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Due nuovi soci riaprono il Conad City di Borrello

Entrano nel mondo Conad due nuovi imprenditori con un primo punto di vendita che cambia gestione dopo quarant’anni

Entrano nel mondo Conad due nuovi imprenditori con un primo punto di vendita che cambia gestione dopo quarant’anni. Il Conad City di Borello, frazione di Cesena, un tempo gestito da Venanzio Biguzzi e Lorenza Buscarini, oggi passa a  Anita Paganelli, 39 anni, macellaia in forza al mondo Conad da dieci anni e con un’esperienza ventennale in questo reparto, e Matteo Marini, di 31 anni, entrato in Conad come magazziniere e addetto sala sei anni fa.

 

Lo store, di 250 mq, ubicato in piazza Indipendenza 2, impiega 11 addetti, la maggior parte soci conaddei quali assunti recentemente tra giovani del territorio. “Grazie all’esperienza maturata in questi anni – raccontano i due giovani soci Conad – abbiamo deciso di creare una nostra società, Mapa, che si propone di valorizzare e portare avanti la precedente gestione. Sarà quindi un negozio in continuità con il passato, nel dare servizi alla clientela locale per la spesa di tutti i giorni, ma con assortimenti e servizi rinnovati per rispondere sempre meglio alle mutate abitudini di consumo. Grande attenzione è stata posta infatti ai reparti freschi, dall’ortofrutta alla macelleria fino al banco gastronomia, senza trascurare una proposta variegata per quanti attenti alle tipicità e ai prodotti biologici, vegetariani, legati alla salute e al benessere, tra i quali tanti a marchio Conad”.

 

 

Coin porta in vetrina una serie originale Netflix (e stupisce)

Nello store di piazza V Giornate a Milano si promuove la serie Altered Carbon e si offre al consumatore un'esperienza innovativa tra interactive mirror e social

Punti di vendita noiosi dove non si fa altro che vendere? No, grazie. Nel futuro del negozio fisico c'è molto di più, come dimostra l'ultima attività lanciata da Coin nello store di piazza V Giornate a Milano.

La catena ha infatti portato in vetrina, con un allestimento tematico che sa farsi notare, l la serie originale Netflix intitolata Altered Carbon e disponibile sul portale di video streaming dal 2 febbraio.

L’obiettivo è stato quello di far vivere al consumatore un’esperienza molto vicina a quella raccontata nella serie, dando la possibilità di scegliere un nuovo corpo e provarlo grazie ad un interactive mirror. Non solo. Al termine dell’esperienza è stato possibile condividere sui social la propria “custodia” con il nome e il corpo scelto.

L'iniziativa per coinvolgere i consumatori termina il 6 febbraio, mentre la promozione della serie continua fino a martedì 13 febbraio nelle vetrine e nella colonna che taglia verticalmente l’angolo del department store.

Un'esperienza di partnership trendy ed interessante, ma anche un modo per dare vita a una customer experience innovativa in un department store centrale ed alto traffico.

Esselunga: ampliata la linea Hamburgeria

Nuove referenze per la linea Hamburgeria di Esselunga, lanciata di recente in assortimento

Nuove referenze per la linea Hamburgeria di Esselunga, lanciata alla fine dell’estate 2017 con i primi sei prodotti. Come si può intuire dal nome, si tratta di una linea dedicata agli hamburger di qualità premium, classici e ricettati, prodotti esclusivamente all’interno del centro lavorazione Carni di Limito di Pioltello, utilizzando esclusivamente carne bovina di razza chianina igp, razza piemontese e vitello nazionale.

Dopo i test di questi primi mesi, sono state introdotte nuove referenze con carne di scottona naturama (certificata rispetto al benessere animale).

testata hamburgeria esselungaSecondo quanto assicura l’azienda, gli hamburger “non prevedono l’aggiunta di acqua e sono costituiti dall’impiego esclusivo di tagli anatomici pregiati, non da ritagli. I formaggi impiegati nei prodotti ricettati sono tutti italiani, Parmigiano Reggiano dop e Provolone Auricchio”.

 

Il pomodoro della Capitanata in Mdd anche per l’Italia

La vera novità di questo anno, presentata da Princes a Marca 2018, è l’ingresso anche sul mercato italiano con accordi con insegne del nostro Paese

Stabilimento nel cuore della Capitanata, in provincia di Foggia, per essere il più vicino possibile alla materia prima da lavorare: il pomodoro lungo pugliese. È qui che Princes, il gruppo multinazionale inglese, di proprietà di Mitsubishi Corporation, ha posto le radici con la sede italiana, Princes Industrie Alimentari, in un sito tra i più grandi in Europa nella trasformazione del pomodoro, acquisito nel 2012. Princes è un colosso dell’industria alimentare che opera prevalentemente nel mondo delle bevande e degli alimenti a marchio proprio o a marca del distributore per il settore retail, ingrosso e ristorazione. Tra i principali clienti nel mondo retail ci sono catene europee come Sainsbury’s, Edeka, Mark & Spencer, Lidl, Carrefour e Auchan per citarne solo alcune.

La vera novità di questo anno, presentata a Marca 2018, è l’ingresso anche sul mercato italiano con accordi con insegne del nostro Paese, puntando al contempo sui numeri dello stabilimento di 160mila metri quadrati coperti con 38 linee produttive, in grado di lavorare fino a 300mila tonnellate di pomodoro all’anno e produrre fino a 10mila scatole al giorno. Nello stesso stabilimento Princes si occupa anche della produzione, etichettatura e imballaggio delle confezioni pronte per essere consegnate ai clienti.

Gianmarco Laviola, amministratore delegato di Princes Industrie Alimentari

Obiettivo del 2018 è anche arrivare a utilizzare il 100% di prodotto pugliese e non da ultimo l’azienda si è impegnata nella valorizzazione della filiera del pomodoro dal punto di vista etico. Tutti i fornitori di Princes Industrie Alimentari infatti avranno una certificazione come Global G.A.P. Grasp o SA8000, già posseduta dall’87% della filiera nel 2017.

“I dati sulle certificazioni che abbiamo presentato -ha commentato Gianmarco Laviola, amministratore delegato di Princes Industrie Alimentari- sono il risultato di capacità consolidate negli ultimi anni, grazie ad attività come lo svolgimento di ispezioni sul campo, il supporto ai coltivatori attraverso una formazione costante e la promozione di eventi di sensibilizzazione in materia di lavoro etico presso il nostro sito di Foggia, con il sostegno di molti dei nostri clienti e di enti come l’Ethical Trading Initiative. Siamo soddisfatti dei progressi ottenuti, ma non intendiamo certo fermarci qui”.

Eataly: primo punto di vendita in Svezia

eataly stoccolma
Apre a Stoccolma, a Biblioteksgatan, ex sede dello storico cinema Röda Kvarn, il primo punto di vendita Eataly in Svezia, sviluppato su 3.000 mq

Apre a Stoccolma, a Biblioteksgatan, ex sede dello storico cinema Röda Kvarn, il primo punto di vendita Eataly in Svezia, sviluppato su una superficie di oltre 3.000 mq estesa su doppio livello.

“Una nuova apertura è per noi un altro passo molto importante. – commenta il presidente

Andrea Guerra, presidente esecutivo di Eataly
Andrea Guerra, presidente esecutivo di Eataly

esecutivo di Eataly Andrea Guerra - Quello che apriamo a Stoccolma è un negozio da amare, che appaga gli occhi e regala emozioni: su tutte quella di fare un salto in un Paese tanto diverso come l’Italia. In Svezia, storicamente tra i Paesi più attenti al benessere sociale della popolazione, entrano per la prima volta più di 1.500 prodotti italiani ambasciatori della nostra cultura enogastronomica e della nostra qualità di vita”.

 

L'offerta al dettaglio propone pasta fresca fatta a mano, salumi e formaggi, pesce, carne. È presente un panificio con pizza, focaccia e altri prodotti da forno della tradizione italiana, tutti realizzati con farina biologica. In assortimento anche selezione di pasta, salse, condimenti, olio extravergine di oliva e dolci. Un’attenzione particolare è dedicata alla ricerca dei migliori prodotti locali e alla narrazione delle storie dei loro produttori.

 

I ristoranti presentano proposte della tradizione gastronomica italiana: dalla carne al pesce di provenienza locale, alla pizza tradizionale napoletana. Completano l’offerta cioccolato artigianale e gelato. Anche nel punto di vendita svedese è attiva la Scuola di Eataly dove gli esperti insegnano come preparare i piatti italiani.

Oscar Farinetti fondatore di Eataly
Oscar Farinetti, fondatore di Eataly

Il fondatore di Eataly, Oscar Farinetti, sottolinea: “Stoccolma è distribuita su 14 isole ed è collegata da 57 ponti. Noi di Eataly amiamo le isole, ma preferiamo i ponti, che collegano e uniscono”.

 

Conad implementa il servizio di prenotazione delle visite mediche

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Grazie all’accordo stretto fra Conad e Rami, la rete ambulatoriale della Misericordia, i consumatori possono prenotare in sempre più punti di vendita le prestazioni medico-sanitarie con tariffe agevolate

Si parte dalle città di Firenze, Prato, Pistoia, Pisa e Altopascio (Lucca), ma in futuro si guarda a ulteriori sviluppi anche delle attività e dei servizi, sempre con natura sociale. Stiamo parlando dell'accordo regionale stretto fra Rami (Rete degli ambulatori delle Misericordie) e Conad del Tirreno.

Grazie a questa collaborazione, dallo scorso dicembre i consumatori possono prenotare prestazioni medico-sanitarie negli ambulatori delle Misericordie a tariffa agevolata anche mentre fanno spesa, ovvero direttamente al box dei punti di vendita Conad del Tirreno.

In particolare, i possessori di Carta Insieme Conad e di Carta Insieme Più Conad Card, mostrando la carta, usufruiranno della priorità di prenotazione e di agevolazioni economiche sulle visite specialistiche, sulla risonanza magnetica 1,5 Tesla, su visita, igiene dentale e radiografia panoramica dentale (Opt) e quanto altro previsto.

 

Video tour nell’Eurospar di Camisano Vicentino

Un giro nel nuovo store di 1.450 metri quadrati con il commento di Francesco Montalvo, amministratore delegato Aspiag Service, e Paola Vudafieri, store manager

Uno store di 1.450 metri quadrati dove trovano spazio circa 15.000 referenze prevalentemente alimentari, il tutto in edificio con classe energetica A3 dotato di un piccolo impianto fotovoltaico. Questo il nuovo punto di vendita Eurospar recentemente inaugurato a Camisano Vicentino (Vi), in via Vicenza 17, come parte del più ampio progetto di sviluppo di Despar Nordest.

Come per le aperture più recenti di Despar Nordest, anche l’Eurospar di Camisano opta per un servizio con personale dedicato e con funzioni di consulenza: dal macellaio all'addetto per il pane fresco. “Nell’epoca delle relazioni virtuali, abbiamo scelto la personalizzazione del servizio, grazie all’unico asset che abbiamo in esclusiva e che nessun competitor potrà mai copiare: i nostri collaboratori”, spiega Francesco Montalvo, amministratore delegato di Aspiag Service.

Sopra un video-tour all'interno dell'Eurospar con interviste a Francesco Montalvo, amministratore delegato Aspiag Service, e Paola Vudafieri, store manager.

