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Coop-Centromarca: match sui listini

Dall’abituale diplomazia che contraddistingue le estenuanti trattative per i rinnovi contrattuali tra idm e gdo si è passati a un linguaggio decisamente più crudo. Ad aprire le ostilità Coop, che in una lettera aperta, pubblicata sui quotidiani nazionali sotto forma di annuncio a pagamento sabato 1° novembre, denuncia il comportamento delle aziende, e in particolare delle multinazionali, che a fronte di una ridiscesa dei prezzi delle materie prime chiedono aumenti dei listini tra il 4 e l’8%.

La replica
La risposta degli industriali di Centromarca non si è fatta attendere, e ha bollato l’iniziativa di Coop come “demagogica”.
Che Coop non avrebbe accettato richieste ingiustificate di aumento dei listini per la verità il presidente Vincenzo Tassinari (nella foto) lo aveva detto senza mezzi termini già a Cernobbio al Forum di Coldiretti il 18 ottobre scorso. “Il rischio – aveva sottolineato Tassinari- è quello di innescare una spirale inflazionistica che avrebbe come effetto quello di deprimere ulteriormente i consumi in una fase di grave difficoltà per le famiglie”. Oltretutto in quella stessa occasione Camillo de Berardinis, ad di Conad, aveva espresso concetti del tutto analoghi, il che farebbe presupporre che la gdo su questo aspetto ha le idee chiare.

Strategia
Nella sua risposta Centromarca sottolinea invece che “nessun produttore - con mercati stagnanti, potere d’acquisto calante e competizione feroce - può permettersi di aumentare i propri listini se non assolutamente costretto e nella misura minima indispensabile”. Il rischio per le imprese secondo l’associazione è quello di compromettere la loro stessa tenuta. Una presa di posizione che fa pensare come oggi la scelta strategica sia quella di salvaguardare i margini più che i fatturati.

I consumatori
Nella schermaglia tra gdo e idm bisogna anche fare i conti con il solito convitato di pietra: il consumatore. Oggi un prodotto di largo consumo costa di più? Bene, il consumatore tipo si difende: ammesso che non si sia definitivamente convertito al discount e va al supermercato se non è interessato a un marchio preciso compra di volta in volta il brand in offerta (si trova inevitabilmente); se è interessato a un prodotto particolare e non lo trova in offerta al supermercato la volta dopo lo cerca in un altro pdv. Quanto poi un comportamento di questo tipo finirà per impattare su margini e fatturati saranno gli analisti di gdo e idm a doverlo dire.

GDOWEEK/AL 457

GDOWEEK 456 supplemento

Centro Domus, dove il design è di casa

La casa e il design sono protagonisti indiscussi del nuovo centro commerciale Domus, inaugurato a Roma il 29 ottobre nel polo commerciale della Romanina; l’accento sui prodotti per l’arredamento nasce proprio dall’ubicazione del centro, inserito in un ricco contesto di offerta commerciale data la presenza del centri Romanina, Tor Vegata, e Anagnina.

Domus servirà un bacino d'utenza con isocrona di 15 minuti per oltre 500.000 persone. Tra le insegne eddicate alla casa si segnalano sia medie superfici come Leroy Merlin, Trony, Upim, sia negozi specializzati. Locomotiva alimentare il supermercato Emmepiù.  Tra le altre medie superfici Intersport, per l’abbigliamento sportivo e Scarpe & Scarpe e Deichman per l’offerta di calzature.

In un’area di circa 80mila mq il centro Domus occupa una superficie coperta di 35 mila mq ed è servito da 2.000 posti auto complessivi. Frutto di un progetto di riqualificazione edilizia, la struttura si presenta su quattro corpi fabbrica (ex polo logistico) raccordate da 4.200 mq di gallerie con oltre 60 retailers che si incontrano nella piazza centrale dove si trova la food court di oltre 1.000 metri quadrati.
28 i mesi necessari per la realizzazione del centro, il cui cantiere ha impiegato oltre 350 posti di lavoro. Domus, infatti, ha portato un valore aggiunto sia in termini di indotto di aziende locali coinvolte nella realizzazione del progetto sia di assunzioni di nuovi collaboratori, che saranno complessivamente circa 600 tra medie superfici, negozi e attività di servizio.

Promotore e proprietario è la società Poceco  di Roma, costruttore è stata la società ICP sempre di Roma, entrambi facenti capo al Gruppo Savex Sas attivo nell’industria alberghiera e alimentare. Il centro ha richiesto 28 mesi di lavoro e ha portato alla creazione di 600 nuovi posti di lavoro.

Conad, più servizi contro il calo dei consumi

Un cambiamento strutturale del modello dei consumi, in cui si va ben oltre la diminuzione degli scontrini medi, ma si registrano frenate anche sui beni non comprimibili: il risultato è un altro rallentamento delle vendite e una modifica delle abitudini del cliente. Inoltre, non è detto che, recuperando potere d'acquisto, tornerà a consumare come prima. Questo comporterà una selezione naturale tra i retailer, i quali dovranno adeguare le proprie politiche a una situazione completamente nuova. Questo è il pensiero di Camillo de Berardinis, amministratore delegato di Conad, intervistato da Gdoweek.

In questo contesto quali sono le vostre priorità?
È tassativo riposizionarsi, recuperando efficienza e riducendo costi di filiera e margini, per trovare risorse da investire.

Quali sono le principali aree su cui investire?
In politiche più aggressive. Abbiamo decurtato di 90 milioni i nostri margini, trasformandoli in attività promozionali nazionali, soprattutto sulle Pl. Ciò ci ha premiato, con performance migliori della media dei concorrenti. Abbiamo anche riqualificato la linea Conad e lanciato nuovi marchi: la gamma top Sapori&Dintorni e Creazioni d'Italia, per Coopernic.

La multicanalità continua a rispondere alle esigenze dei clienti?
Sì, in base alle esigenze delle diverse fasce di consumatori. Per questo, il nostro obiettivo è far vivere tutte le nostre insegne - dalla prossimità agli ipermercati - come punti di riferimento, che a un'offerta tradizionale alimentare con un buon rapporto qualità/prezzo abbinano una vasta scelta di servizi, concepiti in un'ottica moderna e declinati in funzione dei singoli formati.

Come si definisce un servizio moderno?
Costruendo un pacchetto di attività aggiuntive e d'integrazione, in grado di qualificare ulteriormente l'offerta dei nostri pdv e centri commerciali.

E quali nuovi business avete individuato?
Oltre all'abbinamento ristorazione-supermercato e al progetto europeo Eupay, attivo da oltre un anno in Toscana, relativo alla possibilità di pagare bollette e tasse comunali nei nostri pdv, stiamo testando la vendita sia di servizi assicurativi - in Emilia Romagna - sia di energia elettrica. Crediamo ci siano potenzialità legate alle carte ricaricabili, che saranno annunciate a breve anche in Italia, esperimento che potrebbe anche ampliarsi al gas.

Anche Leclerc potrebbe suggerirvi nuovi orizzonti ...
Con Leclerc e con i partner di Coopernic c'è uno scambio sempre più proficuo di esperienze e informazioni. Oggi, guardiamo con interesse il successo di Express Drive E. Leclerc, che permette di fare la spesa dal sito internet e ritirarla all'ipermercato, soluzione che ha attirato molti clienti nuovi, al punto da testarla anche senza l'appoggio di un pdv, ma limitandola al solo magazzino. Inoltre, stanno tentando una strada analoga nei prodotti pesanti (pneumatici, detersivi, acque, vini): il consumatore seleziona su un terminale i prodotti, che gli sono consegnati alla macchina dopo il pagamento. Sono soluzioni semplici, dai costi non elevati, ma che richiedono location adatte: soprattutto grandi città, zone ad alta concentrazione di uffici o vicino a località turistiche.

Pensa di applicare queste proposte anche in Italia?
Se avessi un ipermercato a Milano... Ci stiamo pensando. Intanto, oltre che importare progetti, esportiamo esperienze.

Vale a dire?
Leclerc non gestisce la ristorazione: per questo è interessato a self service in-store che abbiamo realizzato nel supermercato di via Gonin a Milano. È un'attività che funziona e che pensiamo di replicare nei superstore. Finora, abbiamo individuato una ventina di posizioni nel Nord e in Toscana. È un modo per far evolvere l'offerta con soluzioni che, dieci anni fa, non avremmo neanche immaginato.

Parliamo delle stazioni di carburanti. Quali i progetti a breve?
Crediamo nel settore, intendiamo lavorarci in maniera prioritaria. Abbiamo già presentato una trentina di richieste, legate perlopiù ai nostri ipermercati e superstore. Oggi, in virtù della nuova normativa, siamo convinti di poter riuscire a ottenere autorizzazioni in tempi più rapidi.

Notizie positive anche per le parafarmacie?
Abbiamo aperto 30 parafarmacie di 70-100 mq, all'interno d'ipermercati e in galleria. In entrambi i casi, riusciamo a guadagnare, contribuendo alla marginalità grazie a fatturati che, in alcuni casi, superano il milione. Per questo, le stiamo inserendo anche nei superstore.

Per superare i limiti dello sviluppo, c'è chi propone di diffondere l'associazionismo tra benzinai e farmacisti: è un progetto realizzabile?
In entrambi i comparti, vogliamo aprire impianti di nostra proprietà: quindi, ipotizzare cooperative di benzinai e farmacisti per ora non è tra le nostre priorità. Certo, alcune forme di aggregazione potrebbero aiutare a superare i vincoli, soprattutto sul fronte degli acquisti delle benzine e nella gestione dei depositi. Più praticabile, invece, una collaborazione sull'occupazione, con l'eventualità di assorbire, nelle nostre stazioni, personale in esubero.

Per le farmacie ci sono maggiori possibilità?
È un argomento sul quale riflettere: potremmo offrire servizi, assortimento e sostegno finanziario, permettendo agli operatori di stare sul mercato e crescere, come facciamo con i nostri soci.
Si parla molto di chilometro zero.

Cosa ne pensa?
L'idea che i prodotti freschi viaggino meno trova tutti d'accordo e richiede una gestione locale, già largamente utilizzata nei nostri pdv. Così, però, non si risolvono le difficoltà della filiera agricola, ancora lunga e polverizzata. Perciò, è necessario trovare meccanismi di sostegno, con depositi di stoccaggio e spazi per le prime lavorazioni, che permettano ai produttori di diventare più competitivi in maniera continua.

Un'ultima domanda sui rapporti idm-gdo: quali le prospettive?
Per ora, non ci sono passi in avanti. Conad, insieme con altre organizzazioni, alla stesura di una legislazione ad hoc preferisce formule di autoregolamentazione del settore: la legge può e deve perseguire gli eventuali abusi, ma non può regolare nè intervenire in trattative tra privati. Personalmente ritengo che dovrebbe essere dato più potere all'Antitrust, da un punto di vista sanzionatorio nella verifica di posizioni dominanti. In ogni caso, l'obiettivo è sviluppare un confronto costruttivo per realizzare partnership proficue.

