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Gdoweekly #179. Rapporto Coop. Il discount secondo Md. to.maket: la longevity instore

Coop: pl, filiera e fedeltà. Md: il discount e il suo futuro. to.market: la longevity instore. Gli italiani al ristorante. La gdo con x Factor

Ecco la nuova puntata di Gdoweekly, il #podcast di Gdoweek: ogni venerdì, 5 notizie sul mondo del #retail in 5 minuti!

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La videosorveglianza evolve: da sistema di sicurezza a piattaforma Ai

L’intelligenza artificiale consente ai sistemi video di interpretare eventi, ridurre i falsi allarmi e generare insight utili per la gestione dei negozi e la protezione degli asset

L’evoluzione dell’intelligenza artificiale, l’integrazione con piattaforme di gestione centralizzata, la crescente attenzione alla cybersecurity e la necessità di valorizzare i dati generati dalle attività quotidiane stanno ridefinendo il ruolo della videosorveglianza nel retail e nella grande distribuzione organizzata. Da strumenti destinati principalmente alla prevenzione dei furti, i sistemi video stanno diventando piattaforme intelligenti capaci di supportare sicurezza, efficienza operativa e processi decisionali. La protezione del patrimonio aziendale e delle persone resta il principale motore degli investimenti, ma gli obiettivi si sono ampliati. Le infrastrutture di videosorveglianza sono utilizzate per monitorare aree sensibili, gestire situazioni di emergenza e raccogliere dati sul comportamento dei clienti. I flussi video si trasformano così in una fonte di informazioni utile per ottimizzare l’organizzazione dei punti di vendita, migliorare l’esperienza d’acquisto e supportare le strategie commerciali.

Secondo Massimiliano Pellegrino, senior engineer Cctv di Vigi by TP-Link, il cambiamento è ormai evidente. “Oggi non si investe solo per proteggere il personale da aggressioni e situazioni di pericolo, per prevenire frodi alle casse o comportamenti anomali, ma anche per ottimizzare la customer experience e le performance commerciali”. Il monitoraggio degli accessi consente infatti di ottenere statistiche che supportano decisioni relative alla disposizione dei prodotti, alla gestione degli spazi e all’organizzazione del personale.
Una visione condivisa da Ambra Ferrari, marketing specialist per l’Italia e la Grecia di Synology. “La videosorveglianza sta evolvendo in una leva di supporto operativo che permette di migliorare l’efficienza del punto di vendita”. Attraverso il conteggio delle persone e l’analisi dei percorsi è possibile comprendere meglio il comportamento dei consumatori, ottimizzare gli spazi e gestire in modo più efficace le risorse nei momenti di maggiore affluenza.

Per Qnap uno degli elementi centrali è rappresentato dall’interoperabilità. Giuliano Mores, Italy field application engineer manager, evidenzia come il mercato richieda piattaforme aperte e capaci di integrare tecnologie differenti che “consentano di utilizzare telecamere di produttori diversi e tecnologie eterogenee, da quelle tradizionali a quelle termiche, unificando tutto all’interno di una piattaforma centralizzata”.
Alla base di questa trasformazione c’è l’intelligenza artificiale, che ha modificato radicalmente il concetto stesso di videosorveglianza. I sistemi non si limitano più a registrare immagini, ma analizzano eventi in tempo reale, individuano anomalie e generano informazioni immediatamente utilizzabili. “Le funzionalità di riconoscimento di persone e veicoli, il rilevamento di suoni o comportamenti anomali consentono di intervenire tempestivamente all’insorgere di situazioni critiche”, afferma Pellegrino. L’Ai contribuisce inoltre a ridurre i falsi allarmi, migliorando l’efficienza operativa. Anche Synology osserva una crescente diffusione degli strumenti di analisi avanzata. “Stiamo assistendo al passaggio da una gestione reattiva della sicurezza a una proattiva”, spiega Ferrari. Cresce infatti l’utilizzo di applicazioni dedicate all’analisi dei flussi clienti, al monitoraggio dei livelli di affollamento e al controllo dell’assortimento sugli scaffali.

Per Piergianni Marana, key account manager retail di Axis Communications, l’intelligenza artificiale sta ampliando ulteriormente il perimetro delle applicazioni. “La videosorveglianza si sta trasformando in una piattaforma intelligente a supporto di security, safety e ottimizzazione operativa”. Oggi è possibile rilevare automaticamente persone a terra, ostacoli lungo le vie di fuga, dispositivi di protezione individuale mancanti o situazioni di rischio nei magazzini.

Sensormatic Solutions pone invece l’accento sulla convergenza tra video e dati operativi. Claudio Rodolfo Stucchi, sales director Italy, osserva che “nella gdo il valore si sta spostando dal video come semplice prova al video integrato con i dati di business”. La possibilità di correlare immagini, dati di cassa e informazioni provenienti da altri sistemi aziendali consente di identificare anomalie, generare alert in tempo reale e accelerare le attività di loss prevention. L’evoluzione delle capacità analitiche procede parallelamente alla crescente attenzione verso cybersecurity e governance dei dati. L’integrazione sempre più stretta tra videosorveglianza e infrastrutture It rende infatti telecamere, registratori e piattaforme Vms (video management system) potenziali bersagli di attacchi informatici. “La loro protezione è diventata fondamentale”, osserva Pellegrino. Le insegne della grande distribuzione organizzata richiedono soluzioni conformi agli standard internazionali, autenticazione avanzata e accessi cloud protetti.

Tutti i vendor concordano sul fatto che la sicurezza informatica sia ormai parte integrante dei progetti di videosorveglianza. Per Synology le telecamere rappresentano veri e propri endpoint It e, come tali, richiedono aggiornamenti continui, autenticazione multifattore e cifratura dei dati. Axis punta su un approccio security by design, mentre Sensormatic evidenzia il peso crescente di Gdpr, tracciabilità delle attività e controllo degli accessi nelle scelte progettuali. La crescente complessità delle infrastrutture retail rende, inoltre, indispensabile la centralizzazione della gestione. Catene con decine o centinaia di punti di vendita necessitano di strumenti in grado di monitorare e aggiornare da remoto migliaia di dispositivi distribuiti sul territorio. “La gestione centralizzata in cloud rappresenta uno dei principali fattori di riduzione dei costi operativi”, evidenzia Pellegrino. Anche Synology punta sulla scalabilità, mentre Qnap sottolinea il valore della centralizzazione dei metadati e della ricerca intelligente degli eventi per accelerare le indagini e migliorare i tempi di risposta.

Guardando al prossimo futuro, tutti gli operatori concordano sul fatto che l’intelligenza artificiale continuerà a rappresentare il principale motore dell’innovazione. Marana prevede una crescita significativa dell’Ai on edge, con telecamere capaci di elaborare quantità sempre maggiori di dati direttamente a bordo. Pellegrino evidenzia il ruolo crescente dell’alta risoluzione, della visione panoramica e delle tecnologie di compressione avanzata, mentre Mores punta sulla convergenza tra Ai, resilienza digitale e piattaforme aperte. Sul fronte dell’innovazione, il mercato converge verso architetture cloud-native, Ai distribuita e piattaforme aperte. Secondo Stucchi, “la vera chiave sarà la capacità di collegare il video ai Kpi aziendali e ai processi operativi”, confermando l’evoluzione della videosorveglianza da strumento di sicurezza a piattaforma di supporto al business.

DA REMOTO

Chausson Matériaux, azienda francese della distribuzione di materiali da costruzione con circa 350 punti di vendita, ha modernizzato la propria infrastruttura di sicurezza sostituendo sistemi di allarme locali frammentati, costosi e poco efficaci nel contrastare i furti. La nuova soluzione si basa su un’architettura di videosorveglianza centralizzata: in ogni negozio è stato installato un Nas Synology RS 18017xs+ che funge da server di registrazione locale, collegato a 6-8 telecamere Ip. Le immagini vengono archiviate in loco, mentre un flusso video a bassa risoluzione viene trasmesso in tempo reale alla sede centrale. Attraverso un server Cms (central management system), il team di sicurezza può monitorare l’intera rete da un’unica postazione, visualizzando gli store su una mappa interattiva e ricevendo notifiche immediate in caso di eventi sospetti. Gli operatori possono così intervenire tempestivamente, anche comunicando direttamente con il punto di vendita per scoraggiare eventuali intrusioni. Il progetto ha permesso di ridurre i tempi di intervento, migliorare il controllo centralizzato e ottimizzare significativamente i costi operativi.

VISIONE COMPLETA

Realtà come Adidas, Burger King, Carhartt, Jysk, Lululemon e Nike hanno scelto di affidarsi alla soluzione Saas Solink, partner di Sensormatic Solutions, per trasformare i dati raccolti quotidianamente nei punti di vendita in informazioni utili per ridurre le perdite, migliorare l’efficienza operativa e supportare una gestione più proattiva del business. Progettata per integrare immagini video e dati aziendali all’interno di un’unica piattaforma cloud, Solink può adattarsi a diversi formati distributivi, dalle grandi catene della gdo ai convenience store, dai negozi specializzati fino alle catene del fast food. Utilizzata anche su reti di grandi dimensioni, con oltre 20.000 sedi e più di 300.000 telecamere connesse a livello internazionale. Solink è inoltre una soluzione di videosorveglianza proattiva, in grado di inviare alert automatici al verificarsi di determinati eventi e di consentire l’accesso, in pochi secondi, ad analisi probatorie che normalmente richiederebbero giorni di lavoro. Collega direttamente i flussi video ai dati provenienti dai sistemi di cassa e da altre applicazioni aziendali, offrendo una visione completa delle operazioni di negozio. L’architettura cloud elimina la necessità di investimenti in infrastrutture locali, mentre strumenti di analisi avanzata consentono di identificare anomalie, automatizzare report e generare alert intelligenti. Tra gli impieghi più diffusi figurano la prevenzione delle frodi alle casse, l’analisi delle performance dei punti di vendita e l’accelerazione delle attività investigative.

Articolo tratto da Gdoweek n. 11-2026

 

Metro Italia sviluppa i localismi con Patrimonio, 100% italiano

Metro Patrimonio
La strategia di Metro Italia punta su Mdd, i freschi e ii localismi. In quest'ultima categoria si colloca il lancio del brand Patrimonio, 100% Made in Italy

Quando a fine 2025 il Ceo David Martinez Fontano aveva annunciato la strategia di Metro Italia, tra i pilastri dell'assortimento c'erano la Mdd, i freschi e ii localismi. In quest'ultima categoria si colloca il lancio del brand Patrimonio, le eccellenze enogastronomiche solo ed esclusivamente 100% Made in Italy.

Patrimonio Metro seleziona la tradizione 100% italiana

Metro Italia ha lanciato entro il proprio assortimento una collezione che racchiude solo prodotti della tradizione italiana, in cui tutta la filiera produttiva è garantita al 100% italiana.

In tutto si tratta per ora di circa 2.000 prodotti di 350 produttori, frutto di un lavoro di selezione su prodotti già presenti (alcuni) nell'assortimento di Metro, ma non sufficientemente valorizzati ed evidenziati.

I reparti di appartenenza sono trasversali: si va dai vini ai prodotti lattiero-caseari, poi salumi, panificati. Il tema centrale è la filiera locale, a rappresentare un'identità, e una storia, che il ristoratore si può giocare nella proposizione dei piatti che offre al ristorante.

La selezione si estende in 18 regioni italiane con una maggior numerica di prodotti per Sardegna, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige, Toscana e Veneto, oltre 500 Dop e Igp, ma non solo: il discrimine dell'italianità al 100% lascia fuori alcune produzione tipiche locali, anche se riconosciute di pregio e presenti instore.

Stile e obiettivi della selezione di Patrimonio

Il nome e lo storytelling associato al nuovo brand, che non è una mdd ma un marchio esclusivo, è quello del patrimonio artistico italiano classico. Colori caldi e materici, la "P" a rappresentare il brand costruita come una colonna classica, e l'automatico richiamo alla cucina italiana patrimonio Unesco.

Il brand Patrimonio serve a rendere questi prodotti riconoscibili nell'assortimento, anche attraverso un posizionamento di prezzo commisurato alla complessità e valore della filiera. L'esposizione instore riprende il tema dell'opera d'arte con materiali di comunicazione scenografici decorati da piedistalli, archi, nicchie.

Con questo lancio, Metro Italia punta a incrementare del 10% il fatturato di vendita dei prodotti locali, la cui richiesta, dicono sempre i dati Metro, è in crescita ed entra in 2 carrelli su 3.

Cestini di Mozzarella Gioiella: l’innovazione del formaggio fresco tra versatilità e servizio

Mano che posiziona un cestino di mozzarella Gioiella farcito con gamberi e scorza di agrumi su alzata in pietra, circondato da altre monoporzioni gourmet e logo Gioiella con grafica Novità finger food antipasti
Capurso Azienda Casearia lancia i Cestini di Mozzarella, una proposta a pasta filata studiata per trasformare il formaggio fresco in un contenitore edibile da farcire, disponibile nei formati da 13g e 100g per i canali Gdo e horeca

L'innovazione nel comparto dei freschissimi passa attraverso la capacità di reinterpretare le categorie tradizionali offrendo nuove occasioni di consumo e soluzioni ad alto valore di servizio. In questo scenario si inserisce la novità presentata da Capurso Azienda Casearia: i Cestini di Mozzarella, un prodotto a pasta filata che ripensa la classica forma del formaggio fresco per trasformarlo in un elemento funzionale e versatile.

Cestini di Mozzarella Gioiella: il concept tra creatività e servizio

L’idea alla base del concept è quella di superare la percezione della mozzarella come semplice ingrediente da taglio o da piatto, proponendola come un vero e proprio contenitore edibile da farcire.

Questa caratteristica risponde direttamente all’evoluzione dei trend di consumo, sempre più orientati verso la personalizzazione, la praticità di preparazione e il finger food di qualità.

Dal punto di vista dell'offerta, la referenza dimostra una notevole versatilità. Per il consumatore finale rappresenta una base pronta per l'aperitivo domestico o per piatti freschi e veloci, facilmente abbinabile a verdure, salse e ingredienti gourmet.

Allo stesso tempo, il prodotto si rivolge con efficacia al mondo della ristorazione e del canale horeca, dove i professionisti possono sfruttarne la tenuta e l'estetica per ricette ricercate e impiattamenti d'effetto.

I formati e il presidio dei canali Gdo e horeca

La gamma prevede due formati specifici per intercettare esigenze differenti: la confezione con 10 pezzi da 13 grammi, pensata primariamente per il consumo monodose, il finger food e il catering, e la vaschetta con 3 pezzi da 100 grammi, ideale per portate principali e porzioni più consistenti.

Entrambe le soluzioni garantiscono una shelf life di 18 giorni, un parametro in linea con le esigenze logistiche e di rotazione a scaffale della distribuzione moderna.

Già distribuiti nel canale Horeca, i Cestini di Mozzarella sono pronti a presidiare il banco frigo della Gdo, dove la definizione del lancio commerciale punta ad arricchire il lineare dei formaggi freschi con una proposta distintiva e orientata al servizio.

Scheda prodotto

Nome prodotto: Cestini di Mozzarella
Azienda produttrice: Capurso Azienda Casearia srl
Linea di prodotto: Mozzarella
Categoria di appartenenza: Formaggio fresco a pasta filata
Mese di lancio: ancora in fase di definizione il lancio nella GDO. Nell’horeca sono già distribuiti
Referenze: Vaschetta da 13gx10, vaschetta da 100gx3
Formato: 13g, 100g
Shelf life: 18 giorni

Scopri di più sui prodotti Capurso

Sviluppo rete Non food dall’11 al 18 settembre 2026

Prénatal inaugura a Reggio Emilia un punto di vendita di 900 mq. Primark, invece, tocca quota 24 store con l'apertura di Parma su 3.480 mq

PRÉNATAL
via Fratelli Cervi 63
Reggio Emilia
900 mq
Prénatal

Data di apertura
10 settembre 2026
Format e location
In linea con la classica formula dell’insegna.
Offerta
Ampia offerta e soluzioni per la prima infanzia: sistemi modulari, seggiolini auto, passeggini, arredi per la cameretta e articoli per la casa.
Servizi
Orario: lun-ven 9-13 e 15-19.30; sabato 9-19.30; domenica 10-13 e 15-19.30. Tra i servizi la nursery e liste nascita.
Addetti e casse
Non disponibile.

PRIMARK
Via Samuel Morse 14A
Parma
3.480 mq
Primark

Data di apertura
9 settembre 2026
Format e location
Lo store si trova al centro commerciale Parma Promenade.
Offerta
Replica la tradizionale offerta dell’insegna.
Servizi
Orario: lun-dom 10-23. Disponibili 19 camerini, di cui 1 accessibile alle persone con disabilità e 1 per famiglie.
Addetti e casse
Impiegate 120 persone. Lo store è dotato di 11 casse self-service, insieme a 7 casse tradizionali.

 

Coop accelera sulla mdd e lavora sulla fedeltà

Domenico Brisigotti, Presidente di Coop Italia 2026 (NPK) ANSA/MATTEO BAZZI
Domenico Brisigotti, presidente di Coop Italia, racconta le strategie di Coop di fronte a consumi deboli. Focu ancora di più sulla private label per difendere convenienza e qualità. Allo studio un nuovo modello di relazione con industria e agricoltura.

Una domanda che resta debole e il rischio che nuove pressioni inflazionistiche inducano le famiglie non solo a ridurre gli acquisti, ma anche a spostarsi verso prodotti di minore qualità. È da questa lettura dei consumi durante la presentazione del Rapporto Coop 2026 che Domenico Brisigotti, presidente di Coop Italia parte per definire le prossime mosse, mettendo al centro marca del distributore, fedeltà ed efficienza della filiera.

“Il quadro che emerge dal Rapporto Coop è quello di un Paese in stallo, contrassegnato da una sempre più forte polarizzazione sociale, con una classe media in grande difficoltà”, afferma Domenico Brisigotti, presidente di Coop Italia-. Uno scenario che impone, per chi opera nella distribuzione, particolare attenzione a una domanda che continua ad essere debole in un mercato complicato”.

La preoccupazione riguarda soprattutto le conseguenze di un'eventuale nuova accelerazione dei prezzi. Una ripresa dell'inflazione, anche per effetto dell'energia, secondo Brisigotti «potrebbe innescare una spirale al ribasso negli acquisti sia quantitativa che qualitativa, nel senso che i consumatori rischierebbero di spostarsi su prodotti meno garantiti» e arrivare ad attenuare le caratteristiche dello stile alimentare italiano. In questo senso continueremo a fare i “compiti a casa”, attenti ai trend e ai nuovi bisogni dei consumatori, oltre che a mantenere in equilibrio l’organizzazione e i suoi costi”.

Più mdd per tenere insieme qualità e convenienza

La prima risposta di Coop sarà quindi un'ulteriore spinta sulla marca privata. «Continueremo il sostegno alla marca privata come strumento di protezione del potere di acquisto- spiega Brisigotti-. La mdd come una leva determinante per sostenere l'equilibrio tra qualità e profilo di prezzo dell'offerta. Qui gli spazi sono ancora ampi, non tanto nel grocery, ma soprattutto nei freschi”:

Un secondo cantiere riguarda la filiera. Per il nuovo anno Coop sta preparando “un nuovo modello di relazione con industria e mondo agricolo capace di rendere più efficiente l'intera relazione di filiera”. L'obiettivo è recuperare efficienza e generare valore da trasferire alla domanda.

Sul fronte dei costi Brisigotti avverte, però, che “la distribuzione non ha spazi per assorbire ulteriore inflazione da costi». Da qui l'attenzione anche agli interventi normativi: Coop auspica che Sugar e Plastic Tax, attualmente rinviate a gennaio 2027, non determinino nuovi aggravi e chiede un recepimento condiviso della normativa europea sugli imballaggi che non aumenti ulteriormente i costi della gdo”. Auspicio che ha sottolineato anche il presidente di Ancc-Coop Ernesto Dalle Rive qui

Ripensare la fedeltà

A queste strategie si affianca il lavoro sulla fedeltà, con l'obiettivo di rafforzare la relazione con soci e clienti e rendere più rilevante la proposta Coop in questa fase di infedeltà nella quale le famiglie selezionano con maggiore attenzione prodotti e insegne. “Il concetto di fedeltà è cambiato e bisogna adeguarsi a questa nuova situazione: per questo stiamo lavorando a nuovi concetti che saranno lanciati il prossimo anno”.

Back to School e volantino, quali formati? L’analisi QBerg

Back to School QBerg
Il Back to School è un tema stagionale imprescindibile nei volantini in molti canali. L'analisi di QBerg che ne ha analizzato il diverso coinvolgimento

Il Back to School è un tema stagionale imprescindibile nei volantini di molti formati distributivi. Ecco l'analisi di QBerg che ne ha analizzato il diverso coinvolgimento, per la gdo, già a partire dalla 28esima settimana dell'anno, i primi di luglio.

I canali distributivi nel Back to school, l'analisi QBerg

I canali più attivi e prematuri nell'affrontare il Back to school a volantino sono supermercati e ipermercati: si parte il 6 luglio, circa due mesi prima del rientro in classe.

Si tratta di canali che per le famiglie vedono una frequentazione almeno settimanale, se non più elevata, e una costante presenza di articoli di cartoleria. Un'offerta basica per il supermercato, molto profonda e aggiornata sui trend per gli ipermercati. I dati dimostrano quanto sia centrale la leva del Back to School nella distribuzione moderna alimentare, più che negli altri formati distributivi.

Back to School QBergSupermercato - È il canale nel cui volantino si fa più leva sul Back to school. Inizia presto, e con molte campagne, fino a 47 nella settimana 36, quella che comincia il 31 agosto, in un crescendo continuo.

