il Dubai Chocolate è arrivato al 6,7%, mentre il guacamole raggiunge il 4,3%. Anche la frutta racconta la contaminazione crescente delle abitudini alimentari. Aumentano in penetrazione mango, zenzero, avocado, kiwi e papaya. Non è un fenomeno confinato al reparto ortofrutta: questi gusti possono diventare ingredienti di caramelle, composte, gelati e prodotti dolciari, moltiplicando così le possibilità di innovazione per l’industria.
Questa maggiore selettività del consumatore negli acquisti investe inevitabilmente anche le marche. In un mercato nel quale lo shopper confronta maggiormente i prezzi, frequenta più canali e può passare con maggiore facilità da un prodotto all’altro, il brand deve continuamente dimostrare il proprio valore. L’evoluzione non riguarda soltanto la convenienza. Secondo l’aggiornamento europeo del Consumer Lab di Bain & Company, realizzato su circa 9 mila consumatori in Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Spagna e Polonia, il 53% degli italiani attribuisce importanza al ruolo sociale dei brand. La quota sale al 61% in Spagna e al 58% in Polonia, mentre in Germania si ferma al 30% confermando questa sua specificità. Sempre secondo la stessa ricerca, in Italia il 51% dei consumatori dichiara, inoltre, di avere boicottato almeno una volta un marchio percepito come distante dai propri valori, rispetto a una media europea del 46%.

Marco Caldarelli, senior partner e responsabile italiano del settore consumer products di Bain & Company

Tra i settori maggiormente coinvolti figurano il food, indicato dal 41%, seguito da fast food e ristorazione, con il 32%, e moda, con il 30%. “L’attenzione dei consumatori verso le tematiche sociali continua a crescere, soprattutto tra le generazioni più giovani -afferma Marco Caldarelli, senior partner e responsabile italiano del settore consumer products di Bain & Company-. Per le aziende non è più sufficiente rispondere ai bisogni funzionali dei clienti, ma diventa sempre più importante costruire una relazione fondata su trasparenza, coerenza e valori condivisi. Per le realtà del largo consumo, questo significa rafforzare il proprio posizionamento attraverso un impegno autentico e credibile, capace di creare connessioni durature con i consumatori”. Anche qui, però, sarebbe sbagliato concludere che prezzo e prodotto siano diventati secondari. Piuttosto, si allarga il numero di elementi sui quali viene giudicata una marca e di questo aspetto i brand devono tenerne conto. Il prodotto deve funzionare, il prezzo deve apparire giustificato, ma l’azienda deve anche evitare che il proprio comportamento entri in conflitto con le aspettative di una parte dei clienti. “Per le aziende, comprendere le motivazioni che guidano le scelte dei consumatori è oggi altrettanto importante quanto capirne i bisogni -conclude Caldarelli-.
La relazione tra consumatore e brand si sta evolvendo: non è più costruita solamente sul prodotto o sul prezzo, ma anche sulla capacità dell’azienda di essere rilevante nella vita delle persone”. In definitiva, il consumatore non compra meno o più di prima. Compra in maniera diversa e soprattutto decide con maggiore selettività dove risparmiare e dove spendere. Per industria e distribuzione significa confrontarsi con un consumatore meno prevedibile, ma non necessariamente meno disposto all’acquisto. La partita si gioca sulla capacità di dargli, ogni volta, una ragione sufficientemente forte per scegliere quello che gli serve, ma anche quello che ispira e desidera.

Evitare gli sprechi diventa un valore

Albino Russo, direttore generale di ANCC
Foto di Matteo Bazzi/Ansa

Un Paese che cresce poco, con redditi sotto pressione e consumatori rassegnati e inquieti, ma sempre più attenti a cosa comprare e a quanto spendere. È la fotografia che emerge dal Rapporto Coop 2026, curato dall’ufficio studi di Ancc-Coop con la collaborazione scientifica, tra gli altri, di Ref Ricerche, NIQ, Università di Parma e Università di Milano-Bicocca, oltre a vari altri contributi originali (tra cui Altroconsumo, Circana, Mediobanca Ufficio Studi, TradeLab). In un’economia italiana attesa in crescita dello 0,8% nell’anno in corso e dello 0,9% nel 2027, nonostante la disponibilità (che non si ripeterà) dei fondi del Pnrr, l’Italia rimane un Paese frenato da problemi strutturali come la produttività alla demografia, la dimensione delle imprese, il livello di istruzione. Albino Russo, direttore generale di Ancc Associazione Nazionale Cooperative di Consumo, segnala che gli italiani guadagnano meno rispetto a 20 anni fa e meno della maggior parte degli altri cittadini europei, così come il 56% dei lavoratori si dichiara insoddisfatto della propria retribuzione. In questa situazione, il 77% degli intervistati indica la difficile situazione economica tra le proprie principali preoccupazioni. Cambiano anche i consumi. Ridurre gli acquisti ed evitare gli sprechi non è più soltanto una risposta alla necessità di risparmiare, ma diventa un comportamento considerato responsabile: tra chi dichiara di avere ridotto i consumi, il 28% afferma di averlo fatto per scelta personale e non per ragioni economiche. Cresce anche il ricorso al digitale per orientarsi negli acquisti; anzi il 74% dei consumatori italiani indica l’intelligenza artificiale come strumento ormai normalmente utilizzato per ottenere informazioni, confrontare alternative e trovare ispirazione. Una delle poche aree che continua a tenere è il cibo, di preferenza consumato in casa. Dal 2019 le vendite alimentari a volume sono cresciute del 5,6% e, nei prossimi mesi, il 21% delle famiglie prevede di aumentare la spesa alimentare domestica, contro l’8% che pensa, invece, di ridurla. Allo stesso tempo, si riduce la convivialità fuori casa: il 62% degli italiani dichiara di averla diminuita e il 66% attribuisce la scelta proprio alle oggettive difficoltà economiche. A livello di composizione del carrello della spesa, cresce la marca del distributore che ha raggiunto una quota del 32% a valore. Anche il carrello cambia, con una maggiore attenzione a salute, prezzo e sostenibilità.

Al supermercato contano ancora le cose concrete

C’è una distanza importante tra i temi sui quali la distribuzione investe e comunica e quelli che entrano davvero nei giudizi spontanei dei consumatori. A metterla in luce è lo studio Quello che il cliente dice di Insight Digital, dedicato alla distribuzione alimentare italiana e costruito sull’analisi delle recensioni dei clienti. Il quadro complessivo è positivo. In Italia il 76% delle recensioni si colloca tra quattro e cinque stelle e soltanto il 10% tra una e due. La valutazione media nazionale è ferma dal 2022 a 4,1 stelle. Sotto questa apparente stabilità, però, si nascondono differenze rilevanti tra le singole componenti dell’esperienza: il servizio ai banchi ottiene 30 punti su 100, il tempo di attesa 31, mentre gli addebiti indebiti non dovuti (vale a dire gli addebiti non dovuti, causati da errori nello scontrino o nel conto a sfavore del cliente) si fermano a 13. La ricerca evidenzia soprattutto quanto le priorità espresse spontaneamente dai clienti rimangano concrete. Varietà, prezzo e qualità rappresentano insieme il 34% di ciò di cui parlano. Sostenibilità, esperienza digitale, fidelizzazione e alimentazione alternativa, quattro temi molto presenti nella comunicazione delle insegne della distribuzione moderna, messi insieme non arrivano invece all’1,5%. Anche le promozioni mostrano quanto conti l’esecuzione. Quando il prodotto pubblicizzato è disponibile, il 95% dei consumatori che cita una promozione ne parla positivamente. Quando, invece, manca, il 53% delle valutazioni risulta negativo. Cambia persino la percezione del prezzo: con il prodotto disponibile è positiva nel 79% dei casi, mentre in presenza di una rottura di stock il 55% dei giudizi diventa negativo. La soddisfazione, quindi, si costruisce ancora attorno a promesse piuttosto semplici: trovare ciò che si cerca, riconoscere qualità e convenienza e concludere la spesa senza inutili attriti. Il digitale può cambiare il modo di acquistare, ma non cancella le aspettative fondamentali nei confronti del negozio.

Nel mondo cresce il consumatore che spende meno e meglio

Prezzi elevati e tecnologia stanno modificando il comportamento dei consumatori ben oltre la semplice ricerca del risparmio. Lo State of the Consumer 2026 di McKinsey, ricerca che è stata condotta su 4.863 persone in Brasile, Francia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti, individua quattro grandi tendenze:
• il nuovo percorso d’acquisto guidato dalla tecnologia;
• la crescente attenzione alla salute;
• l’economia delle esperienze;
• l’affermazione del “resourceful consumer”, vale a dire un consumatore che utilizza strumenti sempre diversi per ottenere il massimo dal proprio budget.
Più di tre consumatori su quattro continuano ad adottare qualche forma di trade-down. Per i beni essenziali significa cambiare marca, confezione o cercare una promozione; nelle categorie discrezionali, invece, può modificare il modo di acquistare o rinunciare temporaneamente all’acquisto. Certo è che comportamenti nati per affrontare l’aumento del costo della vita stanno diventando sempre più strutturali a livello di acquisti. In quest’ottica, l’82% dei consumatori interpellati utilizza più a lungo i prodotti prima di sostituirli, il 69% prova a ripararli anziché eliminarli e il 68% cerca di ridurre gli sprechi. Inoltre, quasi la metà dei consumatori interpellati svolge autonomamente servizi che, in precedenza, avrebbe acquistato: dalle piccole riparazioni domestiche ad alcuni trattamenti di bellezza. La ricerca del valore non riguarda soltanto i redditi più bassi. McKinsey rileva comportamenti di ottimizzazione anche tra i consumatori con maggiore capacità di spesa. Il second hand, per esempio, viene utilizzato non solo per spendere meno, ma per accedere a prodotti premium, trovare pezzi particolari o prolungare la vita degli oggetti. Il 30% dei consumatori compra abbigliamento usato e oltre il 20% lo fa anche in altre categorie. Contemporaneamente rimane la disponibilità a concedersi qualcosa quando la spesa viene considerata significativa. Tra il 2023 e il 2025 il mercato globale delle esperienze è cresciuto del 2,6%, mentre quello dei beni non essenziali si è fermato allo 0,8%. I viaggi sono cresciuti del 4,4%. E alla domanda su come spenderebbero 200 dollari aggiuntivi per concedersi un piacere, i consumatori indicano soprattutto le esperienze: la vacanza è la prima scelta in tutte le generazioni. Risparmiare e concedersi qualcosa non sono, dunque, comportamenti opposti. Il nuovo consumatore può tagliare ciò che considera poco importante per concentrare la spesa su ciò a cui attribuisce maggiore valore. È una selettività che avvicina il quadro internazionale a quello che YouGov e Rapporto Coop osservano in Italia: non necessariamente spendere meno, ma chiedersi più spesso per che cosa valga davvero la pena spendere.

Articolo tratto da Gdoweek n.15-2026

 

 

 

Sviluppo rete in Area 4 dal 9 al 16 ottobre 2026

Megamark (Selex) rinnova il supermercato Famila (2.000 mq) di Campobasso dove introduce l'area longevity, la Beauty Boutique e il Bistrò con 50 posti a sedere

FAMILA
Contrada Colle delle Api
Campobasso
2.000 mq
Megamark (Selex)

Data di apertura
8 ottobre 2026
Format e location
Lo store, situato all’interno del centro commerciale Monforte, riapre dopo lavori di restyling realizzato con un investimento di sei milioni di euro. Tra le principali novità introdotte c’è
la valorizzazione dell’area dedicata al benessere e alla cura della persona, uno spazio comprendente circa 500 prodotti utili per il completamento del benessere e la salute e uno scaffale dedicato al beauty, la Beauty Boutique, per la cura di viso, corpo e capelli. Inserito anche il Bistrò con 50 posti a sedere.
Offerta
La gastronomia offre primi, secondi e contorni, focacce sfornate durante la giornata e piatti
preparati quotidianamente; completano la proposta le specialità della tradizione molisana e numerose preparazioni pronte al consumo o da cucinare. L’offerta si estende alla panetteria, con pane cotto instore e preparato con lievito madre, ai reparti macelleria e pescheria.
Servizi
Orario: lun-sab 9-21; domenica 10-21.
Addetti e casse
Assunte 5 nuove risorse che si integrano al personale già impiegato.

IperTosano (VéGé) sbarca a Vimodrone (Mi), terza apertura milanese

Nuovo ipermercato IperTosano (VéGé) in Lombardia, l'ottavo nella regione, in linea con la formula tradizionale del Gruppo. Quali gli effetti sulla concorrenza? Un'analisi di Gdoweek

IperTosano (VéGé) rafforza la sua presenza in Lombardia con un punto di vendita a Vimodrone (Mi), all’interno del centro commerciale Vimodrone, in via Padana Superiore al km 292. Lo store occupa l'area precedentemente gestita da Spazio Conad (Cia) e si inserisce in un contesto commerciale particolarmente competitivo, al cui interno deve trovare la propria quota attirando nuovi clienti, oltre che ereditando anche una base di domanda preesistente. Vimodrone si trova sulla direttrice Padana Superiore e può lavorare trasversalmente su Milano est, Cologno, Segrate, Cernusco e Carugate, svolgendo il suo ruolo di ipermercato anche a livello di attrattività.
Vediamo, quindi, prima di tutto le caratteristiche dell'ipermercato.

Lo store

  • Si sviluppa su 7.000 mq
  • Offre 45.000 referenze
  • Aperto dal lunedì al sabato dalle 8 alle 21.30, la domenica e i festivi dalle 8 alle 20.30
  • Impiega 150 addetti
  • Nel parcheggio sono disponibili 1.500 posti auto.

Si tratta del terzo punto vendita della provincia milanese (dopo Nerviano e Cesano Boscone), l’ottavo in Lombardia. Lo store, ancora una volta di ampie dimensioni come da format dell'insegna, replica il modello tipico con gastronomia pronta di propria produzione con cucina interna Pronto in tavola e opzioni ready to cook, panetteria e pasticceria artigianale con oltre 90 tipi di pane fresco prodotti quotidianamente e croissanteria, ortofrutta, macelleria.  Come da consuetudine, l'assortimento comprende formati speciali (formati XXL pensati anche per l'horeca), oltre a linee dedicate (senza glutine, biologico, etnico, vegano).

 

Il punto di vendita, che si allinea alla tradizionale formula every day low price adottata dal gruppo, dispone di un servizio di spesa online con ritiro in area Drive o consegna a domicilio.

Puoi vedere qui il video dello store pubblicato sull'account instagram di Iper Tosano

Equilibri commerciali. I competitor di prima fascia: ipermercati e superstore

L’apertura di oggi (15 ottobre), di Iper Tosano cambia abbastanza nettamente gli equilibri della spesa nell’area est di Milano.

Il più direttamente esposto è l'Iperal di Vimodrone, il competitor cittadino più interessante perché è recente, ha aperto nel 2025 e lavora anch’esso sulla spesa completa. Un confronto asimmetrico: Iperal ha circa 1.600 mq e 190 posti auto, contro gli oltre 7.000 mq e i 1.500 posti auto di Tosano. Il nuovo store a insegna Tosano può contendere soprattutto la spesa settimanale pesante, mentre Iperal ha un formato più vicino al superstore urbano e alla frequenza.

Anche Esselunga di Cologno Monzese risentirà della presenza dell’iper, pur essendo più forte in termini di fedeltà della clientela, con la sua offerta completa sui freschi, gastronomia, pescheria, panificazione, Elisenda e servizi come Presto Spesa. In questo caso, il confronto non è soltanto sul prezzo: Tosano deve riuscire a spostare clienti abituati alla qualità percepita, alla marca privata e all’esperienza Esselunga. Però il suo assortimento ampio e il posizionamento prezzo possono essere particolarmente incisivi sulle famiglie che fanno grandi carrelli.

Il terzo concorrente importante, e forse quello più simile per missione d’acquisto, è l’iper Carrefour di Carugate (Mi), locomotiva del centro commerciale Carosello. Parliamo di un classico ipermercato, con un grande assortimento food e non food e una forte componente di destinazione legata al centro commerciale. Di fatto, Tosano offre una missione molto simile -grande spesa, assortimento molto ampio, auto, acquisti di scorta- ma con una proposta molto più esplicitamente costruita sul prezzo.