Meno soldi e più saldi

Nonostante i continui allarmi sul riscaldamento globale del pianeta i commercianti temono un inverno freddissimo per i loro incassi. E i più preoccupati di tutti appaiono, crediamo a ragione, i dettaglianti di abbigliamento. Negli ultimi anni la concomitanza di una serie di fattori ha messo in seria difficoltà la categoria: la crisi economica, il cambio dei modelli di spesa (se compro un telefonino in più e il mio stipendio resta uguale compro un vestito in meno) l’arrivo delle grandi catene internazionali e anche a suo tempo un’interpretazione per così dire disinvolta del cambio lira/euro che ha fatto fuggire i clienti.

Saldi e crisi
In realtà da anni ormai i commercianti di abbigliamento fanno i loro migliori affari nel periodo dei saldi invernali, che, con regole diverse città per città, si avviano subito dopo Capodanno. Le associazioni dei consumatori chiedono la liberalizzazione completa delle vendite scontate e in particolare premono perché già da quest’anno sia possibile effettuare i saldi nel periodo delle vendite natalizie.
Le due grandi organizzazioni dei dettaglianti, Confcommercio e Confesercenti, non sono d’accordo; in particolare Renato Borghi, presidente di Federmoda-Confcommercio, sostiene che in questo modo si eroderebbe in maniera decisiva la marginalità delle imprese.

Sondaggio
Una presa di posizione inevitabile dal punto di vista sindacale, dato che un’indagine commissionata dalla stessa Federmoda ammette che se oltre il 70% dei consumatori vorrebbe completa libertà di saldo ben il 68% dei commercianti sarebbe del tutto contrario. Ed è una posizione che probabilmente si scontra con due realtà: la prima è che i commercianti ormai comprano le collezioni sapendo che saranno vendute in saldo e su quello fanno i loro conti; la seconda è che a prezzo pieno quest’anno si venderà ben poco.

Normativa
Le associazioni di categoria sarebbero invece per un’unificazione nazionale del calendario dei saldi. Un po’ di ordine nella sovrapposizione di norme regionali, locali, comunitarie e statali che regolano il commercio sarebbe senz’altro utile. Se possiamo aggiungere una considerazione, questa non pare la più urgente delle razionalizzazioni: dubitiamo infatti che, poiché i saldi a Napoli cominciano in genere qualche giorno prima rispetto a Milano e Roma, dalle due città si muovano frotte di aspiranti acquirenti per approfittarne. Con quello che costano treni e benzina...

Mostra fotografica e convegno a Milano sulle “Changing Cities”

In occasione del 100° numero di Area, edito da BusinessMedia, presso l'Urban Center di Milano (il centro multimediale del Comune che accoglie e promuove progetti che illustrano la trasformazione della città di Milano) dal 5 al 10 novembre verranno esposte gigantografie che illustrano alcuni progetti tratti proprio da Area 100, accompagnati da video e da illuminazione suggestiva.
Il titolo è Area 100 - Changing Cities e tratta il tema delle città come luogo in perenne mutamento. Esse cambiano e si modificano in quanto spazi della vita e delle attività umane ed esprimono, come ogni organismo vivente, una instabilità indotta dai comportamenti risultando sensibili alle condizioni climatiche, alla disponibilità di risorse, alle decisioni di chi le governa o semplicemente le attraversa.

Convegno al Palazzo Giureconsulti
Al tema della città e alle sue dinamiche di evoluzione e cambiamento è dedicato un convegno che si svolgerà il 10 novembre ore 9.30-13, presso la Sala Colonne di Palazzo Giureconsulti che intende indagare i perenni
mutamenti delle metropoli contemporanee e come la disciplina architettonica, seppur debolissima rispetto alle pressioni economiche e di governo del territorio, possa orientare le scelte politiche attraverso la creazione di una propria “architettura della città” e lettura dei fatti urbani.”

Apre a I Gigli la prima Casa di Baboo italiana

Arriva anche in Italia lo spazio bimbi ideato da PTA Group in collaborazione con Dedem Automatica.
Già rodato all'estero -dapprima negli Stati Uniti e quindi in Spagna, Portogallo e Inghilterra- si tratta di un format innovativo dedicato all'edu-entertainment dei piccoli visitatori dei centri commerciali. Accolti dall'orsetto Baboo, mascotte di Boobaloo, i bambini vengono trasportati nel mondo fantastico dei cartoon dove personale qualificato li intrattiene con attività sia ludiche sia educative, su tematiche quali educazione stradale, sostenibilità ambientale, senso civico, salute, alimentazione e natura.

Uno shop-in-shop per peluche personalizzati

Il progetto include anche lo shop-in-shop MyBaboo, in cui i bimbi possono creare il proprio peluche, a partire dalla scelta del cucciolo preferito sino a quella di abiti e accessori, il servizio viaggi Le avventure di Baboo e l'InfoFun, un totem che fornisce informazioni sul centro commerciale sul cui retro si trovano simpatiche sorprese a tema per i bimbi.

L'inaugurazione -curata da PTA Group in collaborazione con Larry Smith, società di gestione del centro commerciale fiorentino, ed Eurocommercial Properties Italia- si terrà venerdì 7 novembre alle ore 17.

Upim punta a uno sviluppo multinsegna in Italia e all’estero

Grazie al miglioramento dei risultati economici, che ha segnato la conclusione dell'intensa fase di turnaround, Upim si focalizza su nuovi obiettivi di crescita attraverso progetti di sviluppo e di rilancio dell'insegna sia in ambito nazionale sia internazionale.

Lo sviluppo in Italia
Profumeria (alla quale è stato dedicato il marchio Bellezza&Benessere), BlukidsCroff e Rosa Thea saranno i principali soggetti della nuova stagione di Upim.
Per la profumeria, che prevede un completamento di estensione con la linea uomo, tra la fine del 2009 e il debutto del 2010, verranno realizzati negozi stand alone come progetti pilota, e quindi solo successivamente -a secondo degli esiti- si avrà uno sviluppo di questa catena. Più certo il numero dei pdv dedicati ai bambini (abbigliamento, accessori, giocattoli ecc): i blukitds -oggi 5, di cui a Lecce la prossima apertura il 15 novembre- arriveranno a quota 15, con superfici tra i 200 e i 250 mq.
Anche per Croff (vedi Gdoweek 456, pag. 30), attualmente proposto come shop in shop e come linea aggiuntiva di Upim Casa, la sfida è di uscire dal punto di vendita e verificare la sua possibilità di dare vita a una catena per la casa. Tempi previsti: 12-18 mesi.
Un altro passo previsto da Upim è quello di realizzare shop in shop dedicati alla linea di abbigliamento Rosa Thea, che va incontro alle esigenze delle donne con taglie grandi. “Dietro a questo progetto -dichiara Luca Rossetto, amministratore delegato Upim - c'è un lavoro di ricerca statistica e di marketing. In Italia, infatti, buona parte delle donne indossa la taglia 44/46. Ma una buona fascia della popolazione veste tagli più forti: non per questo desidera rinunciare a un tipo di abbigliamento in linea con i trend”.

Lo sviluppo all'estero
Due sono le aree su cui Upim punta: quella mediterranea e quella dei Balani più vicina all'Italia. Il progetto di sviluppo all'estero, avviato quest'anno con l'inaugurazione del primo negozio a Tirana (oltre mille mq), ha visto anche l'apertura (di questi giorni) a Zagabria, a cui seguiranno 4 pdv a Malta e uno in Croazia.
“La decisione di realizzare un piano di espansione all'estero -aggiunge Rossetto- è frutto della consapevolezza che oggi Upim è in grado di proporre formule commerciali attraenti e di assoluto valore a clienti e imprenditori qualificati. Anche per questo, in Italia contiamo di affrontare con successo l'attuale difficile contesto di mercato, sempre più selettivo e con clienti sempre più attenti al rapporto qualità/prezzo”.

I numeri di Upim
Upim ha un fatturato di oltre 550 milioni di euro, fatto che la pone tra le prime 15 catene “non food” presenti in Italia. Sempre secondo dati aziendali, è al 4° posto in Italia per fatturato nell'abbigliamento adulto, in quello per bambino, registra una crescita di oltre il 60% in quello bambino (fra il 2005 e il 2007). Con una dimensione di 300mila mq complessivi, si colloca fra i primi tre operatori nella distribuzione moderna dell'abbigliamento. Inoltre, è fra le 3 più grandi catene di profumeria in Italia e fra le prime 10 catene del settore Casa, includendo anche le grandi catene specializzate in arredamento.
Upim, impiega circa 3.500 persone ed è presente capillarmente su tutto il territorio nazionale con 148 negozi diretti e 202 in franchising.
Dal maggio del 2005, Upim è una Società autonoma (srl), acquisita da un consorzio formato da Investitori Associati (46%), Deutsche Bank (30%), Pirelli RE (20%) e Famiglia Borletti (4%) che tuttora ne detengono la proprietà. 

Autogrill e Spirito di Stella insieme per progettare una nuova area ristorazione

Autogrill, nell’ambito del progetto Afuture, e l’associazione Onlus Spirito di Stella lanciano l’edizione 2008 del Concorso internazionale per la progettazione di spazi che permettano a tutti di vivere meglio, in linea con la filosofia seguita da Andrea Stella, presidente della Onlus, nella costruzione del primo catamarano senza barriere architettoniche.

Il concorso è rivolto a professionisti dell’architettura, della progettazione e del design, oltre che a studenti di architettura, ingegneria e disegno industriale, che, entro il 16 marzo 2009, dovranno consegnare lavori relativi a una nuova concezione del ristorante free flow a libero servizio e della zona relativa zona seduta all’interno degli Autogrill, basandosi su fattori di accessibilità e fruibilità.

L’edizione dello scorso anno del concorso ha visto la partecipazione di oltre 220 progetti proposti da quasi 500 partecipanti, progetti che saranno, a breve, pubblicati in un libro. Proprio sulla base di uno dei progetti vincitori dello scorso anno messo a punto da Simona Montesi, Autogrill sta realizzando la zona bancone dell’area di sosta di nuova concezione di Mensa (Ra) in apertura all’inizio del prossimo anno.

Ulteriori dettagli sul sito Autogrill e su quello di Spirito di stella.

Bologna, laurea scontata con la Coop

I costi dell’istruzione sono al centro del dibattito di questi giorni. Anche per questo appare significativo il  contributo all’abbassamento delle spese per l’università proposto da Coop Adriatica, che ha lanciato la vendita negli Ipercoop e in 24 supermercati di Bologna e provincia di testi universitari con lo sconto del 10% a tutti i clienti; l’entità della riduzione arriva al 15% per i soci Coop.
Considerando una spesa media per testi di 270 euro l’anno il beneficio per i clienti andrà da 27 a 40 euro l’anno; inoltre gli studenti dell’Alma Mater che si assoceranno alla Coop riceveranno un buono spesa da 25 euro, pari cioè al costo dell’adesione.

