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Marca 2018: le novità di Pam Panorama

Nel 2018 Pam Panorama lancerà nuovi prodotti e nuove linee a marchio privato. Le novità saranno presentate il 17 e 18 gennaio in occasione di Marca 2018

Nel 2018 Pam Panorama lancerà nuovi prodotti e nuove linee a marchio privato. Le novità saranno presentate il 17 e 18 gennaio in occasione di Marca 2018.

L’insegna ha aumentato in maniera esponenziale l’offerta private label puntando in modo particolare sulla linea Semplici e Buoni, con oltre 80 item, per chi soffre di intolleranze alimentari o vuole stare attento alla linea, e sulla linea Bio, con più di 150 referenze. Oggi Pam Panorama propone un assortimento di prodotti che vanno dalla linea mainstream Pam Panorama, ai Tesori, sugli scaffali dal 2010, che oggi conta oltre 170 referenze fra cui specialità regionali certificate dopo e igp. La linea Bio Pam Panorama conta, tutte provenienti da agricoltura biologica, mentre la linea Arkalia, introdotta nel 2015, comprende oltre 70 referenze dedicate alla cura e all’igiene del corpo.

 

“Ad ottobre 2017, la nostra private label ha registrato la quota più alta dell’anno: un risultato che ci stimola ad innovare la nostra offerta in modo continuativo e a continuare nella selezione di fornitori italiani che lavorano con materie prime di qualità - commenta Claudia Carvalho, Responsabile private label & market analysis Pam Panorama - Siamo felici di annunciare che nel 2018 introdurremo nuove referenze e nuove linee di prodotto al fine di rispondere efficacemente alle richieste dei clienti.”

 

Carrefour valorizza in store i produttori di latte liguri

Dopo iniziative come Piemunto e Toscafour il retailer aderisce al Progetto di Filiera con i Produttori Latte di Genova, che prevede un marchio dedicato in 100 pdv e politiche di valorizzazione

Carrefour Italia ha aderito al Progetto di Filiera con i Produttori Latte di Genova, un'iniziativa promossa dalla Confederazione Italiana Agricoltori Liguria. I prodotti realizzati con latte proveniente da allevamenti liguri saranno in particolare valorizzati in oltre 100 punti vendita del retailer di Genova e provincia, nonché del Levante Ligure.

Le referenze saranno rese riconoscibili al cliente finale grazie al marchio presente sulle confezioni e attraverso uno speciale posizionamento e valorizzazione sugli scaffali Carrefour.

Progetto di Filiera con i Produttori Latte di Genova è l’ultima in ordine di tempo tra le collaborazioni che Carrefour Italia ha stretto con Istituzioni in tutto il Paese con l’ottica di valorizzare una produzione locale di qualità. Tra questi il progetto Piemondina, dedicato al riso piemontese (o Piemunto) e Toscafour, dedicato ai prodotti toscani.

Come sottolineato dall'azienda:

Come Carrefour Italia già da tempo lavoriamo al fianco di chi opera quotidianamente per realizzare prodotti di qualità e attenti alle proprie radici in termini ambientali e di rispetto della tradizione. Il nostro impegno è quello di sostenere la filiera di eccellenza proponendo al cliente una scelta d’acquisto responsabile che possa portare valore aggiunto al proprio territorio d’appartenenza e sostenere in modo concreto i suoi produttori. La Liguria è una Regione di primaria importanza per Carrefour Italia che anche in quest’occasione dimostra il suo impegno verso il territorio.

Il fashion trova spazio e consensi in griffe Mdd

Praticità, vestibilità e accessibilità economica: ma dietro lo sviluppo delle private label nell’abbigliamento c’è molto altro. Obiettivo: offerta esclusiva (da Gdoweek n. 1/2018)

Non solo food: la grande partita internazionale dei prodotti Mdd si gioca anche sul fashion a marca privata, elemento emergente nell’offerta di alcune catene generaliste che, in questo modo, sbarcano in un segmento capace di un forte potere di attrazione, di riversare valore sul brand/insegna e garantire margini più interessanti rispetto a tantissime altre categorie merceologiche e contribuendo alla loyalty. Ma non è solo una questione di appealing d’insegna. Si tratta anche di tattica commerciale: per una catena generalista offrire un’offerta di abbigliamento “a marchio” equivale a costruire una barriera contro le sirene d’Ulisse rappresentate dagli specialisti del fashion online (come Zalando) e contro Amazon, che proprio nel fashion continua a crescere nel Vecchio Continente.
Secondo alcuni analisti, il settore dell’abbigliamento negli Stati Uniti varrebbe 275 miliardi di dollari l’anno e le private label lo stanno modificando in maniera rapida e profonda, scuotendo le fondamenta di una situazione competitiva che sembrava congelata da moltissime stagioni. Amazon, Walmart, Target e anche l’ultimo arrivato Kroger, stanno modificando il mercato. Due i fattori di successo espressi oltreoceano: l’espansione del cosiddetto “active wear”, ossia abbigliamento semplice e sportivo, perfettamente in target con i frequentatori delle grandi superfici, e una certa disaffezione dei Millennials rispetto al logo e alla griffe. Ultima catena in ordine di tempo negli Usa a saltare sul carro dei prodotti di abbigliamento a marchio è Kroger, che introduce Our Brand, una linea pensata per un “modern lifestyle”. Secondo alcuni analisti, il piano prevede un investimento di 9 miliardi di dollari in tre anni e introduce un cambio di direzione alla strategia di Kroger rispetto alle Mdd, visto che finora la larga parte della sua offerta riguardava prodotti food. Ma dietro lo sviluppo delle private label nell’abbigliamento c’è molto altro. D’accordo la praticità, la vestibilità e l’accessibilità economica: ma finché i valori veicolati dai capi d’abbigliamento firmati dai retailer sono solo questi, difficile pensare a una crescita delle vendite. Da questa constatazione sono partiti i retailer che hanno voluto scrollarsi di dosso l’immagine di abbigliamento a marchio come sinonimo di vestiti e accessori a basso costo e a modeste pretese. A cominciare da Asda che, attraverso la collaborazione con il designer Geroge Davies, ha creato una linea esclusiva di abbigliamento. Dopo questo apripista negli anni 90, altri retailer hanno seguito la stessa strada, affidandosi a designer e stilisti di grido che hanno legato il proprio nome a linee di abbigliamento “massive”, anche per i più piccoli. Proprio nell’abbigliamento a marchio rivolto alla fascia kids, Target ha dato vita a una case history di successo con il suo brand Cat & Jack, che in un solo anno dalla apparizione sugli scaffali ha fatturato circa due miliardi di dollari. Idem in Gran Bretagna dove, secondo la società di ricerca Kantar Worldpanel, nel 2016 sono stati spesi 3,6 miliardi di sterline per capi di abbigliamento acquistati nella gdo generalista. Oggi, Tesco, Sainsbury’s, Marks and Spencer si affidano a stilisti di fama e guru del fitness per firmare linee con contenuti qualitativi sempre più rilevanti. In Francia, a guidare la tendenza sono i grandi magazzini. Risale al dicembre 2016 la presentazione ufficiale della prima collezione di moda firmata con il brand Galeries Lafayette, nata sotto la direzione creativa della stilista Laetitia Ivanez che per lavorare a questo progetto ha messo in stand-by la sua griffe Prairies de Paris. La linea di abbigliamento a brand Galerie Lafayette offre capi dal forte contenuto stilistico, che capitalizzano il prestigio dell’insegna; in questo caso importante anche per l’effetto souvenir che sfrutta il forte flusso turistico su Parigi e l’allure che viene riconosciuta in fatto di eleganza alla capitale francese. Un plus che appare evidente nella scelta di un altro competitor, Le Bon Marché, il quale ha lanciato da un paio di anni una linea di abbigliamento a marca d’insegna con cui offre tutti gli evengreen dello stile “parisienne”, dalla maglietta a righe al trench beige, cui affianca alcuni capi che anticipano le tendenze viste dai buyer alle settimane della moda nel mondo. Per un progetto analogo la catena Printemps ha scelto lo slogan “essential luxury” riunendo la sua offerta di abbigliamento e accessori sotto l’unico brand d’insegna e facendone, in pochi mesi, il marchio più venduto nel reparto della pelletteria sia in termini di volumi che di giro d’affari. Un risultato a cui ha concorso, sicuramente, anche l’esposizione privilegiata nei punti di vendita, con spazi dedicati nei punti chiave dei grandi magazzini. Qualcosa si muove anche in Italia, dove la situazione è agli albori. Qualche tentativo era stato fatto nel passato (come la linea etica Solidal Coop firmata dalla stilista inglese Katharine Hamnett) ma senza grandi risultati. L’operazione più importante è stata quella di Carrefour con la sua linea di abbigliamento di qualità e stile a un prezzo attrattivo a brand Tex, che è stata accompagnata da un merchandising innovativo, considerato un elemento imprescindibile per rendere l’esperienza di acquisto piacevole. Così il look del reparto ricalca l’ambientazione delle boutique specializzate: uno spazio aperto e una disposizione dei capi di abbigliamento per universi concettuali (casual, urbano, sport) e con servizi innovativi e altamente tecnologici, come il camerino virtuale e il digital mirror presenti negli store di Carugate e di Nichelino. Un progetto che ha dato i suoi risultati, visto che il comparto del tessile ha visto crescere le vendite in Italia tra il 5 e il 10% l’anno. L’ultima novità è la decisione di Lidl di portare anche in Italia la sua linea di abbigliamento a marchio Esmara appena sottoposta a un importante upgrading grazie alla collaborazione con l’ex top model Heidi Klum. “Il nostro obiettivo è riuscire a trasferire anche al comparto tessile la formula commerciale vincente che abbiamo sviluppato nel food, affermandoci come player nel settore dell’abbigliamento -spiega Alessia Bonifazi, responsabile comunicazione di Lidl Italia-. La collaborazione con Heidi Klum porta Esmara a un livello superiore. Ci aspettiamo di diventare un nuovo punto di riferimento nel segmento fashion”. In Italia, l’assortimento della linea “Esmara By Heidi Klum” è entrato in tutti i punti di vendita da pochi mesi e comprende una selezione di capi dell’intera collezione. L’offerta è concentrata durante le cosiddette “Lidl Fashion Week”: settimane tematiche che si ripetono più volte l’anno in tutto il mondo.