 

Video Milk Day: focus sulla filiera del latte

Nelle nuove sfide di mercato l'innovazione sembra incapace di colmare per ora i vuoti lasciati dai grandi classici del lattiero-caseario

Nel corso del Milk Day di Fieragricola a Verona, organizzato da New Business Media, Gdoweek ha moderato la tavola rotonda finale, dedicata alla parte bassa della filiera e al suo contatto con il consumatore finale. “Il calo nel consumo di latticini è il segno di abitudini alimentari che stanno cambiando. La lettura del nuovo scenario è complessa -sottolinea SimondDavide Rongoni, coordinatore area freschi/freschissimi gruppo Poli-, da un lato si stanno generando tante nuove opportunità per prodotti nuovi che arrivano a includere anche tutte le bevande vegetali alternative al latte. Ma poi il retailer deve fare i conti generali di reparto, che vedono le perdite di latte fresco più latte Uht non sufficientemente compensate dalle nuove categorie. Non è quindi un semplice spostamento di pesi e baricentri all'interno del reparto. Si tratta di trovare nel tempo equilibri nuovi: il reparto in sé mantiene una sua centralità strategica nel negozio, per quanto in misura inferiore al reparto ortofrutticolo, ma deve fare i conti con fattori nuovi, di abitudini e di cultura che cambiano”. Mancano all'appello decine di milioni di euro.

Video Milk Day: Il latte si ritrova fragile

Analisi dedicata alla parte bassa della filiera e al suo contatto con il consumatore finale nel corso del Milk Day di Fieragricola a Verona, che ha visto Gdoweek nel ruolo di moderatore

“Il ruolo dell'innovazione per gli industriali del lattiero caseario è basilare, riconosce Paolo Fabiani, presidente Trevalli Cooperlat-. Anche nella nostra azienda siamo focalizzati sulla R&S. Il numero di prodotti che riusciamo a portare nel mercato è alto, ma in generale è vero che le new entry finora non sono riuscite a generare un fatturato aggiuntivo capace di compensare quanto si va a perdere con le riduzioni di acquisto di certi prodotti tradizionali. Quello che forse manca all'Idm di settore è la capacità si sostenere gli investimenti sull'innovazione per periodi di tempo più lunghi. Critico è così il momento del consolidamento. Per un'azienda come Trevalli Cooperlat -che pure è attenta allo sviluppo di referenze di origine vegetale- lo spostamento in atto verso un reparto orientato alle proteine vegetali qualche problema alla base lo sta creando: perché in ultima analisi la nostra è una cooperativa fatta di agricoltori e allevatori e noi dobbiamo garantire agli associati comunque un percorso ancorato al core business che resta la produzione animale di latte vaccino e ovino nelle sue varie modalità di trasformazione casearia”. L'analisi è emersa nel corso del Milk Day di Fieragricola a Verona, organizzato da New Business Media e che ha visto Gdoweek moderare la tavola rotonda finale, dedicata alla parte bassa della filiera e al suo contatto con il consumatore finale.

Sial Paris, l’innovazione è il motore fondamentale di crescita

I paesi più innovativi del 2017 sono nell’ordine: Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Germania e Italia. Forte la riconferma degli espositori per l'edizione 2018

A nove mesi dall’apertura, circa il 90% della superficie del salone Sial Paris 2018 è già stata prenotata (200 le aziende italiane confermate) e gli espositori avranno l’opportunità di presentarsi a 500mila visitatori (50% esteri), di cui 160mila professionisti del settore.

Nell’edizione 2018 sarà lanciato uno spazio prospettico sul futuro dell’agroalimentare, che raggruppa startup europee e studi mondiali, e verrà proposto il nuovo settore Alternative Food dedicato ai prodotti biologici, legati alla salute e al benessere, eco-responsabili e sostenibili. Saranno inoltre riproposti il padiglione delle bevande e la zona tech per consentire alle microimprese e alle PMI di presentare le proprie tecnologie e attrezzature.

La vetrina del Sial Paris raccoglierà 2.500 innovazioni di prodotto in anteprima mondiale.Si calcola inoltre che il 50% degli alimenti che saranno a scaffale nei prossimi 5 anni non esistano ancora a testimonianza della grande vivacità che anima il settore.

Sial Paris 2018 verso il tutto esaurito

Riconfermata una presenza espositiva italiana rilevante. La kermesse alimentare di Parigi ripropone la sua valenza mondiale

Oggi il 63% degli scambi di prodotti alimentari dei Paesi europei avviene all’interno dell’Unione con una conseguente prospettiva di crescita dei volumi abbastanza limitata. Per i prossimi 20-30 anni le previsioni di incremento demografico, di urbanizzazione e di formazione di una classe media desiderosa di affermare il proprio status anche attraverso la diversificazione alimentare e l’apertura al cibo straniero, sposta il focus di sviluppo del mercato verso Oriente (Asia, India) e verso l’Africa. Per questo motivo il Network Sial presenta l’appuntamento biennale di Sial Paris, in programma dal 21 al 25 ottobre 2018 a Paris Nord Villepinte, ponendo l’accento sulla forte connotazione internazionale della manifestazione con oltre 80 paesi che hanno già confermato la propria presenza. E si pone come un osservatorio privilegiato delle tendenze del settore.

Aldi porta in Italia un’identità a marchio privato

Aldi
#aspettandoAldi | La catena discount tedesca sbarcherà tra pochissimo in Italia con approccio ambizioso. Per storia e tradizione è forse la regina delle private label, un'expertise pluri-premiata che merita l'attenzione del mondo retail

#aspettandoAldi #15febbraio|

In principio erano solo rumors, poi sono diventate teorie e previsioni, oggi possiamo parlare di date e location ufficiali. Aldi sbarcherà in Italia il 15 febbraio con l'apertura del primo punto di vendita a Castellanza, in provincia di Varese. Un debutto che guarda al nostro territorio con progetti ambiziosi (si parla di almeno 60 store nel Nord del Paese).

Quello che Aldi porta sul nostro territorio, però, non è solo un importante piano di sviluppo ma una visione dell'insegna discount ben definita, fatta di massima convenienza e costante lavoro di qualità e innovazione sul fronte private label. Non si tratta di un approccio nato in risposta ai più recenti trend di mercato, ma di un'identità fondante per il retailer, che fin dai propri esordi ha lavorato in modo mirato, ampio e segmentato su questo business.

L'assortimento a marchio privato di Aldi (almeno 90% del totale) è abbinato a una ristretta selezione a marchio industriale ed è valso alla catena numerosi e recenti riconoscimenti sia per il food che per il non-food. Si parla di circa 200 premi solo nel 2017 vinti dalle private label sia per i nuovi lanci, sia per qualità e certificazioni ottenute, sia per la capacità di rispondere alle nuove esigenze dietetiche, in particolare nel senza glutine.

In tutti i Paesi in cui è presente Aldi utilizza un approccio private label dedicato e almeno in parte localizzato nel gusto e nella proposta (anche a livello produttivo, come nel caso delle referenze a marchio Australian Made per l'Australia). Biologico, salutismo e freschezza rappresentano comunque dei cavalli di battaglia un po' dappertutto, in risposta (rapida ed efficiente) ai più recenti trend. Anche a comparti come il vino (e per l'Italia il discorso si fa interessante) Aldi dedica tantissima attenzione (testato addirittura un pop-up store dedicato).

Stesso discorso per tutto il reparto della certificazione che è adottata a 360 gradi: sull'ittico come su tutti i prodotti "senza", passando per il Parent Tested Parent Approved (Ptpa, i prodotti testati dalle famiglie stesse) e molte altre. Un aspetto, quelle delle certificazioni, che dai consumatori in Italia al momento è meno sentito (probabilmente non sarà così a lungo) ma che resta emblema della più ampia politica di fiducia adottata da Aldi.

La catena discount è stata forse la prima a capire che il termine private label non deve essere necessariamente proposto ai clienti come sinonimo di "accontentarsi", ma che può essere un core business in grado di apportare valore premium all'insegna. Una filosofia che in Italia apre a un grande potenziale di sviluppo e che lascia presagire all'implementazione di tratti di italianità, sia nell'immagine che nell'assortimento, almeno come quanto fatto da Lidl. E il sito online lanciato da Aldi in Italia conferma in pieno questa previsione.

I pos intelligenti di Verifone diventano aggregatori di pagamento

Per sfruttare l'opportunità della Psd 2, Verifone ha trasformato il Pos in un sistema multifunzionale e integrato, personalizzabile con applicazioni verticali

L’entrata in vigore della nuova direttiva sui pagamenti Psd 2 consente ai consumatori l’utilizzo di nuovi servizi di pagamento. In questo contesto il Pos si sta trasformando da semplice strumento di pagamento ad aggregatore di valore e facilitatore e Verifone ha sviluppato, in questa direzione, nuovi device multi funzione. Questi integrano una molteplicità di funzioni e consentono la customizzazione con applicazioni verticali. Le caratteristiche tecniche dell’ultimo Pos Verifone consentono il riconoscimento automatico del consumatore, l’automazione dei processi, la gestione di un borsellino elettronico precaricato, la validazione e dematerializzazione dei buoni pasto cartacei. A queste feature si aggiunge la possibilità di gestire i coupon per promozioni, token, gift card e programmi loyalty e ancora molto altro.

Il tutto affiancato dalla funzionalità di base che prevedono la lettura di carte con chip, banda magnetica e Nfc. Le modalità di pagamento gestite sono tutte quelle presenti sul mercato compresa Apple Pay.

H&M lancia l’outlet digitale

Scendono i profitti di H&M che lancia l'outlet digitale per rilanciare le vendite. Aumenta però il fatturato

Chiudono 170 negozi H&M entro l’anno e contestualmente ne aprono 390 in tutto il mondo. Scendono i profitti per il colosso svedese di abbigliamento che, secondo quanto scrive Repubblica.it, per rilanciare le vendite, propone Afound, un outlet digitale con presenza fisica, probabilmente inserito nei punti di vendita meno proficui.

Pare infatti che l’anno trascorso sia stato tra i più negativi degli ultimi anni segnando anche un calo degli utili operativi a -14% a 20,6 miliardi di corone (2,6 miliardi di dollari) nei dodici mesi chiusi a novembre. L'utile netto è stato di 16,2 miliardi di corone, in calo del 13% rispetto ai risultati del precedente esercizio. Il fatturato è invece aumentato del 4% a 231 miliardi di corone.

 

Md: primo store in provincia di Belluno

L’insegna discount Md si espande: ad Agordo, in via Valcozzena 31, è stato realizzato un nuovo negozio, il primo in provincia di Belluno, il quindicesimo nella regione

L’insegna discount Md si espande: ad Agordo, in via Valcozzena 31, è stato realizzato un nuovo negozio, il primo in provincia di Belluno, il quindicesimo nella regione. Lo store, di proprietà della Walber spa, occupa 480 mq di superficie e si estende su pianta rettangolare. Il percorso si sviluppa su quattro corsie. Impiega cinque dipendenti, tutti del territorio. All’ingresso il reparto ortofrutta a libero servizio offre frutta e verdura di stagione anche da agricoltura biologica insieme alle oltre 2000 referenze a marchio privato tra cui linee di prodotti salutistici, per intolleranti, vegani o vegetariani e prodotti dop e igp.

