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Xiaomi alla conquista dell’Italia

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Xiaomi sbarca in Italia con il suo primo punto di vendita, realizzato all'interno del centro commerciale Il centro di Arese

Ha una redditività al metro quadrato seconda solo a Apple e grandi piani di sviluppo per il futuro. Xiaomi sbarca in Italia con un punto di vendita realizzato al centro commerciale Il centro di Arese. Il suo arrivo è stato anticipato da un’attiva campagna di coinvolgimento sui social dove conta centinaia di migliaia di follower (sono oltre 118mila su facebook). All’interno del negozio saranno presenti non solo smartphone ma anche altri prodotti hardware a partire da quelli dedicati al wearable.

Francesco Zou spiega: “In Italia Xiaomi aprirà 20/30 negozi in 2 anni, localizzati nei  migliori centri commerciali italiani. Non siamo conosciuti ma abbiamo una grande forza mediatica. Siamo i secondi al mondo per fatturato a metro quadro dopo Apple e prima di Tiffany”.

Wang Xiang, senior vice president di Xiaomi, aggiunge: “Siamo entusiasti di fare grandi progressi annunciando il nostro arrivo in Italia, un mercato di grande importanza per Xiaomi nell’Europa occidentale, due giorni dopo il nostro ingresso ufficiale in Francia. Ci impegniamo a introdurre prodotti sorprendenti e servizi innovativi a prezzi onesti per soddisfare al meglio la crescente domanda dei nostri Mi Fan e, più in generale, degli utenti”.

Xiaomi è stata fondata nel 2010 dall'attuale CEO, Lei Jun e da altri sette co-fondatori. Conta circa 3.000 dipendenti.

Etruria Retail: 11 milioni di incremento di fatturato

Il bilancio 2017 si chiude per Etruria Retail, cooperativa senese master franchisee del Gruppo Auchan Retail, con un fatturato di 222 milioni di euro

Il bilancio 2017 si chiude per Etruria Retail, cooperativa senese master franchisee del Gruppo Auchan Retail per i negozi a insegna Simply in Centro Italia, con un fatturato di 222 milioni di euro e un incremento di 11 milioni di euro rispetto all'anno precedente.

Migliorano le performance nei settori freschi di oltre il 5%. Tra le performance migliori si segnalano i risultati di Sapori di Toscana, azienda leader nel settore del food service nelle province di Siena e Grosseto che gestisce tre magazzini a Siena, Grosseto e Castiglione della Pescaia che con un fatturato di 35,7 milioni di euro chiude il 2017 in positivo per 107 mila euro. Buono anche l'andamento di GMS srl. che gestisce alcuni punti di vendita di proprietà della Cooperativa e che con oltre 90 milioni di euro di vendite, fa segnare un incremento rispetto al precedente esercizio di oltre 5 milioni di euro, occupando circa 450 dipendenti, con un risultato di esercizio positivo per 268 mila euro.

Cresce anche il patrimonio netto che tocca quota 38 milioni e rappresenta il 61% dell’intero capitale investito. Tra i migliori risultati degli ultimi anni anche la diminuzione dell’indebitamento finanziario netto che porta la sua incidenza sul fatturato al 10% e il cui costo incide sul fatturato solo lo 0,14%. Guardando ai dati delle vendite la quota maggiore si realizza nell’area di Arezzo, Grosseto e Siena (oltre il 52%), seguita dal 32% nella zona Toscana Nord e la Spezia e dal 15% che si concentra in Umbria, Lazio e Abruzzo.

Siamo orgogliosi dei risultati e delle ottime performance ottenute sul piano economico anche dalle società del gruppo – dice Graziano Costantini, direttore generale di Etruria Retail I numeri ci consegnano una realtà aziendale consolidata, dove al centro del modello di business ci sono sempre i soci e i clienti. Abbiamo scelto di continuare sulla strada di un percorso strategico basato sulla valorizzazione della figura del socio-imprenditore e del suo ruolo sociale nella comunità, unito a una politica commerciale capace di interpretare al meglio le esigenze di spesa del cliente. Tutto questo si è tradotto anche e soprattutto su un piano promozionale caratterizzato da una forte attenzione ai prodotti freschi, ai prodotti locali e alla stagionalità per offrire una shopping experience unica e distinta”.

 

Esselunga: seconda parafarmacia a Milano

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Prosegue l’espansione del progetto di parafarmacia all’interno dei punti di vendita Esselunga della rete. Ne è stata inaugurata una nuova a Milano

Prosegue l’espansione del progetto di parafarmacia all’interno dei punti di vendita Esselunga della rete. Ne è stata inaugurata una nuova a Milano, all’interno del negozio di Via Rubattino. È la terza parafarmacia dopo quella di Pioltello (Mi) e di Firenze, in via Di Novoli. Il reparto effettuerà gli stessi orari di apertura al pubblico del superstore.

Leader Price sbarca in Italia

Leader Price Como
L’accordo tra Geimex/Gruppo Casino e Crai apre la strada per l’ingresso di Leader Price in Italia con un primo punto di vendita di 800 mq realizzato a Como

L’accordo tra Geimex/Gruppo Casino e Crai apre la strada per l’ingresso di Leader Price in Italia con un primo punto di vendita di 800 mq realizzato a Como. Seguiranno nei prossimi giorni le aperture di Voghera (1.200 mq) con un format che caratterizza al meglio i drive dell’insegna, e uno a Borgo Satollo (600 mq).

Il piano di sviluppo sul territorio italiano prevede una rete di 20 strutture entro l’anno in Piemonte e Lombardia, di cui cinque entro l’estate con l’obiettivo di espandersi in tutto il Paese nei prossimi anni. L’insegna fa leva su una supply chain locale per il fresco e il freschissimo, mentre l’offerta di prodotti a marchio proprio, l’80% delle referenze a scaffale, è selezionata con rigidi criteri di controllo della qualità e della filiera produttiva. Sono oltre 170 i fornitori italiani coinvolti.

La struttura appena inaugurata ha un design innovativo che rende ogni prodotto visibile e facilmente fruibile e propone un concept già sperimentato da Leader Price in Francia. Ampio spazio è dedicato all’ortofrutta posta all’ingresso. Sono presenti l’area benessere con un’offerta di prodotti biologici, la panetteria e pasticceria con laboratorio a vista, la cantina dei vini. Il punto di vendita di Como offre anche il banco macelleria.

Giangiacomo Ibba, presidente di Leader Price Italia, spiega “I nostri punti di vendita romperanno gli schemi del discount di tipo tradizionale. I nostri store sono, infatti, a tutti gli

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Tina Schuler, Ceo di Gruppo Casino; Giangiacomo Ibba, presidente Crai; Marco Bordoli, Ad Crai Secom; Mario Maiocchi, Ad LeaderPrice Italia

effetti dei “negozi convenienza” semplici, ordinati e moderni che rispondono alle diverse esigenze dei consumatori di oggi. Il mercato italiano, sebbene maturo e già presidiato da alcuni importanti player, in particolare nel segmento discount, è stato studiato in modo approfondito e, a nostro avviso, presenta un alto potenziale per il nostro modello di business che ha già riscosso ampio successo in Francia. L’Italia è un Paese caratterizzato da una plurisecolare tradizione enogastronomica e da una forte attenzione alla qualità dei cibi, soprattutto del fresco. I consumatori si aspettano un’offerta che sia adeguata a questo imprinting culturale. Con un eccellente rapporto qualità-prezzo”.

Mario Maiocchi, amministratore delegato di Leader Price Italia, guiderà l’espansione dell’insegna. “I denominatori comuni di un processo di acquisto sono la qualità e la convenienza, - sottolinea-  Puntiamo a una penetrazione del mercato italiano in termini qualitativi e non quantitativi. Preferiamo dare vita a punti vendita che possano generare alte performance nel breve termine con un’attenta analisi delle aree e delle location che risultano in target”.

 

 

Punti di vendita intelligenti per clienti 4.0

Internet delle Cose, alias IoT, punti di vendita smart ed etichette parlanti, il futuro entra nel punto di vendita (da Gdoweek n. 9)

L’idea che lo shopping del futuro, sia esso reale o virtuale, corra inesorabilmente verso la personalizzazione è oggi molto diffusa. A farlo credere è probabilmente la crescente convergenza tra sistemi una volta tenuti rigorosamente separati: esattamente l’integrazione necessaria allo sviluppo dell’omnicanalità. Se questa è la direzione e se, in questo “omni”, riferito ai canali di vendita, continuerà a esserci il negozio, inteso come luogo fisico da visitare, sempre più oggetti in esso contenuti assumeranno ruoli “aumentati”, trasformandosi in sensori tra loro connessi e capaci di fornire dati a un’intelligenza centrale: ciò che oggi chiamiamo Internet delle Cose (IoT). Cosa capteranno? Dipende dai punti di vista: se è quello del consumatore, potrebbero cogliere aspetti utili a chi vende per migliorare in tempo reale l’esperienza d’acquisto; se invece è quello di chi gestisce la vendita, questi oggetti connessi potrebbero aiutare a organizzare l’offerta e il rifornimento per stare al passo con le evoluzioni del retail.

Abbiamo parlato di negozio fisico, ma non possiamo limitarci a pensare al classico shop o supermercato, perché, come già oggi in parte accade, il luogo potrebbe avere importanza relativa proprio grazie alla presenza di sensori connessi, grazie ai quali si può acquistare da casa propria o anche dalla metropolitana che prendiamo ogni mattina. Se pensiamo agli acquisti in mobilità, in contesti di viaggio o per strada in città, l’abilitazione all’acquisto oggi avviene ancora prevalentemente attraverso smartphone e tablet, i quali si collegano a un marketplace o eCommerce in rete: non è detto che sia sempre così. Anzi, l’impressione è che si tratti di oggetti obsoleti destinati presto a smaterializzarsi ed alleggerirsi grazie alla connettività. Un esempio? I dash button di Amazon o anche Alexa scavalcano completamente pc e smartphone nella funzione di acquisto. E l’evoluzione ulteriore dei wearable potrebbe arrivare a rendere inutile avere sempre a portata di mano smartphone e relative onnipresente e tassative caricabatterie.

I vantaggi legati all’installazione nell’area di vendita di oggetti connessi sono molteplici per i retailer. La possibilità di leggere in tempo reale lo status dello scaffale, rispondendo rapidamente alle necessità del singolo reparto, e coordinando di conseguenza i rifornimenti, è tra i servizi più ambiti: lo dice una ricerca di Business Insider che stima l’impatto dello IoT nella catena logistica in 1,9 migliaia di miliardi già nel 2016 (ultimi dati disponibili), riportando le stime di Dhl e Cisco; anche una ricerca GT Nexus and Capgemini ha valutato che il 70% dei retailer e dell’industria ha già cominciato a digitalizzare la propria catena logistica.

In questo senso, la svolta è avvenuta grazie ai tag Rfid e Nfc inseriti negli scaffali, oltre che dallo sviluppo di standard sempre più puntuali per identificare non più il pallet o la cassetta, ma il singolo prodotto lungo tutto il ciclo di vita, letteralmente dalla fabbrica alla tavola. Un esempio noto è la soluzione IoT Pantry Trainer di Deloitte con gli standard Gs1 Italy. In questo caso il vantaggio si riflette direttamente sul consumatore che attraverso una app gestisce il proprio rifornimento, in base alle date di scadenza.

Le etichette elettroniche Nicolis Project di Hanshow comunicano già in entrambe le direzioni, raccogliendo le informazioni sul prodotto comunicate dal retailer, ma anche reagendo in base alle necessità, per ottimizzare il lavoro del personale nel riallestire e anche nel picking. Il vantaggio di questi strumenti è la loro integrazione in un sistema che elabora i dati, traendone indicazioni concrete per l’operatività, per esempio facendo una stima delle vendite in base ai trend dell’anno precedente, dati messi in relazione con altre informazioni, per esempio il tempo atmosferico o le promozioni in atto. Come si vede, i dati prelevati da un dispositivo non bastano per avere risultati affidabili. Dunque un oggetto connesso non serve se non è integrato in una rete e mediato da una intelligenza artificiale.

Se ci mettiamo nei panni del cliente, la connettività del negozio può rendere più piacevole, rapida ed efficace l’esperienza d’acquisto. Alcune operazioni che si svolgono in negozio, infatti, possono risultare faticose e il cliente annoiato o frustrato potrebbe rinunciare all’acquisto: tipicamente la coda alle casse o il fatto di non trovare un prodotto che si desidera acquistare in un negozio molto grande, o nessun addetto in vista quando servono informazioni.

Recentemente l’attenzione si è focalizzata sempre più sui sistemi per eliminare la barriera casse, appunto perché la connotazione di “barriera” non piace a nessuno, né ai clienti né ai retailer. Le sperimentazioni sono parecchie, e quella di Amazon Go non è nemmeno la più praticabile, perché molto complessa tecnicamente. Qui entrano ancora una volta in gioco i tag Rfid, in fase di sperimentazione con diversi progetti per un pagamento che elimina qualsiasi stop e avviene direttamente in addebito sul cellulare. Tornando nella realtà, oggi la modalità più diffusa è il self scanning, con dispositivo proprio o fornito dal retailer. Ma in futuro … La navigazione instore e una più semplice fruibilità dell’inventario sono al centro dei progetti che coinvolgono sensoristica di tipo diverso, dal beacon alle vibrazioni ad alta frequenza delle luci Led (vedi box).