Mdd: un futuro frutto di lavoro a tutto tondo

Tre prodotti a marchio su quattro acquistati in Italia sono ancora mainstream, le cosiddette opzioni “a marchio d’insegna”. È sufficiente guardare all’estero per vedere quanto potenziale c’è ancora per la Mdd. Che deve intercettare i trend di mercato emergenti (da Gdoweek n. 1/2018)

Se la Mdd diventa marca, assume le logiche del  brand  industriale,  esprime  una  segmentazione sempre più profonda e si fa portatrice delle istanze che provengono dalle fasce più evolute del mercato. Allora l’intero comparto è di fronte a una nuova dimensione evolutiva che impatterà sui macro temi legati all’identità delle insegne, alla fedeltà dei consumatori, al rapporto con l’industria. Fino a investire l’essenza stessa delle Mdd.
“Che la Mdd stia diventando una marca a tutti gli effetti è sempre più evidente -dichiara Guido Cristini, Ordinario di Marketing, Dipartimento di Scienze economiche ed aziendali dell’Università di Parma- continua la crescita delle vendite nella fascia alta del mercato, quella premium, nella quale tutte le insegne stanno investendo e stanno  lanciando/riposizionando linee ad alto valore, capaci di attrarre l’attenzione del consumatore. Un dato su tutti: facendo 100 il prezzo medio del mercato, le Mdd si posizionano a 88,6, in crescita di 0,5 punti nel 2017 rispetto allo scorso anno. Fattore, questo, determinato dal ricorso sempre meno frequente alla promozione di prezzo sulle Mdd e alla maggiore incidenza delle pl premium. Tuttavia, nonostante questo fenomeno sia evidente ormai da qualche stagione, le Mdd mainstream, quelle a marchio d’insegna, costituiscono ancora la larga parte del mercato, con una quota del 75,8% e una flessione del 1% nel 2017 che rappresenta una sostanziale tenuta. Oggi e ancor più nell’immediato futuro, con l’estinzione del segmento value, proprio sulle Mdd mainsteam si giocherà una partita importante, alla quale i retailer (o almeno quelle insegne che approcciano questo settore in maniera più propositiva ed evoluta) si stanno già preparando”. “I  nostri  assortimenti  Mdd -dichiara  Alessandra  Corsi,  responsabile  dell’offerta  e  della  marca  privata  Conad– hanno  una  quota  prossima  al  30%,  crescendo  quest’anno a doppia cifra: una posizione da leader, frutto di una lunga operazione di revisione del portafoglio offerta Mdd. Dopo l’attività su Sapori & Dintorni, precursore nel segmento premium, abbiamo recentemente lanciato il brand Verso Natura Conad, che si articola in tre label -Bio, Equo, Veg ed Eco- e interpreta le tendenze più evolute del mercato: oltre 200 referenze che, a poco più di un anno dall’ingresso sul mercato, chiuderanno il 2017 con un fatturato di circa 150 milioni di euro, e ritmi di crescita molto rilevanti. Inoltre è in atto un’importante attività di definizione della brand strategy complessiva, che partirà da una nuova segmentazione di portafoglio guidata dai bisogni del consumatore e avrà l’obiettivo di creare un posizionamento di marca distintivo, con look and feel proprietari, in linea con la leadership acquisita e in coerenza con il nostro posizionamento d’insegna”. Analoga l’attività svolta da Coop Italia, che mostra assortimenti numericamente più rilevanti della media del mercato nei segmenti ad alto valore aggiunto (free from, rich-in, vegan, etico-sostenibile) e ha avviato un’operazione di riposizionamento del marchio Coop, facendo leva su lanci di nuove linee e sul restyling delle referenze già presenti sul mercato, in accordo con i valori espressi dalla catena cooperativa. Vanno in questo senso le operazioni di superamento dell’uso di olio di palma nei prodotti da forno e l’ultima campagna (veicolata anche dagli schermi attraverso uno spot ad hoc) dedicata al benessere animale e alla riduzione dell’uso degli antibiotici negli allevamenti che forniscono carni a marchio”. Tra i casi di successo della fascia alta del mercato Mdd, Viaggiator Goloso Unes è uno degli esempi più virtuosi di questa evoluzione da Mdd a “marca”: una quota superiore al 10% (esattamente 12,1%), quando in media le private label premium nel resto del retail si attestano vicino al 5% del totale vendite Mdd. Si tratta di un trend di crescita sempre a doppia cifra, che si affianca all’apertura di alcuni pdv a insegna VG, con l’obiettivo di arrivare a quota 135 milioni di euro di fatturato, spingendo con decisione l’impegno su freschi e freschissimi, come l’ortofrutta, con la presentazione della prima arancia Tarocco Ippolito a marchio VG prossimamente al termine del primo raccolto. Discorso analogo per Selex, 10,78 miliardi di euro di fatturato 2017 (+ 4,1% rispetto al 2016) e circa 5.000 referenze Mdd, suddivise su varie linee, tra cui le novità 2017 come la linea Vegetale 100% Selex, quella di semi e di nuove varietà di legumi secchi e l’articolata proposta di frutta secca e disidratata, con l’obiettivo di rendere l’offerta ancora più appetibile e in linea con le nuove istanze di consumo.
Esplicita la posizione di Auchan, spiegata da Alberto Miraglia direttore marca privata di Auchan Retail Italia, gruppo che opera nel nostro paese con ipermercati Auchan, supermercati Simply e drugstore Lillapois. “La nostra ambizione -dichiara Miraglia- è di costruire una grande marca alimentare, che si riferisca alle aspettative dei consumatori, portatrice di un posizionamento che poggia su tre punti fermi: buono, sano e locale. La nostra marca deve sostenere il nostro impegno sulla salute e sull’alimentazione: noi difendiamo il fatto che la buona alimentazione dev’essere pluralista, come la vita. È un melange di culture e di diversità alimentare: ricette, ingredienti, origini, luoghi e momenti di consumo, target. Questo cambiamento radicale passa soprattutto attraverso un cambiamento nel modo di costruire le nostre gamme. Vogliamo proporre una scelta qualificata ai nostri clienti, cioè basata sul valore percepito di ogni prodotto, piuttosto che una scelta guidata solo da considerazioni di prezzo.

È qui che i nostri prodotti a marchio devono giocare un ruolo fondamentale, a partire dai prodotti Basic fino alle linee Premium: ognuna con un suo ruolo ben preciso ed in sintonia con le aspettative dei nostri clienti, che possono cambiare in base alla categoria di prodotto acquistata”. “Naturalmente -spiega Alessia Bonifazi, responsabile comunicazione Lidl- il nostro core business è rappresentato dalle private label, una formula che ci consente di sviluppare brand di elevata qualità a prezzi convenienti, ottimizzando le risorse. Avere un ruolo attivo nel ciclo produttivo permette, inoltre, di creare referenze che rispondano in maniera puntuale e mirata alla richiesta dei consumatori. Grazie a questa strategia Lidl si è posizionata con successo nel comparto food, distinguendosi per un’offerta smart”.
“I prodotti private label rappresentano sempre più la nostra insegna  -dichiara Claudia Carvalho, responsabile pl Pam Panorama- e il peso degli investimenti è aumentato nell’ultimo anno. Nei nostri negozi sono disponibili 5 linee private label: la linea mainstream Pam Panorama che ha come missione quella di offrire prodotti essenziali per tutti i giorni, la linea Semplici e Buoni (lanciata nel 2016 e che conta oltre 80 referenze) suddivisa in prodotti senza glutine, con meno grassi, senza zuccheri aggiunti, ricchi di fibre e funzionali, la linea Bio Pam Panorama (nata nel 2015 e che conta oltre 150 referenze), la linea premium i Tesori (nata nel 2010 e che conta oltre 170 referenze) composta da prodotti distintivi come specialità regionali o metodi di lavorazione artigianali e la linea di prodotti per il corpo Arkalia (nata nel 2015 e che conta oltre 70 referenze) che quest’anno ha lanciato una sottolinea chiamata Arkalia Bio, composta da più di 20 prodotti beauty biologici e dedicata ad adulti e bambini. Tutte le nostre linee sono il frutto di uno stretto rapporto di fiducia con i nostri fornitori, molti dei quali sono produttori locali, specialmente per la linea i Tesori. Vogliamo infatti valorizzare il patrimonio gastronomico italiano con un duplice obiettivo: offrire il meglio ai nostri clienti e dare spazio ai fornitori del territorio. Siamo convinti che, nei prossimi anni, il mondo della salute e del benessere, il settore del mercato biologico e quello premium avranno un forte ruolo nello sviluppo dei prodotti a marchio del distributore. I nostri investimenti quindi si muoveranno verso questa direzione”. “La strategia di Despar  -aggiunge Lucio Fochesato, direttore generale di Despar Italia- è di qualificare in misura sempre maggiore la propria offerta di Mdd, anche con lo sviluppo delle proprie linee premium. Questo richiede la ricerca di produttori eccellenti e in grado di fornire prodotti unici sul mercato, stabilendo partnership che oltre agli elementi commerciali tengano conto della valorizzazione del prodotto e della qualificazione del territorio. Le nostre linee Mdd includono anche produttori locali, soprattutto nella linea Despar Premium che ha tra i suoi obiettivi quello di valorizzare le eccellenze su piazza. La Mdd può dare grande valore aggiunto ai produttori regionali, unendo a prodotti eccellenti il marchio Despar, un marchio forte e riconosciuto a livello nazionale. Ci facciamo inoltre garanti di elevati standard di sicurezza, con il nostro piano di audit e analisi. È sufficiente guardare fuori dai confini nazionali per vedere quanto potenziale c’è ancora per la Mdd. La Mdd deve intercettare i trend di mercato emergenti, in linea con la crescente attenzione all’alimentazione e allo scenario demografico in cambiamento. Amplieremo le linee Despar Vital, Veggie e Scelta Verde Biologico, che sono maggiormente richieste dal mercato. Anche nelle linee basic stiamo lavorando molto su ricettazione e formati, ad esempio per raggiungere gli obiettivi del Ministero della Salute di riduzione di grassi, sale e zuccheri”. L’evoluzione vista dai copacker? “Il rapporto con le insegne per la produzione di prodotti a marchio si è consolidato grazie soprattutto alla flessibilità aziendale che ci ha consentito di seguire le richieste dei clienti e alla qualità percepita e reale in costante aumento”. Cristina Allodi, responsabile marketing di Zarotti introduce gli elementi chiave nel rapporto tra Mdd e copacker, che divengono via via centrali al crescere di specializzazione e valore delle Mdd stesse. Pur mettendo in evidenza anche un pericolo: “Questa tendenza delle insegne di spingere sempre di più sui loro marchi potrebbe rivelarsi una minaccia per le aziende più piccole e meno strutturate, in quanto non riuscirebbero a garantire standard e continuità delle forniture pl”. “Il rapporto con il trade per quanto riguarda la fornitura di prodotti Mdd -dichiara Lorenzo Francia, Ad di Comset- si è evoluto in modo molto positivo grazie alla massima trasparenza e condivisione degli obiettivi comuni dello standard qualitativo dei prodotti e relativo posizionamento del prezzo di vendita al pubblico. Ogni anno vengono rivisti gli assortimenti per migliorare i prodotti e completare gli assortimenti con nuovi prodotti non presenti. La sfida che ci attende è trovare nuovi modi di stimolare il consumatore ad utilizzare i prodotti che hanno delle valenze importantissime per una corretta gestione dello stoccaggio degli alimenti per ragioni igieniche, economiche (meno sprechi) e di sicurezza”. Quello che si può vedere è che il retailer esigente rende il copacker competitivo. Trasferimento di know how, partnership che garantiscono un’evoluzione degli attori in campo: il rapporto tra copacker e catene non è incardinato solo sul prezzo, ma prende in esame fattori terzi che garantiscono una maggiore attenzione a tutti gli aspetti qualitativi e differenzianti della fornitura. “La nostra attenzione alla qualità a 360 gradi -spiega Alessio Baronti della direzione commerciale di Neri Sottoli- ci pone al di sopra di partnership banalizzate dove il prezzo più basso è l’unico fattore differenziante. In un contratto stipulato con un retailer tedesco, elemento vincente è stata l’attenzione ai temi ambientali che si concretizza in un tetto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica senza emissioni di Co2 e nel nostro sistema di depurazione con il quale restituiamo in ambiente le acque utilizzate dai nostri processi perfettamente pulite. In un rapporto strutturato, nel quale entrambi i partner crescono, è il mercato e il consumatore che ne beneficiano, spesso puntando su un’azienda italiana che tiene vivo il tessuto produttivo locale, con benefiche ricadute sociali”. “Per realizzare con successo un progetto di Mdd -dichiara Luca Cucciniello, direttore marketing Deco- è essenziale la collaborazione e lo scambio di know-how con le catene della distribuzione in tutte le fasi di sviluppo dello stesso. La Mdd ha oggi l’ambizione ma anche la capacità per avviare percorsi di sviluppo e innovazione un tempo riservati solo all’Idm, dunque scenari e opportunità completamente nuove per le catene della distribuzione, in tutte le fasce di mercato”.