 

“Abbiamo visto in Agordo una città che punta sul commercio e voluto contribuire in modo attivo all’economia di questo bellissimo territorio – afferma il presidente di Md Patrizio Podini-.  L’ubicazione del negozio, proprio all’incrocio tra la Strada Provinciale 347, la Strada Provinciale 3 e la Strada Statale 203 Agordina, è stata scelta per soddisfare il vasto bacino di utenza che attualmente non è servito da discount e per offrire ai residenti prodotti di qualità a prezzi concorrenziali”.

 

Crai: via al concorso Un’Italia da vincere

Il nuovo concorso a premi lanciato da Crai sottolinea il legame con il territorio e sarà attivo dal primo febbraio al 3 marzo

Il nuovo concorso a premi lanciato da Crai sottolinea il legame con il territorio. Sarà attiva dal primo febbraio al 3 marzo l’iniziativa Un'Italia da vincere, rivolta ai clienti dell’insegna e, in particolar modo, ai possessori della Carta più, a cui è riservato un montepremi aggiuntivo.

"Ci è piaciuta molto l'idea di trovare un legame con il viaggio immaginario nella qualità della nostra bella Italia espresso dalla nuova campagna istituzionale lanciata a fine anno -afferma Mario La Viola, direttore marketing, format, rete e sviluppo di Crai - Da qui il tema Un'Italia da vincere, allo scopo di promuovere il legame che Crai ha con il proprio territorio attraverso dei premi qualitativi ed aspirazionali volti alla scoperta dell'Italia e delle sue meraviglie."
Per partecipare bisogna fare una spesa minima di 20 euro, acquistando almeno una referenza a scelta tra i prodotti sponsor. Ci si potrà dunque collegare al sito www.vinciconcrai.it e registrarsi. Una volta inseriti gli estremi dello scontrino, si scoprirà se si è o meno vincitori dei premi immediati. Ci sarà però una seconda possibilità per i possessori di Carta più che, inserendo il loro numero di carta fedeltà, potranno partecipare all'estrazione finale. Il montepremi destinato a tutti i clienti Crai è composto da 100 cofanetti weekend per due persone all'insegna dell'arte, della gastronomia e della bellezza e da 50 buoni benzina dal valore di 100 euro l'uno. L'estrazione finale mette in palio 10 cofanetti per un soggiorno per due persone in castelli e dimore prestigiose e una Fiat 500, 1.2 Easy Power Pop.

 

Startup italiane, percorso accidentato

Le buone idee non mancano agli imprenditori del Bel Paese, e infatti le startup italiane censite dal ministero dello Sviluppo Economico a giugno 2017 sono 7.394, di cui 1.694 attive nella sola Lombardia, e 1.160 nella città di Milano. L'entusiasmo frena se però facciamo un confronto con l'Europa...

Difficoltà per le startup italiane

Le startup nostrane descritte dal rapporto del ministero dello Sviluppo Economico sono in aumento, grazie alla nuova modalità di costituzione digitale e gratuita, mostrano anche una crescita nel numero degli addetti, +44%, anche se gran parte della forza lavoro è rappresentata dai soci delle startup stesse.

Le note dolenti riguardano i capitali investiti, se venture capital e business angel italiani hanno investito in tutto 130 milioni di euro (fonte: Venture Capital Monitor, 2015), in Europa le cifre toccano i 3 miliardi di dollari, se poi ci spostiamo in Usa l'ordine di grandezza si sposta nelle decine di miliardi di dollari, esattamente 30.

Inoltre, in Italia (fonte: Word Bank) gli startupper sono costretti a investire il 13,4% del proprio reddito per aprire una nuova attività, mentre in Germania basta l'1,9%, in Usa l'1,1%, e in UK si può fare startup anche senza avere un penny in banca.

Non mancano anche in Italia investitori e acceleratori, inoltre il mondo del retail e del largo consumo può costituire un target interessante per i nuovi imprenditori: soprattutto se dalla buona idea sono capaci di sviluppare una soluzione efficace e mirata (dati App&Map)

Sostegno alle startup italiane

Nel numero di Gdoweek in uscita il prossimo 14 febbraio parleremo di startup per il retail, per capire come si muovono le insegne italiane e straniere che operano in Italia per fare innovazione attraverso le startup. Con uno sguardo anche alle startup più interessanti segnalate a Gdoweek dagli acceleratori.

 

Miroglio Fashion: spinta sulla multicanalità

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L’approccio omnichannel per Miroglio Fashion è sempre più centrale. L'azienda ha sviluppato varie iniziative sempre più orientate alla svolta digitale

L’approccio omnichannel per Miroglio Fashion è sempre più centrale nella politica aziendale. Il progetto Retail 4.0 ha permesso al gruppo di implementare una serie di attività tecnologicamente avanzate a servizio dei punti di vendita. Il 2017, in questo senso, è stato un anno strategico, da un lato perché ha visto la realizzazione del progetto 300 in 300, ossia il rinnovamento di 300 negozi in 300 giorni, dall’altro perché ha comportato una svolta digitale a supporto ed integrazione dei tradizionali canali di vendita. Nel corso dell’anno Miroglio Fashion ha, infatti, sviluppato cinque nuovi siti eCommerce (su piattaforma Salesforce Commerce Cloud) per i brand Motivi, Oltre, Fiorella Rubino, Elena Mirò e Caractère, che si sommano al sito di Tailoritaly, start up dedicata alla moda personalizzabile, realizzando un fatturato online del +70% rispetto al 2016. Le sessioni da smartphone e tablet sono aumentate nell’ultimo anno del +50%, generando un fatturato “mobile” tre volte superiore a quello del 2016. È cresciuta la visibilità online, quintuplicata o decuplicata a seconda del brand, grazie ad un lavoro sul Seo; sono aumentati la fanbase (+86%) e l’engagement (superiore al 100%).

Hans Hoegstedt, amministratore delegato Miroglio Fashion

Hans Hoegstedt, amministratore delegato della società, spiega: "Il digitale, l'eCommerce e le attività di Customer Relationship Management rivestono un'importanza fondamentale nel nuovo percorso strategico di Miroglio Fashion".  Alberto Brenta, head of eCommerce, digital & Crm, aggiunge: “Le nostre clienti sono già a tutti gli effetti ‘multicanali’ perché si relazionano con i diversi touchpoint online e offline in modo naturale e senza soluzione di continuità. Oltre a comprare online, interagiscono infatti con i negozi, usando i tablet disponibili presso gli store per un acquisto assistito o richiedendo la consegna su punto di vendita dei vestiti acquistati da remoto. Gli ordini con consegna in negozio sono ad oggi circa il 40% di tutti quelli effettuati online”.

 

Per il 2018 si prevede un rafforzamento sui marketplace. Da oltre un anno presente con i propri brand anche su Amazon, Miroglio Fashion accrescerà lo sviluppo di questi canali con un duplice obiettivo: potenziare la propria presenza sui mercati esteri e offrire alle proprie clienti una scelta ancor più ampia in termini di canale di acquisto.

 

Il Gruppo Piaggio sbarca a Hong Kong

piaggio Motoplex Hong Kong 01
Continua lo sviluppo della rete distributiva del Gruppo Piaggio con nuovi flagship multibrand aperti in tutto il mondo

Continua lo sviluppo della rete distributiva del Gruppo Piaggio con nuovi flagship multibrand: Vespa, Piaggio, Aprilia e Moto Guzzi. Negli ultimi tre anni l’insegna Motoplex ha raggiunto il traguardo di 300 store aperti nel mondo.

 

L’azienda fa il suo ingresso a Hong Kong con il suo primo punto di vendita, situato in To Kwa Wan Road. Il negozio si sviluppa su uno spazio di circa 300 mq suddivisi tra showroom, con un’area lounge&bar, e officina. L’apertura segue l’inaugurazione del Motoplex di Bangalore, ubicato lungo la Marathahalli Outer Ring Road e esteso su 800 mq, avvenuta la scorsa settimana. Anche in Italia l’insegna ha inaugurato recentemente nuove strutture a Roma e Firenze.

 

I negozi sono intesi come luoghi in cui coinvolgere il consumatore proponendo non soltanto veicoli e relativi accessori, ma anche merchandising dedicato, e in molti casi l’officina. Molti negozi offrono inoltre anche il corner bar e la lounge, dove chiacchierare di gare, moto e viaggi con persone competenti e appassionate.

 

A Torino arriva Eataly Today per la spesa online

Il punto di vendita Eataly di Torino Lingotto lancia il servizio Eataly Today, già sperimentato a Milano e Roma

Il punto di vendita Eataly di Torino Lingotto lancia il servizio Eataly Today, già sperimentato a Milano e Roma, che rende possibile ordinare online tutto ciò che propone il negozio del capoluogo piemontese, sia i prodotti dei banchi del fresco sia quelli confezionati tra cui pane biologico cotto nel forno a legna, la carne La Granda Presidio Slow Food, il pesce, frutta e verdura, pasta artigianale del Pastificio Michelis, i prodotti della gastronomia.

Il catalogo, visionabile su today.eataly.it conta più di 3.000 prodotti, corredati da immagini e informazioni, compresa la lista degli ingredienti e i consigli degli esperti di Eataly.

Le consegne vengono effettuate in tutta la città tramite l’utilizzo di mezzi ecologici. La spesa può essere consegnata in giornata o fino a 7 giorni successivi all'ordine, in fasce orarie che vengono incontro alle esigenze di clienti di tipo diverso, grazie alla possibilità di restringere la fascia fino a una sola ora e di programmare la consegna anche in orari serali, fino alle 21. Tutti gli ordini sono confezionati direttamente dal negozio di Eataly Lingotto, con materiali ecocompatibili.

 

 

“Già nella fase di test delle scorse settimane abbiamo avuto modo di registrare un ottimo riscontro da parte dei torinesi, da sempre affezionati agli Alti Cibi di Eataly” spiega Francesco Farinetti, amministratore delegato di Eataly.

 

Zara disegna il pop up del futuro

Zara
A Londra, all’interno del centro commerciale Westfield Stratford, Zara apre un temporary store dedicato allo shopping online. Altre novità in arrivo

All’interno del centro commerciale Westfield Stratford di Londra, Zara apre un temporary store dedicato allo shopping online. Il negozio, che resterà aperto fino a maggio, si sviluppa su uno spazio di 2.152 mq e propone servizi come l’acquisto, il ritiro e la restituzione di prodotti venduti tramite il portale eCommerce, ma c’è anche una selezione instore di capi d’abbigliamento delle collezioni uomo e donna.

Per la valorizzazione della shopping experience, l’insegna si avvale di tecnologie e strumenti innovativi che vanno dalla tecnologia Rfdi per il riconoscimento automatico della merce ai dispositivi mobile per permettere una maggiore assistenza da parte degli assistenti alla vendita. Inoltre si possono effettuare i pagamenti tramite il proprio smartphone.

Pablo Isla, ceo di Inditex

Secondo quanto anticipa Elle.it la struttura, una volta chiusa, lascerà spazio a un nuovo maxi flagship store Zara Westfield Stratford City di 4.500 mq che proporrà oltre alle sezioni donna, uomo e bambino, anche un'area collegata a due magazzini robotizzati in grado di gestire contemporaneamente 2.400 pacchi, e a consentire ai clienti del web di ritirare la merce sul posto e pagarla con il proprio smartphone mediante le app di Zara, Inditex o InWallet.

