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L’EuroShop apre i battenti a Düsseldorf

Euroshop17_MT1186 (1)Quello che il commercio oggi vuole e quello di cui domani ha bisogno è in mostra all’EuroShop, la fiera di riferimento per il commercio al dettaglio in calendario a Düsseldorf, dal 5 al 9 marzo 2017. Il salone costituisce, per il settore di riferimento, una piattaforma d’innovazione, un trendsetter, un forum di discussione ed una fonte di idee creative. I 2.367 espositori provenienti da 61 paesi, distribuiti in 18 padiglioni per una superficie espositiva di quasi 128.000 metri quadrati, riceveranno 110.000 visitatori specializzati nei cinque giorni di manifestazione

Un nuovo concetto anima l’edizione 2017. La struttura dei quattro segmenti dell’EuroShop, valida finora, viene per la prima volta sostituita da un sistema orientato al futuro, articolato in sette segmenti di esperienza: POP Marketing, Expo & Event Marketing, Retail Technology, Lighting, Visual Merchandising, Shop Fitting & Store Design und Food Tech & Energy Management.

Euroshop17_MT1119La digitalizzazione nel commercio sarà uno dei temi principali della EuroShop 2017. Il futuro nel commercio è determinato principalmente dal cliente, che come un vagabondo si sposta utilizzando i diversi canali, attraverso i diversi segmenti dello shopping, sia in negozio, sul tablet o sullo Smartphone. Saltellando tra offline ed online non accetta alcuna restrizione: ne deriva che i retailer dovranno connettere tra di loro i diversi canali in modo tale che i loro prodotti e servizi garantiscano al cliente nella fase d’acquisto, comfort ma anche piacere dell’acquisto. Per questo le soluzioni IT sono diventate per esempio un must. La dimensione digitale non può oggi essere considerata come una aggiunta, bensì dovrebbe essere parte integrante in tutte le pianificazioni, quasi un componente organico della rispettiva strategia di vendita al dettaglio e della costruzione del negozio.

Per i negozi, invece, la parola d’ordine è “emozionare”. Non si tratta di creare singoli eventi d’acquisto, viene piuttosto richiesta la narrazione: sia l’architettura, il design, l’illuminazione oppure l’incorporazione dei moderni componenti digitali e multimediali nella costruzione del negozio, tutto quanto deve seguire una drammaturgia comune, per dare al cliente la spinta di partenza determinante. Inoltre si riscontra una chiara tendenza nella presentazione dei marchi, nell’includere sempre di più la loro storia o di creare un riferimento locale, come specchio della loro massima autenticità ed unicità.

Oltre alle presentazioni negli stand fieristici EuroShop offre interessanti forum con esempi pratici, tra cui EuroShop Forum Architecture & Design, il forum EuroCIS ed il il forum Expo & Event, tutti visitabili gratuitamente e senza prenotazione.

Il Viaggiator Goloso arriva a Seriate

il viaggiator goloso seriate 1
Il nuovo spazio il VIaggiator Goloso è stato aperto all'interno dell'ipermercato Iper la grande I di Seriate (Bg), locomotiva alimentare del centro commerciale Le Valli

Prosegue la partnership intra group tra Iper, La grande i e il Viaggiator Goloso, brand premium di Unes, che potenzia la sua presenza sul territorio inaugurando un nuovo shop in shop all’interno dell’ipermercato del Gruppo Finiper di Seriate (Bg), di via Brusaporto 41, locomotiva alimentare del centro commerciale Le Valli.

Il nuovo spazio il Viaggiator Goloso si estende su una superficie di 140 metri quadrati. Soltanto poche settimane fa l’insegna il viaggiator goloso seriateaveva ampliato e consolidato la sua presenza all’interno del centro commerciale Il Centro di Arese (Mi). Le ultime aperture dell’insegna rendono concreto il progetto di sviluppo di Unes che intende dare ampia autonomia al brand la cui filosofia trova sintesi nel claim Il luogo del cibo felice.  Secondo quanto spiega Mario Gasbarrino, presidente e amministratore delegato di Unes Supermercati: “Lo store propone la selezione del meglio, al prezzo più giusto, di brand che possiedono una storia, in termini di  provenienza, territori e culture, che meriti di essere narrata”.

Esselunga premia i clienti con la cosmesi naturale francese

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Grazie all'acquisto dei prodotti Jonzac, marchio del gruppo Lea Nature che comprende articoli certificati biologici CosmeBio, si potranno accumulare punti su Carta Fidaty

Esselunga propone in esclusiva fino al 31 marzo una nuova promozione che vede protagonisti i prodotti del brand Jonzac, certificati bio. La meccanica prevede che, per ogni confezione acquistata, si potranno accumulare 50 punti fragola sulla fidelity card. La promozione è riservata ai possessori di Carta Fidaty che potranno verificare, entro 48 ore dall’acquisto, l’accredito dei punti.

Il brand francese Jonzac,  marchio del gruppo Lea Nature che comprende articoli certificati biologici CosmeBio, propone una gamma di 21 referenze. Si tratta di una linea di cosmetici naturali con proprietà rigeneranti, lenitive e antinfiammatorie: i prodotti, infatti, sono a base di pura acqua termale filtrata per oltre 40.000 anni attraverso rocce sotterranee a 1850 metri di profondità.

Cortilia amplia assortimenti e orari di consegna

Cortilia
La piattaforma di prodotti agroalimentari promuove una nuova linea beauty ecosostenibile e amplia a Milano le fasce orarie di consegna

Cortilia, il mercato online per fare la spesa di prodotti agroalimentari, promuove la linea beauty che comprende prodotti per viso, corpo e capelli completamente naturali, forniti da piccoli produttori che seguono fasi di lavorazione naturali, evitando i test sugli animali, nel rispetto di scelte ecosostenibili. Tra i prodotti disponibili sulla piattaforma è possibile trovare quasi 30 referenze specifiche per la cura di corpo, viso e capelli.

Nuovi orari di consegna. Per facilitare la spesa dei clienti, Cortilia, ha esteso le fasce orarie di consegna a Milano, per cui sarà possibile ricevere la spesa a casa anche tra le 7,00 e le 8,00 del mattino e tra le 21,30 e le 22,30. Il servizio di consegna di Cortilia informa i suoi clienti con un giorno di anticipo dell’orario preciso in cui la spesa giungerà a destinazione. Al servizio si può accedere attraverso l’app o la piattaforma in versione desktop. La consegna a domicilio si può avere negli orari concordati, incluso il sabato fino alle 18,00 a Torino e Milano.

Lo sviluppo. Attualmente, il servizio di Cortilia è diffuso in Lombardia (nelle province di Milano, Monza e Brianza, Varese, Como, Pavia, Lodi e Bergamo), in Piemonte (nella provincia di Novara e a Torino) e in Emilia-Romagna (Bologna, Modena), con l’obiettivo di espandersi in futuro. Cortilia intende diventare un punto di riferimento per la spesa online a livello nazionale ed espandersi quindi in Europa, promuovendo un modello globale di acquisti consapevoli.

 

La logistica di Conad diventa senza carta

conad
L'utilizzo dei Ddt unitamente alla tecnologia Rfid consente un flusso hub-cedi a controllo digitale. Completato il progetto per il deperibile (da Gdoweek n. 3/2017)

Conad ha avviato da circa due anni un processo di digitalizzazione della catena logistica tra l’hub nazionale e i 18 Cedi delle 8 cooperative socie. Il progetto prevede la completa digitalizzazione del flusso informativo che accompagna le merci in ogni loro parte: dall’ingresso con provenienza fornitori, alla presa in carico a destino nei cedi. La merce deperibile transita dall’hub nazionale, il magazzino centralizzato. In questa sede sono apposte tutte le etichette e applicate al termine dell’attività di picking in corrispondenza di ogni Sscc (aggregato di merci a cui è assegnato un codice che contiene un numero di spedizione). L’associazione Sscc con tag Rfid è priva di errori. Successivamente la merce transita nei varchi di uscita in cui le antenne riscontrano il passaggio. Questa parte di processo ha richiesto un affinamento e perfezionamento per portare il livello di lettura senza errori ai tassi attuali del 99%. L’hub centrale di Conad è stato dotato di varchi anche per la merce in entrata, in previsione di accettare le merci già taggate dai fornitori. Attualmente il maggiore fornitore del comparto, Grandi Salumifici Italiani, invia le merci già taggate anche se l’ingresso delle stesse è ancora in una fase di perfezionamento nell’efficienza di lettura che prevede l’adeguamento della potenza delle antenne.
La merce esce dai varchi del magazzino centrale e caricata sui camion con  documento  di  trasporto digitale in formato Desadv. Ogni Cedi è “varcato”,  così  da  consentire  l’ingresso  delle  merci  riconoscendone tipologie e quantità automaticamente. Agli operatori è restituito sul terminale la lista di attesa e progressivamente mentre entrano i prodotti, la  spunta  di  progresso.  Il  sistema così implementato ha dato risultati molto soddisfacenti ma permangono in essere due sistemi attraverso i quali le merci possono essere presi in carico: basandosi esclusivamente sul Desadv oppure rietichettando le merci. Si prevede che con il passare del tempo, gli operatori avranno la possibilità di verificare l’affidabilità del sistema con abbandono del riscontro manuale. Un processo che sarà abbandonato sulla scorta di una esperienza operativa affidabile. Chi oggi usa esclusivamente il Desadv, di tanto in tanto ferma le merci ed effettua un check sulle stesse. Un altro miglioramento dei processi logistici è sostanzialmente l’azzeramento degli errori di inversione: non può succedere che un pallet sia caricato su un mezzo con un destino diverso da quello programmato grazie all’auto-id e agli allert. L’introduzione delle tecnologie auto-id con etichette Rfid e relativi processi di apposizione, varchi, antenne ecc, ha richiesto un investimento significativo. Il tempo di recupero dello stesso (payback period) è computato in 3-4 anni. Un periodo che dipende in larga misura dal costo dei tag Rfid che non hanno visto negli anni una significativa riduzione dei prezzi.
Complessivamente il progetto di digitalizzazione con riconoscimento automatico da hub a Cedi è focalizzato sul food deperibile. Conad, nell’arco di pochi mesi, punta a portare al massimo perfezionamento i processi, anche con il coinvolgimento dei maggiori fornitori che consegneranno le merci in pallet o aggregato già taggati. È comunque già considerata una seconda fase in cui andare oltre il mondo dei deperibili per entrare negli alimentari con shelf life più lunga. Il progetto di Conad sta interessando i fornitori anche se l’implementazione massiva è legata alla disponibilità di budget per l’investimento. Questo elemento è sostanzialmente ciò che oggi sta limitando la velocità di adozione. In generale, chi adotta queste tecnologie, costruisce del valore che però è trasferito a valle senza un beneficio diretto. Tuttavia ciò rafforza l’affidabilità della supply chain è la partnership tra industria e distribuzione, fattore decisivo per l’investimento.

FULL DIGITAL? ANCHE UN TEMA CULTURALE
Il progetto di Conad è entrato nella fase estesa in cui i maggiori fornitori saranno chiamati ad aderire con tag alla fonte nelle forniture. Gdoweek ha incontrato Andrea Mantelli, responsabile supply chain di Conad.

Quali i problemi che avete riscontrato con l’utilizzo dell’Rfid?
Utilizziamo tag Rfid passivi Vhf che rappresenta oggi la tecnologia migliore per i processi che abbiamo digitalizzato. I tag Rfid hanno dei limiti quando utilizzati vicino a oggetti metallici oppure a dei liquidi. E per questo motivo possono incorrere degli errori di lettura. Da quando abbiamo adottato questa tecnologia nel nostro hub di Fidenza, abbiamo lavorato per migliorare la precisione di lettura con una collocazione sempre più accurata delle antenne nei varchi.

Con quali risultati?
Il lavoro di ottimizzazione ha compreso anche l’utilizzo di etichette differenti fino a raggiungere la configurazione migliore e nuove antenne sempre più efficaci. Oggi abbiamo un livello di precisione che raggiunge il 99%. E non solo sull’hub di partenza ma anche sui magazzini che ricevono la merce nei quali i varchi di transito hanno raggiunto un’efficacia molto soddisfacente.

E rispetto ai fornitori?
Parallelamente allo sviluppo dei sistemi auto-id stiamo procedendo nell’opera di convincimenti sui fornitori a cui chiediamo sempre l’utilizzo dei documenti di trasporto in formato elettronico (Desadv).

E come evolvono queste progettualità?
L’anno scorso siamo partiti con un progetto per la definizione del Recadv, l’informazione di ritorno dell’esito di consegna. Nell’estate 2016 abbiamo lavorato in sede di testing in alcuni dei nostri Cedi. In una prima fase abbiamo mantenuto il cartaceo per arrivare in questi primi mesi del 2017 al risultato di eliminare la carta e utilizzare il solo tracciato.

Con quali impatti operativi?
Al posto della firma tradizionale si usa il pin con la firma digitale. Tuttavia uno degli aspetti di cui non si è tenuto conto inizialmente è il tema culturale. La totale digitalizzazione che non prevede la presenza di documenti cartacei, mette in difficoltà l’operatore che trova tradizionalmente il risconto su documento cartaceo, preferibile. Progressivamente stiamo superando questa difficoltà.

Trony si espande a Viareggio

trony viareggio
Si consolida il progetto di sviluppo di affiliazione della Bellanti S.p.a. che inaugura a Viareggio, in via Marco Polo, un nuovo punto di vendita Trony

Si consolida il progetto di sviluppo di affiliazione della Bellanti S.p.a. che inaugura a Viareggio, in via Marco Polo, un nuovo punto di vendita Trony, esteso su una superficie di 1.500 mq. Lo store, che impiega 25 addetti coordinati dal direttore Francesco Galeazzi, propone un assortimento di circa 12.000 item e dispone di un parcheggio da 300 posti auto.  Il locale, sviluppato su pianta rettangolare, presenta come primo reparto all’ingresso quello dedicato ai televisori. Tra i vari servizi offre consegna a domicilio e installazione elettrodomestici.

Trony, che quest’anno festeggia 20 anni di attività, con questa nuova apertura porta il numero complessivo dei propri negozi in Italia a 203, cui si aggiungono 2 Mini Trony, inaugurati il 20 ottobre, per un totale di 205 strutture.