Non mancano supermercati e discount

Accanto a questo primo cerchio di competitor, ne può essere individuato un secondo che comprende  Il Gigante di Cernusco sul Naviglio e il Famila SuperStore di Cologno Monzese (entrabi soci Selex).

Sono entrambi operatori in grado di intercettare la spesa completa e quindi più esposti di un normale supermercato di prossimità, anche se Tosano dispone di una capacità di attrazione territoriale superiore.

Sempre nel Comune di Vimodrone gravitano anche un supermercato Unes, appena rinnovato a luglio di quest’anno con freschi, ristorazione (tra cui Rom’Antica) e servizi (come la nuova firma per la pasticceria e colazione Sablè), e Lidl Vimodrone. Rispetto a Tosano, Unes compete maggiormente sulla spesa frequente e sulla prossimità evoluta; Lidl, invece, entra direttamente nel terreno della convenienza, anche se con un modello assortimentale completamente diverso.

Da sottolineare anche la presenza di Eurospin tra Segrate, Cologno e Pioltello, con ulteriori pressioni sul prezzo.

Effetto Tosano oltre i competitor

C’è ancora un altro elemento che va sottolineato per intuire l’impatto di un ipermercato come Tosano in questa zona: Tosano non sostituisce semplicemente Conad, ma cambia il ruolo dell’anchor food del centro commerciale. Rispetto all’ipermercato Spazio Conad, che, pur cercando sempre nuove iniziative e spunti per rendere l’insegna e il negozio attrattivo, era comunque fondato su una logica promozionale/fidelity della gdo, un operatore come Tosano mette insieme 7.000 mq, assortimento ampio e profondo soprattutto in alcuni mondi (vino, alcolici, carne), grandi formati anche professionali e un messaggio edlp molto netto, con il risultato di aumentare il suo bacino potenziale ben oltre Vimodrone. L’obiettivo è proprio quello di intercettare traffico anche da Cologno, Segrate, Cernusco e Carugate, dimostrando una capacità di attrazione, che, al di là della automatica concorrenza fra insegne, può ridisegnare gli equilibri del quadrante est milanese.

 

Distanza in minuti Principali concorrenti Esposizione rispetto a Tosano Sovrapposizioni
0-5/7 minuti Iperal (Vimodrone)
Lidl ((Vimodrone)
Unes (Vimodrone)
Molto alta/alta Sono i punti di vendita che condividono maggiormente il bacino locale
7-12 minuti Esselunga (Cologno)
Famila SuperStore (Cologno)
Esselunga (Segrate)
Alta Mission simile: grande spesa, freschi, marche
10-15 minuti ipermercato Carrefour (Carugate)
Il Gigante Supermercati (Cernusco)
Conad Superstore (Cernusco)
Alta per alcuni formati Tosano diventa una destinazione alternativa per  carrelli importanti
15 minuti e oltre Esselunga Pioltello, Aldi Segrate, Eurospin Segrate Media Competizione diretta sul prezzo o su specifiche occasioni di spesa

 

Il confronto con Cesano Boscone (Mi)

Lo scorso giugno, Tosano ha aperto a Cesano Boscone, in uno spazio ex Bennet, a sua volta ex Auchan, all'interno del centro commerciale Porte di Milano. Parliamo di un negozio analogo a questo: circa 7.500 mq di superficie, con un assortimento da oltre 40-45 mila referenze e una componente quasi da cash&carry in alcune categorie.

Difficile fare paragoni con Vimodrone per diversi motivi. La prima ragione è che Cesano riempiva un vuoto in un centro commerciale ormai deserto dopo la fuori uscita di Bennet. Centro che è stato rivitalizzato proprio dalla presenza di Tosano, con una frequenza alta.
La seconda riguarda la differente densità competitiva dei due bacini. Lo store di Cesano Boscone, in questi primi quattro mesi di apertura, si è confrontato sia con un operatore come Metro (proprio di fronte) che sembrerebbe non avere registrato flessioni significative in questi mesi grazie ai suoi diversi servizi alla ristorazione (diverse modalità di consegna, personale dedicato, qualità dell’offerta), sia Esselunga di Corsico sia Il Gigante Supermercati, che si trova nello stesso comune.

La zona di Vimodrone, invece, come abbiamo cercato di illustrare, ha un bacino più stratificato per formati e insegne.

 

Il cioccolato fondente quadrato in 6 declinazioni

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Ritter Sport ha deciso di valorizzare il cioccolato fondente con una linea in 6 varianti, avvantaggiandosi della propria piantagione El Cacao in Nicaragua

L'Italia è tra i consumatori principali di cioccolato fondente, un gusto molto diverso da quello tedesco od europeo. Non a caso la tavoletta fondente con nocciole intere è tra i best seller di Ritter Sport nel nostro Paese, e ha deciso di valorizzare questo tipo di cioccolato, avvantaggiandosi della propria piantagione El Cacao in Nicaragua. Nasce così la nuova linea fondente di Ritter Sport, in 6 tavolette, come sempre quadrate.

La novità è stata presentata a Milano, accompagnata da un workshop alla scoperta del gusto del cacao, dalla fava alla tavoletta, fino all'abbinamento con un cocktail ad hoc.

Il cioccolato fondente in 6 varianti Ritter Sport

Il cacao delle sei tavolette della uova linea fondente di Ritter Sport proviene da due nazioni, Perù e Nicaragua. Il cacao nicaraguense è quello della piantagione di proprietà di Ritter Sport, creata letteralmente dal nulla 14 anni fa e oggi un asset che assicura al produttore il controllo totale della filiera, almeno di una parte degli approvvigionamenti.

Il cacao di El Cacao ha un gusto particolarmente morbido, floreale e fruttato, trattandosi della varietà "cacao fine", mentre quello peruviano, della stessa varietà, è più forte e deciso. I blend tra queste origini ha dato vita a 6 tavolette della nuova linea.

cioccolato fondenteFondente delicato 55% - Questa percentuale è disponibile nella variante classica, cioè cioccolato in purezza, oppure con tre declinazioni di gusto, Lampone & Pistacchio, Arancia e Caffè & Mandorla. Il cioccolato in questo caso è quello di El Cacao, il più adatto a sposarsi con nuovi sapori e ad assecondare una maggior dolcezza.

Extra Fondente Aromatico 74% ed Extra Fondente Intenso 81% - Per queste due varianti il cioccolato è un blend tra il peruviano e il nicaraguense, concentrandosi totalmente sul ciccolato, senza aggiungere aromi.

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Thomas Straub, Ad di Ritter Sport Italia

Dal 2018, Ritter Sport si approvvigiona di cacao 100% certificato Rainforest Alliance.

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dm drogerie markt cambia passo e punta all’edlp

La nuova campagna "Niente più corsa alle offerte" accompagna il cambio di strategia sul prezzo. Oltre 11 mila referenze ribassate, mentre la rete supera i 100 punti di vendita e cresce il peso dei marchi propri

Non aspettare la promozione, ma trovare ogni giorno un prezzo considerato competitivo. È il messaggio con cui dm drogerie markt porta sul mercato italiano Niente più corsa alle offerte, la campagna che accompagna il lancio della nuova strategia "dm conviene sempre".

Dal 1° ottobre, infatti, l'insegna abbandona la logica delle offerte temporanee e punta su prezzi bassi e stabili applicati all'intero assortimento, in linea con una logica edlp. Per il debutto sono stati ribassati oltre 11.000 prodotti, con riduzioni fino al 40%.

"Con dm conviene sempre: il cliente può acquistare a prezzi competitivi quando ne ha bisogno, sapendo che la convenienza non dipende dal momento in cui entra in negozio -spiega Benjamin Schneider, ceo di dm Italia-. Vogliamo liberare i nostri clienti dalla necessità di aspettare l'offerta giusta e dal continuo confronto tra promozioni".

Convenienza duratura sulla rete digitale e online

Il meccanismo prevede che, una volta fissato, il prezzo non possa aumentare per almeno quattro mesi, mentre può essere ulteriormente ridotto. La stessa politica vale in negozio, nello shop online e nell'app la mia dm e riguarda tanto i marchi industriali quanto quelli a marchio dell'insegna. Un cambio di impostazione rilevante in un mercato nel quale, secondo i dati NielsenIQ citati dall'azienda, circa un quarto delle vendite grocery avviene ancora in promozione.

Alla base c'è anche un lavoro sulla filiera. "Una politica di prezzo stabile richiede una pianificazione altrettanto stabile a monte -sottolinea Marina Benelli, coordinatrice Acquisti di dm Italia-. Rapporti di lungo periodo con i nostri partner, pianificazione dei volumi ed efficienza nella gestione degli approvvigionamenti ci permettono di lavorare sui costi in modo strutturale, anziché concentrare il vantaggio in brevi periodi promozionali, costruendo assortimenti che, in ogni Paese, tengono conto anche delle singole specificità nazionali, nel food come nella cosmesi e nel make up".

 

Lo sviluppo della rete e le mdd

Il riposizionamento arriva mentre dm continua a guadagnare scala in Italia. Entrata nel mercato nel 2017, l'insegna conta oggi 102 punti di vendita, ha superato i 252 milioni di euro di fatturato e punta a un ritmo di sviluppo tra 15 e 20 nuove aperture all'anno.

La crescita della rete si accompagna a un assortimento di circa 16.000 referenze e oltre 700 marchi. Le mdd hanno un ruolo strutturale: sono 28 i marchi propri esclusivi, per oltre 4.000 prodotti sviluppati in-house.

Nel food, il bio rappresenta il 64% del comparto e dmBio, con 611 referenze, è il cuore della proposta, con prodotti anche vegani, vegetariani e gluten free e una selezione made in Italy.

Sul fronte beauty, la mdd Balea continua ad ampliare il proprio raggio d'azione: accanto a Balea med, 39 referenze dedicate alle pelli sensibili, arriva Inspired by Korean Skincare, linea costruita attorno a idratazione, luminosità, protezione solare e skinification della cura corpo, in linea con il successo della cosmesi coreana di questi ultimi tempi.

Re.Uniqlo Studio di Milano e Roma: servizi gratuiti per la maglieria

In occasione dell'interrnational repair day, Uniqlo mette a disposizione le sue sedi per servizi gratuiti di riparazione dei capi del marchio

Nelle sedi Re.Uniqlo Studio di Milano e Roma, in occasione dell’International Repair Day, si terranno il 17 e 18 ottobre, il marchio offre servizi di riparazione sui capi di maglieria Uniqlo, fino a un valore massimo di 20 euro. Maglioni, cardigan e capi in cashmere potranno essere affidati al team del gruppo per piccoli interventi, tra cui la riparazione di buchi, fili allentati e cuciture, oltre alla rimozione dei pelucchi.

La strategia

Alla base di questo impegno c'è la volontà di promuovere il concetto di cura e longevità dei capi, alla base dell'iniziativa dell'insegna chiamata Care for Cashmere, dedicata a valorizzare gesti e tecniche che aiutano a preservare nel tempo la qualità del cashmere.

Gli spazi Re.Uniqlo

Come già raccontato su Gdoweek, i format Re.Uniqlo Studio non sono stati concepiti come semplici negozi, ma spazi dedicati alla circular economy per dare agli abiti del brand una nuova vita. Re.Uniqlo, infatti, punta ad aiutare i clienti a mantenere in vita il più possibile i proprio capi d’abbigliamento attraverso una serie di servizi pensati per le diverse esigenze e le diverse condizioni dei prodotti.

Consigli di utilizzo

Ci sono delle gestualità quotidiane che possono, tra l'altro, aiutare a preservare i propri capi. Uniqlo ne consiglia qualcuno:

  • arieggiare il cashmere tra un utilizzo e l’altro
  • scegliere lavaggi delicati, asciugare i capi in orizzontale
  • conservarli piegati in un luogo fresco e asciutto
  • rimuovere delicatamente eventuali pallini.

Infine, quando necessario, una piccola riparazione può restituire nuova vita a un capo amato e permettere di indossarlo per molte altre stagioni.

Unicomm (Selex) rilancia la Spesa Difesa

Torna la Spesa Difesa negli store Famila, A&O, Emisfero, Mega del Gruppo Unicomm con 500 mdd Selex a prezzo ribassato

In un contesto sociale difficile, come quello attuale, il Gruppo Unicomm (Selex), attivo in 7 regioni del centro nord con oltre 200 punti di vendita diretta ad insegna Emisfero, Famila, A&O, Mega, Emi, rilancia l'iniziativa Spesa Difesa dedicata a oltre 500 prodotti a marchio Selex proposti a prezzo ribassato nei supermercati aderenti del Gruppo.
L'operazione mira a sostenere il potere di acquisto dei consumatori e comprende varie categorie sia alimentari sia non alimentari che spaziano dai prodotti per la casa a quelli per la persona. Questa azione va a sommarsi alle offerte di centinaia di prodotti di grandi
marche che ogni quindici giorni vengono proposti nei punti di vendita della catena.

“Difendere il potere d’acquisto significa anche intervenire sul carrello della spesa -afferma
Giancarlo Paola, direttore commerciale del Gruppo Unicomm–. Spesa Difesa nasce con questo obiettivo: mettere a disposizione un paniere ampio di prodotti di qualità a condizioni realmente convenienti. In una fase di nuova pressione sui bilanci familiari vogliamo continuare a fare la nostra parte, con politiche commerciali capaci di dare risposte concrete e continuative, non soltanto promozionali”.

Sviluppo rete in Area 3 dal 9 al 16 ottobre 2026

Doppietta di aperture nella capitale per Esselunga che apre due store: il primo Esselunga di 635 mq, il secondo laEsse di 215 mq

ESSELUNGA
Via Lattanzio
Roma
635 mq
Esselunga

Data di apertura
7 ottobre 2026
Format e location
Frutto di una recente acquisizione, lo store riapre al pubblico con l'area freschi al centro dell'offerta con pesce, carne, latticini e salumi confezionati, frutta e verdura, oltre ai servizi di gastronomia e panetteria con banco assistito a cui si somma la pasticceria Elisenda, disponibile confezionata a libero servizio e con possibilità di prenotazione e consegna a domicilio.
Offerta
L’assortimento comprende 6.000 referenze.
Servizi
Orario: lun-sab 7.30-21; domenica 8-20.
Addetti e casse
Impiega 37 addetti.

LAESSE
Corso Italia
Roma
215 mq
Esselunga

Data di apertura
7 ottobre 2026
Format e location
Riprende gli standard dell’insegna.
Offerta
Tipica offerta di prossimità con 3.000 referenze in assortimento
Servizi
Orario: lun-sab 7.30-21; domenica 8-20.
Addetti e casse
L’organico comprende 10 collaboratori.

Dit ottiene la certificazione per la parità di genere

Dit - Distribuzione Italiana, centrale delle insegne Sigma e Sisa, ottiene la certificazione UNI/PdR 125:2022

Un piano articolato in sei aree di intervento: assunzione, retribuzione, carriera, genitorialità e cura, conciliazione vita-lavoro e prevenzione di molestie e discriminazioni. Un'attenzione nei confronti delle donne che ha permesso a Dit - Distribuzione Italiana, centrale delle insegne Sigma e Sisa, di ottenere la certificazione UNI/PdR 125:2022 relativa al Sistema di Gestione per la Parità di Genere. Un risultato importante che rientrava, tra l'altro, tra gli obiettivi del piano di sostenibilità 2025-2027.

Il piano

L’attuazione del piano è stata presieduta dal Comitato Guida per la Parità di Genere che, con il supporto della Direzione aziendale, è incaricato di definire, monitorare e aggiornare le politiche e le iniziative aziendali in materia. L’efficacia delle misure sarà monitorata nel tempo attraverso indicatori sull’equilibrio di genere, l’equità retributiva e i programmi di welfare, oltre che con questionari periodici al personale.
Il percorso comprende anche sessioni di formazione per rafforzare la consapevolezza e la cultura organizzativa su temi quali il riconoscimento di stereotipi e pregiudizi, l’importanza del linguaggio inclusivo per il benessere delle lavoratrici e dei lavoratori, la prevenzione delle molestie e gli strumenti di tutela a disposizione delle vittime.