Ipermercato - Secondo canale per rilievo, arriva a 24 campagne nella settimana del 24 agosto. Un presidio costante, a volume elevato, senza picchi.

Superette - Le iniziative partono dopo, con la settimana del 27 luglio, e arrivano a 14 campagne nella settimana tra agosto e settembre.

Dopo la gdo, gli altri canali che propongono la cartoleria entrano in gioco solo nelle fasi finali:

Gruppi d'acquisto e catene - In questo gruppo ci sono anche negozi come quelli di elettronica di consumo, perché propongono strumenti informatici ormai indispensabili anche a scuola.

Baby Specialist - Cominciano nella settimana che parte il 17 agosto.

Cash&carry - Entrano nella settimana del 24 agosto, con una numerica di campagne molto più contenuta, probabilmente determinata dalla tipologia b2b di questo canale.

 

Starbucks conferma il valore strategico del travel retail

Il nuovo Starbucks alla stazione di Venezia Santa Lucia non prevede posti a sedere: per un consumo rapido basato sull'asporto

Starbucks in partnership con Percassi, licenziatario esclusivo del marchio di Seattle in Italia, rafforza la propria presenza nel capoluogo veneto con l'apertura di un nuovo store (52 mq, progettato per un servizio rapido e takeaway, non prevede posti a sedere) all'interno della galleria commerciale della stazione ferroviaria di Venezia Santa Lucia, in collaborazione con Grandi Stazioni Retail. È il secondo punto di vendita in città, dopo quello inaugurato nel 2024 a Rialto, e il 53° in Italia.

Situato in una delle principali porte di accesso alla città lagunare, il nuovo store è pensato per rispondere alle esigenze di pendolari, viaggiatori e turisti che ogni giorno transitano per la stazione. L'apertura conferma la volontà del brand di presidiare il canale travel, intercettando un pubblico ampio e diversificato in uno dei nodi ferroviari più strategici d'Italia. Tra gli elementi distintivi del punto di vendita alcuni quadri dedicati al mondo del caffè, esposti nelle vetrine e pensati per raccontare la cultura della materia prima che da sempre caratterizza Starbucks.

"Venezia è una città dal forte richiamo internazionale e siamo particolarmente orgogliosi di rafforzare la nostra presenza in questo luogo unico al mondo -commenta Vincenzo Catrambone, general manager Starbucks Italia-. La stazione di Santa Lucia rappresenta uno degli accessi principali alla città e un punto di passaggio per milioni di persone ogni anno. Questa apertura ci consente di essere ancora più vicini ai clienti e di portare l’esperienza Starbucks in un contesto centrale per la vita e la mobilità della città. Insieme a Percassi, continuiamo a investire in location strategiche con l'obiettivo di rendere la cultura del caffè Starbucks sempre più accessibile".

“L'apertura di questo settimo store all'interno del nostro network conferma la straordinaria validità commerciale delle grandi stazioni –aggiunge Alessio Streccioni, Chief commercial officer di Grandi Stazioni Retail-. Scegliere Venezia per questa ulteriore tappa dimostra l'efficacia di un modello strategico che trasforma i nodi di viaggio in vetrine d'eccellenza, capaci di intercettare ogni giorno milioni di cittadini, pendolari e turisti”.

Pl, promo, premi e tv: Multicedi e Arena festeggiano i 20 anni di Decò

Multicedi e Arena, entrambe parte di VéGé, raccontano i 20 anni dell'insegna Decò con una serie di iniziative dedicate e guardano al futuro ripartendo dallo sviluppo della mdd

Multicedi e Arena celebrano i 20 anni dell’insegna Decò, che opera nel Centro e Sud Italia, con più di 400 punti di vendita in 7 regioni d’Italia: Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Molise, Puglia, Sicilia. Per l’occasione è previsto un piano articolato intorno a 4 elementi: un concorso, ⁠sconti sulle pl, ⁠prodotti dedicati e una ⁠campagna multimediale.

da sn, Gabriele Nicotra, direttore generale di Decò Italia, Harald Antley, amministratore delegato di Multicedi, e Giovanni Arena, amministratore delegato dell’omonimo gruppo e presidente di Decò Italia e VéGé
da sn, Gabriele Nicotra, direttore generale di Decò Italia, Harald Antley, amministratore delegato di Multicedi, e Giovanni Arena, amministratore delegato dell’omonimo gruppo e presidente di Decò Italia e VéGé

Multicedi e Arena festeggiano la partnership

Un passaggio decisivo per l’insegna arriva nel 2014 con l’accordo tra Multicedi e Arena, che oggi sono proprietari paritetici del brand. “Vent’anni -riferisce Giovanni Arena, amministratore delegato dell’omonimo gruppo e presidente di Decò Italia e VéGé- rappresentano un traguardo importante, ma per noi sono soprattutto un punto da cui ripartire. La partnership costruita con Multicedi ha dimostrato negli anni il valore di una visione imprenditoriale condivisa, capace di mettere a sistema competenze, territori e modelli organizzativi differenti attorno a un progetto comune. Decò è cresciuta mantenendo al centro il cliente e costruendo con le famiglie un rapporto fondato su fiducia, convenienza e qualità”.

Rendere Decò un’insegna ancora più riconoscibile

“L’obiettivo -comunica Gabriele Nicotra, direttore generale di Decò Italia- è trasformare la forza di questo anniversario in nuova energia per l’insegna, continuando a renderla sempre più riconoscibile, competitiva e vicina ai nostri clienti”.

Nella convention di Multicedi dedicata ai 20 anni di Decò, tenutasi a fine giugno 2026, Giovanni Lupo, direttore marketing di Multicedi, aveva raccontato il percorso dell’insegna, partendo da un elemento identitario quale i prodotti. Pelati, olio e pasta sono stati, infatti, i primi tre prodotti a marchio lanciati da Decò e sono stati scelti come ambassador del ventennale. Una scelta non casuale, perché consente di rileggere la storia dell’insegna attraverso la marca del distributore, non solo leva di convenienza, ma strumento per costruire fiducia, appartenenza e relazione con il cliente.

Le iniziative per i 20 anni di Decò

E a proposito di pl, quella a marchio Decò sarà protagonista dall’11 settembre al 10 ottobre, con uno sconto del 10% su tutti i prodotti, che si aggiunge alla naturale convenienza della pl. Proprio sul prodotto a marchio si focalizza il neo Ad: “Questo anniversario -dichiara Harald Antley, amministratore delegato di Multicedi- non è solo un traguardo, ma la base industriale e commerciale su cui continueremo a investire, puntando con decisione sull’innovazione dei format e sullo sviluppo della marca del distributore per affrontare le sfide del futuro”.

Dall’11 settembre al 27 dicembre spazio poi ai prodotti anniversario, un’iniziativa che coinvolgerà alcuni dei marchi dell’industria, con oltre 40 items in promozione a volantino.

Non è tutto. Un valore di oltre 1,2 milioni di euro e più di 50.000 premi sono in palio nel SuperConcorso (questo il suo nome) 20 anni Decò, in programma dal 14 settembre al 1° novembre. Per i clienti, la possibilità di vincere auto, scooter, tv, biciclette, gift card e voucher viaggio. Per partecipare i clienti, attraverso la presentazione in cassa dell’app Decò di Multicedi o Arena, riceveranno un gettone per partecipare alla gara.

Infine, a sostenere le iniziative per il ventennale è previsto un piano media con affissioni, spot radio, attività sui canali social e una campagna tv sui canali Mediaset.

Mango Man arriva a Milano Porta Nuova

Nuovo punto di vendita Mango Man a Milano, realizzato a Porta Nuova su un'area di 250 mq, in linea con il format New Med dell'insegna e un'offerta esclusivamente dedicata alle collezioni uomo con abbigliamento, calzature e accessori

In uno dei quartieri più dinamici Milano, Mango replica il suo format dedicato al mondo maschile. Mango Man, già raccontato nell'articolo a questo link, consolida così la sua presenza nel capoluogo lombardo. Il marchio conta oggi oltre 20 negozi Mango Man nel Paese, di cui 5 stand-alone a Bologna, Milano Corso Buenos Aires, Agrigento, Roma Termini e Porta Nuova.

Lo store

  • Si estende su una superficie di circa 250 mq
  • Sono stati creati 10 posti di lavoro.

In questo store, l'insegna replica il concept New Med di ispirazione mediterranea che ha già caratterizzato gli altri punti di vendita della rete. L'interior design unisce materiali naturali, tonalità calde ed elementi sostenibili per creare uno spazio di shopping luminoso e accogliente, ispirato al patrimonio e alla cultura del brand. Le esposizioni sono minimaliste e le ampie vetrate concedono un'ampia visibilità dell'intero negozio anche dall'esterno. L'offerta si concentra sulle collezioni di abbigliamento, calzature e accessori uomo, disegnati nell'atelier di Barcellona da un team di oltre 500 esperti. Il negozio ospiterà inoltre l'ultima capsule denim di Mango Man, Superior Denim.

"L’apertura del nuovo negozio a Porta Nuova rappresenta un passo in avanti per Mango Man e si colloca nel più ampio percorso di crescita del brand compiuto negli ultimi anni per ampliare l'appeal della categoria in Italia -evidenzia Felice Carbone, international retail director South Europe di Mango-. Mango Man riveste un ruolo sempre più centrale nella nostra strategia di crescita ed è per noi una priorità continuare a investire nel suo sviluppo. Porta Nuova è la casa ideale per la nostra collezione uomo a Milano, in un formato di negozio che rappresenta pienamente l'anima mediterranea del nostro brand."

Ristoranti: chi guida davvero la scelta?

Come scelgono gli italiani un ristorante tra recensioni, social, passaparola e intelligenza artificiale. TheFork e YouGov fotografano i nuovi percorsi che guidano la scelta del locale

Il consumo fuori casa gode di buona salute e questo è un dato ormai noto. Ma quali sono gli strumenti o i canali che aiutano i consumatori a scegliere i luoghi da frequentare? Il panorama della ristorazione è sfaccettato e caratterizzato da un’offerta gastronomica sempre più ampia. Numerose sono le informazioni disponibili online e la rete è oggi una vetrina fondamentale per orientarsi. Piattaforme come Google Maps, TripAdvisor o TheFork sono le prime tappe. Non conta solo il punteggio dato dagli utenti, ma anche la freschezza delle recensioni e come il proprietario risponde alle critiche.
Secondo il Rapporto 2026 sulla Ristorazione di Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi): “per le nuove generazioni, il ristorante comincia molto prima dell’arrivo al tavolo. Si parte dallo smartphone, dove si consulta il profilo Instagram del locale, si leggono le recensioni su Google o Tripadvisor, si esplora il menù tramite un QrCode e si prenota con un’app. Il pagamento spesso avviene in modalità contactless, magari tramite wallet digitale. La rapidità e l’accessibilità dell’esperienza sono fondamentali. Ma ciò che più conta è che tutto sia instagrammabile”.
Su questo argomento TheFork, piattaforma specializzata nella prenotazione dei ristoranti, ha sviluppato un’analisi approfondita che combina sia informazioni proprietarie della piattaforma stessa riferite al 2025 sia un’indagine condotta in collaborazione con YouGov su oltre 1.000 italiani, tra dicembre 2025 e marzo 2026.

Oltre un terzo dei cittadini italiani sopra i 24 anni (34%) vede nella molteplicità di locali una risorsa preziosa, sinonimo di autonomia decisionale. Per il 21% del campione, tuttavia, sebbene l’abbondanza di proposte sia un vantaggio, questa richiede un dispendio temporale non trascurabile per analizzare ogni singola opportunità. Una quota minore, pari al 14%, ammette invece di provare un senso di smarrimento di fronte a un’offerta eccessivamente vasta. In questo scenario si inserisce l’innovazione digitale che consente di facilitare la scelta e di fornire quante più informazioni possibili. Certamente ci si fida molto delle opinioni altrui e in questo senso le recensioni costituiscono uno strumento importante per orientarsi nella scelta di un ristorante. Questa tendenza è confermata dal 43% degli italiani over 25. Un ulteriore 33% degli utenti attribuisce invece grande importanza alla verifica autonoma di contenuti visuali, listini prezzi e mood del locale reperibili sul web. L’ampio archivio di dati fornito da TheFork certifica la solidità di questo fenomeno: nel corso del 2025, la piattaforma ha registrato 3 milioni di nuove testimonianze a livello globale, di cui 1,2 milioni solo nel nostro Paese, segnale di una community estremamente attiva.
Questo “passaparola 2.0” poggia su una solida base di credibilità: circa la metà degli utenti che assegnano un voto decide di arricchirlo con un testo scritto, alimentando un database fondato sulla trasparenza. Dall’altra parte, chi consulta queste informazioni dimostra un approccio scrupoloso: in media, si passano oltre 13 minuti analizzando i pareri sull’app. Inoltre, secondo un’indagine di fine 2025, il 43% delle persone esamina tra i 4 e i 7 giudizi differenti, a riprova di come il percorso d’acquisto sia oggi meticoloso e basato sull’analisi dei dati disponibili. Se le soluzioni digitali aiutano, il fattore umano non perde quota. Questo vuol dire che ci si fida del passaparola di parenti e amici. Lo conferma il sondaggio di TheFork e YouGov di dicembre 2025 secondo cui 8 italiani su 10 over 25 considerano determinante il parere di amici e familiari nella scelta di un ristorante. Accanto a recensioni e algoritmi, torna centrale il valore del consiglio diretto: passaparola, raccomandazioni e suggerimenti della propria rete diventano strumenti preziosi per orientarsi.

Non si può certo trascurare infine l’intelligenza artificiale. In questo ambito, The Fork ha lanciato la funzionalità Chiedi a TheFork che in poco più di sei mesi ha supportato ricerche crescenti, con picchi raggiunti proprio in Italia, confermando un’adozione particolarmente significativa nel nostro Paese. I dati evidenziano un’elevata precisione nei sistemi di ricerca: il 76% degli utenti trova subito ciò che desidera, passando dai risultati direttamente alla scheda del locale. Sebbene la maggior parte delle persone preferisca ancora scrivere le proprie query (71%), si sta facendo strada un approccio più spontaneo grazie all’uso dei comandi vocali e dei suggerimenti automatici, che insieme coprono quasi il 30% delle ricerche. Questi ultimi, in particolare, sono molto apprezzati: un utente su cinque ritiene che i consigli personalizzati siano fondamentali per eliminare lo stress della scelta. Infine, l’80% di chi utilizza i riassunti automatici delle recensioni ne dà un giudizio positivo, confermando che queste sintesi tecnologiche sono ormai alleate indispensabili per decidere in modo rapido e senza complicazioni. In definitiva, la scelta del ristorante nasce oggi dall’incontro tra strumenti digitali e relazioni personali. Algoritmi, recensioni e intelligenza artificiale semplificano il processo, ma la fiducia resta l’ingrediente decisivo che guida le preferenze dei consumatori.

Articolo tratto da Gdoweek n. 11-2026

Sviluppo rete in Area 4 dal 4 all’11 settembre 2026

Md debutta a Santo Stefano di Rogliano (Cs) con un discount di 750 mq, il 35esimo in Calabria, articolato su 5 corsie con macelleria e gastronomia servite e take away, laboratori a vista, pane in doratura e pane confezionato

MD
SP 245 km 18
Santo Stefano di Rogliano (Cs)
750 mq
Md

Data di apertura
9 settembre 2026
Format e location
L’area food occupa 690 metri quadrati, mentre 30 metri quadrati sono dedicati al non food. Il discount, a pianta rettangolare, è organizzato su 5 corsie, con macelleria e gastronomia servite e take away, laboratori a vista, pane in doratura e pane confezionato da fornitori locali.
Offerta
Replica la tradizionale offerta dell’insegna.
Servizi
Orario: lun-sab 8-20; domenica 8-13 e 16-20. Il parcheggio scoperto conta 50 posti auto, oltre a 4 posti rosa e 4 posti riservati alle persone con disabilità.
Addetti e casse
Sono stati assunti 15 addetti. Dispone di 4 casse.

McDonald’s e Giallo Zafferano raccontano l’Italia attraverso il food

Ottava edizione di McChicken Dolce Vita Edition, progetto firmato da McDonald's e GialloZafferano, che festeggia il traguardo degli oltre 64 milioni di panini venduti
Ottava edizione di McChicken Dolce Vita Edition, progetto firmato da McDonald's con la collaborazione GialloZafferano, che festeggiano la collaborazione con oltre 64 milioni di panini venduti.
Due le nuove ricette: Il Romano, che unisce il 100% petto di pollo italiano a bacon croccante, salsa al pecorino romano dop e pepe; e Il Mediterraneo che abbina pollo croccante a bacon, lattuga, salsa al pesto rosso di pomodori secchi italiani e Grana Padano dop. A completare l’offerta tornano anche i panzerotti con pomodoro e mozzarella e arriva la nuova maionese al cacio e pepe da accompagnare ai Chicken McNuggets.
Il progetto McChicken Creation Dolce Vita Edition è abbinato a un'iniziativa realizzata insieme a Stellantis. Dal 24 agosto al 22 settembre, acquistando un prodotto della gamma McChicken Creation con una spesa minima di 10 euro, sarà possibile partecipare al concorso instant win e provare a vincere una Fiat 500 Hybrid modello POP.
Grazie alla collaborazione con Fondazione Qualivita e i Consorzi di Tutela, sono oggi 24 gli ingredienti dop e Igp nei menu McDonald's: un impegno che dal 2008 valorizza le specialità agroalimentari italiane, sostenendo il lavoro delle filiere e promuovendo la cultura delle produzioni certificate.
Da sin. Cesare Baldrighi (Presidente di Origin Italia), Riccardo Pastore (direttore generale Consorzio Tutela del Pecorino Romano), Mirella Parmeggiani (responsabile comunicazione e marketing Italia Consorzio Tutela Grana Padano), Giorgio Galantis (Ad Mediamond), Giorgia Favaro (Ad McDonald's Italia), Valeria Casani (Chief marketing officer McDonald's Italia),
Mauro Rosati (direttore generale Fondazione Qualivita), Andrea Santagata (Ad Mondadori Digital), Cesare Mazzetti (Presidente Fondazione Qualivita)
"Con McChicken Creation continuiamo a raccontare l'Italia attraverso ciò che la rende unica: la qualità delle sue materie prime, il valore delle sue filiere e la capacità di innovare partendo dalla tradizione -commenta Giorgia Favaro, amministratrice delegata di McDonald's Italia-. È un progetto che, grazie alla collaborazione con GialloZafferano, Fondazione Qualivita e i Consorzi di Tutela, rende le eccellenze dop accessibili a milioni di persone e contribuisce a valorizzare il patrimonio agroalimentare italiano. Dopo il successo delle precedenti edizioni, siamo orgogliosi di proseguire questo percorso con una nuova proposta che celebra il gusto e l'identità del nostro Paese".

Come fidelizzare nei drugstore

Numeri e strategie del nuovo programma loyalty di Acqua&Sapone di Cesar, basato su personalizzazione ed esclusività, attraverso l’uso dello smartphone

A luglio 2024 è partito il programma loyalty di Cesar Spa sulla propria rete di vendita a insegna Acqua&Sapone in Italia, formata da più di 800 store in Italia. Carta Club e app sono gli strumenti scelti per stringere un ingaggio concepito come digitale, in modo che si possa fare tutto dallo smartphone: trovare coupon e sconti personalizzati, promozioni, servizi e i giochi per aumentare le proprie bolle, ovvero il punteggio di fidelizzazione.

Simone Colatriano, Head of Loyalty & CRM di Acqua & Sapone (Cesar spa)

Ad oggi (maggio 2026) le adesioni alla card hanno superato i 3 milioni di sottoscrittori, attratti anche da una raccolta punti rinnovata spesso e con prodotti in esclusiva. Inoltre, proprio alla fidelizzazione l’insegna ha dedicato un customer care, che esaudisce il 95% delle richieste entro un giorno lavorativo, una scelta basata sul fatto che, come indicano recenti ricerche (vedi box a fianco) l’insoddisfazione dei clienti sui programmi fedeltà in Italia è legata all’assistenza o all’utilizzo dei punti. In generale, ogni aspetto è stato pensato guardando alle criticità della fidelizzazione nel nostro Paese, per evitare di ripetere gli stessi errori. “Il programma nasce con l’obiettivo di aggregare quante più persone offrendo vantaggi concreti e immediati, percepibili sulla spesa quotidiana -spiega Simone Colatriano, head of loyalty & Crm di Cesar Spa-. La vera sfida si gioca sull’attivazione e sulla frequenza d’uso”.
Il traguardo dei 3 milioni di sottoscrittori è stato salutato con un concorso con premi istantanei e con un’estrazione finale per un viaggio per 4 persone a Disneyland Parigi: 120.000 le giocate in meno di un mese, circa 5.500 al giorno. Tra i pilastri della loyalty dei negozi Acqua&Sapone di Cesar ci sono i premi materiali, prodotti ad alto valore percepito dai clienti che si sentono stimolati a raccogliere le “bolle” per ottenerli. “Abbiamo chiuso il 2025 con un tasso di redemption che sfiora il 30%, un dato nella media del mercato -dichiara Colatriano-. Ma vogliamo fare meglio, inserendo nuove collezioni che possano abbracciare tutti i target dei clienti iscritti al programma”. Sconti e azioni legate alla convenienza sono importanti, ma vengono espressi già nei negozi, per incrementare la frequenza d’acquisto, in modo mirato e temporizzato.

