Home Blog Pagina 222

Esselunga: la ricarica Vodafone col Presto spesa

È attiva fino al 31 gennaio la promozione avviata da Esselunga e Vodafone dedicata agli utenti che utilizzano il servizio di Presto spesa

È attiva fino al 31 gennaio la promozione avviata da Esselunga e Vodafone dedicata agli utenti che utilizzano il servizio di Presto spesa, ossia la spesa veloce di Esselunga, attraverso il terminale che consente di pagare evitando le code alle casse in un’apposita area.

L’iniziativa consente di avere 50 Punti Fragola, caricati entro le 48 ore successive all’acquisto, con una ricarica Vodafone di almeno 10 euro dal terminale di Pronto spesa.

 

Dm, il drugstore made in Germany apre in Italia

La catena tedesca prevede un centinaio di aperture tra 2018 e 2020. Il nuovo negozio aperto a Milano-CityLife è di 350 mq con 12.000 referenze. Oltre alla bellezza e alla salute (core business di dm) l’offerta include petfood, infanzia e casa (da Gdoweek n. 1/2018)

Lo Shopping District di CityLife a Milano ospita il primo punto di vendita italiano a insegna Dm (drogerie markt), una catena poco conosciuta per ora da noi, ma molto grande e importante in Europa dove ha circa 3.500 esercizi al dettaglio a libero servizio che producono un fatturato complessivo di 10 miliardi di euro.
Il nuovo drgustore milanese (350 mq) è di poco inferiore al format tipo di dm (da 400 a 600 mq) ma presenta tutti i reparti fondamentali che afferiscono a 2 macro-aree chiave: salute&bellezza, e pulizia persona/casa. Tre i fattori distintivi di dm, soprattutto in relazione all’assortimento, visibili pienamente anche nel nuovo store di Milano: forte orientamento al prodotto naturale/biologico che attraversa tutta l’offerta (12.000 referenze complessive) con particolare focus nella salute-bellezza; presenza evidenziata e strategica delle marche private che sono 23 con qualità paragonabile a quella dei leader di mercato ma, e questo è il terzo plus, a prezzi più contenuti.
Ma perché l’Italia? “Innanzitutto perché l’Italia è un paese molto attento al benessere e alla cura della persona -risponde Hubert Krabichler, Ceo per l’Italia di dm drogerie markt- e in Italia il consumo dei Fmcg, di cui il nostro assortimento fa parte, cresce del 4% nel 2017, più che in Germania, Francia e Spagna. Riteniamo poi che la nostra offerta sia alternativa ai supermercati e agli specializzati e non in concorrenza con questi canali; le posizioni urbane potenziali sono molte: Milano è un’area dove dm sta cercando altre location nel quadro di uno sviluppo che vorremmo coronare con 100 punti di vendita nel triennio 2018-2020”.“La politica di prezzo di dm è un altro tratto distintivo –aggiunge Benjamin Schneider, responsabile acquisti&marketing –. Da oltre 40 anni la nostra strategia di vendita non è cambiata: non facciamo campagne basate su tagli prezzo e sconti, ma manteniamo i prezzi più bassi possibile per quattro mesi, anche grazie all’alto numero di marche proprie che ci permettono di garantire prodotti di qualità a prezzi molto convenienti: i nostri prodotti sono quasi tutti biologici e naturali certificati in Germania”.

Self driving store, esiste davvero?

La tecnologia non è ancora perfezionata, e di mezzi senza conducente per ora si può parlare solo in via ipotetica. L'idea però è ben presente tra i produttori di veicoli, i quali oltre alle classiche applicazioni per trasporto di persone, stanno sviluppando anche mezzi progettati per la consegna e vendita di prodotti alimentari e non: i self driving store. Ecco le proposte di RobomartFord e Toyota.

Self driving store

Robomart è un servizio che integra un self driving store con una App rivolta ai consumatori interessati ad acquistare prodotti alimentari freschi. Invece di recarsi in negozio, oppure impegnare la complicata e costosa (per ora) logistica di un eCommerce, l'utente si limita a "chiamare" il self driving store più vicino, e completare sotto casa i propri acquisti.

Il veicolo senza conducente riconosce il cliente che ha chiamato, apre le porte del proprio magazzino a vista e successivamente compila una lista di quanto è stato acquistato, grazie a una tecnologia sviluppata da Robomart Inc., in base alla quale avviene il pagamento e viene erogata la ricevuta.

Il prototipo di self driving store

Il prototipo di Robomart, con gli scomparti per i prodotti freschi
Il prototipo di Robomart, con gli scomparti per i prodotti freschi

Prototipi di Robomart sono già "in pista" nell'area di San Francisco Bay in California, presto - afferma l'azienda - sarà reso disponibile un veicolo pilota anche grazie a una partnership con un fornitore per la ricarica elettrica wireless, e alla richiesta delle necessarie autorizzazioni. L'azienda si rivolge quindi ai retailer proponendo loro la possibilità di sponsorizzare un veicolo pilota da impiegare per servire i propri clienti.

Vantaggi per i retailer e per la clientela

Gli scaffali di Robomart
Gli scaffali di Robomart

Secondo gli analisti di Robomart, tra i principali ostacoli all'acquisto online di ortofrutta e prodotti freschi ci sono il costo elevato della consegna e l'impossibilità di scegliere frutti, verdure e prodotti come si farebbe dal fruttivendolo o al supermercato. Il self driving store offrirebbe anche molti dati specifici sui consumi, avrebbe un costo molto ridotto rispetto alla gestione logistica di un eCommerce, e permetterebbe alle insegne di ampliare la propria rete conservando il contatto diretto con i consumatori, senza investimenti onerosi. Nel servizio infatti è prevista anche la possibilità di interagire con un operatore, in caso di difficoltà.

Ford e Domino's pizza

La Ford ibrida per le consegne della pizza Domino's foto: Ford Motor Company
La Ford ibrida per le consegne della pizza Domino's
foto: Ford Motor Company

Siamo ancora in Usa, ma nel Michigan: Ford e Domino's testeranno la consegna a domicilio della pizza con veicoli definiti "autonomi". Non saranno infatti privi di conducente, poiché la tecnologia non è ancora matura, ma accoglieranno un autista, tecnici e ricercatori per raccogliere dati sul campo.

Il progetto di Ford

Il veicolo sarà una Ford Fusion ibrida, che sarà lasciata "autonoma" solo negli ultimi 15 metri circa, per una simulazione. I clienti che scelgono di avvalersi della metodica riceveranno dalla app un codice per sbloccare il comparto dell'automobile che tiene in caldo la pizza, e interagire con l'operatore o con uno schermo.

Il progetto intende testare la disponibilità delle persone a uscire di casa per prelevare la pizza, e la fluidità dell'interazione. L'obiettivo è di attivare il servizio entro il 2021, anche grazie ad altre partnership con operatori diversi, sia nell'alimentare che nel non alimentare.

Toyota e-Palette

La versione di Toyota del self driving store si chiama e-Palette. Sarà automatica, senza pilota, elettrica e scalabile, quindi più o meno grande, in funzione dell'attività che dovrà svolgere. Da fuori sarà possibile intravedere il contenuto.

Le idee lanciate da Toyota per il self driving store
Le idee lanciate da Toyota per il self driving store

Lo sguardo di Toyota integra la funzione di negozio con quella del trasporto delle persone, ipotizzando clienti che mentre si recano da un posto all'altro provano le scarpe nuove, o uffici itineranti, o ristoranti itineranti, con tanto di cuoco (ma niente pilota).

Maxi Zoo entra in Umbria

Maxi Zoo Certosa Milano 2014
Apre in provincia di Perugia, a Trevi, un nuovo petstore Maxi Zoo esteso su una superficie di 600 mq. Si tratta del primo store in Umbria

Apre in provincia di Perugia, a Trevi, un nuovo petstore Maxi Zoo, in località Torre Matigge, via Popoli 37. È il primo negozio in Umbria dell’insegna, parte del gruppo tedesco Fressnapf. Si sviluppa su una superficie di 600 mq, offre più di 8.000 articoli e impiega sei persone. Sono presenti specifici corner dedicati agli accessori, alla cura e al benessere dell’animale.

Tra i servizi propone l’area picnic con acqua fresca e cibo, la bilancia per cani, l’incisione di medagliette, la donation box, in cui è possibile lasciare alimenti di prima necessità che saranno devoluti alle onlus locali del settore.

 

 

Gruppo Finiper: il Viaggiator Goloso e Grandi Vigne a Marca 2018

I brand il Viaggiator Goloso e Grandi Vigne che rappresentano i marchi di eccellenza del gruppo Finiper saranno presenti a Marca 2018

I brand il Viaggiator Goloso e Grandi Vigne che rappresentano i marchi di eccellenza del gruppo Finiper saranno presenti a Marca 2018, la fiera di riferimento del settore Mdd in programma a Bologna il 17 e 18 gennaio. L’azienda proporrà entrambi i brand in due stand disposti l’uno di fianco all’altro, identici nel concept e nelle dimensioni, ciascuno di circa 50 mq e aperto su tre lati.

Il Viaggiator Goloso e Grandi Vigne presenteranno i rispettivi prodotti di punta in alcuni totem con teca, a sottolineare il pregio e la cura delle referenze selezionate. L’allestimento fonde elementi moderni e tradizionali ed è pensato come un percorso museale e culinario. Gli espositori daranno risalto ai prodotti, mentre gli elementi rustici, come i banconi e le vetrine, rimandano alle radici dei prodotti stessi, in un viaggio tra tradizione e cultura del cibo.

Grandi Vigne presenterà a Marca 2018 5 tipologie di vini: rossi di struttura e da invecchiamento con circa 20 etichette; biologici e vini con certificazione vegana; vini docg, doc, igt, igp senza aggiunta di solfiti; bollicine e dopo pasto. Il Viaggiator Goloso presenterà Green Oasis, la nuova linea di prodotti naturali per la cura della casa e della persona. Inoltre, Marca 2018 sarà l’occasione per il lancio del primo prodotto del comparto frutta e verdura a marchio il Viaggiator Goloso: l’Arancia Ippolito, coltivata nella Piana di Catania ai piedi dell’Etna. Saranno presneti inoltre le linee già presenti in assortimento ossia I Classici; Il Biologico; Le Specialità; Senza Glutine, Senza Lattosio, 100% Vegetale e Le Oasi Controllate, quest’ultima composta da tre tipologie di riso coltivato in un oasi neorurale dove è stata ricreata la biodiversità dell’anno mille.

Infine, Mario Gasbarrino, presidente e amministratore delegato di Unes, interverrà alla “Presentazione del XIV Rapporto sull’Evoluzione dei Prodotti a Marca del Distributore in Italia” in programma per giovedì 18 gennaio alle ore 10.00 presso la Gallery Hall pad. 21 – 22.

Frigoloso di Olitalia è il nuovo olio da frittura per la pasticceria

È in arrivo sul mercato Frigoloso, un olio innovativo pensato appositamente per la frittura dei dolci. Ottenuto da materie prime coltivate e lavorate in Italia e privo di olio di palma, Frigoloso è prodotto con olio di semi di girasole ad alto contenuto di acido oleico, vitamina E ed olio essenziale di bergamotto.
La presenza di un antiossidante naturale come la vitamina E aumenta la shelf-life del bagno d’olio, mentre la presenza dell’olio essenziale di bergamotto potenzia la stabilità e conferisce all’olio in frittura una fragranza piacevole all’olfatto.

Le sue proprietà permettono di ottenere dolci croccanti e asciutti, dall’aspetto chiaro e dal gusto leggero e ne impediscono il trasferimento del sapore, il rilascio di cattivi odori di rancido nell’ambiente e al prodotto e l’alterazione del colore.