Grazie a queste tecnologie installate in vari punti del negozio il retailer può entrare in relazione con i clienti, proponendo acquisti scontati o facilitando l’individuazione di un determinato prodotto a scaffale.

Un’altra tecnologia che si vede sempre più di frequente per l’abbigliamento è lo specchio schermo interattivo, di cui un esempio è il negozio Ovs di Corso Buenos Aires, a Milano: dispone di una postazione video di ricerca prodotto e visualizzazione di abbinamenti dentro lo store, oltre che di un camerino interattivo, collegato anche ai social quindi con la possibilità di scattare una foto con l’abito che si vuole acquistare. Una modalità che riunisce tutte le potenzialità dell’inventario mentre il cliente indossa gli abiti.

Tutti questi sensori sparsi nel negozio, con le loro diverse funzioni e capacità, diventano fonte di un tesoro inestimabile di informazioni, un tempo inimmaginabili. Su questo aspetto si può sviluppare la distintività di un brand o di una insegna: si aprono nuove opportunità legate alla capacità di costruire servizi e funzioni interessanti per i clienti, basati sulle loro reali esigenze, misurate in ogni momento, con una risposta che deve essere immediata. Un terreno tutto da esplorare.

Doppia apertura per Pam local

pam local roma stazione tiburtina
Pam local apre due punti di vendita, uno a Bologna, in Via Dagnini, il secondo a Trieste, in Via Battisti 22

Pam local apre due punti di vendita, uno a Bologna, in Via Dagnini, il secondo a Trieste, in Via Battisti 22. I negozi propongono in assortimento oltre 1.200 prodotti Pam Panorama e avranno orario di apertura prolungato fino alle 22, sette giorni su sette.

 Lorenzo Seccafien, direttore vendite Pam Franchising, sottolinea: “Creare nuove opportunità professionali e sostenere lo sviluppo dei nostri punti di vendita in franchising sono tra gli obiettivi che più ci stanno a cuore. Per questo motivo abbiamo ideato il MAP: un corso gratuito dedicato a 20 giovani imprenditori che desiderano aprire un Pam local”. E aggiunge: “Il nuovo format di successo, già ampiamente presente nei centri delle maggiori città italiane, raccoglie il crescente interesse degli operatori del settore attenti all’evoluzione dei consumi che si affidano alla competenza di Pam per sviluppare la propria attività imprenditoriale”.  

Martedì 29 maggio apre ad Amsterdam la fiera Plma

Plma Roundtable, l'esperienza Tesco nel packaging sostenibile

L'edizione 2018 della fiera internazionale "Il Mondo del Marchio del Distributore" della Plma si terrà al centro d'esposizione Rai di Amsterdam, nei giorni 29 e 30 maggio prossimi con la presenza di circa 2.600 aziende espositrici, tra le quali 60 padiglioni nazionali e regionali. Tra i prodotti alimentari esposti ci saranno gli alimenti freschi, surgelati e refrigerati, le bevande e i prodotti secchi da forno.

I prodotti non alimentari comprenderanno, i cosmetici, i prodotti per la salute e la bellezza, gli articoli per la casa e la cucina, la manutenzione dell'auto, il giardinaggio, i casalinghi e i prodotti per il fai-da-te. Per consentire ai visitatori di sfruttare al meglio il tempo a disposizione, l'area espositiva è suddivisa in settori separati dedicati ai prodotti alimentari e non alimentari.

Mappa della fiera 2018

Seminari
Plma offre uno speciale programma di seminari precedenti la fiera prima dell'evento. L'ammissione ai seminari è gratuita per tutti i visitatori e gli espositori registrati. I seminari verranno presentati presso la Forum room del Centro Esposizioni Rai, lunedì 28 maggio 2018 dalle 14.00 alle 16.00. Le presentazioni sono tradotte in inglese, francese, tedesco, italiano e spagnolo. Di seguito un risassunto del programma 2018.

PLMA’s International Salute to Excellence Awards

Premi internazionali “Salute to Excellence Awards” 2018 della Plma
Rendendo omaggio ai rivenditori per l’eccellenza dei prodotti a marchio del distributore e packaging

Relatore: Tom Penninckx, Client Business Partner, The Nielsen Company

Nielsen: Tendenze del Marchio del Distributore
Una panoramica sui dati più recenti delle quote di mercato paese per paeseRelatore: Tom Penninckx, Client Business Partner, The Nielsen Company

Relatore: Justin King CBE, vicepresidente, Terra Firma and precedente direttore generale, Sainsbury’s

Vincere la fedeltà dei clienti e costruire il Marchio del Distributore
Relatore: Justin King Cbe, vicepresidente di Terra Firma e precedente direttore generale di Sainsbury’s

Elena Mirò: un eStore con Privalia

Il flagship store Elena Mirò di Piazza della Scala a Milano si trasforma in un digital temporary shop in collaborazione con Privalia

Il flagship store Elena Mirò di Piazza della Scala a Milano si trasforma in un digital temporary shop in collaborazione con Privalia. Per quattro giorni, dal 23 al 26 maggio, le clienti  saranno accompagnate all’interno del negozio da una shop assistant dedicata, potranno provare i capi della collezione Elena Mirò e acquistarli anche via ipad sul sito Privalia. La consegna sarà click&pick-up  gratuita direttamente instore o click&deliver presso il proprio domicilio in tutta Milano entro lo stesso giorno, per gli acquisti effettuati prima delle 15, o il giorno successivo, per quelli effettuati nel pomeriggio.

Questa nuova esperienza in negozio, tra “fisico” e “digitale”, sarà arricchita da eventi, animazioni e workshop. Hans Hoegstedt, Ad di Miroglio Fashion, spiega: “Il mercato dell’abbigliamento e il comportamento di acquisto delle nostre clienti stanno cambiando. Oggi c’è un approccio fluido tra vari canali nelle diverse occasioni d’acquisto. Noi vogliamo essere accanto alle nostre clienti in questo nuovo processo ed esaltare questo nuovo mondo. Per questo motivo abbiamo deciso, insieme a Privalia / Gruppo vente-privee, il leader mondiale di flash sales, di unirci per dare vita ad un grande temporary shop che mixa online e offline nel nostro flagship store di Elena Mirò in Piazza della Scala a Milano”. Fabio Bonfà, country manager Italia di Privalia e vente-privee commenta: “La formula che abbiamo creato insieme a Elena Mirò è estremamente innovativa per il retail in Italia e segna un nuovo passo nella relazione tra brand ed eCommerce e, più in generale, tra integrazione on-offline senza soluzione di continuità. Questa è la direzione tracciata dal consumatore di oggi, che ricerca una shopping experience coinvolgente, sinergica e integrata tra i vari canali, con un servizio in grado di soddisfare le proprie esigenze in modo efficace e veloce”.

 

 

Il format omnicanale di MediaWorld

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A Chivasso, in provincia di Torino, MediaWorld, insegna di elettronica di consumo, propone un format sempre più orientato alla logica omnichannel

A Chivasso, in provincia di Torino, MediaWorld, insegna di elettronica di consumo, propone un format sempre più orientato alla logica omnichannel.  All’interno dello store è presente la smart bar, un’area dedicata a servizi quali primo avvio, backup, installazione software in aggiunta ai servizi tradizionalmente offerti. Il negozio inoltre offre la più ampia gamma diMediaWorld_Chivasso scelta sulle modalità di acquisto: dal negozio, dal sito, da pc, da mobile, in maniera fluida e con semplicità di accesso tra i diversi touch-point.

Luca Bradaschia, coo MediaWorld, spiega: Con Chivasso inauguriamo per la prima volta in Italia una forma di punto di vendita innovativo, con un approccio integrato e omnicanale che MediaWorld_Chivassooffre soluzioni in grado di rispondere in maniera completa ai nuovi desideri e bisogni dei clienti, sempre di più al centro di ogni iniziativa dell’azienda. Un negozio capace di inserirsi in un contesto diverso rispetto a quello abituale di MediaWorld delle grandi città. La soluzione omnicanale che proponiamo qui a Chivasso arricchisce l’offerta proposta all’interno del canale fisico, che da un lato rimane un riferimento fondamentale per provare in maniera diretta i prodotti e dall’altro diventa luogo privilegiato per la consulenza agli acquisti e l’offerta di servizi mirati”.

 

#ilviaggio Video tour: i nuovi concept di Conad Adriatico

Viaggio nella rete di Conad Adriatico e i format di ultima generazioni, caratterizzati da un alto livello di servizio

Facilità di percorso, servizio, qualità e formazione per riuscire il più possibile a coinvolgere i clienti e a fidelizzarli nel tempo: questo lo sforzo di Conad Adriatico, che opera su un territorio vasto, di quasi 800 chilometri che va da Macerata alla Puglia. In più caratterizzato da forti differenze dal punto di vista della capacità di spesa e della crescita.

In questo contesto, Conad Adriatico opera con quasi 300 punti di vendita, con una forte incidenza di supermercati e superstore, formula che sta dando grandi soddisfazioni a livello sia di nuove aperture sia di ristrutturazioni.

In particolare, il punto di vendita di Pescara rappresenta ad oggi il riferimento della cooperativa in termini di innovazione. "I questo store, abbiamo lavorato su diversi fronti , a livello di arredamento, organizzazione e offerta, con l'obiettivo di facilitare la spesa, fornire un alto livello di servizio con prodotti pronti da cuocere e da mangiare, in un assortimento nel quale i freschi incidono per il 67%", spiega Claudio Troiani, direttore marketing e rete vendita

Riflessioni su un futuro in arrivo…

Quando il “moment of truth” sarà affidato ad un algoritmo (da Gdoweek n. 9)

Approda in Italia Google Home, prima o poi arriverà anche Alexa di Amazon -quando avrà imparato l’italiano (e speriamo lo insegni a Siri)-, e così nelle case apparirà questo primo assaggio di intelligenza artificiale. Solerti, attenti, in grado di recepire molto di ciò che facciamo, diciamo, immagazzinano informazioni; la promessa è che, se non loro, i successivi modelli saranno in grado di evolvere in base a quanto li lasciamo entrare nelle nostre vite. Sapranno ciò che ci piace e ciò che detestiamo, e così potremmo chiedere loro di comprare ciò che manca in casa ... tanto lo sanno che compriamo solo quella marca, o che scegliamo per quel prodotto il prezzo più basso, sanno quando saremo in casa per decidere la consegna e che ad una certa ora ci piace quel tipo di musica, ci forniscono già da ora le notizie in base alle nostre preferenze e ci avvertono se pioverà. Sorge un dubbio ... per marche e retailer saranno i nuovi interlocutori? L’obiettivo della comunicazione sarà un algoritmo? Quale linguaggio si dovrà utilizzare per “sensibilizzare” le macchine intelligenti a fare la scelta “giusta”? Avremo, quindi, un nuovo mediatore che sta tra il cliente e la scelta del prodotto e il famoso “moment of truth” spetterà a loro e quale sarà la “loro” verità?

Video Tour: La nuova esperienza di vendita digitale di Nike

Una combinazione tra retail store, eCommerce e viaggi con i clienti mobili. La soluzione consiste in tre prototipi che sono stati lanciati in un flagship store di Berlino e permettono il select dei prodotti da video wall con integrazione su smartphone.

Video Tour: Lo store senza casse nell’Alibaba Campus

Futuremart, questo il nome dello store di Alibaba, utilizza riconoscimento facciale, Qr Code e Rfid in combinazione con lo smartphone per una nuova esperienza di acquisto.

Video: Una barriera casse sostituita da varchi Rfid

Panasonic e Trial Company hanno condotto insieme un esperimento dimostrativo del primo sistema di check-out automatico basato su Rfid del settore con Tagging Rfid di Trial. Il sistema gestisce i dati di produzione e distribuzione.

Video: Con l’Rfid il self check-out è a prova di errore

In un negozio Shell e una stazione di servizio nel Regno Unito, è stato testato un nuovo sistema di check-out che impiega tag RFID (Tecnologia di identificazione a radiofrequenza) di nuova generazione che possono essere collegati a qualsiasi tipo di prodotto, indipendentemente dal materiale o dalla composizione.

Video Tour: Philips implementa il localizzatore indoor per MediaMarkt

Un nuovo sistema di localizzazione dei prodotti attraverso una app per facilitare la ricerca dei prodotti da parte dei clienti

All’interno di un punto vendita Saturn di Media Markt in Olanda, Philips ha realizzato un sistema di localizzazione dei prodotti via App che permette a ogni cliente all’interno del punto di vendita di essere guidato fino al prodotto cercato.

Facile.it arriva in Emilia Romagna

Facile.it Store Parma
Nuova apertura per Facile.it che inaugura il suo sesto store italiano, realizzato a Parma. L’insegna è attiva nel confronto di prodotti di finanza personale e utenze domestiche

Nuova apertura per Facile.it che inaugura il suo sesto store italiano, realizzato a Parma in Strada Garibaldi 9. L’insegna, attiva nel confronto di prodotti di finanza personale e utenze domestiche, è presente a Varese, Bergamo, Cremona, Roma e Monza.

Facile.it Store Parma“Parma rappresenta una città importante all’interno del nostro percorso di espansione territoriale - spiega l’amministratore delegato Mauro Giacobbe -  Non solo perché è la prima città dell’Emilia Romagna ad ospitare un Facile.it Store, ma anche perché analizzando i costi sostenuti dalle famiglie ci siamo resi conto che ci sono ampi margini di risparmio. All’interno dello store i clienti, supportati da un team di consulenti dedicati, potranno analizzare i costi relativi a RC auto, mutui, prestiti, luce, gas e Adsl e scegliere i prodotti migliori disponibili sul mercato. Obiettivo dei Facile.it è di comprendere meglio le esigenze dei clienti e dare la possibilità, anche a un pubblico non ancora abituato a usare gli strumenti di comparazione online, di ridurre le spese”.