La raccolta punti, invece, deve fare qualcosa in più. “Dal nostro punto di vista, la raccolta punti deve diventare lo strumento per accedere a un prodotto desiderato, esclusivo, difficile da reperire o disponibile in modo più conveniente rispetto al mercato. La concorrenza, però, è elevata e bisogna distinguersi uscendo dagli schemi ... e anche assumendosi qualche rischio”, chiarisce Colatriano. Alcuni esempi aiutano a capire meglio su quali elementi ha giocato l’insegna: gioielli legati a serie Tv di successo piuttosto che elettrodomestici professionali e di tendenza. Un approccio che, per l’edizione 2026, premia la presenza di gamme in esclusiva come la linea di porcellana Disney con grafiche ad hoc per i negozi Acqua&Sapone di Cesar o il pentolame e i piccoli elettrodomestici MasterPro firmati da Benedetta Parodi; in primavera, sono state inserite la linea tessile firmata Alviero Martini e la gamma mare nata dalla collaborazione con Frontini Spugne e la Fondazione Frida Kahlo. Infine, per i bambini, sono state attivate partnership con Lego e Trudi.
In tutti i casi, si tratta di articoli di tendenza, brand fortemente riconoscibili, con una qualità professionale a un prezzo accessibile e reperibili solo nei negozi Acqua&Sapone di Cesar Spa.

La relazione creata con la loyalty è la base per conoscere il cliente, attraverso i dati delle transazioni, e per costruire un’esperienza personalizzata. “Abbiamo creato una situazione win-win, nella quale il cliente si sente coccolato e contento di venire nei nostri negozi per risparmiare su prodotti per lui di grande interesse, ma con la possibilità di vincere premi altrettanto interessanti”, aggiunge Colatriano. Tra le iniziative apprezzate, anche le meccaniche di gamification: “Grazie a queste operazioni, nel 2025 abbiamo aumentato l’engagement fino al +20% - aggiunge il manager-. E anche la frequenza di utilizzo della app è aumentata di oltre il +25%”. Al momento i clienti vengono fortemente incentivati a iscriversi: a chi scaricare la app, oltre a uno scontro di 5 euro, vengono date 100 bolle in regalo, con la possibilità di raddoppiarle facendo la spesa nei primi 15 giorni.

Accanto alla app, scelta perché permette di instaurare con i clienti una relazione diretta, personalizzata e misurabile, forte attenzione viene riservata alle soluzioni conversazionali. “In prospettiva, questi canali possono diventare complementari, soprattutto in alcuni momenti del percorso d’acquisto del cliente, offrendo supporto, informazioni e contenuti rilevanti -precisa Colatriano-. Rappresentano un’opportunità concreta per rafforzare la relazione e rendere il dialogo ancora più immediato e naturale. Il nostro obiettivo però non è moltiplicare i touchpoint, ma costruire relazioni coerenti, utili e non invasive, che apportino reale valore. Infatti, con le dem abbiamo tassi di apertura più elevati rispetto al mercato, in parte perché il database è giovane e pulito, ma anche grazie al forte ingaggio c instaurato con tutti i nostri clienti”.

La loyalty in Italia: dati di scenario

Secondo l’Osservatorio Fedeltà dell’università di Parma 2025, in Italia, oltre l’85% delle famiglie risulta iscritta almeno a un programma di loyalty di gdo e/o drugstore, ma meno del 50% se ne serve con continuità. Tra i clienti attivi, oltre il 60% utilizza almeno una app di insegna e coloro che la usano realizzano, in media, uno scontrino più alto del 15-20% rispetto a chi non la usa. Inoltre, l’insoddisfazione per il programma fedeltà, nel 30% dei casi dipende da problemi legati all’assistenza o all’utilizzo dei punti guadagnati. Rispetto alla tipologia dei programmi fedeltà, le raccolte che prevedono premi fisici e materiali generano tassi di redemption superiori del 25-30% rispetto a quelle basate su scontistica e cashback. È questa la direzione presa più di frequente tanto nella gdo quanto nel canale drugstore. Il consumatore medio ha nel proprio portafoglio circa 10 programmi fedeltà attivi, a dimostrazione di un contesto molto competitivo. Secondo altri dati raccolti da Cesar, il licencing può aumentare l’attrattività di una raccolta fino al +40%, soprattutto se il target sono le famiglie con bambini. Oltre il 90% degli utenti smartphone utilizza quotidianamente WhatsApp, con il risultato che le comunicazioni conversazionali registrano tassi di apertura superiori al 90% (le email 20- 30%).

Articolo tratto da Gdoweek n. 11-2026

Gli Stellati di ASdoMAR: il tonno premium diventa gourmet

Due vasi di vetro della linea Gli Stellati AsDoMar mostrano i filetti di tonno premium in olio d'oliva: a sinistra la referenza con peperoncino, a destra quella con pomodoro semisecco di Sardegna e capperi, entrambi con packaging trasparente e tappo color oro
ASdoMAR presenta Gli Stellati di ASdoMAR: due nuove referenze in vaso di vetro lavorate a mano a Olbia che uniscono eccellenza della materia prima, tradizione sarda e sostenibilità certificata

Il comparto delle conserve ittiche della Gdo sta attraversando una fase di trasformazione: se per anni il tonno in scatola è stato considerato una commodity ad alta frequenza d'acquisto e con forte pressione promozionale, oggi la categoria mostra una dinamica di segmentazione e premiumizzazione.

Consumatori e buyer cercano valore, storia e territorialità. In questo contesto di mercato si inserisce il recente lancio de Gli Stellati di ASdoMAR la nuova linea di conserve ittiche di fascia alta prodotta da Generale Conserve Spa.

Con Gli Stellati il brand AsDoMar non propone un semplice allargamento della gamma, ma definisce una strategia di categoria per presidiare la fascia premium delle conserve ittiche.

Attraverso l'unione tra la selezione delle migliori materie prime, la lavorazione manuale e abbinamenti con ingredienti tipici della tradizione mediterranea, la linea punta a ridisegnare la percezione di valore nel reparto.

Gli Stellati di ASdoMAR: gusto mediterraneo e versatilità in cucina

L’innovazione di prodotto portata a scaffale da ASdoMAR parte da un'accurata selezione della materia prima: la nuova gamma impiega esclusivamente i migliori filetti di tonno pinne gialle. A caratterizzare la proposta è il riuscito incontro tra il gusto inconfondibile e la consistenza delle carni del tonno e gli ingredienti simbolo della tradizione italiana e mediterranea.

La linea si compone di due referenze, concepite per soddisfare i palati più esigenti e diversificare le occasioni d'uso:

  • Filetti di tonno con pomodoro semisecco di Sardegna e capperi: un'interpretazione che valorizza il legame profondo tra il marchio e il territorio sardo, in cui l'acidità e la dolcezza del pomodoro semisecco si sposa con la nota sapida dei capperi.
  • Filetti di tonno con peperoncino: una ricetta dal carattere vivace e deciso, bilanciata per esaltare senza coprire il sapore della materia prima.

Entrambe le preparazioni sono immerse e conservate in olio extravergine di oliva, ingrediente fondamentale scelto per valorizzare e armonizzare il profilo aromatico di tutte le componenti.

Dal punto di vista del posizionamento gastronomico, la nuova linea trascende l'uso tradizionale del tonno come soluzione d'emergenza o ingrediente da insalata. AsDoMar propone Gli Stellati sia come piatto pronto di alta qualità da degustare in purezza, sia come base gourmet per le preparazioni della ristorazione domestica e dell'alta cucina.

Know-how sardo e sostenibilità certificata: la forza del brand ASdoMAR

L'elemento distintivo che sostiene il posizionamento premium de Gli Stellati di ASdoMAR risiede nel know-how manifatturiero e nella sostenibilità della filiera. Il prodotto viene interamente lavorato a mano nello stabilimento di Olbia.

Questo passaggio affonda le proprie radici nella tradizione storica delle antiche tonnare della Sardegna, mantenendo un elevato standard artigianale che garantisce l'integrità dei filetti e la valorizzazione della consistenza e del gusto.

La percezione di eccellenza è supportata anche dal packaging con un format visivo in vaso di vetro da 170 grammi, corredato da tappo in acciaio.

La trasparenza del vetro consente al consumatore di osservare direttamente la compattezza dei filetti di tonno e la qualità degli ingredienti prima dell'acquisto, rafforzando la fiducia nell'atto d'acquisto.

Oltre alla dimensione manifatturiera e sensoriale, il brand ASdoMAR integra nella nuova linea Gli Stellati i principi cardine della propria identità aziendale: la sostenibilità ecologica e la tracciabilità della filiera. Generale Conserve utilizza prevalentemente materia prima certificata, si approvvigiona solo da pescherecci registrati ed evita rigorosamente le specie sovrasfruttate.

Questo impegno verso la gestione responsabile del patrimonio marino non è una dichiarazione di facciata, ma viene rendicontato in maniera continua ed esaustiva all'interno del Bilancio di Sostenibilità, pubblicato ininterrottamente dall'azienda da ben quattordici anni. Un caso esemplare di trasparenza nel panorama nazionale delle conserve alimentari.

Valore per la Gdo e il category management

Per i category manager l'inserimento a scaffale della linea Gli Stellati di ASdoMAR risponde alle attuali esigenze di razionalizzazione e valorizzazione dell'assortimento, intercettando la crescente domanda di prodotti Made in Italy, a lavorazione artigianale e con ingredienti tracciabili e di alta gamma.

Con una shelf-life di 3 anni le due referenze offrono una gestione delle scorte flessibile e sicura, riducendo le svalutazioni o i rischi di rottura di stock. Il vaso in vetro da 170g posiziona la linea nella fascia super-premium dello scaffale ittico, incrementando la redditività a metro quadro del lineare e attirando un target di consumatori con maggiore capacità e propensione di spesa.

Il lancio de Gli Stellati di ASdoMAR dimostra come l'innovazione nel settore delle conserve ittiche possa guidare la crescita a valore integrando artigianalità, sostenibilità certificata, ricettazione gastronomica e un packaging trasparente.

Generale Conserve mette a disposizione della Gdo una proposta ad alto potenziale che trasforma lo scaffale delle conserve ittiche in un punto di attrazione gourmet, che risponde all'evoluzione qualitativa del consumatore moderno.

Scopri di più sui prodotti ASdoMAR

Sostenibilità e valori condivisi, la nuova leva del discount

Maria Luisa Podini, Ad di MD
MD chiude il 2025 con ricavi a 3,8 miliardi e utile in crescita. Per Maria Luisa Podini, la sfida ora è rendere sostenibilità e qualità sempre più accessibili

Ricavi a 3,8 miliardi di euro (+2%), valore generato netto a +8%, marginalità al 6,43%, patrimonio netto oltre 692 milioni (+12%) e utile netto a 97,5 milioni (+2,65% sul 2024). Sono gli indicatori economici 2025 di MD, che ha distribuito il 96% del valore creato agli stakeholder. “Questi risultati sono il frutto di un’impostazione moderna dell’azienda: non solo nella tecnologia o nella selezione dei prodotti, ma nel disegno industriale che le precede, con un ruolo sempre più strategico per la sostenibilità”, racconta Maria Luisa Podini, Ad di Md.

Qual è stata la leva più importante per ottenere questi numeri: efficienza, evoluzione del format, private label o maggiore maturità della rete?

I numeri nascono da un piano industriale e strategico con obiettivi ambiziosi ma concreti e realistici, in cui i fattori esogeni incidono solo per uno spicchio. La crescita dei ricavi e degli economics riflettono la fiducia che i clienti ci confermano nel tempo all’interno di un piano che coinvolge tutti gli stakeholder: ogni tassello ha la stessa importanza, ma un peso specifico differente. Servono i fatturati, ma soprattutto una crescita sana e una marginalità corretta, capace di coniugare risultati economici, qualità e convenienza. Qui la private label è l’asset centrale: permette di controllare la filiera, investire sulla qualità, sviluppare prodotti coerenti con i nuovi stili di consumo e mantenere prezzi accessibili. Oggi contiamo oltre 2.300 referenze mdd e 82 brand specializzati.

E come stanno cambiando i negozi?

In modo concreto. Non è solo una questione di format: stiamo ripensando il punto di vendita in sé, perché sia più funzionale, efficiente e vicino alle esigenze quotidiane delle persone. Nel 2025 abbiamo proseguito con aperture e ristrutturazioni, per rendere i negozi più accoglienti, sostenibili e coerenti con i nuovi consumi. La prossimità, per noi, non è solo distanza: è capacità di rispondere ai bisogni reali con l’assortimento giusto e una spesa semplice.

Parliamo di sostenibilità. Qual è il passaggio più difficile: misurarla, finanziarla o farla percepire al cliente?

Certamente renderla percepibile. Sappiamo misurarla e finanziarla è una priorità, ma rischia di restare astratta finché non entra nella vita quotidiana. Per MD significa coerenza nelle scelte che si traducono in prezzi accessibili, riduzione degli sprechi, qualità, valorizzazione delle persone, efficienza energetica e rapporti trasparenti con i fornitori. Nel nostro Bilancio Esg abbiamo definito 37 obiettivi strategici al 2030, segno che la sostenibilità è ormai parte integrante della nostra strategia. E preferiamo raccontarla con i fatti: nel 2025 oltre 83 mila ore di formazione, quasi 49 mila dedicate a salute e sicurezza, il 96% del valore creato distribuito agli stakeholder e oltre 1,1 milioni di euro destinati a donazioni e iniziative per il territorio. E il cliente percepisce tutto questo quando trova coerenza, come dicevo, e accessibilità sui prodotti più sicuri e responsabili.

Con la Esg al centro delle strategie, come sta cambiando il vostro modo di fare impresa?

Sta cambiando il modo in cui prendiamo le decisioni e definiamo le priorità. La sostenibilità non è più vista come un insieme di iniziative specifiche: è integrata nei processi aziendali, nella filiera, nei prodotti, nella logistica, nell’energia e nella relazione con persone e territori. Significa fare impresa in modo più responsabile, solido e lungimirante.

Quanto pesano i criteri Esg nella selezione dei fornitori della private label?

Nel 2025 sono stati 283 i fornitori e i partner sottoposti ad audit di qualità, a cui si aggiungono controlli sui negozi e verifiche su sicurezza alimentare, catena del freddo, tracciabilità, etichette, benessere animale e processi produttivi. Qualità, convenienza e sostenibilità devono crescere insieme: per questo prediligiamo i fornitori italiani, che rappresentano il 95,7% del totale food.

Il tema dell’energia oggi è centrale. Quali gli obiettivi dei prossimi anni?

È un argomento strategico sul piano sia ambientale sia economico. Abbiamo investito nell’efficienza di punti di vendita, depositi e logistica, aumentando il ricorso alle fonti rinnovabili: oggi siamo al 52% di energia acquistata da rinnovabili. Anche l’autoproduzione da fotovoltaico sarà centrale nel nuovo polo logistico di Imola (Bo) e nei punti di vendita di nuova generazione. L’obiettivo è integrare le soluzioni energetiche nei processi operativi. Nel 2025, 291 storehanno registrato consumi inferiori alla media aziendale.

Esg significa anche welfare aziendale e formazione. Quali risultati avete ottenuto, anche in termini di benessere?

Le persone sono il cuore dell’azienda e, negli ultimi anni, abbiamo investito molto su formazione, sicurezza e valorizzazione delle competenze, convinti che il benessere delle persone sia decisivo anche per la qualità del lavoro e del servizio ai clienti. Nel 2025, come ricordato, abbiamo erogato molte ore di formazione, ma, al di là dei numeri, ciò che conta è aver costruito una progettualità formativa coerente con la nostra visione aziendale: percorsi condivisi di crescita delle competenze, coaching individuale e collettivo, confronti strutturati. Il risultato? Una partecipazione più consapevole e un più forte senso di appartenenza, con relazioni più solide e inclusive.

Quali le prossime sfide?

A livello di Esg, la più importante sarà mantenere accessibilità e qualità in un contesto economico e sociale complesso. Per MD la sostenibilità deve restare accessibile e inclusiva per permettere alle famiglie di fare una spesa di qualità, sicura e sostenibile, senza trasformarla in un privilegio. Questo richiede equilibrio tra innovazione, efficienza, attenzione ambientale e responsabilità sociale, con costi a carico nostro.

Nei prossimi cinque anni, quale indicatore racconterà meglio MD?

Tante le priorità: garantire prezzi accessibili, contrastare lo spreco alimentare, valorizzare le persone, contribuire alla tutela del clima e rispondere a una domanda di cibo in crescita. Ma, se dovessi sceglierne uno, opterei per l’impegno a creare valore condiviso: per i clienti, per chi lavora con noi, per i fornitori e per i territori in cui operiamo.

Intervista tratta da Gdoweek n.11-2026

IperFutura (Gda-VéGé) spinge sulla tecnologia con la robotica in corsia

Un robot si muove tra le corsie del nuovo store IperFutura (1.500 mq) di Tito (Pz) realizzato da Gda (VéGé). Il punto di vendita opta per i frontalini elettronici, comunicazione multimediale e casse automatiche

Vari elementi tecnologici caratterizzano il punto di vendita IperFutura aperto a Tito (Pz) da Gda-Gruppo Distribuzione Alimentare (VéGé): frontalini elettronici, casse automatiche, una comunicazione interna completamente veicolata su monitor digitali. Non ultimo, l'utilizzo del robot Mike Process Master, già testato su oltre 10 store dell'azienda e che gira lungo le corsie per rilevare anomalie sugli scaffali e notificare con il supporto dell'AI interventi necessari, in modo da garantire un elevato servizio al cliente.

Lo store

  • Si sviluppa su una superficie di circa 2.000 mq 
  • Conta in assortimento 10mila referenze
  • Aperto al pubblico dal lunedì alla domenica dalle 8 alle 21
  • Impiega 30 addetti e dispone di sette casse, assistite e self.

Il progetto ha restituito nuova vita a una struttura rimasta inutilizzata per anni, trasformata in uno spazio commerciale in linea con il più moderno format dell'insegna che con questa apertura tocca quota 10 store ad insegna IperFutura, nel centro-sud Italia. L'ingresso è caratterizzato dalla massima espressione del reparto ortofrutta con un'ampia offerta di frutta secca. Lungo il percorso sono state collocate le pedane promozionali, con una caratterizzazione aerea moderna. Sul perimetro, a seguire, l'insegna colloca i banchi serviti di gastronomia, panetteria e rosticceria, oltre che pescheria e macelleria a libero servizio, rafforzati con isole refrigerate totalmente dedicate al take away, poste centralmente e collocate in corrispondenza dei banchi assistiti, laddove presenti.
Completa l'offerta la cantina vini e spirits che esprime una delle leve focus della proposta IperFutura. Nell'assortimento trova chiaro presidio il mondo dei localismi e delle eccellenze territoriali che caratterizzano la proposta.

Gli elementi tecnologici, la nuova immagine e le novità già descritte costituiscono soluzioni d'avanguardia rispetto agli store della rete perché vanno a migliorare e l'esperienza di acquisto dei consumatori, ad aumentare il livello di digitalizzazione e velocizzare le operazioni di spesa.

I servizi

Tra i vari servizi propone il riciclo della plastica, la prenotazione dei libri scolastici e un'ampia area ristoro dove consumare un pasto veloce.

Casalinghi e percorso d’acquisto #OsservatorioNonFood GS1 Italy

casalinghi GS1
Il percorso d'acquisto per i casalinghi, secondo l'Osservatorio Non Food 2025 di GS1 Italy, si muove tra impulso e ponderazione

Il percorso compiuto dal cliente per scegliere e identificare i casalinghi da acquistare, secondo l'Osservatorio Non Food 2025 di GS1 Italy, si muove tra due direttrici: una più d'impulso, spinta dal momento, e una invece più ponderata, che ricalca percorsi di categorie a bassa frequenza d'acquisto, passa per il confronto di prezzo e le domande fatte all'intelligenza artificiale. Nell'ambito del non food censito da GS1 Italy i casalinghi si sono mantenuti stabili nelle vendite con un giro d'affari di 4 miliardi di euro.

Come si acquistano i casalinghi, dall'Osservatorio Non Food di GS1 Italy

Entro la più ampia categoria dei prodotti per la casa, i casalinghi mantengono una percentuale significativa di acquisti a impulso (24,6%), un dato che in parte si spiega con il fatto che il 17% degli acquisti vengono fatti nelle grandi superfici alimentari, dunque in negozi non specializzati, dove ci si reca per acquistare altro. Questo tipo di prodotti non food trova spesso posto nelle promozioni stagionali anche nei discount.

 

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Il percorso d'acquisto per la categoria Casalinghi - Osservatorio Non Food 2025 di GS1 Italy

I comportamenti più diffusi prima dell'acquisto sono il confronto prezzi per cercare dove comprare al prezzo più basso (38,7%) e la visita a più negozi che vendono lo stesso prodotto (35,1%). Rilevante anche la ricerca di informazioni su Internet (26,2%) e la visita di negozi fisici a seguito di un prodotto visto online (19,6%).

La ricerca di informazioni, vincono i motori di ricerca

I motori di ricerca (58,3%) sono la prima risorsa cui si rivolge chi desidera acquistare casalinghi. Seguono i marketplace o i siti dei retailer (39,6%) e le recensioni online (36,1%), mentre i siti delle case produttrici arrivano solo dopo i siti di comparazione, con una quota del 18,8%.

Anche se il brand non sembra avere molto appeal, quando arriva il momento di decidere l'acquisto i consigli dei brand (sul proprio sito, o post sui social) sono al secondo posto (29,9%), dopo le recensioni degli utenti (66,7%). Questo dato è elevato ed è al pari di quello riscontrato per esempio nella profumeria e nel tessile casa. Il termine più elevato di comparazione è l'edutainment (75%).

Come l'intelligenza artificiale influenza gli acquisti di casalinghi

L'intelligenza artificiale non è lo strumento preferito a supporto dell'acquisto dei casalinghi: la usa solo il 13% del campione di GS1 Italy, una quota superiore solo a quella del tessile per la casa, tutte le altre categorie del non food trovano miglior riscontro.