Frigoloso è prodotto da Olitalia, azienda italiana specializzata da oltre 30 anni nella produzione di oli e aceti e presente oggi in oltre 120 paesi nel mondo, e verrà presentato come novità in occasione dell’imminente Sigep, dove sarà impiegato da maestri pasticceri durante gli show coking in programma.

Gruppo Abate alla ricerca di nuovi format

Lo storico gruppo siciliano, associato Selex, sta consolidando la presenza sul territorio anche con con nuove insegne che rispondono ai bisogni di oggi (da Gdoweek n. 1/2018)

Con un fatturato di 350 milioni di euro sviluppati per il 90% dai negozi diretti e per il 10% dagli affiliati, Gruppo Roberto Abate (che opera sul territorio siciliano dal 1968 e dal 2007 si è associato a Selex) sta vivendo un momento di trasformazione, orientandosi su diversi target di pubblico e diversificando la propria proposta distributiva. In quest’ottica, mantenendo saldo il rapporto con Selex, Abate ha deciso di sviluppare anche insegne proprie, testando nuove formule di acquisto: come nel caso di Grande A, formula che rinnova il concetto di discount, oppure valorizzando il mondo del biologico con San’è o indirizzandosi sul canale discount tradizionale attraverso Ard.
“Oggi il mercato è in continua evoluzione -spiega  Salvatore  Abate,  presidente  del
Gruppo Roberto Abate-. Per questo motivo abbiamo voluto svilupparci assecondando le nuove tendenze di consumo e sviluppando il nostro business in linea con le rinnovate abitudini dei consumatori”. Tra  le  formule  in  sperimentazione,  ecco Grande A, che supera il concetto di discount e offre la possibilità di acquisti multipli: il cliente ha la possibilità, comprando più quantità dello stesso prodotto, di vedere il prezzo abbassarsi proporzionalmente, in modo da decidere in totale autonomia il “volume” del proprio risparmio in base alla formula scelta: single, multi o pack. Oltre a prevedere uno spazio a parte per l’horeca, il negozio pone particolare attenzione ai freschi e ai prodotti locali. “Siamo una realtà del territorio, ne conosciamo i pregi e le potenzialità e siamo certi che la formula Grande A potrà offrire quel valore aggiunto che questo territorio merita”, commenta Salvatore Abate.

L'intero articolo su Gdoweek n. 1

Sabelli e Trevisanalat pronte per Marca 2018

Primo appuntamento del 2018 per il gruppo Sabelli, che sarà tra gli espositori di Marca, la fiera dedicata alla private label in programma a Bologna il 17 e 18 gennaio. Si tratta della seconda partecipazione alla manifestazione da quando Sabelli ha acquisito la Trevisanalat, dando vita al secondo maggiore polo produttivo di mozzarella da tavola in Italia.

“Anche il 2017 ha confermato il trend di crescita degli ultimi anni per Sabelli e Trevisanalat – commentano Angelo Galeati e Simone Mariani, amministratori delegati del gruppo Sabelli. Oggi nel comparto delle mozzarelle da tavola in Italia siamo il primo gruppo a proprietà italiana: tra gli obiettivi 2018 c’è il potenziamento della nostra posizione come partner della grande distribuzione, forti dell’aumento della capacità produttiva e del know how tecnologico delle fasi di lavorazione e confezionamento”.

Per Sabelli il 2017 si è chiuso con un fatturato di 80 milioni di euro con una crescita del 10% a valore e del 5% a volume. Per quanto riguarda Trevisanalat, la crescita è stata del 10% a valore e del 5% a volume: l’azienda di Resana (TV) ha raggiunto un fatturato di 55 milioni di euro.

La partecipazione al salone è un’occasione importante per il gruppo marchigiano, che si presenta a buyer e operatori della grande distribuzione come uno dei principali player nel comparto italiano delle mozzarelle, con una quota di mercato a volume del 12%. La Sabelli di Ascoli Piceno, una delle maggiori aziende italiane a conduzione familiare, vanta infatti un’esperienza pluridecennale nella produzione di formaggi freschi di qualità. L’acquisizione di Trevisanalat e della slovena Ekolat, nel novembre 2016, ha consolidato la posizione del gruppo come partner per la grande distribuzione, sia in Italia che all’Estero, grazie al know how tecnologico e alla capacità produttiva.

Proprio per la competenza produttiva, le tecnologie all’avanguardia, lo sviluppo dei processi, la qualità costante e l’efficienza tecnologica, il gruppo Sabelli ha ottenuto lo scorso novembre il riconoscimento “Company to Watch", da parte dell’Area Marketing Solutions di Cerved.

Gruppo Selex: in netta crescita le Mdd

prodotti a marchio selex
È cresciuto del 6% il fatturato complessivo delle marche del distributore che fanno capo a Selex superando, nel 2017, gli 800 milioni di euro

È cresciuto del 6% il fatturato complessivo delle marche del distributore che fanno capo a Selex superando, nel 2017, gli 800 milioni di euro. Le performance più brillanti sono state per le linee di specialità regionali, Saper di Sapori, e di prodotti salutistici, Vivi Bene Selex, con incrementi annui di oltre il 15%.

L'assortimento delle private label di Selex, presente anche quest'anno con un suo stand alla Fiera Marca di Bologna, in programma il 17 e 18 gennaio, conta oggi più di 5.500 referenze saper di sapori selexin totale, suddivise tra i brand Selex, Vale e Il Gigante e relative linee specialistiche, Sù e Vanto per il canale cash & carry e prodotti con marchi di fantasia. Uno per tutti Le Vie dell'Uva, la linea di vini doc e docg selezionati dai migliori produttori in tutta Italia, che oggi rappresenta un punto fermo sugli scaffali dei supermercati del Gruppo.

 

Nel 2018 proseguirà il lavoro di affinamento e innovazione degli assortimenti, in particolare nei reparti più caratterizzanti, come l'area salute e benessere, per rendere sempre più personale e distintiva l'offerta.  Luca Vaccaro, Direttore Mdd di Selex, spiega: “Nel corso dell'anno sarà completato il restyling del marchio Selex, incentrato su system grafici diversi per macro categorie di prodotti. Arricchiremo inoltre l'offerta delle linee premium, come Saper di Sapori, con nuove specialità gastronomiche di qualità e tipicità e sarà inoltre rafforzata la linea Vegetale 100% Selex”. Novità anche per il mondo Vale, la marca utilizzata in alternativa dalle imprese socie che operano in aree di sovrapposizione territoriale. La linea base sarà oggetto di un restyling e sono stati studiati nuovi brand per le linee specialistiche. Accanto ai prodotti biologici e di filiera La Natura Vale e all'alto di gamma Val Or, nasceranno due nuove linee: una salutistica e l’altra per il petfood. Anche per Vale sarà ampliato l’assortimento, in parallelo a quanto fatto per il marchio Selex.

Qualità e innovazione sono stati i driver della crescita degli ultimi anni e, allo stesso

Maniele Tasca, direttore generale Selex gruppo Commerciale

tempo, sono le sfide più importanti che abbiamo davanti - sottolinea Maniele Tasca, direttore generale di Selex - Continueremo a lavorare per migliorarci senza mai perdere di vista la dimensione della convenienza”.

 

Unes, le Mdd e Il Viaggiator Goloso: performance top 2017

Unes archivia un 2017 di grande dinamismo, grazie alla performance della sua Mdd premium, sempre più insegna. La soddisfazione di Mario Gasbarrino

+ 63% 2017 vs 2016 per arrivare a una quota 2017 del 12,1%: Il Viaggiator Goloso archivia un anno record, nel quale la Mdd premium di Unes ha realizzato un fatturato di 95 milioni di euro e si è imposta sul mercato come fenomeno di grande interesse tra gli addetti ai lavori per la sua capacità di generare valore e di interpretare un’esigenza contemporanea di mutamento strutturale e valoriale del trade.

 

Da brand premium dell’offerta Mdd Unes, che peraltro nel 2017 ha visto un’incidenza Mdd nelle sue vendite complessive del 42%, Il Viaggiator Goloso sta proseguendo nel cammino di trasformazione in insegna, come ha confermato l’apertura del terzo pdv nel milanese.

 

 

“Grazie a U2 supermercato e Viaggiator Goloso – dichiara Mario Gasbarrino, presidente e ad di Unes- confermiamo un dinamismo spiccato rispetto al mercato: nel 2017 siamo cresciuti del +4,6% rispetto al 2016 e, soprattutto, lo scorso è stato il decimo anno consecutivo che ci ha visto crescere. E per il 2018 ci aspettiamo una crescita ancora più spiccata, con Il Viaggiator Goloso che arriverà a 138 milioni di euro di fatturato”

Rinascente Torino: via alla ristrutturazione globale

la rinascente
Cambia volto il department store La Rinascente di Torino, di via Lagrande, che entro il 2019 si presenterà al pubblico completamente rinnovato

Cambia volto il department store Rinascente di Torino, di via Lagrande, che entro il 2019 si presenterà al pubblico con una superficie più ampia, un assortimento potenziato grazie anche all'introduzione di nuovi brand del lusso e un look rinnovato.

la rinascente on demand milanoSi procederà infatti al completo remake della facciata, dei singoli piani e delle scale mobili, in linea con il flagship di Milano (nella foto a fianco) e il più recente aperto a Roma. A Torino, in particolare, la superficie sarà ampliata passando da 4.300 a 7.500 mq sviluppati non più su tre ma su sei piani.

Saranno introdotti inoltre una palestra, un caffè, un food market e un ristorante. L’investimento complessivo è di 61 milioni di euro di cui 33,5 milioni per l’acquisto dell’immobile; 19,1 milioni per la ristrutturazione interna. Un milione va al Comune di Torino per oneri relativi alla monetizzazione dei parcheggi, alle compensazioni ambientali e oneri di urbanizzazione.

A questi si aggiungono i circa 8 milioni di euro che i brand partner impiegheranno per i loro spazi.  Il restyling sarà affidato ad architetti e designer come Gianmatteo Romegialli, Paolo Lucchetta, Fabio Fantolino, David Lopez e Fanny Bauer Grung.

 

 

 

 

Mango: vendite online in crescita vertiginosa

Mango
Crescono le vendite online e in questo segmento risultano maggiori gli acquisti fatti tramite mobile rispetto al computer

Crescono le vendite online e in questo segmento risultano maggiori gli acquisti fatti tramite mobile rispetto a quelli fatti con il computer. È quanto registra Mango, l’insegna spagnola di fast fashion. “Nel 2017 -spiega l’azienda- gli acquisti tramite dispositivi mobili o tablet hanno rappresentato il 52% del totale delle vendite online, superando il livello di 44% registrato nel 2016. Inoltre, le visite da dispositivi mobili costituiscono già il 70% delle visite sui mezzi digitali di Mango”.

L’obiettivo dei prossimi anni è rinforzare questa tendenza. "Vogliamo raggiungere il 20% del totale del fatturato tramite il canale eCommerce entro il 2020”.

Mango ha chiuso il 2016 con un aumento delle vendite online del 25,6%, pari al 13% del fatturato totale del gruppo (2,26 miliardi nel 2016, in calo del 3%).

Gruppo VéGé: vendite in crescita

Registrano un incremento del 9,6% le vendite del Gruppo VéGé, un dato che tiene conto delle nuove aperture mentre a parità di rete si attesta al +3,4%

Registrano un incremento del 9,6% le vendite del Gruppo VéGé, un dato che tiene conto delle nuove aperture mentre a parità di rete si attesta al +3,4%. Un anno positivo dunque per il gruppo distributivo che chiude l’anno con il segno più.

schermata gruppo vegèL’amministratore delegato Giorgio Santambrogio affida a un tweet la sua soddisfazione, definendo il risultato eccezionale “perché realizzato – scrive - con 2952 punti vendita soprattutto al Sud e non in Lombardia o in aree ricche”. E sintetizza in poche parole chiave le strategie del successo: “Umiltà, competenza e comprensione dei nuovi bisogni del consumatore”.

