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Il cibo è fresco? Con Osram ce lo dice lo smartphone

Osram presenta una tecnologia che consente di usare il cellulare per determinare la freschezza degli alimenti. La soluzione utilizza la spettroscopia vicino all’infrarosso basata sulla tecnologia LED

Azienda nota per i prodotti di illuminazione, Osram presenta la tecnologia che consente ai consumatori di utilizzare i loro smartphone per analizzare i dati nutrizionali, gli ingredienti e la freschezza degli alimenti. Sarà così possibile, per esempio, misurare le sostanze nutritive, il contenuto calorico e la freschezza degli alimenti con smartphone o dispositivi portatili che già misurano la frequenza cardiaca e la pulsossimetria (la saturazione di ossigeno nel sangue). La crescente attenzione alla salute e al benessere ha accelerato il mercato dei dispositivi wearable, consentendo a tutti di monitorare i propri segni vitali. Il passo successivo è quello di aiutare i consumatori attenti alla salute ad analizzare e monitorare gli ingredienti dei loro alimenti.

Come funziona?

Questa soluzione utilizza la spettroscopia vicino all’infrarosso basata sulla tecnologia LED (i cosiddetti NIRED) e funziona sfruttando l’assorbimento caratteristico della luce di alcuni composti molecolari. Se un definito spettro luminoso è diretto verso un campione, dalla distribuzione della lunghezza d'onda della luce riflessa è possibile determinare la presenza e la quantità di alcuni ingredienti. È possibile, ad esempio, misurare il contenuto di acqua, grassi, carboidrati, zuccheri o proteine degli alimenti. Questi dati forniscono un'indicazione di freschezza, qualità e contenuto calorico. Ogni molecola assorbe la luce a diverse lunghezze d'onda specifiche. Questo spettro di assorbimento è unico e agisce come un'impronta digitale per una particolare molecola.

Despar s’impegna a protezione della filiera zucchero italiano

Il gruppo distributivo si dota di un nuovo prodotto mdd. Il nuovo zucchero 100% italiano nasce dalla collaborazione con Italia Zuccheri e intende utilizzare una filiera di produzione al 100% nazionale

In un contesto nazionale che ha visto la progressiva chiusura degli zuccherifici, con una perdita di oltre l’80% della produzione italiana, Despar Italia ha scelto la collaborazione con Italia Zuccheri per il lancio del proprio zucchero “classico” a marchio. Una scelta che si lega alla volontà di garantire qualità, italianità e sostenibilità ambientale. Così Despar presenta il proprio zucchero “classico” a marchio puntando su una filiera di produzione al 100% nazionale.

L’iniziativa è frutto dell’accordo con la cooperativa Coprob, presente sul mercato con il marchio Italia Zuccheri, che è oggi l’unica filiera in questo settore totalmente italiana. Fondata nel 1962 a Minerbio, in provincia di Bologna, Coprob è composta da 25.000 agricoltori che seminano, coltivano e raccolgono le barbabietole su un’estensione complessiva di circa 32.000 ettari.

I vantaggi di questa scelta sono molteplici. Sotto il profilo sociale, la Cooperativa partner è una realtà significativa che dà lavoro, investe e distribuisce gli utili sul territorio. Dal punto di vista ambientale, invece, la coltura della barbabietola da zucchero, nell’ambito delle rotazioni in agricoltura, arricchisce il terreno e lo prepara a migliorare la qualità e le produzioni delle coltivazioni successive riducendo la necessità di input in termini di energia, prodotti fitosanitari e ingredienti nutrizionali.

Infine, la collaborazione con Coprob/Italia Zuccheri costituisce un sostegno economico al settore bieticolo-saccarifero italiano che in poco più di un decennio si è trovato ad essere quasi totalmente dipendente dalle importazioni, avendo perso oltre l’80% della produzione nazionale con la chiusura di 16 zuccherifici su 19.

