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Supermercato24 e Famila: servizio attivo a Mantova, Brescia e Varese

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Si espande a tre nuove province, Mantova, Brescia e Varese, l’accordo tra Supermercato24 e Maxi Di Srl (Gruppo Selex) che gestisce l’insegna Famila

Si espande a tre nuove province, Mantova, Brescia e Varese,  l’accordo tra Supermercato24, il player della spesa online con consegna a domicilio, e Maxi Di Srl (Gruppo Selex) che gestisce l’insegna Famila.

Nelle tre province, che si aggiungono a Verona attiva dal 2017, gli utenti potranno fare la spesa online, agli stessi prezzi dei loro punti di vendita Famila di riferimento con la disponibilità di un assortimento di oltre 15.000 referenze tra cui oltre 500 prodotti freschi, 1.500 prodotti in offerta e 1.500 private label. La spesa sarà recapitata a domicilio entro un’ora dall’ordine, direttamente dal personal shopper che l’ha realizzata al posto loro. Il servizio è attivo 7 giorni su 7, dalle ore 9 alle ore 20, ad un costo di consegna di 4.90 euro, senza alcun canone aggiuntivo di iscrizione al servizio.

 

In un contesto in continua evoluzione, dove tutti sono sempre più propensi all’uso delle tecnologie digitali in grado di migliorare la qualità della propria vita, diventa per noi fondamentale conseguire una capillare copertura del territorio nazionale e raggiungere così con Supermercato24 sempre più persone” dichiara Federico Sargenti, amministratore delegato di Supermercato24.

Mauro Muraro direttore marketing di Maxi Di srl, aggiunge: “L’utilizzo del digitale per fare la spesa anche nelle province di Brescia, Mantova e Varese dopo la fase pilota del 2017 nella provincia di Verona ci consente di dare maggiore servizio ai nostri clienti e di competere con più forza nel canale eCommerce”.

 

Come fanno le grandi aziende? Conformità della fattura nei processi P2P

Non importa se la tua azienda è grande o piccola, se opera a livello locale o internazionale, ha bisogno di automatizzare i processi procure-to-pay (P2P). Soprattutto quando si tratta di fatturazione e conformità dei dati. Montagne di scartoffie, documenti persi e infiniti errori negli ordini: questa è la realtà di ogni azienda che non ha ancora automatizzato i processi P2P. Se vuoi che la tua azienda cresca, leggi e scopri le sfide attuali e come superarle.

Abbiamo pensato che il modo migliore per ottenere informazioni complete sulla conformità della fatturazione nelle organizzazioni più grandi sia organizzare un sondaggio e chiedere loro quali sono i problemi che affrontano quotidianamente e i loro piani per il futuro. Con il nostro partner Sharedserviceslink abbiamo parlato con P2P e professionisti della finanza che lavorano per le aziende di tutto il mondo nei settori sanitario, finanziario, retail, alimentare, moda, trasporti e bancario. L'80% degli intervistati rappresentava aziende piuttosto grandi, con un volume di fatture annuale superiore a 100.000 copie. Per quanto riguarda la posizione, il 58% delle organizzazioni era situato in Europa e il 31% in Nord America.

La varietà di settori, ubicazioni geografiche e quantità di fatture processate ci ha fornito una visione di qualità e una migliore comprensione delle maggiori sfide nei settori dei processi di fatturazione, dei contenuti, dell'archiviazione e della protezione dei dati sensibili. Allo stesso tempo, abbiamo appreso che l'automazione P2P può davvero aiutare a migliorare la conformità della fattura.

 Conformità legale

Prima di iniziare l'analisi del sondaggio, dobbiamo presentare le informazioni più importanti sulla fatturazione elettronica. Le fatture elettroniche (e-invoices) sono la soluzione moderna per la documentazione cartacea. Invece di accumulare fatture in innumerevoli cartelle, è molto più facile gestirle e archiviarle su piattaforme digitali. La fatturazione elettronica consente di risparmiare tempo, denaro e riduce gli errori umani.

La fatturazione elettronica a livello mondiale è stata implementata in due diversi modelli. Il primo è il modello post-audit, presente negli Stati Uniti, in Australia e in gran parte dell'Europa. Gli emittenti di fatture inviano i loro documenti direttamente ai destinatari. Il secondo gruppo è il modello di autorizzazione in Russia, Sud America e Turchia. I file non possono essere inviati direttamente al destinatario ma devono essere verificati e autorizzati dal ministero competente, che varia a seconda del Paese. Il sondaggio ha mostrato che entrambi i modelli legali hanno problemi simili.

Inoltre, dobbiamo ricordarci della sicurezza dei dati. Tutti i dati devono essere immagazzinati e archiviati in modo sicuro con la possibilità di recuperare rapidamente le informazioni. Inoltre, il nuovo regolamento generale sulla protezione dei dati dell'Unione europea (GDPR) entrerà in vigore il 25 maggio 2018 e le società che raccolgono e trattano i dati personali dei cittadini dell'UE devono adeguare la loro conformità al GDPR.

Le sfide di conformità

Alla domanda sulle maggiori sfide di conformità alla fatturazione nel lavoro di tutti i giorni, più della metà delle società partecipanti ha sottolineato la conformità fiscale / IVA (63%) e l'integrità del contenuto delle fatture (54%). Vale la pena ricordare che l'inosservanza delle formalità relative alle imposte o ai regolamenti IVA, o ai pagamenti IVA errati, può comportare costi aggiuntivi per l'impresa e creare un rischio di responsabilità per i responsabili dei regolamenti fiscali. Inoltre, un'azienda su cinque ha riscontrato numerosi problemi con le regole di archiviazione (22%) e la protezione dei dati sensibili (21%). In caso di violazione della sicurezza, la perdita dell'archivio aziendale di dati cruciali (ad es. Informazioni personali dei clienti) può comportare non solo multe, ma anche gravi perdite di reputazione e fiducia dei clienti.

Fatturazione multicanale

La maggior parte dei nostri intervistati ha ammesso di ricevere la maggior parte delle fatture in formato cartaceo / scansionato (77%) o inserito manualmente  per e-mail / PDF (68%). Prendendo in considerazione il numero di fatture (da 100 mila a 1,5 milioni all'anno), questo implica un carico di lavoro enorme per i dipendenti e aumenta significativamente la possibilità di errori. La fatturazione manuale rende la conformità molto più difficile e certamente lascia margini di miglioramento.

Alla domanda sui miglioramenti futuri, l'automazione P2P di gran lunga è il modo principale in cui le aziende cercano di aggiornare i propri processi (65%) e standardizzare i processi a livello globale (46%). La domanda di automazione P2P è così elevata che l'88% degli intervistati dichiara di essere interessato a migliorare l'automazione P2P, indipendentemente dal livello attuale dei processi automatizzati.

Vuoi sapere quali sono le priorità principali per quanto riguarda i processi P2P e conoscere le migliori pratiche P2P? Quali sono i tipi più popolari di automazioni P2P che funzionano? Come migliorare la tua azienda come i più grandi player sul mercato?

Le risposte a tutte quelle domande le troverai nel white paper esteso. Implica più informazioni e dati complessi che ti aiuteranno a capire meglio l'automazione P2P e la conformità delle fatture. Solo un'adeguata consapevolezza produrrà le migliori politiche e procedure. Seguendoli risparmierai tempo, aumenterai le entrate, istruirai i tuoi dipendenti e ridurrai gli errori quotidiani che possono essere evitati.

Comarch Italia

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Rapporti industria-distribuzione: alla ricerca di nuove strade

Soprattutto negli ultimi anni, complice la crisi le relazioni tra gdo e Idm sono diventate sempre più tese e muscolari. Ma non mancano ambiti di possibile e proficua sinergia: purchè tesi all’innovazione e alla differenziazione. Ecco le risposte di alcuni protagonisti del mercato (da Gdoweek n. 8)

Su un punto sono tutti d’accordo: il rilancio dei consumi passa inevitabilmente (anche) per nuove forme di collaborazione tra l’industria di marca e il mondo della grande distribuzione organizzata. Perché gli schemi classici e anche quelli introdotti in tempi più recenti, dal focus esclusivo sul prezzo alle logiche di category, non sembrano bastare più. Le difficoltà nascono, però, quando si provano a immaginare i filoni di sviluppo perché su questo terreno torna a fare capolino una diffusa percezione di contrapposizione tra gli interessi delle parti che lascia poco spazio all’innovazione.

Nei primi 100 giorni del 2018 le vendite della gdo hanno registrato un calo intorno al punto percentuale rispetto allo stesso periodo del 2017, ma due fattori lasciano immaginare un peggioramento quando saranno disponibili cifre più aggiornate: la Pasqua anticipata (nel 2017 era caduta il 16 aprile) e il peggioramento dei risultati con il trascorrere delle settimane. Un trend che arriva dopo il modesto incremento (+0,2%) rilevato da Federdistribuzione delle vendite nazionali, anche se la gdo (+1,4%) è andata sensibilmente meglio dei piccoli negozi (-0,8%). E il risultato sarebbe stato anche peggiore senza una leggera ripresa dei prezzi che ha compensato la debolezza dei volumi.

Considerato che è illusorio attendersi una crescita robusta dal 2018 (anzi, il primo trimestre dovrebbe essersi chiuso con il Pil in aumento dello 0,2% su base congiunturale, quindi un decimo in meno rispetto al precedente trimestre) non resta che capire come sta evolvendo l’atteggiamento degli attori sul fronte della domanda. “Volendo fare un confronto con il passato a breve e medio termine, il bilancio è immutato. Vi sono alcuni operatori dell’industria di marca che mostrano maggiore propensione al dialogo con la gdo e altri meno”, è il bilancio generale tracciato da Francesco Avanzini, direttore commerciale di Conad. Il principale parametro da considerare, ricorda il manager, è l’inflazione, che a marzo ha sì registrato un’accelerazione rispetto a febbraio, ma, con un +0,9% rispetto a un anno fa, resta comunque caratterizzata da un incremento molto contenuto. Soprattutto se si aggiunge che il passo in avanti rispetto al +0,5% registrato nel mese precedente è dovuto in buona parte alle componenti più volatili, come alimentari e tabacchi.

“Un altro parametro da considerare con grande attenzione è il tasso d’innovazione: sui segmenti relativamente nuovi e moderni, pensiamo al bio, c’è qualche spazio per agire sulla leva del prezzo, altrimenti l’aumento dei listini rischia di risultare completamente al di fuori delle logiche di mercato” aggiunge Avanzini. Secondo il quale è necessario un “colloquio su base continuativa con l’industria nella consapevolezza che il mercato è ormai fortemente parcellizzato non solo per numero di operatori attivi, ma anche a livello geografico e di clientela. Occorre trovare insieme, di volta in volta, la soluzione più adatta alla singola situazione”.

Avanzini cita come esempio quello che ha fatto Conad: “Abbiamo scelto alcuni campi nei quali vogliamo essere più forti e riconoscibili, e chiediamo alle industrie di fare lo stesso”.

È un appello che finora ha funzionato? “Raramente -risponde Avanzini-. Nella maggior parte dei casi il focus resta sul conto economico, così come resta la convinzione che il profilo del brand vada bene per tutti”. Avanzini fa l’esempio dei cappellini americani con misura unica che si adattano a tutte le teste. “Non funziona più così nel mondo della distribuzione -sottolinea-. I consumatori chiedono politiche commerciali e promozioni differenziate anche a livello di punto di vendita. Quindi non basta decidere di puntare per esempio sui prodotti green, ma occorrono diverse intensità di spinta per ciascuno di essi. Anche nel corso di un’unica giornata -ricorda- il consumatore frequenta più negozi e insegne e da ciascuno si attende sensibilità differenti. Se questa è l’evoluzione della domanda, il fornitore non può rispondere con un piano di marketing unico”.

Da dove ripartire allora? Fabio Sordi, direttore commerciale di Selex, invita a non dimenticare che qualsiasi negoziazione si basa, in ultima analisi, sul prezzo netto d’acquisto e sulla valutazione del suo - potenziale prima e reale dopo - prezzo di vendita. “Anche se ad alcuni può apparire banale ricordarlo, questo è il nostro mestiere -sottolinea-. È all’apparenza facile, tant’è che siamo in tantissimi a farlo. Cosa diversa è farlo bene, tutti i giorni, negli anni”. Esistono diversi approcci (a volte complementari, altre volte alternativi) su come acquistare e come vendere. Sul primo fronte si può fare riferimento ai costi industriali o al valore della marca. Anche nelle impostazioni commerciali ci sono due modelli di base: vendere al meglio ciò che si è deciso di acquistare o comprare al meglio ciò che si è deciso di vendere. “Ovviamente non esiste un sistema giusto e uno sbagliato in assoluto -spiega Sordi- perché nel mercato vediamo esempi di successo e di insuccesso con tutti questi metodi, diversamente incrociati tra di loro. Quello che è certo è che dimenticarsi di negoziare e di tenere sotto controllo il prezzo netto d’acquisto è un errore, come è un errore concentrarsi solo su di esso dimenticandosi tutto il resto”.

Data per scontata una certa muscolarità della relazione tra gdo e industria di marca, quali sono le aree per lavorare in partnership?

“Il punto di partenza per collaborare è partire dal presupposto che gli interessi tra le due parti a volte sono convergenti, ma altre non possono che essere divergenti” chiosa Sordi. Un esempio su tutti: le promozioni. “L’interesse del fornitore è di vendere il più possibile, quello del distributore di attrarre più clienti nei suoi punti di vendita -precisa il direttore commerciale di Selex-. Solo partendo dal reciproco riconoscimento di questi presupposti, si potranno trovare soluzioni compatibili per entrambi”. Il secondo punto è la disponibilità a dare al distributore un’offerta personalizzata in termini di prodotti, promozioni ad hoc e così via. “Sempre di più il mercato dà ragione a chi è in grado di adattare e personalizzare la propria offerta alle specifiche esigenze dei propri clienti” sottolinea Sordi, che invita a non trascurare mai l’importanza della sostenibilità economica. “Non ci può essere partnership con un fornitore che non mi fa guadagnare; troppi prodotti dell’industria di marca non coprono neanche i costi di distribuzione o hanno a volte margini negativi”.

Per concludere, segnala la necessità di puntare su un rapporto agile e dinamico che consenta di seguire i cambiamenti dei consumi dei clienti. In concreto come? “Se un fornitore pretende il ‘mantenimento assortimento anno precedente’, non fa l’interesse di nessuno, né del cliente, né del distributore, né, in ultima analisi, il suo”, conclude il manager di Selex. Un messaggio molto chiaro.

Non nasconde le difficoltà del momento, ma al contempo individua alcuni filoni di possibile collaborazione Alessandro Masetti, responsabile settore alimentari e liquidi di Coop Italia. “Ci sono diversi fattori che rendono inevitabile una contrapposizione muscolare tra la gdo e l’industria di marca, dall’andamento complessivo delle vendite, che continua ad essere insoddisfacente nella parte iniziale di questo 2018, alla leva promozionale classica, che non genera più vendite aggiuntive, ma si è trasformata in una azione di difesa dei fatturati dell’anno precedente e continua ad erodere vendite. Anche le nuove aperture non generano più crescite di fatturato. A tutto ciò si aggiunge il fatto che il consumatore si è evoluto nelle dinamiche di spesa e sta approcciando come soluzione di acquisto molti più canali di quanti non ne prendesse in considerazione in passato, dal commercio online al canale discount, tutti canali concorrenti”. Se tutto ciò rende inevitabile una maggiore contrapposizione, è altrettanto vero che continuano comunque ad esserci ancora mercati che crescono a due cifre.