Tannico: dall’eCommerce vinicolo all’offline

Entro l’anno Tannico, la digital wine platform più importante d’Italia, potrebbe sbarcare nell’offline con un primo punto di vendita, realizzato a Milano

Entro l’anno Tannico, la digital wine platform più importante d’Italia, potrebbe sbarcare nell’offline con un primo punto di vendita, realizzato a Milano, probabilmente nella seconda metà del 2018. È quanto pubblicato da  Pambianco Wine&Food che annuncia l’apertura del locale ideato come wine bar con eventi e tasting e non come un semplice negozio fisico per asporto.

Il gruppo ha chiuso il 2017 con ricavi in aumento del 70% e un fatturato previsto dal suo fondatore Marco Magnocavallo tra i 10 e gli 11 milioni di euro. Gennaio è iniziato più o meno in linea con il tasso di crescita del periodo precedente, tra +60 e +70 percento.

L’interesse di Tannico si concentra anche sul mercato estero: dopo aver aperto un centro logistico in Gran Bretagna, il portale di eCommerce vinicolo si sta sviluppando in una ventina di Paesi tra Europa ed extra Ue, tra cui Stati Uniti, Taiwan e Giappone.

 

Nau!: spinta sullo sviluppo in Italia e all’estero

NAU!_San Martino
Il piano di espansione dell’insegna di ottica Nau! prevede 20 nuove aperture nel 2018 per un consolidamento della rete in Italia ma anche all’estero

Il piano di espansione dell’insegna di ottica Nau! prevede 20 nuove aperture nel 2018 per un consolidamento della rete in Italia ma anche all’estero in particolar modo in Spagna, Malta, Russia, Dubai e India, Paesi nei quali si prevedono sei nuove strutture nel corso dell’anno.

In Italia l’insegna si svilupperà puntando sia su aree nelle quali opera sia su zone non ancora presidiate. A pochi giorni dall’inizio del 2018 Nau! ha già inaugurato due punti di vendita in Piemonte, regione in cui è presente con 17 negozi.

Il primo store è stato realizzato ad Arona, in via Cavour 151, in una zona centrale della cittadina, il secondo a Rivoli, l’undicesimo in provincia di Torino, aperto all’interno del centro commerciale Auchan.

I negozi rispecchiano il format dell’insegna che punta su un’immagine glam, dalle forme lineari con ampio risalto agli articoli in esposizione. L’assortimento comprende le linee da sole e da vista per uomo, donna e bambino con nuove collezioni in edizione limitata ogni trenta giorni.

 

 

Italy Discount si differenzia con le pl

italy discount
Il core business sono la selezione e i contratti con i fornitori di private label (pl) e di prodotti locali che non passano dalle centrali acquisti. Molto spazio è lasciato agli imprenditori che si affiliano al progetto (da Gdoweek n.1/2018)

La formula di Italy Discount è lineare: presidiare la spesa economica di vicinato con prodotti a marchi di fantasia di proprietà del consorzio, lasciando la possibilità ai soci di sviluppare le proprie insegne già radicate nelle varie zone. E, inoltre, forte caratterizzazione locale realizzata con una quota importante dell’assortimento fatta da prodotti del territorio e cura particolare per le referenze della spesa quotidiana. Questa società consortile è nata nel giugno 2013 dalla volontà di due soci, Realco che opera in Emilia-Romagna e Tatò Paride che opera in Puglia. In poco tempo al progetto hanno aderito varie realtà in tutta Italia e, oggi, la società guidata da Mirco Pincelli conta 350 punti di vendita da 300 a 1.000 mq, per una superficie totale di vendita di 190.000 mq e un giro d’affari di 900 milioni di euro.
Come mai in tanti “salgono sul vostro carro”?
I grandi player si rafforzano e mirano a sviluppare format rigidi e di proprietà. Un sistema che estromette molti operatori che credono nelle opportunità della prossimità. Noi lasciamo ai soci la proprietà delle insegne e dei marchi, ci occupiamo solo delle private label o comunque delle referenze Lcc che non hanno contatti con le centrali e forniamo il piano promozionale; il resto è tutto lasciato alle capacità imprenditoriali dei singoli.
Come si caratterizza l’assortimento?
Abbiamo 1.500 referenze  a  marchio  di  fantasia, più 600-700 prodotti  di  marche  esclusive  o  accordi  con  fornitori  per  completare  l’assortimento  dove  i  volumi non ci consentono  linee  nostre.  Per quanto riguarda freschi,  carne  e  ortofrutta,  ogni  socio  provvede a rifornirsi dai propri canali abituali. Inoltre, abbiamo una forte integrazione con i vari territori, con assortimenti che hanno un’importante quantità di prodotti locali. La qualità è equiparabile a quella di una normale private label. In base ai nostri panel test posso dire che non siamo inferiori a Eurospin. L’assortimento è molto segmentato: si va dalla linea premium con 80 referenze, a quella gluten free (160 articoli) e bio (50); poi ci sono i prodotti locali, che riteniamo strategici per differenziarci dai grandi player.
Quali sono i vostri piani di sviluppo?
Siamo aperti a tutti gli imprenditori del commercio che vogliono sposare il nostro sistema, ma nell’immediato futuro abbiamo l’intenzione di sviluppare l’area tirrenica in Lazio e Campania per completare il processo di copertura nazionale e dare risposta ai dettaglianti di quelle zone.
Quanto costa associarsi?
Prevediamo il versamento di una quota d’ingresso inferiore a 10.000 euro, e una cifra annuale per coprire i costi del consorzio che si aggira tra lo 0,5% e lo 0,7% degli utili.
L’arrivo di Aldi vi preoccupa?
Credo che Aldi attaccherà in maniera frontale le grandi insegne del comparto, quindi Eurospin e Lidl, facendo abbassare i prezzi del discount. Inoltre, secondo me non faranno l’errore che fece Lidl che sbarcò cercando di vendere i prodotti tedeschi. Cresceranno molto e saranno pericolosi, ma non per noi, per i grandi.

Marca 2018: le novità di Pam Panorama

Nel 2018 Pam Panorama lancerà nuovi prodotti e nuove linee a marchio privato. Le novità saranno presentate il 17 e 18 gennaio in occasione di Marca 2018

Nel 2018 Pam Panorama lancerà nuovi prodotti e nuove linee a marchio privato. Le novità saranno presentate il 17 e 18 gennaio in occasione di Marca 2018.

L’insegna ha aumentato in maniera esponenziale l’offerta private label puntando in modo particolare sulla linea Semplici e Buoni, con oltre 80 item, per chi soffre di intolleranze alimentari o vuole stare attento alla linea, e sulla linea Bio, con più di 150 referenze. Oggi Pam Panorama propone un assortimento di prodotti che vanno dalla linea mainstream Pam Panorama, ai Tesori, sugli scaffali dal 2010, che oggi conta oltre 170 referenze fra cui specialità regionali certificate dopo e igp. La linea Bio Pam Panorama conta, tutte provenienti da agricoltura biologica, mentre la linea Arkalia, introdotta nel 2015, comprende oltre 70 referenze dedicate alla cura e all’igiene del corpo.

 

“Ad ottobre 2017, la nostra private label ha registrato la quota più alta dell’anno: un risultato che ci stimola ad innovare la nostra offerta in modo continuativo e a continuare nella selezione di fornitori italiani che lavorano con materie prime di qualità - commenta Claudia Carvalho, Responsabile private label & market analysis Pam Panorama - Siamo felici di annunciare che nel 2018 introdurremo nuove referenze e nuove linee di prodotto al fine di rispondere efficacemente alle richieste dei clienti.”

 

Carrefour valorizza in store i produttori di latte liguri

Dopo iniziative come Piemunto e Toscafour il retailer aderisce al Progetto di Filiera con i Produttori Latte di Genova, che prevede un marchio dedicato in 100 pdv e politiche di valorizzazione

Carrefour Italia ha aderito al Progetto di Filiera con i Produttori Latte di Genova, un'iniziativa promossa dalla Confederazione Italiana Agricoltori Liguria. I prodotti realizzati con latte proveniente da allevamenti liguri saranno in particolare valorizzati in oltre 100 punti vendita del retailer di Genova e provincia, nonché del Levante Ligure.

Le referenze saranno rese riconoscibili al cliente finale grazie al marchio presente sulle confezioni e attraverso uno speciale posizionamento e valorizzazione sugli scaffali Carrefour.

Progetto di Filiera con i Produttori Latte di Genova è l’ultima in ordine di tempo tra le collaborazioni che Carrefour Italia ha stretto con Istituzioni in tutto il Paese con l’ottica di valorizzare una produzione locale di qualità. Tra questi il progetto Piemondina, dedicato al riso piemontese (o Piemunto) e Toscafour, dedicato ai prodotti toscani.

Come sottolineato dall'azienda:

Come Carrefour Italia già da tempo lavoriamo al fianco di chi opera quotidianamente per realizzare prodotti di qualità e attenti alle proprie radici in termini ambientali e di rispetto della tradizione. Il nostro impegno è quello di sostenere la filiera di eccellenza proponendo al cliente una scelta d’acquisto responsabile che possa portare valore aggiunto al proprio territorio d’appartenenza e sostenere in modo concreto i suoi produttori. La Liguria è una Regione di primaria importanza per Carrefour Italia che anche in quest’occasione dimostra il suo impegno verso il territorio.

Il fashion trova spazio e consensi in griffe Mdd

Praticità, vestibilità e accessibilità economica: ma dietro lo sviluppo delle private label nell’abbigliamento c’è molto altro. Obiettivo: offerta esclusiva (da Gdoweek n. 1/2018)