Viaggiator Goloso, un cammino fatto di scelte e di filosofia

In un libro la storia di un brand nato in un'epoca in cui valori e valore si fondono, forgiati dalla filosofia, determinandone il significato (da Gdoweek n. 1/2018)

Non lo definiremmo un catalogo quello del Viaggiator Goloso, edizione 2018, piuttosto un
manifesto. Un manifesto del fare perchè, accanto ai valori che sostengono la selezione dei prodotti del brand/insegna, presentati nelle primissime pagine: autenticità, trasparenza, gratificazione, ... e l’elenco prosegue impegnando VG a una selezione rigidissima, si affianca la filosofia che sostiene questa selezione: “Il nostro sogno è creare luoghi dove cibo e persone siano felici”. Le indicazioni escono dagli scaffali e diventano legenda per chi vuole sicurezza alla prima occhiata: il fucsia di SL indica il senza lattosio, il verde di veg per vegano, cromie e sigle in aiuto a una spesa veloce sono raccontati nelle pagine del catalogo,  cui si aggiungono i prodotti, accostati per senso, per vicinanza. Raccontati, spiegati, senza edulcorate esaltazioni: fatti e leggende  si mescolano al servizio del cliente che ne trae conoscenza, con linguaggio facile, divulgativo, come del resto sono le “miniguide al cibo felice” che si trovano in negozio e che il catalogo ripropone in alcune categorie: olio, pane, spezie, gin, cacao. Non ci sono tutte, ma (e questo è un parere) quelle “giuste”: quelle così semplici che devono ritrovare valore ... Uova, acqua, quelle “nuove” o innovate che vogliono un approfondimento.

La faccia industriale della gdo

La metamorfosi del comparto agroalimentare: è apparso il cromosoma MDD. L'editoriale della direttrice Cristina Lazzati (da Gdoweek n.1/2018)

Sempre più potenti, sempre più specializzate, le marche  del  distributore  sono  oggi  a  tutti  gli  effetti  un  player importante, ma non solo a scaffale, anche nella loro capacità, a monte, di influenzare gli andamenti di un settore, di disegnarne i trend e, non ultimo, di determinarne il valore di mercato. Da sempre, la gdo ha avuto in mano gli strumenti per influenzare la produzione, ma ha deciso di non avvalersene (mancanza di tempo, di competenze?), preferiva corteggiare le grandi marche, e gestire i follower. Poi, come in tutte le storie d’amore, c’è stata una crisi e si è cominciato a tirare una coperta sempre troppo corta; promozioni su promozioni hanno sfilacciato il rapporto, dagli scaffali se ne sono andati i brand meno rilevanti, che via via hanno fatto spazio alle mdd, i punti di vendita si sono rimpiccioliti e di nuovo si è posto l’obbligo per i distributori di fare delle scelte. In tutto questo, il consumatore chiedeva e chiede rassicurazione, salubrità, prezzo, e lo chiede oggi al distributore che ha scelto (o forse non ha avuto scelta?) di entrare nel gioco, prima timidamente poi sempre più da protagonista. Un non ritorno? Non lo sappiamo ancora ... vigiliamo.

Il futuro di Novacoop: welfare, convenienza, qualità e sviluppo

Dopo un bilancio positivo dell’anno appena trascorso, si gettano le basi di un ulteriore sviluppo grazie a investimenti per 500 milioni di euro

 

Si può sintetizzare in quattro parole chiave il futuro di Novacoop, ossia welfare aziendale, convenienza, qualità e sviluppo. Dopo un bilancio positivo dell’anno appena trascorso, che ha visto il consolidamento dell’insegna Coop nel mercato piemontese, si gettano le basi di un ulteriore sviluppo grazie a investimenti per 500 milioni di euro.

“Nel 2018 riprenderà con forza la politica di espansione dell’insegna. – spiega il presidente di Novacoop Ernesto Dalle Rive - Apriremo a Torino un punto di vendita, in via Botticelli, dove realizzeremo un nuovo modello distributivo capace di coniugare la proposta commerciale con quella della ristorazione. Mentre a Vercelli apriremo un distributore Enercoop”.

Un piano di sviluppo fortemente incentrato sulla valorizzazione delle risorse umane. “Ci concentriamo  sui dipendenti – prosegue Dalle Rive – perché dobbiamo puntare sulla fidelizzazione e sulla capacità di lavoro delle persone. Chiediamo molto ai lavoratori e per questo puntiamo su di loro con politiche di welfare aziendale adeguate. Ma ci concentreremo anche sulla convenienza e sulla qualità del prodotto a marchio Coop”.

Conad: a Treviso il temporary store fa boom di presenze

conad treviso pop up
Il temporary store Conad di Treviso, in linea con i valori dell'insegna, è stato concepito come luogo di condivisione e di incontro

Registra 20.000 ingressi il pop-up store Conad, attivo a Treviso, in piazza della Borsa, dal 19 dicembre al 7 gennaio, con  presenze significative di turisti italiani ed esteri provenienti da Francia, Portogallo, Giappone, Russia, Germania e Spagna.

Giovanni Uliana, socio Conad gestore dell’Ipermercato di San Biagio di Callalta e capofila del gruppo di imprenditori che hanno garantito l’apertura della struttura, spiega: “Abbiamo messo tanta passione e tutto il nostro impegno a servizio della città, per garantire un luogo aperto a tutti, accogliente e piacevole, in cui ritrovarsi per quattro chiacchiere e un aperitivo, per riscoprire il piacere dello stare insieme e vivere il centro, assistendo a spettacoli diversi in un’atmosfera di festa e aggregazione. Abbiamo cercato di fare del temporary prima di tutto un luogo di condivisione, di incontro, di “comunità”, in linea con i valori ai quali come soci imprenditori Conad ci ispiriamo nel nostro lavoro di ogni giorno: stare sul territorio, parlare con le persone, cercare di rispondere alle loro esigenze non solo in termini commerciali, ma con un occhio attento all’intero territorio nel quale viviamo”.

La struttura ha accolto infatti un calendario di eventi culturali e di intrattenimento, promossi dal Comune di Treviso e organizzati grazie all’impegno delle tante realtà dell’associazionismo locale.

Amazon apre in autunno il 4° centro distributivo in Italia

Aprirà a Torrazza Piemonte il 4° centro di distribuzione Amazon in Italia: un investimento da 150 milioni di euro, che conferma il ruolo propulsivo del Piemonte, e in particolare dell'area metropolitana di Torino, nel creare occasioni di sviluppo immobiliare/retail e di occupazione

Entrerà in funzione nell'autunno 2018 il quarto centro di distribuzione Amazon in Italia, un anno dopo le aperture degli hub di Passo Corese (Rieti) e Vercelli, operativi da settembre 2017. Amazon comunica che questo sviluppo creerà 1.200 nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato entro tre anni dal lancio del sito: l'investimento nella nuova struttura logistica (60.000 mq) ammonta a 150 milioni di euro. Il magazzino funzionerà con la tecnologia Amazon Robotics.

"Questo nuovo progetto di Amazon è l'ulteriore conferma di come il Piemonte sia un territorio dove valga la pena investire -commenta Sergio Chiamparino, Presidente di Regione Piemonte-, un luogo di innovazione e di competenze, che fra tutti gli altri viene scelto come contesto più favorevole per grandi operazioni da parte di importanti aziende multinazionali. Annunci come quelli di Amazon non avvengono per caso, ma sono conseguenza di un sistema di relazioni serio e affidabile, che si costruisce e rafforza nel tempo".