Pablo Isla, ceo di Inditex, a cui appartiene Zara, sottolinea: "Si tratta di una pietra miliare nella nostra strategia, volta a integrare i punti di vendita fisici con il web".

 

Valverde ottiene la certificazione Carbon Footprint

Valverde, la Cooperativa di soci allevatori piemontesi che produce polli nel rispetto della natura, del benessere animale, delle persone e del territorio, ha iniziato un percorso di green responsability e, prima fra le aziende dell’avicolo italiane, ha ottenuto in questi giorni la certificazione del Carbon Footprint.
La cooperativa, oltre a condurre l’analisi e la contabilizzazione delle emissioni di CO2, è impegnata a definire un sistema di carbon management finalizzato all’identificazione e realizzazione di quegli interventi di riduzione delle emissioni, economicamente efficienti, che utilizzano tecnologie a basso contenuto di carbonio.

“Il nostro stile di vita – afferma Andrea Costa, presidente della Cooperativa - può influenzare i cambiamenti climatici e usare più attenzione, anche nel quotidiano, alle emissioni di CO2 non solo è un gesto green ma anche, sempre di più, un gesto civico. Vogliamo che il nostro impegno sia garanzia per il consumatore di un prodotto – il nostro pollo – di qualità. Oggi la certificazione del Carbon Footprint ci permette di valutare l’impatto ambientale in termini di riscaldamento globale da parte del nostro pollo lungo il suo ciclo di vita."

La quantificazione delle emissioni di gas ad effetto serra lungo tutto il ciclo di vita dei prodotti Valverde "dal campo alla forchetta" è stata calcolata su coltivazione e produzione mangime, allevamento, produzione degli imballaggi, trasporto del pollame, lavorazione e confezionamento, distribuzione, cottura da parte del consumatore.

Dall’analisi delle emissioni di CO2 per l’ottenimento della certificazione ISO 14067, è emerso che la carne di pollo non solo è più salutare per l’uomo rispetto alla carne rossa, ma lo è anche per il pianeta: per produrre 1 kg di carne di pollo lavorata vengono emessi 6,35 kg di CO2, mentre ne vengono emessi oltre 22 per la carne bovina. Il pollo ha infatti un indice di conversione del mangime in carne molto migliore e non emette metano nei processi digestivi.
Nello specifico poi il pollo Valverde è particolarmente sostenibile, perché minimizza i trasporti ed è lavorato utilizzando energia rinnovabile, che permette all’azienda di risparmiare ogni anno 400 t di CO2, pari al lavoro di 14.000 alberi.

Essere un’impresa di qualità e sostenibile oggi è un plus riconosciuto dai consumatori e dalle amministrazioni. Va in questo senso la direttiva del Nuovo Codice Appalti che ha recepito la strategia europea del Green Public Procuremet (GPP), secondo la quale la Pubblica Amministrazione è tenuta ad agevolare e sostenere un’economia più rispettosa dell’ambiente, andando ad acquistare prodotti e servizi sostenibili. Entro il 2020 tutti gli appalti dovranno prevedere requisiti ambientali per ogni tipologia di fornitura. I Criteri Ambientali Minimi (CAM), approvati con DM 25 luglio 2011, identificano i requisiti riconosciuti come premianti nelle procedure di appalto in relazione a numerose categorie merceologiche fra le quali la “ristorazione collettiva e derrate alimentari”

Todis: i progetti per il 2018

Todis
Iges srl, che gestisce l'insegna Todis, ha chiuso il 2017 con un fatturato in aumento (+ 7,76% a rete omogenea). Per il 2018 si punta sullo sviluppo

Massimiliano Rossi, già da quattro anni direttore commerciale e marketing di Iges srl, che gestisce l’insegna Todis, ha assunto anche il ruolo di direttore commerciale generi vari di Pac2000A – Conad, accrescendo la sinergia di idee e progetti tra le due aziende.

La società ha chiuso il 2017 con un fatturato in aumento  (+ 7,76% a rete omogenea). “Un risultato più che soddisfacente” sottolinea Rossi. Per il 2018 si continua a puntare sullo sviluppo dell’insegna  concentrata in modo prevalente al centro-sud, con circa 240 punti di vendita. Nel 2017 sono stati aperti 20 nuovi negozi e si ipotizza uno sviluppo simile anche per l'anno in corso.

Todis conta un assortimento di oltre 3.000 referenze, con una netta prevalenza di prodotti private label (30 marchi Todis in varie categorie).

 

 

Video Tour: come cambia la marca Conad nel 2018

Lungo quali linee strategiche si muoverà la marca Conad nel 2018? Le spiega il direttore commerciale Francesco Avanzini,

Francesco Avanzini, direttore commerciale di Conad, spiega le linee strategiche che, nel 2018, riguarderanno le linee a marchio Conad e i profondi cambiamenti in atto a livello di posizionamento

Particolare attenzione sarà riservata anche alla IV e V gamma, non solo a livello di valorizzazione del pack e di grafica, ma anche con un progetto di category management in fase di implementazione.

Focus anche sul brand Verso Natura, lanciato alla fine del 2016 che ha mostrato performance importanti e che sarà sviluppato anche nel mondo delle zuppe

Video Tour: i nuovi sviluppi della marca Coop

Le linee lungo le quali si svilupperanno nel 2018 i prodotti a marchio Coop. Parla Alessandro Mazzoli

Alessandro Mazzoli, direttore commerciale di Coop Italia, racconta le evoluzioni che anche nel 2018 riguarderanno le linee a marchio di Coop, dopo l'importante restyling dello scorso anno.

"Proseguiremo quest’anno con il piano strategico, varato nel 2017, che riguarda le private label - afferma Mazzoli-  e finalizzato alla revisione dell’offerta merceologica in base a due criteri guida: la convenienza e i valori, dove per valori intendiamo qualità, tracciabilità, sicurezza, garanzia sui prodotti”

Video Tour: i trend delle Mdd. Parla Guido Cristini

Nel corso di Marca, l'ormai tradizionale appuntamento a Bologna per tracciare lo stato dell'arte sulla marca del distribuzione, si è parlato dei risultati delle Mdd  oggi, dei trend e delle sfide future per retailer e copacker.

 

Guido Cristini, docente di Marketing dell’Università di Parma, intervenuto durante la presentazione del XIV Rapporto annuale sull’evoluzione della Marca Commerciale (lo studio, realizzato in collaborazione con IRI), non ha dubbi sulla loro strategicità e potenzialità.

"Nel 2017 il mercato delle marche del distributore è cresciuto ulteriormente con un incremento delle vendite a valore di circa 266 milioni di euro -spiega Cristini-. Anche se la penetrazione complessiva è rimasta invariata al 18,5%, come lo scorso anno, l'espansione delle vendite delle Mdd ha sia beneficiato della crescita complessiva del largo consumo confezionato nel suo complesso sia mostrato un ulteriore innalzamento della numerica assortimentale si tutti i canali".

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Video Tour: il format Doc di Roma

Fabrizio Guerrini, direttore operativo Doc Roma, racconta le caratteristiche della recente apertura dell'insegna Roma Portuense e spiega i plus del format

Fabrizio Guerrini, direttore operativo Doc Roma, e Riccardo Selvarolo, direttore del supermercato Doc di via Frattini, raccontano le caratteristiche di questo punto di vendita e del formato, catena attiva a Roma con 13 punti di vendita, che si sta sviluppando con nuove aperture.

 

L'insegna è comparsa nella capitale nel 2010 in seguito all'acquisizione da parte di Unicoop Firenze della rete di supermercati del Gruppo Luciani, storico operatore del settore (attivo già con il brand Gs come franchisee di riferimento)

D’Amico celebra il 50esimo con i nuovi Vasi d’Autore

La terza collezione dei Vasi D’Autore D’Amico 2018 è pensata per rendere omaggio ai cinquant’anni dalla fondazione dell'azienda, ed è firmata da Mario Consiglio, artista eclettico che si distingue da sempre per la varietà di forme espressive utilizzate e la continua sperimentazione di nuove tecniche.

Attraverso le 4 diverse capsule in limited edition, che saranno in vendita a partire da marzo, Consiglio ha voluto raccontare il traguardo conseguito dalla D’Amico con la rappresentazione del “Target”, inteso proprio come obiettivo raggiunto. Fondata nel 1968 dai fratelli Francesco e Mario D’Amico, infatti, l’azienda è oggi tra le principali in Italia nella produzione di conserve alimentari.

I Vasi d’Autore, nel maxi formato da 700gr, caratterizzato dal “verde D’Amico”, si presentano come un oggetto di arte contemporanea e una volta terminato il prodotto possono diventare contenitori in cui riporre spezie, caffè o zucchero, ma anche pratici portaoggetti. Nel rispetto della sostenibilità.

MD sviluppa il più grande polo logistico italiano nel discount

Esterno - MD
Md ha appena rilevato l'area delle ex acciaierie Cortenuova a Santa Maria del Sasso (Bg): vi svilupperà il più grande centro distributivo nel canale discount, a servizio di tutti i suoi punti di vendita del Nord e Centro-Nord Italia, esistenti e di prossima apertura

Un investimento di oltre 80 milioni di euro (comprensivo di acquisto dell'area) per realizzare quello che diventerà un nuovo polo logistico e uffici su 270.000 mq (166.000 mq coperti), a servizio della rete di discount del Nord Italia. MD S.p.A. (di seguito Md), secondo discounter nazionale (insegna MD) con 725 esercizi al dettaglio serviti da 7 centri logistici, si è aggiudicato l’asta per il terreno dove sorgevano le acciaierie Cortenuova, con un'offerta di 13,8 milioni di euro (13.850.000 euro), attraverso la propria controllata Sequenza Spa di Bolzano.
Dalla riqualificazione di questa ex area industriale Md farà sorgere il più grande centro logistico in Italia specializzato nel canale discount, che permetterà di servire tutti i suoi punti vendita -esistenti e di prossima apertura- nel Nord e Centro Italia.

Patrizio Podini, presidente Gruppo MD
Patrizio Podini, presidente Gruppo MD

Il piano di sviluppo triennale di Md prevede l’apertura di 90 nuovi discount in Italia per un investimento complessivo di quasi 490 milioni di euro (488 milioni).
Md, fondata 24 anni fa da Patrizio Podini, che ne è l'attuale presidente, uno degli imprenditori più importanti nella storia della gdo italiana, ha il 15% nel canale discount nazionale, occupa oltre 6.000 dipendenti, e ha chiuso il 2017 con un fatturato di 2,3 miliardi di euro (+9,5% sul 2016).

 

 

 

Kiwi ed agrumi in Cina: a breve, condizioni più favorevoli per esportare

Si è conclusa positivamente la visita, dal 13 al 19 gennaio scorso, di 2 ispettori cinesi, per verificare la fattibilità del trattamento a freddo negli stabilimenti prima della partenza, sia per kiwi che per agrumi, al fine di facilitare l’export verso la Cina, un mercato dalle grandi potenzialità per le nostre produzioni.

La visita è stata coordinata da CSO Italy, con il sostegno dell’ICE - Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane - in Cina e in Italia, nell'ambito di un apposito finanziamento destinato a favorire missioni ispettive sanitarie e fitosanitarie necessarie per l'apertura di mercati dove vigono barriere non tariffarie all'esportazione di prodotti alimentari italiani.

