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Video Tour: la bellezza secondo lo store Il Viaggiator Goloso

Roberto Comolli spiega nei dettagli il nuovo store a insegna il Viaggiator Goloso

"Un negozio all'insegna della bellezza, intenso non solo nell'ambientazione ma anche nell'offerta, con prodotti che premiano la qualità e il gusto, con personale preparato, competente e supportato a parlare con il pubblico, vestito con divise fatte su misura da un sarto: questo è il nostro modo di declinare un brand importante e con grandi potenzialità ancora da esprimere come il Viaggiator Goloso". Così Roberto Comolli, project manager di Viaggiator Goloso, spiega il processo che ha portato alla realizzazione di un supermercato di circa 600 mq con una nuova insegna. "Stiamo convinti delle potenzialità -aggiunge Comolli- e vogliamo anche cambiare paradigma, passando un processo commerciale di semplice selezione a uno industriale, in cui governiamo tutte le leve". 02_VG_milano

Parliamo di uno store di 650 mq, focalizzato sui freschi (carne, pane bio, salumi e formaggi, ortofrutta, sushi) con un assortimento di circa 5.500 referenze, la maggioranza a marchio tra Viaggiator Goloso e U! Confronta & Risparmia, cui si aggiungono brand esclusivi, specializzati e di nicchia, in linea con la visione dell'insegna di proporre non solo "cibo felice", m anche uscire da qualsiasi confronto con le altre insegne di supermercati, come ritiene Mario Gasbarrino, presidente e Ad di Unes. IMG_2629

L'anima digital. Per sottolineare la propria anima digital, non solo lo store è wi-fi (gratuito e facile da attivare), ma al brand è stato dedicato sia un sito -www.viaggiatorgoloso.it- sia una pagina Facebook sulla quale pubblicare le numerose iniziative in programma che prevedono il forte coinvolgimento della clientela. IMG_2615

Da sottolineare che, vicino al banco carne, è stata installata una postazione con cassetti che si possono chiudere a chiave per la ricarica dei cellulari.

 

Buono come il pane, il reparto ora fidelizza

La panetteria ha un valore differenziante per le insegne, che pongono molta cura nell'allestimento e vanno a caccia di soluzioni personalizzate (da Gdoweek n. 17)

La panetteria è un reparto importante per la gdo, nonostante la rilevanza che ancora hanno, soprattutto al sud, le panetterie tradizionali; e costituisce uno degli elementi di attrazione e fidelizzazione poiché permette al cliente di completare tutta la spesa in una sola tappa. Il cambiamento delle abitudini alimentari coinvolge anche pane e sostitutivi, come si evince da consumi quasi stabili a volume, ma in crescita a valore, e dall’aumento rilevante dei prodotti senza glutine e con farine speciali, il cui costo per l’appunto è sicuramente superiore alla media. Il reparto ha un valore differenziante per le insegne, che pongono molta cura nell’allestimento e vanno a caccia di soluzioni personalizzate.

Il pane da Tigre
Gruppo Gabrielli gestisce il reparto panetteria avvalendosi dei propri operatori e con forni interni, e rileva come il banco servito sia ancora molto apprezzato: “Nei nostri  pdv -afferma Luigi Sabatino, buyer pane e pasticceria del Gruppo Gabrielli- i dati confermano un aumento dell’acquisto al banco servito, piuttosto che a libero servizio. Il banco pane ha subito un recente restyling finalizzato a valorizzare ancora di più l’esposizione dei prodotti, cercando di coniugare estetica e funzionalità: il risultato è molto gradevole e rende la permanenza durante l’acquisto piacevole”. Il pane è un prodotto di consumo quotidiano “e come tale è fondamentale per la fidelizzazione del cliente al  supermercato -dichiara Sabatino-. Per questo è importante cercare di essere sempre pronti a proporre referenze adeguate alle esigenze”. Esigenze che si manifestano anche nella direzione dei servizi, quindi “Una delle novità che i nostri clienti si stanno abituando a trovare in punto di vendita è il servizio ‘pizza calda tutti i giorni’ concepito come un forno tradizionale sempre attivo che, anche dietro ordinazione, permette di acquistare la pizza realizzata al momento”.

Il reparto di Todis
“Il reparto è rilevante sia per incidenza, sia per qualità e immagine. È sicuramente cambiato, i vari retailer ne danno interpretazioni certamente diverse mal’obiettivo è ormai comune: renderlo un elemento di distintività e quindi di fidelizzazione”. È il punto di vista di Massimiliano Rossi, direttore commerciale e marketing di Iges Srl (Todis), che aggiunge “Non registriamo uno spostamento verso il libero servizio, anzi per noi il servizio è fondamentale per la fidelizzazione, soprattutto in certe aree, e preferiamo se possibile offrire più servizi al banco, ad esempio pizze e dolci. Non riteniamo la via della standardizzazione vincente. I nostri clienti si aspettano freschezza e tipicità con localismi che arrivano in certi casi fino al quartiere”. Il concept di Lidl “Lidl Italia ha iniziato a inserire il reparto panetteria nei propri punti di vendita già da qualche anno -racconta Federico Damonte, responsabile acquisti Bake Off di Lidl Italia-, ed è nato già come self service. Il reparto panetteria è importante per dare ai clienti un servizio puntuale su articoli di consumo giornaliero, per incontrare la loro quotidianità. Inoltre,  l’impatto visivo all’interno del negozio è davvero notevole e il profumo fragrante sprigionato dai forni migliora sicuramente l’esperienza d’acquisto rendendola più gradevole”. La struttura infatti, sviluppata su misura, è stata notevolmente migliorata nel tempo sia in termini estetici, con nuovi colori e nuova illuminazione, sia da un punto di vista di accessibilità del prodotto da parte dei clienti, che dell’interfaccia per stampare l’etichetta dei prodotti scelti. Il servizio viene gestito internamente  provvedendo a un’adeguata formazione del personale. Wanzl ha realizzato per Lidl un espositore su misura ed esclusivo per la vendita del pane a libero servizio. È stato realizzato un mobile che risponde a esigenze specifiche, come per esempio il fissaggio a terra. Dietro il mobile è posto il laboratorio di produzione del pane, dunque passa in secondo piano l’esigenza di flessibilità e spostamento. La parte posteriore del mobile comunica direttamente con il forno e il caricamento avviene da dietro. In questo modo il rifornimento è più efficace, perché non c’è interferenza con il cliente. Lidl ha voluto uscire dalla logica classica del ‘tutto legno’ conservando solo alcuni dettagli mentre il resto è in vetro e metallo per il telaio. È stato richiesto un mobile che desse massima visibilità e trasparenza, con una illuminazione importante a led su ogni vano e ripiano. Infatti la trasparenza è una delle componenti che apportano una spinta importante alla vendita, più dell’immagine classica della panetteria tutta di legno. Il cliente si serve spostando il prodotto su vassoi laterali, non aprendo sportelli frontali, limitando così il contatto con il prodotto. Inizialmente la panetteria veniva composta come un murale di 11 moduli, affiancati alla zona bilance, poi il concept si è evoluto creando l’angolo. Con l’ultimo step di pochi mesi fa si è arrivati alla creazione di un ‘curva’ gestista con moduli a spicchi per creare una vera e propria continuità espositiva e visiva.

La scommessa di LaPral per Migross
Ci si sposta verso ingredienti di maggior qualità anche in funzione di allergie, intolleranze o diete. “Negli ultimi anni c’è stato un decremento nei consumi di pane fresco a favore dei sostituti come cracker o grissini -rileva Giuseppe Mion, delegato per il panificio LaPral del Gruppo Migross, impresa socia di Gruppo VéGé- e poi uno spostamento verso il libero servizio, almeno nella gdo, con il cliente che prende ciò che gli serve senza fare code”. Di conseguenza Mion sta portando a termine un processo di rinnovamento che coinvolge il reparto panetteria in ogni suo aspetto, dall’assortimento all’allestimento: “A novembre amplieremo il panificio LaPral che passa da 2.000 mq a 6.500 mq per dare al cliente finale ampiezza assortimentale e qualità unici. Abbiamo visitato varie realtà produttive e distributive in Europa per valutare nuovi assortimenti, dal vegano al senza glutine, al biologico ecc, e dal 2017 intendiamo realizzare presso i nostri pdv delle panetterie innovative, per le quali stiamo selezionando anche nuovi fornitori, con un investimento pari a circa 5 mio euro”. Gli allestimenti saranno di 4 tipi, in base al formato, market, supermercato, superstore o discount, e prevedono corner personalizzati con un marchio nuovo e un logo distintivo. “Vogliamo diventare i primi della classe in questo settore perché -afferma Mion- sarà trainante per fidelizzare il cliente con pani speciali, pizze, pasticceria e snack che non troverà da altre parti. Vogliamo caratterizzarci come l’insegna votata alla qualità e alla freschezza”. Il prodotto arriverà sia dal nuovo panificio centralizzato LaPral che dai forni nei pdv, con prodotto precotto, surgelato e in atm.

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Esselunga consolida la presenza a Prato con uno store green

esselunga superstore
Il nuovo superstore, esteso su una superficie di 2.500 metri quadrati, è stato pensato in un’ottica ecosostenibile e si presenta con la certificazione in Classe Energetica A

Esselunga prosegue nella modernizzazione della sua rete di vendita e, dopo la realizzazione del centro commerciale di viale Leonardo da Vinci a Prato, sorto sulle ceneri del fatiscente complesso commerciale di Pratilia, inaugura il superstore di viale Galilei, che sostituisce il vecchio supermercato realizzato nel 1979. La struttura si sviluppa su una superficie di vendita di 2.500 metri quadrati e dispone di un parcheggio con 575 posti auto di cui 385 nei due piani interrati.

Struttura green. Il nuovo superstore è stato pensato in un’ottica ecosostenibile e si presenta con la certificazione in Classe Energetica A grazie alla coibentazione del tetto, all’isolamento dei solai, alle pareti dotate di cappotto termico, agli infissi ad alto isolamento, all’azzeramento dei ponti termici. Non sono ancora stati completati gli spazi esterni che entro pochi mesi saranno sistemati con un’area verde valorizzata con piante di alto fusto utilizzati non solo allo scopo di ingentilire il contesto ma anche per assicurare un corretto smaltimento nel suolo delle acque meteoriche e per contribuire al sequestro delle sostanze inquinanti presenti in atmosfera. L’irrigazione del verde sarà inoltre effettuata attingendo acqua da apposite cisterne di recupero dell’acqua piovana. La struttura è inoltre dotato di pannelli solari.

 

VéGé conferma la collaborazione con Walt Disney

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Per otto settimane, la nuova attività promozionale coinvolgerà oltre 900 punti di vendita e 22 delle imprese socie di Gruppo VéGé

Gruppo VéGé ripropone la collaborazione in esclusiva con The Walt Disney Company Italia e si prepara a lanciare una nuova iniziativa natalizia, Colleziona e Vinci l’avventura, attiva dal 5 dicembre al 29 gennaio 2017, legata al nuovo film di animazione Oceania. Per otto settimane, la nuova attività promozionale coinvolgerà oltre 900 punti di vendita e 22 delle imprese socie di Gruppo VéGé.

La campagna. La promozione sarà strutturata come un doppio evento combinato, proponendo in un’unica soluzione sia la collezione delle card che raffigurano i personaggi del film Oceania, sia la possibilità di partecipare ad un concorso a premi.

Il cliente, per ogni 20 euro di spesa, riceverà una bustina contenente una card Oceania da collezionare. Inoltre potrà trovare o un buono spesa del valore nominale di 10 o 20 euro, oppure un codice univoco per accedere all’estrazione finale del concorso, che mette in palio soggiorni nei villaggi Bluserena in Italia e il super-premio: un viaggio per tutta la famiglia in Nuova Zelanda, con un montepremi concorso misto del valore di 327.148,00 euro iva compresa.

La partecipazione all’estrazione finale è subordinata alla registrazione sul sito dedicato www.oceaniavege.it insieme all’inserimento del codice ritrovato all’interno della bustina.

 

Luxottica acquisisce il 100% di Salmoiraghi&Viganò

Luxottica
I ricavi di Sailmoiraghi&Viganò lo scorso esercizio si sono attestati a 190 milioni di euro, con un ebitda di 21,5 milioni, valori previsti in forte espansione anche quest'anno

Luxottica deteneva il 36,3% di Sailmoiraghi&Viganò. Esercitando una call option sul rimanente 63,2%, detiene oggi il 100% del retailer. L’operazione dovrebbe concludersi ufficialmente nel primo trimestre del 2017. L’Antitrust d’altra parte aveva già dato parere favorevole nel 2012.

 

I ricavi di Sailmoiraghi&Viganò lo scorso esercizio si sono attestati a 190 milioni di euro, con un ebitda di 21,5 milioni, valori previsti in forte espansione anche quest'anno.

 

Secondo gli esperti il valore dovrebbe aumentare significativamente. La catena di distribuzione potrebbe infatti essere valutata tra 250 e 300 milioni, con un cash-out per Luxottica  di 150-180 milioni, e dovrebbe dare un contributo del 2% sia al fatturato complessivo del gruppo su base proforma sia a livello di utile per azione.

