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Si inaugura a Roma il Mercato Centrale

mercato centrale roma
In 1.900 metri quadrati di superficie sono disponibili 500 posti a sedere e 15 botteghe a vista al piano terra

All’interno della stazione Termini a Roma trova spazio il Mercato Centrale che, dopo Firenze, fa il suo ingresso nella Capitale, in via Giolitti 36, proprio sotto la Cappa Mazzoniana, grazie all’idea dell’imprenditore Umberto Montano. “La formula è semplice – spiega – c’è un solo proprietario e un'unica società che seleziona senza oneri di democrazia gli artigiani e affida loro una bottega che produce e vende anche take away ma soprattutto invita a mangiare in questo spazio dove i visitatori trovano wi-fi e tavoli comuni con posti a sedere, senza pressioni di orari”.

In 1.900 metri quadrati di superficie sono disponibili 500 posti a sedere e 15 botteghe a vista al piano terra tutte intorno alla Cappa, più una dispensa, l'area dedicata al vino e la tavola del ristorante al livello superiore, il terzo piano invece per il momento sarà dedicato ad eventi gastronomici e culturali.

Ampia l’offerta che spazia dal pane di Gabriele Bonci, al pesce dell'Antica Pescheria Galluzzi, dalla carne della Bottega Liberati al trapizzino di Stefano Callegari. E ancora si trovano i fritti street food di Pastella, o i supplì con miele e guanciale di Cremilla. Al piano superiore lo chef Oliver Glowig e il campano Salvatore De Gennaro si occupano di piatti romani, ma non solo, del ristorante "La tavola, il vino e la dispensa". Non ultime le specialità siciliane di Carmelo Pannocchietti, il tartufo marchio Savini, l'hamburger de La Toraia, i carciofi e i funghi di Conti e La Rocca.

Un concetto fondamentale dello spazio è quello della condivisione reso concreto anche nel design, curato dallo studio Q-bic di Firenze dei fratelli Luca e Marco Baldini. Lo sviluppo degli spazi è pensato per offrire la massima visibilità del prodotto e delle persone che lo lavorano. Tra i materiali utilizzati per gli arredi ci sono legno, ferro, ceramica, resina, nel loro colore di origine. Scelta non casuale perché mira a ricreare l’atmosfera tipica dei mercati rionali.

Mercatone Uno, Gasperini nuovo direttore generale

Gaetano Gasperini è direttore generale di Gruppo Mercatone Uno, nominato dai Commissari Straordinari Stefano Coen, Ermanno Sgaravato e Vincenzo Tassinari. Gasperini, 54 anni, ha finora ricoperto l’incarico di direttore acquisti e marketing di Mercatone Uno, incarico che manterrà ad interim. Ha seguito, assieme al gruppo dirigente dell’azienda, il programma di rilancio a seguito del  commissariamento, occupandosi prevalentemente del riposizionamento strategico e del rinnovamento dei punti vendita.
Gasperini, in Mercatone Uno dal 2014, ha ricoperto incarichi di responsabilità in alcune tra le principali catene, italiane e europee,  della grande distribuzione non food.
I Commissari Straordinari, in collaborazione con il Mise, stanno lavorando alla redazione del nuovo bando per la vendita del gruppo, con condizioni di maggiore flessibilità rispetto al precedente.

Le private label secondo Amazon

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Anche per il big dell'eCommerce, i prodotti a marchio rappresentano un terreno sempre più importante per mantenere un rapporto privilegiato con i clienti. Recente l'ingresso nel food. Per ora prevalgono i marchi di fantasia (da Gdoweek n. 15)

Amazon adotta logiche da retailer brick & mortar per erodere lo spazio di mercato alle insegne che operano sul mercato fisico, negli Stati Uniti e in tutto lo scenario internazionale. Uno degli elementi più evidenti di questa mutazione è il crescente uso della leva delle private label nelle politiche assortimentali, attraverso il lancio di linee a proprio marchio sui mercati più significativi. Infatti, partito da segmenti legati alla sua iniziale maggiore focalizzazione sulla tecnologia (chiavette Usb, cavi, ecc), Amazon ha progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione, approdando agli accessori sempre del mondo hi-tech (zaini, borse, ecc) per sbarcare nell’abbigliamento  (ad oggi sviluppato principalmente in Usa e Canada) e arrivare, di recente, al debutto nel food: Mama Bear, la firma del babyfood, e Happy Belly, il fantasy name usato per caffè, frutta secca e snack salati, sono gli ultimi lanci che spostano il campo di battaglia da un’attività di e-tailer puro a un’identità ibrida nella quale convergono diverse anime. “I pure player dell’eCommerce -dichiara Cristina Ziliani, Professore Associato di Marketing del Dipartimento di Economia dell’Università di Parma e Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Fedeltà- stanno elevando drasticamente le aspettative dei consumatori nei confronti delle esperienze di acquisto del mondo fisico, lavorando su pricing, servizio, Crm e iniziative loyalty”.

Il portafoglio prodotti
Difficile oggi dire con precisione quanti sono esattamente i brand in portafoglio, non solo per la globalità dell’offerta, ma anche per l’utilizzo di nomi di  fantasia.  Non  solo:  ricercando,  attraverso il database del website Justia.com, specializzato in questioni legali, copyright, proprietà dei marchi, si scopre che Amazon Technologies Inc. (società parte dell’universo Amazon) ha già registrato all’incirca 400 brand dedicati a diversi mercati, food e non food, la maggiore parte dei quali ancora nel cassetto (con anche poche possibilità di trasformarsi realmente in linee di prodotto). Al di là del folklore, alimentato anche dalla proverbiale riservatezza di Amazon, la stima odierna è che sono circa 3.000 gli item a marchio presenti nell’offerta del leader mondiale dell’eCommerce, con una netta impennata dei lanci nell’ultima stagione. Il debutto nel food che fa presagire un cambio di passo, che avverrà su scala planetaria.

L'articolo completo su Gdoweek n. 15

Amazon si prepara al Natale con proposte ad hoc

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Per far conoscere ad amici e parenti tutti i propri desiderata per Natale, Amazon.it permette di creare la propria Lista Desideri personalizzata

Amazon.it ripropone l'Officina del Natale, con un assortimento indirizzato alle prossime festività natalizie mirato su prodotti specifici e diverse soluzioni che permettono di ricevere il prodotto entro venerdì 23 dicembre.

Tempi e modalità di consegna. Gli ordini si possono effettuare  fino al 22 dicembre e si possono ricevere a casa con spedizione o il 19 dicembre con la spedizione standard in 3-5 giorni, gratuita per ordini superiori a 29 euro. Gli abbonati ad Amazon Prime, a soli 19,99 euro annui, godono di spedizioni veloci illimitate, senza costi aggiuntivi. Per i 44 comuni dell’area milanese è inoltre disponibile il servizio Spedizione Sera che consente di ricevere il pacco in giornata, mentre con Spedizione Mattino 1.301 cap italiani possono ricevere il prodotto entro le ore 12 del giorno successivo.

I clienti Prime di più di 6000 comuni, per ricevere i prodotti in tempo per il Natale, possono ordinare fino al 22 dicembre scegliendo tra oltre un milione di prodotti. Negli altri casi è possibile ordinare fino al 20 o 21 dicembre utilizzando le spedizioni Rapida o 2 giorni.

Inoltre, i clienti Amazon possono ricevere i prodotti presso gli Amazon Locker installati in 38 città in Lombardia, Piemonte e Veneto all’interno dei supermercati U2 Supermercato ed Unes e presso le stazioni di servizio della compagnia petrolifera Repsol. O nei Punti di ritiro Amazon presenti in più di 10.000 uffici postali in tutta Italia e nelle librerie Giunti al Punto. Con la app Prime Now, disponibile per i dispositivi iOS e Android, la consegna arriva in un’ora al costo di 6,90 euro; non sono invece previste spese di spedizione scegliendo di ricevere il proprio ordine in finestre di due ore.

Lista desideri. Per far conoscere ad amici e parenti tutti i propri desiderata per Natale, Amazon.it permette di creare la propria Lista Desideri personalizzata direttamente sul sito. Mentre nel caso in cui il regalo non abbia l’effetto desiderato su chi lo riceve, il reso su Amazon.it può essere effettuato entro 30 giorni dalla ricezione dei prodotti.

Item natalizi. L’offerta proposta dalla piattaforma di eCommerce varia da regali come borse e gioielli interamente creati o assemblati a mano, all'insegna della creatività realizzati dagli artigiani e piccoli produttori del negozio Handmade passando per  le specialità culinarie regionali di Gourmet di Made in Italy.  Nel negozio cucina si trovano gli strumenti per realizzare qualsiasi manicaretto mentre AmazonBasics fornisce piatti e bicchieri valorizzando il rapporto qualità-prezzo. Tra le proposte anche Decorazioni di Natale e le ultime novità di AmazonModa e del negozio Bellezza.

 

Crai e Coralis siglano un accordo di collaborazione

crai
Entrambe le aziende sottolineano l’importanza strategica di questa alleanza che mira a sviluppare sinergie sulle tematiche commerciali e gestionali

Accordo stipulato tra Crai e Coralis che procederanno fianco a fianco, concretizzando un rapporto sinergico e di collaborazione pluriennale che mira a sviluppare sinergie sulle tematiche commerciali e gestionali. Crai è operativa sul territorio italiano con 3.400 punti di vendita con la formula multicanale mentre il consorzio Coralis raggruppa operatori attivi sia sul canale tradizionale che sul canale ingrosso e cash & carry. E' presente su tutto il territorio nazionale, ma con una maggiore capillarità nel centro-sud, e conta 37 consorziati con una rete di vendita di circa 690 punti vendita e di 26 cash&carry.

Nell’ambito dell’attività commerciale, i due gruppi proseguiranno nella collaborazione con la Centrale Sma-Auchan per la gestione della contrattualistica nazionale. In questo ambito saranno definite  ulteriori opportunità comuni per valorizzare le rispettive reti di vendita che operano nel canale della prossimità. Sul piano gestionale, invece, Crai e Coralis collaboreranno per ottenere maggiore efficienza e per sviluppare competitività della proposta verso i consumatori/clienti. Entrambe le aziende sottolineano l’importanza strategica di questa alleanza.

Fast moving consumer goods, quali benefici dalla Fabbrica 4.0?

Un evento a Modena per analizzare come smart manufacturing e analytics avanzate possono aiutare la crescita del comparto dei fast moving consumer gooods

È indirizzato ai costruttori di macchine automatiche per il trattamento, il confezionamento e l'imballaggio, agli end user e agli operatori nel Fast Moving Consumer Goods ( System Integrators, Società di consulenza, ecc. ) l’evento FAB4: La Fabbrica a Zero Difetti in programma il prossimo 18 ottobre a Modena, a Villa Marchetti.
Una giornata di lavoro, alla quale prendono parte realtà come Cisco, Ibm, Wi-NEXT nella quale si analizzerà come l’IoT e più in generale la digitalizzazione delle fabbriche possano essere strumenti di cambiamento e crescita non solo per le grandi imprese, ma anche per le piccole e medie che costituiscono il tessuto nervoso del nostro sistema Paese.

