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Marlene a Natale è in confezione multipack con sette varietà di mela

multipack_MarleneMarlene si presenta con un particolare packaging natalizio che contiene sette varietà di mela. L’esclusiva confezione delle feste permette di mettere in risalto due delle caratteristiche distintive dei frutti del VOG: la qualità e l’ampiezza di gamma. Le mele vengono scelte ed inserite a mano una per una. Sulla confezione, inoltre, sono stampate informazioni ed immagini che aiutano il consumatore a distinguere le mele non solo per nome e colore, ma anche in base alle caratteristiche più importanti di ogni varietà, come dolcezza, succosità, acidità e croccantezza.

Il multipack di Natale è disponibile in 10 paesi europei e del Nord Africa: Italia, Spagna, Belgio, Olanda, Cipro, Malta, Svezia, Libano, Libia e Gran Bretagna. Due le versioni realizzate dal VOG: la prima contiene sei delle più amate varietà Marlene, più una croccante Kanzi. Il secondo pack natalizio contiene invece solo Marlene, con una mela per ogni varietà dal bollino azzurro: una Golden Delicious, una Granny Smith, una Royal Gala, una Red Delicious, una Fuji, una Braeburn e, infine, una Stayman. Ognuna con un profumo diverso, un sapore unico e un colore distintivo, per rendere ancora più allegra la confezione.

Grazie al design speciale, il multipack è già pronto per essere regalato. Una volta mangiati tutti i frutti può essere riutilizzato per riporre le palline di Natale e sulla confezione è indicato il link per cucinare una ricetta natalizia a base di mele.

Le confezioni sono in vendita presso i fruttivendoli Marlene, gli ipermercati Carrefour, i supermercati Poli e fino al 6 gennaio anche presso lo stand Marlene al Mercato delle Erbe di Bolzano e ai mercatini di Natale dell’Alto Adige – Südtirol, presso gli stand dei prodotti ‘Qualità Alto Adige’ di 5 città: Merano, Bolzano, Bressanone, Vipiteno e Brunico.

Caleffi sbarca all’estero con il primo monomarca

Caleffi Barcellona1 La volontà di essere presenti sul mercato estero con un punto vendita monomarca capace di raccogliere tutte le griffe del Gruppo Caleffi si concretizza con l’inaugurazione del un nuovo concept store La casa dei sogni, presso The Style Outlets, a 10 minuti da Barcellona. Il format, che recentemente ha fatto il suo ingresso anche a Scalo Milano, l’innovativo distretto dello shopping, si conferma punto di riferimento per chi intende acquistare biancheria per la casa di qualità, offrendo le top collections e le licenze luxury del Gruppo Caleffi.

Caleffi Barcellona2Soluzioni di design raffinato vestono l’ambiente con eleganza accogliendo i visitatori in un’atmosfera ricercata: in esposizione si trovano lucidi rasi e filati, rigorosamente selezionati, delle collezioni di biancheria per la casa firmate Cavalli Home Linen, Trussardi Home Linen, Mirabello e Carrara. A questi si alternano complementi di arredo delle collezioni Caleffi. La disposizione all'interno dello store crea un percorso di shopping esperienziale che evoca l'immagine di una casa dei sogni chic e raffinata.

Per la storica azienda di Viadana (MN), che dal 1962 produce e commercializza articoli di biancheria e arredo per la casa, la nuova apertura rappresenta un passo importante per la riconoscibilità del brand sui mercati internazionali. Il Gruppo è capillarmente presente in Italia e all’estero con una distribuzione multicanale che affianca ai negozi, quelli propri del Gruppo presenti nel nostro Paese, la distribuzione retail, con una rete di oltre 2000 negozi sul mercato nazionale e 600 nel mercato internazionale.

La nuova inaugurazione di Barcellona si configura come il primo risultato di un ampio progetto il cui obiettivo è offrire al mercato internazionale marchi esclusivi e prodotti d’eccellenza.

Conad modifica il posizionamento dell’insegna, cresce e punta a nuovi traguardi

conad
L'anno per Conad si chiude con un incremento del giro di affari del 2,6% e una cifra pari a 12,5 miliardi di euro, mentre la quota di mercato si attesta all’11,9%

 

Il senso della comunità e il legame con il territorio sono i punti cardine del nuovo posizionamento di Conad che focalizza la propria filosofia ponendo al centro socio, comunità e persone. Focus dunque sul cliente, sul consumatore, sul cittadino. I valori su cui l'insegna rinnova la propria immagine sono basati sulla cooperazione, sull'apertura sociale, sul rapporto diretto con il consumatore. Valori sintetizzati nel claim già noto "persone oltre le cose" su cui Conad ha improntato la propria comunicazione pubblicitaria. I nuovi paradigmi di Conad si basano su tre concetti chiave che fanno riferimento al cliente: fiducia, fedeltà, soddisfazione. Il gruppo valorizza anche l'interesse per l'aspetto sociale verso il quale dedica tempo e risorse. A riguardo l'amministratore delegato di Conad, Francesco Pugliese, spiega: "La nostra attenzione per le comunità locali in attività di responsabilità sociale nel 2016 ha superato i 23 milioni di euro". E aggiunge: "La responsabilità sociale ha valore se cambia i comportamenti delle imprese e delle persone".

I risultati del 2016. Il gruppo chiude il 2016 registrando un incremento del giro di affari del 2,6% con una cifra pari a 12,5 miliardi di euro, mentre la quota di mercato si attesta all’11,9%. Un risultato che l’amministratore delegato Francesco Pugliese commenta così: "Questo è il mercato e queste le quote. Inutile mascherarsi dietro ad altro". L’insegna consolida inoltre la leadership nel canale supermercati con una quota del 20,2%. Cresce anche il patrimonio netto aggregato: 2,16 miliardi di euro, 120 milioni in più rispetto al 2015.tabella Conad

I prodotti a marchio. Nel 2016 la quota della private label è cresciuta nei supermercati al 27,4% (26,4% nel 2015), staccando di 8,2 punti percentuali la media Italia, salita al 19,2% dal 18,8%  (fonte: IRI, progressivo a ottobre 2016). Il fatturato si attesta a circa 3 miliardi di euro, frutto anche dell’evoluzione del rapporto tra promozioni e modalità di comunicazione. La strategia promozionale di Conad ha prodotto oltre 686 milioni di euro di risparmio per i clienti (fonte: IRI) mentre con la sola iniziativa Bassi&Fissi, ossia  379 prodotti venduti a prezzi ribassati in media del 27%, ogni famiglia ha potuto risparmiare in Conad 527 euro nel corso dell’anno.

 Programma di sviluppo. Il gruppo ha già varato un piano triennale di investimenti 2016-2018 per 785 milioni di euro di cui 270 milioni nell’anno in corso, 292 milioni nel 2017 e 223 milioni nel 2018, con l’obiettivo di una crescita annua del 3,8%. “Un piano ottimista” lo ha definito Pugliese.

Francesco Pugliese, Ad e Dg Conad
Francesco Pugliese, Ad e Dg Conad

Gli investimenti sono finalizzati a nuove aperture, tra cui 100 negozi a insegna PetStore Conad, e ristrutturazioni, all’efficientamento energetico dei punti di vendita e dei magazzini, alla costruzione di nuovi centri distributivi. “Cogliamo piccoli, deboli segnali di crescita che il nuovo governo deve contribuire a rendere più forti e saldi sostenendo la domanda interna di consumi, liberalizzando i mercati, sviluppando investimenti pubblici e privati, aumentando la produttività e l’efficienza del sistema economico, riducendo gli spechi e semplificando la burocrazia -sottolinea l’amministratore delegato di Conad-. Continuiamo a investire nella qualità della nostra marca, in convenienza, nei servizi e in tutte quelle risposte che siano all’altezza delle attese di coloro che scelgono i nostri punti di vendita per la spesa”.

PetStore-Conad-Conad in cifre.  Sono 3.088 i punti di vendita: 25 Conad Ipermercato, 203 Conad Superstore, 1.078 Conad, 975 Conad City, 510 Margherita Conad, 15 Sapori&Dintorni, 214 discount a insegna Todis e 68 con altre insegne e cash & carry.  A questa rete si aggiungono 108 parafarmacie, 36 distributori di carburanti, 14 PetStore di cui 14 aperti nel 2016, 19 Ottico e 12 Cremeria Sapori&Dintorni. La rete comprende anche 36 distributori di carburanti Conad.

I superfood, concentrati di salute in cerca di spazio

Potenziali integratori di fatturato per l'impresa agricola italiana, i cibi del benessere cercano ancora una collocazione di vendita in gdo (da Gdoweek n. 18)

Fino a pochi anni fa l’avanguardia del cibo era rappresentata dagli alimenti funzionali. Oggi siamo già nell’era della nutrigenomica e degli alimenti nutraceutici. Poter concentrare il massimo delle proteine, delle vitamine o dei sali minerali in una piccola quantità di cibo è un pensiero rassicurante nella società del poco tempo. E così i comuni broccoli si sono trovati proiettati dalla ricerca e dal marketing sull’olimpo dei superfood insieme ad altri cibi da sempre presenti sulle tavole degli italiani, come i capperi e i peperoni, improvvisamente eletti a dei della salute. Ma su questa vetta riservata solo ai detentori di virtù “sovrumane” si incontrano anche bacche, semi, alghe, frutti e pseudo cereali dai nomi stranieri, fatti entrare a forza nei menù degli italiani. Spesso utilizzati come ingredienti complementari, i nuovi prodotti a base di superfood stanno vivendo un vero e proprio boom. Durerà?

Le prime filiere italiane
Su alcuni di essi l’industria italiana sta investendo per la creazione di filiere integrate per assicurarsi la materia prima ed evitare la volatilità di prezzi, destinati a salire. Pedon si è assicurato l’esclusiva dell’importazione della quinoa prodotta da Alisur, il primo esportatore del Perù. Altri stanno investendo su filiere made in Italy. Probios ha scelto d’incentivare la coltivazione della quinoa e dell’amaranto in Toscana, attraverso la collaborazione con l’Università di Firenze: “Si tratta innanzitutto di una scelta etica -ha spiegato il presidente Fernando Favilli-: il mercato si è concentrato molto su questa tipologia di prodotti e la domanda di pseudo cerali è aumentata esponenzialmente in tutto il mondo. Produrre in Italia significa alleviare tale pressione e, al tempo stesso, diminuire notevolmente l’impatto sull’ambiente, andando a ridurre le emissioni dei trasporti. Non ultimo, queste nuove colture possono rappresentare uno spunto interessante per le aziende agricole italiane operanti nel biologico, che desiderano crescere e ampliare la propria offerta in un’ottica alternativa e vincente”.

Primo produttore di goji
L’Italia è il primo produttore europeo di Goji. Il Gruppo Favella di Corigliano Calabro (Cs) e la padovana Capodaglio hanno investito con una certa lungimiranza, già da alcuni anni, nella coltivazione della bacca di goji biologica, commercializzata fresca e trasformata in succhi e marmellate nella gdo italiana ed estera, in alternativa alla versione disidratata proveniente dalla Cina, rispettivamente con i marchi goji Oh Sole e Goji Capo. In Calabria è nata anche la rete d’imprese Lykion legata alla produzione della varietà adatta al clima mediterraneo Lycium Barbarum. Le coltivazioni italiane si stanno allargando anche alla Toscana con Bio Fattorie Toscane.

L'intero articolo su Gdoweek n. 18

Video Tour: Pedroni spiega il nuovo Supermercato del Futuro di Coop

A Milano, il supermercato del futuro immaginato e realizzato a Expo è diventato realtà all'interno del Bicocca Village: uno spazio di 1.000 mq di cui Marco Pedroni, presidente di Coop Italia, spiega mission, obiettivi e sviluppi

Uno store per tutti, che mixa assortimento tradizionale e tecnologia, con l'obiettivo di fornire il maggior numero di informazioni in un ambiente facile da girare, coinvolgente, conveniente, tecnologico:
questa la mission del supermercato del futuro, il prototipo che Coop e Carlo Ratti Associati hanno sviluppato a Expo Milano 2015 e che ha aperto i battenti a Milano, all'interno del Bicocca Village: Marco Pedroni lo spiega nei dettagli.  "E' un laboratorio che intendiamo sviluppare e approfondire con nuove soluzioni e tecnologie con il passare del tempo - chiarisce il presidente di Coop-,
una scommessa e una sfida che vogliamo giocare a tutto campo per capire come offrire al meglio innovazioni ai nostri clienti.

Rispetto allo store di Expo, pur avendo una dimensione dimezzata (qui operiamo su 1.000 mq) abbiamo un assortimento importante di 6.000 prodotti, che spazio dai freschi al confezionato,
con 100 monitor interattivi in grado di fornire informazioni e interagire con i clienti".

Privalia apre per Natale un temporary store sostenibile

Privalia
Il pop up store store resterà aperto un solo giorno, domani 15 dicembre, a Milano, dalle 10 alle 20 e sarà realizzato in piazza dei Mercanti

L’outlet online di moda e lifestyle, Privalia, apre le porte di un temporary store natalizio che resterà aperto un solo giorno, domani 15 dicembre, a Milano, dalle 10 alle 20. Il pop up store sarà realizzato a Palazzo Giureconsulti , in piazza dei Mercanti 2. Il ricavato  sarà interamente devoluto a favore dell’Unicef per sostenere i programmi di istruzione e promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza portati avanti in Italia, Spagna, Brasile e Messico.