La visita, caratterizzata da una forte sinergia tra Ministero delle Politiche Agricole, Ambasciata d’Italia a Pechino, Servizi fitosanitari delle Regioni Emilia Romagna e Sicilia e le imprese, si è conclusa a Roma, presso il Ministero delle politiche Agricole, Alimentari e Forestali con i responsabili del Servizio Fitosanitario Nazionale.

Gli ispettori hanno potuto verificare le strutture e tutte le strumentazioni e dotazioni tecniche utilizzate per fare il trattamento a freddo nelle celle, sia su merce già confezionata che in natura. Gli ispettori fitosanitari regionali, sempre presenti durante la visita, insieme ai responsabili degli stabilimenti, hanno mostrato ai colleghi cinesi come verranno implementati i vari passaggi richiesti dai protocolli per effettuare il trattamento a freddo prima della partenza. La visita è stata anche l’occasione per verificare tutta la filiera produttiva, compresa la gestione della parte di campo delle produzioni.

In conclusione, è stata riscontrata la piena conformità ai requisiti richiesti dai protocolli, anche oltre le aspettative, ed è stata particolarmente apprezzata la disponibilità e trasparenza da parte italiana nel mostrare e spiegare le diverse procedure richieste.

Ora si attende l’invio del report ufficiale da parte delle autorità cinesi al Ministero. L’auspicio è che i favorevoli riscontri aprano la possibilità, per gli agrumi in particolare, alle spedizioni via aerea e ad una semplificazione per i kiwi. Inoltre, la possibilità di fare il trattamento a freddo prima della partenza, può favorire le spedizioni anche con altri mezzi, come ad esempio il treno, sfruttando la via della seta. Un progetto sul quale si sta lavorando già da tempo e che si auspica venga concretizzato a breve.

L’export di kiwi in Cina è arrivato di recente a superare le 13.000 tonnellate annuali. I dati relativi a quest’ultima campagna non sono disponibili, ma già nel mese di ottobre sono state avviate circa 3.600 tonnellate contro le 1.800 dello stesso mese dell’anno precedente.

Anche per gli agrumi, in particolare per le arance rosse, il mercato cinese è molto interessante e la missione è stata fondamentale per far comprendere quanto mai sia necessario far arrivare nel più breve tempo possibile gli agrumi affinché possano mantenere un elevato standard qualitativo, concetto ben recepito anche dagli ispettori.

Bennet smart, l’iper…versione prossimità

Il nuovo format di Bennet misura 1.200 mq: esordio a Lecco, nel centro commerciale Le Piazze

È il primo punto di vendita non-iper di gruppo Bennet: apre domani, 25 gennaio, a Lecco, in corso Carlo Alberto, nel centro commerciale Le Piazze. La superficie è quella di un supermercato (1.200 mq). Bennet smart ha 9 casse, di cui 3 spesa pass e 6 casse self.
Parcheggio con 261 posti auto, orari di apertura continuata 8-20 da lunedì a sabato, ma chiusura domenica.
Ecco una scheda sull'assortimento. Come vedete il numero di referenze è concentrato e razionalizzato (una media di 7,5 sku per mq) con orientamento al fresco, al bio e a reparti/prodotti con forte valenza identitaria e/o di servizio come vini, parafarmacia, prodotti premium (Gourmet).

N. referenze complessive: 9.000
di cui:
Fresco: 1.200
Libero servizio: 1.000
Non Food: 1.500 comprese edicola e minuteria (300 item)
Bio: 530
Premium Selezione Gourmet: 60
Totali prodotti a marchio: 1.400
Parafarmacia: 700
Vini: 200
Filiera: variabile in funzione delle stagionalità: da 20 a un max di 50.

Amazon Go: a Seattle il primo negozio senza casse aperto al pubblico

amazon go

È un negozio ma non ha casse, uno spazio fisico vissuto come fosse online. E dopo la fase di sperimentazione ora apre al pubblico. È lo store Amazon Go aperto a Seattle, negli Stati Uniti. Al suo interno sono state posizionate delle telecamere che riprendono l’intero spazio, in particolar modo gli scaffali. Grazie a un sofisticato sistema di computer vision, unito a software di machine learning, si possono registrare i prodotti che il cliente ritira dallo scaffale, senza dover visionare il codice a barre. Una volta preso l’articolo viene inserito nel carrello virtuale del consumatore.

Una volta entrati all’interno dello store, basta appoggiare sul tornello lo smartphone con l’applicazione dedicata in modo da farsi identificare. Ad assistere gli utenti un team di addetti pronti a indicare dove sono riposti i prodotti in assortimento.

Bottletop: a Londra primo store con plastica riciclata

Bottletop
A Regent Street, lussuoso quartiere di Londra, è stato realizzato Bottletop, il primo negozio al mondo con bottiglie di plastica riciclate

A Regent Street, lussuoso quartiere di Londra, è stato realizzato Bottletop, il primo negozio al mondo con bottiglie di plastica riciclate. Un negozio a spreco zero con soffitti e pareti stampati in 3D, grazie a robot Kuka, in grado di ricreare spazi interamente arredati con rifiuti plastici riciclati, sfruttando la tecnologia con filamenti Reflow.

Per la realizzazione della struttura sono state utilizzate 60 mila bottiglie mentre i pavimenti sono stati creati grazie all’uso di pneumatici in gomma riciclata. Infine la vela, sospesa sul soffitto, è stata prodotta con lattine, legate con filigrana stampata tridimensionalmente.

In assortimento accessori di lusso, tra cui clutches, maxi-bags e zainetti, anche questi coerenti con la filosofia dell’insegna: propongono infatti linguette di lattine riciclate intrecciate e alternate a fodere in pelle, metallo e altri materiali riciclati.

 

Meggle riveste il Fiore Bavarese

Da dicembre nel canale gdo la gamma Fiore Bavarese di Meggle è a scaffale con una nuova veste, frutto di un recente restyling

L'azienda familiare bavarese Meggle con filiale italiana, operativa dal 2004, rilancia la linea di burro Fiore Bavarese con l’obiettivo di consolidare la sua posizione di azienda di riferimento nel mercato nazionale per il burro non italiano. Da dicembre nel canale gdo la gamma Fiore Bavarese di Meggle è a scaffale con una nuova veste, frutto di un recente restyling. Le confezioni propongono colori più caldi e richiamano il giallo paglierino tipico del burro alto di gamma, un paesaggio bavarese ricorda la naturalezza del luogo di lavorazione mentre una forchetta con un ricciolo di burro ne suggerisce l’uso in cucina come ingrediente diffuso. Ogni elemento visivo, insieme al claim Cremoso, a lenta lavorazione, ricordano il processo genuino per centrifuga diretta della prima panna del latte (che viene lasciata riposare per almeno 16 ore). Ricco di vitamine A, E, K2, calcio e sali minerali, facilmente digeribile si propone per il consumo crudo o come ingrediente per preparazioni dolci e salate. La linea è disponibile nei formati da 250g, 125g e 100g (suddivisi in 6 monoporzioni da 16,7g) nella referenza tradizionale, da 125g nelle versioni leggermente salato e senza lattosio.
Meggle offre una rinnovata attenzione ai consumatori attivando un servizio di assistenza per i propri clienti e includendo sulla confezione i simboli delle certificazioni Halal e Kosher, il pratico dosatore (25 g) e un riccettario online per sollecitare la creatività in cucina di ognuno.

 

Gargiulo & Maiello festeggia il mezzo secolo di attività

Giuseppe (sin.) e Alessandro Maiello
L'azienda campana Gargiulo & Maiello, socia di Gruppo Végé, festeggia quest'anno i 50 anni dalla nascita, nel 1968. Oggi è un'impresa multicanale, cresciuta sui mercati dell'igiene per la casa e per la persona

Giunta a mezzo secolo di attività, l'azienda Gargiulo & Maiello S.p.A., specializzata nella distribuzione all’ingrosso e al dettaglio di prodotti per l’igiene persona e profumeria, con focus geografico e di mercato nel Centro-Sud, e socia di Gruppo VéGé, festeggia con l'anniversario con il fondatore, Giuseppe Maiello, e il figlio di costui, Alessandro, attuale presidente e amministratore delegato.

Nata nell'anno, spartiacque e turning point sotto diversi profili da quello culturale in senso stretto agli sociali e della vita quotidiana per non parlare dei risvolti politici, del 1968 -l'ultimo anno in cui l'Italia fu giovane e piena di ideali-, questa azienda cresce sul mercato fino a consolidare negli anni Novanta la propria esperienza e lasciare il settore igiene della casa per lavorare nell'igiene persona e profumeria con l’obiettivo di rafforzare la presenza In Campania. Nel 1994 apre il primo punto di vendita a insegna Idea Bellezza che oggi conta quasi 100 negozi in tutta Italia.
Dotata di un moderno centro di distribuzione a Nola Interporto, Gargiulo & Maiello è un'impresa multicanale che lavora su tre ambiti strategici: distribuzione, vendita al dettaglio e la vendita online di prodotti per l’igiene e la bellezza della persona.

 

Al Sigep emergono le alghe di Seamore

Una pitch competition organizzata da Fiera Rimini in collaborazione con Seeds&Chips. Vince la proposta olandese sui cibi dal mare

Trasformare le alghe in cibo quotidiano. Da un punto di vista industriale non appare certo un ostacolo insormontabile. Differente può essere invece la prospettiva sul versante commerciale dell'offerta, là dove si prevede di dover conquistare il consenso del pubblico acquirente. La società olandese Seamore, start up vincente della Pitch Competition proposta da Sigep in collaborazione con Seeds&Chips (alla quale Gdoweek ha partecipato in qualità di giurato) ha lavorato parecchio e bene proprio su quest'ultimo aspetto, meritandosi il plauso dei votanti.
Pasta, bacon, ora anche pane. È la proposta vincente di Seamore che propone l'ingrediente più salutare e sostenibile del pianeta nella forma di cibo gustoso e conveniente, ma soprattutto riconoscibile. Nella versione di primo piatto arrivano sul mercato le Sea Pasta, tagliatelle al 100% alghe selvatiche che si possono cucinare secondo i tradizionali ricettari, dalla bolognese alla carbonara. Ne scaturisce un pranzo che rimpiazza i carboidrati con una verdura marina. È già diffuso in 750 negozi e in 6 mercati, ma la società è pronta a portare alghe nel piatto di tutti. La seconda proposta guarda, invece, alla prima colazione, o nelle aree più meridionali, al pranzo: foglie più larghe e spesse, cucinabili in soffritto, e consumabili quale bacon marino. Anche in questo caso vegetali 100%, con un vantaggio salutistico facilmente intuibile. Infine la terza proposta prevede un impasto al 50% farina d'alga con tradizionali farine di grano, per la realizzazione di pagnotte dalla crosta croccante e dal sapore pienamente sovrapponibile. “L'idea di questi prodotti mira a vincere lo scetticismo occidentale -spiega la responsabile di progetto Angela Ferrato-. Abbiamo a disposizione una risorsa preziosa, gustosa, sana e sostenibile, eppure in Europa è necessario adottare versioni che si avvicinino il più possibile ad alimenti che fin da piccoli siamo abituati a consumare”.

La raccolta avviene in Irlanda, dove baia per baia viene tagliata alga selvatica fino a un massimo del 15%, in porzioni irregolari (a macchia) per consentire il mantenimento dell'ecosistema. Attualmente l'azienda è in fase avanzata di progettazione di serre di coltivazione, indispensabili per sostenere gli auspicati incrementi di produzione. Per scelta Seamore si posiziona nella trasformazione e commercializzazione di sole alghe grandi edibili, tralasciando il business delle microalghe che stanno conquistando il mercato come superfood, ma in versione di ingredientistica complementare.