Si parlerà di cambiamenti culturali, ma anche di come smart manufacturing e advanced analytics possono portare vantaggi pratici e a medio termine per aumentare la competitività delle aziende, ad esempio implementando tecnologie predittive in grado di impattare significativamente sull’efficienza .
Tra i relatori, il Prof. Giambattista Gruosso, Professore di Elettrotecnica presso il Politecnico di Milano e Direttore del Master in Innovazione e Digitalizzazione per le Macchine Automatiche, Paolo Gambuli Direttore di UCIMA, Michele Dalmazzoni Responsabile Commerciale Industry 4.0 in Cisco Italia, Paolo Massardi Senior Partner di Roland Berger, Nicola De Carne Direttore Marketing di Wi-NEXT e altri.

Tra i casi di studio, l’utilizzo di tecnologie di analisi delle performance e di analisi predittive sulle linee di produzione di capsule per caffè.
Per informazioni e iscrizioni, seguire questo link

Nuovi servizi per Conad Centronord

Lo store, che è dominato dalla cupola dell'ex cinema, che ancora oggi permette l’illuminazione naturale dall’alto, propone 225 prodotti Sapori&Dintorni Conad, molti dei quali con certificazioni Dop, Doc e Igp, a rappresentare l’eccellenza tipica regionale realizzata da piccoli e medi produttori locali. In assortimento anche gli articoli Conad Percorso Qualità e Conad il biologico.
Ciò avviene mediante la creazione di centri commerciali di marca ove, accanto all'offerta del super classico, i clienti abbiano a disposizione servizi nuovi. Al via la sperimentazione di un pdv senza volantini. (da Gdoweek n. 15)

Puntare sulla marca privata, sulla professionalità degli operatori e la qualità dell’offerta. A livello di format si lavora alla creazione di ‘centri commerciali di marca’. Per quanto riguarda le promozioni, da poche settimane è iniziata una sperimentazione in uno store in provincia di Pavia, che non distribuisce piconadù i classici volantini. Queste le strategie commerciali di Conad Centronord (240 punti di vendita tra Lombardia ed Emilia nord-occidentale e un fatturato che supera i due miliardi), descritte dal direttore generale Ivano Ferrarini.

Quali sono le peculiarità del territorio in cui operate?
Come tutti sanno è una zona con Pil molto alto, però è anche il territorio dove più forte è la concorrenza. Nonostante il reddito pro capite sia superiore rispetto ad altre parti d’Italia, anche qui i consumi sono al palo. Nel 2015 abbiamo fatto segnare un +0,7% di crescita, un grande risultato considerato il periodo. I negozi che vanno meglio sono i Sapori&Dintorni, perché meno caratterizzati dalla spesa classica, ma più legati ad acquisti d’impulso, oltre che frequentati da turisti.

Che strategia commerciale avete impostato per rispondere al vostro mercato di riferimento? Su quale format state puntando?
La nostra strategia commerciale prevede un’offerta chiara a prezzi giusti, con un grado di ampiezza e profondità sufficiente a soddisfare tutte le esigenze. Ovviamente cerchiamo di modulare lo scaffale anche in base alle tendenze di mercato. A livello di format puntiamo a creare dei centri commerciali di marca, cioè, oltre al classico supermercato, mettiamo a disposizione dei clienti anche altri servizi, come parafarmacia, distributori di benzina e da poco i Petstore. Location Reggio Emilia e Parma.

Quale ruolo hanno fornitori locali e prodotti a marchio nei vostri scaffali?
Entrambi molto importante. La private label continua a crescere e ormai vale il 30-35% dell’offerta: è il nostro biglietto da visita. Anche i fornitori locali
sono strategici per la nostra filosofia aziendale.Con loro cerchiamo di instaurare rapporti duraturi, per garantire continuità nell’offerta e perché, lavorando
sul territorio, sono quelli che meglio hanno il polso delle varie realtà locali e possono fornire consigli sui prodotti che i consumatori chiedono. Inoltre, sono il motore dell’economia e ci teniamo a contribuire al loro business. Tra breve, per mettere ancora di più in evidenza i prodotti locali: creeremo corner dedicati nei punti di vendita.

I freschi sono un fiore all’occhiello di Conad: come affrontate l’offerta, in particolare di ortofrutta e macelleria?
Controllo e tracciabilità della filiera sono le nostre parole d’ordine per quanto riguarda freschi e freschissimi: sulla credibilità ci giochiamo tutto. Inoltre, stiamo facendo un importante lavoro di formazione degli operatori a banco. Vorrei sottolineare l’importanza della qualità, che nei freschi deve essere massima.

Quali politiche promozionali state attuando? Il classico volantino è ancora indispensabile?
Come noto, già da tempo abbiamo sposato il sistema promozionale dei “Bassi e fissi”. Per il resto, il classico volantino c’è ancora, anche perché spesso sono le marche a chiederlo, ma stiamo lavorando a qualcosa di diverso. Da un paio di mesi, in un superstore in provincia di Pavia, stiamo sperimentando di non stampare più volantini. Siamo in attesa dei dati.

Quali i nuovi cantieri a cui state lavorando?
Di certo faremo ristrutturazioni di negozi esistenti e rivitalizzeremo alcuni pdv che non rendono come dovrebbero. Inoltre, per quest’anno e il 2018 abbiamo in programma una decina di aperture.

 

Nuovo look per il sito di Unieuro dotato di shopping assistance

Unieuro sito nuovo
Anche i contenuti nel nuovo unieuro.it sono stati ripensati per essere veramente user friendly. Presto sarà creata un'app

Nuovo layout grafico per il sito di Unieuro che lancia il rinnovato look sul web con l’obiettivo di integrare al meglio online e offline. Il sito è oggi completamente responsive, ovvero fruibile su qualsiasi device mobile. Il motore di ricerca con filtri dinamici permette una modalità di interazione con il sito definita shopping assistance che supporta nelle varie fasi del processo di acquisto online interpretando i bisogni dell’utente, fin dalle prime scelte di navigazione.

Un sito user friendly. Anche i contenuti nel nuovo unieuro.it sono stati ripensati per essere veramente user friendly: ciascun prodotto a catalogo è corredato da immagini di alta qualità e da una scheda tecnica dettagliata, ma anche spiegato attraverso banner interattivi e video. Sono state rinnovate anche le ambientazioni dei prodotti nelle diverse aree della casa, che permettono al consumatore di visualizzare, per esempio, una cucina con i relativi elettrodomestici e di cliccare su ciascuno di essi, per ricevere informazioni dettagliate. Una volta finalizzato l'acquisto online è possibile optare per il servizio di ritiro in negozio, oggi disponibile in oltre 400 punti di vendita dell'insegna, pagando in contanti o utilizzando le principali carte di credito. Una novità riguarda poi il servizio di reso gratuito: il diritto di recesso acquistando su unieuro.it infatti viene applicato anche allo shopping online, con la possibilità di riconsegnare nel negozio fisico la merce di cui non siamo soddisfatti.

A breve un'app. “Unieuro oggi è pronta ad affrontare la Digital Revolution, già in atto da tempo intorno a noi - sottolinea Bruna Olivieri, chief omnichannel officer di Unieuro - Il primo passaggio è stato il rinnovamento profondo del nostro sito, per garantire un'esperienza d'uso totalmente nuova agli utenti. Ma il percorso di innovazione di Unieuro passerà anche attraverso il wi-fi gratuito in tutti i negozi e il rilascio di molte altre novità pensate per sfruttare tutte le potenzialità dell'ecosistema digitale. L'obiettivo è raggiungere il cliente online, conoscerlo, profilarlo, rispondere alle sue esigenze e poi farlo diventare un cliente instore”. Enzo Panetta, direttore del settore digitale marketing & innovazione di Unieuro, aggiunge: “A breve lanceremo la nuova app per dispositivi mobili per garantire ai nostri utenti un'esperienza d'acquisto instore unica”.

L’ultimo saluto a Bernardo Caprotti

Esselunga Monza viale Libertà
I funerali del patron di Esselunga si sono tenuti nella chiesa di Milano. L’apertura del testamento dovrebbe essere mercoledì.

Un parterre ristretto di circa 200 persone ha appena dato l’ultimo saluto a Bernardo Caprotti, patron di Esselunga scomparso pochi giorni fa all’età di 90 anni. I funerali si sono tenuti come da programma in forma privata nella chiesa di San Giuseppe a Milano, dove hanno preso parte alla cerimonia le persone e i collaboratori più vicini all’imprenditore.

Tra i familiari presenti la seconda moglie Giuliana Albera con la figlia Marina Sylvia e i figli di prime nozze Giuseppe e Violetta. Come riportato dal Sole 24 Ore, il testamento di Caprotti dovrebbe essere aperto mercoledì nello studio del notaio Carlo Marchetti, che ha partecipato a sua volta al funerale.

La salma dell’imprenditore verrà trasferita a Monza, nello specifico nel cimitero di Albiate.

Gdoweek, il n. 15 in distribuzione

Gdoweek n. 15 in distribuzione

 

Nel n. 15 la Cover Story: Quando il web aiuta a far crescere la fedeltà. Anche la fidelizzazione diventa multicanale: l'esperienza degli e-tailer

Le private label sono importanti anche per un big dell'eCommerce come Amazon

E' il caso del momento: Esselunga in vendita. Chi sono i contendenti e che cosa vogliono

Levoni va in America con un biglietto firmato Eataly ed è subito "made in Italy"

sommario15

 

 

Editoriale: il web si interroga sul destino di Esselunga

"Caprotti vende Esselunga". Torna la prospettiva, mai tramotata, che la perla della distribuzione italiana passi in nuove mani. Trattative in corso (da Gdoweek n.15)

Che cosa sarà di Esselunga lo scopriremo prima o poi (forse già lo sapremo quando questo editoriale uscirà o forse passeranno ancora anni). Interessante però studiare le prime reazioni a caldo: abbiamo i patrioti, che manifestano il dispiacere che nei nomi che circolano nessuno sia italiano. I pacifici che sostengono si tratti solo di una transazione immobiliare. I postatomici, che decretano la sparizione dell’insegna troppo identificata con il suo fondatore. I geografici, che studiano pesi e misure dell’insegna che si approprierà di questi spazi per capire se ci sarà e chi sarà il nuovo leader gdo in Italia. Noi nel nostro piccolo, non abbiamo opinioni, ma una richiesta: sappiamo che dietro ogni grande uomo, c’è una grande squadra e la invitiamo a farsi avanti. È giunto il momento di dare dei volti e una profondità a queste figure. Se ci deve esser un passaggio è bene che questo avvenga con chi, insieme a Bernardo Caprotti, ha fatto grande Esselunga.

Fidelizzare con il web

Come fidelizzare i clienti in epoca 2.0? Cosa si sta muovendo sul web, per cercare di rendere il rapporto più "caldo" e non solo basato sul prezzo, mentre i retailer tradizionali puntano sulla shopping experience dei punti di vendita? (da Gdoweek n. 15)

L’evoluzione digital deflagra sul concetto di loyalty e su tutto il mondo delle promozioni, aprendo scenari differenti rispetto a quanto visto finora. L’interfaccia digitale permette, infatti, di potere personalizzare le attività promozionali in base ai gusti, alle preferenze e al comportamento di acquisto di ogni singolo individuo, sia nel mondo virtuale che in quello brick & mortar, grazie a sistemi di geolocalizzazione dei dispositivi mobili e all’interazione con i pdv mediata da smartphone e tablet. E i consumatori, vedono, ogni giorno, come i concetti promozionali di brand loyalty oggi si siano trasferiti alla sfera virtuale, con gli operatori dell’eCommerce che stanno alzando l’asticella della sfida/fedeltà.