“È il caso del biologico che sta vivendo un quinquennio di forte espansione e su alcuni mercati agricoli si candida a diventare il mainstream del futuro”, spiega Masetti. Lo stesso vale per i prodotti ad alto contenuto di servizio o di quelli che richiamano la tradizione, l’artigianalità e la tipicità, oltre al filone benessere e salute. “Molto spesso gli artefici di questi successi non sono state le grandi aziende di marca, ma realtà imprenditoriali medie o piccole che hanno interpretato i bisogni del consumatore vedendo in lui non solo un soggetto economico. È chiaro che per un distributore cavalcare questi trend diventa di vitale importanza e proprio quelle aziende che, nel tempo, hanno saputo leggere o addirittura anticipare questi trend saranno quelle con le quali sarà più facile la negoziazione”. Masetti sottolinea che la diversità di formato può generare un’area di confronto interessante tra industria e distribuzione sul fattore dell’efficienza e quindi sul recupero dei costi di filiera rendendo utile un confronto.

“A parità di prodotto, infatti, l’industria di marca può dare soluzioni logistiche e di allestimento personalizzate a seconda del modello distributivo e questo può portare a una collaborazione di medio periodo, che può spostare l’asse da una relazione puramente muscolare ad una di maggiore collaborazione volta al contenimento dei costi”.

Il vantaggio per il trade è evidente, mentre per la marca “può portare a soluzione taylorizzate e quindi durature a fronte di un delta costo iniziale spesso non così elevato, se paragonato all’investimento per il miglioramento della relazione con il distributore” aggiunge.

La personalizzazione, spiega il manager di Coop, dovrebbe riguardare anche le soluzioni promozionali che da sole spesso sono esse stesse la causa principale di perdita di margine. “Serve trovare soluzioni personalizzate che siano davvero distintive e che partano da una conoscenza profonda delle esigenze del consumatore e di che cosa sia davvero importante per lui in quel momento, se creare traffico, transazione o se puntare su un posizionamento valoriale”. La società, ricorda Masetti, va verso una maggiore individualizzazione dei bisogni e le soluzioni pensate uguali per tutti, “pur a fronte di un risparmio immediato sulla scala dei costi, difficilmente saranno la strada giusta per il futuro”.

D.It punta su forme di collaborazione che vanno al di là dell’ambito commerciale. “Puntiamo sul coinvolgimento dell’idm nei nostri programmi di loyalty ad alto valore aggiunto, sistemi premianti sempre più qualitativi e differenzianti, supportati da prodotti/brand di alta gamma e sempre più spesso accompagnati da testimonial di forte richiamo per i clienti”, racconta Alessandro Camattari, direttore commerciale e marketing di D.It Distribuzione Italiana. “A ciò si aggiungono iniziative focalizzate sulle nuove tendenze e i nuovi stili di consumo, come l’utilizzo del magazine aziendale, attraverso il quale veicoliamo ai clienti attività di co-marketing strutturate come redazionali e con l’appeal del fai da te” spiega. Un esempio in tal senso è costituito dalle rubriche periodiche dedicate al mondo del beverage, dove nel contesto di un redazionale -Il cocktail del mese- viene promosso l’utilizzo migliore di uno specifico brand/prodotto dell’industria di marca. Il canale online è un altro filone di sviluppo di partnership con i produttori. “Il nostro nuovo sito, per esempio, è strutturato come un portale di informazioni specifiche e tracciabili che incrociano informazioni di negozio e utente”. Questo significa consentire la lettura delle modalità di navigazione dell’utente stesso, individuarne gli interessi e mettere a disposizione del partner idm tutta una serie di informazioni per attività commerciali e/o di adv con contenuti mirati per segmenti specifici di interesse a seconda che l’obiettivo del partner industriale sia di engagement piuttosto che di fidelizzazione”. La app diventa un’ulteriore estensione della relazione, consentendo, con le stesse modalità del portale, il contatto con l’utente in qualsiasi luogo. “Il prossimo passo da implementare sarà l’associazione delle carte fedeltà a portale ed app per avere un profilo completo sia di navigazione sia di acquisto -aggiunge Camattari-. Con queste nuove implementazioni, stiamo allargando la relazione con l’idm anche a tutte quelle funzioni che solitamente dialogano con minor continuità con la distribuzione, prime fra tutti marketing e digital, con l’obiettivo di creare attività di valore per i nostri clienti”.

Anche Massimo Krogh, direttore acquisti di Crai, sottolinea che una certa muscolarità nei rapporti è inevitabile per diverse ragioni: “La competitività trasversale tra i format, la forte pressione promozionale del mercato, la spinta sul recupero dei volumi, la necessità sia dei retailer sia dell’industria di marca di conquistare quote di mercato, l’aggressività dei prezzi sui volantini e l’inflazione all’acquisto hanno eroso la marginalità con la conseguenza che in certi casi si arriva a stressare la negoziazione”.

Alla luce di queste considerazioni, per Krogh la vera sfida è coinvolgere tutti gli attori della filiera. Come? “Occorre condividere le logiche di category management individuando le referenze prioritarie -risponde Krogh-, mettendo in relazione i trend di consumo, le esigenze dei clienti, gli spazi espositivi, il posizionamento dei diversi format e soprattutto il ruolo che il retailer intende dare alle differenti categorie. Bisogna pensare ad attività a volantino che non rispondano più a un concetto di presidio di una certa numerica, ma che siano soprattutto qualitative e valoriali, costruite su prodotti interessanti e attrattivi per il consumatore”. Questo non basta, ma, come aggiunge Krogh, “Si devono pensare e costruire insieme azioni e iniziative promozionali mirate e personalizzate anche attraverso il Crm, fonte preziosa per conoscere e studiare il comportamento di acquisto dei clienti attraverso parametri oggettivi e misurabili”.

Dopo le ricette applicate e quelle auspicate dai big della gdo, è interessante sentire il parere dell’industria. A parlare su questo versante non sono in molti, segno di una certa disillusione nel cercare terreni di collaborazione. “La verità è che oggi funzionano le promozioni, quello che viene veicolato tramite volantini. Su tutto il resto si fatica tanto e non vedo grandi spazi di partnership con il mondo della gdo” taglia corto Salvatore La Bella, direttore commerciale di Preziosi Food.

Anche Massimo Monti, amministratore delegato di Alce Nero, si mostra prudente su questo fronte. “La lunga stagione della crisi ha impattato pesantemente sulle vendite, per cui la coperta è corta e ognuno la tira verso di sé”. Almeno in teoria, sottolinea Monti, gdo e industria di marca non dovrebbero essere in concorrenza tra loro, ma la verità è un’altra: “Siamo in presenza di una competizione serrata in cui ciascuno cerca di preservare un po’ di marginalità e non si riesce a guardare al lungo periodo”. Questa la fotografia dell’esistente, ma è inevitabile una svolta: “Se vogliamo puntare tutti a una crescita sostenibile, occorre un’equa divisione degli interessi, che coinvolga anche il consumatore”, sottolinea l’Ad di Alce Nero. Un auspicio che vale per tutte le parti in causa.

Francesco Andriani, cmo di Andriani Spa, riconosce che lavorare per logiche di category non è più sufficiente perché non contribuisce a incrementare i consumi che tendono sempre più a migrare verso altri canali, come l’acquisto online. Inoltre, le incertezze legate alle instabilità politiche e sociali possono portare, come (estrema) conseguenza, alla rinuncia all’acquisto. Il retail contemporaneo, definito moderno perché supera il punto di vendita tradizionale, deve riorganizzarsi velocemente in quanto non più idoneo al mercato.

“I fornitori più moderni e dinamici dei punti di vendita devono utilizzare le proprie capacità e risorse per informare, spiegare il corretto utilizzo, valorizzando le peculiarità per rendere l’acquisto accessibile a tutti, in particolare alle nuove generazioni, che sono più dinamiche e tendono a spostarsi più facilmente -spiega Andriani-. Le nuove tecniche di marketing del sistema d’acquisto non lavorano più per logiche di reparto, ma puntano a far vivere momenti di unicità e chiarezza che aiutano il consumatore a sentirsi più motivato e sicuro nel fare il proprio acquisto”. Cosa fa l’azienda su questo fronte? “Per promuovere le nostre linee di prodotto abbiamo adottato una strategia di marketing e comunicazione che prevede un mix di attività, online e offline, volte a diffondere la conoscenza del marchio Felicia e a valorizzare il suo posizionamento nei mercati di riferimento”. In ogni caso, il web resta il canale privilegiato del brand. “L’utilizzo dei canali social ci dà la possibilità di instaurare un dialogo diretto con il consumatore, stimolando la sua curiosità attraverso un piano editoriale ricco di contenuti -spiega Andriani-. Abbiamo inoltre implementato un’attività di comunicazione, media relation e una programmazione adv sulle principali riviste di settore”. Da segnalare, infine, la collaborazione con food blogger e influencer. “Attraverso la creazione di ricette innovative con i prodotti Andriani, si fanno portavoce del mangiar bene, sano e naturale, perfettamente in linea con la filosofia di Felicia”.

Valérie Hoff, direttore marketing de La Linea Verde, ricorda la sfida vinta di posizionare, per la prima volta in Italia, zuppe fresche accanto all’ortofrutta fresca pronta (IV gamma). “Questa collocazione è servita a far passare al cliente finale i plus della allora nuova categoria merceologica che si andava a proporre -racconta Hoff-: prodotti vegetali freschi, pronti (alto contenuto di servizio) e genuini perché fatti con materie prime freschissime, senza conservanti e realizzati con minor impatto tecnologico come fatto in casa. Sempre più si lavora insieme per sviluppare prodotti innovativi che spronino il mercato a crescere, esplorando nuovi orizzonti e intraprendano nuove sfide”.

Valérie Hoff accoglie favorevolmente “gli sforzi che nel mondo della distribuzione si stanno compiendo per valorizzare il comparto ortofrutticolo, da sempre biglietto da visita di super e superstore per la qualità del prodotto fresco e anche perché fisicamente collocato di solito all’ingresso”. Esempi di collaborazione che promettono di trovare applicazione anche altrove. Conclude Valérie Hoff: “La strada intrapresa dai retailer è apprezzabile, anche per la comunicazione che sta diventando sempre più efficace sul punto di vendita”.

#ilviaggio Video Tour: Famila e Dok di Gruppo Megamark

Nuova tappa de #ilviaggio nella rete di vendita di Gruppo Megamark in Puglia, tra assortimenti e servizi moderni, in linea con le ultime tendenze food. Unico l'obiettivo: capire e soddisfare i clienti

"Ampiezza di offerta e convenienza, ma non primi prezzi, qualità, praticità e comodità, in ambienti luminosi e facili da percorrere: questi gli elementi sui quali abbiamo costruito la caratterizzazione dei nostri format", racconta Francesco Pomarico, direttore generale di Gruppo Megamark (Selex) che opera in cinque regioni del sud (Puglia, Campania, Molise, Basilicata e Calabria) con una rete formata da oltre 500 supermercati, tra diretti e affiliati, suddivise in cinque insegne -Famila, Iperfamila, Dok, A&O e Sunrise, firma per la prossimità-.

Da tempo è in atto un forte processo di revisione delle categorie che tiene conto delle ultime tendenze in fatto di alimentazione. "Ogni anno, revisioniamo circa 80 categorie, creando assortimenti cluster per tipologie simili di negozi", spiega Moreno Bellinzona, direttore vendite del gruppo, dal quale dipende anche una squadra di category management.

Spazio quindi a farine, prodotti bio e del territorio, il mondo della salute, con il senza glutine, in negozi fortemente orientati ai freschi, come dimostra bene il supermercato Famila di Nocattari (Ba), nel quale i freschi rappresentano il 55% delle vendite.

Centrale il ruolo dei direttori di punto di vendita nella personalizzazione dei singoli store alle esigenze della clientela, che si esprime non solo in un rapporto stretto, ma nel suggerire ricette e consigli di consumo, piuttosto che nel servizio di consegne a domicilio, che possono essere ordinate da piattaforma, smartphone e instore. Interessante a questo proposito l'esperienza del Supermercato Dok di via Crispi a Bari. "Si tratta di un servizio in crescita, sempre più richiesto -spiega il direttore Emanuele Tritone- oggi siamo a 200 spese a settimana, con scontrini in aumento. Abbiamo anche chiesto un contributo alla spesa (per quelle sotto i 40 euro) ma siamo certi non sarà una soglia che disincentiverà i clienti. Anzi".

 

Si rinnova InCoop di San Terenzo

Lo store, preso in gestione da Coop Liguria, precedentemente gestito dalla cooperativa 1° maggio, è sviluppato su 300 metri quadrati

Il punto di vendita InCoop di San Terenzo, frazione del comune di Lerici, in provincia di La Spezia, è stato oggetto di lavori di ristrutturazione. Lo store, preso in gestione da Coop Liguria, precedentemente gestito dalla cooperativa 1° maggio, è sviluppato su 300 mq.  Tra le novità introdotte c’è un piccolo banco servito di pescheria. Sono presenti i banchi assistiti della macelleria e della gastronomia, il distributore di pane sfuso. Ampia la presenza dei prodotti locali.

Tra i servizi propone consegna della spesa a domicilio. È presente il Punto Soci, l’ufficio dove si possono scoprire tutti i vantaggi esclusivi riservati ai soci di Coop Liguria: dalla possibilità di tutelare il proprio risparmio aprendo un libretto di Prestito Sociale alle polizze assicurative proposte da UnipolSai, dalle convenzioni con enti e istituzioni culturali al servizio di telefonia mobile Coop Voce. La ristrutturazione ha permesso a Coop Liguria di dotare il punto di vendita di vari accorgimenti ecosostenibili.

 

 

Carrefour lancia la raccolta A tutta benza

carrefour
La nuova campagna di raccolta punti di Carrefour Italia, A Tutta Benza, è valida esclusivamente per i possessori della carta Payback

La nuova campagna di raccolta punti di Carrefour Italia, A Tutta Benza, valida esclusivamente per i possessori della carta Payback, dà diritto a un buono sconto carburante del valore di 10 euro ogni 10 punti benza, che si ottengono a fronte di una spesa di 25 euro o di 10 euro di “prodotti acceleratore” in tutti i punti di vendita Carrefour Iper, Market e Express, e online. Una volta accumulati i 10 punti benza, si può ritirare in cassa il buono sconto da 10 euro entro il 17 giugno, e utilizzarlo fino al 1° luglio 2018 nelle stazioni a marchio Esso su un rifornimento minimo di 25 litri. L’iniziativa sarà comunicata attraverso una campagna multicanale realizzata in collaborazione con l’agenzia H48 che prevede spot tv e radio, on air dal 15 al 19 maggio, contest e attivazioni social e un piano pubblicitario media.

 

Video Tour: Stammi Bene, Mercato con Cucina

Tra ristorazione e mercato, con un occhio attento prodotti freschi e del territorio per sostenere bio, salutismo e un pizzico di divertimento: ecco Stammi Bene, uno dei nuovi business di Megamark

"Siamo uno spazio ibrido, un po' ristorazione, un po' bar e un po' mercato, anime complementari unite da un file rosso: ampliare ed evolvere le logiche del bio, rendendolo più allegro e non punitivo e declinandolo con il rispetto per l'ambiente, l'attenzione allo spreco di energia, la cura verso i prodotti del territorio, oltre che di frutta e verdura, rigorosamente di stagione". Alessandro Milella, direttore dello store, spiega così Stammi Bene, il Mercato con Cucina che Megamark, nelle sue logiche di diversificazione, ha aperto lo scorso settembre nel centro di Bari.

