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Anche in Italia si diffonde il retail park

Mentre i centri commerciali sono a rischio di saturazione e stanno investendo in ristrutturazioni per ammodernare la loro offerta, sta crescendo la formula del retail park, soluzione considerata più agile in termini di gestione e di costi.
In questi ultimi due mesi, in Italia, sono diventati operativi tre progetti, due dei quali rappresentano un potenziamento del vicino centro commerciale classico: il parco di Rozzano (Mi), di fronte al c.c. Fiordaliso, il City Park di Cortenuova (Bg), a fianco dello shopping village Le Acciaierie e infine il Market Central da Vinci a Fiumicino (Roma), alle spalle del c.c. Leonardo.

Il polo di Roma
Il Central Market da Vinci è il primo retail park integrato con una GLA di oltre 57.000 mq. Con questa definizione si intende la presenza di grandi superfici di vendita specializzate e spazi dedicati alla ristorazione, tra loro separati, ma con parcheggi in comune (3.357 posti auto). Le locomotive del centro, che appartengono al mondo non alimentare, sono Leroy Merlin, Media World, H&M, Scarpamondo e Decathlon.
Leroy Merlin, ad esempio, punta su una struttura tradizionale a pianta rettangolare, con una vastissima offerta (50.000 referenze, di cui 35.000 di classe A) e servizi come il pool di artigiani e la realizzazione su misura di paralumi. Media World ha centrato il proprio format su nuove soluzioni nei grandi elettrodomestici (con maggiore spazio per le proposte ecologiche) e i prodotti da incasso. Interessante anche la presenza di Lindt Chocolaterie, il più grande outlet del gruppo che si sviluppa su 1.200 mq, di cui 700 di vendita, contro una dimensione media di 300 mq. L'obiettivo è presentare l'intera offerta del gruppo, in un ambiente che comprende un bar e uno spazio dedicato a corsi e degustazioni.

Il parco di Rozzano
Diverso l'approccio adottato a Rozzano (Milano, zona sud), dove il parco commerciale punta sulla presenza di 3 GSS e di un Medusa Multisala, con 13 sale, aperto lo scorso anno. Al contrario del retail park di Fiumicino, che cerca di ricreare la piazza di un paese, qui lo sviluppo delle tre locomotive (Leroy Merlin, Decathlon e Botanic) risponde a logiche più classiche: i pdv sono affiancati, su un'unica linea e con un marciapiede comune. Mentre Decathlon, che per motivi di licenza si sviluppa su due pdv separati, ripropone il format di Roma focalizzato su una comunicazione più efficace e orientata al self service, Leroy Merlin propone un nuovo flagship a pianta quadrata, con un percorso più compatto suddiviso per mondi separati. Inoltre, sono state introdotte soluzioni ambientate per evidenziare le merceologie. Botanic, invece, propone su una dimensione maggiore rispetto alla media della propria rete, il classico assortimento con piante, articoli da giardinaggio, piccoli animali domestici, con alimenti e accessori.

Il City Park di Cortenuova
L'apertura di questo spazio multifunzionale, che si sviluppa su due livelli per oltre 10.000 mq di GLA, sviluppa una proposta più orientata alle attività ludiche. La nuova struttura, infatti, collegata da due gallerie al centro principale, offre un Cinestar Multisala, un'area fun che comprende una sala giochi e biliardo, un bowling con 10 piste e un Casino, con oltre 60 slot machine. A ciò si aggiunge una vasta piazza per la ristorazione con proposte specifiche per le famiglie. Anche l'arte trova posto, con la prima pinacoteca permanente, che, fino al 23 dicembre, ospita una mostra dedicata a Pablo Picasso.

Casse self-service contro le code

I consumatori europei sono sempre più insofferenti alle code, in particolare a quelle nei punti di vendita: il 64% ha abbandonato un negozio o un ufficio a causa dello "stress da coda". Il 30% ha deciso di non rimettere più piede nel luogo in cui ha avuto dei problemi a causa di una fila eccessiva. È quanto emerge da una ricerca condotta da NCR Corporation, che ha analizzato l'impatto dell'atteggiamento dei consumatori di Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito sui fornitori di beni e servizi.

La ricerca NCR: consumatori favorevoli a un sistema self-service
Le code peggiori? Per il campione sentito da NCR sono quelle alle casse dei grandi punti vendita (60%), seguite dagli uffici postali (53%) e dai check-in degli aeroporti (35%). I consumatori intervistati hanno dimostrato di avere un'opinione molto precisa sul tipo di rimedi da adottare per evitare lo stress da attesa. La soluzione più indicata è l'assunzione di un maggior numero di dipendenti in modo da ridurre la coda e il relativo stress: è un'opzione scelta dall'83% degli intervistati. Segue l'adozione di un sistema self-service (61%). Entrambe queste soluzioni ottengono un punteggio decisamente più elevato di qualunque altra tecnica proposta per limitare le file, come l'aggiunta di un altro sportello/cassa (45% di favorevoli), o l'utilizzo di un display che segnali il tempo di attesa (55%).

I vantaggi delle casse automatiche
In risposta a questo disagio, un numero crescente di retailer sta implementando tecnologie self-service per avere una maggiore flessibilità nell'impiego del personale, ridurre le code e migliorare il servizio ai clienti. Nei punti di vendita in cui viene aumentato il numero di casse automatiche self-service -osserva la ricerca di NCR- è più facile gestire i momenti di picco, quando le code diventano troppo lunghe e risulta difficile trovare personale da destinare a servizi come le informazioni ai clienti o l'accettazione dei resi. Inoltre, il personale disponibile non può essere sempre utilizzato per le casse rapide destinate ai clienti che hanno comprato solo pochi pezzi.

Imballaggi più sicuri per l’ortofrutta

Sipo (Società ingrosso prodotti ortofrutticoli) ha trovato una risposta al problema degli sbalzi di temperatura durante la movimentazione delle merci. In particolare, un nuovo procedimento sperimentato dall'azienda di Viserbella (Rn) è in grado di garantire almeno 3 ore in più di trasportabilità refrigerata garantita per la frutta cubettata di IV gamma (l'ortofrutta imbustata pronta per l'uso).

Un procedimento che garantisce maggiore protezione
In fase sperimentale sono stati testati dei nuovi box con ruote nei quali trovano spazio 30 cartoni di frutta imballati insieme a una lastra di ghiaccio di 5 kg a una temperatura di +2°C. Questo procedimento potrebbe essere utilizzato in alternativa agli attuali pacchi di polistirolo che ospitano 8 confezioni insieme a 400 g di ghiaccio secco e garantiscono la perfetta tenuta per 4 ore a +4°C. Il box a ruote è meno maneggevole delle attuali confezioni. Ma il ricorso ai nuovi armadietti consentirebbe di valorizzare al meglio le prestazioni del prodotto, la cui “vita di scaffale” di partenza è assicurata in atmosfera modificata da una particolare miscela di 4 gas per 12 giorni. Solitamente il gran numero di scarichi giornalieri in una movimentazione polverizzata costringe a una drastica riduzione della conservabilità reale, tanto che la durata stampata in etichetta si limita a 6 giorni. Disponendo di complessive 7-8 ore protette per la distribuzione, la frutta di IV gamma disporrebbe di una chance in più per affermarsi.