Consumatore multipartner
Guardando agli Usa, mercato più evoluto rispetto ai concetti di orientamento alla fidelizzazione della clientela da parte di aziende, operatori finanziari e retail, si può vedere come oggi gli americani siano considerati consumatori “multipartner”, ossia sono, allo stesso tempo, fedeli a brand/insegne/eCom player, ma anche molto inclini al “tradimento”. Un ossimoro che può essere spiegato con i numeri: secondo lo studio reso noto da Colloquy, istituto di ricerca statunitense specializzato in loyalty, in media la casalinga Usa è iscritta a 29 programmi fedeltà, per un totale di 3,3 miliardi di carte sparse sul territorio, il 26% in più rispetto al 2013, tra retail, operatori finanziari, turismo e servizi alla persona. Tuttavia solo 12 dei 29 programmi sono realmente utilizzati, il 4,5% in meno rispetto al 2013. In un mercato maturo come quello Usa, nel quale lo switch tra commercio fisico e digitale ha radici più profonde rispetto al nostro Paese, la fedeltà “classica” ha lasciato il posto a una fedeltà “fluida”, per la quale non si tratta più di un rapporto one-to-one, anche estremamente personalizzato, di identificazione valoriale, ma di un complesso di fattori convergenti che riguarda più aspetti della vita digitale dell’individuo, dall’advertising al Crm, dai pagamenti ai couponing, fino a sfociare nel mondo delle applicazioni e del gaming, nei quali i brand devono prevedere operazioni di ingaggio  più articolate.Si tratta di una fedeltà più precaria, vista la facilità con la quale il consumatore può cambiare sponda nel mondo digitale, sotto la pressione delle “tentazioni”.

Tentazione digitale
“Il concetto di loyalty si fonda sempre sulle sue due dimensioni costituenti: vale a dire, quella cognitiva, nel senso di elevata preferenza, e comportamentale, riferita al tasso di riacquisto nel tempo -dichiara Sandro Castaldo, docente di marketing all’Università Bocconi- . Pur cambiando l’oggetto della loyalty (lo store online invece di quello fisco) non si modifica il concetto. La differenza sta nella dimensione comportamentale, che, se nel commercio offline richiede spostamenti nello spazio non banali, nell’eCommerce è a portata di clic e questo rende relativamente più facile lo switch da un’insegna all’altra. Anche se non bisogna ignorare i costi di switch online connessi al dover fornire i dati ad un nuovo sito, con i relativi problemi di privacy e costi di tempo, il dover apprendere un nuovo pattern di navigazione e l’impossibilità di utilizzare la propria storia di acquisti. Sono comunque elementi che determinano un’inerzia, così come capita per un punto di vendita abituale”.

L'articolo completo su Gdoweek n. 15

Negozi chiusi lunedì per Esselunga

Lutto fino alle ore 12 in tutta Italia per ricordare il fondatore Bernardo Caprotti.

Tutti i negozi di Esselunga sul territorio italiano lunedì 3 ottobre resteranno chiusi fino alle ore 12, in segno di lutto e di rispetto per la morte del suo fondatore Bernardo Caprotti.  A confermarlo è il portavoce della catena.

“Ricordiamolo per la sua fierezza”

Le condoglianze della direttrice

"Un grande imprenditore, un uomo non facile, Bernardo Caprotti lascia un’eredità importante, complessa. Non sappiamo come sarà il futuro di Esselunga, ma siamo certi che a tutto il mondo della gdo lascia in eredità il saper fare retail come nessun altro. Con grinta, passione, mai umile sempre fiero di essere un uomo dei supermercati, così lo voglio ricordare, così lo dobbiamo ricordare. Alla moglie, ai figli e ai nipoti le nostre condoglianze".

Addio a Bernardo Caprotti, patron di Esselunga

Ci lascia all’età di 90 anni un grande imprenditore italiano.

Bernardo Caprotti, fondatore di Esselunga, è morto all’età di 90 anni, dopo aver fatto la storia della grande distribuzione italiana. Il 7 ottobre ne avrebbe compiuti 91. Caprotti nell’ultimo periodo si stava occupando del futuro della catena, oggetto di interesse da parte di 4 fondi private equity. Un’insegna nata nel 1957 e costruita nell’arco di un’intera vita.

Il portavoce Esselunga conferma che lunedì, in segno di lutto e rispetto, tutti i negozi resteranno chiusi fino alle ore 12. Lo stesso giorno dovrebbe tenersi il funerale in forma strettamente privata. A quest'ultimo non seguiranno necrologi, come richiesto dallo stesso Caprotti.

Esselunga nelle mire dei fondi Blackstone e Cvc

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Si fanno sempre più insistenti le voci secondo le quali Bernardo Caprotti sarebbe concretamente intenzionato a cedere l'adorata Esselunga, 153 pdv, a due fondi di private equity, in particolare MF - Milano Finanza fa i nomi del fondo Usa Blackstone e di Cvc. Il passaggio potrebbe avvenire nei prossimi mesi e la cifra messa sul piatto da Blackstone ammonterebbe a 6 miliardi di euro. È dal 2007 che si parla di una possibile operazione di m&a per Esselunga, dal 2007 quando era stata ventilata la quotazione in borsa, poi mai attuata, e nessun passaggio è mai avvenuto, anzi Caprotti ha vinto le cause legali sulla proprietà intentate dai figli Giuseppe e Violetta.

Esselunga e Comune di Montecatini: firma per il nuovo superstore

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Sono previsti oltre quattro milioni di investimenti, nei quali sono compresi anche lavori pubblici che saranno avviati a fine ottobre

30Esselunga firma una convenzione con il Comune di Montecatini per la realizzazione del nuovo superstore nell’area di via Machiavelli per il quale sono previsti oltre quattro milioni di investimenti, nei quali sono compresi anche lavori pubblici che saranno avviati a fine ottobre. Si partirà dalla bonifica del terreno. L’apertura dello store, che si svilupperà su una superficie di 2.500 metri quadrati, è in programma per la fine del 2017 e l’inizio del 2018. L’intero fabbricato dovrebbe invece coprire un’area 5.900 mq e comprenderà un parcheggio da 400 posti auto. Gli accordi siglati con l’amministrazione comunale prevedono il mantenimento del punto di vendita dell’insegna già esistente in città, ubicato in via Lucchese, ma pare che sia previsto un suo ridimensionamento.

Riqualificazione urbana. Il vicesindaco Ennio Rucco sottolinea che “Gli oneri di urbanizzazione secondaria del progetto, che ammontano a circa 186mila euro saranno interamente destinati alla realizzazione di un’area giochi per i bambini all’interno della pineta  acquisita dalle Terme circa 5 anni fa”.  E aggiunge: “È previsto il rifacimento della rotatoria davanti al centro estetico e di quelle in via Caduti del Lager e dopo il lavaggio. Abbiamo chiesto anche che sia realizzata una nuova struttura di questo genere nella zona del Gallo. Grazie ai soldi in arrivo di Esselunga, potremo provvedere anche alla riasfaltatura delle strade e al rifacimento dell’illuminazione pubblica in vari tratti della zona Sud”.

 

Esselunga: alcuni store continueranno a chiudere alle 22

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La notizia arriva dai sindacati ma ci viene confermata anche da Esselunga che però, al momento, non rilascia dichiarazioni in merito

“Esselunga di Curno continuerà a chiudere alle 22 almeno per altri sei mesi”. È quanto riferisce Mario Colleoni, segretario generale della Filcams-Cgil di Bergamo, asserendo che “oltre alle aperture serali, Esselunga ha previsto anche una graduale apertura domenicale pomeridiana per un numero sempre maggiore di punti di vendita. A Bergamo questa novità coinvolgerà il supermercato di via Corridoni mentre quelli di Stezzano, Curno e Nembro svolgono già questo tipo di apertura”.

La notizia arriva dai sindacati ma ci viene confermata anche da Esselunga che però, al momento, non rilascia dichiarazioni in merito.

“Per declinare a livello locale, e specificatamente per via Corridoni, l’accordo nazionale firmato lo scorso gennaio in tema di modifiche di orario di lavoro, abbiamo già fissato un incontro con i rappresentanti di Esselunga il 26 settembre a Milano - prosegue Colleoni -.Successivamente ci occuperemo della trattativa per il punto di vendita di Curno”.

 

Classifica di BEM Research: Esselunga in prima posizione

esselunga superstore
Nella top-five ci sono quattro brand italiani, con Decathlon unica presenza straniera. Esselunga scalza dalla prima posizione Ipermercati Iper

Esselunga scalza dalla prima posizione della classifica di BEM Research, che analizza l’andamento di 19 marchi del settore online, Ipermercati Iper che scende al secondo posto. Esselunga ottiene il punteggio massimo per trend di ricerca, velocità e usabilità; Ipermercati Iper fa meglio per visibilità, ma è indietro con i trend di ricerca. Al terzo posto si conferma Coop che a giugno condivideva la posizione con Decathlon, che si sposta al quarto posto. La cinquina è chiusa da Bricocenter.

Esselunga totalizza 46,6 punti-indice; Ipermercati Iper 46 e Coop 41,6. “Nella top-five ci sono quattro brand italiani, con Decathlon unica presenza straniera – spiega Mariachiara Marsella, Web marketing manager di BEM Research – È un settore che ha saputo innovarsi e che continua a farlo. Chi vende prodotti agroalimentari riesce a raggiungere un pubblico sempre più ampio e aumenta la base dei propri clienti grazie all’e-commerce. La gdo può contare, inoltre, su un pubblico fedele disposto a cercare online il proprio distributore preferito”.

Esselunga dona materiale scolastico a 8.000 scuole

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L'insegna ha anche attivato il servizio di prenotazione dei libri scolastici per ricevere i primi buoni, per le scuole secondarie di primo grado e di secondo grado

Esselunga, grazie al sostegno dato all’operazione Amici di Scuola, ha donato oltre 19 milioni di euro in materiale scolastico a oltre 8.000 scuole italiane. L’iniziativa si ripeterà anche quest’anno a partire dal prossimo anno scolastico e, nell’attesa, l’insegna distributiva di Bernardo Caprotti ha attivato il servizio di prenotazione dei libri scolastici per ricevere i primi buoni, per le scuole secondarie di primo grado (medie) e di secondo grado (superiori). Il servizio è attivo sul sito www.esselunga.it, mentre in tutti i negozi la prenotazione avviene direttamente al banco Fìdaty e, ove presente, presso il reparto Multimediale. Il cliente, una volta prenotati i libri, verrà avvisato con un sms o una e-mail e potrà ritirare i testi scolastici direttamente nel supermercato pagando alla consegna. Per i possessori di carte Fìdaty Esselunga, l’acquisto dei testi scolastici dà diritto a uno sconto del 15% e alla raccolta dei Punti Fìdaty. Ogni 25 euro di spesa si riceverà un buono valido per la campagna Amici di Scuola 2016.

Per il prossimo anno scolastico inoltre Esselunga mette a disposizione un carrello pieno di materiale didattico al prezzo più conveniente. Con una spesa massima di 25 euro si potrà acquistare, dal 30 giugno al 9 ottobre, un kit scolastico composto da prodotti di qualità garantita con marchi rinomati a livello nazionale e europeo come Fabriano per gli album da disegno, Blasetti per i quaderni, Pelikan per matite e pennarelli, Bic per le penne e 3M per la colla. In più, sempre fino al 9 ottobre, la promozione “speciale scuola” propone quaderni e blocchi, diari e cancelleria, materiale da disegno, astucci e zaini, dizionari e libri delle migliori marche con sconti fino al 40%.