L’assortimento di Privalia Xmas Market prevede capi d’abbigliamento, accessori moda, prodotti beauty, abbigliamento sportivo, una sezione dedicata ai più piccoli. Durante la giornata saranno gli stessi dipendenti di Privalia a indossare le vesti di addetti alla vendita.

Valfrutta Fresco protagonista alla Città del Gusto del Gambero Rosso di Cesena

DSC_0455I prodotti ortofrutticoli cooperativi di Valfrutta Fresco sono stati tra gli apprezzati protagonisti dell’inaugurazione della Città del Gusto del Gambero Rosso realizzata nel complesso fieristico di Cesena, completamente rinnovato.

Si tratta di un centro d’eccellenza che si estende su una superficie di 500 metri quadrati attrezzati, destinati alla formazione nel campo enogastronomico, nella promozione e comunicazione. Lo spazio consentirà anche l'organizzazione di eventi locali, nazionali e internazionali in un territorio particolarmente rinomato e vocato per la tradizione culinaria e per i prodotti agroalimentari, tra cui in particolare quelli ortofrutticoli, che non a caso hanno avuto un ruolo di primo piano nella cerimonia inaugurale della Città del Gusto di Romagna.DSC_0468

In occasione dell’evento gli ospiti hanno potuto degustare produzioni ortofrutticole d’eccellenza firmate da Valfrutta Fresco. “Valfrutta Fresco – ha dichiarato dell’Ufficio Commerciale – propone una selezione delle migliori varietà ortofrutticole prodotte esclusivamente in Italia e in quest’ottica sta avviando una collaborazione con Gambero Rosso nella convinzione di poter offrire materie prime di grande qualità particolarmente idonee ad essere utilizzate come ingredienti dai grandi chef per offrire ai consumatori piatti gustosi e naturali”.

Da Il Viaggiator Goloso nasce il brand dedicato al Biologico

Spin-off della marca premium di u2 e Unes per una migliore visualizzazione a scaffale (da Gdoweek n. 18)

Da Viaggiator Goloso prodotto Bio a Viaggiator Biologico: questo il percorso che u2 ha deciso di stabilire per la sua linea a marchio top nel mondo del biologico, a conferma di un riconoscimento progressivo da parte del mercato basato su numeri sempre più interessanti. Alla base dell’operazione, la volontà di dare maggiore personalità e identità al mondo del biologico, sempre più apprezzato dai clienti: i prodotti bio, infatti, sono sempre esistiti all’interno della gamma de Il Viaggiator Goloso, ma oggi diventano un brand distintivo.

Un brand con proprie caratteristiche
In quest’ottica, gli interventi si sono concentrati su diversi aspetti: così, prima di tutto è stato creato un brand ad hoc, chiaramente riconducibile a Il Viaggiator Goloso, ma con alcune differenze. La parola biologico è diventata parte integrante del naming, mentre prima era relegata alla base della confezione e limitata alla dicitura “bio, prodotto italiano”. Inoltre, dal punto di vista grafico sono stati adottati sia un nuovo lettering, dai caratteri più addolciti (al contrario di quelli più ortogonali e rigidi di VG), sia immagini di sfondo diverse. In particolare, dai storici toni seppia della linea premium, si è passato al colore verde, più coerente con il concetto di bio e naturale; inoltre, è stata aggiunta un’immagine di paesaggi italiani, per sottolineare la volontà del brand di recuperare la tradizione dei territori e il legame con la terra e i luoghi di produzione.

Articolo completo su Gdoweek n. 18

La frutta secca per aperitivo: la mossa Noberasco

Noberasco cavalca il salutismo anche in un segmento di consumo da consolidare. In partnership con un brand leader

Per festeggiare il Natale Sanbittèr si allea con Noberasco. Il risultato è Christmas Fruit, l’aperitivo che abbina le note leggermente amare del bitter con la frutta secca, ingrediente tipico della tavola natalizia. Si tratta di un mix interessante per due motivi: da una parte appare originale sul piano organolettico, in quanto unisce il sapore dolce della frutta secca a quello più deciso della bevanda. Dall’altra parte rappresenta un’alternativa salutare ai tipici alimenti che di solito accompagnano l’aperitivo. In tal senso risulta in linea con le richieste dei consumatori, che sono sempre più attenti a ciò che mangiano e tendono a privilegiare gli ingredienti di origine naturale. Inoltre l’ampiezza degli abbinamenti permette di coprire le più diverse occasioni di consumo: dall’aperitivo elegante in apertura a una cena a quello informale condiviso a casa con gli amici.

Per supportare il lancio di Christmas Fruit è stata creata una promozione ad hoc. All’acquisto dei una confezione di Sanbittèr Emozioni e due confezioni della linea Fruit&Cocktail di Noberasco i consumatori riceveranno in regalo un vassoio.

Primark fa il bis in Italia: apre a Roncadelle il secondo store

Primark Brescia
Il negozio è stato realizzato all’interno del nuovo centro commerciale Elnòs Shopping, inaugurato ad aprile. Si sviluppa su una superficie di 4.000 metri quadrati

Prosegue lo sviluppo sul territorio italiano di Primark che, dopo il primo punto di vendita italiano, aperto ad Arese in aprile, apre il secondo store dell’insegna realizzato all’interno del nuovo centro commerciale Elnòs Shopping, ubicato a Roncadelle, a pochi minuti da Brescia. Un’apertura importante, come sottolineato da Damien Defferoy, Country Manager di Primark in Italia, che afferma: “Siamo felici di aprire il nostro secondo negozio in Italia, il 327° per la nostra azienda e non vediamo l’ora di offrire amazing fashion at amazing prices, per tutta la famiglia”.

La struttura ha una superficie di circa 4.000 metri quadrati, distribuiti su un piano, e ospita prodotti a marchio Primark per donna, uomo, bambino, casa e beauty.

Lo sviluppo nel mondo. L’espansione dell’insegna prevede entro la primavera del 2017 quattro nuove aperture: Colchester (Inghilterra); Charleroi (Belgio); Staten Island (Stati Uniti) e Granada (Spagna).

 

 

Si inaugura Sapienza Store, il negozio dell’ateneo romano

sapienza store
I proventi di Sapienza Store, che sarà inaugurato domani, mercoledì 14 dicembre, saranno impiegati per lo sviluppo di attività istituzionali

L’Università La Sapienza di Roma dedica al proprio merchandising uno spazio ad hoc, un vero e proprio punto di vendita sviluppato su una superficie di 35 metri quadrati realizzato all’interno  della città universitaria, vicino all’ingresso di viale Regina Elena. I proventi di Sapienza Store, che sarà inaugurato domani, mercoledì 14 dicembre, saranno impiegati per lo sviluppo di attività istituzionali e iniziative innovative in favore degli studenti che, tra l’altro, hanno collaborato alle operazioni di marketing. L’ateneo romano amplia così l’esperienza già avviata nel La sapienza store Roma2008 che prevedeva un piccolo corner ospitato all’interno dell’Economato.

Vendita online. Il progetto è stato dunque ulteriormente sviluppato e prevede oggi non soltanto lo spazio di vendita fisico ma anche uno spazio virtuale. Le nuove linee di merchandising possono infatti contare su un canale di vendita online (https://web.uniroma1.it/merchandising) per articoli che spaziano dalla cartoleria ai segnatempo e alle tazze, dalle felpe e t-shirt per uomo e donna alle linee bimbo. In vetrina anche oggetti pensati per il mondo professionale, come le penne stilografiche, le cravatte e la linea di orologi Locman Sapienza.

Ecosostenibilità. L’assortimento del punto di vendita strizza l’occhio alla filosofia ecosostenibile e propone prodotti realizzati con materiali riciclati e nobilitati. Ne sono un esempio emblematico le borse cucite a mano dai detenuti o l’eco matita chiamata Perpetua, composta per l’80% di grafite riciclata.

MelaMadre è l’aceto del benessere che si beve, ottenuto dalle mele

MelaMadre l'aceto del benessereSi chiama MelaMadre e unisce le virtù dell’aceto-madre con quelle del puro succo di mele da coltivazione biologica, non filtrato, non pastorizzato, senza glutine, caratteristiche che ne fanno un alleato del benessere quotidiano. Molto più che un condimento, al pari degli altri aceti di mele, ma particolarmente delicato su cibi leggeri e verdure: di fatto un aceto da bere.

Lo produce il leader mondiale nella produzione di Aceto Balsamico di Modena I.G.P., il Gruppo De Nigris che, sulla scorta del successo delle referenze bio e della glassa 100% naturale, ha messo a punto una formulazione semplice ma efficace: due cucchiai di MelaMadre e uno di miele, mescolati insieme in un bicchiere d’acqua tiepida, assunti giornalmente attenuano il senso di fame durante una dieta ipocalorica e riducono l’affaticamento muscolare nelle attività sportive.

MelaMadre è destinato a innestarsi in due segmenti di mercato entrambi in forte espansione in Italia: quello dell’aceto di mele, che cresce ormai da tre anni di 1,5 milioni all’anno, passando dai 9 milioni del 2010 ai 17 del 2016 (dati Nielsen categoria Aceto di Mele), e quello dei cosiddetti alimenti funzionali, espressione di un bisogno crescente nella popolazione di “salute nel piatto” oltre che in tutto lo stile di vita, settore finora presidiato da categorie di prodotto completamente diverse.

Il prodotto è attualmente in fase di lancio presso tutte le principali catene della GDO e i primi riscontri sono già molto positivi, tanto che l’azienda prevede di completare la distribuzione nel primo trimestre 2017 e di sostenerla con un piano di comunicazione che coinvolgerà stampa consumer e web sui target di riferimento.

Gruppo VéGé: in corsa verso nuove sfide

Grazie a risultati positivi conseguiti negli ultimi tre anni, Gruppo VéGé si candida ad un ruolo di riferimento nel solco della propria storia (da Gdoweek n. 18)

Aria di soddisfazione in casa VéGé, gruppo che, dopo anni difficili, con la presidenza di Nicola Mastromartino è tornato a crescere con performance superiori a quelle del mercato retail. “E vogliamo continuare a farlo, anche con nuovi soci, che sappiamo di avere la capacità di attirare”, precisa Mastromartino.

Performance di rispetto
Le rilevazioni Nielsen di settembre 2016 evidenziano la progressione della quota di mercato del Gruppo, passata dal 3,4% di gennaio scorso al 3,7% di settembre (GNLC - Ed. Settembre 2016 - Potenziale Total Store). Un incremento che prosegue da tre anni, visto che gli stessi dati del 2013 indicavano una quota dell’1,4%. “L’incremento della quota è il risultato di lavoro  complessivo su più fronti -spiega l’Ad Giorgio Santambrogio-. In questi anni è aumentata la numerica dei punti di vendita (circa 90%), la superficie complessiva (+116%) e il fatturato, passato da 2,6 miliardi ai 3,3 miliardi di euro del 2015. E se le stime attuali troveranno conferma, il Gruppo potrebbe chiudere il 2016 con un ulteriore balzo in avanti nel giro d’affari, oltre quota 5,5 miliardi di euro”.

Il valore di essere multinsegna e multicanale
Numeri importanti che confermano la validità delle politiche messe in atto  per soddisfare le esigenze delle 32 imprese oggi socie, sette in più rispetto alle 25 del 2015, anno che ha visto l’ingresso, come nuovi soci, di Supermercati Tosano Cerea Srl, Bava Srl, Asta SpA, F.lli Arena Srl, Multicedi Srl, Dolcitalia-Svive SpA e ConvìGeda Srl. Tutte aziende che operano soprattutto nel mondo dei supermercati e delle superette, con logica multinsegna, che privilegia il legame con i brand locali e il territorio. Si tratta di elementi ulteriormente valorizzati dall’introduzione (graduale) del nuovo logo VéGé alle insegne, per sottolineare l’appartenenza a un gruppo, che poggia su un brand storico come VéGé. Tra le novità 2016 anche la nuova sede, completamente rimodernata negli uffici e spazi, con un giardino zen, un’area museo che ripercorre la storia di VéGé con spot, Pl e pubblicazioni. Ovunque i beacon, a conferma che il digitale è la parola d’ordine del futuro. “Per arrivare al 3000, con storia e valori nati nel 1959, la tecnologia è essenziale e per noi, questo si traduce nella rapida implementazione della tecnologia beacon nella rete di vendita. -spiega Santambrogio-. In quasi un anno, sono oltre 250 gli store dotati di questi dispositivi in radiofrequenza che dialogano con gli smartphone dei clienti, segnalando in tempo reale promozioni e sconti disponibili nelle corsie. L’obiettivo di Gruppo VéGé è arrivare a quota mille entro il 2017”.

Articolo completo su Gdoweek n. 18

Euronics coccola il cliente in tutti i canali

Personale competente e preparato e presenza omnicanale, il must per soddisfare i clienti (da Gdoweek n. 18)

Curare la comunicazione a 360 gradi, sviluppare nuovi canali d’acquisto digitale e investire in formazione del personale: questa la strategia di Euronics Italia, attivo con quasi 500 store nel nostro Paese. Tea Della Pergola, direttore marketing dell’insegna, ci spiega nel dettaglio come l’insegna si sta muovendo per sviluppare al meglio il proprio business.

Su quali canali di vendita oggi vi concentrate maggiormente?
Comunicare e intercettare i vari target di consumatori è diventato più complesso. Cerchiamo di farlo restando il più possibile vicino alla clientela con una rete capillare di pdv fisici dove lavorano 5mila persone pronte a supportare gli shopper, a cui si aggiungono volantini, spot in tv e in radio, un portale dove trovare informazioni e fare acquisti, un’app e i diversi social media più importanti. Solo su Facebook, ad esempio, abbiamo quasi un milione di follower.

