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Emi inaugura la nuova piazza ad Assisi

Dopo l’apertura del supermercato a Santa Maria degli Angeli di Assisi, Emi, insegna sviluppata a partire dal 2010 da Gruppo commerciale Selex, il terzo player distributivo italiano per giro d'affari, ha inaugurato ieri la nuova piazza pubblica, realizzata dalla stessa Emi in condivisione con l’amministrazione locale: "un ottimo esempio di collaborazione tra pubblico e privato nell’interesse della comunità” commenta Gianfranco Paola, ad di GMF-Grandi magazzini Fioroni, l'azienda umbra (di Ponte San Giovanni-Pg), nata nel 1958 ad opera di Rodolfo Fioroni ed entrata in gruppo Selex nel 2001, oggi controllata dalla veneta Unicomm dei fratelli Cestaro, altra impresa storica e trainante di Selex.
Per il nuovo punto di vendita sarà disponibile, a livello sotterraneo, un grande parcheggio coperto da 600 posti, servito da scala mobile e ascensori.
EMI Supermercati è una presenza consolidata nella distribuzione del centro Italia, e in particolare in Umbria, Marche, Toscana e Lazio con una rete di oltre 100 punti di vendita.

OVS implementa logistica ed analisi dati con Qlik Sense

Dopo il passaggio nel 2011 alla piattaforma QlikView, Oviesse implementa ulteriormente la direzione Sourcing & Supply del reparto vendite con l’introduzione di Qlik Sense. Grazie a tale soluzione di visualizzazione self-service, il fashion retailer punta realizzare differenti tipi di analisi dei dati, risparmiando tempo e aumentando l’autonomia degli utenti, che ottengono maggior potere decisionale, nonché la produttività degli impiegati, in grado di prendere decisioni più rapidamente.
La piattaforma consente parallelamente di individuare nuovi trend e di migliorare, ad esempio, la gestione degli ordini-arrivi, coinvolgendo in misura minore il management dell’azienda.
“Estendendo la nostra collaborazione con OVS, consentiremo ai dipendenti di tutti i livelli di creare rapidamente analisi e visualizzazioni complete per esplorare teorie, dimostrare ipotesi o scoprire le nuove tendenze che possono cambiare la traiettoria del proprio business, creando valore immediato e mantenendo la governance a livello aziendale”, ha sottolineato Rosagrazia Bombini, VP & Managing Director per l’Italia di Qlik.

Le calze in gdo divertono e gratificano

Un momento divertente e -perché no- gratificante nella routine della spesa. È ciò che rappresenta oggi, per molte consumatrici, l’acquisto delle calze all’interno dei punti di vendita della gdo. E molte insegne lo hanno capito, tanto da ampliare progressivamente l’offerta. Così, oggi, al supermercato accanto ai classici calzettoni in spugna si possono trovare collant colorati e calzettoni millerighe. Non solo: in alcuni store l’assortimento comprende anche capi più ricercati e legati alla moda del momento. Esselunga è, in questo senso, un riferimento importante. In base alle tendenze della stagione propone non solo prodotti specifici (come i leggins oppure i collant push up) ma anche nuances cromatiche alla moda. In tal modo cerca di stimolare la curiosità della cliente e di favorire l’acquisto d’impulso, nonostante il prezzo unitario tendenzialmente un po’ più alto di questi prodotti. Anche Simply punta su un assortimento che mixa basic e trend. Spiega a tal proposito Roberto Battaleni, coordinatore acquisti di Simply Italia: “per la donna proponiamo sia il prodotto basico, come può essere il collant 20 denari, sia quello più di tendenza, come la calzina corta colorata. Nel caso dell’uomo, invece, prevale il classico, soprattutto a livello cromatico. Dominano, pertanto, nero, blu e grigio antracite”. Nella stessa direzione, in modo anche più marcato, va Ovs, la cui offerta modaiola, soprattutto per quanto riguarda il segmento femminile, è preponderante. In questo caso, addirittura, sono presentate referenze ad hoc legate non solo alla stagione ma anche a singole ricorrenze (come Natale, San Valentino oppure la festa della mamma). Vanno ancora oltre le catene specializzate, a partire da Calzedonia e Golden Point, che propongono capsule collection a tema, spesso in edizione limitata. L’obiettivo? Vivacizzare l’offerta e solleticare il gusto per il nuovo dei consumatori.
Le novità
Va, d’altra parte, detto che l’introduzione di nuove referenze e/o di nuovi cromatismi non è di per sé una garanzia di successo. L’accettazione della novità dipende, infatti, dalle caratteristiche della clientela, che può variare in maniera significativa nei singoli punti di vendita che un’insegna ha in varie parti/aree della città. Per fare fronte a tale problema, potrebbe essere utile applicare al reparto delle calze il modello utilizzato da Zara per l’abbigliamento. La catena spagnola di fast fashion declina, infatti, l’assortimento di ogni singolo negozio sulla base delle caratteristiche della clientela (età, stile, attenzione al contenuto moda ecc). Ciò significa, nel caso specifico della calzetteria, che due supermercati appartenenti alla stessa catena e distanti qualche centinaia di metri l’uno dall’altro potrebbero privilegiare colori e referenze differenti (più o meno vivaci, più o meno classici versus innovativi etc.) in relazione ai tratti distintivi del core target.
Il display
Un altro aspetto fondamentale per la valorizzazione del reparto è il display. Oggi la gran parte delle insegne (da Coop a Carrefour, da Iper a Auchan) utilizza sistemi differenti per le varie tipologie di prodotto. Le calze in busta (in gran parte collant) sono collocate frontalmente, su moduli a ripiani mentre quelle in scatola (collant e gambaletti) sono poste sui ripiani bassi. Le referenze sfuse (prive, cioè, di involucro) possono, invece, essere appese ai ganci e/o sistemate sui ripiani. All’interno di ogni segmento le referenze sono, poi, raggruppate per taglia oppure per colore. Si tratta di un approccio efficace per quanto concerne l’ottimizzazione dello spazio, ma non necessariamente user friendly. Un’organizzazione di questo tipo può essere, infatti, piuttosto confusiva per il consumatore, che deve dapprima individuare la tipologia di prodotto e, quindi, trovare taglia e colore. Un po’ più immediato da decodificare è il layout degli espositori fuori banco, di solito monomarca. In questo caso, infatti, l’organizzazione è per taglia e, all’interno di ciascuna size, per colore. In linea di massima si tratta, però, di offerte speciali (per esempio confezioni multiple) oppure di referenze specifiche (come i collant a compressione graduata), che completano l’offerta standard.

Lidl rinnova il concept e diventa green

lidl

Layout ampliato, comunicazione in-store rinnovati, forte approccio green grazie a un impianto fotovoltaico che abbatte notevolmente le spese energetiche in un ambiente più spazioso e luminoso: questi gli elementi che caratterizzano il punto di vendita aperto ad Arcole (Vr) da Lidl, un test di un nuovo format a livello internazionale di gruppo, a conferma del percorso di profondo rinnovamento intrapreso dall’insegna tedesca a partire dal 2013 e culminato con il lancio della campagna immagine “Anch’io” accompagnata dal claim “Non cambiare stile di vita, cambia supermercato”. “L’idea di sviluppare un nuovo concetto di discount -precisa l’azienda- nasce dalla volontà di migliorare in maniera più chiara ed evidente l’esperienza d’acquisto dei nostri clienti, mettendo a loro disposizione superfici più ampie, più luminose e una migliore disposizione dei prodotti. Allo stesso tempo, siamo sicuri che un tale rinnovamento renderà i nostri negozi in grado di attrarre un pubblico ancora più ampio”.
Un ambiente funzionale
“La novità principale, che si percepisce immediatamente entrando nel punto di vendita è la dimensione -chiarisce l’azienda-. Mediamente i nostri negozi hanno una superficie di vendita di circa 1.200 mq: questo nuovo format, invece, si sviluppa su oltre 1.400 mq”. Certo le corsie sono più ampie e la maggiore spaziosità è accentuata dalla luminosità garantita dalle ampie vetrate, un elemento nuovo per l’insegna discount. E lo spazio aggiunto non va solo a vantaggio dei clienti, ma anche del personale dello store. “Per loro, infatti, abbiamo pensato ad un locale riposo più ampio, attrezzato con cucina, spogliatoi comodi e pratici e sale relax per prendersi una pausa più tranquilla”.
A livello di assortimento, non sono stati inseriti nuovi mondi e categorie, anche se, come sottolinea Lidl: “Le famiglie merceologiche sono disposte in maniera più intuitiva e visivamente più efficace, grazie anche a una comunicazione interna che facilita i movimenti dei clienti e le loro scelte d’acquisto”. L’obiettivo è applicare questo nuovo modello a tutte le nuove aperture, oltre che esportarlo all’estero, al resto del gruppo.

Take ridefinisce il concetto di lusso per Lidl

Società di comunicazione e pubblicità che ha collaborato con Calzedonia, Mc Donald's, Piaggio, la milanese Take ha curato anche la recentissima campagna Deluxe per Lidl Italia: obiettivo, dimostrare che basta poco, anche solo un attimo, per appagare l'esigenza della qualità, nella vita in generale, e non solo a livello materiale. Il lusso viene in tal modo declinato nelle sue voci quotidiane, come stato d’animo che privilegia i momenti più belli e piacevoli della routine propria dell'every day living.

La campagna esordisce con due soggetti tv, realizzati per il flight di Pasqua. Il primo sull’attimo rubato a una giornata frenetica. Il secondo si concentra proprio sul piacere della piccola liturgia legata alla festa. Oltre alla campagna televisiva è già in onda uno spot radio trasmesso dalle principali emittenti nazionali. “È stata una gara appassionante, con un cliente stimolante - dichiara Francesca Barone, general manager di Take - Siamo molto soddisfatti perché, grazie anche alla nostra esperienza nella grande distribuzione, abbiamo aggiunto un tassello importante a un percorso di ridefinizione della marca”.

Temi assortiti nel reparto carne: qualità, cultura …

Il 2014 ha visto il consolidarsi, sul fronte consumer, della “ri-scoperta della dimensione del sé”. Da un lato la spending review familiare, che ha visto 3 italiani su 4 cambiare le proprie abitudini di acquisto con meno spesa di scorta e forte attenzione alle promozioni ed una riduzione complessiva del valore generato pari a quasi 5,5 miliardi di euro. Dall’altro, la rivitalizzazione di alcuni segmenti-servizio come il pronto da mangiare, con i secondi piatti che registrano trend crescenti pari al 17,5% a volume e al 12,6% a valore, e quello cosiddetto del benessere-salutistico che manifesta un andamento del +6,8% a volume e +6,9% a valore (fonte: Nielsen).