In tutti i pdv coinvolti nell’iniziativa gli studenti potranno prenotare volumi di tutti gli editori nazionali e per tutto l’arco dell’anno, con eccezione della pausa natalizia e delle ferie estive; nel giro di sette giorni il cliente avrà notizia sulla effettiva disponibilità dei testi ordinati, che saranno disponibili in negozio entro un paio di settimane, a meno che non siano già presenti a magazzino.

“È un’innovazione di grande valore sociale- commenta il presidente di Coop Adriatica Gilberto Coffari- con la quale rafforziamo la rete degli interventi a favore di chi studia; la nostra iniziativa di sconti sui libri di testo per le scuole medie e superiori ha permnesso a 12.800 famiglie bolognesi di risparmiare 330mila euro sui 115mila volumi ordinati”.

Gruppo Coin si aggiudica Melablu

Con l'obiettivo di ampliare l'attuale network OvsIndustry, Gruppo Coin ha raggiunto un accordo per l'acquisizione del 100% del capitale sociale di Tre.bi spa, società a capo della catena di negozi di abbigliamento Melablu.
Con un giro d'affari 2007 di circa 100 milioni di euro, l'insegna, che si connota per un'offerta giovanile e conveniente, ha al suo attivo 60 punti di vendita diretti. Forte di una superficie media pari a 1.000 mq, la rete di negozi Melablu si sviluppa prevalentemente al nord Italia con una maggiore presenza in Lombardia (32 pdv), Piemonte (11 pdv) ed Emilia Romagna (7 pdv). Meno sviluppato il centro Italia con soli 3 negozi (uno nelle Marche e 2 nel Lazio), mentre il sud annovera solo un negozio in Campania.
Con questa acquisizione Gruppo Coin consolida la sua presenza nel segmento fast fashion in Italia e arricchisce il proprio portafoglio con ulteriori location di qualità.

Consumi “verdi”, un’opportunità di business da potenziare

I consumatori italiani sono sempre più sensibili alle tematiche ambientali, ma l’offerta da parte delle aziende è ancora inadeguata. È questo lo scenario che emerge dalla survey Alla ricerca di nuovi giacimenti di consumatori retail: dal Green Stakeholder al Green Consumer, condotta dalla società di consulenza internazionale Arthur D. Little su una popolazione di oltre mille consumatori a livello nazionale, di età compresa fra i 18 e i 60 anni, in possesso almeno di diploma medio-superiore.

L’80% degli intervistati ha dichiarato di considerare la sostenibilità ambientale un tema attuale ed urgente, mentre il 18% pensa che sia ormai troppo tardi per intervenire e solo 2% ritiene che sia un tema futuribile.
Un interesse non solo ideologico, considerato che per il 90% si riflette già sul loro stile di vita e di consumo. In particolare, il 68% sostiene di impegnarsi a favore dell’ambiente, quotidianamente e senza intermediazione, nei propri acquisti, nelle modalità di trasporto, nei consumi di energia e nella scelta dei servizi. Il 16% si ritiene inoltre capace di influenzare i comportamenti di colleghi, amici e parenti mentre il 6% desidererebbe che aziende e istituzioni fossero più responsabilizzate sull’argomento.

Il business verde è congeniale alla gdo

Il 44% del campione considera l’impegno da parte delle aziende sul fronte dell’ecosostenibilità addirittura imprescindibile, e un altro 53% lo valuta attrattivo e differenziante, a prescindere dal settore di attività. Anche se alcuni business appaiono evidentemente più congeniali: così le aspettative maggiori vanno verso il settore della gdo (98%), mentre la percentuale di chi è convinto che i player attivi nei settori delle telecomunicazioni e dei servizi finanziari possano giocare un ruolo concreto nella sostenibilità ambientale scendono rispettivamente a 92% e 81%. A parità di servizio offerto, per quanto riguarda la gdo passerebbe a un’azienda più “verde” l’85% del campione, mentre la percentuale scende a 89% nelle telecomunicazioni e al 76% nei servizi finanziari. E ancora, per la metà dei consumatori nessun brand è già di riferimento nell’industria dei servizi finanziari e telefonici, mentre per quanto riguarda la gdo, il 67% degli intervistati riconosce almeno un brand specificamente impegnato a tutela dell’ambiente.

Più del 50% degli intervistati dichiara di essere disposto ad acquistare più prodotti “verdi” a fronte di un aumento dell’offerta e dell’informazione. Il 43% di coloro i quali hanno effettuato nell'ultimo anno acquisti verdi vi ha dedicato una quota di portafoglio che va dal 5 al 20%; il 30% si è dichiarato disposto a pagare un premium price pari o maggiore al 10%, riconoscendo in tal modo grande valore al prodotto/servizio che ha acquistato.

Esperya e Olio&Farina in partnership per e-commerce e franchising

E-commerce e franchising diventano carte vincenti per incrementare l'esportazione di prodotti certificati e di qualità del Made in Italy in tutto il mondo.  Per incrementare l'esportazione di prodotti agroalimentari certificati e di qualità all'estero, Esperya (Gruppo Sogegross), la bottega enogastronomica online più frequentata a livello europeo, e Olio&Farina, la rete di franchising alimentare all'estero (10 i pdv in Europa), si sono alleate creando un'unica società per diffondere i sapori del bel paese nel mondo.
“La missione di questa nuova impresa è la valorizzazione in Italia e all'estero del made in Italy enogastronomico di alta qualità - spiega Ercole Gattiglia, amministratore delegato di Esperya-. L'obiettivo è diventare un punto di riferimento per i tanti piccoli produttori artigianali di nicchia  che non riescono a trovare sbocco al di fuori dei territori locali: una distribuzione  in grado di promuovere e valorizzare la qualità dei loro prodotti. La nuova azienda opererà attraverso un'integrazione societaria, commerciale e logistica. I principali canali di attività saranno l'e-commerce attraverso www.esperya com, la rete di negozi in franchising all'estero operanti con il marchio Olio&Farina e una nuova costituenda linea di distribuzione per la ristorazione di altissimo livello, oltre che nel settore della regalistica aziendale”.

Il sentiment per il made in Italy
Nella percezione del brand Italia presso il pubblico estero, i prodotti alimentari si confermano ovunque su livelli di eccellenza (indice BAV di Young&Rubicam). Sensazione confermata dalla conquista del  primato europeo in fatto di qualità e tipicità. L'Italia, infatti, conta ben 171 riconoscimenti (il 21% del totale) per prodotti a denominazione di origine tutelata. Seguono Francia con 156 denominazioni, Spagna (116) e Portogallo (105). La qualità dei sapori italiani e l'apprezzamento internazionale si riflettono nella crescita dell'export. Nel 2008 i prodotti Dop, Igp e Stg hanno registrato aumenti del 20% rispetto al 2006, generando un giro d'affari di oltre 60 miliardi di euro l'anno (dati Confederazione Italiana Agricoltori).
Proprio per tutelare la qualità dei prodotti, il noto allevatore-gastronomo Paolo Parisi si occuperà di fornire la sua consulenza per una selezione garantita e fornirà i suoi prodotti, generalmente destinati alla ristorazione di lusso, in esclusiva ad Esperya per la vendita al consumatore.

L'e-commerce incontra il franchising
In uno scenario economico sempre più incerto, e-commerce e franchising sono tra i settori della distribuzione in continua espansione. Nel 2007, il franchising ha sviluppato 21,129 miliardi di euro, segnando un +5,2% sul 2006. Tra i cambiamenti più rilevanti vi è il primo posto guadagnato dal settore gdo food - alimentari (3,43 mld, +16,2%) e la tendenza all'internazionalizzazione che ha registrato un +37,5%, ora a quota 6.669 (Quadrante Franchising & Marketing Services per Assofranchising).
Dati che risultano ancor più positivi se abbinati alla crescita e alle potenzialità dell'e-commerce. Infatti, ben il 17% dell'export Made in Italy nel 2008 è stato scambiato online (Nielsen).
Il commercio su web ha un mercato di 875 milioni di persone (85% del totale dei navigatori) e nel 2008 ha segnato una crescita del 40% rispetto al 2006, durante il quale i web-consumers erano solo, si far per dire, 627 milioni (dati Nielsen). Stando agli ultimi dati elaborati da Forrester Research, nel 2008 le vendite online continueranno a crescere a due cifre in tutto l'occidente. Secondo le stime acquisite, la previsione a cinque anni per il mercato italiano sarà così ripartita 2009 +8,5%, 2010 +11%, 2011 +14%, 2012 +19%, 2013 +24% (fonte: Osservatorio e-commerce del Politecnico di Milano).

Chlabe mette in vetrina le stelle della gamma Quasar

Professione: pulizia della casa. Dal 1985, i detergenti specifici Quasar -offerti da Chlabe- si connotano per l’eccellenza intrinseca, l’ottimo rapporto qualità-prezzo, l’alta marginalità ed il forte supporto promozionale. Oggi i dati di vendita della linea risultano decisamente in trend: nel primo semestre 2008, infatti, il fatturato aziendale è cresciuto del 21%. Il topseller è Quasar vetri, che vanta una quota a valore dell'8,6% ed una distribuzione ponderata del 40% (IRI Infoscan 05/08), ma le novità sono i restyling di Cucina, detergente neutro per superfici delicate (+38%), e dello Sgrassatore universale, ideale per qualsiasi superficie unta ed anche sui tessuti (+6%), ed il lancio di Quasar vetri spray, adatto a vetri ed altre superfici lavabili, che si dimostra pratico, veloce ed ecologico (non danneggia lo strato di ozono).

Komatsu vince nella categoria “Innovazione” all’FLTA Award 2008

Ha appena conquistato il prestigioso Innovation Award dell’FLTA (Fork Lift Truck Association). Il nuovo carrello elevatore Komatsu BX 50-109, distribuito in Italia da AMIS, si distingue per un nuovo tipo di sollevamento idraulico -che incrementa la velocità di sollevamento a bassi RPM e riduce i cedimenti idraulici anche su lunghi percorsi- ma soprattutto per il sistema di guida KAPS III, che aiuta a contenere l’ondeggiamento in manovra, assicurando che le ruote sterzanti ritornino sempre nella posizione iniziale, a beneficio della maneggevolezza e, quindi, della sicurezza. Disponibile nelle varianti Diesel e GPL, il BX50-109 si chiama così per la sua larghezza contenuta (misurando, appunto, solo 109 cm), un plus che -insieme al passo ridotto di 24 cm- lo rende molto agile nei magazzini dove lo spazio è limitato

Reckitt Benckiser ribattezza Calfort con il brand mondiale Calgon

Calfort cambia nome. D’ora in poi, anche sul mercato Italia il leader degli anticalcare per lavatrice si chiamerà Calgon, brand con cui è conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo: un nome più forte, affermato a livello internazionale, che si distingue anche per la sensibilità ambientale (le sue confezioni in cartone sono riciclabili e fatte per il 90% di carta riciclata). I prodotti della linea Calgon promettono di mantenere libere dal calcare -lavaggio dopo lavaggio- le parti vitali della lavatrice (cestello, serpentina, manicotto, guarnizioni, ecc.), ostacolando il deterioramento progressivo dell’efficienza dell’elettrodomestico. Con l’introduzione del nuovo brand, le tabs Calgon adottano la tecnologia Expressball, mediante cui ogni tab risulta ancora più efficace in quanto attiva fin dalle prime fasi del lavaggio.