Analisi Confida: distributori automatici a basso impatto ambientale

ADA-vendingDistributori automatici di caffè, bevande e snack utilizzano luci a led, sistemi di save energy, riutilizzano i fondi di caffè come fonte di energia e offrono sempre più prodotti bio, a chilometro zero e per le intolleranze alimentari. La sostenibilità ambientale ha conquistato anche il settore delle vending machine, che in Italia conta 800 mila distributori automatici per 10,5 miliardi di prodotti erogati a circa 30 milioni di italiani. Il 70,9% degli associati di Confida, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, considera la sostenibilità un tema fondamentale per il futuro.

“Nel nostro settore - spiega Piero Angelo Lazzari, presidente di Confida - la sostenibilità è un tema molto ampio che tocca varie fasi dell’attività, dalla gestione efficiente dell’energia e dei magazzini all’interno dell’azienda, alla sostenibilità nei trasporti, fino alla scelta dei prodotti alimentari e alla gestione dei rifiuti nell’ottica di un’economia sempre più circolare”.

Il 55,8% delle imprese intervistate ha già adottato interventi per la riqualificazione energetica, il 64% utilizza luci al led e il 29,1% produce energia da fonti rinnovabili tramite pannelli solari e impianti di mini eolico.
Per soddisfare le differenti esigenze nutrizionali, alimentari e di gusto dei consumatori, l'82,6% dei gestori di distributori automatici ha introdotto prodotti per intolleranti (senza glutine, senza lattosio), il 74,4% prodotti provenienti da agricoltura biologica e freschi (yogurt), il 62,8% prodotti equo solidali e il 47,7% prodotti del territorio o a chilometro zero.

Il 29,1% degli associati a Confida utilizza mezzi di trasporto ecosostenibili (a gpl, metano, elettrici o ibridi) per l’installazione e il rifornimento dei distributori, e l’80,2% ha ottimizzato i percorsi per diminuire il traffico nei centri urbani. Per il trasporto degli alimenti il 59,3% delle aziende intervistate si serve di contenitori sanificabili e riutilizzabili ripetutamente, riducendo di conseguenza la quantità di rifiuti.

Gli associati prestano sempre più attenzione anche alla gestione dei rifiuti e al riciclo: il 47,7% dei gestori utilizza confezioni e bicchieri in materiale compostabile/biodegradabile e/o in materiale a basso impatto di C02, il 69,8% delle società di vending promuove la raccolta differenziata presso i clienti.VENDSOSTENIBILE650x290

E per promuovere le buone prassi in materia di sostenibilità ambientale all’interno del settore della distribuzione automatica, Confida ha realizzato il progetto “Vending Sostenibile” (www.vendingsostenibile.com) in collaborazione con Fondazione Sodalitas.

Unieuro potenzia la rete vendita

Unieuro
Il piano di sviluppo di Unieuro prevede nel mese di marzo nuove aperture, dirette e in affiliazione, e ristrutturazioni in tutta la Penisola

Il piano di sviluppo di Unieuro prevede nel mese di marzo nuove aperture, dirette e in affiliazione,  e ristrutturazioni in tutta Italia. “Le nuove aperture permettono a Unieuro di presidiare il territorio in modo sempre più capillare - sottolinea Luigi Fusco, chief operating officer Unieuro – nell'ottica di essere sempre più vicini alle esigenze della clientela. Ma l’impegno dell'insegna sta diventando anche l'impegno di un numero sempre in crescita di imprenditori locali, a conferma della solidità del nostro programma di affiliazione. Insieme possiamo offrire un servizio migliore e negozi sempre più belli". Per festeggiare le aperture e i restyling l’insegna dedica volantini dedicati con sconti fino al 50% su tutti gli elettrodomestici da libera installazione e incasso e su tutti i climatizzatori.

Le aperture in programma. Il 4 marzo a Reggio Emilia verrà inaugurato il negozio in viale Martiri di Tien An Men, 2 che sostituisce lo store di via F.lli Cervi 36. Saranno soggetti a restyling invece i punti di vendita di Prato, in via Berlinguer, e di Settimo Torinese in via Pier Luigi Nervi 12/14. Saranno cinque i nuovi punti di vendita affiliati che apriranno a marzo: il 16 marzo aprirà lo store di Gallicano, in via di Fondovalle, esteso su 800 metri quadrati, seguirà Carbonia (600 mq) in via della Stazione. Completano il piano di aperture i due Unieuro City a Iglesias, in via Monsignor Saba, e a Senise, in zona Mercato area Artigianale. E infine il 24 marzo si inaugura un Unieuro City a Terni, in via del Modiolo 1, all’interno del centro commerciale Le Fontane. Saranno riaperti dopo i lavori di ristrutturazione inoltre i negozi degli affiliati di Palestrina (RM), e gli Unieuro City di Goro (Fe) e Motta di Livenza (TV).

 

 

 

Da Beiersdorf un addio alle promozioni di prezzo

Offrire valori aggiunti che non siano lo sconto: Nivea punta a diminuire la distanza tra consumatore e brand (da Gdoweek n. 3/2017)

Le promozioni come strumento di valorizzazione della marca e non come semplice attività di taglio prezzo. È questa la visione delle iniziative promozionali sviluppate nell’ultimo anno da Beiersdorf, azienda tedesca che ha in portafoglio i brand Nivea, Labello, Eucerin e Hansaplast. Un approccio non semplice da mettere in atto, ma che l’impresa giudica indispensabile per porre un freno al progressivo incremento della pressione promozionale. Ne parliamo con Gaetano Colabucci, che dal 2015 guida la filiale italiana del gruppo.

Da che cosa dipende la scelta di intervenire sulle politiche promozionali?
Chiariamo subito che non intendiamo dire basta alle promozioni tout court, bensì selezionare le attività che da una parte ci consentono di avere un guadagno e dall’altra parte offrono al consumatore un valore aggiunto che non sia solo lo sconto. Questa decisione nasce dalla constatazione, che è sotto gli occhi di tutti, del continuo aumento della scontistica. È un processo che va fermato e noi, in quanto leader, ci siamo presi questa responsabilità.

Ci fa un esempio?
Sino a fine marzo è attiva una campagna che permette ai consumatori di personalizzare la celebre latta blu della crema Nivea con una foto e una frase. Qui c’è per il cliente un valore aggiunto, che va oltre la semplice scontistisca e che punta a diminuire la distanza tra il consumatore e il brand. La partecipazione sarà possibile sia da casa, sia in circa 100 store, grazie ad una macchina che personalizza la latta al momento.

Penalizzazioni per le vendite?
Abbiamo un po’ sofferto per quanto concerne la quota complessiva a valore, ma rimaniamo solidi se consideriamo l’ambito dei prodotti non promozionati.  Ciò significa che abbiamo perso quel segmento di consumatori che comprava le nostre categorie in caso di scontistica forte, ma abbiamo mantenuto i nostri user abituali. Chiudiamo l’anno con fatturato in linea con quello dello scorso anno e un incremento della profittabilità. In termini di quote di mercato Nivea, che rappresenta il 90% del nostro business, si è attestata intorno al 15%.

Quali sono le categorie interessanti e quali quelle critiche?
Sicuramente la cura del viso, che è mercato grande, e la deodorazione, che rappresenta il nostro business principale a livello mondiale. Lanceremo un prodotto decisamente innovativo nella categoria dei solari. Per ora non posso dire di più, ma è una novità con un contenuto tecnologico rilevante, che porterà una rivoluzione nel settore. Il men care invece è complicato: è un mercato piccolo, con una penetrazione e una frequenza di acquisto basse.

Carrefour Italia modifica gli assortimenti

uova carrefour italia
I negozi delle insegne del gruppo Carrefour Italia non commercializzeranno più uova prodotte da galline allevate in gabbia e pesce Pangasio

I negozi delle insegne del gruppo Carrefour Italia, ossia Carrefour Market, Express, Iper, DocksMarket e GrossIper, non commercializzeranno più uova prodotte da galline allevate in gabbia né pesce Pangasio. La decisione di tenere in assortimento soltanto uova prodotte da galline allevate a terra viene motivata in una nota in cui l’azienda spiega che: “L’utilizzo di gabbie nell’allevamento di galline ovaiole, seppur consentito dalla legge, non è ritenuto da Carrefour un sistema in linea con gli standard di qualità della vita animale in quanto spazi ridotti, costrizione fisica e strutture metalliche non permettono agli animali di compiere movimenti e adottare comportamenti naturali”.

Secondo quanto tiene a sottolineare il gruppo: “Le uova a marchio Carrefour e le uova sfuse del settore PFT (Prodotti Freschi Tradizionali) provengono da allevamenti a terra, all’aperto o biologici. Con la decisione comunicata oggi Carrefour Italia mette in atto quest’iniziativa anche ai prodotti a marchio nazionale del reparto PLS (Prodotti Libero Servizio) rendendo così l’offerta di uova completamente sostenibile e attenta alla qualità della vita degli animali”.

Per quanto riguarda il pesce Pangasio Carrefour chiosa: "La decisione vuole essere una risposta alle esigenze della clientela preoccupata in particolare per il possibile profilo nutrizionale inferiore a quello di altri prodotti ittici".

 

Adhoc si consolida in Campania

adhoc
Per l'insegna è la sesta apertura in Campania, dopo Vitulazio e Orta di Atella in provincia di Caserta, San Sebastiano al Vesuvio, Castellammare di Stabia e Napoli (Na)

Il Cash&carry di Multicedi a insegna Adhoc rafforza la sua presenza in Campania e inaugura il 6 marzo il suo sesto store nella regione, aperto a Volla (Na) via De Carolis 55/57. Il punto di vendita si estende su una superficie di 5000 mq di area di vendita e dispone di 10.000 mq di parcheggio.

Per il marchio Adhoc si tratta della sesta apertura in Campania, dopo Vitulazio e Orta di Atella in provincia di Caserta, San Sebastiano al Vesuvio, Castellammare di Stabia e Napoli, in provincia di Napoli. La famiglia Festante, proprietaria del cash&carry Adhoc Volla, commenta: “Il successo del nostro format si deve alla capacità di offrire un contributo su misura per i clienti, fornendo anche quanto di meglio in termini di referenze sia a livello locale che nazionale oltre che momenti di formazione attraverso la condivisione del know how da parte di affermati operatori del settore".

 

Focelda amplia la rete

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L’azienda, specializzata nella distribuzione prodotti di informatica, inaugura il 9 marzo, nella zona Roma nord, un nuovo cash&carry in via Boccea 307/A

Si inaugura un nuovo cash&carry Focelda a Roma nord. L’azienda specializzata nella distribuzione prodotti di informatica apre infatti il 9 marzo un nuovo store in via Boccea 307/A sviluppato su una superficie di 250 metri quadrati, con 6 postazioni di lavoro, 4 addetti vendita, 2 casse e un ufficio assistenza. La struttura conta 5000 referenze e 80 marchi rappresentati.

“È un segnale positivo che diamo al mercato -  afferma Michele Palmese,  CEO di Focelda -  Dopo aver chiuso  il 2016 con  il fatturato  in crescita e registrato un trend positivo negli ultimi anni, continua l’investimento della nostra azienda, in controtendenza con gli attuali scenari di mercato.   Siamo determinati nel perseguire il nostro obiettivo di rappresentare per i nostri clienti un partner distributivo di riferimento in grado di proporre sempre nuove offerte ed esclusivi servizi dedicati”.

Consorzio Sun: obiettivi per la crescita

Consorzio sun
Le aziende del consorzio Sun intendono aumentare fatturato, rete vendita, quota di mercato e innalzare i livelli qualitativi della Mdd

 

Si prospetta un anno in crescita per le aziende del consorzio Sun (Supermercati uniti nazionali) che contano su un aumento di fatturato consistente: sono infatti passate da 1,09 miliardi del 2011 ai 2,66 miliardi del 2016 e per il 2017 si ipotizza una cifra pari a 2,79 miliardi. In crescita esponenziale anche la rete vendita che nel 2011 contava 296 punti di vendita e oggi opera con 595 che nel corso del 2017 diventeranno 626.

Lo sviluppo sul territorio. Sono infatti previste 31 nuove aperture tra cui due superstore, 23 supermercati , Presidente_marco_odolinisei superette, cui si aggiungono oltre 18 ristrutturazioni di punti di vendita già attivi.  Marco Odolini, presidente del consorzio Sun, spiega: “Nel corso del 2017 continuerà il presidio nelle rispettive aree di competenza e di operatività degli attuali soci del Sun, ovvero nel nord e centro Italia. Vogliamo infatti presidiare le aree dove operiamo e ampliare la nostra penetrazione in nuove zone”.

Tra gli obiettivi prioritari,  la volontà di aumentare la quota di mercato che, oggi, a livello nazionale, si attesta al 3,3% e dovrebbe raggiungere il 3,5% entro fine anno, specchio delle performance dei diversi soci a livello territoriale. In alcune aree, infatti, alcuni soci del consorzio rappresentano una quota intorno Consilia Consorzio Sunal 17,3% (come in Lazio), mentre in altre regioni (come Marche, Abruzzo e Molise) è pari al 13,3%.

Centrale anche lo sviluppo della marca del distributore Consilia, la cui quota sulle vendite dei soci ha avuto, nel 2016, un’incidenza del 14,6%. Anche in questo settore si prevede una crescita. “A valore l'incidenza sulle vendite di Consilia è stata pari al 9%, registrando un incremento del 24,2 rispetto all'anno precedente -chiarisce il direttore generale Stefano Rango-. Risultato legati senza dubbio anche all'aumento dei livelli qualitativi dei prodotti". Una strada su cui lavorare visto che aggiunge: “Nel 2017 i nostri prodotti saranno realizzati senza l’utilizzo di olio di palma”.

 

 

Conad Centro Nord: focus sulle categorie

Tione Dao Conad
La cooperativa sta rivedendo la struttura acquisti per passare dal modello tradizionale basato sul fornitore (buyer) a quello più attuale orientato alla domanda (da Gdoweek n. 3/2017)

Attiva in Lombardia e nelle province di Reggio Emilia, Parma e Piacenza, Conad Centro Nord è una delle 8 cooperative associate al consorzio nazionale Conad. Associa 436 imprenditori con oltre 240 punti di vendita tra diretti e affiliati/associati con quota di mercato del 6,49%. La cooperativa sta riorganizzando la struttura acquisti per focalizzarla sul category management, per mettere al centro la categoria. Questo processo durerà per il prossimo biennio, come spiega Stefano Ferrari, vice direttore commerciale e marketing di Conad Centro Nord.