Le opportunità
Il prodotto richiede la tipica logistica del fresco, alla quale l'impresa ovvia mediante accordi con le centrali del latte. L'opportunità commerciale del nuovo sistema è particolarmente evidente nel canale della ristorazione e bar, dove il problema della sbucciatura e taglio stanno ormai estromettendo la frutta dagli assortimenti dei menu, a causa della pigrizia dei clienti. Le soluzioni di IV gamma consentono, tra l'altro, possibilità di scelta quali la singola fetta di frutto o la prova di varietà tropicali poco note o scarsamente maneggevoli.

Ferrarelle sostiene l’Unicef in Eritrea

Ferrarelle sostiene il progetto Unicef “Acqua e igiene in Eritrea”. L'obiettivo è quello di migliorare le condizioni igienico sanitarie in 30 scuole a beneficio di circa 9.000 bambini e bambine, con la realizzazione di un impianto idrico.

Il Progetto Acqua e Igiene

Verrà installato un serbatoio d'acqua di 4,5 metri cubi che consentirà anche di raccogliere l'acqua piovana. Appositi comitati locali gestiranno il mantenimento delle strutture, con la partecipazione degli istituti scolastici eritrei. Nelle strutture beneficiarie del progetto si distribuirà materiale illustrativo di alcune norme igieniche essenziali, come l'uso dei gabinetti, dell'acqua potabile, l'igiene personale (in particolare, l'uso del sapone) e la pulizia dentro e fuori l'edificio scolastico, inclusa la raccolta dei rifiuti. La realizzazione del sistema idrico permetterà anche di ridurre le discriminazioni esistenti nei confronti delle bambine che, nelle scuole dove manca l'acqua, non hanno la possibilità di accedere a servizi igienici separati dai loro compagni di sesso maschile, con il risultato di essere sistematicamente escluse.

I problemi idrici dell'Eritrea
Secondo i dati del Ministero dell'Istruzione eritreo, diffusi dall'Unicef, solamente il 36% delle scuole dispone di acqua e servizi igienici. A questo si somma anche la necessità di compiere continui viaggi per la raccolta d'acqua, (compito delle bambine in Eritrea), altro motivo forte dell'abbandono della scuola per buona parte delle piccole studentesse. Il progetto sarà comunicato sulle confezioni da 6 bottiglie di Ferrarelle da un litro e mezzo, identificate dalla grafica ad hoc per l'operazione “L'Acqua che fa del bene”. Indipendentemente dal risultato delle vendite, il coinvolgimento economico di Ferrarelle è stato di 350.000 euro, già versati all'Unicef.

Metro in soccorso del dettaglio

Si è fatto paladino dei piccoli negozi al dettaglio e, come Don Chisciotte della Mancia, cerca di difendere i più deboli che, mai come in questi ultimi anni, sono stati penalizzati dal fiorire degli ipermercati. Quel cavaliere è Metro Italia Cash & Carry, ma al contrario del personaggio di Miguel de Cervantes, Metro ha reso concreti i suoi ideali costituendo una divisione in grado di sostenere l'attività dei negozi di vicinato e garantirne la permanenza sul territorio.

Un sopporto «logistico»
Denominata “Commercio indipendente”, la neonata di casa Metro racchiude in sé un team di esperti di marketing che aiutano i dettaglianti a mettere a punto campagne di promozione dei prodotti, una catena logistica che acquista al miglior prezzo gli articoli e li consegna direttamente presso il punto di vendita evitando al commerciante di doversi rifornire in proprio, oltre a consulenti di immagine per migliorare l'esposizione dei prodotti sugli scaffali e massimizzare i risultati di vendita.
Con l'intento di portare la divisione a regime entro uno o due anni, il servizio è gratuito per i clienti Metro ed è supportato dalle istituzioni pubbliche e dalle associazioni di categoria.

Pari opportunità
In ambito sociale, Metro Italia è stata ammessa al percorso di certificazione in favore delle pari opportunità sui luoghi di lavoro. È, infatti, tra le 36 aziende italiane che concorrono all'ottenimento del Bollino rosa, il riconoscimento del ministero del Lavoro che premia le imprese più attive nella promozione di iniziative per il bilanciamento della vita lavorativa e familiare dei propri collaboratori.

Il packaging diventa rinnovabile

Il tentativo di affrancamento dai materiali derivati dal petrolio coinvolge ormai diversi ambiti dell'universo retail-largo consumo.

Gli imballaggi bioplastici di Wal-Mart
Fra questi il packaging, dove spicca il caso di Wal-Mart: il colosso americano della distribuzione ha avviato, in collaborazione con NatureWorks, un processo di migrazione (che per ora riguarda i pack dell'ortofrutta) verso gli imballaggi bio-plastici prodotti con materiali naturali come il mais. L'operazione, che interessa, in prima battuta i Sam's Club e i Supercenter, consentirà al Big Retailer di risparmiare l'equivalente di 800mila galloni di benzina e contribuirà alla riduzione delle emissioni di greenhouse gas in atmosfera per oltre 11 milioni di libbre.

Polimeri da fonti rinnovabili: l'accordo DuPont-Plantic
Il tema è, dunque, caldo, come testimonia anche il recente accordo tra DuPont Packaging & Industrial Polymers e Plantic Technologies, azienda australiana specializzata in biopolimeri a base di amido. Obiettivo dell'alleanza è lo sviluppo e la vendita di polimeri da fonti rinnovabili prodotti grazie alla tecnologia Plantic. Il programma prevede lo sviluppo comune di nuove resine rinnovabili e di materiali in foglia a base di amido di mais ad alto contenuto di amilosio, una materia prima rinnovabile annualmente, per applicazioni che includono quelle cosmetiche, della cura personale e vassoi per l'imballaggio di alimenti, coperchi e contenitori.

Un ambizioso progetto commerciale
Oltre allo sviluppo congiunto di questi nuovi materiali, DuPont commercializzerà e distribuirà le resine a base di amido e i prodotti in foglia di Plantic come parte della famiglia di prodotti di DuPontTMBiomax®. Secondo l'accordo, DuPont metterà in commercio i materiali in foglia a base di amido di Plantic per vassoi e applicazioni di imballaggi rigidi in Nord America, ampliando il mercato attuale di Plantic per questi materiali, finora incentrato sull'Europa e l'Australia. DuPont venderà con il proprio marchio anche le resine per stampaggio a iniezione a base di amido prodotte con la tecnologia di Plantic in tutti i mercati, eccetto Australia e Nuova Zelanda, con il marchio DuPont TBiomax.

Cambia la filiera ittica dell’Adriatico

L'industria ittica dell'alto Adriatico prova a cambiare la sua filiera di prodotto, puntando l'attenzione sui metodi di pesca e la qualità del marchio. L'obiettivo delle imprese associate di quattro regioni (Emilia, Veneto, Friuli e Marche), è incrementare il peso strategico del processo produttivo, per ribaltare un'endemica debolezza del comparto. Per il momento il settore può contare su un solo alleato: Coop Italia.
Quali sono i problemi? Ci sono molte criticità: cattura in mare poco responsabile, concorrenza esasperata, controlli sanitari precari, metodi di conservazione poco ortodossi e conoscenze specialistiche zoppicanti, per finire con ritmi di commercializzazione difficilmente compatibili con i supermercati.