Da quali vi aspettate i maggiori risultati, su quali credete di meno?
Dobbiamo essere ovunque il cliente ci cerchi. Per questo il nostro impegno consiste nel differenziare i mezzi con cui comunichiamo: il volantino, pur strumento vecchio stile, costituisce ancora un mezzo efficace. I principali social network sono un must, ma cerchiamo anche di essere presenti per esempio a fiere gaming per intercettare i target più giovani. La tv resta fondamentale, perché ci permette di raggiungere un’ampia base di clientela, trasversale ed eterogenea. Per questo, abbiamo pensato tre tipi di spot: quelli promozionali, che enfatizzano la convenienza, quelli ‘Euronics ti consiglia’ che, invece, propongono le più importanti novità sul mercato con l’obiettivo di creare valore, e,m infine, quelli ‘Tecnologiafacile’ che offrono allo spettatore spunti per decidere di acquistare una determinata categoria di prodotto.

In un contesto omnicanale, la formazione del personale è fondamentale: come la gestite?
Per una formazione omogenea abbiamo un sistema di e-learning realizzato con Altis -Alta Scuola Impresa e Società dell’Università Cattolica di Milano, un percorso obbligatorio mirato a costruire una relazione empatica e duratura con i clienti. Ci sono moduli formativi dedicati alle varie categorie di prodotto per garantire un costante aggiornamento sulle novità. Per interventi veloci organizziamo via web momenti di confronto, approfondimento e aggiornamento con tecnici specializzati dei vari item. Infine, prevediamo percorsi di aula strutturati per le categorie professionali chiave come store, category e marketing manager.

Coop, Car Server e Nissan: lavoro comune per la mobilità sostenibile

coop e car server
Coop consente ai clienti di beneficiare di vantaggi legati alla partnership con Car Server, come per esempio 600 euro di sconto sul canone mensile

La valorizzazione e lo sviluppo della mobilità sostenibile sono l’obiettivo del progetto che vede fianco a fianco Nissan, Coop e la società di noleggio a lungo termine Car Server che propone un’offerta di lancio per i primi 30 veicoli noleggiati: una Leaf, in versione Acenta, per 60 mesi con manutenzione, tasse e assicurazione Rca, kasko e furto incendio inclusi in unica rata da 299 euro al mese Iva compresa (a fronte di un anticipo di 4 mila euro).

I vantaggi per i clienti. Al progetto partecipa anche la cooperativa distributiva che consente ai clienti Coop di beneficiare di altri vantaggi legati alla partnership con Car Server, come per esempio 600 euro di sconto sul canone mensile proposto o l’azzeramento della penale risarcitoria Rca. Inoltre potrebbe presto essere ampliata l’offerta elettrica, per esempio con la possibilità di inserire nel canone di noleggio la ricarica presso i punti di vendita Coop, l’abbonamento per l'accesso alle colonnine pubbliche dei principali operatori o l’installazione di una wall box per la ricarica dell’auto elettrica a casa.

Nuove colonnine. Tra le regioni più virtuose c’è la Lombardia che conta oltre 150 infrastrutture di ricarica a cui a breve si aggiungerà una serie di nuove colonnine ultra rapide, che saranno installate presso i punti di vendita Coop e che garantiranno una ricarica dell’80% in massimo 30 minuti.

Vibram apre il terzo store Academy a Parigi

Un nuovo flagship che prosegue lo sviluppo del brand di suole nel retail. Il format sempre intorno ai 50 mq punta a distinguersi per livello di servizio, che consente di personalizzare e migliorare le calzature.

Lo sbarco ufficiale di Vibram nel retail è stato a maggio, con l'apertura della prima Academy ad Atene. Ora, dopo un secondo store a Londra, il marchio di suole prosegue con lo sviluppo dell'inedito format a Parigi, terza capitale europea a cui ne seguiranno altre.

Vibram Paris Academy_Opening (4) okIl concept del punto di vendita è sempre ispirato a Vibram Sole Factor, progetto sviluppato inizialmente in versione "truck" e ora attraverso il brick and mortar che offre al consumatore la possibilità di personalizzare e aumentare le performance della propria calzatura mediante l’applicazione di una suola del brand.

Lo store si sviluppa su una superficie di 50 mq e oltre alle diverse collezioni Vibram ospita un open space con laboratorio a vista dove è possibile osservare da vicino le lavorazioni. Un layout che con tocco artigianale punta ad unire modernità e funzionalità del design, così come gli stessi modelli proposti.

Come sottolinea la stessa azienda, lo sviluppo di una rete retail coincide con "una scelta strategica volta a rafforzare costantemente il rapporto diretto con i propri consumatori, fruitori sempre più esperti ed esigenti".

Pac 2000A Conad e gli Allevatori umbri: via al progetto per le carni sicure

carni umbre tour Pac 2000A Conad
La Cooperativa tra Allevatori Umbri ha predisposto per l’occasione un Disciplinare che è in attesa di certificazione ministeriale e che prevede alcuni parametri di qualità

Carni sicure sulle tavole dei consumatori. È l’obiettivo del progetto Carni umbre tour, attivato nell’ambito del Psr per l’Umbria 2014-2020 misura 16.4.2 denominato Attività promozionali a raggio locale connesse allo sviluppo delle filiere corte e dei mercati locali, che coinvolge le aziende dell’appennino umbro-marchigiano. L’iniziativa nasce dal sostegno di PAC 2000A Conad alla Cooperativa tra Allevatori Umbri che invita le aziende a definire standard produttivi basati sulla certezza dell’identità degli animali, della razza, dell’età e del sesso, e sulla tracciabilità della filiera e sulla sana alimentazione degli animali. La promozione di carni con degustazioni e vendita coinvolgerà oltre 40 punti di vendita a insegna Conad dell’Umbria.

La Cooperativa tra Allevatori Umbri ha predisposto per l’occasione un Disciplinare che è in attesa di certificazione Pac 2000 A Conadministeriale e che prevede alcuni parametri di qualità che i soci devono rispettare nella loro attività: alimentazione sana dei capi, allevamento in Umbria e fasi di allevamento allo stato brado.  I capi saranno macellati nel mattatoio comunale di Massa Martana, struttura pubblica in grado di fornire ulteriore qualità alla lavorazione della carne. L'iniziativa Carni Umbre Tour proseguirà nel 2017 e 2018 con un'importante campagna che permetterà ai consumatori di conoscere le produzioni attraverso ulteriori incontri e degustazioni.

Danilo Toppetti, direttore generale di PAC 2000A-Conad, spiega: “L’Umbria è la nostra terra e le iniziative che stiamo portando avanti in questa regione nascono dal forte attaccamento e radicamento con il territorio. Vogliamo continuare a crescere valorizzando le produzioni di qualità che nei nostri supermercati trovano uno veicolo molto importante per accedere a mercati nazionali e internazionali”. Paolo Lucheroni, responsabile della divisioni Carni di PAC 2000A Conad, aggiunge: “Oggi nasce una filiera corta di qualità che abbiamo voluto fin da quando, tre anni fa, ideammo il progetto”.

Lovable rafforza la presenza al Sud con due monomarca

Aperti a Salerno e a Catania due nuovi punti di vendita che portano la rete di negozi in Italia a un totale di 133 punti di vendita. In previsione uno sviluppo nazionale in franchising.

Hanes Italy prepara nel nostro Paese l'espansione della rete a insegna Lovable, brand di cui l'azienda è proprietaria. Partenza dall'area del Mezzogiorno con l'apertura di due monomarca inaugurati il 6 il 10 dicembre in Campania e in Sicilia, che portano a un totale di 36 il numero di store presenti al Sud (133 in Italia).

Il primo negozio si trova a Salerno ed è ospitato all’interno del Centro Commerciale Le Cotoniere, il secondo è ubicato invece a Catania in via Leopardi 39, una delle principali vie dello shopping cittadino. Entrambi gli store mantengono la metratura standard del format tra i 60 e i 70 mq e puntano a proporsi come beauty consulting center per l’abbigliamento intimo uomo e donna.

"La rete di negozi Lovable al Sud ha registrato una crescita importante negli ultimi anni, grazie soprattutto alla formula del franchising. È questa la direzione in cui intendiamo proseguire il nostro sviluppo sul territorio", spiega Francesco Burei, amministratore delegato di Hanes Italy, con riferimento all'intero territorio nazionale.

 

Consorzio Sun cresce e vuole diventare più forte

In occasione dei 40 anni di attività, Sun fa il bilancio delle attività e lancia le nuove sfide: cross-canalità, nuovo logo, rafforzamento dei reparti freschi, private label (da Gdoweek n. 18)

Consorzio  Sun  (che  attualmente conta cinque soci: Magazzini Gabrielli, Cadoro, Italmark -Italbrix-, Gros Gruppo Romano Supermercati e gruppo Alfi) compie 40 anni e mira a crescere ulteriormente per quanto riguarda la quota di mercato (oggi pari al 3,3% con l’obiettivo di arrivare a fine 2017 al 3,7%), il fatturato (2,66 miliardi di euro) e il numero degli store, che, nel 2016, sono  pari a 595 pdv. Come? Spiega Marco Odolini, presidente del consorzio: “L’innovazione è la chiave dello sviluppo. Per questo continueremo ad investire  nell’ammodernamento  delle  nostre strutture”. Proprio a questo scopo, infatti, sono stati stanziati 97 milioni di euro per il 2017, anche se le ambizioni del Consorzio e degli imprenditori soci sono più ampie. L’obiettivo è quello di realizzare anche progetti che sappiano integrare rete fisica e rete virtuale, secondo una logica di cross-canalità, nella consapevolezza che il punto di vendita, ormai, non è che uno dei numerosi touch point, assieme al sito aziendale, alle app, agli sms, con cui il cliente può entrare in contatto con l’insegna. “Il tema su cui stiamo lavorando è lo sviluppo di un linguaggio comune per tutti questi momenti di contatto, che comprendono anche gli store fisici. E non è poca cosa per un consorzio come il nostro, che raggruppa insegne diverse con logiche differenti di posizionamento sul mercato”, precisa Mauro Carbonetti, amministratore delegato di Magazzini Gabrielli e membro del consiglio di amministrazione del Consorzio Sun.

I primi test
Per questo, sono allo studio diverse proposte in grado di armonizzare la comunicazione online e instore dei singoli soci. Continua il presidente di Sun: “Stiamo facendo vari test sulle nostre insegne per trovare il modello cross-canale vincente, che ciascun socio andrà successivamente ad applicare al proprio network di negozi fisici, oltre che sul proprio sito”. Fulcro dei progetti pilota sviluppati fino ad ora è l’implementazione di servizi di click&collect e di home delivery. Di pari passo, procede anche l’innovazione sull’intera offerta di servizio sul punto di vendita, in costante approfondimento. “Come Gruppo Gabrielli, stiamo lavorando molto sul potenziamento del fresco e del freschissimo, con un’offerta di prodotti cotti, preparati direttamente dai nostri addetti nei nostri negozi e consegnati a casa in 8 ore”, aggiunge Carbonetti.

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Drogerie markt: qui c’è spazio e bisogno di noi

Da fine 2016 l'Italia è entrata nel mirino del gruppo tedesco di drugstore, che prevede di aprire i primi punti di vendita nel 2017 in Veneto per ampliarsi nel nord e arrivare fino in Toscana (da Gdoweek n. 18)

Negli ultimi dieci la situazione in Italia è cambiata. Per questo, dopo la breve esperienza del 2005, chiusa a causa sia di ostacoli burocratici sia della scelta di investire su altri Paesi emergenti dell’Europa orientale, ora l’insegna tedesca dm Drogerie markt ha deciso di ritornare a investire nel nostro mercato. Il primo punto di vendita aprirà nel 2017 in Veneto, ma “L’obiettivo è quello di radicarsi in tutto il nord e in parte del centro, fino alla Toscana” come spiega a Gdoweek Hubert Krabichler, ceo della catena nata nel 1973, che oggi conta 3.300 store in 12 Paesi, 55mila dipendenti e 9 miliardi di euro di fatturato.

Cosa vi ha spinto a ritentare l’avventura sul mercato italiano?
Il fatto che i consumatori italiani sono molto attenti al benessere, alla cura del proprio corpo e della casa; inoltre amano frequentare negozi dove trovano un’atmosfera piacevole e personale cordiale e competente. In Italia un’offerta come la nostra manca: noi la soddisferemo con un mix di prodotti tra quelli italiani e i top della nostra gamma dm.

Perchè pensate che questa volta andrà meglio rispetto a quindici anni fa? Quali sono le differenze?
Innanzitutto perché, negli ultimi anni, il Governo italiano ha approvato molte leggi che rendono più facile investire e fare commercio. Inoltre, abbiamo maturato esperienza e competenze per soddisfare le esigenze di clienti anche molto diversitra loro e da quelli che conosciamo meglio. Certo manteniamo la nostra identità e il concetto di branding, ma ci adattiamo alle esigenze culturali e alle abitudini dei vari territori. Per questo siamo alla ricerca di personale qualificato, per costruire una squadra che faccia crescere dm in Italia.