Syngenta acquisisce Goldsmith Seeds

Syngenta ha annunciato l'acquisizione di Goldsmith Seeds, azienda americana, leader nella ricerca e produzione di sementi da fiore. Il valore dell'accordo è di 74 milioni di dollari, al netto di debiti e liquidità. Il via libera da parte delle autorità Usa competenti in materia di antitrust dovrebbe avvenire entro la fine di quest'anno.

Goldsmith Seeds seleziona, produce e commercializza un ampio assortimento di piante annuali da seme e piante da vaso, come il ciclamino, l'impatiens e la petunia. Nata nel 1962 l'azienda conta attualmente 1500 addetti, ha sede, strutture di ricerca e produzione a Gilroy (in California) e coltivazioni in Guatemala. I prodotti manterranno il brand originario, che però si affiancherà a quello di Syngenta Flowers, la divisione di Syngenta che si occupa di floricultura e che riveste il ruolo di leader mondiale nell'industria delle piante da vaso e da trapianto, con un ampio portfolio di prodotti propri. Attiva nei cinque continenti, seleziona e commercializza le proprie varietà floricole di alta qualità sotto forma di semi, piantine e talee destinati al settore ornamentale. Nel 2007 ha fatturato 272 milioni di dollari.

La capogruppo Syngenta è uno dei principali attori dell'agro-industria mondiale, impegnata nello sviluppo di un'agricoltura sostenibile attraverso ricerca e tecnologie innovative. La società è ai vertici del settore degli agrofarmaci ed è al terzo posto nel mercato delle sementi ad alto valore aggiunto. Le vendite del 2007 ammontano a circa 9,2 miliardi di dollari. Il Gruppo impiega circa 21.000 persone in oltre 90 Paesi

Guido Barilla: trend 2009, listini, rapporti Idm-Gdo

Gruppo Coin acquisisce la rete Melablu

Con l'obiettivo di allargare la rete OVS industry e di consolidare la propria presenza nell'area del fast fashion italiano, Gruppo Coin ha acquisito il 100% del capitale sociale di Tre.bi Spa, società proprietaria della catena di negozi di abbigliamento Melablu, caratterizzata da un'offerta giovane e facilmente accessibile.

L'operazione, che sarà perfezionata a breve, coinvolge i 60 pdv diretti a insegna Melablu, che hanno una dimensione media di 1.000 mq.

Il prezzo dell'operazione sarà basato su un Enterprise value pari a 25,5 mio euro e determinato applicando un multiplo del 5,7x sul margine operativo lordo pro forma e dello 0,25x sulle vendite nette.

Il Salone del Gusto dove cibo e ambiente sono sostenibili

Per questa edizione del Salone del Gusto e Terra Madre (dal 23 ottobre al Lingotto di Torino), in linea con la sua filosofia del buono, pulito e giusto, Slow Food ha affrontato la manifestazione anche in chiave di sostenibilità ambientale, attraverso un progetto -realizzato in una visione sistemica- in collaborazione con Regione Piemonte, Città di Torino, Disegno Industriale - Politecnico di Torino, Fondazione Zeri, Novamont e ad altri partner.

Più pulito è meglio
Sono diversi gli ambiti della manifestazione coinvolti, quali gli allestimenti (eliminazione moquette), la produzione di rifiuti (sistema di dismissione che punta al 50% di differenziazione), gli imballaggi (shopper biodegradabili, packaging in vetro per i Presidi, sistema di raccolta e dismissione delle bottiglie in Pet, valorizzazione packaging in acciaio),  i materiali per la fruizione del cibo (kit di stoviglie monouso in Mater-Bi di Novamont), la mensa di Terra Madre e quella Ideale, la logistica per il trasporto delle merci e la mobilità dei delegati e dei visitatori di Terra Madre (automezzi a ridotto impatto ambientale, incentivi per l'utilizzo dei mezzi pubblici ecc), le risorse energetiche e le emissioni di CO2.

Il cibo nel piatto giusto
La distribuzione di prodotti monouso biodegradabili e compostabili porterà, secondo le stime progettuali, alla produzione di circa 11.000 Kg di compost dalla raccolta di 27.000 Kg di rifiuto organico.  Dall'analisi di LCA (Life Cycle Assesment) svolta confrontando un pasto somministrato attraverso prodotti monouso compostabili e prodotti monouso in plastica tradizionale emerge che i Kg di CO2 risparmiata sono pari a  68  Kg/1000 pasti (dato appositamente rivisto per il Salone del Gusto di Torino in ragione di una prevedibile riduzione dei residui di cibo). Il risparmio complessivo di CO2 ipotizzato, secondo le stime progettuali, equivale a circa 450 auto in meno circolanti a Torino ogni giorno, durante i 4 giorni della manifestazione  (50 Km per auto ogni giorno). In termini energetici, l'energia non rinnovabile risparmiata sarà di 515KWh/1000 pasti, che, sempre nelle ipotesi date, equivale a non accendere per ognuno dei 4 giorni del Salone del Gusto circa 26.000 lampadine da 50 W.

Parte la 360° Green Revolution di Monte Vibiano

Monte Vibiano, azienda produttrice di vino e olio, ha lanciato la 360° Green Revolution, un progetto che condurrà l’azienda perugina all’azzeramento delle proprie emissioni di gas serra entro il 2009. L’iniziativa ha preso il via dallo stato dell’arte certificato da DNV (Det Norske Veritas), ente internazionale di verifica. Le verifiche delle emissioni di Monte Vibiano sono state effettuate sulla base delle linee guida internazionali ISO 14064. Il conseguente certificato #00001 attesta le attuali emissioni di gas serra dell’azienda e costituisce la base da cui partire verso l’obiettivo zero emissioni. Monte Vibiano ha inaugurato, inoltre, la prima stazione di ricarica elettrica alimentata esclusivamente da energia pulita. La stazione, sviluppata da Green Utility e Cellstrom, è uno dei tanti tasselli della rivoluzione ecologica di Monte Vibiano, che modifica l’intera azienda e produzione agricola a 360° gradi. Una serie di pannelli solari fotovoltaici di Green Utility sono stati installati per generare energia pulita e convertire la luce del sole in energia elettrica.
L’iniziativa 360° Green Revolution comprende inoltre: trattori a biodiesel di I generazione della Same Deutz-Fahr; una caldaia a cippato, una fonte di energia rinnovabile, che fornirà a Monte Vibiano l’energia termica necessaria alla produzione vinicola, sviluppata dal Centro italiano di Ricerca sulle Biomasse; quattro silos dipinti di bianco riflettente che aiuteranno a compensare il riscaldamento globale causato da una emissione di 25 tonnellate di CO2 equivalente, secondo il principio dell’albedo terrestre; fertilizzanti organici, che sostituiranno progressivamente quelli chimici.

Centri commerciali in cerca di investitori liquidi

Cash is king. Si potrebbe così riassumere in tre parole inglesi il senso
del Convegno del Cncc, il Consiglio nazionale dei centri commerciali
tenutosi ieri presso il centro commerciale “Due mari” di Maida (Cz),
promosso da Cogest. A condurre i lavori il presidente Cncc
Pietro Malaspina.
Il dato saliente è che la redditività potenziale degli affitti sta
crescendo rapidamente. Traducendo dal linguaggio settoriale degli
immobiliaristi questo significa che a parità di canoni chi vuol comprare
un centro è disposto a pagare molto meno.
Anche perché gli investitori sono spariti: oggi sono in grado di comprare
solo i fondi immobiliari e principalmente quelli di tipo aperto (cioè con
possibilità di sottoscrizione di quote anche dopo il lancio sul mercato) e
questo per la semplice ragione che possono operare con mezzi finanziari
propri e senza ricorrere al credito bancario, merce sempre più preziosa e
più cara. Di qui il presumibile arrivo dei fondi di diritto tedesco (in
Germania i fondi aperti sono consentiti mentre da noi no) o anche dei
famosi fondi sovrani dei paesi petroliferi.
Certo la redditività dei canoni crescerà a condizione che la situazione
economica non precipiti fino al punto da costringere molti retailer a
lasciare vuoti gli spazi: l’esosità delle richieste delle proprietà
infatti sta portando a rivedere i piani di sviluppo delle insegne e
probabilmente porterà alla revisione dei contratti.
Illuminante a questo proposito la slide che ha chiuso l’intervento di
Davide Dalmiglio, National Director Capital Market di Jones Lang Lasalle:
in una matrice che metteva in ordine le priorità di scelta per un
potenziale investitore la sostenibilità dei canoni e delle spese
condominiali veniva al primo posto e il design del centro l’ultimo. Che il
trend di far progettare i centri a famosi architetti sia già finito?

La pubblicità diventa non convenzionale

Il marketing non convenzionale è già sperimentato da qualche tempo e da più di un pioniere (in genere con successo, come nel caso di Burger King con la trovata del “pollo servizievole”). Per molte aziende, tutavia, non fa ancora parte in modo strutturato delle strategie di promozione.
Il marketing non convenzionale è definito da parole-concetto che, perlomeno per gli addetti ai lavori, sono già entrate nel quotidiano. Una di queste è guerrilla marketing, che fa riferimento ad attività o a un tipo di comunicazione dal forte effetto “sorpresa” sulle persone. Poi c'è il marketing virale, che fonda la propria forza su un prodotto o un messaggio che tende a diffondersi spontaneamente tra le persone, proprio come un virus. Non è una tecnica che si improvvisa, dato che per cimentarvisi è necessario partire dal progetto del cosiddetto viral Dna e dall'identificazione delle persone potenzialmente interessate, per poi trasferire il “prodotto” al network sociale di riferimento, che può essere il tradizionale bar ma che si identifica più naturalmente con il social networking sul Web.

L'effetto passaparola
Il rivoluzionario viral marketing è legato a dopio filo con un altro asset del marketing non convenzionale, il vecchio passaparola che in gergo tecnico viene chiamato “word of mouth”. E l'effetto “buzz”, il ronzio di chiacchiere e riferimenti a una novità, si scatena proprio quando un'operazione word of mouth è ben riuscita.
«Il passaparola, soprattutto su Internet, vale molto di più della pubblicità nel momento di fare un acquisto - sottolinea Alex Giordano, fondatore di Ninja Marketing.it e co-autore del testo Marketing non-convenzionale, intervenuto presso il recente convegno Branding Italia 2008 organizzato da Marcus Evans -. Bisogna fare attenzione alla percezione della marca e a non parlare sempre al pubblico come se si stesse facendo pubblicità».
I cardini fondamentali dell'advertising sono ribaltati: qui sono le idee che trovano il medium e non viceversa. Non si studia una campagna appositamente per “quel” medum. Si tratta di sfruttare idee in momenti particolari e non ripetibili per realizzare campagne a effetto temporale circoscritto. «Dentro il concetto di marketing non convenzionale - sintetizza Giordano - c'è il senso di innovazione continua».