Si tratta in prevalenza di uomini (15,7% vs 10,8% delle donne), appartenenti alla Gen Z e ubicati nel Nord Est. L'utilizzo è in prevalenza di tipo occasionale (47,6%), mentre il 23,8% degli acquirenti dei casalinghi sceglie di usarla spesso. Questa degli utenti "heavy user" accomuna i casalinghi a categorie come elettronica di consumo, edutainment e abbigliamento e calzature. In nessun'altra categoria la percentuale è così elevata.

Il maggior peso delle ricerche con la Ai fatte agli uomini vale per molte categorie non food, a eccezione di arredamento e profumeria.

Gli ambiti di impiego della Ai lungo le fasi dell'acquisto sono numerose. Quelle per le quali la Ai dà maggior soddisfazione agli utenti sono la ricerca di prodotti complementari e compatibili (42,9%) e la ricerca di informazioni sulla disponibilità, tempi di consegna e caratteristiche del prodotto (38,1%). Le altre due attività rilevanti sono le analisi tecniche, di prezzo e recensioni come aiuto nella scelta, e la ricerca di prodotti basata su esigenze specifiche. Scarso riscontro invece per il servizio di post vendita (4,8%).

Parmigiano Reggiano di montagna, sempre più apprezzato

Una forma intera di Parmigiano Reggiano di montagna DOP su sfondo scuro, con lo scalzo che mostra chiaramente la marchiatura a puntini
Cresce la produzione del Parmigiano Reggiano di montagna. Dal presidio dell'Appennino ai progetti di visibilità a scaffale come Perfect Shelf, ecco perché la Dop rafforza il posizionamento premium e il valore per la Gdo

Cresce la produzione del Parmigiano Reggiano di montagna, un'eccellenza sempre più strategica anche per la grande distribuzione. Nel 2025 gli 82 caseifici dell'Appennino emiliano hanno superato le 921.000 forme (+4,2% sul 2024 e +20,4% sul 2016), pari a oltre il 22% della produzione totale: numeri che ne fanno il più importante formaggio Dop italiano ottenuto in montagna.

Un trend rafforzato anche nel 2026, con la produzione montana in crescita del 5,9% nel primo semestre, sopra la media comprensoriale del +5,5%.

Cresce in parallelo il latte, a quota 436.000 tonnellate (+2,6% sul 2024), grazie ai 785 allevatori attivi sull'Appennino, oltre un terzo del totale della Dop.

La certificazione del Parmigiano Reggiano di montagna

A sostenere il posizionamento premium del prodotto è la certificazione “Prodotto di Montagna”, attiva dal 2016 per offrire ai consumatori garanzie ancora più stringenti su origine e qualità: oggi conta oltre 218.000 forme lavorate da 30 caseifici certificati, quasi il 24% della produzione di quota.

Un percorso sostenuto dal 2014 dal Piano Regolazione Offerta, con quote latte dedicate alle zone montane per contrastare lo spopolamento produttivo dell'Appennino.

La strategia a scaffale nella Gdo: il toolkit Perfect Shelf e l'export

Per la Gdo la sfida è trasformare questo valore in visibilità e rotazione a scaffale. Il progetto "Perfect Shelf", sviluppato con l’agenzia Glamlab e presentato quest’anno dal Consorzio durante la fiera TuttoFood a Milano, mette a disposizione delle insegne un toolkit espositivo per ordinare, segnalare e rendere immediatamente riconoscibile il Parmigiano Reggiano nel banco frigo, categoria sempre più affollata.

Il kit è pensato per valorizzare anche le referenze di montagna, che raccontano il legame tra Dop e Appennino e offrono alla Gdo un argomento di differenziazione premium.

«Siamo molto soddisfatti della crescita del Parmigiano Reggiano di montagna, un prodotto dall'alto valore identitario sempre più apprezzato anche dalla grande distribuzione - spiega Alessandro Cagnolati, trade marketing manager del Consorzio del Parmigiano Reggiano -. Il consumatore conosce bene il nostro brand, ma a volte fatica a identificarlo all'interno di una categoria densa di referenze. Per questo vogliamo offrirgli un'esperienza di acquisto più chiara e piacevole, con strumenti che mettano in risalto il prodotto e il suo valore». Il progetto si integra con il lavoro sul packaging e con il nuovo marchio unico "Fetta e Forma", che semplifica l'impianto grafico e rafforza la visibilità a scaffale.

Una strategia che accompagna la crescita della Dop anche all'estero, dove nel 2025 l'export ha superato per la prima volta il mercato italiano (50,5% delle vendite) e continua a crescere nel 2026 (53,2% dei volumi nel primo trimestre).

Per la montagna, presidio agricolo essenziale, la valorizzazione a scaffale diventa così leva di sviluppo economico e sociale del territorio al tempo stesso, un’occasione per la Gdo di distinguersi con un’offerta premium e rafforzare la fedeltà del consumatore.

Scopri di più sul Parmigiano Reggiano di montagna

Wingstop e la sua (peculiare) declinazione di flavor expert

Wingstop, fondata in Texas nel 1994, prevede di aprire nei prossimi anni almeno 40 locali. In via Dante a Milano ha inaugurato il flagship italiano

Il ventiquattrenne Ethan Bastianich, figlio di Joe Bastianich, ha presentato il nuovo locale Wingstop, in via Dante 16: il primo vero punto di vendita (fisso) della casa madre americana in Italia, dopo una serie aperture temporanee; 400 mq su due livelli, con circa 80 sedute interne più un dehors su via Dante.

Joe Bastianich è molto attivo anche nel QSR italiano: ha appena lanciato il format JB Burger. Porta con sé più di trent'anni di competenza imprenditoriale nella ristorazione internazionale. Ethan rappresenta una nuova generazione di imprenditori che interpeta il cibo come linguaggio, occasione di scoperta ed esperienza e strumento capace di creare relazioni. Dopo aver maturato esperienze negli Usa nello sviluppo di format dedicati alla gastronomia italiana, oggi guida in prima persona il percorso di crescita di Wingstop in Italia. E si appresta a inaugurare un altro locale a Milano in una location che Ethan non ha voluto ancora precisare.

L'apertura a Milano ha un valore strategico perché Wingstop non esporta un format di successo ma introduce nel mercato italiano un brand globale che ha costruito la propria identità intorno al concetto di "flavor experts".

Il progetto di interior design traduce i valori del marchio: cemento grezzo, lamiere nere rivettate, mattone a vista, intonaci materici e inserti in pelle dialogano con la palette verde e nera del marchio, costruendo un ambiente dal forte carattere urbano.

Il menu presenta 10 signature flavor, pensati come un percorso sensoriale che accompagna il cliente dai sapori più delicati fino alle note più estreme del piccante. Si passa dal tropicale Hawaiian al Lemon Pepper, dal cremoso Garlic Parmesan realizzato con parmigiano  reggiano  a Original  Hot, Spicy  Korean  Q, Brazilian  Citrus  Pepper, Louisiana Rub, Hickory Smoked BBQ, Mango Habanero, fino all’Atomic: il livello massimo della Flavor Scale dedicato agli amanti del piccante più intenso. Ad accompagnare il pollo ci sono le loaded fries, patatine speziate, la ranch sauce preparata fresca ogni giorno secondo la ricetta proprietaria del brand.

 

Sviluppo rete in Area 3 dal 4 all’11 settembre 2026

Conad Nord Ovest rinnova il supermercato (490 mq) di Figline Valdarno (Fi) confermando la centralità dei freschi. Crai si consolida a Roma puntando ready to eat e ready to cook

CONAD CITY
Via Roma 7
Figline Valdarno (Fi)
490 mq
Conad Nord Ovest

Data di apertura
7 settembre 2026
Format e location
Lo store riapre dopo i lavori di restyling.
Offerta
L’area freschi apre con l’ortofrutta, seguono macelleria, panetteria e pasticceria a libero servizio, gastronomia servita. Grande attenzione è dedicata alla valorizzazione delle eccellenze del territorio, con i prodotti gastronomici Mamalù, e uno spazio riservato ai prodotti I Nostri Ori.
Servizi
Orario: lun-sab 8-20.15, domenica 8.30-13 e 16.15-20. Tra i servizi attivi, la spesa online, il pagamento dei bollettini e le ricariche telefoniche. Il supermercato inoltre accetta i buoni pasto, i buoni celiaci e aderisce alle convenzioni Blu Vet.
Addetti e casse
Impiega un team di 19 addetti e dispone di 3 casse tradizionali.

CRAI
Viale Aventino 58
Roma
Crai

Data di apertura
3 settembre 2026
Format e location
Si trova in un’area di grande prestigio, nel cuore di Roma e a pochi passi dal Circo Massimo. È uno store di prossimità pensato per accompagnare i ritmi della vita urbana e rispondere alle esigenze di chi vive, lavora o attraversa ogni giorno la città.
Offerta
L’assortimento è calibrato per rispondere alle diverse esigenze della giornata, dalla spesa quotidiana alla pausa pranzo, fino a uno snack o a una soluzione pronta da portare con sé. Per questo motivo, propone numerose referenze di ready to eat e take-away, con menu per la pausa pranzo, prodotti da forno, insalate e frutta fresca, oltre a snack, bibite fresche e spremute d’arancia preparate al momento per il consumo immediato.
Servizi
Orario: lun-dom 7.30-22. Attivi i servizi di delivery Glovo e Deliveroo.
Addetti e casse
Non disponibile.

Passata di pomodoro pelato La Torrente: valore del Sud

• Foto di passata di pomodoro pelato La Torrente in bottiglia di vetro e lattina da 400g su un tavolo rustico, con pomodori lunghi del Sud Italia freschi in cassetta di legno
La passata di pomodoro pelato La Torrente unisce la qualità dei pomodori lunghi del Sud Italia alla praticità della latta da 400 g. Una proposta che garantisce alta resa in cucina, ottimizzazione dello spazio a scaffale e sostenibilità per la Gdo

Ottenuta da pomodori lunghi accuratamente selezionati, la passata di pomodoro pelato La Torrente nasce dall’incontro tra una materia prima italiana di qualità, l’esperienza maturata nel tempo e la passione per la tradizione conserviera. Un prodotto che racconta il valore della terra e racchiude, in ogni assaggio, il profumo e il calore del Mediterraneo.

Grazie alla caratteristica forma affusolata, alla polpa spessa e carnosa e alla ridotta presenza di semi, il pomodoro lungo è particolarmente apprezzato per la produzione di conserve. La sua naturale consistenza permette di ottenere una passata corposa e vellutata, dal colore rosso brillante e dal gusto pieno ed equilibrato, nel quale la dolcezza incontra una piacevole nota di acidità.

Il colore intenso è legato alla presenza del licopene, il pigmento naturale responsabile della tipica tonalità rossa. Profumo, dolcezza e intensità aromatica dipendono però anche dalla varietà, dal terreno, dal clima, dall’esposizione al sole e dalla cura dedicata alla coltivazione.

Dalla selezione nei campi alla tavola: i punti di forza della passata di pomodoro pelato La Torrente

Per questo La Torrente seleziona pomodori italiani coltivati nelle aree più vocate del Sud Italia, in particolare in Campania, Puglia, Molise e Basilicata: terre generose, illuminate dal sole e custodi di una cultura agricola tramandata di generazione in generazione. È proprio nel Mezzogiorno che il pomodoro lungo trova condizioni ideali per sviluppare carnosità, consistenza e ricchezza di sapore.

La qualità comincia nei campi, attraverso la selezione attenta dei frutti e il rispetto del loro naturale ciclo di maturazione. I pomodori vengono raccolti quando raggiungono il giusto equilibrio tra colore, consistenza e gusto, per poi essere lavorati rapidamente mediante un processo studiato per preservarne freschezza, profumo, brillantezza e caratteristiche organolettiche.

La polpa generosa del pomodoro lungo consente di ottenere una passata naturalmente consistente, capace di avvolgere gli ingredienti e di amalgamarsi facilmente alle diverse preparazioni. Perfetta per sughi, pizze, minestre, zuppe e piatti mediterranei, dona a ogni ricetta un sapore armonioso e una consistenza piacevolmente vellutata, riportando in tavola i profumi della cucina di casa.

I vantaggi del formato da 400 g: efficienza a scaffale e sostenibilità

Nel formato da 400 g, la passata di pomodoro pelato La Torrente unisce qualità, convenienza e funzionalità. Il prezzo competitivo, paragonabile a quello dei pomodori pelati, si accompagna alla consistenza e alla resa tipiche di una passata, offrendo un vantaggio concreto sia al consumatore sia al punto vendita.

La confezione in latta assicura una buona resistenza agli urti e riduce il rischio di danneggiamento durante il trasporto, lo stoccaggio e l’esposizione. Le dimensioni compatte permettono inoltre una gestione più efficiente degli spazi nei magazzini e sugli scaffali. Per il consumatore, il formato da 400 g rappresenta una quantità pratica per le preparazioni familiari quotidiane e contribuisce a limitare gli sprechi rispetto alle confezioni più grandi.

Anche la sostenibilità riveste un ruolo importante: la banda stagnata è riciclabile al 100% e può essere recuperata più volte, favorendo un utilizzo responsabile delle risorse.

La passata di pomodoro pelato non è soltanto un ingrediente, ma il racconto di un legame autentico con il Sud Italia, con le persone che coltivano la terra e con una cultura alimentare fondata sulla semplicità.

In ogni confezione convivono tradizione e innovazione, esperienza produttiva e attenzione alla materia prima: un gesto d’amore verso la cucina italiana e verso tutte le famiglie che scelgono ogni giorno il gusto sincero del pomodoro.

Scopri di più sulla passata di pomodoro pelato La Torrente

A ritmo di musica: Esselunga, Media World e Old Wild West con X Factor

In occasione dell'avvio della nuova stagione di X Factor, Esselunga e MediaWorld lanciano attività mirate a sostegno del programma. Anche Old Wild West ha lanciato numerose azioni a supporto del talent

Pronta al via la nuova stagione televisiva del fortunato talent musicale in onda su Sky. La kermesse televisiva X Factor, infatti, sarà in onda dal 10 settembre. Per l'occasione le insegne del retail hanno attivato alcune iniziative mirate: Esselunga ha lanciato la prima Collection di X Factor, mentre MediaWorld ha rinnovato la collaborazione già testata precedentemente. Anche Old Wild West entra in questa operazione come official partner di X Factor 2026.

Esselunga

Fino al 2 dicembre, negli store della rete Esselunga, è attiva la nuova raccolta bollini digitale, con sei premi esclusivi da collezionare: dallo speaker magnetico, ricaricabile e compatto, al microfono wireless con funzione karaoke fino al plaid double face, ma anche il cuscino con la scritta Per me è sì, un paio di calze e la tazza ufficiale. I bollini per la raccolta premi vengono caricati direttamente sulla Carta Fìdaty ogni 15 euro di spesa o 50 Punti Fragola in un unico scontrino. Per entrare ancora di più nel vivo dello show, l’iniziativa si arricchisce con il concorso Vinci e Vivi X Factor 2026, riservato ai titolari di Carta Fìdaty e attivo fino al 1° novembre 2026 esclusivamente sull’App Esselunga. Accedendo alla sezione Esse Game, è possibile mettersi alla prova con giochi a tema musicale e accumulare fino a quattro possibilità al giorno per partecipare alle estrazioni settimanali e vincere i biglietti per le Prove e i Live Show di X Factor 2026 al Teatro Repower di Assago. Tutti i diritti accumulati durante il periodo del concorso danno inoltre accesso all’estrazione finale del 4 novembre, che mette in palio 25 biglietti per due persone per assistere alla Finalissima di X Factor 2026, in programma il 3 dicembre all’Unipol Forum di Assago.

MediaWorld

Dopo il debutto dello scorso anno, MediaWorld torna al fianco dello show televisivo con l'iniziativa Experience Champion, un progetto che attraversa l’intera stagione, dalle Auditions ai Live Show, integrando la tecnologia nella quotidianità del programma e portando la partnership oltre lo schermo attraverso contenuti digitali e appuntamenti dedicati a fan e clienti.
Durante le Auditions, un TV Peaq sarà presente nella waiting area, mentre la crew utilizzerà i tablet del brand per chiamare gli aspiranti concorrenti nel backstage prima dell’esibizione. Con l’avvio dei Live Show, Peaq entrerà anche nel Loft, nella sala prove e nel retropalco, dove TV, tablet e soluzioni audio accompagneranno la preparazione dei brani, le assegnazioni e la visione delle performance. Inoltre, nel Loft troveranno spazio anche partybox e speaker della collezione Peaq by Robbie Williams, mentre i concorrenti riceveranno il proprio paio di cuffie personalizzate attraverso uno speciale momento di unboxing. Con l’avvio dei Live Show, X Factor 2026 arriverà anche nei MediaWorld Studios del Tech Village di Milano Certosa. Qui Bryan Box, noto speaker radiofonico, condurrà ogni settimana gli Xtra Talk con i protagonisti della competizione, per raccontare la loro esperienza nel programma e approfondirne il percorso artistico.

Invece, nei canali social della catena ci saranno contenuti dal backstage, video e gallery dedicati alla competizione. Anche MediaWorld ha pensato a un concorso a premi valido fino all'8 novembre con in palio biglietti per assistere alla finale del programma.

Old Wild West

Il brand di ristorazione, parte del Gruppo Cigierre, proporrà nei suoi ristoranti di tutta Italia uno speciale Menù X Factor in edizione limitata pensato per unire alcuni dei bestseller del marchio all’universo dello show. Il menù comprende tre piatti speciali, ciascuno con il proprio X Factor: X Dakota, una rivisitazione dell’iconico Dakota di Old Wild West; X Tender Chicken, con strips di pollo extra croccante; e i nuovissimi X Smash Tacos, che combinano i classici tacos con l’inconfondibile smash burger del brand.

I clienti di Old Wild West potranno partecipare al nuovo concorso legato al Menù X Factor: ordinando uno dei tre piatti dedicati, si potranno vincere i biglietti per i Live Show. Inoltre, i membri del programma fedeltà otterranno doppi punti sulla Fidelity Card e un accesso a uno sconto esclusivo su NOW. L'iniziativa coinvolge direttamente anche i concorrenti di X Factor 2026, che si concederanno una "libera uscita" dalla gara per condividere una cena di gruppo in un ristorante Old Wild West. L'esperienza sarà raccontata attraverso contenuti digitali esclusivi diffusi sui canali social del talent e del brand.

A completare la partnership è la presenza di Irama, nuovo giudice dell'edizione e protagonista dello spot ufficiale firmato da Fremantle con la regia di Beppe Manzi. In onda sulle reti Sky e online, il video racconta in chiave ironica e dinamica l'incontro tra l'universo di Old Wild West e il mondo di X Factor.

Abbiamo voluto costruire una collaborazione che andasse oltre la semplice presenza del brand, creando occasioni concrete di coinvolgimento per i talent e per il nostro pubblico" commenta Stefano Taboga, chief marketing and sales officer di Cigierre.

Il cliente cambia, la gdo si trasforma e si aprono nuove sfide

Immagine creata con Ai
Come conquistare i consumatori e mantenerli fedeli all’insegna. Le azioni più strategiche messe in campo da retailer e discounter

La soddisfazione complessiva dei consumatori verso la gdo tiene (70,4%), ma non cresce ed è ferma ai livelli di 12 anni fa. La richiesta è chiara: meno slogan, più concretezza.
Il quadro emerge dalla nuova edizione dell’Indice Nazionale Supermercati, la ricerca di CFI Group che da oltre vent’anni misura la soddisfazione dei clienti nel retail.
Cosa chiede oggi il consumatore? Diverse cose: da una parte, cortesia, ma anche maggiore professionalità e consigli mirati da parte degli addetti, in particolare nei reparti assistiti dove risulta fondamentale avere personale qualificato e specializzato. Se la convenienza è un dato di fatto, l’assortimento, spesso, viene considerato poco aderente alle esigenze della clientela, a livello di visibilità dei prodotti nuovi, di risposte a bisogni salutistici e di presenza di prodotti locali.

Anche il rapporto con la tecnologia (con le casse in particolare) non è proprio roseo: apprezzate sì, quando garantiscono velocità e facilità di acquisto, ma, allo stesso tempo, altrettanto detestate, quando non di uso semplice e quando le attese continuano a essere eccessive. Ultimo capitolo di queste lamentele le promozioni: spesso sono percepite come poco leggibili o meno vantaggiose di quanto promettano, mentre la carta fedeltà con le sue operazioni ha perso parte della sua forza simbolica e rimane alla ricerca, nella maggior parte dei casi, di un’utilità più concreta. Insomma, un quadro con ombre e luci che forniscono ai retailer anche alcune indicazioni su come migliorare il rapporto con una clientela, sempre più infedele ed esigente certo, ma ancora alla ricerca di relazioni più soddisfacenti.