Non solo food: la grande partita internazionale dei prodotti Mdd si gioca anche sul fashion a marca privata, elemento emergente nell’offerta di alcune catene generaliste che, in questo modo, sbarcano in un segmento capace di un forte potere di attrazione, di riversare valore sul brand/insegna e garantire margini più interessanti rispetto a tantissime altre categorie merceologiche e contribuendo alla loyalty. Ma non è solo una questione di appealing d’insegna. Si tratta anche di tattica commerciale: per una catena generalista offrire un’offerta di abbigliamento “a marchio” equivale a costruire una barriera contro le sirene d’Ulisse rappresentate dagli specialisti del fashion online (come Zalando) e contro Amazon, che proprio nel fashion continua a crescere nel Vecchio Continente.
Secondo alcuni analisti, il settore dell’abbigliamento negli Stati Uniti varrebbe 275 miliardi di dollari l’anno e le private label lo stanno modificando in maniera rapida e profonda, scuotendo le fondamenta di una situazione competitiva che sembrava congelata da moltissime stagioni. Amazon, Walmart, Target e anche l’ultimo arrivato Kroger, stanno modificando il mercato. Due i fattori di successo espressi oltreoceano: l’espansione del cosiddetto “active wear”, ossia abbigliamento semplice e sportivo, perfettamente in target con i frequentatori delle grandi superfici, e una certa disaffezione dei Millennials rispetto al logo e alla griffe. Ultima catena in ordine di tempo negli Usa a saltare sul carro dei prodotti di abbigliamento a marchio è Kroger, che introduce Our Brand, una linea pensata per un “modern lifestyle”. Secondo alcuni analisti, il piano prevede un investimento di 9 miliardi di dollari in tre anni e introduce un cambio di direzione alla strategia di Kroger rispetto alle Mdd, visto che finora la larga parte della sua offerta riguardava prodotti food. Ma dietro lo sviluppo delle private label nell’abbigliamento c’è molto altro. D’accordo la praticità, la vestibilità e l’accessibilità economica: ma finché i valori veicolati dai capi d’abbigliamento firmati dai retailer sono solo questi, difficile pensare a una crescita delle vendite. Da questa constatazione sono partiti i retailer che hanno voluto scrollarsi di dosso l’immagine di abbigliamento a marchio come sinonimo di vestiti e accessori a basso costo e a modeste pretese. A cominciare da Asda che, attraverso la collaborazione con il designer Geroge Davies, ha creato una linea esclusiva di abbigliamento. Dopo questo apripista negli anni 90, altri retailer hanno seguito la stessa strada, affidandosi a designer e stilisti di grido che hanno legato il proprio nome a linee di abbigliamento “massive”, anche per i più piccoli. Proprio nell’abbigliamento a marchio rivolto alla fascia kids, Target ha dato vita a una case history di successo con il suo brand Cat & Jack, che in un solo anno dalla apparizione sugli scaffali ha fatturato circa due miliardi di dollari. Idem in Gran Bretagna dove, secondo la società di ricerca Kantar Worldpanel, nel 2016 sono stati spesi 3,6 miliardi di sterline per capi di abbigliamento acquistati nella gdo generalista. Oggi, Tesco, Sainsbury’s, Marks and Spencer si affidano a stilisti di fama e guru del fitness per firmare linee con contenuti qualitativi sempre più rilevanti. In Francia, a guidare la tendenza sono i grandi magazzini. Risale al dicembre 2016 la presentazione ufficiale della prima collezione di moda firmata con il brand Galeries Lafayette, nata sotto la direzione creativa della stilista Laetitia Ivanez che per lavorare a questo progetto ha messo in stand-by la sua griffe Prairies de Paris. La linea di abbigliamento a brand Galerie Lafayette offre capi dal forte contenuto stilistico, che capitalizzano il prestigio dell’insegna; in questo caso importante anche per l’effetto souvenir che sfrutta il forte flusso turistico su Parigi e l’allure che viene riconosciuta in fatto di eleganza alla capitale francese. Un plus che appare evidente nella scelta di un altro competitor, Le Bon Marché, il quale ha lanciato da un paio di anni una linea di abbigliamento a marca d’insegna con cui offre tutti gli evengreen dello stile “parisienne”, dalla maglietta a righe al trench beige, cui affianca alcuni capi che anticipano le tendenze viste dai buyer alle settimane della moda nel mondo. Per un progetto analogo la catena Printemps ha scelto lo slogan “essential luxury” riunendo la sua offerta di abbigliamento e accessori sotto l’unico brand d’insegna e facendone, in pochi mesi, il marchio più venduto nel reparto della pelletteria sia in termini di volumi che di giro d’affari. Un risultato a cui ha concorso, sicuramente, anche l’esposizione privilegiata nei punti di vendita, con spazi dedicati nei punti chiave dei grandi magazzini. Qualcosa si muove anche in Italia, dove la situazione è agli albori. Qualche tentativo era stato fatto nel passato (come la linea etica Solidal Coop firmata dalla stilista inglese Katharine Hamnett) ma senza grandi risultati. L’operazione più importante è stata quella di Carrefour con la sua linea di abbigliamento di qualità e stile a un prezzo attrattivo a brand Tex, che è stata accompagnata da un merchandising innovativo, considerato un elemento imprescindibile per rendere l’esperienza di acquisto piacevole. Così il look del reparto ricalca l’ambientazione delle boutique specializzate: uno spazio aperto e una disposizione dei capi di abbigliamento per universi concettuali (casual, urbano, sport) e con servizi innovativi e altamente tecnologici, come il camerino virtuale e il digital mirror presenti negli store di Carugate e di Nichelino. Un progetto che ha dato i suoi risultati, visto che il comparto del tessile ha visto crescere le vendite in Italia tra il 5 e il 10% l’anno. L’ultima novità è la decisione di Lidl di portare anche in Italia la sua linea di abbigliamento a marchio Esmara appena sottoposta a un importante upgrading grazie alla collaborazione con l’ex top model Heidi Klum. “Il nostro obiettivo è riuscire a trasferire anche al comparto tessile la formula commerciale vincente che abbiamo sviluppato nel food, affermandoci come player nel settore dell’abbigliamento -spiega Alessia Bonifazi, responsabile comunicazione di Lidl Italia-. La collaborazione con Heidi Klum porta Esmara a un livello superiore. Ci aspettiamo di diventare un nuovo punto di riferimento nel segmento fashion”. In Italia, l’assortimento della linea “Esmara By Heidi Klum” è entrato in tutti i punti di vendita da pochi mesi e comprende una selezione di capi dell’intera collezione. L’offerta è concentrata durante le cosiddette “Lidl Fashion Week”: settimane tematiche che si ripetono più volte l’anno in tutto il mondo.

Mdd: un futuro frutto di lavoro a tutto tondo

Tre prodotti a marchio su quattro acquistati in Italia sono ancora mainstream, le cosiddette opzioni “a marchio d’insegna”. È sufficiente guardare all’estero per vedere quanto potenziale c’è ancora per la Mdd. Che deve intercettare i trend di mercato emergenti (da Gdoweek n. 1/2018)

Se la Mdd diventa marca, assume le logiche del  brand  industriale,  esprime  una  segmentazione sempre più profonda e si fa portatrice delle istanze che provengono dalle fasce più evolute del mercato. Allora l’intero comparto è di fronte a una nuova dimensione evolutiva che impatterà sui macro temi legati all’identità delle insegne, alla fedeltà dei consumatori, al rapporto con l’industria. Fino a investire l’essenza stessa delle Mdd.
“Che la Mdd stia diventando una marca a tutti gli effetti è sempre più evidente -dichiara Guido Cristini, Ordinario di Marketing, Dipartimento di Scienze economiche ed aziendali dell’Università di Parma- continua la crescita delle vendite nella fascia alta del mercato, quella premium, nella quale tutte le insegne stanno investendo e stanno  lanciando/riposizionando linee ad alto valore, capaci di attrarre l’attenzione del consumatore. Un dato su tutti: facendo 100 il prezzo medio del mercato, le Mdd si posizionano a 88,6, in crescita di 0,5 punti nel 2017 rispetto allo scorso anno. Fattore, questo, determinato dal ricorso sempre meno frequente alla promozione di prezzo sulle Mdd e alla maggiore incidenza delle pl premium. Tuttavia, nonostante questo fenomeno sia evidente ormai da qualche stagione, le Mdd mainstream, quelle a marchio d’insegna, costituiscono ancora la larga parte del mercato, con una quota del 75,8% e una flessione del 1% nel 2017 che rappresenta una sostanziale tenuta. Oggi e ancor più nell’immediato futuro, con l’estinzione del segmento value, proprio sulle Mdd mainsteam si giocherà una partita importante, alla quale i retailer (o almeno quelle insegne che approcciano questo settore in maniera più propositiva ed evoluta) si stanno già preparando”. “I  nostri  assortimenti  Mdd -dichiara  Alessandra  Corsi,  responsabile  dell’offerta  e  della  marca  privata  Conad– hanno  una  quota  prossima  al  30%,  crescendo  quest’anno a doppia cifra: una posizione da leader, frutto di una lunga operazione di revisione del portafoglio offerta Mdd. Dopo l’attività su Sapori & Dintorni, precursore nel segmento premium, abbiamo recentemente lanciato il brand Verso Natura Conad, che si articola in tre label -Bio, Equo, Veg ed Eco- e interpreta le tendenze più evolute del mercato: oltre 200 referenze che, a poco più di un anno dall’ingresso sul mercato, chiuderanno il 2017 con un fatturato di circa 150 milioni di euro, e ritmi di crescita molto rilevanti. Inoltre è in atto un’importante attività di definizione della brand strategy complessiva, che partirà da una nuova segmentazione di portafoglio guidata dai bisogni del consumatore e avrà l’obiettivo di creare un posizionamento di marca distintivo, con look and feel proprietari, in linea con la leadership acquisita e in coerenza con il nostro posizionamento d’insegna”. Analoga l’attività svolta da Coop Italia, che mostra assortimenti numericamente più rilevanti della media del mercato nei segmenti ad alto valore aggiunto (free from, rich-in, vegan, etico-sostenibile) e ha avviato un’operazione di riposizionamento del marchio Coop, facendo leva su lanci di nuove linee e sul restyling delle referenze già presenti sul mercato, in accordo con i valori espressi dalla catena cooperativa. Vanno in questo senso le operazioni di superamento dell’uso di olio di palma nei prodotti da forno e l’ultima campagna (veicolata anche dagli schermi attraverso uno spot ad hoc) dedicata al benessere animale e alla riduzione dell’uso degli antibiotici negli allevamenti che forniscono carni a marchio”. Tra i casi di successo della fascia alta del mercato Mdd, Viaggiator Goloso Unes è uno degli esempi più virtuosi di questa evoluzione da Mdd a “marca”: una quota superiore al 10% (esattamente 12,1%), quando in media le private label premium nel resto del retail si attestano vicino al 5% del totale vendite Mdd. Si tratta di un trend di crescita sempre a doppia cifra, che si affianca all’apertura di alcuni pdv a insegna VG, con l’obiettivo di arrivare a quota 135 milioni di euro di fatturato, spingendo con decisione l’impegno su freschi e freschissimi, come l’ortofrutta, con la presentazione della prima arancia Tarocco Ippolito a marchio VG prossimamente al termine del primo raccolto. Discorso analogo per Selex, 10,78 miliardi di euro di fatturato 2017 (+ 4,1% rispetto al 2016) e circa 5.000 referenze Mdd, suddivise su varie linee, tra cui le novità 2017 come la linea Vegetale 100% Selex, quella di semi e di nuove varietà di legumi secchi e l’articolata proposta di frutta secca e disidratata, con l’obiettivo di rendere l’offerta ancora più appetibile e in linea con le nuove istanze di consumo.
Esplicita la posizione di Auchan, spiegata da Alberto Miraglia direttore marca privata di Auchan Retail Italia, gruppo che opera nel nostro paese con ipermercati Auchan, supermercati Simply e drugstore Lillapois. “La nostra ambizione -dichiara Miraglia- è di costruire una grande marca alimentare, che si riferisca alle aspettative dei consumatori, portatrice di un posizionamento che poggia su tre punti fermi: buono, sano e locale. La nostra marca deve sostenere il nostro impegno sulla salute e sull’alimentazione: noi difendiamo il fatto che la buona alimentazione dev’essere pluralista, come la vita. È un melange di culture e di diversità alimentare: ricette, ingredienti, origini, luoghi e momenti di consumo, target. Questo cambiamento radicale passa soprattutto attraverso un cambiamento nel modo di costruire le nostre gamme. Vogliamo proporre una scelta qualificata ai nostri clienti, cioè basata sul valore percepito di ogni prodotto, piuttosto che una scelta guidata solo da considerazioni di prezzo.