Integrazione con l'advertising tradizionale
Non va però buttato tutto ciò che è “vecchio”: il marketing non convenzionale deve essere più che altro un'attitudine costante come parte di un media mix che potrà comprendere tutte le forme di promozione più tradizionali. Un concetto, questo, sottolineato anche da Federico Galimberti, direttore divisione Asi di Ipsos, business unit che si occupa di ricerca sulla pubblicità: «i cambiamenti nell'advertising negli ultimi cinque anni sono stati più grandi che negli ultimi 50. La sfida però è sempre quella di essere capaci di emergere dal brusio di fondo, riuscire a influire sul comportamento del consumatore e giustificare l'investimento, e questo oggi è un po' più difficile. Tutti vedono Internet come il mezzo su cui investiranno maggiormente nei prossimi anni, ma non sarà la fine per lo spot da 30 secondi classico, perché comunque la Tv resta importante per la sua capacità di persuadere». Il punto, anche secondo Galimberti, è individuare il mix ideale tra i vari media, sfruttando tutte le possibili sinergie.

I 177 prodotti salvati da Slow Food entrano nei pdv di Coop Italia

Slow Food e Coop Italia stamane al Salone del gusto di Torino annunciano una nuova
partnership esclusiva riguardante i Presidi italiani: i 177 prodotti
“salvati” da Slow Food in questo decennio di vita, entreranno a tutti gli
effetti nei pdv di Coop, che li ha selezionati e proposti in tre
“segmenti”. Quelli che hanno potenzialità nazionali a livello produttivo, come per esempio il pecorino di Farindola, con distribuzione relativamente
ampia; quelli che hanno una produzione media, come il culatello di Zibello
dell’artigiano Pezzani, con il medesimo livello distributivo, e quelli di
nicchia, con produzione limitata (la Pitina, per esempio), con
distribuzione selezionata.

Un logo multicolore
I prodotti dei Presidi, in vendita da oggi in alcuni pdv Coop, nel caso di
produzioni “nazionali” avranno anche il brand Fior Fiore (quello dei
prodotti a marchio premium price di Coop). Tutti sono comunque
contrassegnati da un logo multicolore che ricorda la chiocciolina di Slow
Food e che lo identifica come prodotto proveniente da uno dei Presidi
italiani dell’associazione dei prodotti “buoni, puliti e giusti".
L’iniziativa si pone anche l’obiettivo di contribuire alla salvaguardia
della biodiversità, educando il consumatore anche attraverso percorsi di
formazione-informazione a riconoscere i prodotti della tradizione che ne
salvaguardano l’artigianalità originale, il territorio e consentendo, nel
contempo, lo sviluppo dell’economia locale.

F&T: XO’, dalla sartoria rapida alla merceria

Gap e Colette: la retail co-branding

Cobranded in crescita

obbligo Pos

Cresce il mercato delle fidelity card con possibilità di effettuare anche pagamenti. Lo rileva l’ultimo rapporto sulle carte di credito elaborato dalla centrale di informazioni creditizie Crif, dall’Associazione delle società finanziarie Assofin e da Gfk Eurisko. All’interno del settore delle cosiddette carte cobranded, quello della distribuzione è il comparto più consolidato e importante, per numero di clienti e per giro di affari generato. 

Cambio di strategia

La crescita del comparto è avvenuta nella prima fase mediante una scelta strategica ben precisa da parte delle aziende della gdo: quella di ricorrere a partnership commerciali con istituti bancari o finanziari. In altri Paesi, dove il credito al consumo è una realtà più matura non è così e infatti le due grandi aziende d’Oltralpe presenti nel nostro paese con le loro insegne hanno preso una strada diversa. Ci riferiamo nello specifico alla scelta di passare dalla partnership con un provider di servizi a vere e proprie joint venture con gli intermediari finanziari. Così Auchan ha avviato una società comune con Accord mentre Carrefour ha costituito una società ad hoc, Carrefour Servizi Finanziari: in entrambi questi casi le insegne hanno così deciso di distribuire autonomamente il credito al consumo ai propri clienti assumendo anche i relativi rischi. 

Rapporto win-win

Comunque si configuri, il rapporto tra attori della gdo e società finanziarie risulta proficuo per entrambi: per le insegne si tratta di fornire ai clienti un servizio sempre più apprezzato, appoggiandosi ad aziende con professionalità riconosciuta; per le finanziarie invece significa avere la possibilità di accedere a segmenti di mercato altrimenti non raggiungibili. E si tratta di un mercato in continua crescita, come mostra il grafico qui a fianco, e con ulteriori prospettive di sviluppo se si considera che almeno una carta è presente in oltre il 42% delle famiglie con decisore di spesa tra i 18 e i 74 anni.
Quanto ai numeri delle varie insegne, la classifica è saldamente guidata da Coop, con i suoi oltre 6,5 milioni di soci; a seguire, le carte fedeltà di Interdis sono 4 milioni, Esselunga ne ha 3,8 milioni, mentre Conad raggiunge quota 3,6 milioni.

Le condizioni delle carte della gdo

Insegna  Nome della carta Gestore  Circuito  Tipo di carta  Taeg massimo Spese estratto conto
Benetton Revolving BankAmericard Vi Rv 11,70 1,55
Cisalfasport Attiva Agos Mc Rv 17,00 1,03
Computer Discount Attiva Agos  Vi Rv 15,50 1,03
Darty Carta Viva Linea Mc Rv 17,98 1,50
Decathlon Alsolia Agos  Mc Rv 17,22 1,03
D-Mail Attiva Agos   Vi Fl 15,50 1,03
Esselunga Fidaty Plus BankAmericard Mc Fl 14,16 1,85
Euronics Attiva Agos   Vi Rv 17,17 1,03
Expert Attiva  Agos    Mc Rv 16,49 1,03
Grancasa Carta Viva  Linea Vi Rv 17,81 1,50
Gs SpesAmica Pass Carrefour Mc Rv 26,06 1,06
Iper Vantaggi Vip Ducato Mc Fl 14,71  1,03
Italiarredo Carta Viva  Linea Vi Rv 17,81 1,50
Mondoconvenienza Attiva Agos Vi Rv 15,50 1,03
Sidis Sidis  Ducato Vi Fl 18,91  1,03
Unieuro Financing Attiva Agos Vi Rv 18,33 1,03

Fonte Elaborazione Gdoweek
Vi=Visa, Mc=Mastercard, Rv=Revolving; Fl=Flessibile

Despar e Q8 insieme per creare fedeltà

Cibo e carburante sono tra gli acquisti più frequenti delle famiglie italiane. E, in piena crisi dei consumi, ecco che si moltiplicano le strategie delle insegne per coinvolgere il consumatore con promozioni di fedeltà, creando sinergie tra i due luoghi d'acquisto. L'ultima iniziativa in questo senso è l'operazione di co-marketing tra Despar Aspiag - Cedi presente nel Triveneto e in provincia di Ferrara - e Q8 Petroleum Italia: si tratta di un'operazione di cross selling che prevede l'erogazione di buoni sconto di ciascun partner a fronte di acquisti presso i punti di vendita dell'altro. L'obiettivo di questa operazione è quello di creare un circolo virtuoso per i clienti, al fine di orientare la loro scelta dai punti vendita Despar ai punti vendita Q8 e viceversa.
La meccanica prevede che a ogni rifornimento di 50 euro, in uno dei punti di vendita Q8 aderenti all'iniziativa, il cliente riceva un buono spesa Despar del valore di 5 euro spendibile, a fronte di una spesa minima di 50 euro in uno dei punti di vendita Despar, Eurospar, Interspar, aderenti all'iniziativa. Parallelamente, ad ogni spesa di 30 euro in uno dei punti di vendita Despar, Eurospar, Interspar, il cliente riceve un buono Q8 del valore di 2 euro, che sarà spendibile, a fronte di una spesa minima di 40 euro in uno dei punti vendita Q8 aderenti all'iniziativa.
La promozione è attualmente in corso per la durata di un mese (dal 9 ottobre all'8 Novembre 2008) su un'area test nella provincia di Treviso e coinvolge 25 punti di vendita Despar, Eurospar, Interspar e 25 punti di vendita Q8.

Carburante sempre protagonista
Creare empatia e fidelizzazione sia all'insegna sia alla stazione di servizio è stata, durante tutta la prima parte dell'anno, una delle linee maggiormente seguite dalle imprese della distribuzione. A luglio, per esempio, è stata la volta di Unieuro, che con la partnership con Agip ha consentito, attraverso l'acquisto di prodotti di elettronica, di ricevere buoni sconto in carburante Agip fino al 30% del valore dei prodotti acquistati.
Tra le iniziative di co-marketing più datate vi è quella tra Esselunga e, di nuovo, Q8: le due aziende, anche quest'anno, rendono disponibili per i clienti ulteriori possibilità di utilizzare i punti accumulati con gli acquisti e i “pieni”. Infatti, i punti della campagna promozionale Q8 possono essere utilizzati per richiedere punti del programma Fìdaty Esselunga e viceversa.
È invece “monodirezionale” la promozione Qui Fai il Pieno di punti, attivata lo scorso marzo e valida fino allo stesso mese del 2009, operazione di co-marketing tra i supermercati Tigros (Agorà) ed Erg: i titolari della Tigros card, facendo il pieno alla Erg possono accumulare punti per ottenere i premi del catalogo Collection mon amour 2008 di Tigros.

DHL Express Italy lancia GoGreen

DHL Express Italy lancia GoGreen, un servizio di spedizione che rientra nella politica di eco-sostenibilità del Gruppo Deutsche Post World Net, al quale DHL appartiene, che si è impegnato a ridurre le emissioni di CO2 del 10% entro il 2012 e del 30% entro il 2020. Il servizio, infatti, ha l’obiettivo di ridurre le emissioni di anidride carbonica, prodotte dal trasporto aereo internazionale. Le spedizioni GoGreen verranno gestite con le stesse modalità operative degli altri servizi realizzati da DHL per i propri clienti. Ciò che le contraddistingue è la compensazione delle emissioni di CO2 con iniziative volte a ridurre l’inquinamento atmosferico. Ad esempio, se per il trasporto di una spedizione viene emesso l’equivalente di 49 Kg di CO2, DHL si impegna a compensare quei 49 kg di CO2, attraverso progetti di Carbon Reduction. A questo fine, DHL ha costituito un reparto interno denominato Carbon Management,  dedicato alle gestione delle emissioni di anidride carbonica, quasi una “Banca di CO2”. I clienti che utilizzeranno GoGreen riceveranno annualmente un Certificato, attestante il quantitativo di CO2 ridotto durante l’anno.

Progetti e investimenti
Il portafoglio di Carbon Reduction Project di DHL include sia progetti interni sia progetti di collaborazione con Organizzazioni ed Enti, impegnati nella protezione dell’ambiente. In particolare, l’azienda sta investendo nello sviluppo di nuove tecnologie per veicoli a gas e ibridi, e, nell’ambito delle tecnologie esistenti, nell’utilizzo di miscele con una percentuale maggiore di carburante non fossile rispetto agli standard di mercato. Inoltre, DHL è costantemente impegnata ad assicurare il continuo aggiornamento della propria flotta con soluzioni ecocompatibili. A livello internazionale, DHL sta lavorando alla realizzazione di sistemi fotovoltaici per il risparmio energetico, al recupero del gas metano e biogas, derivanti da attività agricole, e in molte altre iniziative, quali il rimboschimento, per esempio nella foresta pluviale.