Antimo Cefarelli, direttore acquisti e marketing di Gruppo Maiora (Despar-Centro-Sud)

Quali le azioni sulle quali i retailer si stanno concentrando? “La soddisfazione del cliente per noi non è un risultato, ma il punto di partenza di ogni scelta strategica -afferma Antimo Cefarelli, direttore acquisti e marketing del Gruppo Maiora (Despar Centro-Sud)-. Abbiamo costruito la nostra politica commerciale mettendo il cliente al centro, passando dalla semplice soddisfazione dei bisogni alla condivisione dei valori, elemento chiave per generare fiducia e fedeltà nel lungo periodo”.
In concreto, questo approccio si traduce in scelte assortimentali molto precise. “Abbiamo rafforzato il presidio dei freschissimi e dei prodotti locali, che rappresentano leve distintive e ad alto valore percepito, ampliando profondità e qualità dell’offerta -chiosa Cefarelli-. Allo stesso tempo, abbiamo reso più selettive alcune categorie meno strategiche, come aceti, oli di semi, zucchero, sale e parte della drogheria di base, privilegiando quelle in grado di costruire una reale differenziazione e garantire maggiore soddisfazione ai consumatori. Sul fronte pricing, adottiamo un modello strutturato che combina competitività e coerenza, con un approccio hi-low che ci consente di essere fortemente attrattivi sulle categorie chiave per il cliente, mantenendo, al contempo, equilibrio e sostenibilità complessiva. Le leve promozionali e di loyalty sono integrate in queste meccaniche per generare traffico e valore nel medio e lungo termini e non soltanto vendite nel breve termine”. Proprio nell’ottica di individuare soluzioni che garantiscano un più alto livello di soddisfazione alla clientela, Maiora sta anche infine, evolvendo il suo modello attraverso un’analisi sempre più avanzata dei comportamenti di consumo. “L’assortimento non è più costruito solo per categorie merceologiche, ma sempre più per occasioni d’uso, lifestyle e shopping mission -precisa il direttore acquisti di Maiora-. Questo ci consente sia di essere più rilevanti per il cliente sia di migliorare continuamente l’esperienza d’acquisto nei nostri punti di vendita”.

Luca Brancato, direttore acquisti di Gruppo Arena (VéGé)

Assortimento, servizio e convenienza: ecco i tre asset su cui si è concentrato il Gruppo Arena (VéGé). “Negli ultimi anni abbiamo indirizzato le nostre scelte su ciò che oggi conta davvero per il consumatore offrendo prodotti affidabili, a prezzi convenienti in punti di vendita capaci di offrire un’esperienza d’acquisto sempre più piacevole -afferma il direttore acquisti Luca Brancato-. In questo senso, negli ultimi anni abbiamo lavorato per rendere l’offerta sempre più rappresentativa rispetto alle esigenze del territorio. Questo significa dare maggiore spazio alle produzioni locali, valorizzare le filiere regionali e sviluppare ulteriormente la mdd, che oggi rappresenta uno strumento fondamentale per garantire qualità accessibile e differenziare la proposta commerciale”.
Non sono le uniche mosse che il gruppo ha concretizzato. “Allo stesso tempo, abbiamo semplificato gli assortimenti, eliminando complessità non necessarie e rendendo l’offerta più chiara e leggibile per il consumatore. L’evoluzione dei consumi richiede un approccio sempre più orientato alla praticità. Per questo abbiamo investito nell’integrazione tra canale fisico e digitale e nel miglioramento dell’esperienza complessiva di acquisto. Resta però centrale il valore della relazione diretta con il cliente, soprattutto nei reparti freschi, dove competenza e assistenza continuano a rappresentare elementi distintivi. L’analisi del gradimento dei clienti ha guidato il rafforzamento delle categorie che generano maggiore coinvolgimento, come i prodotti freschi, le referenze del territorio e le mdd -aggiunge Brancato-. Allo stesso tempo, abbiamo costruito assortimenti più vicini ai bisogni reali delle famiglie, riducendo quelle ridondanze che non apportano un reale beneficio all’esperienza di acquisto”. Anche in questo caso, la strategia assortimentale di Arena ha portato a “concentrare progressivamente l’attenzione sulle categorie più distintive per l’insegna e maggiormente capaci di generare fidelizzazione. Dove, invece, la rilevanza per il consumatore risultava minore, l’offerta è stata semplificata per migliorare efficienza e chiarezza espositiva. Sul fronte dello sviluppo, continuiamo a investire nella crescita della marca del distributore e nel rafforzamento delle collaborazioni con le filiere produttive locali. Inoltre, stiamo potenziando l’infrastruttura logistica e i processi digitali per sostenere una fase di crescita ancora più ambiziosa”.

Gianfranco Marc Brunetti, chief customer officer di Lidl Italia

Tutti d’accordo che la convenienza sia un must da tempo, una convenienza chiara e percepita, un punto di forza strategico per un’insegna come Lidl. “Essere un supermercato con l’anima del discount significa avere la convenienza nel proprio dna, una formula che ci assicura una solida leadershipdi prezzo -interviene Gianfranco Marc Brunetti, chief customer officer di Lidl Italia-. Tuttavia, questo posizionamento non prescinde mai dall’ascolto attivo e dalla capacità di evolvere rapidamente per rispondere alle nuove esigenze dei clienti, mettendoli al centro di ogni decisione. Per dare concretezza a questa visione, Lidl Italia ha introdotto una novità organizzativa cruciale con la creazione, poco meno di 2 anni fa, dell’Area Customer nel CdA, che lavora su più fronti. Il 2026, in questo senso, si sta dimostrando un anno di svolta, ricco di iniziative nate per migliorare la soddisfazione dei nostri clienti”. Nello specifico, l’analisi delle abitudini di acquisto dei consumatori ha guidato Lidl in due importanti evoluzioni strategiche legate ai servizi e al palinsesto commerciale. “Abbiamo scelto di spostare l’inizio delle promozioni settimanali dal lunedì al giovedì, per meglio intercettare la pianificazione della spesa del fine settimana e offrire i nostri vantaggi in modo più fluido -prosegue Brunetti-. Il lunedì ha conservato la sua centralità, confermandosi un ulteriore momento chiave grazie a promozioni specifiche. Allo stesso tempo, consapevoli che i buoni pasto vengono sempre più spesso utilizzati per la spesa alimentare quotidiana e non solo per il consumo fuori casa, abbiamo deciso di accettarli negli oltre 800 store in Italia, a beneficio dei circa 3,5 milioni di lavoratori che li percepiscono”. Varie anche le azioni relativo al potere di acquisto dei clienti come Inflazione Zero. Come rilevato da NielsenIQ, nel periodo tra aprile 2025 e marzo 2026, il prezzo di 2.600 articoli dell’assortimento di Lidl Italia non ha mai superato il prezzo di inizio monitoraggio. “Sempre nell’ottica di garantire ai nostri clienti il miglior livello di soddisfazione, abbiamo implementato una decisa manovra di ribassi definitivi che, affiancandosi alle consuete offerte settimanali, ha previsto da inizio anno un taglio netto dei prezzi su oltre 200 prodotti di prima necessità” continua Brunetti. Tra le più recenti novità di Lidl che vanno sempre in questa direzione, anche la riorganizzazione dell’area non food in sei mondi tematici che hanno come protagonisti le firme non alimentare dell’insegna: Parkside (fai da te e giardinaggio), Crivit (sport e tempo libero), Silvercrest (cucina e casalinghi), Livarno (casa e arredamento), Lupilu (prima infanzia e giocattoli) ed Esmara (moda e accessori). Ogni area è identificata da colori e segnaletica dedicati per renderne immediato il riconoscimento. Non è tutto. “Abbiamo ottenuto il riconoscimento App of the Year per la nostra app Lidl Plus, assegnato dall’Istituto tedesco ITQF in collaborazione con La Repubblica Affari & Finanza, sulla base di oltre 72.000 valutazioni espresse dai consumatori italiani, che ne hanno apprezzato l’eccellente esperienza d’uso”. Il riconoscimento è arrivato poco dopo l’introduzione di due novità: Lidl Pay, che consente pagamenti rapidi alle casse, e Lidl Points, il programma di raccolta punti integrato nell’app, un ulteriore tassello della strategia di loyalty. L’app Lidl Plus consente inoltre di personalizzare il contatto quotidiano con ciascun cliente in base ai suoi interessi e alle sue abitudini di acquisto. Questa attività di segmentazione si basa sul modello RFM (Recency, Frequency, Monetary) integrato nel CRM, che analizza la data dell’ultimo acquisto, la frequenza delle visite e il valore della spesa lungo l’intero percorso del cliente”.

Valentina Agliata, coordinatrice di Accade (Gruppo Romano/Selex)

Soddisfazione del cliente e soddisfazione del personale per il Gruppo Romano (Selex), attivo in Sicilia con le insegne Famila, Max e Il centesimo, vanno di pari passo. Per perseguire questo duplice obiettivo, il gruppo ha dato vita ad Accade, un’accademia di formazione, nata nel 2024, con l’obiettivo di promuovere la crescita professionale e umana delle persone, valorizzando i talenti già presenti in azienda e creando le condizioni per far emergere nuove competenze. “Fin dalla sua fondazione, Accade si è posta come punto di riferimento per lo sviluppo continuo delle risorse umane, nella convinzione che il capitale umano rappresenti il vero motore del successo aziendale -spiega Valentina Agliata, coordinatrice di Accade-. Per noi, il valore della persona viene prima di ogni altra cosa: investire nella formazione significa investire nel futuro dell’azienda, favorendo la crescita individuale, il benessere organizzativo e la diffusione di una cultura basata su competenza, responsabilità e condivisione”. Tra i temi trattati: l’origine e la filiera produttiva, le caratteristiche organolettiche, le tecniche di taglio e conservazione, nonché le modalità più efficaci per raccontare e promuovere il prodotto. “L’iniziativa ha contribuito a formare, ispirare e rafforzare le competenze dei partecipanti, migliorando la loro capacità di trasferire valore e conoscenza al cliente”, aggiunge Valentina Agliata. L’impegno di Accade proseguirà anche nel 2026 con nuovi percorsi formativi, sia obbligatori sia facoltativi, pensati per sostenere lo sviluppo delle competenze, l’innovazione e la crescita delle persone all’interno dell’organizzazione. “Ogni percorso formativo -prosegue Agliata-nasce da un’attenta analisi degli obiettivi strategici aziendali e delle esigenze specifiche delle diverse aree organizzative. Una volta definiti gli obiettivi da raggiungere, vengono individuati i collaboratori che possono trarre il maggior beneficio dal percorso, in modo da valorizzarne il potenziale, svilupparne le competenze e supportarne la crescita professionale e personale. La scelta dei partecipanti non risponde soltanto a esigenze operative, ma rappresenta un investimento sul talento e sul futuro delle persone”. Le modalità formative vengono definite in base ai risultati attesi e prevedono un mix di attività in aula, formazione online e percorsi di affiancamento sul campo, così da garantire un apprendimento concreto, efficace e subito applicabile nella quotidianità lavorativa”.

SAPORI DI ETRURIA: UN NUOVO APPROCCIO AI PRODOTTI LOCALI

Luca Migliolaro, direttore generale di Etruria Retail (GMF/Selex)

Essere vicini al cliente per Etruria Retail -come noto, entrata lo scorso anno nel mondo Selex attraverso un accordo con GMF (Unicomm), con il conseguente cambio di insegna da Carrefour a Famila, Famila Market e A&Osignifica valorizzare le nicchie territoriali, produzioni e fornitori locali differenziando l’assortimento in modo più significativo.
Con questo obiettivo nasce la linea Sapori di Etruria che non si configura come una private label nel senso classico, ma come un’operazione di brand building territoriale che introduce circa quattromila referenze provenienti da produttori locali di Toscana, Umbria, Alto Lazio e Bassa Liguria. La novità sta nell’ampiezza dell’offerta, solitamente limitata ad alcune centinaia di prodotti locali. Il retailer, in questo caso, intende creare un forte elemento di differenziazione intercettando la crescente domanda di autenticità, prossimità e fiducia del consumatore moderno. L’obiettivo è posizionarsi come una vetrina privilegiata per le piccole e medie imprese, a cui offrire una visibilità strutturata, oltre che un supporto logistico che singolarmente non potrebbero sostenere. “La gdo ha spesso inseguito i grandi volumi a discapito della specificità locale -afferma Luca Migliolaro, direttore generale di Etruria Retail-. Noi stiamo cercando di fare il contrario: crediamo che un supermercato non sia solo un luogo dove si fa la spesa, ma un posto che appartiene a una comunità. E quella comunità ha un’identità”. La traduzione operativa di questa visione si esprime attraverso una strategia di marketing focalizzata sul concetto di storytelling di filiera, sintetizzato nel claim Per noi la qualità ha confini precisi. Negli store della rete è stato ridisegnato l’intero percorso dall’ingresso fino alle casse allo scopo di enfatizzare l’identità visiva della linea con totem all’ingresso, cartellonistica di reparto e una comunicazione a scaffale ad hoc.

CRESCE L’INFEDELTÀ DEI CONSUMATORI

Stefano Cini, direttore commerciale FMCQ di NIQ

Il tema della fidelizzazione è strettamente legato alla soddisfazione del consumatore, in un contesto, come l’attuale, in cui, come ha ribadito Stefano Cini, direttore commerciale Fmcg di NielsenIQ all’ultima edizione de Linkontro, il consumatore moderno oggi è infedele ma disposto a pagare di più per ciò che considera rilevante. I dati riportati dal manager evidenziano un calo della fedeltà nei confronti sia dei marchi industriali (-4,2%) sia dell’insegna (-5,7%). Ogni acquisto diventa così un test competitivo, in cui il consumatore premia chi soddisfa in modo più immediato le sue esigenze. E, ancora una volta, la sfida si sposta sull’assortimento. Negli ultimi cinque anni l’offerta a scaffale negli store della gdo è molto cresciuta registrando un aumento di 270 referenze nei supermercati, 500 nei discount e 200 nei drugstore. Maggiore scelta, però, non significa più acquisti, come confermano i dati: una famiglia compra in media 151 prodotti l’anno, ma appena 34 di questi coprono l’80% della spesa totale. Il motivo? “Lo shopper non cerca più ampiezza, ma rilevanza -sottolinea Cini-. Ecco perché prodotti premium come yogurt greco, kefir, kiwi giallo, creme di frutta secca e capsule di caffè crescono a doppia cifra, nonostante il prezzo più alto. Oggi la fedeltà è una conquista quotidiana che si ottiene solo con la precisione assortimentale, adattando l’offerta ai target dei singoli micro-territori”. In questo contesto non va trascurata l’analisi tra idm e mdd. I numeri dell’ultimo anno parlano chiaro: l’industria di marca ha generato il 56% della crescita del largo consumo (+1.408 milioni di euro, spinta dai prezzi), mentre la marca del distributore il 44% (+1.122 milioni, grazie all’ampliamento dell’offerta). In una logica win-win, serve dialogo e lavorare fianco a fianco. “La collaborazione tra industria e distribuzione deve evolvere -continua Cini-: non si tratta più di negoziare spazio a scaffale, ma di progettare insieme assortimenti rilevanti, capaci di semplificare la scelta dello shopper e creare valore condiviso nel lungo periodo”.

Maniele Tasca, direttore generale Gruppo Selex

Del resto, viviamo un’epoca complessa, con un mercato sempre più articolato. “Il retail alimentare sta affrontando un’epoca di profonde trasformazioni e questo richiede un salto di specie per rispondere ai nuovi criteri di accessibilità richiesti dai consumatori”. Ne è convinto Maniele Tasca, direttore generale di Gruppo Selex e neopresidente di Adm, che, nel suo intervento a Linkontro ha individuato alcuni driver di questo cambiamento, tra cui l’introduzione progressiva dell’intelligenza artificiale. “Si sta compiendo una transizione decisiva da una leadership sui dati basata sul consumatore autonomo, che cede le proprie informazioni navigando sui siti web, a una incentrata sull’Ai, capace di sintetizzare i dati in autonomia e orientare le decisioni d’acquisto attraverso piattaforme gestite anche da terze parti” sottolinea il manager. A questo cambiamento, che tocca da vicino la gestione stessa dei dati e la conoscenza dei clienti da parte dei retailer, si aggiungono altri elementi, come la necessità di rivedere i layout dei punti di vendita, per dare i giusti spazio ai freschissimi, destinati ad ampliarsi. Inoltre, il peso crescente della somministrazione potrebbe portare alla definizione di nuove formule ibride. “Non esiste una ricetta unica -aggiunge Tasca-. Ogni retailer con i suoi formati dovrà sapersi adattare alle specificità e alle specializzazioni richieste dal proprio micro-territorio, tenendo anche conto della centralità della convenienza. Lo sforzo di ogni insegna, quindi, deve essere quello di mostrarsi coerente con il suo posizionamento attraverso un bilanciamento strategico tra marchi industriali e mdd, quest’ultima fondamentale sia per difendere le quote di mercato sia per sostenere la redditività”, conclude Tasca.

Coverstory tratta da Gdoweek n. 11-2026

Ovs: il flagship store inaugurato al Dubai Mall

Nuovo punto di vendita per Ovs a livello internazionale. L'insegna apre al Dubai Mall un flagship store di 2.500 mq dotato di beauty corner Shaka

Prosegue il programma di espansione internazionale di Ovs che apre all'interno dello shopping center Dubai Mall un flagship store di ultima generazione, un centro particolarmente strategico perché si rivolge a un bacino di oltre 100 milioni di visitatori ogni anno.

Lo store

  • Si sviluppa su 2.500 mq
  • Impiega 47 collaboratori.

Il negozio è situato a pochi passi dal Burj Khalifa e rappresenta uno dei più grandi store della rete dell'insegna con un'offerta che conferma la tradizione: accanto a Ovs e Ovs Kids anche Piombo, Piombo Kids, Les Copains, B.Angel, Utopja, Altavia, Goldenpoint, Stefanel,
Shaka. Come da consuetudine, sono disponibili le collezioni premium donna, uomo, bambino, accessori, intimo a cui si somma una proposta di capi creati in esclusiva per la destination emiratina, pensate per soddisfare i diversi stili di vita di una clientela eclettica e cosmopolita.
All'interno del punto di vendita è stato inserito anche il concept beauty Shaka, il più grande mai realizzato dal Gruppo, con un assortimento di indie brand internazionali e di marchi made in Italy.

Lo sviluppo

"Dopo le recenti aperture di New Dehli e Mumbai, Ovs prosegue il suo piano di sviluppo internazionale e consolida l’asse tra I’India e il Medio Oriente con l’apertura di Dubai -dichiara l'amministratore delegato Stefano Beraldo-. Il nuovo flagship store rappresenta un’evoluzione particolarmente significativa, con un modello architettonico raffinato ed elegante, e una vetrina privilegiata per tutti in nostri brand. La presenza nel cuore di uno dei più rilevanti hub globali del retail ci permette di esprimere al meglio l’unicità del nostro modello di House of brands e farlo conoscere a un pubblico internazionale”.

To.market: il ready-to-eat incontra Longevity Kitchen

In cinque punti di vendita milanesi, l’insegna fondata da Mattia Ballabio introduce in esclusiva 14 referenze di The Longevity Kitchen. Il test servirà a valutare risposta dei clienti e performance in vista a estensione alla rete e di un ampliamento della gamma

Cinque negozi per testare la nuova frontiera della longevity nel mondo del ready-to-eat: così to.market introduce in esclusiva a Milano 14 referenze di The Longevity Kitchen, il progetto food di The Longevity Suite, avviando una sperimentazione che nei prossimi mesi servirà a misurare la risposta dei clienti in vista di una possibile estensione progressiva all’intera rete to.market (21 store) e di un ampliamento della gamma.

Le referenze sono entrate da inizio settembre al momento sono 14, con una propria caratterizzazione. Il progetto prevede riassortimenti settimanali e un monitoraggio congiunto delle performance.

Gli obiettivi di to.market

Per to.market l’operazione si inserisce nella ricerca di proposte capaci di differenziare il supermercato di prossimità e di intercettare consumi sempre più orientati a salute, benessere e praticità. La catena, fondata nel 2012 e attiva con la proria rete tra Milano, Monza, Pavia e Brescia, ha sempre dimostrato attenzione nei confronti delle tematiche relative al benessere e alla salute. Infatti, in questi ultimi anni ha lavorato anche su progetti proprietari come la private label to.eat e Plant Based Lovers, l’eGrocery dedicato al mondo vegetale, oltre che lavorato in store con iniziative che orientassero i consumatori verso scelte d’acquisto più sane (comunicazioni in store con Fondazione Veronesi)

"Portare The Longevity Kitchen sugli scaffali di to.market significa fare un ulteriore passo nella nostra missione: rendere la longevità sempre più concreta, accessibile e parte della vita quotidiana -afferma Luigi Caterino, co-founder e ceo di The Longevity Suite-. L’alimentazione è uno dei pilastri fondamentali di questo percorso e con The Longevity Kitchen vogliamo dimostrare che mangiare secondo i principi della longevità può essere anche facile, veloce e gratificante. Siamo convinti che to.market sia il partner giusto per questo progetto sia per la storia, attenta al benessere, sia per il suo concetto di proximity a Milano, città sensibile a questi temi".

La gamma di Longevity Kitchen

La gamma premium The Longevity Kitchen (l’anima food di Longevity Suite gruppo specializzato sui temi della longevity presente con circa 30 cliniche sul territorio nazionale) comprende piatti unici, insalate proteiche e ricette a base di carne, pesce e ingredienti vegetali, con i corretti macronutrienti per una sana alimentazine. I prodotti sono freschi e pronti in tre minuti e si ispirano ai principi alimentari delle Blue Zone, con attenzione alla qualità delle proteine, alle fibre, ai grassi buoni e agli antiossidanti.

Per The Longevity Kitchen si tratta del primo ingresso strutturato in una catena della gdo dopo lo sviluppo attraverso canali diretti (le cliniche) ed eCommerce. Per to.market, invece, l’accordo consente di rafforzare il presidio del ready-to-eat premium con una proposta che lega servizio, benessere e innovazione di assortimento.

Dalla sperimentazione alla rete

La sfida ora è capire come questa tendenza sempre più sentita dal consumatore si trasformi in acquisti nella spesa quotidiana. Il test nei cinque supermercati milanesi sarà la base per valutare nei prossimi mesi un progressivo allargamento agli altri punti di vendita to.market e, successivamente, un ampliamento dell’offerta. “La priorità per noi oggi è testare le dinamiche a livello di logistica e di produzione, nel nostro stabilimento di Torino -chiarisce Marco Gallo, Chief Busniness Officer di The Longevity Kitchen-. Non escludiamo di trovare altri partner nel mondo della gdo italiana, attenti a brand premium e al benessere, mettendo a punto anche nuove gamme e referenze che possano rappresentare un’alternativa sana in pausa pranzo. Allo stesso tempo, stiamo guardando anche all’estero, con progetti ad hoc”.