Chiara Appendino, sindaca della città metropolitana di Torino

A Torino anche il primo centro per l'AI e il Machine Learning
"La decisione di Amazon di inaugurare fra pochi mesi il quarto centro di distribuzione nel nostro Paese, a pochi chilometri da Torino, è lungimirante per diverse ragioni -aggiunge Chiara Appendino, Sindaca della Città metropolitana di Torino-. L'investimento incrementerà la vitalità delle imprese locali e gli scambi commerciali, a beneficio dei consumatori e rappresenta un volano per l’economia locale. L’apertura della struttura logistica, in una dimensione legata all’impiego di tecnologie innovative, offre inoltre uno spiraglio concreto all’occupazione. Un investimento, quest’ultimo, che segue quello annunciato da Amazon lo scorso anno per l’apertura a Torino di un nuovo centro di sviluppo per l’intelligenza artificiale e il Machine Learning".

Questo foto, come quella in home page, riguarda un centro Amazon equipaggiato con robotics esattamente come il sito di Torrazza Piemonte

"Il nuovo centro di distribuzione di Torrazza Piemonte è una prova tangibile dell’impegno di Amazon in Italia, nei confronti dei nostri clienti e dei venditori che impiegano il nostro marketplace per sviluppare le loro attività in tutta Europa" commenta Fred Pattje, Amazon Operations Director per Spagna e Italia.
Contento, soprattutto per le positive ricadute occupazionali il sindaco, anche il sindaco di Torrazza, Massimo Rozzino: "Giovani e meno giovani, già nel 2018, potranno trovare una risposta concreta ai bisogni occupazionali in ambito locale. Il nuovo polo logistico rappresenterà un motore per la crescita e la ripresa delle tante attività imprenditoriali del nostro Comune. È frutto del nostro impegno ad accogliere e favorire insediamenti produttivi rispettosi dell’ambiente e compatibili con il nostro territorio".

Amazon in Italia
Dal suo arrivo nel 2010, Amazon ha investito oltre 800 milioni di euro e creato più di 3.000 nuovi posti di lavoro in Italia. Nel 2011 ha inaugurato il centro di distribuzione Castel San Giovanni, primo sito logistico di Amazon in Italia. Nel novembre 2015 ha aperto il suo centro di distribuzione urbano da 1.500 mq a Milano per servire i clienti Amazon Prime Now.
A settembre 2017 sono entrati in funzione i centri di distribuzione Amazon di Passo Corese (Ri) e Vercelli per i quali Jeff Bezos ha investito rispettivamente 150 milioni e 65 milioni di euro. Negli ultimi due anni, Amazon ha avviato un centro di smistamento a Castel San Giovanni e otto depositi di smistamento situati a Avigliana (To), Origgio (Va), Rogoredo (Mi), Crespellano (Bo), Calenzano (Fi), Vigonza (Pd), Pomezia (Ri) e Fiano Romano (Ri).
Nel 2012 Amazon ha aperto il proprio centro di assistenza clienti a Cagliari e gli uffici centrali a Milano, spostandoli a novembre 2017 in un edificio ristrutturato di 17.500 mq nel quartiere di Porta Nuova: la nuova sede ospita gli attuali 400 dipendenti e fornirà all’azienda spazio sufficiente per accogliere oltre 1.100 persone.
Amazon ha inoltre annunciato l’apertura a Torino di un centro di sviluppo per la ricerca sul riconoscimento vocale e la comprensione del linguaggio naturale che supporterà la tecnologia già utilizzata per l’assistente vocale Alexa, al momento disponibile solo in lingua inglese per servizi e prodotti come Amazon Echo, Echo Dot, Amazon Fire TV e Amazon Tap.

Miroglio Fashion rinnova 300 store in 300 giorni

Si completa il piano di rinnovamento chiamato 300 in 300, per il restyling di 300 punti di vendita della rete di Miroglio Fashion in appena 300 giorni

Il piano di rinnovamento chiamato 300 in 300, che prevedeva il restyling di 300 punti di vendita della rete di Miroglio Fashion in appena 300 giorni, era stato annunciato nei primi mesi del 2017. A distanza di poco meno di un anno, l’azienda chiude il progetto sviluppato con un investimento di  15 milioni di euro. Una sfida considerata “stimolante”, partita dallo sviluppo dei nuovi store concept dei brand Motivi, Oltre, Fiorella Rubino, Elena Mirò e Caractère per declinarsi poi su tutta la rete negozi.

Tra gli interventi sui punti di vendita italiani anche il flagship store a Milano di Elena Mirò e Caractère, entrambi in Piazza della Scala, e Motivi in Corso Vittorio Emanuele II. All’estero sono stati realizzati tra gli altri Elena Mirò Parigi di Rue Victor Hugo, tutti i corner Elena Mirò presso El Corte Inglés Spagna e Motivi con il nuovo negozio di Mosca presso lo shopping mall Evropeisky.

Hans Hoegstedt, Ad di Miroglio Fashion, sottolinea: “Questo piano straordinario, lanciato a inizio 2017, rappresenta un tassello fondamentale nella nostra nuova strategia di sviluppo dei brand e nella valorizzazione della loro identità: ora possiamo contare su negozi accoglienti, unici e riconoscibili, in grado di offrire alla nostra cliente una shopping experience sempre più personalizzata e distintiva. La ciliegina sulla torta di un anno impegnativo ma ricco di soddisfazioni, durante il quale abbiamo lavorato in un’ottica omnichannel ed abbiamo lanciato nuovi ed importanti progetti come Miroglio Retail 4.0, andando ad arricchire di contenuti e servizi tutta la catena negozi che supera i 10 chilometri di vetrine”.

 

Secondo quanto chiarisce Fabrizio Dell’Arte, responsabile del servizio retail di Miroglio Fashion, che ha coordinato e gestito il progetto, “l’attività di progettazione, sviluppo e realizzazione ha coinvolto, tra dipendenti interni e professionisti esterni, ben 15 progettisti, 22 project manager, 20 impiantisti, 30 aziende di arredamento, 15 aziende di impianti elettrici e di condizionamento”.

 

Sacchetti biodegradabili: le iniziative dei retailer

sacchetti biodegradabili
I retailer trovano soluzioni alternative a sostegno dei consumatori e dell’ambiente riguardo alla normativa sui sacchetti biodegradabili per l'ortofrutta

Mentre non si placa la polemica, alimentata a colpi di tweet e post sui social network, spesso non privi di ironia, sulla normativa dei sacchetti biodegradabili per l'ortofrutta, i retailer trovano soluzioni alternative a sostegno dei consumatori e dell’ambiente. È il caso di Carrefour che in Sicilia propone tre sacchetti ultraleggeri da due centesimi in cambio di un’arancia siciliana.

La campagna promozionale coinvolge 41 punti di vendita dell’insegna nell’isola nei quali si “mette in palio” un’arancia Rosaria prodotta nella Piana di Catania, a chi acquista tre prodotti, utilizzando dunque tre sacchetti, al banco di ortofrutta. Angelo Agliata, direttore generale Gruppo Cds che controlla Carrefour Sicilia, spiega: “Vogliamo dimostrare ai consumatori, nell’ottica di un rapporto di collaborazione tra impresa e comunità, che le sfide si affrontano insieme e che il valore dei sacchetti bio viene riscattato da un gesto che esalta i nostri sapori, i nostri profumi e la nostra passione”.

 

In questo contesto anche Dimar di Roreto di Cherasco si organizza proponendo nei negozi di proprietà a marchio Big Store e Mercatò un sacchetto, già sperimentato a dicembre nello store di Bra, di carta con una striscia trasparente in cui posizionare, pesare ed etichettare frutta e verdura. Sulla confezione vengono riportate le specifiche. La carta è realizzata con cellulosa proveniente da alberi soggetti a progetti di riforestazione, la finestra è in pla, materiale vegetale derivato dall’amido di mais e biodegradabile. “Il nostro – spiega in una nota l’azienda – è un sacchetto totalmente green più ecologico possibile e che esula da quanto previsto dalla normativa. Non vogliamo infatti dare un ulteriore aggravio alla spesa dei consumatori e abbiamo scelto di sostenere il costo dei sacchetti. Si tratta di un progetto sviluppato ad hoc con un fornitore locale”.

 

Coop ha annunciato invece che sta pensando a soluzioni alternative per affrontare la questione dei sacchetti biodegradabili a pagamento che da inizio anno sono obbligatori nei supermercati per l’acquisto di frutta e verdura.

 

I punti vendita dell’edizione Top Store 2017: Fattorie Garofalo Mozzarella Bistrot, Milano

I punti vendita dell'edizione Top Store 2017 (da Gdoweek n. 19)

Il locale ha i colori dell’acciaio del caseificio, quelli naturali del foraggio e della terra e il bianco della mozzarella. Si sviluppa con due dehors anche all’esterno dello store Mondadori, un locale che in questo modo diventa luogo per eventi culturali in cui c’è spazio anche per gustare le eccellenze di mozzarelle e salumi, e del meglio del Made in Italy agroalimentare, in un clima concepito per essere caldo, dai toni morbidi, dove i clienti si possano sentire a proprio agio.

Topshop entra in Cina

Primo punto di vendita in Cina per il retailer britannico Topshop che programma l’apertura di uno store a Shanghai, in Huaihai Middle road

Primo punto di vendita in Cina per il retailer britannico Topshop che programma l’apertura di uno store a Shanghai, in Huaihai Middle road, esteso su una superficie di 3.400 mq sviluppati su tre piani.

L’ingresso in Cina era già stato annunciato nel 2016 con un piano di sviluppo di 80 negozi. Un piano rimandato al 2018, anno in cui l’insegna, dopo il nuovo accordo siglato con il partner locale Shangpin.com, prevede l’apertura dei primi negozi.

Dal 2 gennaio Anthony Cuthbertson ha ufficialmente assunto il ruolo di global design director di Topshop e Topman. Nel ruolo chief executive officer è stato invece nominato Paul Price.