Iper La grande i è la migliore insegna web 2017

Iper la grande i assunzioni
Secondo la classifica BEM Research gli ipermercati di Brunelli (Gruppo Finiper) si confermano in testa per il secondo anno consecutivo. Iper La grande I eccelle per visibilità online e/o perché appare nelle prime posizioni di Google Italia per ricerche. Tra i marchi/insegne più visibili online anche Coop e Decathlon

Iper La grande I (Gruppo Finiper-Brunelli) è l'insegna della grande distribuzione con la miglior performance sul web nel 2017, secondo la classifica BEM Research: gli ipermercati di Brunelli si confermano in testa per il secondo anno consecutivo.
Al secondo posto Esselunga, seguita da  Decathlon, Coop è al quarto, Bricocenter siede sul sul quinto gradino e Carrefour in sesta posizione.
Migliora di quattro posizioni rispetto alla classifica 2016 Gamestop. Avanzano nella graduatori anche Unieuro, Auchan ed Euronics.
Nel complesso, tutti i marchi della classifica Top10 flettono su base annua nell’indice BEM Rank. Iper La grande I è il marchio/insegna che è riuscita a contenere di più la perdita, limitando l'arretramento di pochi pollici (neanche l'1%: -0,9%), mentre rovinosa appar la discesa per Auchan (-15,9%).


Agente primo di queste dinamiche è la concorrenza di altre insegne gdo entrate nella classifica BEM Rank nel 2017: Supermercati Dem, Tigre Supermercati, CTS Supermercati, Doro Supermercati ed Emi Supermercati.
La media BEM Rank 2017 per i circa 30 brand gdo considerati è di 26,8 punti, contro i 35,2 punti registrati nel 2016 (variazione del -24%).
Considerando i due macro-aggregati che compongono BEM Rank, si osserva che Iper La grande I eccelle per la capacità di essere rintracciata sul web (visibilità online) o perché gli utenti cercano direttamente il marchio, oppure perché appare nelle prime posizioni di Google Italia per ricerche relative a parole chiave generiche ad alto traffico.
Tra i marchi/insegne più visibili online anche Coop e Decathlon.
Relativamente alle prestazioni dell’homepage, ossia alla velocità di caricamento e all’usabilità, conquista la posizione più alta Bricocenter. Buone anche le prestazioni di Todis, Bennet e Gros.

 

Siero di latte per proteine e lieviti alimentari

L'azienda pugliese BioInnoTech è start up guidata da tre ricercatrici che lanciano un nuovo metodo di recupero del refluo caseario più competitivo nei prezzi. In più la commercializzazione di nuove materie seconde

Al secondo posto della Pitch Competition proposta da Sigep in collaborazione con Seeds&Chips (alla quale Gdoweek ha partecipato in qualità di giurato) si è piazzata BiolnnoTech, azienda pugliese che mira alla riqualificazione degli scarti agroalimentari per la produzione di prodotti ad alto valore aggiunto come biomasse microbiche e proteine. In particolare, l'azienda intende trattare il siero di latte inserendosi in maniera estremamente competitiva nella raccolta differenziata di questo refluo della produzione lattiero-casearia attraverso innovativi processi biotecnologici. Questa start-up si propone dunque di consolidare un processo di economia circolare partendo da un territorio a elevata vocazione casearia e inserendovi un circuito di smaltimento capace di abbattere i costi per le industrie di riferimento. In seconda analisi mette in pista la commercializzazione di prodotti secondi destinati all'industria alimentare, a partire da lieviti e proteine. Un punto di ulteriore attenzione sarà quello di verificare la capacità di incidere anche nel recupero dello smaltimento illegale del siero di latte, a favore del territorio.

Despar Nordest si rafforza con nuove aperture

Eurospar modena
Si consolida sul territorio con nuove aperture a insegna Despar, Interspar ed Eurospar la concessionaria dell’insegna per l’Emilia Romagna e il Triveneto

Si consolida sul territorio con nuove aperture a insegna Despar, Interspar ed Eurospar la concessionaria dell’insegna per l’Emilia Romagna e il Triveneto, Despar Nordest che inaugura nuovi punti di vendita nelle regioni di pertinenza.

 

A Camisano Vicentino (Vi), in via Vicenza 17, è stato inaugurato un negozio Eurospar di 1.450 metri quadri servito da otto casse. Al suo interno trovano spazio circa 15.000 referenze prevalentemente alimentari. Il supermercato dispone di un parcheggio con 124 posti auto. L’edificio è in classe energetica A3 ed è dotato di un piccolo impianto fotovoltaico che fornisce parte dell’energia elettrica necessaria al punto di vendita: il resto, come per tutti i negozi di Despar Nordest, è energia certificata verde. Gli impianti sono controllati 24 ore al giorno grazie a un sistema di telegestione e controllo da remoto, che tiene monitorato il consumo energetico e rileva in tempo reale anche eventuali malfunzionamenti.

 

A Modena, in via Cabassi, è stato inaugurato un supermercato Eurospar con una superficie di 1.500 mq, 12 casse in barriera, di cui quattro automatiche e un assortimento di circa 15.000 referenze.  Il nuovo Eurospar, aperto tutti i giorni dalle 8 alle 20,30, impiega 51 persone, quarantacinque delle quali neo assunti, diretti dallo store manager Antonio Oreste Pigozzi. Il punto di vendita propone banchi serviti per valorizzare l’esperienza del consumatore e offrire un servizio qualificato. Sono presenti i banchi assistiti di macelleria  e gastronomia. “Nell’epoca delle relazioni virtuali, abbiamo scelto la personalizzazione del servizio, grazie all’unico ‘asset’ che abbiamo in esclusiva e che nessun competitor potrà mai copiare: i nostri collaboratori”, spiega l’Ad di Aspiag Service, Francesco Montalvo.

A Rovigo è stato realizzato uno store Interspar, in viale Porta Adige, nell’area che un tempo ospitava la piscina comunale Baldetti. La struttura ha una superficie di vendita di 2.397 mq, è servita da dieci casse tradizionali e quattro casse per il self-checkout. Al suo interno trovano spazio circa 30.000 referenze. Impiega 60 addetti coordinati da Diego Baruffa. Il parcheggio mette a disposizione circa 150 posti auto. È aperto tutti i giorni dalle 9 alle 20. Anche questo negozio è eco-friendly: per la sua realizzazione, infatti, l’azienda ha ricercato soluzioni che garantiscono risparmio energetico e minore impatto ambientale. L’edificio è certificato in classe A3 per i consumi energetici. Collabora con con Last Minute Market e Fondazione Banco Alimentare, per il recupero della quasi totalità della merce invenduta.

 

A Padova, infine, è stato aperto un nuovo supermercato in Piazza della Frutta. Si tratta di un piccolo Despar  di 258 mq, servito da tre casse. Vi lavorano venti persone, quindici delle quali sono neoassunti.
Il nuovo negozio punta a inserirsi armoniosamente in quello che è un vero e proprio distretto del cibo di qualità nel cuore di Padova, e favorirne la crescita e la promozione. Mentre a Bologna, nel quartiere San Donato, l’azienda ha inaugurato un superstore Interspar.

 

Habitat, un ritorno italiano in grande stile

I giornalisti francesi in visita a Milano lo hanno definito il più bel punto di vendita di Habitat, che nel mondo ha 100 negozi, 45 dei quali in madrepatria (da Gdoweek n. 1/2018)

Alain Houli, responsabile Italia per Habitat, marsigliese di origine ma italiano di adozione (così si definisce), è molto soddisfatto del nuovo punto di vendita inaugurato nello Shopping District a Milano-CityLife, il primo store che marca il ritorno in Italia di una catena che aveva già aperto da noi vent’anni fa.
“I giornalisti francesi specializzati in arredamento che sono venuti a visitare questo negozio, mi hanno detto che è il più bello di tutta la catena”. Un bel complimento.
Fondata a Londra nel 1964 da Sir Terence Conran, dal 2011, anno in cui la catena è stata acquisita da Cafom, un gruppo retail indipendente e specializzato nell’arredamento per la casa, Habitat ha cambiato immagine e assortimento, collaborando con grandi designer internazionali, ma senza perdere di vista l’obiettivo storico e di fondo del suo posizionamento: portare lo stile nell’arredamento e negli accessori casa all’attenzione e alle possibilità di spesa di un pubblico più ampio e giovane. Ideato e progettato a novembre 2016, il nuovo punto di vendita è stato allestito e completato in poco più di due mesi (“abbiamo firmato ad agosto 2017”); poco tempo, ma i risultati sono notevoli.
Ma perché Milano? Perché, risponde Houli, non esiste città o contesto migliore per chi vuole rilanciare le proprie collezioni a livello internazionale, anche in vista dell’appuntamento con il Salone del Mobile 2018. Milano è la capitale del design. E CityLife Shopping District, del quale occupa lo spazio più ampio in termini di metratura espositiva (2.200 mq), è per Houli il contesto urbanistico e commerciale più adatto per una catena come Habitat.
La nuova esposizione si sviluppa su 3 piani, proprio  all’ingresso  di  viale  Boezio  per  presentare nuove linee e articoli classici del catalogo Habitat fra arredi, prodotti imbottiti (cuscini), accessori, tessile, lampade e decorazioni, non solo  per  la  casa  ma  anche  per  ufficio  ed  esterni.  Al primo piano si trova “Le Café Habitat” che si affaccia sulle torri di CityLife ed è accessibile anche dall’esterno.
“CityLife è il contesto urbanistico ideale per l’esordio del nuovo Habitat -ribadisce Houli- anche perché non avevamo mai visto un centro commerciale così importante in un centro urbano. Vorremmo aprire un altro store  a Milano e poi se tutto va bene, prevediamo di aprire dagli otto ai dieci negozi nei prossimi mesi”. Habitat è in 27 paesi, ha 110 punti di vendita (45 dei quali in Francia)  incluso quello inaugurato a novembre 2017 a Pechino”.

L'intero articolo su Gdoweek n. 1

Il futuro? Uno scaffale tutto a marchio del distributore

La Mdd cresce e svolge un ruolo sempre più strategico, ma gli obiettivi per affermarsi come marca devono essere ancora più ambiziosi. I trend e lo stato dell'arte a Marca

“La distribuzione moderna in Italia c’è da sessant’anni e non ha mai pensato di innovare davvero, ma oggi il mondo sta cambiando molto rapidamente e se vuole sopravvivere la gdo deve osare e i marchi dei distributori sono la chiave per questo rinnovamento”. Questo il pensiero di Mario Gasbarrino, presidente e Ad di Unes, espresso a Marca 2018 durante la tavola rotonda che ha seguito la presentazione del 14esimo Rapporto della Mdd nel largo consumo confezionato stilato da Iri

“Se le insegne italiane della gdo vogliono competere con i giganti che si stanno affacciando sul nostro mercato, come Amazon, devono diventare anche produttori e non restare solo venditori –afferma l’inventore di Il Viaggiator Goloso– dobbiamo smettere di limitarci a vestire i prodotti: dobbiamo pensarli, progettarli e crearli in base alle esigenze dei clienti".