Un luogo adatto a ogni età, insomma, che offre una selezione di prodotti del territorio,  ready-to-eat bio e sani, una ristorazione di qualità, ma accessibile (nelle due versioni di qualità e veloce, nel senso della modalità, non nel livello qualitativo) ed eventi. "Non abbiamo un target definito, per fortuna -aggiunge Milella- ma parliamo a diverse tipologie, di cui soddisfiamo le esigenze nell'arco della giornata, dai ragazzi dell'Università agli uffici, dalle famiglia ai professionisti".

Un format da replicare, quindi ... "Ancora presto per dirlo -chiarisce Francesco Pomarico, direttore generale di Megamark-: per ora siamo soddisfatti dei risultati. Per il futuro ... vedremo".

 

Ecu: restyling per il negozio di Bologna

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Riapre rinnovato il discount Ecu di Bologna, gestito da Realco, situato in via Borgo San Pietro 134, a ridosso del centro storico cittadino e a pochi passi dalla stazione ferroviaria

Riapre rinnovato il discount Ecu di Bologna,  gestito da Realco, situato in via Borgo San Pietro 134, a ridosso del centro storico cittadino e a pochi passi dalla stazione ferroviaria. Il locale si sviluppa su una superficie di circa 460 mq e conta un’offerta di circa 2.600 referenze alimentari e non.

All’interno del negozio sono presenti le principali aree merceologiche tra cui ortofrutta, pane con produzione interna, surgelati, latticini e salumi, carni confezionate, gastronomia pronta.  Il punto di vendita impiega sei persone, a salvaguardia dei posti di lavoro della precedente gestione ed in parte nuove assunzioni ad integrazione del personale esistente prima degli interventi di ristrutturazione.

 

 

Esselunga: prima parafarmacia in Toscana

parafarmacia esselunga
Esselunga replica il format già lanciato a Milano e apre in Toscana, in via Di Novoli, a Firenze, la prima parafarmacia nella regione

Il primo format della parafarmacia di Esselunga è stato lanciato nei giorni scorsi nel superstore milanese di Pioltello. L’insegna replica in Toscana e inaugura in via Di Novoli a Firenze la prima parafarmacia nella regione, aperta al pubblico dal lunedì al sabato dalle 7,30 alle 22 e la domenica dalle 9 alle 20. Nel corso del 2018 proseguirà un graduale sviluppo.

Nel reparto, presidiato da farmacisti, è disponibile un assortimento di oltre 300 referenze tra farmaci di automedicazione, farmaci senza obbligo di prescrizione, i cosidetti otc e sop, e prodotti omeopatici. L’area si completa con lo scaffale degli integratori, organizzati per funzione/bisogno, con quello della dermocosmesi suddiviso per marca e con lo scaffale dedicato alla cura dei capelli. I farmaci da banco e i dispositivi medici sono detraibili fiscalmente.

 

Retail e digitalizzazione, come muoversi in hyper-locale

Location, assortimento e prezzo: tre variabili che non possono essere considerate fisiche. Un approccio digitale, innovativo e liquido

Il retail tra innovazione e tradizione: i “fondamentali” del mestiere rimangono, ma assumono un significato diverso, più ampio, inserendosi in una rete di dati che ne permette l’utilizzo ottimale. Sempre grazie ai dati, ciascuna insegna costruisce la propria caratterizzazione e sviluppa i propri valori, con nuove prospettive sollecitate dagli sviluppi della tecnologia digitale, in primis l’artificial intelligence (AI). Ecco il punto di vista di Marco Zacchigna, consumer industry solutions leader di Ibm.

Operatività più mirata

“La digitalizzazione rende ogni processo più veloce, più scalabile e più flessibile - spiega Zacchigna -, insomma, consente di fare da un lato cose irrealizzabili per tempi e costi nel mondo fisico e, parallelamente, di rispondere in modo più rapido ai cambiamenti di attitudine del consumatore; tutto questo lascia dietro di sé delle tracce, che sono i dati”. In realtà, si tratta di un circolo virtuoso alimentato dai dati: la digitalizzazione svela una serie di informazioni che prima non era possibile reperire e ha bisogno essa stessa di dati per funzionare al meglio.

Industria e distribuzione, obiettivo comune

Ciò apre nuove prospettive anche nel rapporto tra industria e distribuzione, storicamente ‘ruvido’: “All’estero vediamo concrete realizzazioni rese possibili dalla condivisione dei dati - afferma Zacchigna -. In Italia non è ancora così comune, ma sono ottimista perché vedo che ci sono sperimentazioni in atto”. Un esempio concreto di questo tipo di progetti di integrazione è la soluzione Ibm MetroPulse che consente di identificare quali siano le forze che maggiormente impattano domanda e offerta a livello hyper-locale. Ciò avviene grazie all’utilizzo di algoritmi cognitivi che combinando dati interni dell’azienda con dati provenienti dall’esterno (meteo, traffico telefonico, eventi locali, feed social) estraggono informazioni per servire in modo differenziato ogni singolo quartiere.

( https://www-935.ibm.com/services/local-data/ )

Le applicazioni

I tre casi d’uso principali sono la previsione della domanda, la locazione ottimale di asset (store ... ) e la definizione del product mix e dell’assortimento a livello di singola SKU. Il cambiamento determinato dalla tecnologia digitale costringe a rivedere i pilastri storici che definiscono il concetto di retail, ovvero location, assortimento e prezzo. “Rimangono tre capisaldi - afferma Marco Zacchigna - ma assumono significati molto diversi rispetto a quelli cui eravamo abituati. Che senso ha parlare di location limitandosi al lato fisico, quando tutti sono sempre connessi? E anche l’assortimento, ormai con un click può ampliarsi all’infinito, e il concetto di prezzo, infine, oggi è molto più ‘liquido’ di qualche anno fa, infatti si può modificare online e nel pdv in base all’andamento degli acquisti”.

Se non è esponenziale, non è digitale

La tendenza in atto dunque, secondo Ibm, è quella di una revisione completa del retail, poiché il vero vantaggio competitivo si ottiene solo rivedendo tutti i processi in modalità congiunta e integrata. In questo percorso, Zacchigna suggerisce di “Dare priorità alla digitalizzazione dei processi cui sono legati i vantaggi competitivo di ciascun retailer, che sono diversi a seconda del tipo di attività e di come viene condotta”. Il budget costringe a dare delle priorità, ma “Se non è esponenziale, non è digitale - chiarisce Zacchigna -, non si può applicare un modello di crescita lineare a qualcosa che cresce del 50% ogni anno. Le imprese, soprattutto quelle che alle spalle hanno decine di anni di storia, fanno fatica a entrare in questo modo di lavorare”.

Supply chain, logistica, assortimenti, previsione della domanda, sono “fondamentali” e la loro importanza rimane invariata, ma possono avvantaggiarsi parecchio dell’analisi dei dati. “Oggi è possibile realizzare modelli matematici anche per le medie aziende, ci sono già innumerevoli realizzazioni anche in Italia  - dice Zacchigna - per esempio un’analisi della rete che permette di esaminare l’opportunità di alcune opzioni, come il click&collect.

 

 

 

Modello matematico o opportunity & sensation?

L’opportunità vale sempre, la sensazione… è ciò che rende insostituibile l’intervento umano, che grazie al supporto della macchina può raggiungere risultati un tempo impensabili.
“In questo contesto il punto di vendita rimane un asset fondamentale e differenziante nel retail: il processo d’acquisto stesso è oggi frammentato in micro-momenti che sono ulteriormente suddivisi in diversi touch-point, e il digitale è il collante che garantisce unicità d’esperienza” dice Zacchigna. Si chiama ReStore, il nuovo approccio Ibm al punto vendita che racchiude i vari aspetti finalizzati a rinvigorire e valorizzare il punto di vendita: il ridisegno della piattaforma per garantire flessibilità e semplice fruizione, la hyper localizzazione dell’offerta, di cui abbiamo parlato poco fa, l’interazione individualizzata con il consumatore, gli strumenti a supporto del nuovo ruolo degli assistenti di vendita e il ridisegno di un nuovo modello operativo all’interno del negozio.

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Di Leo lancia biscotti bio e pensa all’export

#Cibus2018 | La linea Fattincasa si arricchisce di una nuova referenza organic e di una selezione pensata per l’oltreconfine

Innovazione come ritorno alle origini: Di Leo, biscottificio materano, prosegue nella sua spinta all’innovazione tenendo fede ai suoi valori originari. Questa l'identità portata anche a Cibus 2018.

“La linea Fattincasa – dichiara Ezio Pinto, responsabile marketing – si arricchisce di una nuova referenza, ossia i Fattincasa Bio con Melagrana, realizzati con farina di frumento, zucchero di canna, olio extravergine d’oliva e melagrana, frutto tipico del Mediterraneo, tutti da agricoltura biologica. Di fatto questa innovazione spinge ancor più verso un biscotto che soddisfi le esigenze del consumatore e che si proponga ancor più in questa sua veste da prodotto casalingo, altro driver che influenza positivamente il processo di acquisto del consumatore. Oggi quattro consumatori su cinque acquistano prodotti biologici e, in particolare, questo trend è più evidente nelle famiglie con figli sotto i 6 anni di età. Per loro vogliamo proporre biscotti sani, buoni da mangiare e con un prezzo accessibile a tutti”.

Macfrut: medaglia d’oro per l’innovazione di Cefla

Andrea Ventura, managing director di Cefla Shopfitting, Renzo Piraccini, presidente di Cesena Fiera, e con Antonio Boschetti, direttore dell'Informatore Agrario
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La medaglia d’oro del Macfrut Innovation Award va a alla Grow-Unit di Cefla Shopfitting, per la coltivazione indoor di microgreen

La medaglia d’oro del Macfrut Innovation Award va a alla Grow-Unit di Cefla Shopfitting, per la coltivazione indoor di microgreen. La premiazione in occasione della fiera in corso a Rimini.

La Grow-Unit è un modulo per la coltivazione indoor di microgreen, ossia piantine al loro Cefla Shopfitting_Grow Unit_30-09-2017_001_mod3_previewstadio iniziale di crescita, ricche di nutrienti (fino a 40 volte in più rispetto gli ortaggi cresciuti). Una ricerca, quella delle tecnologie per il Growing, che vede all’avanguardia la società di Cefla C-Led, grazie agli studi sugli spettri luminosi ottenuti da speciali sistemi Led.

Questo premio - commenta Andrea Ventura, managing director di Cefla Shopfitting -, conferma il valore dell’innovazione che, da sempre, è uno dei nostri punti di forza. Il Growing, così come il proximity marketing, sono tecnologie che guardano al futuro e che ben si integrano nell’ossatura dello Smart Shelving System, il nostro premiato display espositivo che, fra i numerosi vantaggi dimensionali ed ergonomici, offre anche la possibilità di essere facilmente elettrificabile senza dover smontare gli elementi dello scaffale”.

La Golosa di Puglia premiata a Sapore dell’Anno 2018

#Cibus2018 | A vincere la Burratina Biologica e il Caciogrotta, due prodotti appena nati dal marchio di punta del Caseificio la Gioia Bella e presentati a Cibus 2018

La Golosa di Puglia, primo brand del Caseificio La Gioia Bella dall'anima 100% pugliese, ha vinto il premio Sapore dell’Anno 2018 con due dei propri prodotti lanciati recentemente sul mercato: la Burratina Biologica e il Caciogrotta. Queste due delle neonate referenze con cui l'azienda si è presentata a Cibus 2018.

Tra le novità anche la burrata Gourmet in bicchierino da 200 grammi, un prodotto di posizionamento alto che si unisce a una già ampia gamma di referenze lattiero casearie segmentata con diverse proposte di consumo, frutto di un'accurata selezione territoriale e qualitativa. Tra i prodotti speciali La Golosa di Puglia propone anche connubi tra eccellenze locali a latitudini diverse, come nel caso della Burrata al Gorgonzola.

"Il nostro fatturato è in forte crescita e sfiora i 12 milioni. Tra gli obiettivi per il 2019 c'è infatti quello di portare a completamento il nostro stabilimento così da triplicare la capacità produttiva attuale", spiega l'amministratore delegato e fondatore Pasquale Cinieri (in foto).

La materia prima dell'azienda è direttamente acquisita dagli allevatori della zona, a  garanzia di genuinità e freschezza dei prodotti. E mentre in Italia e in Europa si lavora con il fresco, l'export extra Ue (Arabia Saudita e Usa) passa per il frozen grazie alla nuova linea di surgelamento. Tra i prossimi Paesi su cui puntare Cina e Argentina.

Tempo di serenità fattiva

Che cosa mangeremo fra vent’anni? La spinta salutistica sarà diventata la normalità?Gli insetti saranno parte del menù? (da Gdoweek n. 8)

... queste e tante altre saranno le domande che ci porremo nei giorni di Cibus. L’eCommerce versus il banco taglio? La qualità della frutta e verdura (di questo parleremo a MacFrut) come si misura? Come saranno i Centennials? In questa ridda di quesiti, sorge un dato positivo, stiamo (finalmente) guardando al futuro, un futuro che non sappiamo come sarà ma, non per questo, ci fa paura, anzi! Il futuro, adesso che abbiamo capito che cambiare si può e, in fondo, è stimolante e arricchente, è una frontiera che si supera ogni giorno. Non è l’era dell’ottimismo un po’ “beone” degli anni 80, è una più compassata serenità: abbiamo capito che ce la possiamo fare, insieme, certamente, con creatività (quella sempre) e con un pizzico di fortuna che, si sa, aiuta gli audaci. Viviamo in un tempo difficile, non ci nascondiamo che le nubi all’orizzonte ci sono, ma con la saggezza di chi ha vinto tante battaglie, di chi qualche cicatrice ce l’ha, abbiamo imparato in questi anni, che cadere si può, ma che rialzarsi è possibile, più forti di prima, più genuinamente convinti che lavorando bene, con trasparenza e serietà alla fine si viene ripagati. Continuiamo così, la forza è dentro di noi e nessuno ce la può dare ma neppure togliere.

La moda ecofriendly di Ebarrito in un temporary store a Milano

ebarrito
Il brand di accessori handmade in Italy, Ebarrito, sbarca a Milano in un temporary store in Corso di Porta Ticinese a Milano, visitabile fino al 2 giugno

Il brand di accessori handmade in Italy, Ebarrito, sbarca a Milano in un temporary store in Corso di Porta Ticinese a Milano, visitabile fino al 2 giugno, tutti i giorni dalle 11 alle 20 con orario prolungato fino alle 22 al venerdì e sabato. In esposizione la collezione primavera estate 2018 dal titolo Instant-Love: il colpo di fulmine, ad indicare l’istante in cui si è travolti dall’emozionante momento della scelta. Saranno inoltre presentate in anteprima le novità della collezione autunno inverno 2018/2019 Equality.

Il brand nasce da un’idea di Alessandro La Micela, classe '76 e palermitano di nascita, che ha ebarritoiniziato la sua carriera come Ceo di accessori, e fondato Ebarrito nel 2009 insieme alla compagna Gloria. L’azienda di borse e scarpe in pelle nei trattamenti e nell'utilizzo dei materiali eco compatibili rispecchia la filosofia di vita della giovane coppia.

Il negozio del futuro? Secondo i retailer sarà così

Uno spazio unico dove offline e online convivono, dove si sfruttano in punti di vendita per quell'eCommerce locale dove Amazon ancora non arriva, ma soprattutto dove si offre un'esperienza che la rete non potrà mai dare

Cosa mangeremo, compreremo, ma soprattutto come e dove lo compreremo?
Questo il tema del convegno #Cibo2038, organizzato da Mark Up e Gdoweek e andato in onda a Cibus 2018. Dopo un focus sul cibo del futuro, nel corso della tavola rotonda moderata da Cristina Lazzati, direttrice dei due magazine, si è parlato del ruolo di negozio, private label ed eCommerce con i retailer.