Esselunga si aggiudica la Stefana di Ospitaletto per 51 milioni

Dall'acciaio all'Esselunga. La catena di superstore di Bernardo Caprotti si è aggiudicata il sito (900.000 mq) della Stefana di Ospitaletto (acciaieria e impianto di laminazione) sul quale svilupperà un nuovo centro distributivo da completarsi entro due anni. L'altro stabilimento -quello di via Brescia a Nave (il laminatoio da 46.000 mq)- è entrato a far parte di gruppo Feralpi dei Pasini che controlleranno Nave attraverso Feralpi. Si avvia, quindi, alla conclusione  l'iter intrapreso circa 5 mesi fa dallo studio Aiardi, incaricato della liquidazione del gruppo Stefana.
Esselunga aveva già incontrato le organizzazioni sindacali ribadendo l’impegno al riassorbimento di tutti i 187 dipendenti dello stabilimento di Ospitaletto, ai quali verrà applicato il Contratto nazionale di lavoro del commercio e il contratto integrativo aziendale Esselunga.
Per chiudere il fascicolo "Stefana" rimangono da collocare i siti di via Bologna (196 dipendenti) e Montirone (71 addetti). Il bando per la cessione si chiude fra pochi giorni (30 maggio).

Lego Certified, il prossimo “store” a Grugliasco

È vicina (6 ottobre) l'apertura del Lego Certified Store di Grugliasco (To) nel centro commerciale Le Gru, uno dei più grandi e attrattivi d'Italia. Il nuovo punto di vendita Lego è il quarto di una serie di negozi, gestiti da Percassi, che saranno aperti nei prossimi anni su tutto il territorio nazionale.
Il primo Lego Certified ha inaugurato ad Arese ne IlCentro (nella foto). Al quale sono seguiti i negozi di Marcianise (Centro Campania), Bergamo (Oriocenter).
Fra i prodotti/servizi nei Lego Certified Store ricordiamo il “Pick a Brick”, l'acquisto di mattoncini sfusi fra una vasta scelta di pezzi disponibili; un’altra novità è “Build a mini”, ossia la possibilità di costruire, personalizzare e acquistare la propria "minifigure", scegliendo ogni più piccolo dettaglio del personaggio collezionabile Lego, dal cappello al colore degli abiti.

Con Tua!Card i clienti votano i premi preferiti in catalogo

tua!Card
Per partecipare è sufficiente accedere al sito www.latuascelta.com e, settimana dopo settimana, votare attraverso un sistema di gioco che coinvolge le insegne Aucha, Simply e Lillapois

I titolari de LaTua!Card, il programma fedeltà di Auchan, Simply e Lillapois, possono votare i propri premi preferiti e costruire il nuovo catalogo de LaTua!Collection 2017/2018. L’iniziativa, realizzata in partnership con Inthera, la società del Gruppo Mondadori specializzata in strategia, progettazione e sviluppo di soluzioni di content & data driven marketing, sarà valida fino al 4 novembre.

Per partecipare sarà sufficiente accedere al sito www.latuascelta.com e, settimana dopo settimana, votare attraverso un sistema di gioco i premi tra quelli presenti in cinque categorie: Coupon sconto e servizi, Cucina, Casa, Wellness e Tecnologia. I premi più votati entreranno a far parte del catalogo LaTua!Collection 2017/2018.  Inoltre i titolari de LaTua!Card che effettueranno una spesa con attribuzione di punti nel periodo del concorso, in uno dei punti di vendita Auchan, Simply e Lillapois, riceveranno un codice Gioco digitale che potrà essere utilizzato sul sito www.latuascelta.com per provare a vincere i premi in palio.

In.prof nuovo socio di VèGè

Dal prossimo gennaio, il Consorzio, specializzato nella pulizia e cura della persona e della casa, che opera con l'insegna Mr Soap in 320 store sull'intero territorio nazionale, diventa un socio del gruppo guidato da Nicola Mastromartino

Gruppo VéGé amplia la propria dimensione multicanale e rafforza il presidio sul segmento Home & Personal Care con l’ingresso nella compagine del Consorzio IN.PROF, che opera con 60 consorziati che svolgono sia il ruolo di distributori all’ingrosso sia di proprietari di punti di vendita specializzati. Con una rete di 320 store a insegna Mr Soap, il Consorzio stima di raggiungere un fatturato superiore ai 600 milioni di euro a fine 2016. mrSoap

Per In.Prof si apre un nuovo percorso di collaborazione e sviluppo con un partner che ha registrato ragguardevoli risultati di crescita, oltre ad avere dimostrato la capacità di sostenere concretamente le strategie e i progetti di espansione delle proprie imprese -ha commentato Rinaldo Zomparelli, presidente In.Prof-.  Rinaldo.Zomparelli_Presidente_IN.PROF.Confidiamo, perciò, che con il contributo di Gruppo VéGé saremo in grado di ampliare la gamma dei servizi a disposizione dei nostri consorziati e perseguire obiettivi di crescita sfidanti.” 

Gruppo VéGé è già presente nei segmenti Home & Personal Care, Toiletries e Cosmoprofumeria con le imprese Gargiulo & Maiello (Idea & Bellezza), Caputo Saverio, Bava, Detercart Lombardo ed il gruppo Comipro.

Le ambizioni di Gruppo VéGé: crescere e attirare nuovi soci

Incremento delle quote di mercato, aumento della rete di vendita, nuovi soci, ampliamento delle tecnologie beacon: il futuro di gruppo VéGé passa dall'insieme di questi fattori, a dimostrazione della determinazione a rimanere un player di riferimento del mercato, in linea con una storia iniziata nel 1959

Si respira aria di soddisfazione in casa di Gruppo VéGé, nato in Italia nel 1959, che, dopo anni difficili, con la presidenza di Nicola Mastromartino è tornato a crescere con performance superiori rispetto a quelle del mercato retail. "Abbiamo lavorato in modo trasparente e leale. Così abbiamo recuperato quote di mercato, dimostrando le nostre capacità. E oggi siamo pronti ad attirare nuovi soci". NMastromartino-003

Azienda performante. Le rilevazioni Nielsen di settembre 2016 evidenziano la progressione della quota di mercato del Gruppo, che passa dal 3,4% di gennaio scorso all’attuale 3,7% (GNLC - Ed. Settembre 2016 - Potenziale Total Store). Un incremento che prosegue da tre anni, visto che gli stessi dati del 2013 indicavano una quota dell’1,4% al 3,7%. “In questi stessi anni è aumentata la numerica dei punti di vendita (circa 90%), la superficie complessiva è cresciuta del 116% e il fatturato è passato da 2,6 miliardi di euro a 3,3 miliardi di euro della chiusura 2015 -spiega l’amministratore delegato Giorgio Santambrogio-. Se le stime attuali troveranno conferma, il Gruppo potrebbe chiudere il 2016 con un ulteriore balzo in avanti nel giro d’affari, che si assesterebbe oltre quota 5,5 miliardi di euro”. _MG_4334

Il Gruppo oggi. Oggi Gruppo Vègè rappresenta 32 imprese (dalle 25 del 2015 grazie all’ingresso di Supermercati Tosano Cerea Srl, Bava Srl, Asta SpA, F.lli Arena Srl, Multicedi Srl, Dolcitalia-Svive SpA e Convì-Geda Srl) che operano sull’intero territorio nazionale, soprattutto con supermercati e superette, con una logica multinsegna (30), che vuole privilegiare il legame dei brand locali con il territorio, la cui valorizzazione è stata ulteriormente aumentata con l’introduzione graduale del nuovo logo Gruppo VéGé alle insegne, che hanno un profondo radicamento territoriale.

Il digitale è il futuro. “Per arrivare al 3000, con storia e valori nati nel 1959, la tecnologia è essenziale -spiega ancora Santambrogio-: per noi, questo si traduce nella rapida implementazione della tecnologia beacon nella rete di vendita. A meno di un anno dall’introduzione,  sono oltre 250 gli store dotati di questi dispositivi in radiofrequenza che dialogano con gli smartphone dei clienti, segnalando in tempo reale promozioni e sconti disponibili nelle corsie. L’obiettivo di Gruppo VéGé è arrivare a quota mille entro il 2017.

Linee strategiche 2017. La tecnologia beacon è ampiamente presente anche nella nuova sede, completamente rimodernata con giardino zen, un corner museo con la storia del gruppo attraverso spot, private label e pubblicazioni, ma in arrivo c’è dell’altro. In termini operativi. Le priorità del gruppo prevedono:

  • l’ulteriore rafforzamento nel settore Home & Personal Care, con la creazione di un polo di servizi ad hoc, come conferma l’adesione di In.Prof dal 2017;
  • ampliamento del portfolio promozionale con ulteriori attività
  • conclusione dell’opera di restyling assortimentale delle piccole e medie superfici di vendita, destinate a vedere rafforzato il loro ruolo di canale core.

Unicoop Tirreno apre il suo primo Enercoop

Enercoop
Troverà spazio nell’area del nuovo centro commerciale Maremà, inaugurato probabilmente a fine ottobre, a Grosseto

Unicoop Tirreno progetta il suo primo impianto di rifornimento carburanti a marchio Enercoop che troverà spazio nell’area del nuovo centro commerciale Maremà, inaugurato probabilmente a fine ottobre, nel Pis, il Piano Integrato dei Servizi, nella zona del Commendone, in area nord a Grosseto.

Il nuovo distributore Enercoop, che potrebbe entrare in funzione nel giro di qualche settimana, è costituito da sei isole con trentasei le pistole-erogatrici, tra super e gpl.  L’impianto erogherà benzina e gasolio in modalità self service no stop e Gpl con personale di servizio. Saranno quattro gli addetti assunti. Per quanto riguarda i prezzi, l’azienda spiega in una nota: “Come per ogni altro prodotto Coop i prezzi saranno molto competitivi. E i soci Coop riceveranno uno sconto aggiuntivo di 1 centesimo al litro”.

Il centro. Locomotiva alimentare sarà l’Ipercoop che si svilupperà su una superficie di 4.200 mq circa e ospiterà al suo interno un punto ristoro con 80 posti a sedere e un self service, pizzeria, gelateria e yoguteria e bar. In galleria troveranno spazio 45 negozi tra cui Oviesse, Euronics, Zara.

Il centro commerciale è stato realizzato con un investimento di 110 milioni di euro comprese le risorse che sono state destinate alla viabilità che consentirà di poter accedere alla zona da quattro punti diversi. Un altro edificio previsto dal progetto del Pis ma non ancora in fase di costruzione è l’area expo vicina alle quattro medie distribuzioni: si tratta di una struttura espositiva destinata alla vendita delle merci ingombranti a consegna differita, si tratta quindi di quei beni che non vengono ritirati dal cliente il giorno dell’acquisto. Ci saranno due parcheggi distribuiti su quasi quattro ettari: uno verrà ceduto al Comune, l’altro rimarrà di proprietà della Coop ma sarà comunque aperto al pubblico.

 

 

Auchan sigla in Francia la partnership con Boulanger

Fondazione Auchan
La collaborazione è finalizzata a una migliore negoziazione per gli acquisti di articoli di elettronica di consumo

Dopo mesi di trattativa, Auchan chiude in Francia l’accordo con Boulanger, specializzato in elettrodomestici, e avvia una partnership finalizzata a una migliore negoziazione per gli acquisti di articoli di elettronica di consumo a uso domestico.