A quale modello organizzativo tende Conad Centro Nord?
Il modello organizzativo che si vuole portare avanti è quello che riunisce in un’unica figura il ruolo di buyer e category, per porre al centro della negoziazione la categoria, e non, come una volta, il fornitore. Il category avrà la responsabilità dei margini dei prodotti di una categoria ed è un processo ormai inevitabile perché legato al nuovo progetto assortimentale di Conad. L’aspetto positivo consiste in una struttura più leggera rispetto ad altri modelli organizzativi che separano l’attività di category da quella di buying, con una figura, quella del category, dallo sguardo più ampio e con più margini d’azione, e con attenzione prevalente alle vendite.

Che ruolo ha la marca del distributore?
La marca del distributore è prioritaria e fondamentale per costruire la categoria, perché l’assortimento fa parte della relazione con il cliente, ne è il punto di partenza, con ruolo economico e di distintività per l’insegna. Riteniamo questa nuova organizzazione molto più logica, anche perché questo approccio è già in atto da qualche anno a livello nazionale.

Qual è la gerarchia nella definizione degli assortimenti?
L’approccio per categorie è partito dalla Centrale:  l’assortimento Lcc è per il 70-75% definito su base nazionale, per il rimanente 25-30% su base locale, con differenze anche rilevanti a seconda delle categorie e tenendo in considerazione la possibilità di opportunità negoziali con l’industria. Nelle marche del distributore l’assortimento è omogeneo su tutto il territorio con scelte locali molto limitate: per esempio, i formati della pasta oppure il vino. Gli assortimenti sono definiti dalla Centrale in 4 declinazioni, corrispondenti ai canali Ipermercato, Superstore, Conad e City. La novità a livello locale è il passaggio da una gestione molto orientata al magazzino a una logica di vendita, quindi di punto di vendita con il nuovo progetto di Assortimento Obbligatorio a PuntoVendita.

In che cosa consiste quindi il ruolo del category?
Stiamo lavorando su 7 cluster assortimentali, o punti di vendita ideali, “spacchettando” l’assortimento definito a livello nazionale: per esempio, l canale Conad  (600 -1.500 mq), si divide a sua volta  in 3 tipologie: il ruolo del category consiste appunto nel definire e classificare quel 25-30% di quota locale dell’assortimento. I suoi strumenti sono le linee guida assortimentali della Centrale, le indicazioni strategiche e il patrimonio informativo di cui dispone; inoltre il category si interfaccia con un’altra funzione di recente costituzione e nella quale lavorano 3 addetti, quella dei planogrammi, utile perché le referenze trovino poi collocazione su un display coerente alle strategie espositive e linee guida definite. Il magazzino appena avviato sarà il risultato di tutti questi elementi, a favore di una maggiore omogeneità della rete. L’obiettivo è far evolvere il ruolo dei category, anche individuando un percorso mentale “comune, omogeneo” e strumenti operativi standard.

E la distintività?
Probabilmente è la sfida più complessa del progetto e dell’evoluzione richiesta ai category. La marca del distributore è il primo mezzo, ma distintività significa anche “asciugare” la parte mainstream del mercato, dove gli attori si sono moltiplicati solo per motivi tattici e non quindi indispensabili per il consumatore.  Mantenendo la leggibilità della scala prezzi occorre operare sui segmenti premium, che aggiungono valore e varietà all’assortimento, migliorando vendite e redditività dello scaffale.

Parliamo di prezzi e promozioni
La struttura assortimentale è assimilabile a un rombo con dimensione marginale di primo prezzo e premium price, e con la parte mainstream dominante; ma tende ad assumere la forma del triangolo, dove viene marginalizzato il primo prezzo (anche  in seguito alla politica Edlp basata sulle Private Label) e cresce il vertice cioè il segmento premium, che include le nuove tendenze di consumo. Alcune categorie andranno razionalizzate, altre ampliate. L’indirizzo strategico di Conad punta a ridimensionare la promozionalità, destinando risorse al posizionamento quotidiano. Anche le marche dovranno adeguarsi al percorso delle private label, passate dagli anni del “Bis” all’attuale claim “Bassi e Fissi”. È un percorso graduale rallentato dal fatto che mentre il continuativo viene letto dal consumatore nel medio termine, la diminuzione della promozionalità mostra immediatamente i suoi effetti sulle vendite.

Le conseguenze sulla contrattazione con l’industria?
Se il category dovrà massimizzare la resa economica degli spazi, in base al ruolo della categoria, puntando su vendita (categorie di traffico) e redditività (categorie di servizio), allora nella contrattazione la responsabilità del successo (o dell’insuccesso) di un prodotto ricadrà prevalentemente sull’industria, la quale, anche grazie a un rapporto più trasparente con la distribuzione, dovrà proporre prodotti che diano un valore aggiunto al distributore. Il percorso però è ancora lungo.

SkinLabo e ProfumeriaWeb vanno a nozze

Angelo_Muratore ceo di skinlabo
SkinLabo, brand italiano di cosmetica nativo digitale, creato nel 2016, sceglie come partner distributivo di riferimento in ambito beauty ProfumeriaWeb

SkinLabo, brand italiano di cosmetica nativo digitale, creato nel 2016, sceglie come partner distributivo di riferimento in ambito beauty ProfumeriaWeb, eCommerce per la vendita di profumi, cosmetici e prodotti di bellezza a prezzi vantaggiosi. La partnership consentirà a SkinLabo di perseguire al meglio la mission che ne rappresenta la filosofia di business: offrire cosmesi di qualità premium a prezzi competitivi, grazie proprio alla distribuzione esclusivamente online.

“ProfumeriaWeb rappresenta il partner ideale per un brand come SkinLabo che cavalca il trend del mercato e si posiziona come Alice Farella Monti 2primo brand full beauty made in Italy distribuito esclusivamente online -dichiara Angelo Muratore, Ceo di SkinLabo–. Recenti studi mostrano come il valore degli acquisti online in ambito beauty abbia superato lo scorso anno i 170 milioni di euro, con un aumento del +22% rispetto all’anno precedente. A fronte dei molti indicatori che suggeriscono per i prossimi anni un tasso di crescita ancora superiore alla media, SkinLabo persegue i suoi obiettivi di crescita puntando tutto su un modello di business audace ed essenziale: eliminare tutto il superfluo e puntare sulla qualità premium del prodotto e sull’accesso democratico alla bellezza, grazie a un canale distributivo innovativo come l’eCommerce.” Alice Farella Monti, Chief Operating Officer di SkinLabo, aggiunge: “Su ProfumeriaWeb sono disponibili oltre 8.000 prodotti, fortemente scontati e consegnati in 2/3 giorni lavorativi dall’ordine. Entrare a far parte di una rete vendita così strutturata, con all’attivo più di 120.000 clienti e oltre 600.000 visite solo a dicembre scorso, rappresenta per SkinLabo una vetrina davvero eccellente”.

Conad Sapori e Dintorni di Venezia si rinnova

Conad-Sapori-Dintorni
I lavori di restyling hanno permesso di inserire nuovi reparti, potenziare e ammodernare quelli già esistenti e adeguare lo store alle tecnologie green

Si rifà il look il negozio Conad Sapori e Dintorni del Lido, a Venezia, riaperto dopo i lavori di adeguamento. Il punto di vendita, gestito dalla società Insieme,  occupa sessanta dipendenti.

I lavori di ammodernamento hanno permesso di inserire un nuovo reparto pescheria con banco servito, che completa la proposta commerciale del negozio. Sono stati potenziati i reparti freschi. In gastronomia è stato introdotto il reparto friggitoria e ampliata la proposta commerciale di gastronomia calda con diverse soluzioni pronte per il pranzo e la cena. Anche l’impianto di illuminazione è stato rinnovato e adeguato alle moderne tecnologie ecosostenibili.

 

Al Supermercato del Futuro di Coop si paga con il cellulare

supermercato del futuro coop
L' App Mobysign è un mobile payment non legato a nessuno esercente, carrier telefonico, banca, tipo di dispositivo, circuito di pagamento

La tecnologia mobile fa il suo ingresso al Supermercato del Futuro di Coop Lombardia dove viene introdotta la possibilità di pagare con lo smartphone grazie all' App Mobysign, un mobile payment non legato a nessuno esercente, carrier telefonico, banca, tipo di dispositivo, circuito di pagamento.

Mobysign. L’app utilizzata all’interno dello store Coop viene integrata in pochi passaggi da altre App, siti eCommerce, portali di home banking e sistemi cassa e consente agli utenti di uscire di casa solo con il cellulare, fare la spesa come se si avesse il portafogli, dimenticando i pin delle diverse carte. Basta infatti confermare il pagamento sullo smartphone con l’impronta digitale o digitando un pin unico scelto in fase di registrazione, valido per tutti i mezzi di pagamento disponibili per l’utente. L'App Mobysign è scaricabile dai principali store. Perché sia valida bisogna registrare una carta di credito o debito, giftcard, loyalty e il giorno dopo  l’Iban per gli instant payment. Al Supermercato del Futuro l’innesco della transazione avviene leggendo un QRcode alla cassa; Mobysign in generale offre anche altre modalità, come l’esibizione di un barcode, la digitazione di un numero di telefono o nickname, ed altre ancora. Secondo il CEO di Mobysign, Antonio Bonsignore: “L'App Mobysign ha anticipato i concept della PSD2 ed ha al suo attivo diversi brevetti per la autenticazione del cliente finale, validi in tutta Europa per i più elevati livelli di sicurezza e per l’utilizzo delle più moderne tecnologie in ambito mobile.”

 

Leroy Merlin promuove la responsabilità sociale d’impresa

Leroy Merlin
L'insegna francese ha presentato, in occasione della tappa torinese del Salone della CSR, tre progetti legati alla responsabilità sociale e ambientale d’impresa

L’insegna del fai da te, Leroy Merlin, ha presentato in occasione della tappa torinese del Salone della CSR, che si è svolta questa mattina nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Torino, tre progetti legati alla responsabilità sociale e ambientale d’impresa.  “Il Salone della CSR è l’evento di settore più importante in Italia, e siamo molto felici di prendervi parte quest’anno

Luca Pereno, coordinatore sviluppo sostenibile di Leroy Merlin Italia
Luca Pereno, coordinatore sviluppo sostenibile di Leroy Merlin Italia

– dichiara Luca Pereno, coordinatore sviluppo sostenibile di Leroy Merlin Italia. – Proprio un territorio fertile come quello di Torino ci ha permesso di lavorare in maniera efficiente e incisiva con partner locali accreditati, con cui abbiamo stretto delle collaborazioni importanti. I progetti che presentiamo sono una parte rappresentativa del nostro più ampio calendario di iniziative CSR a livello nazionale, tutte accomunate dal desiderio di garantire a tutti una casa bella, sana e che aiuti a risparmiare”.

I progetti. L’azienda francese ha promosso il progetto Orto Fai da Noi, il primo orto di comunità creato  in collaborazione con l’associazione Orti Alti che sarà attivato nel punto di vendita di Torino Giulio Cesare, dove un ampio terreno incolto di proprietà del negozio verrà trasformato in un grande orto urbano. L’area infatti sarà suddivisa in 20 appezzamenti destinati ad altrettante famiglie, che avranno a disposizione cassoni in legno per coltivare ortaggi ed erbe e una cassetta per il ricovero degli attrezzi. Le aree comuni saranno allestite con tavoli e altri arredi per favorire i momenti di incontro e per dare spazio a numerose attività di formazione sull’orticultura, rivolte soprattutto alle scuole. Le iscrizioni, aperte a tutti, saranno attive dal 1 marzo 2017 compilando il form al link: csr.leroymerlin.it/ambiente/orto-fai-da-noi/.

Il secondo progetto riguarda la Lotta alla povertà energetica, realizzato in collaborazione con il Politecnico di Torino.  I ricercatori del Politecnico e dell’Università individueranno con Caritas un campione di 100 famiglie le cui bollette energetiche sono in parte o del tutto pagate dai servizi Caritas piemontesi. Questi ultimi invieranno i propri volontari, precedentemente formati, per fornire consulenza su come risparmiare energia nella vita quotidiana e per mettere a disposizione dei nuclei famigliari, per un periodo non inferiore a un anno, un kit di dispositivi per il risparmio energetico commercializzati da Leroy Merlin e di facile installazione. Al termine del periodo di sperimentazione verranno raccolte ed esaminate le bollette energetiche per verificare le effettive riduzioni dei consumi.

Ultimo dei tre progetti è la ristrutturazione di Casa Speranza, in partnership con CISV Torino, situata all’interno della Parrocchia Maria Santissima Speranza Nostra di via Ceresole, che ospiterà nelle prossime settimane 12 migranti richiedenti asilo. Questo progetto comprende lavori di rifacimento importanti che coinvolgono la ristrutturazione dei bagni, la messa a norma dell’impianto elettrico e l’imbiancatura per creare così 6 camere da letto e aree comuni.

 

 

Penny Market sostiene la Community #Noncifermanessuno

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L’insegna, patrner del Banco Alimentare, regalerà un pacco di riso per ogni interazione degli utenti/studenti registrati al sito della Community

Il progetto #Noncifermanessuno, ideato da Luca Abete, ha l’obiettivo di fornire una porzione di riso per ogni interazione dei clienti sul sito della Community #Noncifermanessuno. Banco Alimentare ne è partner e da quest’anno gode del sostegno di Penny Market che lancia l’iniziativa Dona un SorRISO!. L’insegna regalerà, infatti, un pacco di riso per ogni interazione degli utenti/studenti registrati al sito della Community. L’obiettivo del progetto ideato nel 2014 è raggiungere 15.000 kg di riso, pari a 150.000 porzioni.