"La nostra forza come retailer fisici è poter raggiungere con l'eCommerce, grazie ai nostri punti di vendita, anche quei piccoli paesi dove Amazon non arriva. Non solo. Per distinguerci dovremo essere furbi e fare in store cose che l'online non può fare, come essere i numeri uno del sorriso e del trattar bene il cliente attraverso i nostri dipendenti", sottolinea Mario La Viola, direttore marketing, format, rete e sviluppo Crai Secom.

"In futuro non mi immagino più un negozio solo fisico o digitale, ma un unico spazio che integrerà le due dimensioni. Non ci saranno più confini tra dentro e fuori", sostiene Stefano Ghidoni, direttore cliente e innovazione Auchan Retail Italia.

"Siamo player online e l'80% nostro fatturato è freschissimo a chilometro zero", evidenzia Marco Porcaro, Ceo di Cortilia: "Mi sembra un dato chiaro di cosa i consumatori chiedono e chiederanno in futuro alla gdo, che dovrà fare uno sforzo in tal senso. Per quanto ci riguarda, la nostra sfida, insieme ai nostri produttori, è quella di far capire che la stagionalità prodotti, ma anche variabili come il meteo, incidono sulla nostra gamma".

"Bisogna imparare a conoscere i consumatori a livello locale, per poi farsi conoscere con i propri prodotti. In Cina, ad esempio, dove l'eCommerce è molto più sviluppato, i consumatori sono legati al territorio e alla convivialità del cibo proprio come gli italiani. Si richiedono risposte rapide e velocità", spiega Manfredi Minutelli, European Food and Wine Category Leader Alibaba Group.

Parlando di trend di prodotto e private label, l'obiettivo è quello di aumentare le quote in linea con i numeri della mdd in altri Paesi europei. "Il ruolo della mdd sarà centrale per la fedeltà del cliente perché rappresenta un patto che stringiamo con lui. Dovrà rivestire un ruolo sociale per il territorio, mantenere quelle tradizioni e storie che racconteremo e affascineranno anche i consumatori di domani, millenial e centennails", prevede Lucio Fochesato, direttore generale Despar Italia.

Per quanto riguarda il novel food in Italia, invece, Fochesato ricorda: "Non dimentichiamoci che siamo un Paese di Dop e Igp, che abbiamo tradizioni come la pizza. Salutismo e italianità sono e resteranno due dei trend dell'alimentazione di domani".

 

Selfridges: a Londra un pop-up dedicato ai Rolling Stones

SELFRIDGES London East Corner at night, Credits Andrew Meredth
SELFRIDGES London East Corner at night, Credits Andrew Meredth
Il department store britannico Selfridges ha realizzato un temporary store dedicato ai Rolling stones che rimarrà aperto fino a giugno

Il department store britannico Selfridges ha realizzato, stando a quanto scrive MFfashion, un temporary store dedicato ai Rolling stones che sarà inaugurato nei prossimi giorni e rimarrà aperto fino a giugno nel flagship di Oxford street, a Londra.

Il pop-up rientra in un più ampio progetto di marketing per il tour No filter del gruppo rock. L'iniziativa è sostenuta dalla società di merchandising Bravado, che già lo scorso anno è stata responsabile del pop-up dedicato ai Beatles per celebrare il 50° anniversario dell'album Sgt. Pepper's lonely hearts club band.

Accanto a una serie di articoli in assortimento trovano spazio in esposizione alcuni abiti di scena indossati dal frontman Mick Jagger. L'installazione sarà visibile dalle quattro grandi vetrine anteriori dello store e proietterà inoltre il video del concerto Havana moon tenutosi a Cuba nel 2016 che potrà essere ascoltato tramite le cuffie messe a disposizione all'interno del negozio.

Trony rinnova il negozio di Rimini

Riapre dopo il restyling il punto di vendita di Rimini gestito da DML spa (socio Gre) Propone in assortimento 1800 referenze

Restyling per il punto di vendita Trony di Rimini che riapre al pubblico totalmente rinnovato. Il negozio, ubicato sulla Starda statale Consolare Rimini San Marino 15, gestito da DML spa (socio Gre-Grossisti riuniti elettrodomestici), conta 1800 referenze circa per un bacino d’utenza stimato di circa 1.000.000 potenziali clienti. Il team di lavoro comprende 19 addetti. Lo store occupa un'area di 2.550 mq e si sviluppa su pianta rettangolare. Presenta come primo reparto all’ingresso quello dedicato alla telefonia e fotografia.

Tra i reparti attivi:  audio/video, telefonia, informatica, videogame e accessori, climatizzatori, piccoli e grandi elettrodomestici ed elettrodomestici da incasso. Tra i vari servizi offre consegna a domicilio, installazione elettrodomestici.

Trony con questa nuova apertura porta il numero complessivo dei propri punti di vendita in Italia a 178, cui si aggiungono 13 Mini Trony, per un totale di 191 negozi.

Conad Adriatico efficienta la supply chain con Jda

L’ottimizzazione tra le scorte di magazzino rispetto al rifornimento dei punti di vendita il risultato raggiunto (da Gdoweek n. 7)

Conad Adriatico ha recentemente sviluppato e migliorato il set di processi della supply chain per ottimizzare le performance di fornitura dei 408 punti di vendita presenti nelle Marche, Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata, Albania e Kosovo. Il progetto, realizzato implementando la soluzione Jda Awr, è partito da un modello tradizionale di supply chian che prevedeva intervalli di fornitura da magazzino ai punti di vendita con pianificazione al più bisettimanale.

Il processo si scatenava a fronte dell’invio degli ordini secondo un crono programma prestabilito. Pur tenendo conto delle esigenze del singolo pdv, per Conad è stato importante ricalibrare le frequenze di acquisto di ogni referenza al fine di minimizzare la frammentazione degli ordini. Il tutto tenendo in considerazione i vincoli logistici come capacità di carico dei camion e quantità minime degli ordini.

La soluzione scelta è Jda Advanced Warehouse Replenishment che offre la possibilità di effettuare un’analisi giornaliera con una computazione particolare per ogni pdv, circa le necessità di approvvigionamento; il tutto incrociando le richieste conseguenti al fornitore. Consente di ottenere una vista panoramica dettagliata di entrambi i versanti, magazzino e punto di vendita, e tiene in considerazione le più accurate previsioni a livello di Sku. I risultati derivanti da questo tipo di analisi sono utilizzati per definire criteri di inventario ottimizzati, con la possibilità sia di rendere i processi di consegna flessibili e adattabili alle esigenze eventuali sia di consegna dai fornitori ai magazzini periferici. Il cambiamento sistemico descritto ha determinato un’ottimizzazione della produttività del magazzino interno di Conad Adriatico, con il risultato di ridurre in modo significativo le spese di logistica e di inventario.

Accesso riservato

Scarpe&scarpe si rafforza nel Lazio

foto latina2 scarpe e scarpe
Potenzia la sua presenza nel Lazio l’insegna di calzature Scarpe&scarpe che realizza un punto di vendita a Latina, in viale Pier Luigi Nervi

Potenzia la sua presenza nel Lazio l’insegna di calzature Scarpe&scarpe che realizza un punto di vendita a Latina, in viale Pier Luigi Nervi, all’interno del centro commerciale Le Torri, che sarà inaugurato a fine maggio. È il decimo store nella regione e il 139esimo sul territorio italiano. Propone in assortimento scarpe, abbigliamento, valigeria, borse e accessori per uomo, donna e bambino per un totale di 4.000 referenze. Il negozio occupa un’area di 800 mq, impiega 14 addetti ed è dotato di tre casse.

In occasione dell’apertura l’insegna propone promozioni su molti articoli scontati fino al 50% per i possessori della fidelity card e per chi sottoscriverà la card in negozio.

 

DoveConviene ottimizza i metodi di calcolo degli ingressi

Stefano Portu, Ceo di DoveConviene, spiega come ottimizzare la conversione dall'online all'offline: per depurare i dati dai passaggi occasionali

Oggi i retailer hanno il problema di dare trasparenza ai loro negozi ovvero di rendere merce e prodotti visibili al consumatore, che nel 40% dei casi (secondo dati Deloitte) decide online dove acquistare e che cosa. "Per rendere la conversione dal digitale al negozio fisico efficace e misurabile come quella verso l’eCommerce -spiega Stefano Portu, Ceo e fondatore di DoveConviene- abbiamo pensato di affinare sempre più le tecnologie di calcolo degli ingressi in store. Per esempio, applicando algoritmi di clean up basati su tempo e frequenza di visita in un determinato punto di vendita, possiamo individuare le visite reali e scartare i consumatori di passaggio".

La metodologia di calcolo, ottimizzata mediante dati forniti da Nielsen, è riuscita ad attribuire statisticamente gli ingressi in negozio a una specifica azione pubblicitaria o promozionale consentendo di misurare anche l’efficacia delle campagne in termini di conversione in visite e di Roas. Nielsen, che ha realizzato un’indagine sugli stessi utenti in uscita dal punto di vendita chiedendo se effettivamente fossero stati in negozio, ha rilevato un’accuratezza delle rilevazioni di DoveConviene pari al 98,8% su un campione di 7.000 visite.

 

Cia-Conad, investimenti su sviluppo rete, oltre 300 milioni nel 2018-2020

Cia Conad

Il piano di sviluppo 2018-2020 di Cia-Conad prevede investimenti di circa 320 milioni di euro (43 milioni nel 2017), destinati a nuove aperture e ristrutturazioni totali e parziali dei punti di vendita. Nel 2018 altri interventi riguarderanno l’avvio dei lavori al Centro Montefiore di Cesena e un nuovo punto di vendita a Lendinara (Ro).

Da segnalare, fra le aperture più recenti, il superstore Conad a Forlì nel quartiere Cava (Fc) e un Conad a Osimo (An), oltre al Bar Con Sapore al Conad Cofra di Faenza (Ra) e i negozi per animali al superstore Cicogne, sempre a Faenza, e alle Befane di Rimini.

Oltre alla Romagna i territori in cui opera Cia-Conad sono Marche (40 negozi), Veneto (25) e Friuli Venezia Giulia (22) per un totale di 222 punti di vendita articolati nei canali Iper (3), Superstore (28), Conad (62), City (116) e Spesa Facile (13).

La quota di mercato di Cia-Conad nel proprio territorio è del 12,9% (Nielsen). La base sociale è rappresentata da 157 società, con 503 soci persone fisiche. Nella rete dei negozi, tra soci e addetti, sono occupate 6.451 persone, per il 65% donne. Il numero sale a 6.854 considerando anche la forza lavoro della Cooperativa e delle società di sistema (403 persone). Si conferma l’utilizzo larga­mente maggioritario di contratti a tempo indeterminato.

In provincia di Rimini, Cia-Conad ha 38 punti vendita (divisi fra 1 ipermercato, 7 Conad, 6 Superstore, 23 City, di cui uno Sapori e Dintorni, e 1 Spesa Facile) su un totale di 135 unità in Romagna e a San Marino. Gli occupati nel riminese sono circa 1.500, tra soci persone fisiche e addetti.

A Rimini è stato inaugurato da un mese (5 aprile) il nuovo Superstore che sorge nel complesso commerciale Il Lago (via della Fiera), un negozio di 2.500 mq con bar ristorante e parafarmacia, dotato di sistemi energetici a basso impatto ambientale. Nell’autunno 2018 è prevista l’inaugurazione di un nuovo Superstore da 2.000 mq a Villa Verucchio.

Innovazione non facile, conserve rosse al bivio

Promozionalità elevata, Mdd compressa dai tagli prezzo, marche in difficoltà nel trasferimento di valore aggiunto. Serve una pausa di riflessione (da Gdoweek n. 7)

Prodotti che rientrano sempre nella spesa degli italiani e che stanno vivendo il cambiamento degli stili alimentari in atto nel nostro Paese mantenendosi nel solco valoriale della tradizione: il mercato delle conserve rosse, naturali complementi della pasta e della pizza, pietanze fondanti dell’italianità a tavola, vive una congiuntura interlocutoria, nella quale le vendite sono in calo a volume e, in modo ancor più significativo, a valore e la preferenza dei consumatori si sta riposizionando verso le categorie di prodotto a maggiore contenuto di servizio.

Per il resto, con una promozionalità che sfiora il 50% del venduto, anche i prodotti Mdd sono interessati da questo andamento negativo e il rischio commodizzazione sta spingendo le marche a cercare di innalzare il valore della proposta e di riposizionarsi, pur sapendo che un’innovazione troppo radicale non sarebbe premiante nei confronti dei consumatori del lavorato di pomodoro.

“Nonostante il cambiamento delle abitudini alimentari -dichiara Federico Cappi, direttore marketing retail Conserve Italia- il primo piatto a base di pasta rimane sempre il principale ambito di utilizzo delle conserve rosse. Ricorrendo a un gioco di parole, potremmo dire che resta il nostro piatto forte. Tuttavia, anche questo piatto risente di una riduzione nelle frequenze di utilizzo facendo spazio a opzioni più leggere e meno tradizionali, scelte sempre più frequentemente dai consumatori”.

“Segmentando le vendite in base alla tipologia di prodotto -prosegue Enrico Vismara, brand manager Pomì e De Rica di Consorzio Casalasco del Pomodoro- emerge come la passata performi meglio della polpa, in virtù della sua maggiore versatilità in cucina, che i formati più piccoli siano preferiti a quelli grandi, per un cambiamento delle strutture famigliari e per abitudini di consumo che vogliono ridurre lo spreco di prodotto. Naturalmente questa dinamica non riguarda il Mezzogiorno: tradizionalmente area di consumo elevato nella quale il prezzo di vendita rappresenta un discrimine molto importante al fine di influenzare l’acquisto”. “Le private label calano in modo significativo -dichiara Carlo Erba, direttore commerciale Petti- e questo secondo noi è dovuto al posizionamento sempre più basso di numerosi brand storici che, per contrastare il calo delle vendite a volume, puntano in maniera crescente sulla leva prezzo anziché sulla differenziazione e sull’innovazione. Quando il prezzo medio di tanti brand scende così al di sotto di quello delle Mdd, è naturale che queste soffrano. Si tratta di un circolo vizioso in cui anche questi brand, che vengono promozionati a rotazione, decrescono, a discapito degli stessi retailer e del valore dell’intera categoria. In un segmento mass market come quello dei rossi riteniamo che il leitmotiv debba essere: si mangia meno, ma meglio. Per questo la linea a marchio Petti si posiziona nella fascia premium, con prodotti distintivi ma accessibili a tutti, creando così valore per tutto lo scaffale”. Analoga la valutazione espressa da Mutti: “In Italia, ma anche in Europa -spiegano dall’azienda conserviera parmense- la private label sta calando: la marca del distributore rappresenta, infatti, un second best, rispetto al quale i player di marca, come Mutti, si differenziano in termini di innovazione e qualità superiore dell’offerta prodotto. Rispetto al passato, il prezzo non è più il principale driver d’acquisto in quanto i consumatori sono disposti a pagare un prezzo maggiore a fronte di una reale offerta di qualità. Quest’ultima passa, in primo luogo, dalla scelta di una materia prima eccellente, prerequisito e fattore critico di successo per ottenere un prodotto di ottima qualità. Oggi, i consumatori hanno una sensibilità palatale molto diversa e più sofisticata rispetto al passato e ricercano la qualità piuttosto che la quantità. Per questo motivo, i consumatori sono disposti a pagare un piccolo sovrapprezzo per l’acquisto dei prodotti Mutti: si tratta, infatti, di un prezzo lievemente più alto, ma pur sempre accessibile a tutti, in particolare se rapportato all’alta qualità del prodotto offerto”.