Intervista a Camillo De Berardinis

Un cambiamento strutturale del modello dei consumi, in cui si va ben oltre la diminuzione degli scontrini medi, ma si registrano frenate anche sui beni non comprimibili: il risultato è un ulteriore rallentamento delle vendite e una modifica delle abitudini del consumatore e del suo paniere di spesa; inoltre, non è detto che, recuperando potere d'acquisto, tornerà a consumare come prima. Questo comporterà una selezione naturale tra i retailer i quali dovranno adeguare le proprie politiche ad un contesto completamente nuovo -afferma Camillo de Berardinis, Ad di Conad- pena la sparizione dal mercato”.

In questo contesto quali le vostre priorità?
Tassativo riposizionarsi, recuperando efficienza e riducendo costi di filiera e margini, per trovare risorse da investire.

Quali le principali aree su cui investire?
In politiche più aggressive. Abbiamo decurtato di 90 mio e i nostri margini, trasformandoli in attività promozionali nazionali, soprattutto sulle Pl. Ciò ci ha premiato, con performance migliori della media dei competitor. Abbiamo anche riqualificato la linea Conad e lanciato nuovi brand: la gamma top Sapori&Dintorni e il brand Creazioni d'Italia, per Coopernic.

La multicanalità continua a rispondere alle esigenze dei clienti?
Sì, in funzione delle esigenze delle diverse fasce di consumatori. Per questo il nostro obiettivo è di far vivere tutte le nostre insegne -dalla prossimità agli ipermercati- come punti di riferimento, che a un'offerta tradizionale alimentare con un buon rapporto qualità/prezzo abbinano una vasta scelta di servizi, concepiti in un'ottica moderna e declinati in funzione dei singoli formati.

Come si definisce un servizio moderno?
Costruendo un pacchetto di attività aggiuntive e di integrazione, in grado di qualificare ulteriormente l'offerta dei nostri pdv e dei centri commerciali.

E quali nuovi business avete individuato?
Oltre all'abbinamento ristorazione-supermercato e al progetto europeo Eupay, attivo da oltre un anno in Toscana, relativo alla possibilità di pagare bollette e tasse comunali nei nostri pdv, stiamo testando la vendita sia di servizi assicurativi -in Emilia Romagna-, sia di energia elettrica, dove crediamo ci siano potenzialità legate alle carte ricaricabili, che saranno annunciate a breve anche in Italia, esperimento che potrebbe anche ampliarsi al gas.

Anche Leclerc potrebbe suggerirvi nuovi orizzonti ...
Con Leclerc e con i partner di Coopernic c'è uno scambio sempre più proficuo di informazioni ed esperienze. Oggi, guardiamo con interesse il successo di Express Drive E. Leclerc, che permette di fare la spesa dal sito internet e andare a ritirarla all'ipermercato, soluzione che ha attirato molti clienti nuovi, al punto da testarla anche senza l'appoggio di un pdv, ma limitandola al solo magazzino. Inoltre, stanno tentando una strada analoga nei prodotti pesanti (pneumatici, detersivi, acque, vini, ecc): il consumatore seleziona i prodotti su un terminale che gli vengono consegnati alla macchina dopo il pagamento. Sono soluzioni semplici, dai costi non elevati, ma che richiedono location adatte: soprattutto grandi città, zone ad alta concentrazione di uffici o vicino a località turistiche.  

Pensa di applicare queste proposte anche in Italia?
Se avessi un ipermercato a Milano... Ci stiamo pensando. Intanto, oltre che importare progetti, esportiamo esperienze.

Vale a dire?
Leclerc, nei suoi c.c.i. non gestisce la ristorazione: per questo è interessato a self service in-store che abbiamo realizzato nel supermercato di via Gonin a Milano. è un'attività che funziona e che pensiamo di replicare nei superstore. Finora, abbiamo individuato una ventina di posizioni nel Nord e in Toscana. È un modo per far evolvere l'offerta con soluzioni che, dieci anni fa, non avremmo neanche immaginato.

Parliamo delle stazioni di carburanti. Quali i progetti a breve?
Crediamo nel settore, intendiamo lavorarci in maniera prioritaria. Abbiamo già presentato una trentina di richieste, legate perlopiù ai nostri ipermercati e superstore. Oggi, in virtù della nuova normativa, siamo convinti di poter riuscire a ottenere autorizzazioni in tempi più rapidi, oltre che di aprire una nuova fase, che ci dia la possibilità di realizzare centri di stoccaggio, recuperando ulteriori vantaggi.

Notizie positive anche per le parafarmacie?
Abbiamo aperto 30 parafarmacie di 70-100 mq, all'interno di ipermercati e in galleria. In entrambi i casi, riusciamo a guadagnare, contribuendo alla marginalità grazie a fatturati che, in alcuni casi, superano il milione. Per questo, le stiamo inserendo anche nei superstore.

Per superare i limiti dello sviluppo, c'è chi propone di diffondere l'associazionismo tra benzinai e farmacisti. è un progetto realizzabile?
In entrambi i comparti, vogliamo aprire impianti di nostra proprietà: quindi, ipotizzare cooperative di benzinai e farmacisti per ora non è tra le nostre priorità. Certo, alcune forme di aggregazione potrebbero aiutare a superare i vincoli, soprattutto sul fronte degli acquisti delle benzine e nella gestione dei depositi. Più praticabile, invece, una collaborazione sull'occupazione, con l'eventualità di assorbire, nelle nostre stazioni, personale in esubero.

Per le farmacie ci sono maggiori possibilità?
è un argomento sul quale riflettere: potremmo offrire servizi, assortimento e sostegno finanziario, permettendo agli operatori di stare sul mercato e crescere, come abbiamo fatto e facciamo con i nostri soci.

Si parla molto di chilometro zero. Cosa ne pensa?
L'idea che i prodotti freschi viaggino meno trova tutti d'accordo e richiede una gestione locale, già largamente utilizzata nei nostri pdv. Così, però, non si risolvono le difficoltà della filiera agricola, ancora lunga e polverizzata. Perciò, è necessario trovare meccanismi di sostegno, con depositi di stoccaggio e spazi per le prime lavorazioni, che permettano ai produttori di diventare più competitivi in maniera continuativa.

Un'ultima domanda sui rapporti idm-gdo: quali le prospettive?
Per ora, non ci sono passi in avanti. Conad, insieme ad altre organizzazioni, alla stesura di una legislazione ad hoc preferisce formule di autoregolamentazione del settore: la legge può e deve perseguire gli eventuali abusi, ma non può regolare nè intervenire in trattative tra privati. Personalmente ritengo che dovrebbe essere dato più potere all'Antitrust, da un punto di vista sanzionatorio nella verifica di abusi di posizioni dominanti. In ogni caso, l'obiettivo è sviluppare un confronto costruttivo per realizzare partnership proficue.

Coldiretti pone l’accento sull’insostenibile lunghezza della filiera

Cordiali a parole, ma tesi nei fatti: che i rapporti tra mondo della produzione agricola e gdo siano problematici lo ha dimostrato anche l'ultima edizione del forum Coldiretti organizzato dallo studio Ambrosetti a Cernobbio e che ha chiuso i suoi lavori sabato scorso. Il problema è noto: i consumi di ortofrutta in quantità sono ormai da anni in calo, perché il mix tra prezzi in costante ascesa e difficoltà delle famiglie deprime i consumi di prodotti che secondo il presidente della Coop Vincenzo Tassinari ormai sono considerati un lusso alla stregua di un dessert. Non per nulla il jingle martellante della pubblicità radiofonica di Coop dice: “Vorrei comprare frutta e verdura, ma dei rincari ho molta paura”...

Filiera
Ed è noto anche il motivo del contendere, la distribuzione è accusata dalla produzione di portare a un allungamento della catena di filiera che fa salire in maniera spropositata prezzi oltretutto penalizzati dall'incidenza dei costi di trasporto. Due le soluzioni proposte da Coldiretti: la prima è il lancio (peraltro già annunciato enne volte negli ultimi anni) in grande stile dei farmers market, dove sarà possibile sempre trovare ortofrutta direttamente prodotta dal venditore a un prezzo di almeno il 30% inferiore rispetto agli improbabili prezzi di mercato che si possono conoscere quotidianamente tramite il servizio “sms consumatori”, attivato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Seconda ricetta, incentivare l'acquisto di prodotti a km zero.

Risposte della gdo
 La gdo, rappresentata nell'occasione oltre che da Tassinari anche da Camillo De Berardinis, amministratore delegato di Conad, risponde che in realtà la distribuzione moderna accorcia la filiera perché i passaggi dal campo allo scaffale sono nella maggior parte dei casi solo uno o due. In particolare De Berardinis ha segnalato come la grande parcellizzazione delle aziende agricole renda comunque difficile effettuare una razionalizzazione logistica della filiera.

Prezzi
Schermaglie a parte, il convitato di pietra del convegno è stato il rischio di recessione seguito alla crisi bancaria. I consumatori, come ha rilevato la consueta indagine commissionata a Swg per il forum, hanno già effettuato un ridimensionamento delle spese: negli ultimi mesi 4 italiani su dieci avrebbero già cambiato menu. E gli altri si appresterebbero a farlo. A supporto i dati riferiti al primo semestre 2008 di Ismea AcNielsen: in calo i consumi di pane (- 2,5 per cento), carne bovina (- 3,0 per cento) frutta (- 2,6 per cento) e ortaggi (- 0,8 per cento), mentre cresce la pasta (+ 1,4 per cento) perché sia pure aumentata rimane un pasto decisamente economico, latte e derivati (+1,4 per cento) e, con dati da boom, la carne di pollo (+ 6,6 per cento).

Listini e inflazione
I prezzi degli alimentari sono in raffreddamento anche se i listini industriali, secondo Tassinari e De Berardinis, non sono ancora stati ritoccati all'ingiù. L'inflazione appare peraltro destinata a scendere. Sarebbe una buona notizia se non ci fosse il sospetto, ma per molti economisti è una certezza, che scenderà soprattutto perché la gente comprerà sempre meno.

La comunicazione digitale giova al retail

Schermi Lcd, touch screen, tabelloni al Led, chioschi interattivi e retail Tv sono ormai diffusi in molti punti vendita. Il loro utilizzo per trasmettere messaggi pubblicitari e di marketing può rivelarsi favorevole alle vendite. A supporto di quest'attività di comunicazione, nota come “digital signage”, Konvergence, impresa italiana attiva nel retail con soluzioni It, ha integrato alla propria offerta Kros la soluzione InfoChannel 5 di Scala.