“Questo progetto nasce dalla voglia di motivare e spronare i giovani d’oggi per permettergli di affrontare al meglio le difficoltà e penny market dona un sorriso 2realizzarsi non solo a livello universitario ma anche personale. - afferma Luca Abete - Come tutti gli anni mi impegnerò per donare loro il giusto entusiasmo e sono sicuro che tutti i ragazzi, a loro volta, si impegneranno per donare un SorRISO! con Penny Market. È bello sapere che ci sono aziende in Italia che non solo credono in noi ma si impegnano anche per dare un contributo concreto alle persone meno fortunate”. Il CFO di Penny Market Italia, Roberto Fagnani, aggiunge: “Da diversi anni sosteniamo con molte iniziative, sia locali che nazionali, il Banco Alimentare e questo progetto non solo ci è sembrato da subito in linea con i valori del nostro marchio ma ci permette anche di contribuire alla crescita sociale del nostro Paese.”

 

Unieuro lancia la promozione Passione Casa

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La promozione sarà valida dall’1 al 23 marzo in tutti i punti di vendita aderenti e sul sito unieuro.it. A supporto dell'iniziativa è prevista una campagna di comunicazione TV e radio

Passione Casa è il nuovo appuntamento dedicato ai consumatori Unieuro che desiderano rinnovare i propri elettrodomestici. L’insegna lancia infatti dall’1 al 23 marzo la promozione valida in tutti i punti di vendita aderenti e sul sito unieuro.it a cui si può accedere acquistando uno degli elettrodomestici coinvolti nell’attività promozionale come lavatrici, lavasciuga, asciugatrici, frigoriferi, forni, piani cottura e climatizzatori. Si riceverà in regalo uno smart TV Hitachi Full HD da 43’’, del valore di 499 euro. Nel volantino sono previsti inoltre sconti su articoli di tutte le altre categorie merceologiche. A supporto della nuova edizione di Passione Casa è prevista una campagna di comunicazione TV e radio.

Per l’industria italiana la Mdd è scelta strategica

Variabili in gioco, opportunità da cogliere, stato delle relazioni con i retailer: Ibc ha realizzato una ricerca ad hoc insieme a TradeLab per gettare uno sguardo al mondo dei copacker (da Gdoweek n. 3/2017)

C’è una precisa scelta strategica da parte dell’industria verso le marche del distributore: al netto dei puristi di marca e degli specialisti copacker, le Mdd non risultano mai un ripiego e neppure rappresentano un’ultima spiaggia rivelatasi fortunata. Si tratta, al contrario, di un secondo ambito di business, in particolare per le tante Pmi su cui si fonda il tessuto produttivo italiano, che viene perseguito proattivamente e con una forte focalizzazione sui volumi. Sul mercato Lcc post crisi, il copacking non è più visto come una soluzione d’emergenza, per accrescere il livello di saturazione degli impianti di produzione e puntellare le industrie alle prese con tante difficoltà su più fronti (innalzamento costi di produzione, restringimento mercato, difficoltà di accesso al credito per investimenti). Rappresenta una formula consolidata e smart per approcciare il mercato che permette di superare le logiche del passato di contrapposizione con il trade per ottenere ricadute positive su tutte le funzioni aziendali, dalla R&S alla logistica. In ultima analisi, lavorando per gdo e discounter, le medie imprese italiane riescono a investire (e a rendere sostenibile) l’aggiornamento industriale. In questo contesto economico e in questo clima sociale, produrre Mdd è un elemento di stabilizzazione del rapporto tra industria e grandi clienti e uno stimolo a cogliere in maniera nuova  i  segnali  provenienti  dal mercato stesso. Non solo per i piccoli, ma anche per i grandi gruppi industriali con brand forti e riconosciuti dal mercato.
“Produrre prodotti Mdd oggi -dichiara Luca Pellegrini, presidente di TradeLab- non è un salvagente, non è un segnale che sancisce la difficoltà di un’azienda, ma ha sempre una  motivazione  proattiva. Quest’attività è utilizzata dalle industrie con l’obiettivo di consolidare il loro rapporto con le insegne e intessere una relazione con il trade su nuove basi”. L’attenzione della ricerca Ibc-TradeLab si è soffermata su 75 imprese di produzione, forse non statisticamente rappresentative, ma in ogni caso significative per avere uno spaccato della media impresa italiana agroalimentare (il 50% del campione fattura fra i 500 e i 100 milioni di euro). Un ulteriore parametro significativo: sono state scelte aziende che facessero sia copacking sia attività a marchio proprio. Tralasciati volutamente i puristi e gran parte degli specialisti conto terzi. Un dato che smentisce dunque la minaccia della Mdd nei confronti dell’identità aziendale: guardando al campione, il 92% delle imprese copacker inserite fornisce alla distribuzione sia i prodotti a marchio retail, sia i prodotti a marchio proprio. Segmentando questo dato, emerge un’altra valenza: ben il 55% del campione ha debuttato sugli scaffali con un prodotto branded per poi sviluppare, successivamente, anche la Mdd. “Se indaghiamo le ragioni che spingono le aziende a diventare copacker -prosegue Pellegrini- troviamo la saturazione degli impianti produttivi, di certo uno degli elementi più importanti per la produzione industriale, nei quali anche le scale minime sono importanti al fine di ottenere un risultato positivo”. “Dal nostro punto di vista -dichiara Massimo Bianco, amministratore delegato di Soavegel- diventare copacker di catene importanti ci ha spinto a confrontarci con un nuovo modo di sviluppare i prodotti, in modo congiunto. Pensiamo alle catene del frozen che operano door to door: ci spingono a un’innovazione continua della quale beneficia l’intera nostra produzione”. “Credo che fare Mdd in alcune categorie -aggiunge Giuseppe Mastrolia, Ad di Newlat, gruppo alimentare che ha una quota del 20% attribuibile all’attività di copacker- sia difficile: pensiamo alla pasta di semola, mercato estremamente inflazionato, nel quale il prezzo è l’unica variabile. Noi vogliamo andare controcorrente, proponendo ai nostri clienti un prodotto di qualità, con un pack ecosostenibile e un forte richiamo alla tradizione partenopea”. Puntando al miglioramento delle relazioni con i distributori, stazionano in fondo alla classifica della ricerca le ragioni difensive che spingono un’industria a cimentarsi nella produzione di Mdd: per esempio, il recuperare i volumi persi con l’indebolimento della marca industriale. Altro stereotipo smentito dalla ricerca TradeLab è l’aleatorietà della Mdd, in particolare l’estrema difficoltà nel mantenere relazioni di lungo termine con un trade sempre più competitivo e alla ricerca del prezzo come fattore dirimente nella scelta di questo o quel fornitore. “Colpisce -prosegue Luca Pellegrini- l’analisi della durata dell’impegno delle aziende nel comparto Mdd: ben il 43,6% del campione opera sul mercato da 20 anni e oltre, il 35,9% dai 10 ai 19 anni; solo il 5,1% produce a marchio d’insegna da meno di cinque anni. Se facciamo una media, siamo attorno ai 18 anni di attività, un tempo molto lungo specialmente in un’epoca di veloci cambiamenti”. Puntare sull’Mdd, quindi, non è una scelta tattica per tappare le falle, bensì una strategia a più ampio respiro. Lo si evince anche dalle prospettive che i copacker hanno affidato a TradeLab: secondo i dati oltre il 61% del campione si attende una crescita nel triennio 2017-2020, da contenuta a consistente, sopra il 5%. “Oggi la nostra quota è ancora bassa -spiega Roberto Bechis, managing director di Meggle Italia- attorno al 7-10%, vogliamo espanderla, ma non a tutti i costi. Ritengo che le Mdd richiedano un’attenzione e un servizio dedicato, programmazione e trasparenza. Solo rivolgendosi ad aziende che hanno nel loro patrimonio questi valori, la Mdd diviene un elemento competitivo differenziante a scaffale. Soprattutto se si possono infonderle dei valori come il bio o il 100% veg”. “Nei salumi la tipicità è un valore premiante -aggiunge Paola Spiezia, direttore commerciale dell’omonima azienda- in Italia e anche sui mercati stranieri, nei quali le tradizioni campane e del Mezzogiorno hanno una platea di consumatori ancora molto sensibile”.
I contratti fra copacker e insegne, talvolta, presentano la rottura dei rapporti di fornitura, anche se solo un terzo del campione ha dichiarato di aver sofferto di questa evenienza. Tra le cause più importanti, l’ingresso di un concorrente più aggressivo sul prezzo e la discussione con il management della catena riguardo ai margini commerciali, fattori ai quali imputare congiuntamente il 73% delle rotture in gdo e ben l’89,5% sul canale discount. Le tendenze fin qui illustrate, risultano essere più evidenti sul canale discount, che garantisce ai copacker di certo volumi di vendita più elevati, ma margini ridotti rispetto alla gdo e una maggiore tensione sul prezzo, quale elemento competitivo. L’aspetto positivo che viene sottolineato dagli industriali è la più solida competenza produttiva che la controparte discount mette in campo: nella definizione del prodotto da portare a scaffale viene posta maggiore attenzione strategica, seguendo un percorso gradito dal produttore, rendendo il risultato finale meno aggredibile dai concorrenti.
Su entrambi i canali è poco diffuso in ogni caso il fornitore unico: in oltre l’80% del campione i contratti sono condivisi. Tra le motivazioni per questa scelta, sono a pari merito quelle di carattere produttivo “garantirsi un fornitore di riserva” e quelle sul prezzo, con una certa competizione stimolata tra i due copacker, in particolar modo sul canale discount. “In generale -aggiunge Pellegrini- pensiamo che Idm e Mdd hanno due approcci negoziali differenti tra loro: estremizzando, nel primo caso dopo la contrattazione il prodotto va inserito in una scala prezzi, nel secondo caso il prodotto è la scala prezzi”. E questo suona ancor più vero sul canale discount, nel quale la Mdd in alcune categorie è l’unica alternativa. “Uno degli aspetti che differenziano l’essere copacker per catene italiane e straniere -dichiara Sante Ludovico, amministratore unico di La Pizza +1 (35% del fatturato Mdd tra Italia ed Europa)- sono i volumi: diverso è servire una catena come Auchan (che solo in Francia ha 450 iper) o il frammentato settore distributivo italiano. Altro elemento in gioco è la qualità della contrattazione: in Italia si dialoga con più figure”.
Non è più un’eresia parlare di innovazione di prodotto quando si prende in esame la Mdd. Tuttavia, secondo alcuni copacker, il trasferimento coatto dell’innovazione di prodotto, dalla marca alla Mdd, ridurrebbe l’efficacia dell’innovazione stessa. Quasi il 25% degli intervistati da TradeLab concorda con questa visione egemonica del trade nel suo rapporto con l’industria. Una fetta più ampia del campione, tuttavia, ritiene che non sia il trasferimento rapido dell’innovazione dall’Idm alla Mdd a pregiudicarne la redditività, bensì che sia l’aggressività dei competitor a contrarne lo spazio di espansione potenziale. “Lavorare con le catene distributive di tutto il mondo -dichiara Luca Zocca, marketing manager di Pedon- porta un duplice beneficio al nostro business: espandiamo il mercato ed entriamo in contatto con realtà, stili di consumo, pack differenti. Tutti concetti che possiamo, successivamente, introdurre in Italia. La richiesta di innovazione da parte dei retailer stranieri spesso ci spinge a migliorare ed evolvere su molti fronti: abbiamo sviluppato un pack realizzato a partire dagli scarti di legumi che è poi stato adottato da Waitrose per tutti i suoi prodotti secchi”.

Mdd: rapporti occasionali? No, grazie!

“Siamo un comparto che conta”, così titola la ricerca IBC-TradeLab dedicata ai copacker. Brindiamo a questa consapevolezza, era tempo! (da Gdoweek n. 3/2017)

L'editoriale del nuovo numero. Di collaborazione tra industria e distribuzione si è parlato parecchio, ma quella che passa attraverso la Marca del distributore sembra ormai avere un sapore diverso. Non mancano le spine ... i margini risicati, certo, ma la differenza la fa la competenza dei buyer. Il buyer, sempre ricercato dall’industria, talvolta sembrerebbe peccare di eccesso di cultura  “commerciale” a discapito di quella di “prodotto”, un limite che pare più diffuso nella gdo rispetto ai discount, dove le competenze sono più verticali. Non basta, infatti, conoscere le ultime tappe del prodotto, dall’arrivo in  gdo al consumatore, è necessario anche sapere da dove arriva quel prodotto, la strada che ha fatto, trovare il modo di compensare  la limitatezza dei margini attraverso una maggiore efficientazione logistica; un obiettivo che può essere raggiunto solo attraverso la collaborazione delle parti. La Mdd è e sarà sempre di più la “firma” di un’insegna e proprio per questo resta indispensabile trattare i propri fornitori come partner da far crescere e vivere, se è possibile, serenamente.

Gdoweek, il n. 3 in distribuzione

Nel n. 3/2017 la Cover Story: approccio al copacking di doppia natura: per il discount e per la gdo due mestieri "differenti".

Nuova tappa per #ilviaggio nel mondo delle eccellenze retail: i #TopStore di Gruppo Poli

Coop entra in Calabria: primo accordo di master franchising tra Alleanza 3.0 e Gruppo AZ

Stagionalità e localismo alla base del reparto gastronomia. Importante lo standard qualitativo

Despar Servizi: Marcel Dondarini è il nuovo category manager

Marcel Dondarini despar servizi
Dondarini seguirà le attività della centrale di acquisti Aicube e lo sviluppo del Piano Promozionale Nazionale per le insegne Despar e Altasfera

Il bolognese Marcel Dondarini entra nell’organico di Despar Servizi, partner di Pam Panorama, Gruppo Vegé e Ingross Levante in Aicube, assumendo il ruolo di category manager. “Far parte di un Gruppo con un’insegna del calibro mondiale come Despar è un grande orgoglio ed è di per sé molto stimolante – spiega Dondarini - Soprattutto perché entro in un sistema con solide strutture e componenti giovani che hanno voglia di crescere e migliorarsi quotidianamente: sono davvero entusiasta per l’avvio di questo nuovo percorso professionale.” Il presidente di Despar Servizi, Pippo Cannillo, aggiunge: “Siamo lieti di accogliere Marcel Dondarini nella nostra squadra di lavoro. Certamente la sua esperienza, maturata in varie organizzazioni di prestigio e diversi canali distributivi, accrescerà il nostro know-how e ci aiuterà a raggiungere gli obiettivi prefissati”.