La nuova filiera
Le imprese di pesca hanno così generato il marchio Filiera Ittica, con il beneplacito dell'omonima organizzazione interprofessionale. Le novità nel processo riguardano mitili, vongole veraci, seppie, cappesante, sogliole, pannocchie, scampi, calamari, triglie e il pesce azzurro. I pescatori hanno adottato regole e disciplinari comuni, secondo metodi condivisi e attenti allo sfruttamento sostenibile. Appena pescati e sbarcati, i prodotti dell'Adriatico verranno proposti al consumatore in 18 grandi Ipercoop del territorio interessato dall'iniziativa.
Un sostegno verrà cercato anche presso la ristorazione, assegnando un bollino blu a quei locali che si impegnano a rifornirsi dalle imprese della filiera. Il prodotto consegnato secondo le modalità indicate dovrebbe caratterizzarsi per una forte identità qualitativa sugli scaffali, omogenea in ogni momento dell'anno.

Latte e yogurt nel metrò di Milano

Latte e yogurt freschi arrivano nel metrò di Milano: l'azienda agricola Saletti di Remedello (Brescia) ha installato 11 distributori automatici dei suoi prodotti nei mezzanini di altrettante fermate della MM. L'offerta comprende due tipi di latte fresco (crudo e pastorizzato, nei formati da 0,50 e un litro, in vendita rispettivamente a 0,80 euro e 1,50 euro) e lo yogurt: bianco e quattro gusti, a rotazione tra i 16 prodotti dall'azienda, completi di cucchiaino. I prezzi vanno da 0,80 per il bicchierino a quattro euro per il maxi formato da un litro.

Rifornimenti just in time
Il controllo telematico dei distributori, che blocca l'erogazione dei prodotti in caso di interruzione della catena del freddo, consente all'azienda di essere costantemente aggiornata via modem sull'andamento delle vendite delle singole postazioni, e quindi di segnalare tempestivamente eventuali rotture di stock al servizio logistico in outsourcing. Questo provvede quotidianamente alla ricarica dei prodotti.
La spesa dei clienti si concentra nelle fasce orarie corrispondenti al tragitto da casa al lavoro: al mattino il prodotto più gettonato è lo yogurt, evidentemente consumato come spuntino salutistico o minipasto in ufficio, mentre di sera la spesa comprende anche il latte, in tre casi su quattro in confezione da mezzo litro.

«L'unica forma di pubblicità utilizzata sinora - spiega Claudia Saletti, contitolare dell'azienda con il marito Alessandro - è il numero verde apposto sui distributori e sui prodotti. La comodità del servizio è stata subito capita e in questi due mesi abbiamo incrementato le vendite del 35%. A fine novembre lanceremo un'attività promozionale con la presenza, ogni settimana nei pressi di due stazioni del metrò, di un gazebo con hostess, degustazioni e volantinaggio».

Esercizi commerciali, soffre il mattone

I dati ufficiali dell'Agenzia del Territorio sulle compravendite immobiliari nel primo semestre 2007 denunciano una netta flessione in tutti i comparti del mercato. Se per il residenziale il segno negativo era largamente scontato (anche se non nella misura registrata nelle grandi città: Milano -10%, Roma -13%), perché l'incremento dei tassi ha di fatto espulso molti potenziali acquirenti dal mercato, preoccupa il dato egualmente negativo riguardante gli immobili a destinazione non abitativa, chiaro indizio di una congiuntura economica meno positiva di quanto preventivato dalle stime di inizio anno.

Male il mercato degli esercizi commerciali e degli uffici
Per quanto riguarda in particolare gli esercizi commerciali il calo delle transazioni nella prima metà dell'anno è stato dell'8,6%; i contratti complessivamente stipulati sono stati 25.033, con una diminuzione più forte al Centro (-11%), mentre al Nord la discesa è stata del 9,2% e al Sud del 5,4%. Molto negativa la performance di Milano, che ha perso il 19% rispetto al medesimo periodo dello scorso anno e quella di Bologna (-20%). Roma perde il 12%. Il livello di compravendite di negozi è risultato il più basso in Italia dal 2003. Anche il mercato degli uffici segna un deciso passo indietro, con un calo su base annua del 7,8% e un tasso tendenziale di decremento superiore al 10%.

Investimenti in affanno
È un segnale non equivoco sia di un rallentamento della congiuntura (si compra meno perché si ritiene che si avrà più difficoltà a trovare aziende interessate ad andare in affitto) sia di disinteresse da parte degli investitori istituzionali verso un mercato che ai prezzi attuali difficilmente può dare rendimenti interessanti. Il mercato degli uffici, infatti, è per la quasi totalità rappresentato da transazioni su interi stabili effettuati da fondi pensionistici o immobiliari. Ai prezzi attuali dagli uffici si fa fatica a ricavare il 6% lordo (rapporto tra canone annuo e valore di acquisto) con una performance giudicata poco interessata dai fondi. In difficoltà, infine, anche il mercato delle strutture logistiche, ma questo comparto non ha ancora finito di scontare l'eccesso di vendite registratosi con la legge Tremonti Bis.

Tesco lancia i market di vicinato

Tesco, il leader della distribuzione inglese (24,7 mld di sterline di fatturato, con una crescita del 9,2 rispetto all'anno precedente, che sale a 9,5 a rete costante) è ormai vicino all'apertura dei primi Fresh & Easy Neighborhood Market negli Stati Uniti. Per anticipare la presenza fisica sul territorio, ha lanciato un sito Internet che entra nei dettagli delle caratteristiche di questo nuovo brand.
Fresh & Easy si candida a presidiare la prossimità: infatti, si propone sin dalle prime schermate come “il tuo mercato locale”, il buon vicino in grado di garantire un'offerta alimentare di qualità a prezzi contenuti.

Promozione e territorio
L'obiettivo, come ha spiegato Tim Mason, Ceo di Tesco Usa, è ottenuto senza il ricorso a coupon e fidelity card, ma utilizzando, come principale strumento di comunicazione e sviluppo, il volantino. Questo verrà distribuito due volte a settimana con spazi per le “Fresh & easy ideas”, formula che propone menù completi: ad esempio una porzione di lasagne a base di carne, un'insalata Caesar, del pane tipo ciabatta e una bottiglia di vino saranno offerti a una cifra inferiore ai 12 dollari.

Il legame con il territorio sarà rafforzato anche attraverso attività e iniziative sociali e ambientali (come il riciclo e la riduzione delle emissioni di energia), specifiche per la comunità e la zona in cui il pdv opera.
A livello di sviluppo, l'ambizione è di arrivare ad una massa critica importante nel giro di breve tempo: entro il 2008, sono previste le aperture di oltre un centinaio di pdv, localizzati in California (Los Angeles, San Diego, e nelle zone di Inland Empire, Coachella Valley, Orange County e South Riverside County), Nevada (a Las Vegas e dintorni) e Arinona (a Phoenix e nelle vicinanze).