Jean-Denis Deweine, direttore prodotto per Auchan, sottolinea l'importanza di questo settore  per l’attività dell’insegna. E spiega: “Questa nuova collaborazione dà ai partner del gruppo la possibilità di rafforzare la loro leadership”.

 

 

I primi spaghetti 100% legumi

LegumiProdotto di tendenza nella grande distribuzione anglosassone, comincia a infittirsi anche sul mercato italiano la proposta di pasta di legumi. Farine di fagioli neri, ceci, piselli, lenticchie rosse lavorate nei vari formati tradizionali delle paste corte di semola sono sempre più presenti sugli scaffali dedicati al biologico e al senza glutine come alternative per celiaci e vegani e per coloro che seguono una dieta ad alto contenuto proteico. Di recente Probios ha integrato la propria gamma con gli spaghetti di lenticchie gialle, riuscendo per primo a ottenere il primo formato lungo di pasta 100% legumi attraverso una nuova tecnica di produzione.

Nell’ultimo semestre del 2016 l’azienda toscana registra, per la pasta di legumi, volumi di vendita pari a quelli delle referenze al kamut e al farro: “A rispondere con interesse è soprattutto il consumatore celiaco -afferma Luca Collu, responsabile canale gdo-, ma la nostra pasta di legumi è comunque apprezzata anche da chi segue diete ricche di proteine di origine vegetale. In numerosi iper e supermercati abbiamo raddoppiato il posizionamento, esponendo i prodotti nelle corsie del continuativo e nelle nuove aree salutistiche, nate in molti punti vendita come zone ideali per una concentrazione di prodotti free from o per celiaci”.

Video Tour: il nuovo Ipercoop di Roncadelle

Danilo Villa, direttore generale di Coop Lombardia, spiega le particolarità dell'ultimo Ipercoop, il 54°, che la cooperativa lombarda ha aperto a Roncadelle (Bs) all'interno di Elnòs Shopping, il centro commerciale realizzato da Ikea Centers Group. "Si tratta di un ipermercato particolare -spiega Villa- per diversi motivi. Prima di tutto, la dimensione è contenuta, 4.000 mq, ma l'assortimento, invece, è molto ampio e profondo, con un'offerta complessiva più vicina a superfici di 7-8.000 mq. 04_ipercoop_roncadelle_ambienti_059

Inoltre ci sono alcune novità in questo Ipercoop: una delle più significative è l'attivazione del servizio di Coop Drive, che permette di fare la spesa online e di ritirarla in un punto di picking apposito. Siamo convinti si tratti di una soluzione destinata a crescere e a incontrare il favore di un numero sempre più ampio di consumatori, superando alcune difficoltà (come la necessità di trovarsi in casa per la consegna) che per alcuni consumatori può rappresentare un problema". 010_ipercoop_roncadelle

Area Ben'Essere. Un'altra delle novità di questo Ipercoop è rappresentata dall'area Ben'Essere, una zona al centro dell'ipermercato che concentra tutte le linee di prodotto, confezionati e refrigerate, che appartengono al mondo della salute, dal senza glutine al vegano, dal bio al free from. 03_ipercoop_roncadelle"Crediamo molto in questa soluzione -precisa Villa- che, secondo noi, risponde a bisogni concreti dei consumatori. Con questo non abbiamo dimenticato la nostra mission classica basata su un'ampia piazza dei freschi, a vendita assistita, che continuano a essere un riferimento importante, e sull'offerta di convenienza, da sempre uno dei nostri tratti distintivi".

Unigrà entra in gdo con la nuova linea OraSì

Unigrà OraSì FRAME SPOT 2016di Jessika Pini

Unigrà, azienda Ravennate specializzata nella trasformazione e vendita di oli e grassi vegetali per l’industria e la ristorazione, lancia una prima linea consumer di prodotti vegetali da filiera 100% italiana. Distribuita in gdo, OraSì è composta da bevande di soia e riso e da una margarina di soia.

Secondo i dati Iri, nei primi 8 mesi del 2016 il mercato dei sostituivi del latte e dei suoi derivati ha superato i 342 milioni di euro (+23,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno), di cui 174 milioni corrispondono al volume di affari delle bevande vegetali. Il brand perciò si inserisce in due segmenti di mercato che crescono a due cifre e, nel caso della margarina, presenta un numero limitato di competitor.

“L’obiettivo -afferma Gian Maria Martini, amministratore delegato Unigrà- è incrementare la nostra presenza nel mercato salutistico a cui possiamo garantire la qualità di un prodotto completamente italiano. Una garanzia che ci differenzia dai nostri concorrenti soprattutto per la soia perché, insieme al riso, è coltivata nell’azienda agricola Immobiliare Dante di Massa Fiscaglia (Fe), di nostra proprietà, per la quale possiamo quindi garantire la filiera certificata dal campo alla tavola”.

La filiera 100% italiana è la leva principale anche dei due spot televisivi on air da fine settembre fino al 3 dicembre sulle emittenti generaliste e sui principali canali tematici digitali.

Conad presenta il marchio Verso Natura

Verso Natura Conad
La linea è contraddistinta da quattro codici colore e specifiche per altrettante aree di bisogno che saranno oggetto di un costante sviluppo anche nei prossimi mesi

Conad valorizza il segmento del biologico, del vegano, ecologico ed equosolidale, rimanendo in linea con le nuove tendenze di consumo, portando a scaffale il nuovo marchio Verso Natura Conad. La linea è contraddistinta da quattro codici colore e specifiche per altrettante aree di bisogno, che saranno oggetto di un costante sviluppo anche nei prossimi mesi. Il lancio di Verso Natura è sostenuto con una campagna stampa sui principali media nazionali e con una campagna di comunicazione web e social.

La nuova gamma. Il marchio comprende la linea per il biologico Verso Natura Bio, nata da produzioni agricole attente all’utilizzo responsabile delle risorse naturali, ai cicli della natura e alla biodiversità con 94 referenze che vanno dall’ortofrutta ai legumi secchi, dalle carni avicole e bovine ai surgelati, dai biscotti al latte e agli infusi. Il vegetariano/vegano Verso Natura Veg, per chi ha scelto un’alimentazione senza proteine animali o ne vuole ridurre l’apporto propone 27 item dai gelati ai Verso Natura Conadsostitutivi di latte e yogurt a base soia, dai piatti pronti freschi vegetali ai sostitutivi di carne surgelata e alle zuppe fresche. L’ecologico Verso Natura Eco, che propone nove prodotti di detergenza ecosostenibili e carte per la casa riciclate. Infine l’equosolidale Verso Natura Equo, una linea di prodotti nel rispetto dei diritti dei lavoratori e le esigenze di sviluppo sociale, comprende sei articoli tra cui cacao, caffè, cioccolato e te. Le referenze inserite in assortimento vanno a sommarsi alle 60 da agricoltura biologica già parte integrante della proposta merceologica dell’insegna. Nei prossimi mesi, Conad ha pianificato il lancio di un’ampia gamma di nuovi prodotti: si tratta di circa 200 referenze, che saranno presenti nei punti di vendita Conad entro il primo trimestre del 2017.

Una nuova cultura. “Verso Natura  è un marchio testimone di una nuova cultura di Conad, ancora più sensibile, più attenta ai nuovi trend di consumo, più consapevole della necessità di soddisfare meglio i bisogni di quanti fanno la spesa», sottolinea il direttore commerciale di Conad Francesco Avanzini. «E’ sicuramente un marchio ben articolato per rispondere a stili di vita emergenti legati a scelte consapevoli, alla crescente attenzione al benessere e alla salute, alla qualità di ciò che si porta in tavola, al rispetto dell’ambiente e al rispetto dei diritti dei lavoratori. In linea con i valori della nostra impresa e nella consapevolezza che l’evoluzione dei consumi è un’opportunità per far crescere e sviluppare la nostra marca».

 

 

 

Un French Apartment per le collezioni Delsey

A Parigi lo specialista di valigeria lancia il format in versione pop up ispirato a "l'Art de Vivre à la Francaise" (da Gdoweek n. 14)

"French Apartment” è il format retail che Delsey propone nei Paesi dove non c’è una rete di retailer tradizionali cui vendere le proprie collezioni, dunque occorre interagire direttamente con il cliente finale. Per questo non esistono negozi stand alone Delsey in Europa, solo shop in shop nei department store, a parte un’eccezione della durata di un mese, a Parigi: il pop up aperto a fine maggio in rue du Roi de Sicile, 23, nel cuore del quartiere Marais. “Se il retail tradizionale è disponibile, preferiamo avvalercene -afferma Catherine De Bleeker, marketing director Delsey-,d ’altro canto abbiamo molti negozi in Asia e in Sud America, con almeno un flagship per ciascuna nazione, sviluppati in partnership con il nostro distributore locale, e tutti hanno adottato il concept del French Apartment”.

L’appartamento Parigino
Tutta la collezione Delsey, la storia dell’azienda attraverso la valigeria e il lifestyle che vi ruota attorno: tutto questo l’azienda vuole comunicare con il pop up parigino. “Le valigie sono oggi un’estensione della personalità di chi le usa, una vera e propria tendenza -afferma De Bleeker- e i consumatori europei non hanno mai visto la collezione Delsey per intero, perché nessun negoziante la propone. Desideriamo stupirli ed entrare in contatto con loro”. La location di Marais punta ai turisti ma anche ai clienti parigini, con una superficie di 250 mq su due livelli e due ampie vetrine incorniciate di nero. Il design interno però punta sui colori chiari, grigio, pavimento in legno, piastrelle alla francese per il pavimento, tavoli in stile francese appoggiati alle pareti per esporre le valigie, con le stesse ruote del trolley, cassetti con la maniglia uguale alle valigie. Al piano interrato, un’area dedicata a workshop l’Atelier Création, il Delsey cafè “per aggregare secondo il way of life francese”, prosegue De Bleeker, e l’esposizione della storia delle collezioni dal 1946 a oggi, con la valigia “connessa” Pluggage e la serie del 70esimo. “Accanto a una selezione che privilegia colori allegri e profondità nella valigeria, per non annoiare o confondere la clientela -spiega De Bleeker- il merchandising con target alto dei partner Les Petits Frenchies, Perfume Chabaud e Fifi Mandirac”.

L'intero articolo su Gdoweek n. 14

Video Tour: il nuovo risto-format FiorFood

Un nuovo format di ristorazione destinato a essere sviluppato anche nel resto della rete. Corrado Semeraro, responsabile sviluppo e progetti speciali di Coop Lombardia, spiega la formule e le sue evoluzioni

“Abbiamo lanciato una nuova sfida, come abbiamo fatto già con le stazioni di carburante: oggi vogliamo parlare ai consumatori di alimentazione, come facciamo già nei nostri ipermercati e supermercati, ma guardando al futuro e alle nuove tendenze, interpretando i nostri valori di Coop". Così Corrado Semeraro, responsabile progetti speciali di Coop Lombardia spiega cosa è Fiorfood, il nuovo format di ristorazione lanciato all'interno del centro commerciale Elnòs, a Roncadelle (Bs).

Offerta. Fiorfood (liberamente ispirato al FiorFood che Novacoop ha aperto, lo scorso dicembre, a Torino, all’interno della Galleria San Federico) propone primi, secondi e dessert per tutti i gusti, dai carnivori ai vegetariani, in un locale accogliente e giovanile, pensato per giovani e famiglie. Il menù può contare su oltre 600 opzioni che cambiano ogni settimana e in funzione della stagionalità, a prezzi contenuti (dai 6,00 ai 10,00 euro), in linea con la vocazione alla convenienza tipica di Coop. Alla base di tutte le preparazioni, la linea premium di Coop Fiorfiore, sinonimo di un approccio gourmet e di rispetto delle tradizioni locali.