Accesso riservato

Antica Focacceria San Francesco rinnova il format a Fiumicino

Antica Focacceria San Francesco nell’area d’imbarco D dell’aeroporto Leonardo da Vinci a Roma-Fiumicino si ripropone al pubblico con format completamente rinnovato

Riapre con format completamente rinnovato l'Antica Focacceria San Francesco (AFSF) nell’area d’imbarco D dell’aeroporto Leonardo da Vinci a Roma-Fiumicino. Con il nuovo locale AFSF è a Palermo, Roma, Milano, Bergamo.

L'innovazione a Fiumicino non è solo di format ma anche di menù e rientra nel più ampio quadro di iniziative promosse da Adr, la società che gestisce l'aeroporto di Fiumicino, per elevare l'esperienza di acquisto e consumo in tutti gli ambiti dell'offerta merceologica dello scalo, a partire da quella enogastronomica.

Attiva nell’aeroporto Leonardo da Vinci dal 2011, AFSF si ripresenta al pubblico con uno stile essenziale e contemporaneo, pur mantenendo richiami evidenti all’architettura liberty del negozio originale di Palermo. Antica Focacceria San Francesco vuole unire l’immediatezza dello street food con la cura e l’attenzione nella realizzazione di piatti fortemente improntati alla tradizione mediterranea e siciliana in particolare, con filiera certificata, e accompagnata da vini del territorio.

Nuovi dispositivi digitali daranno ai clienti la possibilità di velocizzare l'ordine gestendolo in autonomia. Una speciale borsa da viaggio permetterà il servizio da asporto.

Giuseppe Biuso, il più giovane chef stellato europeo

La principale novità del punto di vendita è la collaborazione esclusiva con Giuseppe Biuso, chef stellato di origini palermitane, tra i più giovani nel panorama internazionale. Arrivato alla guida del ristorante Il Cappero dell’isola di Vulcano a 27 anni, Giuseppe Biuso ha mantenuto e confermato negli anni la Stella Michelin. In esclusiva per Antica Focacceria Leonardo da Vinci, Giuseppe Biuso ogni quattro mesi rivisiterà in chiave moderna tre piatti tradizionali del menu. Per l’inaugurazione del locale, Biuso reinterpreta il tipico "pani cunzatu", l’anelletto risottato con vongole veraci e fagiolo badda di Polizzi, e infine il capone in caponata, pesce capone in salsa agrodolce e caponata di melanzana.

L'origine di Antica Focacceria San Francesco risale al 1834, nello storico quartiere palermitano della Vuccirìa. Nel 2013 è entrata a far parte di Gruppo Feltrinelli diventandone uno dei pilastri nel processo di diversificazione in ambito ristorativo. Nel 2016 nasce infatti FC Retail, partnership tra Gruppo Feltrinelli e CIR food per lo sviluppo dei marchi Red (le librerie urbane con offerta ristorativa), e di Antica Focacceria San Francesco.

Adr-Aeroporti di Roma, società di Gruppo Atlantia, gestisce e sviluppa gli aeroporti di Roma Fiumicino e Ciampino e svolge altre attività connesse e complementari alla gestione aeroportuale. Fiumicino opera attraverso tre terminal passeggeri: è dedicato alla clientela business e leisure su rotte nazionali, internazionali e intercontinentali. Ciampino è principalmente utilizzato dalle compagnie aeree low cost, dagli express-courier e dalle attività di Aviazione Generale. Nel 2017 Adr ha registrato, come sistema aeroportuale, 46,9 milioni di passeggeri con oltre 230 destinazioni nel mondo raggiungibili da Roma, grazie alle circa 100 compagnie aeree operanti nei due scali. Nel 2017, secondo la certificazione ufficiale di Skytrax, Fiumicino è l’aeroporto che ha maggiormente migliorato e potenziato i propri servizi a livello mondiale, impegno che gli è valso il premio  di Airport Council International come aeroporto più apprezzato in Europa dai passeggeri.

 

 

 

Stef amplia il network della logistica del surgelato

Una crescita ottenuta grazie all’acquisizione delle attività di Fidenza e Ascoli Piceno del Gruppo Marconi, leader italiano della logistica dei surgelati, che include Orlando Marconi Trasporti
Una crescita ottenuta grazie all’acquisizione delle attività di  Fidenza e Ascoli Piceno del Gruppo Marconi, leader italiano della logistica dei surgelati, che include Orlando Marconi Trasporti
L’operazione compiuta dal Gruppo Stef è stata attuata attraverso la divisione immobiliare ImmoSTEF Italia. Quest’ultima ha acquisito una delle più importanti piattaforme di logistica surgelata d’Europa, di stanza a Fidenza (Parma), ed un impianto logistico ad Ascoli Piceno che assommano un volume di stoccaggio di 1,3 milioni di metri cubi. Inoltre sono state acquistate le attività di logistica e trasporto relative ai due siti che valgono in termini di fatturato circa 55 milioni di euro.
"Questa acquisizione rappresenta la più grande operazione del settore della logistica a temperatura controllata degli ultimi anni in Italia. Essa permette al Gruppo Stef di rafforzare in maniera significativa la propria rete dedicata al surgelato in Europa e a Stef Italia di disporre di importanti risorse per proseguire nel proprio piano di crescita », ha dichiarato Stanislas Lemor, direttore generale delegato del Gruppo Stef e presidente di Stef Italia.
"Questo accordo offre ai nostri clienti la garanzia di una continuità di servizio e di qualità che solo un gruppo solido ed ambizioso come Stef può proporre, grazie alla propria visione di crescita e sviluppo» ha aggiunto Adriano Federici, Amministratore delegato del Gruppo Marconi. Con questa acquisizione Stef Italia entra nel mercato del freddo negativo (-25°C) e completa il network italiano che arriva a 34 filiali dedicate ai prodotti alimentari freschi, ai prodotti termosensibili e ai prodotti ittici freschi.

Under Armour: primo store outlet

under armour
A Valmontone Outlet l’insegna Under Armour, brand americano specializzato in abbigliamento e calzature sportive, apre il primo punto di vendita italiano outlet

A Valmontone Outlet l’insegna Under Armour, brand americano specializzato in abbigliamento e calzature sportive, apre il primo punto di vendita italiano outlet. Il negozio,  in provincia di Roma, è il quarto previsto dal piano di investimenti in Italia di Oberalp, il partner distributivo italiano del marchio globale, che punta  a raggiungere 20 brand house nei prossimi cinque anni.

Il punto di vendita ha una superficie espositiva di circa 500 mq. Al suo interno i visitatori under armourpotranno trovare un’offerta multisport completa con un assortimento di abbigliamento e accessori per diverse discipline, dal running, al basket, al golf. Sarà presente anche una selezione della linea dedicata ai bambini.

“Under Armour  - spiega Cristina Lo Vullo, direttrice di Valmontone Outlet - sarà il tredicesimo store dell’outlet dedicato all’abbigliamento sportivo e tecnico, un settore merceologico sul quale da sempre Valmontone outlet ha deciso di puntare per andare incontro a una clientela come quella degli sportivi particolarmente attenta a qualità dei materiali e praticità delle linee”.

 

Carrefour: negli store il racconto del valore del bio

carrefour
Carrefour Italia mette in atto una serie di iniziative che coinvolgono i negozi della rete per promuovere una distribuzione equa del cibo

Durante la settimana di Milano Food City 2018, organizzata dal Comune di Milano, Carrefour Italia è al fianco di altri operatori del settore all’interno di una iniziativa solidale nata per una distribuzione più equa del cibo in città, #piusiamopiudoniamo.

L'insegna ha messo a punto una serie di iniziative all'interno di alcuni punti di vendita che coinvolgeranno i consumatori.

Il 9 e il 12 maggio, i cittadini milanesi saranno invitati a pesarsi presso, rispettivamente, il Carrefour Express di via Algarotti a Milano e l’Ipermercato Carrefour di Carugate, utilizzando le due bilance installate all’esterno dei punti di vendita. Un gesto simbolico che si potrà tradurre in alimenti da donare ai più bisognosi, attraverso Banco Alimentare, Caritas e Pane Quotidiano.

Il 9 maggio, inoltre, dalle 13.30 alle 14.30, presso il Carrefour Express di via Algarotti sarà anche presente Cristina Tajani, Assessore a Politiche del lavoro, Attività produttive, Commercio e Risorse umane del Comune di Milano, assieme a Stéphane Coum, direttore operations di Carrefour Italia e Dario Boggio Marzet, Presidente del Banco Alimentare della Lombardia a sostegno dell’iniziativa benefica.

Nel Carrefour Market di City Life, venerdì 11 maggio a partire dalle ore 17.00, Carrefour Italia organizzerà un incontro di divulgazione rivolto ai propri consumatori, con l’obbiettivo di raccontare la storia, l'origine, la produzione ed il valore nutrizionale dei propri prodotti biologici.

 

Crai: via al concorso Vinci 1 anno di spesa gratis

grande concorso Crai
È dedicato alle insegne drug del gruppo Crai il concorso Vinci 1 anno di spesa gratis, attivo fino al 31 maggio nei vari punti di vendita

È dedicato alle insegne drug del gruppo Crai il concorso Vinci 1 anno di spesa gratis, attivo fino al 31 maggio nei punti di vendita che aderiscono all'iniziativa Caddy's, Caddy's Maxistore, IperSoap, Pilato, Proshop, Risparmio Casa, Saponi&Profumi, Smoll e Shuki.

In palio 1 anno di spesa gratis, equivalente a 1.300 euro, divisi in 52 buoni da 25 euro ciascuno, che andrà a dieci vincitori sorteggiati con un’estrazione finale. Inoltre i partecipanti avranno la possibilità di vincere 3 mesi di spesa gratuita, premio valido per 60 clienti, o 1 mese di spesa gratuita per 180 consumatori.

Se si effettuano 15 euro di spesa e si acquista almeno uno tra i prodotti sponsor indicati sui materiali di comunicazione, si riceverà alla cassa una cartolina gioco contenente un codice alfanumerico da inviare via sms al numero 331 6129907. Si potrà scoprire così l'eventuale vincita immediata di 3 mesi o 1 mese di spesa gratis.  Completando poi la registrazione sul sito dedicato all'operazione, www.laspesavincente.it,  i clienti parteciperanno all'estrazione finale. I buoni premio avranno la validità di 1 anno e potranno essere spesi nel proprio negozio drugstore di fiducia in cui è maturata la vincita del premio.

 

Aldi: iniziati i lavori per il secondo centro logistico

aldi landriano
Prosegue il piano di crescita sul territorio italiano dell’insegna Aldi che ha dato il via ai lavori per la costruzione della sua seconda direzione regionale

Prosegue il piano di crescita sul territorio italiano dell’insegna Aldi che ha dato il via ai lavori per la costruzione della sua seconda direzione regionale. Il polo logistico sarà realizzato a Landriano (Pv). Per la costruzione si è affidata a Vailog, società specializzata nello sviluppo logistico. Su una superficie di quasi 102.000 mq, la nuova piattaforma logistica consterà di 52.000 mq di deposito merci e circa 3.700 mq suddivisi tra uffici e un centro di formazione, l’Aldi Accademia. Una volta completato, lo stabilimento permetterà di rifornire più da vicino i punti di vendita delle regioni del Nord Ovest e di formare i nuovi collaboratori. Si prevedono circa 200 nuovi posti di lavoro.

Con il centro di Landriano, l’insegna, entrata di recente nel nostro Paese, raddoppia la sua capacità logistica in Italia: il nuovo stabilimento infatti si aggiunge a quello già esistente di Oppeano, in provincia di Verona, che vanta una superficie totale di oltre 56.000 mq e conta oltre 200 collaboratori al suo interno.

Aldi conta oggi in Italia 25 punti di vendita operativi e ha in programma un fitto calendario di nuove aperture.

PittaRosso si consolida in Puglia

foto punto vendita PittaRosso 2017
A Terlizzi, in viale Federico II, PittaRosso apre il suo quinto punto di vendita in Puglia, il terzo nella provincia di Bari. La struttura si estende su 1.000 mq

A Terlizzi, in viale Federico II, PittaRosso apre il suo quinto punto di vendita in Puglia, il terzo nella provincia di Bari. Lo store occupa uno spazio di 1.000 mq e propone un’offerta di marche e modelli di calzature e accessori per l’uomo, la donna e il bambino, rispondenti a varie e vari: dal classico al casual, dalla moda allo sport. L’apertura prevede cinque nuove assunzioni e sarà sostenuta da un piano media di lancio sul territorio.

Per festeggiare l’apertura l’insegna propone fino al 27 maggio uno sconto del 40% sull’intera collezione presente nel punto di vendita.

PittaRosso in 3 anni ha aumentato la rete di vendita in gestione diretta da 120 a oltre 230 negozi, 31 dei quali in Francia, Slovenia e Croazia. Dal 2011 l’azienda ha più che triplicato le vendite al dettaglio ed è pronta a continuare il piano di sviluppo e di espansione in Italia e all’estero.

 

 

Pasta secca, simbolo sempre forte

Reparto imprescindibile per qualsiasi retailer e qualsiasi concept: ma accanto alle referenze classiche sono sempre di più le proposte alternative (da Gdoweek n. 7)

Alimento simbolo della tradizione italiana, la pasta secca non sfugge ai cambiamenti nella abitudini alimentari. Rimane il piatto chiave nell’alimentazione degli italiani, sempre più apprezzato anche all’estero, ma è meno presente nelle dispense e negli acquisti poiché si tende a consumarla fuori casa. La tradizionalità e il vissuto di commodity non limitano, anzi alimentano, l’innovazione in questo mercato, nel quale i brand creano vivacità puntando sulla differenziazione: nuovi pack, ingredienti a caccia di una caratterizzazione nel campo del gusto, e anche forme inusuali. Il focus rimane la qualità, senza la quale, almeno in Italia, non ci sarebbe mercato. Nielsen lo stima in 700 milioni di euro, quota super + iper a febbraio 2018, stabile rispetto all’anno precedente.

Presso i pdv Conad il ruolo della pasta secca è di traffico, in ragione dell’elevata penetrazione e frequenza di consumo. L’insegna ha costruito un “mondo del primo piatto” che raccoglie referenze che promuovono il cross selling. Lo scaffale evolve: “L’importante crescita del comparto salutistico -precisa Laura Rindone, category manager Conad- ha trasformato lo scaffale, riducendo lo spazio della gamma mainstream, che occupa il 65% dello spazio, a favore dell’integrale e dei grani alternativi. Acquistano spazio crescente anche le categorie biologico e senza glutine”. Accanto alle tendenze, la tradizione, con i formati imprescindibili della pasta di semola. Completano l’offerta Conad la pasta all’uovo e nel salutistico pasta integrale, al farro, kamut, senza glutine, mix di cereali e legumi, e i segmenti minori come pizzoccheri e tortellini secchi.

Crai ha scelto di distinguere il ruolo del comparto mainstream della pasta secca da quello delle referenze premium e salutistiche: nel primo caso, l’acquisto è programmato e il ruolo sfiora quello del servizio; nel secondo caso invece si tratta di segmenti che rendono l’assortimento distintivo e specializzato. “Chi guida l’assortimento è il retailer in quanto conosce i propri clienti e soprattutto ha una identità strategica ben definita, coerente con il proprio format ed espressione della propria proposta commerciale, -spiega l’azienda-. Dunque l’impatto sul mix assortimentale dei trend bio e ‘senza’ è rilevante, perché rispondono alle nuove esigenze dei consumatori”.