 

Sviluppo rete in Area 2 dal 4 all’11 settembre 2026

Conad Nord Ovest rinnova il supermercato Conad City di Bologna, esteso su 515 mq, confermando la centralità dei reparti freschi: ortofrutta, pescheria, panetteria e macelleria a libero servizio e gastronomia assistita

CONAD CITY
Via Oberdan 37
Bologna
515 mq
Conad Nord Ovest

Data di apertura
3 settembre 2026
Format e location
Lo store è stato rinnovato, confermando l’attenzione ai reparti freschi e freschissimi: ortofrutta, macelleria, pescheria con corner sushi e panetteria in modalità self-service oltre a gastronomia e salumeria servite.
Offerta
In linea con la tipica offerta dell’insegna.
Servizi
Orario: lun-dom 9-21. Tra i servizi a disposizione dei clienti figurano i locker per il ritiro degli acquisti e la possibilità di effettuare la spesa in negozio con consegna a domicilio. Il punto vendita accetta inoltre buoni pasto e buoni celiaci.
Addetti e casse
Dispone di due casse assistite e sei casse self e impiega complessivamente 20 addetti.

Dolomia: a Milano il primo temporary store firmato Blck

Lo studio multidisciplinare Blck sta ridefinendo i codici del brand Dolomia, sintetizzati nel primo pop up store aperto a Milano

Sarà attivo fino al 26 settembre il pop up store di Dolomia, il primo per il brand fitocosmetico nato dall’esperienza Unifarco, specializzato dal 1982 interpreta in benessere e bellezza.

Lo store

Il punto di vendita, progettato dallo studio multidisciplinare milanese Blck, è stato pensato non semplicemente come spazio di vendita ma anche come laboratorio e luogo di incontri, talk, esperienze e lanci di nuove linee di prodotto. Lo store si trova a Milano, in Corso Garibaldi, e si presenta con un linguaggio architettonico volutamente essenziale e contemporaneo, caratterizzato da materiali naturali come il legno e da superfici ispirate alla roccia dolomia. Elementi centrali dello store sono la grande “libreria” dedicata alle collezioni Dolomia e la fitoteca che accompagna il visitatore alla scoperta delle principali essenze botaniche impiegate nelle formulazioni.

La strategia

Il temporary store si inserisce in un progetto più ampio condotto da Blck per Dolomia,
che ha ridefinito i codici della marca partendo dai suoi valori fondanti, in particolare il
legame con le Dolomiti, la loro natura, i loro colori. L'iter seguito, infatti, coinvolge più aspetti che spaziano dall’identità valoriale, visiva e di linguaggio del brand fino al logo e alle sue declinazioni, dal packaging system ai brand content.

Il progetto si inserisce in una fase di evoluzione del marchio verso un posizionamento
d'eccellenza nel segmento di mercato beauty natural di fascia premium nel canale
farmacia -spiega Michele Bicego, fondatore e creative director di Blck-. L’obiettivo è di codificare e rafforzare una brand identity distintiva, capace di coniugare rigore scientifico e rispetto della pelle, design avanzato e sensorialità. Un passaggio strategico fondamentale per posizionare Dolomia come marchio rilevante sul piano emozionale, culturale ed etico per il consumatore contemporaneo”.

La forza della complessità e del territorio

Luca Gattiglia, Direttore generale di Sogegross (Agorà)
Family company e gruppo multicanale, Sogegross (Agorà) punta su presidio territoriale, rete flessibile, servizi e nuove funzioni del supermercato per affrontare una concorrenza sempre più articolata e competitiva

“Operiamo in cinque regioni, con Liguria e Piemonte come aree più strategiche, con una logica multicanale, che comprende super, superstore, cash carry, discount, prossimità, e online. Per noi questo significa presidiare il territorio”. A parlare è Luca Gattiglia, direttore generale di Sogegross, terza generazione a gestire l’azienda di famiglia, con i cugini Ercole, Maurizio e Vittoria, rispettivamente presidente, Ad e membro del Cda. Intanto, è entrata anche la quarta generazione: suo figlio Matteo.

Il passaggio generazionale resta uno dei nodi più delicati del retail italiano. Qual è il segreto del vostro equilibrio?

La prima regola è mettere sempre davanti l’azienda, limitando gli egoismi. La storia di Sogegross nasce da tre fratelli molto diversi tra loro, una diversità proseguita nelle generazioni successive. Non era scontato tenere insieme quattro cugini, con rami familiari differenti, ma ci siamo riusciti grazie al rispetto dei ruoli e all’attenzione alle piccole cose, quelle che costruiscono ogni giorno la fiducia. La famiglia resta presente, ma negli anni il gruppo si è anche managerializzato, rendendoci più forti anche grazie a una condivisione forte dei valori.

Chi è oggi Sogegross?

Una family company con circa 250 punti di vendita. Siamo un’azienda multicanale, complessa da gestire, con un fatturato 2025 di 1,2 miliardi di euro. Tre insegne rappresentano il cuore dell’azienda, in modo bilanciato come fatturato: Basko, il brand di riferimento per super e superstore, Ekom, la firma dei discount, mentre GrosMarket identifica i cash & carry. In aggiunta, Doro, che presidia la prossimità e che sta vivendo un momento di transizione.

La multicanalità continua a essere un vantaggio competitivo?

Sì, anche se vanno ben gestiti i costi perché si rischiano di duplicare funzioni, processi e scelte. Allo stesso tempo, però, dà opportunità enormi in termini di sinergie e di equilibri nei giri d’affari in momenti difficili, come durante il Covid. Essere multicanali ci consente di essere flessibili sulla rete: un negozio Basko che non performa può essere trasformato in Ekom o viceversa. Così presidiamo bene il territorio, tutelando anche le persone che lavorano con noi.

Secondo la sua esperienza, in che direzione sta andando il supermercato?

Per noi rimane la formula centrale, che sta ampliando il proprio ruolo come assortimento e come luogo di riferimento per territorio e comunità. In concreto, significa ampliare gli spazi dei freschi, sempre più strategici, e lavorare in modo profondo sui localismi per costruire filiere dedicate. Da tempo lavoriamo sul concetto di educazione alimentare, fornendo informazioni per una corretta alimentazione e sui prodotti. In questo contesto si inserisce Basko for Next Gen, una piattaforma che mette insieme iniziative sociali e culturali, progetti dedicati al benessere e alla sana alimentazione, valorizzazione dei prodotti locali, del km zero e delle filiere territoriali aggiungendo al negozio una funzione più sociale. L’idea è che il punto di vendita non sia solo un luogo dove fare la spesa, ma uno spazio capace di generare relazioni e valore per la comunità.

Anche la ristorazione con i bistrot oggi è un elemento di distintività?

Contribuisce e rendere lo store più attrattivo, aumentando la frequenza di visita. Consideriamo i bistrot parte integrante di un modello di supermercato sempre più orientato al servizio e alla relazione col territorio. È il valore che generano per l’intero ecosistema del negozio a fare la differenza.

Si tratta di soluzioni necessarie per contrastare una concorrenza più aggressiva... come quella di Esselunga?

Non posso dire che il loro arrivo ci abbia fatto piacere. Eravamo preoccupati, soprattutto per la forza del brand: ancora prima dell’apertura, i nostri clienti ne parlavano come se la conoscessero. Guardando indietro, è stata anche un’interessante opportunità. Ci ha spinti a migliorarci ancora, a livello di gestione, nell’attenzione ai dettagli negli store, nel rendere più attrattive promozioni e qualità della proposta assortimentale. Lavorando su questi elementi, siamo riusciti a bilanciare la situazione. E quando riesci a sviluppare il business dopo l’ingresso di un concorrente così forte, è un motivo di orgoglio.

Sul fronte digitale avete scelto un approccio selettivo. Perché?

Una decisione basata sulle risposte dei consumatori. Nel food, l’eCommerce è un servizio importante, ma che costa e non sempre garantisce adeguata redditività. Per questo, lo abbiamo limitato a Genova e lo decliniamo con il nostro dna: facciamo consegne in alcune aziende, gestiamo locker, accettiamo la spesa telefonica per gli anziani, strumenti, che, per noi, rafforzano la relazione con il territorio.

Come sta evolvendo GrosMarket?

È un pilastro della nostra azienda: abbiamo aperto il primo punto di vendita all’ingrosso nel 1970 e da lì è nata l’azienda che siamo. Oggi la sfida è puntare sul servizio, con soluzioni mirate e differenziate per le diverse tipologie di clientela: da una parte bar, operatori più infedeli e orientati al prezzo; dall’altra la ristorazione, pensando anche a catene medie e piccole. Nel primo caso cerchiamo di proporre soluzioni innovative anche esclusive grazie a buone relazioni con i fornitori, mentre per i ristoratori, più legati al fresco, ci siamo attrezzati per un’offerta di qualità e competitiva soprattutto per carne, pesce, ortofrutta e surgelati specializzati. In più, abbiamo incrementato il food delivery, che vale quasi il 30%. Questa crescita è anche legata alla maggiore fruibilità del portale che abbiamo creato ad hoc e che ha portato a un aumento delle ordinazioni online, che sfiorano l’80% degli ordini totali. Numeri anche legati alla presenza di una nuova figura professionale, meno venditore tradizionale e più account: si tratta di veri e propri consulenti, che seguono i clienti da vicino e sono in grado di dare suggerimenti in modo da anticipare le nuove tendenze.

Qual è la sfida più importante che vi attende per i prossimi anni?

Continuare a crescere senza perdere coerenza. Vuol dire migliorare l’efficienza di un modello complesso; per questo, stiamo costruendo un nuovo cedi di 12.000 mq a Trasta (Ge) pronto il prossimo anno. Significa usare meglio le leve di Agorà e Esd, per fare evolvere sempre più la rete in funzione dei territori, guardando con attenzione ai servizi. Vuol dire sottolineare la nostra forza, che resta la stessa: conoscenza dei territori, multicanalità, persone e una famiglia che continua a mettere l’azienda davanti a tutto.

Articolo tratto da Gdoweek n. 11-2026

Labello lancia i nuovi Lip Oil: la lip care incontra il trend beauty più virale

Gamma completa dei nuovi Labello Lip Oil: confezioni e flaconi delle tre shade Blossom Breeze, Red Velvet e Maroon Glaze, arricchite con ceramidi e boost di collagene per 72 ore di idratazione e brillantezza
Labello rinnova la gamma Labello Lip Oil unendo l'expertise nella cura delle labbra ai trend del make-up. Una formula potenziata con ceramidi e collagene e tre nuove shade cromatiche per intercettare le nuove esigenze dei consumatori e far crescere la categoria nella Gdo

Labello amplia la propria offerta dedicata alla cura delle labbra con il lancio dei nuovi Lip Oil, una novità che unisce trattamento, brillantezza e colore, interpretando una delle tendenze beauty più amate del momento. Con una formula rinnovata e tre shade ispirate ai trend più virali, il brand rafforza il proprio ruolo di punto di riferimento nella lip care, entrando con ancora più decisione nel territorio della lip beauty.

Da oltre 100 anni Labello è sinonimo di cura delle labbra e continua a evolversi per rispondere alle nuove esigenze dei consumatori. Oggi il confine tra skincare e make-up è sempre più sottile: prodotti multifunzionali che uniscono performance cosmetiche e benefici di trattamento stanno ridefinendo il mercato della bellezza. In questo scenario, i lip oil rappresentano una delle categorie più dinamiche e desiderate del settore.

Lip Oil Mania: il fenomeno che conquista social e consumatori

Negli ultimi anni i lip oils si sono affermati come uno dei fenomeni beauty più rilevanti, conquistando le beauty routine grazie alla capacità di unire trattamento, brillantezza e colore in un unico prodotto.

La loro popolarità continua a crescere anche su piattaforme social, dove questa categoria si conferma tra le protagoniste delle tendenze beauty contemporanee.

Per Labello, questa tendenza rappresenta un'importante opportunità per avvicinare nuovi consumatori, dialogando con il mondo del make-up attraverso una proposta che mantiene al centro l'expertise del brand nella cura delle labbra.

Nuovi Labello Lip Oil: trattamento e brillantezza in un solo gesto

Dopo il precedente lancio della categoria, Labello torna sul mercato con una versione completamente rinnovata dei propri Lip Oil. L'obiettivo è offrire tonalità più distintive e una formula ancora più performante, capace di rispondere alle aspettative dei consumatori di oggi.

La nuova formula contiene ceramidi e boost di collagene e garantisce fino a 72 ore di idratazione, contribuendo a donare alle labbra una sensazione di comfort, maggiore volume e una brillantezza intensa, senza effetto appiccicoso.

Labello Lip Oil: tre nuove shade ispirate ai trend più virali

I nuovi Labello Lip Oil saranno disponibili da settembre 2026 in tre colorazioni pensate per interpretare le tendenze cromatiche più attuali:

  • Blossom Breeze, delicata e luminosa;
  • Red Velvet, intensa e sofisticata;
  • Maroon Glaze, profonda e contemporanea.

Tre nuance studiate per valorizzare le labbra con un effetto colore naturale e luminoso, senza rinunciare ai benefici di un trattamento idratante.

L'innovazione secondo Labello

Labello è un brand che da oltre un secolo accompagna la quotidianità delle persone, evolvendosi costantemente insieme ai consumatori e ai loro stili di vita.

Come spiega Anna Vitiello, Marketing Director di Beiersdorf Southern Europe, “Oggi le nuove generazioni ricercano marchi autentici, capaci di coniugare qualità, rilevanza culturale e innovazione. Il nostro obiettivo è continuare a mantenere Labello un punto di riferimento nella categoria, interpretando i trend emergenti e costruendo connessioni sempre più forti con un pubblico giovane e attento alle novità. Innovare per noi significa restare fedeli alla nostra identità, valorizzando l’expertise che ci contraddistingue e traducendola in esperienze e prodotti in linea con le aspettative del mercato contemporaneo”.

Scopri di più sui nuovi prodotti Labello

Tavolamica ad Ancona amplia l’offerta e la capienza

Tavolamica è il format di Camst group pensato per la pausa pranzo: combina qualità gastronomica, sostenibilità e innovazione digitale

Aperto nel 2022, Tavolamica Ancona rappresenta uno dei principali ristoranti Camst nel territorio marchigiano, dove il gruppo opera da oltre 30 anni con attività che spaziano dalla ristorazione commerciale a quella scolastica, aziendale e sociosanitaria. Nella ristorazione commerciale, oltre a Tavolamica Ancona, Camst group gestisce in città Tavolamica Molo Sud; a Jesi, A Tavola da Camst e a Civitanova Marche Tavolamica NOI.

Tavolamica è il format di ristorazione commerciale di Camst group pensato per la pausa pranzo, che combina qualità gastronomica, sostenibilità e innovazione digitale. L'offerta propone ogni giorno menu vari e personalizzabili, consultabili anche tramite App, con informazioni nutrizionali e sugli allergeni. Attualmente la rete conta circa 30 ristoranti Tavolamica distribuiti nel Centro-Nord Italia, con presenza consolidata nelle aree industriali, direzionali e commerciali. Nel territorio di Ancona, Camst group ha 134 dipendenti e 100 soci, fatturato di circa 8,3 milioni di euro; sono 1,3 milioni i pasti prodotti ogni anno.

Tavolamica Ancona torna quindi a disposizione della clientela con spazi e servizi migliori, confermando l'impegno di Camst group a investire nella propria presenza sul territorio e nella qualità offerta. Una sala più ampia e confortevole per la clientela è la novità principale di Tavolamica Ancona, il ristorante self-service riaperto in via Totti 7, in una delle aree commerciali più frequentate del capoluogo, dopo circa un mese di lavori. L'intervento, del valore di circa 225.000 euro, ha aumentato la capienza del ristorante da 112 a 212 posti a sedere, e lo ha reso più funzionale per garantire spazi ottimali per diverse modalità di consumo, dalla pausa veloce al pranzo completo. Le opzioni disponibili, dalla pizza alle ciotole (Bowl), dai piatti freddi ai primi ai secondi, fino ai contorni e alle zuppe nelle stagioni fredde, prevedono infatti sistemi di esposizione e stoviglie differenti che, organizzati opportunamente, rendono il servizio più efficiente e più piacevole la pausa pranzo.

I circa 4.000 lavoratori presenti ogni giorno nel quartiere e i clienti delle numerose attività commerciali dell’area ritrovano quindi un’offerta ampia e variegata, in un locale rinnovato e più comodo, gestito da un team che è aumentato da 5 a 7 addetti.

Arneg e Incold: innovazione a Chillventa 2026

Soluzioni per la refrigerazione commerciale Arneg e Incold presentate a Chillventa 2026 con banco frigo, centrale e cella frigorifera
A Chillventa 2026 Arneg e Incold portano le ultime novità per la refrigerazione commerciale e il retail: dal concept TOWER RING all'isola IMOLA, fino alle centrali a CO2 PRISMA

Innovazione, efficienza e sostenibilità saranno al centro della partecipazione di Arneg e Incold a Chillventa 2026, la principale manifestazione internazionale dedicata alle tecnologie per la refrigerazione, la climatizzazione, la ventilazione e le pompe di calore. Dal 13 al 15 ottobre, presso Messe Nürnberg, il Gruppo Arneg presenterà a una platea internazionale di professionisti una selezione di soluzioni sviluppate per rispondere alle nuove esigenze del mercato.

Le novità di Arneg a Chillventa 2026 tra efficienza e sostenibilità

Tra le novità, Arneg porterà TOWER RING, il concept, recentemente svelato a EuroShop 2026 suscitando grande interesse nel pubblico, che ridefinisce il rapporto tra tecnologia e arredo nel punto vendita.

Pensato per negozi con spazi limitati o situati in contesti in cui non è possibile installare centrali dedicate all'esterno, il sistema consente a un’unica unità di raffreddamento di servire più banchi, integrandosi completamente nell’arredo e mantenendo la carica di refrigerante R290 di ciascuna unità entro i 150 grammi. A Chillventa sarà presentato in configurazione con OSAKA 3 LX, mobile verticale con porte.

In esposizione anche IMOLA, la nuova isola promozionale disponibile nelle versioni a temperatura normale (TN) e bassa temperatura (BT), con gruppo incorporato o remoto. Le linee pulite, le ampie superfici vetrate e le chiusure scorrevoli sono progettate per valorizzare i prodotti e migliorare la visibilità dell’esposizione.

Spazio anche a PRISMA, la nuova famiglia di centrali transcritiche a CO₂ ideale per mini-market e punti vendita di piccole dimensioni. Compatta, efficiente e sostenibile, garantisce elevate prestazioni in un ingombro ridotto e massima flessibilità di installazione.

A completare l’offerta Arneg saranno GLOBO, centrale della gamma a CO₂, HP CHILLER R290, e tecnologie evolute come Ring Systems e Glycol Systems, sviluppate per offrire flessibilità, controllo e performance.

Le soluzioni di Incold per la cold chain e la refrigerazione commerciale

Anche Incold, società del Gruppo Arneg specializzata nella produzione di celle frigorifere, sarà presente con soluzioni per la cold chain, tra cui celle frigorifere e porte ad avvolgimento rapido progettate per garantire qualità, sicurezza e affidabilità.

Chillventa 2026 sarà l’occasione per conoscere da vicino le tecnologie e i concept attraverso cui Arneg e Incold interpretano l’evoluzione del settore, con soluzioni sempre più efficienti, sostenibili e progettate intorno alle esigenze concrete dei professionisti e del mercato.

A Chillventa 2026 Arneg sarà allo Stand 9-428, Incold sarà allo Stand 9-328/330.

Scopri di più sulle soluzioni Arneg

Sviluppo rete in Area 1 dal 4 all’11 settembre 2026

Coop Lombardia triplica la presenza a Monza con un supermercato Coop di 850 mq. iN's Mercato (Pam), invece, sceglie Villa Cortese (Mi) dove inaugura un discount di 1.070 mq

COOP
Via San Rocco 44
Monza
850 mq
Coop Lombardia

Data di apertura
3 settembre 2026
Format e location
Terzo punto di vendita in città per l’insegna che replica il suo classico format.
Offerta
Come da tradizione.
Servizi
Orario: lun-sab 8-20.
Addetti e casse
Non disponibile.

IN’S MERCATO
Via Ferraris 1
Villa Cortese (Mi)
1.070 mq
iN’s Mercato (Pam)

Data di apertura
1 settembre 2026
Format e location
Si allinea alla consueta formula dell’insegna.
Offerta
Il cuore dell'offerta è rappresentato dai freschi: l’ortofrutta con oltre 90 referenze, comprensive di proposte bio; pescheria, macelleria con più di 70 articoli da filiere controllate a cui si sommano panetteria, gastronomia, latteria e salumi & formaggi.
Servizi
Orario: lun-sab 8-20.
Addetti e casse
Non disponibile.

Despar Nord: negli oltre 240 store i buoni pasto di Poste Welfare

Si amplia la collaborazione di Despar Nord con Poste Welfare per l'accettazione dei buoni pasto degli store Despar, Eurospar e Interspar

I buoni pasto emessi da Poste Welfare, società del Gruppo Poste Italiane, sono già disponibili nei 240 punti di vendita della rete di Despar Nord attivi in Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, a insegna Despar, Eurospar e Interspar. Si tratta dell’estensione del servizio che consentirà ai dipendenti del Gruppo Poste Italiane e delle altre aziende che stanno affidando la gestione dei propri Buoni Pasto a Poste Welfare di effettuare la propria spesa quotidiana in tutta la rete diretta Despar Nord.