Nuovi mercati per Wal-Mart

Saranno i mercati emergenti con grandi potenzialità di crescita e i mercati maturi con forti ritorni sugli investimenti le aree su cui si concentrerà la crescita internazionale di Wal-Mart: è quanto ha dichiarato Mike Duke, vice chairman responsabile per i mercati internazionali del colosso Usa. Duke ha confermato che la crescita sarà pluriformato, sottolineando che il capital spending del gruppo aumenterà in percentuale all'estero, mentre seguirà un andamento piatto nel mercato interno.

Infatti, rispetto al 2007, viene ridimensionato l'incremento nazionale: i discount nel 2008 cresceranno del 50% in meno, mentre non c'è nessuna apertura prevista nel 2009 e 2010; il vicinato, ma si tratta di piccoli numeri, raddoppierà la sua crescita: dopo i 12 pdv aperti nel 2007, il prossimo anno le nuove aperture saranno 22 nel 2009 e altrettante nel 2010. I supercenter, formato che garantisce i maggiori ritorni sugli investimenti negli Stati Uniti, passeranno dalle 308 aperture del 2007 a 224 nel 2008, 170 nel 2009 e 140 nel 2010.

Concorrenza interna
Pur sostenuta, la crescita Wal-Mart segna il passo. Malgrado l'introduzione di piani di sviluppo verdi (fermi comunque a due prototipi ampiamente pubblicizzati, ma mai replicati) e l'ampliamento dell'offerta di biologico, il colosso comincia a risentire in patria della concorrenza dei retailer eco-bio, in primo luogo Whole Foods Market che continua crescere a due cifre, ma anche dei vari Publix, Trader's Joe e Wild Oats Market.

Negli Stati Uniti, la marginalità arriva dalle nicchie che la politica di appiattimento tipica dell'every day low price di Wal-Mart non può offrire. Inoltre sta arrivando Tesco, con l'insegna Fresh & Easy, che punta diritto al formato di vicinato e piccoli pdv, caratterizzati da un'ampia offerta di piatti pronti. Un formato che, secondo quanto dichiarato dal presidente di IRI, Thom Blischok, durante una conferenza di FMI a Baltimora, vedrà una crescita vertiginosa nei prossimi tre anni e in cui Wal-Mart non ha nessuna specializzazione e neppure (possiamo dirlo) predisposizione.

Parte la stagione del Novello

Dal 6 novembre, si potrà acquistare il vino novello della vendemmia 2007. Saranno poco più di 15 milioni le bottiglie immesse sul mercato nazionale ed internazionale che genereranno un volume di affari intorno agli 80 milioni di euro. I prezzi registrano un lieve aumento rispetto allo scorso e vanno dai tre e i sette euro a bottiglia. Sono questi i dati elaborati dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori, che segnala un calo di produzione superiore dal 10% rispetto allo scorso anno, a causa di una vendemmia scarsa, dovuta all'inclemenza del clima. La qualità sarà, comunque, buona.

Il Veneto leader nella produzione
La Cia evidenzia che oltre il 60% dei vini novelli proviene dalle regioni del Nord Italia. Il Veneto, con oltre 5 milioni di bottiglie, rappresenta circa il 30% di tutto il novello italiano. Seguono, nell'ordine, Toscana e Trentino Alto Adige con più di 2 milioni di bottiglie ciascuna e, quindi, Sicilia, Emilia Romagna, Puglia e Friuli Venezia Giulia con cifre sopra al milione di bottiglie e man mano le altre regioni. Tra i vitigni protagonisti per il vino novello 2007 ci sono, al primo posto il Merlot, seguito dal Sangiovese, dal Cabernet e dal Montepulciano. Molto rari, invece, sono i novelli bianchi, pur molto particolari e gustosi, mentre sono in crescita quelli rossi provenienti da vitigni autoctoni come l'Aglianico, il Dolcetto, il Cannonau, il Cesanese, il Sangiovese, il Marzemino, il Primitivo e il Nero d'Avola.

Tutela giapponese per il Parma

Il Prosciutto di Parma è il primo marchio straniero ad aver ottenuto in Giappone la certificazione “Regionally Based Collective Trademark”. Si tratta di un nuovo sistema di registrazione, introdotto nel paese del Sol Levante nell'aprile del 2006, che garantisce la protezione dei prodotti regionali. Il Prosciutto di Parma ha ottenuto questa speciale tutela lo scorso 31 agosto, che si riferisce alla sua denominazione non solo in italiano “ma che include anche la medesima dicitura in caratteri nipponici”.

In realtà il marchio “Corona Ducale” era già stato registrato in Giappone nel 2000, ma questa recente registrazione della denominazione “Prosciutto di Parma” fornisce una maggiore e più ampia protezione. A seguito della decisione delle autorità nipponiche, il Consorzio del Prosciutto di Parma ha reso noto che non tollererà alcun abuso delle diciture “Parma” o “Parma Ham” su etichette o confezioni. La stessa regola è valida anche per il Parma in vaschetta che potrà essere affettato e confezionato solo in zona tipica sotto la supervisione dell'istituto di certificazione IPQ. Nel 2006, sono stati 104.000 i prosciutti di Parma esportati in Giappone, pari a 660.000 Kg (+14,6% rispetto all'anno precedente).

Si amplia il consorzio Almaverde Bio

Il biologico italiano sta uscendo da un periodo di crisi di mercato, dovuto sia a episodi che hanno incrinato la fiducia dei consumatori sia alle difficoltà economiche delle famiglie. Importanti da questo punto di vista le notizie provenienti dal leader del settore, il consorzio Almaverde Bio, che registra tre nuove adesioni “di peso”.

Organic Oils ha sede a Mugnano (Pg) e opera nella trasformazione agroalimentare unicamente con materie prime provenienti da agricoltura biologica, approvvigionandosi direttamente dai produttori, ottenendo così un completo controllo di filiera.

Eurovo è la più importante realtà ovicola del continente, con una produzione di oltre otto milioni di uova al giorno; il prodotto commercializzato da Novissime e marchiato Almaverde Bio proviene unicamente da galline allevate a terra e ha tracciabilità riferita al singolo uovo.

Il Pastificio Zanellini di Borgo Angeli, alle porte di Mantova, opera da oltre 90 anni; la produzione di pasta biologica avviene adoperando grano duro nazionale proveniente da coltivazioni certificate.

Almaverde Bio ha chiuso il primo semestre 2007 con un incremento di fatturato del 12,7%, un risultato notevole se si considera che arriva dopo due esercizi di stasi per i conti del consorzio e di crisi per il mercato del biologico; con gli ultimi ingressi, il numero delle aziende consorziate è salito a 11.

I gadget valgono 9 miliardi

La produzione e la distribuzione di oggettistica promozionale sviluppa ormai un giro d'affari paritetico se non addirittura superiore a quello dell'adv classica: 9 mld di euro secondo stime Assoprom (Associazione Italiana Produttori e Distributori di Articoli Pubblicitari e Promozionali), per il 60% svolti dai circa 2.000 soci della stessa associazione.