Quali sono i vostri obiettivi in Italia?
Innanzitutto far comprendere la nostra filosofia: per questo stiamo costruendo un team gestionale tutto italiano. In seconda battuta, raggiungere lo stesso successo economico già ottenuto negli altri 12 Paesi europei in cui operiamo. A livello di sviluppo, inizieremo dal Nord-est con store di proprietà, con una dimensione massima di 700 mq e localizzati nei centri storici come negli shopping center.

Secondo voi, quali sono le principali peculiarità del mercato italiano e dei suoi consumatori?
La prima è la struttura regionalizzata dei produttori e, quindi, la maggiore importanza che i consumatori danno ai marchi italiani, ma crediamo che i clienti italiani avranno una forte affinità con la gamma di prodotti offerti da dm, soprattutto per le referenze di alta qualità. Un’altra peculiarità riguarda la sensibilità dei clienti per un’esperienza d’acquisto confortevole, che dm favorirà.

Come pensate di affermarvi e di differenziarvi in Italia in un comparto come quello dei drugstore ad elevata competitività e affollamento?
Siamo consapevoli della concorrenza presente, ma ci sentiamo anche forti grazie all’esperienza acquisita altrove. Puntiamo a differenziarci e a riuscire a soddisfare meglio di altri retailer le vere esigenze degli shopper. Inoltre, puntiamo a sorprendere i consumatori con la nostra offerta.

Parliamo di assortimento: come si compone l’offerta firmata dm?
Nei mercati consolidati abbiamo circa 14.000 referenze, obiettivo a medio termine valido anche per l’Italia. A scaffale ci saranno i migliori marchi internazionali, le nostre firme e alcuni top brand italiani.

Che ruolo sono destinati a svolgere i diversi marchi?
Definiremo meglio la nostra strategia nei prossimi mesi. Posso però dire che i nostri brand avranno un prezzo inferiore ai competitor, pur essendo di qualità superiore, anche in termini di innovazione e appeal.

Walmart lancia Pickup and Fuel, che unisce benzina e grocery

Un nuovo format convenience store in prossimità delle stazioni di carburante (business di cui il retailer ha preso il controllo a inizio 2016) e che offre anche il ritiro degli ordini online. Una risposta d'anticipo al test Amazon Go.

A febbraio 2016, dopo 20 anni di partnership con Murphy Usa, Walmart aveva già preso il controllo del business carburanti, preparandosi ad aprire almeno 60 stazioni di benzina negli Usa in prossimità dei propri punti di vendita. Ora, la strategia si è evoluta e il colosso del retail ha messo a punto un nuovo format Pickup and Fuel, che unisce i distributori a convenience store dove è possibile ritirare gli ordini online del grocery.

Il servizio è disponibile dalle 8 di mattina alle 8 di sera e facilitato dai dipendenti della catena, che impacchettano e caricano la spesa gratuitamente. All'interno del negozio, che è invece operativo dalle 5 del mattino alle 11 di sera, si può trovare una selezione di alimentari basici, panini e snack salutari, ma anche un coffee bar.

Il format rimanda non a caso al nuovo Amazon Go, il negozio di alimentari che Amazon sta testando a Seattle e con il quale si prepara a colonizzare tutti gli Usa (si parla di 20 store entro la fine del 2018). I Walmart Pickup and Fuel al momento sono due: quello ad Huntsville (Alabama) e quello a Thornton (Colorado), ma c'è da aspettarsi che sia solo l'inizio.

Video tour nel temporary store di Eurospin

Un format dedicato alle “Nostre Stelle”, la linea premium del retailer.

Dal 5 novembre al 6 gennaio, in stazione Termini, a Roma, è presente un temporary store diverso, dedicato alle “Nostre Stelle”, la linea premium di Eurospin. Tanti prodotti di eccellenza, italiani e internazionali, come il Salame Felino Igp, il Parmigiano Reggiano Dop sta­gionato 30 mesi, l’aceto balsamico di Modena Igp, la pasta di Gragnano tra­filata al bronzo, i pomodori pelati San Marzano Dop, i gianduiotti con il 30% di nocciola e i gelati con panna fresca, per citare alcuni tra gli italiani. E poi le tavolette di cioccolato monorigine Ecuador, Perù e Repubblica Domini­cana, contrassegnate, fra l’altro, dal mar­chio di certificazione etica Fairtrade. Inoltre, dal temporary store “le Nostre Stelle” è possibile ordinare fantastici cesti natalizi al prezzo incredibile di 19,90, con consegna gratis in tutta Italia.

Ma Eurospin non era un discount? Certo, Eurospin è da sempre sinonimo di convenienza. Lo sanno i clienti, lo dicono le ricerche di mercato. Una importante indagine Nielsen sostiene che il quasi il 21% dei consumatori riconosce a Eurospin il primato nella convenienza nel nostro paese (Shopper Trends 2015-2016). Anche quest’anno, come già da molto tempo, Eurospin è risultata il discount più conveniente d’Italia nell’indagine annuale sui supermercati d’Italia condotta da Altroconsumo, la più grande e autorevole associazione di consumatori italiana.

Tuttavia, Eurospin significa anche qualità. La missione dell’insegna si riassume infatti nel concetto di Spesa Intelligente, incorporato nel nome stesso di Eurospin (“sp” sta per “spesa”, “in” per “intelligente”), ossia capacità di offrire il miglior rapporto qualità/prezzo sul mercato italiano. I prodotti di Eurospin, infatti, non hanno nulla da invidiare a quelli delle marche famose, grazie a un’attenta selezione dei fornitori e delle materie prime. L’assortimento è selezionato, per soddisfare i bisogni quotidiani dei clienti senza ridondanze, garantendo al tempo stesso una spesa facile e veloce. Il sistema di vendita è costruito in modo estremamente efficiente, per limitare al massimo i costi, consentendo di garantire prezzi incredibili ai clienti. Nei negozi, inoltre, sono presenti il reparto ortofrutta e macelleria, e in molti si trovano anche le gastronomie e il pane fresco. Per una spesa completa, conveniente e di qualità.

E allora, tanti auguri con “le Nostre Stelle” di Eurospin. Vi aspettiamo al temporary store.

Le nuove ambizioni dei discount

Nuovi competitor in arrivo, ampliamento delle superfici, temporary come test sull’online, format in evoluzione: il mondo dei discount sta vivendo una fase di competizione destinata a ridefinire le quote di mercato e le distintività delle singole insegne (da Gdoweek n. 18)

Il format discount piace agli italiani, che in questi anni di crisi hanno scelto di spendere buona parte (se non interamente) il proprio budget in questo canale. Lo dice l’Istat, con vendite in attivo per i discount a discapito di super e iper, e la storicità delle insegne presenti in Italia: molte hanno doppiato i vent’anni di attività. L’arrivo atteso per il prossimo anno di Aldi e Leader Price (insieme a Crai) potrebbe cambiare lo scenario italiano, obbligando le insegne a rinnovarsi interpretando a proprio modo i temi della localizzazione, della flessibilità e della qualità. “In questo mercato dove il vantaggio competitivo dura sei mesi -afferma Massimiliano Rossi, direttore commerciale e marketing di Iges (Todis)- velocità e flessibilità sono la chiave per interpretare in maniera appropriata le abitudini di consumo. Più che chiedersi come si evolve il discount, bisogna chiedersi come si evolve il concetto di retail”. Del resto, all’estero, altre formule esistono, come quella di Costco, l’insegna americana che, nel 2017, approderà per la prima volta in Francia (con ambizioni di sviluppo importanti), con il suo format basato sui concetti di membership, spesa semplificata, maxi confezioni e prezzi bassi , una ulteriore variante discount non (ancora) diffusa in Europa.

Convergenze parallele
La formula “soft” del discount all’italiana si è ulteriormente evoluta guardando al format supermercato, dal quale ormai si differenzia quasi solo per il focus più orientato al prezzo. Gli assortimenti sono cresciuti in numerica di referenze e coprono tutte le fasce di prezzo, anche quella premium; sono stati ampliati i freschi, come conferma la presenza della gastronomia assistita. “Anche Aldi, antesignano dell’hard discount, si è spostato verso un formato meno duro -dichiara Luca Pellegrini presidente di TradeLab-: assortimento più ampio, con una quota di grandi marche, fresco ben trattato, addirittura il pane, come Lidl, e linee di gamma alta; dall’altra parte, un’idea di supermercato che per certi aspetti cerca di somigliare al discount, penso a U2, con una quota crescente di marca commerciale, o Mercadona in Spagna. Due linee di convergenza. È un modo per uscire dalla logica di povertà verso il low cost, l’Ikea del food, e cercare di convincere i propri clienti ad acquistare al discount tutta la spesa, non solo una parte”.  Lo confermano anche Giuseppe Marotta, direttore generale di Ekom, Gruppo Sogegross, e Patrizio Podin, presidente di Md Spa, che aggiunge: “Non credo ci sarà una grande evoluzione, anche i competitor oggi si presentano sul mercato già in maniera adeguata: puntiamo sul fresco, una tendenza consolidata da ormai circa tre anni, e abbiamo sposato sin dalla nascita il marchio commerciale, che ha una quota vicina al 90%”.

Articolo completo su Gdoweek n. 18

Coop, il Supermercato del Futuro apre al Bicocca Village

Il Supermercato del Futuro, presentato il 6 dicembre a Milano, da Coop Italia e Accenture, i due principali artefici della formula, rappresenta un concetto innovativo che mixa la componenti tradizionali del negozio/mercato alle dotazioni digitali più moderne

Dalla collaborazione tra Coop Italia, la più grande catena italiana di supermercati, e Accenture, uno dei leader mondiali nella consulenza per le imprese, nasce il Supermercato del Futuro, nuovo concetto retail, inaugurato oggi a Milano in zona Bicocca, che miscela il "caldo" (atmosfera e immediatezza tradizionale dei mercati rionali) e il "freddo" (tecnologia, impiantistica e soluzioni digitali), migliorando l’orientamento all’interno del punto di vendita.
Accenture ha lavorato con Coop ridisegnando l’architettura delle informazioni del supermercato. Collaborando con Avanade, joint venture tra Accenture e Microsoft, Accenture ha inoltre aiutato Coop nel realizzare l’infrastruttura IT e analizzare e sviluppare i punti di contatto (touchpoint).
Il risultato è una soluzione modulare e flessibile basata su piattaforma cloud Microsoft Azure, facilmente scalabile e replicabile in un ampio numero di negozi.

Marco Pedroni (a destra), Presidente di Coop Italia, con Alberto Pozzi di Accenture
Marco Pedroni (a destra), Presidente di Coop Italia, con Alberto Pozzi di Accenture

“Dopo il successo e il riscontro positivo riscossi all’Expo di Milano l'anno scorso, abbiamo continuato a lavorare sull'idea e sul format del Supermercato del Futuro per tradurre la nostra visione in realtà -commenta Marco Pedroni, Presidente di Coop Italia-. Accenture e Avanade hanno messo a sistema la loro competenza per aiutarci a ridisegnare l’esperienza d’acquisto dei prodotti alimentari abilitando un viaggio digitale che risponde al bisogno dei nostri clienti di accedere a un numero maggiore di informazioni e a nuove funzionalità, in modo coinvolgente, semplice e intuitivo”.
La nuova esperienza di acquisto è resa possibile da soluzioni digitali a disposizione dei clienti, che vanno dai banchi interattivi agli scaffali verticali fino allo schermo data viz.
Il progetto incorpora una serie di soluzioni tecnologiche originariamente concettualizzate per Coop in occasione di Expo Milano 2015 dallo studio Carlo Ratti Associati, diretto da Carlo Ratti, professore del MIT, ed oggi realizzate sul campo da Inres.

Supermercato del Futuro: principali dotazioni e highlights
Oggi, il Supermercato del Futuro include tre principali caratteristiche strutturali-informative:

- Banchi interattivi: permettono, con un movimento della mano, di visualizzare su monitor informazioni aggiuntive sul prodotto, fra le quali origine, valori nutrizionali, eventuale presenza di ingredienti allergizzanti, istruzioni per lo smaltimento, prodotti correlati e promozioni in corso. Questa esperienza “aumentata” è resa possibile da una soluzione sviluppata da Accenture e basata su sensori Kinect che, attraverso meccanismi di body detection, riconoscono i gesti del cliente.

-Scaffali verticali: ripensati con lay out associato a un’applicazione tattile che orienta fra le varie categorie di prodotto, filtrandole e cercando il prodotto desiderato, le promozioni in corso, e informazioni dettagliate. Ne deriva un'etichetta “aumentata” che permette di conoscere meglio i prodotti che si vogliono acquistare.

-Visualizzazione dei dati in tempo reale: su una delle pareti del supermercato un ampio schermo proietta dati e contenuti in tempo reale, fra i quali: i valori del marchio Coop, le offerte speciali del giorno e suggerimenti per la preparazione di cibi, ma anche notizie dal mondo social come i post sulla pagina Facebook di Coop, oppure l’elenco dei prodotti più venduti e le promozioni per ciascuna categoria.

Una forma di convergenza tra canale fisico e digitale
Riassume bene la nuova formula Alberto Pozzi, Managing Director della Retail Practice di Accenture in Italia: “Con il Supermercato del Futuro di Coop realizziamo quella convergenza tra fisico e digitale che permette di creare un’esperienza di acquisto realmente coinvolgente e immersiva. Coop dà così forma al supermercato del domani, combinando in un’unica esperienza: personalizzazione dei servizi, accesso ad informazioni approfondite sui prodotti e utilizzo di dispositivi connessi, che accompagnano il consumatore nell’acquisto. Confidiamo di proseguire in questa collaborazione e di continuare a portare i benefici dell’innovazione ai clienti Coop”.