 

La comunicazione instore è elemento d’attrattività

Il consumatore desidera dialogare con il punto di vendita utilizzando le tecnologie. Al tramonto i mezzi tradizionali pop, l'interattività diventa attore principale (da Gdoweek n. 17)

L’era del commercio “connesso” è arrivata: i consumatori, nella loro ricerca di  informazioni e risparmio, spingono la loro multicanalità, si rivolgono indifferentemente ai canali online e brick & mortar, usando le piattaforme digitali come veicolo di informazione e i device tecnologici come terminale consultabile fin all’interno del punto di vendita, in un’ottica di benmchmarking tra on e off-line. Ovvio che questo atteggiamento emergente stia modificando il sistema con il quale il consumatore fruisce dello store, ma ha anche impatti sul dialogo e sul linguaggio che punto di vendita e clienti intessono. E l’aspetto più evidente riguarda le promozioni in store e i materiali pop, da sempre “in prima linea” in questo rapporto, nel quale elementi visual e strategie tese a incentivare l’acquisto mediante impulso/informazione stanno subendo una rivoluzione copernicana con massicce dosi di digitalizzazione. E se i retailer italiani stanno vivendo questa fase con un certo conservatorismo tipico della nostra società, nella quale i cambiamenti sono recepiti in maniera più prudente, i dati che vengono da mercati più evoluti ci inducono a pensare come il consumatore, anche quello italiano, sia sulla rampa di lancio di un cambiamento epocale.

Digitale uguale trasparente
“Stiamo vivendo una trasformazione del commercio che, in tempi e modi, non si era mai vista prima -spiega Enrico Babucci, marketing and sales executive di Praesidium- e siamo in quella fase definita mismatching time, un momento, cioè, in cui il vecchio modello inizia a non funzionare più e il nuovo non funziona ancora. Un momento, come questo, in cui si possono superare le convenzioni ed essere disruptive dà un vantaggio competitivo enorme, sia alla marca sia alla distribuzione, in grado di cogliere la portata della trasformazione in atto, nella quale presidiare il cliente dentro e fuori il punto di vendita significa vivere costantemente nell’intersezione tra marketing e vendite, cercando di essere sempre presenti, riconoscibili, rilevanti e influenti durante tutto il processo di acquisto del consumatore che ormai non è più lineare, ma interconnesso tra una moltitudine di punti di contatto. Penso che le principali aree di sviluppo per l’industria e la distribuzione nei prossimi anni saranno: la disponibilità, la visibilità e l’agilità. Sono tre fattori che per il consumatore significano trasparenza. Tre aree che possono fare la differenza di posizionamento, se abilitate tramite l’innovazione tecnologica”.

Clusterizzare per capire
Un esempio -spiega Andrea Ventura, direttore business unit shopfitting solutions di Cefla- è quello che abbiamo definito proximity marketing, ossia la possibilità, utilizzando o smartphone del cliente, di interagire con esso e inviargli un messaggio customizzato che può comprendere dal coupon per lo sconto sul prodotto che si trova a pochi centimetri da lui, al tutorial su come si utilizza al meglio un certo ingrediente, fino alla presentazione di nuovi prodotti o alla segnalazione di un nuovo articolo in vendita. Sul versante retailer, invece, questo sistema traccia i punti caldi e freddi dello store, il numero di presenze in un dato momento, con infinite possibilità di clusterizzazione”. Con Smart Shelving System, inoltre, Cefla ha realizzato una rete di trasmettitori beacon a bassa frequenza, che inviano in tempo reale informazioni sulla provenienza di ogni singolo prodotto esposto e sulla filiera della trasformazione, brevi tutorial, ricette, offerte e consigli d’uso sul prodotto in esposizione.

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Raccolta Raee, nel freddo i miglioramenti sono sensibili

Tutti i banchi refrigerati sono chiusi e i prodotti sono appesi per un miglior visual.
Punta a 300 ton/anno di raccolta la collaborazione avviata fra Gruppo Arneg e Erp Italia, nell'ambito della refrigerazione commerciale fine vita (da Gdoweek n. 17)

Arneg  e  Erp  Italia  hanno  raccolto  quest’estate    i  primi  significativi  risultati  del  loro  impegno  congiunto nel fine vita delle attrezzature per la catena del freddo.  Nei primi sei mesi di operatività, la collaborazione tra le due società ha consentito il ritiro dai punti di vendita della gdo di 185 tonnellate di rifiuti pericolosi professionali tra banconi, murali, retrobanchi e combinati espositivi refrigerati.

Ingombranti ma imprescindibili
Come noto, nelle nuove piazze del fresco, celle frigo e freezer, banconi, murali, retrobanchi e combinati espositivi refrigerati hanno un elevato peso specifico nella gestione dei negozi di tutte le tipologie della distribuzione moderna in termini di investimenti, consumi energetici, metrature occupate ma anche di contributo al fatturato. I due partner -rispettivamente attivi nella produzione internazionale di banchi frigoriferi , nella progettazione, produzione e installazione di attrezzature complete per il settore del retail da un lato e sistema collettivo di riferimento per la gestione a norma dei servizi di raccolta, riciclo e smaltimento di tutte le tipologie di rifiuti Raee di origine domestica e professionale dall’altro hanno puntato soprattutto alla semplificazione delle operazioni di ritiro, trattamento e smaltimento a fine ciclo di vita delle attrezzature dedicate al mantenimento della catena del freddo. L’obiettivo è di rendere meno ingombrante la sostituzione di queste dotazioni, contrastando il ricorso a scorciatoie illegali.

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Esselunga, superconcorso con in palio 1.000 iPhone 7 al giorno

Per festeggiare il Natale con i suoi clienti, Esselunga lancia il concorso “1.000 iPhone 7 al giorno in regalo per te”.
Dal 1° al 24 dicembre è possibile tentare la fortuna facendo la spesa in tutti i supermercati Esselunga, sul sito esselungaacasa.it e nelle Profumerie EsserBella.
In palio, una cornucopia di premi da ritirare subito nei punti di vendita: 24.000 iPhone 7 nelle versioni silver e gold, 96.000 Magnum di Valdobbiadene prosecco superiore Docg, e 96.000 buoni spesa da 30 euro. esselunga concorso natal 2016_02
I clienti avranno 216.000 occasioni per vincere uno dei regali scelti per il concorso il cui montepremi ammonta a 25 milioni di euro.
Per partecipare basta fare una spesa di 30 euro con Carta Fìdaty o accumulare 50 punti fragola per ricevere alla cassa una cartolina “Apri e Vinci”. Oltre ai premi immediati è possibile vincere 4.800 iPod Shuffle grazie alla App Esselunga.
L’acquisto di alcuni prodotti permette poi di triplicare i punti e accelerare la raccolta delle cartoline aumentando le possibilità di vincita.

Nuove aperture. Prosegue intanto il consolidamento della rete,aprendo un nuovo store ristrutturato a Prato con uno store green

Video Tour: Mario Gasbarrino racconta lo store Il Viaggiator Goloso

"Stiamo seguendo un percorso di sviluppo ben preciso in base al quale Viaggiator Goloso si dimostra pronto a diventare una marca e anche un punto di vendita con una propria insegna e un proprio stile, non solo temporary, come abbiamo fatto l'anno scorso e come replichiamo anche quest'anno al Portello".

 

Partono da qui le riflessioni che Mario Gasbarrino, presidente e Ad di Unes,  condivide in questo video con Gdoweek, in occasione dell'apertura del primo store a insegna Il Viaggiatore Goloso, a Milano, in viale Bellisario. "Molto è stato fatto in questi anni, ma sono consapevole che c'è ancora molto da fare. Qui abbiamo realizzato un punto di vendita di circa 600 mq in cui i clienti si sentono gratificati e a proprio agio, ma siamo solo al 40% del lavoro: quello che ci aspetta è soprattutto una grande focalizzazione sulle singole categorie, per riuscire a esprimere in ogni comparto (o almeno dove è possibile) un'offerta chiara a scaffale che comprenda Viaggiator Goloso, qualche brand, non tutti, soprattutto quelli di nicchia con un alto contenuto di artigianalità e qualità", spiega Gasbarrino che aggiunge: "Viaggiator Goloso si deve distinguere per non essere non supermercato, ma offrire prodotti non confrontabili e distintivi, a un prezzo corretto".

 

Tra gli elementi distintivi dello store, il reparto pane bio, con forno interno, funzionante 24 ore su 24, 7 giorni su 7, il corner dedicato al sushi, carne premium sia di manzo che di pollo, un'enoteca di fascia premium con un angolo dedicato al gin tonic, con prodotti necessari per creare il cocktail, suggerimenti in linea con i trend di mixology. "Stiamo lavorando per migliorare alcuni aspetti dell'assortimento in alcune categorie, ma al momento sono soddisfatto del risultato ottenuto -conclude Gasbarrino- e per questo un ringraziamento va a Roberto Comolli e a tutta la sua squadra per avere raggiunto questo primo importante obiettivo".

 

Va a Conad il premio Il logistico dell’anno 2016

conad premio logistico Andrea Mantelli, responsabile Supply Chain Conad
Andrea Mantelli, responsabile Supply Chain Conad
L'insegna è riuscita a dematerializzare la consegna del prodotto a marchio con il supporto di un progetto Di.Tech sulla piattaforma Delivering

Il premio Il logistico dell’anno 2016, istituito da Assologistica e Euromerci, il mensile dell’associazione, viene assegnato a Conad per aver dematerializzato la consegna del prodotto a marchio con il supporto di un progetto Di.Tech sulla piattaforma Delivering (http://www.ditechonline.it/prodotti/delivering-retail/). Il nuovo iter elettronico si presenta anche come ecosostenibile e coinvolge tutti gli attori della filiera: supply chain e amministrazione, 3PL e trasportatori, fornitori mdd, permettendo loro di essere aggiornati in tempo reale sull’esito della consegna.

Il progetto Delivering. Il documento di trasporto elettronico viene generato nella fase di preparazione del carico Delivering_Retail_SM logisticodal magazzino, sia in formato DesAdv sia in formato leggibile pdf, e un Pin associato alla consegna. Nel momento in cui il conducente prende in carico della merce, avendo ricevuto il Pin tramite sms, firma elettronicamente il documento, sfruttando il device mobile reso disponibile dal magazzino. In fase di ricevimento, sempre tramite interfaccia mobile, la cooperativa annota in digitale gli eventuali vizi apparenti, arricchendo, eventualmente, con foto la documentazione e con riscontro diretto del conducente con l’uso del PIN. Successivamente, terminati i controlli sulla presenza dei vizi occulti e alla chiusura del carico, dalla cooperativa viene generato il documento elettronico RecAdv che contiene il dettaglio completo della merce accettata e la segnalazione delle anomalie riscontrate con le specifiche causali. La nota di contestazione viene resa disponibile anche in formato leggibile pdf.

La partnership con Di.Tech. Andrea Mantelli, responsabile Supply Chain Conad esprime soddisfazione per il riconoscimento attribuito all’insegna e sottolinea: “Per il prodotto a marchio Conad, il processo di digitalizzazione della logistica è iniziato, sempre in partnership con Di.Tech, anni fa con l’introduzione dell’Edi che ci ha poi permesso di allargare al DesAdv. Da tre anni, abbiamo introdotto nei nostri magazzini del fresco la tecnologia RFid attraverso l’utilizzo di tag e abbiamo fatto investimenti per creare varchi per la lettura dei tag RF in uscita agli Hub e in ingresso sui CeDi. Ora abbiamo completato questa evoluzione, introducendo le informazioni di ritorno (RecAdv) attraverso il progetto Di.Tech sulla piattaforma Delivering”.

 

Selex, per il 2017 prevede una crescita del 4%

Selex
Nel 2016 Gruppo Selex registrerà un fatturato di 10,3 miliardi. Le stime per il 2017 fissano la stessa voce a 10,7 miliardi, con un incremento del +4,2%. Il Gruppo di Trezzano sul Naviglio prevede investimenti per 215 milioni

Per Selex, terzo gruppo distributivo italiano in ambito retail, il 2016 si appresta a un'archiviazione più che positiva in termini di crescita: il fatturato ha raggiunto la soglia dei 10.350 milioni di euro, +4% rispetto al 2015. La quota di mercato guadagna terreno arrivando a 11,7% (fonte: IRI, iper+super+superette+cash and carry). Per il 2017 il Gruppo presieduto da Dario Brendolan prevede una crescita lievemente superiore a quella del 2016, con un +4,2% che porterà il giro d'affari complessivo a 10.780 milioni, circa 430 milioni in più del 2016.

Dario Brendolan, Presidente Selex Gruppo Commerciale
Dario Brendolan, Presidente Selex Gruppo Commerciale

I dati vengono dall'assemblea di fine anno dei soci svoltasi nella sede centrale del Gruppo a Trezzano sul Naviglio (Milano), nel corso della quale sono stati presentati anche il programma di sviluppo e il budget per il 2017.
Le imprese socie hanno stanziato per il 2017 215 milioni di euro per realizzare 57 nuovi punti di vendita in Italia e ristrutturazione e ampliarne altri 53 esistenti.
Le aperture riguarderanno le principali tipologie di vendita, e in particolare i supermercati tra 1.500 e 2.500 mq, format di punta di Gruppo Selex.
“Guardiamo con fiducia al futuro partendo dai buoni risultati delle aziende del Gruppo -commenta Dario Brendolan, Presidente di Gruppo Selex-. Pur non mancando le difficoltà, continuiamo a investire per innovare e migliorarci. Anche nel 2017, le nostre imprese proseguiranno nel loro cammino di sviluppo. Negli ultimi dieci anni, tra aperture e ristrutturazioni, il nostro Gruppo ha investito oltre 2 miliardi di euro”.