Risultati e obiettivi

Per quanto importante, il riconoscimento non rappresenta un punto di arrivo, ma uno stimolo a rafforzare ulteriormente le politiche di parità e a migliorare i processi interni, avviando una nuova fase di monitoraggio, aggiornamento e miglioramento continuo, in coerenza con quanto previsto dallo schema UNI/PdR 125:2022.

Nell'ultimo triennio, alcuni indicatori avevano descritto forti progressi in relazione al divario retributivo di genere, ridotto di circa 10 punti, passando dal 37,80% nel 2023 al 27,76% nel 2025.
L'obiettivo è di continuare a monitorare le proprie politiche e individuare ulteriori opportunità, con lo scopo di tradurre i principi di equità e valorizzazione delle differenze in pratiche aziendali concrete e durature.

Think Tank 2026, Breadcrumbs vince l’RFactor: premiati 5 progetti retail

La finale del contest si è svolta il 13 ottobre alla Bocconi. Locale, Releaf, Lilium e Techold hanno vinto nelle rispettive categorie

Dal pane come esperienza di comunità alla tecnologia per l’assistenza agli anziani: i vincitori del Think Tank 2026 interpretano in modi diversi l’innovazione nel retail. Il 13 ottobre, all’Università Luigi Bocconi di Milano, la finale RFactor ha assegnato i riconoscimenti nelle cinque categorie in gara e il titolo assoluto, conquistato da Breadcrumbs. A votare sono stati studenti, coach e docenti.

Breadcrumbs, una panetteria contemporanea

Il vincitore assoluto è Breadcrumbs, progetto di Jacopo Alfarano, Francesca Caridi, Chiara Ricciardi, Francesco Sabatino, Francesco Santucci e Marwa Hassan Mohamed Elsayed Zaghloul. Il concept immagina una panetteria a Milano che affianca specialità italiane e internazionali a prodotti adatti a diverse esigenze alimentari. Laboratori, iniziative educative e recupero delle eccedenze completano il format, con l’obiettivo di coniugare esperienza d’acquisto e sostenibilità.

Ristorazione, vince Locale

Il premio per la ristorazione è andato a Locale, ideato da Ferdinando Coppola, Beatrice Mangano, Elena Rizzuto, Annafranca Tragni, Maddalena Uggeri ed Emma Zambelli, con il coach Alessandro Medi, ceo di Dispensa Emilia. Il format fast casual valorizza la cucina regionale italiana con proposte legate al territorio in cui si trova ciascun punto vendita. Filiera locale e tracciabilità degli ingredienti si accompagnano al Locale Passport, pensato per incentivare la scoperta dei diversi ristoranti.

eCommerce, Releaf personalizza il verde

Nell’eCommerce ha vinto Releaf, sviluppato da Valentina Di Piazza, Polina Dubrenskaia, Zebiniso Igamberdieva, Martina Masante, Brigitta Perazza e Martina Triolo dell’Università degli Studi di Milano. Seguito da Alessandro Colombo, ceo di Cortilia, e Allegra Panichi, brand coordinator, il progetto propone una piattaforma che utilizza l’intelligenza artificiale per suggerire soluzioni verdi personalizzate sulla base dello spazio disponibile e delle preferenze dell’utente. La produzione on demand punta a limitare le eccedenze.

Fashion, Lilium integra il second hand

Nella categoria fashion, design & luxury ha vinto Lilium, ideato da Elia Cortassa, Daniele Garatti, Carlotta Gerardi, Quentin Gozillon, Valeria Gussi e Martina Tempesta, seguiti dalla coach Polina Voloshyna, head of buying special projects di Rinascente. Il progetto immagina una boutique di abbigliamento per bambini e ragazzi che integra il second hand nell’offerta. Attraverso un programma di restituzione incentivata, i capi usati vengono controllati e sanificati prima della rivendita.

Elettronica di consumo, Techold punta sulla cura

Techold si è aggiudicato il premio per l’elettronica di consumo. Il gruppo è composto da Marco Biffi, Federico Ficerai, Laura Giovando, Alessandro Gori, Gabriele Mariello e Alessandro Matera dell’Università degli Studi di Milano, con il coach Luca Lanfranchi, direttore commerciale e digital commerce executive di Expert. Il concept è un negozio specializzato in dispositivi per l’assistenza domiciliare agli anziani, con consulenza, installazione e assistenza post-vendita. L’obiettivo è aiutare le famiglie a scegliere tecnologie per la sicurezza e il monitoraggio, affiancando ai prodotti un servizio continuativo.

Gruppo Savini al SIAL: dal salato al dolce

Prodotti da forno artigianali Savini e dolci tradizionali senesi Fiore 1827 presentati dal Gruppo Savini al SIAL di Parigi
Al SIAL di Parigi il Gruppo Savini presenta un doppio presidio per lo scaffale della Gdo: le novità salate firmate Savini e le eccellenze dolciarie tradizionali di Fiore 1827 per le grandi ricorrenze

Dal salato al dolce, il gusto della Toscana arriva a Parigi. Dal 17 al 21 ottobre, al Salon International de l'Alimentation (SIAL) di Parigi il Gruppo Savini porta le sue eccellenze toscane con un doppio appuntamento: uno stand per il brand Savini, dedicato alle specialità salate, e uno per Fiore, la casa dei dolci senesi. Due identità distinte, un unico racconto fatto di territorio, tradizione e passione per il buon cibo.

La presenza del Gruppo Savini al SIAL di Parigi tra salato e dolce senese

Nello stand Savini (Hall 5, stand P280) il salato diventa la perfetta combinazione tra convivialità e praticità. Per il consumatore di oggi, che ha poco tempo ma non vuole rinunciare al gusto, Savini propone soluzioni pensate per trasformare in un attimo un momento qualsiasi in un piccolo momento gourmet a casa: dall'aperitivo con gli amici alla cena, fino agli ospiti dell'ultimo minuto.

Con l'iconica Pinsa Savini, dall'impasto leggero e digeribile e le novità 2026, tra cui troviamo la focaccia e i Sorrisi, il brand porta sullo scaffale prodotti riconoscibili, facili da proporre e da amare, con la costanza e la puntualità di una realtà industriale che non rinuncia alla cura artigianale.

Fiore 1827: la tradizione dolciaria toscana IGP per le grandi ricorrenze

Nel padiglione Italia promosso da ICE per il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, lo stand Fiore 1827 (Hall 1, stand G279) porta il cuore della tradizione senese: Panforte di Siena IGP, Ricciarelli di Siena IGP e Cantucci Toscani IGP, ricette che custodiscono un'identità con radici nel 1827 e un territorio riconoscibile in ogni morso.

A questa base solida si affianca l'arricchimento delle ricorrenze, dal Natale alla Pasqua fino al Carnevale, con i grandi lievitati e le proposte pensate per i momenti da condividere e da regalare. E per questo Natale Fiore presenta le sue novità: nuove idee da mettere in tavola e da donare, per un'offerta stagionale che si distingue sullo scaffale e racconta una storia di gusto unica.

Le opportunità per la Gdo e il dialogo con i buyer internazionali

Per il Gruppo Savini il SIAL è una vetrina internazionale, ma soprattutto un luogo di confronto con buyer, responsabili di categoria e operatori da tutto il mondo, in un momento in cui una domanda è sempre più centrale: come offrire al consumatore gusto e qualità anche quando il tempo è poco. La risposta del Gruppo è un presidio completo dell'anno di vendita: con Savini il consumo quotidiano, con Fiore la dolcezza delle grandi ricorrenze.

Buyer e operatori sono invitati a visitare gli stand per assaggiare le novità e scoprire da vicino le proposte del Gruppo: Savini in Hall 5, stand P280, Fiore in Hall 1, stand G279. Un'occasione per conoscere due brand che uniscono tradizione e innovazione, con la solidità di un partner affidabile, e costruire insieme nuove opportunità per lo scaffale.

Scopri di più sui prodotti di Gruppo Savini

Pietro Coricelli: un rebranding che unisce contemporaneità e storia

Bottiglia di Olio Extra Vergine di Oliva Classico Pietro Coricelli con la nuova grafica e packaging frutto del rebranding aziendale, posizionata su una tavola estiva con pietanze e rami di olivo
Pietro Coricelli presenta una nuova identità visiva attraverso un progetto di rebranding che coinvolge il logo e il packaging, dando vita ad un'immagine più contemporanea e distintiva. Un rinnovamento che rafforza la riconoscibilità del brand e ne valorizza la personalità, con uno stile capace di coniugare tradizione e modernità.

La nuova veste grafica di Pietro Coricelli è frutto di un importante progetto di rinnovamento della propria immagine. Un’evoluzione che segna un nuovo capitolo nella storia dell’azienda, con la capacità di dialogare con i mercati contemporanei senza perdere il legame con le proprie origini.

Il rebranding di Pietro Coricelli tra nuova identità visiva e design del packaging

Il rebranding nasce dall’esigenza di esprimersi con un’identità visiva più attuale e coerente con i linguaggi moderni, introducendo un cambiamento sul piano visivo e mantenendo i valori e la tradizione dell’azienda. Un intervento che mette al centro il packaging, con l’obiettivo di trasformare la bottiglia in uno strumento in grado di raccontare il brand, unendo design e funzionalità in cucina.

Già dall’etichetta, il prodotto comunica e incuriosisce il consumatore attraverso una grafica distintiva e contemporanea, caratterizzata da codici cromatici decisi e ben definiti, dettagli in rilievo e un sistema informativo chiaro e strutturato. Le etichette introducono, infatti, indicazioni come il punto di fumo e i suggerimenti di utilizzo, guidando il consumatore nella scelta dell’olio più adatto alle diverse preparazioni.

Anche il logo è stato rivisitato per valorizzare la storia del marchio e renderlo al tempo stesso moderno ed efficace, rafforzando la capacità di esprimere l’italianità sui mercati internazionali.

La nuova linea di Oli di Semi Pietro Coricelli

Il percorso di rinnovamento trova espressione anche nelle etichette della nuova linea di Oli di Semi, nata dalla consapevolezza che non esiste un solo modo di cucinare, così come non esiste un solo olio adatto a tutte le preparazioni. Una gamma completa e versatile, composta da cinque referenze nel formato da 1 litro, con bottiglie in PET 100% riciclato, ergonomiche e resistenti, pensate per garantire una presa sicura, una maggiore praticità durante l’utilizzo e un ridotto impatto ambientale.

La gamma comprende Olio di Semi di Girasole, Olio di Semi di Arachide, Olio di Semi di Mais, Viviamo, un mix funzionale a base di olio di avocado, vinacciolo e girasole, e Friggiamo, formulato con olio di girasole alto oleico, ideale per la frittura.

Il packaging, in linea con il nuovo linguaggio visivo del brand, è progettato per facilitare la scelta: ogni referenza è identificata da un colore distintivo, coerente con la materia prima, mentre sul fronte della confezione sono riportati in modo immediato gli utilizzi consigliati e le performance in cottura.

La nuova linea di Oli di Semi Pietro Coricelli da 1 litro con bottiglie in PET 100% riciclato e grafica rinnovata dopo il rebranding: Girasole, Mais, Arachide, Viviamo e Friggiamo in fila su un piano di legno
Nuova linea di Oli di Semi Pietro Coricelli: cinque referenze nel formato da 1 litro in PET 100% riciclato con indicazioni d'uso

Scopri di più sugli oli di Pietro Coricelli

Sviluppo rete in Area 2 dal 9 al 16 ottobre 2026

Cia Conad rinnova il punto di vendita Conad City di Rocco San Casciano (Fc) su 350 mq con panetteria e pasticceria, gastronomia e ortofrutta

CONAD CITY
Via Guglielmo Marconi 11
Rocco San Casciano (Fc)
350 mq
Cia Conad

Data di apertura
1 ottobre 2026
Format e location
Lo store riapre dopo i lavori di ammodernamento.
Offerta
Classica offerta di prossimità: panetteria e pasticceria, salumi, formaggi e prodotti di gastronomia pronta, ortofrutta, surgelati, drogheria alimentare e una selezione di prodotti per la pulizia della casa, la cura della persona e il pet care.
Servizi
Orario: lun-sab 7-19.30; domenica 8.30-12-30.
Addetti e casse
Non disponibile.

 

Tuttigiorni: a Sassari il format si riduce e punta sul self-service

Il punto di vendita di Sassari è il più piccolo della rete Tuttigiorni (249 mq) con banchi self service, l'area take away con piatti pronti e l'Angolo Verde in ortofrutta con frutta e verdura già tagliate e porzionate

Il punto di vendita aperto a Sassari rappresenta il modello di più piccole dimensioni della rete Tuttigiorni. Lo store di Largo Cavallotti 27, è un format ancora più compatto, urbano e vicino alle esigenze di chi vive, lavora e frequenta il centro città, pensato per accompagnare i ritmi delle giornate con una spesa semplice, veloce e conveniente.

“Questa nuova apertura rappresenta per noi un passo importante nell’evoluzione del format: portiamo per la prima volta il nostro modello di spesa giusta in una dimensione più compatta e urbana, mantenendone intatti i principi – convenienza, qualità dell’offerta e servizi – e adattandolo ai ritmi e alle esigenze di chi vive il centro città. Vogliamo essere sempre più vicini alle persone, non solo geograficamente, ma nel modo in cui rispondiamo alle loro necessità quotidiane”, dichiara Giangiacomo Ibba, presidente di Fratelli Ibba.

Lo store

  • Si sviluppa su 249 mq di area vendita
  • La squadra di lavoro è composta da 9 collaboratori di cui 7 neoassunti
  • Aperto 7 giorni su 7 dalle 8 alle 22.

Si tratta del 14° store a livello nazionale per l'insegna, un concept che ricalca gli stessi standard dei punti di vendita già testati ma con alcune caratteristiche distintive. La superficie ridotta, com'è ovvio, spinge a soluzioni adatte alla metratura come nel caso dei banchi, tutti self service. L'offerta è pensata per una spesa veloce con diverse soluzioni ready to eat e ready to cook nell'apposita area take away presenti anche in ortofrutta dove è stato inserito l'Angolo Verde. Sul perimetro un murale refrigerato per le bibite fresche, per il consumo immediato, insieme a birre e spumanti. Ampio spazio in assortimento alle mdd e ai localismi.

“La forza di Tuttigiorni è nella chiarezza della proposta: prezzi bassi e costanti ogni giorno,
un assortimento ben selezionato e la marca dell’insegna sempre più centrale. È un modello
di cui i clienti riconoscono il valore e che sta dimostrando di poter rispondere a esigenze di
spesa diverse, come conferma il percorso di crescita che ci ha portato oggi a 14 punti
vendita in diverse regioni d’Italia. Continueremo a lavorare su questo format per renderlo
sempre più vicino alle abitudini dei consumatori”, afferma Antonella D’Andrea, direttrice
progettazione Tuttigiorni.

I servizi

In barriera sono state inserite le casse veloci per ottimizzare e velocizzare le operazioni di spesa. Tra i servizi: la consegna a domicilio disponibile anche attraverso Glovo e
Deliveroo. Inoltre, a disposizione dei clienti il servizio fotocopie per effettuare stampe e copie direttamente in negozio, e una nutrizionista dedicata, per consigli personalizzati.
Il punto di vendita accetta inoltre i buoni pasto spendibili al 100%, sull’intera spesa. Infine, il negozio è cardioprotetto e pet friendly.

San Benedetto Millennium Water: purezza millenaria, eleganza italiana

Due bottiglie di acqua minerale San Benedetto Millennium Water in vetro, naturale e frizzante, posizionate su un tavolo apparecchiato in un ristorante di alto livello, con bicchieri e dettagli d'arredo sfocati sullo sfondo
San Benedetto Millennium Water rinnova la propria offerta per il fuoricasa e l’alta ristorazione introducendo il nuovo formato in vetro da 0,5L, la Mito Collection in PET e l'inedita lattina Extra Sparkling da 0,33L, affiancati dal progetto digitale dedicato all'eccellenza italiana

Nel segmento delle acque minerali, San Benedetto Millennium Water si conferma un simbolo di purezza, qualità e tradizione. Un’acqua rara e preziosa, che nasce da una falda acquifera millenaria situata a 236 metri di profondità, protetta e incontaminata da oltre cinquemila anni. Nel suo lento percorso attraverso le rocce, l’acqua si depura naturalmente e si arricchisce di minerali, conservando intatte le caratteristiche che la rendono unica.