Giuseppe Nardella. 1938 – 2018

Giuseppe Nardella
Il 6 gennaio è improvvisamente mancato Giuseppe Nardella, presidente del Gruppo editoriale Tecniche Nuove, da lui fondato nel 1964 con il preciso intento di diffondere l’informazione professionale, partendo dalla meccanica e sviluppando via via le attività in tutti i settori produttivi del Paese

Giuseppe Nardella aveva saputo sognare e costruire con la forza e la concretezza delle idee una grande azienda, diventata la maggiore in Italia per la diffusione della cultura professionale e scientifica, e in essa ha vissuto in pieno fino all’ultimo, con l’entusiasmo di sempre.

Dipendenti e collaboratori del Gruppo – Tecniche Nuove, New Business Media, Senaf, Accademia Tecniche Nuove, Grafica Quadrifoglio, Ariesdue, Ticino Edizioni, Centro Marketing, Jonio Comunicazione, Brazil Media Communications –  si stringono intorno a Ivo Alfonso Nardella, che da anni guida l’azienda affiancato dal padre, di cui proseguirà e accrescerà l’opera, e a tutti i famigliari.

“Sono convinto che in ogni azienda ci sia un’anima invisibile, una sorta di filo conduttore, che può essere interpretato come l’armonia nei rapporti fra la Direzione e le persone che ci lavorano intorno; se questa armonia e quest’anima si sviluppano insieme all’azienda
il successo è assicurato”
Giuseppe Nardella

Coop Centro Italia: accordo con Unicoop Firenze

I 29 punti di vendita di Coop Centro Italia in Toscana, che gestisce 22 negozi a Siena e 7 ad Arezzo, passeranno a Unicoop Firenze

Nel giro di 3-4 anni i 29 punti di vendita di Coop Centro Italia in Toscana, che gestisce 22 negozi a Siena e 7 ad Arezzo, passeranno a Unicoop Firenze. È quanto prevede l’accordo siglato tra le due cooperative. L’operazione ha un valore di 85 milioni di euro per la nuda proprietà delle strutture. L’accordo sarà sottoposto al parere dell’Autorità garante per la concorrenza che dovrà valutare la presenza della cooperativa in Toscana attiva attualmente con 104 store in sette province.

L’obiettivo dell’accordo è di sviluppare nuove sinergie tra le due cooperative, migliorare l’efficienza delle rispettive strutture organizzative e la competitività sul territorio. In attesa che l'accordo si concretizzi, Coop Centro Italia continuerà a gestire i punti di vendita interessati.

 

I punti vendita dell’edizione Top Store 2017: De Nigris 1889, Milano

I punti vendita dell'edizione Top Store 2017 (da Gdoweek n. 19)

Uno spazio semplice, ma elegante, in linea con l’anima raffinata del quartiere, un luogo per conoscere da vicino un prodotto della tradizione gastronomica italiana come l’aceto balsamico, ma anche per incontrarsi e scambiarsi idee, suggerimenti, ricette: questi gli elementi distintivi di De Nigris 1889, il flagship che l’azienda leader nel mondo dell’aceto balsamico ha deciso di aprire all’interno di un progetto retail ambizioso, che punta ad arrivare a 10 store nel giro di due-tre anni.

Sacchetti bio: il parere della gdo e cosa fa

Sacchetti bio
Sacchetti bio

Mentre sui media tradizionali e sui social imperversa la polemica sui sacchetti biodegradabili per l'ortofrutta, i protagonisti della distribuzione da un lato intervengono per dare informazione ai consumatori, dall'altro portano avanti un dibattito volto a uscire dall'empasse, e a trovare una soluzione migliore, più trasparente e facilmente leggibile dalla popolazione.

Sacchetti bio, un dibattito confuso

Su twitter sono intervenuti Giorgio Santambrogio (VéGé, Adm), Eleonora Graffione (Coralis), Mario Gasbarrino (Unes, U2 Supermercati), Francesco Pugliese (Conad), Gabriele Nicotra (Iper) e molti altri addetti ai lavori e non. Sui social si è discusso di ogni minimo aspetto riguardante gli shopper, il loro costo, chi li produce, chi guadagna e chi perde, se fosse possibile portare una propria borsa da casa, quale potrebbe essere l'impatto sui consumatori, se pagheranno le buste o preferiranno l'ortofrutta confezionata. A volte con risultati kafkiani esemplificati da questo tweet di Fresh Point Magazine:

Punti chiave, e la soluzione

I botta e risposta su twitter, dove si è dispiegata la discussione tra gli addetti ai lavori, si può riassumere in due elementi chiave, e in una proposta di soluzione.

1 - In termini economici le cifre in gioco per il consumatore sono bassissime, le stime arrivano a un massimo di 12 euro annui in più da pagare per famiglia. Un impatto poco significativo in termini assoluti, che sparisce sia di fronte agli aumenti prospettati alle famiglie dai rincari di inizio anno, sia di fronte alle variazioni di prezzo che caratterizzano il reparto dell'ortofrutta.

2 - Le polemiche nascono da un grande equivoco di base che, sottolinea Gasbarrino nei suoi tweet, nessuno ha visto, né il legislatore né gli addetti ai lavori: la confusione tra imballo primario (che quindi sta con il prodotto e non si paga, o costituisce una componente del prezzo del prodotto) e imballo secondario (quindi lasciato alla scelta del consumatore, che può decidere se utilizzarlo o meno, e che quindi per evitare abusi viene fatto pagare).

Chiarezza e soluzione

La gdo si è da subito schierata a favore della chiarezza, e  ha spinto per trovare una soluzione.

Ecco il tweet di Gasbarrino che ha spostato la discussione sulla possibilità di cambiare la legge per uscire dall'equivoco imballo primario/imballo secondario e adeguare lo "status" del sacchetto biodegradabile dell'ortofrutta a quello di qualsiasi altro imballo primario di prodotto, la confezione per lacarne, la scatola della pasta e così via: in sostanza, consentire alla distribuzione di cedere gratuitamente il sacchetto della discordia, insieme alle mele o al sedano acquistato dal consumatore.

 

La sollecitazione di Gasbarrino è già stata colta da Massimiliano Dona, presidente di Unione Consumatori, e da Eleonora Graffione per Coralis:

Presa di posizione ufficiale anche da parte di Coop, che in una nota ribadisce come al momento stia vendendo i sacchetti sottocosto e si stia al contempo preparando a presentare nuove soluzioni e materiali di confezionamento a vantaggio del consumatore . La richiesta alle autorità, nel complesso, è ancora una volta quella di fare maggiore chiarezza.

Vediamo se il parere della distribuzione verrà ascoltato o meno.

I punti vendita dell’edizione Top Store 2017: Freitag, Milano

I punti vendita dell'edizione Top Store 2017 (da Gdoweek n. 19)

Suggestivo sin dall’ingresso e con una forte caratterizzazione. Il monomarca Freitag nasce dalle ceneri di un edificio industriale meneghino del XIX secolo, con mattoni a vista, puntellato da pilastri in granito e sormontato da volte in cotto. Riesce a cogliere l’essenza del brand che ha fatto del recupero dei teloni di camion il suo segno distintivo.

I punti vendita dell’edizione Top Store 2017: Karma, Zugo – Svizzera

I punti vendita dell'edizione Top Store 2017 (da Gdoweek n. 19)

Il nuovo supermercato natural-salutistico di Coop Suisse a insegna Karma, presenta un assortimento di prodotti freschi, frutta secca e cereali self-service, bevande espresse a base di frutta simil smoothies. Oltre al food sono proposti cosmetici e uno spazio bar. Il punto di vendita è caratterizzato da isole e scaffali di media altezza che consentono di vedere l’intera superficie. Il reparto self-service offre 40 prodotti fra cui quinoa, muesli, noci e frutta secca.

karma

Consilia, crescita a doppia cifra

Consilia Consorzio Sun private label Consilia
Consilia Consorzio Sun private label Consilia
Aumentano le vendite dei prodotti a marchio del distributore Consilia. Nel mese di settembre l'aumento del trend delle vendite è stato pari a +20,5%

Aumentano le vendite dei prodotti a marchio del distributore Consilia. La Business Intelligence istituita all'interno del Consorzio Sun – Supermercati Uniti Nazionali che associa ItalMark, Gruppo Gabrielli, Alfi (Gulliver), Cadoro e Gros Gruppo Romano Supermercati ha analizzato l'andamento del trend delle vendite sulla base dei dati di Iri.

Nel mese di settembre l'aumento del trend delle vendite dei prodotti a marchio Consilia è stato pari a +20,5% rispetto al dato nazionale pari a +5,1%. Le vendite delle bevande a marchio Consilia sono aumentate del 21,2% (-3,2%); Freddo +18,7% (3%); Fresco +17,3%(+11%); Drogheria Alimentare + 28,6% (6,8%); Ortofrutta +23% (6,6%); Cura Persona +20,5% (-4,3%); Cura Casa +5,8% (-4,7%) e Pet Care -3,7% (2,2%). I dati elaborati dal SUN Supermercati Uniti Nazionali appaiono sostanzialmente in linea con le rilevazioni di Nielsen riferite sempre al mese di settembre 2017:

Il direttore generale del Sun- Supermercati Uniti Nazionali, Stefano Rango, spiega: “La crescita rilevata a settembre dimostra la validità delle scelte strategiche adottate dal consorzio Sun che continua nel programma di inserimento di nuove referenze in tutte le categorie ampliando una gamma di prodotto che quotidianamente soddisfano le esigenze dei consumatori. Inoltre il dato di settembre è stato, seppur in parte, condizionato anche dall'attività promozionale che stiamo facendo per il marchio Consilia che è diventato sponsor della trasmissione Grande Fratello Vip”.

Ottimax amplia la rete

Nuovo punto di vendita a Gradisca d’Isonzo, in provincia di Gorizia, per Ottimax Italia che inaugura uno store di 12.000 mq

Nuovo punto di vendita a Gradisca d’Isonzo, in provincia di Gorizia, per Ottimax Italia che inaugura uno store di 12.000 mq. Il negozio si trova nei locali dell’ex Ipercoop, in disuso da diversi anni, in via Venuti Padre e Figlio 6. I settori presenti sono: idraulica, pavimenti/piastrelle, vernici, sanitari, utensileria, ferramenta, falegnameria/infissi, edilizia, elettricità, illuminazione, sistemazione, giardino e auto/moto. Il team di lavoro è formato da 100 addetti.
I servizi. Tra i servizi propone il sistema di drive-in per il settore edilizia ossia entri carichi, paghi e porti via. È prevista la consegna in cantiere e a domicilio, con un preavviso di 12 ore. Propone anche corsi di aggiornamento per i professionisti, con gli OX Lab; il tintometro con oltre 2.000 colori disponibili, taglio legno, duplicazione chiavi, caffè e colazione gratuita.