Per ribadire la forte evoluzione del settore che rappresenta, Assoprom ha messo in essere un Centro Studi, la cui prima indagine -svolta in collaborazione con l'Università di Udine- si è posta l'obiettivo di radiografare realtà ed evoluzione dei propri associati.
Si apprende così che il comparto, nel suo complesso, dà lavoro a 37.500 persone, di cui 24.000 dipendenti, 8.000 venditori e 5.500 tecnici esterni.

Il fatturato medio per azienda è stimabile in 2,5 milioni euro annuali, mentre l'incidenza delle attività svolte vede al primo posto la pubblicità tramite oggetto (46%), seguita dalle promozioni (25%), la regalistica aziendale (23%) e i servizi (6%).
Tra i settori di prevalente operatività, si segnalano i gadget (12%), l'abbigliamento (10%), la tecnologia elettronica (9%), gli strumenti di scrittura (8%) e la serigrafia (8%).
Gli strumenti di vendita sono valutati in ordine di importanza: il contatto personale (34%), la rete di vendita (26%), il catalogo proprio (24%) e internet (16%).

La clientela nazionale degli associati Assoprom è rappresentata per il 63% dal piccolo commercio, seguito da industria (56%), ambito assicurativo-bancario (20%), Gdo (19%), settore petrolifero (9%) e no profit (6%). Oltre il 30% opera anche su almeno un mercato estero.

Bollette meno care al supermercato

L'effetto liberalizzazioni si amplia e apre nuovi servizi per la GDO e, dopo farmaci e telefonia, arriva la prima proposta nel campo dell'energia elettrica a firma di un retailer: si tratta di Iperenergia, proposta di Finiper, in collaborazione con MPE Energia.

Questa realtà, oggi il terzo operatore in Italia, nasce nel 1999 in seguito alla liberalizzazione del mercato energetico dalle competenze di Fineldo, holding della famiglia di Vittorio Merloni, ed Endesa, il primo operatore in Spagna e uno dei principali a livello mondiale. «La scelta di un partner come MPE - spiega Stefano Albertazzi, direttore generale di Finiper - è stata dettata non solo dalla possibilità di garantire convenienza, che rappresenta un elemento strategico della nostra mission, ma soprattutto dalla garanzia di affidabilità nel tempo».

Entrando nel dettaglio, dall'8 novembre in cinque ipermercati della catena (Rozzano e Busnago, in provincia di Milano, Udine, Savignano sul Rubicone e Orio al Serio) saranno realizzati banchi caratterizzati dal marchio Iperenergia, presso il quale sarà possibile sottoscrivere un nuovo contratto per la fornitura di energia elettrica con una tariffa scontata del 4,71% rispetto a quella ufficiale stabilita dall'Autorità dell'energia. «In pratica significa che offriamo la corrente gratis per un week end al mese - precisa Carmine Biello, presidente di MPE Energia - un messaggio immediato e facile da percepire in un settore in cui i consumatori faticano ancora a muoversi».
Inoltre, per i possessori della tessera fedeltà Carta Vantaggi che aderiranno all'iniziativa è previsto, una tantum, fino a dicembre, un ulteriore buono sconto di 15 euro.

In caso di guasti, l'assistenza deve essere effettuata dal distributore dell'energia, vale a dire il proprietario del contatore presente nelle abitazioni. «È una situazione che dipende dalla logica dell'ultimo miglio - chiarisce Biello - ma, per qualsiasi informazione, è disponibile un nostro numero verde in grado di fornire indicazioni. Nel caso si preferisse un contatto più personale, i clienti potranno chiedere dettagli e suggerimenti direttamente al banco di Ipernergia, dove il personale dipendente di Finiper è stato comunque formato da noi per fornire un'assistenza adeguata».

La fornitura di energia elettrica è soltanto il primo passo nello sviluppo di ulteriori servizi: già a partire da gennaio, sarà possibile sottoscrivere contratti per l'utilizzo domestico di energia verde che, grazie allo sconto offerto (che dovrebbe essere di entità simile a quello dell'elettricità classica, vale a dire intorno al 5%), sarà comunque più economica delle proposte oggi in vigore. Inoltre, l'offerta dovrebbe allargarsi anche al gas. Da parte sua, Finiper sta progettando di attivare le casse per pagamenti di utenze e bollette, indipendentemente dal fornitore.

Affari per 2,4 miliardi con le macchinette da caffè

Nel 2000 erano 700.000; nel 2005, i distributori automatici installati in luoghi lavorativi e pubblici superavano già le 1.700.000 unità. Grazie a complessivi 6 miliardi di erogazioni, hanno generato un fatturato complessivo di 2,4 miliardi di euro, di cui circa 1,2 imputabili alle bevande calde, 386 milioni a quelle fredde e 232 milioni agli snack dolci e salati. Queste le cifre diffuse da Confida (Associazione Italiana Distribuzione Automatica) che ha condotto internamente un primo studio congiunturale sul settore. Il consumo di caffè espresso e altre bevande calde rimane centrale, con quasi 4 miliardi di consumazioni e il 70% del parco macchine. Ma anche davanti ai distributori automatici gli italiani si dimostrano sempre più attenti alla propria alimentazione e più aperti verso proposte alimentari in linea con la salute. Emerge così una vera e propria "acqua-mania”, con un consumo di oltre 650 milioni di bottigliette di minerale, alle quali vanno ad aggiungersi 70 milioni di confezioni di succhi di frutta. Di particolare interesse, l'incremento del consumo di snack freschi: frutta, verdura, yogurt e macedonie. Un'offerta praticamente inesistente 5 anni fa, che ora, con ben 50 milioni di consumazioni erogate, pesa il 7% sul totale vendite. Per finire, l'ubicazione: il 90% dei distributori sono installati in uffici e aziende, il 5,2% in scuole, università e altre comunità, il 3,9% in ospedali e uffici pubblici e solo lo 0,5% in luoghi aperti al pubblico come stazioni e metropolitane. Un dato, quest'ultimo, che la dice lunga sulle potenzialità di crescita di questo canale di vendita.

Apofruit investe in Sicilia

Apofruit Italia assocerà direttamente 150 produttori siciliani e gestirà uno stabilimento per la lavorazione dei prodotti orticoli a Donnalucata, Scicli (Ragusa).
La realtà cesenate era già operante in Sicilia attraverso tre cooperative: COD (Cooperativa Ortofrutticola Deliana) nell'area delle pesche e nettarine tardive della provincia di Caltanissetta; Valletnea, in provincia di Catania, per gli agrumi biologici e Moc Mediterraneo per i prodotti orticoli della Provincia di Ragusa.

Ora, grazie all'impegno diretto sul territorio, intende raggiungere i 10 milioni di fatturato nel 2008, contro i 5 del 2007, attraverso la valorizzazione delle produzioni, il potenziamento dell'export e lo studio di nuove varietà ortofrutticole. Primo passo in questa direzione è un accordo con la multinazionale Syngenta, uno dei leader mondiali nel settore delle sementi, per la commercializzazione esclusiva di nuove varietà di pomodoro secondo la formula, già sperimentata con successo in frutticoltura, del club di prodotto.