Dondarini seguirà le attività della centrale di acquisti Aicube e, in collaborazione con il direttore commerciale Antimo Cefarelli, lo sviluppo del Piano Promozionale Nazionale per le insegne Despar e Altasfera.

 

Prima di approdare a Despar Servizi, realtà che conta oltre 800 supermercati, fra diretti e affiliati, ha ricoperto vari ruoli:  a Market Ingross (Gruppo Vegè) in cui svolse il ruolo di buyer settore freschi oltre ad occuparsi della gestione dei volantini pubblicitari per i Cash con l’insegna Alta Sfera e dei supermercati Di Meglio. Competenze che fino al 2015 Dondarini mette al servizio del Gruppo Crai e successivamente del Gruppo Sisa.

 

 

 

Insight e relazione nel futuro del retail

Le tecnologie proposte da Microsoft promuovono Cortana nel lato utente e nel backoffice. Il retailer può comprendere più a fondo le attitudini e propensioni del consumatore dai suoi comportamenti (da Gdoweek n. 2/2017)

Cortana  è  l’assistente  virtuale nata in ambiente Windows e  Windows  Phone  che  consente  all’utente di relazionarsi con essa (e quindi con il device e Internet)  con il linguaggio naturale. Secondo Microsoft, già da oggi Cortana può essere impiegata nel retail come mediatrice tra le esigenze del consumatore e l’offerta presente sul mercato, indirizzando l’utente tenendo conto della sua posizione fisica, del profilo, degli acquisti precedenti e delle sue preferenze. Tutto questo grazie ai dati di profilazione  dei retailer, dall’attività social e da molteplici basi di dati oggi disponibili e correlati alle attività sostenute.
Il consumatore è sempre più esigente e i retailer devono dare risposte adeguate. Per approfondire il tema Gdoweek ha incontrato Tiziana Olivieri, direttore della divisione enterprise e partner di Microsoft Italia. “Microsoft ha fornito le proprie tecnologie basate sul cloud per diversi progetti retail, molti in fase di sviluppo e che verranno rilasciati nel corso dei prossimi mesi. L’esperienza conseguita con il Supermercato del Futuro di Coop ha messo in evidenza come lo sviluppo del retail è correlato alle informazioni che si possono estrarre dall’attività di vendita nel suo complesso e dalla relazione con il consumatore”. Oggi, la grande distribuzione in particolare, si accorge del consumatore solo quanto transita alla barriera casse e legge la fidelity card. Su tutta l’attività svolta in corsia non vi è nessuna visibilità. Ma la tecnologia cambia questa prospettiva: “Tutto ciò che il consumatore svolge all’interno del supermercato è oggi leggibile e codificabile in precise informazioni grazie a sensori, app e robot che supportano la struttura di vendita. Ma non solo la tecnologia consente di instaurare con il consumaore un rapporto inedito. Basti pensare che nel Supermercato del Futuro sono installati display in grado di dare informazioni su 6.000 prodotti in base alle caratteristiche del consumatore”. Ma cosa s’intende per attività all’interno del punto di vendita? Per Microsoft ogni azione del consumatore è un dato da cui si può estrarre informazione di businesss, afferma Tiziana Olivieri: “L’esperienza del Supermercato del Futuro è importante per capire le dinamiche chiave da analizzare. Il consumatore che prende un qualsiasi prodotto e lo ripone nel carrello, effettua una delle tante azioni che costantemente si ripetono. Per esempio, il fatto che un prodotto sia preso e poi rimesso a scaffale, oppure il soffermarsi in determinati luoghi così come tutti gli altri aspetti comportamentali si possono tradurre in informazioni di business”.
La business intelligence e gli analytics sono tecnologie disponibili da anni ma oggi ciò che è cambiato è la possibilità di usufruire di una quantità di dati sterminata effettuando elaborazioni impossibili fino a pochi anni fa. Microsoft interpreta la business intelligence con Cortana Analytics, una soluzione che eredita dal concetto di assistant i suoi punti di forza. “Cortana Analytics ha la sua value proposition nell’essere una soluzione end-to-end. In altre parole permette di raccogliere il dato direttamente dal sensore e trasformarlo in informazione di business con la massima flessibilità”. Sono i retailer che devono interpretare in modo corretto le opportunità che la tecnologia oggi offre anche perché, gli studi di mercato, fanno emergere uno scenario sempre più competitivo. Secondo una ricerca di Deloitte, le aspettative del consumatore si alzeranno sempre di più verso i retailer, ai quali è richiesto non solo di  dare risposte ma anche prevedere i bisogni.

Gli integratori alimentari ora qualificano il negozio

Un ulteriore reparto che cresce nell'ottica della prevenzione e del wellness con l'introduzione di nuovi segmenti di prodotto (da Gdoweek n. 2/2017)

Comprendono prodotti funzionali, salutisti, biologici e vegetali. Gli integratori alimentari si inseriscono nell’onda positiva del benessere con incrementi significativi. Oggi otto italiani su dieci utilizzano integratori alimentari, in un’ottica prevalentemente salutistico-preventiva che ha sostenuto lo sviluppo di nuove categorie di prodotti. L’Italia è il principale mercato europeo, ed è quello che ha registrato il maggior tasso di crescita negli ultimi anni. Secondo le elaborazioni di New Line Ricerche di Mercato per FederSalus, l’anno terminante a ottobre 2016 ha evidenziato per il mercato totale un incremento del 4,7% in volume e del 5,9% in valore per una quantità pari a 191,5 milioni di confezioni vendute e quasi 2,7 miliardi di euro. In termini di canali la farmacia mantiene un ruolo predominante con l’84% dei volumi (ma il 92% in valore) rispetto al 14% circa dei format moderni e al 2% dei Corner Pharma. Lo scenario per il reparto integratori è sicuramente favorevole. Come osserva Claudio Mancini Cilla, responsabile reparto integratori alimentari Gruppo Gabrielli, “il settore degli integratori alimentari nei nostri punti di vendita ha conosciuto negli ultimi anni, dal 2014 al 2016, uno sviluppo importante, tanto da poter essere considerato la categoria con la più alta crescita di volumi (+38%) e di fatturato (+40%) nel periodo considerato. L’assortimento viene di volta in volta calibrato e implementato sulla base della vendibilità dei prodotti già testati nel canale farmacia. La costruzione assortimentale segue la logica dello spazio a disposizione in base alla metratura”.
Anche secondo Fabrizio Maggiore, category food del Gruppo Megamark, gli integratori macinano numeri positivi ormai da anni: “nei nostri supermercati e ipermercati abbiamo registrato nell’ultimo anno volumi in crescita di quasi il 20%, un trend superiore alla media. Tutti i segmenti registrano performance significative con la sola eccezione delle lecitine, in particolare incrementi importanti spettano ai prodotti formulati con aloe ed energetici. Dal punto di vista della definizione degli assortimenti è stata rafforzata la penetrazione numerica dei punti di vendita con un assortimento medio da 50 a 100 referenze a seconda dei cluster. Un aspetto di cui bisogna tener conto nella strutturazione degli assortimenti è la stagionalità. Prendiamo il caso del mondo dell’estate, con vendite significative sia nella fase pre-estiva (prodotti per il benessere&bellezza, dietetici e drenanti-depurativi) sia nella fase estiva (vitaminici e sali minerali). Vi sono poi tipologie che vanno tutto l’anno come i prodotti per l’intestino”. “Per quanto riguarda il layout -spiega Giuseppe Spano, category manager grocery 2 di Conad Centro Nord- i dietetici-salutisti (suddivisi in integratori veri e propri, pasti-sostitutivi pasto e dolcificanti) vengono posizionati nelle prime corsie, accanto ad una zona di alto traffico come il reparto Prima Colazione. Si tratta di una categoria di servizio che può influenzare l’immagine del punto di vendita percepita dal consumatore. Nell’ambito degli integratori rientrano anche i dolcificanti che vengono però collocati a fianco dello scaffale dello zucchero. Nella definizione degli assortimenti, abbiamo unificato gli integratori con i sostitutivi pasto, sviluppando un display orizzontale per funzioni d’uso. L’obiettivo è quello di migliore la lettura dello scaffale da parte dei clienti sia per funzione d’uso sia per marca”. Claudio Mancini Cilla sottolinea ancora come il servizio merchandising rivesta un ruolo determinante nella gestione del comparto “in quanto tutti i prodotti sono gestiti direttamente in punto di vendita tanto come ordini che come consegne”. “Un aspetto rilevante -sottolinea Giuseppe Spano- è la comunicazione  instore sulla categoria. Si tratta di mercati complessi che richiedono inparticolare indicazioni precise sulle funzioni d’uso: da un lato il display va comunicato a livello grafico con indicazioni specifiche, dall’altro è necessario operare nel punto di vendita con iniziative di ‘in store activation’ con hostess e cartellonistica ad hoc”.

L'intero articolo su Gdoweek n. 2/2017

Video tour: il Despar di Venezia Ponte Rialto

Tour nello lo store Despar di Venezia vicino al Ponte di Rialto, aperto a dicembre, che rappresenta, insieme a quello di Teatro Italia, la volontà di Despar Nordest di sviluppare formati di prossimità

Tour nello lo store Despar di Venezia vicino al Ponte di Rialto aperto a dicembre, che rappresenta, insieme a quello di Teatro Italia, la volontà di Despar Nordest di sviluppare formati di prossimità che parlino alla clientela turistica nazionale e internazionale.

Parallelamente, si punta ad essere un punto di riferimento per i consumatori locali grazie al focus su freschi, qualità, servizio e convenienza.

Video Tour: chi è il gruppo indiano V-Mart Retail

La mission di uno dei top 6 retailer attivi nel subcontinente indiano spiegata dal suo presidente

Lalit-AgarwalPrice less fashion. Questa la filosofia di V-Mart Retail spiegata dal presidente Lalit Agarwal. Parliamo di uno dei top 6 retailer attivi nel subcontinente indiano.

La sua unica insegna è VMart, che propone dal food all'abbigliamento e si rivolge alle famiglie con store tra i 900 e 1.000 metri quadrati.

 

Video Tour: l’Interspar di Parma

Con questa apertura Despar Nordest rafforza la propria presenza in Emilia-Romagna, che, nel piano triennale stilato dall'azienda, rappresenta il territorio sul quale concentrare gli sforzi.

Il prototipo di Despar Nordest per svilupparsi nella regione Emilia-Romagna, dove lo scorso anno il gruppo ha incrementato il fatturato del 10%. Questo il format Interspar di Parma, all'interno del quale vi proponiamo un tour

Zuiki aumenta fatturato e rete vendita

zuiki
È un percorso in ascesa quello di Zuiki, di Ennepi srl, che chiude il 2016 con un fatturato di 130 milioni di euro, in crescita del 20% rispetto al 2015

È un percorso in ascesa quello dell’insegna di abbigliamento Zuiki, di proprietà della Ennepi srl, che chiude il 2016 con un fatturato di circa 130 milioni di euro, in crescita del 20% rispetto al 2015. Il piano di sviluppo del brand ha messo a segno nel corso dello scorso anno otto new opening su tutto il territorio nazionale e ventuno re-opening tra ampliamenti e restyling. L’ultimo in ordine di tempo il flagship store aperto a Roma, in via del Corso, su una superficie di quasi 500 mq che porta a 130 le strutture Zuiki presenti sul territorio nazionale. Il piano retail ha permesso a Zuiki di ottenere il riconoscimento Cncc Retailer Awards 2016, l’appuntamento annuale, organizzato dal Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali.

La strategia aziendale per il 2016 ha posto particolare attenzione allo sviluppo degli spazi vendita, con il lancio di un nuovo zuikiconcept architettonico che prevede ambienti spaziosi, progettati su superfici dai 500 ai 1.000 mq, moderni e sofisticati, pronti a garantire una maggiore profondità di assortimento delle proposte in esposizione. Il nuovo layout include, oltre alla riprogettazione del concept store in termini di quadratura e di restyling della parte visual, anche un’operazione di rebranding del logo. L’azienda privilegia i centri commerciali ed i centri storici delle città, con sensibile attenzione all’integrazione tra il layout dei punti di vendita e le caratteristiche architettoniche delle location scelte.

 

 

 

Da Conad San Salvo si impara a cucinare

conad san salvo
All'interno dello store Conad di via Gargheta a San Salvo, in provincia di Chieti, si svolgeranno corsi di cucina tenuti dallo chef Silvano Foia

L’insegna Conad fidelizza la clientela programmando quattro appuntamenti dedicati ad altrettanti corsi per imparare a cucinare ricette a base di pesce. L’iniziativa è dei  Supermercati Raspa Conad di via Gargheta a San Salvo, in provincia di Chieti, che organizzano corsi di cucina tenuti dallo chef Silvano Foia. Il primo è in programma martedì 28 febbraio a cui seguiranno gli altri appuntamenti per i successivi martedì.  Si inizierà con gli antipasti, i primi, i secondi veloci, secondi al forno.

Aldi: in video il nuovo format discount, più moderno

La catena prosegue con la maxy operazione di ammodernamento dei negozi in Germania, tra design in legno chiaro, faretti al led e una nuova formula di accoglienza. Stessa proposta anche in Italia?

Un ambiente più accogliente e caldo, tra design in legno chiaro, faretti al led e un'esposizione più ordinata che migliora e semplifica il percorso d'acquisto, con tocchi tecnologici come lo schermo di benvenuto. Così Aldi (Süd) prosegue con la maxy operazione di ammodernamento dei propri negozi in Germania.

L'upgrade del format discount dovrebbe coinvolgere entro il 2019 oltre 1.860 punti di vendita nella zona Sud e Ovest del Paese, stando a quando riportato dallo Spiegel. Nel video appena pubblicato su YouTube la catena mostra l'operazione di restyling effettuata, promuovendone il valore di prossimità e servizio al cliente. Dobbiamo aspettarci la stessa proposta anche in Italia?