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Nello stesso locale, che dispone anche di tavoli nella galleria prospiciente, è associata anche la caffetteria, oltre alla possibilità di gustare il gelato e di guarnirlo, con diverse tipologie di topping (disponibili in piccoli silos che ognuno può utilizzare a piacere).

Lo spazio, situazione accanto all'ingresso dell'Ipercoop) una delle locomotive principali del centro commerciale, mette a disposizioni un totale di 130 seduti, in tavolini caratterizzati dalla presenza di spine usb per ricaricare smartphone e tablet.

Futuri sviluppi. Fiorfood rappresenta un nuovo business che dovrebbe essere replicato anche all’interno del nuovo Supermercato del futuro che Coop aprirà a Milano, ai primi di dicembre di quest’anno.

Nell’estate 2016 Omia è leader di mercato nella gd con i solari

latte_solare_viso_corpo_bambinA poco più di un anno dal lancio sul mercato, la linea EcoBioSun, i solari eco biologici, ha avuto un riscontro molto positivo: il sell in del 2016 ha registrato un incremento del 30% rispetto all’anno passato, grazie anche al lancio di una nuova referenza: il doposole spray specifico per eritemi e scottature della pelle.

Gli ultimi dati IRI 2015 hanno visto la marca riscuotere una quota di mercato dell’ 8,7% nei punti vendita trattanti e una quota di mercato assoluta del 1,2% ma i dati più significativi si riferiscono alla gamma dei doposole. Sia il doposole adulti che quello bambini sono entrati nel ranking delle top 50 referenze del mercato della grande distribuzione. Nel segmento dei doposole Omia nel 2015 ha guadagnato infatti una quota di mercato assoluta del 1,8% e una quota di mercato relativa ai soli punti vendita trattanti del 15,1%. Il doposole Omia per bambini, in particolare, è il doposole bambini più venduto in Italia.

 

La distribuzione automatica diventa equosolidale

Confida_28.09.2016Il commercio equo e solidale passa anche dalla distribuzione automatica. Le oltre 800 mila vending machine installate in tutta Italia raggiungono in modo capillare i consumatori in tutto il territorio nazionale e possono quindi rappresentare un efficace canale di distribuzione e di comunicazione dei prodotti equosolidali.

Per questo motivo Confida, Associazione Italiana Distribuzione Automatica ha aderito all’iniziativa del Comune di Milano e di Equo Garantito, una tavola rotonda dal titolo “Food Policy, buone pratiche locali e Commercio Equo e Solidale” focalizzata sull’importanza della sostenibilità anche in ambito alimentare e sulle proposte per rafforzare la conoscenza dei processi che permettono la commercializzazione del prodotto finale, dal coltivatore al consumatore. Per l’occasione è stata installata una Vending Machine Equosolidale che ha offerto gratuitamente caffè, cappuccino e cioccolata provenienti da coltivazioni equosolidali. Ad ogni consumazione, sul monitor della macchina, sono stati visualizzati video-messaggi a sostegno dei valori centrali comunicati dalla tavola rotonda. Un’occasione per dimostrare il potenziale della distribuzione automatica per la diffusione di messaggi e prodotti sostenibili.

Valori in linea con il progetto Vending Sostenibile realizzato da Confida, volto alla promozione delle attività sostenibili delle proprie associate e alla valorizzazione delle best practice del settore. Grazie ad un sito internet dedicato (www.vendingsostenibile.com), l’Associazione ha infatti scelto di porre il rispetto dell’ambiente tra i valori-chiave del settore della distribuzione, rimarcandone il ruolo quotidiano nel garantire accesso al cibo, sicurezza alimentare, informazione al consumatore, educazione alimentare, tecnologie e prodotti eco-sostenibili.

Auchan apre Coeur de Nature, bio in città

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Il negozio, in linea con la filosofia dell’insegna, è stato realizzato con accorgimenti ecosostenibili

Auchan punta sul biologico e inaugura un nuovo negozio a insegna Coeur de Nature a Parigi. Il punto di vendita, che le dimensione di un negozio di prossimità, focalizza l’assortimento esclusivamente su prodotti biologici tra cui pane, spremute di frutta, formaggi, oltre 100 vini biologici DOP e champagne, una vasta gamma di prodotti vegani, cosmetici e integratori alimentari, così come i prodotti da fornitori locali. Anche il negozio, in linea con la filosofia dell’insegna, è stato realizzato con accorgimenti ecosostenibili tra cui illuminazione a led, il riciclaggio di batterie e lampadine dietro le casse, e alcuni mobili in legno sostenibile prodotto da società francesi.

 

Nuova attenzione al reparto ortofrutta

I freschi rappresentano un punto di forza dell’insegna, un nuovo competitor volouta dalla famiglia Pozzi (socia in Eurospin) e la famiglia Scotti (Riso Scotti), che si focalizza soprattutto sull’ortofrutta, gestita con la formula del libero servizio, la gastronomia, con salumi, formaggi e piatti pronti e il pane, da categoria ad elevato traffico.
Per clienti, sempre più informati e salutisti, il reparto è il biglietto da visita della qualità dell'insegna (da Gdoweek n. 14)

Nel cestino della frutta le arance sono il frutto più acquistato nel primo trimestre 2016. Seguono le mele con 251 mila tonnellate che corrispondono a un incremento del +4,4% rispetto al 2015. Secondo Macfrut Consumer’s Trend, l’osservatorio nato nel 2015 dalla collaborazione tra la fiera dell’ortofrutta e Cso, i consumi ortofrutticoli sono cresciuti del 3% nel primo trimestre degli ultimi due anni. In particolare, nei primi tre mesi di quest’anno i volumi acquistati sono 1,95 milioni di tonnellate, circa 60 mila tonnellate in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Segnali incoraggianti all’interno di un reparto che non ha mancato in passato di avere momenti dim sofferenza.

Freschezza strategica
“L’ortofrutta per Alleanza è indubbiamente un reparto strategico, rappresentativo in termini di distintività, per qualità e freschezza -dichiara Massimiliano Moretti, responsabile acquisti ortofrutta di Coop Alleanza 3.0-. Abbiamo una linea di prodotto a marchio Coop, una linea premium Fior Fiore e una linea biologica a marchio Vivi Verde Bio. Cerchiamo di accorciare la filiera produttiva; effettuiamo controlli che partono dalle aziende agricole ai sistemi produttivi in campagna, fino a  controlli specifici sul prodotto. L’incidenza del reparto in generale è in aumento. Secondo me grazie anche ai trend in generale sulla sana alimentazione. A fare da traino ci sono poi tutto il mondo della IV e V gamma e i prodotti commodity”.

Attenzione ripagata
Presso i negozi Eataly il reparto ortofrutta assume grande rilievo, in termini sia di impegno dedicato sia di fatturato, poiché il reparto pesa per circa il 10% sul totale del market. “Il reparto ortofrutta in Eataly è posizionato all’entrata ed è il primo reparto che accoglie il cliente: ha quindi un valore fondamentale -afferma Sergio Fessia, responsabile ortofrutta di Eataly-. Inoltre, negli ultimi anni ha avuto un incremento importante, in particolare in termini di fatturato”. Il consumatore sempre più informato e attento si muove tra il desiderio di fare una scelta sostenibile e quello di acquistare frutta e verdura tutto l’anno, senza tener conto delle limitazioni dovute alla stagione.“C’è sicuramente più attenzione da parte del consumatore alla provenienza dei prodotti -spiega Fessia- e il cliente Eataly può scegliere meglio grazie alla ruota delle stagioni presente in negozio. Eataly propone solo prodotto sfuso e punta molto sul km zero, spesso indicando addirittura nome e indirizzo dei fornitori”. La politica di prezzo di Eataly consiste in “prezzi sostenibili tutto l’anno e promozioni continue a prezzo d’acquisto”. Il reparto è importante anche per Magazzini Gabrielli Spa (Consorzio Sun), se nel triennio 2013-2015 ha avuto un’incidenza sul fatturato complessivo a livello dell’azienda superiore all’11%, e nei primi sei mesi del 2016 si sta attestando al 12%. “Il ruolo del reparto è quello di un vero e proprio biglietto da visita -dichiara Luca Cittadini Bellini, ufficio Acquisti Ortofrutta Dcc di Magazzini Gabrielli-. Storicamente abbiamo sempre puntato molto sui prodotti freschi, e tra questi l’ortofrutta è forse quello che meglio esprime l’idea della quotidianità della freschezza. I primi sei mesi del 2016 hanno confermato il buon andamento delle vendite con un fatturato in crescita del 5% rispetto allo stesso periodo del 2015”.

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L'intero articolo su Gdoweek n. 14

Perché Alibaba è un eCommerce come nessun’altro

porter erisman_alibabaPorter Erisman è stato un americano in Cina dal 2000, anno in cui ha effettuato il proprio ingresso in Alibaba per lavorarvi come vicepresidente fino al 2008. Sulla storia del gigante cinese dell’eCommerce, Erisman ha poi girato un documentario e scritto un libro autobiografico, che racconta come quell’idea del visionario Jack Ma, partita dal suo appartamento con un team di 17 persone, sia riuscita a trasformarsi in un colosso da oltre 400 miliardi di euro di fatturato.

Da startup “da garage” in stile Apple a top retailer globale, capace di trainare l'economia di un Paese. Le radici di Alibaba affondano nel 1999, anno in cui solo l’1% della popolazione cinese navigava su internet, le persone di fatto non usavano la carta di credito e la strumentazione logistica stava pressoché a zero. Jack Ma, ciò nonostante, aveva lo sguardo rivolto oltreoceano, verso la Silicon Valley, e da quello spirito innovativo decise di trarre spunto (dopo due esperimenti fallimentari), spiegando ai suoi 17 collaboratori che se intendevano lavorare le canoniche 8 ore al giorno potevano anche evitare di mettersi all’opera.

alibabaUna fiera del commercio, ma online e gratuita
Alibaba, a differenza di portali come Amazon od Ebay, ha iniziato come “online trade show”, un luogo che fornisce a buyer e venditori possibilità di conoscenza reciproca quanto più trasparente possibile, dove l’esperienza è umanizzata. “Per come la vedo io – sottolinea Erisman – modelli come Amazon ed Ebay fanno in realtà esattamente il contrario, cercando di mantenere le due parti cieche. Non danno ai venditori particolari strumenti per interagire, negoziare con gli acquirenti o fare branding”.

amazonQuesto il dna originario che ha permesso ad Alibaba di svilupparsi e crescere rapidamente, sopravvivendo a molte altre realtà anche dopo lo scoppio della bolla internet. “Siamo stati come un sito di incontri, dove si potevano aver informazioni sull’altra persona prima di prendersi un impegno”.
Alibaba ha inoltre scelto di esordire come vetrina gratuita. “Ci siamo detti che avremmo iniziato a guadagnare solo dopo i nostri utenti, dopo aver creato massa critica”, ribadisce Erisman.

taobaoEmpowerment degli imprenditori e social commerce
Quando Ebay sbarcò nel Paese asiatico Jack ma si accorse subito che la sfida sarebbe stata frontale e fino all’ultimo colpo. Così decise di rispondere al player statunitense forte di una migliore conoscenza del mercato eCommerce cinese attraverso il lancio del portale Taobao. A risultare vincente è stato ancora una volta, come per Alibaba.com, un modello basato sull’empowerment degli imprenditori e dei clienti, che potevano ad esempio chattare online tra di loro. Gli utenti riuscivano così a creare anche micro-gruppi di acquisto per comprare prodotti che da soli non si sarebbero potuti permettere.

taobao vs ebaySe la focalizzazione di Amazon è innanzitutto sulla messa in mostra del prodotto, la formula di Alibaba è basata sulla messa in mostra del venditore e sulla costruzione della fiducia tra i partner di business, che in Cina è un valore ancora più importante che altrove. Questo fattore, unito ad elementi come la gratuità del servizio, hanno permesso ad Alibaba di trionfare su Ebay nel Paese asiatico e di dar vita a un modello eCommerce dal successo globale.