I servizi alla cilentela

Questa operazione va ad arricchire i servizi già attivi sul territorio che comprendono già l'accettazione di buoni pasto e buoni acquisto erogati dai principali operatori del settore, tra cui Edenred, Up Day, Pluxee, Pellegrini e 360 Welfare.

Bram Wouters, direttore vendite di Despar Nord, commenta così il completamento dell’estensione di questo nuovo servizio a tutta la rete diretta del gruppo e dice: "Rappresenta un ulteriore passo nel percorso con cui cerchiamo di rendere i nostri punti di
vendita sempre più vicini alle esigenze quotidiane delle persone. Ampliare le possibilità di utilizzo dei benefit aziendali significa offrire alle persone maggiore libertà e flessibilità nella gestione della spesa quotidiana. Un servizio concreto che si inserisce pienamente nel nostro modo di interpretare la vicinanza ai clienti e alle comunità e che conferma il nostro impegno nel continuare a innovare e ampliare i servizi disponibili all’interno dei nostri punti vendita.

Conad Nord Ovest e Mondelēz Italia sperimentano il QR Code standard Gs1

immagine fornita da GS1

La transizione dal barcode tradizionale verso i nuovi codici 2D proposti da GS1 entra nella fase operativa. Con il progetto Sunrise 2027 all’orizzonte, la filiera del largo consumo e del retail si trova davanti a un cambio di paradigma: superare il limite dell’EAN-13 per abilitare, attraverso un unico simbolo, la tracciabilità granulare e l’interazione digitale. Il QR code standard GS1 è stato al centro del progetto di sperimentazione congiunta in Italia tra Mondelēz Italia e Conad Nord Ovest. Un test sul campo che ha visto dialogare direttamente stabilimento produttivo e store, fornendo indicazioni preziose a category manager, direttori logistica e responsabili IT.

Dalla linea di Capriata d'Orba di Mondelēz al checkout di Conad Nord Ovest

Il banco di prova è stato lo stabilimento piemontese di Capriata d’Orba, dove Mondelēz produce lo storico biscotto Oro Saiwa. L’obiettivo: integrare il GS1 Digital Link sia in modalità statica (pre-stampata su pack) sia con dati dinamici (GTIN, lotto e data di scadenza). L’aspetto più interessante per i direttori di stabilimento riguarda l’impatto impiantistico: lavorando con il solution provider Videojet, la marcatura termica è avvenuta sfruttando i macchinari già in linea per l'apposizione di lotto e scadenza. Risultato: nessun rallentamento del ritmo produttivo e nessun investimento in stravolgimenti di linea.

Il vero banco di prova per il retail si è giocato invece nella barriera casse, dove ogni frazione di secondo incide sui costi di gestione e sulle code. Conad Nord Ovest ha condotto test analitici su scanner biottici Datalogic Magellan 9400, strutturati in tre fasi progressive che hanno portato a un 100% di leggibilità e velocità pari all'EAN-13 tradizionale, azzerando le false letture. Sul piano architetturale, Conad Nord Ovest ha scelto un approccio pragmatico: lo scanner estrae solo il GTIN, scartando i dati dinamici per non congestionare i software gestionali legacy. Una soluzione ponte che garantisce fluidità immediata, predisponendo l'infrastruttura alla futura gestione di lotti e scadenze per prevenire lo spreco alimentare e gestire ritiri selettivi.

John Lewis rilancia i suoi ristoranti con un nuovo format

John Lewis ha aperto il nuovo flagship Platter a Oxford Street che rivela il nuovo format di ristorante in-store e sostituirà i 32 ristoranti del retailer

John Lewis ha aperto il flagship a Oxford Street che rivela il nuovo format di ristorante in-store. Si chiama Platter e sostituirà i 32 ristoranti John Lewis distribuiti da Exeter a Edinburgo per la fine del 2027, con i locali di Bluewater, Chichester e Reading già riaperti. Il programma fa parte di un piano pluriennale di investimenti di 800 milioni di sterline.
Platter a Oxford Street è la più completa espressione del nuovo concept di ristorante John Lewis, con una cucina aperta che serve la pizza realizzata con panetti stesi a mano, un reparto con specialità gastronomiche fatte sul posto, un angolo dessert, un bar stiloso che dà sull’atrio del negozio, e 50 coperture esterne sulla terrazza al 5° piano, che domina la high street più indaffarata della Gran Bretagna. Con 300 posti a sedere, Platter è uno dei più grandi ristoranti a Oxford Street.

Il flagship Platter a Oxford Street comprende anche una nuova Roastery. Un esperto torrefattore supervisiona la tostatura di una miscela arabica di caffè, fornita in esclusiva a John Lewis, da servire nella location di Oxford Street. Il caffè si può acquistare e portare a casa, sotto forma di chicchi o già polverizzato in apposite buste.

Platter ospita anche The Residency, a rotating pop-up launching con la pasticceria londinese The Eclectic Collection, i cui dessert a base di frutta si possono trovare solo nei suoi negozi.

Changing consumer trends
Il cambio del format riflette le evoluzioni e i cambiamenti degli stili di consumo. La ristorazione e l'ospitalità superano il 20% delle transazioni nei negozi John Lewis e le vendite sono aumentate di quasi il 10% nell’ultimo anno, anche perché i clienti trascorrono più tempo nei punti di vendita e trattano il cibo e il mangiare come parte del viaggio invece che come una sosta.

John Lewis ha aperto il primo caffè nel 1965 e ora ha 62 locali e ristoranti nel paese. I ristoranti sono gestiti in partnership con Benugo, una collaborazione che dura da dieci anni. Ogni Platter è progettato in base alla dimensione e al carattere del punto di vendita, perciò quello che i clienti vi troveranno varierà a seconda della location.

Coop per la scuola: progetto e campagna 2026 a tema salute circolare

Un frame dello spot Coop per la scuola 2026
Un'iniziativa educativa ad ampio raggio con Ilaria Capua, Giunti Scuola e Geopop. La comunicazione è firmata I’m Not a Robot

Come da tradizione, in periodo di back to school Coop torna con nuovi progetti legati al mondo della scuola e della cultura, un ambito storico per l'insegna, dove sta registrando anche positivi risultati attraverso Librerie.coop. Nel 2026, in particolare, il progetto Coop per la scuola affianca alla raccolta dei Buoni Scuola un percorso educativo dedicato alla salute circolare, cioè alla relazione tra salute delle persone, ambiente ed ecosistemi, mentre la sostenibilità si conferma strategica anche sul fronte interno. L’iniziativa coinvolge istituti di ogni ordine e grado e si basa sui contenuti sviluppati con la nota virologa Ilaria Capua, con Giunti Scuola e Geopop.
La comunicazione ruota intorno al progetto “Pensiamo Circolare” e utilizza come filo conduttore i quattro elementi – aria, acqua, terra e fuoco – per affrontare temi come cambiamento climatico, biodiversità e conseguenze sul benessere delle persone. La campagna pubblicitaria, ideata e prodotta da I’m Not a Robot, è in onda dal 30 agosto.

Il percorso didattico cambia in base all’età. Per le scuole dell’infanzia è previsto un “tabellone della salute circolare” con cui registrare le buone pratiche adottate in classe; dalla primaria in poi il programma comprende invece missioni, attività, esperimenti e un test conclusivo.
Al termine del progetto, 10 classi della primaria e 10 della secondaria di primo grado saranno estratte per partecipare a una giornata in un museo italiano con attività dedicate alla salute circolare. Per altre 10 classi delle superiori è previsto in primavera lo spettacolo “Pensiamo Circolare”, realizzato da Geopop e Ilaria Capua. Giunti Scuola cura invece le guide didattiche destinate a docenti e studenti. Geopop porta nel progetto anche la propria piattaforma divulgativa, che conta oltre 16 milioni di follower.

La campagna tra Ai, CGI e media tradizionali

Sul piano creativo, lo spot trasferisce il principio dell’interconnessione all’interno di un’aula: nel film compaiono elementi naturali e situazioni surreali, tra cui una nuvola che prende forma davanti agli studenti e una gru che attraversa la classe. La produzione è stata gestita internamente da I’m Not a Robot attraverso un workflow che combina Ai generativa, CGI e post-produzione. La campagna è declinata in uno spot da 30 secondi per la televisione e in una versione da 60 secondi per il web.
La pianificazione, affidata a EssenceMediacom (WPP Media Brand), comprende tv, Connected TV, web e punti vendita, collegando quindi la campagna istituzionale alla presenza dell’iniziativa nei supermercati.
Nei punti di vendita, invece, dal 10 settembre al 18 novembre, ogni 15 euro di spesa sono distribuiti bollini utilizzabili sia per la collezione di prodotti Alessi sia per ottenere buoni da destinare agli istituti scolastici, convertibili in materiali e strumenti per la didattica. L’operazione è realizzata con Promotica.

La campagna nazionale Coop per la scuola è attiva dal 2019, all’interno di un programma educativo che le cooperative di consumatori portano avanti dagli anni Ottanta. Secondo Coop, le diverse attività rivolte al mondo scolastico raggiungono complessivamente ogni anno circa 150.000 studenti e 7.000 docenti, attraverso circa 8.000 iniziative gratuite tra laboratori, animazioni, seminari, concorsi e progetti speciali.

Carni e Affini (affiliato del Gruppo Supercentro) entra in Crai e avvia il rebranding

L'accordo tra Gruppo Supercentro e Carni e Affini, già siglato a maggio, entra nel vivo oggi con l'ingresso degli store foggiani nella rete Crai

Promuovere le specificità locali e valorizzare le realtà imprenditoriali del territorio è tra gli asset di Crai che accoglie nella sua rete nuove realtà. Ne è un esempio concreto la partnership siglata tra Supercentro, entrato nel mondo Crai a gennaio di quest'anno, e il gruppo Carni e Affini che fa il suo ingresso ufficialmente nella rete del retailer.

L'accordo tra i due gruppi era stato siglato negli scorsi mesi: a partire da maggio, infatti, erano stati introdotti negli store di Foggia del gruppo Carni e Affini i prodotti a marchio Crai, per garantire una proposta ampia e diversificata per la spesa quotidiana. Oggi si compie un ulteriore passo in avanti attraverso un'operazione di rebranding che interesserà gli store già attivi nel foggiano i quali inseriranno anche il logo Crai nelle loro insegne.

Le dichiarazioni

"Questo rebranding valorizza il lavoro fatto finora e apre nuove prospettive di crescita, senza perdere la nostra identità -dichiarano i soci di Carni e Affini-. La partnership, d'altra parte, rappresenta per noi un passaggio strategico, che unisce la nostra esperienza nei freschissimi, in particolare nel comparto carni, con la forza e la visione di Supercentro e del Gruppo Crai. È un’integrazione costruita su valori comuni, quali qualità, prossimità e fiducia, che ci permette di crescere ulteriormente, mantenendo salda la nostra identità e rafforzando al tempo stesso l’offerta per i clienti e il legame con il territorio.

Il presidente del Gruppo Supercentro Michele Macripò invece aggiunge: "Oggi raggiungiamo un importante traguardo nel naturale processo di un percorso condiviso tra Supercentro e Carni e Affini. Questo passo rafforza la nostra presenza in Puglia e conferma la nostra visione: crescere insieme a imprenditori che credono nel valore del territorio e delle relazioni".

"In questo incontro, l’identità di un’insegna nazionale come Crai si integra con la forza di una realtà radicata come Carni e Affini, contribuendo a portare nei punti vendita un’offerta ancora più completa e attenta ai bisogni delle persone”, dichiara Giangiacomo Ibba, presidente del Gruppo Crai.

Il Viaggiator Goloso porta i suoi prodotti nelle piazze di Milano

Tre installazioni oversize anticipano la nuova campagna “Autentica Meraviglia Quotidiana”, sviluppata con Robilant

Il Viaggiator Goloso sceglie l’outdoor esperienziale per il lancio della nuova campagna “Autentica Meraviglia Quotidiana”. Dal 3 al 7 settembre tre riproduzioni oversize di altrettanti prodotti del marchio sono installate in alcuni punti centrali di Milano, in attesa dell’avvio della campagna pubblicitaria previsto per il 7 settembre.

L’operazione porta in "scala urbana" tre referenze della mdd: i Tortelli cacio e pepe in Piazza Castello, i Taralli rosmarino e patate in Piazza Cordusio e i Baci di dama in Piazza Gae Aulenti. Le installazioni, alte quattro metri e realizzate da artigiani specializzati, trasformano così il prodotto stesso nel principale elemento di comunicazione, utilizzando alcuni luoghi ad alta frequentazione come primo contatto con la campagna.

Il progetto comprende anche una componente di engagement sul territorio. Una mappa distribuita in loco collega le tre installazioni e segnala altri luoghi e dettagli della città; attraverso un passaporto i visitatori possono inoltre raccogliere un timbro in ciascuna tappa e accedere, una volta completato il percorso, a una sorpresa finale.

Sviluppata con Robilant, la campagna parte dal posizionamento costruito dal marchio intorno al tema della scoperta e lo traduce in sei key visual e un video hero. In questo caso il richiamo al viaggio non viene utilizzato per rappresentare destinazioni lontane, ma per associare l’esplorazione anche alla quotidianità e, soprattutto, alla scoperta di nuovi prodotti e sapori.

La scelta delle installazioni rafforza questa impostazione spostando la comunicazione dal tradizionale spazio pubblicitario allo spazio urbano: i prodotti diventano oggetti fuori scala e riconoscibili, pensati anche per essere fotografati e condivisi. È un passaggio coerente con una strategia che cerca di dare al marchio un’identità autonoma rispetto alla sua origine di private label. Nato nel 1999, Il Viaggiator Goloso è oggi anche un’insegna con 11 negozi monomarca in Lombardia e un assortimento di circa 1.400 referenze.

Alla fase teaser segue un piano media sviluppato internamente al Gruppo Finiper Canova. La pianificazione comprende Connected TV — tra Sky, Mediaset Infinity, Netflix, Disney+, Prime Video, Warner Bros. Discovery e RaiPlay — e televisione lineare, oltre a radio e digital audio, Google Ads, Meta Ads e video programmatic.
Resta centrale anche l’out of home, in continuità con l’attivazione nelle piazze: a Milano sono previsti dieci maxi teli, una domination di Piazza Gae Aulenti, 33 schermi nelle fermate della linea M5 e il maxi ledwall Coin di Piazza Cinque Giornate.

Gdoweekly #178. I conti di Alì (Selex). Aldi e Ikea: giù i prezzi. Focus mobili

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Alì assorbe i rincari. Aldi e Ikea: giù i prezzi. Mobili: tendenze di acquisto. Esselunga e Famila jv con l’idm. Unes (Finiper): ok Agcm per Emmeci e Mega

Ecco la nuova puntata di Gdoweekly, il #podcast di Gdoweek: ogni venerdì, 5 notizie sul mondo del #retail in 5 minuti!

Questa settimana:

  • Alì (Selex): i conti tengono mentre il retailer assorbe parte dei rincari
  • Aldi e Ikea abbassano i prezzi
  • Mobili: tendenze di acquisto secondo Gs1
  • Per Esselunga e Famila (Megamark-Selex) partnership con l’industria nel mondo food
  • Unes (Finiper Canova): dall'Antitrust ok all'acquisizione di Emmeci e Mega

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Sviluppo rete Non food dal 4 all’11 settembre 2026

Cisalfa Sport debutta a Parma con un negozio di 1.400 mq. Prènatal, invece, opta per Modena dove apre uno store di 1.025 mq. Infine, Scarpe&Scarpe arriva a Bolzano con un punto di vendita di 1.000 mq

CISALFA SPORT
Via Samuel Morse 14
Parma
1.400 mq
Cisalfa Sport

Data di apertura
3 settembre 2026
Format e location
Il negozio si trova al Parma Promenade ed è stato realizzato grazie a un investimento di oltre 1 milione di euro. È il primo negozio dell’insegna in città.
Offerta
Offre un assortimento composto da oltre 2.600 referenze suddivise per oltre 50 brand.
Servizi
Orario: lun-dom 10-21.
Addetti e casse
Sono stati assunti 15 collaboratori.

PRÉNATAL
Via Tacito 5/A
Modena
1.025 mq
Prénatal

Data di apertura
3 settembre 2026
Format e location
Secondo store nella provincia per l’insegna, fedele alla tradizionale formula.
Offerta
L’offerta è dedicata alle future mamme, alle neomamme e ai bambini da 0 a 10 anni con abbigliamento e accessori.
Servizi
Orario: lun-ven 9-13 e 15-19.30; sabato 9-19.30; domenica 9-13 e 15-19.30
Addetti e casse
Non disponibile.

SCARPE&SCARPE
Via Galileo Galilei
Bolzano
1.000 mq
Scarpe&Scarpe

Data di apertura
3 settembre 2026
Format e location
Lo store si trova all’interno del Centro Commerciale Twenty e replica il consueto modello.
Offerta
Classico assortimento per donna, uomo e bambino, con calzature, abbigliamento e accessori.
Servizi
Orario: lun-sab 9-19.30; domenica 10-19.30.
Addetti e casse
In organico 13 addetti.

 

Bistrò Famila (Megamark-Selex): arrivano le paste healthy

Megamark (Selex) porta in 12 Bistrò Famila la pasta healthy di Andriani. Così amplia l’offerta di ristorazione e le possibilità di collaborazione gdo-idm

Dopo il test in 6 Bistrò Famila (Megamark-Selex) di Bari, che porta le referenze di Andriani nella ristorazione del retail, si estende ad altri 12 punti di vendita della rete Famila. Il progetto, che propone un primo piatto realizzato con le referenze Felicia, ora arriva anche a Gallipoli (Le), Talsano (Ta), Brindisi, Manduria (Ta), Monopoli (Ba), Molfetta (Ba), Terlizzi (Ba), Cerignola (Fg), Manfredonia (Fg), Bari (via Giusso) e due punti vendita di Foggia. L’offerta comprende 12 ricette a rotazione sviluppate con diverse proposte da Andriani.

Megamark-Andriani: sodalizio gdo-idm

L’operazione testimonia il continuo interesse della gdo nel migliorare la propria offerta di ristorazione e rappresenta anche uno spunto di possibile collaborazione tra retail e industria di marca. Il negozio evolve sempre più un luogo in cui il consumatore può vivere un’esperienza più completa e scoprire nuovi prodotti e abitudini alimentari. “Questa iniziativa rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra industria e distribuzione possa generare valore condiviso -evidenzia Martino Galbusera, direttore commerciale di Andriani-. Il consumatore ha la possibilità di scoprire nuovi prodotti e nuove modalità di consumo, mentre il retailer e gli operatori della ristorazione possono arricchire la propria proposta con un’offerta distintiva e coerente con le nuove esigenze alimentari”.

Le ricette con la pasta di Andriani nei Bistrò Famila

L’iniziativa offre ai clienti la possibilità di assaggiare direttamente nel ristorante Bistrò Famila ricette realizzate con la pasta del marchio Felicia, prodotta da Andriani. Le ricette sono state studiate per offrire ai consumatori una proposta varia, gustosa e coerente con uno stile alimentare equilibrato, consentendo al personale dei Bistrò Famila una gestione efficiente del servizio. A supporto dell’iniziativa sono stati realizzati percorsi di formazione dedicati e materiali di comunicazione pensati per accompagnare il consumatore nella scelta. L’introduzione di ulteriori ricette è in fase di valutazione.

Come anticipato, l’iniziativa rappresenta anche un banco di prova della collaborazione industria-retail. Un banco di prova che potrebbe portare a nuove iniziative sulla rete di Megamark, player attivo con circa 600 punti di vendita a insegna Dok, Famila, A&O, Sole365 e Ottimo tra Puglia e Campania.

La Piadineria viaggia sempre più nel canale travel

Per La Piadineria il travel retail rappresenta uno dei canali più strategici per la crescita: nel mirino soprattutto le grandi stazioni italiane

La Piadineria punta sulle stazioni ferroviarie e gli aeroporti per lo sviluppo di una rete, già consistente (550 locali), che la rende la prima, dopo McDonald’s, catena italiana della ristorazione commerciale. Due le nuove aperture in collaborazione con Grandi Stazioni Retail: dopo Milano Centrale, arriva a fine ottobre anche a Napoli Centrale.

L’apertura del locale a Milano Centrale ha segnato l’avvio della rinnovata identità di marca La Piadineria e il debutto del nuovo logo. Nei prossimi mesi il restyling sarà esteso progressivamente a tutti i punti di vendita per rendere il marchio ancora più riconoscibile e contemporaneo.

Con queste nuove aperture, La Piadineria annovera 7 ristoranti nel canale travel: 2 negli aeroporti di Milano Malpensa e Orio al Serio e 5 nelle stazioni ferroviarie, grazie ai nuovi locali di Milano Centrale e Napoli Centrale che si aggiungono ai ristoranti già presenti a Roma Tiburtina, Roma Termini e Torino Porta Nuova.

Le stazioni centrali di Milano e Napoli sviluppano un traffico complessivo annuo di oltre 95 milioni di passeggeri e un ruolo centrale nei collegamenti ferroviari nazionali e internazionali. A Milano Centrale, La Piadineria ha aperto sul lato Piazza Luigi di Savoia, in un’area interessata da un importante percorso di riqualificazione e caratterizzata da un flusso significativo di persone grazie anche alla presenza del terminal dei bus da e per gli aeroporti.

Elemento distintivo del brand rimane la preparazione espressa: impasto fresco, prodotto quotidianamente nello stabilimento aziendale di Montirone (Brescia) secondo la ricetta proprietaria de La Piadineria; steso, cotto e farcito davanti al cliente dalla cucina a vista.