Così facendo l'industria potrà vendere i propri prodotti ad Amazon che si occuperà di distribuirli e il cerchio si potrà chiudere mantenendo un equilibrio per tutti.

“Fondamentale per innovare davvero è aumentare la quota di referenze Mdd a scaffale: il 20% non basta, dobbiamo andare Almeno al 50%”, chiarisce ancora Gasbarrino.
Il messaggio è chiaro: il futuro della gdo italiana dovrà essere fatto da brand store.

D’accordo con il presidente di Unes è il direttore commerciale di Conad Francesco Avanzini, che chiarisce: “Se la private label è nata per offrire prodotti base a una certa fascia di consumatori, oggi la Mdd deve essere in perfetta sintonia con il cliente e creare valore per l’insegna”.

Maura Latini, direttore generale di Coop Italia, ha contestato la tesi di Gasbarrino secondo cui per sessant’anni c’è stato immobilismo da parte dei retailer. "Coop è stata tra le prime a creare prodotti a marchio e questi si sono evoluti nel corso degli anni”.

I numeri della Mdd. Per quanto riguarda i numeri del rapporto, nel 2017 la Mdd ha fatto segnare un aumento delle vendite del 2,7% a valore (+266 milioni) e delll’1,7% a volume.
A fare da traino al comparto sono stati soprattutto i prodotti di fascia elevata (premium +17,9%, bio-eco +10,5% e funzionale +10,2%). La Mdd ricorre sempre meno alla leva promozionale in tutti i canali (-0,4% negli iper, -0,5% nei super, -0,6% nel Lsp, -0,8% nei discount). Lo scorso anno è aumentata anche l’offerta assortimentale della Mdd: +5,5% di referenze negli Iper, +10% nei super, +7,8% nel Lsp, +9,5% nei discount. 

Anche il discount è sempre più Mdd: la quota di mercato ha superato il 57%, in crescita del 3,1 % rispetto al 2016. Nel corso del 2017 il trend delle vendite a valore della Mdd (+4,1%) supera ampiamente la media nazionale (+2,3%), ma la differenza con il resto del Paese è ancora evidente: la quota nel sud è del 13,1% a fronte del 18,5% del totale in Italia. Conclusione? Il futuro della Mdd deve essere l’innovazione di assortimento per rispondere in maniera sempre più adeguata alle nuove esigenze degli shopper.

Gli italiani al supermercato comprano bio, + 16%

Cresce sempre di più la fiducia degli italiani nei confronti dei prodotti biologici e non soltanto per quanto riguarda i negozi specializzati ma anche la grande distribuzione che dal 2011 fa registrare incrementi annuali delle vendite dal 10 al 19%.

Il 2017, fa sapere infatti con una nota AssoBio, l’associazione nazionale delle imprese di trasformazione e distribuzione dei prodotti biologici, si è chiuso più che positivamente per quanto riguarda le vendite del biologico anche nella Gdo facendo registrare un + 16% rispetto al 2016, a fronte di un + 4,1% del settore alimentare in generale.
Attraverso la grande distribuzione, nel 2017 gli italiani hanno acquistato 1 miliardo e 380 milioni di prodotti biologici, 166 milioni di euro in più del 2016, con un contributo del biologico alla crescita dei consumi alimentari del 12%.

I prodotti bio più venduti attraverso la Gdo: 1) confetture spalmabili a base di frutta; 2) uova di gallina; 3) panetti croccanti; 4) sostitutivi del latte uht; 5) pasta di semola integrale/farro/kamut; 6) olio extravergine di oliva; 7) latte fresco; 8) frutta secca senza guscio; 9) biscotti; 10) yogurt intero.
Questa invece la top 5 dei prodotti bio per tasso di crescita: 1) uova di gallina; 2) olio extravergine di oliva; 3) confetture spalmabili a base di frutta; 4) verdura; 5) frutta secca senza guscio.

“Sono oltre 20 milioni le famiglie italiane che consumano prodotti bio, un milione in più solo nell’ultimo anno - commenta il presidente di AssoBio, Roberto Zanoni - sempre più consapevoli che mangiare bio vuol dire mangiare sano e sicuro: l’esclusione degli OGM e dei pesticidi dall’intero ciclo produttivo, la drastica riduzione degli additivi, la riscoperta dei sapori autentici, un sistema di controllo che certifica la conformità a norme europee sono gli elementi cardine che spingono i consumatori ad acquistare bio”.

“Ma contano anche - continua Zanoni - la qualità complessiva, indicata come motivo d’acquisto dal 34% di chi mette prodotti bio nella borsa della spesa, e il rispetto dell’ambiente, fondamentale per il 29% di chi li sceglie. Il forte aumento del consumo di prodotti biologici favorisce economie di scala: nell’ultimo anno il prezzo dei prodotti biologici è diminuito di oltre il 6%, riducendo il differenziale nei confronti dell’offerta standard, rendendo la scelta bio sempre più accessibile, in una spirale virtuosa”.

 

Gruppo VéGé riposiziona verso l’alto la Mdd

L’attuale assortimento VéGé ha un’offerta articolata in 621 referenze. Il gruppo presieduto da Nicola Mastromartino sta lavorando nel segmento Premium con progetti come Tipicamente Italiano, che raggruppa sotto di sé specialità ed eccellenze enogastronomiche locali selezionate dalle imprese socie

Per Gruppo VéGé la marca del distributore (mdd) è una componente in forte crescita, numerica e qualitativa, all'interno degli assortimenti alimentari confezionati a libero servizio (grocery+toiletries). La realtà distributiva che porta un nome (marchio) storico nel retail associato italiano -Végé è stata la prima Unione Volontaria in Italia, nata nel 1959- prevede di confermare le stime sul fatturato alle casse al 31 dicembre 2017 che puntano a un superamento dei 6 miliardi di euro.
"La crescita consistente di Gruppo VéGé -commenta il presidente, Nicola Mastromartino- si può vedere anche dalla quota di mercato (4,5%) che oggi detiene a livello nazionale. Nel 2017 il nostro network di vendita ha superato, come consistenza numerica di punti di vendita, quota 2.900,  incremento non solo aritmetico, ma accompagnato da un contestuale aumento della qualità complessiva della rete".

Mdd sempre più riferimento del consumatore
Nel 2017 il Gruppo ha completato il processo di rebranding -da Delizie a Delizie VéGé e infine a VéGé- e riposizionato l'assortimento verso l’alto (premium uplifting).
"Recenti focus group hanno certificato che i consumatori hanno percepito positivamente l'incremento qualitativo dei nostri prodotti -continua Mastromartino-. Più in generale, VéGé è un marchio di riferimento nelle scelte d’acquisto del cliente. Non è vissuto solo come opportunità di convenienza, perché identifica i valori e le competenze riconosciute a Gruppo VéGé, all’insegna e al punto di vendita nel selezionare e diversificare l’offerta".L’attuale assortimento VéGé ha un’offerta articolata in 621 referenze. Oltre ai prodotti mainstream, le mdd presidiano le due aree (fra loro integrate o integrabili, non solo concettualmente) del benessere/salutismo e del biologico che crescono rapidamente in tutta la distribuzione italiana. Végé lavora proprio nel segmento Premium con progetti come Tipicamente Italiano, che raggruppa sotto di sé specialità ed eccellenze enogastronomiche locali selezionate dalle imprese socie del Gruppo.
Végé comunica che le risposte positive da parte dei clienti finali (retail end) e da parte delle imprese socie (sell-in) si evincono dall’andamento del marchio corporate (Végé) e delle altre marche del distributore dei singoli partner intermedi (cedi): il trend è positivo soprattutto in valore, con incremento costante e incidenza delle linee mainstream Végé sul sell-out pari al 4,8%, al 18% per Migros e al 16,9% per Decò.
"I numeri sono destinati a incrementi in tempi brevi -aggiunge Mastromartino- sia perché disponiamo di ampi margini su cui lavorare, sia perché quest’anno saremo impegnati nell’ampliamento dell’offerta per garantire un assortimento il più possibile completo".

Sisa Sicilia entra in D.It- Distribuzione Italiana

Da sinistra Elpidio Politico, Francesco Del Prete e Giuseppe Sammaritano
Si amplia la compagine di D.It- Distribuzione Italiana, nata lo scorso maggio grazie al coinvolgimento di Sigma e Sisa. La novità è l’ingresso di Sisa Sicilia

Si amplia la compagine di D.It -Distribuzione Italiana, nata lo scorso maggio grazie al coinvolgimento di Sigma e Sisa. La novità è l’ingresso di Sisa Sicilia, attivo con 150 store  nell'area occidentale della regione e una quota del mercato retail isolano pari al 5%. L’ingresso è stato annunciato a Marca 2018, il salone dedicato alla marca del distributore.

L’obiettivo che ha determinato la nascita di D.It Distribuzione Italiana (il cui direttore commerciale è Alessandro Camattari) è la promozione di un progetto con una mission ben precisa: creare benefici per le imprese della D.O. di qualità, mantenendo la loro specifica identità di insegna, promuovendo sinergie e valorizzando il legame con i clienti e i territori nei quali operano. D’It oggi vanta una presenza di 1.800 punti di vendita con una proiezione di fatturato nel 2018 di 4 miliardi di euro e una quota di mercato pari al 3,1%.

La Mdd sarà un fattore-chiave dello sviluppo di D.It che ne ha ridefinito l'assortimento segmentandola in gamme mainstream e trasversali. Le linee specialistiche, trasversali alle insegne, si inseriscono nei segmenti più dinamici della private label: le specialità della gastronomia regionale firmate Gusto&Passione, i prodotti green della linea VerdeMio, quelli orientati al benessere a marchio Equilibrio&Piacere, a ciò si aggiungono le oltre cento referenze della gamma di primo prezzo.

"La nostra base sociale - afferma il presidente Francesco Del Prete - è in grado di fornire alla rete servizi ad alto valore aggiunto. Sono convinto che potremo crescere ancora, coinvolgendo gli imprenditori interessati a essere parte attiva di un progetto che vuole esaltare il meglio della distribuzione organizzata. L'ingresso di Sisa Sicilia va proprio in questa direzione". Elpidio Politico, Ad di Dscs-Distribuzione Sisa Centro Sud e consigliere nazionale di D’It aggiunge: "Abbiamo già attivato numerosi progetti a conferma del fatto che le realtà di Sigma e Sisa sul territorio sono in grado di sviluppare le sinergie necessarie ad una crescita concreta. Attualmente, per esempio, è in fase di start up quello per la centralizzazione dell'ortofrutta". "Entriamo con convinzione ed entusiasmo - conclude Giuseppe Sammaritano, Ad di Sisa Sicilia Spa - in una realtà moderna e dinamica, della quale condividiamo i valori e i progetti, che vedranno in primo piano anche la nostra regione".

 

Iperal: 250mila euro per le scuole

Iperal
Il progetto La spesa che fa bene promosso da Iperal ha coinvolto 500 scuole della Lombardia che hanno appena ricevuto strumenti per le attività didattiche

Il progetto La spesa che fa bene promosso da Iperal ha coinvolto 500 scuole, tra primarie e secondarie di primo grado, pubbliche e paritarie, di sette province della Lombardia che hanno appena ricevuto strumenti per le attività didattiche come videoproiettori, televisori, notebook, computer, fotocamere, tablet e stampanti per un valore complessivo di 250mila euro.  Tra i partecipanti figurano 16 istituti scolastici della provincia di Como, 21 di quella di Sondrio, 23 di Lecco, 25 di Bergamo, 10 di Brescia, 15 di Monza e Brianza, 2 di Varese.