Coop Lombardia-Dr Schär un category per il cliente

Un progetto antesignano dello sviluppo della categoria Gluten Free e dell'area salute in genere. Interessante il balzo in avanti raggiunto (da Gdoweek n. 17)

Category management customer based, un progetto intrapreso in collaborazione dall’insegna Coop Lombardia e Dr. Schär ormai nel lontano 2013 è stato, possiamo ormai affermarlo, antesignano dello sviluppo della categoria Gluten Free e dell’area salute in genere.  Esso aveva preso le mosse dalla volontà congiunta di industria e distribuzione di far crescere significativamente la categoria presso l’insegna, in un momento particolarmente delicato e propizio. Era in corso, infatti, l’estensione della rimborsabilità della spesa di alimenti senza glutine (prevista a favore dei celiaci diagnosticati – l. n. 123/ 2005) dal canale specializzato a quello moderno. Il consumatore celiaco, peraltro, premeva per una maggiore presenza di alimenti gluten free nel canale moderno poichè ciò gli avrebbe consentito di effettuare un processo di one stop shopping, concentrando in una sola shopping expedition tutti gli acquisti della famiglia. Coop Lombardia e Dr. Schär, con il supporto di Focus Management, hanno letteralmente ricostruito la categoria e ridefinito, per essa, layout, display e comunicazione in store. Il nuovo assortimento, un volta implementato, è stato poi valutato sui tre negozi test che Coop Lombardia aveva messo a disposizione per le attività di sperimentazione del progetto. Il risultato della rilevazione ha evidenziato un importante balzo in avanti del sell-out e un incremento della customer satisfaction del consumatore in tutti i KPIs utilizzati. Il nuovo scaffale è stato allora definitivamente adottato e rapidamente esteso all’intera rete nel 2015. Il secondo semestre 2015 produce nuove evidenze: il Gluten Free assume il ruolo di locomotore di tutto il comparto salutistico. Un’evoluzione del progetto ha quindi portato l’insegna a sperimentare, nell’iper di Cantù, una proposta salutistica che, incentrandosi sul senza glutine, si dilata ad altre categorie come i free from, i prodotti bio, i vegan, i funzionali. Il successo di questo ulteriore test porta alla sua estensione ad altri punti di vendita.

I cambiamenti dello scaffale
Innanzi tutto è bene segnalare come in Coop Lombardia l’offerta di senza glutine a temperatura ambiente nei punti di vendita di maggiori dimensioni (Iper di Cluster A) ora riguardi ben 10 moduli da 1,33 mt. (si consideri che si era partiti con 3 moduli), oltre ad una testata di gondola, che attira i clienti dal corridoio centrale. Le sottocategorie comprese nel senza glutine (dolci, pasta, pane, sostituti del pane, farine e preparati e cereali per la prima colazione) si estendono quindi per ampiezza e profondità. Diversi cambiamenti sono stati introdotti dall’industria. Uno dei fenomeni più rilevanti è il brand switch operato dal leader Dr. Schär che, fino al 2014, aveva dedicato al canale moderno il marchio DS. L’azienda altoatesina decide di estendere il suo main brand (Schär), fino ad allora utilizzato per il canale specializzato, anche alla gdo. Inoltre, diverse aziende di marca, oltre al precursore Galbusera, entrano nel senza glutine con i loro brand primari. Per citarne alcune: Barilla (anche con Mulino Bianco), Garofalo, Nestlè ed altri. Peraltro questo fenomeno si estende anche, per la prima volta nel Natale 2015, ai marchi leader nei prodotti da ricorrenza come, ad esempio, Motta e Bauli.Il display dello scaffale viene costruito considerando una lettura orizzontale per sottocategoria e verticale per brand, con i dolci (la prima categoria nel ranking delle preferenze) all’altezza degli occhi.  Nel lineare si aggiungono poi nuove categorie, come la birra senza glutine, precedentemente esposta nello scaffale delle birre. Il Gluten free viene contestualizzato, come sopra accennato, in una più ampia Area Salute, battezzata da Coop “Ben’Essere”, che comprende, come nella felice sperimentazione di Cantù, prodotti bio, vegan, free from, funzionali, integratori e light.

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Cibi senza glutine, nuovi spazi in arrivo

Il mercato dei gluten free in Italia ha registrato negli ultimi 3 anni una crescita di oltre il 20% e promette di triplicare nel prossimo decennio (da Gdoweek n. 17)

Per il 2016 Il mercato dei gluten free si prepara a raggiungere globalmente un giro di affari di oltre quattro miliardi e mezzo di dollari, secondo l’ultimo report dell’istituto di ricerche britannico Visiongain, che analizza il trend nel mondo, ItaliSchermata 2016-11-04 alle 16.20.38a inclusa. Cifra destinata quasi a triplicare nel 2026. In Italia il giro d’affari si attesta sui 300 mio di euro circa, di cui 160 milioni di euro nella categoria senza glutine “ristretto” (rapporto Coop 2016). I primi tre attori del mercato, Schär, MolinodiFerro e Galbusera, sviluppano il 38% del totale giro  d’affari italiano. Il tasso di  crescita è  mediamente  di 30 punti percentuali (fonte: IRI).

Le tipologie di consumatori
Gli alimenti gluten free nascono per soddisfare le necessità dei consumatori con diagnosi di celiachia. Secondo la prima indagine Federconsumatori sulla celiachia pubblicata a settembre, i celiaci diagnosticati sono attualmente in Italia 172.197, pari al 2% circa della popolazione, e si stima che almeno altre 400.000 siano in attesa di diagnosi. Ma i prodotti gluten free sono acquistati anche dai cosidetti gluten sensitive, vale a dire quei consumatori che hanno una particolare sensibilità al glutine, pur senza essere celiaci. Questi rappresentano una percentuale sicuramente maggiore rispetto ai celiaci, ma difficile da precisare. Tuttavia, coloro che trainano realmente le vendite del senza glutine sono i life styler, ovvero quella parte di consumatori in costante aumento che sceglie cibi gluten free per convinzione e stile alimentare personale a prescindere dall’intolleranza a questa proteina vegetale, gli stessi consumatori che acquistano frequentemente diverse altre tipologie di alimenti free from, oltre a prodotti biologici, funzionali, integratori e così via.

Cambio di paradigma
Appare evidente come, rispetto anche a solo pochi anni fa, si assista a un vero cambio di paradigma da parte del consumatore: spicca in primis la soddisfazione dei celiaci e gluten sensitive verso l’aumento dell’assortimento e, in alcuni punti di vendita, la concentrazione delle referenze a scaffale. Ma è ancor più sorprendente l’atteggiamento interessato del life styler, un consumatore molto più attento, informato e soprattutto sensibile al proprio benessere, al punto da scegliere autonomamente di acquistare cibi destinati a persone ammalate nella convinzione di alimentarsi in modo più sano e salutare. Un fenomeno che, esteso alle altre categorie di prodotti facenti capo alla sfera del salutistico/benessere, fanno di questo trend un atteggiamento che si può definire strutturale e non più congiunturale.

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Euronics promuove la campagna Facciamo a metà!

Euronics Facciamo a metà
La promozione è attiva fino al 7 dicembre ed è supportata da una campagna di comunicazione TV, radio e web. In parallelo è stato avviato anche Vinci fantastici premi con Ferrari Land e Carta Euronics

La nuova campagna Euronics Facciamo a metà!, attiva fino al 7 dicembre e supportata da una campagna di comunicazione TV, radio e web, consente di acquistare due diversi prodotti, uno dei quali del valore minimo di 449,99 euro, e ottenere uno sconto del 50% su quello meno caro. La promozione è valida per tutte le categorie merceologiche, ad esclusione di consolle e prodotti Apple. La promozione prevede inoltre, fino al 27 novembre di acquistare la PlayStation4 Slim 500Gb al prezzo di 249,00 euro.

Il concorso. Ai titolari di Euronics Card è indirizzato anche il concorso Vinci fantastici premi con Ferrari Land e Carta Euronics, valido fino al 4 dicembre che consente loro, grazie all’acquisto di un qualsiasi prodotto, sia negli store che sul sito, di partecipare all'estrazione di cinque soggiorni per tutta la famiglia a Ferrari Land, il parco divertimenti dedicato alle Rosse di Maranello che sarà inaugurato a Tarragona, in Spagna, nel 2017, o essere tra i cinque fortunati ad aggiudicarsi voucher del valore di 100 euro per una vacanza invernale con Valtur. Saranno dieci i clienti che potranno ricevere buoni da 60 euro, da spendere per l'affitto di un'auto su Goldcar.com.

 

Michael Jordan con Foot Locker apre il primo store europeo a Parigi

jordan Parigi
Il negozio si avvale della collaborazione avviata con Foot Locker. Una sinergia che Nick Jones, vice presidente e direttore generale di Foot Locker Europe, definisce strategica

Fa il suo ingresso in Europa Jordan, il marchio nato dalla parnership tra l'ex campione di basket Michael Jordan e Nike. Il primo store sarà aperto in rue du Faubourg Saint Antoine 12, nel 12esimo arrondissement di Parigi, con nome Jordan Bastille. “Una città creativa, dinamica e audace come Parigi è il luogo ideale per celebrare lo stile e l’anima del brand -  spiega il presidente del gruppo, Larry Miller - La passione verso lo sport e la cultura in tutte jordan Parigile città europee dà la possibilità all’insegna di continuare a creare aspettative e nuovi prodotti sorprendenti per tutti i suoi fan.”

All’interno del punto di vendita, sviluppato su doppio livello, è stato inserito un wall di calzature dedicate al basket e allo sport. Per omaggiare Michael Jordan è stata inoltre realizzata una mostra delle sue calzature più iconiche, da Ari Jordan del 1985 fino alla più recente Air Jordan XXXI.

Offerta e servizi. Il negozio si avvale della collaborazione avviata con Foot Locker che Nick Jones, vice presidente e direttore generale di Foot Locker Europe, definisce strategica per “attrarre la sneaker community di Parigi e jordand’Europa”. Alcuni modelli presenti nello store rendono omaggio ai migliori momenti della storia del brand e alla cultura streetwear e legata al mondo del basketball di Parigi.

Tra i servizi annovera il Jordan Flight Lab per testare le ultime novità in tema di innovazione sotto la guida degli esperti. C’è inoltre la possibilità  di personalizzare alcuni modelli di sneaker e capi abbigliamento grazie a un servizio realizzato ad hoc.

Il black friday di Tasta è dedicato ai cannoli

tasta
Il primo punto di vendita nasce a Marina di Ragusa, seguono Modica, Marina di Modica, Bologna, Milano, Marzamemi. Quest'anno la prima apertura all’estero, a Hollywood

La boutique siciliana Tasta propone oggi nelle sedi di Corso Garibaldi 111 a Milano di via San Felice 4E a Bologna, dalle 16 alle 22, un momento di degustazione dei cannoli.

Attivo da oltre 56 anni, il locale della famiglia Flamingo, attiva nel settore della gelateria e della pasticceria,  fu aperto nel 1960 con la produzione di coni e cialde in Sicilia a Modica alta. In una piccola realtà artigianale gestita da Don Peppino prende così forma quella che diventerà l’emblema del gelato in Sicilia, la famosa “coppa flamingo”. Ma è alla terza generazione con Peppe e Alberto, figli di Rosario, che nasce Tasta, nome che deriva dalla parola in siciliano Tasta“tastare”, ovvero assaggiare o gustare. Il primo punto di vendita nasce a Marina di Ragusa poi a seguire le aperture di Modica nel 2014, Marina di Modica nel 2015, Bologna, Milano, Marzamemi rispettivamente a maggio, giugno e luglio del 2016. Sempre nel 2016 la prima apertura all’estero, nella soleggiata Florida, a Hollywood, a pochissimi chilometri da Miami.

Ogni boutique è legata ad un'associazione benefica del territorio per sostenere concretamente i meno fortunati ai quali vengono indirizzate varie attività solidali.

Esselunga di Pescia sarà ampliato. La Sovrintendenza dice sì

esselunga pescia
L’aumento dello store comporterà anche l’incremento del personale di circa 20-25 addetti che saranno scelti tra i residenti del territorio

La Sovrintendenza dà il nullaosta per i lavori di ampliamento del punto di vendita Esselunga di Pescia, in provincia di Pistoia, realizzato all’interno di un edificio storico che risale al 1906. La superficie di vendita, attualmente estesa su 3.600 metri quadrati, sarà infatti sviluppata su 5.200 mq. I lavori comporteranno anche un aumento dei posti auto che passeranno da 362 attuali a 464. Saranno inoltre incrementati i prodotti per la cura della persona, ampliati i reparti e creati quelli per la panificazione e la pescheria. L’aumento dello store comporterà anche l’incremento del personale di circa 20-25 addetti che saranno scelti tra i residenti del territorio.

Oltre all'ingrandimento del negozio sarà attuata una modifica della rotatoria cosiddetta “delle Casacce” con accesso diretto all'area commerciale e sarà realizzata e un'area verde di oltre 6.000 metri quadrati nell'area limitrofa a quella commerciale, che sarà gestita dall'amministrazione comunale.  Il progetto prevede anche l'allargamento di via di Campolasso, il rifacimento dell'asfalto e la costruzione dei marciapiedi. La società ha già versato nelle casse comunali oneri di urbanizzazione per oltre 900 mila euro.