Aree di interesse
In questo scenario si inseriscono i dati relativi al consumo di carne (fonte Ismea su dati Nielsen Gen.-Nov. 2013 vs 2014), dai quali emergono tre coerenti aree di interesse:
• Si riducono gli acquisti. Data una penetrazione della categoria nelle famiglie italiane stabile e pari al 93,7%, si assiste ad una riduzione degli acquisti a valore (-5,4%) e a volume (-3,2%).
• Cresce il segmento degli elaborati e si consolida il segmento degli avicoli. A fronte di una contrazione della spesa trasversale per tutte le categorie carnee (pollame -2,9%, carne suina -4,3% e bovina -7,3%), si registra una variazione pari al +3% a volume degli elaborati di carne rossa e bianca. Il trend di lungo periodo (2009-2014) vede crescere l’esborso per la categoria avicola (+10%) e suina (+4,1%), a scapito di quello dedicato alla carne bovina (-15%).
• Aumenta la sensibilità dei responsabili acquisti nei confronti delle promozioni. Con una quota del 78%, è pari a 18,4 mio (+2,1%), il numero di famiglie che acquistano carne in promozione. Grazie ad un aumento della penetrazione di categoria a volantino - +4,8% rispetto all’anno precedente, per un controvalore, in termini di flyer trattanti, dell’88% -, la gdo contribuisce ad assecondare il trend in atto.
Per la gdo tutto ciò si traduce nel dover interpretare le nuove istanze, operando, a partire dal reparto carni, nella logica del servizio, a garanzia di una shopping experience appagante, in grado di soddisfare le esigenze di questi nuovi “professionisti della spesa”.
Abbiamo approfondito alcuni di questi aspetti con tre protagonisti della gdo:
• Davide Marcomin - Direttore Acquisti e Mercati Freschissimi Simply Italia
• Paolo Lucheroni - Responsabile Sistema Carni PAC2000A
• Maurizio Micheli - Caposervizio Acquisto Carni Magazzini Gabrielli

Esigenze del consumatore
Marcomin: Oggi siamo di fronte ad un consumatore molto attento alla qualità e al prezzo del prodotto. Mantenendo come punto fermo la qualità, entrando nelle categorie il cliente ha approcci differenti e ben distinti. Nel suino la componente prezzo è una leva determinante per l’acquisto e l’assortimento è concentrato sui 20/80. Il mondo avicolo è percepito dal cliente come legato al “benessere”. All’interno della categoria il consumatore si divide fra acquisti basati sulla convenienza e acquisti che presentano un’elevata componente di servizio, dove la variabile prezzo riveste minor importanza rispetto al servizio offerto. Su questi ultimi registriamo un continuo incremento. Il mondo del bovino è quello che oggi riscontra maggiori difficoltà, non solo a causa del costo elevato, ma anche per la connotazione negativa che gli viene attribuita a livello salutistico. In questa categoria il consumatore è ancora più attento ed esigente sulla qualità del prodotto, visto l’investimento che deve sostenere sul prezzo. Sono in crescita le richieste di prodotti ad alto valore aggiunto, che conciliano un acquisto sempre meno frequente con la soddisfazione della componente edonistica del cliente, come, ad esempio, qualità di carne ricercata con frollature diverse. Si fa sempre più strada, inoltre, un ritorno all’italianità del prodotto.
Lucheroni: Una maggiore consapevolezza nell’atto di acquisto delle carni, derivante da una diffusa ma sommaria informazione sugli elementi di caratterizzazione, ci riporta un consumatore sicuramente più attento. Tra le evidenze che delineano le variazioni sul proprio profilo si segnala una maggiore attenzione al valore della battuta di cassa (costo confezione) ed un apprezzamento non disincantato, ove sono espressi elementi di pregio. Elementi principalmente spendibili sulle carni bovine. Le attenzioni nel comparto suino si concentrano sull’italianità del prodotto e nelle ricettazioni delle salsicce (famiglia in decisa crescita). Mentre sull’area dell’avicolo emergono maggiori propensioni verso referenze di produzione industriale con contenuti innovativi (kebab, tagliate di pollo, ecc.). In generale sono apprezzati i prodotti semplici e di facile utilizzo.
Micheli: Tracciare un profilo dei propri clienti non è mai una cosa semplice soprattutto quando, come per la nostra azienda, si opera su più regioni e con format diversi. Il nostro cliente in linea di massima è un consumatore attento alla qualità ed alla provenienza dei prodotti, pur non disdegnando il risparmio. Abbiamo, poi, delle aree dove, invece, il prezzo diventa la voce oggetto di maggiore attenzione.

Cultura di prodotto
Marcomin: La comunicazione è un elemento fondamentale. Il cliente vuole sempre di più essere informato e guidato nei suoi acquisti per ottimizzare le risorse che destina alla spesa alimentare. Nei Simply riusciamo ad essere efficaci dove c’è un contatto diretto con gli addetti e, a tal fine, stiamo riaprendo i muri che separano il laboratorio dal banco di vendita take away. Sui negozi dove questo non è possibile, tutti gli sforzi si stanno concentrando sulla comunicazione legata al packaging del prodotto. Oltre a ciò, stiamo organizzando dei corsi di formazione per gli addetti dei negozi, con l’obiettivo di farne crescere la professionalità e la capacità di guidare il cliente.
Lucheroni: In generale nel bacino complessivo di utenza la quota dei cosiddetti “cultori” della carne è in decisa decrescita. Il trend del “sentiment” verso il segmento non è positivo, condizionato da diffusi ed ormai consolidati messaggi di natura salutistica e di uno stile di vita in cui le carni oggi trovano uno spazio minore. In ambito assortimentale si cerca un’ampia estensione che colga anche aspettative “di nicchia”, come la provenienza Usa abbinata all’esotica razza Black Angus; localismi su micro aree per consentire anche un’affezione territoriale. Stiamo sperimentando la frollatura dei roastbeef con cella a vista per evidenziare competenze e capacità gestionale sino ad oggi concettualmente riservate al negozio specializzato.
Micheli: La mancanza di cultura di prodotto della clientela non va assolutamente vista come fattore critico, ma come opportunità. Se da un lato la non conoscenza del prodotto induce il cliente a “banalizzare” l’offerta commerciale dell’insegna a livello di qualità, prezzo, tagli e quant’altro rispetto alla concorrenza, dall’altro c’è spazio per creare noi cultura di prodotto rendendoci distintivi, consolidando così il rapporto fiduciario con il cliente. Ritengo quest’area molto importante all’interno delle strategie commerciali di reparto. Le azioni atte a colmare questo vuoto di conoscenza sono varie ed abbracciano progetti riguardanti il prodotto e le filiere per ottenerlo, i corsi di formazione per il nostro personale (rivolti sia alla preparazione che alla assistenza alla vendita), così come il perfezionamento dei nostri pronti a cuocere, che devono prevedere un maggiore coinvolgimento emotivo da parte dei clienti.

Prezzo delle carni bovine come freno all’acquisto
Marcomin: Da maggio dello scorso anno, abbiamo abbassato mediamente del 15% tutti i prezzi al pubblico del comparto bovino, mantenendo inalterato lo standard qualitativo che ci contraddistingue ed evidenziando al cliente i prodotti “testimonial” della convenienza. Questa operazione è stata supportata da una campagna di comunicazione dedicata, in e out-of-store: abbiamo quindi utilizzato volantini, quotidiani e affissioni, oltre che il punto vendita ed il packaging del prodotto. Possiamo dire che la nostra politica è passata da high-low a every day low price. La promozione ha rivestito quindi un ruolo meno importante ed è stata sostituita da operazioni commerciali incentrate sulla vendita di una gamma completa attraverso gli speciali.
Lucheroni: A nostro parere, aggiungerei purtroppo, il freno ai consumi delle carni bovine non è rappresentato dal prezzo. Lo dimostra il fatto che, con scelte attente, siamo riusciti ad aumentare la vendita di roastbeef e di vitello a carne bianca - in controtendenza vs il mercato - di oltre il 10%. Riteniamo che il minor consumo di carni rosse sia un fattore generazionale, di stile di vita e non sia nel breve destinato ad un’inversione di tendenza. Possiamo, però, frenare la velocità dell’emorragia. Ad esempio buoni risultati si stanno riscontrando in relazione alle referenze che rispecchiano i concetti di semplicità sia di immagine che di utilizzo (carpacci, straccetti, macinati, hamburger), alle quali si è accompagnata una calibrazione delle grammature per allineare la battuta di cassa ad un valore inferiore ai tre euro. Riteniamo che l’industria abbia ancora molto da proporre sul tema del peso imposto, dove abbiamo registrato delle ottime performance ed intendiamo cimentarci in prima persona.
Micheli: In questo momento storico difficile, il prezzo delle carni bovine rappresenta sicuramente un freno al loro acquisto; basti pensare alla migrazione avvenuta dai tagli “pregiati” verso il 2° taglio o alle carni bianche. Per fronteggiare il problema abbiamo lavorato sul riposizionamento dei listini ed aumentato la pressione promozionale sui volantini, cercando di supportare maggiormente le carni rosse; inoltre sono stati rivisitati gli assortimenti e gli spazi attribuiti alle varie referenze.

Imprenditorialità creativa, mai doma

C’è chi fa accordi con produttori locali per portare a scaffale le eccellenze del territorio, chi organizza eventi in store per spiegare le qualità di un alimento o proporre idee per un pasto completo. Alcuni riorganizzano i punti di vendita, rinnovano il marchio, oppure esasperano la specializzazione in un settore merceologico. Altri prendono confidenza con le nuove tecnologie offrendo portali web, social network ed e-commerce (oltre che newsletter). Altri ancora chiamano a raccolta i dipendenti (anche in piscina!) per motivarli. Le associazioni di categoria organizzano seminari, corsi di formazione e mettono a disposizione pubblicazioni mirate e consulenze per chi vuole avviare o gestire con maggior successo un negozio al dettaglio. Di chi stiamo parlando? Di quelle insegne della piccola e media distribuzione organizzata e anche singoli imprenditori, che si stanno muovendo per innovare il proprio business cercando di intercettare le richieste di consumatori attenti alla battuta di cassa, ma anche più esigenti e preparati sul cibo, nella speranza di “rosicchiare” quote alle grandi catene in affanno. Del resto i dati più recenti sul commercio alimentare mostrano una sofferenza diffusa di tutto il settore, ma con dei distinguo: è più marcata per ipermercati e supermercati rispetto ai tradizionali. Si aprono, quindi, nuove sfide.
Qualità locale e sostenibile
La maggiore rivoluzione in atto sia nei grandi che nei piccoli supermercati fino ai negozi di prossimità è quella di allargare lo spazio dedicato a prodotti locali e stagionali, esaltando il made in Italy, stringendo anche legami esclusivi e di qualità con operatori specializzati. In quest’ottica, va sottolineata la relazione che Coralis ha deciso di stringere proprio con Coldiretti e Fai a partire dal reparto ortofrutta, nella logica di qualificarlo e distinguerlo dai concorrenti. Il risultato è che alcuni negozi del consorzio Coralis, da gennaio, hanno introdotto in assortimento prodotti ortofrutticoli e del florovivaismo a Km zero. Da aprile toccherà anche al grocery con olio, pasta e riso, sempre del circuito Fai di Coldiretti.
Anche il gruppo Végé nel recente Italy Food World Summit di Salerno ha ribadito la volontà di esaltare i prodotti del territorio come vetrina per il made in Italy nel mondo e sta puntando con decisione sulla nuova linea Delizie. L’obiettivo è chiaro: portare anche nei negozi sottocasa le eccellenze delle zone circostanti come già fanno anche i grandi (da Conad a Carrefour, da Finiper con l’iniziativa dai Nostri dintorni, a Auchan, ecc), investendo nella ricerca dei fornitori più adatti, piccoli e vicini.
Lalimentari italiano, nuovo concetto
“I centri storici delle città italiane sono aree commerciali naturali. Se i negozi di vicinato sono in difficoltà è sì per colpa dei grandi mall, ma anche a causa della loro resistenza al rinnovamento in termini di layout, personale e prodotti”. Parola di Giorgio Di Tullio, innovation designer con una lunga esperienz anel mondo del retail approcciato con una logica “laterale” e oggi consulente del gruppo Coralis, con il quale collabora per promuovere il concetto di local branding. Proprio il consorzio presieduto da Eleonora Graffione ha messo a punto il progetto “Lalimentari italiano” per salvaguardare l’identità di ogni negozio ed esaltare la conduzione familiare. Ogni negozio porterà il nome di chi l’ha fondato, di chi l’ha reso un luogo di riferimento all’interno del quartiere o dell’area dov’è ubicato. Una scelta del tutto controcorrente rispetto alla tendenza di riunire tutte le superfici sotto un’unica insegna. “La nostra realtà è formata da imprenditori che gestiscono la stessa attività da 50-60 anni -spiega Graffione- quindi vogliamo esaltare il concetto di famiglia e di identità territoriale. Per esempio se in Liguria promuoviamo l’ortofrutta, al sud puntiamo sulla carne, perché le abitudini di consumo sono diverse, per motivi naturali e culturali. Allo stesso tempo, ci stiamo impegnando nella formazione – aggiunge Graffione – perchè bisogna riportare il sorriso nei punti di vendita e saper servire un cliente non è un mestiere che si improvvisa”.
Le iniziative delle associazioni
Tanti i progetti e le idee, ma non è sempre facile passare alla pratica. Un aiuto arriva dalle associazioni di categoria. Confcommercio ha curato la pubblicazione della collana “Le Bussole”, volumi focalizzati sui settori tradizionali, tra cui l’alimentare, che offrono soluzioni pratiche e concrete per avviare un’attività o rilanciarla. “Ad esempio pochi piccoli imprenditori hanno chiaro quale deve essere il loro posizionamento -spiega Fabio Fulvio responsabile del settore Politiche per lo sviluppo di Confcommercio-. I nostri associati chiedono consulenza e noi la offriamo, altrimenti per loro sarebbe impossibile pagarsela. Così, sta per partire un progetto nella zona di Perugia, dove un nostro esperto visiterà diversi negozi per i fornire suggerimenti su come migliorarli”.
Coldiretti, invece, ha appena stretto un accordo con Alival per portare a scaffale formaggi e altri prodotti tipici e in cantiere c’è un progetto molto importante che riguarda la carne: la volontà è quella di innalzare il livello qualitativo e lavorare sull’etichettatura. “Riconvertiremo gli allevamenti di suini per arrivare a una produzione di carni Dop -spiega il capo organizzazione economica Gianluca Lelli-. Daremo valore a tutta la filiera, puntando sulle produzioni italiane per ridurre le importazioni”.
La spesa 2.0
Spesa online, negozi pick up, etichette interattive, esperienze d’acquisto personalizzate con l’ausilio dei dispositivi mobili, web marketing. Anche i piccoli e medi store si stanno adeguando ai tempi; in più ci sono start up di retail alimentare che nascono solo su internet.
Entro il 2015 Maiora guidata da Pippo Cannillo farà un restyling del sito “mydespar.it” rendendolo responsive in modo da aumentare l’accessibilità dai dispositivi mobili. Saranno attivati profili Twitter e Linkedin, un canale Youtube e l’app Mydespar per smartphone e tablet. Sempre Maiora ha lanciato da poche settimane il progetto Express, con l’installazione di due distributori automatici per l’acquisto, sette giorni su sette, di circa mille referenze. Végé entro l’anno aprirà due nuovi punti di vendita “pick up” in Lombardia e Veneto: il cliente ordinerà la spesa online e passerà in negozio solo per ritirarla. Inoltre, l’amministratore delegato del gruppo, Giorgio Santambrogio, ha detto di voler puntare con decisione sull’e-commerce per la linea di prodotti Delizie. Sigma, da parte sua, ha da pochi mesi inaugurato Dispens@gusto un portale di e-commerce realizzato in collaborazione con il pastificio Delverde e la comunità di San Patrignano dedicato ad acquistare prodotti gourmet: si tratta di quasi 80 referenze nate dall’unione di queste tre realtà, per valorizzare il cibo di qualità. E poi c’è Cortilia, la piattaforma creata un paio d’anni fa da Marco Porcaro in Lombardia che distribuisce direttamente a casa prodotti ortofrutticoli a Km0 e rigorosamente di stagione nelle province di Milano, Monza e Varese. Con oltre 10mila utenti registrati e un fatturato in continua ascesa, Cortilia ha intenzione di espandersi in altri capoluoghi del Nord. Chissà che non nascano nuove partnership?