Satur debutta a Milano

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È il primo punto di vendita dell’insegna nel capoluogo lombardo. Satur, insegna del Gruppo Galileo, rafforza la rete e apre a Milano il suo 60° punto di vendita italiano

È il primo punto di vendita dell’insegna nel capoluogo lombardo. Satur, insegna del Gruppo Galileo specializzata nella vendita di piccoli elettrodomestici e accessori per la casa, rafforza la rete e apre a Milano il suo 60° punto di vendita italiano. Il negozio si trova in via Ponte Seveso. Si presenta con 13 vetrine e uno spazio espositivo di 300 mq. L’assortimento è composto da oltre 6.000 referenze tra cui le novità dei brand del gruppo: da Villa d'Este Home Tivoli al mondo del piccolo elettrodomestico Kooper, con una proposta di casalinghi, padelle, accessori cucina, complementi tavola, tessile e arredo bagno a marchio Galileo.

 

Bonjour Sacai, un pop-up a Parigi dedicato a Colette

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Nella Capitale francese apre un temporary store ideato dal direttore creativo di Sacai, Chitose Abe, e dall’ex creative director della famosa realtà francese, Sarah Andelman

Nella Capitale francese apre un temporary store ideato dal direttore creativo di Sacai, Chitose Abe, e dall’ex creative director della famosa realtà francese, Sarah Andelman, che rende omaggio a Colette. Lo sottolinea il giornale online Luuk Magazine. Il pop-up Bonjour Sacai, situato al civico 40 di Rue de Richelieu, sarà aperto fino al 9  marzo. In assortimento le collezioni primaverili, le linee di kidswear e lingerie in edizione limitata del brand, oltre ad alcune collaborazioni con marchi locali come A.P.C., Petit Bateau e Hervé Chapelier. Sono inoltre presenti anche  pezzi d’arredamento creati su misura per lo spazio dallo studio di architettura Gelchop, oltre ad uno speciale bar gestito dalla caffetteria Honor.

Stando a quanto pubblica MFFashion questo negozio “dà il via a una sequenza mondiale di pop-up Hello Sacai in diverse città d'Europa, Asia e Stati Uniti, dove il marchio non ha dei punti di vendita”.

 

L’esperienza nel retail è sempre più phygital

È il legame con l’insegna uno dei capisaldi valoriali che si costruisce con una relazione complessiva e gratificante (da Gdoweek n.2)

Quante e quali sono le componenti dell’esperienza d’acquisto che desideriamo vivere? Anche i più pragmatici riconosceranno che nella propria storia di shopping hanno abbandonato o scelto un negozio particolare in base a motivazioni ben precise, non necessariamente logiche e difficilmente riconducibili a una schematizzazione. Il digitale complica ancor più il quadro perché apre mondi inesplorati: si moltiplicano i bisogni, indotti o reali e con essi le risposte dei retailer. Sempre meno messa in scena, sempre più valori: l’acquisto è l’espressione di uno stile di vita, il negozio l’incarnazione dei capisaldi valoriali. Acquistare è esperire un legame con l’insegna, è un’esperienza di affinità, fatta di mille dettagli. Esploriamone alcuni.

Dove comincia l’acquisto? Sempre più spesso online, sui social, in chat, da una app. Che sia solo ricerca di informazioni, passatempo o acquisto diretto, l’esperienza è totalmente nuova e in itinere. Wish, Zalando, Asos, Zappos, Uniqlo con le loro app, i banner su Facebook, le inserzioni pubblicitarie di Instagram, le chatbot di messenger. Si naviga magari tornando dal lavoro, basta un click per acquistare. I social legano l’esperienza a una community di amicizie o al seguito di un influencer, scatta l’emulazione. I marketplace fanno da benchmark per il prezzo e per le recensioni degli utenti, i siti dei brand sono una sorta di influencer che però è anche produttore, come Apple o Samsung o Nike. La chat è la novità, l’onnipresente stanza di socialità virtuale per i più giovani, ma non solo. Whole Foods ha creato la propria con l’obiettivo di spingere le vendite e spostare traffico verso il sito attraverso una app, Messenger appunto, sulla quale le persone trascorrono molto tempo. La chatbot, con linguaggio naturale e anche le emoticon, permette di navigare tra le ricette usando chiavi di ricerca e ricavando una lista della spesa. Per esempio, inserendo le emoji della frutta o delle pietanze, è in grado di risalire alla ricetta che combina i prodotti inseriti.