 

CucinaBarilla apre due temporary store a Milano

IMG_0001-1024x683Dopo il forno del futuro creato in collaborazione tra Barilla e Whirpool, ora CucinaBarilla inaugura due Temporary Store nel cuore di Milano, aperti tutti giorni dalle 10 alle 20 fino al 18 dicembre. All’interno dei due spazi, situati in Corso Garibaldi 16 e in Via Paolo Sarpi 60, è possibile vedere in funzione e sperimentare l’innovativo sistema di cottura, assaggiare le numerose ricette che compongono la gamma dei kit e scoprire la nuova modalità di abbonamento a questo elettrodomestico.

IMG_0009-1024x683Il nuovo forno, infatti, non solo agevola la preparazione dei pasti ma con il nuovo abbonamento consente anche di fare la spesa facilmente: con 30 euro al mese (per 18 mesi) è possibile ricevere a casa una fornitura mensile di nove kit di ingredienti a scelta e il forno CucinaBarilla in comodato d’uso gratuito (con un contributo iniziale una tantum di 49 euro per le spese di consegna), con assistenza tecnica inclusa.

CucinaBarilla funziona così: è sufficiente versare gli ingredienti nell’accessorio dedicato, scansionare la speciale etichetta presente sul kit e il forno provvede a cucinare autonomamente. La gamma dei kit, composti da materie prime selezionate e senza coloranti, conservanti o aromi artificiali, include 27 ricette tra Pasta, Risotti, Zuppe, Pizze, Focacce, Pane, Torte ed è in constante ampliamento.

Carrefour Market inaugura il nuovo format “Urbano”

carrefour market gourmet
Carrefour Market inaugura il nuovo format "Urbano" anche a Milano, con nuovi servizi in collaborazione con Europ Assistance, che prevedono, fra l'altro, l'intervento di idraulici ed elettricisti. Per la fine del 2017 è prevista l'estensione del servizio a tutti i pdv Carrefour Market

Oggi a Milano, in viale Regina Giovanna 34, Carrefour market ha inaugurato il primo Market “Urbano” della città, aperto 24 ore. Fra i numerosi servizi del nuovo format, è anche prevista la possibilità di contattare professionisti dedicati alla manutenzione della casa o dell’ufficio. Attraverso la "Blue Box, una postazione dedicata, all’ingresso del punto vendita, i clienti potranno richiedere l’assistenza di idraulici, fabbri, elettricisti, tapparellisti, persino tecnici di caldaia o addetti alla sanificazione dei condizionatori. L’intera gamma di servizi è garantita e intermediata dal partner Europe Assistance.

Europ Assistance_elettricistaUn supermercato arricchito di servizi
Con il claim “Ci pensa market” Carrefour market mette a disposizione altri servizi come la lavanderia, l’assistenza finanziaria di Carrefour Banque, l'invio di denaro in tutto il mondo attraverso Moneygram, l'acquisto di biglietti per eventi attraverso Ticketone, e la possibilità di altri servizi di utilità quotidiana come fotocopie, stampa foto, scanner, fax, pagamento bollettini e carica batterie per i propri "device" mobili.
Il format Market Urbano ha una superficie di 683 mq, con reparti serviti: a fianco del banco gastronomia e rosticceria, c'è anche un corner delle patatine fritte, servite al momento per l'asporto. A completare l'offerta, un settore di monoporzioni da asporto sia pronti da mangiare sia da cucinare, a base di carne o pesce, e una gamma di prodotti bio e "free off" (senza glutine, senza lattosio, senza zucchero).
“Siamo orgogliosi di aver portato anche a Milano un nuovo formato di punto vendita e nello stesso una rivoluzione nei modelli della grande distribuzione -commenta Stephane Coum, direttore supermercati Carrefour Italia-. Innovazione e servizio sono le parole chiave che guidano quotidianamente il lavoro di Carrefour market: il nuovo modello Urbano ne è un esempio concreto, un aiuto a tutte le persone che da oggi possono trovare in viale Regina Giovanna un supporto concreto nell’organizzazione della propria vita e una risposta semplice e immediata alla richiesta di servizi a 360 gradi”.

Roll out della formula previsto per il 2017
Il nuovo format con servizi aggiunti è partito nel Carrefour Market di Torino. All’interno dell’area accoglienza clienti (“Blue Box”), tutti i giorni dalle 9 alle 21 il personale è a disposizione dei clienti per vendere i servizi casa di Europ Assistance, forniti da elettricisti, fabbri, tapparellisti, manutentori di caldaie e idraulici. In caso di necessità immediata si possono chiedere interventi a domicilio chiamando il numero verde.
Due i pacchetti di offerta: uno da 39 euro che include la sola uscita dell’artigiano se serve solo un preventivo, e un secondo a 99 euro che prevede, oltre all’uscita, anche due ore di manodopera.
Questi pacchetti si  aggiungono alla gamma sempre più ricca di servizi: lavanderia, pagamento dei bollettini postali, fotocopie al punto di ritiro per gli acquisti online.
Nei prossimi mesi il progetto verrà esteso agli altri punti di vendita Carrefour in Italia.

 

 

Gruppo VéGé si consolida in Campania con il socio Nocera Bros

gruppo véGé
Nocera Bros è attivo nel Cash & Carry e presente nell’area del capoluogo campano con una rete di 53 punti di vendita di proprietà e affiliati

Fa il suo ingresso nella compagine del Gruppo VéGé il nuovo socio Nocera Bros Srl, attivo nel Cash & Carry e presente nell’area del capoluogo campano con una rete di 53 punti di vendita di proprietà e affiliati con le insegne Nocera Bros Cash & Carry, enneSÌ ed enne market. L’obiettivo a medio termine di Nocera Bros è continuare nel programma di nuove aperture di punti di vendita di proprietà a Napoli centro, mirato a equilibrare maggiormente i fatturati globali di Gruppo.

L’amministratore delegato Pasquale Nocera sottolinea: “Abbiamo scelto di aderire al progetto commerciale di Gruppo VéGé nella piena convinzione che questa collaborazione ci consentirà di dedicare ancora più energie alla qualità al servizio reso ai nostri clienti all’ingrosso e al dettaglio e, allo stesso tempo, di conseguire gli obiettivi di espansione, rinnovamento e potenziamento della rete di vendita che abbiamo programmato”.

Nicola Mastromartino, presidente di Gruppo VéGé, aggiunge: “È per noi un onore iniziare un percorso comune di Nicola.Mastromartino.Presidente.GruppoVéGésviluppo con un’impresa che, grazie all’esperienza e all’intraprendenza della famiglia Nocera, gode di una collocazione di primo piano in un contesto territoriale complesso e fortemente competitivo come quello dell’area metropolitana di Napoli.”

 

Amazon apre Amazon Go: il negozio alimentare senza casse

amazon goUn negozio di alimentari poco superiore ai 160 metri quadrati, dove le casse non esistono e non servono perché si esce "senza pagare", o meglio, tutto avviene in automatico tramite smartphone. Non è fantascienza, è la nuova sfida che il big dell'eCommerce Amazon è ormai pronto a lanciare ai retailer tradizionali, confermando la propria natura di distruptor in ogni business grazie alla tecnologia.

Il colosso dell'online sta sperimentando il rivoluzionario format Amazon Go a Seattle, ad uso esclusivo dei propri dipendenti. Lo store dovrebbe tuttavia aprire ufficialmente già agli inizi del 2017. Attenzione: non si tratta di un semplice test isolato, ma della preparazione a una strategia più aggressiva nel retail tale da far rabbrividire Walmart. Sembra infatti che i piani di Amazon, come riportato da Business Insider, prevedano un’estensione di questo format a 2mila punti di vendita Usa nei prossimi 10 anni. Questo lo spazio di mercato individuato per lo sviluppo nel canale fisico, oggetto dunque di un investimento notevole.

Amazon GoIl metodo di pagamento
Amazon Go scansiona lo smartphone dei clienti all'ingresso e consente di fare poi spesa normalmente grazie a un mix di tecnologie -simile a quelle delle automobili self-driving- che rilevano automaticamente i prodotti inseriti nel carrello. Una volta usciti, agli shopper verrà addebitata la spesa sul loro account Amazon e inviato lo scontrino. Il tutto è naturalmente supportato da apposita applicazione Amazon Go.

L'offerta
L'assortimento è essenziale (o strategico) e con aggancio territoriale. Sugli scaffali di Amazon Go si troveranno piatti pronti per colazione, pranzo e cena ma anche snack preparati freschi ogni giorno da forni e cucine locali. Una selezione di prodotti grocery, dal latte ai formaggi artigianali, tra grandi marche e selezioni meno usuali.

Il cerchio tra virtuale e mattone, del resto, Amazon l’aveva già chiuso con l’inaugurazione delle prime librerie. A queste si aggiungono i 100 pop-up store in programma nei centri commerciali Usa, focalizzati sull’assortimento tecnologico. Jeff Bezos conferma così la propria vocazione di veterano di business che ambiscono a fare da case history, mentre il suo equivalente orientale, Jack Ma, pur con le relative differenze, percorre un simile tracciato.

Gruppo Alfi: capire bene il territorio

gulliver
Questo l’obiettivo del gruppo concentrato nella definizione di progetti sui freschi per garantire qualità, oltre che su una politica commerciale in cui il volantino svolge un ruolo importante (da Gdoweek n. 18)

Consolidamento dei progetti iniziati l’anno scorso, relativi agli asset commerciali, allo sviluppo e alla ristrutturazione dei Cedi: questo il focus 2016 di Gruppo Alfi (86 pdv, di cui 64 a gestione diretta, attiva con l’insegna Gulliver), che da febbraio è entrato a far parte di Gruppo Sun, dove il retailer è entrato, dopo una storica “militanza” in Végé e un avvicinamento al mondo Carrefour. Da questo accordo con il Consorzio Sun l’azienda si aspetta importanti benefici che le permetteranno di offrire una risposta più moderna ed efficace ai bisogni dei propri clienti. Tra gli aspetti sui cui porre particolare attenzione c’è il miglioramento nell’offerta di private label, con l’introduzione dei prodotti a marchio Consilia. “L’inserimento è iniziato a febbraio e registra già performance positive e apprezzamento da parte dei clienti. In quest’ottica prevediamo che, nel prossimo triennio, il marchio possa acquisire importanti quote di mercato in linea con i nostri migliori competitor”, spiega il responsabile ufficio acquisti e marketing, Gilberto Maioli, in quest’intervista a Gdoweek.

Quali comparti rappresentano i vostri punti di forza?
Inizierei con il settore della macelleria, nel quale la nostra azienda da sempre ha investito in qualità, sicurezza e tracciabilità. È di quest’anno il progetto “Rosso Puro” che ci ha portato a comunicare al consumatore in modo moderno ed originale la qualità dei nostri prodotti e il controllo totale che la nostra azienda ha su tutta la filiera produttiva, potendo garantire corrette pratiche e disciplinari di allevamento certificati da società accreditate, forse una rarità per la grande distribuzione. Il reparto ortofrutta, la cui importanza è sottolineata dalla collocazione in entrata nei nostri punti di vendita, è la sfida che la nostra azienda ha affrontato nel 2016 con un progetto ambizioso di partnership con fornitori locali e con un’offerta di qualità elevata.

Operate in territori ricchi di tradizioni alimentari. Quanto l’assortimento della vostra rete è influenzato dal localismo?
L’attenzione al localismo e alle realtà territoriali ha da sempre caratterizzato la nostra attività. Siamo presenti in quattro regioni dell’Italia nord-occidentale (Piemonte, Liguria, Lombardia ed Emilia Romagna) e in sei province (Alessandria, Asti, Genova, Savona, Pavia, Piacenza), con condizioni differenti tra loro, ma accomunate anche da una struttura produttiva storicamente radicata, dalla quale attingiamo per i nostri prodotti.

Parliamo del vostro format: quali le sue caratteristiche principali?
Il nostro format tradizionale si sviluppa su medie superfici collocate nei centri storici con un focus sui reparti freschi: ci rivolgiamo, quindi, a un target sia sensibile all’innovazione, da un lato, sia più conforme ai canoni tradizionali della spesa dall’altro. Per questo facciamo convivere queste due spinte: al di là delle scelte assortimentali condivise con l’industria di marca, ci stiamo concentrando sulla costruzione di un assortimento completo che vada incontro ad esigenze nutrizionali specifiche, con l’inserimento di diverse linee salutistiche e prodotti per il benessere quotidiano, i segmenti di mercato che mostrano le crescite più rilevanti.

Gli elementi distintivi della vostra politica commerciale.
In ordine temporale, l’ultima strategia adottata rientra in un più ampio progetto commerciale che si può riassumere nello slogan “Giù il prezzo” e che consiste nell’aver ricollocato più di mille prodotti di marca a prezzi bassi e bloccati sempre. Si tratta di una strategia che non si sostituisce, ma si aggiunge al nostro tradizionale piano promozionale.

Si parla molto della perdita di efficacia delle promozioni, per un eccesso di offerta: è un’affermazione valida anche per la vostra catena?
Dal nostro punto di vista, una corretta politica promozionale basata sul volantino quindicinale è ancora molto apprezzata dai clienti che frequentano i pdv.