Scarpe&Scarpe si espande in Sicilia

Continua lo sviluppo di Scarpe&Scarpe: a San Giovanni La Punta (Ct), all’interno del centro commerciale I Portali, apre un punto di vendita

Continua lo sviluppo di Scarpe&Scarpe: a San Giovanni La Punta (Ct), all’interno del centro commerciale I Portali, in viale Cristoforo Colombo, inaugura il 5 giugno un punto di vendita di 920 mq.

I materiali per l’arredo sono caratterizzati da strutture tubolari in ferro verniciato abbinati ai piani in rovere in modo da trasmettere leggerezza e sinuosità. All’interno del punto di vendita è stato inserito il corner nel settore della calzatura donna dedicato ad Alesya la private label dell’insegna. In assortimento le collezioni di scarpe, abbigliamento, valigeria, borse e accessori per uomo, donna e bambino per un totale di 4000 item. Impiega 16 addetti e conta tre casse in barriera.

 

Ikea: i numeri del successo del pop-up di Roma

Ikea esterno Roma
Le cifre che testimoniano il successo del pop-up di Ikea, aperto in piazza San Silvestro a Roma, hanno spinto l’azienda a prolungare l’apertura di 9 mesi

Le cifre che testimoniano il successo del pop-up di Ikea, aperto un anno fa in piazza San Silvestro a Roma, hanno spinto l’azienda a prolungare l’apertura di 9 mesi, fino al 6 gennaio 2019. La scelta del pop-up romano rappresenta un’ulteriore tappa della strategia di Ikea volta alla omnicanalità.

Nel primo anno di attività sono stati 420.000 i visitatori e 73.600 i clienti. Il temporary store ha registrato un fatturato, in una superficie di 250 mq, di 4 milioni di euro. Sono state vendute  800 cucine, per un prezzo medio di 2.900 euro, sulle 2.200 pianificate. Sono inoltre stati venduti oltre 5.600 confezioni di tovaglioli fantastisk bianco, 2.305 tazzine da caffè Gottfinnande e 384 set di posate Dragon. La clientela è prevalentemente romana.

 

 

 

Despar lancia la linea di vini sardi Binnostu

Entrano in assortimento nella rete di Despar Italia vini sardi con il marchio proprio Binnostu per valorizzare le tipicità della Sardegna

Entrano in assortimento nella rete di Despar Italia, consorzio che riunisce le aziende che operano con le insegne Despar, Eurospar e Interspar, vini sardi con il marchio proprio Binnostu per valorizzare le tipicità della Sardegna. I due vini sono il Binnostu Vermentino di Sardegna e il Binnostu Cannonau di Sardegna, prodotti nella zona di Jerzu, lungo la costa orientale della regione.

Il primo è un vino bianco a denominazione di origine controllata, di colore giallo paglierino

brillante, profumo con un bouquet di agrumi. Al palato risulta delicato e persistente, morbido e lievemente fruttato. Si abbina perfettamente ad antipasti, crostacei e piatti di pesce in genere. Il secondo è un vino rosso a denominazione di origine controllata, con riflessi violacei, al naso netto con percezioni di frutti di bosco e di macchia mediterranea. Al palato è sapido, armonico, piacevolmente tannico. Entrambi andranno a scaffale con un prezzo consigliato di 4,90 euro.

“Il lancio di questi nuovi prodotti dimostra il nostro impegno nel valorizzare il territorio in cui operiamo, soddisfacendo le richieste del mercato con prodotti eccellenti collocati nel nostro assortimento MDD e sostenuti dai nostri marchi. Abbiamo infatti un approccio evoluto con la MDD e consideriamo la marca d’insegna uno dei punti cardine della fiducia dei consumatori. È pertanto fondamentale rispondere con prodotti di qualità, con un packaging distintivo e un posizionamento in grado di assumere un ruolo di vero e proprio brand e ruolo di guida nel panorama della GDO”  commenta Lucio Fochesato, direttore generale di Despar Italia.

 

 

 

 

Coop: new opening a Parma

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Il negozio sostituisce il supermercato Coop di piazzale Caduti del Lavoro che sarà chiuso nei prossimi giorni. Il punto di vendita sarà inaugurato a giugno

Aprirà il prossimo 7 giugno, in via Gramsci a Parma, un punto di vendita a insegna Coop, nei locali  che ospitavano la concessionaria Autoclub, non lontano dall’ospedale Maggiore. Il negozio, secondo quanto scrive ParmaQuotidiano, sostituisce il supermercato Coop di piazzale Caduti del Lavoro che sarà chiuso nei prossimi giorni.

 

Assistito e self service. Salumi a due velocità

Qualità e gusto devono essere trasversali, perché così se li aspetta il consumatore. Che necessita di consigli; ma altre volte vuole velocità di gestione (da Gdoweek n. 8)

Lo spazio del reparto salumi integra due realtà che rispondono a esigenze diverse e identificano un reparto salumi a due velocità. Il banco al taglio assistito, al quale la clientela chiede qualità superiore e un consiglio qualificato, e poi il banco self service che soddisfa invece esigenze di praticità e rapidità per una spesa che non copre solo il consumo immediato, ma può essere anche di scorta. La bontà è ricercata trasversalmente, in anni recenti si è accentuata la sensibilità ai temi della sicurezza alimentare, della salubrità e anche del benessere animale, riflesso onnivoro del vegetarianesimo.

Qualificare e fidelizzare: salumi a due velocità

Da un lato dunque, “Il reparto ha il ruolo di qualificare l’offerta del pdv grazie all’alto contenuto di servizio e praticità per il cliente -dice Stefano Motta, direttore category management Pgc di Carrefour-. Questi ricerca sempre più prodotti che rispondano ai nuovi trend di mercato come il benessere animale, biologico, origine e tipicità del territorio, salutistico”. Sul versante del banco al taglio, il reparto è considerato fondamentale poiché “Gioca un ruolo decisivo sulla fidelizzazione e sulla creazione di valore per il consumatore -dice Luca Fumagalli, direttore category management Pft di Carrefour-. Soprattutto nelle regioni del Centro e del Sud Italia il banco è importante, mentre al nord l’incidenza del take away è più importante”.

Controtendenza: il banco al taglio

Differenziante con compito di fidelizzare i clienti il reparto salumi sia assistito che a libero servizio di Conad va in controtendenza: “Nonostante il graduale spostamento dei volumi dal prodotto venduto assistito a quello a libero servizio registrato negli ultimi anni -precisa Lara Nobili, category manager Conad-, il banco a vendita assistita rimane prevalente e, pur essendo importante in tutte le aree geografiche, ha una rilevanza maggiore nel centro-sud d’Italia”.

Maiora (Despar) pone l’accento su freschezza e quotidianità del consumo, come aspetti che, creando una ciclicità d’acquisto, definiscono il ruolo chiave del reparto. Non sempre però, a causa delle dimensioni ridotte di alcuni pdv, è possibile esprimerlo al meglio. “Il reparto a libero servizio registra una crescita importante -dichiara Francesco Losappio, buyer salumi di Maiora Srl (Despar)- ma il banco assistito mantiene quote considerevoli grazie al rapporto di fiducia che si instaura tra gastronomo e cliente”. La fiducia, il rapporto uno a uno, l’accoglienza diventano volano per la vendita e l’addetto al reparto ha un ruolo rilevante in questo successo. Da qui la scelta di privilegiare la vendita assistita: ”Questa tipologia di vendita porta più benefici -prosegue Losappio- perché il gastronomo può consigliare, ascoltare e indirizzare il consumatore verso la scelta migliore, recuperando così anche il lato umano e sociale che si va via via perdendo”.

Preaffettato, sempre più qualità

Secondo Umberto Bertaccini, responsabile acquisti di Realco (Sigma), “La qualità del salume preaffettato cresce in termini qualitativi e con un contenuto di servizio sempre più alto. Il materiale e i packaging utilizzati si prestano ormai a un duplice fine: consumo fuori porta o domestico. La crescita del cosiddetto take away ha variato le nostre scelte e ormai le referenze affettate e ‘posate a caldo’ hanno un ruolo importante all’interno del mondo dei salumi”.
Altro capitolo determinante è la posizione all’interno del lay out, sempre per il take away: Realco ha scelto di posizionare le buste vicino al banco taglio, considerandole un prolungamento dell’assortimento tradizionale e coniugando così diversi aspetti. Prima di tutto, una potenzialità maggiore di segmentazione: “C’è la possibilità di proporre un assortimento ricco e profondo -spiega Bertaccini- anche abbinando salumi e formaggi in unica confezione, e poi la praticità nell’acquisto, più veloce, semplice e autonomo; infine, il potenziale di profittabilità: il take away ha costi operativi ridotti e gestibili”.

Piccolo e ben fornito

Nell’ambito di una strategia che attribuisce al reparto salumi un ruolo distintivo e di destinazione, l’assortimento di Megamark (Selex), i cui pdv sono situati in zone turistiche litoranee, si esalta nel comparto del libero servizio e del take away dove, anche per i negozi più piccoli, si cerca di offrire un assortimento ampio e profondo. “Il fattore tempo è determinante nella scelta -spiega Stefano Sciancalepore, responsabile acquisti freschi & surgelati Gruppo Megamark (Selex)-, per questo viene privilegiato il take away. Il banco salumi assistito invece offre una freschezza di taglio che premia le qualità organolettiche”.

Oms, focus sulla sicurezza

In Carrefour cresce il libero servizio, grazie soprattutto agli affettati in busta, mentre è stabile l’andamento del banco assistito, che però “ha subito perdite anche rilevanti nei periodi di elevato allerta alimentare -dice Fumagalli- come alla fine del 2015 per la dichiarazione Oms e conseguente demonizzazione del consumo. Tengono i consumi del comparto take away a testimonianza di un cambiamento del comportamento di acquisto”. In crescita i formati con grammature non superiori ai 120 g e le monoporzioni. “L’attenzione non è tanto per l’innovazione in sé -spiega Fumagalli- quanto verso la qualità e la sicurezza alimentare dell’offerta: pertanto la sfida sarà quella di soddisfare la domanda con prodotti con un livello qualitativo intrinseco superiore”. Anche per questo nel banco al taglio la promozionalità incide meno.

Oms citato anche da Laura Nobili per Conad, che segnala come il comparto abbia definitivamente superato le flessioni legate a quell’evento, e infatti “il totale peso variabile e peso imposto chiude il 2017 con un trend positivo a volume e a valore con una spinta maggiore nel peso imposto rispetto al peso variabile”.

I numeri del salume, in crescita

Il consuntivo di fatturato del banco taglio, da inizio anno alla quattordicesima settimana 2018, registra un +2,60% contro l’andamento dei negozi che riportano un +3% sulla totalità del fatturato. Realco certifica un travaso di vendite dal banco taglio verso il reparto a libero servizio. Il reparto salumi nel suo insieme cresce su anno mobile dell’1,15%, ma con i prodotti a self service che crescono del 10,78% mentre i salumi affettati al banco tradizionale sono in calo del 3,53.

Le valutazioni di Realco

Il fatturato maggiore è rappresentato dalle buste di preaffettato in crescita dell’11,3%. “Un risultato nel complesso positivo -afferma Bertaccini- ma oggetto di alcune valutazioni: il livello qualitativo della buste si è alzato notevolmente negli ultimi anni, sia nella scelta della materia prima che nella tecnologia dei metodi di conservazione, inoltre, come contraltare, la ricerca di personale qualificato per il banco taglio è sempre più difficile”.

Il dato sullo spostamento di consumi da un reparto all’altro è confermato anche a livello nazionale: nel 2008 l’incidenza del reparto assistito, sul totale vendite salumi a valore iper + super, era del 75% mentre il reparto self service registrava un 25%. Dopo 10 anni, e quindi nei primi 3 mesi del 2018 e sempre nello stesso perimetro di vendita, le quote sono rappresentate dal 58% nel reparto assistito e dal 42% dal self service, con un travaso di 17 punti percentuali dal banco assistito verso il self service (fonte Rem Lab Università Cattolica, elaborazioni su dati Iri). Indubbiamente la leva promozionale ha giocato un ruolo primario in questa situazione, la pressione promozionale del libero servizio è attorno al 40% mentre quella del banco si attesta attorno al 19%.

Si cresce se l'offerta merita

Il mondo salumi sulla rete Megamark (Selex) è cresciuto nel 2017 del 10,5% a valore e del 7,8% a volume, “Non a causa di una maggior pressione promozionale -precisa Sciancalepore-, ma grazie alle scelte assortimentali, sia in ambito private label che industria di marca. Anche nella Mdd l’assortimento è più spinto verso il libero servizio, con l’obiettivo di garantire qualità a un prezzo accessibile a tutti”.

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Mercatone Uno, cessione al rush finale

Gli acquirenti di Mercatone Uno sono due: Shernon Holding acquisirà 55 punti di vendita, oltre al marchio, alla logistica e alla sede. Altri 13 punti di vendita saranno acquisiti da Cosmo, noto gruppo nazionale, operante con il marchio Globo.

I Commissari straordinari di Mercatone Uno, nel corso dell'odierno incontro al Ministero dello sviluppo economico, con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, hanno illustrato i contenuti dell'autorizzazione ministeriale all'aggiudicazione dei compendi aziendali relativa a 68 punti di vendita, sui 74 oggetto del bando di cessione.