Confezioni più scientifiche con le GDA

Già presenti in altri mercati dell'Ue, arrivano anche in Italia le nuove etichette con le indicazioni GDA (Guideline Daily Amounts). Le GDA rivelano le quantità di calorie, zuccheri, grassi totali, grassi saturi e sodio contenute nei prodotti alimentari. Il consumatore potrà così valutare, per ogni nutriente, la percentuale contenuta in una porzione rispetto alla quantità giornaliera indicativa, ritenuta adeguata per un'alimentazione equilibrata.

Sviluppata su base scientifica con gli attori della filiera alimentare europea, la nuova etichettatura affiancherà le informazioni nutrizionali già esistenti sulle confezioni dei prodotti. Le aziende aderiscono all'iniziativa su base volontaria: tra queste, le prime sono state Danone, Coca-Cola, Kellogg, Kraft Foods, Masterfoods, Montana, Nestlé, San Pellegrino, Pepsico e Unilever.

Le etichette - attraverso una caratterizzazione omogenea, completa e facilmente comprensibile dei valori nutrizionali - hanno l'obiettivo di aiutare a contrastare la diffusione delle scorrette abitudini alimentari e le relative conseguenze, come sovrappeso e obesità, consentendo ai conconsumatori di scegliere in modo più consapevole i prodotti.

«Per le imprese - spiega Emanuele Pauze, manager di Sprim, società internazionale di ricerca e consulenza specializzata in nutrizione e salute - si tratta di investimenti a costi elevatissimi: oltre a modificare il packaging per inserire le ulteriori informazioni nutrizionali, dovranno anche ridurre i formati in termini di grammature, visto che le indicazioni scientifiche vanno in questo senso».

On air la campagna tv di Saturn

Due i protagonisti dei vari spot, ideati dall'agenzia di comunicazione Cayenne: un uomo e una donna che, sulle note di Funky Town, hit disco anni 80, compiono esercizi di fitness interagendo con prodotti tecnologici vari, dalla lavatrice al portatile, gigantizzati per l'occasione. Il format sceglie la versione breve -7 secondi- e andrà in onda su La7 e reti Mediaset. Target i baby boomers, tecnologici quel che basta e desiderosi di comprare premium, ma anche di fare qualche affare; il claim “Allenatevi a spendere meno” è pensato per loro.

Media World e Saturn: due target differenti
La campagna si inserisce in un progetto più ampio di differenziazione da Media World, insegna sempre di proprietà di Mediamarket, iniziato con il rinnovamento dello store format a fine 2006, con l'apertura del punto di vendita di Beinasco (To). Sottolineando una differenziazione in termini di target e, di conseguenza, di offerta, Saturn punta agli adulti, come si evidenzia anche dallo spot, e li coinvolge con meno interattività/portatilità di Media World offrendo però più education e gamme di prodotto più alte.

Il Grana sbarca in Gran Bretagna

Dopo aver ottenuto all'inizio dell'anno il World Cheese Award in Gran Bretagna, il Grana Padano -in partnership con la catena Harvey Nichols- lancia oltremanica il suo prodotto top di gamma: il Grana Padano Riserva, che, stagionato per almeno 20 mesi, è quello a più lunga stagionatura. Il gruppo Harvey Nichols ha selezionato un proprio Riserva per fornire i 15 department store distribuiti su tutto il territorio britannico, che verrà commercializzato con un ulteriore marchio a fuoco, la sigla “HN” che identifica la rete distributiva britannica.
La scelta, dopo una serie di visite effettuate dalla catena in vari caseifici, è caduta su un particolare Riserva stagionato 25 mesi, che sarà quindi riservato ad Harvey Nichols e diverrà il protagonista di nuove ricette dei ristoranti collegati al gruppo. Con questa iniziativa il Consorzio Tutela Grana Padano si attende di consolidare il primato del formaggio DOP più consumato nel mondo. Il lancio sarà sostenuto dal retailer inglese con una propria campagna pubblicitaria e promozionale che utilizzerà il Grana Padano come testimonial dell'assortimento di specialità casearie estere proposte dalla catena.

Esselunga compie 50 anni

È tempo di festeggiamenti in casa Esselunga. Sono passati, infatti, 50 anni da quando nel 1957 vengono alla luce Supermarkets Italiani spa e il primo punto di vendita in viale Regina Giovanna a Milano. Da allora la creatura, che si è subito contraddistinta con una grande “esse” realizzata dal grafico di fama mondiale Max Huber, ne ha fatta di strada tanto da vantare oggi una rete di punti di vendita pari a 128 unità in Lombardia, Toscana, Emilia Romagna, Piemonte, Veneto e Liguria. Costante punto di riferimento per i suoi clienti, Esselunga spegne, dunque, 50 candeline, ma non lo fa da sola. Per l'occasione ha coinvolto i consumatori con tre mesi di iniziative per celebrare insieme quello che possiamo definire la prima tappa di un lungo cammino. All'insegna dell'anniversario tout court, ha promosso, infatti, un concorso e una collezione che premiano la costanza e la fortuna dei clienti.

I concorsi Esselunga
A tutti i possessori di Fidaty card che effettueranno una spesa nei punti di vendita, on line, nelle profumerie Olimpia Beauté e nei bar Atlantic, verranno corrisposti ogni 25 euro oppure ogni 50 punti fragola (sull'acquisto di prodotti evidenziati con il bollino-fragola del concorso) una cartolina e un bollino. La prima permette di partecipare al concorso che mette in palio premi immediati quali buoni spesa, bottiglie di Ferrari Perlè e Magnum Brut oltre a premi settimanali (carte prepagate da 1.500 euro) e un premio finale (100 Mini Cooper D). Il secondo dà la facoltà di partecipare alla collezione ideata per l'occasione che prevede il ritiro di una pentola della collezione A di Alessi Pots&Pans corrispondente al numero di bollini raccolti.

Conforama trasforma l’insegna Emmezeta

Emmezeta si converte in Conforama. Il multispecialista nell'arredamento della casa, Conforama Italia, filiale italiana di Conforama e società controllata dal gruppo Ppr, persegue il suo duplice percorso: da un lato l'inaugurazione di nuovi punti di vendita e dall'altro la trasformazione di negozi a insegna Emmezeta in Conforama. Attualmente sul territorio italiano sono 6 i punti di vendita Conforama (l'ultimo in ordine di tempo è stato aperto a Fasano, in provincia di Brindisi, proprio grazie a una riconversione dell'insegna) e 12 quelli Emmezeta.

Conforama: uno specialista nell'arredamento della casa
Il passaggio di insegna rappresenta un fondamentale processo di ammodernamento e trasformazione per il punto di vendita che passa da una realtà generalista a una di specialista nell'arredamento della casa con un profondo cambiamento dell'immagine, dell'esperienza d'acquisto e del livello di servizio al cliente. Conforama Italia rappresenta il 15% del fatturato del gruppo con un giro d'affari 2006 pari a 489 milioni di euro. Conforama è uno dei player del settore dell'arredamento casa e conta oggi 15.000 collaboratori e una rete di 245 punti di vendita di cui 177 in Francia. All'estero gestisce 58 negozi (43 a insegna Conforama e 15 a insegna Emmezeta) in paesi quali Spagna, Svizzera, Portogallo, Polonia, Lussemburgo, Italia e Croazia. Complessivamente ha realizzato un fatturato 2006 di 3,28 miliardi di euro.