Salvare l’arte del fare

Basta. Basta con l’appiccicare artigianale su qualsiasi prodotto che vagamente si rifà a una tradizione, grezzo e artigianale non sono sinonimi (così come non lo sono “grezzo” e “integrale”, ndr).
E basta con l’ostracizzare l’innovazione tecnologica, come foriera di distruzione (i cambiamenti nel nostro Paese sono per definizione negativi). Infine, convinciamoci l’artigianato va preservato, è un compito anche delle istituzioni: devono tornare le scuole dei mestieri.  L’artigiano non diventa tale sui banchi di scuola, ma nella bottega del maestro ... eppur si muove ... già qualcosa sta succedendo, emergono i nuovi “artisanalchampion”, le birre vengono premiate per la loro unicità, ma lo scandalo è dietro l’angolo ... necessarie certificazioni e garanzie a tutela del consumatore e a tutela degli onesti.

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la Rinascente smart working con Google

profumeria GS1 Italy

Da Gdoweek n.3-2015.

Già alcuni anni fa, il top management e le funzioni IT e HR de la Rinascente hanno compreso che i media digitali sono ormai divenuti un vettore indispensabile per il funzionamento dell’azienda e che lasciare le persone libere di condividere informazioni ed esperienze e collaborare online è una risorsa fondamentale per la crescita del business. Questo ha portato al progressivo passaggio da un controllo abbastanza stretto sul web a un’apertura verso un mondo che stava cambiando. In questo percorso di evoluzione, la Rinascente ha riesaminato e modernizzato la propria infrastruttura di comunicazione, per adeguarla alle nuove esigenze di collaborazione allargata all’interno dell’azienda e con i partner esterni. La semplice posta elettronica non era più sufficiente e la Rinascente ha quindi deciso di dotarsi di una soluzione di collaborazione e condivisione completa. La scelta è caduta su Google Apps.

Soluzione
La revisione delle modalità di interazione tra le persone per adeguarle alle nuove opportunità offerte dal digitale ha interessato anche l’aspetto della mobilità, per l’estensione dello spazio di lavoro al di là dei limiti fisici e temporali dell’ufficio o del negozio. “la Rinascente è un’azienda molto distribuita: il prodotto che portiamo nei negozi -dove sono presenti oltre 1.000 diversi brand- è frutto di un’interazione continua sia al nostro interno sia con partner esterni -spiega Paolo Ciceri, CIO di la Rinascente-. La condivisione di documenti, immagini e video sulle collezioni tra i brand, i buyer e le vendite è quotidiana. Inoltre, da sempre la Rinascente gestisce in outsourcing processi quali logistica, amministrazione, HR e parte delle attività CRM e IT. La posta elettronica non era più idonea a sostenere questo tipo di organizzazione”. Per la comunicazione e la collaborazione anche in mobilità è stata dunque scelta la soluzione Google Apps for Work, che è stata implementata con il supporto di Revevol, partner di Google for Work. Il percorso che ha portato a preferire gli strumenti di Google ha visto il coinvolgimento di rappresentanti delle varie aree dell’azienda in aggiunta ai sistemi informativi. Questo perché il cambiamento non nasceva da un’esigenza prettamente tecnologica, ma da una volontà di modernizzazione di tipo organizzativo ed era importante che il business fosse coinvolto nell’introduzione del nuovo sistema. L’impostazione generale del progetto è stata quindi condivisa fin dall’inizio con l’amministratore delegato e con il responsabile HR, in particolare per quanto riguarda la nuova apertura e l’indirizzo verso logiche di fruizione della tecnologia di tipo più consumer. “Per noi era fondamentale il coinvolgimento delle Risorse Umane in un progetto dove la componente tecnologica era secondaria rispetto a quella di change management -sottolinea Ciceri- e devo dire che l’interazione è stata da subito molto positiva ed entusiasta, con suggerimenti molto significativi su possibili sviluppi nell’uso degli strumenti, ad es. a supporto della formazione”.

Risultati
Molto importante, nella fase di introduzione della nuova soluzione di collaborazione, è stato il coinvolgimento dei direttori delle varie funzioni che hanno supportato nella selezione di figure che aiutassero nella disseminazione della nuova tecnologia all’interno dell’azienda: 50 power user - il 10% del totale dei dipendenti dotati di postazione di lavoro - che hanno operato come evangelizzatori per l’introduzione delle nuove modalità e che ancora oggi fanno da traino nel suggerire nuovi usi degli strumenti. È stata così trasferita in modalità Google Hangouts la call settimanale di allineamento tra il direttore vendite e i responsabili degli 11 negozi, con la possibilità di condividere e modificare in tempo reale i documenti di supporto, cosa non possibile in precedenza, e si stanno testando usi di Hangouts anche a supporto della formazione da remoto.

Video-comunicazione e formazione
I corsi di formazione interna sono un’attività rilevante per La Rinascente, che ha due laboratori di formazione principali per i manager delle vendite e degli acquisti, più vari laboratori per gli addetti, che includono anche la formazione sugli specifici prodotti venduti. Vi è poi un learning lab di corsi soft skill cui i manager accedono in base al loro percorso di crescita. Attualmente, Google Apps viene utilizzato per l’iscrizione ai corsi e la condivisione dei relativi documenti anche multimediali. In futuro, lo strumento per la video-comunicazione Google Hangouts potrebbe essere utilizzato per lo svolgimento di alcuni di questi corsi interamente da remoto. “Di Google Apps abbiamo apprezzato anche la semplicità a livello contrattuale, elemento che differenzia decisamente Google da altre offerte sul mercato -conclude Ciceri- e il fatto che Google Apps sia un pacchetto di servizi dinamico, che continua a migliorare e ad aggiungere funzionalità che vengono rese disponibili in modo automatico e trasparente per l’utente, senza necessità di upgrade”.

Carrefour migliora i risultati e “vola” in America Latina

Dai principali dati del bilancio 2014 Carrefour ha imboccato una via che dovrebbe portare, crisi e recessioni nazionali permettendo, al riequilibrio dei conti e della struttura. Il giro d'affari (74,7 miliardi di euro al netto Iva) è aumentato del 3,9% (+2,8% a perimetro costante), ma le  cifre più importanti le troviamo nelle righe inferiori del conto economico, dal Roc (risultato operativo corrente) al risultato netto. Quest'ultimo ha messo a segno un complessivo +24,6% salendo a 1.182 milioni di euro: +6,1% in Francia, +9,6% in Europa, e +23,2% in America Latina. In Sud America Carrefour realizza più utile (685 milioni di euro) che in Europa (Francia esclusa) dove appunto il risultato netto è di 425 milioni di euro. L'Asia è invece un semi-disastro: -24,8% di risultato operativo.

America Latina
Le vendite aggregate di Francia e America Latina rappresentano il 66% del giro d'affari complessivo, e addirittura l'80% del risultato netto.
Aumentano anche il margine commerciale (23,2% sul fatturato) e il margine operativo corrente (3,2%) salito a 2,38 miliardi. Leggendo la stampa francese si rileva un orientamento positivo verso la conferma del mandato a Goerge Plassat nel corso della riunione del cda prevista per l'11 giugno 2015. Fra gli avvenimenti più importanti del 2014, ricordiamo l'acquisizione in Francia della catena discount Dia (800 punti di vendita, e vendite per 3,2 miliardi di euro), la costituzione di una società immobiliare (Carmila) di cui Carrefour detiene il 42% e che controlla le gallerie commerciali con magnete alimentare Carrefour, e nel nostro Paese l'acquisizione di 53 supermercati ex Billa (58.000 mq).

 

 

 

Annex la Rinascente Duomo, spazio rinnovato per millenians

Riapre all'interno de la Rinascente Duomo di Milano Annex, lo store dedicati agli stili dei millenians. Tra le novità, il corner di Urban Outfitter, per la prima volta in Italia.

di Barbara Trigari

Aria di novità al secondo piano di la Rinascente Duomo a Milano: riapre infatti Annex, tre piani dedicati a gadget, accessori, abbigliamento casual e primizie per millenians. Obiettivo: diventare il punto di riferimento per il mondo femminile giovane e di tendenza in uno spazio tra stili e shop in shop. Tra i più rappresenativi i corner di Urban Outfitter, per la prima volta in Italia, Nike donna e Stella Sport, la collezione di stella Mc Carthy per Adidas. Fabrizio Landriscina, buying manager divisione donna - contemporary and denim di la Rinascente Spa, spiega nei dettagli le innovazioni e i must di questo spazio

 

U2 Supermercato e De Agostini per un consumo consapevole

U2 Supermercato rilancia anche quest’anno il progetto “È stupido sprecare, c’è il mondo da salvare”, che si rivolge alle classi 3°,4° e 5° delle scuole primarie per formare i bambini a un consumo consapevole e responsabile. L’iniziativa, in collaborazione con De Agostini, prevede che agli istituti scolastici vengano consegnati gratuitamente un Libro Gioco per ogni alunno e un poster per le classi, entrambi legati al Concorso online su stupidosprecarescuola.it. Sul portale, i bambini potranno giocare a Spre-Quiz, vincendo ogni settimana un tablet Samsung e ricevendo in omaggio delle figurine per il libro.
Il progetto prevede parallelamente che le classi realizzino dei lavori creativi utilizzando i materiali normalmente ritenuti di scarto, in linea con il messaggio veicolato dalla campagna pubblicitaria online dell’insegna, che punta a comunicare come il binomio risparmio-lotta allo spreco sia uno dei valori portanti della sua filosofia aziendale.