È qui che i nostri prodotti a marchio devono giocare un ruolo fondamentale, a partire dai prodotti Basic fino alle linee Premium: ognuna con un suo ruolo ben preciso ed in sintonia con le aspettative dei nostri clienti, che possono cambiare in base alla categoria di prodotto acquistata”. “Naturalmente -spiega Alessia Bonifazi, responsabile comunicazione Lidl- il nostro core business è rappresentato dalle private label, una formula che ci consente di sviluppare brand di elevata qualità a prezzi convenienti, ottimizzando le risorse. Avere un ruolo attivo nel ciclo produttivo permette, inoltre, di creare referenze che rispondano in maniera puntuale e mirata alla richiesta dei consumatori. Grazie a questa strategia Lidl si è posizionata con successo nel comparto food, distinguendosi per un’offerta smart”.
“I prodotti private label rappresentano sempre più la nostra insegna  -dichiara Claudia Carvalho, responsabile pl Pam Panorama- e il peso degli investimenti è aumentato nell’ultimo anno. Nei nostri negozi sono disponibili 5 linee private label: la linea mainstream Pam Panorama che ha come missione quella di offrire prodotti essenziali per tutti i giorni, la linea Semplici e Buoni (lanciata nel 2016 e che conta oltre 80 referenze) suddivisa in prodotti senza glutine, con meno grassi, senza zuccheri aggiunti, ricchi di fibre e funzionali, la linea Bio Pam Panorama (nata nel 2015 e che conta oltre 150 referenze), la linea premium i Tesori (nata nel 2010 e che conta oltre 170 referenze) composta da prodotti distintivi come specialità regionali o metodi di lavorazione artigianali e la linea di prodotti per il corpo Arkalia (nata nel 2015 e che conta oltre 70 referenze) che quest’anno ha lanciato una sottolinea chiamata Arkalia Bio, composta da più di 20 prodotti beauty biologici e dedicata ad adulti e bambini. Tutte le nostre linee sono il frutto di uno stretto rapporto di fiducia con i nostri fornitori, molti dei quali sono produttori locali, specialmente per la linea i Tesori. Vogliamo infatti valorizzare il patrimonio gastronomico italiano con un duplice obiettivo: offrire il meglio ai nostri clienti e dare spazio ai fornitori del territorio. Siamo convinti che, nei prossimi anni, il mondo della salute e del benessere, il settore del mercato biologico e quello premium avranno un forte ruolo nello sviluppo dei prodotti a marchio del distributore. I nostri investimenti quindi si muoveranno verso questa direzione”. “La strategia di Despar  -aggiunge Lucio Fochesato, direttore generale di Despar Italia- è di qualificare in misura sempre maggiore la propria offerta di Mdd, anche con lo sviluppo delle proprie linee premium. Questo richiede la ricerca di produttori eccellenti e in grado di fornire prodotti unici sul mercato, stabilendo partnership che oltre agli elementi commerciali tengano conto della valorizzazione del prodotto e della qualificazione del territorio. Le nostre linee Mdd includono anche produttori locali, soprattutto nella linea Despar Premium che ha tra i suoi obiettivi quello di valorizzare le eccellenze su piazza. La Mdd può dare grande valore aggiunto ai produttori regionali, unendo a prodotti eccellenti il marchio Despar, un marchio forte e riconosciuto a livello nazionale. Ci facciamo inoltre garanti di elevati standard di sicurezza, con il nostro piano di audit e analisi. È sufficiente guardare fuori dai confini nazionali per vedere quanto potenziale c’è ancora per la Mdd. La Mdd deve intercettare i trend di mercato emergenti, in linea con la crescente attenzione all’alimentazione e allo scenario demografico in cambiamento. Amplieremo le linee Despar Vital, Veggie e Scelta Verde Biologico, che sono maggiormente richieste dal mercato. Anche nelle linee basic stiamo lavorando molto su ricettazione e formati, ad esempio per raggiungere gli obiettivi del Ministero della Salute di riduzione di grassi, sale e zuccheri”. L’evoluzione vista dai copacker? “Il rapporto con le insegne per la produzione di prodotti a marchio si è consolidato grazie soprattutto alla flessibilità aziendale che ci ha consentito di seguire le richieste dei clienti e alla qualità percepita e reale in costante aumento”. Cristina Allodi, responsabile marketing di Zarotti introduce gli elementi chiave nel rapporto tra Mdd e copacker, che divengono via via centrali al crescere di specializzazione e valore delle Mdd stesse. Pur mettendo in evidenza anche un pericolo: “Questa tendenza delle insegne di spingere sempre di più sui loro marchi potrebbe rivelarsi una minaccia per le aziende più piccole e meno strutturate, in quanto non riuscirebbero a garantire standard e continuità delle forniture pl”. “Il rapporto con il trade per quanto riguarda la fornitura di prodotti Mdd -dichiara Lorenzo Francia, Ad di Comset- si è evoluto in modo molto positivo grazie alla massima trasparenza e condivisione degli obiettivi comuni dello standard qualitativo dei prodotti e relativo posizionamento del prezzo di vendita al pubblico. Ogni anno vengono rivisti gli assortimenti per migliorare i prodotti e completare gli assortimenti con nuovi prodotti non presenti. La sfida che ci attende è trovare nuovi modi di stimolare il consumatore ad utilizzare i prodotti che hanno delle valenze importantissime per una corretta gestione dello stoccaggio degli alimenti per ragioni igieniche, economiche (meno sprechi) e di sicurezza”. Quello che si può vedere è che il retailer esigente rende il copacker competitivo. Trasferimento di know how, partnership che garantiscono un’evoluzione degli attori in campo: il rapporto tra copacker e catene non è incardinato solo sul prezzo, ma prende in esame fattori terzi che garantiscono una maggiore attenzione a tutti gli aspetti qualitativi e differenzianti della fornitura. “La nostra attenzione alla qualità a 360 gradi -spiega Alessio Baronti della direzione commerciale di Neri Sottoli- ci pone al di sopra di partnership banalizzate dove il prezzo più basso è l’unico fattore differenziante. In un contratto stipulato con un retailer tedesco, elemento vincente è stata l’attenzione ai temi ambientali che si concretizza in un tetto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica senza emissioni di Co2 e nel nostro sistema di depurazione con il quale restituiamo in ambiente le acque utilizzate dai nostri processi perfettamente pulite. In un rapporto strutturato, nel quale entrambi i partner crescono, è il mercato e il consumatore che ne beneficiano, spesso puntando su un’azienda italiana che tiene vivo il tessuto produttivo locale, con benefiche ricadute sociali”. “Per realizzare con successo un progetto di Mdd -dichiara Luca Cucciniello, direttore marketing Deco- è essenziale la collaborazione e lo scambio di know-how con le catene della distribuzione in tutte le fasi di sviluppo dello stesso. La Mdd ha oggi l’ambizione ma anche la capacità per avviare percorsi di sviluppo e innovazione un tempo riservati solo all’Idm, dunque scenari e opportunità completamente nuove per le catene della distribuzione, in tutte le fasce di mercato”.

Viaggiator Goloso, un cammino fatto di scelte e di filosofia

In un libro la storia di un brand nato in un'epoca in cui valori e valore si fondono, forgiati dalla filosofia, determinandone il significato (da Gdoweek n. 1/2018)

Non lo definiremmo un catalogo quello del Viaggiator Goloso, edizione 2018, piuttosto un
manifesto. Un manifesto del fare perchè, accanto ai valori che sostengono la selezione dei prodotti del brand/insegna, presentati nelle primissime pagine: autenticità, trasparenza, gratificazione, ... e l’elenco prosegue impegnando VG a una selezione rigidissima, si affianca la filosofia che sostiene questa selezione: “Il nostro sogno è creare luoghi dove cibo e persone siano felici”. Le indicazioni escono dagli scaffali e diventano legenda per chi vuole sicurezza alla prima occhiata: il fucsia di SL indica il senza lattosio, il verde di veg per vegano, cromie e sigle in aiuto a una spesa veloce sono raccontati nelle pagine del catalogo,  cui si aggiungono i prodotti, accostati per senso, per vicinanza. Raccontati, spiegati, senza edulcorate esaltazioni: fatti e leggende  si mescolano al servizio del cliente che ne trae conoscenza, con linguaggio facile, divulgativo, come del resto sono le “miniguide al cibo felice” che si trovano in negozio e che il catalogo ripropone in alcune categorie: olio, pane, spezie, gin, cacao. Non ci sono tutte, ma (e questo è un parere) quelle “giuste”: quelle così semplici che devono ritrovare valore ... Uova, acqua, quelle “nuove” o innovate che vogliono un approfondimento.

La faccia industriale della gdo

La metamorfosi del comparto agroalimentare: è apparso il cromosoma MDD. L'editoriale della direttrice Cristina Lazzati (da Gdoweek n.1/2018)

Sempre più potenti, sempre più specializzate, le marche  del  distributore  sono  oggi  a  tutti  gli  effetti  un  player importante, ma non solo a scaffale, anche nella loro capacità, a monte, di influenzare gli andamenti di un settore, di disegnarne i trend e, non ultimo, di determinarne il valore di mercato. Da sempre, la gdo ha avuto in mano gli strumenti per influenzare la produzione, ma ha deciso di non avvalersene (mancanza di tempo, di competenze?), preferiva corteggiare le grandi marche, e gestire i follower. Poi, come in tutte le storie d’amore, c’è stata una crisi e si è cominciato a tirare una coperta sempre troppo corta; promozioni su promozioni hanno sfilacciato il rapporto, dagli scaffali se ne sono andati i brand meno rilevanti, che via via hanno fatto spazio alle mdd, i punti di vendita si sono rimpiccioliti e di nuovo si è posto l’obbligo per i distributori di fare delle scelte. In tutto questo, il consumatore chiedeva e chiede rassicurazione, salubrità, prezzo, e lo chiede oggi al distributore che ha scelto (o forse non ha avuto scelta?) di entrare nel gioco, prima timidamente poi sempre più da protagonista. Un non ritorno? Non lo sappiamo ancora ... vigiliamo.

Il futuro di Novacoop: welfare, convenienza, qualità e sviluppo

Dopo un bilancio positivo dell’anno appena trascorso, si gettano le basi di un ulteriore sviluppo grazie a investimenti per 500 milioni di euro

 

Si può sintetizzare in quattro parole chiave il futuro di Novacoop, ossia welfare aziendale, convenienza, qualità e sviluppo. Dopo un bilancio positivo dell’anno appena trascorso, che ha visto il consolidamento dell’insegna Coop nel mercato piemontese, si gettano le basi di un ulteriore sviluppo grazie a investimenti per 500 milioni di euro.

“Nel 2018 riprenderà con forza la politica di espansione dell’insegna. – spiega il presidente di Novacoop Ernesto Dalle Rive - Apriremo a Torino un punto di vendita, in via Botticelli, dove realizzeremo un nuovo modello distributivo capace di coniugare la proposta commerciale con quella della ristorazione. Mentre a Vercelli apriremo un distributore Enercoop”.

Un piano di sviluppo fortemente incentrato sulla valorizzazione delle risorse umane. “Ci concentriamo  sui dipendenti – prosegue Dalle Rive – perché dobbiamo puntare sulla fidelizzazione e sulla capacità di lavoro delle persone. Chiediamo molto ai lavoratori e per questo puntiamo su di loro con politiche di welfare aziendale adeguate. Ma ci concentreremo anche sulla convenienza e sulla qualità del prodotto a marchio Coop”.

Conad: a Treviso il temporary store fa boom di presenze

conad treviso pop up
Il temporary store Conad di Treviso, in linea con i valori dell'insegna, è stato concepito come luogo di condivisione e di incontro

Registra 20.000 ingressi il pop-up store Conad, attivo a Treviso, in piazza della Borsa, dal 19 dicembre al 7 gennaio, con  presenze significative di turisti italiani ed esteri provenienti da Francia, Portogallo, Giappone, Russia, Germania e Spagna.

Giovanni Uliana, socio Conad gestore dell’Ipermercato di San Biagio di Callalta e capofila del gruppo di imprenditori che hanno garantito l’apertura della struttura, spiega: “Abbiamo messo tanta passione e tutto il nostro impegno a servizio della città, per garantire un luogo aperto a tutti, accogliente e piacevole, in cui ritrovarsi per quattro chiacchiere e un aperitivo, per riscoprire il piacere dello stare insieme e vivere il centro, assistendo a spettacoli diversi in un’atmosfera di festa e aggregazione. Abbiamo cercato di fare del temporary prima di tutto un luogo di condivisione, di incontro, di “comunità”, in linea con i valori ai quali come soci imprenditori Conad ci ispiriamo nel nostro lavoro di ogni giorno: stare sul territorio, parlare con le persone, cercare di rispondere alle loro esigenze non solo in termini commerciali, ma con un occhio attento all’intero territorio nel quale viviamo”.