Dico alla conquista del mondo discount

Nata nel '99 dalla fusione di tre aziende (Dico e DiCoop, appartenenti al mondo Coop, e TopDì, fondata da Conad), oggi Sviluppo Discount rappresenta una realtà in crescita che ha l'ambizione, come ha sottolineato l'amministratore delegato Marco Bassetto nel corso della prima convention con i fornitori, «di diventare co-leader della formula, insieme a Eurospin».

Attualmente Dico, che opera con una rete di 198 punti di vendita diretti e 115 in affiliazione, rappresenta tra i discount la quarta insegna per quota di mercato, che sale in posizione se si conteggiano solo i pdv. L'obiettivo è raggiungibile soprattutto grazie alla crescita di rete e fatturato; del resto, lo sviluppo rappresenta per Sviluppo Discount una priorità: entro ottobre 2007 sono stati aperti 37 pdv, tra diretti e franchising e, nei prossimi tre anni è prevista l'apertura di oltre 50 pdv per arrivare a un fatturato di oltre 700 milioni di euro.

Per ottenere questo risultato, sono previste anche acquisizioni di pdv e catene locali, come già successo due anni fa con Dix, realtà del Veneto, che si differenzia dai Dico per una maggiore dimensione dei pdv e un assortimento più ampio, che comprende anche la presenza di banchi assistiti soprattutto nei freschi, gestiti con partner.

Dal punto di vista del posizionamento dell'offerta, Dico vuole differenziarsi dai competitor italiani e stranieri caratterizzandosi come discount italiano, grazie alla presenza sia di prodotti a marchio Dico (è l'unico discount in Italia che firma prodotti con la propria insegna, con garanzie tipiche del mondo Coop) sia di brand nazionali, leader di riferimento nelle principali categorie di spesa, considerati un completamento della spesa.

Attualmente, 15 gruppi/aziende di marca, presenti con propri prodotti, sviluppano il 10% del fatturato, segno che c'è spazio per un rapporto personalizzato per i fornitori di marca anche nel discount. E il management di Sviluppo Discount ha l'intenzione di sfruttare appieno questo potenziale, senza venire meno alla mission del discount di garantire il miglior rapporto qualità- convenienza.

A laRinascente Duomo il gusto diventa entertainment

Dopo una chiusura di sei mesi, laRinascente ha riaperto il settimo piano del flagship di piazza Duomo a Milano, realizzando, in linea con l'offerta di servizi dei principali department store internazionali -quali Harvey Nichols, Harrods, Selfridges e Galeries Lafayette per citare alcuni esempi- una food court, con sette attività di ristorazione e uno spazio market con specialità alimentari di fascia alta. Su un'area di 1.900 mq (di cui 300 dedicati a riserva), la ristorazione occupa 450 mq con un'offerta che comprende panini, aperitivi e spuntini, pranzi e cene. Il mozzarella bar Objkà, Maio Restaurant con cucina a vista, My sushi, De Santis, cui si aggiungono, per assaggi e momenti di pausa, Il Bar, con sedute che si affacciano sulle guglie del Duomo, l'enoteca YN con oltre 1.500 bottiglie che vanno da un minimo di sei euro a un massimo di 2.000, Juice bar, che a succhi e yogurt abbina vendita di frutta a pezzi singoli, un Chocolate Bar, con prodotti anche sfusi e uno spazio Esperya, che propone assaggi delle specialità in vendita.

Ristorazione di alta gamma

Nell'insieme il piano, che rimane aperto dalle 10,00 di mattina fino a mezzanotte, è dotato di 250 posti a sedere. Il posizionamento di prezzo si focalizza su una fascia medio-alta dettata dalla location (siamo nel cuore di Milano) e più “tagliata” sui turisti che sui milanesi, i quali, comunque, possono trovare ampie possibilità di spesa. L'operazione rientra nei piani di ristrutturazione della rete totale (43 pdv) voluta dalla proprietà che ha acquisito l'azienda due anni fa e che dedicano una particolare attenzione al flagship di piazza Duomo (il cui fatturato rappresenta il 45% del totale dell'insegna).

Per Saiwa è tempo di strategie di rilancio

Lo aveva già annunciato il quotidiano Il Sole 24 Ore a inizio luglio, ma la notizia trova conferma solo ora: Saiwa è nel mirino di Kraft. A renderlo noto è Marc Vermeulen, amministratore delegato di Saiwa spa, azienda specializzata in prodotti da forno con un focus su biscotti e snack dolci e salati. Nata nel 1900 a Genova da un'idea di Pietro Marchese, che introdusse in Italia gli sugar wafer, Saiwa (acronimo di Società Accomandita Industria Wafer Affini) conobbe ben presto il successo tanto da diventare nel 1922 fornitore della Real Casa. Nella storia di Saiwa sono due i passaggi importanti che la vedono protagonista: il primo risale al 1965 quando l'azienda venne ceduta alla società americana Nabisco affiancandosi a brand del calibro di Ritz, Premium e Cipster, e il secondo nel 1989 con l'entrata a far parte del gruppo agroalimentare francese Danone e l'introduzione di marche quali Tuc e Vitasnella. Ultimo per questioni temporali è l'agreement tra Kraft e Danone: quest'ultima sarebbe pronta a cedere a fine anno la sua divisione biscotti al colosso americano per 5,3 miliardi di euro, incluse le attività della controllata italiana Saiwa.

L'interesse di Kraft per Saiwa
Al fine di accentrare il proprio sviluppo nell'area dei prodotti funzionali quali lattiero-caseari freschi e bevande, Danone ha avviato con Kraft una serie di trattative per la cessione della divisione biscotti, nella quale rientra Saiwa. Una decisione che va di pari passo con la strategia del gigante americano di focalizzarsi sulla produzione di biscotti e snack che attualmente dovrebbero costituire un terzo della sua produzione. Alla luce di questa negoziazione, Saiwa potrebbe così diventare una delle attività core business di Kraft andando a potenziare l'area nella quale quest'ultima punta maggiormente e abbandonando quel ruolo quasi marginale acquisito con il tempo in Danone.

Una nuova strategia di rilancio
Forte di un'autonomia e di una continuità di cui seguiterà a godere anche dopo il passaggio, Saiwa avvia in contemporanea una strategia di rilancio che vede coinvolte le due aree principali che compongono il suo portafoglio: i prodotti da forno e gli snack dolci e salati. Facendo leva su quelli che sono i valori e la brand awareness del marchio, la società genovese punta sul brand Saiwa come garante della propria offerta di prodotti da forno rinnovando il logo, sviluppando una nuova comunicazione e introducendo nuove linee di prodotto. Di diverso approccio, invece, la strategia legata all'area dei prodotti d'impulso, dove tutte le marche sono coinvolte singolarmente in comunicazione, avanzando un'informazione forte e mirata oltre che non conventional. Se nell'ambito della comunicazione l'azienda ha le idee chiare, occorre altresì dire che nella sfera della responsabilità sociale vuole proporsi come realtà integrata a 360° nel territorio. Dal 2003 vanta, infatti, un rapporto continuativo con l'Associazione italiana sclerosi multipla, anch'essa di origini genovesi. Un'azienda in continuo fermento, dunque, la cui attività è legata alla vitalità e al piacere che sono da sempre il filo conduttore di tutti i prodotti Saiwa.