Succhi e acque fruttate allargano la funzionalità

Categoria molto ampia, costruita su molteplici esigenze, con dinamiche estremamente variegate. Ma per tutti s'impone il trend del benessere (da Gdoweek n. 2/2017)

Il mercato delle acque aromatizzate e dei succhi presenta a livello distributivo una differenziazione riguardo al ruolo dei prodotti nelle superfici dei pdv. Mentre i succhi, soprattutto quelli classici che rappresentano la pancia del mercato, vengono considerati commodity, le acque aromatizzate e le novità movimentano, invece, la categoria attraendo nicchie di consumatori e target più specifici.
Carrefour posiziona i succhi di frutta in genere vicino alle bibite, anche se ci possono essere variazioni a seconda del formato di vendita. Il mercato delle acque aromatizzate è in fase di start-up: a breve verranno inserite una 15ina di referenze. In un ambito di prossimità come quello d’elezione di Crai la collocazione può variare a seconda delle dimensioni del pdv e del posizionamento, ma in genere succhi e acque sono a fine percorso, con le bevande. La suddivisione tra reparto e area frigo vale anche per Bio C’Bon, che suddivide i succhi per la famiglia nei formati da litro e le confezioni in pack per i bambini, posizionati nel reparto, dalle acque aromatizzate, smoothie e tisane fredde, collocate nel frigo in abbinamento alla IV gamma, per la vendita in cross selling. “Abbiamo avvertito una leggera flessione nella vendita dei succhi freschi nel formato più grande -spiega Leonardo Ciriello, responsabile acquisti Bio C’Bon- mentre i succhi per i bambini e lo snacking salutistico sono in crescita, alcune referenze in maniera particolare, per esempio l’acqua di cocco”. Megamark al momento non tratta il segmento delle acque aromatizzate. Il comparto dei succhi di frutta, negli ultimi anni, è stato rafforzato invece con l’inserimento di referenze biologiche e con referenze “funzionali” come bevande piatte base aloe, tisane (in bottiglia da consumare fredde) e succhi senza zuccheri.

I dati di mercato diffusi da Iri e aggiornati a ottobre 2016 riferiscono un calo generalizzato a volume e a valore, in alcuni segmenti anche a due cifre. L’andamento è confermato da buyer e category. “Il mercato dei succhi di frutta a lunga conservazione è in sofferenza da alcuni anni -afferma Gianluca Longoni, category succhi di frutta, birra e alcolici di Carrefour Italia-, e nel 2016 sconta anche l’impatto della torrida estate precedente. L’aspetto trainante del mercato è legato ad acquisti che premiano la qualità della materia prima e che hanno un prezzo base al litro più elevato. Sono i prodotti innovativi, rispettosi dell’ambiente, con alta percentuale di frutta e bassa presenza di zuccheri aggiunti, meno calorie, anche attraverso la scelta di formati più piccoli, provenienza certificata e controllata della materia prima”. Il fatturato quindi tiene meglio. Aiutano le vendite le esposizioni di prodotti naturali nel settore del fresco e dell’ortofrutta, con shelf life più brevi e ricettazioni particolari, di prezzo più elevato. Una tendenza confermata da Crai: “La categoria beneficia del fenomeno salutistico e vede in aumento il pubblico adulto, che seleziona il prodotto in base alle sue proprietà nutritive -spiega Arnaldo Giavazzi, buyer freschi, surgelati, bevande e commercializzato di Crai-. Il fenomeno del salutistico e naturale inizia a incidere in maniera notevole sul comparto, in quanto è diventato un vero e proprio stile di vita. Ai tradizionali succhi e nettari, si sommano  bevande alla frutta funzionali e salutistiche, nonché biologiche”.
La pancia del mercato resta quella dei succhi in formato 200x3 o x6 rivolte ai bambini, poi i brick e i Pet da litro, sempre nei gusti classici pesca, pera, albicocca e arancia. “Tra i prodotti con trend di vendita interessanti -prosegue Giavazzi- ci sono il formato 50 cl in vetro, spesso associato alle referenze bio, e i formati per il consumo out of home. Si consolida l’interesse crescente per i prodotti biologici e addizionati di fibre, fattore che sta dinamizzando fortemente il comparto creando opportunità per produttori e retailer”. In crescita il mercato delle acque aromatizzate, nonostante il posizionamento premium. “L’incremento più consistente a valore riguarda i super drink -dice Ciriello per Bio C’Bon-. Proponiamo anche i centrifugati, con una shelf life un po’ più breve e misti di frutta e verdura, che abbiamo inserito da un anno a questa parte e che funzionano particolarmente bene nella stagione estiva”. Per l’alto di gamma Bio C’Bon ha un marchio esclusivo di succhi francese, preparato espressamente per l’insegna: Très Presses.

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Clai studia da primo produttore di salame

fabio Lorenzoni direttore vendite Clai
Investimenti per incrementare la capacità produttiva di trasformazione carni: la Coop di Imola vende direttamente (Macellerie del contadino) e in gdo, anche come copacker (da Gdoweek n. 2/2017)

Da sempre Clai lavora esclusivamente “suini 100% italiani controllati in tutte le fasi della filiera -sottolinea Fabio Lorenzoni, direttore vendite salumi di Clai- ma purtroppo l’etichettatura non permette ancora di mettere in evidenza il plus della nazionalità, fattore che abbiamo cominciato a comunicare ai consumatori nel 2016”.
Nata nel 1962, a Imola, nell’ambito dell’associazionismo cattolico, la Cooperativa Lavoratori Agricoli Imolesi (Clai) è oggi composta da 300 soci, 133 dei quali sono allevatori. Il marchio è conosciuto dai buyer ed è così presente in tutta Italia e in tutti i formati, principalmente nel banco al taglio.
Il contatto con i consumatori, sin dal 1966, è affidato alla rete di negozi, oggi 9, con l’insegna Macellerie del contadino, che sono, come spiega Lorenzoni, macellerie tradizionali adeguate alle esigenze moderne. “Valgono il 7% del fatturato -aggiunge Pietro D’Angeli, direttore generale Clai- e sono fondamentali perché restituiscono il contatto quotidiano con la clientela finale”.
Le Macellerie del Contadino propongono salumi della casa e carne fresca, ma anche molta gastronomia, in modo da far vedere le preparazioni al cliente, e occupano in tutto 66 persone.
Alcune di queste macellerie sono state inserite anche nel progetto social di Clai, l’evento ,in diretta streaming Facebook, MasterClai 2016: una sfida tra cuochi a suon di piatti a base di salumi Clai scelti dai fan di Facebook. “I social valorizzano la dinamicità della clientela nell’esperienza di consumo -afferma ancora D’Angeli-  introducendo contenuti spesso innovativi, e inoltre ampliano la platea di ascoltatori”.

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Il Gruppo Maiora (Despar) amplia la rete in Puglia

Con questa nuova apertura, Maiora prosegue un intenso programma di investimenti nel centro-sud. Il supermercato è stato inaugurato a Canosa di Puglia (Bt)

Consolida la sua presenza in Puglia l’insegna Eurospar, gestita dal Gruppo Maiora (concessionaria Despar) , che apre a Canosa di Puglia (Bt), in via Ugo La Malfa, un nuovo supermercato, sviluppato su una superficie di 1.000 metri quadrati ed esteso su pianta rettangolare. Con questa nuova apertura, Maiora prosegue un intenso programma di investimenti nel centro-sud. Un mese fa a Trani l’azienda ha trasformato in Eurospar un ex oleificio dismesso, entro maggio invece sarà la volta di Bari e Crotone, quest’ultima per il canale cash&carry.

 Lo store apre sul reparto ortofrutta e chiude con acqua e surgelati lungo un percorso che si snoda su cinque corsie.  Ampia Ortofrutta 2 eurospar canosa Gruppo Maioravisibilità si dà ai reparti freschi, cuore pulsante degli store dell’Abete. L’ortofrutta è esposta su vaschette dal design innovativo, disposte sui murali refrigerati che ne garantiscono la freschezza. L’attiguo reparto macelleria propone il laboratorio a vista all’interno del quale vengono preparate e confezionate le carni. Il reparto panetteria propone diverse tipologie di panificati sfornati ogni ora, per tutto l’orario di apertura del negozio.

Il regolamento di Brands Award 2017

 

Brands Award 2017 è organizzato da GDOWEEK e da MARK UP, in collaborazione con AE Apparecchi Elettrodomestici, su dati forniti da IRI e da GFK.

Brands Award è l’unica iniziativa che premia le migliori “performance” annue di marca nei beni di largo consumo attraverso criteri oggettivi e riscontrabili che coinvolgono i consumatori finali, il retail moderno e il mondo social.

Per partecipare a Brands Award NON occorre iscriversi, né pagare alcun importo: concorrono tutti i beni del largo consumo presenti oggi sul mercato.

I criteri di selezione delle marche sono oggettivi (dati di vendita IRI e GFK) e i prodotti in nomination vengono sottoposti ad altri due livelli di giudizio: consumatori, giuria di buyer/category/direttori acquisti della DO.

I vincitori scaturiranno quindi da tre classifiche che, pesate in modo uguale, indicheranno i vincitori di categoria e il vincitore assoluto:

  1. Le performance di vendita

Per le categorie merceologiche Alimentari Freschi, Alimentari Confezionati, Dolciario, Bevande, Alcolici e Birra, Detergenza Cura Casa, Detergenza e Cura Tessuti, Igiene&Bellezza e Petfood, i dati IRI, finalizzati alla definizione delle nomination, prendono in considerazione i seguenti parametri:

  1. Marche già presenti sul mercato: la crescita di quota di mercato e di vendite a valore registrate nel 2016 per ognuna delle categorie analizzate (a.t. febbraio 2017) – le prime sei per ogni categoria;
  2. Migliori lanci del 2016: distribuzione ponderata, quota a valore e fatturato acquisti a sei mesi dal lancio – i primi tre per ogni categoria.

Per le categorie degli Elettrodomestici Cura della Casa, Cura della Persona, Mondo della Colazione e Preparazione del Cibo i dati GFK, finalizzati alla definizione delle nomination, prendono in considerazione la crescita di quota di mercato e di vendite a valore registrate nel 2016 (a.t. febbraio 2017), le prime 4 referenze per le marche esistenti e i primi 2 miglior lanci 2016 per ciascuna categoria .

  1. Le preferenze del consumatore

Le nomination definite da IRI e da GFK verranno sottoposte al panel di consumatori web di Toluna, rappresentativo dell’universo familiare italiano, che decreterà anche il PREMIO CONSUMATORE.

  1. Il giudizio dei buyer, category e direttori acquisti della DO

Le nomination definite verranno inoltre votate da esperti della distribuzione. Il giudizio dei retailer decreterà anche il PREMIO RETAILER.

I prodotti in nomination saranno sottoposti al giudizio delle giurie e tale giudizio sarà insindacabile ed inappellabile. Verranno premiati il vincitore dei “prodotti esistenti” e il vincitore dei “prodotti in lancio” per ciascuna categoria in gara.

NOVITA’ 2017: I social media

I brand in nomination potranno anche partecipare, previa iscrizione, ai PREMI SOCIAL.

Blogmeter analizzerà i profili ufficiali delle aziende in nomination, attraverso l’analisi dei social istituzionali e/o di brand. Saranno utilizzati degli indicatori per misurare il seguito (follower, fan, iscritti) e la capacità di coinvolgimento del brand su facebook, twitter e instagram. Il giudizio sui social media decreterà 6 vincitori:

  • Facebook istituzionale e di brand
  • Twitter istituzionale e di brand
  • Instagram istituzionale e di brand

I risultati verranno pubblicati su GDOWEEK n°12, distribuito durante la serata di Premiazione del 6 luglio 2017, sui siti di GDOWEEK e di Mark UP e diffusi nei comunicati stampa relativi al Premio.

Carrefour Italia aderisce a M’Illumino di meno

carrefour
I 1.065 punti di vendita Carrefour spegneranno le insegne e i totem stradali oggi tra le 18 e le 19 per aderire alla campagna ideata e realizzata da Caterpillar

I 1.065 punti di vendita Carrefour spegneranno le insegne e i totem stradali oggi tra le 18 e le 19 per aderire alla campagna M’Illumino di meno, giunta quest’anno alla diciottesima edizione, ideata e realizzata da Caterpillar, programma in onda su RAI Radio 2. La sede di Carrefour Italia a Milano, inoltre, entrerà in modalità notturna, parzializzando le luci dei propri uffici.

Per Carrefour Italia, l’iniziativa rappresenta l’occasione per rinforzare l’attività di incentivazione sulla riduzione dei consumi, rivolta a tutti i propri clienti e collaboratori. Nei negozi, infatti, i clienti sono sensibilizzati all’acquisto di alcuni prodotti Eco Planet, sostenibili e attenti all’ecosistema; ai collaboratori vengono suggeriti accorgimenti e consigli per uno stile di vita sostenibile, in linea con la filosofia e l'attenzione verso l’ambiente, propria di Carrefour. Viene incentivato, ad esempio, l’utilizzo del Car Pooling grazie al quale molti colleghi sul territorio potranno raggiungere il posto di lavoro condividendo l’auto. Carrefour Italia ha anche ideato un coinvolgimento attivo delle famiglie dei propri collaboratori attraverso la pubblicazione sulla intranet aziendale e su Carrefour Life Magazine dei disegni dei bambini dedicati alla loro idea di Supereroe Ecosostenibile.

Gli oltre 1.000 dipendenti della sede di Milano avranno anche l’opportunità di iscriversi al servizio di car sharing elettrico Share’ngo a condizioni molto vantaggiose, per ampliare ancora di più l’utilizzo di un servizio di mobilità.

 

Ups testa la consegna a domicilio con i droni

Ups ha condotto a termine con successo il test di un drone che, lanciato dalla sommità di un furgone della flotta, effettua autonomamente la consegna di un pacco presso un’abitazione e torna al veicolo, mentre il corriere prosegue lungo il percorso per eseguire un'altra consegna. Il test è avvenuto in collaborazione con Workhorse Group, sviluppatore di droni e camion elettrici a batteria con sede in Ohio, che ha costruito il drone e il furgone elettrico Ups utilizzato per il test.