Sempre in tema di avvio agli acquisti, la piattaforma Alecia.com ha riunito in un solo luogo emozione, sogno e click per finalizzare l’acquisto proponendo video on demand trasformati in negozi virtuali. Il Singles Day di Alibaba propone un’idea simile ma con un’esperienza di show live, durante il quale si compra ciò che si vede, grazie alla realtà virtuale. Lo sviluppo delle tecnologie di riconoscimento immagine ha portato alle app per lo showrooming: Amazon ha recentemente aggiornato la propria che permette, partendo da un oggetto visto in un altro negozio o in vetrina, l’acquisto diretto su Amazon. Invece di identificare il prodotto scannerizzandone il codice a barre, basta inquadrarlo con lo smartphone per ritrovarlo nell’assortimento del marketplace. E via con l’acquisto o la wish list.

La tecnologia presente in negozio abbina l’elemento ludico al contenuto di servizio. I camerini digitalizzati, assistenti virtuali o reali con tecnologia digitale, gli scaffali virtuali, offrono più scelta nei colori e nelle taglie. Vale per brand del lusso ma anche per retailer fast fashion come Ovs. Nel retail sportivo l’esperienza consiste in una performance che porta nel negozio l’emozione dell’agonismo, nella personalizzazione estrema, per esempio della scarpa da running, i classici sono Nike o Sport Check in Canada, ma anche Adore Me, insegna che nasce come pure player online e, quando si tratta di aprire negozi fisici, desidera conservare l’esperienza intima e sicura di provare la lingerie a casa. Da qui l’idea dei camerini virtuali: permettono di provare e riprovare, scoprire taglie e colori direttamente nel camerino. E tutti i dati aiutano l’insegna a offrire un miglior servizio. È un negozio “aumentato” che estende le proprie funzioni per intercettare il bisogno di conoscenza ma anche di esperienza intorno al prodotto, manifestato spesso dai millennials che si aspettano uno shopping connesso e social anche se fisico.

Pratico e asettico, il negozio automatico punta sull’esperienza opposta della funzionalità estrema, senza fronzoli. Dopo la vending machine il passo successivo si chiama Amazon Go: sensori ovunque e checkout automatico con la app. Ma non è l’unico: BingoBox nasce in Cina dalla collaborazione tra Auchan e Bingo Fresh e funziona sempre via smartphone, scannerizzando un QrCode all’ingresso, mentre la cassa riconosce gli oggetti e fa il conto, da pagare con Alipay o WeChat, con supporto “umano” in video in caso di problemi. Auchan ha anche il format Auchan Minute, sempre in Cina, partner Hisense: totalmente automatico, si acquista con lo smartphone. Se il negozio è virtuale, la ricerca dei retailer va verso nuove modalità di navigazione tali da rendere visibile tutto l’assortimento, in maniera pertinente e piacevole, per esempio grazie alle intelligenze artificiali parlanti di Google e Amazon. Oppure punta sul servizio o sul momento chiave della consegna, quando finalmente l’esperienza diventa fisica. Cortilia per esempio gioca anche su quest’ultimo aspetto curando il packaging per estetica e riciclabilità e portando la cassetta al piano. Rimanendo online, tra le esperienze più ludiche ma con finalità molto pratiche Worldz è una startup italiana che propone agli eCommerce un servizio che aiuta a far fruttare le visite creando un legame diretto con i social media. Al navigatore viene proposto un test della propria popolarità su Facebook (in futuro anche altri social) in cambio di uno sconto: dall’influencer al micro influencer, per diffondere il brand entro la cerchia ristretta, ma fidata e vicina, che le persone normali possono vantare.