Alle scuole sono stati consegnati oltre 730 mila bollini grazie agli acquisti dei clienti IperalCartAmica che hanno fatto acquisti in uno dei punti di vendita Iperal tra il 26 ottobre e il 19 novembre scorsi ricevendo un bollino ogni 20 euro di spesa da consegnare alle scuole partecipanti all’iniziativa. Ad affiancare il Gruppo Iperal è la Fondazione AG&B Tirelli, la onlus creata dalla famiglia Tirelli nel 2007, che opera per dare sollievo a persone in stato di bisogno, per promuovere la cultura e l’istruzione.

 

Al primo istituto classificato è stato assegnato un premio di 16 mila euro, 12 mila al secondo, 8 mila al terzo, 5000 dal quarto al decimo, 3500 dall’undicesimo al trentesimo, 2500 fino al cinquantesimo e 1000 euro ai restanti, che si tramuteranno nei premi scelti da ciascun partecipante.

 

“La nostra più grande soddisfazione è quella di poter garantire un aiuto al sistema Antonio Tirelli Iperalscolastico - sottolinea il presidente del Gruppo Iperal Antonio Tirelli -, di consentire agli insegnanti di proporre nuovi progetti e agli alunni di realizzarli per accrescere le loro conoscenze e di migliorare la loro preparazione. Il grande successo dell’iniziativa è merito della nostra clientela che, negli anni, attraverso la Spesa che fa bene, ha dato prova di grande sensibilità e di attenzione ai bisogni dei territori”.

 

Pam local: a Bologna il nono punto di vendita

Pam local Bergamo - Interni (2)
Prosegue l’espansione dell’insegna Pam local che a Bologna apre un nuovo store, il nono in città, realizzato in via Altabella 21, nel cuore del centro storico medievale

Prosegue l’espansione dell’insegna Pam local che a Bologna apre un nuovo store, il nono in città, realizzato in via Altabella 21, nel cuore del centro storico medievale a metà strada tra le torri degli Asinelli e Garisenda, dove è stato inaugurato un Pam local a dicembre 2017, e l’antico ghetto ebraico. “Il primo Pam local è stato aperto cinque anni fa proprio a Bologna e ad oggi, anche grazie al supporto dei sempre più numerosi imprenditori siamo presenti a Milano, Torino, Genova, Firenze, Lucca, Roma, Padova e Venezia - commenta Lorenzo Seccafien, direttore vendite Pam Franchising - Nel 2018 il Gruppo Pam festeggia i 60 anni di storia all’insegna dello sviluppo anche per la nostra rete di imprenditori”.

 

L’assortimento comprende oltre 1.200 prodotti a marchio Pam Panorama e 200 referenze biologiche della linea Bio Pam Panorama. Sono inoltre presenti i piatti pronti della linea Fresche Bontà, i prodotti benessere della linea Semplici e Buoni e un’ampia scelta della selezione di prodotti locali dop e igp della linea i Tesori. Il negozio propone la promozione Prezzo Promessa, che garantisce un risparmio sui prodotti preferiti dai clienti 365 giorni l’anno. Sono inoltre presenti le proposte settimanali di menù “a prezzo fisso”, ideate ad hoc per mettere in tavola un pasto completo a prezzi ridotti. Il punto vendita sarà aperto 7 giorni su 7 fino alle 22.

 

 

 

Extracoop, nuovo volto di Ipercoop

PV EXTRACOOP DEL CENTRO NOVA DI BOLOGNA foto Paolo Righi/Meridiana Immagini
Al via la seconda generazione di ipermercati, con la realizzazione di un concetto che abbina acquisti e consumi instore e vuole guardare lontano, ai prossimi 15-20 anni, come sottolinea Adriano Turrini (da Gdoweek n. 1/2018)

Seconda generazione. Il centro commerciale è morto?  Viva il centro commerciale ... e l’ipermercato. Si può sintetizzare così la decisione di Coop Alleanza 3.0 di lanciare il nuovo format Extracoop nei tre più grandi punti di vendita della rete: Centro Nova (Bo), Grandemilia (Mo) ed Esp (Ra). Oltre 30.000 i mq di superficie coinvolti dalla ristrutturazione che vuole dare un taglio netto al classico concetto di ipermercato per creare un ambiente più accogliente e coinvolgente, con al centro freschi e freschissimi (ortofrutta, carne e pesce), circondati da area cantina, gastronomia, sushi, formaggeria, show cooking, bar, panetteria e pasticceria, pizzeria con forno a legna. Tutti i laboratori sono a vista e in ognuna di queste ‘stazioni’ si potrà acquistare, ma anche consumare al momento.  Per “assomigliare a un mercato rionale, a un luogo dove i consumatori possono fare esperienze”, come ha sottolineato Massimo Ferrari, amministratore delegato di Coop Alleanza 3.0, anche in reparti non food (giocattoli, cartoleria, libreria, tecnologia, tempo libero), insieme agli shop&shop con i servizi di ottica, assicurazioni, luce e gas targati Coop. Tra le novità assolute: l’area piante e fiori, la gioielleria e “Momenti per Te”, nuova insegna di profumerie, focalizzata sul trattamento estetico.

L'intero articolo su Gdoweek n. 1

Carrefour Italia: etichetta in braille per Terre d’Italia

Lorenzo Beretta e Gabriele Di Teodoro
Il progetto di Carrefour prevede l’etichettatura in braille di tre prodotti a marchio Terre d’Italia, all’interno dell’assortimento dei salumi

È stato lanciato in occasione di Marca Bologna Fiere il nuovo progetto pilota di Carrefour Italia realizzato in collaborazione con Salumificio Fratelli Beretta e Fondazione Lia, impegnata  nella diffusione di una cultura dell’accessibilità dei consumatori non vedenti. Il progetto prevede l’etichettatura in braille di tre prodotti a marchio Terre d’Italia, all’interno dell’assortimento dei salumi.

 

“Grazie a questo progetto, - spiega Gabriele Di Teodoro, direttore commerciale Carrefour Italia - l’etichettatura diventa uno strumento inclusivo, facilmente consultabile dai consumatori non vedenti, garantendo quindi una funzione ulteriore rispetto a quella, fondamentale, della trasparenza”. Enrico Farina, direttore marketing Salumificio Fratelli Beretta, e Cristina Mussinelli, segretario generale della Fondazione Lia, si dicono “soddisfatti della collaborazione” definendo l’impegno speso per questa iniziativa “un importante passo verso l’inclusione”.

Conad rivoluziona le sue marche

Dopo 12 anni nuova rivoluzione della Margherita, fiore simbolo della marca dell'insegna Conad. I prodotti Conad cambiano colori e veste grafica per adottare una veste più moderna sulla quale risalti ancora di più la margherita

Dopo 12 anni nuova rivoluzione nei prodotti con la Margherita, fiore simbolo della marca dell'insegna Conad: cambieranno colori e veste grafica per adottare un look più moderno sul quale risalti ancora di più la margherita.
"Nel 2018 le linee di prodotti Conad saranno al centro di un progetto finalizzato a farle diventare una vera e propria marca, adattando la nostra identità visiva e la strategia al nostro ruolo da leader -annuncia a Marca, in corso a Bologna, Francesco Avanzini, direttore commerciale di Conad-. Portiamo valore e distintività al prodotto assicurando una reale convenienza, ma anche garantendo una relazione emotiva con il cliente in base ad un’offerta legata alle sue reali esigenze. La marca Conad avrà autentici valori di italianità e valorizzazione delle piccole e medie imprese nazionali. Un’innovazione che risponde a esigenze di consumo che si sono modificate in modo veloce negli ultimi anni e che i nostri clienti chiedono di ritrovare nei prodotti che acquistano".

Francesco Avanzini, direttore commerciale Conad

La rivoluzione della marca Conad riguarderà confezioni, comunicazione in etichetta e in particolare le linee premium. L'innovazione non si limita all'estetica: Conad migliorerà le formulazioni di molte referenze per aumentare qualità e sicurezza portandole a un livello più alto.
Il restyling interesserà anche i freschissimi, come carne, ortofrutta, pesce, che avranno un’etichetta più chiara e immediata.

Nuove linee, dai functional ai prodotti bio per l'infazia

Per le linee Conad AC e PiacerSi, dedicate a chi ha specifiche esigenze nutrizionali o cerca prodotti salutari, il nuovo marchio Alimentum includerà solo i prodotti senza glutine e senza lattosio, mentre PiacerSi sarà suddiviso in due nuove sottocategorie "Better for you" (alimenti magri e/o leggeri) e "Functional fortified" (alimenti addizionati con vitamine, minerali, antiossidanti, steroli…).

Fra le nuove linee, anche i nuovi prodotti per la cura e l’alimentazione di bambini da 0 a 3 anni, che comprende i biologici. Con il ricavato di questi prodotti Conad sosterrà il progetto "I4Children" della Fondazione Bambino Gesù per fornire accoglienza e cura ai bimbi dei Paesi svantaggiati.

È in cantiere anche una linea beauty care per adulti, Conad Essentiae, che ingloba i prodotti a logo rosso destinati alla cura di sé con una gamma di shampoo, balsamo e saponi, in cui ogni ricetta combina estratti naturali delle piante in una formulazione originale.

Fornitori: priorità ai produttori italiani
Un'altra svolta nella mdd Conad è rappresentata dalla scelta dei fornitori: il Consorzio rafforzerà la presenza dei e l'orientamento ai produttori italiani: 700 fornitori, in particolare piccole e medie imprese.
Il sostegno alle economie del luogo travalica i confini delle mdd: l’offerta Conad si sviluppa anche attraverso il rapporto con 6.200 partner locali con i quali il gruppo ha sviluppato nel 2017 un fatturato di circa 2 miliardi.
L’intenzione è proseguire su questo percorso per generare valore non solo economico, ma anche sociale, con le sue ripercussioni positive su occupazione, indotto e valorizzazione di produzioni tipiche.
Nel 2017 le mdd Conad hanno raggiunto una quota di mercato nel largo consumo confezionato pari al 28,8%, contro il 19,5% della media nei supermercati (fonte: IRI, progressivo a ottobre 2017).
Il fatturato complessivo è aumentato negli ultimi cinque anni del 45,5% passando da 2,2 miliardi di euro nel 2012 a 3,2 miliardi di euro nel 2017: cifra che equivale a circa un terzo del fatturato complessivo generato da tutte le mdd, pari a 9,8 miliardi di euro, con un indotto di 1,6 miliardi di euro (fonte: The European House -Ambrosetti su dati ADM, 2017).

Todis: crescita costante

Todis
Mantiene una crescita costante l'insegna Todis che registra nel 2017 una crescita del 7,76% a rete omogenea

Mantiene una crescita costante l'insegna Todis che registra nel 2017 una crescita del 7,76% a rete omogenea. Massimiliano Rossi, direttore commerciale e marketing di Todis, insegna che fa capo a Iges srl Unipersonale (Pac2000A), in un tweet esprime la sua soddisfazione e scrive: “Quattro anni di crescita del 2% l’anno. Grazie clienti, team commerciale e marketing, colleghi e affiliati per aver sposato cinque anni fa il progetto di rinnovamento commerciale! E da oggi per me una nuova sfida”.

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