Scarpe&Scarpre lancia Àley, l’insegna al femminile

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Il primo punto di vendita con la nuova insegna verrà inaugurato a Roma. Seguiranno Bussolengo e Mestre

Scarpe&Scarpe presenta Àley, la nuova dimensione dello shopping tutta al femminile. Il primo punto di vendita con la nuova insegna verrà inaugurato a Roma, in via Tuscolana 815-817, il 29 settembre, seguito dalle aperture di Bussolengo e Mestre previste per il mese di ottobre. Per l’occasione, solo per la prima settimana di apertura, tutta la collezione autunno\inverno sarà scontata del 15%. Il negozio si presenta con un’atmosfera contemporanea e sofisticata, con un design moderno e dalle linee minimaliste.

Eccolo! l’accoppiacalzini brevettato arriva nella gdo

FullSizeRender_2Un sistema ingegnoso, semplice ma efficace, per appaiare i calzini durante il bucato, evitando che si disperdano all’interno delle lavatrici.

Si tratta di un “accoppiacalzini” e il suo nome è Eccolo! Il sistema, brevettato, consiste in una coppia di bollini adesivi termoplastici, con tante differenti icone, che si applica con il ferro da stiro a ciascun calzino e che permette, a lavaggio terminato, di riorganizzare la coppia originaria grazie al ricongiungimento delle icone e simboli grafici uguali, ponendo fine al noto problema dello spaiamento dei calzini.

Dopo essere approdato con successo nei supermercati svizzeri, il prodotto sbarca ora negli ipermercati italiani e nella gdo.

La Pera IGP dell’Emilia Romagna protagonista al Festival Internazionale a Ferrara 2016

allegato_lIl Consorzio della Pera IGP dell'Emilia Romagna, nell'ambito del Progetto europeo multipaese "Gusta la Differenza" che promuove DOP IGP francesi, italiane e spagnole, è quest'anno partner del Festival Internazionale che si svolge a Ferrara dal 30 settembre al 2 ottobre, giunto alla sua 10° edizione.

L'evento si prepara ad accogliere migliaia di visitatori e sarà la sede per incontrare e confrontarsi con centinaia di giornalisti provenienti da tutto il mondo. Nel corso delle tre giornate la Pera IGP verrà presentata alla stampa internazionale assieme ai produttori.

Giudizi positivi della clientela sulla reperibilità a scaffale

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Lo scaffale della cura persona con illuminazione led incorporata per migliorare la visibilità dei prodotti nel piano interrato.
In un clima di migliore fiducia economica, le aziende titolari delle referenze vincenti al Brands Award 2016 vengono promosse sulle strategie di copertura distributiva (da Gdoweek n. 14)

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Torna, tra i consumatori italiani, la predisposizione a spendere un po’ di più, ma con qualche fattore nuovo come driver di scelta tra gli scaffali: dominano l’attenzione alla qualità e una maggiore consapevolezza - decisamente molto più elevata rispetto al passato - sul prodotto e anche sul produttore. Lo dicono i dati che hanno portato alla premiazione dei tredici prodotti di largo consumo vincitori del Brands Award 2016, il premio dedicato alle migliori marche dei beni di consumo organizzato da Gdoweek e Mark Up.

La facilità di reperimento
Un ulteriore elemento di valutazione riguarda non tanto la copertura capillare del territorio quanto la capacità di far coincidere le aspettative aziendali di penetrazione del mercato con quelle che sono le percezioni reali dei consumatori. A questo proposito, non tutti i prodotti che hanno raccolto i premi di categoria si sono trovati nella stessa situazione di partenza. La maggioranza di essi gioca da protagonista nelle principali tipologie distributive del largo consumo, ma c’è anche chi trova una rilevante attenzione di reperimento presso tipologie differenti, di superficie più piccola oppure di più marcata specializzazione. Ovvio che le aziende debbano allora farsi trovare pronte in ogni condizione di vendita e che il tentativo di razionalizzare gli investimenti sul territorio debba tenere conto delle reali predisposizioni all’acquisto della clientela sul canale. In tale senso, rileviamo che per i prodotti vincitori emergono vendite residuali presso i dettaglianti e i mercati rionali, mentre è del tutto irrilevante la farmacia. La scelta o la consapevolezza di investire in direzione dei canali minoritari rispetto a un maggiore impegno sui canali di punta può poi cambiare per piazza o target group di riferimento. Ciò perché i giudizi di reperibilità non sono del tutto omogenei nelle varie aree geografiche, per fasce d’età o per genere.Terreni su cui ciascuno è chiamato a lavorare in ottica migliorativa.

Così i premiati
Il Top Brands Award 2016 è stato assegnato a Oral-B Pro600 CrossAction Braun spazzolino elettrico di Procter & Gamble, vincitore anche della categoria Piccoli Elettrodomestici Igiene Persona. Il premio è stato vinto per le brillanti performance di crescita (+222,04%) e le ottime performance sia nei Social sia nelle preferenze dei consumatori e dei retailer. Si tratta di una delle referenze relative alla metà degli acquirenti nelle superfici classiche della gdo e che raccolgono l’altra metà fra dettaglio, specializzate e vendite in rete. Questa multicanalità può spiegare un tasso di gradimento massimo sulla reperibilità parzialmente più basso rispetto ad altri vincitori, ma il risultato è favorevole con buone indicazioni alle voci positive intermedie. Più soddisfatte le acquirenti femminili.

L'intero articolo su Gdoweek n. 14

Indagine Altroconsumo: che fine ha fatto U2?

Nella 28° indagine sui prezzi delle catene distributive che Altroconsumo effettua ogni anno, quest'anno sono stati inseriti dei cambiamenti nella composizione dei panieri di spesa con effetti sulle classifiche finali. Il parere di U2

Come ogni anno Altroconsumo ha pubblicato l’edizione 2016 dell'inchiesta prezzi, quella che indica le insegne food più convenienti, giunta alla 28esima edizione. L’indagine ha coinvolto 992 punti di vendita tra ipermercati, supermercati, superstore, superette e discount in 67 città per rilevare più di un milione di prezzi (esattamente 1.002.269) in 115 categorie. Il tutto diviso in tre panieri:

  • Spesa con tutti i prodotti, un carrello che comprende prodotti sia delle marche leader sia quelli più economici;
  • Marche Commerciali, per una spesa basata sulle gamme a marchio delle singole insegne
  • Prodotti più economici, i prodotti con un prezzo da discount.

I risultati della ricerca. Sulla base di questi elementi, sono cinque le insegne considerate più convenienti in Italia:

  • Esselunga e Ipersimply rappresentano il top per quei consumatori che riempiono il carrello con una spesa mista;
  • U2 e Conad Ipermercato sono le insegne più convenienti per chi fa una spesa basata sui prodotti a marchio, con il logo della catena;
  • Eurospin, infine, risulta l’insegna vincente per la spesa discount.

Le perplessità. In questo contesto, U2 Supermercato, come si legge in una nota dell’azienda, “dimenticato dalla classifica del paniere Spesa con tutti i Prodotti, esprime il proprio disappunto. Dopo 10 anni consecutivi in cui veniva sempre preso in esame un paniere composto solo da marche leader, quest’anno Altroconsumo ha invece deciso:

1) di modificarlo, aggiungendo ai prodotti di marca anche quelli più economici, trasformandolo da paniere Marche a Spesa con tutti i prodotti;

2) di introdurre due nuovi criteri solo per la classifica Spesa con tutti i prodotti, relativi sia al numero di punti vendita sia alla copertura territoriale su territorio nazionale. Criteri che hanno portato all’esclusione di U2 Supermercato dal primo e più importante dei tre panieri.

Le domande di U2 supermercato. Per questi motivi, U2 supermercato intende rivolgere ad Altroconsumo quattro domande.

  1. Perché, dei tre panieri storici (Marche industriali , Marca commerciale, Prodotto più economico) avete modificato quello riconosciuto come il più rappresentativo e statisticamente accettabile (marca industriale) per sostituirlo con uno misto (marca industriale e prodotti più economici)?
  2. Perché dei nuovi e non esplicitati criteri discriminatori (numero di punti di vendita e copertura nazionale) che, di fatto, hanno escluso U2 Supermercato dalla classifica, non avete fatto cenno alcuno nei comunicati stampa e nell’articolo sul vostro sito (generando di fatto una comunicazione ingannevole)?
  3. Perché questi nuovi criteri -numero pdv e copertura nazionale- non hanno determinato l’esclusione nella classifica di aziende che hanno, più o meno, lo stesso numero di store e la stessa copertura territoriale di U2 Supermercato?
  4. Perché questi criteri discriminatori sono stati applicati nei confronti di U2 Supermercato solo nel paniere principale Spesa con tutti i prodotti (dove U2 negli ultimi anni è risultata 4 volte al primo posto) e non negli altri due panieri (marca commerciale e prodotto più economico) dove U2 Supermercato compare regolarmente in classifica?

Conad Superstore di Vasto inaugura Vastese Store

vastese calcio conad
Per dare risalto al corner allestito all'interno del punto di vendita, l’insegna ha avviato un’iniziativa rivolta ai bambini tra i 4 e i 10 anni

All’interno del Conad Superstore di Vasto è stato inaugurato il corner Vastese Store, dedicato alla Vastese Calcio dove si può trovare in assortimento il merchandising ufficiale della squadra.

“L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra la società e il punto di vendita – spiega la direttrice del Conad di Vasto, Anna Boleto- Non si tratta di una mera operazione commerciale, ma di un modo per rafforzare il legame tra la squadra ed i propri tifosi, oltre che per attirare nuovi sostenitori. Sono stati gli stessi tifosi, soprattutto i più giovani, infatti, a chiedere a gran voce di poter acquistare le maglie della squadra e gli altri prodotti in maniera semplice e diretta attraverso un negozio dedicato”.

La promozione. Per dare risalto al corner, l’insegna ha avviato un’iniziativa rivolta ai bambini tra i 4 e i 10 anni: i primi 25 che acquisteranno la maglia ufficiale della Vastese, potranno scendere in campo ad accompagnare le squadre sul terreno dell’Aragona in occasione della prossima partita casalinga, prevista per il 2 ottobre prossimo. Basterà rivolgersi al box informazioni del superstore e lasciare i propri dati.

 

In vendita nei punti Crai il latte a marchio Piemunto

piemuntoCodè Crai Ovest, la cooperativa della distribuzione che raggruppa 220 imprenditori con oltre 300 supermercati e negozi alimentari, ha aderito a “Piemunto” la campagna informativa voluta dalla Regione per la promozione del latte piemontese di qualità. Si tratta di “un'adesione strategica perché gli oltre 100 prodotti lattiere caseari locali impreziosiscono l'assortimento dei supermercati Crai – ha spiegato Andrea Colombo, direttore generale di Codè Crai Ovest. Il latte di qualità piemontese è per il 30% prodotto dalle cooperative agroalimentari e la “sua valorizzazione rafforzerà il legame dei consumatori ai prodotti tipici del territorio, fattore essenziale per lo sviluppo e la crescita dell'economia locale”.