La struttura ha accolto infatti un calendario di eventi culturali e di intrattenimento, promossi dal Comune di Treviso e organizzati grazie all’impegno delle tante realtà dell’associazionismo locale.

Amazon apre in autunno il 4° centro distributivo in Italia

Aprirà a Torrazza Piemonte il 4° centro di distribuzione Amazon in Italia: un investimento da 150 milioni di euro, che conferma il ruolo propulsivo del Piemonte, e in particolare dell'area metropolitana di Torino, nel creare occasioni di sviluppo immobiliare/retail e di occupazione

Entrerà in funzione nell'autunno 2018 il quarto centro di distribuzione Amazon in Italia, un anno dopo le aperture degli hub di Passo Corese (Rieti) e Vercelli, operativi da settembre 2017. Amazon comunica che questo sviluppo creerà 1.200 nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato entro tre anni dal lancio del sito: l'investimento nella nuova struttura logistica (60.000 mq) ammonta a 150 milioni di euro. Il magazzino funzionerà con la tecnologia Amazon Robotics.

"Questo nuovo progetto di Amazon è l'ulteriore conferma di come il Piemonte sia un territorio dove valga la pena investire -commenta Sergio Chiamparino, Presidente di Regione Piemonte-, un luogo di innovazione e di competenze, che fra tutti gli altri viene scelto come contesto più favorevole per grandi operazioni da parte di importanti aziende multinazionali. Annunci come quelli di Amazon non avvengono per caso, ma sono conseguenza di un sistema di relazioni serio e affidabile, che si costruisce e rafforza nel tempo".

Chiara Appendino, sindaca della città metropolitana di Torino

A Torino anche il primo centro per l'AI e il Machine Learning
"La decisione di Amazon di inaugurare fra pochi mesi il quarto centro di distribuzione nel nostro Paese, a pochi chilometri da Torino, è lungimirante per diverse ragioni -aggiunge Chiara Appendino, Sindaca della Città metropolitana di Torino-. L'investimento incrementerà la vitalità delle imprese locali e gli scambi commerciali, a beneficio dei consumatori e rappresenta un volano per l’economia locale. L’apertura della struttura logistica, in una dimensione legata all’impiego di tecnologie innovative, offre inoltre uno spiraglio concreto all’occupazione. Un investimento, quest’ultimo, che segue quello annunciato da Amazon lo scorso anno per l’apertura a Torino di un nuovo centro di sviluppo per l’intelligenza artificiale e il Machine Learning".

Questo foto, come quella in home page, riguarda un centro Amazon equipaggiato con robotics esattamente come il sito di Torrazza Piemonte

"Il nuovo centro di distribuzione di Torrazza Piemonte è una prova tangibile dell’impegno di Amazon in Italia, nei confronti dei nostri clienti e dei venditori che impiegano il nostro marketplace per sviluppare le loro attività in tutta Europa" commenta Fred Pattje, Amazon Operations Director per Spagna e Italia.
Contento, soprattutto per le positive ricadute occupazionali il sindaco, anche il sindaco di Torrazza, Massimo Rozzino: "Giovani e meno giovani, già nel 2018, potranno trovare una risposta concreta ai bisogni occupazionali in ambito locale. Il nuovo polo logistico rappresenterà un motore per la crescita e la ripresa delle tante attività imprenditoriali del nostro Comune. È frutto del nostro impegno ad accogliere e favorire insediamenti produttivi rispettosi dell’ambiente e compatibili con il nostro territorio".

Amazon in Italia
Dal suo arrivo nel 2010, Amazon ha investito oltre 800 milioni di euro e creato più di 3.000 nuovi posti di lavoro in Italia. Nel 2011 ha inaugurato il centro di distribuzione Castel San Giovanni, primo sito logistico di Amazon in Italia. Nel novembre 2015 ha aperto il suo centro di distribuzione urbano da 1.500 mq a Milano per servire i clienti Amazon Prime Now.
A settembre 2017 sono entrati in funzione i centri di distribuzione Amazon di Passo Corese (Ri) e Vercelli per i quali Jeff Bezos ha investito rispettivamente 150 milioni e 65 milioni di euro. Negli ultimi due anni, Amazon ha avviato un centro di smistamento a Castel San Giovanni e otto depositi di smistamento situati a Avigliana (To), Origgio (Va), Rogoredo (Mi), Crespellano (Bo), Calenzano (Fi), Vigonza (Pd), Pomezia (Ri) e Fiano Romano (Ri).
Nel 2012 Amazon ha aperto il proprio centro di assistenza clienti a Cagliari e gli uffici centrali a Milano, spostandoli a novembre 2017 in un edificio ristrutturato di 17.500 mq nel quartiere di Porta Nuova: la nuova sede ospita gli attuali 400 dipendenti e fornirà all’azienda spazio sufficiente per accogliere oltre 1.100 persone.
Amazon ha inoltre annunciato l’apertura a Torino di un centro di sviluppo per la ricerca sul riconoscimento vocale e la comprensione del linguaggio naturale che supporterà la tecnologia già utilizzata per l’assistente vocale Alexa, al momento disponibile solo in lingua inglese per servizi e prodotti come Amazon Echo, Echo Dot, Amazon Fire TV e Amazon Tap.

Miroglio Fashion rinnova 300 store in 300 giorni

Si completa il piano di rinnovamento chiamato 300 in 300, per il restyling di 300 punti di vendita della rete di Miroglio Fashion in appena 300 giorni

Il piano di rinnovamento chiamato 300 in 300, che prevedeva il restyling di 300 punti di vendita della rete di Miroglio Fashion in appena 300 giorni, era stato annunciato nei primi mesi del 2017. A distanza di poco meno di un anno, l’azienda chiude il progetto sviluppato con un investimento di  15 milioni di euro. Una sfida considerata “stimolante”, partita dallo sviluppo dei nuovi store concept dei brand Motivi, Oltre, Fiorella Rubino, Elena Mirò e Caractère per declinarsi poi su tutta la rete negozi.

Tra gli interventi sui punti di vendita italiani anche il flagship store a Milano di Elena Mirò e Caractère, entrambi in Piazza della Scala, e Motivi in Corso Vittorio Emanuele II. All’estero sono stati realizzati tra gli altri Elena Mirò Parigi di Rue Victor Hugo, tutti i corner Elena Mirò presso El Corte Inglés Spagna e Motivi con il nuovo negozio di Mosca presso lo shopping mall Evropeisky.

Hans Hoegstedt, Ad di Miroglio Fashion, sottolinea: “Questo piano straordinario, lanciato a inizio 2017, rappresenta un tassello fondamentale nella nostra nuova strategia di sviluppo dei brand e nella valorizzazione della loro identità: ora possiamo contare su negozi accoglienti, unici e riconoscibili, in grado di offrire alla nostra cliente una shopping experience sempre più personalizzata e distintiva. La ciliegina sulla torta di un anno impegnativo ma ricco di soddisfazioni, durante il quale abbiamo lavorato in un’ottica omnichannel ed abbiamo lanciato nuovi ed importanti progetti come Miroglio Retail 4.0, andando ad arricchire di contenuti e servizi tutta la catena negozi che supera i 10 chilometri di vetrine”.

 

Secondo quanto chiarisce Fabrizio Dell’Arte, responsabile del servizio retail di Miroglio Fashion, che ha coordinato e gestito il progetto, “l’attività di progettazione, sviluppo e realizzazione ha coinvolto, tra dipendenti interni e professionisti esterni, ben 15 progettisti, 22 project manager, 20 impiantisti, 30 aziende di arredamento, 15 aziende di impianti elettrici e di condizionamento”.

 

Sacchetti biodegradabili: le iniziative dei retailer

sacchetti biodegradabili
I retailer trovano soluzioni alternative a sostegno dei consumatori e dell’ambiente riguardo alla normativa sui sacchetti biodegradabili per l'ortofrutta

Mentre non si placa la polemica, alimentata a colpi di tweet e post sui social network, spesso non privi di ironia, sulla normativa dei sacchetti biodegradabili per l'ortofrutta, i retailer trovano soluzioni alternative a sostegno dei consumatori e dell’ambiente. È il caso di Carrefour che in Sicilia propone tre sacchetti ultraleggeri da due centesimi in cambio di un’arancia siciliana.

La campagna promozionale coinvolge 41 punti di vendita dell’insegna nell’isola nei quali si “mette in palio” un’arancia Rosaria prodotta nella Piana di Catania, a chi acquista tre prodotti, utilizzando dunque tre sacchetti, al banco di ortofrutta. Angelo Agliata, direttore generale Gruppo Cds che controlla Carrefour Sicilia, spiega: “Vogliamo dimostrare ai consumatori, nell’ottica di un rapporto di collaborazione tra impresa e comunità, che le sfide si affrontano insieme e che il valore dei sacchetti bio viene riscattato da un gesto che esalta i nostri sapori, i nostri profumi e la nostra passione”.

 

In questo contesto anche Dimar di Roreto di Cherasco si organizza proponendo nei negozi di proprietà a marchio Big Store e Mercatò un sacchetto, già sperimentato a dicembre nello store di Bra, di carta con una striscia trasparente in cui posizionare, pesare ed etichettare frutta e verdura. Sulla confezione vengono riportate le specifiche. La carta è realizzata con cellulosa proveniente da alberi soggetti a progetti di riforestazione, la finestra è in pla, materiale vegetale derivato dall’amido di mais e biodegradabile. “Il nostro – spiega in una nota l’azienda – è un sacchetto totalmente green più ecologico possibile e che esula da quanto previsto dalla normativa. Non vogliamo infatti dare un ulteriore aggravio alla spesa dei consumatori e abbiamo scelto di sostenere il costo dei sacchetti. Si tratta di un progetto sviluppato ad hoc con un fornitore locale”.

 

Coop ha annunciato invece che sta pensando a soluzioni alternative per affrontare la questione dei sacchetti biodegradabili a pagamento che da inizio anno sono obbligatori nei supermercati per l’acquisto di frutta e verdura.

 

I punti vendita dell’edizione Top Store 2017: Fattorie Garofalo Mozzarella Bistrot, Milano

I punti vendita dell'edizione Top Store 2017 (da Gdoweek n. 19)

Il locale ha i colori dell’acciaio del caseificio, quelli naturali del foraggio e della terra e il bianco della mozzarella. Si sviluppa con due dehors anche all’esterno dello store Mondadori, un locale che in questo modo diventa luogo per eventi culturali in cui c’è spazio anche per gustare le eccellenze di mozzarelle e salumi, e del meglio del Made in Italy agroalimentare, in un clima concepito per essere caldo, dai toni morbidi, dove i clienti si possano sentire a proprio agio.

Topshop entra in Cina

Primo punto di vendita in Cina per il retailer britannico Topshop che programma l’apertura di uno store a Shanghai, in Huaihai Middle road

Primo punto di vendita in Cina per il retailer britannico Topshop che programma l’apertura di uno store a Shanghai, in Huaihai Middle road, esteso su una superficie di 3.400 mq sviluppati su tre piani.

L’ingresso in Cina era già stato annunciato nel 2016 con un piano di sviluppo di 80 negozi. Un piano rimandato al 2018, anno in cui l’insegna, dopo il nuovo accordo siglato con il partner locale Shangpin.com, prevede l’apertura dei primi negozi.

Dal 2 gennaio Anthony Cuthbertson ha ufficialmente assunto il ruolo di global design director di Topshop e Topman. Nel ruolo chief executive officer è stato invece nominato Paul Price.