Via al Simply Market di Iolo con il pet food self-service

Inaugurato il nuovo Simply Market di Iolo, in frazione di Prato, all’insegna di un format che resta a gestione familiare con il titolare Ariano Gaffi, ma che si rinnova nell’assortimento in ottica local e green. Il punto vendita di via XX Settembre, che riapre dopo una completa ristrutturazione, presenta infatti un’offerta volta a valorizzare il biologico e i fornitori territoriali, con un’ampia selezione di prodotti dal logo Sapori&Valori, affiancata alle referenze senza glutine.
Tra le novità del Simply Market toscano, parte della Cooperativa Etruria, master franchisee di Simply Italia, anche la presenza di distributori self-service di pet food, che propongono agli amanti degli animali un risparmio del 50% rispetto al prodotto confezionato, eliminando al contempo i rifiuti del packaging.
Il supermercato è aperto dal lunedì al sabato, 7.30-13 e 16-20, nonché la domenica dalle 9 alle 12.45.

Accordo Auchan-Système U: la parola al presidente Serge Papin (Système U)

Obiettivi e prospettive dell'alleanza con Auchan, spiegati dal presidente di Système U Serge Papin

Serge Papin, prsidente di Système U, in un'intervista rilasciata di recente, spiega i motivi che hanno spinto la sua organizzazione a stringere un accordo con Auchan, le prospettive e gli obiettivi

Basko lancia il format Bistrot: il concept in immagini

Il Bistrot si estende su una superficie di 200 mq ed offre un servizio di ristorazione self-service, pizzeria d’asporto, caffetteria, preparazione di piatti take-away in un’area elegante e funzionale dotata di wi-fi gratuito e internet point.
A Genova, Basko (Sogegross) ha lanciato in un proprio supermercato il format Bistrot, un'area per la ristorazione, che si integra con il super e la cui offerta è curata da un noto chef della città. Inoltre, in ogni reparto dello store sono proposte numerose soluzioni di piatti pronti realizzati direttamente dal Bistrot.

di Alessandra Bonaccorsi

A Genova, Basko (Sogegross) ha lanciato in un proprio supermercato il format Bistrot, un'area per la ristorazione, che si integra con il super e la cui offerta è curata da un noto chef della città. Inoltre, in ogni reparto dello store sono proposte numerose soluzioni di piatti pronti realizzati direttamente dal Bistrot.

 

 

Maiora, il Sud che fa innovazione

Spinge forte sul pedale dell’innovazione a tutto tondo il Gruppo Maiora, uno dei principali distributori del Mezzogiorno, con i suoi 600 milioni di giro d’affari realizzati in Puglia, Basilicata, Campania e Calabria grazie a una rete commerciale di 379 punti di vendita, tra proprietà e franchising. “Il Sud Italia -spiega Pippo Cannillo, presidente di Maiora- vive di assortimenti locali, solo chi sa interpretare correttamente questa disomogeneità può operare con successo. Per questo manteniamo un presidio commerciale forte in Calabria e investiremo ingenti risorse per lo sviluppo di un progetto di category management declinato sulle esigenze del territorio campano, in cui prevediamo un forte sviluppo nel prossimo biennio”.

Il punto di forza del vostro assortimento?
La private label: con i marchi Despar, Premium, Vital, S-Budget, fra gli altri, offriamo un assortimento fra i più completi e validi del mercato e in linea con le nuove tendenze di consumo. Attorno al perno delle marche private, abbiamo costruito un assortimento che privilegia la semplicità di lettura da parte del consumatore, con un occhio di riguardo ai localismi, presenti in tutte le categorie del food. Questa scelta ha comportato una riduzione, in termini assoluti, del numero di referenze ma, paradossalmente, ha elevato la percezione di ampiezza e profondità assortimentale agli occhi del consumatore.

Abbiamo citato il localismo: quale ruolo e peso hanno i fornitori locali?
Privilegiamo i rapporti con i fornitori locali, purché qualificati, in quanto conoscono nel dettaglio le aspettative del nostro consumatore, molto spesso distanti dalle logiche universali dei global brand. Credere nelle aziende locali significa, inoltre, valorizzare il territorio ed evitare l’inaridimento del tessuto economico in cui operiamo. Ad oggi, il 30% del giro d’affari è sviluppato con fornitori locali. Per incrementare questa quota abbiamo previsto, anche quest’anno, un corposo piano di co-marketing e in-store promotion.

La leva promozionale classica è ancora uno strumento efficace nel sostenere la domanda?
Anche per il 2015 è stata confermata la politica di “prezzi ribassati” applicata su oltre 1.000 referenze con l’obiettivo di rafforzare l’immagine di convenienza dell’insegna preservando così i margini, spesso compromessi da azioni schizofreniche. Il taglio prezzo tradizionale resta comunque la leva principale nel nostro mix di attività promozionali. È stata ridotta la durata media del sell-out (da 14 a 10 giorni) e, contestualmente, sono state aggiunte operazioni più accattivanti per soli tre giorni. Si continua a premiare la fedeltà del cliente con attività personalizzate e riservate ai possessori della loyalty card. Particolare successo stanno riscontrando le promozioni riservate agli Over 65 e alle famiglie numerose. Inoltre, maggiori investimenti di marketing saranno dedicati al web e ai social media al fine di creare una maggiore interazione con i clienti, coinvolgendoli in concorsi legati all’acquisto di prodotti e attività promozionali personalizzate.

Anche il retail sta vivendo una rivoluzione tecnologica senza precedenti. Come la affrontate?
In chiave di marketing, il 2015 sarà, per noi, l’anno della tecnologia. Il progetto Express rappresenta una fucina di soluzioni per il consumatore moderno: sono attualmente in fase di test esperienze di click&collect, distributori automatici, app e nuovi format come i super Despar Express, pensati appositamente per facilitare gli acquisti dei pendolari, che si presume abbiano poco tempo a disposizione da dedicare a questo tipo di attività. Grande attenzione è rivolta anche verso i nuovi canali di comunicazione e social che diventeranno le key factor delle nostre strategie commerciali e di marketing. È previsto un completo restyling del sito web (mydespar.it), reso responsive in modo da aumentare l’accessibilità dai dispositivi mobili. L’attivazione di un profilo Twitter, uno su Linkedin, di un canale Youtube e l’app Mydespar per smartphone e tablet offrirà nuovi momenti di condivisione e coinvolgenti esperienze d’acquisto.

Quali sono i nuovi cantieri a cui state lavorando per il 2015?
Sotto il profilo dei nuovi format di vendita, nei prossimi anni realizzeremo strutture stand-alone fra i 1.500 e i 2.500 mq ad insegna Eurospar ed Interspar. Avranno una forte vocazione alla vendita di prodotti freschi e freschissimi locali, in linea con il nostro pay-off “Passione per i freschi”. Del resto, negli ultimi tre anni, abbiamo vissuto fasi di grande espansione, prima con l’integrazione della Cannillo-Ipasud e, di recente, con l’ingresso di GAM (Despar), operazione che ci permette di capitalizzare know-how negli store di dimensioni medie e grandi. Inoltre, per ottimizzare tutti i benefici derivanti da queste importanti operazioni, procederemo con la razionalizzazione dei flussi logistici e con l’omogeneizzazione dei processi su tutto il perimetro aziendale. La focalizzazione su superfici medio-grandi che caratterizzerà il nostro 2015, non ci distrarrà dall’attenzione che poniamo nelle strutture di vicinato, gestite prevalentemente in franchising.

Cia Conad: priorità allo sviluppo rete

Velocità di reazione, sensibilità verso i clienti, capacità di fare rete: sono questi i tre fattori chiave sui quali, secondo Luca Panzavolta, amministratore delegato di Cia Commercianti Indipendenti Associati, una delle cooperative storiche di Conad, intende fare leva per affrontare le sfide attuali e risultare vincente. Con l’acquisizione di 45 punti di vendita ex Billa, sparsi tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia, (operazione già dichiarata a settembre 2014 che oggi ha ottenuto tutti gli ok dall’Antitrust), la cooperativa romagnola allarga i suoi orizzonti sul Triveneto, area nella quale la competizione è estremamente accesa e dove il prezzo è un fattore chiave in una zona un tempo considerata la locomotiva d’Italia e oggi in grave sofferenza.
Complessivamente sono 32 gli store che cambieranno insegna ed entreranno nella galassia Cia, mentre 13 punti di vendita sono stati acquisiti da Dao, associata a Nordiconad. Il cambio delle insegne dovrebbe concludersi entro il mese di marzo 2015 con la nascita di 14 Conad City, 5 supermercati Conad e 7 Conad Superstore. “Il messaggio che vogliamo dare al mercato è chiaro -dichiara Panzavolta-: vogliamo spingere sullo sviluppo della rete attraverso sia nuove aperture sia acquisizioni. Del resto, il focus sullo sviluppo è da sempre una delle caratteristiche che contraddistingue noi come cooperativa, oltre che tutto il sistema Conad. Oggi, ci sembra la congiuntura adatta per far crescere le quote di mercato in modo rapido, specialmente in quelle aree nelle quali non siamo presenti”.
Con questa acquisizione, Cia incrementerà di oltre 100 milioni di euro il suo fatturato, passando dai 910 del 2014 ai 1.030 previsti per il 2015, con una rete di 234 pdv con una superficie media di circa 650 mq e oltre 6.500 dipendenti. La quota di mercato arriverà all’11% sul territorio nazionale, frutto del 40% espresso in Romagna e del 5% di Friuli-Venezia Giulia e Veneto. “Tutto questo senza snaturare le caratteristiche che ci hanno consentito di emergere fino a oggi, vale a dire costi più bassi, grande efficienza, attenzione al cliente, alla convenienza, non solo con le promozioni, che pure rimangono importanti per sostenere le vendite, ma lavorando per trasformare questa convenienza in qualcosa di duraturo e strutturale -prosegue l’Ad-. Non sappiamo che profilo avrà con precisione Cia nei prossimi cinque anni, ma di sicuro terremo fede ai nostri punti di forza e continueremo a investire per crescere: per l’operazione ex Billa abbiamo messo sul tavolo 350 mio €, con l’obiettivo di raggiungere una quota del 20% nel Triveneto nel prossimo quinquennio. Vuol dire leader, nonostante l’affollamento competitivo dell’area da parte di tanti retailer e un consumatore dalla spiccata infedeltà alla ricerca di convenienza. Siamo, comunque, fiduciosi”.

Gestione diretta nella prima fase
Nei primi due anni, Cia Conad gestirà direttamente questi punti di vendita che poi saranno passati a una serie di imprenditori individuati tra i dipendenti e fatti crescere secondo un percorso adeguato che prevede il tutoraggio di colleghi di altre aree, secondo uno schema che la cooperativa ha già applicato nelle zone nelle quali è presente. “Tra gli elementi che ci porteranno a crescere anche in Triveneto e a confermarci leader -conclude Panzavolta- va sottolineata l’attenzione al cliente in termini di servizi e di assortimento, grazie sia alle nostre private label sia alla capacità di tradurre le richieste del territorio: Cia vuole crescere molto e rapidamente e con gambe solide. Siamo romagnoli, allegri, ma prudenti: ciò che apriamo di sicuro lo teniamo, non lo chiudiamo affatto”.

Futuri possibili, in corso d’opera

Da GDOWEEK 3 marzo 2015

Nei prossimi anni assisteremo a una rivoluzione di tipo economico/di approccio al consumo che vedrà lo store fisico, il cosiddetto brick&mortar, attraversato da una serie di fenomeni che ne muteranno per sempre la fisionomia, lo scopo e l’approccio con il cliente, anche se non ci sarà nessuna smaterializzazione dello store, come i primi teorici dell’e-commerce avevano previsto: soprattutto in una nazione come la nostra nella quale la materialità, dal rapporto con il prodotto, con il pdv al pagamento con moneta “reale”, rimangono centrali nell’esperienza di acquisto. Tuttavia la distribuzione che si definisce “moderna” non può rimanere cristallizzata in una formula, deve saper evolvere per rispondere ai bisogni di una società in veloce e tumultuoso mutamento. Per offrire alcuni spunti di riflessione sul futuro abbiamo selezionato sei tendenze che suffraghiamo con esempi colti ai quattro angoli del pianeta.