Oltre ai 59 punti di vendita attivi, sono oggetto dell'aggiudicazione anche 9 esercizi  attualmente chiusi.

Due gli acquirenti individuati a conclusione della lunga e complessa procedura di vendita.

I Commissari Straordinari di Mercatone Uno: da sin. Stefano Coen, Vincenzo Tassinari, Ermanno Sgaravato

Shernon Holding acquisirà 55 punti di vendita, oltre al marchio, alla logistica e alla sede. Shernon Holding è una società costituita da un gruppo di imprenditori del settore che garantirà la continuità dell'attività e dell'insegna Mercatone Uno.

Altri 13 punti di vendita saranno acquisiti da Cosmo, noto gruppo nazionale, operante con il marchio Globo.

L'esito della procedura di vendita consentirà la continuità aziendale e la salvaguardia di oltre 2.000 posti di lavoro.

I Commissari straordinari hanno espresso soddisfazione per la soluzione individuata in un contesto molto complesso, caratterizzato dalla negativa congiuntura economica dei consumi e del settore di riferimento. 

L'incontro di oggi con i sindacati di oggi si è svolto in un clima costruttivo e responsabile, nella consapevolezza che, con il contributo di tutti, sarà possibile  il rilancio di Mercatone Uno.

Da Adhoc al via gli eventi etnici Oriente Food Express

I piatti e gli alimenti esotici diventano sempre più una proposta trasversale, non più appannaggio unicamente dei ristoranti etnici, tanto che sempre più italiani si aspettano di trovare, ad esempio, in un classico aperitivo del buon sushi o del wasabi.

Adhoc, il Cash & Carry presente in Campania dal 2004, ha lanciato l’iniziativa “Oriente Food Express – il Sushi & Curry su misura per te”: si tratta di un’area dedicata, presente nei cash&carry, che offrirà ai clienti tutte le specialità della cucina asiatica, realizzate con ingredienti provenienti dai luoghi di origine e con tecniche gastronomiche qualificate. L’iniziativa è frutto di un accordo in esclusiva in Campania tra Adhoc e Heuschen & Schrouff Oriental Food, il fornitore leader in Europa occidentale.

“Grazie a questo importante accordo, i Cash&Carry Adhoc avranno l’esclusiva della vendita di prodotti etnici di livello superiore –dichiara Angelo Merola, responsabile marketing di Multicedi–. Heuschen & Schrouff importa dall’Asia, e in parte produce, circa 45 famosi marchi che distribuisce tra i paesi dell’Unione. Una gamma di prodotti costantemente controllata, aggiornata secondo le richieste della clientela e sempre in linea con i criteri di alta qualità ed eccellenza”.

Presso i cash&carry Adhoc sono in programma diversi eventi etnici, in pratica delle giornate dedicate alla degustazione e alla formazione, in cui si potrà assaggiare e conoscere queste specialità culinarie: Giovedì 24 maggio a Capua Vitulazio, venerdì 25 maggio a Orta di Atella e sabato 26 maggio ad Arzano.

Heuschen & Schrouff distribuisce in 35 paesi nel mondo, prodotti provenienti soprattutto da Thailandia, Singapore, Malesia, Filippine, India, Cina, Vietnam e Corea. Una recente novità riguarda la produzione e distribuzione di prodotti della cucina araba, turca, caraibica, africana e polacca.

Nelle aree “Oriente Food express” di Adhoc, dove a farla da padrone è la cucina del sud-est asiatico, c’è l’imbarazzo della scelta: la salsa di soia giapponese, ritenuta tra le più pregiate perché utilizza il grano come ingrediente principale, i noodles, tipo di pasta molto antico divenuta cibo-gourmet nei locali etnici di tutto il mondo e, ancora, i vermicelli di Longkou, di aspetto simile ai “nostri” vermicelli, ma fatti di amido secco mescolato con fagiolini verdi e piselli, che conferiscono al prodotto un aspetto filiforme e translucido.

Non manca il Sushi, piatto tipico della cucina giapponese a base di riso e pesce crudo, alghe, vegetali o uova, le miscele per tempura, una pastella per fritti tipica della cucina asiatica e famosa per la sua leggerezza, la salsa di pesce, l’olio di riso e il latte di cocco, ingrediente molto usato nella cucina del sud-est asiatico per i suoi effetti benefici sul cuore e sui livelli di colesterolo.

L’ozono di Arneg O-Fresh System

Il sistema professionale brevettato Arneg O-Fresh System sfrutta l’efficacia funghicida e battericida dell’ozono a vantaggio della sicurezza alimentare, migliorando la conservazione della carne. L’ozono nell’aria che circola nella vetrina in questo modo non veicola agenti patogeni (batteri, muffe, virus, acari), i quali non si depositano nemmeno sulle pareti e sul prodotto esposto. I vantaggi sono molteplici: la contaminazione tra alimenti contigui nella vetrina è molto ridotta, la sanificazione è continua e uniforme, anche negli spazi più difficili da raggiungere, senza residui chimici determinati dai prodotti per la pulizia. Colori e profumi rimangono più a lungo, non è necessario svuotare e ricaricare i prodotti in vetrina ogni sera, e in generale la carne si deteriora più lentamente e non cala di peso, riducendo gli scarti e massimizzando i profitti. Arneg ha calcolato in 45 giorni il tempo utile a rientrare dell’investimento per la vetrina da 3,75 m, 20 giorni per quella da 7,5 metri.

Mercatò valorizza il pescato del Mar Ligure

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Dalla collaborazione tra Antonio Verrini & Figli, azienda genovese attiva nella distribuzione di prodotti ittici, e l’insegna Mercatò nasce il progetto Da Noi a Noi - prodotti locali per la valorizzazione della filiera ittica corta certificata

Dalla collaborazione tra Antonio Verrini & Figli, azienda genovese attiva nella distribuzione di prodotti ittici, e l’insegna Mercatò (Gruppo Dimar, associato Selex) nasce il progetto Da Noi a Noi - prodotti locali  finalizzato alla valorizzazione della filiera ittica corta certificata Pescato del Mar Ligure. Dopo una prima fase di test, il progetto viene avviato ufficialmente: nei 46 banchi pescherie dell’insegna Mercatò, che conta oltre 80 punti di vendita tra Piemonte e Liguria, sarà inserito il pescato fornito dall’azienda genovese.

L’insegna sottolinea: “L’iniziativa nasce con lo scopo di fornire ai clienti di Mercatò un pescato di eccellente freschezza e qualità garantite dall’organizzazione e dalla capacità logistica di Verrini attraverso le due piattaforme distributive di Genova e Savona più vicine al territorio e ai punti di vendita da servire”.

 

Linkontro Nielsen 2018: l’evento in video

Andamenti di mercato, trend emergenti nel food e a livello di servizi, formati con performance top: questi alcuni dei temi affrontati nel corso di quest'ultima edizione

What's next? Questo il tema dell'edizione 2018 di Linkontro Nielsen. Tra i temi principali al tavolo del confronto non più solo il digitale, ma anche la nuova frontiera dell'intelligenza artificiale e "come questa impatta sulle nostre vite e sul mondo del largo consumo", spiega Giovanni Fantasia, Ad Nielsen Italia.

Consumi che rallentano ma che si trasformano, abbracciando ristorazione, etnico, food delivery. Nei mercati distributivi "assistiamo a movimenti veloci e trend diversi anche già rispetto al 2017", sottolinea Romolo De Camillis, retail director Nielsen Italia.

La nostra sintesi dell'evento Linkontro 2018 nel video sopra.

Reparto formaggi: gli stili di vita al centro

I trend modaioli cambiano velocemente le abitudini di consumo influendo sulle performance di vendita di tutti i singoli segmenti. Per un quadro estremamente dinamico (da Gdoweek n. 8)

Nuovi stili di consumo impattano su una categoria tradizionalmente variegata qual è quella dei formaggi, generando una serie di flussi che frammentano la crescita o la contrazione delle singole categorie in base a influenze, tendenze, mode alimentari. Un intreccio delle vendite difficile da semplificare, soprattutto tenendo conto dell’estrema diversificazione dei prodotti che costituiscono l’offerta. Secondo dati Iri (riferiti a Totale Italia, iper + super + Lsp) la categoria dei formaggi a peso imposto flette dell’1,1% a volume e mette a segno un + 1,4% a valore, raggiungendo rispettivamente le oltre 310mila tonnellate di venduto per un controvalore che sfiora i 2,8 miliardi di euro.

Se segmentiamo questi trend per tipologia di prodotto, tra freschi, stagionati, grana e fusi, notiamo come si sia verificata un’inversione di tendenza rispetto alle dinamiche delle scorse stagioni. I freschi, che pur rappresentano circa i due terzi delle vendite a volume, sembrano aver ridotto la loro spinta verso l’alto espressa finora. Un trend che era paradigmatico del cambiamento: formaggi sempre più freschi e meno grassi, per una dieta evoluta che tagliava i ponti con il passato e si poneva come regime a maggiore contenuto salutistico. Oggi i dati Iri ci consegnano una categoria formaggi freschi sostanzialmente stabile, con i principali segmenti (crescenza, ricotta, spalmabili, fiocchi, caprini), che hanno saputo interpretare l’innovazione dell’industria casearia in termini di ricettazione e packaging, a perdere terreno, con flessioni più marcate a volume. Tiene il prodotto più importante della categoria, ossia la mozzarella, più o meno stabile nella sua versione vaccina e in crescita decisa quella di bufala, le cui vendite crescono del 7,5% a volume e dell’8,1% a valore.

“I formaggi freschi -dichiara Francesco Losappio, buyer categoria formaggi di Maiora Despar Centro Sud- con quasi 7 milioni di euro, rappresentano il 55% di incidenza sul fatturato realizzato dall’intera categoria. Le ottime performance di vendita sono legate ai consumi dei formaggi morbidi e cremosi che essenzialmente seguono i trend alimentari più moderni. Riscontriamo un trend generale positivo per tutti i formaggi cosiddetti salutistici, come i formaggi alleggeriti che seguono le nuove abitudini alimentari. Prodotti importanti, in grado di soddisfare le esigenze dei nostri clienti più attenti e con un ampio margine di crescita, anche se i consumi di queste referenze oggi restano esigui”.

È partito in questi giorni un progetto pilota senza precedenti per Granarolo e che coinvolgerà in prima battuta alcuni ipermercati di 4 regioni italiane: in Lombardia (Iper La Grande I a Busnago, Milano, poi al Portello), Abruzzo (Iper La Grande I a Città Sant’Angelo, Pescara), Lazio (Panorama Lunghezza, a Roma) ed Emilia Romagna (da maggio: Carrefour di Casalecchio di Reno).

Tutta la gamma dei formaggi freschi del Gruppo Granarolo è riunita in testate frigo personalizzate, per trasferire l’ampiezza dell’offerta dei caseari Granarolo, dai formaggi fatti con latte Alta Qualità ai Biologici, dai caseari a ridotto contenuto di sale e di grassi della gamma Oggi Puoi, ai senza lattosio della gamma Accadì. I prodotti in assortimento ruotano nel corso del mese di presenza sulla testata espositiva, che vedrà alternarsi, secondo logiche legate alla stagionalità e alle pianificazioni promozionali, mozzarelle, stracchini, ricotta, mascarpone, scamorze, grattugiati e spicchi del Gruppo Granarolo.

“Il progetto riflette modalità e logiche espositive distintive nel comparto dei formaggi freschi libero servizio -spiega Carmela De Stasio category coordinator Granarolo-. In primo luogo, non è un’attività temporalmente limitata, ma un’esposizione preferenziale continuativa che si protrae all’interno del singolo punto di vendita per più di 1 mese, un tempo importante ed adeguato a farsi apprezzare dal consumatore e stimolare il trial dei prodotti. È poi un’attività destinata a valorizzare la trasversalità e l’ampiezza dell’offerta dei formaggi freschi Granarolo e ad interpretare la nostra visione di category management e di segmentazione dello scaffale per bisogno del consumatore”. La copertura riguarda regioni di maggiore incidenza di vendite, ma verrà estesa a zone commercialmente meno preponderanti.

“In Unes -dichiara Giuseppe Cantone, coordinatore degli acquisti Viaggiator Goloso Unes- notiamo una migliore performance dei formaggi freschi, determinata dalle nostre scelte assortimentali che privilegiano questa categoria sotto il profilo della profondità dell’offerta. Naturalmente notiamo che anche nei freschi la fascia premium è quella che performa meglio e sono la mozzarella, soprattutto nelle sue varianti di qualità, come per esempio la bufala, a mostrare gli andamenti migliori. Dalla nostra esperienza hanno buone performance i formaggi freschi a base latte ovino o caprino, che hanno perduto le prerogative di un gusto invadente e spiccato e oggi capitalizzano anche un posizionamento più elevato sotto il profilo del contenuto nutrizionale. Nel complesso la categoria dei freschi ha un vissuto più salutistico rispetto a quella dei formaggi stagionati e anche questo aspetto condiziona le scelte dei consumatori”.