L'obiezione
Saiwa è un'azienda ligure che da metà degli anni '60 è entrata a far parte del portafoglio di multinazionali straniere. Pur essendo indipendente, non rischia così di perdere la propria anima genovese?

Coop Estense: spesa più ricca per chi utilizza il self-scanning

I consumatori che utilizzano il self-scanning per fare la spesa presentano uno scontrino medio superiore rispetto a quelli che utilizzano le casse convenzionali. È l'esperienza di Coop Estense, prima realtà a introdurre questa tecnologia con il sistema Salvatempo presente oggi in 6 ipermercati emiliani, nell'iper di Lecce e in 20 supermercati per un totale di oltre 4.200 terminali installati. «Lo scontrino medio di un cliente che utilizza Salvatempo è pari a 60 euro, contro i 30 euro dello scontrino medio di chi non utilizza il self-scanning», ha dichiarato Katia Lucchesi, direttore Sistemi Informativi di Coop Estense, intervenendo al convegno “Verso il codice a barre perfetto” organizzato da Indicod-Ecr. Ma non solo. Il numero medio di item acquistati con Salvatempo è di 33 rispetto ai 19 dello scontrino non Salvatempo.

Una tecnologia in evoluzione

Il servizio, riservato solo ai soci di Coop Estense, copre in media il 35% del valore di vendita e il 22% delle transazioni; viene utilizzato da tutte le fasce di età, con una leggera prevalenza da parte delle donne. Grazie a questo sistema, il consumatore non solo velocizza il processo di chiusura della spesa, ma dispone anche di un “assistente allo shopping” facile da usare, che fornisce informazioni sugli articoli, sulla cooperativa e, fatto importante, consente di conoscere in tempo reale quanto effettivamente si sta spendendo. Tra gli sviluppi futuri di questa tecnologia, Coop Estense prevede l'installazione di stazioni per lo scanning di spese di piccole dimensioni (10-15 articoli) disponibili anche per i non soci, e postazioni interattive di self-paying (per carte Coop, carte di credito, bancomat e contanti) che consentano al cliente di concludere la spesa in totale autonomia.

Crai entra in Intermedia insieme a Sma

Nuove alleanze generano nuovi assetti nelle centrali d'acquisto italiane. Crai Secom, infatti, farà il suo ingresso in Intermedia, grazie a una partnership con Sma (Gruppo Auchan). Diverse le due società distributive. Crai è una realtà tipica della distribuzione organizzata: multiforme, radicata nel territorio con oltre un migliaio di negozi tradizionali e quasi altrettante superette, circa 400 supermercati, 11 cash & carry, 300 negozi specializzati nel settore igiene persona e pulizia casa e alcuni pdv (Moto) all'interno delle aree di servizio autostradali. Sma è invece una realtà consolidata della grande distribuzione. Fa parte, infatti, di Auchan Super (divisione supermercati di Groupe Auchan) ed è attiva con quattro formule commerciali con altrettante insegne: Sma (157 pdv diretti e 200 affiliati in franchising), Cityper, Punto Sma e Simply Market.

Cambia la mappa della distribuzione italiana
La partnership tra Crai e Sma, ufficializzata giovedì 18 ottobre, porterà Intermedia (Auchan e Sma, Bennet, Cadoro, Gabrielli, Pam, Italmark, Lombardini, Metro, Orvea, Superconti) a superare la quota, orientativamente, del 20%, andando a tallonare più da vicino la maggiore centrale d'acquisti: Centrale Italiana (Coop, Sigma, Despar, Il Gigante), che detiene il 23,6% di share -quota '06, elaborazione Coop su dati Iri Infoscan-, mentre le restanti tre (Esd, Conad Interdis e Carrefour) si attestano tra il 16,2 e il 17,5%.

Pesca sostenibile per il Gruppo Carrefour Italia

Il rischio di estinzione è altissimo per il tonno rosso del Mediterraneo. Greenpeace aveva richiamato l'attenzione su questa emergenza già nell'estate 2006 e il Gruppo Carrefour Italia ha risposto all'appello decidendo di interromperne del tutto la commercializzazione in tutti i punti di vendita della propria rete: ipermercati Carrefour, supermercati, superstore ed iperstore Gs, supermercati di prossimità DìperDì. Sempre in materia di salvaguardia degli ecosistemi, il gruppo ha firmato -lo scorso 9 ottobre- un accordo che lo impegna a sostenere tre progetti di acquacoltura nella zona del lago Vittoria nei distretti Ukerewe e Bukoba in Tanzania e Mukeno (Katosi) in Uganda. L'accordo prevede la responsabilità gestionale dell'Associazione dell'Africa dell'Ovest per lo sviluppo della pesca artigianale, Adepa/Wadaf. Nel dettaglio, il Gruppo Carrefour Italia si è impegnato a riconoscere sul pesce persico del lago Vittoria un contributo al chilogrammo che servirà a finanziare i tre progetti di acquacoltura, finalizzati a sviluppare attività artigianali alternative alla pesca industriale di pesce persico.

Sviluppo rete Le aperture di novembre e dicembre 2021

Una rapida carrellata delle aperture che si sono verificate tra novembre e dicembre

 Area 1

novembre

3-10 dicembre

13-20 dicembre

27 dicembre- 7 gennaio

Area 2

novembre

3-10 dicembre

13-20 dicembre

27 dicembre- 7 gennaio

Area 3

novembre

3-10 dicembre

 

13-20 dicembre

27 dicembre- 7 gennaio

Area 4

novembre

3-10 dicembre

13-20 dicembre

27 dicembre- 7 gennaio

Non food

novembre

3-10 dicembre

13-20 dicembre

27 dicembre- 7 gennaio

Sviluppo rete. Area 1, 5-12/11/2021

Conad
Via Provinciale
Ponzone (Bi)
750 mq
Conad Nord Ovest

DATA DI APERTURA
4 novembre 2021
FORMAT e LOCATION
Supermercato. Nei pressi del centro città. SEI SICURA CHE UNA STRADA PROVINCIALE SEI VICINA AL CENTRO?
OFFERTA
Sul perimetro, i reparti rinnovati di pescheria assistita, macelleria, banco salumi e formaggi, gastronomia. All'ingresso l'ortofrutta. Le produzioni locali sono presenti con 350 item.
SERVIZI
Il locale è dotato di un parcheggio coperto con circa 60 posti auto. Sono accettati i buoni pasto e i buoni celiachia. Presente un ingresso dedicato alle persone con disabilità. Orario: lun-giov 8-19,30; ven-sab 8-20; domenica 8,30-12,30.

ADDETTI E CASSE
Quattro le casse tradizionali. In totale, 15 gli addetti.

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