Fast, Mobile & Omnichannel
La multicanalità, la capacità di intercettare questo flusso crescente di consumo smaterializzato, è uno dei trend più importanti del futuro, ancor di più rispetto a oggi. “Be there and everywhere” sentenziano i guru del web marketing, indicando come strada maestra quella di investire nello sviluppo di soluzioni mobile che implementino la shopping experience tradizionale con le infinite potenzialità del web commerce oltreoceano. Tanti gli esempi di retailer B&M che stanno spingendo sul pedale dell’innovazione. Ad aprire la strada è stata Walmart con il lancio della app Scan & Go, che permette di scansionare il codice a barre dei prodotti messi nel carrello della spesa e di arrivare in cassa trovando lo scontrino pronto. Poi è arrivato Macy’s, che ha deciso di chiudere alcuni pdv poco profittevoli e di investire con forza nell’ecommerce, organizzando delivery in tutto il mondo, Italia compresa. Ma il mondo del retail è alla finestra e attende gli effetti di Amazon Fresh, servizio di vendita online di freschi organizzato dal big mondiale dell’e-commerce, l’autentico temibile competitor per tutti. D’altronde, la tecnologia annulla le distanze tra scoperta di un prodotto, la sua valutazione spesso condivisa con altri utenti e l’atto di acquisto. Tutto in pochi istanti e ovunque, dal punto di vendita “fisico” fino a tutte le piattaforme possibili, social o no. Secondo un sondaggio di Wd Partners, il 79% degli intervistati ha citato l’istant ownership come il sentimento più appagante della shopping experience, sia che si tratti di venditori online sia offline.
I social sono un modello calzante di questa tendenza che si sta rapidamente affermando: Twitter, dopo avere acquistato Cardspring, società di infrastrutture di pagamento digitale, ha introdotto la funzionalità buy now, annullando le distanze tra esperienza social e acquisto. Le nuove tecnologie permettono esperienze d’acquisto disruptive rispetto al passato, soprattutto quando sono wearable (come Google Glass).

Smart & Tailor made
Una testa, un mondo. Il consumatore 2.0, dopo avere compreso il valore che hanno le sue scelte, non vuole essere più massa, vuole essere trattato da individuo, anche dal supermercato sottocasa. Un sondaggio Cmo Council rivela che il 54% degli statunitensi è disposto a cambiare per sempre il proprio negozio se non riceve informazioni, aiuto e un pacchetto di offerte personalizzato sui propri gusti/abitudini.
Siamo di fronte al ritorno della fedeltà, ma in chiave individuale? Pare proprio di sì. Ad esempio, la catena di abbigliamento neozelandese AS Colour ha introdotto uno scanner che individua il colore della pelle del cliente e lo mette in relazione con le nuance dei capi. Il risultato? + 16% nelle vendite. In Italia Oviesse, in collaborazione con Google, sta introducendo dei camerini virtuali dove provare capi d’abbigliamento senza indossarli e vedere come potrebbero stare se inddossati. Oltre che, ovviamente, condividere sui social network i propri look.
Piccolo & urbano
Negli Usa, Walmart ha ri-brandizzato i suoi Walmart Express, piccole superfici di prossimità, in Walmart Neighborhood, il Walmart del vicinato, a sancire il senso di vicinanza e di comprensione dei bisogni locali. Il gigante statunitense della distribuzione ha avviato un piano per battezzare con la nuova insegna tutti i suoi store di prossimità. Ma non è l’unico. “Le cose buone sono nelle piccole confezioni”. Il motto del neonato Target Express aperto a Minneapolis svela fin da subito la sua missione. Offrire un’esperienza di acquisto gratificante ma semplificata, visto che il nuovo store ha un’offerta che rappresenta solo il 15% dei normali Target, ma è attento ai bisogni di chi vive o studia nei pressi (la Minnesota University). Anche la politica di Dollar General, catena con 11mila punti di vendita sparsi in 40 Stati degli Usa, prevede store di piccole dimensioni, inserite nel tessuto urbano, con un’offerta di prodotti di marca ad alta rotazione (food, cura casa/persona, snack) offerti a un prezzo concorrenziale. Il posizionamento del retailer è chiaro: risparmiare tempo, evitando di guidare fino alle grandi mall fuoricittà, significa risparmiare denaro. In Europa, si segnalano i casi di Tesco e di Sainsbury che hanno da tempo deciso di puntare su store di ridotte dimensioni incentrati sui freschi e sul take away, in modo da “rubare” spazi di mercato ai fast food e ai negozi di vicinato. Secondo le previsioni di IGD di qui al 2019 in Gran Bretagna il business nei negozi di quartiere crescerà del 31% a valore.
Food experience
L’attenzione per la cucina e tutta la cultura ad essa collegata ha preso piede in tutto l’Occidente e non solo. I negozi della distribuzione moderna dovranno essere sempre più in futuro delle piattaforme, attraverso le quali il cliente potrà vivere la sua esperienza culinaria su più piani, dalla ricerca degli ingredienti di qualità per le proprie ricette home made alla possibilità di consumare pasti di qualità, fino ad interagire con altri clienti/food lover in un concetto di community allargata. E così la ristorazione “romanza” il punto di vendita.
Whole Foods è l’esempio più calzante di questo trend: nei suoi store, il retailer premium americano ha ristoranti, sale di degustazione, organizza corsi di cucina. Proverbiale l’attenzione al mondo della birra artigianale, con brewpub, corsi e seminari per gli homebrewer, sessioni di degustazione: con l’apertura del San Josè Market in California, Whole Foods ha inaugurato un microbirrificio al suo interno (si veda Gdoweek 2/2015 a pagina 20, ndr). Kroger attrae i propri clienti con un restaurant in shop, così come Wawa la cui offerta ricalca quella di un fast food/caffetteria con annesso marketplace. O il retailer canadese Longos, con la sua offerta declinata in chiave gourmet e un’atmosfera tra il mercato e il bistrot. In Italia è emblematico lo store di Coop Adriatica in piazza Martiri a Bologna, con un self-service da 40 posti, un bar e un orto di erbe aromatiche a disposizione dei clienti.

Locale & sociale
In una società fondata sulla mobilità veloce di persone e prodotti, il localismo, il territorio, il sostegno all’economia locale e i prodotti e/o servizi pensati per la comunità sulla quale incide il negozio possono rappresentare un veicolo di radicamento nel tessuto sociale per un’insegna. Una sorta di piattaforma aperta capace di fare interagire commercio e vita della comunità, nella quale l’esperienza di acquisto si fonde in quella di relazione, aperta e inclusiva. Biblioteche, officine per biciclette, vita sociale: lo store brick & mortar è sempre più un hub dal quale il cliente acquista non solo prodotti,ma vive. H-E-B la catena Usa diffusa tra Texas e Messico è un chiaro esempio di forte appartenenza identitaria, locale, che fa leva sul sentimento dei texani e sulle loro abitudini, adeguando politica assortimentale e promozionale alle loro esigenze. O la catena californiana Smart & Final che ospita nei parcheggi dei suoi store un farmer’s market nel quale gli agricoltori locali possono vendere i loro prodotti.
In Europa da segnalare l’esperienza di Carrefour in Francia, con l’accento sui produttori locali e sulla disponibilità/competenza degli addetti del punto di vendita.

Mercati reloaded
Strutture liberty che diventano straordinari contenitori d’epoca, vere cittadelle del cibo dove andare per farsi coinvolgere dal colore e dal profumo degli alimenti in vendita sulle bancarelle e negli stand dei commercianti. Ma anche da assaggiare sul posto, appena cucinati, o da accompagnare a un aperitivo o un dopocena all’insegna del food locale, vivo e fresco. Quello dei mercati coperti è un trend in forte sviluppo da anni, che accomuna tutta l’Europa, da Lisbona ad Amsterdam, e che di recente è sbarcato anche nello stiloso mercato del pesce di Besikstas, a Istanbul, o nel ritrovato Mercato Centrale di Firenze. E c’è persino un progetto Ue, di cui è capofila Rialto a Venezia, per il recupero e la valorizzazione dei mercati storici urbani. Ma i mercati non sono solo folklore: molti si sono attrezzati per restare al passo con i tempi e ora propongono nuovi servizi che semplificano e facilitano la spesa.
Alcuni consentono di prenotare al telefono o su internet la spesa che poi il cliente ritira, già impacchettata, quando gli fa comodo, oppure recapitano direttamente a domicilio gli acquisti fatti via web, come succede all’Albinelli di Modena o al Serpentara di Roma.

Fabbri 1905 celebra un secolo di Amarena con tre special edition

Fabbri 1905 festeggia con un anno di iniziative il centenario del suo prodotto-simbolo, l’Amarena, nata nel 1915 su ricetta di Rachele Fabbri, moglie del fondatore Gennaro e divenuta con il suo vaso in ceramica a decori bianchi e blu un’icona dell’azienda. Un anniversario celebrato attraverso la comunicazione social e con incontri e concorsi pensati sia per il pubblico sia per i maestri gelatai, passando naturalmente per tre cuvette in special edition e una versione “100 anni” pensata anche per Expo Milano 2015.
Dalle sue origini di drogheria acquistata nel 1905 a Portomaggiore, presto diventata Premiata Distilleria G.Fabbri, la holding italiana a conduzione familiare conta oggi 250 dipendenti, 17 linee di produzione e 11 sedi in tutto il mondo, distribuendo in oltre 100 nazioni i suoi prodotti di pasticceria e gelateria artigianale, di offerta dedicata agli operatori di ristorazione e bar, passando per il largo consumo con l’Amarena e gli sciroppi.

Il nuovo flagship store di Illy unisce caffè ed arte contemporanea

Illy ha aperto il proprio flagship a Milano, nella nuova piazza Gae Aulenti del quartiere Porta Nuova. Il concept, presente a Parigi, Londra, Los Angeles, è quello di un caffè artistico ed esperienziale, reso unico dalle opere d'arte della Galleria Lia Rumma esposte a rotazione, a partire dall’arazzo dell’artista sudafricano William Kentridge in mostra per l’inaugurazione. A cambiare nel corso della giornata è invece l’offerta gastronomica, che si rinnova seguendo il lifestyle italiano: la superficie di circa 200 mq su due livelli, esprime lo stile italiano a partire dal caffè, attraverso un'offerta di caffetteria e tavola calda che va dalla colazione all'aperitivo alla cena, o il brunch nel fine settimana. In tutto, i posti a sedere sono 70. Il nuovo store propone dunque un’esperienza multisensoriale all’insegna di visual e gusto dove emergono il colore rosso e due chandelier di tazzine Illy Art Collection. All’interno del locale, aperto tutti i giorni dalle 7 alle 22.30, si possono infine acquistare tutti i prodotti del brand:  accanto a cibo, pasticceria, caffè e bevande, i prodotti Illy di caffè o inerenti: macchinette, tazze da collezione, accessori per la colazione, cioccolato, tè e confetture. Aperto tutti i giorni dalle 7,00 alle 22,30.

Libri in Gdo? Ci pensa Txt

di Elena Giordano

È il riferimento per il segmento educational all’interno della Gdo: Txt lavora, grazie al supporto della tecnologia, per rendere semplice prenotazione, smistamento e consegna al cliente finale dei libri nei punti di vendita della distribuzione moderna (canale che rappresenta il 20% dell’intero mercato dell’editoria scolastica). Txt, che movimenta ogni anno 3,5 milioni di volumi, in oltre 1.000 punti di vendita, che opera con centinaia di fornitori e con le insegne rappresentative della Gdo, fornisce agli specialisti di queste ultime diversi strumenti, tra cui il software MyTxt per il controllo in tempo reale degli ordini. Una evoluta piattaforma consente ai buyer di accedere autonomamente a tutti i dati relativi alla categoria, a partire dalle prenotazioni fino alle performance del fornitore .