Italy Discount accoglie il nuovo socio Pozzoli Food

italy discount
Pozzoli Food è attivo con 13 store in Lombardia nelle provincie di Milano, Monza e Brianza, Lecco, Como, Varese, Bergamo. A breve prevede tre nuove aperture

Pozzoli Food, attivo con 13 store in Lombardia nelle provincie di Milano, Monza e Brianza, Lecco, Como, Varese, Bergamo, e tre nuove aperture in programma, entra in Italy Discount. Il Consiglio di amministrazione infatti dà il via libera all’ingresso del nuovo socio che si è avvicinato al progetto dell’insegna “per poter essere ancora più competitivo, in modo particolare nei reparti freschi”.

L’amministratore delegato di Italy Discount, Mirco Pincelli, afferma: “Con gli ultimi tre nuovi ingressi, ossia 3a in

Mirco Pincelli, amministratore delegato Italy Discount
Mirco Pincelli, amministratore delegato Italy Discount

Piemonte, Liguria e Valle D’Aosta; Coal nelle Marche e in Abruzzo e Pozzoli Food in Lombardia, Italy Discount è a quota sette soci con una copertura territoriale in grado di garantire il servizio a tutti i punti di vendita che credono nel progetto, che vogliono esaltare le proprie capacità imprenditoriali cogliendo le opportunità che offre il territorio”. Giovanni Pozzoli aggiunge: “Investire su prodotti e insegna che ci appartengono, partecipare alle scelte della propria azienda è sicuramente più gratificante che affiliarsi a operatori che stanno sempre più puntando sulla rete diretta e che hanno format troppo vincolanti per imprenditori che vogliono cogliere le peculiarità del territorio in cui lavorano”.

Arriva Delinda, nuovo shop online dedicato alla bellezza

Un nuovo portale di content shopping dedicato a cosmesi e benessere, che si basa su un'offerta qualificata e su un approccio friendly

 

Un nuovo competitor nello scenario online della bellezza: all'indirizzo shop.delinda.it nasce un negozio online, che si propone anche di ricreare un rapporto molto stretto con le consumatrici, anche attraverso un uso intensivo dei social, soprattutto di Facebook. delinda logo

Prodotti di nicchia e fascia premium. "Iniziamo con 30 marchi e circa 350 articoli ma abbiamo già trattative avanzate per allargare la gamma -spiega Guia D'Acquisto, co-founder Delinda-. Vogliamo dedicarci a prodotti di nicchia, come Mustela, Puressentiel, Planter's o LBF e altrei, che di solito si trovano difficilmente nei negozi sotto casa e che di solito devi andare a cercare nelle insegne più titolate di profumerie ed erboristerie". Per il momento l'assortimento riguarda quasi esclusivamente i cosmetici femminili o specializzati per bambini ma l'intenzione è quella di arrivare a coprire anche il segmento maschile. delinda_03

Obiettivi di Delinda.  Si tratta di un progetto fortemente voluto da Difarco (25 milioni di fatturato nel 2015), realtà che opera nel mercato della logistica dal 1979, già molto legata al mondo della cosmesi. Grazie a questa esperienza, il sito offrirà da subito la consegna entro le 48 ore, gratis oltre i 60 euro di spesa, con possibilità di reso gratuito. "Vogliamo diventare una realtà leader in un mercato, quale quello della cosmesi online, che ha ancora grandi potenzialità di crescita in termini di volumi e di quote di mercato, con spazi in cui si possono affermare nuovi player. La cosmetica è un ambito relativamente acerbo sul web e molti indicatori suggeriscono che, nei prossimi anni, crescerà con un tasso superiore a quello della media dell’eCommerce", ha sostenuto Christian D'Acquisto, co-founder Delinda.

Comunicazione. Per raggiungere questi obiettivi è prevista una campagna pubblicitaria focalizzata sui social media, in particolare Facebook e Instagram, ma che sarà anche veicolata sulle principali riviste digitali cartacee.

Terranova potenzia la presenza in Spagna

Terranova Barcellona day
Lo sviluppo nella penisola iberica è uno degli obiettivi del Gruppo Teddy, di cui Terranova fa parte insieme ai marchi Calliope e Rinascimento

Nel cuore di Barcellona, Terranova inaugura un nuovo store, da 1.500 mq, all'interno di uno degli edifici più antichi della città, aperto dopo tre anni di lavoro. Lo sviluppo nella penisola iberica è uno degli obiettivi del Gruppo Teddy, di cui Terranova fa parte insieme ai marchi Calliope e Rinascimento.

Il nuovo flagship store. Il negozio nel centro della capitale catalana, ubicato all’angolo tra calle Boters e calle del Pi, si sviluppa su 3 piani, ha 4 ingressi e 6 vetrine. Il punto di vendita ha anche una forte componente scenografica, trattandosi di una residenza storica appartenuta ad una famiglia nobile di Barcellona. I lavori sono stati condotti a stretto contatto con la soprintendenza. Si tratta di una cornice suggestiva con pareti “a vista” restaurate, tele e pavimenti dell'epoca, rivestimenti in legno e stucchi dorati. L’assortimento propone tutte le linee del marchio (uomo, donna, kids, accessori, underwear), con alcune novità create ah hoc per questo store come le rappresentazioni grafiche di Alex Fowkes, vincitore del Creative Review One to watch nel 2011, su alcune pareti del negozio.

Obiettivi. Il piano di sviluppo del gruppo prevede 114 nuovi negozi nel corso del 2016 in Europa ed entro il 2019 un fatturato da 900 milioni di euro. Grazie alle aperture del 2016 i marchi Terranova, Rinascimento e Calliope arriveranno a contare alla fine dell’anno circa 570 negozi in 43 nazioni.

Ad Agrate Brianza apre il Centro Ingrosso Cina

centro ingrosso cinese
Si tratta di un megastore di 56mila metri quadrati, 400 negozi e 600 posti auto, ubicato a ridosso della Tangenziale Est. L'investimento è di 50 milioni di euro

Sulle ceneri dell’ex fabbrica Uquifa, ad  Agrate Brianza, in provincia di Monza, nasce il nuovo Centro Ingrosso Cinese, un megastore di 35mila metri quadrati, 400 negozi e 600 posti auto, ubicato a ridosso della Tangenziale Est.

L’imprenditore che ha ideato e reso concreto il progetto,  grazie a un investimento di 50 milioni di euro, col sostegno di Mps Capital Service e Unicredit, è il 40enne cinese Chen Wen Xu, da 20 anni residente a Brescia, e già proprietario di Aumai, la catena di supermercati che ha preso il posto di Upim in piazzale Loreto a Milano.

Il centro. La struttura del centro commerciale cinese si sviluppa su tre livelli di cui due piani dedicati alla vendita, con un’offerta merceologica che comprende abbigliamento, scarpe, accessori, casalinghi.  Al secondo piano sono previsti anche servizi per il cliente come bar, ristoranti, spaccio generi alimentari, sportello bancario e un reparto per la cura della persona che comprende parrucchiere, centro estetico e benessere. Al piano sotterraneo ci sono i magazzini sotterranei per lo scarico dei container, sorvegliati 24 ore su 24. In questa prima fase saranno aperti almeno 120 negozi. Il centro entrerà a regime nelle prossime settimane.

 

Mercatone Uno, riapertura straordinaria di 18 pdv

Aumentare la visibilità dell'insegna per i potenziali investitori: questa la ragione che ha portato i tre commissari straordinari di Mercatone Uno a deliberare la riapertura straordinaria di 18 punti di vendita, chiusi all’avvio della procedura di amministrazione straordinaria

I commissari straordinari di Mercatone Uno (Stefano Coen, Ermanno Sgaravato, Vincenzo Tassinari) hanno deliberato la riapertura straordinaria di 18 punti di vendita che risultavano chiusi all’avvio della procedura di amministrazione straordinaria: una decisione che permetterà di aumentare la visibilità per i potenziali investitori sull’intero compendio aziendale.
I 18 punti di vendita sospesi riapriranno nei fine settimana del 9-10-11 dicembre e del 16-17-18 dicembre, con offerta merceologica incentrata su complementi d’arredo, piccolo elettrodomestico e decorazioni per la casa, studiata per i consumi natalizi delle famiglie. A sostegno delle riaperture una campagna di comunicazione straordinaria che interesserà tutti i territori dei 18 punti di vendita.
I punti vendita che riapriranno sono: Mirabella Eclano (Av), Arzano (Na), Sorbara (Mo), Parma (Pr), Cerasolo di Coriano (Rn), Reana del Rojale (Ud), Viterbo (Vt), Pessano con Bornago (Mi), Serravalle Scrivia (Al), Genola (Cn), Romagnano Sesia (No), Brandizzo (To), Mappano di Caselle (To), Brindisi (Br), Navacchio di Cascina (Pi), Magione (Pg), Curtarolo (Pd), Tribano (Pd).
I commissari straordinari hanno predisposto il nuovo bando, in via di approvazione, per la cessione delle aziende in amministrazione straordinaria,  nuovo bando che contiene condizioni di vendita più flessibili e coerenti con le aspettative del mercato, rivolgendosi al più ampio numero di operatori interessati al business. Si conferma così l’obiettivo di giungere a conclusione del percorso di rilancio e cessione di Gruppo Mercatone Uno, nel rispetto dei tempi previsti.

 

Le etichette Checkpoint Systems ottengono la doppia certificazione per alimenti e forno a microonde

Checkpoint Systems - 4210 EP food labelCheckpoint Systems, fornitore leader a livello mondiale di soluzioni per la disponibilità della merce nel settore retail, annuncia che l’etichetta 4210 EP Food ha ricevuto una doppia certificazione di sicurezza, per alimenti e per forno a microonde. La doppia certificazione attestata dalle consulenze di TÜV Rheinland e ISEGA, consente ai consumatori di utilizzare in modo sicuro il microonde per riscaldare i propri acquisti freschi (ad esempio la carne) e permette ai retailers di proteggere la merce contro qualsiasi contaminazione dovuta al collante da etichetta.

“Quando si pensa a una porzione di carne confezionata in negozio, si suppone che il packaging sia una barriera – spiega Flavio Musci, direttore EAS Consumables EMEA di Checkpoint Systems. Tuttavia, a livello molecolare, non lo è. Infatti, il packaging è volutamente progettato per consentire la circolazione dell'ossigeno dentro e fuori dalla confezione, con lo scopo di evitare lo scolorimento della carne. Può accadere che, nella confezione, alcuni composti delle etichette adesive possano migrare attraverso l'imballaggio, violando l’attuale normativa UE in materia di oggetti che entrano in contatto con gli alimenti”.

L’ente ISEGA ha accertato che l’etichetta 4210 di Checkpoint garantisce la sicurezza dei consumatori, accertando che le sostanze chimiche potenzialmente dannose non entrino in contatto con la carne. Ciò fornisce un ulteriore livello di protezione per i retailers.
I test TÜV hanno rivelato che, a differenza di altre etichette antitaccheggio le quali presentano una leggera bruciatura sui bordi durante la cottura a microonde e in alcuni casi hanno preso fuoco durante il processo di scongelamento, l’etichetta 4210 EP Food di Checkpoint ha superato tutti i test senza incidenti.

La nuova etichetta è facilmente integrabile alla Fonte e adattabile a tutte le opzioni di packaging, come gli imballaggi di plastica o i cuscinetti assorbenti. Caratterizzata da prestazioni avanzate RF-EAS, inoltre, la 4210 è ideale per i rivenditori di generi alimentari che hanno bisogno di proteggere carne o formaggio ad alto rischio di furto. La soluzione è progettata per migliorare l'efficienza del punto vendita, consentendo ai retailers di aumentare la disponibilità a scaffale.

Oltre ad ottimizzare i tempi di lavoro e a garantire che tutti i prodotti siano sicuri e pronti per la vendita, un account manager del Source Tagging Lab è costantemente impegnato ad effettuare sopralluoghi, formazione del personale e visite ai produttori, un servizio incluso in tutti i programmi di Protezione alla Fonte di Checkpoint Systems, finalizzato a facilitarne l'integrazione.

Una nuova variante dell’etichetta 4210 per l’uso sui cibi congelati è attualmente in fase di sperimentazione e ha anche ricevuto una doppia certificazione.

Editoriale: tante domande altrettante risposte

“Eurospin seconda per fatturato dietro ad Esselunga” , “Lidl vince il titolo insegna dell’anno”. La seconda vita dei discount (da Gdoweek n. 18)

“Eurospin seconda per fatturato dietro ad Esselunga”
“Lidl  vince  il  titolo  insegna  dell’anno”
Questi sono solo alcuni dei titoli usciti negli ultimi mesi, ma il tema rimane lo stesso: il discount si sta  affrancando da quel clima un po’ sovietico che ne contraddistingueva l’esperienza d’acquisto e velocemente si sta rifugiando in un modello di business più simile a quello di Costco, dove l’experience c’è ed è legata alla sorpresa (ripetuta nel tempo) di fare buoni affari anche grazie a una presenza più massiccia di brand del largo consumo. Quelli che erano un tempo svantaggi ... merce impilata, cartoni in luogo di attrezzature ... per il cliente si traducono in minori costi che finiscono dritti nel suo scontrino. E gli altri allora che cosa devono fare per competere con il discount? Un’unica certezza: non corrergli dietro. Non tutti i punti di vendita sono per tutte le tasche, quindi i non-discount dovranno farsene una ragione: per alcuni clienti rappresenteranno un lusso piacevole, da inserire ogni tanto in uno shopping trip, per altri saranno la consuetudine, per altri ancora la spesa base, per poi puntare agli specialty. La battaglia della conquista del cliente sarà sulla capacità di trasferire una serendipity. Tanti gli ingredienti, ma tutti da cercare nel proprio Dna d’insegna; l’effetto sorpresa si può tradurre in un prezzo stracciato su un prodotto desiderato, oppure su una proposta gourmet che prima non ci si immaginava di trovare in una catena della gdo. Coraggio e determinazione sono indispensabili per perseguire una strada imbattuta da altri, ma che porta a nuove scoperte e a nuovi valori, oltre a comportare anche dei rischi. D’altra parte, essere imprenditori significa anche questo.