 

Vivitoscano inaugura a Firenze la nuova piattaforma per l’ortofrutta biologica

ortofruttaVivitoscano, la società del Gruppo Apofruit con sede a Firenze presso il Mercafire e specializzata nella distribuzione e commercializzazione di ortofrutta biologica, inaugura lunedì 28 novembre alle 10,30 la nuova piattaforma di lavorazione e confezionamento.
“Questa inaugurazione ha un valore importante per il mondo della cooperazione – ha dichiarato Leonardo Cianchi, vicepresidente vicario Legacoop Toscana. Il nuovo magazzino è una tappa fondamentale della costituzione della rete fra le eccellenze toscane e dell’Emilia Romagna che può valorizzare la logica di filiera e incrementare la diffusione dei prodotti agricoli biologici. Abbiamo lavorato insieme per arrivare a questo risultato, che vogliamo rappresenti un punto di partenza verso nuove sfide. La nostra mission principale è quella di impegnarsi insieme nella progettazione di soluzioni che ci rafforzino sul mercato, tutelino il consumatore e facilitino il lavoro dei produttori e dei conferitori”.

Si tratta di una struttura di circa 2.000 mq che ospita due celle frigorifere, sale di lavorazione con sei linee per il confezionamento, deposito e uffici. La nuova piattaforma, realizzata grazie ad un Progetto Integrato di Filiera (PIF) finanziato dalla Regione Toscana nell’ambito dei Piani di Sviluppo Agricolo, consentirà di operare più agevolmente per soddisfare la crescente domanda di prodotti bio da parte del mercato.
L’opera risponde in pieno alle finalità del PIF: realizzare interventi per favorire l’integrazione fra i diversi soggetti che operano nell’ambito della filiera e migliorare le relazioni di mercato per i prodotti ortofrutticoli toscani, con particolare riferimento a quelli ottenuti da agricoltura biologica. Di rilevante importanza è stata l’attività svolta da Legacoop Toscana per coordinare gli attori dell’operazione: dalle aziende agricole alle imprese di lavorazione e commercializzazione ai soggetti operanti nel campo della ricerca e sviluppo.

“Nel 2015 - evidenzia il presidente di Vivitoscano Massimo Biondi - abbiamo realizzato un fatturato di 9,5 milioni di euro sul canale commerciale della GDO e su quello della ristorazione collettiva e commerciale, e ad oggi registriamo un trend di crescita del 13,5%. Questa nuova struttura nata nell’ambito di un importante progetto di filiera ci permetterà di seguire al meglio questo sviluppo valorizzando soprattutto il prodotto delle aziende agricole locali anch’esse partecipanti al progetto.”

Miss Sixty, un flagship per i 25 anni di attività

A Londra, il brand di moda ha definito un format che ne racconta i tratti distintivi in un ambiente a metà tra il vintage e il futurismo. Protagonista la luce (da Gdoweek n. 17)

Due vetrine affacciate su Brompton Road a Knightsbridge, a due passi dai magazzini Harrods, in una delle zone più movimentate e cosmopolite dello shopping londinese: sono quelle del nuovo flagship store di Miss Sixty, aperto a Londra ai primi di settembre per sottolineare i 25 anni del brand. Il negozio al civico 52 si sviluppa su due piani, per un totale di 240 mq di superficie espositiva, mantenendo e ampliando il concept del punto di vendita inaugurato di recente nel centro commerciale Westfield a White City, sempre nella capitale del Regno Unito. Si completa così l’operazione di restyling del brand nella City, che, nel giro di poco più di un anno, ha visto la chiusura dei punti di vendita di Carnaby Street e di Kensington High Street, la rivisitazione di quello dentro Westfield e l’apertura di questo nuovo spazio a Londra ovest.

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Conad Sicilia propone BuoniCuore, i frollini dei detenuti

BuoniCuore
I biscotti realizzati dai detenuti del carcere minorile di Palermo saranno venduti in 11 punti di vendita a marchio Conad del capoluogo siciliano

I biscotti sfornati dal biscottificio del carcere minorile di Palermo saranno disponibili sugli scaffali dei supermercati Conad in Sicilia. I prodotti sono il risultato del progetto Cotti in fragranza, un laboratorio per la preparazione di prodotti da forno, gestito dalla cooperativa sociale Rigenerazioni onlus, sposato dalla realtà distributiva siciliana, promosso e sostenuto dall’Istituto Penale per i Minorenni di Palermo, Opera Don Calabria, Associazione nazionale Magistrati e Fondazione San Zeno.

I detenuti realizzano Buonicuore, frollino secco al mandarino, raccolto in terreni confiscati alla mafia a Ciaculli e realizzato con materie prime quali la farina Maiorca Bio molita a pietra, lo zucchero integrale di canna Muscovado, il lievito biologico, burro e latte a km 0.

Inclusione sociale. Tra gli obiettivi dell’iniziativa c’è l’inclusione socio-lavorativa dei giovani del Malaspina che, previa formazione, potranno diventare lavoratori specializzati ed autonomi, anche al di fuori del percorso detentivo. Grazie alla commercializzazione dei biscotti sugli scaffali della grande distribuzione, la cooperativa spera di poter aprire un laboratorio all'esterno del carcere Malaspina per garantire un futuro ai ragazzi non appena finiranno di scontare la pena.

Gli obiettivi. Inizialmente i dolci sfornati dal biscottificio del carcere minorile palermitano, come spiega Lucia Lauro, una delle coordinatrici del progetto, “saranno venduti in 11 punti di vendita a marchio Conad di Palermo”, con l’obiettivo di “aumentare la produzione per poter allargare la rete di vendita”.

"Siamo una cooperativa di soci imprenditori fortemente radicati nel territorio - commenta Natale Lia, direttore Il-dg-di-Sicilconad-Mercurio-Natale-Liagenerale di Conad Sicilia – e vogliamo essere un’impresa socialmente responsabile che contribuisce in maniera significativa alla crescita della comunità. Questa collaborazione ci consente di concertare e articolare una serie di azioni che vanno oltre la semplice promozione di prodotti tipici, sostenendo direttamente la crescita di una cooperativa sociale che nasce in un carcere minorile e che si sta prodigando per il futuro di tanti ragazzi".

Unicomm amplia la rete vendita con due store a Gubbio e Monselice

Famila Monselice Esterno Unicomm
I negozi si caratterizzano per le molteplici soluzioni adottate per ridurre al minimo l’impatto ambientale e i consumi energetici

Il Gruppo Unicomm, associato Selex, si consolida in centro e nord Italia ampliando la sua rete vendita con due nuovi store, il primo è un supermercato Emi (1.800 metri quadrati) aperto a Gubbio (Perugia), il secondo è un Famila Superstore (2.500 mq) inaugurato a Monselice (Padova).

“I nuovi punti di vendita di Gubbio e Monselice - dichiarato Marcello Cestaro, presidente del Gruppo Unicomm - Emi Unicommcome tutte le ultime realizzazioni del Gruppo, si caratterizzano per le molteplici soluzioni adottate per ridurre al minimo l’impatto ambientale e i consumi energetici. Il format del nuovo supermercato è infatti un concentrato di soluzioni intelligenti e rispettose dell’ambiente, perché concepito e realizzato proprio nell’ottica della sostenibilità”.

L'offerta. Entrambi gli store affiancano alla tradizionale offerta assortimentale, centralizzata sui freschi, anche un'ampia scelta di prodotti salutistici e biologici e dispongono di una cantina con centinaia di etichette. Il superstore di Monselice inoltre dispone di un'area dedicata ai prodotti per gli animali.

 

Conad potenzia la presenza di Sapori&Dintorni a Firenze

Sapori&Dintorni Firenze
Il punto di vendita è disposto su due piani, il piano binario esteso su 570 metri quadrati, e il piano terra su 140 mq, e si avvale di due ingressi

Sapori&Dintorni Conad consolida la sua presenza a Firenze con il quarto store attivo in città, realizzato nei pressi del Binario 1A della stazione centrale di Santa Maria Novella, di proprietà dei fratelli Leonardo e Claudia Betti, entrambi soci di Conad del Tirreno.

Il format. Il punto di vendita è disposto su due piani, il piano binario esteso su 570 metri quadrati, e il piano terra su 140 mq,  e si avvale di due ingressi, uno da Via Alamanni per accedere alla Cremeria Sapori&Dintorni e al bar Sapori&Dintorni Firenzecaffetteria presenti al piano terra; il secondo dal Binario 1A al piano binario, dove si trova l’area degustazione. Lo spazio interno è suddiviso tra i reparti gastronomia e panetteria, ortofrutta, carne a libero servizio e selezione di drogheria alimentare e bevande, ognuno caratterizzato da un’ambientazione specifica.

Offerta e servizi. L’assortimento propone tutta la gamma dei prodotti regionali italiani a marchio Sapori&Dintorni, affiancata delle linee biologiche e funzionali Conad il biologicoAC Conad e la nuova Verso Natura Conad. All’interno dello store è presente un box clienti per offrire il servizio di accoglienza e un info point sui principali eventi culturali e manifestazioni che si svolgono in città.Sapori&dintorni

“Lo store Sapori&Dintorni di Firenze Santa Maria Novella è una bella vetrina per valorizzare l’eccellenza dei prodotti regionali e italiani – sottolinea l’amministratore delegato di Conad del Tirreno Ugo Baldi –, ma anche un’opportunità di acquisto che dà risposte al flusso turistico, ai pendolari e ai fiorentini. Diamo valore ai prodotti di qualità, espressione della tradizione regionale; prodotti che i fiorentini hanno piacere di portare in tavola e i turisti di assaporare e acquistare come una piacevole scoperta”.

Il primo Rovagnati Bistrò Italiano apre a Milano

_VDC4131 Insalate, panini gourmet, piatti unici caldi e freddi, ma anche stuzzichini e finger food, e anche la ricetta esclusiva della Cotoletta Gran Biscotto da 500 g.: sono tutte a base dei salumi di alta qualità Rovagnati le proposte, gustose ma leggere, del primo Rovagnati Bistrò Italiano, appena inaugurato a Milano, in piazza XXV aprile.

Tornati di tendenza con la riscoperta del rito dell’aperitivo, in poco tempo i bistrot sono diventati i nuovi punti di riferimento della gastronomia italiana. Fortemente simbolica la scelta della città meneghina per la prima apertura. È la Milano operosa, dinamica e vivace ad accogliere l’impegno e lo spirito imprenditoriale della famiglia Rovagnati che propone una food experience del tutto particolare.

ROVAGNATI - BISTRO' ITALIANO 2La passione per la cultura gastronomica e l'attenzione ai dettagli caratterizzano il raffinato bistrot. L'arredo semplice, l’atmosfera familiare ed accogliente fa sentire subito a proprio agio. Tavoli conviviali assecondano la voglia di comunicare e di condividere brevi momenti di gusto autentico.

Aperto dalle 8.30 alle 22.00, dal lunedì al sabato, e per tutto il mese di dicembre anche la domenica ha previsto anche un servizio take away per dar modo ai clienti di gustare anche a casa propria le sue preparazioni uniche, cucinate da chef di fama nazionale. Il nuovo bistrò di Piazza XXV Aprile anticipa l’apertura, prevista per il prossimo mese sempre nel cuore di Milano, del secondo monomarca nell’ottica di un progetto più ampio a lungo termine.

Viaggiator Goloso apre in versione “temporary”

il viaggiator goloso esterno
Unes apre domani a Milano il primo temporary store "Viaggiator Goloso", a pochi passi dal centro commerciale Portello (Finiper) in Piazza Accursio, dopo l'inaugurazione del nuovo format in zona Fieracity.

A pochissimi giorni dall'inaugurazione del nuovo format in viale Belisario 1/3, a Milano, tra i quartieri Portello e City Life, quindi in una zona chic e in pieno rilancio urbanistico, il Viaggiator Goloso, brand di Unes e U2 Supermercato, apre domani, sempre a Milano, in via Grosotto 7 (a due passi da Piazza Portello e dall'omonimo centro commerciale Iper) il temporary store che rimarrà aperto fino all’8 gennaio 2017, tutti i giorni dalle 9 alle 21.
In vendita una selezione della gamma il Viaggiator Goloso, con focus particolare sui prodotti natalizi, fra i quali la linea di panettoni.
All’interno di questo negozio temporaneo si potranno acquistare i cesti firmati Viaggiator Goloso, con possibilità di "basket" personalizzati con i prodotti preferiti.

il Viaggiator Goloso
Il reparto bio del Viaggiator Goloso (il primo) a Milano, viale Belisario

Tutti i giorni il Temporary Store offrirà in degustazione tutte le varianti di gusto che compongono la Linea Panettoni e Pandoro: Classico, ai frutti esotici con cubetti di ananas, guava, papaia e jack fruit, panettone con gocce di cioccolato, senza uvetta e canditi, e veneziana glassata alle nocciole.