Nella categoria dei freschi, mostrano altrettanto buone performance nelle vendite anche due prodotti “minori”, come robiola e tomini, anch’essi, come la mozzarella di bufala, figli della tradizione casearia regionale, ma rivelatisi adatti per un consumo dei giorni d’oggi: scaldato sulla piastra per il tomino, spesso un’alternativa gustosa alla carne ai ferri, e la robiola, con la sua texture spalmabile dolce ma decisa, soddisfa il desiderio di qualità (e gusto). Sul lato opposto, continuano a salire le vendite di altri freschi, spesso prodotti che hanno un posizionamento salutistico più spinto (meno grassi, no lattosio, caglio vegetale) e vanno a soddisfare la moltitudine di italiani che hanno interrotto (o ridotto) il consumo di carne: secondo Iri siamo di fronte a crescite superiori al 6% a volume e valore. In questo comparto, spesso, si concentra l’innovazione di prodotto con proposte mirate per colpire il target più evoluto, attento al contenuto nutrizionale e di servizio, oltretutto riuscendo a spuntare un prezzo euro/kg più favorevole, proprio in virtù dell’innovazione. Proprio il prezzo medio della categoria formaggi a peso imposto è in crescita e oggi sfiora i 9 euro/kg (8,98 euro per la precisione, in crescita del 2,5%).

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Philips a Milano inaugura Sarca 235

La trasformazione aziendale di Philips non riguarda solo prodotti e processi, ma è prima di tutto un cambiamento culturale, che ha coinvolto l’intera popolazione aziendale

Non solo un nuovo edificio, ma anche un modo più moderno di lavorare. Questo è Sarca 235, il quartier generale dell’azienda. Un edificio all’interno del Business District Bicocca di Milano. Non solo uffici, ma soprattutto spazi pensati all’insegna dello smart working e della flessibilità che pongono persone e clienti al centro. Un ulteriore e fondamentale tassello della business transformation di Philips, che ha portato in quattro anni a un aumento del 26% dell’engagement dei dipendenti e del 18% della produttività aziendale. Lo smart working ora per la sede italiana si dota anche di veri e propri smart spaces. Questo video ne illustra gli aspetti salienti.

Le 3 cose che … ricorderà de Linkontro Nielsen 2018

Il punto con le aziende che hanno partecipato all'evento: Despar, Selex, De Nigris e Gruppo VéGé

Si chiude l'appuntamento annuale Linkontro Nielsen 2018, anche per questa edizione ricco di importanti ispirazioni che aprono al futuro e interpretano il presente, pure in continuità con il passato. Abbiamo chiesto ad alcune delle aziende presenti cosa ricorderanno in particolare dell'evento.

Uno scenario sempre più complesso e che non cresce. Reputazione ed etica. Digitalizzazione ma anche importanza territoriale. Il punto nel video sopra con Lucio Fochesato, direttore generale di Despar Italia.

Il coraggio di un uomo. L'importanza della reputation economy. Il gap tra competenze necessarie al Paese e la capacità di produrle. L'opinione nel video sotto di Maniele Tasca, direttore generale di gruppo Selex.

Consapevolezza del presente senza dimenticare il nostro bagaglio culturale. Parla Nicola Mastromartino, presidente di Gruppo VéGé.

Benessere, quota rosa e molto altro. Il punto nel video a seguire con Armando De Nigris, presidente Acetifici Italiani Modena.

Video tour: Pam festeggia 60 anni

-"Crediamo che il futuro della vendita sia di tipo sinergico, con innovazioni nell'esperienza del quotidiano: per questo vogliamo espanderci anche nella vendita immateriale. Per noi oggi è un momento epocale di svolta, per presentarci in chiave moderna". Queste parole di Giampietro Corbari, amministratore delegato di Gruppo Pam chiariscono bene i programmi del gruppo, nell'anno in cui vengono festeggiati 60 anni di attività.

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Anzi, l'anniversario diventa l'occasione per ripercorrere il percorso fatto fino a oggi e ribadire il payoff della catena, La vita spesa al meglio, che racconta cosa l'insegna vuole dati ai propri clienti in termini di qualità.

Intanto a Roma, alla fine di aprile, è stato aperto un nuovo supermercato all'interno del centro commerciale Valle Aura, 60 negozi, 16 punti di ristorazione e un Pam Superstore come locomotiva alimentare. "È il più importante dei nostri store dal punto di vista produttivo -chiarisce Corbari-: è l'ultimo nato nel nostro percorso e racchiude tutte le innovazioni che abbiamo sviluppato in Italia negli ultimi anni. Coniuga tradizione ed innovazione, mantenendo le caratteristiche classiche del nostro format e valorizzando le eccellenze di freschi e freschissimi".

Linkontro 2018: le 3 cose che… determinano la reputazione aziendale

Appuntamento con Linkontro Nielsen 2018, dove abbiamo chiesto ad alcune delle aziende presenti cosa significa per loro reputazione. Il punto in video-pillole con Coop, Crai, De Cecco, Ferrero...

Appuntamento con Linkontro Nielsen 2018, dove abbiamo chiesto ad alcune delle imprese presenti cosa significa per loro reputazione aziendale. Il punto in video-pillole con Coop Italia, Crai, De Cecco, Ferrero...

Storia, qualità e mission. Questi i tre valori fondanti per la reputation De Cecco, come spiega nel video sopra il direttore commerciale Luciano Berardi.

Restituire al territorio a partire da attività legate al sociale. Questo il punto di partenza della reputazione secondo Crai, in linea con la sua identità di prossimità. A spiegarlo nel video sotto il direttore marketing Mario La Viola.

Per Ferrero, come racconta nel video sotto l'Ad Alessandro D'Este, è trasparenza, coraggio, chiarezza e correttezza, nonché capacità di prendere posizione.

Sicurezza, trasparenza informativa ed etica. Questi i temi imprescindibili per la reputazione secondo Marco Pedroni, presidente di Coop Italia, delineati nel video sotto.

Persone, valori, cose. Questo il dna della reputazione Conad, come evidenzia nel video Giuseppe Zuliani, direttore comunicazione, customer marketing e relazioni esterne

Niente più prodotti, ma aziende: questo il core della reputazione nell'era della "reputation economy". Chiude con un'analisi sul tema nel video qui Michele Tesoro Tess, executive partner e senior managing director Emea di Reputation Institute.

Iri: i consumi d’Europa sono da interpretare

L’analisi delle performance per categorie merceologiche restituisce un quadro complessivo poco lineare a livello europeo. Il benessere non è certamente l’unico driver (da Gdoweek n. 8)

Il salutismo domina in Europa? Forse molto meno di quello che si potrebbe pensare guardando all’evoluzione degli assortimenti in gdo in Italia. Secondo il report Iri di aprile 2018 sugli andamenti per categorie merceologiche rilevati nei mercati chiave del vecchio continente sono proprio le categorie merceologiche classiche quelle che sembrano centrare trasversalmente ai vari mercati le prestazioni migliori anno su anno: birra, superalcolici, snack salati, gelati, acque minerali e ittico surgelato. Sono questi i segmenti trainanti in termini di vendite aggiuntive. Nell’ambito del non-alimentare i prodotti cosmetici per la cura viso e quelli per l’incontinenza sono in testa alla classifica. Sul versante opposto, a guidare il gruppo di segmenti meno performanti (e in certi casi realmente declinanti) si posizionano i latti Uht, le cola e le carni rosse surgelate. Da segnalare che il trend delle barbe lunghe (da curare con i rispettivi elettrodomestici dedicati) sta incidendo in negativo un po’ dovunque nell’ambito dei rasoi a lama maschili.

A livello assoluto, Iri misura un valore di mercato di 432 miliardi di euro che riporta a una crescita annuale di due punti percentuali. L’universo di riferimento riguarda le principali macroaree degli assortimenti gdo: food fresco-non refrigerato-surgelato, analcolici (con tè e caffè), cura casa, cura persona, dolciumi, area pet, alcolici (spirits e non). I mercati coinvolti dall’analisi sono Italia, Regno Unito, Germania, Paesi Bassi, Francia e Spagna. L’allineamento e la confrontabilità dei dati è garantita dai metodi di rilevazione Iri che sono stati adottati in tutti i mercati di riferimento. Per questo motivo, nell’ambito ortofrutticolo, frutta e verdura confezionata a peso variabile fanno riferimento solamente al mercato italiano perché non riscontrabili nei mercati europei adiacenti.

Una prima macroevidenza che emerge rispetto agli assortimenti è che l’area alimentare si colloca appena al di sotto della metà del valore complessivo generato in sell-out: al 46%. E nell’ultimo anno hanno dimostrato buona vitalità crescendo in tutti i 6 Paesi considerati. Ma non con la stessa velocità: freschi e surgelati paiono al momento avere un passo decisamente più grintoso, con una crescita che nel migliore prestazionale raggiunge il 7,1%. Certamente più tranquilla appare la situazione nel grocery alimentare che registra la sua prestazione più debole nel Regno Unito con una crescita dello 0,5%. Da riscontrare che a livello generale con un salto in avanti di 4 punti, freschi e freschissimi superano la soglia dei 100 miliardi di euro (102,9) e si lasciano decisamente alle spalle l’alimentare non-refrigerato (95,9), che cresce meno della media a 1,3 punti. Alcolici e analcolici rientrano comunque sempre all’interno delle prime 5 categorie in ciascun mercato. Complessivamente realizzano performance superiori alla media (rispettivamente 2,6% e 2,1%) intercettano insieme poco meno di 110 miliardi di euro (106,4). Guardando nel dettaglio dei singoli Paesi, al di là delle dimensioni, emergono anche differenti atteggiamenti di acquisto da parte dei consumatori locali. Tra i britannici i best performer risultano essere i superalcolici (a oltre 18 miliardi e con 4,4 punti di crescita); i francesi premiano freschi/freschissimi per quanto con incrementi piuttosto contenuti (1,6%); in Italia il grocery alimentare resta ancora al primo posto (16 miliardi) ormai quasi raggiunto dai refrigerati che si segnalano per un dinamismo sicuramente più accentuato (+3,4% vs +0,6%). I tedeschi rendono la Germania la regina dei freschi/freschissimi: a livello assoluto (oltre 35 miliardi di euro, più del doppio del giro d’affari italiano) e per performance di crescita: +7,1%. Un risultato inavvicinabile in tutti gli altri contesti, ma che è legato anche ad un attuale forte tasso di inflazione che ha coinvolto l’intero comparto dei latticini e derivati. Per quanto concerne il Regno Unito, da segnalare che l’ottimo momento di mercato degli snack è bilanciato in negativo da prestazioni in forte declino dei prodotti da forno e dei cereali.

Già molto evidente in Italia, emerge anche nei vicini mercati europei l’ottimo stato di salute del reparto animali, che contribuisce a portare in positivo quale best performer l’intera area dell’extra-alimentare (0,8% a livello europeo). Il che non nasconde segmenti a forte criticità: svetta quale reparto in sofferenza il baby (-3,7%). A fronte di un calo generalizzato delle nascite si contrappone ovunque un aumento del numero degli animali da compagnia e, soprattutto, cresce l’abitudine a effettuare acquisti specifici per tipologia di animale a fronte del calo della preparazione domestica di pasti e cure ad hoc. Il sell-out totale del pet sfiora intanto i 9 miliardi di euro. Cura casa e persona evidenziano andamenti trasversali flat, mentre la dinamica a valore è caratterizzata da una certa deflazione.

Linkontro 2018: le 3 cose che… fanno le aziende per le donne

A Linkontro Nielsen 2018 abbiamo chiesto ad alcune aziende presenti le loro politiche per la diversity al femminile. Il punto con Nielsen, P&G, Coca-Cola Hbc Italia, Coralis e Coricelli

Appuntamento con Linkontro Nielsen 2018, dove abbiamo chiesto ad alcune aziende presenti le loro politiche per la diversity al femminile. Il punto in video-pillole con Nielsen, P&G, Coca-Cola Hbc Italia, Coralis e Coricelli.

Da sessioni di workshop e coaching per supportare le donne sul lavoro negli snodi più difficoltosi della carriera a un periodo esteso di maternità, passando per incontri con leader femminili che raccontano i loro segreti del successo. Questo il racconto di Giovanni Fantasia, Ad di Nielsen Italia, nel video sopra.

Per P&G la diversità è un valore chiave e quella di genere è supportata con numerosissime iniziative, compreso l'ultimo corso per aiutare i manager a uscire da preconcetti e stereotipi. Il punto qui sotto con Sonia Anelli, Innovation Leader P&G.

"La mia presenza è il primo simbolo rappresentativo del passaggio dell'azienda a un'apertura al femminile. Le donne che lavorano con noi sono tutte giovani e assistite con iniziative come con la nursery per momenti come la maternità". Nel video sotto parla Chiara Coricelli, titolare di Pietro Coricelli Spa.

Donne protagoniste all'interno del Gruppo Coralis, come racconta con numerosi esempi nel video qui sotto la presidente Eleonora Graffione. Il successo delle donne nell'impresa? Vincere restando donne.

"Ci concentriamo sullo sviluppo dell'individuo, sulla valorizzazione dei singoli e sul merito anche ma non solo nelle differenze di genere", spiega nel video sotto Marco Pesaresi, direttore commerciale di Coca-Cola Hbc Italia.