Il risultato è un’acqua minerale con un valore di nitrati inferiore allo 0,0001%, espressione di una purezza straordinaria costruita dalla natura nel tempo. Grazie alle sue caratteristiche, San Benedetto Millennium Water è indicata anche per la preparazione degli alimenti dei lattanti e per le diete povere di sodio.

San Benedetto Millennium Water: le novità per il fuoricasa tra vetro e PET

La linea San Benedetto Millennium Water è caratterizzata da un design sinuoso che ne esalta la raffinatezza. Arriva sulle tavole più esclusive per accompagnare ed esaltare al massimo le proposte dei grandi maestri della cucina italiana e internazionale.

Disponibile nei gusti naturale e frizzante, in vetro nei formati da 0,33L e 0,65L, in PET da 0,25L e 0,40L e nelle pratiche ed eleganti lattine da 0,33L.

Oggi questa eccellenza si rinnova con nuove proposte pensate per il mondo del fuori casa, capaci di unire eleganza, funzionalità e attenzione al design. La linea in vetro si amplia con il nuovo formato da 0,5L, ideale per la ristorazione e l’hospitality di alto livello, mentre la nuova Mito Collection, disponibile nei formati PET da 0,5L e 0,75L, interpreta in chiave contemporanea il posizionamento premium del brand.

Extra Sparkling e progetti digitali: il valore dell'eccellenza italiana

Novità assoluta è Extra Sparkling, la nuova proposta in lattina da 0,33L, pensata per chi cerca un’acqua dal carattere deciso. La sua frizzantezza intensa, persistente e vivace valorizza ogni sorso, regalando una sensazione di freschezza vibrante. Una nuova espressione della qualità San Benedetto, dedicata a chi desidera un’acqua sofisticata, capace di accompagnare con personalità sia i momenti quotidiani sia le occasioni speciali.

Anche il packaging esprime l’identità premium del prodotto. La lattina si distingue per l’elegante tonalità verde scuro, impreziosita da dettagli argentati che richiamano purezza e modernità. Le bollicine grafiche sulla superficie evocano visivamente l’effervescenza e rendono il design ancora più distintivo e contemporaneo.

La crescente attenzione di San Benedetto verso il canale della ristorazione si traduce anche in un progetto digitale di respiro internazionale: www.sanbenedettofoodexcellence.com, una finestra sul Made in Italy e sull’eccellenza italiana.

Cuore del progetto è un web magazine dal posizionamento premium che, attraverso le rubriche Sapori e Borghi, racconta i valori del brand, a partire dall’Italianità. In questo percorso, Millennium Water rappresenta la sintesi tra una risorsa naturale custodita per millenni e una visione contemporanea del consumo, capace di rispondere alle esigenze della ristorazione con una gamma elegante, versatile e coerente con l’ospitalità premium.

Gamma completa di acqua minerale San Benedetto Millennium Water Antica Fonte della Salute su sfondo bianco, con bottiglie in vetro, lattine e formati in PET nelle versioni naturale e frizzante con etichette silver e black

Osservatorio TheFork, la pizza si conferma regina delle preferenze

Le grandi catene su TheFork sono il 4% del totale: 767 ristoranti appartenenti a 71 gruppi. In questo segmento, la pizzeria è uno dei format più forti

Cucina italiana (22%), mediterranea (13%) e pizzerie (10%) sono le tre principali tipologie di cucina presenti su TheFork. È uno dei dati provenienti dall’Osservatorio ristorazione moderna di TheFork, costruito su dati proprietari raccolti da TheFork tra aprile 2025 e marzo 2026 attraverso l’app di prenotazione e il gestionale TheFork Manager. L’analisi fotografa il segmento del full service restaurant in Italia, osservando distribuzione geografica dei ristoranti, tipologie di cucina, prenotazioni, recensioni, no-show e confronto con altri mercati europei.

Nessuna sorpresa, quindi: la pizza mantiene salda la sua posizione di pilastro della ristorazione italiana e in un mercato frammentato e sempre più difficile per via dei costi e della crisi resta una delle proposte più trasversali, nonostante gli aumenti dei prezzi: familiare, accessibile, legata alla tradizione ma anche capace di modernizzarsi in format organizzati, replicabili e riconoscibili.

La sua centralità emerge anche nelle catene. Nel perimetro osservato, TheFork conta oltre 18.000 ristoranti attivi in Italia, che arrivano a circa 20.000 includendo gli stagionali. Tra questi, le grandi catene presenti su TheFork, definite come gruppi con più di cinque ristoranti, rappresentano il 4% del totale: 767 ristoranti appartenenti a 71 gruppi ristorativi. In questo segmento, la pizzeria è uno dei format più forti, con 132 locali a catena al Nord e 29 (così pochi?) al Sud e nelle Isole, confermandosi una proposta particolarmente adatta a essere organizzata, replicata e portata su scala.

Un esempio citato dall’Osservatorio è Fradiavolo, nata come pizzeria a Genova e diventata oggi un network di 34 locali tra Italia ed estero, con aperture anche a Miami e in Francia. Un’esperienza, non l’unica certo, che racconta come la pizza si evolve da insegna locale a format internazionale grazie a un modello fondato su scalabilità, riconoscibilità e replicabilità. Un’evoluzione visibile anche in realtà come Pizzium, nata a Milano nel 2017 e oggi presente con 54 pizzerie in Italia, di cui 12 solo a Milano.

Secondo i dati TheFork, la pizza è indicata come uno dei piatti “più amati in assoluto dagli italiani” dall’82% degli intervistati, percentuale che sale all’89% tra le donne. “Il quadro che emerge è quello di una categoria capace di tenere insieme identità e trasformazione” commenta Carlo Carollo, country manager Italia di TheFork, secondo il quale la pizza resta uno dei simboli più riconoscibili della cucina italiana, ma è anche uno dei format più adatti a crescere, strutturarsi e intercettare nuove occasioni di consumo fuori casa

Trabo distribuisce i contenitori in acciaio inox per microonde Castey: efficienza e sicurezza alimentare

Set di contenitori in acciaio inox per microonde Castey distribuiti da Trabo con coperchi ermetici trasparenti e alimenti freschi
Dalla conservazione a -40°C fino alla cottura a 400°C: Trabo presenta i contenitori in acciaio inox per microonde della linea Castey, una soluzione ermetica e versatile per il segmento casalinghi

La gestione della conservazione e della preparazione degli alimenti sta vivendo una profonda trasformazione, guidata dalla richiesta dei consumatori di prodotti durevoli, sicuri e capaci di ridurre l’impatto ambientale.

Nel reparto casalinghi e tavola della moderna distribuzione, le abitudini legate al meal prep e al consumo fuoricasa premiano accessori versatili, capaci di semplificare i passaggi quotidiani tra conservazione, riscaldamento e servizio in tavola.

In questo scenario si inseriscono i contenitori in acciaio inox per microonde della linea Castey, distribuiti da Trabo, studiati per unire praticità d’uso, estetica moderna ed elevati standard igienici.

Contenitori in acciaio inox per microonde Castey: materiali e sicurezza alimentare

Realizzati in acciaio inossidabile SS304, una lega riconosciuta per l'eccezionale resistenza alla corrosione e per la capacità di contrastare le contaminazioni batteriche, questi recipienti garantiscono la massima tutela organolettica del cibo nel tempo.

La chiusura ermetica, affidata a un coperchio in polipropilene (PP) totalmente privo di BPA, impedisce fuoriuscite accidentali di liquidi e preserva la freschezza degli alimenti, rendendo i contenitori adatti anche al trasporto quotidiano.

Versatilità termica, praticità in cucina e formati disponibili

La principale caratteristica tecnica della linea è la straordinaria resistenza a un ampio intervallo di temperature. I contenitori Castey possono essere utilizzati in congelatore e frigorifero fino a -40°C per una conservazione prolungata, ma sono altrettanto performanti nelle fasi di cottura e rigenerazione: oltre a essere adatti all’uso in microonde per scaldare le pietanze in modo rapido e uniforme, supportano la cottura in forno tradizionale fino a 400°C. La possibilità di cuocere o riscaldare direttamente nel recipiente azzera i travasi e riduce il consumo di stoviglie.

Completano il profilo del prodotto la totale compatibilità con il lavaggio in lavastoviglie e il design salvaspazio: la struttura impilabile consente di riporre i pezzi uno dentro l’altro, ottimizzando lo spazio in dispensa e sugli scaffali.

La gamma distribuita da Trabo è proposta in tre formati (800 ml, 1200 ml e 1780 ml), rispondendo così a molteplici esigenze di acquisto nel canale retail.

Scopri tutti i prodotti distribuiti da Trabo

Rossopomodoro presenta un nuovo format premium

Rosso Molino è il nuovo format di ristorante aperto da Rossopomodoro a Milano in via Molino delle Armi: farà da apripista ad altre aperture

Rosso, nuovo brand premium di Rossopomodoro, apre nella centralissima via Molino delle Armi a Milano e si pone come punto di riferimento per le successive aperture in Italia e all’estero. A completamento dell'offerta, Rosso si aggiunge alle classiche pizzerie Rossopomodoro e a Il Forno di Rossopomodoro, format Qsr inaugurato la scorsa estate.

“L’apertura di Rosso integra la nuova strategia aziendale che trasforma Rossopomodoro nel leader di mercato attraverso una duplice direzione: verticale, con il passaggio dal nostro classico casual dining al Qsr e, da oggi, anche alla proposta Premium; e trasversale, con la presenza della più ampia offerta di pizze sul mercato grazie al recente lancio delle nuove versioni croccante e al padellino –spiega Alessandro Lazzaroni, ceo di Rossopomodoro–. Rosso è anche il nuovo Lab di Rossopomodoro, dove presenteremo ogni mese nuove ricette stagionali, regionali e legate a denominazioni tipiche (dop, igp) con ingredienti premium provenienti da tutta Italia. Rosso diventa un luogo dove voler tornare sia per l’offerta gastronomica, sia per l’ambiente e le esperienze che si vivono”.

Il nuovo format nasce infatti da una domanda: "E se un ristorante fosse molto più di un posto dove mangiare? "Abbiamo immaginato un luogo che parte dalla ristorazione, ma non si ferma alla tavola -prosegue Alessandro Lazzaroni- Un posto in cui andare per mangiare bene, ma anche per ascoltare musica, incontrarsi, scoprire qualcosa di nuovo, partecipare a un evento o semplicemente passare una serata diversa. Per questo, accanto a una proposta enogastronomica distintiva e a un servizio curato, Rosso Molino ospita DJ set, eventi, workshop e masterclass. Tutti elementi che contribuiscono a creare un’esperienza più ampia e contemporanea, senza togliere centralità alla cucina. La parola chiave del nuovo format è condivisione che si rivela nell’ambiente accogliente e in una cucina fatta con cura per vivere al meglio i diversi momenti della giornata, da quelli formali a quelli più rilassati, passando attraverso aree diverse: giardino d’inverno, area lounge bar e una terrazza esterna".

Il look di Rosso

Rosso apre al pubblico con un'immagine completamente rinnovata che cerca di unire l’origine partenopea di Rossopomodoro alle attuali tendenze di interior design nella ristorazione. Sottili contrasti come il legno dei tavoli e la morbidezza delle sedute imbottite; colori dominanti: rossi profondi e bordeaux. Ceramiche a rilievo e inserti dorati convivono con i mattoni e le pareti materiche; specchi e boiserie creano una cornice di moderno antico. Motivi floreali e illuminazione diventano parte dell’arredo: sospensioni dai profili sagomati, frange e accostamenti di rosso e avorio contribuiscono a definire l’atmosfera delle diverse zone. Dalle foto l'elemento partenopeo è meno evidente ma riaffiora lungo tutto il percorso: negli inserti di maiolica che interrompono le superfici dall’aspetto ligneo, nelle grafiche dedicate alle architetture della città, nelle nicchie che raffigurano gesti della tradizione partenopea e italiana. Le geometrie in bianco e nero della zona bar introducono un ulteriore cambio di ritmo. Il rinnovamento prosegue nel giardino, tra verde, sedute dalle strutture metalliche e dai rivestimenti decorativi, tavolini e ombrelloni.

Menù: fra le novità un nuovo impasto

Fra le novità fa il suo ingresso nel menù l’impasto chetogenico, pensato per i più attenti alla linea, che si aggiunge a quello integrale prodotto con farine tipo 0 e integrale Mulino Caputo.

L’attenzione ai dettagli si vede anche nella carta dei vini, a partire da “quello della casa” servito in brocche realizzate in esclusiva per Rosso da artigiani di Vietri, alle etichette regionali più conosciute fino allo champagne proposto in abbinamento con le principali ricette - comprese le pizze - in menù studiati appositamente per scoprire accostamenti inaspettati.

Oltre allo spazio dedicato alle birre artigianali, un'altra novità è la mixology firmata da Bruno Vanzan che dedica a Rosso sei referenze di eccellenza che danno vita a una vera e propria signature cocktail list.

Dieci brand al mercato coperto a Milano: il Mistral Morning Club

Mistral Morning Club
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La giornata organizzata dall’agenzia Mistral per fare il punto sulle novità presentate dai 10 brand nel proprio portafoglio, il Mistral Morning Club

La giornata organizzata dall’agenzia Mistral per fare il punto sulle novità presentate dai brand nel proprio portafoglio, il Mistral Morning Club, ha coinvolto dieci brand entro gli spazi del mercato coperto di Campagna Amica a Milano in Piazza Lima.

Novità per 10 brand in rassegna al Mistral Morning Club

Agrisicilia sta investendo nell’eCommerce guardando all’internazionalizzazione, con tre nuove destinazioni di spedizione: Germania, Francia, Spagna e Lussemburgo. Tra i prodotti arriva la confettura extra da Ficodindia dell’Etna Dop e le linee di preparazioni alla frutta ad alto contenuto proteico +Protein e +Protein Zero Zuccheri con aggiunta di collagene di origine bovina.

Anche Agromonte ha lavorato sul sito aziendale, per migliorare l’esperienza mobile e valorizzare i prodotti premium dedicati alla ristorazione. In mostra anche le nuove confezioni regalo natalizie per la conserva di pomodoro ciliegino. I quattro box natalizi gourmet di Sgambaro si distinguono in base al tema: Special Box Pastasole, dedicato a chi vuole provare qualcosa di nuovo; Special Box Farro raccoglie sei formati di pasta al farro; Special Box Bio Grani Antichi valorizza i sapori delle origini, mentre Special Box Grano duro italiano valorizza la tradizione italiana.

Nasce come una pausa di gratificazione la linea Lago Plaisir Chocolate, wafer in diversi formati e roll wafer, al cioccolato fondente o al latte.

Lo Speck Alto Adige Igp Moser punta sui nuovi formati, vaschetta da 90 g, formati sticks e tapas, per ampliare il pubblico dello speck, e sull’internazionalizzazione.

Il rilancio del brand Nonna Rina passa dall’incontro con i formaggi di Nonno Nanni, per i ripieni in esclusiva, con la nuova linea Nonna Rina senza lattosio: I Girasoli pesto e stracchino Nonno Nanni e i Ravioli cotto affumicato e robiola Nonno Nanni, senza lattosio da 250 g. Per quanto riguarda Nonno Nanni, ha presentato la mozzarella fiordilatte a cubetti da 180 g per fare la pizza a casa, ma non solo, e ha rinnovato la gamma per il banco gastronomia della gdo, nel quale il brand è leader nelle categorie stracchino, squaquerello e robiola (NielsenIQ At Dicembre 2025). Si chiama “I freschissimi”, ha una nuova veste grafica e include anche lo stracchino senza lattosio.

Nuovi arrivi nel biologico

Nel 2026 Cerreto Bio festeggia i 50 anni dalla fondazione, con un concorso partito il 1° settembre che offre diverse occasioni di vincita attraverso lo scontrino d’acquisto, con estrazione finale il 31 gennaio 2027. Anniversario importante i 120 anni di Rizzoli Emanuelli, guidata dalla quinta generazione della famiglia. A celebrarlo una campagna di comunicazione con lo chef Francesco Aquila, un concorso che premia i consumatori, dal 10 settembre al 30 novembre, basata sugli scontrini e con una estrazione finale. Lato prodotto, l’edizione Anniversario delle Grandi alici del Mar Cantabrico Rizzoli.