Unes, nata a Milano nel 1967 da un gruppo di piccoli imprenditori, acquisita da Gruppo Finiper nel 2002, attualmente guidata da Mario Gasbarrino che ne è presidente e amministratore delegato, è in
 Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna con oltre 190 punti di vendita tra diretti e franchising e 3 principali insegne/format: U! Come tu mi vuoi (supermercati di servizio e prodotti freschi, con offerte promozionali quindicinali), U2 Supermercato caratterizzato da una politica Edlp (Every day low price: nessuna promozione, no tessera fedeltà, niente volantini, attenzione ad ambiente e rapporto qualità/prezzo); e Qui c’è (superette di vicinato).
Le linee di prodotto a marchio sono 4: U! Confronta e Risparmia,
 EcoU!, il Viaggiator Goloso (top di gamma), e il Viaggiator Goloso Bio.
Unes ha in organico 2.600 dipendenti e ha chiuso l’esercizio 2015 con fatturato di 923 milioni di euro lordi, +85% dal 2005 a oggi.

A Roma vive un nuovo Mercato Centrale

mercato centrale roma
Sulle orme del successo della formula a Firenze, ha aperto anche a Roma, un risto-market gourmet, attento a qualità, convivialità, arte, prezzi e sicurezza, oltre che al recupero di spazi inutilizzati (da Gdoweek n. 17)

La  forma  è  quella  tipica  del  mercato,  con  banchi e laboratori disposti attorno a uno spazio centrale dominato dalla cappa in marmo portoghese -con venature grigio-rosa- realizzata negli anni Trenta dall’architetto Angiolo Mazzoni. Proprio sotto questa imponente struttura, si trovano la birreria e la caffetteria. Il tutto in poco meno di 2.000 metri quadrati di superficie con 500 posti  a  sedere  e  15  botteghe  che si affacciano sulla piazza. Questo è il Mercato Centrale, aperto all’interno della stazione Termini di Roma (l’ingresso è in via Giolitti 36), recuperando un ex dopolavoro ferroviario, che replica il locale già attivo a Firenze da un paio d’anni, con un buon successo.

Il percorso
Salendo al primo piano troviamo un’area dove si possono acquistare prodotti tipici, vini compresi: spiccano il bancone dei formaggi e quello dei salumi con la classica affettatrice rossa. Non manca, ovviamente, il ristorante con cucina a vista, diretto dallo chef stellato Oliver Glowig: una quindicina i tavoli, sia tondi che quadrati, disposti lungo la balaustra. Il secondo piano, invece, è riservato a eventi gastronomici e presentazioni culturali, in particolare dedicate a cinema e teatro.

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Just Eat Club è il nuovo club online per gli amanti del take away

Just Eat Club

Just Eat amplia la gamma di servizi agli utenti e propone il primo Just Eat Club, con vantaggi e premi, livelli da superare e badge da conquistare, fino al premio finale, una Mini One 55W. L’azienda operativa nel mercato dei servizi di ordinazione di pranzo e cena a domicilio avvia dunque il nuovo programma fedeltà ideando un ambiente interamente dedicato all'online food delivery, in cui giocare ordinando tra gare interattive e iniziative dedicate, organizzate tappa per tappa.

Modalità di partecipazione. Per aderire a Just Eat Club è sufficiente avere effettuato almeno tre ordini a Just eatdomicilio nel corso del 2016. I clienti riceveranno l’invito a partecipare. Una volta iscritti agli utenti viene assegnato in automatico un livello di partenza, Silver o Gold, sulla base delle loro abitudini di ordine. Da qui inizia la conquista delle medaglie. Il progetto parte in maniera ufficiale con Just Win, un concorso in cui gli utenti sono chiamati a cimentarsi in un gioco a livelli, per un crescendo di sfide che mettono alla prova la propria golosità. L’attività è pensata come una progressiva ascesa che premia lo spirito di esplorazione dei sapori etnici, le abitudini nell’ordinazione e la passione critica per i piatti. In relazione al punto di partenza Just Eat ha previsto infatti per gli utenti una serie di Badge: Cuisine Explorer, Day by Day, Smart Foodie, Fifty Fifty, Autumn Hero e Winter Hero che consistono in missioni da superare per arrivare a essere un vero Just Eat Lover o un Super Hero e partecipare all’estrazione di super premi, come una telecamera GoPro, un voucher Ryanair da 500 euro e una Mini One 55W.

“L'idea - spiega Francesco Curcio - CRM Manager di Just Eat in Italia - è quella di creare un vero e proprio viaggio alla scoperta del cibo e dei gusti preferiti, un’avventura all’insegna della varietà e della qualità, coinvolgendo gli utenti in maniera giocosa e proseguendo nel nostro percorso di sperimentazione che combina sfera reale e digitale".

 

Apre il primo punto di vendita il Viaggiator Goloso

il viaggiator goloso esterno
Il brand top di gamma di Unes e U2 Supermercato è stato inaugurato a Milano, in viale Belisario 1. Dopo l'esperimento del temporary store, l'insegna investe su un nuovo progetto

Unes inaugura il primo punto di vendita il Viaggiator Goloso , il brand top di gamma di U2 Supermercato aperto a Milano, in viale Belisario 1.

L’offerta. Lo store ospita il panificio biologico dotato di un forno a legna in grado di cuocere impasti lasciati il viaggiator golosoriposare per almeno due giorni, preparati con grani selezionati integrali e biologici e lievitati con solo lievito naturale. Il reparto gastronomia propone una selezione di prodotti del territorio accanto a referenze delle migliori tradizioni internazionali fra le quali Jamon Iberico tagliato al coltello e Caviale Pacific Royal di Storione Bianco. Sono presenti la macelleria servita, la cantina, il corner Sushi e Sashimi, con prodotti preparati in loco da un maestro giapponese, e un’area il Viaggiator Golosodegustazioni dove poter assaggiare prodotti selezionati fra le eccellenze in assortimento. Completano l’offerta i prodotti dedicati alla cura della casa e della persona.

Mario Gasbarrino, presidente e amministratore delegato di Unes Supermercati, commenta: “Il cibo felice è la selezione del meglio, al prezzo più giusto, che possieda una storia: provenienza, territori, culture, che meritino di essere narrati”.

Nuove tariffe Siae per la musica d’ambiente nei pubblici esercizi

siae tariffe
Le tariffe saranno determinate sulla base di due soli parametri: la superficie di somministrazione del locale, articolata per fasce di mq, e la tipologia di apparecchio audio e video utilizzato

Dal primo gennaio del prossimo anno entra in vigore un nuovo tariffario per la diffusione della musica d’ambiente nei pubblici esercizi. In base agli accordi siglati da Siae, Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) e le altre associazioni di categoria, ossia FIEPeT (Federazione Italiana Esercenti Pubblici e Turistici); Confartigianato Imprese; CNA-Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, le tariffe saranno determinate sulla base di due soli parametri: la superficie di somministrazione del locale, articolata per fasce di mq, e la tipologia di apparecchio audio e video utilizzato. Considerati i pubblici esercizi italiani, le prime tre fasce di superficie includeranno praticamente la totalità degli esercizi esistenti. I principali plus dei nuovi accordi prevedono il superamento del parametro della categoria del locale, la necessità di conteggiare il numero di altoparlanti presenti e l’eliminazione della maggiorazione del compenso per le TV con schermi superiori a 40 pollici. Sono inoltre previste tariffe flat con abbonamenti a importo fisso.

 

Filippo Sugar, presidente della Società Italiana degli Autori ed Editori, spiega: “In Italia, sono oltre 121 mila gli Filippo Sugar presidente Siaeabbonamenti per la musica d’ambiente del settore; attraverso questi accordi vogliamo agevolare i pubblici esercizi con un sistema tariffario semplificato. Altra grande novità introdotta da questi accordi è la possibilità di attivare e rinnovare l’abbonamento online, attraverso il portale dedicato alla Musica d’Ambiente. Questo servizio è uno dei risultati degli investimenti nell’Agenda Digitale, effettuati per migliorare l’offerta e semplificare il lavoro degli utilizzatori del repertorio tutelato da Siae”.

 

Il lifestyle Pirelli raccontato in uno store oltreoceano

Aperto a Los Angeles, P Zero World è un viaggio al centro del mondo del produttore italiano di pneumatici, con focus sul segmento prestige (da Gdoweek n. 17)

Mix commerciale e ispirazione per una brand experience proiettata oltreoceano. Così si può riassumere P Zero World, il flagship Pirelli inaugurato a Los Angeles, incentrato sul segmento prestige e definito dal produttore di pneumatici uno store pilota che vuole essere un progetto ambizioso di sviluppo in altri mercati strategici legati al business del gruppo. Nuovi passi, dunque, nel mercato globale per una brand experience fortemente radicata nell’identità del marchio, dove i visitatori si possono immergere totalmente nell’universo Pirelli: dalla storia del motorsport alla partnership per il primo equipaggiamento, dal Calendario Pirelli alle pubblicità vintage. Senza dimenticare la vendita di pneumatici high performance.Sviluppato su 750 mq su un unico livello, P Zero World include tre aree di servizio per il cambio pneumatici, un bar e una “waiting area”. Il codice colore per eccellenza è il nero, in sintonia con la brand image.

Esperienza unica di shopping
“P Zero World rivoluzionerà in modo radicale l’industria del commercio al dettaglio di pneumatici -afferma Paul Hembery, direttore global motorsports e prestige project di Pirelli-. La location vuole offrire un’esperienza unica di shopping rivolta direttamente agli appassionati delle auto top”. Pur mantenendo la corporate head office a Milano, Pirelli punta a ridefinire il concept di negozio proprio partendo dalla location di Los Angeles (Beverly Hills) con l’obiettivo di diventare leader del settore di fascia alta nel mercato del Nord America.

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iQOS™ fa il suo ingresso in sud Italia

iQOS™
Già attiva a Roma, Milano, Torino, Modena e Bologna, l’insegna apre il suo primo store nel meridione. Il negozio sarà inaugurato in Sicilia, a Catania, nel cuore nevralgico della città

iQOS™ amplia la sua presenza sul territorio nazionale con un nuovo store, il primo al sud, che sarà aperto a Catania il 24 novembre. Già attiva a Roma, Milano, Torino, Modena e Bologna, l’insegna propone uno spazio esperienziale all’interno del quale i fumatori adulti avranno la possibilità di conoscere il prodotto iQOS™: ultimo ritrovato della scienza di Philip Morris International, che scalda e non brucia appositi stick di tabacco, eliminando il processo di combustione caratteristico delle sigarette. Per l’opening della boutique, realizzata in Corso Italia, nel cuore della città nuova e del business, luogo d’incontro di professionisti, è in programma un party glamour che vedrà il dj set di Mario Biondi.

Il concept store. Gli spazi coniugano design, innovazione tecnologica e sostenibilità. Il progetto architettonico prevede moduli in Plyfix™ Tetrapod, una particolare struttura modulare multifunzione, che, oltre a rappresentare una soluzione espositiva, ha un ruolo strutturale e funzionale, fornendo luce artificiale e purificazione dell’aria all’interno degli spazi. I Tetrapod sono composti da fogli in simil-feltro prodotti interamente da materiale riciclato, e realizzati senza alcun tipo di collante.  L’ideatore è Arthur Huang, fondatore di MINIWIZ, strutturista, architetto, specialista in soluzioni innovative nell’ambito dei materiali di costruzione e delle applicazioni per il riciclo dei rifiuti post-consumo mirate ad accelerare il passaggio a un’economia circolare.

 

 

Vendita diretta: oltre 1 miliardo di fatturato nei primi 9 mesi del 2016

Nei primi nove mesi del 2016 le imprese associate a Univendita, la maggiore associazione italiana di categoria delle vendite a domicilio, hanno registrato un fatturato di 1 miliardo e 146 milioni di euro, con un incremento dell’1,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

“La vendita a domicilio targata Univendita mantiene un trend positivo e prevede di chiudere l’anno con vendite superiori a 1,6 miliardi di euro - commenta il presidente Ciro Sinatra. Questo nonostante permanga su base nazionale uno scenario di incertezza, caratterizzato dalla mancanza di slancio della ripresa”. Ancora a settembre 2016, infatti, l'Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) registrava su base annua una variazione nulla, e anche il clima di fiducia peggiorava lievemente (da 109,1 a 108,7): segno di un atteggiamento molto prudente delle famiglie negli atteggiamenti di consumo.Univendita01

Il positivo andamento occupazionale della vendita diretta a domicilio conferma che si tratta di un settore che può offrire opportunità importanti in anni di crisi dell’occupazione: nel terzo trimestre 2016 il numero degli addetti alla vendita è cresciuto del 4,2% rispetto allo stesso periodo del 2015, attestandosi a oltre 128.000 venditori, con una componente femminile pari al 92,6%. “La professione di venditore a domicilio – fa notare Sinatra – si dimostra attrattiva per categorie molto trasversali. La predominanza femminile si spiega con la possibilità di conciliare famiglia e lavoro, oltre che con la forte componente personale e relazionale della professione. Ma ci sono anche tante storie positive di giovani, anche alla prima esperienza, così come di over 50 che nella vendita diretta hanno trovato una seconda carriera quando altri settori avrebbero chiuso loro le porte”.

Per quanto riguarda i prodotti e i servizi più richiesti nell'ambito della vendita diretta a domicilio, il comparto più dinamico è quello di “alimentari e beni di consumo casa” (+4,0%), seguito da “cosmesi e cura del corpo” (+2,6%) e dai “beni durevoli casa” (+0,8%) che, con il 61% di quota di mercato, rimane il settore più importante della vendita diretta a domicilio. Positivo anche il risultato del comparto “altri beni e servizi” che mette a segno un incremento del 4,3%.