Il sistema di prenotazione Txt consente di individuare rapidamente i testi adottati per la classe dell’alunno, rendendo rapido e preciso il servizio. L’azienda provvede a etichettare i volumi dotandoli di bar code per il passaggio in cassa e, qualora richiesto dall’insegna, può confezionarli già divisi per cliente. Stessa semplicità viene garantita al consumatore finale, che può prenotare sia on line, che direttamente presso un punto di vendita, con l’opzione di ricevere i libri già rivestiti con copertine personalizzate. Il flusso di lavoro di TXT ha il suo picco nel periodo back to school, durante il quale, alla gestione dei libri universitari e di varia, si aggiunge quella dei testi scolastici.

Il vino in gdo ritrova il suo dinamismo

Vinitaly 2015 certificherà la svolta, timida ma significativa, avvenuta nel 2014. Finalmente in ripresa i vini a denominazioni d'origine in bottiglia 75 cl. Sul tappeto ancora il problema delle promozioni

di Alessandro Battaglia Parodi

Sono decisamente interessanti le vendite del vino nella grande distribuzione nell'ultimo anno. Le anticipazioni di una ricerca Iri che verrà presentata al prossimo Vinitaly (22-25 marzo) mostrano infatti un'inversione di tendenza rispetto al 2013 e alle stagioni precedenti. Il vino confezionato fino a 75 cl segna un +1,5% a valore e un +0,2% a volume. I vini a denominazione d’origine spuntano un +1,3% in valore per i vini a denominazione d’origine in bottiglia da 75 cl e riducono la frenata a volume, (0,7% in controtendenza rispetto al 2013 quando si era arrivati a –3,2%). Segnali timidi, ma che fanno ben sperare per la stagione in corso.
La ricerca indica anche quali sono i vini più amati dagli italiani nell'ultimo anno: capolista rimangono gli imbattibili Chianti e Lambrusco, che mostrano però una flessione delle vendite a volume. Al terzo posto il Vermentino continua a crescere di anno in anno, seguito da Prosecco, Nero d’Avola, Muller Thurgau e Traminer. Tra gli “emergenti”, cioè con maggior tasso di crescita, troviamo i vini marchigiano-abruzzesi Pecorino e Passerina, tallonati dal siciliano Inzolia. Entra in questa classifica, per la prima volta, il laziale Orvieto.

“La questione fondamentale per il 2015 ed i prossimi anni è la difesa del valore da parte delle cantine e della gdo -commenta Virgilio Romano, client service director di IRI-. La rincorsa dei volumi come prevalente obiettivo di crescita rischia di rivelarsi controproducente. Quindi sì alle promozioni, ma con intelligenza strategica. Perché la difesa del ‘valore’ passa dalla difesa dei prezzi”. Il tema del value sarà, del resto, al centro della tradizionale tavola rotonda di Vinitaly che vedrà confrontarsi produttori e distributori su un argomento dirimente, come evidenzia Angelo Corona, rappresentante di Federdistribuzione, nonché direttore acquisti PL di Finiper: “Saper calibrare le promozioni è fondamentale. Occorre sostenere i consumi, non solo di vino, ma senza drogare il mercato e senza annullare la percezione del giusto prezzo, che i consumatori devono mantenere. E su questi segnali occorre lavorare per dare continuità. Va ripensato il display dello scaffale, per abbinare un assortimento profondo con criteri che rendano facili la lettura dell’esposizione e la scelta. La comunicazione va migliorata e resa più efficace, sia lavorando sullo scaffale, sia con ‘app’ per gli smartphone, introducendo degustazioni e settimane del vino regionale. O evidenziando il corner del vino biologico che nei supermercati è ancora di nicchia, ma è cresciuto nel 2014 dell’11,3% a volume e ha raggiunto i 1.432.000 litri venduti”.

Il nuovo spazio abbigliamento di Carrefour Planet di Assago (Mi)

Sèbastien Jan, responsabile tessile di Carrefour Italia, spiega come è cambiato l'approccio al mondo abbigliamento per uomo, donna e bambino di Carrefour adottato nell'ipermercato Carrefour Planet di Assago (Mi)

Assortimento rinnovato, ambientazione più aperta e con soluzioni visual tipiche delle insegne specializzate, focus sulla convenienza: Sèbastien Jan, responsabile tessile di Carrefour Italia, spiega come è cambiato l'approccio al mondo abbigliamento per uomo, donna e bambino di Carrefour e gli obiettivi di sviluppo che l'insegna intende raggiungere

Bofrost Italia in crescita del 4,8% pianifica l’espansione

Bofrost Italia S.p.A., azienda che si occupa di vendita diretta degli alimenti surgelati, prosegue con un trend positivo chiudendo il bilancio 2014/2015 in crescita del 4,8% rispetto al precedente esercizio, ovvero con un fatturato che sale a 217 milioni di euro. Questi i dati annunciati nel corso di un evento svoltosi allo Stadio Friuli di Udine, dove Bofrost ha annunciato che continuerà con il suo piano di espansione della rete di vendita, investendo parallelamente 4,5 milioni di euro nel rinnovo delle filali.
L’anno commerciale evidenzia un aumento anche nel comparto occupazionale, che vede 86 nuove assunzioni per un totale di 2mila dipendenti e 300 operatori di vendita.
L’azienda fondata dal presidente Edoardo Roncadin nel 1948 dichiara una quota valore di mercato che tocca il 9,5%, ponendola in seconda posizione solo a Findus.

Con Lavazza la capsula diventa compostabile

Da sinistra Gunter Pauli, Fondatore della Zeri Foundation e iniziatore della Blue Economy, Catia Bastioli, Amministratore Delegato Novamont e Marco Lavazza, Vice presidente Gruppo Lavazza

di Barbara Trigari

Da sinistra Gunter Pauli, Fondatore della Zeri Foundation e iniziatore della Blue Economy, Catia Bastioli, Amministratore Delegato Novamont e Marco Lavazza, Vice presidente Gruppo Lavazza
Da sinistra Gunter Pauli, Fondatore della Zeri Foundation e iniziatore della Blue Economy, Catia Bastioli, Amministratore Delegato Novamont e Marco Lavazza, Vice presidente Gruppo Lavazza

Lavazza in partnership con Novamont è arrivata prima nella corsa verso la realizzazione di una capsula per il caffè interamente riciclabile. La cialda, compatibile con la macchinetta Lavazza Minù e disponibile in due miscele 100% arabica, viene raccolta con l'umido e sarà disponibile dal 2016. L'elaborazione del progetto è durata cinque anni e si inserisce in una più ampia visione aziendale che mira a ottimizzare tutte le fasi della propria produzione, anche in vista della valorizzazione di siti produttivi prima dismessi e in futuro riutilizzabili per le produzioni a monte del rifiuto. Oppure come già avviene per Novamont, nella produzione delle plastiche e dei componenti riciclabili necessari alla realizzazione delle capsule o di altre produzioni. I fondi di caffè si possono utilizzare per produrre inchiostri, funghi commestibili, pellet; le altre materie riciclate, oli e cellulosa, servono a produrre cosmetici, biodisel, biopolimeri, carta, tessuti, carboni attivi e mattoni.

 

Via al primo monomarca bresciano di Dorelan

Sarà in via Vittorio Emanuele II, al civico 46, il primo showroom Dorelanbed della città di Brescia. In apertura lunedì 9 marzo, il negozio monomarca Dorelan ospiterà su due piani, con superficie espositiva di 310 m², tutti i prodotti dell’azienda relativi al sistema letto completo, accessori compresi.
Con dieci vetrine e 22 angoli prova, il 12° Dorelanbed lombardo fonde la presentazione delle collezioni a un’estetica del sonno, che punta a far vivere una shopping experience a tutto tondo. Dalla linea di materassi antiacaro e anallergici Fisiology, con tecnologia a molle Twin System, passando per l’ultimo design Soft Touch, a firma Enrico Cesana, il punto vendita bresciano “punta ad accogliere il cliente e a formulare per lui una proposta che gli sia congeniale”, come sottolineato dal responsabile dello showroom Simone Salvatoni.

Conad per le donne con il braccialetto Made in carcere

Conad sceglie di superare la tradizionale mimosa con un’iniziativa a interamente al femminile e già dal 2 marzo, in attesa della festa della donna, promuove la vendita di 380mila braccialetti Made in carcere. Si tratta di accessori sartoriali realizzati in lycra riciclata e confezionati dalle detenute attraverso Officina Creativa, il cui parte del ricavato andrà all’associazione DiRe - Donne in rete contro la violenza.
Qualità ed eticità dei braccialetti, così come di tutti i prodotti realizzati nelle sezioni femminili di alcuni penitenziari, sono certificati attraverso il marchio Sigillo dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.
“Vogliamo celebrare la giornata dell’8 marzo non limitandoci al gesto di donare la mimosa, bensì offrendo alle donne più deboli, che vivono l’esperienza del carcere o hanno subito violenza, una concreta opportunità di chiudere con un passato difficile, contribuendo a migliorare il loro futuro”, ha dichiarato l’ad Conad Francesco Pugliese.

Fujitsu implementa il retail e lancia il nuovo tablet industriale

Prosegue il percorso di Fujitsu all’interno del settore retail con la nuova strategia di connessione che parte dall’estensione dell’applicazione Pos Market Place ai dispositivi mobili. L’obiettivo è quello di implementare sia il customer service che l’efficienza enterprise dei punti vendita internazionali, consentendo ai retailer di operare con diversi servizi end-to-end e multicanale. In quest’ottica, il Fujitsu Market Place Mobile è stato progettato specificatamente per rispondere al problema delle transazioni fallite in caso di perdita della connettività alla rete del negozio.
La società giapponese ha parallelamente presentato nel corso del Mobile World Congress il nuovo tablet pc progettato per un uso industriale, in ambienti dove i tradizionali tablet non risulterebbero adeguati. Lo Stylistic V535 è infatti in versione rugged resistente ad acqua, polvere e ad urti e cadute fino a 1,8 metri d’altezza, che lo rendono particolarmente indicato per settori come la logistica.

Carrefour definisce un nuovo concept per il tessile

Il nuovo reparto abbigliamento e tessile di Carrefour ad Assago (Mi). Ne parla Grègoire Kaufman, direttore commerciale e marketing di Carrefour Italia.

Dall'ipermercato Carrefour Planet di Assago (Mi) viene lanciato la nuova soluzione che il Gruppo ha deciso di implementare per rilanciare il reparto abbigliamento e il tessile. Assortimento e visual sono stati rivisti con soluzioni ispirate dalle catene di specialisti, considerati i veri competitor questo comparto. Grègoire Kaufman, direttore commerciale e marketing di Carrefour Italia, spiega le motivazioni alla base del rilancio e gli obiettivi di sviluppo

La Rinascente passa allo smart working con Google

Modernizzata con Google Apps l’infrastruttura di comunicazione, per adeguarla alle nuove esigenze di collaborazione allargata. Google partner di altri progetti di change management nel retail: i casi OVS e Ocado. Intervista a Fabio Fregi, Country Manager di Google Enterprise.

Il nuovo store Pam Local di Torino in immagini

Nel cuore di Torino, in via Botero, è attivo dalla fine dello scorso anno un nuovo punto di vendita Pam Local, il terzo store a insegna Local, la firma di Gruppo Pam per i centri città.
Le caratteristiche, in immagini, della nuova insegna Pam Local, in via di sviluppo sul territorio nazionale nelle grandi città. Focus sullo store di Torino.

di Alessandra Bonaccorsi

Un nuovo format pensato per i centri storici e concentrato su piccole dimensioni, tipiche della bottega tradizionale, con un'alta incidenza di prodotti pronti, per soddisfare le esigenze di chi ha poco tempo: queste le caratteristiche di Pam Local, la nuova insegna che Gruppo Pam sta sviluppando nelle grandi città, da Roma a Torino e Milano.

Il Salumificio Piacenti torna a valori Dop con gestione autonoma

Il Salumificio Piacenti si trasforma in Salumificio Toscano Piacenti di San Gimignano, ripartendo dai suoi valori originari a sfondo regionale e a gestione autonoma, dopo una collaborazione pluriennale con il gruppo Parmacotto, che gli ha consentito crescita e apertura verso il mercato estero, nonché l’introduzione di nuove linee produttive.
La scelta deriva dalla volontà di ritornare ad essere un brand portavoce della tradizione toscana, declinata nel nuovo luogo dal richiamo artigianale. A riscontro di un interesse del marchio per l’aspetto qualitativo del made in Italy, i due stabilimenti dell’azienda hanno ottenuto la certificazione Usda/Fsis, che la abilita ad esportare il Prosciutto Toscano Dop anche in Usa.