Un ampliamento di gamma riguarda Germinal Bio con gli snack della linea Buoni per Natura, rivolti alla prima colazione e ai momenti di pausa: snack farro e mirtillo, snack integrale all’albicocca, snack cacao e nocciola.

 

 

Cyberattacco ai supermercati francesi: colpiti gli impianti di refrigerazione, freschi e surgelati da smaltire

Immagine generata con Ai sulla base del testo dell'articolo
Colpiti tra 150 e 200 Intermarché e quasi cento negozi di Coopérative U. La manomissione dei sistemi di refrigerazione ha compromesso la conservazione delle merci, costringendo i punti di vendita a svuotare i banchi

Centinaia di supermercati francesi hanno dovuto affrontare la giornata del 12 ottobre con prodotti freschi e surgelati da smaltire e banchi da svuotare. Nella notte, un attacco informatico ha colpito i sistemi che controllano gli impianti di refrigerazione, attivando a distanza lo sbrinamento e facendo salire le temperature: le apparecchiature che dovevano conservare gli alimenti hanno così smesso di mantenerli nelle condizioni necessarie alla vendita. 

Intermarché ha confermato ad AFP che l’attacco ha colpito tra 150 e 200 negozi della propria rete; per Coopérative U, i punti di vendita interessati sono quasi cento.
Le conseguenze variano da un supermercato all’altro: in alcuni sono stati compromessi singoli reparti, in altri è stato necessario eliminare l’intero assortimento di freschi e surgelati. Per le squadre al lavoro, all’urgenza di ripristinare il funzionamento degli impianti si è aggiunta quella di rifornire nuovamente i banchi. 

L’attacco mostra quanto la sicurezza informatica riguardi anche il funzionamento quotidiano di un supermercato. Manomettere i sistemi che regolano il freddo significa mettere a rischio la merce e costringere il negozio a sospendere la vendita dei prodotti compromessi, svuotare i banchi e organizzare nuovi rifornimenti. 

L’attacco ai sistemi di refrigerazione 

Le ricostruzioni attualmente disponibili collocano l’attacco nella notte tra l’11 e il 12 ottobre e indicano il coinvolgimento di sistemi di regolazione frigorifera del produttore danese Danfoss. Si tratta degli strumenti utilizzati per supervisionare gli impianti, rilevare anomalie e gestire funzioni come lo sbrinamento. Secondo Le Parisien, gli aggressori avrebbero sfruttato una vulnerabilità di versioni precedenti del software: una ricostruzione che richiede ancora riscontri tecnici.

Il rischio di manomissione di questi sistemi era già documentato. Come ricostruisce Cyberattaque.org, Danfoss aveva segnalato attacchi avvenuti nel 2022 contro 16 supermercati in Russia e 40 in Israele, dotati di controllori AK-SM 800, una generazione dichiarata a fine vita nel 2021 e per la quale il produttore raccomandava la sostituzione. Anche sui successivi AK-SM 800A erano state individuate vulnerabilità, poi corrette, che consentivano di aggirare l’autenticazione e ottenere accessi amministrativi. I ricercatori di Claroty avevano inoltre rilevato 2.765 controllori di questa generazione direttamente raggiungibili da Internet. Questi precedenti evidenziano un’esposizione già nota, ma non dimostrano che le stesse falle siano state sfruttate nell’attacco francese.

Secondo le prime ipotesi, gli aggressori avrebbero attivato a distanza lo sbrinamento degli impianti, mantenendolo in funzione e impostando in alcuni casi una temperatura obiettivo di 50 °C. Restano da accertare il punto di ingresso e le modalità di accesso ai sistemi. Il coinvolgimento degli apparati Danfoss non implica, di per sé, che sia stata compromessa anche l’infrastruttura centrale del produttore.

Le insegne coinvolte e la risposta dei negozi 

L’attacco avrebbe colpito anche negozi E.Leclerc, Carrefour Market e Monoprix, anche se al momento non ci sono conferme ufficiali. Intanto, Coopérative U è al lavoro per ripristinare gli impianti. “Le nostre squadre sono pienamente mobilitate, in collaborazione con i frigoristi, per ripristinare la situazione al più presto”, ha dichiarato a Le Parisien Dominique Schelcher, presidente di Coopérative U. 

Le testimonianze raccolte dalla testata specializzata Je Bosse en Grande Distribution descrivono conseguenze diverse da un punto di vendita all’altro. A Guérlédan, l’Intermarché ha comunicato la distruzione di tutti i prodotti freschi, compresa la carne. A La Haye sono andati persi freschi e surgelati; a Louviers, invece, il problema avrebbe interessato un solo gruppo frigorifero, lasciando comunque incompleta l’offerta per diversi giorni.

Il ripristino degli impianti è solo una parte del lavoro 

Per i negozi danneggiati, tornare operativi significa recuperare contemporaneamente la funzionalità degli impianti e la disponibilità dell’assortimento. Intermarché avrebbe comunque confermato che le richieste straordinarie di rifornimento dei punti di vendita sarebbero state trattate con priorità. Le perdite complessive sono ancora da quantificare. Al valore dei prodotti da smaltire si aggiungono i mancati incassi dei reparti rimasti vuoti e i costi dei rifornimenti straordinari. Riavviare gli impianti, infatti, non basta a riprendere le vendite: occorre attendere l’arrivo della merce e riallestire i banchi. 

Il caso francese mostra perché la sicurezza degli impianti debba essere gestita congiuntamente da responsabili informatici, manutentori, fornitori e direzione del negozio. Servono responsabilità precise: stabilire chi è autorizzato ad accedere da remoto, verificare le modifiche alle impostazioni e predisporre interventi tempestivi quando un’anomalia minaccia la conservazione dei prodotti. 

Un’indagine per ricostruire responsabilità e danni 

La sezione cybercriminalità della procura di Parigi ha aperto un’indagine, affidata all’Office anti-cybercriminalité. Secondo quanto riferito da Le Parisien, gli accertamenti dovranno censire le vittime e verificare il collegamento tra l’attacco e i danni segnalati, comprese le perdite alimentari e alcuni principi d’incendio. Al momento non ci sono state rivendicazioni. 

Editoriale | Quando tutto si restringe, gli italiani difendono il loro spazio di libertà

Le ricerche più recenti sugli italiani raccontano qualcosa che va oltre i consumi. Raccontano persone che hanno capito che i margini di manovra si stanno restringendo e che, proprio per questo, cercano -anche con una certa ostinazione- di difendere quelli che restano. Il potere d’acquisto si riduce, i conti richiedono più attenzione e le prospettive non autorizzano grandi slanci di ottimismo, e allora che si fa?
Si cambia passo. Si compra più spesso e meno, si evitano gli sprechi, si cercano prodotti che abbiano un valore reale. Si torna al fresco e alla tradizione, ma nello stesso carrello entrano integratori, prodotti funzionali, feta, soia, sapori messicani.
Si frequenta il supermercato sotto casa, ma si usa anche l’online. E fuori dal food si guarda con sempre meno diffidenza all’usato e al refurbished. Più che rassegnati, gli italiani sembrano impegnati a ridisegnare il proprio spazio di autonomia. Sull’inflazione possono fare poco, la geopolitica resta decisamente fuori portata e le bollette non chiedono il permesso, ma su dove spendere, cosa comprare, cosa lasciare sullo scaffale e a chi concedere fiducia, la parola finale è ancora la loro. È proprio qui che si misura la distanza tra disillusione e resilienza: la prima, porta a pensare che nulla dipenda più da noi; la seconda, spinge invece a presidiare con più attenzione ciò che possiamo ancora controllare. Il quadro generale non cambia, ma cambia il modo di starci dentro.
Anche il rapporto con marche e insegne cambia. La fedeltà non è scomparsa: semplicemente non è più automatica ma va conquistata ogni volta. E il fatto che molti italiani dichiarino di aver boicottato marchi percepiti lontani dai propri valori dice che non hanno affatto rinunciato a esercitare il proprio potere, semplicemente, lo fanno dove possono. Non cambieranno il mondo con un carrello della spesa, e probabilmente lo sanno benissimo, ma possono ancora scegliere come stare dentro quel mondo, dove risparmiare e dove, invece, continuare a spendere per sé, per il proprio benessere, per il proprio tempo. Non è egoismo: è salvaguardia. Per il retail la sfida, allora, non è soltanto conquistare una quota di spesa: è meritarsi uno spazio dentro un perimetro di libertà che gli italiani considerano sempre più prezioso.

Cristina Lazzati

Editoriale di Gdoweek n.15, 15 ottobre 2026

Autunno in rosa: il sostegno dei retailer per la ricerca

In occasione del mese dedicato alla prevenzione Ottobre rosa, i retailer e l'industria intervengono con attività mirate

Aggiornamento 12 ottobre 2026

Tornano le iniziative di retail e industria a favore della ricerca in occasione del mese per la prevenzione. In questo articolo ne tracciamo qualcuna.

iN's Mercato (Pam)

L’insegna apre il programma di Autunno in rosa, il nuovo ciclo di webinar della prevenzione realizzato insieme alla Fondazione IEO-Monzino Ets, nell’ambito della partnership avviata. Quattro gli appuntamenti in calendario, da ottobre a dicembre, che approfondiranno la genetica dei tumori femminili, la prevenzione cardiovascolare femminile, la prevenzione maschile e la psiconcologia. Un altro appuntamento da segnare in calendario è quello della PittaRosso Pink Parade, la camminata a sostegno della ricerca oncologica sui tumori femminili di Fondazione Umberto Veronesi Ets, in programma domenica 18 ottobre, di cui iN’S è anche quest’anno friend of: sarà infatti presente il 17 e 18 ottobre all’interno del Villaggio della PittaRosso Pink Parade di Milano con uno stand dedicato, presso il quale i partecipanti potranno ricevere in omaggio una centrifuga preparata con la frutta iN’S e una shopper brandizzata con la grafica dell’opera realizzata da Short Love Message.

L’insegna sarà presente anche nel Pink Kit 2026, all’interno del quale le partecipanti troveranno tra gli omaggi il burrocacao brandizzato iN’S per le donne. Anche per il 2026 la PittaRosso Pink Parade offrirà due modalità di partecipazione: la tradizionale camminata di 5 chilometri a Milano, con il Villaggio PPP che al termine diventerà una vera e propria festa musicale con l’animazione di Radio Italia, e un evento diffuso, a cui si potrà prendere parte da qualsiasi città italiana.

Il percorso proseguirà poi dal 2 al 30 novembre con una campagna di raccolta fondi a sostegno della Fondazione Sico per la formazione in chirurgia oncologica. Per tutta la durata dell’iniziativa, nei punti di vendita iN’S sarà possibile aggiungere 1 euro alla propria spesa direttamente alla cassa.

Aldi

Da nove anni Aldi attiva iniziative a sostegno della lotta contro il tumore al seno. In occasione del mese della prevenzione, il discounter conferma la sua vicinanza a Fondazione Airc aderendo alla campagna di sensibilizzazione Nastro Rosa, mirata a sensibilizzare e a sostenere la ricerca contro il tumore al seno.

“Crediamo che anche un gesto semplice, come quello di fare la spesa, possa contribuire a creare un valore aggiunto a sostegno della ricerca. Insieme ai nostri clienti, possiamo continuare a dare impulso alla ricerca, attraverso un gesto che conferma, al contempo, la nostra stima nei confronti di Airc e il nostro impegno verso le comunità e i territori in cui operiamo" afferma Corradomaria Vella, head of commercial di Aldi Italia.

La campagna

L'iniziativa di Aldi si snoderà dal 5 ottobre al 1° novembre e coinvolgerà i clienti, i quali acquistando i prodotti contraddistinti dal tradizionale bollino rosa potranno sostenere la ricerca. Infatti, per ogni confezione, Aldi devolverà 15 centesimi di euro a Fondazione Airc. L'operazione coinvolgerà circa 200 negozi della rete italiana .

“Grazie a questa partnership continuiamo a creare opportunità per giovani ricercatrici e ricercatori, sostenendo una nuova borsa di studio biennale, e a sensibilizzare sempre più persone sull’importanza della prevenzione. Alleanze durature come questa sono fondamentali per avvicinarci sempre di più al nostro obiettivo: trovare cure sempre più efficaci per tutte le donne che affrontano un tumore al seno”, sottolinea Chiara Occulti, chief marketing & fundraising officer di Fondazione Airc.

Chiquita

Con la campagna Small Change, Big Difference, Miss Chiquita rinnova per il decimo anno il proprio impegno nella sensibilizzazione sul tumore al seno, realizzata in Italia in collaborazione con Fondazione Airc per la ricerca sul cancro.

A farsene portavoce è la stessa Miss Chiquita che, dalla sua dimensione illustrata, approda per la prima volta al mondo reale, assumendo un ruolo inedito nella storia del brand. Non più soltanto il personaggio familiare e immediatamente riconoscibile, ma una donna reale capace di parlare direttamente alle persone per dare voce a una tematica che riguarda da vicino milioni di donne.

A raccontare questo passaggio è l’hero video della campagna. Miss Chiquita si presenta al pubblico in una veste mai vista prima. Il suo debutto parte proprio dall’invito a prendersi cura di sé attraverso quei piccoli gesti quotidiani che contribuiscono al nostro benessere, come adottare uno stile di vita sano e prestare attenzione alla propria salute. Il film si conclude con un gesto semplice ma fortemente simbolico: Miss Chiquita porta una mano al petto, invitando le donne a conoscere il proprio corpo e a prendersene cura. A completare il piano saranno le collaborazioni con Jill Cooper e Silvia Fascians, protagoniste di contenuti social realizzati insieme a Miss Chiquita.

“Siamo grati a Chiquita per aver rinnovato il proprio impegno al nostro fianco e per contribuire, anche attraverso la forza di un’icona come Miss Chiquita, a portare i messaggi della prevenzione nella quotidianità di un pubblico sempre più ampio -dichiara Chiara Occulti, chief marketing & fundraising officer di Fondazione Airc–. La ricerca ha compiuto progressi importanti contro il tumore al seno, ma è fondamentale continuare a lavorare per ridurre il rischio di ammalarsi, per favorire diagnosi sempre più precoci e per sviluppare nuove terapie efficaci.”

Sviluppo rete in Area 1 dal 9 al 16 ottobre 2026

Doppia apertura per iN's Mercato: l'insegna discount del Gruppo Pam espande la propria rete a Cerano (No), con un punto di vendita di 810 mq, e a Sospiro (Cr), con un nuovo store di 930 mq

IN’S MERCATO
Via Crosa
Cerano (No)
810 mq
iN’s Mercato (Pam)

Data di apertura
14 ottobre 2026
Format e location
Si inserisce in un contesto urbano residenziale e commerciale e adotta soluzioni sostenibili.
Offerta
Rispecchia la classica offerta dell’insegna.
Servizi
Orario: lun-sab 8.30-20; domenica 9-13 e 15-20.
Addetti e casse
Non disponibile.

IN’S MERCATO
Via Giuseppina 1
Sospiro (Cr)
930 mq
iN’s Mercato (Pam)

Data di apertura
14 ottobre 2026
Format e location
Primo store presente nel tratto tra Cremona e San Giovanni in Croce.
Offerta
Come da tradizione, valorizza l’area freschi.
Servizi
Orario: lun-sab 8.30-20; domenica 9-13 e 15-20.
Addetti e casse
Non disponibile.

Gruppo Romano (Selex): valori e visioni nel terzo Bilancio di Sostenibilità

Gruppo Romano traccia i risultati e le attività svolte nel 2025 nel suo terzo Bilancio di Sostenibilità, incentrato su ambiente, persone e comunità

Una rete di 52 punti di vendita, più di 90 affiliati in Sicilia e 1.780 collaboratori. Il Gruppo Romano (Selex), attivo nella regione con le insegne Famila, Max e Il centesimo continua a crescere e nel suo terzo Bilancio di Sostenibilità traccia obiettivi, risultati e strategie.

Il 2025 è stato, tra l'altro, un anno di rinnovamento della rete, con interventi che hanno interessato diversi punti di vendita, dal Famila di Piazza Marina a Palermo a Il Centesimo di Alcamo, entrambi raccontati su Gdoweek con gallery dedicate.