All’associazione aderiscono 17 aziende: AMC Italia, Avon Cosmetics, bofrost* Italia, CartOrange, Conte Ottavio Piccolomini d’Aragona, Dalmesse Italia, Fi.Ma.Stars, Jafra Cosmetics, Just Italia, Lux Italia, Nuove Idee, Ringana Italia, Tupperware Italia, Uniquepels Alta Cosmesi, Vorwerk Contempora, Vorwerk Folletto, Witt Italia.

La vendita diretta in Italia, come riferito da Il Sole 24 Ore, nel 2015 ha generato un fatturato complessivo di 3,1 miliardi di euro; Univendita, con vendite pari a 1,6 miliardi, rappresenta il 52% del mercato.Univendita02

Alibaba testa il supermercato integrato con l’online

Il leader cinese dell’eCommerce sta testando a Shanghai un format food nel quale convivono vendita tradizionale, online, prossimità e tecnologia (da Gdoweek n. 17)

HeMa Fresh Store (cioè ippopotamo)  è  l’insegna  con  la  quale  il  retailer  online cinese Alibaba sta aprendo negozi fisici in Cina, a partire da Shanghai dove si trovano i primi due store test. “L’ippopotamo è un animale gentile e ha un buon appetito -spiega Sheng Beta, finance director di Alibaba.com-. Inoltre in Cina molti eCommerce sono legati a un animale: il gatto per Tmall, il cane di Jd e noi abbiamo scelto il nostro”. Il progetto si muove tra supermercato e ristorazione, tra fisico e virtuale con una formula che propone un market alimentare, con consea domicilio gratuita in un arco di 30 minuti, entro 3 km di distanza.

Una formula integrata
Lo store raccontato in queste pagine si trova all’interno del mall Daning Music Plaza, che conta su un bacino d’utenza di 300 mila persone entro i 3 km. Si sviluppa su 6.000 mq, di cui la metà dedicati a magazzino e area consegne a domicilio e propone un’integrazione molto stretta tra ristorazione e super: tra le due zone non c’è nessuna separazione e spesso vengono sfruttate logiche di cross selling, come nel caso dei formaggi e dei salumi italiani accanto alla pizzeria Ferrara. La ristorazione punta sul cibo fresco cucinato al momento: tutti i laboratori sono a vista e le sedute sono distribuite tra i diversi ristoranti, ognuno con una propria specializzazione, dalla carne al pesce, dal sushi alla pizza italiana, fino alla caffetteria, anch’essa all’italiana. In termini di incidenza, la ristorazione occupa un’area che rappresenta circa un terzo della superficie totale e il 20% del fatturato, con l’obiettivo di arrivare al 30-40%. La vendita avviene online e offline tramite sia la app dedicata sia Wechat, munite di Alipay perchè non è possibile pagare in contanti.“In sei mesi gli acquisti online hanno superato quelli offline -prosegue Beta- anche se  il numero dei clienti è rimasto lo stesso. Pesce, carne, latte e derivati sono i prodotti più acquistati online”.

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Gruppo Apulia apre allo sviluppo in Sicilia

Il centro di distribuzione organizzata (master franchising del gruppo Auchan Retail Italia) pronto per la sfida nel nuovo mercato, dove dal 1° ottobre è operativo a Catania con una nuova piattaforma logistica che implementa il servizio.

Gruppo Apulia Distribuzione guarda a una nuova fase di sviluppo con l'ingresso nel nuovo mercato siciliano. Allo scopo, è stato lanciato dal 1° ottobre a Catania un nuovo centro di distribuzione che fungerà da piattaforma logistica ad implementazione del servizio.

Gruppo ApuliaLe nuove sfide e i 15 anni di crescita dell'azienda sono stati presentati nel corso di un'apposita convention sul tema, che ha radunato 400 fornitori di food e non food e che si è tenuta presso la sede di Apulia Distribuzione. Tra le evoluzioni anche la centralizzazione dei prodotti del reparto pescheria, che si unisce a quella già in essere nel mondo dei freschissimi.

L'azienda, con sede legale e logistica a Rutigliano (Bari), movimenta tutte le categorie merceologiche presenti in assortimento su circa 72mila metri quadri totali di superficie coperta e nel corso degli anni ha centralizzato i processi di acquisto, stoccaggio e movimentazione interna ed esterna del grocery ma anche dei comparti salumi e formaggi. La filosofia alla base è quella di un'innovazione costante con investimenti in soluzioni tecniche e organizzative all'avanguardia, così come in digitalizzazione e marketing.

Profilo. Il Gruppo Apulia Distribuzione, master franchising del gruppo Auchan Retail Italia e titolare del marchio Simply per le regioni di Puglia, Basilicata e Calabria, nasce da un innovativo progetto imprenditoriale dei fratelli Sgaramella ed oggi offre i suoi servizi nelle regioni di Puglia, Calabria, Basilicata, Molise e Sicilia. L'azienda risponde alle richieste derivanti dal mondo del retail sia per quanto riguarda i supermercati di proprietà sia per il canale franchising (in forte espansione).

Video Tour: il format attrazione secondo Carrefour

Stèphane Coum, direttore supermercati Carrefour Italia, spiega le particolarità del format di attrazione, ilcui prototipo è stato messo a punto a Milano, in via Farini

La clusterizzazione dei format sulla quale Carrefour Italia sta lavorando da tempo li ha portato anche alla definizione di un nuovo concetto per la formula dell'attrazione, come spiega a Gdoweek Stèphane Coum, direttore supermercati Carrefour Italia. 

 

"Qui abbiamo voluto mettere a punto soluzioni diverse in modo da soddisfare le esigenze di qualità, convenienza e servizio della clientela, una delle chiavi strategiche per esserle vicino -racconta Coum-. In particolare, abbiamo posto molto attenzione ai freschi -che proponiamo sia in banchi assistiti sia a libero servizio con una ampia percentuale di prodotti regionali oltre che di nostra produzione interna- alle logiche promozionali, a nuove soluzioni di layout, come la fila unica, opzione che ci ha permesso, ad esempio, di ampliare in misura interessante il reparto non food, soprattutto per quanto riguarda il settore dell'igiene personale e la cura della persona".

L'attenzione al servizio è confermata anche dalla presenza, dalla fine di ottobre, del servizio di Shop'ngo, la prima service station di car sharing

Eataly apre a Copenhagen il primo store del Nord Europa

Eataly ha appena inaugurato a Copenhagen il suo primo negozio nel Nord Europa, nella zona dello storico department store Illum, famoso centro commerciale situato nel cuore della città in Ǿstergade 52, di proprietà di Rinascente che, dal 2015, lo ha ristrutturato per renderlo più moderno in linea con i concetti di department store attuali. Ben 2.000 mq saranno dedicati ad acquisto, degustazione, produzione e didattica declinate secondo lo stile di Eataly: “Mangi meglio, vivi meglio”.

“Siamo entusiasti di aprire Eataly a Copenhagen, una delle città europee con il più vivace panorama enogastronomico, e di aprire presso Illum, punto di riferimento molto forte in città - afferma Luca Baffigo, Ceo di Eataly. È la prima volta che portiamo in Danimarca la nostra triplice filosofia: mangiare, comprare e imparare. Seguendo i principi di Eataly, i nostri clienti potranno assaggiare le ricette della tradizione italiana, acquistarne i migliori prodotti, tenendo naturalmente sempre alto il rapporto tra qualità e prezzo. Non mancherà l’offerta didattica della nostra Scuola di cucina, che proporrà lezioni per tutte le età e le tasche. Non vediamo l’ora di far conoscere Eataly alla popolazione danese, che siamo certi si innamorerà del cibo italiano.”aula didattica dettaglio

La tradizione aziendale vuole che ogni nuovo punto vendita sia ispirato a un valore immateriale. Eataly Copenhagen sarà dedicato alla Felicità. Per questo motivo Eataly ha deciso di offrire il meglio della produzione enogastronomica e della cultura italiane alla popolazione che, secondo il Rapporto Mondiale della Felicità del 2016, nella classifica redatta dal Sustainable Development Solutions Network (Sdsn), organismo dell'Onu, è la più felice al mondo.

Eataly proporrà una completa esperienza italiana con 3 ristoranti a tema, il bar Lavazza, lo spazio dedicato al gelato e cioccolato di Venchi e il bar italiano Rudo, guidato dal noto chef Christian F. Puglisi di Relæ, il primo ristorante al mondo con certificazione biologica premiato con una Stella Michelin. I clienti di Eataly Copenhagen potranno degustare i piatti della Rosticceria, come il pollo, la porchetta e i taglieri di formaggi e salumi italiani. Al ristorante della Pasta si potrà scegliere tra la pasta fresca e quella di Gragnano, mentre in Pizzeria la pizza alla pala sarà la protagonista indiscussa, preparata con farina biologica italiana e farcita con gli Alti Cibi di Eataly. Il mercato ospiterà oltre 3.000 prodotti italiani artigianali, dalla pasta alle salse, passando per una ricca selezione di olio extra vergine di oliva, con una particolare attenzione ai prodotti biologici.

inaugurazione copenhagen2Trovano spazio anche più di 300 eccellenze di formaggi e salumi della produzione italiana, il più vasto assortimento in Copenhagen e un reparto interamente dedicato al vino, alle birre e ai liquori del nostro Paese, composto da più di 800 etichette, la più grande selezione italiana in Danimarca ad oggi. Non mancheranno prodotti freschi e biologici come frutta e verdura e i migliori prodotti lattiero-caseari locali. Lo store ospita anche 3 laboratori di produzione a vista: i clienti potranno ammirare i panettieri mentre sfornano il pane fresco, i maestri pizzaioli che preparano l’impasto e i gelatieri che miscelano e mantecano le creme. Infine la Scuola di cucina proporrà un ricco programma di percorsi didattici, pilastro fondamentale della filosofia di Eataly per la promozione della cultura del buon cibo.

Eataly ha scelto Coop come partner per il negozio di Copenhagen. “Insieme a Eataly, uno dei leader principali nel settore Food & Beverage che diffonde nel mondo la gioia del cibo, Coop non vede l'ora di iniziare il capitolo successivo nei suoi sforzi per offrire al popolo danese nuove e sempre migliori esperienze enogastronomiche - dichiara Jens Vishom, senior vice president Coop. Crediamo fermamente di poter stimolare la cultura del cibo danese concentrandoci sul gusto, proponendo ingredienti di alta qualità e facendo leva sulla potenza che il buon cibo ha di riunire tutti attorno alla stessa tavola”.

For D Casa, showroom del “Made in Italy” in Cina

Il nuovo spazio espositivo italiano su 6 piani aperto a Hangzhou in Cina è firmato da Gruppo C14 che ne ha curato il design interno e il progetto illuminotecnico (da Gdoweek n. 17)

La  Cina  è  un  mercato  molto  importante,  ora e  in prospettiva, per il settore dell’arredo e del design italiani, un mondo merceologico  ma  anche  stilistico-culturale  che  riassume  emblematicamente  il  “made  in  Italy”,  rappresentando una delle tre F (Food, Fashion &  Furniture)  che  connotano  e  veicolano  internazionalmente  la qualità  e  l’eccellenza  creativa-produttiva-artigianale  del  nostro  paese.  For   D   Casa   ne   rappresenta,   in   termini    di  retail  concept,  una  sintesi  originale.  Questo  nuovo  spazio  espositivo/commerciale  si  sviluppa  anche  su  dimensioni  ragguardevoli:  5.000 mq distribuiti in 2 edifici, il Taiha e  lo  Zancheng  Plaza,  ciascuno  di  tre  livelli.

Architettura per frammenti
Concepiti  secondo  i  criteri  di  un’architettura  “per  frammenti”,  gli  spazi  sono  collegati  visivamente  da  modelli  geometrici  e  irregolari;  fra  i  materiali utilizzati,  molto  particolare  è    il  rivestimento  delle  pareti  con  pitture  a  effetto  metallo  e  inserti  in  ottone  brunito.  Il Taiha è caratterizzato da una grande lobby al centro della quale spicca una monumentale scala che collega i tre livelli dell’edificio: elemento funzionale e nello stesso tempo percorso espositivo di oggetti d’arte e design ospitati nelle nicchie della libreria centrale che ne costituisce la struttura portante. La  scalinata  è  rivestita  con  listelli  in  noce.  Durante  le  ore  notturne,  le  pareti  esterne  dell’edificio  sono  illuminate:  la  trasparenza  permette  di  vedere  gli  showroom  da  fuori.  Fra  gli  spazi  più  interessanti  ricordiamo  la  Men’s  Toy,  galleria  ideata  da  C14,  dedicata  agli  oggetti  cult  del  mondo  maschile.