Rimanendo nel ludico, poiché spesso i bambini accompagnano i genitori a fare la spesa, qualcuno ha pensato anche alla loro esperienza, con la realtà aumentata. L’antesignano è il supermercato del futuro Coop. Poi è arrivato PokemonGo, con le bestioline da scovare anche tra le corsie di Carrefour. Dall’incontro sono nate le app dedicate, come gli Ortaggiotti di Penny Market: pupazzi da collezionare ma anche una app sul telefonino con i personaggi che spuntano nel reparto ortofrutta. Per Natale Auchan ha lanciato in Italia, dopo Francia, Spagna, Ungheria, Portogallo, Polonia, Romania e Ucraina, la caccia ai Wishmiz a palle di neve, attraverso la app AuchanKids. Il gioco, direttamente ispirato ai Pokemon, sfida a trovare il Wishmiz d’oro scansionando il poster in negozio e raccogliere punti per vincere regali. Sempre in negozio i bimbi possono farsi un selfie nel reparto giocattoli, scansionando un altro poster che fa apparire i personaggi. Inoltre, scansendo l’oggetto desiderato nel catalogo Auchan possono comporre la letterina di Babbo Natale virtuale, i genitori la ricevono via email.

Alla frontiera dell’innovazione emozionale ci sono i reparti freschi dei supermercati. Albert Heijn ad Amsterdam ha pensato di esaltare il concetto di freschezza consegnando a domicilio pasti caldi cucinati con le ricette della propria piattaforma di cucina Allerhande, in partnership con Deliveroo e Thuisbezorgd.nl, in 30 minuti. Il flagship e laboratorio di idee di Auchan a Torino invece realizza l’incontro direttamente nel punto di vendita con un assortimento di insalate e mini-ortaggi ancora in vaso con le radici, e proponendo la ristorazione interna. Nell’ortofrutta, l’esperienza d’acquisto si rinnova con la creazione di ambienti separati, chioschi a igloo, di cui uno dedicato al biologico sfuso. Produzione e consumo tutte da vivere secondo Auchan e che diventano visibili dalla galleria del centro commerciale, grazie alle casse disposte a “U” al centro del negozio. Anche pagare è un’esperienza.

 

Il brand di lusso Livy da Victoria’s Secret

Livy Victoria's secret
Entra in assortimento nei punti di vendita Victoria’s Secret e sul sito online del marchio il brand di lingerie francese di lusso Livy

Entra in assortimento nei punti di vendita Victoria’s Secret e sul sito online del marchio il brand di lingerie francese di lusso  Livy. Stando a quanto scrive Pambianco news i prezzi degli indumenti sono decisamente più alti rispetto a quelli del noto brand americano: l’entry price è di 45 dollari per uno slip e si arriva fino a 490 per un kimono. La collezione comprende anche bustier in pelle, reggiseni, top e camicie. La collaborazione è stata avviata dal nuovo Ceo John Mehas.

 

Negozi, custodi di storia e valori

Sono la casa del brand, il luogo in cui si cercano conferme su chi è e cosa offre. E la tecnologia, in questo, c’entra poco. La visione di Chiara Endrigo, cofondatrice di Visual Display (da Gdoweek n.2)

Il digitale è ormai una fluida entità che invade tutto e ci trasporta ovunque. I negozi, invece, si trovano ancora in un posto ben preciso, nel quale scegliamo di entrare superando una linea spaziale. A fronte di una quotidianità dove il digitale diventa fonte di connessione, ma anche di alienazione, il punto di vendita deve ritrovare un ruolo umano e rassicurante. Questa la visione retail di Chiara Endrigo, cofondatrice dell’azienda creativa e di progettazione Visual Display.

Qual è la funzione del negozio oggi?