Giuseppe Nardella. 1938 – 2018

Giuseppe Nardella
Il 6 gennaio è improvvisamente mancato Giuseppe Nardella, presidente del Gruppo editoriale Tecniche Nuove, da lui fondato nel 1964 con il preciso intento di diffondere l’informazione professionale, partendo dalla meccanica e sviluppando via via le attività in tutti i settori produttivi del Paese

Giuseppe Nardella aveva saputo sognare e costruire con la forza e la concretezza delle idee una grande azienda, diventata la maggiore in Italia per la diffusione della cultura professionale e scientifica, e in essa ha vissuto in pieno fino all’ultimo, con l’entusiasmo di sempre.

Dipendenti e collaboratori del Gruppo – Tecniche Nuove, New Business Media, Senaf, Accademia Tecniche Nuove, Grafica Quadrifoglio, Ariesdue, Ticino Edizioni, Centro Marketing, Jonio Comunicazione, Brazil Media Communications –  si stringono intorno a Ivo Alfonso Nardella, che da anni guida l’azienda affiancato dal padre, di cui proseguirà e accrescerà l’opera, e a tutti i famigliari.

“Sono convinto che in ogni azienda ci sia un’anima invisibile, una sorta di filo conduttore, che può essere interpretato come l’armonia nei rapporti fra la Direzione e le persone che ci lavorano intorno; se questa armonia e quest’anima si sviluppano insieme all’azienda
il successo è assicurato”
Giuseppe Nardella

Coop Centro Italia: accordo con Unicoop Firenze

I 29 punti di vendita di Coop Centro Italia in Toscana, che gestisce 22 negozi a Siena e 7 ad Arezzo, passeranno a Unicoop Firenze

Nel giro di 3-4 anni i 29 punti di vendita di Coop Centro Italia in Toscana, che gestisce 22 negozi a Siena e 7 ad Arezzo, passeranno a Unicoop Firenze. È quanto prevede l’accordo siglato tra le due cooperative. L’operazione ha un valore di 85 milioni di euro per la nuda proprietà delle strutture. L’accordo sarà sottoposto al parere dell’Autorità garante per la concorrenza che dovrà valutare la presenza della cooperativa in Toscana attiva attualmente con 104 store in sette province.

L’obiettivo dell’accordo è di sviluppare nuove sinergie tra le due cooperative, migliorare l’efficienza delle rispettive strutture organizzative e la competitività sul territorio. In attesa che l'accordo si concretizzi, Coop Centro Italia continuerà a gestire i punti di vendita interessati.

 

I punti vendita dell’edizione Top Store 2017: De Nigris 1889, Milano

I punti vendita dell'edizione Top Store 2017 (da Gdoweek n. 19)

Uno spazio semplice, ma elegante, in linea con l’anima raffinata del quartiere, un luogo per conoscere da vicino un prodotto della tradizione gastronomica italiana come l’aceto balsamico, ma anche per incontrarsi e scambiarsi idee, suggerimenti, ricette: questi gli elementi distintivi di De Nigris 1889, il flagship che l’azienda leader nel mondo dell’aceto balsamico ha deciso di aprire all’interno di un progetto retail ambizioso, che punta ad arrivare a 10 store nel giro di due-tre anni.

Sacchetti bio: il parere della gdo e cosa fa

Sacchetti bio
Sacchetti bio

Mentre sui media tradizionali e sui social imperversa la polemica sui sacchetti biodegradabili per l'ortofrutta, i protagonisti della distribuzione da un lato intervengono per dare informazione ai consumatori, dall'altro portano avanti un dibattito volto a uscire dall'empasse, e a trovare una soluzione migliore, più trasparente e facilmente leggibile dalla popolazione.

Sacchetti bio, un dibattito confuso

Su twitter sono intervenuti Giorgio Santambrogio (VéGé, Adm), Eleonora Graffione (Coralis), Mario Gasbarrino (Unes, U2 Supermercati), Francesco Pugliese (Conad), Gabriele Nicotra (Iper) e molti altri addetti ai lavori e non. Sui social si è discusso di ogni minimo aspetto riguardante gli shopper, il loro costo, chi li produce, chi guadagna e chi perde, se fosse possibile portare una propria borsa da casa, quale potrebbe essere l'impatto sui consumatori, se pagheranno le buste o preferiranno l'ortofrutta confezionata. A volte con risultati kafkiani esemplificati da questo tweet di Fresh Point Magazine:

Punti chiave, e la soluzione

I botta e risposta su twitter, dove si è dispiegata la discussione tra gli addetti ai lavori, si può riassumere in due elementi chiave, e in una proposta di soluzione.

1 - In termini economici le cifre in gioco per il consumatore sono bassissime, le stime arrivano a un massimo di 12 euro annui in più da pagare per famiglia. Un impatto poco significativo in termini assoluti, che sparisce sia di fronte agli aumenti prospettati alle famiglie dai rincari di inizio anno, sia di fronte alle variazioni di prezzo che caratterizzano il reparto dell'ortofrutta.

2 - Le polemiche nascono da un grande equivoco di base che, sottolinea Gasbarrino nei suoi tweet, nessuno ha visto, né il legislatore né gli addetti ai lavori: la confusione tra imballo primario (che quindi sta con il prodotto e non si paga, o costituisce una componente del prezzo del prodotto) e imballo secondario (quindi lasciato alla scelta del consumatore, che può decidere se utilizzarlo o meno, e che quindi per evitare abusi viene fatto pagare).

Chiarezza e soluzione

La gdo si è da subito schierata a favore della chiarezza, e  ha spinto per trovare una soluzione.

Ecco il tweet di Gasbarrino che ha spostato la discussione sulla possibilità di cambiare la legge per uscire dall'equivoco imballo primario/imballo secondario e adeguare lo "status" del sacchetto biodegradabile dell'ortofrutta a quello di qualsiasi altro imballo primario di prodotto, la confezione per lacarne, la scatola della pasta e così via: in sostanza, consentire alla distribuzione di cedere gratuitamente il sacchetto della discordia, insieme alle mele o al sedano acquistato dal consumatore.

 

La sollecitazione di Gasbarrino è già stata colta da Massimiliano Dona, presidente di Unione Consumatori, e da Eleonora Graffione per Coralis:

Presa di posizione ufficiale anche da parte di Coop, che in una nota ribadisce come al momento stia vendendo i sacchetti sottocosto e si stia al contempo preparando a presentare nuove soluzioni e materiali di confezionamento a vantaggio del consumatore . La richiesta alle autorità, nel complesso, è ancora una volta quella di fare maggiore chiarezza.

Vediamo se il parere della distribuzione verrà ascoltato o meno.

I punti vendita dell’edizione Top Store 2017: Freitag, Milano

I punti vendita dell'edizione Top Store 2017 (da Gdoweek n. 19)

Suggestivo sin dall’ingresso e con una forte caratterizzazione. Il monomarca Freitag nasce dalle ceneri di un edificio industriale meneghino del XIX secolo, con mattoni a vista, puntellato da pilastri in granito e sormontato da volte in cotto. Riesce a cogliere l’essenza del brand che ha fatto del recupero dei teloni di camion il suo segno distintivo.

I punti vendita dell’edizione Top Store 2017: Karma, Zugo – Svizzera

I punti vendita dell'edizione Top Store 2017 (da Gdoweek n. 19)

Il nuovo supermercato natural-salutistico di Coop Suisse a insegna Karma, presenta un assortimento di prodotti freschi, frutta secca e cereali self-service, bevande espresse a base di frutta simil smoothies. Oltre al food sono proposti cosmetici e uno spazio bar. Il punto di vendita è caratterizzato da isole e scaffali di media altezza che consentono di vedere l’intera superficie. Il reparto self-service offre 40 prodotti fra cui quinoa, muesli, noci e frutta secca.

karma

Consilia, crescita a doppia cifra

Consilia Consorzio Sun private label Consilia
Consilia Consorzio Sun private label Consilia
Aumentano le vendite dei prodotti a marchio del distributore Consilia. Nel mese di settembre l'aumento del trend delle vendite è stato pari a +20,5%

Aumentano le vendite dei prodotti a marchio del distributore Consilia. La Business Intelligence istituita all'interno del Consorzio Sun – Supermercati Uniti Nazionali che associa ItalMark, Gruppo Gabrielli, Alfi (Gulliver), Cadoro e Gros Gruppo Romano Supermercati ha analizzato l'andamento del trend delle vendite sulla base dei dati di Iri.

Nel mese di settembre l'aumento del trend delle vendite dei prodotti a marchio Consilia è stato pari a +20,5% rispetto al dato nazionale pari a +5,1%. Le vendite delle bevande a marchio Consilia sono aumentate del 21,2% (-3,2%); Freddo +18,7% (3%); Fresco +17,3%(+11%); Drogheria Alimentare + 28,6% (6,8%); Ortofrutta +23% (6,6%); Cura Persona +20,5% (-4,3%); Cura Casa +5,8% (-4,7%) e Pet Care -3,7% (2,2%). I dati elaborati dal SUN Supermercati Uniti Nazionali appaiono sostanzialmente in linea con le rilevazioni di Nielsen riferite sempre al mese di settembre 2017:

Il direttore generale del Sun- Supermercati Uniti Nazionali, Stefano Rango, spiega: “La crescita rilevata a settembre dimostra la validità delle scelte strategiche adottate dal consorzio Sun che continua nel programma di inserimento di nuove referenze in tutte le categorie ampliando una gamma di prodotto che quotidianamente soddisfano le esigenze dei consumatori. Inoltre il dato di settembre è stato, seppur in parte, condizionato anche dall'attività promozionale che stiamo facendo per il marchio Consilia che è diventato sponsor della trasmissione Grande Fratello Vip”.

Ottimax amplia la rete

Nuovo punto di vendita a Gradisca d’Isonzo, in provincia di Gorizia, per Ottimax Italia che inaugura uno store di 12.000 mq

Nuovo punto di vendita a Gradisca d’Isonzo, in provincia di Gorizia, per Ottimax Italia che inaugura uno store di 12.000 mq. Il negozio si trova nei locali dell’ex Ipercoop, in disuso da diversi anni, in via Venuti Padre e Figlio 6. I settori presenti sono: idraulica, pavimenti/piastrelle, vernici, sanitari, utensileria, ferramenta, falegnameria/infissi, edilizia, elettricità, illuminazione, sistemazione, giardino e auto/moto. Il team di lavoro è formato da 100 addetti.
I servizi. Tra i servizi propone il sistema di drive-in per il settore edilizia ossia entri carichi, paghi e porti via. È prevista la consegna in cantiere e a domicilio, con un preavviso di 12 ore. Propone anche corsi di aggiornamento per i professionisti, con gli OX Lab; il tintometro con oltre 2.000 colori disponibili, taglio legno, duplicazione chiavi, caffè e colazione gratuita.

Lo store propone inoltre OX++, un laboratorio sperimentale nato per testare un format di vendita del “su misura” con un rapporto più diretto con il consumatore. Per potenziare il servizio di vendita è stato realizzato un hub riservato,  uno spazio dedicato esterno al punto di vendita con personale specializzato nel settore di riferimento.

 

H&M lancia Nyden, una collezione per i millennials

Pare che l’insegna di abbigliamento H&M sia pronta a lanciare Nyden, una nuova collezione dedicata ai millennials venduta online

Non è ancora ufficiale ma pare che l’insegna di abbigliamento H&M sia pronta a lanciare Nyden, una nuova collezione dedicata ai millennials.

In un'intervista rilasciata a The Cut, come scrive Fashion Magazine, Oscar Olsson, co-fondatore e ceo del nuovo brand, sottolinea che si tratta di una «start up creativa», firmata non da un unico designer. Olsson spiega che Nyden sarà posizionata nel segmento del lusso accessibile, con proposte no season, e sarà venduta solo online o mediante pop-up event.