Le attività

Nuove sinergie, percorso di creatività, investimenti sull'innovazione e valorizzazione delle persone sono gli elementi che hanno caratterizzato il percorso del gruppo che, per esempio, ha scelto gli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Palermo per interpretare i valori e la sua visione sostenibile, attraverso un contest creativo. Le opere selezionate diventano parte integrante del Bilancio, dalla copertina alle immagini dei diversi capitoli, creando un dialogo tra impresa, talento e nuove generazioni.
In termini di risorse umane, invece, l'azienda ha investito nella crescita delle competenze con percorsi manageriali, relazionali, digitali e tecnico-specialistici: 2.860 ore dedicate a
leadership e comunicazione, 266 ore su Power BI e numerose attività realizzate insieme a partner qualificati. Un impegno che nel 2025 si accompagna a un traguardo significativo: l’ottenimento della certificazione sulla Parità di Genere UNI/PdR 125:2022.

Sostenibilità e sostegno alle comunità

Nell'ambito dell'impegno nei confronti dell'ambiente e della natura, Romano ha deciso di sostenere alcune azioni mirate: a Palermo, Famila è stata Main Sponsor del Clean Up Day di Plastic Free, che ha riunito circa 200 persone e consentito di raccogliere 1.000 kg di rifiuti al Foro Italico. Con Risorse Ambiente Palermo, invece, il progetto Dai valore ai tuoi rifiuti: smaltisci e risparmia ha trasformato la corretta raccolta dei rifiuti in un gesto virtuoso, premiando i cittadini e promuovendo una maggiore consapevolezza ambientale.
Inoltre, attraverso l’Arrotondamento Solidale con Worldcoo, la generosità dei clienti ha sostenuto Piccoli Battiti con 16.640 euro e Casa del Sorriso con oltre 42 mila euro. Parallelamente, si è rafforzata la partnership con Le Onde, con iniziative contro la violenza di genere e nuovi percorsi orientati alla formazione, all’inserimento lavorativo e all’autonomia economica delle donne che hanno vissuto situazioni di fragilità.

Invece, con Famila’n Fest, gli store sono diventati luoghi di incontro e condivisione nelle province di Caltanissetta, Catania e Palermo.

Il mondo social

Lo scorso anno, la società ha aperto virtualmente le porte del mondo proprio attraverso il progetto Famila Inside: grazie ai social network ha potuto mostrare persone, formazione, innovazione e vita quotidiana.

Arcaplanet: prima apertura con Bricofer

Arcaplanet nutrizione
Primo punto di vendita Arcaplanet in collaborazione con Bricofer, inaugurato a Spilimbergo (Pn). Si attiva così l'iter che prevede ulteriori aperture nei prossimi 12 mesi

A tre mesi dall'annuncio della partnership, si inaugura il primo store di Arcaplanet in partnership con Bricofer, a Spilimbergo (Pn).

Si attiva il percorso che vedrà i due gruppi fianco a fianco per lo sviluppo della rete con un programma che prevede 15 nuovi negozi e 8 corner all’interno dei punti di vendita Bricofer, specializzato nel fai-da-te, con le insegne Bricofer, Self e Ottimax.
L'iter di aperture proseguirà nell'arco dei prossimi 12 mesi attraverso una roadmap con i due modelli previsti. In particolare per i corner  saranno completamente brandizzati e dotati di assortimenti dedicati, con gestione operativa affidata a Bricofer Group

L’accordo nasce con l’obiettivo di integrare l’esperienza di Bricofer Group nel mondo del fai da te, della casa e del giardino con la specializzazione di Arcaplanet nel settore dei prodotti e dei servizi per animali domestici. La collaborazione include anche una progressiva razionalizzazione dell’assortimento pet nella rete Bricofer Group, con Arcaplanet individuata come partner di riferimento per la categoria. L’obiettivo strategico è proseguire nel 2027 con l’estensione del modello negozi o corner sull’intera rete nazionale.

Le dichiarazioni

“La partnership segna l’avvio di un percorso industriale e commerciale strutturato, orientato a creare valore per entrambe le realtà e a offrire ai clienti un’esperienza d’acquisto sempre più completa, specializzata e integrata” dichiara Massimo Pulcinelli, presidente di Bricofer Group.

“La nostra strategia è essere sempre più vicini ai clienti, offrendo prodotti di qualità nei contesti che frequentano ogni giorno -afferma Guillaume Seneclauze, amministratore delegato di Arcaplanet-. Questa collaborazione rappresenta un nuovo modo di portare l’offerta Arcaplanet all’interno di insegne di riferimento come Bricofer”.

Infine, Alessandro Strati, CFO e COO di Arcaplanet, aggiunge: “L’integrazione nei punti di vendita di Bricofer Group ci permette di ottimizzare gli investimenti sul territorio e di accelerare la crescita con un accesso privilegiato ai clienti che cercano non solo convenienza ma anche la qualità per il loro pet”.

Animal Store

L'accordo non è l'unico che Arcaplanet ha siglato. Il gruppo ha recentemente annunciato  l’acquisizione di Animal Store, storica catena specializzata nella vendita di alimenti, accessori e prodotti per la cura dei Pet. Un’operazione strategica che integra 12 nuovi punti di vendita nel network del brand, rafforzando ulteriormente la strategia di crescita dell’azienda e consolidando la sua presenza nel mercato italiano del Pet care.

Pera Toons: il primo pop up store alla libreria Mondadori Duomo di Milano

Il noto autore Pera Toons, content creator da 7 milioni di follower, debutta alla libreria Mondadori con un temporary store

La libreria meneghina è sempre stata uno scenario ideale per valorizzare vari brand attraverso temporary store dedicati. In questo store ad aprile è stato sperimentato lo spazio dedicato al genere romance nell'ambito del più ampio progetto chiamato My New Romance e raccontato nell'articolo a questo link. Ancor prima, ad ottobre del 2025, ha debuttato il pop up store del marchio Dragon Ball, già visibile dalle vetrine scenografiche ispirate ai personaggi orientali.

Approda invece in questi giorni, sulla scia di un percorso evidentemente fruttuoso, un nuovo store temporaneo, stavolta incentrato su Pera Toons, autore e content creator con 7 milioni di follower sui social, circa 4 milioni di copie vendute tra tutti i suoi libri e dal 2023 ininterrottamente in classifica con più di un titolo.

La visione fin qui raccontata, è confermata da Daniele Mariani, responsabile acquisti e category management book di Mondadori Retail, che afferma: "Questo spazio temporaneo rappresenta perfettamente la nostra visione della libreria come luogo vivo e di esperienza, dove il libro si espande in nuove forme e mondi creativi per incontrare la community nel cuore di Milano".

Lo store

Lo store sarà attivo fino al 18 ottobre con un assortimento di prodotti non book come pen topper, gomme, quaderni e altro. Il richiamo è anche alla serie TV prodotta dalla Tunué in collaborazione con Rai Kids come spiega Emanuele Di Giorgi, amministratore di Tunué: "L’apertura del pop-up store rappresenta per noi un passaggio particolarmente significativo e, dopo l’animazione e l’audiovisivo, apre una nuova strada. Pera Toons non è legato a una novità editoriale ma al rapporto con il suo pubblico che va oltre l’uscita del singolo libro e oltre il libro stesso. Pera sta diventando sempre di più un vero e proprio fenomeno, con un immaginario riconoscibile e una community molto forte, capace di incontrare i lettori attraverso esperienze, prodotti, serie tv e occasioni nuove".

E proprio da questa considerazione parte la necessità di costruire attorno a questo store numerose attività a supporto tra cui il firmacopie o la photosession, con le mascotte ufficiali.

Bechèr cresce in Europa: al SIAL Paris nuove referenze e packaging rinnovati

Prodotti e novità del Salumificio Bechèr a SIAL Paris: una selezione di salumi interi e affettati su un tavolo rustico, tra cui Salame Ungherese, Spianata alla Romana, Ventricina Calabrese e Salsiccia Napoli piccante super in confezione, con il logo aziendale e l'indicazione della fiera SIAL Hall 1 Stand F179
L’azienda veneta porta a Parigi nuove referenze e packaging rinnovati, consolidando la presenza in Italia e lo sviluppo sui mercati esteri. SIAL Paris diventa una vetrina strategica per l’offerta Bechèr e il dialogo con buyer, distributori e operatori internazionali

La partecipazione a SIAL Paris rappresenta per Bechèr una tappa importante nel percorso di crescita e internazionalizzazione. L’azienda si presenta con nuove referenze e restyling di packaging dedicati alle linee salami e prosciutti cotti.

Guidato dall’amministratore unico Simone Bonazza, il Salumificio Bechèr punta a consolidare la propria presenza in Italia e all’estero, con una proiezione di fatturato di 60 milioni di euro. Alla base dello sviluppo, tradizione della salumeria italiana, lavorazioni artigianali e una gamma completa. «Siamo presenti in Italia e in Europa e stiamo rafforzando la nostra posizione in diversi mercati, in primis Francia e Germania», spiega Bonazza.

Una crescita costruita nel tempo

Il percorso della famiglia Bonazza inizia nel 1968, quando Angelo Bonazza apre un laboratorio a Ca’ Noghera-Tessera (Venezia), da cui nascerà Bonazza Spa. Nel 2006 viene acquisito il Salumificio Bechèr di Ponzano Veneto, con due stabilimenti produttivi. Nel 2013 entra nel gruppo Unterberger, specializzata nello Speck del Cadore Dolomiti. Seguono nel 2016 Bechèr House e Spaccio Bechèr e, nel 2017, il Salumificio Vicentino, con la Soppressa Vicentina DOP.

Bechér a SIAL: al centro della strategia internazionale

L’internazionalizzazione è uno degli assi strategici di Bechèr, già presente in Regno Unito, Francia, Germania, Polonia, Repubblica Ceca, Austria, Portogallo, Romania, Slovenia, Belgio, Croazia e non solo.

In questo scenario, SIAL Paris rappresenta un’occasione per incontrare gli operatori internazionali, presentare l’evoluzione dell’offerta e rafforzare il posizionamento sui mercati di maggiore interesse. «Intendiamo potenziare la nostra presenza a livello nazionale e internazionale, partecipando a fiere di settore con progetti di allestimento e branding studiati per valorizzare l’identità del marchio. A ottobre saremo presenti al SIAL di Parigi», fa sapere l’azienda.

Una strategia commerciale più focalizzata

Lo sviluppo è accompagnato dall’evoluzione della strategia commerciale affidata al direttore Domenico Renzullo, con esperienza nel settore agroalimentare e sui mercati internazionali. L’obiettivo è perfezionare l’offerta, consolidare le relazioni con la rete di agenzie e ampliare la presenza presso clienti industriali e grande distribuzione.

«È giunto il momento di rafforzare la strategia di vendita del brand Bechèr, orientandola verso alternative di mercato più efficienti e redditizie. È indispensabile perfezionare il ventaglio dei prodotti e ridare centralità a Bechèr, la vera corporate identity. Vogliamo creare standard produttivi, evitando dispersioni derivanti da eccessive customizzazioni», spiega Renzullo.

Bechèr a SIAL Paris

Hall 1 – Stand F179

  • Nuove referenze: dalla linea “Affettiamoci” alle “Pollette” alla “Salsiccia Napoli Super”, oltre al restyling di packaging sui Salami e Cotti Alta Qualità & Scelti
  • Soluzioni personalizzate
  • Degustazione delle specialità Bechèr

Scopri di più sui prodotti Bechèr

All’Antico Vinaio bissa a Parigi vicino al Moulin Rouge

All'Antico Vinaio apre in rue Lepic 2 a Parigi il suo locale più grande a livello mondiale: 550 metri quadrati distribuiti su 4 livelli

All’Antico Vinaio conquista un intero palazzo nel cuore di Montmartre. Ha inaugurato il suo nuovo flagship francese in Rue Lepic 2, nel 18° arrondissement di Parigi, a pochi passi dal Moulin Rouge e ai piedi della collina di Montmartre. È il secondo locale parigino del brand, ma soprattutto uno spazio completamente nuovo per concezione e dimensioni, pensato per portare nella capitale francese un’esperienza italiana al 100%.

L’apertura di Rue Lepic è un nuovo passo nel percorso di crescita di All’Antico Vinaio, che oggi conta 63 negozi nel mondo e quasi 1.000 dipendenti e collaboratori. Un’espansione internazionale che continua a partire da un'idea semplice e profondamente italiana: trasformare un prodotto della tradizione in un'esperienza capace di parlare a pubblici e culture diverse.

Quattro livelli distribuiti in 500 metri quadrati, quattro anime di un unico viaggio nel mondo di All’Antico Vinaio. Si parte dal laboratorio di panificazione, dove le schiacciate vengono prodotte ogni giorno direttamente sul posto, per arrivare alla bottega, con il grande bancone a vista dedicato alla preparazione e alla vendita. Salendo, una sala con servizio al tavolo permetterà di vivere l’esperienza All’Antico Vinaio con maggiore calma, mentre all’ultimo livello trova spazio la cucina, dove vengono realizzate tutte le preparazioni che compongono le ricette del brand, dalle creme di pecorino e Parmigiano alla crema di patate.

L’insieme reinterpreta, su scala completamente nuova, l’atmosfera della storica bottega di via de’ Neri a Firenze, portandola all’interno di un intero palazzo nel centro di Parigi. Sarà quindi una vera e propria casa italiana nel cuore di Parigi, dove panificare e cucinare direttamente significa portare in Francia un'esperienza il più possibile autentica: dalla preparazione della schiacciata fino al momento in cui viene servita.

Presente ieri all’apertura al pubblico il ceo e fondatore Tommaso Mazzanti, che ha accompagnato personalmente questo nuovo capitolo della crescita internazionale del brand.

"Anche nei sogni più ambiziosi, per un imprenditore che, come me, è partito da zero, è difficile immaginare di poter realizzare qualcosa di così grande -commenta il fondatore Tommaso Mazzanti-. Pensare che sono partito insieme ai miei genitori in appena 18 metri quadrati e che oggi posso annunciare di aver preso un intero palazzo a Parigi, solo a dirlo mi vengono i brividi. È il coronamento di un percorso unico e meraviglioso, proprio come la nostra storia. Sarà All’Antico Vinaio più grande al mondo: un vero e proprio tempio della schiacciata. Stiamo realizzando qualcosa di straordinario, che dimostra quanto una visione, accompagnata da lavoro, coraggio, perseveranza e sacrificio, possa diventare realtà. La nostra è davvero una meravigliosa storia italiana e, davanti a un traguardo come questo, faccio ancora fatica a trovare le parole".

La grande facciata vetrata del punto di vendita offrirà inoltre una vista privilegiata sulla preparazione dei prodotti artigianali, trasformando il lavoro di panificazione e cucina in parte dello spettacolo quotidiano del locale.

Tommaso Mazzanti è nato nel 1988 a Bagno a Ripoli (Firenze). Ha frequentato la scuola alberghiera fino all'età di 16 anni e poi è entrato nell'azienda di famiglia (All'Antico Vinaio). Nel 2020 ha aperto a Milano il suo primo negozio fuori Firenze. È stato premiato come uno dei 100 Top Manager del 2025 da Forbes Italia. Rimandiamo anche al numero 8 del 2023 di Gdoweek dove raccontiamo la storia di questa impresa di successo.

NaturaSì: una campagna per il giusto prezzo del pane

Un sostegno concreto ai produttori di grano arriva da NaturaSì che sta portando avanti la campagna per assicurare un giusto prezzo

Parte la campagna 20 centesimi oggi per avere pane anche domani, lanciata da  NaturaSì che chiede ai propri clienti di riconoscere 20 centesimi in più per ogni chilo di pane. Già oggi l'insegna concorda con i propri agricoltori un prezzo più alto della quotazione di borsa: dai 7 ai 12 centesimi in più al chilo per il grano tenero e duro, dai 4 ai 7 centesimi in più per il farro.

Alla base di questa scelta c'è una considerazione di base che parte da un quesito, tutt'altro che teorico: Se il grano continua a essere pagato così poco, tra vent'anni chi lo coltiverà? Secondo l'Istat, infatti, tra il 2006 e il 2025 la produzione di frumento tenero è calata del 21,4% e quella di frumento duro del 9,3%. Nel 2025 l'Italia ha importato 97 milioni di quintali di frumento, contro una produzione nazionale di circa 59,5 milioni. Tra il 2003 e il 2023, il numero di aziende agricole italiane è sceso del 42% e la superficie agricola utilizzata si è ridotta del 6,3%.