Sfugge al ruolo di commodity per la pasta la strategia di Unes, che punta invece a “un ruolo sempre più reattivo alla domanda -precisa Antonella D’Andrea buyer condimenti, pasta/riso/farina, conserve di Unes-, che sta cambiando con l’ampliamento della gamma ai formati integrali e a base di grani particolari e legumi. Per questo stiamo cercando di dare più spazio a questo comparto”. La collocazione prevede la contiguità con gli scaffali di riso, farina, pasta all’uovo, sughi e conserve di pomodoro. “La semola tradizionale continua a rappresentare il 90% del mercato -afferma D’Andrea - ma tutti i nuovi inserimenti di prodotto sono stati fatti nel comparto bio e integrale, che insieme crescono del 20%”.

La pasta è tra i prodotti imprescindibili per i pdv Despar gestiti da Maiora, ubicati tra Puglia, Basilicata, Campania, Calabria e Abruzzo. La collocazione del reparto valorizza il cross selling, quindi adiacente a passate, polpe di pomodoro, pelati e concentrati, conserve di carne e pesce, riso. L’esposizione è articolata per segmenti. Discorso a parte merita il senza glutine, collocato nel reparto dedicato trasversale tra le categorie. Il 79% dell’assortimento è rappresentato dalla pasta di semola e all’uovo, con un’incidenza sul fatturato dell’intero segmento pari al 94%. Le referenze di pasta integrale e proteica sono in tutto 72, pari al 4,5% del fatturato, infine le 28 referenze senza glutine incidono per l’1,5% sul fatturato del segmento. Visto il ruolo, la promozione è uno strumento importante ed è forte anche la presenza a volantino. “Sull’intero volume generato dal reparto della pasta secca, la promozionalità incide del 43,5%, rappresentato dal 95% della vendita di pasta secca di semola e solo il 3% e l’1,5% rispettivamente dalla pasta all’uovo e paste proteiche -spiega Donato Milillo, buyer grocery Maiora - Despar Centro Sud-. Con la mdd, risultiamo allineati con la pasta secca di semola”.

Nel planogram Realco (Sigma) il mercato della pasta secca di semola è inserito nel mondo del primo piatto, vicino alla pasta all’uovo, al riso, i sughi e le minestre pronte, ricoprendo un ruolo di traffico e di attrazione. Nell’assortimento, anche se le quote sono ancora basse, hanno un impatto rilevante i trend salutistici. “Il nostro target è probabilmente più tradizionalista -afferma Umberto Bertaccini, responsabile acquisti di Realco (Sigma)-, da una recente ricerca è emerso che i nostri pdv di vicinato sono vissuti come il sostituto dell’antica bottega, dove il nostro socio/imprenditore diventa il protagonista della fidelizzazione. Mentre nel mercato dell’Emilia Romagna l’area del senza glutine vale il 4,2%, Realco registra il 2,7% nelle vendite e il 6% a numerica rispetto al totale della pasta secca. “Cominciano invece ad acquisire visibilità nel campo del salutistico la pasta integrale, di farro, di kamut e le paste insaporite -spiega Bertaccini-, che numericamente valgono insieme il 13,7% e sul venduto incidono per il 9,4%. La quota più rilevante del venduto è detenuta dalla pasta di semola, 87,9%, a seguire la pasta integrale che insieme a farro e kamut vale il 9,4%, di cui la pasta integrale ha la quota maggiore, il 2,7% è senza glutine. La quota numerica delle referenze riflette più o meno le quote del venduto”.

Il differente atteggiamento dei consumatori verso i segmenti che compongono il business della pasta di semola (compreso farro, kamut, altri cereali e paste funzionali) determina un ruolo non univoco della categoria anche in Coop Italia: basso coinvolgimento emotivo per la pasta di semola di grano duro classica, di uso quotidiano e acquisto routinario, mentre cresce il coinvolgimento nell’acquisto delle paste funzionali ed healthy (integrali, biologico, con altri cereali e di legumi). In Coop Italia di questo business si occupano Chiara Pagano, responsabile del reparto Primi Piatti, Pet Food, Alimenti Infanzia e Alessia Liguori e Barbara Lega che nel reparto sono responsabili rispettivamente della PL e delle Marche. “Il biologico è trasversale a tutti i segmenti -dichiara Chiara Pagano-, nella pasta di grano duro, nel funzionale, nelle paste di cereali alternativi al grano duro. Nel 2017, sul totale business, il bio ha registrato un’incidenza media a valore del 7,0% nel canale Iper+Super Nielsen (5,3% sul totale Italia), con una punta minima dello 0,8% nella pasta di semola “classica” e incidenze estremamente rilevanti nell’integrale (circa 40%) e farro (quasi 90%). Caso a sé il kamut che fino al 2017 doveva obbligatoriamente riportare la dichiarazione di prodotto bio sul pack mentre oggi tale obbligo è stato revocato dalla società proprietaria del marchio, lasciando facoltà della dichiarazione ai singoli produttori. In tutti i segmenti la crescita di fatturato dei prodotti bio è superiore al trend che si registra sugli analoghi prodotti con materia prima convenzionale. Tuttavia è anche evidente la crescita dei consumi anche in altri canali. Il segmento healthy /integrale, Kamut, Bio, farro, legumi) mediamente rappresenta a totale Italia/canali il 9.5% del valore ed il l’5,3% dei volumi. È importante sottolineare che le aree heavy user di questi prodotti sono l’area 1 e 2. Lo spazio complessivo dedicato alla categoria pasta di semola deve aumentare per rispondere alla necessità di sviluppare l’offerta sui segmenti emergenti in ampiezza e profondità”.

La quota spazio per la semola classica, ovviamente si riduce, in particolare per la pasta di fascia prezzo media. Ciò non toglie che la pasta classica rappresenti ancora oltre il 90% dei volumi e l’86% del valore, e che non si possa assolutamente prescindere da alcuni brand ed alcune tipologie di prodotto. Le promozioni con forti tagli prezzo sono fondamentali per sostenere le vendite della subcategoria della semola classica: oltre il 40% del fatturato passa attraverso le attività promozionali. Molto più contenuta per gli altri segmenti, e molto sotto la media per la PL Coop.

Accesso riservato

Gli eventi di Pam Panorama al Milano Food Week

milano food week
Milano Food Week, il fuorisalone del gusto iniziato oggi e in programma fino al 13 maggio, vede come Main sponsor Pam Panorama che ha programmato una serie di eventi

Milano Food Week, il fuorisalone del gusto iniziato oggi e in programma fino al 13 maggio, vede come Main sponsor Pam Panorama che ha programmato una serie di eventi che si svilupperanno nelle sette cucine tematiche aperte al pubblico e dislocate in tutta la città. Nello specifico l'azienda ne evidenzia alcuni.

Sabato 12 maggio, alle ore 10, nella Public Kitchen di Largo Beltrami, lo chef Andrea Berton condurrà lo storycooking Solo e sempre freschissimi presentando un piatto a base di pesce, fiore all’occhiello dell’offerta di Pam Panorama. La ricetta avrà come protagonista il branzino, accompagnato da una purea di patate all’olio extra vergine d’oliva con pomodoro datterino e olive taggiasche.

Domenica 13 maggio alle ore 13 invece sarà la volta di Viviana Varese che, presso la City Kitchen in Largo Beltrami, presenterà lo storycooking Il bio in cucina: la chef utilizzerà la carne biologica Pam Panorama per proporre una rivisitazione in chiave moderna di una ricetta italiana tradizionale a base di carne: la pizzaiola. Tutti i food lovers che desidereranno ricreare a casa i piatti realizzati durante gli storycooking potranno scaricare la ricetta e la lista degli ingredienti dall’app di Supermercato24. Nella stessa giornata le famiglie iscritte all’evento Laboratorio di cucina con i bambini potranno ritirare presso la Public Kitchen un cestino per il pranzo, all’interno del quale troveranno una selezione di prodotti Pam Panorama ideali per un pic-nic al parco.

Aldo: l’espansione in Italia nel 2018

Aldo
Il marchio canadese di calzature e accessori Aldo, attivo in 95 Paesi nel mondo con oltre 2.000 strutture, programma nuove aperture in Italia

Il marchio canadese di calzature e accessori Aldo, attivo in 95 Paesi nel mondo con oltre 2.000 strutture, programma nuove aperture in Italia nel corso del 2018 in partnership con la società italiana Gaia srl. Dopo le inaugurazioni delle scorse settimane, il primo al centro commerciale Oriocenter di Orio al Serio, il secondo in via Etnea a Catania, si prosegue a maggio con le aperture di Cagliari e Arezzo, e ad agosto, all’interno della Coin di Roma Piazza San Giovanni. Si prosegue ad ottobre a Siracusa e a novembre, con una novità non ancora svelata dall’azienda. L’assortimento propone calzature donna e uomo, ma anche borse e accessori.

Aldo raggiunge così un totale di 38 negozi entro la fine del 2018, più che quadruplicando, nell’arco di tre anni, la presenza del brand nella nostra penisola - afferma Luca Ghidini, amministratore delegato di Gaia srl - Nel 2018 vi sarà una decisa accelerazione sul fronte delle nuove affiliazioni in franchising per le quali stiamo ricevendo sempre più richieste da parte di importanti operatori retail”.

 

 

Esselunga: a Livorno prima online poi lo store fisico

Esselunga
Sbarca virtualmente a Livorno Esselunga che, nell’attesa di realizzare il suo punto di vendita in città, attiva il servizio online di consegna a domicilio della spesa

Sbarca virtualmente a Livorno Esselunga che, nell’attesa di realizzare il suo punto di vendita in città, attiva il servizio online di consegna a domicilio della spesa. Il servizio prevede agevolazioni su richiesta per anziani e invalidi. Per usufruirne bisogna essersi registrati ai servizi online di Esselunga e accedere alla sezione Spesa comoda.

Intanto pare che stiano procedendo i lavori per la realizzazione della struttura che, in base a quanto scrive Il Tirreno, andrà a riqualificare, secondo le previsioni della variante di piano approvato dal consiglio comunale a fine 2017, una fetta del quartiere tra Coteto e Salviano dismessa da anni. Si partirà con l’abbattimento del capannone ex Fiat di viale Petrarca, per procedere con l’edificazione del punto di vendita e la realizzazione di un’area a verde e di un parcheggio interrato da 700 posti.

Pare però che sia stato avanzato un ricorso a metà marzo da una cordata formata da imprenditori nazionali concorrenti di Esselunga (Risparmio Casa, Sigma, Simply e Unicoop Tirreno). Il gruppo dei ricorrenti si sarebbe rivolto a uno studio legale per richiedere una verifica delle procedure che ha portato a presentare al Tar una verifica di legittimità del percorso amministrativo.

 

Facile.it: a Monza il quinto store

Facile.it Store-Monza
Continua il suo percorso di espansione territoriale Facile.it, il comparatore italiano attivo nel confronto di prodotti di finanza personale

Continua il suo percorso di espansione territoriale Facile.it, il comparatore italiano attivo nel confronto di prodotti di finanza personale come assicurazioni, mutui, prestiti e utenze domestiche. Il quinto punto di vendita si trova a Monza in piazza Garibaldi 4.

Il nuovo Facile.it Store di Monza offrirà ai cittadini un’ulteriore opportunità per risparmiare sulle principali voci di spesa familiare. Grazie ad un team di consulenti dedicati, i clienti potranno analizzare i costi relativi a rc auto, mutui, prestiti, luce, gas e Adsl e scegliere i prodotti migliori disponibili sul mercato - spiega Mauro Giacobbe, amministratore delegato di Facile.it - L’apertura del nuovo punto di vendita rientra all’interno di un più ampio percorso di espansione territoriale che portiamo avanti dal 2017 e che ci vede impegnati nello sviluppo di una rete di store a marchio Facile.it in tutta Italia, con l’obiettivo di comprendere meglio le esigenze dei clienti e dare la possibilità, anche a un pubblico non ancora abituato a usare gli strumenti di comparazione online, di ridurre le spese”.

 

 

Il reparto olio va verso tipicità e benessere

Gli assortimenti puntano sulla territorialità nell’extravergine e sulle referenze salutistiche negli oli di semi, per valorizzare uno scaffale a rischio (da Gdoweek n. 7)

Lo scenario dell’olio è influenzato da alcuni fattori dominanti. In particolare quello degli oli di oliva è un mercato periodicamente sottoposto a tensioni di prezzo in funzione della disponibilità produttiva. Secondo Fabrizio Maggiore, category food del Gruppo Megamark: “Di recente il mercato è stato influenzato dalla variazione dei prezzi della materia prima. Se l’olio comunitario è rimasto nel 2018 su livelli di poco inferiori rispetto al 2017, l’italiano ha registrato invece un calo importante: ragion per cui punteremo sull’olio extravergine 100% italiano nell’ottica di valorizzare la categoria e lo scaffale, anche con prodotti tipici del nostro territorio. In particolare attraverso le Dop e Igp dell’area Puglia, Campania, Molise e Calabria. Nel complesso la nostra insegna ha registrato l’anno scorso un trend molto positivo per l’extravergine (+25%), grazie al calo dell’autoproduzione per la carenza di materia prima, con conseguente aumento degli acquisti nella gdo. Peraltro il 2018 si avvia a essere caratterizzato da quantità superiori di prodotto disponibile, con un ulteriore probabile calo dei prezzi nel corso dell’anno sia del comunitario che dell’italiano”.

Mario Natali, category oli di Basko, conferma le difficoltà di reperimento della materia prima nell’ultimo biennio. Peraltro, “quest’anno la produzione in Italia è buona ma, per esempio, per l’olio 100% italiano i quantitativi disponibili risultano appena sufficienti”.

Quali sono dunque le logiche di definizione degli assortimenti per gli oli di oliva e di semi? Nicola Tomizioli, category manager di Migross ci offre il quadro evolutivo recente: “Nella categoria oli (sia semi sia oliva) lo scorso anno abbiamo fatto una rivisitazione importante del layout. Abbiamo dato centralità alla nostra Mdd, creando sullo scaffale centrale il confronto netto tra il nostro prodotto e il leader di mercato. Il tutto finalizzato ad aumentare la quota della Mdd (vista la strategia aziendale che punta a un forte aumento delle quote della stessa), facendo ovviamente leva sulla logica del prezzo più conveniente. Quindi, più che di una manutenzione assortimentale, che comunque in minima parte c’è stata, si parla di una nuova impostazione dello scaffale. Al di fuori di questo confronto Mdd/

leader, sul resto dello scaffale si è cercato di dare maggiore leggibilità all’offerta, mettendo vicine le referenze in primis in base alla provenienza (nel caso specifico dell’olio di oliva, netta distinzione tra comunitario e italiano ma anche tra le tipologie di prodotti, per esempio distinguendo un ‘gruppo’ ben individuabile dei biologici, dei non filtrati ecc.). Si è cercato anche di tenere il più possibile vicini i formati uguali, evitando il più possibile la mescolanza fra gli stessi. Discorso a parte per i i prodotti Dop/Igp, valorizzati in un settore ben definito, e per i quali è stata aumentata la numerica di referenze, per avere offerta ancora più ampia”.