Gdoweek, il n.18 in distribuzione

Schermata 2016-11-29 alle 16.34.58Nel n. 18 la Coverstory: la seconda vita dei discount. Cambiamenti in vista per continuare a crescere.

Arriva dm drogerie markt. Cambieranno gli equilibri nel mondo dei drugstore?

Ambizioni e obiettivi di Gruppo VéGé: crescono fatturato, quota, pdv, soci...

Sicurezza e qualità: questi i driver nell'uptrading delle conserve ittiche

Iper La grande I ospita i mâitre chocolatier

Iper, Lagrandei menu_dolci
L’iniziativa Dolce Natale al sapore di cioccolato prevede la presenza di un laboratorio di pasticceria che va ad aggiungersi agli altri atelier produttivi già presenti negli store dell'insegna

L’antica tradizione dei mâitre chocolatier rivive all’interno degli store Iper la Grande I per offrire, nel periodo natalizio, praline e cioccolatini, tavolette e barrette di cioccolato al latte, bianco o fondente, preparate esclusivamente con burro di cacao ed estratti naturali di vaniglia, disponibili in vari assortimenti. A questi si aggiungono tartufi, boeri e variazioni sul tema come meringhe striate al cioccolato, baci di dama ungheresi, frutta fresca glassata al cioccolato, scorzette d’arancia tuffate nel cioccolato fondente. L’iniziativa Dolce Natale al sapore di cioccolato prevede infatti la presenza di un laboratorio di pasticceria che va ad aggiungersi agli altri atelier produttivi di cui Iper, La grande i si è dotata per tutti i reparti freschissimi.

 

Il ritiro di Riccardo Francioni: lascia Selex dopo 47 anni

Dopo un sodalizio lungo 47 anni, alla fine di dicembre Riccardo Francioni lascia Selex

 

Una lunga carriera, quella di Riccardo Francioni, che ha guidato Gruppo Selex attraverso diversi decenni, prima come direttore generale o poi come procuratore. Il lungo sodalizio durato 47 anni, come spiega nella lettera che ha indirizzato al direttore di Mark Up e Gdoweek, terminerà alla fine del 2016, dopo aver portato le aziende del gruppo a crescere, trasformandone l'anima e indicando nuove strade, creare un'insegna comune, sviluppare i prodotti a marchio, far nascere Esd Italia, contribuire al dialogo con l'industria ecc:  Francioni parla di "una lunga esperienza straordinaria ad affiancare le imprese e sostenere le Imprese indipendenti della distribuzione italiana promuovendone costantemente l'evoluzione e la crescita, consentendo loro di essere più competitive in un mercato in continua e rapida evoluzione". Francioni_Riccardo

In linea con lo stile del personaggio, non poteva mancare un riferimento al futuro e al manager che ha raccolto il suo testimone: "Sono certo che attraverso la guida del Direttore Generale dottor Maniele Tasca, Selex continuerà a  crescere ancora in futuro, mantenendo e rafforzando il ruolo di gruppo Associativo di riferimento per le Imprese indipendenti italiane di qualità".

lettera francioni

 

Lidl festeggia un anno di bellezza…Cien

Lidl Italia ha festeggiato le sue linee per la bellezza femminile riunite sotto il marchio Cien. Testimonial di questo brand è Laura Barriales.

Lidl cerca ormai da qualche tempo di darsi un'immagine un po' più patinata rispetto a quella dell'hard discounter spartano con cui si è presentato e sviluppato in Italia dai primi anni Novanta fino ad oggi.  E credo che la linea di prodotti "bellezza e cura persona" (beauty&care) targati Cien, lanciata all’inizio del 2016, rappresenti un proseguimento di questo discorso, declinato, ovviamente, su altre corde (leggi: strategie di marketing) e altri target rispetto a quelli cui mirano i prodotti alimentari tipici del nostro paese o le promozioni di prodotti alimentari europei.
Laura Barriales è la testimonial del marchio Cien che ha anche una blogger ufficiale: Chiara Facchetti.

Laura Barriales è la testimonial del marchio Cien (Lidl)
Laura Barriales è la testimonial del marchio Cien, la private label di Lidl specializzata nella bellezza

Dietro Cien c'è tutto un investimento multimediale. Il Concorso “Cien Beauty Contest” è attivo ora sull’applicazione Cien Appeal e la web series Cien. Tutte le fan di Cien possono scaricare l’applicazione e partecipare a un concorso a premi.  CienAppeal
Sui canali social di Lidl Italia verranno trasmessi micro episodi a tema Cien.
Saranno proprio Laura Barriales e Chiara Facchetti le due interpreti di questa web series.
“Cien è un brand in continua evoluzione, anche nei suoi contenuti digital -commenta Luca Boselli, amministratore delegato di Lidl Italia- con l’applicazione per smartphone e la web series renderemo l’esperienza Cien sempre più coinvolgente. Continueremo a sviluppare prodotti smart per la bellezza e la cura del corpo, offrendo qualità e tendenza a un prezzo conveniente”.
Nel 2016 sono usciti diversi prodotti dedicati ai principali momenti della giornata e alle esigenze di ogni stagione. Dalle necessità di una bellezza basica cioè quotidiana, al necessario per il viaggio tramite confezioni portatili, ai prodotti naturali certificati Nature, fino alla linea per esporsi al sole e alla gamma completa di prodotti per trucco.
Sul sito www.cien.it.

Obi torna a puntare sull’Italia

L'apertura dello store di S. Giuliano, la quarta del 2016, evidenzia la volontà del retailer internazionale di riprendere l'espansione anche nel nostro Paese

 

Con l'inaugurazione del 55° punto di vendita Obi, a S. Giuliano Milanese (Mi), sale a 4 il numero di store aperti quest'anno da uno dei maggiori operatori europei (il secondo dopo Kingfisher) del segmento fai-da-te. A conferma che il retailer è tornato a investire con forza sulla penisola, che dimostra di essere un interessante mercato potenziale. Spiega Cesare Epinati, direttore vendite ed espansione della filiale italiana: “Il nostro obiettivo è quello di mantenere il ritmo attuale di crescita anche nei prossimi anni, sopratutto nelle regioni centro-settentrionali, nei capoluoghi di regione e provincia sopra i 150.000 abitanti”.obi 1

Lo store di S. Giuliano, in particolare, sviluppato su una superficie di vendita di 5.500 mq circa in grado di ospitare oltre 70.000 referenze, è stato costruito attorno alle esigenze del bacino d'utenza milanese. “Vogliamo che ogni nuovo negozio Obi sia diverso dal resto della rete e sia tarato sulla clientela locale”, precisa Epinati.

In questo punto di vendita, per esempio, è stata notevolmente ampliata l'area dello stagionale: parliamo di 500 mq dedicati, all'interno di uno spazio modulabile, che può arrivare anche a 600 mq, per fare vivere un'esperienza d'acquisto più completa, giocata sull'ambientazione di prodotto. “Quello milanese è un cliente esigente, che vuole una shopping experience più stimolante -puntualizza il manager di Obi-: l'area dello stagionale soddisfa questa necessità perché può essere costantemente reinventata e rinnovata”.

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Interessanti gli approfondimenti nei mondi building, arredo bagno e soprattutto nel garden: per seguire il cliente nell'indoor planting e nell'outdoor sono riservati circa 450 mq di area interna, cui si aggiungono più 200 mq di esterno, con 6 persone dedicate.

Da segnalare anche l'ampliamento del reparto pet: 200 mq per 4.000 referenze, un settore, quello dell'animaleria, che Obi Italia ha scelto di incrementare solo da quest'anno.

 

Interspar debutta a Parma

In una piazza caratterizzata dalla forte competizione commerciale, Aspiag Service debutta con una superficie di 2.500 mq, facendo leva su localismo, sosteniblità, servizio. Spiega lo store Marino Fineschi, Amministratore delegato

Aspiag Service debutta a Parma con un superstore di 2.500 mq; nell'inserimento in una piazza caratterizzata da una competizione commerciale molto forte fa leva sulle sue peculiarità, ossia focus su alimentari di qualità, forte presenza fornitori locali, sostenibilità e impegno per la comunità. “Siamo di fronte a una sfida difficile che siamo orgogliosi di accettare -dichiara Marino Fineschi, Ad di Aspiag Service Despar- ma siamo convinti che anche a Parma otterremo ottimi risultati: basti pensare che i nostri Interspar emiliani hanno una redditività a metro quadro doppia rispetto a quelli del Veneto. 02_interspar_parma_Le caratteristiche di questo punto di vendita, che ha richiesto un investimento di 11 milioni di euro, riguardano un’offerta di 30mila referenze, molto profonda e con un’attenta segmentazione di prezzo/qualità; ben 300 freschi provengono da fornitori locali. In generale, abbiamo pensato a questo superstore come a un luogo accogliente per tutti, aperto al quartiere, con un elevato livello di servizio e una forte attenzione alla sostenibilità, sia ambientale con i più moderni sistemi di energia fotovoltaica e di risparmio energetico, sia umana, come dimostrano le attività di responsabilità sociale che qui prevedono la cessione dell’invenduto a due onlus parmensi che si occupano dei più poveri”.

03_interspar_parma_Il layout dell'Interspar di Parma apre sul reparto ortofrutta, mentre tutta la parete di fondo è caratterizzata dalla presenza dei banchi assistiti che, nell’ordine, comprendono pescheria, macelleria, rosticceria, banco sushi, gastronomia pronta, con una forte presenza di piatti/ricette parmigiane, e panetteria. Non è previsto uno spazio per il consumo interno.

Tra le peculiarità dell’offerta grocery, la profondità dello scaffale spirit, con una forte presenza di grappa (che tradisce l’origine “veneta” della catena) e di vini, incentrata su etichette e varietà da produttori emiliano romagnoli. “Avremmo voluto realizzare una vera e propria enoteca che, insieme alla parafarmacia, ci avrebbero permesso di aumentare la completezza dell’offerta anche in chiave di servizio ai nostri clienti. Purtroppo le leggi attuali ci hanno impedito di avere una superficie di vendita con una dimensione totale di 3.000 mq (ndr: vale a dire 500 mq in più), così com’era nei nostri progetti iniziali”.

Starbucks progetta nuovi store di fascia premium

Starbucks
La nuova catena di bar, che dovrebbe chiamarsi Starbucks Reserve, dovrebbe proporre bevande più ricercate, tra cui le tipologie di caffè riserva

Starbucks guarda al futuro ipotizzando un’immagine rinnovata. L’idea è di aprire una ventina di nuovi negozi di fascia alta in tutto il mondo, seguendo l’esempio della Seattle Reserve Roastery and Tasting Room. La nuova catena di bar, che dovrebbe chiamarsi Starbucks Reserve, dovrebbe proporre bevande più ricercate, tra cui le tipologie di caffè riserva.

A capo di questo progetto di rinnovamento, nato anche per l’esigenza di ritagliarsi un ulteriore spazio nel mercato della ristorazione, dovrebbe esserci Howard Schultz, appena dimessosi da amministratore delegato del gruppo per concentrarsi sull’apertura dei nuovi concept store di lusso legati al marchio. Pare che Schultz voglia proporre un modello alternativo alla crescente tendenza dei consumatori all’acquisto online. Si dice convinto infatti che offrire un’esperienza di lusso  possa più facilmente attirare i clienti nei negozi.

Coop Lombardia propone il calendario Storie di un’amicizia

storie di un'amicizia Coop Lombardia
Il calendario 2017 è nato in seno alla campagna Alimenta l'Amore, promossa da Coop Lombardia, in collaborazione con il Comune di Milano e sosterrà i cani delle zone terremotate

Dodici scatti per i dodici mesi dell’anno ritraggono bambini e animali. Sono Storie di un’amicizia. Il calendario 2017, nato in seno alla campagna Alimenta l'Amore, promossa da Coop Lombardia, in collaborazione con il Comune di Milano, è in vendita nei negozi Coop della regione al costo di 3 euro. Il ricavato sosterrà le attività della Lega Nazionale per la difesa del cane nelle zone terremotate. Con il calendario Calendario Alimenta l'amore 2017 Coop Lombardia2017 si vuole valorizzare la campagna di sensibilizzazione Alimenta l'Amore per la raccolta di cibo per cani e gatti, raccontare l’amicizia che lega i bambini agli animali ma, soprattutto, riflettere su questa relazione da un punto di vista culturale e filosofico. Sul set creato dalla fotografa Silvia Amodio si sono presentati anche animali “non convenzionali” come galline, conigli, caprette.

La campagna. L’iniziativa, avviata due anni fa, consiste in una raccolta permanente di cibo per cani e gatti negli store lombardi. Nel biennio sono state raccolte oltre 70 tonnellate di cibo e distribuito migliaia di pasti agli animali in difficoltà tramite le associazioni animaliste che hanno aderito all’iniziativa. Il progetto si sta estendendo ad altri comuni della regione. 