Despar Sud Italia sostiene Legambiente con la patata di Campo

Despar Sud Italia ha scelto di sostenere l’edizione speciale della campagna itinerante di Legambiente e Ferrovie dello Stato, che vede il Treno Verde portare nei supermercati Despar, Eurospar e Interspar della Puglia la cosiddetta patata di Campo, arrivando il 3 marzo a Bari. Il prodotto è stato selezionato come emblema della filiera orticola italiana a livello qualitativo e di responsabilità ambientale, in quanto coltivato con sistemi irrigui a basso consumo idrico rispetto a quelli tradizionali.
L’agricoltura sana e sostenibile sono infatti i valori al centro dell’iniziativa, intercettati dal marchio in collaborazione con Romagna Fratelli Spa e il suo centro di distribuzione Maiora Srl, di cui l’ad Pippo Cannillo sottolinea l’impegno costante per la riduzione dei consumi energetici e delle emissioni inquinanti, in primis attraverso il fotovoltaico.

Verso un Pos unico multicard per i buoni pasto elettronici

Un sistema che apporti benefici d'uso e semplificazione per il consumatore finale, riducendo al contempo i costi associati al cartaceo, la complessità di gestione e le falle nella sicurezza a favore dell'esercente. Questi i principali vantaggi apportati dall'eventuale introduzione di un unico Pos per leggere i buoni pasto elettronici sotto forma di card  dei vari emettitori, come previsto dall'intesa siglata tra Sodexo Benefits & Rewards Services, QUI! Group e Day Ristoservice Group Up.
L'accordo, aperto ai diversi operatori e in attesa di approvazione da parte delle autorità competenti, segue alla possibilità di dedurre fiscalmente dal 1° luglio 2015 7 euro per i buoni stessi, grazie alla nuova normativa al riguardo.
“Si tratta di un accordo che getta le basi per una reale introduzione del Pos unico, in grado di contribuire in maniera concreta a una valorizzazione del buono pasto come benefit integrativo, incrementandone la diffusione e migliorando il funzionamento dell’intero sistema per tutti gli attori della filiera”, ha sottolineato Sergio Satriano, Managing Director di Sodexo Benefits & Rewards Services.

La crisi campana di Auchan che annuncia 320 esuberi

Continua la crisi di Auchan anche su suolo italico, concentrandosi in particolare nei cinque ipermercati di Napoli e provincia, che dal 2013 al 2014 hanno registrato un calo a doppia cifra del 12,5%. Con gli attuali contratti di solidarietà ormai in scadenza e rivelatisi tutt'altro che risolutivi, la multinazionale francese annuncia 320 posti di lavoro in esubero solo nell'area campana, come riportato da Il Mattino. In tal senso, la soluzione avanzata da Auchan per una delle situazioni più gravi e pressanti, ovvero quella di Pompei, propone per circa 190 lavoratori un taglio degli stipendi del 40%, volto ad evitare il licenziamento secondo la formula della mobilità interaziendale.
Quest'ultima è già stata adottata volontariamente dai dipendenti dell'Ipercoop di Afragola, che l'hanno votata a maggioranza accettando una serie di sacrifici come il salario quasi dimezzato con cassa integrazione a rotazione lunga, la rinuncia alla maturazione dei permessi oltre le 32 ore retribuite e agli scatti di anzianità. Sono solo alcune delle misure previste dall'eventuale applicazione della formula, che non sembra trovare riscontro favorevole presso i rappresentati dei lavoratori e che si inserisce in un contesto nazionale dove Auchan rileva un totale di 1.100 esuberi su 8.000 dipendenti dei 60 punti vendita.

Arcaplanet apre a Milano il 120° store

Il 2015 è un anno di traguardi per Arcaplanet. Dopo aver lanciato  il canale e-commerce a gennaio, il retailer ha recentemente inaugurato la sua 120° apertura in quel di Milano. Con una superficie di 750 mq, lo store della catena di supermercati per animali è situato in viale Certosa e vanta un assortimento di circa 8.000 prodotti. Ma i traguardi non finiscono qui e così Arcaplanet mette in cantiere di aprire entro quest'anno il primo negozio al sud oltre ad allargare la propria presenza geografica da 10 a 13 regioni italiane.

Per realizzare lo store milanese (il 13° nella città meneghina) l'azienda ha investito 450 mila euro. Sono previste a breve all'interno del negozio consulenze di esperti cinofili nonché l'installazione di un display touchscreen affinché i clienti possano risolvere piccoli problemi o curiosità legate al proprio animale da compagnia. Non è previsto, invece, il servizio di toelettatura già presente in altri sei pdv della catena.

 

 

Assegnato il premio Henkel Innovation Challenge per l’Italia

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Questa è l'ottava edizione del concorso internazionale Henkel Innovation Challenge in cui vengono invitati gli studenti universitari e post universitari, di qualsiasi disciplina, a sviluppare idee innovative e sostenibili per nuovi prodotti o tecnologie in uno dei tre settori in cui opera Henkel: Adhesive Technologies, Beauty Care e Laundry & Home Care. Particolare di non secondaria importanza, il progetto doveva essere pensato in base alle esigenze del mercato nel 2050.

I vincitori
Di quarantotto team che hanno preso parte alle preselezioni, ne sono stati scelti dieci per presentare i loro progetti ad una giuria composta da manager Henkel. Fra questi dieci 4 erano provenienti dalla Bocconi e sono risultati vincitori la coppia Tommaso Bressa e Iva Mladenovic, con il progetto CyanoFix, sull'uso di un'opportuna colla adatta agli esseri umani al posto dei punti di sutura e non solo. Tommaso Bressa ha precisato che c'è molto interesse nei centri di ricerca per questo tipo di soluzioni.

Creazione dei team concorrenti da parte della Bocconi
Il team vincitore, composto da due studenti Bocconi rappresenterà l’Italia alla finale internazionale in programma a Vienna (Austria) ad Aprile 2015, dove si confronterà con studenti provenienti da 30 Paesi del mondo. Cinque mesi fa, 36 studenti della classe inglese di Marketing management sono stati suddivisi in squadre di due persone ciascuna e invitati a creare un prodotto innovativo o una tecnologia per uno dei marchi Henkel in una delle tre aree di business in cui opera la multinazionale: beauty care; laundry and home care; adhesive technologies.

Nova Coop lancia i bollini per una sana alimentazione infantile

L’idea è quella di educare i bambini tra i 4 e i 10 anni a un’alimentazione sana, basata sul consumo di frutta e verdura, attraverso un’iniziativa ludica che dal 23 febbraio al 26 aprile coinvolge tutti i supermercati e gli ipermercati Nova Coop. Per ogni 10 euro di spesa verrà infatti consegnato alla cassa un bollino e, una volta raggiunta quota 18, si potrà ricevere un pelouche Vitamino con contributo di 2,90 euro, o con 690 punti SocioCoop. Insieme ai pupazzi sarà possibile acquistare il libro dai risvolti didattici che narra le loro avventure, nonché scaricare gratuitamente il relativo gioco interattivo tramite applicazione su App Store o Google Play.
I proventi dell’iniziativa andranno in parte a favore di CasaOz, l’Associazione Onlus torinese che dal 2007 si occupa di famiglie con minori che attraversano un qualunque stato di malattia.

Il gruppo Igd aumenta l’utile del 46% e incrementa il dividendo

Il gruppo Immobiliare grande distribuzione chiude un 2014 con utile netto in aumento del 46% rispetto all’anno precedente, ovvero pari a 7,3 milioni di euro. La pubblicazione dei conti va di pari passo con la proposta all’assemblea degli azionisti di distribuire un dividendo pari a 0,0375 euro per azione, con pagamento a partire dal 20 maggio.
Per quanto riguarda la gestione caratteristica, Igd, che fa capo a Coop Adriatica per il 43,99% e a  Unicoop Tirreno per il 12,93%, rileva ricavi stabili rispetto al 2013, che si attestano a 120,5 milioni di euro. Salgono dell’11% i costi legati alla gestione diretta, ovvero a 31 milioni, mentre calano indebitamento ma anche margine operativo lordo, sceso del 4,9% con 78,81 milioni di euro.
I dati presentati hanno fatto registrare al gruppo una progressione in borsa, con Piazza Affari che raggiunge l’apice annuale salendo del 3,58%.

Cedi Sisa Centro Nord rivoluziona logistica e consegna

Sisa

Una rivoluzione logistica per Ce.Di. Sisa Centro Nord S.p.a., che punta ad ottimizzare costi e risorse, intervenendo sulle tre piattaforme e sul concentramento delle consegne. I cambiamenti effettuati hanno riguardato soprattutto la piattaforma laziale di Santa Palomba, diventata polo principale per le referenze alimentari di tutto il Centro Italia e che soddisfa anche il fabbisogno dei punti vendita in area Mosciano, l’altra piattaforma in zona centrale. Quest’ultima accoglierà a sua volta l’assortimento grocery ad alta rotazione per servire l’area adriatica, mentre freschi e surgelati sono stati unificati su una piattaforma esterna a Latina.
Il gruppo, che serve circa 1000 punti vendita in 12 regioni, ha creato una rete di transit point nel Nord Italia per rifornire i supermercati Sisa più lontani dai depositi, attuando una generale operazione di revisione e trasformazione che migliora l’efficienza per il fornitore e consente un parallelo ampliamento degli assortimenti.

Despar Nordest chiude un 2014 in crescita del 2,2%

Dopo un aumento di fatturato dell’1% nel 2013, Despar Nordest continua la sua crescita in controtendenza con l’andamento generale della Gdo e chiude il 2014 a +2,2%, ovvero a 1.904,5 milioni di euro. Questi i primi dati di bilancio comunicati dalla concessionaria Aspiag Service, che parlano di un annata dinamica con 39 nuove aperture tra filiali dirette e retailer associati.
Il 2014 si chiude inoltre con il passaggio strategico di Despar Nordest dalla Centrale Italiana a Esd Italia per l’acquisto, già scelta da catene come Acqua&Sapone e Selex, nonché con la conferma di un interesse della concessionaria per l’Emilia Romagna, dove punta ad incrementare la presenza dopo l’ingresso a Reggio Emilia.
Bene per Aspiag Service anche sul fronte occupazione e responsabilità sociale, che nell’ultimo anno arriva a quota 6.867 collaboratori con 900 nuovi contratti a tempo indeterminato, mentre parallelamente riduce le emissioni di CO2 del 3,10% e amplia il perimetro di applicazione della certificazione Uni En Iso 14001:2004, conseguita nel 2013.

Venchi raddoppia a Londra e adotta i prodotti da forno

Dopo il punto vendita di Convent Garden Venchi raddoppia in territorio londinese e apre un secondo shop ad Hampstead, il cosiddetto Village. Il format prescelto dall’azienda piemontese è elegante e rimanda ad una piccola gioielleria, dove le trasparenze e le griglie si uniscono a nuovi fondali in ottone, per presentare attraverso le vetrate tutta la tradizionale selezione di cioccolateria sfusa e confezionata, creme spalmabili e gelateria. Novità assoluta, riservata al nuovo store, è una linea di prodotti da forno realizzati in eslcusiva per il brand.
Di recente, inoltre, Venchi ha implementato la sua parallela strategia di presenza nei luoghi di passaggio principali in vista di Expo 2015, aprendo un punto vendita anche nell’aeroporto di Milano Linate, dopo i già inaugurati shop a Malpensa ed Orio al Serio, così come nelle stazioni di Milano Centrale e Cadorna.

Fossil Group apre un corner multi-brand dentro Coin a Milano

Dopo il punto aperto nel nuovo Coin Excelsior di Roma, Fossil Group incrementa il sodalizio con la catena e inaugura un corner nel department store situato in Piazza Cinque Giornate a Milano.
All’interno del nuovo spazio di vendita, che si focalizza su gioielleria e orologeria, si trovano prodotti appartenenti al brand di proprietà Fossil e a parte dei marchi distribuiti in licenza, ovvero Emporio Armani, Skangen, Diesel e Michael Kors.
Il gruppo statunitense conferma così il suo interesse per un’espansione italiana attraverso la rete dei grandi magazzini, situati in zone di rilevo.