“È un passo avanti importante e da una forte mano a un settore che ha necessità di valorizzare la qualità per superare la crisi – ha sottolineato Giorgio Ferrero, dall'assessore regionale all'Agricoltura, che ha accolto positivamente la scelta di Codè. La campagna operativa da maggio con Carrefour ha portato “nel giro di poche settimane nei suoi punti vendita a un incremento delle vendite degli stessi prodotti del 60%. Segno che i consumatori chiedono trasparenza e premiano la qualità. Auspichiamo che tutto questo si traduca presto anche in una migliore condizione per gli allevatori piemontesi”.

Il marchio Piemunto ha come scopo quello di promuovere, divulgare e valorizzare prodotti realizzati con latte proveniente da allevamenti solo ed esclusivamente locali, cioè ubicati secondo il codice ASL all’interno dei confini del Piemonte. Il marchio non verrà stampato sui singoli prodotti, ma può essere usato dalle catene della grande distribuzione per contraddistinguere appositi angoli nei supermercati dedicati a latte e formaggi con queste caratteristiche, per volantini promozionali o per promuovere singoli prodotti.

Nell’eCommerce il packaging vale come shopping experience

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Immagine, design, informazioni e contenuti di servizio. Rischi e opportunità del'imballo che impatta anche emotivamente sul consumatore. (da Gdoweek n. 14)

L’eCommerce costituisce una modalità d’acquisto che crea molta attesa nel cliente, il quale sceglie un prodotto, con pochi click lo paga, ma non lo ha in mano subito come avviene con lo shopping tradizionale. Il momento della consegna è fortemente connotato e rappresenta per retailer e brand un’occasione che non si può sprecare. Secondo Laura Barreiro di Asia Pulp & Paper Europe, le tendenze emergenti riguardano la visibilità del marchio, l’esperienza utente e la sostenibilità. E non sono da trascurarsi, perché possono determinare il successo di un’impresa. “La vera esperienza dell’utente al momento dell’apertura diventa doppiamente importante con un acquisto dove, l’apertura della confezione corrisponde al primo momento di contatto con il prodotto e coinvolge i 5 sensi”. Il primo è sicuramente la vista, quindi una scatola che reca ben in vista i colori del brand, il nome, il claim sicuramente attira l’attenzione e fa anche da utile veicolo di marketing, perché il pacco viaggia in città, per esempio, oppure quando la sede di consegna è, come spesso accade, l’ufficio dove il cliente lavora. Zalando riconosce e cerca di sfruttare il momento di reazione emotiva al momento della consegna del prodotto. “Dopo l’ultimo cambiamento avvenuto circa 3 anni fa -spiega il responsabile della comunicazione corporate per il retailer berlinese Matteo Bovio-, il design è sostanzialmente fisso anche se ci sono delle variazioni nei dettagli e sempre qualche elemento di novità legato magari alla campagna in corso o a elementi di tipo informativo”. Logo arancione sul lato, scritta nera ben in evidenza, forte riconoscibilità ma anche aggiornamento continuo. Inoltre, suggerisce ancora Barreiro, è possibile scegliere di coordinare l’immagine dell’imballo primario, quindi del packaging originario del prodotto, con l’imballo secondario, ovvero quello della spedizione.

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Conforama e Groupe Casino creano una centrale di acquisti

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Il centro, chiamato Mano, attende la convalida dell'Autorità Garante della Concorrenza

Conforama e Groupe Casino, quest’ultimo già membro della EMD centrale europea, creano una centrale di acquisti comune per negoziare al meglio con i principali fornitori di elettrodomestici e prodotti elettrici. Il centro, chiamato Mano, attende la convalida dell'Autorità Garante della Concorrenza. Nel caso di parere positivo i due gruppi continueranno autonomamente la loro attività.

 

PÀN PER ME, apre a Milano la Gluten Free Bakery

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L’idea è di Patrizia de Haag che, con il marito Giuseppe Agostoni, ha sviluppato il progetto imprenditoriale

PÀN PER ME è la nuova bakery che propone prodotti di panetteria, pasticceria e pasta fresca senza glutine inaugurata in viale Montenero 57 a Milano.

All’interno dello store piante, lavabi in pietra e un’altalena riportano ai giardini delle vecchie dimore di campagna. È stato concepito come un luogo accogliente e raffinato che dia la sensazione di essere “a casa”. L’idea è di Patrizia de Haag che, con il marito Giuseppe Agostoni, ha sviluppato il progetto imprenditoriale. Il team di PÀN PER ME si completa infine delle pasticciere Lucia Lisbona e Silvia Rognoni. L’imprenditrice spiega: “PÀN PER ME nasce dalla mia esperienza di persona intollerante al glutine, alla ricerca di prodotti buoni e gustosi. Consapevole di questa necessità, abbiamo voluto soddisfare esigenze e gusti diversi con un’offerta di prodotti di eccellenza. Per realizzare questo progetto, abbiamo ideato la nostra produzione, la selezione e la formazione dei nostri panettieri e pasticceri dal Maestro Pasticcere Francesco Favorito, specializzato in prodotti senza glutine, nonché docente e autore di innumerevoli libri sulle intolleranze alimentari”.

L'offerta. Saranno utilizzate varie farine: teff, riso integrale, miglio, grano saraceno oltre a  farine leguminose ceci e lenticchie. A pranzo l’offerta si comporrà di pizze, focacce, tramezzini, panini, oltre ad un assortimento di piatti preparati al momento come insalate, primi e secondi selezionati. Sempre disponibili invece pasticcini, torte, biscotti, pane e pasta fresca da portare via o gustare comodamente seduti ad uno dei nostri tavolini in qualsiasi momento della giornata”.

 

 

La voglia di Fare Casa parte dall’edutainment

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Sulla base di uno studio Leroy Merlin ha definito nuovi servizi, semplificati, digitali e in-store per insegnare a diventare bricoleur. (da Gdoweek n. 14)

Nel percorso del fai da te il cliente italiano è ancora ben lontano dagli standard tipici dei Paesi nord europei: idealmente affascinato dal DIY, ma ancora poco preparato per affrontarne le difficoltà, ha bisogno di essere accompagnato e sostenuto nel diventare decisore e autore del proprio progetto di casa. Questi, in estrema sintesi, i risultati di un complesso lavoro di analisi commissionato da Leroy Merlin a Focus Management, con Riccardo Rossi come capoprogetto. Lo studio ha rappresentato la base di conoscenze sui bisogni e le percezioni del cliente per mirare la nuova strategia di valorizzazione dei servizi. Il retail punta a diventare sempre più luogo di apprendimento e di scambio di esperienze. Gdoweek ha intervistato Tommaso Moroni, marketing consumer services and relationship director di Leroy Merlin Italia, che ci ha spiegato il percorso intrapreso.

In un’economia sempre più disintermediata come sta cambiando il ruolo del punto di vendita?
Oggi i trend di sviluppo del retail evidenziano che il motivo di visita degli spazi fisici da parte dei consumatori è legato all’esperienza omnicomprensiva che il cliente fa in logica cross, digitale e nel punto di vendita con un brand chiaro in mente. I distributori solo di prodotti fisici domani non avranno motivo di visita.

Cosa manca agli italiani per essere dei bravi bricoleur?
Dal nostro Osservatorio sulla Casa emerge che in Italia l’80% degli abitanti è proprietario della propria abitazione, questo implica un importante coinvolgimento verso la propria casa.Un italiano su quattro dichiara di essere totalmente coinvolto nelle attività di manutenzione, ristrutturazione della propria casa, soprattutto se si vive nelle Isole. Molti hanno aiutato familiari e amici in queste attività. Ma solo un italiano su cinque dichiara di poter realizzare personalmente almeno una parte dei lavori di abbellimento, manutenzione e ristrutturazione della propria abitazione. C’è però una tendenza in atto nel rendersi autonomi.

Come sta rispondendo Leroy Merlin a questa esigenza del cliente?
Oggi più che mai la nostra missione è chiara e si esprime anche nel nuovo payoff lanciato ad aprile: ‘Voglia di fare casa’. Non più ‘In caso di casa’ che disegnava bene l’ambizione di ieri della nostra marca di comunicare la ricchezza dei nostri prodotti in vendita. È per questo che Leroy Merlin pone molta attenzione alla formazione: video tutorial (che lo studio ha individuato come particolarmente interessanti per il profilo dei Creativi Appassionati, il cluster più digital), schede fai da te, ma anche i servizi brico deleganti che lasciano a Leroy Merlin la fase realizzativa (per esempio la posa e l’installazione, la consegna etc.), ma autonomia ai clienti nella fase progettuale. Oggi stiamo rivedendo il pacchetto di servizi da offrire a chi vuole sviluppare con noi un progetto di ristrutturazione del bagno e siamo in una fase di studio e test sul negozio di Palermo Mondello proprio per testare l’opportunità di far evolvere il nostro servizio di taglio legno con opportunità di laser cut. La vocazione a creare legami attraverso i servizi esce, inoltre, dal punto di vendita per entrare nelle scuole con il progetto Farò e con iniziative di innovazione sociale come I cantieri fai da noi. Tutte operazioni che puntano sulle nostre quattro parole d’ordine: abitare, fare, innovare e semplificare, sottolineate, alla presentazione del Bilancio Sociale lo scorso maggio da parte del nostro direttore generale Olivier Jonvel.

Massimo Dutti conquista Roma con un big store

massimo dutti
E' la boutique più grande d'Europa del brand in portafoglio al gruppo Inditex. Oltre per le dimensioni, spicca per la presenza di tutte le linee uomo, donna e bambino (da Gdoweek n. 14)

Il nuovo store di Massimo Dutti, gruppo Inditex, aperto a fine maggio in Galleria Alberto Sordi, è una luxury boutique di quasi 1.000 mq che si sviluppa su tre piani e mostra un affaccio suggestivo su Largo Chigi angolo Via del Corso. Aperto a poca distanza dal precedente flagship, è l’unico negozio in Italia in cui è possibile trovare tutte le linee di produzione del brand: uomo, donna, boys & girls a cui si aggiunge l’esclusivo servizio di personal tailoring per la realizzazione di capi su misura.
Un’apertura importante per l’azienda spagnola che presenta in questo spazio il nuovo concept, un’evoluzione dello stile elegante e contemporaneo del brand. Uno scenario ideale per valorizzare collezioni che puntano sulla qualità e sulla cura dei dettagli, elementi distintivi dei capi Massimo Dutti.Il design caldo e accogliente degli ambienti privilegia i colori chiari e nuove forme, caratterizzate da finiture di pregio e da una ricerca nella scelta dei materiali in cui predominano legno di noce, ottone, pelle e intarsi di marmo che richiamano stile e gusto italiani. Il marchio ha, infatti, un nome italiano pur nascendo in Spagna nel 1985, inizialmente come brand maschile ma, nello stesso anno, lancia la sua prima collezione donna. Oggi è presente in 65 paesi tra Europa, America e Asia e conta oltre 666 negozi proponendo un’ampia varietà di stili, dal più casual al più sofisticato e senza tempo.

L'intero articolo su Gdoweek n. 14

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