 

I punti vendita dell’edizione Top Store 2017: @Super Risparmioso, Caserta

SuperRisparmioso_Vitulazio3
I punti vendita dell'edizione Top store 2017 (da Gdoweek n. 19)

Il nuovo format di Multicedi riunisce le caratteristiche migliori di un supermercato, di un discount e di un mercato con una politica di prezzo aggressiva (stile discount), un assortimento con grandi marchi per oltre 10.000 referenze (stile supermercato) e reparti assistiti per ortofrutta, salumi e formaggi, macelleria e panetteria (stile mercato). Pane e derivati sono prodotti nello store, così come i piatti pronti.

I punti vendita dell’edizione Top Store 2017: Iperdem, Roma

I punti vendita dell'edizione Top Store 2017 (da Goweek n. 19)

Uno store che punta alla piacevolezza e alla vivibilità degli spazi con un percorso ampio e ben definito. Iperdem, di Gruppo Gros, si sviluppa su una superficie di 3.690 mq con un percorso a pianta rettangolare. Maggiore enfasi è data alla piazza dei freschi che rappresenta il 60% dell’offerta, con particolare focus sull’ortofrutta (400 mq) dove è proposto un laboratorio a vista per i centrifugati e le macedonie. Lungo il perimetro sono posizionati i banchi serviti e a libero servizio di gastronomia, pescheria, macelleria, formaggi e salumi, panetteria. Il percorso si sviluppa lungo 15 corsie e si chiude con uno shop in shop dedicato al petfood.

I punti vendita dell’edizione Top Store 2017: Auchan Bio, Marquette-Lez-Lilles – Francia

I punti vendita dell'edizione Top Store 2017 (da Gdoweek n.19)

Su 450 mq il nuovo concept store ha 4.200 referenze bio. Cucina interna con due cuochi che realizzano ogni giorno piatti naturali con prodotti freschi biologici (anche da portare a casa). Menu completo dal primo al dessert. Frutta e verdura per l’85% dalla Francia. 104 referenze sfuse (spezie,té, caffè, frutta secca). Spazio anche per la cosmesi e per la pulizia per la casa.

Md si espande in Sicilia

Md Cefalù
A Cefalù (Pa) Md spa apre un punto di vendita in contrada Santa Lucia, sulla strada provinciale 113, al civico 63 e assume 14 persone

A Cefalù (Pa) Md spa apre un punto di vendita in contrada Santa Lucia, sulla strada provinciale 113, al civico 63 e assume 14 persone con una età media di 25 anni.

Lo store occupa uno spazio di 800 mq, è dotato di cinque casse e si sviluppa su sette corsie.  All’ingresso il reparto ortofrutta a libero servizio che offre frutta e verdura di stagione anche da agricoltura biologica. Segue il reparto di gastronomia assistito, i banchi di carne e macelleria a libero servizio e un laboratorio a vista per il pane in doratura. Chiude il reparto non food con articoli da bazar, elettrodomestici, casalinghi e articoli high tech. In assortimento trovano spazio oltre 2000 referenze a marchio privato tra cui linee di prodotti salutistici, per intolleranti, vegani o vegetariani e prodotti dop e igp. Il parcheggio ospita 80 posti auto. Il nuovo store è aperto con orario continuato dalle 8 alle 21 da lunedì a sabato e dalle 9 alle 20 la domenica. L’inaugurazione porta ad un totale di 68 i punti di vendita in Sicilia.

 

Il Cavalier Patrizio Podini, presidente di Md spa, spiega: “Abbiamo visto in Cefalù una città attiva che punta molto sul commercio e sul turismo e voluto contribuire in modo attivo all’economia di questo bellissimo territorio”.

 

Fico Eataly World: oltre 350 mila visitatori in cinque settimane

Ammonta a 6,4 milioni di euro il fatturato registrato da Fico Eataly World a cinque settimane dalla sua apertura con una presenza di oltre 350mila visitatori

Ammonta a 6,4 milioni di euro il fatturato registrato da Fico Eataly World a cinque settimane dalla sua apertura con una presenza di oltre 350mila visitatori. In questo arco di tempo sono stati organizzati 20 corsi e tour quotidiani, 50 eventi di intrattenimento e approfondimento. A fine anno, il parco dell’agroalimentare aperto a Bologna il 15 novembre scorso, dovrebbe poter raggiungere un totale di 500 mila visitatori, ed un giro d’affari di 8,5 milioni di euro. Sono invece stati 17 mila i visitatori business e professionali, che hanno preso parte a iniziative, forum, congressi e meeting che si sono svolti al Centro Congressi e nelle aule didattiche. Il Parco è stato inoltre meta di circa 50 classi delle Scuole Primarie e Secondarie provenienti da tutta Italia, che hanno seguito attività didattiche e ricreative. Oltre 70 giornalisti e tour operator internazionali hanno visitato Fico dopo l’apertura.

Nel periodo natalizio, Fico, che ospita 45 luoghi di ristoro, propone un calendario di appuntamenti di intrattenimento e divulgazione, rivolti soprattutto alle famiglie, come per esempio il campo invernale per bambini, le visite a stelle e coltivazioni, i laboratori con attività espressive e di gioco ed agli adulti, con degustazioni, esibizioni musicali ed esperienze sensoriali. A gennaio, la Fondazione presenterà il primo programma 2018 di incontri, eventi e lezioni per adulti e studenti.

I punti vendita dell’edizione Top Store 2017: Technogym, Milano

I punti vendita dell'edizione Top Store 2017 (da Gdoweek n. 19)

Uno store dalla forte connotazione dove le superfici e l’illuminazione concorrono a creare un contenitore flessibile. Nel flagship i clienti possono acquistare i prodotti per l’esercizio fisico, ma anche effettuare test per valutare il livello di preparazione atletica. Funge da scuola grazie a esperti personal trainer nonché dà la possibilità di prenotare lezioni per avviare l’uso dei prodotti a casa. Nato dalla collaborazione con lo studio Antonio Citterio Patricia Viel Interiors, lo store si estende su una superficie di oltre 750 mq su tre livelli: piano terra, boutique; primo piano, area educational e piano interrato, area training.

Amazon: Natale da record

amazon-natale
Record di vendite per Amazon che in una sola settimana ha registrato oltre 4 milioni di abbonamenti Amazon Prime

Record di vendite per Amazon che in una sola settimana ha registrato oltre 4 milioni di abbonamenti Amazon Prime, inclusi quelli che hanno iniziato il periodo di uso gratuito di 30 giorni. Anche per Amazon.it queste festività di Natale sono state da record e il Black Friday è stato il giorno con il più alto numero di prodotti venduti, con oltre 2 milioni di unità ordinate in 24 ore, al ritmo di più di 24 articoli al secondo.

Tra i prodotti più venduti ci sono giocattoli, video games, dvd, prodotti per la casa e per animali domestici e articoli per largo consumo.

I punti vendita dell’edizione Top Store 2017: Under Armour, Orio al Serio

I punti vendita dell'edizione Top Store 2017 (da Gdoweek n. 19)

È il primo store italiano per Under Armour, brand americano di activewear. Il punto di vendita, è disposto su un unico livello di 400 mq e ricalca fedelmente il concept originale americano. L’offerta è composta da marche top della linea training, running, basket e accessori anche per bambini. Il punto di vendita presenta una pianta rettangolare, con allestimenti minimalisti e realizzati con colori chiari per dare risalto agli articoli in esposizione.

Bershka, a Roma il nuovo pop-up

Il Gruppo Inditex ha aperto un nuovo pop-up store nel centro di Roma, sviluppato su 2.360 mq, situato in via del Corso, alla Galleria Alberto Sordi

Il Gruppo Inditex ha aperto un nuovo pop-up store nel centro di Roma, sviluppato su 2.360 mq, situato in via del Corso, all'interno della Galleria Alberto Sordi. Il temporary store esporrà fino alla fine di aprile tutte le sue collezioni: Bershka, Bsk e Man, e le linee sportive Start Moving per ragazzo e ragazza.

Lo store. I mobili e la decorazione sono stati disegnati esclusivamente per questo spazio seguendo l'immagine Stage che la marca presenta in tutte le sue nuove aperture. Il risultato è un interior design industriale con soffitti aperti che lasciano vedere lo scheletro del locale. Una struttura formata da travatura reticolare percorre l'intero perimetro dello spazio commerciale, che sorregge l'illuminazione, gli altoparlanti e i pannelli stessi che formano l'arredamento. In Stage l'esperienza di acquisto è ottimizzata grazie agli arredi e alle strutture più funzionali e versatili, che consentono di percorrere il negozio più facilmente, e permettono una migliore esposizione dei capi d'abbigliamento e un sistema più chiaro adatto a mostrare i look di ogni stagione.

Eco-friendly. Inditex, per la realizzazione di questo pop-up store ha seguito i criteri di eco-efficienza del Gruppo in termini di illuminazione efficiente, utilizzo di legni con certificazione forestale sostenibile, scommessa sul riutilizzo di materiali (come ad esempio i mobili), e gestione dei rifiuti.

 

Carrefour Italia: Stéphane Coum neo direttore operations

Stéphane_Coum_1 carrefour italia
È stato nominato direttore operations di Carrefour Italia il 46enne Stéphane Coum che prende il posto di Eric Uzan

È stato nominato direttore operations di Carrefour Italia il 46enne Stéphane Coum che prende il posto di Eric Uzan, a sua volta nominato direttore esecutivo Europa del Sud (Spagna ed Italia) nel quadro del nuovo comitato esecutivo del Gruppo Carrefour. L’insegna opera in Italia con oltre 1.000 punti di vendita.

 

Stéphane Coum è arrivato nel gruppo italiano di Carrefour nel 1996 e, dal 2013, ha ricoperto il ruolo di direttore supermercati. Nella sua carriera ha ricoperto vari ruoli in diverse aree geografiche nel mondo tra cui Cina, Malesia, Singapore e Turchia.

Tigotà promuove la nuova app

Tigotà
Al via la campagna promozionale per il lancio della nuova app di Tigotà. Dal 14 dicembre al 3 gennaio la stazione di Cadorna sarà "pennellata" di verde

I muri e le scale mobili della stazione di Cadorna di Milano saranno "invasi" dalla comunicazione pubblicitaria, dal 14 dicembre al 3 gennaio, per il lancio della nuova App di Tigotà. L’app consente di acquistare ogni genere di prodotto oltre che utilizzare la propria Fidelity Card, sfogliare il volantino mensile e anche giocare. Della produzione si è occupata Prodigious.

La campagna promozionale è stata realizzata da Publicis Communications, nello specifico BCube che si è avvalsa della collaborazione di MSL. Le agenzie hanno curato la realizzazione di una guerrilla che invaderà letteralmente la stazione. Attraverso giochi tra parole e immagini, si scherza sullo strumento che tutti abbiamo sempre sotto gli occhi: lo smartphone, che, in questo caso, diventa una spugna, un profumo, un rasoio, per ribadire che tutto il mondo del pulito, in realtà, è già tra le nostre mani.

 

Tutti i messaggi inviteranno i viaggiatori a scaricare l’app per entrare in un mondo più bello, più pulito e più profumato: quello di Tigotà.

 

I punti vendita dell’edizione Top Store 2017: Marsèll Paradise, Milano

Marsèll Paradise
I punti vendita dell'edizione Top Store 2017 (da Gdoweek n. 19)

Un nuovo concept store su due piani che unisce commercio e cultura, moda, musica ed editoria in uno spazio variabile, all’insegna della socialità e dell’incontro. Installazioni artistiche, mostre di fotografia, pittura, scultura o perfomance di videoarte e un’offerta di scarpe e dischi Marsèll, magazine e libri.

Italian Food Excellence

dmc

Sei un digital manager? La tua impresa è impegnata nella Digital Transformation?

Gli aggiornamenti sulle ultime innovazioni e trend, per gestire la trasformazione culturale in azienda e identificare nuove opportunità di business