Guardando all’evoluzione dello scaffale, Mario Natali sottolinea che “sta aumentando la presenza degli oli extravergini tipici e biologici, in fase di crescita significativa, mentre nell’ambito degli oli di semi sta prendendo piede il prodotto 100% italiano, in particolare con il lancio programmato di due nuove referenze di una nota marca che andrà ad affiancare un altro brand che rappresenta sostanzialmente fino a questo momento il segmento. Nel display degli oli di oliva l’olio di sansa mantiene un ruolo marginale, legato essenzialmente al basso prezzo. Anche l’oliva normale ha un ruolo secondario; nell’area in cui operiamo, vale a dire Liguria e Piemonte, viene comunque consumato maggiormente nella seconda regione per cui cerchiamo di assicurare soprattutto nel territorio piemontese una profondità e una copertura adeguata”.

Soffermandosi sugli oli di semi, Fabrizio Maggiore evidenzia: “Un trend positivo per tutto ciò che non contiene olio di palma (per esempio nel caso degli oli di frittura), e sul piano dell’innovazione per prodotti come l’olio di girasole alto oleico (ad alto punto di fumo) e in generale per le referenze bio e a filiera controllata. La tendenza più interessante è però quella che vede la ricerca da parte dei consumatori di prodotti salutari e salutistici come i cosiddetti oli del ‘benessere’ (lino, canapa, sesamo ecc.). Noi stessi abbiamo implementato l’assortimento con queste tipologie”. Sulla stessa linea il category di Migross: “Per quanto riguarda il comparto semi, a fronte di precisi segnali del mercato, sono state inserite alcune referenze orientate al salutismo (per esempio biologico 100% italiano, oli di semi con vitamine ecc.), ma la risposta finale è stata abbastanza fredda. Il consumo resta quindi piuttosto orientato sui prodotti standard e non sembrano esserci grossi margini di sviluppo verso un consumo di prodotti di fascia più alta. Ribadendo il nuovo concetto di esposizione applicato, con logica del confronto tra convenienza della pl e corrispondente prodotto leader di mercato, più nello specifico per gli oli di oliva vi è da dire che le aree nelle quali operano i nostri pdv mostrano un consumo piuttosto limitato dell’oliva normale, a differenza dell’extravergine, che resta quindi il punto di forza dello scaffale. Questo perché sull’extravergine è possibile offrire al consumatore una proposta non solo basata sul prodotto di largo consumo, dove la leva del prezzo è per forza di cose prevalente, ma anche andare a sviluppare consumi più evoluti”.

Ragionando in particolare sul display dell’olio di semi, Matteo Di Gregorio, buyer del Gruppo Gabrielli, evidenzia come: “In un supermercato/superstore di medie dimensioni si contino mediamente 35/40 referenze di oli di semi. È la tipologia di ‘seme’ la prima discriminante nella definizione degli assortimenti in un mondo dove, a eccezione di pochi casi, non vi sono veri e propri leader di categoria. La potremmo definire una categoria di servizio, dove a guidare la scelta del consumatore vi è prima la tipologia di prodotto e successivamente il prezzo. In un’ottica così routinaria rappresenta linfa vitale l’innovazione di prodotto avvenuta negli ultimi anni. Si sta assistendo allo sviluppo di diversi oli di semi salutistici o vissuti come tali: olio di cocco, olio di lino, olio di canapa, olio di vinacciolo solo per fare alcuni esempi, quasi sempre biologici. In valore contano ancora molto poco ma stanno avendo il merito di rinnovare uno scaffale stanco”.

Accesso riservato

Arcaplanet sbarca in Campania

Primo punto di vendita in Campania per Arcaplanet che apre uno store in provincia di Napoli, a Giugliano, all’interno del centro commerciale Auchan

Primo punto di vendita in Campania per Arcaplanet che apre uno store in provincia di Napoli, a Giugliano, all’interno del centro commerciale Auchan, in via Santa Maria a Cubito.

Il negozio ha una superficie di oltre 200 mq rifornito con assortimenti completi per il food e il non food per gli animali da compagnia grazie a oltre 10.000 referenze in vendita: accessori e alimenti per la cura di cani, gatti, piccoli animali, roditori, pesci, anfibi e uccelli, una selezione trasversale di prodotti esclusivi e specializzati, dietetici e veterinari, di alimentazione biologica e vegetariana, cibo secco e umido, accessori come cappottini antifreddo, cucce, cuscini riscaldabili, tappetini igienici per cani, lettiere per gatto, giochi, guinzagli, “trasportini”. La struttura dà lavoro a cinque nuove risorse, conta due casse e sarà aperto sette giorni su sette con orario continuato dalle 9 alle 21.

 

NaturPlus lancia il format Bio Store & Cafè

naturplus bio cafè novara
NaturPlus, gestita dall’azienda Natplus, con sede a Taviano, incentra la sua offerta sul mondo benessere, bellezza e cosmetica con un focus sul mondo food

Il nuovo formato lanciato da NaturPlus è il Bio Store & Café che arricchisce il già collaudato concept dell’insegna biologica con un’area pensata per la somministrazione di prodotti biologici. NaturPlus, gestita dall’azienda Natplus, con sede a Taviano, incentra infatti la sua offerta sul mondo benessere, bellezza e cosmetica con un focus sul mondo food. Il primo punto di vendita con il nuovo format è stato realizzato a Novara, in via Omar 2 e occupa una superficie di 60 mq.  “Abbiamo voluto unire l'esperienza dello shopping con la possibilità di un momento di svago e relax dando attenzione al proprio benessere” spiega Mauro Bruno, founder del gruppo.

La proposta del café prevede prima colazione, piatti pronti, aperitivi, snack, bevande, caffetteria, estratti di frutta e verdura, piadine e panini. Il tutto rigorosamente bio ed a prezzi competitivi. “Siamo alla ricerca di nuovi affiliati per aperture su tutto il territorio nazionale” conclude Bruno.

Video in pillole: l’ortofrutta secondo Conad Adriatico

Le linee guida del reparto ortofrutta dei Superstore Conad

Federico Stanghetta, direttore commerciale di Conad Adriatico, spiega le logiche alla base della costruzione dell'assortimento del reparto ortofrutta nei superstore Conad della rete.

"Localismo, specializzazione e formazione degli addetti le linee base per definire gli assortimenti, in questo reparto, che a volume cresce a doppia cifra -spiega Stanchetta-. Una crescente attenzione viene dedicata a prodotti ad elevato contenuto di servizio, come le soluzioni già pronte, dalla verdura alla frutta. In quest'ultimo comparto, cresce lo spazio dedicato alla frutta esotica, ormai considerato a tutti gli effetti un mondo continuativo e non più una nicchia di mercato, con performance più che soddisfacenti visto che queste merceologie rappresentano ormai il 2,5% del fatturato complessivo del reparto ortofrutta".

In video, il reparto del Superstore Conad presente nel centro commerciale Megalò (Chieti), uno dei più importanti del centro sud.

Coop entra in Cina aprendo uno store online su JD.com

La cooperativa ha aperto il suo primo flagship store sul portale eCommerce asiatico e a giugno ne aprirà un altro sulla piattaforma Kaola

Dopo tante invocazioni, il focus sull’esportazione del made in Italy alimentare diventa realtà anche per la distribuzione italiana. Il sistema Coop ha infatti avviato una propria attività sul mercato dell’Asia orientale attraverso due società: la prima è Italian Cooperative’s Trade (Ict), costituita a maggio 2017 da Coop Alleanza 3.0 e Coop Lombardia, con un ufficio commerciale a Hong Kong e una struttura operativa a Modena, ed ha il compito di individuare i clienti e di gestire i rapporti commerciali. La seconda è Coop Italian Food (Cif), interamente controllata da Coop Italia, che effettua operativamente le attività di esportazione.

Il territorio di riferimento comprende diversi Paesi asiatici: Cina, Hong Kong, Taiwan e tutti i paesi Asean (Vietnam, Thailandia, Singapore, Filippine, Indonesia, Malesia, Cambogia, Myanmar, Laos, Brunei).

Per sondare il terreno a gennaio di quest’anno sono state realizzate delle iniziative commerciali (show cooking) a Shanghai in alcuni ipermercati del Gruppo Bailian, uno dei principali retailer cinesi con diverse migliaia di punti di vendita sotto diverse insegne: Lianhua per i supermercati, Century Mart per gli ipermercati, Riso e Leme per i negozi tradizionali. Proprio in queste ultime strutture, nel periodo dell’iniziativa le vendite di prodotti italiani sono raddoppiate.

Ma è soprattutto sull’eCommerce che si basa l’azione di Coop: a marzo 2018 è stato infatti aperto il primo flagship store Coop sulla piattaforma JD.com attraverso un accordo con due partner cinesi che operano nell’importazione di prodotti alimentari e nell’eCommerce. A giugno, inoltre, sarà aperto uno store online Coop anche sulla piattaforma Kaola.

I prodotti sono accompagnati da schede descrittive che indicano l’origine delle materie prime, l’utilizzo in cucina e le referenze correlate per realizzare gli abbinamenti gastronomici più tipici della cucina italiana, come per esempio il sugo per la pasta.

Coop esporta principalmente prodotti a marchio proprio, ma per espressa richiesta i partner cinesi con cui opera, sia nel canale online che nell’offline, hanno già chiesto di arricchire la proposta commerciale, integrando l’assortimento a marchio Coop con prodotti di altri brand italiani. Per rispondere a questa richiesta Italian Cooperative’s Trade sta coinvolgendo fornitori e pmi del settore food, anche con scarsa esperienza di export, con l’obiettivo di diventare a tutti gli effetti fornitori pur sollevati da tutti gli oneri, le pratiche e i rischi successivi, gestiti direttamente dalla società di Coop

eCommerce, come cambia l’approccio

La gdo è orientata a modelli non più “store-based”, ma appoggiati su centri di raccolta e dark store realizzati ad hoc (da Gdoweek n. 7)

Quando Amazon ha lanciato a Milano l’eCommerce anche per i prodotti freschi, elevando il livello di servizio, soprattutto per quanto riguarda la consegna a domicilio, il mercato si è dovuto a sua volta adeguare. Qualcuno era già attivo (Esselunga), altri si sono progressivamente inseriti in un business dove la consegna in giornata è cruciale. Tanti hanno ampliato l’offerta a tutti i reparti del fresco, ittico incluso (anche Cortilia). Vediamo la situazione attuale.

Esselunga è partita con l’online nel 2001, per poi ampliarlo nel 2003, con il debutto a Milano: per il 2017 dichiara vendite con l’eCommerce superiori a 180 milioni di euro (erano 158 nel 2016). Tra le novità, il costo della consegna calcolato non sulla cifra spesa ma in base al numero di ceste richieste: fino a 5 costa 6,20 euro, poi si aggiunge un euro per ogni cesta, sempre con le agevolazioni per disabili e over 70. L’eCommerce è attivo in Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Toscana e Veneto. Ad esso si è affiancato il Clicca e Vai: prima a Varedo (aprile 2017) poi a Milano Certosa (novembre 2017).

Per Unes l’online è un’attività in continuo sviluppo: l’alleanza con Amazon, servita “sia per conoscere il nemico sia per occupare uno spazio al posto di altri concorrenti”, come ricorda Mario Gasbarrino, numero uno di Unes, ha indicato all’azienda alcune vie importanti. L’online ha contribuito al successo di Viaggiator Goloso, performante più online che nel negozio fisico. Sulla base di recenti dichiarazioni di Gasbarrino, tra i vantaggi dell’alleanza con Amazon vi sono la migliore comprensione dei processi e dell’utilizzo dei dati, ma anche l’approccio al futuro perché Amazon è una multinazionale che ragiona come una startup (e questa è la chiave del suo successo). Unes ha aperto un dark store a Milano Bicocca per fronteggiare la domanda crescente. L’eCommerce è per fatturato il primo negozio della rete Unes: si adatta alla spesa di scorta e agli acquisti quotidiani o d’emergenza, anche per piccoli nuclei famigliari, grazie alla cifra minima richiesta, molto bassa rispetto alla media, 15 euro, e richiede scelte assortimentali svincolate da quelle del pdv: “Formati più grandi e maggiore profondità di assortimento in alcune gamme -precisa Gian Maria Gentile, digital director Unes-, migliorano il mix di margine. L’assortimento è Il Viaggiator Goloso al 100%, i prezzi allineati al pdv”. Niente promozioni per Unes, che ad Amazon concede solo il Prime Day e il Black Friday. “Per il 2018 stiamo migliorando l’utilizzo della app -dice Gentile- più adatta all’acquisto food: come nella versione statunitense, sarà possibile navigare virtualmente tra le corsie del supermercato con lo scorrimento orizzontale, e visualizzarli tutti con lo scorrimento verticale senza cambiare pagina”. L’aumento dell’abbonamento di Prime Amazon a 36 euro non preoccupa Unes, visti i risultati.

CoopAlleanza 3.0 gestisce EasyCoop.com tramite la partecipata Digitail. La prima novità 2018 è l’estensione del servizio, dopo Roma e Bologna, anche a Ferrara, Modena e Reggio Emilia, e poi a Padova, Treviso e Mestre. “Il modello di crescita è a rete -spiega Andrea Zocchi, amministratore delegato di Digitail-, si rivolge cioè ai soci e ai clienti non solo città principali, ma anche nei centri con popolazione tale da giustificare il servizio. Oggi serviamo un’area di circa 5,5 milioni di persone; con l’avvio di Vicenza e le modifiche del software a inizio aprile raggiungeremo altre 500.000 persone, tutte in aree prive di operatori eCommerce, nelle quali Coop è poco presente anche con i propri negozi”. Nel target che è il più ampio possibile, spiccano impiegati e mamme. L’interesse è trasversale nelle fasce d’età.

Per Carrefour Italia i risultati 2017 sono in linea con il budget: “Nel 2018 vedranno la luce molte innovazioni -dichiara Enrico Fantini, responsabile eCommerce di Carrefour Italia-: i clienti potranno lasciare la recensione sui prodotti acquistati, condividendo la loro esperienza di utilizzo e consumo dei prodotti anche con foto e video”. Tra le novità più recenti, la partnership con Paypal per i pagamenti. Basko ha attivato l’eCommerce nel 2003 in Liguria, la sua regione. “L’eCommerce era considerato un’unità di business separata -precisa Lucia Bruzzone, digital manager di Basko- poi è diventato una componente di servizio per la spesa di scorta e una leva di marketing. Nel 2016 siamo ripartiti con nuove iniziative digital e social”. A settembre 2017 all’home delivery si aggiungono il click&store e il click&drive e nuove funzionalità come il pagamento online, l’ordine fino alla pausa pranzo per la consegna in giornata, e l’apertura anche ai clienti non fidelizzati. “Solo riscontri positivi -prosegue Bruzzone- con crescita importante del traffico sul sito e del numero di spese al giorno: attualmente sono oltre 150”.

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Pam local: restyling per lo store di Parma

Si rinnova il punto di vendita Pam local di Parma, in Strada Garibaldi 22, a due passi dal Palazzo Ducale e dal Teatro Regio

Si rinnova il punto di vendita Pam local di Parma, in Strada Garibaldi 22, a due passi dal Palazzo Ducale e dal Teatro Regio. Si presenta come una rivisitazione, in chiave moderna, delle tradizionali botteghe alimentari del centro: il negozio offre infatti tante eccellenze locali, dop e igp, facilmente individuabili perché segnalate come Prodotti del territorio. Trovano spazio articoli free from, dedicati a chi soffre di intolleranze alimentari, referenze da agricoltura biologica, Veg&Veg, etniche e integrali. Presenti anche soluzioni gourmet, i piatti pronti da gustare al momento o da cucinare, e confezioni monoporzione. Conta su un team di lavoro di dieci persone under 28. Rimane aperto 7 giorni su 7, dalle 8 alle 21.