Lo store propone inoltre OX++, un laboratorio sperimentale nato per testare un format di vendita del “su misura” con un rapporto più diretto con il consumatore. Per potenziare il servizio di vendita è stato realizzato un hub riservato,  uno spazio dedicato esterno al punto di vendita con personale specializzato nel settore di riferimento.

 

H&M lancia Nyden, una collezione per i millennials

Pare che l’insegna di abbigliamento H&M sia pronta a lanciare Nyden, una nuova collezione dedicata ai millennials venduta online

Non è ancora ufficiale ma pare che l’insegna di abbigliamento H&M sia pronta a lanciare Nyden, una nuova collezione dedicata ai millennials.

In un'intervista rilasciata a The Cut, come scrive Fashion Magazine, Oscar Olsson, co-fondatore e ceo del nuovo brand, sottolinea che si tratta di una «start up creativa», firmata non da un unico designer. Olsson spiega che Nyden sarà posizionata nel segmento del lusso accessibile, con proposte no season, e sarà venduta solo online o mediante pop-up event.

 

I punti vendita dell’edizione Top Store 2017: @Super Risparmioso, Caserta

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I punti vendita dell'edizione Top store 2017 (da Gdoweek n. 19)

Il nuovo format di Multicedi riunisce le caratteristiche migliori di un supermercato, di un discount e di un mercato con una politica di prezzo aggressiva (stile discount), un assortimento con grandi marchi per oltre 10.000 referenze (stile supermercato) e reparti assistiti per ortofrutta, salumi e formaggi, macelleria e panetteria (stile mercato). Pane e derivati sono prodotti nello store, così come i piatti pronti.

I punti vendita dell’edizione Top Store 2017: Iperdem, Roma

I punti vendita dell'edizione Top Store 2017 (da Goweek n. 19)

Uno store che punta alla piacevolezza e alla vivibilità degli spazi con un percorso ampio e ben definito. Iperdem, di Gruppo Gros, si sviluppa su una superficie di 3.690 mq con un percorso a pianta rettangolare. Maggiore enfasi è data alla piazza dei freschi che rappresenta il 60% dell’offerta, con particolare focus sull’ortofrutta (400 mq) dove è proposto un laboratorio a vista per i centrifugati e le macedonie. Lungo il perimetro sono posizionati i banchi serviti e a libero servizio di gastronomia, pescheria, macelleria, formaggi e salumi, panetteria. Il percorso si sviluppa lungo 15 corsie e si chiude con uno shop in shop dedicato al petfood.

I punti vendita dell’edizione Top Store 2017: Auchan Bio, Marquette-Lez-Lilles – Francia

I punti vendita dell'edizione Top Store 2017 (da Gdoweek n.19)

Su 450 mq il nuovo concept store ha 4.200 referenze bio. Cucina interna con due cuochi che realizzano ogni giorno piatti naturali con prodotti freschi biologici (anche da portare a casa). Menu completo dal primo al dessert. Frutta e verdura per l’85% dalla Francia. 104 referenze sfuse (spezie,té, caffè, frutta secca). Spazio anche per la cosmesi e per la pulizia per la casa.

Md si espande in Sicilia

Md Cefalù
A Cefalù (Pa) Md spa apre un punto di vendita in contrada Santa Lucia, sulla strada provinciale 113, al civico 63 e assume 14 persone

A Cefalù (Pa) Md spa apre un punto di vendita in contrada Santa Lucia, sulla strada provinciale 113, al civico 63 e assume 14 persone con una età media di 25 anni.

Lo store occupa uno spazio di 800 mq, è dotato di cinque casse e si sviluppa su sette corsie.  All’ingresso il reparto ortofrutta a libero servizio che offre frutta e verdura di stagione anche da agricoltura biologica. Segue il reparto di gastronomia assistito, i banchi di carne e macelleria a libero servizio e un laboratorio a vista per il pane in doratura. Chiude il reparto non food con articoli da bazar, elettrodomestici, casalinghi e articoli high tech. In assortimento trovano spazio oltre 2000 referenze a marchio privato tra cui linee di prodotti salutistici, per intolleranti, vegani o vegetariani e prodotti dop e igp. Il parcheggio ospita 80 posti auto. Il nuovo store è aperto con orario continuato dalle 8 alle 21 da lunedì a sabato e dalle 9 alle 20 la domenica. L’inaugurazione porta ad un totale di 68 i punti di vendita in Sicilia.

 

Il Cavalier Patrizio Podini, presidente di Md spa, spiega: “Abbiamo visto in Cefalù una città attiva che punta molto sul commercio e sul turismo e voluto contribuire in modo attivo all’economia di questo bellissimo territorio”.

 

Fico Eataly World: oltre 350 mila visitatori in cinque settimane

Ammonta a 6,4 milioni di euro il fatturato registrato da Fico Eataly World a cinque settimane dalla sua apertura con una presenza di oltre 350mila visitatori

Ammonta a 6,4 milioni di euro il fatturato registrato da Fico Eataly World a cinque settimane dalla sua apertura con una presenza di oltre 350mila visitatori. In questo arco di tempo sono stati organizzati 20 corsi e tour quotidiani, 50 eventi di intrattenimento e approfondimento. A fine anno, il parco dell’agroalimentare aperto a Bologna il 15 novembre scorso, dovrebbe poter raggiungere un totale di 500 mila visitatori, ed un giro d’affari di 8,5 milioni di euro. Sono invece stati 17 mila i visitatori business e professionali, che hanno preso parte a iniziative, forum, congressi e meeting che si sono svolti al Centro Congressi e nelle aule didattiche. Il Parco è stato inoltre meta di circa 50 classi delle Scuole Primarie e Secondarie provenienti da tutta Italia, che hanno seguito attività didattiche e ricreative. Oltre 70 giornalisti e tour operator internazionali hanno visitato Fico dopo l’apertura.

Nel periodo natalizio, Fico, che ospita 45 luoghi di ristoro, propone un calendario di appuntamenti di intrattenimento e divulgazione, rivolti soprattutto alle famiglie, come per esempio il campo invernale per bambini, le visite a stelle e coltivazioni, i laboratori con attività espressive e di gioco ed agli adulti, con degustazioni, esibizioni musicali ed esperienze sensoriali. A gennaio, la Fondazione presenterà il primo programma 2018 di incontri, eventi e lezioni per adulti e studenti.

I punti vendita dell’edizione Top Store 2017: Technogym, Milano

I punti vendita dell'edizione Top Store 2017 (da Gdoweek n. 19)

Uno store dalla forte connotazione dove le superfici e l’illuminazione concorrono a creare un contenitore flessibile. Nel flagship i clienti possono acquistare i prodotti per l’esercizio fisico, ma anche effettuare test per valutare il livello di preparazione atletica. Funge da scuola grazie a esperti personal trainer nonché dà la possibilità di prenotare lezioni per avviare l’uso dei prodotti a casa. Nato dalla collaborazione con lo studio Antonio Citterio Patricia Viel Interiors, lo store si estende su una superficie di oltre 750 mq su tre livelli: piano terra, boutique; primo piano, area educational e piano interrato, area training.

Amazon: Natale da record

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Record di vendite per Amazon che in una sola settimana ha registrato oltre 4 milioni di abbonamenti Amazon Prime

Record di vendite per Amazon che in una sola settimana ha registrato oltre 4 milioni di abbonamenti Amazon Prime, inclusi quelli che hanno iniziato il periodo di uso gratuito di 30 giorni. Anche per Amazon.it queste festività di Natale sono state da record e il Black Friday è stato il giorno con il più alto numero di prodotti venduti, con oltre 2 milioni di unità ordinate in 24 ore, al ritmo di più di 24 articoli al secondo.

Tra i prodotti più venduti ci sono giocattoli, video games, dvd, prodotti per la casa e per animali domestici e articoli per largo consumo.

I punti vendita dell’edizione Top Store 2017: Under Armour, Orio al Serio

I punti vendita dell'edizione Top Store 2017 (da Gdoweek n. 19)

È il primo store italiano per Under Armour, brand americano di activewear. Il punto di vendita, è disposto su un unico livello di 400 mq e ricalca fedelmente il concept originale americano. L’offerta è composta da marche top della linea training, running, basket e accessori anche per bambini. Il punto di vendita presenta una pianta rettangolare, con allestimenti minimalisti e realizzati con colori chiari per dare risalto agli articoli in esposizione.

Bershka, a Roma il nuovo pop-up

Il Gruppo Inditex ha aperto un nuovo pop-up store nel centro di Roma, sviluppato su 2.360 mq, situato in via del Corso, alla Galleria Alberto Sordi

Il Gruppo Inditex ha aperto un nuovo pop-up store nel centro di Roma, sviluppato su 2.360 mq, situato in via del Corso, all'interno della Galleria Alberto Sordi. Il temporary store esporrà fino alla fine di aprile tutte le sue collezioni: Bershka, Bsk e Man, e le linee sportive Start Moving per ragazzo e ragazza.

Lo store. I mobili e la decorazione sono stati disegnati esclusivamente per questo spazio seguendo l'immagine Stage che la marca presenta in tutte le sue nuove aperture. Il risultato è un interior design industriale con soffitti aperti che lasciano vedere lo scheletro del locale. Una struttura formata da travatura reticolare percorre l'intero perimetro dello spazio commerciale, che sorregge l'illuminazione, gli altoparlanti e i pannelli stessi che formano l'arredamento. In Stage l'esperienza di acquisto è ottimizzata grazie agli arredi e alle strutture più funzionali e versatili, che consentono di percorrere il negozio più facilmente, e permettono una migliore esposizione dei capi d'abbigliamento e un sistema più chiaro adatto a mostrare i look di ogni stagione.

Eco-friendly. Inditex, per la realizzazione di questo pop-up store ha seguito i criteri di eco-efficienza del Gruppo in termini di illuminazione efficiente, utilizzo di legni con certificazione forestale sostenibile, scommessa sul riutilizzo di materiali (come ad esempio i mobili), e gestione dei rifiuti.