 

Cesvi impacchetta i sogni al Mondadori Megastore Duomo Milano

Invito_Evento_CesviVenerdì 2 dicembre alle ore 19.00, presso il Mondadori Megastore in Piazza Duomo a Milano, Cristina Parodi darà il via all’iniziativa di Cesvi, in collaborazione con Mondadori Store, .

Durante tutto il periodo natalizio, i volontari Cesvi saranno presenti in più di 60 Mondadori Bookstore e Megastore delle principali città italiane per realizzare pacchetti regalo. Un’iniziativa che prosegue per il secondo anno, dopo la calda accoglienza ricevuta lo scorso Natale.

Con un' offerta si potrà dare un contributo per garantire ai bambini della Repubblica Democratica del Congo, orfani a causa dell'AIDS, l'accesso alla scuola e donare loro tantissimi libri.

Durante l’evento Cristina Parodi, testimonial da oltre 15 anni, racconterà la sua esperienza con Cesvi in Africa, dove ha toccato con mano i risultati delle attività a favore dei minori. Presente anche Giangi Milesi, Presidente Cesvi, che racconterà l’impegno di Cesvi nel Paese.

A seguire ‘Around the world’, uno spettacolo di sand animation, una tecnica artistica che consiste nel creare immagini sfruttando la plasticità della sabbia. Ad esibirsi sarà Silvia Emme, la rinomata artista che ha reso la sand animation il suo linguaggio universale.

Conad Tirreno avvia la riqualificazione energetica di nove store

conad superstore 1 Conad del Tirreno
Al fianco di Conad del Tirreno ci sono EOS Investment Management, gestore istituzionale di fondi d’investimento, e Officinae Verdi Group, una joint venture per la green economy

Si inquadra nella politica di full energy efficiency la collaborazione di Conad del Tirreno con EOS Investment Management,  gestore istituzionale di fondi d’investimento, e Officinae Verdi Group, una joint venture per la green economy costituita da Unicredit e WWF. Il team ha avviato un progetto, che si svolgerà in un arco di tempo di 24 mesi, che prevede la riqualificazione energetica di nove punti di vendita di Conad del Tirreno situati in Toscana, Lazio e Sardegna, per un valore di 28 milioni di euro. Tecnicamente, l’operazione sarà realizzata da un veicolo societario, Ecology Store, di cui il fondo energia di EOS IM (Efesto Energy) è azionista di maggioranza, e finanziata in project financing da UniCredit Banca.

Ugo Baldi, amministratore delegato di Conad del Tirreno, sottolinea la soddisfazione per la collaborazione avviata e definisce il progetto “strategico” e “in linea con quello iniziato nel gennaio 2015 che ci vide impegnati insieme ad altri partner con un investimento di 33 milioni. L’energia, infatti, dopo il personale è la seconda voce di costo per le imprese della GDO con un’incidenza tra l’1 e il 2% del fatturato”. E prosegue: “Per raggiungere la full energy efficiency saranno adottate lampade a LED, tecnologie altamente efficienti per il sistema di climatizzazione e la catena del freddo e sarà realizzata una control room energetica che monitorerà continuamente la performance e i ritorni sull’investimento”. Ciro Mongillo, fondatore e amministratore delegato di EOS IM aggiunge: “All’importante impatto in termini di efficienza energetica si aggiunge un valore sociale generato dall’apertura di cantieri di media dimensione che creeranno oltretutto nuove opportunità di lavoro in tre regioni”.

 

Il cash&carry Altasfera di Manfredonia si rinnova

altasfera manfredonia
Lo store del Gruppo Maiora, il centro distribuzione Despar del Centro Sud Italia con 414 punti di vendita, è stato ristrutturato al suo interno e ospita oggi nuovi reparti

Cambia look il cash&carry Altasfera di Manfredonia del Gruppo Maiora, ubicato sulla Strada Statale 89 Km 170,200 nel Parco Industriale Sopim, sviluppato su una superficie di circa 2.000 metri quadrati.

Le novità. Lo store è stato ristrutturato al suo interno e ospita oggi nuovi reparti tra cui: surgelati, ortofrutta, carni fresche e congelate. È stato inoltre inserito il reparto Hotellerie nel quale trovano spazio porcellane per la tavola per il buffet, posateria, vetri, cristalli e accessori per la sala e per il bar, coltelleria professionale, pentolame, accessori per la cucina e il fast food, piccoli elettrodomestici professionali esposti in gondole di 2,5 metri di altezza. Per i banchi frigo infine, precedentemente alimentati da motori singoli con un consumo energetico elevato, viene utilizzata un’unica centrale che provvede ad alimentare sia i banchi TN  (temperatura normale) e sia i banchi BT (basse temperature cioè i surgelati).

 

 

Amazon Prime Now arricchisce con il pesce l’offerta

amazon prime now
La proposta assortimentale si amplia con nuove referenze di pesce e carne acquistabili attraverso l'app riservata ai clienti Prime con consegne in un’ora o in finestre di due ore a Milano e in 46 comuni dell'hinterland

Si amplia la gamma di prodotti disponibili su Amazon Prime Now che arricchisce la sua offerta inserendo alcune varietà di pesce acquistabili sull'app riservata ai clienti Prime che offre consegne in un’ora o in finestre di due ore a Milano e in 46 comuni dell'hinterland milanese tutti i giorni dalle 8,00 alle 24,00.

Nuovi item. All’interno della nuova selezione pesce, i clienti Prime Now possono acquistare branzini, orate e sardine già pulite, mazzancolle, filetto di gallinella o di merluzzo nordico, persico africano, pesce spada, platessa, trota salmonata e salmone; trancio e filetto di salmone al pepe rosa o con patate, diverse qualità di burger di pesce, carpaccio di polpo, insalata di polpo con patate e olive taggiasche, insalata di mare e legumi. L’assortimento si amplia anche con nuove referenze di carne  come l’hamburger allo speck, la luganega nella versione classica, al finocchietto o al peperoncino, la tartare di bovino e poi ancora pollo fritto, alla messicana o alla orientale.

La gastronomia resta un’isola di creatività

Il personale deve garantire l'appetibilità dell'esposizione, ma l'assortimento può offrire ampie opportunità di differenziazione (da Gdoweek n. 17)

Il consumatore che vuole risparmiare tempo in cucina ha diverse opzioni quando vuole acquistare un piatto pronto solo da scaldare: il surgelato e la gastronomia fresca, percepita come un prodotto con un’immagine qualitativa superiore. In mezzo si collocano i piatti pronti freschi a libero servizio, prodotti con le diverse tecnologie a disposizione per allungare la shelf life. Tutti questi segmenti competono tra di loro e l’andamento di una tipologia è legato al trend delle altre. La gastronomia fresca sfusa ha problematiche di gestione e di formazione dell’assortimento peculiari, sia in funzione delle caratteristiche di deperibilità di questa categoria sia per la varietà dei prodotti. Il mercato comprende la preparazione di insalate vegetali, di pesce e di carne, salse per condimenti e farciture, primi e secondi piatti, contorni. Il reparto si suddivide a grandi linee nei segmenti antipasti (quello che fa i maggiori volumi), salse, primi piatti e secondi piatti (questi ultimi costituiscono una nicchia), contorni. Una sua caratteristica è la frammentazione dei fornitori, con un numero ridotto di player industriali e molti operatori artigianali attivi prevalentemente a livello locale, spesso focalizzati su determinati segmenti, con un occhio particolare alle specialità tipiche.

Com’è organizzato Conad Centro NordSchermata 2016-11-04 alle 16.52.47
Sulle  numerose  problematiche  gestionali  si sofferma Francesco Bertoraglia, category manager grocery 1: “I punti critici per un punto di vendita attrezzato con cucina sono principalmente l’organizzazione dei cicli produttivi, la conservazione dei prodotti e i rischi connessi al dover buttare parte della produzione, soprattutto nel caso di preparazioni con un costo significativo come i prodotti a base di carne o ittici. In linea generale un altro fattore chiave è riuscire a mantenere una curva qualitativa costante, cosa non semplice da realizzare. Nel nostro caso ricorriamo a fornitori specializzati nella gastronomia sfusa, cercando di selezionarli sia in base al livello di qualità richiesto sia in funzione delle differenze di area (per esempio, la ricettazione di un primo tradizionale come le lasagne può variare da una zona all’altra). Emerge sicuramente la necessità di avere un personale qualificato: deve sapere cosa vende, se non sa valorizzare la presentazione, il banco ne risente anche se il prodotto è buono. In questo reparto conta la fidelizzazione e sotto questo aspetto è fondamentale il servizio: se il consumatore trova un banco ben fornito e accattivante diventa un assiduo frequentatore”.

Coop è territoriale
Per la gastronomia Coop ha fatto delle scelte territoriali. Come spiega Massimo Bussolari, category gastronomia, “le insegne del distretto nord-ovest si avvalgono di una cucina centralizzata, un centro di produzione nuovo che porta con sé tutti i problemi di gestione e controllo dei cicli di lavorazione. Nelle altre aree si ricorre a fornitori legati in particolare al territorio locale, poiché la cucina e, quindi, le ricettazioni possono variare da zona a zona:piatti come le lasagne o altri prodotti tipici sono più legati al territorio rispetto alla classica insalata di riso. In linea generale si può comunque dire che l’assortimento è formato da uno zoccolo duro comune alle diverse aree, con le variazioni costituite dai piatti locali”.

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Retail solution: l’ortofrutta migliora il vissuto visual

L'esperienza all'interno del reparto diventa molto più coinvolgente, ma la maggior parte delle soluzioni richiedono maggiore spazio dedicato (da Gdoweek n. 17)

Passare  dalla  massificazione  alla  segmentazione  dell’offerta e incrementare il vissuto esperienziale nel punto di vendita. Così si dovrebbe ridisegnare il reparto ortofrutta perché svolga realmente l’azione di traino all’acquisto che gli viene attribuita univocamente dagli esperti di marketing secondo la new retail solution per l’ortofrutta proposta recentemente al Macfrut. Investire nel reparto ha comunque un senso per la distribuzione moderna che negli anni ha rafforzato la sua posizione di principale canale di vendita con il 62% dei volumi contro il 51% del 2007.  A dimostrarlo le case history di alcune insegne estere, riportate da Roberto Della Casa, managing director di Agroter, dove la superficie espositiva dedicata a frutta e verdura va dal 30 al 60% contro la media del 10% nei punti di vendita in Italia: Whole  Foods 365 in un quartiere popolare di Los Angeles vi ha dedicato 600 mq su 1.500 e il reparto incide all’incirca per il 30% del fatturato; saliamo al 50% di spazio in uno Sprouts Farmers Marketin un quartiere elegante a qualche km di distanza, per un’incidenza intorno al 25% delle vendite, e al 60% in un Grand Frais, format francese che presto arriverà anche in Italia, dove l’incidenza sui volumi di vendita è attorno al 50%.

Nuovi spazi da sfruttare
Non è però solo sullo spazio che bisogna contare ma anche, e soprattutto, sulla qualità e varietà dei prodotti. “Andrebbero inoltre pensati nuovi posizionamenti dell’ortofrutta nel punto di vendita -suggerisce Della Casa- invitando all’abbinamento con altre referenze a all’acquisto d’impulso in avancassa per la frutta secca, frutti rossi o frutta di stagione”. E qualcuno ci prova. Dallo scorso settembre davanti alle casse dei supermercati U2 al posto dei classici snack dolci si trovano macedonie e frutta di IV gamma esposte in piccoli banchi refrigerati. Il punto vendita va ripensato dando all’acquisto  un  valore  aggiunto  esperienziale: “I consumatori oggi sono cambiati -spiega Daniela Ostidich, presidente di Marketing&Trade-. La semplice  azione  del  comprare  è  possibile anche su Amazon. Il punto di vendita fisico deve quindi dare degli stimoli in più: proporre nuove referenze, diventare punto di relazione con il territorio, educare tramite piattaforme informative, interagire con gli utenti, perché più valori percepiscono, più aumenta il consumo di frutta e verdura”.

Restyling in corso
Anche in Italia qualche operatore inizia a rinnovare puntando su allestimenti e disposizioni più accattivanti, e non semplicemente posizionando il reparto all’ingresso dei punti di vendita. Da circa un anno e mezzo Dimar, player operativo nel Sud del Piemonte e in Liguria, ha testato tre modelli di reparto in altrettanti punti di vendita di diversa metratura, andando a sostituire l’esposizione massificata e orizzontale (in cui si utilizzava come supporto l’imballaggio primario) con un allestimento sviluppato anche verticalmente, cercando di valorizzare l’assortimento giocando sulle asimmetrie. “Il restyling ha portato un incremento delle performance del reparto e a una riduzione degli sfridi -afferma Marco D’Amico, space allocation category del distributore piemontese- mantenendo invariata la produttività degli operatori (ore lavoro uomo), nonostante richieda maggiore manutenzione. È aumentato anche il tempo di permanenza dello shopper, tutti dati positivi che ci hanno fatto decidere di rinnovare altri 8 punti di vendita entro la fine dell’anno”. Un paio di anni fa Crai ha invitato i suoi soci a rinnovare il reparto, dettando delle linee guida che prevedono di spostare l’ortofrutta all’ingresso, all’interno di un’area denominata “piazza del fresco” insieme a gastronomia, macelleria, salumeria e panetteria.“A  febbraio  -afferma  Carmelo Carriero, direttore acquisti Crai Secom Spa- abbiamo presentato la nuova linea biologica a marchio ‘Crai Bio’ che include anche ortofrutta fresca e IV gamma”.

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