“Questo test si differenzia da tutto ciò che finora abbiamo fatto con i droni. Comporta implicazioni per le future consegne, in particolare in località rurali dove spesso i nostri furgoni devono percorrere chilometri per effettuare una singola consegna - ha affermato Mark Wallace, senior vice president of global engineering and sustainability di Ups. Immaginate un percorso di consegna triangolare con fermate che si trovano a chilometri di distanza dalla strada. L'invio di un drone da un furgone per effettuare anche solo una di queste consegne può tradursi in una riduzione di costosi chilometri percorsi. Si tratta di un grande passo nella direzione del rafforzamento dell'efficienza del nostro network e della riduzione delle emissioni”.

Grazie a Orion, il software di Ups di ottimizzazione e navigazione integrate su strada in uso negli Stati Uniti, la riduzione di anche un solo chilometro per driver al giorno, nel corso di un anno, può comportare per Ups un risparmio fino a 50 milioni di dollari. Ogni giorno per Ups viaggiano circa 102.000 corrieri. Le consegne rurali sono le più onerose da espletare, a causa dei costi in termini di tempo e di veicolo necessari per completare ciascuna consegna. In questo test, il drone ha effettuato una consegna mentre l'autista continuava a percorrere la strada per eseguirne un'altra. Per Ups, questo rappresenta un possibile ruolo da affidare ai droni in futuro.

“I driver sono il volto della nostra azienda e questo non cambierà - ha proseguito Wallace. Ciò che ci interessa è il potenziale aiuto che i droni possono dare agli autisti in vari punti dei loro percorsi, consentendo loro di risparmiare tempo e di soddisfare le crescenti esigenze di servizio al cliente risultanti dalla crescita dell'e-commerce.”

Il drone impiegato per il test era il Workhorse HorseFly UAV Delivery System, un drone di consegna ottacottero, a elevata efficienza, completamente integrato nella linea Workhorse di veicoli da consegna elettrici/ibridi, che si aggancia al tetto dell'autocarro. Una gabbia sospesa sotto il drone si estende mediante un portello all'interno del veicolo, il driver Ups all’interno carica un pacco nella gabbia e, premendo un pulsante su un touch-screen, invia il drone all’indirizzo lungo un percorso autonomo prestabilito. Il drone HorseFly a batteria si ricarica quando è agganciato. Ha un autonomia di volo di 30 minuti e può trasportare un pacco che pesa fino a 4,5 kg.

“È fantastico vedere questa tecnologia applicata in modo così pratico - ha affermato Stephen Burns, fondatore e CEO di Workhorse. Il drone è completamente autonomo. Non richiede un pilota. Pertanto, mentre il drone è in volo l'autista è libero di effettuare altre consegne”.

A differenza di tutti i test precedenti, il test del drone Ups più recente dimostra che i droni potrebbero aiutare a effettuare consegne a domicilio non urgenti, integrandosi nelle operazioni quotidiane.

Al Mondadori Megastore di Milano entra Mozzarella Bistrot

Mozzarella Bistrot
Il bistrot di Fattorie Garofalo è sviluppato anche all’esterno dello store Mondadori con due ampi dehors. Si candida a diventare anche luogo di convivialità

Il punto di vendita di Mondadori di via Marghera, a Milano, ospita il bistrot Mozzarella Bistrot di Fattorie Garofalo sviluppato anche all’esterno dello store con due ampi dehors. Il locale ha i colori dell’acciaio del caseificio, quelli naturali del rovere, del foraggio e della terra e, infine, quello della mozzarella, il bianco. Il format vuole evidenziare naturalità e artigianalità della mozzarella di bufala attraverso un design semplice, firmato da Antonio Zagaria e Costa Group, che coniughi tradizione e innovazione.

Raffaele Garofalo, presidente di Fattorie Garofalo, spiega: “Questo Mozzarella Bistrot, posto al centro di un’attività che trae forza dalla diffusione culturale, diventerà un luogo dedicato alla produzione di eventi che avranno come tema conduttore centrale le eccellenze e le tipicità dell’agroalimentare Made in Italy, che sono ben rappresentati nella Dieta Mediterranea, patrimonio immateriale Unesco”. “La forza dei nostri prodotti – prosegue - è anche nella storia spesso affascinante che li ha generati e, al pari dei nostri beni monumentali, richiamano in Italia ogni anno milioni di turisti provenienti da tutto il mondo”. Mario Resca, presidente di Mondadori Retail, aggiunge: “Un nuovo spazio di incontro e convivialità arricchisce la proposta culturale del nostro Megastore”.
Fattorie Garofalo. L’azienda, con sede a Capua, conta 10mila capi bufalini allevati nel casertano ed un fatturato da 70 milioni di euro generato dalla vendita di Mozzarella di bufala Campana, carne e salumi di bufalo ed energia elettrica verde, ottenuta da biogas e fotovoltaico.  Oggi punta ad un’ambiziosa operazione di espansione nel food retail diretto, con 6 milioni di euro di investimenti all’anno.

Exquisa dal biologico fino all’hummus, tutto è in cambiamento

Kurt Bortolameotti amministratore delegato di Exquisa
Nuove referenze e nuovi approcci al mercato: l'azienda rafforza l'offerta verso free from, vegano e filiera controllata (da Gdoweek n. 2/2017)

Abbraccia finalmente anche il mondo del biologico il formaggio spalmabile, allargando i suoi orizzonti. Il merito è di Exquisa, l’azienda parte del Gruppo Karwendel,guidato dalla terza generazione della famiglia Huber, che nello scorso mese di novembre ha lanciato il Formaggio Fresco Cremoso Bio e i Fiocchi di Latte Bio. “Proponiamo al mercato Italiano un prodotto di qualità superiore al prodotto standard -spiega l’ad Kurt Bortolameotti- che nasce da filiera controllata e possiede tutte le certificazioni necessarie per essere etichettato come biologico. Con queste referenze, partendo dal buon latte selezionato di qualità, rimarchiamo ancora una volta i nostri valori di naturalità e genuinità.
Contiamo di invogliare i consumatori a gustare il formaggio spalmabile e i fiocchi nelle più svariate occasioni della giornata”. Il 2016 ha visto anche la nascita di Fitline, lo spalmabile con solo lo 0,2% di grassi, ricco di proteine.
Queste novità completano la linea di Exquisa, composta, tra le altre referenze, dallo spalmabile classico, dal light, dal senza lattosio, dalle erbe, dai Fiocchi di latte con yogurt e senza lattosio. Già oggi la nuova linea biologica è presente in molte strutture della gdo. “Oggi è possibile trovarle, per esempio, già presso le insegne Coop, Conad, Auchan, Bennet, Megamark”.
Exquisa è stata impegnata in una campagna di comunicazione su più mezzi: la radio (Rtl 102.5 Radio Italia Solo Musica Italiana, Subasio agosto-settembre e dicembre), i settimanali di cucina le affissioni (nella zona del Trentino Alto Adige nel mese di dicembre), sia per promuovere il proprio brand che le nuove referenze biologiche.

L'intero articolo su Gdoweek n. 2/2017

United food of the world, cibi dal mondo in gdo

Per i retailer i prodotti etnici sono ormai un universo di grande interesse non solo nel confezionato ma anche nel fresco e in gastronomia (da Gdoweek n. 2/2017)

“Cose buone dal mondo”: mai come ora sembra di grande attualità lo slogan che ha accompagnato Kraft Italia per tanto tempo, nel secolo scorso. Solo che ora a portare agli italiani le cose buone dal mondo non è un solo brand o un’unica azienda, ma sono i retailer per i quali i prodotti etnici rappresentano un universo di grande interesse e in rapida evoluzione. Soprattutto per i loro clienti italiani. Lo sdoganamento dei prodotti etnici è frutto dell’evoluzione della società e dell’affermarsi di nuovi stili di consumo. Tanto che ormai, probabilmente, è arrivato il momento di trovare una definizione più calzante alla categoria, che passi dalla nicchia dispregiativa dell’etnico agli orizzonti seducenti dell’er-sotic, crasi di cibo erotico ed esotico (copyright Enrico Finzi).
Il mondo dei cibi dal mondo, in effetti, è molto cambiato negli ultimi anni. Sembra passato molto tempo da quando questi alimenti erano chiaramente destinati a un pubblico di nuovi italiani o a una nicchia di consumatori esterofili, e in quanto tali venivano considerati un mero completamento dell’offerta del punto di vendita, con assortimenti minimali, prodotti a basso valore aggiunto e rotazioni modeste. Anche l’esposizione era minima, tanto che, tranne poche eccezioni, trovare una scatola di cous-cous o una salsa di soia richiedeva pazienza mentre scovare un pacco di quinoa o di riso basmati era una vera e propria caccia al tesoro. Altri tempi. Oggi la proposta di alimenti delle tradizioni alimentari di tutto il mondo è diventato un punto di vanto per molte catene. E così, chi anche non aveva inserito il sushi, i tacos, i noodles o la papaya nella sua lista della spesa, difficilmente non si accorge della loro presenza nel negozio poiché oggi molti retailer segnalano in modo evidente (e spesso accattivante) questo genere di prodotti “esotici”, spingendone così l’acquisto di impulso. L’interesse per il mondo degli chef e per la gastronomia in genere, l’apertura (anche in provincia) di ristoranti fusion o che propongono cucine di altri paesi (la metà degli italiani ci è entrata almeno una volta e il 20% li frequenta una volta al mese), l’apertura delle nuove generazioni alla contaminazione culturale, il maggior  cosmopolitismo  e  la  “democratizzazione” dei viaggi all’estero hanno portato, piuttosto rapidamente, a superare la barriera di diffidenza, ritrosia e sospetto con cui è stata vista a lungo la cucina etnica. E il desiderio di sperimentare nuovi sapori è diventato cross-generazionale. Risultato: oggi, quasi l’85% della popolazione ha familiarizzato con il cibo etnico e il 57% ne ha aumentato il consumo rispetto a cinque anni fa, come dice una ricerca dell’Osservatorio dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (Isz).
Dal mondo della ristorazione il consumo di alimenti etnici si è così spostato nelle case dei consumatori, incoraggiati anche dalla maggiore disponibilità di questi prodotti sugli scaffali dei punti di vendita.  Oggi, secondo la ricerca Isz, 3 italiani su 4 dichiarano di acquistare cibi etnici e di farlo nei supermercati (48,3% contro il 17,2% di chi va a comprarli nei negozi gestiti da stranieri). E quasi il 62% li cucina personalmente, magari usandoli per reinterpretare la cucina tradizionale italiana. Lo conferma il Rapporto Coop 2016, da cui emerge non soo che l’85% degli italiani ha già provato una qualche cucina etnica ma anche che quasi un terzo utilizza abitualmente alimenti extra-italiani nella sua alimentazione mensile.   I numeri del sell-out attestano questo trend. Il carrello etnico è quello che cresce di più nella gdo e, secondo il Rapporto Coop, nel primo semestre dell’anno scorso ha messo a segno un ragguardevole +8% a volume, dimostrando il maggior dinamismo tra tutti gli stili di shopping. Un salto in avanti che non sembra riconducibile alla comunità straniera residente in Italia, pari a circa 5 milioni di persone. Ad accostarsi alle cucine del mondo sono soprattutto gli italiani. I consumatori “autoctoni”, curiosi e aperti ad altri sapori, sono un target sfaccettato. Giovani figli della globalizzazione, certo, ma non solo: secondo una ricerca dell’Osservatorio dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (Isz), l’acquirente-tipo di alimenti etnici è donna, ha oltre 35 anni, è mamma e lavora, risiede al nord e ha un livello di istruzione medio-alto. Sarebbe sbagliato pensare, però, a un consumo elitario: mai come oggi il cibo etnico mette d’accordo alto e bassospendenti visto che, in ragione del suo costo spesso contenuto, rappresenta un lusso esotico alla portata di tutti. Le motivazioni per cui si mangia etnico emerse dalla ricerca dell’Isz sono infatti diverse: per mangiare qualcosa di diverso (51,4%), ma anche per ragioni culturali (31,1%) ed economiche (7,4%).

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#ilviaggio: video tour nei #TopStore di Gruppo Poli

Seconda tappa de #ilviaggio tra le eccellenze del retail: ecco i #TopStore di Gruppo Poli, raccontati da Mauro Poli

Nuova tappa per il #viaggio nel mondo delle eccellenze retail. Questa volta i protagonisti sono i #TopStore di Gruppo Poli, storica realtà leader in Trentino Alto Adige, che opera con 69 store diffusi capillarmente sul territorio attraverso diversi formati e insegne:

  • i MiniPoli, per sviluppare il servizio di prossimità;
  • i Supermercati Poli e Orvea, che identificano i negozi medio-grandi con assortimenti completi e ad altro contenuto di servizio;
  • gli IperPoli e IperOrvea, i superstore maggiormente orientati a politiche di Edlp;
  • gli Amort Supermarkets, formula fortemente votata alla convenienza, che parla anche al canale catering e alle nuove forme di accoglienza turistica con negozi curati e senza fronzoli, dove trovare qualità a basso costo, senza volantini nè promozioni, in linea con le logiche di Edlp.

"Per le insegne del gruppo Poli la differenziazione dell'assortimento rappresenta un must, un elemento di distintività rispetto ai competitor che si concretizza in progetti prevalentemente legati al territorio e alle sue eccellenze", Mauro Policosì Mauro Poli, direttore affari generali del gruppo Poli, terza generazione che gestisce l'azienda, spiega una delle particolarità che contraddistinguono le performance della rete e dei #TopStore in particolare.

Coop Lombardia promuove la mobilità sostenibile

Il Supermercato del Futuro di Coop, al Bicocca Village di Milano, ospita domani, l’iniziativa Il gusto di guidare…elettrico promossa da Coop Lombardia e Car Server

Il Supermercato del Futuro di Coop, al Bicocca Village di Milano, ospita domani, 24 febbraio, l’iniziativa Il gusto di guidare…elettrico promossa da Coop Lombardia e Car Server, player del noleggio a lungo termine, in collaborazione con Nissan. Il progetto indirizza un’offerta esclusiva ai soci Coop Lombardia per il noleggio di automobili all’interno dei punti di vendita della cooperativa. “La nuova sfida di questa iniziativa – spiega Alfredo De Bellis, vice presidente Coop Lombardia - è orientare i nostri soci Coop anche per una mobilità elettrica, ci crediamo ed anche nei nostri principali negozi effettueremo degli interventi alle infrastrutture con l’installazione di colonnine di ricarica in grado di ripristinare l’80% di carica in soli 30 minuti, giusto il tempo di fare la spesa”.