 

Carrefour Italia: Stéphane Coum neo direttore operations

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È stato nominato direttore operations di Carrefour Italia il 46enne Stéphane Coum che prende il posto di Eric Uzan

È stato nominato direttore operations di Carrefour Italia il 46enne Stéphane Coum che prende il posto di Eric Uzan, a sua volta nominato direttore esecutivo Europa del Sud (Spagna ed Italia) nel quadro del nuovo comitato esecutivo del Gruppo Carrefour. L’insegna opera in Italia con oltre 1.000 punti di vendita.

 

Stéphane Coum è arrivato nel gruppo italiano di Carrefour nel 1996 e, dal 2013, ha ricoperto il ruolo di direttore supermercati. Nella sua carriera ha ricoperto vari ruoli in diverse aree geografiche nel mondo tra cui Cina, Malesia, Singapore e Turchia.

Tigotà promuove la nuova app

Tigotà
Al via la campagna promozionale per il lancio della nuova app di Tigotà. Dal 14 dicembre al 3 gennaio la stazione di Cadorna sarà "pennellata" di verde

I muri e le scale mobili della stazione di Cadorna di Milano saranno "invasi" dalla comunicazione pubblicitaria, dal 14 dicembre al 3 gennaio, per il lancio della nuova App di Tigotà. L’app consente di acquistare ogni genere di prodotto oltre che utilizzare la propria Fidelity Card, sfogliare il volantino mensile e anche giocare. Della produzione si è occupata Prodigious.

La campagna promozionale è stata realizzata da Publicis Communications, nello specifico BCube che si è avvalsa della collaborazione di MSL. Le agenzie hanno curato la realizzazione di una guerrilla che invaderà letteralmente la stazione. Attraverso giochi tra parole e immagini, si scherza sullo strumento che tutti abbiamo sempre sotto gli occhi: lo smartphone, che, in questo caso, diventa una spugna, un profumo, un rasoio, per ribadire che tutto il mondo del pulito, in realtà, è già tra le nostre mani.

 

Tutti i messaggi inviteranno i viaggiatori a scaricare l’app per entrare in un mondo più bello, più pulito e più profumato: quello di Tigotà.

 

I punti vendita dell’edizione Top Store 2017: Marsèll Paradise, Milano

Marsèll Paradise
I punti vendita dell'edizione Top Store 2017 (da Gdoweek n. 19)

Un nuovo concept store su due piani che unisce commercio e cultura, moda, musica ed editoria in uno spazio variabile, all’insegna della socialità e dell’incontro. Installazioni artistiche, mostre di fotografia, pittura, scultura o perfomance di videoarte e un’offerta di scarpe e dischi Marsèll, magazine e libri.

La Grande Epicerie de Paris: nuovo store a Parigi

La Grande Epicerie Rive Droite - Fa+ºade 1 - Copyright DR - WEB (Copia)
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In rue Passy, nel sedicesimo arrondissement di Parigi, la Grande Epicerie de Paris ha realizzato un locale con la collaborazione di Costa Group

In rue Passy, nel sedicesimo arrondissement di Parigi, la Grande Epicerie de Paris, parte del gruppo Le Bon Marché e proprietà del gruppo LVMH, ha realizzato un punto di vendita con la collaborazione di Costa Group per gli arredi del locale.

Nel sottosuolo, Costa Group ha trovato i mattoni fatti a mano che hanno permesso di realizzare la volta della cantina che misura più di 40 metri di lunghezza, mentre al primo piano sono state utilizzate le ceramiche artigianali fatti su misura per lo spazio dedicato alle marmellate. È stato utilizzato anche il marmo Saint-Laurent e il legno di quercia per la “tavolettoteca” che ospita tavolette di cioccolato provenienti da tutto il mondo. Tra le altre operazioni, Costa Group ha anche selezionato, sotto richiesta degli architetti, alcuni dei pezzi più forti, tra i quali la botte in quercia divisa in due parti, che misura 180 cm  e che può contenere fino a 4000 litri di vino; e tre enormi tronchi dello stesso materiale che hanno più di 150 anni, utilizzati per costruire dei tavoli di degustazione.

Perrine Bertin, direttrice del dipartimento d’architettura del gruppo Le Bon Marché, spiega: “Costa Group ci ha accompagnati nell’approvvigionamento delle aziende legate al miglior savoir-faire italiano al fine di fabbricare l’arredamento concepito dalle nostre equipe”.

AirDP Style: continua l’espansione

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Si espande sul territorio italiano AirDP Style, l’insegna di Alessandro Del Piero, che inaugura store a Bari, Barletta, Roma, Cesena e Spoleto

Si espande sul territorio italiano AirDP Style, l’insegna  di Alessandro Del Piero, che dopo gli opening di Torino, Taormina, Riccione, Folgaria, Pesaro e Trento, inaugura store a Bari, Barletta, Roma, Cesena e Spoleto.

 

Come pubblicato da Fashion magazine, l’obiettivo dell’insegna è di riunire imprenditori italiani d'eccellenza attivi in diversi settori merceologici, per dare vita a un brand sui generis che spazia dagli occhiali alle sneaker, dai capispalla agli zaini, e ancora felpe e T-shirt. Il neo imprenditore  spiega: “Ho intrapreso questa avventura in un mondo per me quasi sconosciuto con la stessa tenacia e convinzione che ho adottato nella mia carriera di calciatore. Con il supporto delle persone giuste abbiamo creato un team in grado di proporre prodotti che si distinguono per stile, unicità, dinamicità e leggerezza”.

 

Il direttore creativo Lele Danzi aggiunge: “Non vogliamo puntare solo sugli oggetti, ma su uno stile distintivo. Per questo, dopo le collaborazioni già attivate, siamo alla ricerca di altre aziende del nostro Paese che condividano la nostra filosofia e vogliano crescere con noi”.

 

A Cremona il terzo store Facile.it

Facile.it
Si espande sul territorio Facile.it già presente a Varese e Bergamo. Il terzo punto di vendita fisico dell’insegna è stato realizzato a Cremona

Si espande sul territorio Facile.it già presente a Varese e Bergamo. Il terzo punto di vendita fisico dell’insegna è stato realizzato a Cremona, in corso Garibaldi 6. Propone offerte su assicurazioni, finanziamenti e utenze domestiche.

Mauro Giacobbe, amministratore delegato della società, spiega: “Il nuovo spazio offrirà ai cremonesi un’ulteriore opportunità di risparmio sulle spese della famiglia. Un team di consulenti dedicati sarà a disposizione di chi si recherà nel punto vendita per analizzare il suo profilo utente e aiutarlo a scegliere i prodotti migliori disponibili sul mercato. L’obiettivo è di comprendere meglio le esigenze dei clienti e dare la possibilità, anche a un pubblico non ancora abituato a usare gli strumenti di comparazione online, di ridurre le spese”.

 

Fatti Buoni: la nuova linea di Gruppo Gabrielli

fatti buoni di gruppo gabrielli
Il Gruppo Gabrielli lancia la nuova linea a marchio Fatti Buoni promuovendo le specialità del territorio. In assortimento 40 item

Il Gruppo Gabrielli lancia la nuova linea a marchio Fatti Buoni promuovendo le specialità del territorio. I nuovi prodotti sono il risultato di una attività di scouting fatta per individuare le migliori realtà regionali. La gamma è formata da 40 prodotti declinati nelle 10 linee che compongono l’assortimento, prodotti da 17 aziende fornitrici. Fatti Buoni propone pasta di semola di grano e pasta all’uovo, sughi, tartufi, olio evo, conserve vegetali, confettura extra bio, miele biologico, dolci, orzo tostato e liquori. Firmiamo solo il meglio è il claim della linea premium in vendita nei negozi a insegna Oasi e Tigre.

 

“La maestria del saper fare, la qualità di ciò che rende uniche le nostre regioni – sottolinea Barbara Gabrielli, vicepresidente del gruppo – sono gli elementi che volevamo racchiudessero le nuove referenze Fatti Buoni. Al cibo deleghiamo l’importanza di tramandare sapori, storia e carattere di un territorio con cui ci identifichiamo e con il quale vogliamo continuare nel processo della crescita”.

 

I punti vendita dell’edizione Top Store 2017: Sapori d’Italia, Aarau – Svizzera

I punti vendita dell'edizione Top Store 2017 (da Gdoweek n. 19)

Nuovo concept retail alimentare inaugurato da Coop Suisse con Conad all’interno della centrale europea agenore: 200 mq di prodotti tipici e rappresentativi dell’italian food con ampia presenza di Sapori&Dintorni, la marca insegna Conad nel settore dell’eccellenza gastronomica. Molto spazio alla componente artigianale (preparazioni a vista) e al fresco. Caffetteria e spazio relax.

 

Carrefour Italia aderisce a Scegli Napoli

Scegli Napoli mira alla valorizzazione dei produttori e dei prodotti legati al capoluogo campano. Carrefour Italia coinvolge gli store della città

Il progetto Scegli Napoli mira alla valorizzazione dei produttori e dei prodotti legati alla città di Napoli e al suo territorio metropolitano. Carrefour Italia ha scelto di aderire all’iniziativa coinvolgendo i punti di vendita della città a insegna Carrefour market nei quali appositi segnalatori visivi (stopper) indicheranno i prodotti realizzati da aziende napoletane. I clienti, con l’acquisto degli articoli partenopei segnalati, riceveranno uno scontrino supplementare su cui potranno leggere il valore totale in euro della spesa investita sul territorio.

 

Stéphane Coum, direttore operations Carrefour Italia, spiega: “È molto importante che il mondo della grande distribuzione in Italia mantenga e accresca il proprio impegno verso la valorizzazione dell’eccellenza e della territorialità dei prodotti. Attraverso iniziative come Scegli Napoli, possiamo supportare la crescita dei produttori virtuosi, mantenendo così il valore della tradizione e della qualità, requisiti principali alla base della scelta d’acquisto della maggior parte dei nostri consumatori. Come Carrefour Italia siamo orgogliosi di essere, anche in questa occasione, al fianco delle istituzioni e delle imprese per supportare il processo di crescita del made in Italy e favorire una cultura d’acquisto sempre più responsabile e attenta al territorio”.