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Una nuova Coop capace di rigenerare il territorio

A Modena, Coop Alleanza 3.0 non solo ristruttura e ripensa un super, ma rinnova il suo ruolo sociale, di riqualificazione di un territorio degradato, ritrovando un nuovo patto con i consumatori (da Gdoweek n. 17)

Progetto ambizioso di riqualificazione territoriale e sociale, con nuove soluzioni anche nel modo di fare la spesa: questo il senso alla base della ristrutturazione del supermercato Coop Canaletto e della struttura commerciale nella quale lo store è inserito a Modena, un progetto realizzato da Coop Alleanza 3.0 con la collaborazione di Paolo Lucchetta e del suo studio RetailDesign. L’obiettivo era chiaro: recuperare il complesso R-Nord, lasciato al degrado e alla delinquenza e renderlo, invece, un’area di socialità a disposizione della comunità circostante composta da italiani, di vecchia e nuova data, accomunati tutti dalla volontà di convivere in sicurezza e tranquillità, con una viabilità più adeguata. Il risultato, nato da  un protocollo di intesa sottoscritto, all’inizio di quest’anno, dal Comune di Modena, da Coop 3.0 e da diversi interlocutori ha portato non solo alla ristrutturazione del supermercato con l’inserimento di nuovi concetti, ma anche alla realizzazione di nuovi spazi intorno al complesso R-Nord, dal parco giochi al negozio Coop Salute e al bar gelateria Coop, fino  alla presenza di attività di pubblica utilità (Croce Rossa, un centro per giovani e uno per la formazione professionale For-Modena, una palestra, un distaccamento della polizia municipale), per un investimento totale di circa un milione di euro, suddiviso in maniera differente tra i diversi operatori.
La nuova Coop: aperta alla luce e ai consumatori
“La ristrutturazione di questo supermercato Coop e del piccolo centro commerciale collegato rappresenta un esempio interessante di rigenerazione di un quartiere attraverso la valorizzazione del ruolo commercio nella sua essenza -spiega a Gdoweek Paolo Lucchetta-. A questo scopo non solo abbiamo ripensato il layout interno, ma siamo anche intervenuti sulla struttura stessa  dell’edificio,  aprendo  una lunga vetrata che corre su un lato dello store con un duplice obiettivo: da una parte, fare entrare luce naturale per dare un’atmosfera più calda all’interno  (oltre  che  risparmiare);  dall’altra, aprire questa Coop, già  presente  sul    territorio  e  datata  in  termini  di  format  al  mondo circostante”. Il risultato  è  un  layout  in  cui  i  diversi  reparti sono distinti per colori, con il grocery che occupa le pareti perimetrali, mentre al centro sono stati collocati i freschi (macelleria, gastronomia, pescheria) in banchi assistiti, il cui assortimento pone anche l’accento sui piatti pronti e take away. “Per ricreare l’atmosfera di un mercato e di uno spazio da vivere -continua Lucchetta- ci siamo ispirati anche ad alcuni concept internazionali innovativi, come Marqt di Amsterdam e la Cocina di San Francisco”.

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Il Gruppo Crai acquisisce l’insegna Pellicano

pellicano crai
L’obiettivo per il 2017 è far crescere la nuova insegna, sfruttando l’affiliazione. Il primo negozio è stato aperto a Marcianise (Caserta) il 3 novembre

L’insegna di supermercati Pellicano entra nella compagine del Gruppo Crai che l’ha acquisita con l’obiettivo di un suo rilancio strategico. In programma c’è lo sviluppo di tre format: lo store di vendita di prossimità con metrature tra i 200 e i 399 metri quadrati, il supermercato tradizionale con metrature dai 400 ai 799 mq e superfici più grandi da 800 mq. L’obiettivo per il 2017 è far crescere la nuova insegna, sfruttando l’affiliazione; il primo negozio è stato pellicano craiaperto a Marcianise (Caserta) il 3 novembre, il 28 novembre ne saranno aperti altri 7 e nel 2017 il piano prevede già una forte accelerazione di aperture.

Marco Bordoli, amministratore delegato Crai Secom, spiega: “Il 2016 è un anno di grandi novità per il Gruppo. Dopo il recente ingresso nella centrale del Consorzio Coralis, parte il rilancio dell’insegna Pellicano a livello nazionale attraverso l’acquisizione da parte di Crai del marchio dalla Lombardini Holding S.p.A. L’obiettivo è ambizioso ma, conoscendo le potenzialità dei nostri Soci a livello territoriale, siamo sicuri di una veloce affermazione dell’insegna con un piano di sviluppo già delineato”.

 

Antonino Cannavacciuolo protagonista della campagna Unieuro

Unieuro Lagostina
La promozione è valida dall’11 al 24 novembre negli oltre 480 punti di vendita della catena e sul sito unieuro.it. Con una spesa di 499 euro si avrà in regalo una batteria Lagostina

Protagonista della nuova campagna promozionale Unieuro, realizzata in partnership con Lagostina e valida dall’11 al 24 novembre negli oltre 480 punti di vendita della catena e sul sito unieuro.it, è lo chef Antonino Cannavacciuolo. Si dovrà effettuare una spesa minima di 499 euro, per ricevere la batteria Itala Lagostina, del valore di 299 euro, in acciaio inox 8 pezzi, garantita 25 anni.

A supporto dell’iniziativa è prevista una campagna TV on air dal 10 novembre. Lo spot è realizzato in una scuola di unieurocucina dove uno chef è intento a spiegare agli alunni presenti l’importanza delle pentole per cucinare bene. Una voce fuori campo si diverte ad interrompere l'insegnante, sottolineando le caratteristiche delle pentole Itala di Lagostina: si tratta proprio di Cannavacciuolo, che chiude lo spot con la frase Solo così si cucina con il cuore.

Fontego dei Tedeschi, l’antico si mixa al Dfs style

L'intento è di seguire un nuovo modo (anche se discusso) di coniugare il grande magazzino di lusso e il canale duty free. Il pubblico di riferimento è quello dei turisti internazionali (da Gdoweek n. 17)

A Venezia, vicino al Canal Grande, è rinato Il Fontego dei Tedeschi sotto forma di polo del lusso internazionale con forte accento veneziano, dopo otto anni di chiusura e tre di cantiere. Ex sede di Poste Italiane, il Fontego, riapre i battenti con la nuova denominazione di T Fondaco (T sta per “travellers”, viaggiatori), scelta da Dfs Duty Free, società creata nel 1962 per opera di Robert Miller e Charles Feeney, e che controlla oggi una catena di shopping destination di super lusso in tutto il mondo con un portafoglio di 700 marchi. La nuova versione lusso di questo Palazzo storico è costata circa 40 milioni di euro, e ha visto collaborare firme prestigiose dell’architettura  e  dell’interior  design,  in  primis lo Studio Oma di Rem Koolhass. Si prevedono 2 milioni di visitatori annui e un fatturato di 100 milioni. Dei 450 dipendenti, il 70% sono donne, e quasi tutti gli addetti parlano oltre l’inglese, anche giapponese, coreano e russo. Il nuovo Fontego ospita 65 boutique disposte lungo i portici dei tre piani dell’edificio che si aprono sul cortile centrale: l’immobile nel suo complesso ha mantenuto il richiamo alla struttura cinquecentesca, pur rivestito come grande magazzino stile “luxury hotel”, con effetti di contrasto cromatico e di luci (le scale mobili rosso fuoco in ascesa, color oro in discesa). La terrazza rinnovata schiude una vista panoramica su tutta la città, cioè Venezia, che è la città più bella del mondo. Il Fontego dei Tedeschi deve il suo nome al fatto che, nel XIII secolo, i mercanti tedeschi vi facevano affluire le merci da Norimberga e altre città teutoniche. Tornando dalla storia illustre alla realtà, i turisti stranieri non troveranno solo  abbigliamento  e  accessori  di lusso, ma potranno vedere e acquistare  anche  lavorazioni  in  vetro e oggettistica veneziana. T Fondaco si avvarrà della collaborazione di Confartigianato,  presentando, in un negozio di circa 120-130 mq, anche prodotti tipici veneziani. Confartigianato ha selezionato una quarantina di aziende locali, e Dfs ha scremato la lista riducendola a una quindicina di operatori. I settori rappresentati sono soprattutto bigiotteria e oggettistica personale (collane, perle e gioielleria in vetro), l’alimentare con artigiani di cioccolata, il vetro, l’oreficeria, le maschere e i costumi teatrali.

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Ovs accoglie la capsule collection di Jean-Paul Gaultier

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I capi di moda realizzati dall'estroso stilista francese saranno proposti all'interno di venti punti di vendita Ovs selezionati sul territorio italiano a partire dal 19 novembre

La moda firmata Jean-Paul Gaultier fa il suo ingresso da Ovs. La capsule collection realizzata dallo stilista francese saranno in vendita a prezzi democratici all’interno di 20 punti di vendita Ovs selezionati, a partire dal 19 novembre.

È nata una collezione divertente, perfetta per i party di fine anno – raccontato lo stilista – Ho pensato a qualcosa di giocoso ma allo stesso tempo ricercato ed è per questo che ho disegnato una stampa con carte da gioco e ho usato tanti tagli asimmetrici”.

In assortimento ci saranno 60 modelli per uomo e donna, in cui domineranno colori come il bianco, il nero e il bordeaux. Tra questi, il trench abito da sera sfoggiato in anteprima da Bianca Balti sul red carpet del Festival del Cinema a Venezia, la riedizione della classica giacca Gaultier con tagli sotto le braccia.

Video Tour: i 40 anni di Sun

Il presidente Marco Odolini e Mauro Carbonetti, Ad di Magazzini Gabrielli e membro del Cda Sun, raccontano risultati e traguardi futuri di Consorzio Sun, in occasione dei 40 anni di attività

Sun compie 40 anni e cresce in termini di  mercato e di fatturato: l'aspettativa è di chiudere il 2017 con una quota del 3.5%, oggi attestata al 3%, mentre le stime di fatturato prevedono una chiusura per il 2017 a quota 2,8 miliardi di euro (oggi 2,6). In aumento anche il numero dei punti di vendita: dai 595 di quest'anno il Consorzio prevede di arrivare a 626 per fine 2017.

Futuro. Nel prossimo biennio, oltre a proseguire nella valorizzazione delle singole insegne del gruppo e del loro legame con il territorio, si lavorerà anche per dare maggior evidenza al marchio di gruppo Sun, attraverso una campagna di comunicazione che verrà sviluppata nelle regioni in cui il gruppo é presente. Questa maggior enfasi sul marchio parte con il restyling del logo, dalla grafica più semplice e chiara,  per essere più facilmente riconoscibile per il consumatore. odolini convention

Private labe strategiche. Previsti costanti investimenti sul marchio Consilia, che attualmente include quasi 2.000 referenze in grado di esprimere un fatturato di circa 102 milioni di euro. L'obiettivo è raggiungere per fine 2017 un fatturato pari a 120 milioni di euro. "Al momento l'offerta Consilia, assieme ai nostri marchi entry level, rappresenta il 18% del nostro assortimento -spiega Marco Odolini, presidente di Gruppo Sun-. In particolare, con Consilia abbiamo cominciato a presidiare nuovi segmenti di mercato, come il mondo del biologico, e, il prossimo anno, proseguiremo su questa strada aprendo anche al veggie e, probabilmente, anche al vegan. Certamente continueremo a puntare su freschi e freschissimi, che già oggi ci stanno dando ottimi riscontri".  

Rinascente di Milano ospita When Food Meets Fashion

Rinascente di Milano
Al centro di When Food Meets Fashion, giunto quest’anno alla sua quarta edizione, ci saranno gli chef di Jeunes Restaurateurs, l’associazione partner dell’evento

When Food Meets Fashion è l’appuntamento gourmet che Rinascente di Milano ospiterà dal 17 al 19 novembre per coniugare moda e alta cucina in una tre giorni di eventi.

Gli chef. Al centro di When Food Meets Fashion, giunto quest’anno alla sua quarta edizione, ci saranno gli chef di Jeunes Restaurateurs, l’associazione partner dell’evento.  Saranno presenti Alberto Basso, Luigi Pomata, Paolo Trippini e gli chef stellati Enrico Gerli e Marcello Trentini. Nella cucina professionale, creata in collaborazione con AEG, Electrolux e Gruppo Zwilling all’interno del Design Supermarket al piano -1, i maestri terranno nove cooking class per adulti e due per piccoli aspiranti cuochi che si potranno prenotare online ma sono riservate ai titolari Rinascentecard e Friendscard.

Il programma. L’iniziativa prevede varie attività dedicate ad adulti e bambini. Nella Food Hall situata al settimo piano gli chef di JRE e dei ristoranti della Rinascente cucineranno piatti in edizione limitata che potranno essere ordinati in esclusiva nel corso della rassegna. Al sesto piano, invece, saranno di scena i tradizionali showcooking, mentre all’interno del Bar della Rina al -1 esperti e food designer intratterranno il pubblico con talk e degustazioni. Tra gli eventi clou c’è il Grand Dinner su prenotazione previsto per il 18 novembre al Maio Restaurant, situato all’ultimo piano.

Il visual è ricerca di contaminazioni narrative, un passaggio da cultura scientifica a espressività

Intervista a Paolo Lucchetta, fondatore di RetailDesign (da Gdoweek n. 17)

 

Paolo Lucchetta, fondatore di RetailDesign srl, che si trova all’interno di Vega Parco Scientifico e Tecnologico di Venezia, si occupa da vent’anni di progetti in campo retail con un approccio multidisciplinare in un territorio che spazia dall’architettura al design, dalla moda alla comunicazione. Ci racconta la sua visione sul visual design.

Quali sono le tendenze dominanti in tema di visual merchandising?
Sono in linea con quanto emerge in generale nel retail, che sia indipendente od organizzato, nel tentativo di comunicare la distinzione della proposta. Si tratta di un passaggio da una cultura, quasi scientifica, di quelli che venivano definiti i criteri espositivi ad una maggiore contaminazione con gli elementi più espressivi ed artistici dell’allestimento, come l’arte dell’illuminazione, il rapporto con lo spazio, le contaminazioni con il design, le scritture, gli oggetti, il cibo. Definirei queste tendenze ricerca di contaminazioni narrative.