Bennet rinnova altri 3 punti di vendita e potenzia il Drive

Il caffè cucina a Castelletto Ticino
Bennet inaugura i restyling dei punti di vendita di Cantù, Tavernola e Castelletto Ticino, con l'attivazione contestuale di 2 nuovi bennetdrive che portano a 12 le postazioni fisiche per il ritiro dei prodotti ordinati online

Tre nuovi (nel senso di rinnovati) punti vendita Bennet con apertura di drive per il ritiro della spesa ordinata online (bennetdrive) a Cantù e Tavernola. Cliccando su www.bennetdrive.it da qualunque dispositivo 24 ore su 24, si scelgono i prodotti per poi passare a ritirarli in qualsiasi momento della giornata nell’apposita piattaforma. La spesa viene caricata direttamente in macchina da un addetto senza costi aggiuntivi. Si paga anche al ritiro/consegna tramite Pos. Bennet Drive presenta le stesse offerte del punto di vendita, con la possibilità di ordinare anche freschissimi (ortofrutta, macelleria, pescheria) e prodotti di produzione Bennet (panetteria, pasticceria, rosticceria e cucina). Con le nuove postazioni esterne di Cantù e Tavernola, Bennet raggiunge così i 12 punti vendita dotati di questo servizio,

A Cantù e Castelletto Ticino le innovazioni riguardano soprattutto i nuovi reparti: freschi e prodotti che servono per la dispensa. Nuovo spazio anche alla ristorazione, con i corner +CheSushi, nel Bennet di Cantù, e Caffè&Cucina nel Bennet di Castelletto Ticino.

Il caffè cucina a Castelletto Ticino

Le novità si estendono ad altri reparti, come quello per la casa, dall’occorrente per i fornelli alle novità per arredare gli spazi interni ed esterni.
Particolare attenzione al tessile (varietà di telerie, adatte a qualsiasi stile d’arredamento) e al giardino, con rafforzamenti assortimentali nel fai da te e nell'elettrico.

Tornando all'alimentare, spiccano i reparti salutistica -con prodotti vegani, vegetariani, e tutti i "senza" (senza lattosio, senza glutine, senza zucchero, senza uova, senza lievito) e la parafarmacia con farmaci da banco, omeopatici, fitoterapici e prodotti per la cura della persona.

Pagamenti: nuovi servizi di SpesaPass e CassaSelf, Apple Pay e Samsung Pay, per pagare direttamente da smartphone o tramite carta.

Altra novità, i totem interattivi, attraverso i quali i clienti possono accedere in completa autonomia ai servizi offerti dal mondo Bennet Club .

 

Linkontro2018: In gdo vincono le politiche commerciali chiare

Il punto sugli andamenti di format e prodotti alla conferenza d'apertura di Linkontro Nielsen 2018

A parità di rete nel periodo gennaio-maggio (inizio) 2018 l'andamento di fatturato dei format distributivi premia i discount (+1,5%) e l'eCommerce, che cresce a doppia cifra e incide per l'1,5%. Rallentamento invece per i supermercati, che calano del 0,9% con differenze tra le diverse insegne (meglio le metrature tra 1.000-1.500), mentre continuano le difficoltà degli ipermercati (-3,3%).

Questi alcuni dei numeri raccontati da Romolo De Camillis retailer director di Nielsen Italia, durante la conferenza d'apertura di Linkontro Nielsen 2018, che anche quest'anno fa il punto sul largo consumo, tra trend in atto e previsioni future.

Bene i player locali rispetto a quelli nazionali e i formati convenience e a libero servizio, che si stanno trasformando. Andamenti positivi che dipendono più dall'insegna che dal formato.

Parlando di promozioni, in particolare, a fronte di una trasformazione dell'offerta distributiva, Nielsen ha scelto di rileggere il tessuto della gdo suddividendolo per intensità promozionale e posizionamento di prezzo. “Con questa fotografia rendiamo molto più leggibile l’impatto di queste politiche sulle performance”, spiega Giovanni Fantasia, Ad di Nielsen Italia: "Il tema che emerge è che tanto più c’è una politica commerciale chiara tanto più questa viene premiata dal consumatore".

In termini di assortimento, continua la crescita delle vendite della mdd e dei piccoli brand industriali. Nei primi quattro mesi dell’anno emerge un trend negativo (-1,9%) delle vendite a valore dei «top 20» (escluse le mdd). Trend negativo anche dei follower, dalla 21esima posizione alla 200, che calano del -1,4% (nel 2017: +2,6%). Crescita del +3,8% per la mdd (discount inclusi), mentre nel non food la crisi si aggrava.

Zara reinventa la vendita nel fast fashion retail

Il brand del gruppo Inditex aprirà un punto di vendita pilota che rivoluzionerà l’esperienza d’acquisto (da Gdoweek n. 8)

Maggio 2018 sarà una data memorabile nella storia del fast fashion retail: Zara, l’icona del gruppo Inditex, lancerà il suo punto di vendita rinnovato, di 4.000 mq di superficie e ubicato nel centro commerciale Westfield a Londra. Con questo negozio, Zara può reinventare la vendita al dettaglio di abiti ispirati all’alta moda. Il “negozio pilota” di Zara sarà un nuovo modo di effettuare acquisti da Zara da parte di clienti perennemente connessi.

Immagino una cliente ideale: mentre sorseggia il caffè del giovedì mattina, arriva un nuovo messaggio sul suo smartphone: domenica ci sarà la festa di compleanno di una sua amica! Comincia a far scorrere immagini sullo schermo per trovare qualcosa di nuovo da indossare. L’app di Zara propone una scelta di capi alla moda per soddisfare i suoi gusti, elaborata in base ai suoi precedenti acquisti e alle varie interazioni avvenute. Sceglie due abiti e si sente più rilassata. Dopo aver effettuato l’ordine, riceverà un messaggio di conferma con un codice sul suo smartphone. Non vede l’ora di ritirare il pacco. Dopo il lavoro, si reca nel negozio di Zara presso il centro Westfield per ritirare gli articoli ordinati. Gli orari di apertura sono estesi. Entra nel negozio, si dirige verso gli scanner self-service nella zona click&collect per mostrare il codice che ha ricevuto. Un robot automatico preleva il pacco dal retro e lo deposita in un armadietto che potrà aprire subito dopo. Proprio accanto agli armadietti vede alcuni spaziosi camerini. Una addetta dello staff la accompagna direttamente in uno di questi. Non deve fare la coda o aspettare. Si reca nell’area dedicata per aprire il suo pacco. Il secondo capo acquistato tramite smartphone non le piace. Deve semplicemente posarlo sul banco accanto. Zara riaccrediterà automaticamente l’importo corrispondente sulla sua carta di credito. Non è necessario ripiegare, reimballare, applicare l’indirizzo, chiudere il pacco e portarlo da un’altra parte. Però manca qualcosa. Qualche accessorio? Quando prova nuovamente la camicetta, lo schermo integrato nello specchio del camerino suggerisce abiti e altri articoli da abbinare, della taglia corretta e proposti in base ai gusti della cliente. Dopo aver scelto alcuni articoli tra quelli proposti, li ordina toccando lo schermo: li porterà l’assistente oppure arriveranno in apposite capsule tramite un sistema pneumatico. È il momento di pagare. Per rendere l’acquisto più semplice e agevole, ogni collaboratore di Zara dispone di uno scanner che rileva gli articoli e chiede la carta di credito o lo smartphone per il pagamento; la ricevuta sarà poi inviata sullo smartphone. La cliente si allontana dalla zona click&collect. Perché non cercare un regalo per l’amica in un’altra sezione dedicata di questo centro commerciale?

Nella sezione standard del negozio si possono cercare gli abiti in un modo più stimolante. L’organizzazione dell’assortimento va al di là del tradizionale criterio di genere (area dedicata alle donne, agli uomini, ecc.). Entrando nella “zona per le donne”, si trovano alcuni angoli dedicati, ognuno dei quali presenta una collezione appena arrivata “incorniciata” in modo artistico, in modo da far percepire meglio lo spirito del design. L’atmosfera è creata tramite immagini digitali visualizzate sulle pareti di questi angoli. Pensando alla sua amica, la cliente trova una giacca elegante ma estrosa che riesce a immaginarle indossata. Anche la giacca viene pagata con l’aiuto di un’assistente e del sistema di cassa mobile. La cliente esce dal negozio.

Cosa rappresenta questa storia? Come abbiamo visto attraverso il percorso di acquisto del cliente, il nuovo concept store elimina molte incombenze noiose, rendendo l’esperienza del cliente migliore rispetto al passato. Nello specifico, viene migliorata l’esperienza del cliente sotto due aspetti: immaginazione (nell’uso del prodotto) e riduzione dei momenti pesanti e noiosi durante l’acquisto. Questa filosofia è applicata ai due momenti meno gradevoli nella maggior parte dei negozi di moda: i camerini e le casse. Ma consideriamo i vantaggi cui Zara andrà incontro con questa iniziativa:

1. Zara non sta lanciando un nuovo concept store, ma un nuovo sistema di vendita che prevede negozio fisico e web/app perfettamente integrati tra loro per soddisfare i clienti.

2. Una maggiore fedeltà dei clienti determina introiti più elevati. È stato dimostrato che ridurre i momenti noiosi dell’acquisto è uno dei modi migliori per incrementare la fedeltà dei consumatori. Non solo: determina introiti più elevati; questo aspetto è fondamentale, perché le aziende realizzano guadagni più elevati non a seguito dell’aumento del prezzo medio, ma perché un maggior numero di clienti torna.

3. Vita più lunga per gli articoli. L’operazione di reimmissione degli abiti nel circuito diventa più veloce. Gli abiti restituiti sono ancora “freschi” e possono essere venduti ad altri nello stesso negozio entro poche ore.

4. Zara sfrutta l’enorme esperienza della società nella logistica e, forse, anche incrementando l’ottimizzazione dei veicoli per il percorso di ritorno, se il capo restituito non verrà tenuto in quel negozio.

5. Un’importante differenziazione: con questa iniziativa, Zara trasmette la sensazione di essere un’azienda coraggiosa, ricca di iniziativa e concentrata sul cliente.

6. Quando il cliente arriva nella zona di prelievo degli acquisti, Zara controlla il momento di apertura del pacco. Sappiamo che questa operazione determina il rilascio di dopamina, il neurotrasmettitore cerebrale collegato al sistema della ricompensa. Zara collega questa gradevole sensazione al suo marchio proprio nel suo negozio: è un ottimo modo per creare brand equity senza utilizzare metodi convenzionali.

7. Finora l’allestimento dei negozi Zara era quasi impossibile, perché nessuno sa mai quale sarà lo stile dei prossimi capi in arrivo. In questi punti di vendita dominano dunque gli sfondi neutri per evitare dissonanze con l’estetica dei nuovi capi, qualunque essa sia. Nell’app/web di Zara, invece, quasi ogni articolo viene visualizzato su un modello o una modella o in un contesto stimolante. È risaputo che, quando i siti web mostrano i loro prodotti in una situazione stimolante, la percentuale di incremento delle vendite è a due cifre. Paradossalmente, Zara ispira meno nel negozio multisensoriale che nel web/app, dove si possono usare solo due sensi.

8. È possibile stimolare la vendita abbinata senza essere invadenti. Il ritiro degli ordini in negozio offre ai clienti la possibilità di vedere altri prodotti disponibili. Di fatto, ben il 70% degli acquirenti che restituiscono articoli comprati tramite un negozio effettua ulteriori acquisti.

9. È possibile comprendere molto meglio i clienti e la loro vita grazie all’uso intelligente dei dati raccolti. Tramite il sistema Rfid, così come con l’uso dell’app instore e di altre modalità per raccogliere dati, Zara costruisce un sorprendente database relazionale, che non solo può gestire la fase back-end con la precisione di un orologio, ma rende anche migliore l’esperienza del cliente al momento dell’acquisto. Ad esempio, grazie alla gestione dei dati, un robot consegna il pacco, offre suggerimenti con l’immagine di un modello o di una modella che indossa quel capo, come accade tramite web/app, e Zara, tramite visualizzazione sullo specchio-schermo del camerino, consiglia prodotti che si abbinano bene agli articoli acquistati. Inoltre, gli assistenti presenti in negozio possono offrire un aiuto molto più versatile rispetto a prima, è possibile pagare direttamente a loro ecc. Questo nuovo ecosistema di vendita al dettaglio di Zara non è solo un’opera legata alla moda, ma diventa un’attività di gestione dei dati. Con lo stesso successo con cui gestisce la moda, Zara in futuro potrebbe vendere con successo prodotti acquistati con minor frequenza, in modo personalizzato ed efficace.

10. Zara non solo rinnova il suo retail, ma migliora anche l’efficienza del suo intero modello d’impresa. L’azienda riesce a raggiungere una sinergia molto maggiore tra il front-end (la parte visibile ai clienti) e il back-end (la parte che ha finora gestito).

 

Rinnovato Conad City di Rimini

Riapre dopo i lavori di ristrutturazione il punto di vendita Conad City di Rimini, ubicato in via Serpieri 12, gestito dalla società Euromarket

Riapre dopo i lavori di ristrutturazione il punto di vendita Conad City di Rimini, ubicato in via Serpieri 12, gestito dalla società Euromarket che nella città gestisce altri quattro store.  Sono stati rinnovati, stando a quanto scrive NewRimini, i reparti frutta e verdura, il panificio, la macelleria con ampia isola di prodotti pronti da cuocere. Nuovo anche il banco salumi e latticini. Sono stati dedicate delle aree apposite per i prodotti biologici, Verso natura e Sapori e dintorni Conad. Il negozio è aperto tutti i giorni dal lunedì al sabato dalle ore 8 alle ore 20, la domenica dalle ore 8,30 alle 13.