 

Coop Eridana e Coop Sicilia entrano in Coop Alleanza 3.0

L’ingresso di Coop Eridana, attiva nelle province di Parma e Piacenza, e Coop Sicilia in Coop Alleanza 3.0 è stato sancito dalla firma sull’atto

È ufficiale: l’ingresso di Coop Eridana, attiva nelle province di Parma e Piacenza, e Coop Sicilia in Coop Alleanza 3.0 è stato sancito dalla firma sull’atto del presidente di Coop Alleanza 3.0, Adriano Turrini, e dei presidenti di Coop Eridana, Maurizio Molinelli, e di Coop Sicilia, Gianluca Faraone.

Come scrive il giornale online viaemilianet.it, Coop Alleanza 3.0 ha ribadito l’impegno per sviluppare e rafforzare la cooperazione di consumatori in Sicilia con un piano di sviluppo che prevede l’adozione di nuove politiche commerciali e una riorganizzazione della rete, con l’apertura entro il 2020 di nuovi negozi e l’ammodernamento di quelli esistenti.

 

A Bologna nasce Camilla, il supermercato autogestito

È prevista nel corso del 2018 l’apertura a Bologna del primo supermercato autogestito dai suoi stessi clienti che si chiamerà Camilla
È prevista nel corso del 2018 l’apertura a Bologna del primo supermercato autogestito dai suoi stessi clienti. Come scrive il Corriere di Bologna lo store chiamato Camilla nasce dalla condivisione di Alchemilla Gas e Campi Aperti, che hanno fuso i rispettivi nomi per dare vita ad un emporio di comunità, con la collaborazione di volontari che saranno soci, clienti, produttori, cassieri e magazzinieri.

Il primo investimento per il nuovo punto di vendita, che si troverà in periferia, sarà di 50.000 euro. Per la sua gestione si formerà una cooperativa con 300 soci. Al momento ne mancano all’appello una ventina. Ogni socio verserà la quota di 125 euro. E ognuno fornirà il proprio tempo per permettere una corretta gestione dello store e della cooperativa.

Brico io: bilanci e obiettivi

Brico Io
Nel biennio 2016-2017 Brico io ha aperto 20 nuovi punti di vendita, sia diretti sia in franchising. In programma 30 nuove aperture

Il 2017 si chiude positivamente per Brico io che ha attuato un restyling della propria rete vendita.  Nei punti di vendita dell’insegna sono stati resi più moderni gli spazi, valorizzati e rivitalizzati i corner come nel caso di Bella Casa, un’area dedicata a complementi d’arredo che non si prefigge di proporre ambienti completi ma pezzi unici ad una fascia di prezzo conveniente.

Nuove aperture. Nel biennio 2016-2017 Brico io ha aperto 20 nuovi punti di vendita, sia diretti sia in franchising. La formula del franchising ha permesso all’insegna di svilupparsi sul territorio fornendo agli imprenditori una serie di supporti strategici come progettazione del punto di vendita, assistenza a 360° in corso di gestione, studio layout tecnico e commerciale del negozio, assistenza nell’acquisto delle attrezzature, assistenza nell’emissione degli ordini di primo impianto, addestramento del personale, presenza presso lo store di personale specializzato per tutto il periodo di allestimento, studio del lancio pubblicitario di apertura, assistenza informatica per la gestione del magazzino.

Obiettivi. Il programma per il triennio 2018-2020, approvato dal Consiglio di Amministrazione, prevede 30 nuove aperture, 10 l’anno. In più il Gruppo pensa all’ampliamento dei servizi per la clientela; nel breve periodo intende rendere disponibile un servizio per il lavaggio e la cura dell’auto e una postazione per la riparazione di scocca e schermi degli smartphone.

Arcaplanet: primo negozio in Sicilia

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Sbarca in Sicilia l’insegna di petcare Arcaplanet che ha aperto a Misterbianco (Ct) il primo punto di vendita nella regione

Sbarca in Sicilia l’insegna di petcare Arcaplanet che ha aperto a Misterbianco (Ct) il primo punto di vendita nella regione. Il negozio di circa 690 mq si trova all’interno del Parco Commerciale Centro Sicilia, sulla strada provinciale 54, Contrada Cubba Tenutella. Propone in assortimento 8000 item  tra accessori e alimenti per cani, gatti, piccoli animali, roditori, pesci, anfibi e uccelli, un’ampia selezione trasversale di prodotti esclusivi e specializzati, dietetici e veterinari, di alimentazione biologica e vegetariana, cibo secco e umido, accessori dai tappetini igienici per cani alle lettiere per gatto, dai giochi ai guinzagli, ai “trasportini”.

Tra i servizi offre una zona pet wash con vasche e zona phon senza limite di tempo, lavatrice e asciugatrice a gettoni per l’igiene e il lavaggio degli accessori degli animali e il nuovo Arcalab, lo spazio in cui è possibile incontrare gli esperti di settore. È inoltre attivo il totem interattivo: per ogni cliente verranno emessi sconti personalizzati e sarà possibile modificare le informazioni del profilo con il saldo punti.

I punti vendita dell’edizione Top Store 2017: Bath & Body Works, Arese

I punti vendita dell'edizione Top Store 2017 (da Gdoweek n. 19)

Il brand americano di fragranze per corpo e ambiente è approdato al mercato italiano grazie alla partnership con Percassi. I tre monomarca aperti nel corso del 2017 si caratterizzano per i codici colore estranei alla categoria e per non diffondere aromi nell’aria, nonostante l’insegna sia famosa per le sue profumazioni di tendenza. Le attrezzature sono in legno bianco per meglio evidenziare flaconi e bottigliette, mentre le pareti si presentano quadrettate nei toni del blu e dell’azzurro conferendo all’ambiente originalità.

I punti vendita dell’edizione Top Store 2017: Caffè Vergnano 1882, Milano

I punti vendita dell'edizione Top Store 2017 (da Gdoweek n. 19)

Tratto saliente del locale è la luminosità dovuta alle ampie vetrate e alle lampade di design, poste sopra il bancone. All’interno dominano i materiali ecofriendly come legno ed ecopelle. Il colore dominante è il beige accostato al nero che è il colore del logo. Il progetto dei coffee shop è nato nel 2001 a Chieri (To) dove il fondatore nel 1882 avviò l’attività di torrefazione. I locali, pur essendo chiaramente connotati da un’identità comune, sono declinati in base al genius loci.

Zara Uomo: nuovo look per lo store di Milano

Riapre rinnovato il flagship store per l’uomo di Zara (Gruppo Inditex) nel cuore di Milano, al numero 13 di Corso Vittorio Emanuele

Riapre rinnovato il flagship store per l’uomo di Zara (Gruppo Inditex) nel cuore di Milano, al numero 13 di Corso Vittorio Emanuele. Il negozio, sviluppato su tre piani, amplia la sua superficie commerciale a circa 1000 metri quadri. Il design punta sull’eleganza, predominano i toni chiari, le texture e la loro interazione con le luci colorano gli spazi. L’insegna ha voluto lavorare su quattro concetti chiave: chiarezza, funzionalità, bellezza e sostenibilità.

Il brand ha usato quale fonte d’ispirazione il lavoro dei grandi architetti classici italiani, virtuosi nell'uso della luce, nella conoscenza dei materiali e nella cura dei dettagli.

 

L’area centrale costituisce l’anima dell'edificio. I piani superiori sono scanditi da pilastri metallici, disposti a griglia, che conferiscono simmetria allo spazio. Per intervenire sull’edificio esistente sono state utilizzate pietra e graniglia insieme all’ottone invecchiato, mentre per il restauro degli interni del negozio si è optato per alluminio e ottone naturale. Per la sua realizzazione sono state adottate le basilari norme di eco-sostenibilità previsti per gli edifici, applicati sia alla sua struttura, sia all’operatività quotidiana.

I punti vendita dell’edizione Top Store 2017: Cioccolatitaliani, Milano

I punti vendita dell'edizione Top Store 2017 (da Gdoweek n. 19)

Rinnovato con progetto di Fabio Mennella, la boutique di 300 mq con dehors, ospita gelateria, caffetteria, con 60 posti a sedere. Il laboratorio a vista riflette il claim “from bean to bar”, dal chicco alla tavoletta.

Picard Italia: via alla spesa a domicilio

picard Italia
Viene testato nell’area di Milano il nuovo servizio di spesa a domicilio promosso da Picard Italia, con l'obiettivo di ampliare progressivamente i bacini di utenza

Viene testato nell’area di Milano il nuovo servizio di spesa a domicilio promosso da Picard Italia, con l'obiettivo di ampliare progressivamente i bacini di utenza, fino a coprire tutta la rete dei 40 punti di vendita presenti in Italia.

I clienti Picard possono effettuare la spesa su http://prontospesa.picard.it/ e decidere poi la fascia oraria e il giorno di consegna, oppure richiedere la consegna a domicilio della spesa effettuata in uno dei negozi. Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20 ; il sabato dalle 9 alle 13, con sei consegne per ciascuna fascia oraria. Il pagamento avviene tramite procedura online con carta di credito. La consegna è gratuita per spese superiori a 50 euro; al di sotto di questa soglia, le spese ammontano a 5 euro.

È possibile ordinare qualsiasi tipologia di prodotti presenti sul sito Picard o negli store dell’insegna.  I clienti “digitali” possono usufruire delle stesse promozioni adottate nei punti di vendita.

La sharing factory di Levissima a Bormio

Una fabbrica che nasce da un processo di ascolto e coinvolgimento dei dipendenti e della comunità locale. Con un investimento pari a 30 milioni di euro

Gruppo Sanpellegrino lancia a Bormio, in Valtellina, la Sharing Factory di Levissima.La fine dei lavori è prevista per il 2019. Il rinnovamento dello stabilimento di imbottigliamento di Cepina (So) ridisegnerà tutti gli spazi, per assicurare un ulteriore miglioramento della performance ambientale attraverso l’innovazione tecnologica, ma soprattutto di funzionalità, accoglienza e vivibilità a misura d’uomo. Alcune aree dello stabilimento saranno aperte e polifunzionali, in modo da poter ospitare un’interazione più profonda con i ricercatori dell’Università, che diventeranno anche vere e proprie figure di divulgazione della conoscenza sull’acqua e la montagna, con la comunità, con i turisti che il Parco Nazionale e le altre attrattive del territorio richiamano ogni anno. In molti punti della fabbrica sarà possibile vedere le montagne, ci saranno biciclette elettriche per raggiungere lo stabilimento e saranno rinnovati gli spogliatoi e la mensa.

 

Italian Food Excellence

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