L’obiettivo di Pam local è sempre stato quello di soddisfare i bisogni di tutti, sia in termini di qualità, che in termini di scelta e di prezzi: dagli studenti universitari ai lavoratori che rientrano tardi la sera, dagli anziani del centro che desiderano trovare tutto ciò di cui hanno bisogno proprio sotto casa, ai turisti alla ricerca di uno snack o di un pasto veloce per poi proseguire con la visita della città”, commenta Renato Mazzucco, direttore vendite Pam local.

“Con questa riapertura vogliamo stringere un rinnovato patto di fiducia con i parmigiani: Pam local rappresenta infatti un servizio di prossimità che, alla comodità e alla praticità, unisce l’esperienza e la grande offerta di convenienza garantite dall’appartenenza a Gruppo Pam, storica realtà italiana del settore della Grande Distribuzione, che proprio quest’anno festeggia i suoi primi 60 anni di attività”, conclude Francesco Mazzucato, responsabile commerciale Pam local.

Euronics: punto di vendita a Crema

Euronics
All’interno del centro commerciale Gran Rondò di Crema, in provincia di Cremona, si inaugura un punto di vendita Euronics, gestito da Dimo spa

All’interno del centro commerciale Gran Rondò di Crema, in provincia di Cremona, si inaugura un punto di vendita Euronics, gestito da Dimo spa, socio Euronics operante in Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta, Emilia Romagna e Lombardia.

Lo store occupa un’area di circa 2600 mq e impiega 28 addetti. A sostegno della nuova apertura Dimo ha predisposto una campagna di lancio, con offerte promozionali veicolate sui principali media a disposizione sul territorio: dalla pubblicità dinamica ad un volantino dedicato, da una campagna radio alla carta stampata, dal web alle affissioni.

Lo sviluppo di Eataly: programmi per i prossimi dieci anni

Eataly Roma
L'insegna programma nuove strutture in tutto il mondo e appronta un piano di sviluppo strategico. La prossima apertura è prevista a Las Vegas

“Il 2017 è stato un anno molto importante. Tanti negozi da aprire, tanti negozi da portare a regime, nel contempo pianificare l’evoluzione e lo sviluppo di una azienda giovane, molto dinamica e orientata al futuro”. Andrea Guerra, presidente esecutivo di Eataly, fa il punto della situazione sul piano di sviluppo aziendale.

Negli ultimi quindici mesi sono stati aperti sei negozi: Boston (novembre 2016), Trieste, Mosca, Tokyo, Los Angeles, Stoccolma (febbraio 2018). Ci si prepara per l’apertura di una struttura a Las Vegas.

Nel 2018 la crescita continua. “Il nostro modello di business unico ci ha consentito Andrea Guerra_Eatalydi portare le emozioni in una delle industrie più mature del mondo: il cibo. Pensiamo di avere dieci anni davanti a noi di potenziale continua crescita con il motto di almeno un negozio Eataly in ogni capitale del mondo -continua Guerra-. Per fare questo anche nel 2019 Eataly deve trovare i luoghi giusti per aprire i nostri negozi. Oggi siamo molto concentrati su Nord America e Europa. Dobbiamo continuare a innovare ed esaltare l’esperienza dei nostri consumatori sia nei nostri negozi sia online, trovare e scovare fantastici produttori, allevatori e contadini per portare avanti la filosofia del buono pulito e giusto, come sempre far crescere, modellare e rimodellare l’organizzazione della nostra azienda”.

 

 

Kiabi sviluppa il binario omnichannel

Il piano di espansione quinquennale prevede per il 2021 il raddoppio del fatturato globale. In Italia, focus: nuove aperture nei centri città (da Gdoweek n. 7)

Quest’anno Kiabi, la catena francese della moda low cost per la famiglia, compie quarant’anni: nel 1978, vicino a Lille, i Mulliez (famiglia fondatrice e proprietaria di Auchan) aprirono il primo punto di vendita. Dieci anni dopo, circa (1988) anche Kiabi adotta l’azionariato diffuso (per i dipendenti), concetto sconosciuto e alieno al retail italiano, ma ben noto ai distributori francesi nel food e nel non food. Rispetto a Leroy Merlin e Decathlon, che sono state le prime grandi superfici specializzate stand-alone di Auchan a svilupparsi in Italia, Kiabi è rimasta nell’ombra per molto tempo fino a una decina di anni fa (nel 2009 debutta il sito eCommerce) per poi prendere un take off che la farà viaggiare, nelle intenzioni dei piloti, per i prossimi cinque anni in una rotta di espansione sia in Italia, sia a livello mondiale.

L’ampliamento del network retail si conferma uno dei motori della crescita del gruppo francese, che nel 2017 è arrivato a quota 500 negozi nei 14 Paesi nei quali è presente, con l’obiettivo 2021 di arrivare a 700 punti di vendita, alcuni dei quali saranno aperti in shopping center di prima fascia nei centri storici delle maggiori città mondiali, Italia compresa. Kiabi considera la cross-canalità uno dei suoi punti forti. La sinergia tra canale fisico ed eComerce sembra funzionare: stando a quanto comunica la stessa Kiabi, sono 5 milioni i visitatori unici l’anno e 22 milioni i clienti totali. Massimo Pozzi, direttore sviluppo di Kiabi Italia, aggiunge a questo proposito: “L’approccio omnicanale di Kiabi che ben intercetta le esigenze dei propri clienti, confermandosi generatore di traffico negli shopping center, in cui è presente o apre, ci vede ora pronti con entusiasmo alla sfida del centro città. Le prime aperture avverranno proprio tra la fine di quest’anno e i primi mesi del 2019”.

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Ovs kids debutta su Martha’s Cottage

Ovs e Martha’s Cottage, l’eCommerce dedicato al mondo dei matrimoni in Europa, nato da una startup siracusana, stringono un accordo strategico

Ovs e Martha’s Cottage, l’eCommerce dedicato al mondo dei matrimoni in Europa, nato da una startup siracusana, stringono un accordo strategico che permette a Ovs di lanciare su marthascottage.com una collezione di abiti da bambina per la cerimonia, una serie di proposte 3-10 anni, abiti eleganti per vestire damigelle e piccole ospiti per le cerimonie della prossima primavera-estate.

“La scelta di stringere una partnership con Ovs nasce dall'esigenza di rispondere alle richieste delle nostre clienti che sempre più frequentemente ci chiedono di integrare la nostra gamma di prodotti con una linea dedicata alle piccole damigelle - dichiara Salvatore Cobuzio, founder e Ad di Martha’s Cottage - La collezione di Ovs, in tal senso soddisfa a pieno questa domanda grazie a una collezione che incontra diversi stili e a prezzi molto competitivi ”.

Martha’s Cottage propone un catalogo di oltre 1.500 prodotti e nel 2017 l’eCommerce ha contribuito alla realizzazione di circa 50 matrimoni al giorno, che corrispondono a oltre 20mila ordini spediti nell’arco dell’anno. Ha chiuso il 2017 con un fatturato di oltre 1,5 milioni di euro

Bricofer entra nel circuito Payback

Payback Italia, programma fedeltà multi-insegna di Gruppo American Express lanciato in Italia nel 2014, ha un nuovo parnter, l'italiana Bricofer, catena specializzata nel fai da te con 90 punti di vendita in 18 regioni e una forza lavoro di 1.400 dipendenti.
Con l’ingresso di Bricofer, i clienti della coalizione Payback potranno accumulare 2 punti per ogni euro speso nei 90 negozi Bricofer e fruire di promozioni esclusive. Chi fa un acquisto da Bricofer con la carta fedeltà Payback o con l’app entro il 31 ottobre 2018, potrà partecipare all’estrazione di una Toyota Proace e di 100 buoni spesa Bricofer da 50 euro l’uno.
Nel 2018 Payback ha superato la soglia dei 13 milioni di carte attive. Ad oggi ha 90 partner rappresentativi dei principali settori del largo consumo, dei servizi e dello shopping online, come Alitalia, American Express, Bnl, Bricofer, Carrefour, Carrefour Banca, Esso, GrandVision, Mediaset Premium, Mondadori Store.

Nuovi orizzonti di sviluppo per Sole 365

L'acquisizione di punti di vendita del Gruppo Faranda in Campania apre nuove prospettive di sviluppo per l'insegna Sole 365, interprete di successo dell'Edlp (da Gdoweek n. 7)

Ampliamento consistente della rete di vendita e consolidamento dell’alleanza con Megamark: questi gli obiettivi principali per l’insegna Sole 365 -nata dalla volontà della famiglia Apuzzo, titolare della AP Commerciale- che derivano dall’acquisizione di 21 store in Campania. Si tratta, nello specifico, di negozi a insegna Tuo di gruppo Faranda, che la Due Mari -società 50% di AP Commerciale e 50% di Megamark- si è appena aggiudicata all’asta giudiziaria per il fallimento dell’azienda. Un’operazione che conferma la crescita e il successo di Sole 365, interprete dell’Edlp al sud, che, dall’apertura del primo negozio a Napoli nel 2013 ad oggi, non si sono mai fermati, anzi sono destinati a continuare in maniera vigorosa, grazie anche alla ristrutturazione e trasformazione di questi store.

“Stiamo studiando come sfruttare al meglio questa possibilità -chiarisce Antonio Apuzzo, amministratore unico della società-: alcuni store adotteranno certamente l’insegna e il format di Sole 365; per altri, invece, sono possibili anche altre opzioni, che metteremo a punto in sintonia con il nostro partner Megamark (Selex), con il quale abbiamo instaurato, da cinque anni a questa parte, una collaborazione molto stretta, fatta di stima e comprensione tra le persone, oltre che condivisione di prospettive e di strategie future, con effetti positivi per tutti”. Una partnership destinata anzi a rafforzarsi ulteriormente e a vivere una nuova era. “Con quest’ultima operazione di acquisizione -specifica Antonio Apuzzo-, la collaborazione tra AP Commerciale e Megamark si intensifica ancora di più in quanto sarà la stessa Due Mari, la società che abbiamo creato ad hoc, a gestire direttamente questi punti di vendita”.

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L’Italia raccoglie i risultati del suo impegno

Le aziende italiane hanno smesso di agire in solitaria e migliorano le proprie performance di squadra. Intervista a Michele Scannavini, presidente Ice (da Gdoweek n. 7)

Negli ultimi anni, a supporto dell’export agroalimentare, l’Italia ha migliorato la propria capacità di fare sistema. Anche la politica ha fatto la sua parte con un piano straordinario di rilancio dedicato, la cui realizzazione è stata affidata all’Ice. Si sta lavorando sul fronte distributivo, attraverso accordi con player di altri paesi per introdurre i prodotti italiani nei punti di vendita fisici o per costruire delle formule aggregative per facilitarne la commercializzazione nei portali eCommerce di riferimento in ciascuna area geografica o attraverso la creazione di nuovi siti dedicati. Si sta inoltre ridefinendo il posizionamento del Made in Italy alimentare per riequilibrare una situazione che vede il cibo italiano avere una riconosciuta reputazione in termini di qualità del prodotto, ma spesso costretto a giocarsi la sua competitività sul prezzo.

“Nel 2017 abbiamo cominciato a vedere i risultati degli investimenti che le aziende italiane hanno effettuato” afferma il presidente dell’Agenzia Ice, Michele Scannavini.

Per migliorare ulteriormente il posizionamento cosa occorre fare?

La leva per migliorare le performance è concentrare la nostra competitività sulla superiorità qualitativa e non sul prezzo. Questo vale in maniera particolare all’estero. Per questo motivo abbiamo presentato molto recentemente un cortometraggio sull’agroalimentare, intitolato “The Fifth Element” che vuole evocare la capacità tutta italiana di trasformare le materie prime, frutto dei quattro elementi naturali, in prodotti straordinari. Questa capacità è il nostro quinto elemento, fatto di tradizione, unicità del territorio, processi tecnologici e attenzione alla qualità, che rendono i nostri prodotti straordinari e il nostro Paese quello con il più alto numero di prodotti certificati e tra i più “sani” al mondo. Il migliore posizionamento dei prodotti delle nostre imprese sarà supportato dalle iniziative di comunicazione che abbiamo pianificato nel 2018, anche con particolare intensità nei mercati strategici.

Su quali mercati avete investito?

Lo scorso anno abbiamo lavorato molto sul Nord America, stipulando con la grande distribuzione statunitense circa una quarantina di accordi che hanno aperto le porte ad aziende finora non presenti su questo mercato e che hanno determinato quasi 100 milioni di euro di acquisti aggiuntivi con soli 10 milioni di investimenti pubblici. Ci siamo concentrati in particolare sugli stati centrali, dove il made in Italy è poco presente rispetto a quanto non avviene in California e sulla East Coast, con partnership comprendenti sia l’aspetto di distribuzione che di promozione nei punti di vendita fisici e di eCommerce, quando la catena disponeva del doppio canale. Con il player texano H.E.B. abbiamo realizzato un portale interamente dedicato al food & wine made in Italy con 300 referenze (heb.com/Italy), mentre con Walmart abbiamo sviluppato una linea di private label (Sam’s Choice Italia) di prodotti autentici italiani che al momento conta 18 referenze (12-13 food e 5-6 wine), ma, visti i buoni risultati di vendita, la catena statunitense ha espresso l’intenzione di implementare l’assortimento e la durata della permanenza negli store.

Altri progetti per il 2018?

Cercheremo anche di estendere in Asia le tipologie di attività intraprese negli Stati Uniti, pur continuando a lavorare intensamente sul Nord America. In Asia vanno certamente superate forti differenze culturali, ma va anche recuperato un ritardo nella presenza del cibo e del vino italiano dovuto soprattutto all’assenza di gruppi distributivi italiani internazionali. Quindi, così come fatto negli USA, dobbiamo costruire accordi distributivi con partner locali. Abbiamo perciò iniziato a lavorare con un’importante retailer che copre l’area food nella Corea del Sud. Stiamo inoltre prendendo contatto con i player della gdo cinesi fisici e digitali e in Giappone abbiamo avviato un’attività con Isetan. La nostra attività è rivolta ovviamente anche all’Europa, dove stiamo valutando iniziative in Germania e in Francia. Gli accordi distributivi hanno dato un buon riscontro in termini di visibilità, business e ritorno dell’investimento pubblico, pari a 10-15 volte in più di acquisti di prodotti italiani rispetto alla somma impiegata: vale perciò sicuramente la pena proseguire in questa direzione.

Come valuta il mercato eCommerce per crescere?

Il digitale rappresenta un’opportunità perché, per sua natura, riduce le intermediazioni e permette di raccontare, molto meglio dello spazio fisico, la storia che c’è dietro a un prodotto e di avere un business molto più profittevole una volta che si riesce a raggiungere una certa massa critica. Per la Cina con Alibaba stiamo discutendo una formula per aggregare un numero rilevante di imprese italiane che già sono presenti nel loro store. Si tratta di circa 140-145 realtà, ma molte di queste non hanno risorse sufficienti per dare visibilità ai loro prodotti. Vogliamo perciò raggrupparle e sostenerle sotto il cappello di una campagna di promozione e di comunicazione che racconti il food & wine made in Italy e generi maggiore rotazione.

In Cina quali categorie merceologiche state spingendo?

“Stiamo lavorando molto sul vino di cui l’Italia è il primo esportatore nel mondo con una quota media di mercato del 20%, mentre in Cina raggiungiamo soltanto il 5% e siamo il quinto Paese per volume di vendite”.

Megamark spiega Famila e Dok

In tour con il direttore vendite di Gruppo Megamark (Selex) Moreno Bellinzona, per capire i motivi alla base del successo dell'azienda e le particolarità dei suoi formati di vendita, Famila e Dok. Nuova puntata della serie #inviaggio tra le realtà imprenditoriale di successo della gdo italiana

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