Lema arriva a Londra con un nuovo flagship store

Lema porta a Londra il suo design made in Italy e apre a Kings Road un nuovo flagship store a firma Piero Lissoni. Lo showroom occupa due livelli per una superficie di oltre 400 metri quadri, ed ospita insieme alle collezioni casa un atelier sartoriale dedicato ad architetti e interior designer, per lo sviluppo di nuovi progetti a fianco di professionisti dedicati.
Dall’arredo modulare giorno, come le librerie, a quello free-standing, lo spazio segue uno stile elegante ed armonico, senza tonalità eccessive o chiassose, proponendo anche elementi storici dell’azienda, come l’armadio a centimetro, costruito su misura per il cliente. Personalizzazione e realizzazione di soluzioni ad hoc sono infatti alla base della tradizione artigianale di Lema, fondata nel 1970 dalla famiglia Meroni, che tuttora ne guida lo sviluppo in territorio internazionale.

Brico Io si rinnova: nuovo format con tre shop in shop

Brico Io Concorezzo (Mb)

di Dora Binnella

Shop in shop in un centro bricolage per variare le dinamiche di frequenza negli spazi sempre più rivolti alla donna ed alla famiglia. È il nuovo format di Brico Io di Concorezzo (Mb), che sabato 28 febbraio inaugura un restyling importante, con l'adeguamento al nuovo e più performante concept, sviluppato nella parte della brand identity da nomi noti, tra cui spiccano il designer Giorgio Galli, lo studio Mario Milizia ed il fotografo Oliviero Toscani.
Tre partner, dunque, a consolidare la nuova strategia della catena del fai da te, come ci racconta il consigliere delegato Mario A. Aspesi: "Gli shop in shop sono figli della nostra strategia legata al concetto di bricolage di vicinato. Coerentemente alle merceologie tradizionali, desideriamo porre sotto lo stesso tetto tutto quello che serve per fare bella la casa ed il giardino. Da qui la scelta di ampliare l'offerta con prodotti rivolti all'abbellimento della casa, alla cura degli animali domestici e anche alla cura della persona, attraverso partnership con operatori specializzati di qualità. Siamo convinti che la presenza di questi prodotti potrà notevolmente migliorare il tasso di ripetizione di acquisto, che nel nostro mercato è molto rallentato".

Corner specializzati
Spicca all'ingresso del layout, l’Outlet del Kasalingo, con uno spazio raddoppiato (circa 200 mq) rispetto al solito. Segue, dopo i reparti decorativi, l’Isola dei Tesori, marchio che segnala la presenza di un'offerta completa nell’alimentazione e negli articoli per la cura degli animali domestici. Al di là del corridoio centrale, infine, si trova il nuovo settore Bolle Blu, dedicato all’igiene e bellezza della persona e alla pulizia e cura della casa, marchio in esclusiva che Brico IO ha messo a punto insieme a Gruppo Gottardo, nuovo partner commerciale.

Il Mercato del Duomo, il nuovo multi-concept di Autogrill a Milano

Ben 13,5 milioni di euro di investimento per uno store con consumo dedicato alle eccellenze locali nel cuore di Milano

Ormai la strada è tracciata e il food eccellente è la nuova vena aurifera. Così Autogrill ha aperto in Piazza del Duomo a Milano un punto di vendita e di ristoro con specialità alimentari provnienti dai fornitori locali di eccellenze, selezionati con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (UNISG).

La location
Il progetto architettonico, curato da Michele de Lucchi, noto architetto e designer italiano, darà vita al più importante flag ship store del marchio. Oltre al significato commerciale, l’operazione di Autogrill ha anche un valore architettonico di recupero di uno dei patrimoni della città di Milano. Il progetto valorizza i disegni originali di Giuseppe Mengoni architetto e ingegnere che progettò la Galleria Vittorio Emanuele; lo spazio ospita anche la scultura dell’artista Adam Lowe, che riproduce le radici di un albero di ulivo secolare. Il Mercato del Duomo ha uno sviluppo verticale su quattro piani per una superficie aperta al pubblico di 3.000 metri quadrati. Il comprensorio è ben più grande occupando ben 5.000 metri quadrati.

Expo like
Il progetto permette di realizzare uno spazio in linea con la filosofia di Expo attraverso un percorso espositivo e di vendita che evidenzia l’intera filiera alimentare. Si parte dalla materia prima fino al cibo da consumarsi in modalità veloce e slow (e non poteva essere diversamente considerata la collaborazione con Unisg e Carlo Petrini). Un punto di forza sarà la caffetteria e croissanteria che punta ad un’offerta di qualità premium; Il Mercato, punto di attrazione e di novità del nuovo punto di vendita sarà gestito da Compagnia Alimentare con una fedele riproduzione di un mercato ambulante urbano. Sempre nel punto di vendita sono previsti Bistrot Milano Duomo per i prodotti tipici, la Terrazza Aperol e il ristorante laboratorio Spazio in cui i cuochi della Scuola di Formazione di Castel di Sangro (L’Aquila) interagiranno con gli ospiti. Non manca un wine bar.
Appuntamento al 30 aprile giorno di previsto di apertura..

La logistica si evolve per soddisfare le esigenze dell’eCommerce

Tranne che nel periodo estivo, nel 2014 l’eCommerce b2c ha originato mensilmente la movimentazione di 9,5 milioni di pacchi che hanno prodotto un incremento del 16% rispetto al 2013 in cui l’analogo indicatore contava 8 milioni di colli. Il Libro Bianco dell’eCommerce evidenzia che in larga misura i consumatori sono soddisfatti dei servizi di delivery ma tuttavia sono ugualmente all’orizzonte importanti fattori evolutivi. Uno di questi è senza dubbio lo sviluppo dei punti di ritiro, molto graditi ai consumatori italiani, che permettono il pagamento al ritiro e anche in contanti. Inoltre consentono di favorire le esigenze di compatibilità degli orari nelle varie fasce della giornata.
Secondo Roberto Liscia, presidente di Netcomm: “Oggi, nell’era degli acquisti online di massa, le esigenze degli acquirenti sono più diversificate di una volta e i servizi di consegna a domicilio non sono ancora adeguatamente attrezzati a rispondervi. Il miglioramento della logistica potrà avere un significativo impatto positivo anche sulla crescita e sulla nuova occupazione. I progressi che avverranno nella logistica porteranno benefici a tutti gli attori coinvolti nelle attività del commercio elettronico, dai consumatori ai merchant e agli stessi operatori logistici”.

Sistema_di_consegne_03Non solo delivery
Il Libro Bianco evidenzia che in prospettiva evolutiva, la logistica potrà dare dei servizi diversi dagli attuali a maggiore “tasso” tecnologico ma tutto ciò necessiterà di un adeguamento dell’impianto normativo, fiscale e di disciplina delle attività logistiche. La gestione dei Raee e il tema delle transazioni cross-border sono due esempi circa gli ambiti che richiedono un aggiornamento in materia.
Netcomm ha svolto un’indagine sulla logistica da cui sono scaturirti alcuni dati significativi. 96 consegne su 100 sono effettuate a domicilio. Di queste il 90% circa avviene nella propria abitazione. Tuttavia la conoscenza di giorno e dell’ora circa la consegna è un dato quasi mai in possesso dell’acquirente e questo rappresenta uno spazio di lavoro in cui migliorare il servizio.
L’utilizzo di un pick & pay coinvolge solo il 5% delle consegne anche se determina un elevato grado di soddisfazione. Il fenomeno locker è ancora agli albori e su di esso non ci sono dati significativi. I tempi di consegna sono maggiori di quelli di ritiro: 4,3 giorni e 4,6 giorni rispettivamente dopo la data dell’ordine. È interessante notare che le consegne nello stesso giorno dell’ordine o entro le 24 ore riguardano solo l’8% dei ritiri e l’1% delle consegne.
Un vero boost per lo sviluppo dell’eCommerce, afferma il Libro Bianco, sono le consegne a domicilio con precisione di data e orario. Un obiettivo di non semplice raggiungimento anche a causa delle condizioni ambientali non sempre costanti e prevedibili.

Sistema_di_consegne_02

 

Sistema_di_consegne_01Fonte: Netcomm, Libro Bianco sulla Logistica

Pam local apre a Roma il quinto punto di vendita

Il nuovo Pam local segue quelli di corso Vittorio Emanuele, via Terenzio, via Sacchetti e via delle Botteghe Oscure e precede l’apertura di un sesto punto di vendita in via S. Martino della Battaglia.
Piazzale Adriatico è al centro della zona Municipio III di Roma e il nuovo Pam local si insedia in contesto ad alta urbanizzazione. Lo staff è composto da personale sotto i 30 anni con l’obiettivo dichiarato dall'insegna di dare impulso al servizio in termini di efficienza.
In termini di concept, Pam local è un every day low price sviluppato in una superficie di vendita ridotta a soli 250 mq. L’assortimento è orientato a soddisfare il consumo quotidiano con focalizzazione anche su target specifici come i single, i vegetariani e vegani, intolleranti e celiaci. Il versante dei freschi privilegia l’asporto veloce con proposte pesate e prezzate. Infine attenzione agli Igp e Dop.

Sisa riorganizza la centrale, Ravagnan alla direzione generale

Completati i nuovi assetti gerarchico-direzionali della Centrale di servizi e acquisti Sisa SpA. Fra gli obiettivi della nuova organizzazione spiccano  il miglioramento della gestione e dell’efficienza della struttura, il rilancio del brand, e una maggiore focalizzazione sul consumatore, nell’interesse dei soci e delle imprese territoriali rappresentate dai Cedi (centri distributivi).

La direzione generale Sisa è affidata a Marco Ravagnan (foto). Alla direzione commerciale va Marco Calcagno con l’obiettivo di rafforzare le relazioni con i partner dell'Idm (Industria di marca) grazie anche alla recente partnership con Auchan-Sma per i contratti nazionali e con Crai per un accordo di sinergia operativa. Calcagno, che ha un'esperienza di lungo corso nell’industria e nella distribuzione, è arrivato in Sisa nel 2001, esattamente nel Cedi Sisa Centro Sud dov'era direttore commerciale.

Confermato il ruolo di direttore marketing e comunicazione per Danilo Preto, uno dei decani di Sisa, mentre Germano Ottone assume la direzione Mdd (Marca del distributore) con l'obiettivo di rafforzare e segmentare l’offerta attraverso le linee Sisa, Gusto&Passione e Primo.

All'inizio di quest'anno Sisa si è data un nuovo presidente (Aldo Pettorino)  dopo 30 anni di reggenza targata Sergio Cassingena.  Aldo Pettorino era già vicepresidente Sisa, consigliere CdA nazionale, e Presidente Cedi Sisa Centro Sud. Il Cda Sisa mantiene immutata la sua composizione che vede consiglieri Maria Cristina Amadeo, Sergio Cassingena, Alfio Morfino, Luigi Paglia e Elpidio Politico, oltre naturalmente al Presidente Aldo Pettorino e al vicepresidente Vito Petitto.

Uniqlo accelera in Europa e cerca di sbarcare a Milano

La spinta di Uniqlo verso il mercato internazionale passa dall’inaugurazione solo nel periodo 2014 di 183 nuovi negozi fuori dal Giappone, che portano il brand del fashion nipponico a un totale di oltre 700 punti vendita su territorio estero. Tra gli obiettivi dichiarati da Tadashi Yanai, presidente del gruppo Fast Retailing che controlla il marchio, figura l’apertura di un flagship store a Milano, capitale della moda made in Italy. Sembra tuttavia che Uniqlo riscontri qualche difficoltà nel reperire una location centrale che soddisfi tutti i requisiti richiesti, fattore economico compreso, soprattutto a causa di un affollamento del mercato.
Prosegue dunque l’accelerazione europea del brand, che dopo le recenti aperture a Berlino, Strasburgo e Marsiglia, cerca parallelamente un punto vendita anche a Barcellona. L’idea è di arrivare al 2020 con l’attuale giro di affari, corrispondente a circa 36 miliardi di euro, triplicato, ponendo talora maggiore accento sul cuore pop del fashion giapponese.

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