Sarà inoltre attivato un servizio di auto sostitutiva ad alimentazione tradizionale per sostenere le esigenze di maggiore autonomia in particolari periodi dell’anno, come quello delle vacanze estive. È infine allo studio la realizzazione di un’infrastruttura di ricarica presso i principali punti di vendita Coop con colonnine in grado di ripristinare l’80% di carica in soli 30 minuti, giusto il tempo di fare la spesa.

In occasione dell’evento M’illumino di meno, promosso dalla trasmissione radiofonica Caterpillar in onda su Radio Due, in

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Alfredo De Bellis, vice presidente Coop Lombardia

programma venerdì 24 febbraio, il Supermercato del futuro esporrà l’auto elettrica grazie all’iniziativa di Coop Lombardia  in accordo con Car Server. Verranno utilizzate per la presentazione due autovetture, la prima partirà simbolicamente dall’Ipercoop di Crema, dove è presente la colonnina di ricarica, la seconda transiterà in alcuni punti di vendita di Milano, per confluire poi al Supermercato del futuro. All’interno dello store si potrà al tempo stesso fare una pedalata solidale a staffetta per produrre l’elettricità necessaria al funzionamento del videowall centrale:  20 minuti di pedalata per dar vita a un affresco elettronico con i dati del risparmio energetico di Coop.

A livello nazionale Coop aderisce all’evento coinvolgendo oltre 1.100 negozi Coop che osserveranno il “silenzio energetico”: ovvero lo spegnimento simbolico delle luci.

Unopiù potenzia la presenza in Germania

unopiù
L'insegna apre a Monaco di Baviera il 4° punto di vendita in Germania dopo le aperture di Berlino, Düsseldorf e Francoforte. Il negozio è il 26esimo in Europa

Nel cuore di Monaco di Baviera apre il 9 marzo il nuovo flagship store Unopiù, specializzato nell'arredamento per esterni di alta gamma. È il 4° punto di vendita in Germania dopo le aperture di  Berlino, Düsseldorf e Francoforte, e il 26esimo in Europa dove l’insegna è presente in Italia, Francia e Spagna. Il negozio è stato realizzato in Brienner Strasse 49, all'incrocio con Augusten Strasse, in pieno centro cittadino, sviluppato su una superficie di quasi 1.000 metri quadrati, suddivisi in 3 piani.

La scelta di investire in Germania, secondo quanto spiega Maurizio Motta, amministratore delegato dell'azienda, risiede nel “grande potenziale di un marchio del Made in Italy come Unopiù".

Motta spiega: "La Germania è per fatturato il nostro terzo mercato ma abbiamo ancora molto lavoro da fare per svilupparlo e affermare con maggior forza il nostro brand, d'altronde Monaco è una delle città più ricche d'Europa dove c'è molta passione per il design e l'arredamento. Noi poi non vendiamo solo arredi da esterno: siamo un marchio "lifestyle", i nostri arredi, accessori e pergole si possono vivere in mille situazioni diverse tutto l'anno”.

Gruppo Gabrielli contro lo spreco di risorse

Il Gruppo Gabrielli partecipa a M'illumino di meno
Il Gruppo Gabrielli partecipa a M'illumino di meno, l'iniziativa promossa dal programma radiofonico Caterpillar su Radio 2

Le insegne distributive aderiscono all’iniziativa promossa dal programma radiofonico Caterpillar su Radio 2 M'Illumino di meno che si terrà domani. Il Gruppo Gabrielli ha voluto personalizzare questa edizione intervenendo sul risparmio degli acquisti e applicando per l’occasione uno sconto del 10 % sulla spesa effettuata dalle ore 18 alle ore 19 nei propri punti di vendita. L'edizione 2017 si caratterizza, infatti, non soltanto per gli spegnimenti o la riduzione di intensità energetica, ma anche per l'impegno nell'adottare un gesto di condivisione contro lo spreco di risorse,  compreso quello alimentare.

“Sempre pronti a cogliere l'opportunità di aderire ad iniziative volte a promuovere e tutelare condotte green in maniera poliedrica – dichiara Barbara Gabrielli vicepresidente del Gruppo Gabrielli – con un semplice gesto si può contribuire al benessere dell'ambiente e soprattutto sensibilizzare la collettività verso gesti virtuosi ed ecosostenibili”.

 

Brasile: un’opportunità per il Made in Italy

I grandi marchi italiani svolgono una funzione di traino per l'export alimentare in Brasile, dove è molto forte la domanda di Mdd cresciute del 45% in valore nel 2016, che potrebbero rappresentare uno sbocco interessante per il business (da Gdoweek n. 2/2017)

Prezzo e qualità certificata: due fattori che il mercato retail brasiliano chiede, e chiederà sempre più in futuro, per qualificare l’offerta e incontrare le richieste di una società sempre più polarizzata sotto il profilo della capacità di acquisto. L’appeal del Made in Italy nei settori food&drink è un valore aggiunto per conquistare una platea di quasi 200 milioni di persone, delle quali una larga fetta di origini italiane, con 30 milioni residenti nel solo Stato di San Paolo. Anche in un Paese immenso e diversificato per abitudini e caratteristiche come il Brasile, sono numeri determinanti nell’affermazione dei prodotti italiani, oggi, comunque, conosciuti da una classe sociale abbiente che attribuisce al Made in Italy innate valenze qualitative. Una clientela potenziale che, al di là di vantare origini italiane, è disposta a spendere di più per ottenere un prodotto 100% italiano, come dimostra la recente apertura di uno store Eataly proprio a San Paolo. Oggi le importazioni dall’Italia valgono circa 200 milioni di euro: 30 milioni sono realizzati dal solo vino, la categoria che, secondo le previsioni, vivrà la crescita più rilevante fino al 2020. La maggior parte dei prodotti italiani non è reperibile fuori da San Paolo, Rio de Janeiro e Brasilia. Il Brasile rappresenta lo 0,1% dell’export italiano, incidenza che sale allo 0,3% se includiamo il Made in Italy prodotto in Brasile. Nel triennio 2017-19 le previsioni dell’Ambasciata italiana a Brasilia indicano un tasso di crescita medio annuo delle esportazioni italiane in Brasile pari a circa il 3%. Un fenomeno che può incrementare le partnership tra aziende italiane e insegne distributive brasiliane è la crescita delle vendite di prodotti Mdd (Marche del distributore), che stanno sostenendo le vendite Lcc nel loro complesso, facendo leva su un prezzo medio competitivo. Secondo una ricerca Kantar Worldpanel, il numero di famiglie brasiliane che ha acquistato un prodotto Mdd entro il primo semestre 2016 ha raggiunto i 32,6 milioni, evidenziando una crescita del 45% in valore rispetto al 2010. Al momento, però, non esistono ancora nelle principali catene del Paese (vedi Gdoweek 1, 10/1/2017, pag 42-44) linee specifiche dedicate al Made in Italy, siano esse premium o di base. Vino, olio, conserve rosse, balsamico, oltre che i formaggi, sono oggi le categorie che, a scaffale mostrano, al momento, le capacità di crescita più interessanti, sia nelle catene internazionali che dominano il mercato sia in quelle locali, fra le quali molte con nomi “italianeggianti”. Anzi, uno dei fattori che potrebbe limitare la penetrazione del Made in Italy in Brasile è proprio la presenza di numerosi mercati “italian sounding”, basati su prodotti realizzati direttamente nel Paese sudamericano, da aziende che si ispirano alla nostra tradizione (magari per antica discendenza) e che occupano il mercato locale ben conosciuto.

Sephora lancia il servizio online Click&Collect

sephora
L’insegna avvia l’esperienza multicanale ampliando la propria attività anche sul web con un servizio attivo a partire dal 6 marzo

L’insegna di cosmetica Sephora avvia l’esperienza multicanale ampliando la propria attività anche sul web. Sarà attivo a partire dal 6 marzo il nuovo servizio dell’insegna, completamente gratuito, Click&Collect che consente di ordinare online sul sito Sephora.it o tramite l’apposita app e ritirare personalmente i prodotti acquistati in store, 2 ore dopo, individuando il negozio più vicino.

 

 

Marca: le mdd crescono, ma…

Il rapporto sullo stato dell'arte del mondo delle private label mostra sì dati in crescita, soprattutto per le linee premium, ma suggerisce anche di lavorare ancora sul livello di qualità e di sicurezza (da Gdoweek n. 2/2017)

Convenienti, sicuri e sostenibili. Così i consumatori italiani percepiscono i prodotti a marchio del distributore, di cui apprezzano, sempre più, in particolare le categorie premium e bio.
Due segmenti che hanno contribuito non poco alle performance di queste referenze nel 2016, come ha messo bene in evidenza il tredicesimo Rapporto Marca realizzato da Adem Lab con la collaborazione di Iri e presentato nel corso della recente fiera svoltasi a gennaio a Bologna.

Dai dati presentati da Gianmaria Marzoli, vice presidente di Iri Worldwide, risulta che nell’arco dell’ultimo anno (ottobre 2015-settembre 2016) le vendite di private label hanno registrato una crescita globale dell’1,7% a valore e dello 0,2% a volume, raggiungendo una quota di mercato del 18,5% e registrando, quindi, un incremento dello 0,3% rispetto all’anno precedente. Il fatturato nei canali iper, super e libero servizio ha toccato i 9,76 miliardi di euro, con una penetrazione importante nel canale discount nel quale la mdd è arrivata a raggiungere il 54% di quota. Analizzando i singoli comparti, i dati di Iri evidenziano come le linee premium siano aumentate del 13,8% a valore e del 12,4% a volume, così come quelle di prodotti biologici hanno registrato +16,1% a valore e +14,4% a volume; ottime performance hanno messo a segno anche i prodotti free from: tutte cifre che certificano come le catene siano state in grado di cogliere bene i trend in atto tra le preferenze di consumo. Diverso, invece, lo stato di salute delle linee mdd di primo prezzo che hanno perso terreno sia a valore sia a volume(rispettivamente del 22,2% e del 24,5%), evidenziando la necessità di un ripensamento da parte delle catene.

Per quanto riguarda i canali, le private label sono vendute principalmente nei supermercati (67,3%) e nei punti di vendita di vicinato e libero servizio (18,1%), mentre mostrano segnali di affanno negli ipermercati, dove la quota è calata dello 0,3%, attestandosi al 15,6%.
Detto questo, rimane il fatto che gli assortimenti di mdd si ampliano in tutti i canali, cati con un ritmo più leggero (+0,29%) che nei supermercati, dove mostrano un maggiore vigore (+3,46%), per arrivare alle performance interessanti di libero servizio e specializzati (+5%). Come è facile immaginare, a crescere di più sono state le referenze premium (+11%) e quelle bio (+18%), dei quali, come ha precisato Marzoli “I consumatori apprezzano la qualità, ma anche la convenienza, che continua a essere un elemento centrale nelle scelte di acquisto. L’analisi dei dati di vendita mostra che le private label giocano un ruolo fondamentale nel trasmettere ai clienti i valori delle insegne, alla base del rapporto di fiducia. Del resto -aggiunge Marzoli- è noto che i consumatori frequentano più insegne per completare la spesa, ma ce n’è una in cui comprano di più: la prima, quella cioè con cui hanno stabilito un rapporto di fiducia più forte”.

L'intero articolo su Gdoweek n. 2/2017

Bricocenter riqualifica gli spazi pubblici

Bricocenter - Insieme per il nostro quartiere logo 2017 (1)
L’iniziativa vede coinvolti cittadini e personale Bricocenter ma anche associazioni no profit, parrocchie, scuole, circoli culturali. Ognuno può proporre la propria idea da realizzare

Insieme per il nostro quartiere è il progetto solidale avviato da Bricocenter e dedicato alla manutenzione, alla valorizzazione e al miglioramento degli spazi delle città. L’iniziativa vede coinvolti, nella logica di una lavoro di squadra, cittadini e personale Bricocenter ma anche associazioni no profit, parrocchie, scuole, circoli culturali. L’invito che l’insegna rivolge a chi partecipa è di riqualificare un’area pubblica dedicata ai giovani, sistemare il parchetto sotto casa o riverniciare le strutture dedicate agli anziani, in sintesi prendersi cura degli spazi comuni, attraverso piccoli e semplici gesti quotidiani.

 

Come partecipare. Bricocenter ha posto il 4 maggio 2017 come termine per la presentazione delle idee da realizzare collegandosi al sito Bricocenter - Insieme per il nostro quartiere logo 2017 (1)www.bricocenter.it. Seguirà un incontro in negozio in cui poter presentare il proprio progetto alla comunità che sceglierà a sua volta quali idee si trasformeranno in azioni concrete. L’insegna metterà a disposizione il proprio personale e i prodotti necessari alla realizzazione del progetto.

 

 

L’insegna Sandrino fa il bis a Milano

sandrino
L'insegna di gelateria artigianale, caffetteria e pasticceria ha siglato un accordo con Pretto Food and Retail per l’acquisizione di due store, precedentemente a marchio Pretto

Doppia apertura a Milano per l’insegna di gelateria artigianale, caffetteria e pasticceria Sandrino, attiva con dodici punti di vendita sul territorio italiano. L'azienda ha siglato un accordo con Pretto Food and Retail per l’acquisizione di due store, precedentemente a marchio Pretto. Il primo negozio è stato inaugurato in Piazza Duca d’Aosta il 18 febbraio, il secondo sarà inaugurato il 25 marzo a Porta Ticinese.

Alessandro Salerno, amministratore di Sandrino Srl, sottolinea: “Per noi queste due aperture, in una piazza importante e competitiva come

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Alessandro Salerno, Ad di Sandrino

Milano, rappresentano un passo importante non solo in termini di sviluppo ma anche come vetrina privilegiata per iniziare a sottoporre il nostro format e la qualità dei nostri prodotti ai grandi player internazionali”.

L’insegna, presente a Modugno (Ba), Campomarino di Maruggio (Ta), Bari, Brindisi, Taranto, Sanremo (Im), Gallipoli (Le), Mesagne (Br), Casamassima (Ba) conta oggi un giro d’affari 2016 di poco inferiore ai 7 milioni di euro.

Italian Food Excellence

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