Il ruolo del negozio fisico per noi oggi è quello di rimettere al centro la relazione umana con la persona e con il brand, ovvero quello che si è un po’ perso con l’evoluzione digitale. Il retail così torna a dover svolgere un ruolo esperienziale e di concretezza. Da un punto di vista progettuale, si tratta di dare voce in modo autentico ai valori delle marche. Di esperienza si parla già da anni, ma oggi è tempo di metterla in atto concretamente e la tangibilità del retail ci chiama a farlo.

Cosa significa a livello progettuale?

Oggi all’interno dello spazio retail siamo chiamati a fare scelte prima di tutto funzionali attraverso il layout. Prima ancora di decidere il colore del pavimento e degli arredi dobbiamo rispondere a un’altra domanda: cosa vogliamo far fare alla persona? Prima non ci chiedevamo questo perché si era automaticamente orientati alla vendita, oggi non è così: si è alzata l’asticella delle possibilità oltre lo scontrino. Le stesse aziende sono meno orientate alla vendita del prodotto e più al coinvolgimento, all’interazione con il marchio. Nella moda, ad esempio, si rinuncia a uno spazio in più per esporre i vestiti in favore di qualcosa di diverso, come un salotto.

Che incidenza ha la digitalizzazione attualmente?

Devo ammettere che, per quanto riguarda la nostra esperienza, all’interno degli spazi retail il classico schermo come touchpoint non è già più tanto richiesto. Il punto di vendita torna ad avere una funzione più pura e l’esperienza digitale passa più dal dispositivo mobile della persona e dell’app che dal layout. Il digitale è ormai interiorizzato nelle persone: non è un elemento progettuale imprescindibile, perché un brand si possa dire innovativo nel retail. È come se il negozio stesse diventando una “terra di mezzo”, dove le persone possono paradossalmente staccare e disintossicarsi, toccare con mano ciò che hanno già ricercato online, come fonte di sicurezza e conferma. Per questo tutti i contenuti che i brand veicolano sul digitale oggi devono essere sostenibili, ovvero rintracciabili nel mondo fisico con coerenza.

Può citarci un progetto emblematico in tal senso?

Il concept store Filling Station Motel (Udine, 2018 ndr) sviluppato con Eni e dedicato agli amanti delle due ruote: si tratta di un luogo che riunisce workshop, osteria, negozio di abbigliamento e condivisione di eventi legati al mondo delle moto e della musica. Un progetto che unisce contaminazioni diverse, creato partendo dal desiderio nel nostro cliente, che ci ha visto immaginare tutto fin dall’inizio a partire dalla location: un vecchio hangar Eni Agip. Il tutto è ispirato ai motel Eni Agip degli anni Cinquanta. Abbiamo cercato di ridare vita a servizi del passato, ma in modo contemporaneo. In generale anzi c’è un ritorno dell’heritage passato, la volontà di ripescare il bagaglio culturale di un’epoca dove le relazioni avevano ben diverso valore.

Il made in Italy quanto incide nel racconto instore?

Sicuramente molto, se il brand è un vero made in Italy. Cambia come si sceglie di veicolarlo. Anche nella comunicazione del made in Italy ritorna un concetto di autenticità, senza gesti forzati. Il valore del made in Italy, infatti, spesso soffre di una comunicazione ridondante, spesso pacchiana e ripetitiva. E noi cerchiamo di evitarlo, come esemplifica il nostro progetto Slowear Venezia a Tokyo. A metà fra concept store e spazio di ricerca, questo negozio nei suoi 90 mq di superficie unisce sartorialità, italianità, stile e ospitalità, con una nuova anima meno rigorosa e più eclettica.