Quali sono oggi, secondo lei, i negozi o le insegne più efficaci in tema di visual merchandising? Può citare qualche esempio virtuoso?
L’arte di disporre le cose nello spazio, l’arte definita da un famoso e illuminante libro sull’argomento di Leonard Koren, “Arranging things”, è una sensibilità che nasce spesso dall’arte e poi si esprime nella moda, nel design, nel food, senza apparentemente indicare un settore privilegiato. Anzi spesso la fertilizzazione incrociata delle idee tra diversi ambiti produce i risultati migliori. Vorrei segnalare alcuni esempi nel mondo della moda organizzata internazionale che, secondo me, sono degni di nota, perché rappresentano innovazione e capacità di replica della cultura dell’innovazione come elemento distintivo e peculiare del posizionamento del brand. Penso a quella che considero l’accademia delle intersezioni tra arte e moda, Dover Street Market, alla creatività dei migliori studenti delle scuole di design applicata agli allestimenti di Anthropologie, ai racconti delle collezioni sotto forma di display dei nuovi formati di Urban Outfitters, e alla narrazione della forza dei prodotti ispirati dai guardaroba della gente comune ben comunicati dagli
spazi di & Other Stories.

Viviamo in un mondo affollato di messaggi in cui è difficile affascinare il consumatore in store. Quali potrebbero essere le tendenze vincenti per il futuro?
Uscire dal guscio delle tecniche professionali e saper vedere le complessità del mondo come una ricchezza di fonti di ispirazione, esplorando con curiosità e passione ambiti disciplinari e culture diverse. Per completare il percorso verso il retail di successo, a questa fase ideativa i migliori designer e retailer sembrano saper affiancare, meglio di altri, precisione e innovazione di processo che consentono alla creatività di diventare elemento fondamentale del posizionamento del proprio progetto, considerando l’ideazione, la formazione e la condivisione delle culture un asset essenziale della propria presenza nel complesso modo delle cose.

I caratteri grafici sembrano essere il must del momento. Scritte sì o no?
Le parole, se opportunamente dosate, sono elementi fondamentali delle nuove narrazioni. La difficoltà sta nell’equilibrio tra le componenti della narrazione. La tendenza non è assoluta e non va in una sola direzione. Eccessi di testo e di scrittura possono essere noiosi e controproducenti quanto invece stile e capacità di interpretazione possano essere gradevoli e positivi nell’esperienza dello shopping. Tutto eleva la necessità di competenze artistiche e di contenuti elevati, nuovi profili professionali in grado di saper cogliere i linguaggi della nuova modernità del retail, quella travolta e ispirata dal mondo di internet che così profondamente sta cambiando le regole dell’esperienza della relazione tra luoghi, cose e persone.

Il visual seduce con la creazione di esperienza

Capace di narrare un brand-insegna, è l'organizzazione di un percorso sensoriale tra prodotti, spazi e comunicazione in store (da Gdoweek n. 17)

 

Al tempo di Amazon, Yoox e dei colossi dell’eCommerce sembra  sempre più difficile invogliare le persone a visitare i negozi fisici, ma ancor più complesso (per tutti) è stabilire con loro una relazione efficace. Il visual merchandiser oggi ha il compito arduo di comunicare il prodotto, di attrarre i visitatori all’interno degli spazi di vendita e di sedurli in un attimo attraverso la creazione di un’esperienza positiva che abbia la forza di essere ricordata tra i mille stimoli quotidiani. Un negozio è un mondo emozionante, è la scenografia narrativa del brand, uno spazio organizzato in un percorso sensoriale che conduce all’acquisto. Se la vetrina è la prima interfaccia con il visitatore e annuncia l’accesso all’universo dell’insegna, la presentazione degli articoli nel negozio è simile a una rappresentazione teatrale in cui i consumatori sono invitati a fermarsi e stimolati a interagire con il prodotto in modo nuovo. Ci troviamo oggi di fronte a uno scenario mutevole in cui le regole del linguaggio espositivo sono in continua evoluzione. Abbiamo cercato di intercettare alcune delle tendenze vincenti nel campo del visual merchandising attraverso le testimonianze dirette dei professionisti del settore.

Il prodotto è il protagonista
“La prima e più importante regola per una presentazione efficace e di successo è avere un buon prodotto. Tutto il resto è secondario” sostiene Franco Costa,  presidente  e amministratore  delegato  di  Costa Group, azienda specializzata nel food enterteinment. Nell’universo food un’esposizione minimalista, che all’altezza dello sguardo (dai 60 ai 170 centimetri da terra) sia il più possibile essenziale, è estremamente efficace. Nulla deve distrarre dal prodotto che deve essere l’assoluto protagonista. All’esposizione spetta il compito di esaltarne le caratteristiche intrinseche, che parlino della sua origine, del suo territorio, del suo uso, delle sue qualità.

Sì alle scritte, ma non troppe
Altra tendenza vincente nel settore è l’utilizzo di scritte e messaggi. In questo caso l’allestimento conferisce visibilità al mondo di domande e risposte possibili che anima il cliente. Si nota una presenza assidua di scritte nei punti di vendita, spesso con un lettering ricercato che attrae l’attenzione anche come immagine grafica, tendenza che si estende anche alle vetrine nell’intento di farle assomigliare a schermi di smartphone o computer in grado di aggiungere informazioni agli articoli in esposizione. Occorre però non esagerare, non opprimere il cliente con mille messaggi, basta sceglierne uno che suggerisca molto, un cartello che evochi il mondo in cui l’azienda vive.

L'intero articolo su Gdoweek n. 17

Lidl amplia la linea di prodotti creati dai clienti

Dopo la pizza, il gelato e la ricetta Che Seppia (nata dal talent culinario La Ricetta Perfetta), il retailer continua ad ampliare la linea di referenze ideate dai consumatori con il Panettone FANtastico.

Lidl prosegue con la formula produttiva che porta a scaffale ricette create da, o in collaborazione con, i consumatori. Dopo la pizza e il gelato ideato online dagli utenti, ma anche il piatto pronto Che Seppia nato dal talent culinario La Ricetta Perfetta, la gamma delle referenze generate dal basso si amplia in vista del periodo natalizio con il Panettone FANtastico.

Quest’ultimo è stato votato online dagli utenti, che hanno potuto scegliere tra 18 ingredienti e 280 combinazioni possibili. Tra i circa 30mila prodotti creati la ricca variante vincitrice è stata quella con crema al mascarpone e gocce di cioccolato, ricoperta da glassa al cioccolato al latte, granella di nocciole e scagliette di cacao.

Panettone FANtastico è in formato da 1kg e sarà acquistabile dal 5 dicembre negli oltre 570 punti di vendita Lidl in Italia al prezzo di 5,99 euro.

Minimalismo e vintage, i segreti dei nuovi concept

Rendere protagonisti i prodotti e recuperare le tradizioni: questi i temi seguiti da Fulvio Giraldi, Giraldi Associati Architetti (Gaa) per progettare il retail del prossimo futuro (da Gdoweek n. 17)

 

Fulvio Giraldi, fondatore dello studio internazionale Giraldi Associati Architetti, progettisti di oltre 3.000 spazi, boutique, showroom,  uffici  e  altro  per  brand  famosi  in  tutto il mondo, esplora nuovi linguaggi visivi, cercando forme di espressione sempre più eterogenee.

In che modo l’approccio architettonico si coniuga con il mondo del retail?
In uno studio composto da circa 30 elementi tra architetti e designer, talvolta è difficile definire un unico approccio architettonico. I veri comuni denominatori sono l’intuito e la conoscenza. In questo senso, diamo un ordine al progetto, facciamo dialogare il contenitore con il contenuto. Ci lasciamo ispirare dagli input che ci arrivano dall’esterno, li trasformiamo e diamo loro forma, precorrendo o percorrendo le tendenze in atto.

Quali sono i progetti più interessanti realizzati di recente?
Da pochi giorni abbiamo registrato lo studio in Qatar, dove siamo presenti da circa due anni come consulenti. La presenza sul territorio ci ha consentito di acquisire commesse molto interessanti, soprattutto in ambito retail, date le nuove aperture di numerosi mall.
Al momento stiamo lavorando alla realizzazione di concept per tre nuovi marchi di abbigliamento all’interno del Mall of Qatar: tipologie diverse di negozio con target differenti, caratterizzati da grandi metrature e da commistioni progettuali particolari.

Come riesce a trasmettere il Made in Italy nei suoi progetti?
Emerge attraverso il nostro tratto, con cui siamo in grado di fondere innovazione e tradizione. Inoltre, attraverso la nostra attività di internazionalizzazione (siamo presenti anche a Berlino e Los Angeles, oltre a Doha e Firenze) abbiamo saputo unire giovani menti di Paesi diversi, con obiettivi comuni, realizzando collaborazioni con realtà locali e innescando un meccanismo capace di sviluppare opportunità, lasciando il segno grazie a creatività e qualità.

Come i negozi food dialogheranno con spazi con funzioni diverse, moda e cultura per esempio?
Oggi il mondo del retail si caratterizza per la commistione di tipologie diverse di prodotto. Quando progettammo a Firenze l’Universo Sanchez, uno spazio polifunzionale che conteneva al suo interno un bar, un ristorante, una spa, una libreria e un negozio di abbigliamento, infondemmo allo schema un filo conduttore e un unico stile. Ancora oggi, la chiave dell’evoluzione è far dialogare, con armonia, prodotti diversi sotto lo stesso tetto. Anzi, ai fini commerciali, la scelta vincente è proprio la diversificazione. Combinando estetica e funzionalità attraverso scelte intelligenti.

Quali sono, secondo Lei, i principali trend in atto nel mondo dell’architettura per il retail?
I brand internazionali rivolgono sempre maggiore attenzione al commercio online: pertanto creare concept per negozi diventa più difficile, ma, al contempo, anche più stimolante. Per questo, nei nostri ultimi progetti, abbiamo cercato di ricreare ambientazioni capaci di far vivere al cliente atmosfere familiari, in cui potesse sentirsi completamente a proprio agio, seguendo le tendenze del momento. In concreto, vuol dire applicare un approccio prettamente minimal in termini di arredo, dove gli unici veri protagonisti risultano i prodotti, messi in evidenza con un’illuminazione scenografica e l’utilizzo della migliore tecnologia. Oppure puntare su un altro trend molto seguito: il vintage industriale, in grado di ristabilire un ponte con il passato e con le tradizioni, alle quali oggi il cliente si sente ancora legato.

Esselunga introduce la Monclick Gift Card

MONCLICK GIFT CARD
La card potrà essere acquistata nelle oltre 3.000 casse dei supermercati dislocati lungo il territorio nazionale e spendibili sul sito www.monclick.it/esselunga

Monclick, società di proprietà di Project Shop Land spa, società posseduta al 100% da Project Informatica, ed Esselunga vanno a nozze. Fa il suo ingresso nel mondo della distribuzione moderna la Monclick Gift Card che potrà essere acquistata nelle oltre 3.000 casse dei supermercati dell'insegna dislocati lungo il territorio nazionale e spendibili sul sito www.monclick.it/esselunga. Il personale la attiverà al momento dell’acquisto. L’importo caricato, disponibile in tre tagli predeterminati di 30, 100 e 150 euro, sarà spendibile un’ora dopo dall’attivazione. L'importo della carta prepagata è frazionabile in più ordini ed il valore residuo è riportato nell'area personale del Cliente su www.monclick.it. In ogni caso, la card è valida entro i 12 mesi successivi all'acquisto. Inoltre Monclick Gift Card contribuisce alla raccolta punti Fìdaty sia per il raggiungimento delle soglie punti per i premi presenti nel catalogo o per essere convertiti in buoni spesa, sia per le attività di Special Promotion.

In volantino. Esselunga ha introdotto le Monclick Gift Card sul proprio volantino multimediale, in distribuzione in questi giorni con una promozione che consente di guadagnare numerosi Punti Fragola. Infatti, la carta prepagata da 30 Euro regala 100 Punti Fragola; la prepagata da 100 Euro regala 500 Punti Fragola e l'ultimo taglio da 150 Euro regala 1000 Punti Fragola.

Editoriale: l’annosa questione del giusto prezzo

“No marchi costosi, solo cibo a prezzi onesti” siamo nel negozio easyFoodstore di easyJet. Corretta o eccessiva, una tale comunicazione a scaffale? (da Gdoweek n. 17)

 

A porre la questione su Twitter  è Giorgio Santambrogio, Ad di Gruppo VeGé. Un tema importante: cosa sia “giusto” pagare per un determinato bene o prodotto. Un prezzo è “onesto” secondo quali canoni? Un prezzo troppo basso rispetto ad analoghe proposte a scaffale che cosa nasconde? L’onestà fa rima con salubrità? A parer mio la comunicazione in questione non è nè corretta nè eccessiva, una comunicazione così è dispregiativa per il cliente, “solo” cibo o “semplicemente” cibo che dir si voglia, sembra si riferisca a un cliente che si ingozza e non sa scegliere, che alla qualità preferisce la quantità. Forse i consumatori inglesi sono così. Forse. Da cliente mi pongo la questione del prezzo giusto e vorrei che mi si fornissero gli elementi per giudicare. Se invece un’insegna mi parla di onestà, getta una luce sinistra su tutto il settore cui appartiene e non è nè il modo nè il tempo per farlo ... ma vediamo i commenti su Twitter

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Gdoweek, il n. 17 in distribuzione

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