 

Carrefour Italia: via al progetto LaTTellina

Nasce dalla collaborazione con Latteria Sociale Chiuro, il progetto LaTTellina presentato da Carrefour Italia, con l’obiettivo di promuovere e valorizzare le eccellenze locali

Nasce dalla collaborazione con Latteria Sociale Chiuro, il progetto LaTTellina presentato da Carrefour Italia, con l’obiettivo di promuovere e valorizzare le eccellenze locali, come il latte valtellinese. Il progetto prevede il lancio della mozzarella prodotta in Valtellina con latte 100% locale e l’inserimento iniziale di 2 referenze, in busta singola e in busta Tripack, che saranno successivamente integrate da ulteriori formati. Per il lancio, i formati saranno venduti in un box promozionale contenente un vaso di yogurt AlpiYò ed una Mozzarella LaTTellina da 100 g in omaggio.

L’insegna ha già contribuito alla valorizzazione delle produzioni locali partecipando in precedenza  a Piemondina, marchio ideato dall’assessorato all’Agricoltura, Caccia e Pesca della Regione Piemonte.

Salvatore Cavoli, responsabile prodotti regionali Carrefour Italia, spiega: “Carrefour offre ai propri consumatori prodotti di qualità, a kilometro 0, che valorizzino il contesto economico e sociale di provenienza. Il progetto LaTTellina è un pilastro fondamentale di questo percorso”. Franco Marantelli, presidente della Latteria di Chiuro, aggiunge: “Un progetto ambizioso che ci permette di coniugare il sapere agroalimentare della Valtellina con una eccellenza gastronomica della migliore tradizione italiana rappresentata dalla mozzarella.”

 

Glamour: a Milano il primo pop-up

glamour pop up
Pronto per l’apertura il primo temporary store di Glamour, visitabile sabato 19 maggio e domenica 20 maggio, in piazza Gae Aulenti a Milano

Pronto per l’apertura il primo temporary store di Glamour, visitabile sabato 19 maggio e domenica 20 maggio, in piazza Gae Aulenti a Milano.

Lo store propone una rassegna dei must-have da vacanza, scelti dalla redazione tra i brand che hanno aderito all’iniziativa, tra cui le borse e gli zaini di Alexandra Alberta Chiolo, i gioielli e gli orologi di Calvin Klein, i trucchi di Deborah Milano Keith Haring special edition, gli outfit di Liu Jo e ancora: le valigie di Mandarina Duck, i solari Nivea Sun, i bijoux funny di Ogm, gli smalti Opi, le automobili Seat e il beachwear di Yamamay.

 

 

Penny Market ristruttura la rete

FACCIATA penny market
Per il biennio 2018-2019, Penny Market mette a punto un piano di sviluppo prevedendo investimenti per 167 milioni di euro. Sono 20 le nuove aperture in programma

Per il biennio 2018-2019, Penny Market mette a punto un piano di sviluppo prevedendo investimenti per 167 milioni di euro. Nel dettaglio, la voce più rilevante è costituita dai nuovi negozi per un totale di oltre 80,2 milioni; seguono i remodelling per 27,9 milioni. Gli investimenti generali sugli store preesistenti ammontano a 20,9 milioni, mentre si programmano anche nuovi magazzini, in Toscana e, soprattutto, in Sicilia con un hub a Catania. Per la nuova sede di Cernusco sul Naviglio, infine, si prevedono 1,8 milioni.  Nell’anno in corso sono previste circa 20 aperture, concentrate in Toscana, Lombardia, Piemonte e Sud Italia. Grazie ai nuovi store, verranno creati nel 2018 circa 100 nuovi posti di lavoro.

Gli investimenti previsti tra 2018 e 2019 manifestano la volontà di Penny Market di rafforzare la presenza in Italia, contribuendo anche allo sviluppo dei territori nei quali abbiamo deciso di operare – spiega Roberto Fagnani, cfo di Penny Market - Proprio la crescente integrazione con il tessuto socio-economico locale ci consente di rendere sempre più concreti i principi fondamentali del nostro lavoro: anticipare le esigenze dei clienti, collaborare con i produttori locali e valorizzare il nostro capitale umano”.

 

 

 

Maiora: nuovo Interspar a Terlizzi

interspar terlizzi
Consolida la sua presenza in Puglia il Gruppo Maiora che a Terlizzi (Ba) apre un punto di vendita Interspar, in viale Aldo Moro, sviluppato su 1490 mq

Consolida la sua presenza in Puglia il Gruppo Maiora che a Terlizzi (Ba) apre un punto di vendita Interspar, in viale Aldo Moro, sviluppato su 1490 mq.

“Per noi l’Interspar di Terlizzi è l’inizio di una nuova visione di un luogo, il supermercato – spiega Pippo Cannillo presidente e amministratore delegato di Despar Centro-Sudin cui offrire non solo prodotti, ma servizi, informazioni e accoglienza al consumatore, oggi sempre più attento a ciò che acquista per la sua spesa. Abbiamo progettato questo nuovo Interspar per renderlo in grado di offrire una customer experience di alto livello, iniziando così una vera rivoluzione per i nostri punti di vendita in linea con un cambio della domanda di un consumatore moderno che ha bisogno di conoscere il prodotto anche attraverso la sua provenienza, il suo sviluppo, la sua storia e,  soprattutto, richiede affidabilità”.

Lo store propone un reparto di gastronomia e panetteria con un’ampia area ristoro attrezzata con tavolini e cassa dedicata per i prodotti da consumare al momento o da asporto. Sarà possibile, infatti, consumare e acquistare prodotti realizzati direttamente nel reparto, oltre ad articoli di fornitori locali e piatti pronti. È presente un’enoteca, estesa su uno spazio di 57 mq, dotata di una vetrina refrigerata con prodotti “premium”, vini, spumanti e champagne. In zona centrale spicca il “tavolo botte” per varie degustazioni che saranno organizzate con la presenza di sommelier. Per la linea salute e benessere c’è Despar Natural, una selezione di prodotti  senza glutine, vegani, senza zucchero e biologici, pensata per andare incontro ai nuovi bisogni dei consumatori. Il reparto ortofrutta è caratterizzato dalla presenza di banchi frigo con esposizione verticale e vassoi per ortaggi e scaffali orizzontali per la frutta.

Il visual tende a fornire informazioni sulle proprietà dei prodotti e sui trend di mercato all’interno di ciascun reparto. Come sottolinea l’azienda si tratta di “un vero e proprio storytelling, attraverso cui veicolare i valori aziendali di un marchio internazionale come Despar”.

Euroverde ready to eat 100% veg

L’azienda bresciana innova la tradizione e guarda a Oriente con la nuova gamma di zuppe pronte

Tradizione italiana in versione veg e ready to eat che guardano a Oriente: Euroverde ha presentato a Cibus 2018 i tortellini in brodo di verdure fresche in monoporzione da 360 grammi e la nuova linea di zuppe ramen, con noodles freschi.

Un’innovazione che va incontro alla domanda crescente di pietanze meat free: i tortellini di sfoglia all’uovo sono ripieni di parmigiano e verdure e possono essere serviti dopo un passaggio di due minuti in microonde, mentre le zuppe ramen proposte sotto il brand premium Bontà di Stagione (Verdure e Funghi; Verdure con Ceci e Zenzero; Verdure con Verza e Fagioli Azuki) prevedono un primo riscaldamento e l’aggiunta successiva di noodles freschi per una breve cottura di 1 minuto.

“Questa proposta -dichiara l’azienda- si rivolge a un target ampio e diversificato che cerca proposte facili da preparare, curioso verso le proposte della cucina internazionale, per esempio con i sapori dell’Oriente reinterpretati in chiave nostrana”.

Megamark: l’obiettivo è capire i clienti

Leader al sud con cinque insegne, il gruppo fondato dal Cavaliere Giovanni Pomarico prosegue nel proprio sviluppo, affilando le armi a livello di offerta e servizio (da Gdoweek n. 8)

Una rete alimentare formata da oltre 500 supermercati, tra diretti e affiliati, attiva nel sud (Puglia, Campania, Molise, Basilicata e Calabria), con cinque insegne -Famila, Iperfamila, Dok, A&O e Sunrise, firma per la prossimità-, che nel loro complesso nel 2016 hanno generato un fatturato superiore a 1,250 miliardi di euro: questi numeri caratterizzano l’attività al dettaglio food di Megamark (Selex). “Siamo una galassia di esperienze e professionalità, che opera in un business focalizzato sui volumi, ma che si distingue per il focus sulla distintività e identità delle nostre insegne a livello di offerta e di attenzione alle persone, collaboratori o consumatori che siano”, spiega il Cavaliere Giovanni Pomarico. Affermazioni che si traducono in format di vendita, efficienti e attraenti. “Ampiezza di offerta e convenienza, ma non primi prezzi, qualità, praticità e comodità, in ambienti luminosi e facili da percorrere: questi gli elementi sui quali abbiamo costruito la caratterizzazione dei nostri format”, racconta Francesco Pomarico, direttore generale di Megamark. Con questo obiettivo in mente, da tempo è in atto un processo di revisione delle categorie che tiene conto delle ultime tendenze in fatto di alimentazione. “Ogni anno revisioniamo circa 80 categorie, creando assortimenti cluster per tipologie simili di negozi -spiega Moreno Bellinzona, direttore vendite del gruppo, dal quale dipende una squadra di category manager-. E il risultato è il progressivo sviluppo di quelle categorie con trend positivi, come farine, prodotti bio e del territorio, m anche il mondo legato alla salute, come il senza glutine, in negozi fortemente orientati ai freschi”.

In questo contesto, il supermercato Famila di Nocattari (Ba) testimonia bene queste dichiarazioni: su una superficie di 1.250 mq, con 11.000 referenze, i freschi, ovviamente inseriti nella corsia centrale, incidono sulle vendite per il 55%. “Il negozio è stato aperto due anni fa, il tempo corretto perchè i consumatori imparino a conoscere bene il supermercato -chiarisce Bellinzona-: infatti oggi il negozio ha triplicato il suo fatturato (da 75.000 euro), senza una grande pressione promozionale, ma agendo con continuità sugli elementi che consideriamo chiave: prodotti fatti da noi, dalle focacce al pane, presentati in banchi ampi dotati anche di forno, frutta e verdura della zona, pescato locale, anche se in banchi di dimensioni contenute. Allo stesso tempo, crescono anche i prodotti ricettati: in pescheria troviamo prodotti preparati instore, cui si aggiunge il sushi, offerto una volta alla settimana e realizzato da un artigiano locale molto richiesto nella zona-prosegue Bellinzona-. In macelleria stiamo progressivamente inserendo referenze “ready to cook”, evidenziate dal bollino “Nostra preparazione”, in un’offerta dal posizionamento elevato visto che propone anche carni premium e locali”.

Un aspetto importante nella personalizzazione dei singoli negozi riguarda il ruolo dei direttori delle singole filiali che hanno la possibilità di organizzare iniziative promozionali ad hoc, all’interno di un assortimento planogrammato dalla sede centrale. Il risultato è che, nel Famila di Nocattari, la responsabile Marilisa Procaccio (30 anni di vita da super: “È dura, ma è la mia vita: ogni giorno ci sono novità”, dice) si è inventata la distribuzione di ricette sfiziose per il pranzo della domenica o per occasioni particolari (Pasqua, compleanni, feste e anniversari) così come ha creato, lungo il corridoio centrale, una serie di promozioni che suggeriscono abbinamenti con referenze tra loro complementari: di fatto i prodotti coinvolti raggiungono rotazioni interessanti, decisamente di maggior impatto rispetto a quando il prodotto rimane a scaffale.

Un analogo lavoro di personalizzazione, è stato implementato nella rete dei Supermercati Dok, di metratura ridotta rispetto ai Famila e situati nei centri storici. In particolare, quello di Bari di via Crispi (900 mq, 8.500 sku) focalizzato sulle logiche di prossimità sta testando con successo un concetto di eCommerce, con consegne a domicilio che possono essere ordinate da piattaforma, smartphone e instore. “Si tratta di un servizio in crescita e sempre più richiesto -spiega il direttore Emanuele Tritone-: oggi siamo a 200 spese a settimana, con scontrini in aumento, al punto che abbiamo anche iniziato a chiedere un contributo minimo, per le spese sotto i 40 euro. Ma siamo certi che non si tratti di una soglia che disincentiverà i clienti al servizio. Anzi”.

Famila: i numeri dello sviluppo

famila
Il gruppo, che ha chiuso il 2017 con un fatturato al consumo di 2 miliardi di euro, conquistando un +15% a parità di rete, punta su sviluppo e comunicazione

Sono diversi gli obiettivi per il biennio 2018/2019 del Gruppo Unicomm (socio Selex) che punta sullo sviluppo e sulla comunicazione.  Novità per l'insegna Famila che ha appena avviato il servizio di spesa online sul portale Cosicomodo.it, al momento dedicato a due punti di vendita della rete ma in via di sviluppo nel resto d’Italia, e programma una serie di aperture.

Stefano Gambolò, direttore marketing del Gruppo Selex, spiega: “Il mezzo ideale per Famila è da sempre la radio e su questa linea proseguiamo con una pianificazione sulle principali emittenti”. Il direttore commerciale di Unicomm, Giancarlo Paola, commenta invece l’ultima apertura del gruppo, realizzata a Mestre. “Il nuovo Famila - dice - è solo l’ultimo tassello, in ordine temporale, di uno sviluppo strategico che riguarderà tutti i canali in cui siamo presenti e per il quale abbiamo stimato investimenti di 135 milioni di euro da qui al 2020”.

Il gruppo ha chiuso il 2017 con un fatturato al consumo di oltre 2 miliardi di euro, conquistando un +15% a parità di rete.