L'impegno di NaturaSì è dunque basato sulla lungimiranza e sulla consapevolezza che i prezzi eccessivi non rendono più possibile né sostenibile coltivare grano.

La campagna e il coinvolgimento dei clienti

Il consumatore potrà sostenere questa operazione aggiungendo un contributo di 20 centesimi in più per ogni chilo di pane così come per gli altri derivati: pasta, farine, pizze e biscotti, che, invece, mantengono lo stesso prezzo. Sommando il contributo dei clienti a quanto NaturaSì già riconosce, gli agricoltori riceveranno 20 centesimi al chilo in più rispetto alla quotazione della Borsa di Bologna del 27 agosto 2026, quotato a 33 centesimi al chilo per il grano tenero biologico, 22 per il convenzionale. Questi 20 centesimi consentono di aumentare del 60% il prezzo pagato all’agricoltore. Per una persona che mangia un etto di pane al giorno si tratta di mettere in conto circa 2 centesimi quotidiani in più: 60 centesimi in un mese.

La somma dei contributi raccolti dai punti di vendita NaturaSì sarà rendicontata ogni tre mesi sulla base dei volumi di pane effettivamente venduto, sulla base dei dati registrati dalla Centrale del gruppo. Qualora la somma raccolta, unitamente a quanto NaturaSì già corrisponde in più agli agricoltori, non consentisse il raggiungimento dell’obiettivo perseguito, NaturaSì coprirà la differenza. In caso di eccedenza, invece, questa verrà distribuita tra aziende agricole biodinamiche ad organismo chiuso facenti comunque parte della filiera NaturaSì in proporzione ai volumi di grano venduti a NaturaSì nel corso del 2026. Entro il 15 novembre 2027 il totale sarà suddiviso ed erogato agli agricoltori in proporzione ai chilogrammi di grano venduti a NaturaSì nel corso del 2026.

Le dichiarazioni

“Con questa iniziativa – dice Fabio Brescacin, presidente di NaturaSì-, vogliamo creare consapevolezza e sostenere chi ci garantisce il cibo quotidianamente, partendo da un bene fondamentale come il grano e il pane. È un piccolo passo, sicuramente non ancora sufficiente ad affrontare un tema così complesso come quello del ‘giusto prezzo’, ma necessario a smuovere le coscienze verso la costruzione di una comunità del cibo, indispensabile per garantire un’alimentazione sana, un’agricoltura che si rigenera e una Terra viva a disposizione delle future generazioni”.

 

 

“Nel biologico - ha commentato Fabio Del Bravo di Ismea - la quota di aziende guidate da under 41 è più che doppia rispetto alla media dell’agricoltura, e anche la formazione agraria è molto più diffusa.”

Sviluppo rete Non food dal 9 al 16 ottobre 2026

Arcaplanet sbarca a Melito di Napoli (Na). Euronics debutta, invece, a L'Arena di Catania (il centro aperto dal Gruppo Arena) con un negozio di 1.600 mq

ARCAPLANET
Via Appia 588
Melito di Napoli (Na)
Agrifarma

Data di apertura
27 settembre 2026
Format e location
Il petstore si trova vicino all’Upim e rimane fedele al classico format.
Offerta
Migliaia le referenze di petcare, petfood e accessori.
Servizi
Orario: lun-sab 9-20; domenica 9-13.30.
Addetti e casse
Non disponibile.

EURONICS
Via San Giuseppe La Rena
Catania
1.600 mq
Euronics

Data di apertura
30 settembre 2026
Format e location
Si trova all’interno del centro commerciale L’Arena di Catania del Gruppo Arena. Lo store è suddiviso in aree dedicate alle diverse esigenze dei clienti, tra cui un’area gaming, pensata soprattutto per le nuove generazioni, dove provare direttamente i prodotti, e un’area servizi dedicata all’assistenza.
Offerta
Replica la classica offerta di elettronica di consumo.
Servizi
Orario: lun-dom 9-21.
Addetti e casse
Assunte 30 persone.

Gruppo Finiper e l’integrazione del know-how sulla ristorazione

Il mondo della ristorazione per Gruppo Finiper è composto da 109 locali in 5 regioni. Sono 5 i principali brand: Portello Caffè, Rom’antica, CremAmore, Ristò, Giannasi 1967

La ristorazione occupa un posto speciale, e non solo per i fatturati, nel quadro delle attività di Gruppo Finiper. Lo leggiamo anche nel Rapporto di Sostenibilità appena pubblicato dal gruppo di Marco Brunelli: Finiper, attraverso Iper e poi Iper la grande i, è stata una delle prime insegne della grande distribuzione a sviluppare ristoranti free flow all'interno dei centri commerciali. Oggi il mondo della ristorazione per Finiper vuol dire 109 locali in 5 regioni, un fatturato di 87 milioni di euro e il suo insieme di proposte per quasi ogni gusto e momento della giornata. Da Portello Caffè, per colazioni e pause pranzo, a Rom’antica, 60 locali, per chi ama la pizza alla romana, da CremAmore, per gli appassionati del gelato (e chi non lo è?) a Ristò e ai ristoranti (con vari marchi) di Iper la grande i per una buona pausa pranzo tradizionale. E dal 2025 è entrato in scuderia Finiper Canova anche Giannasi 1967, la storica insegna della gastronomia milanese, conosciuta in particolare per il pollo allo spiedo. Alcuni di questi format, lo vedremo, sono integrabili, attraverso corner o shop-in-shop nei supermercati Unes. Fra questi spicca anche Il Viaggiator Goloso, che però rientra in un'altra divisione del gruppo, quella dei supermercati, che si articola, appunto in circa 200 supermercati Unes e 11 a insegna Il Viaggiator Goloso Nel corso del Marketing & Retail Summit, Armando Strano, direttore generale di Unes, ha anticipato che nella strategia di sviluppo di Unes è prevista l'integrazione di alcuni format di ristorazione e caffetteria, come già cominciamo a vedere nel caso di Rom'antica e della pasticceria Sablè.

Secondo quanto riportato al 6° Wine & Food Food Summit di Pambianco-Pwc, Il Viaggiator goloso rappresenta tra il 5% e il 10% del fatturato del gruppo (questa quota ci sembra un po' troppo alta) che complessivamente tocca i 3 miliardi di euro, mentre Rom'antica, Ristò e Giannasi si attestano sul 3,5%. Gianluca Grassi, direttore comunicazione Gruppo Finiper Canova ha detto: “prevediamo l’apertura di questo brand all’interno di una selezione di punti di vendita Unes, creando così una sinergia tra due diverse insegne del gruppo; lo sviluppo di altri punti di vendita diretti sul territorio italiano; e l’accordo di partnership in franchising, anche all’estero, come terzo driver di sviluppo”.

Finiper acquista la maggioranza di un'icona per i gourmet meneghini
Il "mitico" chiosco Giannasi in piazza Buozzi a Milano
Photo credit Andrea Cherchi

Per Giannasi, il chiosco milanese rilevato ad ottobre 2024 e conosciuto fin dal 1967 soprattutto per il suo pollo arrosto, dopo le tre attuali tappe milanesi, sono previste altre due aperture, di cui una entro la fine del 2026 in zona Portello. Armando Strano ha detto che vorrebbe portare Giannasi anche all'interno del format Unes (non in tutti i supermercati), ma Giannasi è un modello di ristorazione troppo particolare: richiede uno sviluppo più ragionato e lento, per non snaturare la tradizione da cui proviene.

Il Viaggiator Goloso, nato come private label premium di Unes nel 1999, negli anni ha sviluppato anche un lato retail, con una catena di 11 punti di vendita in Lombardia. A questi si è aggiunto uno spin off, Altrove, spazio cucina & bistrot all’interno di CityLife Shopping District: per ora rimane un esperimento isolato, ma non è detto che il gruppo non replichi in altre location.

 

Gdoweekly #183. Qui Marketing & Retail Summit. Esselunga, la prima del nuovo Ad a Roma

Dentro al Marketing & Retail Summit 2026 di Milano. Il nuovo ceo di Essleunga Sarrailh all’apertura di 2 store a Roma. Sir, insegna di Gros (Selex) per gli affiliati. Cash & carry, la ripresa parte da Sud

Ecco la nuova puntata di Gdoweekly, il #podcast di Gdoweek: ogni venerdì, 5 notizie sul mondo del #retail in 5 minuti!

Questa settimana:

Retail alla prova dei fatti: le voci del Marketing & Retail Summit di Milano 2026

Esselunga, doppia apertura a Roma con il nuovo ceo Serrailh

Sir, l’insegna di Gros (Selex) per gli affiliati

Cash & carry, la ripresa passa dal Sud

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O’Tacos apre il primo locale in Emilia Romagna

O'Tacos è arrivato a Reggio Emilia, nel centro commerciale I Petali: un'altra tappa di uno sviluppo che lo porterà ad avere 10 locali entro fine 2026

E siamo a 8. O’Tacos, l'insegna di Gruppo QRSP che ha portato in Italia i French Tacos, ha inaugurato a Reggio Emilia (Piazzale Atleti Azzurri d'Italia) il suo ottavo ristorante in Italia, nel centro commerciale I Petali. È il debutto del brand francese in Emilia Romagna. L'inaugurazione ha scatenato un'affluenza di oltre 1.000 persone nella giornata di apertura. Attirare un vasto pubblico non è una novità per O’Tacos: in tutta Europa, il brand è noto per le sue inaugurazioni affollate che spesso registrano lunghe code fin dalle primissime ore.

https://www.instagram.com/p/Dd9TUzrEuW3/

Partendo da 5 ristoranti all'inizio del 2026, il brand prevede di raggiungere i 10 locali in Italia entro la fine del 2026, raddoppiando di fatto la propria rete nel giro di dodici mesi. Sviluppo che proseguirà, secondo le intenzioni di O'Tacos, anche nel 2027, valutando nuove aperture su tutto il territorio nazionale.

"Vedere una così grande affluenza per l'inaugurazione di Reggio Emilia, con clienti in fila già prima dell'apertura delle porte, è un segnale estremamente incoraggiante -commenta Dario Villa, country manager Italy di O’Tacos-. Tutto questo conferma la curiosità e l'entusiasmo che circondano il concept O’Tacos nelle diverse regioni italiane in cui operiamo e consolida la nostra ambizione di continuare a sviluppare il brand a livello nazionale".

Fondato a Grenoble nel 2007, profondamente radicato nella cultura urbana europea, O’Tacos ha costruito un'identità distintiva soprattutto presso la Gen Z e i consumatori più giovani, sia negli store fisici sia sui social media.

O’Tacos ha fatto da pioniere per il concept del French Tacos, trasformandosi negli anni in un brand internazionale che conta oggi quasi 500 ristoranti in 11 mercati. Il segreto del successo si fonda sulla chiarezza e semplicità dell'offerta (il prodotto non è banale ma nemmeno troppo complicato) personalizzabile, unita a una forte connessione con le nuove generazioni e con la cultura digitale. O’Tacos sta adattando la sua offerta anche ai gusti locali. Nel 2026, il brand ha lanciato O’Sole, una ricetta studiata appositamente per il mercato italiano a base di pollo, mozzarella e pomodori.

I bar sono luoghi di socialità anche (e soprattutto) per la Gen Z

Happy young multiracial group of friends wearing casual clothing smiling during conversation over dinner
La ricerca sull'evoluzione dei bar e della socialità in Europa, promossa da Heineken, ha coinvolto 9.000 maggiorenni (di cui 1.000 in Italia) in 9 paesi europei

Nella ricerca The Future Role of Bars in Europe, Heineken vuole rispondere a un interrogativo già di per sé complicatissimo: come stanno evolvendo il ruolo dei bar e le forme della socialità contemporanea. Lo studio ha coinvolto circa 9.000 maggiorenni in nove Paesi europei, di cui circa un migliaio in Italia. Fra i dati salienti, spicca la concezione del bar non soltanto come luogo in cui bere qualcosa, dal caffè mattutino all'aperitivo (o apericena) serale, ma come spazio in cui incontrare amici e familiari, mangiare, rilassarsi e partecipare a esperienze. Il 61% dei frequentatori sceglie in prevalenza café-bar o restaurant-bar, format che integrano naturalmente socialità, food e diverse occasioni di consumo.

Nei nove mercati analizzati, le persone continuano a riconoscere il valore dei bar, anche se la frequenza delle visite è sotto pressione. La vera sfida -e qui siamo più aderenti alla realtà delle cose- non è quindi la rilevanza del bar, ma la sua capacità di offrire ogni volta un motivo per uscire, incontrarsi e vivere un'esperienza insieme.

Tra tutti i nove Paesi europei coinvolti nella ricerca, l'Italia è il mercato in cui il ruolo sociale del bar è più forte: l'86% dei giovani riconosce nei bar un luogo essenziale per favorire le relazioni personali; l'83% li considera un presidio importante per la comunità locale, i valori più alti rilevati tra tutti i Paesi analizzati. Il 96% riconosce che la società perderebbe qualcosa se i bar scomparissero: il 65% degli italiani frequenta un bar almeno due volte al mese, mentre solo il 5% dichiara di non andarci mai.

"La ricerca ci mostra che il bar continua a essere un luogo fondamentale della socialità, ma si evolve insieme alle persone e al loro modo di stare insieme -commenta Alfredo Pratolongo, Corporate Affairs Director di Heineken Italia-. In Italia molti elementi del bar del futuro sono già presenti: socialità durante diversi momenti della giornata, cibo, esperienze e maggiore libertà di scelta. È un cambiamento che osserviamo anche attraverso Together Lab, il nostro osservatorio dedicato alla socialità: i momenti condivisi sono più fluidi, meno legati a occasioni codificate e sempre più costruiti intorno alle esperienze. Il bar italiano conserva la propria forza perché non perde la sua identità, ma la amplia, accogliendo persone, preferenze e occasioni diverse”.

Il bar italiano anticipa il futuro

Dalla ricerca emerge anche che per gli italiani andare al bar significa prima di tutto stare con le persone. Incontrare amici e familiari risalta come prima ragione di visita, indicata dal 64%, davanti al relax (38%) e al mangiare (37%). Le bevande si inseriscono quindi in un'occasione sociale più ampia, nella quale convivono diverse motivazioni ed esperienze.

Significativo anche il rapporto tra bevande alcoliche e analcoliche: per il 28% degli italiani le bevande analcoliche sono tra le ragioni per frequentare il bar, una quota sostanzialmente in linea con il 27% che indica le bevande alcoliche. Il dato riflette la capacità del bar italiano di tenere insieme, all'interno della stessa esperienza sociale, persone con preferenze e modalità di consumo diverse, se non opposte.

La pluralità di opzioni rende il modello italiano particolarmente attuale. Mentre negli altri mercati europei le persone chiedono ai bar di ampliare la propria offerta oltre le bevande, in Italia la contaminazione tra rituale del bar, informalità del caffè, mondo del food ed esperienze dal vivo è già parte delle abitudini quotidiane.

Anche il mondo della birra si evolve nella stessa direzione, attraverso una crescente varietà di stili, gusti e gradazioni, comprese le alternative analcoliche.

"Il futuro del fuori casa lo costruiamo ogni giorno insieme ai nostri clienti -commenta Stefaan Anckaert, On Premise Sales Director di Heineken Italia-. Ogni locale ha una propria identità, un pubblico e ambizioni diverse: il nostro ruolo è comprenderle e mettere a disposizione un portfolio ampio e di qualità, competenze delle nostre persone e conoscenza profonda del mercato per trasformarle in opportunità concrete di crescita. Per Heineken Italia essere partner dei propri clienti significa proprio questo: andare oltre il rapporto tra cliente e fornitore e lavorare fianco a fianco con gli operatori per creare esperienze memorabili ed essere rilevanti per le persone e, allo stesso tempo, generare valore per il business. È così che la partnership diventa una leva concreta per accompagnare l'evoluzione dei locali e creare valore nel tempo”. 

Gen Z di fronte ai bar

I dati della ricerca smentiscono l'idea che le nuove generazioni stiano abbandonando i luoghi della socialità dal vivo. In Italia, il 75% della Gen Z frequenta un bar almeno due volte al mese e l'87% considera i bar una realtà in evoluzione o in crescita.