Kros (Konvergent retail on-demand services platform), è una piattaforma basata su bus di connessione denominato Eko, attraverso cui è possibile integrare qualsiasi tipo di servizio e applicazione. Kros consente di gestire tutto l'It del punto vendita in modo dinamico, equiparando ogni processo a un servizio che può interagire con altri attraverso un bus di comunicazione comune. Grazie a quest'approccio tipico delle piattaforme Soa (service oriented architecture), Konvergence ha integrato anche il sistema di Scala, impresa specializzata in digital signage, per trasmettere nel punto di vendita qualsiasi messaggio audiovisivo. Le soluzioni di Scala sostengono i network digitali di Tesco, Virgin Megastore, EuroDisney, Ikea, Carrefour, Sainsbury's e molti altri.

I consumatori sono sempre più insicuri

L'ondata emozionale, amplificata dai partiti politici e dai media, originata dalla sicurezza violata, ha probabilmente avuto un impatto anche sulle dinamiche di acquisto e di consumo. È difficilmente quantificabile ed esistono poche ricerche che fanno luce su questi aspetti. Cercheremo di affrontarli tentando di evitare un giudizio politico ma concentrandoci sull'impatto sociale della campagna sulla sicurezza. Una recente relazione di Claudio Bosio di GfK-Eurisko permette di andare in profondità: il sentiment del cittadino-consumatore, spiega Bosio, è influenzato in generale dalla sicurezza del paese e della zona in cui abita ma la sua sicurezza personale è influenzata anche dal posto di lavoro, dalle sue risorse finanziarie e dai prezzi dei beni che vuole acquistare. Oggi la criminalità è al primo posto sia nella spiegazione soggettiva sia oggettiva. E su questo l'influenza dei media e degli slogan politici ha avuto un importante risultato: una chiusura sociale aspra e drammatica presente in quasi tutti i segmenti della popolazione.

Sottolinea Bosio: «È necessario andare oltre un modello di sicurezza basato sulla ripetizione. È necessario fare connessioni per salti, valorizzando la discontinuità, capitalizzando, quindi, il domani e non il passato prossimo». È necessario, cioè, generare visioni socialmente condivise sul futuro piuttosto che sul passato, sull'apertura piuttosto che sulla chiusura, sulla solidarietà piuttosto che sull'io-egoismo. «Bisogna - dice ancora Bosio - andare oltre l'emergenza. Bisogna abbandonare la gestione sintomatica del problema della sicurezza e ricostruire i riferimenti del cittadino-consumatore». La sicurezza, cioè, deve passare da emergenza a progetto in un quadro positivo dove i politici dovranno essere in grado di restituire ai consumatori il potere di acquisto e gli strumenti per dominare i prezzi e le loro variazioni impreviste e repentine.

Insicurezza da abbondanza
Il Cermes dell'Università Bocconi tira le somme dei comportamenti di acquisto in modo lapidario. Dicono i ricercatori: «In media sono 30 i prodotti presenti nel carrello della spesa; il numero di prodotti acquistati annualmente dalle famiglie sono 400. Sempre mediamente un buon supermercato tratta 8.000 referenze. Ma, ahimè, sono circa 500.000 le referenze presenti sul mercato». Tradotto in comune sentire: acquistare è difficile soprattutto se si pensa che si impiegano (sempre mediamente) 40 secondi per scegliere un prodotto. Ma c'è dell'altro: un terzo degli italiani cambia punto di vendita per risparmiare. Lo fa in modo razionale, certamente, perché va a caccia di promozioni brandendo il volantino come fosse la lista della spesa. Ogni marketing manager, ogni buyer devono saperselo chiedere: come fa il cliente a scegliere negli attuali assortimenti stracolmi di tutto e il contrario di tutto, con scale prezzo inesistenti o quasi piatte, con una politica di pricing incomprensibile, con dei display confusi e che sembrano essere costruiti appositamente per non far confrontare i prodotti?

In momenti di crisi come questi che stiamo vivendo, in questo marasma di moltiplicazione dell'offerta in ogni luogo e in ogni tempo, dove un conto è acquistare e un altro è consumare, Mark Up crede che il consumatore si senta sempre più frustrato e insicuro di qualche anno fa. L'insicurezza nasce dalla vastità generale degli assortimenti e dalla frammentazione diversa da categoria a categoria delle singole frazioni merceologiche. In alcune non esistono i prodotti a marchio, molte altre sono sguarnite di primi prezzi ma posseggono due diverse linee di alto di gamma: è davvero difficile capirne il senso. Qual è, infine, il motivo per cui la business community (sia l'Idm sia la Gda) ha dato il primato della comunicazione al pricing, quindi all'atto dell'acquisto, piuttosto che al piacere del consumo, se il linguaggio del pricing è diventato così illeggibile e insostenibile?

Martini una premiere di successo

Milano capitale del cinema come Roma e Venezia. Lo è grazie a Martini premiere award, un premio cinematografico che non si propone di costituire l'ennesimo concorso,  ma vuole diventare un momento di riflessione su alcuni aspetti, come la comunicazione o il design che sono spesso trascurati nell'analisi dei film oltre a voler dare un riconoscimento ai giovani talenti di maggior interesse.

I premi
La giuria presieduta da Vincenzo Cerami e composta di critici, giornalisti, pubblicitari e semiologi ha assegnato i premi alla Terrazza Martini, che in questi giorni festeggia i suoi primi 50 anni. Il premio the Most Innovative Move è stato assegnato al film “Il divo”, di Roberto Sorrentino; Il riconoscimento The Most Magnetic Look, al film che ha mostrato più attenzione al design, è andato Pappi Corsicato per “Il seme della discordia”. Vincitore della sezione The Most Creative Launch, per la campagna pubblicitaia più originale, è andata a Jean Vigo Italia con il trailer da creare on line per il film “I viceré” di Roberto Faenza. Infine, il premio ai due volti più promettenti del nostro cinema The Most Beautiful Hollywood Face è andato a Caterina Murino e Pierfrancesco Favino. I premi sono stati consegnati dall'ad di Martini&Rossi, Stefano Leonangeli nel corso di una serata che ha avuto come ospiti di eccezione Neri Marcorè, Valeria Golino e Toni Servillo.

Depaoli alla guida di Gunnebo

Nuovo country manager per Gunnebo Italia: è  Marco Depaoli, 52 anni. Da 8 anni in Gunnebo, vanta esperienze in Siemens Telecomunicazioni, AElettronica e Cooper Industries.
Gunnebo Italia, 30
milioni di Euro e 110 addetti, serve i settori bancario, della media e grande distribuzione e le società con siti che richiedono una elevata protezione. 

Gunnebo è controllata dal gruppo multinazionale svedese Gunnebo leader in
diversi settori: sistemi di sicurezza (con i marchi Lips Vago, Fichet Bauche
e Chubb), entrance control (con il marchio Italdis) e cash automation.  
A livello mondiale il gruppo conta 7.000 dipendenti con 700 milioni di Euro
di fatturato ed una forte presenza in Europa ed Asia.

GDOWEEK 456

Il Consorzio Agrario di Parma presenta 3 pack di servizio

Obiettivo consumatore.
Centrando il focus sugli stili alimentari emergenti, il Consorzio Agrario di Parma ha destinato notevoli investimenti ad un ambizioso progetto per ottimizzare la presentazione del Parmigiano Reggiano, da cui ha tratto origine un nuovissimo packaging che risponde alle attuali tendenze di consumo -orientate verso la massima praticità- ed esalta nel contempo la distintività del prodotto. Si tratta di una vaschetta originale -il cui design richiama la tradizionale forma del Parmigiano Reggiano- per tutte e 3 le nuove referenze della gamma, vale a dire Margherite (sfiziosa novità, in confezione da 200 g, per gustare il formaggio in ogni momento della giornata), Grattugiato (in pack da 150 g con dosatore) e Cubetti da Cuocere (singolare proposta -in pack da 150 g- per arricchire minestre e sughi).

Il Pastaio di Brescia festeggia con le Stelline di Natale

Il gusto di farsi comprare con gli occhi.
Le nuovissime Stelline di Natale -gnocchi freschi di patate a forma di stella confezionati in vaschette trasparenti a peso fisso, in sacchetti neutri da 1 kg, o in elegante cartoncino litografato- assicurano che, giocando con le forme ed i colori, è possibile conseguire vendite integrative e sviluppare acquisti d'impulso in una famiglia tradizionalmente matura come quella degli gnocchi. L'appetitosa novità è una creazione del Pastaio di Brescia, realtà specializzata in gnocchi e specialità di patate, leader indiscussa nella produzione con “processo a freddo” (il più elevato standard qualitativo), che riesce ad assecondare con flessibilità ed innovatività una domanda sempre più variegata. Con le Stelline di Natale, l'azienda presenta ai propri clienti i migliori auguri di buone feste

Gdoweek incontra Andrea Illy

Datalogic riceve il premio Frost & Sullivan per l’innovazione

Datalogic Mobile EBS ha ricevuto il premio "2008 Product innovation award" di Frost & Sullivan per Joya e Shopevolution, le soluzioni innovative e integrate di Datalogic per il self-shopping.

Il riconoscimento è stato conferito in occasione della cerimonia del "2008 European Excellence in Information, Communication & Technologies Awards", svoltosi a Londra.

Joya nasce da un diverso concetto di shopping, inteso come momento di informazione e intrattenimento per il consumatore che, attraverso questo strumento altamente interattivo, può ricevere indicazioni sulle caratteristiche dei prodotti e sui contenuti nutrizionali, conoscere offerte e promozioni, essere informato sui prezzi dei prodotti e sull’ammontare della spesa che risulta più rapida e pratica grazie all’auto-lettura del codice a barre.

Gfk Eurisko dialoga con il panel

Una piccola rivoluzione nelle ricerche di mercato basate su panel. La propone Gfk Eurisko che ha fatto realizzare un piccolo computerino, dalle dimensioni di poco superiori a quello di un palmare denominato Dialogatore. Grazie a questo piccolo gioiello tecnologico i panelisti potranno dialogare in tempo reale con l'azienda di ricerche, che così potrà avere indagini realizzate in tempi brevi, affidabili e, last but non least, economiche, dato che a fronte dell'ammortamento per l'apparcchiatura e degli incentivi ai panelisti si potrà eliminare il costo degli intervistatori: insomma, un accorciamento della filiera dell'informazione...

Limiti delle ricerche tradizionali
Si tratta di un sistema, come ha spiegato Remo Lucchi, Ad di Gfk Eurisko, che permette di eliminare molti dei problemi presenti con i sistemi tradizionali: le interviste fatte di persona sono costose e trovano difficilmente persone disposte a rispondere; le telefoniche tradizionali ormai rischiano di trascurare alcuni target importanti (metà delle famiglie giovani non hanno telefono fisso); le telefoniche fatte al cellulare otre al costo trovano raramente interlocutori disposti a rispondere; installare un programma ad hoc su un PC di casa esclude quei due terzi della popolazione che ancora non usano il computer stesso problema per i sondaggi via web.