Roberto Longo, ceo di Gruppo La Piadineria

Il travel retail rappresenta oggi uno dei canali più strategici per la nostra crescita: luoghi di grande passaggio, dove intercettiamo un pubblico esigente e sempre in movimento, a cui vogliamo offrire la qualità e la rapidità che ci contraddistinguono -commenta Roberto Longo, ceo di Gruppo La Piadineria-. Sono anche vetrine che supportano il nostro piano di internazionalizzazione. Non è un caso che proprio da Milano Centrale, uno degli snodi più iconici e frequentati d'Italia, introduciamo già alcuni elementi del percorso di brand restyling: un passo che accompagna il percorso di sviluppo dell'insegna e la porta sempre più vicino a viaggiatori e cittadini, in Italia e non solo”.

 

Alessio Streccioni, chief commercial officer Grandi Stazioni Retail

“Siamo felici di accogliere il quarto punto di vendita di La Piadineria nel nostro network –aggiunge Alessio Streccioni, chief commercial officer Grandi Stazioni Retail–. Il nostro obiettivo primario è quello di trasformare le stazioni in vere e proprie destinazioni, luoghi accoglienti e da vivere, che vadano oltre il semplice concetto di transito. L'ampliamento della nostra offerta food con un brand italiano di alta qualità come La Piadineria conferma e rafforza con decisione questa direzione, permettendoci di offrire a viaggiatori e cittadini un'esperienza sempre più ricca e di valore”.

La crescita nel canale viaggio (travel retail) rappresenta un passo importante nella strategia di sviluppo del brand, che continua a portare la propria proposta in luoghi ad alta frequentazione, offrendo un’esperienza di ristorazione veloce, ma di qualità e personalizzabile.

Ristorazione e pagamenti, la rivoluzione di Kfc

KFC (Kentucky Fried Chicken) apre a ToDream il suo 90° store
KFC Italy ha avviato un progetto di miglioramento della tesoreria affiancato dal partner tecnologico Piteco (Gruppo Zucchetti)

KFC Italy (150 locali in Italia) -di seguito Kfc- ha avviato un progetto di miglioramento della tesoreria (partner tecnologico è Piteco Gruppo Zucchetti) che punta a trasformare l’attuale struttura operativa in un motore di controllo finanziario centralizzato, capace di gestire 14 società e 45 conti correnti in un contesto di flussi di incasso sempre più complessi e di accompagnare lo sviluppo con 30 nuove aperture previste nel 2026. Kfc vorrebbe anche spostare il talento del team dalle attività manuali ripetitive a basso valore aggiunto al supporto alle decisioni di business.

Il primo intervento riguarda i pagamenti dove Kfc ha introdotto regole operative precise: approvazione e registrazione contabile preventiva per ogni distinta, concentrazione delle uscite in soli due cicli mensili, sostituzione progressiva delle Ri.Ba. con bonifici e addebiti diretti. Una scelta, quest'ultima, che ha permesso di negoziare condizioni più favorevoli con i fornitori strategici, che vedono Kfc come pagatore ancora più affidabile e puntuale. Sul fronte della riconciliazione, il team ha implementato meccanismi di abbinamento automatico dei movimenti bancari tramite codice ABI e causale, affiancati da regole di spunta lanciate quotidianamente per ridurre progressivamente i movimenti da lavorare manualmente.

La roadmap 2026 di sviluppo della tesoreria prevede l’integrazione di CBC - Corporate Banking Communication, piattaforma che eliminerà uno dei colli di bottiglia ancora presenti nel processo: oggi gli estratti conto vengono scaricati manualmente dal remote banking e caricati in piattaforma, un’operazione che richiede e consuma tempo e vulnerabile a rischi di alterazione o compromissione dei file. Il team potrà così riorientare il proprio presidio verso le sole anomalie che richiedono un intervento diretto.

Riconciliazione degli incassi

La fase più complessa per un operatore del food retail moderno è la riconciliazione degli incassi. I flussi in entrata di Kfc Italy provengono da tre canali distinti: contanti, pagamenti digitali e piattaforme di delivery come Glovo, Just Eat e Deliveroo (con queste ultime che pesano circa il 15% del fatturato). Ogni piattaforma segue logiche proprie con tempi di pagamento differenti (settimanale, a 15 o 20 giorni), portali dedicati, documenti eterogenei e strutture di commissioni, trattenute, contestazioni e partecipazioni marketing che variano da partner a partner e che vanno a ridefinire l'incasso successivamente registrato in banca.

Le piattaforme di delivery impongono commissioni medie superiori al 18%, con punte oltre il 20% per un'azienda su tre, e nel 92% dei casi gli incassi sono differiti nel tempo, un fattore di rischio finanziario concreto per le imprese della ristorazione. Per affrontare questa complessità, Kfc ha avviato con Piteco la mappatura e l'automazione dei flussi in entrata, con regole di riconciliazione automatica per ciascun canale, un processo ancora in corso, che troverà la sua soluzione ed evoluzione definitiva con l’adozione di IDM - Intelligent Data Matching - soluzione dedicata all’analisi, il matching e la riconciliazione automatica di dati complessi e disomogenei. IDM riconcilierà in modo automatico la totalità degli incassi dal mondo degli operatori del food delivery che operano in modo differente, con portali dedicati e documenti eterogenei - PDF, CSV, Excel - che contengono voci di costo (commissioni, trattenute, contestazioni e partecipazioni marketing) variabili da partner a partner.

Per un gruppo in forte crescita come il nostro, la tesoreria non può più essere considerata una funzione puramente operativa -sottolinea Alessandro Caserta, Head of Finance and Treasury-. La centralizzazione dei pagamenti, l’automazione della riconciliazione e il presidio quotidiano della liquidità sono elementi fondamentali per sostenere lo sviluppo della rete, migliorare il controllo finanziario e liberare tempo del team da attività manuali a basso valore aggiunto. Con Piteco stiamo costruendo un modello più scalabile, sicuro e coerente con le ambizioni di crescita di KFC Italy”.

“Il food retail moderno è uno dei settori in cui la complessità finanziaria cresce in maniera estremamente veloce -aggiunge Paolo Virenti, ceo di Piteco-. La moltiplicazione dei canali di incasso digitale, la frammentazione delle piattaforme di delivery, la gestione multi-società su reti in continua espansione sono sfide che la Tesoreria tradizionale non è più attrezzata ad affrontare con strumenti manuali. Il percorso di KFC Italy dimostra come l’automazione dei processi di pagamento e riconciliazione non sia solo un’efficienza operativa, ma il presupposto per una pianificazione finanziaria accurata che guidi davvero le decisioni di crescita”.

Only si rafforza in Italia e sbarca a Biella

L'insegna di abbigliamento, specializzato nel denim, apre un punto di vendita a Biella, al centro commerciale Gli Orsi su 295 mq, con un'esposizione sviluppata su tre livelli

L'Italia rappresenta un mercato strategico per l'insegna Only (Gruppo Bestseller), specializzata nel denim, presente in 70 Paesi con oltre 4.500 negozi tra cui Francia, Spagna e Germania. La più recente apertura, realizzata all'interno del centro commerciale Gli Orsi di Biella, consolida la presenza del marchio di abbigliamento nel nostro Paese dove sono attualmente attivi circa 18 store.

Il punto di vendita

  • Si sviluppa su un'area di 295 mq 
  • Impiega 7 addetti
  • Dispone di 2 casse
  • Si rivolge prevalentemente a un target femminile che spazia dai 20 ai 45 anni, ma comprende anche articoli per uomo e bambino.

Lo store si estende su tre livelli e replica il classico format già testato sia per il full price che per gli outlet store. Lo spazio è suddiviso in diverse aree in base a trend e stili differenti, quindi per “outfit” e non per categoria merceologica, denim a parte. Una distinzione che semplifica le operazioni di acquisto e rende chiaro il target di riferimento delle varia aree dello store.

Siamo particolarmente orgogliosi di accogliere Only all'interno della nostra offerta commerciale -sostiene Luciano Morganti, direttore del centro commerciale Gli Orsi-. L'arrivo di un brand internazionale così apprezzato rappresenta un ulteriore passo nel percorso di crescita e valorizzazione del nostro centro, che punta costantemente a proporre ai visitatori marchi di qualità, capaci di interpretare le tendenze e rispondere alle esigenze di un pubblico sempre più attento e dinamico".

Sviluppo rete in Area 4 dal 28 agosto al 4 settembre 2026

Md consolida la rete in Sicilia con un'apertura di 1.100 mq a Sant'Agata di Militello (Ct). Ap Commerciale (Megamark/Selex) replica la formula every day low price di Sole365 ad Ariano Irpino (Av) e Santa Maria di Carità (Na), rispettivamente di 600 e 850 mq

MD
Via Asmara
Sant’Agata di Militello (Me)
1.100 mq
Md

Data di apertura
1 settembre 2026
Format e location
Il discount, realizzato su un immobile di proprietà, intercetta un bacino d’utenza di circa 12 mila abitanti in diversi comuni dei Nebrodi. L’area food rappresenta l’85% della superficie, mentre il 15% è dedicato al non food. Il discount si struttura su pianta quadrangolare e su 10 corsie, con macelleria take away, gastronomia sia assistita che a libero servizio, panetteria con pane sfuso a libero servizio.
Servizi
Orario: lun-sab 8-20.30; domenica 9-13 e 16.30-20.30. Dispone di un parcheggio scoperto con 90 posti auto.
Addetti e casse
Impiega 21 risorse. Dispone di 6 casse.

SOLE365
Rione Martiri 15
Ariano Irpino (Av)
600 mq
Ap Commerciale (Selex)

Data di apertura
29 luglio 2026
Format e location
Si allinea alla classica formula every day low price dell’insegna.
Offerta
L’offerta dei freschi comprende ortofrutta, gastronomia e macelleria. Presente anche l’enoteca.
Servizi
Orario: lun-sab 8-21; domenica 8.30-14.
Addetti e casse
In organico 28 persone.

SOLE365
Via Cappella dei Bisi 56
Santa Maria La Carità (Na)
850 mq
Ap Commerciale (Selex)

Data di apertura
30 luglio 2026
Format e location
Come da tradizione.
Offerta
Ampia offerta di freschi con frutta e verdura, gastronomia, macelleria, panetteria e cucina.
Servizi
Orario: lun-sab 7.30-22; domenica 8-22.
Addetti e casse
Il team di lavoro è formato da 40 addetti.

Aldi: oltre 1.000 articoli a prezzi ribassati

Aldi rinnova l'impegno per la convenienza diminuendo i prezzi di oltre 1.000 articoli del suo assortimento, che rappresentano circa la metà dell'offerta dell'insegna

Prezzo, qualità e fiducia sono le parole chiave della nuova fase di Aldi che punta all'essenziale e mira ad essere ancora più competitiva. Per questo motivo, l'insegna abbassa il prezzo di oltre 1.000 prodotti, che rappresentano circa metà del suo assortimento. Una scelta che il discounter comunica alla clientela sia all'interno dei punti di vendita, sia attraverso volantini e touchpoint dell’insegna. Nel payoff Back to basics si sintetizza la filosofia alla base di questa operazione che spinge la formula dell'every day low price per assicurare una convenienza continuativa.

La mdd

Strategica in questo iter è la marca del distributore, per Aldi elemento indispensabile per "costruire fiducia, raccontare la propria idea di qualità e rendere accessibile ogni giorno il meglio della tradizione produttiva italiana". Nell'assortimento dell'insegna, la mdd rappresenta oltre l’85%. Una percentuale significativa costruita anche attraverso una collaborazione stabile con i fornitori nazionali: infatti, circa l’80% dell’offerta food proviene da aziende italiane.

Il nuovo modello di discount

L'intera rete dei punti di vendita è stata oggetto di un'importante riorganizzazione strutturale, concepita per rendere l'esperienza e il percorso di spesa più fluidi ed efficaci. Questa evoluzione parte sin dall’area d'ingresso, in cui il reparto ortofrutta acquisisce una centralità ancora più marcata. In questa zona, una testata d'esposizione dedicata valorizza una selezione di prodotti stagionali proposti a prezzi particolarmente competitivi; contemporaneamente, la prima corsia accompagna in modo diretto il cliente verso le categorie merceologiche tipiche della spesa quotidiana delle famiglie italiane, quali uova, pasta, olio, sughi e altri beni di prima necessità. Allo stesso tempo, anche il comparto non-food assume una rilevanza sempre più strategica, grazie a una visibilità superiore e ad una collocazione decisamente più centrale all'interno dello spazio dello store.

Comptoir Libanais: a Venezia il terzo locale italiano

All'aeroporto Marco Polo di Venezia, la catena britannica Comptoir Libanais apre il terzo punto di vendita sul territorio italiano dopo le aperture di Milano Malpensa e Roma Termini

Terzo ristorante italiano per la catena britannica Comptoir Libanais, ispirata ai sapori e ai colori del Medio Oriente e del Nord Africa. L'insegna sbarca nella nuova area airside dell’Aeroporto Marco Polo di Venezia, grazie al sodalizio con Areas-MyChef. Il brand, fondato a Londra da Tony Kitous, triplica la sua presenza sul territorio italiano dopo le aperture al Terminal 1 di Milano Malpensa e alla Stazione di Roma Termini.

L’apertura di Comptoir Libanais all’Aeroporto Marco Polo di Venezia rappresenta una tappa fondamentale nel nostro percorso di espansione nei principali snodi del travel retail italiano -spiega Francesco Malservisi, direttore commerciale e marketing Italy di MyChef-Gruppo Areas-. Il nostro obiettivo è continuare ad arricchire la customer experience dei passeggeri offrendo proposte culinarie variegate, moderne e in grado di soddisfare le diverse esigenze di una clientela globale.”

Il locale

Lo store si sviluppa su una superficie di circa 90 mq. con un’ampia disponibilità di posti a sedere. Il layout degli interni, fedele alla filosofia del brand, riproduce l’atmosfera dei tradizionali souk mediorientali. Le pareti hanno toni accesi, le sedute sono variopinte, distintivi i lampadari pendenti e i cestini di fiori. Il punto di vendita è dotato di 4 casse, di cui 2 kiosk digitali dedicati al self-ordering e self-payment, che permettono di velocizzare le ordinazioni ed evitare attese. Oltre alla somministrazione, il locale offre anche una selezione di prodotti di merchandising dedicati. L'allestimento e la gestione operativa del locale rispecchiano criteri rigorosi in materia di risparmio energetico e idrico, riduzione delle emissioni di CO2 e selezione di materiali a elevata qualità ecologica, in linea con il progetto  promosso da Save per il perseguimento della certificazione Leed dell’aerostazione.

L'offerta

La proposta gastronomica copre l’intero arco della giornata. Tra i piatti forti proposti spiccano l'hummus, baba ganuj, pollo shawarma, insalate fattousjh, tagine e cous cous salad, affiancati da opzioni vegetariane e vegane, colazioni tipiche e limonate fresche fatte in casa arricchite con fior d'arancio o menta, oltre a tè alla menta e bevande tradizionali.

Ikea abbassa i prezzi di centinaia di articoli

Nuova iniziativa di Ikea per i consumatori italiani ed europei in generale. L'insegna abbassa i prezzi di numerosi suoi articoli

Ingvar Kamprad, fondatore di Ikea, aveva tracciato le linee della politica commerciale dell'insegna: “Offrire un vasto assortimento di articoli d’arredamento di buon design e funzionali a prezzi così vantaggiosi da permettere al maggior numero possibile di persone di acquistarli”. Su questa mission si è articolato lo sviluppo del marchio, oggi operativo in vari Paesi del mondo. In un contesto come quello attuale, sembra essere strategico assecondare ulteriormente il potere di acquisto dei consumatori con nuove iniziative. Per questo motivo il gruppo sta spingendo sulla democratizzazione dei prezzi di alcuni dei suoi articoli più iconici.

In questo ambito si colloca l'attività che interessa gli store italiani all'interno dei quali Ikea abbassa il prezzo di centinaia di prodotti con una riduzione media del 22%. Questa operazione si inquadra nel più ampio piano europeo da 1.2 miliardi di euro promosso da Ingka Group, il più grande rivenditore Ikea, altri franchisee del gruppo e Inter Ikea Group.

Su questa operazione interviene il ceo di Ikea Italia, Alpaslan Deliloglu, che spiega: “Abbassare i prezzi su centinaia dei nostri prodotti più amati, non è parte di una promozione isolata, ma è una promessa che facciamo alle persone di stare concretamente al loro fianco, rendendo la vita in casa migliore e più accessibile, ogni singolo giorno. Allo stesso tempo, stiamo investendo per rendere Ikea più accessibile, aprendo molti negozi di dimensioni più ridotte nell'ambito della nostra esperienza omnicanale.”
Un concetto su cui insiste anche Edoardo Posani, country commercial manager di Ikea Italia: "Vogliamo essere vicini alle persone nei momenti dell'anno caratterizzati da spese e bisogni specifici. Settembre è il mese in cui tutto riparte - scuola, lavoro e nuovi progetti - e richiede un supporto concreto. Per questo accompagniamo i clienti dal progetto alla realizzazione di spazi abitativi e attività commerciali".

Le iniziative nel passato e la strategia in Europa

L'attività era già stata sperimentata nel passato. In particolare, nel 2024 erano stati abbassati i prezzi in tutti i mercati Ikea. Quest’anno, invece, l'iniziativa si concentra sull'Europa e la selezione dei prodotti e la diminuzione dei prezzi varieranno da mercato a mercato.

Gli articoli interessati

La politica di riduzione dei prezzi coinvolge sia autentici simboli del design svedese, presenti da decenni nelle case di tutto il mondo, sia soluzioni modulari per il soggiorno e la cucina. In prima fila tra i prodotti riposizionati ci sono due pilastri della produzione del marchio come nel caso di Poäng, la poltrona con struttura flessibile in legno curvato, dal caratteristico supporto ergonomico, che vede il prezzo scendere del 12,5%, attestandosi ora a 69,95 euro. Ma c'è anche lo scaffale a cubi Kallax, disponibile da quasi tre decenni e utilizzabile sia in orizzontale/verticale sia come divisorio per ambienti, il quale beneficia di un taglio del prezzo fino al 29% oggi proposto a 55 euro.

I ribassi non si limitano però ai soli pezzi storici. Tra gli articoli coinvolti ci sono il soggiorno e relax (Kivik e Bestå) il primo ora disponibile a partire da 299 euro, con un calo del 25% sulla versione a due posti, mentre il secondo registra un ribasso medio del 26%. Infine, nell'ambito della cucina, Ikea riduce i prezzi in media del 26% per la linea 365+, la gamma di pentole, padelle e contenitori per alimenti diventata un punto di riferimento per milioni di consumatori che cercano praticità e ottimizzazione degli spazi in cucina.

La politica commerciale

Presente in Italia dal 1989, Ikea ha registrato lo scorso anno una flessione dell’1,5% nei valori rispetto al 2024, ma una crescita del 3,4% nei volumi. "Questi risultati -spiega il ceo- sono dovuti alla nostra politica di prezzi che ci ha permesso una riduzione del 15-20% sui prodotti più richiesti".

La seconda vita del vintage Ikea

C'è da dire anche che i pezzi più iconici di Ikea, che da anni spinge in modo importante anche le logiche antispreco e il second hand, sono diventati pezzi da collezione per gli appassionati del settore. Il vintage, in questo caso, costa e cresce di prezzo. Secondo quanto sostiene Catawiki in una nota ufficiale, il valore medio dei pezzi Ikea venduti sulla piattaforma è cresciuto del 20% lo scorso anno, mentre la spesa per oggetti del brand è già aumentata del 15% dall’inizio del 2026. Inoltre, pare che gli oggetti di design nati per la vita quotidiana diventino sempre più ricercati dai collezionisti. Christian Plat, esperto di design di Catawiki, commenta: “La percezione di Ikea è cambiata enormemente. Quando ho iniziato a collezionare e vendere design più di 25 anni fa, i pezzi Ikea non erano ancora considerati a tutti gli effetti oggetti di design da collezione. Oggi, invece, i collezionisti cercano attivamente il vintage Ikea, con una consapevolezza molto maggiore nei confronti dei designer, della rarità e della storia progettuale che si celano dietro questi oggetti. È proprio questo a renderli così interessanti: oggetti di uso quotidiano possono essere riscoperti, anni dopo, come qualcosa di davvero speciale.

In questo ambito, Catawiki traccia una classifica dei dieci pezzi Ikea più costosi mai venduti sulla piattaforma:

1. Karin Mobring – sedie Natura – 2,600 euro
2. Hella Jongerius – vasi PS Jonsberg – 2,450
3. Johan Bertil Häggström – divano Borkum – 1,500
4. Verner Panton – sedie Vilbert – 1,402
5. Virgil Abloh – tappeto MARKERAD “Wet Grass” – 1,211
6. Knut Hagberg – letto Kromvik – 1,111
7. Erik Wørts – poltrone Rondell – 900
8. Karin Mobring – poltrone Diana – 800
9. Bengt Ruda – poltrona IKEA – 700
10. Tord Björklund – lounge chair “Skye” – 470

Sviluppo rete in Area 3 dal 28 agosto al 4 settembre 2026

Eurospin consolida la rete nel Lazio con un nuovo discount a Vitorchiano (Vt), dotato di ortofrutta, macelleria, gastronomia e pescheria

EUROSPIN
Via de La Quercia 35/E
Vitorchiano (Vt)
Eurospin

Data di apertura
20 agosto 2026
Format e location
Lo store si trova in località Paparano Vitorchiano e rispecchia la tipica formula. Ad apertura l’ortofrutta, seguono sul perimetro macelleria e pescheria, affiancati dai banchi di gastronomia e panetteria, dal punto caldo.
Offerta
Migliaia di referenze alimentari e non alimentari.
Servizi
Orario: lun-dom 8.30-21. Accetta i pagamenti elettronici tramite bancomat e carta di credito e rilascia fattura su richiesta.
Addetti e casse
Non disponibile.

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