Inoltre, l'Italia è, insieme a Belgio, Regno Unito e Spagna, uno dei quattro mercati analizzati nei quali la Gen Z registra un saldo positivo nella frequenza rispetto a cinque anni fa. In altre parole, tra i giovani italiani prevalgono numericamente coloro che dichiarano di frequentare il bar più spesso in confronto a cinque anni fa rispetto a coloro che dicono di andarci meno. Più che allontanarsi dal bar, i giovani ne stanno quindi ridefinendo le condizioni di rilevanza. Vogliono locali accessibili, accoglienti, capaci di offrire atmosfera, cibo, musica, eventi e occasioni per fare qualcosa insieme. Per la Gen Z, il bar rimane uno spazio importante di connessione reale, ma deve continuare a rimanere attrattivo (giustificando, così, l'uscita da casa) attraverso esperienze significative e libertà di scelta.

Il dato italiano si inserisce in una tendenza osservata nei nove mercati: la Gen Z frequenta i bar più della media nazionale in tutti i Paesi analizzati. La generazione spesso associata alla socialità digitale rappresenta quindi uno dei segnali più interessanti dell'evoluzione della socialità in presenza.

La ricerca The Future Role of Bars in Europe si inserisce nel racconto The Story of Beer, dove Heineken mette in luce il legame della birra con persone, luoghi e occasioni di condivisione. In questo racconto, pub, bar, café e ristoranti non sono semplicemente luoghi di consumo, ma spazi della socialità reale, capaci di evolvere insieme alle abitudini e agli stili di vita. Questa evoluzione prende forma anche in Praise the Bar, la miniserie digitale originale di Gruppo Heineken disponibile sul canale YouTube e dedicata ai pub e ai bar di tutto il mondo e al loro ruolo come luoghi di incontro e connessione nella vita reale. Dopo il debutto internazionale nel 2025, la serie è arrivata in Italia con un episodio ambientato a Roma Trastevere, e dedicato a Meccanismo, evoluzione contemporanea dello storico Café Friends.

Le nuove geografie del retail riportano…alle origini e al territorio

Dove si costruisce la relazione con il cliente? Come valorizzarla? La ricerca di nuovi format e servizi si basa sempre più sul benessere e sulle caratteristiche del territorio

Dove -ossia in quali luoghi/tipologie  dello shopping- si costruisce la relazione con il cliente? La domanda clou del panel conclusivo del Marketing & Retail Summit ha coinvolto tre ospiti d'eccezione che rappresentano tre diversissimi mercati distributivi: Luca D’Alba, general manager Avolta (Autogrill) F&B Italy; Armando Strano, (nuovo) direttore generale di Unes; Francesco Avanzini, direttore generale di Conad; e David Martínez Fontano, ad di Metro Italia. L’interrogativa è retorica perché la risposta è nota, ma non scontata: la relazione con i clienti si stabilisce nel/nei punti di vendita. Sì, ma anche i luoghi di transito e di viaggio sono diventati un canale privilegiato nello sviluppo della ristorazione e -in misura minore- del retail in senso stretto. Molte persone (non chiamiamoli sempre consumatori!) acquistano in più canali, tengono nei portafogli in media dalle 5 alle 8 carte fedeltà, sono quindi "poligamiche in materia di fidelity" per mutuare un'espressione di Saverio D'Addante, ceo di Promomedia; e se anche abbiamo un supermercato o un negozio di riferimento o di fiducia, quando ci spostiamo per motivi turistici o professionali siamo quasi naturalmente portati a sperimentare nuovi format di bar, ristoranti, dal casual dining alle opzioni più tradizionali. Si viaggia e ci si muove utilizzando servizi in momenti sempre più (o meno: dipende dalle distanze) separati tra loro: i retailer possono restare rilevanti quando cambiano così profondamente le occasioni di relazione con il cliente?

Format esperienziali e progetti "sartoriali"

Luca D’Alba ha illustrato gli esempi desunti dalla sua esperienza ossia le risposte di Avolta, uno specialista internazionale del consumo in mobilità, dove luogo, tempo a disposizione e bisogni cambiano continuamente. “Il self service è ormai un modello obsoleto. Il cliente che viaggia e si ferma in un luogo di transito vuole vivere momenti di relax più appaganti, per questo cerchiamo di sviluppare format più esperienziali. Un esempio è Amore, un brand realizzato internamente da noi, in ambito casual dining: oggi abbiamo 15 punti di vendita: nasce come modello di servizio autenticamente italiano, piace molto ai turisti esteri che fra l’altro rappresentano la metà dei circa 500 milioni di ingressi registrati in Italia nel 2025. Amore è un format che si adatta bene anche agli aeroporti, dove apriremo altri punti di vendita a insegna Motta, un marchio storico che stiamo rilanciando, di recente inaugurato all’aeroporto di Barcellona. Lo store aperto a Orio al Serio è un mix fra retail e ristorazione perché l’esperienza del food si integra in modo naturale con il flusso dello shopping. Fra i nuovi progetti più customizzati voglio ricordare Planeta Wine Bar a Palermo studiato solo per questa location, e che rientra nei progetti sartoriali”.

Pensato per i turisti internazionali anche All’antico vinaio che Avolta ha aperto negli aeroporti di Fiumicino e Firenze, "anzi con noi All’antico vinaio ha debuttato negli aeroporti" precisa D'Alba. Sync by Aperol in piazza Duomo a Milano è un nuovo format di Listening Bar & Bistrot, realizzato insieme a Campari.

Mix tra retail e ristorazione

Quale cambiamento ridisegnerà maggiormente i luoghi del consumo? Alla prova dei fatti la platea del Marketing & Retail Summit ha dato il voto in larghissima maggioranza a due fattori: la crescita della prossimità urbana e l’ingresso di nuovi servizi nei punti di vendita, due aspetti che insieme rappresentano oltre il 50% delle risposte. Segue l’ibridazione tra retail e ristorazione (18%) e -molto distaccato- l’aumento dei consumi in mobilità (5%).

L’ibridazione tra retail e ristorazione è una tendenza molto interessante in una prospettiva a breve medio termine. Lo conferma Armando Strano, da poco direttore generale di Unes e ad di MiTo Retail, la newco nata per gestire e sviluppare la rete dei Supermercati Borello, recentemente acquisiti dal gruppo, come raccontato su Gdoweek nell'articolo consultabile a questo link. “Nella grande distribuzione -aggiunge Strano- è necessario accrescere le dimensioni e incrementare volumi e nello stesso inventarsi nuove strategie, facendo leva, se possibile, sul know-how del gruppo (nel nostro caso Finiper) e del territorio dove andiamo a svilupparci tramite acquisizioni mirate come è successo di recente in Liguria (con Arimondo) e Piemonte dove il rapporto di franchising con i supermercati della famiglia Borrello si è evoluto in un’acquisizione nella quale, però, abbiamo mantenuto l’insegna locale, originaria”.

Fra le recentissime acquisizioni di Unes, ricordiamo quella di Emmeci (MD) e Mega. L’operazione porterà sotto il controllo di Unes i 30 punti di vendita discount a insegna MD gestiti da Emmeci in Lombardia: 27 supermercati e 3 superette attivi nelle province di Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Monza Brianza e Sondrio.

Crescita per acquisizioni: più sostenibile

Rafforzarsi e acquisire quote di mercato tramite acquisizioni è un modo migliore, direi più sostenibile, che crescere disboscando aree verdi per costruire nuovi e spesso inutili supermercati. Poi c’è la diversificazione in business collaterali e nella ristorazione. Nel rinnovamento dei punti di vendita e allo scopo di dare maggiore distintività all’insegna, Unes ha introdotto novità importanti sul fronte dell’offerta di servizi al cliente: Caffè Unes, Rom’antica, Sablè (nuovo bar pasticceria aperto a Vimodrone) e il ristorante Altrove a Milano City Life Shopping District, uno spazio molto grande, di 3 piani versione ristorante del Viaggiator Goloso. Con più formule: take away, bakery, panificati, piatti pronti+un intero piano dedicato al ristorante. “Vorremmo che i nostri punti di vendita ricordassero i negozi del centro città -aggiunge Armando Strano- quindi stiamo pensando di importare i format verticali dentro i supermercati, compreso Giannasi che in futuro svilupperemo all’interno di Unes. Cerchiamo di trarre il massimo profitto dalla forza e dal know-how di gruppo Finiper”.

Sebbene i business sono quanto mai diversi, anche Metro risponde alle mutate esigenze dei clienti con lo sviluppo di innovazioni legate alla componente territoriale/locale degli assortimenti alimentari. David Martinez Fontano, amministratore delegato di Metro Italia ha indicato nella strategia di Metro Italia, tra i pilastri dell'assortimento, la Mdd, i freschi e i prodotti locali. In quest'ultima categoria si colloca il lancio del brand Patrimonio, le eccellenze enogastronomiche solo ed esclusivamente 100% made in Italy. Metro Italia ha lanciato entro il proprio assortimento una collezione che racchiude solo prodotti della tradizione italiana, circa 2.000 prodotti di 350 produttori, frutto di un lavoro di selezione su prodotti già presenti (alcuni) nell'assortimento di Metro, ma non sufficientemente valorizzati ed evidenziati. I reparti di appartenenza sono trasversali: si va dai vini ai prodotti lattiero-caseari. Il tema centrale è la filiera locale, a rappresentare un'identità, e una storia, che il ristoratore si può giocare nella proposizione dei piatti che offre al ristorante. La selezione attinge da 18 regioni italiane con un maggior contributo da Sardegna, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige, Toscana e Veneto, con oltre 500 dop e igp.

Ritorno alle Origini

Questo tipo di strategia legata alla valorizzazione del territorio è ben noto anche ad Avolta che ha lanciato il marchio Origini, in collaborazione con Fondazione Qualivita, per valorizzare le materia prime dop e igp del nostro paese rendendole protagoniste nei panini di questa collezione. Questo vuol dire raccontare il territorio nei luoghi di transito frequentati da milioni di viaggiatori ogni anno. “Finora abbiamo parlato di adattamento alle diverse location -osserva Luca D'Alba- c’è però anche un altro elemento, quello dell’identità dei territori. In questo senso, Autogrill sta rafforzando il racconto dei territori attraverso prodotti certificati, ricette regionali e collaborazioni con i Consorzi di tutela. La prima motivazione è diventata l’abbinamento tra cultura e gastronomia, per intercettare questa esigenza abbiamo collaborato con Qualivita per sviluppare prodotti con dop e igp quindi specialità del territorio. Anche le origini danno valore e identità -aggiunge Luca D’Alba- oggi siamo sempre più concentrati sulle destinazioni, sulle nuove mete da raggiungere. Autogrill ribalta questa prospettiva e pone il focus anche sulla provenienza”.

Conad era già arrivata molto prima a questo concetto di prodotto tipico del territorio con Sapori & Dintorni che da marca e gamma di prodotto premium è diventata poi un format peraltro adattabile anche ai luoghi di transito. Francesco Avanzini, direttore generale di Conad, non ha però approfondito questo tema, ma si è soffermato sulle nuove frontiere dell’innovazione di format come quella rappresentata da Benessity, il concept store inaugurato a Firenze da Conad Nord Ovest che integra alimentazione specialistica, nutraceutica, servizi di autodiagnosi. “Il consumo si sta spostando anche fuori dai luoghi e dai momenti tradizionali della spesa -ha ricordato Avanzini-. E tutti i retailer, food e non food, stanno cercando soluzioni diverse per intercettare un consumatore che, abbiamo visto, essere sempre più affaticato, infedele, alla ricerca di convenienza, ma anche alla ricerca di sorpresa, esperienza, novità. Conad sviluppa da tempo concetti e format verticali l’ultimo dei quali è Benessity nel quale ha allargato il perimetro tradizionale della gdo verso salute, prevenzione, nutrizione e cura della persona”.

Benessity, aggiunge Avanzini, è il risultato di una progressiva diversificazione: “i clienti hanno cominciato a frequentare più insegne, e quindi cerchiamo di instaurare una relazione che sia più rotonda, inserendo driver di riconoscibilità complementare. In una società che non cresce, dove non aumentano i consumi, non aumentano i fatturati, bisognerà formulare e disporre di una pluralità di risposte distributive che soddisfano a pluralità di esigenze”.

Benessity è articolato in tre macroaree: si apre con alimentazione e nutrizione, seguiti dai mondi degli integratori e della nutraceutica, per chiudere con salute e cura della persona. L'esposizione guida il cliente lungo i sette pilastri del benessere di corpo e mente: forma e controllo del peso, bellezza, alimentazione specifica, sport ed energia, salute e prevenzione, benessere fisico e mentale.

 

Il Viaggiator Goloso ora vuole farsi notare dai torinesi

Le grandi installazioni dedicate ai prodotti del brand di Gruppo Finiper Canova si spostano da Milano a Torino, sempre abbinate a una campagna territoriale

Ci vuole sempre più impegno per catturare l'attenzione delle persone, assorte tra uno scroll e l'altro, e a volte il modo migliore per farlo è proprio quello di uscire dagli schermi e tornare là dove i cinque sensi possono convivere. Altrimenti detto: la realtà.
Tre installazioni 3D alte quattro metri, che portano fuori scala baci di dama, taralli, patate e tortelli cacio e pepe, sembrano un buon modo per attirare l'attenzione dei passanti, che pure di fretta daranno un'occhiatina chiedendosi di cosa si tratta. In questo caso, più precisamente, «còs a l'é?», perché la città che ospita le opere in questione è Torino.

Dopo la tappa nelle piazze di Milano, è proprio il capoluogo piemontese ad essere stato scelto da Il Viaggiator Goloso, mdd premium e insegna di Gruppo Finiper Canova, come luogo per rafforzare la propria notorietà e il proprio appeal attraverso una dinamica incentrata sullo stupore.
Il progetto, firmato con Robilant, anche in questo caso si abbina a una campagna con 5 soggetti e a una “Mappa delle meraviglie quotidiane”, dove si propone un itinerario in 10 tappe che conducono il pubblico fino a Piazza Solferino, dove si trovano le installazioni (8-11 ottobre).

La mappa include un buono sconto del 10%, valido dall’8 al 18 ottobre, utilizzabile nei punti di vendita Borello Supermercati e nei supermercati Unes aderenti. Infine, si punta alla diffusione dell'iniziativa sui social dal basso, regalando una borsa del brand a chi scatterà una foto delle opere e la condividerà su questi canali taggando @ilviaggiatorgoloso.

Strumenti per digitalizzare il lineare: Digital Stopper e Top Banner

lineare Digital Stopper

Il retail media instore è ancora poco diffuso in Italia presso i negozi alimentari, rappresenta il 9% del valore totale del retail media, ma è in crescita del +28%. La spagnola in-Store Media ha cominciato a proporre anche in Italia due strumenti digitali da integrare allo scaffale lineare, Digital Stopper e Top Banner.

Retail media sul lineare: Digital Stopper e Top Banner

La digitalizzazione del lineare passa attraverso la sua integrazione digitale, che trasformi lo scaffale in un canale media. Gli strumenti di in-Store Media sono già presenti nella gdo italiana, presso le insegne Finiper e Gs (ex Carrefour).

lineare Digital StopperDigital Stopper - È uno schermo digitale da innestare sul lineare ad altezza occhi, in perpendicolare, così da colpire l'attenzione di chi percorre la corsia e non solo di chi si trova già davanti allo scaffale o al prodotto. In questo modo coglie il consumatore nella fase in cui sta confrontando le alternative, prima della decisione d'acquisto.

Il banner sfrutta l'attrattività della comunicazione video, dinamica, con animazioni, apertura a contenuti audiovisivi più ampi di storytelling di prodotto, utili a presentare un'innovazione, una promozione o a rafforzare la riconoscibilità della marca.

Presenta schermi da 15,6 pollici su entrambi i lati, atti alla trasmissione di campagne video.

Top Banner (in apertura) - Si tratta di uno schermo Led orizzontale ad alta risoluzione, da sospendere sopra il lineare, senza occupare spazio utile per esporre le referenze. La sua peculiarità consiste nell'attrarre l'occhio alla distanza, presidiando le aree della visibilità complessiva del brand e del messaggio.

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