Obiettivo 10mila famiglie
Il Dialogatore sarà consegnato da dicembre a 4000 famiglie italiane, rappresentative di 10mila individui rappresentativi dell'universo delle famiglie italiane ed entrerà in funzione da gennaio 2009. L'obiettivo è arrivare a 10mila famiglie e oltre 20mila individui nel giro di qualche mese.

Saiwa classifica i prodotti secondo i profili nutrizionali

Abbracciando quelle che sono le tendenze dei consumatori sempre più attenti agli ingredienti e alla composizione di ciò che mangiano, Saiwa lancia il progetto “Saiwa per l'alimentazione e la nutrizione” integrando la produzione di prodotti da forno con le esigenze nutrizionali dei propri clienti. La portata innovativa dell'iniziativa risiede nella volontà dell'azienda genovese di realizzare dei prodotti formulati con attenzione ai profili nutrizionali e al contempo capaci di apportare benefici specifici, oltre che di sfruttare tutte le potenzialità degli ingredienti. È stata creata, così, una classificazione di prodotto che segue l'idea di una ripartizione a piattaforme nutrizionali nelle quali saranno ordinati gli alimenti in base al medesimo beneficio pur appartenendo a differenti momenti di consumo. Le piattaforme nutrizionali avranno la funzione di classificatori, ma anche di guida per il consumatore che potrà scegliere in base a quali benefici vorrà introdurre nella propria dieta alimentare. Le prime due piattaforme chiamate Fibrattiva e Cereacol comprendono rispettivamente il biscotto secco Oro Fibrattiva e il cracker Premium Fibrattiva (caratterizzati da farina di frumento integrale, cruschello di frumento e inulina) e il biscotto Oro Cereacol (crusca d'avena e beta- glucani).

Nasce Valfrutta Fresco per i mercati di I e IV gamma

Perseguire alta qualità, origine italiana dei prodotti, massima sicurezza alimentare e rispetto dell’ambiente. Con l’obiettivo di diventare uno dei brand più importanti sul mercato ortofrutticolo nazionale, nasce Valfrutta Fresco, società consortile che debutta nell’ortofrutta fresca tal quale (prima gamma) e nell’innovativo segmento della IV gamma, raggruppando gli operatori più importanti sul mercato (Apo Conerpo, Agrintesa, Fruit Modena Group, Conserve Italia, Italfrutta e Cepal). Il posizionamento di Valfrutta Fresco recupera il patrimonio della marca, accumulato in 30 anni di presenza nelle conserve vegetali, ma lo rende adatto per rispondere alle richieste del consumatore d’oggi, che vuole ortofrutta buona sempre, sicura e d’origine nazionale, a garanzia di freschezza.

Brand di filiera
Con oltre 20mila produttori agricoli associati, Valfrutta Fresco si propone come un brand che connota una filiera completa, 100% italiana. “Forte di questo importante background -spiega Gianni Amidei, ad della nuova società e direttore generale di Agrintesa, capofila del progetto- Valfrutta Fresco si presenta al mercato offrendo un assortimento di prodotti di stagione, con frutti bollinati proposti sia sfusi che in packaging di grande impatto e visibilità o in piccole confezioni estremamente innovative e al 100% biodegradabili ed ecocompatibili”.
Sulla IV gamma, invece, Valfrutta Fresco si proporrà con una linea di buste che spazierà dalle insalate tradizionali fino alle proposte più insolite, realizzando con il trade una collaborazione per uno sviluppo congiunto di questo segmento innovativo, con la creazione di nuovi concept di prodotto.
Per il lancio della linea di I e di IV gamma è stato previsto un investimento di 15 milioni di euro in 5 anni. A regime, la previsione del volume d’affari annuo è di circa 80 milioni di euro.

Despar e Q8 si alleano per creare fedeltà con il risparmio

Cibo e carburante sono tra gli acquisti più frequenti delle famiglie italiane. E, in piena crisi dei consumi, ecco che si moltiplicano le strategie delle insegne per coinvolgere il consumatore con promozioni di fedeltà, creando sinergie tra i due luoghi d’acquisto. Così, l’ultima iniziativa in questo senso è l’operazione di co-marketing tra Despar Aspiag -Cedi presente nel Triveneto e in provincia di Ferrara- e Q8 Petroleum Italia: si tratta, infatti, di un’operazione di cross selling che prevede l’erogazione di buoni sconto di ciascun partner a fronte di acquisti presso i punti di vendita dell’altro. L’obiettivo di questa operazione è quello di creare un circolo virtuoso per i clienti, al fine di orientare la loro scelta dai punti vendita Despar ai punti vendita Q8 e viceversa.

La meccanica prevede che a ogni rifornimento di 50 euro, in uno dei punti di vendita Q8 aderenti all’iniziativa, il cliente riceva un buono spesa Despar del valore di 5 euro spendibile, a fronte di una spesa minima di 50 euro in uno dei punti di vendita Despar, Eurospar, Interspar, aderenti all’iniziativa. Parallelamente, ad ogni spesa di 30 euro in uno dei punti di vendita Despar, Eurospar, Interspar, il cliente riceve un buono Q8 del valore di 2 euro, che sarà spendibile, a fronte di una spesa minima di 40,00€, in uno dei punti vendita Q8 aderenti all’iniziativa.
L’iniziativa è attualmente in corso per la durata di un mese (dal 9 ottobre all’8 Novembre 2008) su un’area test nella provincia di Treviso e coinvolge 25 punti di vendita Despar, Eurospar, Interspar e 25 punti di vendita Q8.

Il carburante sempre protagonista
Creare empatia e fidelizzazione sia all'insegna sia alla stazione di servizio è stata, durante tutto questo scorcio di anno, una delle linee maggiormente seguite dalle imprese della distribuzione. A luglio, per esempio, è stata la volta di Unieuro, che attraverso la partnership con Agip ha consentito, attraverso l'acquisto di prodotti di elettronica, di ricevere buoni sconto in carburante Agip fino al 30% del valore dei prodotti acquistati.
Tra le iniziative di co-marketing più datate vi è quella tra Esselunga e Q8: le due aziende, anche quest'anno, rendono disponibili per i clienti ulteriori possibilità di utilizzare i punti accumulati con gli acquisti e i “pieni”. Infatti, i punti della campagna promozionale Q8 possono essere utilizzati per richiedere punti del programma Fìdaty Esselunga e viceversa.
È invece “monodirezionale” la promozione Qui Fai il Pieno di punti, attivata lo scorso marzo e valida fino allo stesso mese del 2009, l'operazione di co-marketing tra i supermercati Tigros (Agorà) ed Erg: i titolari della Tigros card, facendo il pieno alla Erg possono accumulare punti per ottenere i premi del catalogo Collection mon amour 2008 di Tigros.

Fatture elettroniche, Veronesi riduce i costi fino al 70% con Quercia Software

Scambio elettronico di fatture per Veronesi, uno dei principali gruppi dell'industria agroalimentare italiana, specializzato in prodotti avicoli, suini, bovini e nella produzione di mangimi. Il gruppo ha scelto DesQ (Document Exchange System), soluzione web based per la gestione delle fatture elettroniche di Quercia Software, società del Gruppo Unicredit, leader nel settore dei servizi di e-banking.

Prima fase avviata con il ciclo passivo

Il progetto -presentato in occasione del convegno conclusivo della seconda edizione dell'Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione della School of Management del Politecnico di Milano- ha preso il via dal ciclo passivo delle fatture dei fornitori per estendersi successivamente al ciclo attivo della fatturazione verso i clienti. Nelle fasi strategiche ha confermato i principali risultati della seconda edizione dell'Osservatorio, cui Quercia Software ha partecipato come partner.

Completato il progetto Zero Paper
“Con il passaggio alla fatturazione elettronica, Gruppo Veronesi (circa 2 miliardi di euro il fatturato conseguito nell'anno 2007) pone l'ultimo tassello operativo al progetto denominato Zero Paper, che dal 2004 ad oggi ha condotto l'azienda all'implementazione di sistemi automatizzati per la gestione documentale elettronica -commentano i vertici amministrativi di Gruppo Veronesi-. La soluzione che maggiormente ha risposto alle necessità ed alle specifiche richieste di Gruppo Veronesi è stata DesQ di Quercia Software. La scelta ha richiesto un'attenta analisi delle proposte ad oggi esistenti sul mercato e la soluzione DesQ si è distinta tra le altre per l'estrema flessibilità del servizio che prevede una gestione in full outsourcing, oltre che per il consolidato rapporto costruito negli anni con l'azienda per la fornitura del servizio di Remote Banking”.

Ottimizzazione dei processi
Semplicità d'uso, flessibilità d'integrazione nei processi e nei sistemi aziendali, possibilità di estensione ai servizi opzionali di posta massiva, alla gestione del ciclo completo di incasso e riconciliazione dei pagamenti sono le caratteristiche che rendono DesQ la soluzione in grado di ottimizzare i processi di fatturazione ed al tempo stesso di ridurne i costi.

Il “Postino intelligente”

“DesQ opera come postino intelligente che veicola e immette nel sistema contabile i dati della fattura, non semplici file di immagini da gestire/archiviare, riducendo gli errori di digitazione grazie a un sistema di rilevamento e alert on-line sia per i fornitori che per Veronesi -commenta Fausto Bolognini, Ceo di Quercia Software-. Consente sostanzialmente di liberare risorse in area amministrativa e ridurre i costi del processo di fatturazione fino al 70%. Grazie al positivo riscontro ottenuto sul flusso di fatture del ciclo passivo contiamo di consentire al nostro cliente di ottimizzare a breve anche il ciclo attivo”.
Le criticità riscontrate nella gestione sono state minime, come confermano i vertici del gruppo Veronesi: “Fornitori e clienti hanno risposto favorevolmente, in quanto tale progetto ha portato benefici anche alle loro organizzazioni”.

Un anno il tempo medio di pay back di un progetto

“La forte riduzione di costi derivanti dall'adozione di un progetto di fatturazione elettronica, varia dal 65% all'85% a seconda della complessità e dell'integrazione del processo nella catena logistica-amministrativa aziendale -commenta Alessandro Perego, Responsabile Scientifico dell'Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione della School of Management del Politecnico di Milano-. Da segnalare, inoltre, che il 50% dei benefici è legato alla riduzione di costi di non conformità (errori) e, infine, che il pay back time (ritorno dell'investimento) dell'adozione di un progetto di fatturazione elettronica è mediamente inferiore a un anno anche per aziende medio-piccole”.

Accordo Selex-Fiditalia

Nuova partnership tra credito al consumo e gdo. I protagonisti dell’accordo sono Fiditalia e Gruppo Selex; presso i principali pdv del gruppo sarà possibile ottenere prestiti Fiditalia e inoltre sarà creata una serie di carte co-brandid per le principali insegne che a Selex fanno riferimento.
La prima è Galassia Card, realizzata per gli ipermercati Galassia, presenti nel Nord Italia, cui seguiranno quelle per i clienti di Famila e delle altre insegne Selex. Le carte consentono al cliente di optare tra la modalità a saldo e quella revolving e sono anche carte fedeltà permettendo al cliente di usufruire di promozioni dedicate.

Italian Food Excellence

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