Nasce Accendi luce & gas Coop

Corner Accendi Coop
Luce&gas èCoop cambia nome e diventa Accendi luce & gas Coop, presentandosi con un nuovo logo e un’offerta multicanale. Si prevedono importanti investimenti per i prossimi anni

In vista della liberalizzazione del mercato tutelato di luce e gas, a maggio Luce&gas èCoop cambia nome e diventa Accendi luce & gas Coop, presentandosi con un nuovo logo e un’offerta multicanale innovativa sul web, al telefono ed in circa 300 punti di vendita Coop di tutta Italia.  Accendi fa capo a Alleanza luce & gas, la società per azioni nata nel 2014 e controllata da Coop Alleanza 3.0.

Accendi è il fornitore di energia che è qui per chiarire un nuovo punto di riferimento per tutti

Antonio Cerulli, presidente di Accendi

i consumatori – sottolinea Antonio Cerulli, presidente della società - per informare e supportare chi cerca un servizio semplice e vicino, un fornitore che risolve invece di complicare, che offre informazioni corrette e soluzioni su misura, permettendo di acquistare energia al giusto prezzo, con la convenienza e la sicurezza Coop”.

Il nuovo piano industriale per il triennio 2018-2021 prevede investimenti per 22 milioni di euro nella digitalizzazione dei processi, lo sviluppo della rete commerciale, il marketing e la comunicazione. Entro il 2021 Accendi punta a servire almeno 400 mila clienti in tutta Italia, rispetto agli attuali 50 mila, passando da 70 mila a 620 mila contatori di luce e gas serviti.  Il servizio è attivabile da tutta Italia attraverso il sito web www.accendilucegas.it o al telefono, oppure si può sottoscrivere con il supporto di consulenti energetici direttamente in circa 300 negozi di Coop Alleanza 3.0 e Unicoop Tirreno di 15 regioni (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Puglia, Sicilia, Toscana, Trentino Alto Adige, Veneto; l’elenco completo sul sito www.accendilucegas.it.). Si sta inoltre lavorando per ampliare il servizio anche nel resto d’Italia. Nell’arco del piano, la società passerà da 70 a 140 dipendenti.

 

Aldi: 25 negozi in due mesi e 1 milione di utenti

Aldi 25 negozi
Cresce Aldi sul territorio italiano. L’insegna ha appena inaugurato il 25esimo punto di vendita a due mesi dal suo ingresso in Italia

Cresce Aldi sul territorio italiano. L’insegna ha appena inaugurato il 25esimo punto di vendita a due mesi dal suo ingresso in Italia. Ad oggi ha coinvolto oltre un milione di clienti nella rete sviluppata nel nord del Paese. L’obiettivo è di rafforzarsi ulteriormente raggiungendo 45 aperture entro il 2018. L’ultimo store aperto si trova a Ronchi dei Legionari (Go). Già attivi i negozi in sei regioni (Emilia-Romagna, Friuli Venezia-Giulia, Lombardia, Piemonte, Trentino Alto Adige, Veneto) nei comuni di Arcore (Mb), Bagnolo Mella (Bs), Borgo Valsugana (Tn), Cantù (Co), Castellanza (Va), Concorezzo (Mb), Conegliano (Tv), Curno (Bg), Ferrara, Fidenza (Pr), Gambarare di Mira (Ve), Manzano (Ud), Marcon (Ve), Novara, Peschiera del Garda (Vr), Piacenza, Reana del Rojale (Ud), Rovereto (Tn), San Donà di Piave (Ve), Spilimbergo (Pn), Stezzano (Bg), Trento, Trieste e Verona.

Il design dei punti di vendita è stato sviluppato ad hoc per l’Italia, e presenta un’organizzazione intuitiva degli spazi che rende il prodotto visibile e facilmente fruibile. L'85% dell’assortimento è composto da linee a marchio proprio.

 

Despar: prossimità, velocità e sinergia

L’azienda in Italia chiude un 2017 positivo e guarda a un 2018 di nuovi investimenti a partire dalla Mdd, come racconta il presidente Paul Klotz (da Gdoweek n. 8)

Tempo di bilanci per Despar, che in occasione della Convention 2018 fa il punto dei risultati raggiunti lo scorso anno e delinea i prossimi obiettivi. Il futuro? Uno sviluppo fatto di aperture, ristrutturazioni e restlyling di punti di vendita, oltre che innovazione, che parte innanzitutto dalle referenze a marchio privato, con 280 lanci previsti e l’ambizione di aumentarne del 3,5% il fatturato, superando il 19% di incidenza sulle vendite (attualmente al 18,6%).

Un proposito che passa da un lavoro a stretto contatto con i produttori per intercettare e anticipare, le nuove tendenze del mercato. Ad offrirci un quadro complessivo è il presidente di Despar Italia, Paul Klotz.

Parliamo del supermercato e del consumatore di oggi …

Durante la crisi il consumatore è cambiato, ha imparato a risparmiare e a dare una seconda vita agli avanzi. Questo periodo difficile, durante il quale Despar Italia è comunque riuscita a crescere, è ormai passato. Il consumatore, però, resta diverso. Oggi non cerca più l’opulenza, ma un altro tipo di prodotto, di cui conosca tutta la filiera. Si mangia meno, ma meglio.

Per quanto riguarda le strutture di vendita: il mercato si sta trasformando e quelle grandi hanno più difficoltà di quelle piccole, per vari motivi: innanzitutto, il cliente investe meno tempo per fare la spesa e, a quella settimanale, ne preferisce una quotidiana o quasi (da noi entrano anche due volte al giorno, mattino e sera). Inoltre, la popolazione cambia: ci sono tanti single e il supermercato torna ad essere un luogo di incontro e relazione. Questo va a favore della filosofia Despar, che ha sempre puntato su strutture medie-piccole inserite nel quartiere e con bacino d’utenza limitato, luoghi dove si può anche andare in bici o a piedi.

L’arrivo del retailer tedesco Aldi, nel frattempo, ha cambiato qualcosa?

Stiamo già convivendo con Aldi nel Nord-Est, dove hanno aperto i primi punti di vendita. Stiamo vedendo i loro passi: fanno dei punti di vendita molto moderni e belli, si sono calati in una realtà che non è tedesca e devono ancora conoscere il mercato e il consumatore italiano, nonché affrontare la guerra di prezzi nella loro categoria con i competitor esistenti come Lidl ed Eurospin. Saranno molto impegnati nei prossimi anni ... poi diventeranno sicuramente un competitor. Non dimentichiamo, però, che nel frattempo altri player sono usciti dal mercato, come Billa, Dico, Sisa. Si parla tanto dei nuovi arrivati e molto poco di chi se ne va.

Passiamo alla vostra politica di sviluppo …

Abbiamo in programma nuove aperture, con format piccolo intorno ai 2.500 metri quadrati, più grande non ci interessa perché il non-food inizia ad essere inutile.

L’ampliamento passerà dalle acquisizioni o ...

Diciamo che siamo all’ascolto ... le acquisizioni non possiamo programmarle ma dobbiamo essere pronti quando il momento è buono ed essere veloci. Io, personalmente, prevedo un decennio più di acquisizioni e fusioni tra gruppi, perché le nuove aperture sono sempre più difficili: la legge sul consumo del suolo da un lato ci complica la vita, dall’altro la riqualificazione dei terreni è un processo lento e complicato. L’aiuto che riceviamo in questo senso dalle istituzioni cambia in base al Comune. C’è chi ti viene incontro dandoti il massimo aiuto, chi offre invece il massimo della complicazione

Con la vostra altra anima Despar, quella del Sud Italia, come va?

Rispetto a un paio di anni fa siamo molto più uniti, c’è un interscambio di idee, informazioni e tendenze. Abbiamo ancora un vincolo da risolvere sulle centrali di acquisto diverse. Per ora va bene così ma in futuro vedremo se c’è una strada comune. Come Despar Italia siamo anche migliorati con Spar International, ad esempio aumentando l’esportazione dei prodotti italiani verso i Paesi Spar.

Parlando di private label?

Oggi abbiamo quasi tremila referenze e ogni anno ne lanciamo di nuove sviluppandoli insieme ai nostri fornitori. La nostra quota di private label sull’incidenza delle vendite è del 18,6%, in altri Paesi europei arriva al 40%, questo significa che c’è ancora spazio di crescita. Per farlo dobbiamo convincere i nostri clienti affiliati e centri distributivi a comprare più prodotti a marchio, poi far conoscere meglio il prodotto al consumatore con campagne di marketing e degustazione, infine dobbiamo lanciare prodotti in linea con le nuove tendenze velocemente, guardando anche all’estero per anticipare. Con l’olio di palma ad esempio siamo stati i primi.

Quali saranno i prossimi nemici free-from?

Lo zucchero e a seguire la plastica. E queste sono tendenze da intercettare prima di tutto come Mdd con i nostri produttori, non possiamo andare dall’industria e dir loro cosa fare. Anzi, da un certo punto di vista si è ribaltato il processo e siamo noi i primi a proporre.

Lattiero-caseario: nella top ten dei più comprati il latte è in testa

L’anno scorso gli italiani hanno speso oltre 6,5 miliardi di euro in ipermercati, supermercati e negozi di libero servizio per comprare prodotti lattiero-caseari. Lo rivela Assolatte citando una ricerca esclusiva condotta dal Centro di ricerca su Retailing e Marketing (Rem Lab) dell’Università Cattolica di Milano e consultabile al link Latte in Pillole.

Il mercato di largo consumo dei prodotti lattiero-caseari è in crescita e si caratterizza per un’offerta sempre più vasta, sia a livello di ampliamento di gamma che di profondità dell’assortimento. L’analisi realizzata per conto di Assolatte ha analizzato tre macro-aree di prodotto (ossia latte+panna, formaggi+burro, yogurt) identificando ben diverse 31 categorie merceologiche: dalla ricotta allo yogurt bi-compartimentale, dal latte fermentato/kefir ai formaggi a pasta filata per cucinare.

Partendo da quest’analisi Assolatte ha stilato una classifica dei 10 prodotti lattiero-caseari che hanno chiuso il 2017 con il maggior giro d’affari nei punti vendita della distribuzione moderna di tutta Italia. Una classifica che fotografa le scelte d’acquisto al supermercato e la gestione del budget familiare destinato alla spesa alimentare.

Latte a lunga conservazione, mozzarella e latte fresco sono i primi tre prodotti lattiero-caseari per valore delle vendite realizzate nella distribuzione moderna nel corso del 2017. Dunque, tra Uht e fresco, il latte si conferma un caposaldo della spesa degli italiani per il food e arriva a generare oltre il 25% delle vendite complessive di prodotti lattiero-casearie realizzate dalla Gdo in Italia.

Invece, il formaggio per cui gli italiani spendono di più è la mozzarella, anche se sarebbe meglio usare il plurale vista la varietà di tipologie e formati proposti dalle aziende lattiero-casearie, e che fanno sì che in un ipermercato un cliente possa scegliere addirittura tra 77 referenze di mozzarelle, in un supermercato ne trovi 41 e in un discount 13. Complessivamente, nel 2017 – afferma Assolatte – la spesa degli italiani per acquistare la mozzarella è ammontata a 809 milioni di euro, pari al 12,4% del giro d’affari totale del settore lattiero-caseario.

Al quarto posto un altro grande classico della produzione casearia italiana: i formaggi stagionati da tavola e da grattugia, come Grana Padano e Parmigiano Reggiano. Incidono per il 7,8% sul giro d’affari realizzato dal dairy in supermercati, ipermercati e negozi a libero servizio, e l’anno scorso hanno superato i 511 milioni di euro di vendite.

Al quinto posto lo yogurt intero, con oltre 431 milioni di euro di vendite annue (6,6% di quota a valore sul totale dairy). Per individuare in modo corretto il legame tra italiani e yogurt occorre considerare anche che il sesto posto tra i prodotti lattiero-caseari per cui i consumatori spendono di più c’è lo yogurt funzionale (quasi 400 milioni di euro di vendite nel 2017) e che altre tre tipologie di yogurt (magro, greco e bi compartimento) superano ciascuno i 100 milioni di euro di vendite annue.

Il settimo prodotto lattiero-caseario più influente sul budget alimentare degli italiani è il burro, che nel 2017 tra supermercati, ipermercati e negozi a libero servizio ha raggiunto un giro d’affari di quasi 313 milioni di euro.

Dall’ottava alla decima posizione della classifica stilata da Assolatte sono presenti ben tre prodotti caseari: i formaggi da tavola interi o porzionati (244 milioni di euro di vendite nel 2017), i formaggi freschi (227 milioni di euro) e la crescenza, che da sola genera 212 milioni di euro di giro d’affari annuo.

Grom arriva a Londra

La catena italiana di gelateria Grom apre un punto di vendita a Londra a due passi da Piccadilly Circus e prosegue il suo sviluppo all'estero

La catena italiana di gelateria Grom apre un punto di vendita a Londra a due passi da Piccadilly Circus, stando a quanto scrive il giornale online Londra da vivere.

L’insegna è stata di recente acquisita da Unilever e sta sviluppando la sua presenza oltre Italia. È stata creata da Guido Martinetti e Federico Grom, partiti da una semplice idea per realizzare “il gelato come una volta”, ossia senza additivi, conservanti e coloranti, a partire da materie prime coltivate in maniera sostenibile e biologica. Il primo store è stato realizzato nel 2003 a Torino. Oggi la catena conta centinaia di gelaterie in tutta Italia, mentre all’estero è attiva in varie sedi come New York, Osaka, Dubai, Hong Kong.

 

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