Rinascente rinnova lo store di Firenze

Rinascente Firenze
Il punto di vendita Rinascente di piazza della Repubblica a Firenze sarà rinnovato grazie a un investimento da 12 milioni di euro

Il punto di vendita Rinascente di piazza della Repubblica a Firenze sarà rinnovato grazie a un investimento da 12 milioni di euro, stando alle notizie pubblicate dal giornale online Fashion magazine. Il restyling coinvolgerà tutti gli spazi, le vetrine, la terrazza e i sei piani ma non è prevista la chiusura della struttura. I lavori sono già iniziati nello scorso settembre e saranno ultimati nel 2020. Già completato il quarto piano dedicato alla moda donna mentre a luglio sarà la volta del terzo piano, anche questo focalizzato sul womenswear. La testata sottolinea che da agosto a metà ottobre 2019 si svolgeranno i lavori del secondo piano (uomo), mentre a metà marzo 2020 riaprirà il primo piano rinnovato (uomo), seguito a giugno dello stesso anno dal piano -1 (cosmetica). Il restauro terminerà a ottobre 2020 con il piano terra, dedicato agli accessori.

Sono stati coinvolti due architetti e designer: il quinto piano e la terrazza panoramica sulla città, oltre al quarto, terzo e secondo livello, portano la firma dello studio Caruso Torricella; il primo, il piano terra e l'interrato quella di Marco Costanzi architects.

Pare non siano previsti shop in shop all’interno dell’edificio che si estende su un’area di 3.300 mq, ma alcuni spazi a rotazione, dedicati a marchi e progetti speciali. In questo punto di vendita infine sarà dato spazio ai marchi legati all’artigianalità insieme alla consueta offerta di brand del lusso famosi a livello globale.

L’amministratore delegato Pierluigi Cocchini spiega: “Abbiamo deciso di intraprendere un progetto di riqualificazione, dandoci come obiettivo quello di sorprendere non solo i turisti, ma anche i clienti locali”.

 

Upim raddoppia la presenza a Perugia

Upim
L'insegna consolida la presenza a Perugia con un secondo department store aperto in via Settevalli, sviluppato su una piastra di circa 800 mq

Già presente in città con un punto di vendita in via Trattati di Roma, Upim consolida la presenza a Perugia con un secondo department store aperto in via Settevalli, sviluppato su una piastra di circa 800 mq. Lo store si caratterizza per un arredamento dalle linee minimaliste, in linea con l’immagine dell’insegna.

L’offerta spazia dall’abbigliamento uomo e donna alla moda bambino con il marchio Blukids che propone collezioni baby (0-36 mesi), kids (2-8 anni) e junior (9-15 anni), che si distinguono per l’utilizzo di fibre naturali e certificate Oeko-Tex. Il negozio si avvale di uno staff formato da sei persone.

Vogue apre a Tokyo il suo primo wedding store

Vogue store (foto vogue.it)
Foto Vogue.it
Il primo wedding store firmato Vogue è stato inaugurato a Tokyo, a Omotesando, in una delle vie più eleganti della capitale giapponese

Il primo wedding store firmato Vogue è stato inaugurato a Tokyo, a Omotesando, in una delle vie più eleganti della capitale giapponese. Vogue Wedding Salon è uno spazio nel quale si può perimentare la fashion vision del magazine Vogue Wedding Japan. L’offerta non si  basa infatti soltanto sugli abiti ma anche su tutto ciò che comporta l’organizzazione complessiva della festa con una proposta di figure professionali che spazia dal cake designer agli specialisti degli addobbi floreali, e ancora fotografi, videoperatori, truccatori, stylist.

Il progetto, secondo quanto si legge sul sito Vogue.it, è stato affidato a Yuko Nagayama, un’architetta giapponese pluripremiata che ha disegnato, tra i tanti, lo store Louis Vuitton di Kyoto Daimaru e il padiglione giapponese per l'Expo internazionale di Dubai del 2020.

Amazon debutta in Italia con l’arredamento

Amazon casa
Si amplia l’offerta di Amazon. La piattaforma eCommerce propone al pubblico italiano nuovi prodotti nel settore arredamento per i vari ambienti di casa

Si amplia l’offerta di Amazon. La piattaforma eCommerce propone al pubblico italiano nuovi prodotti nel settore arredamento per i vari ambienti di casa. I marchi private label, stando a quanto scrive Il Sole 24 ore online, sono Rivet, Infinikit, Furniture 247, Movian e Alkove.  L’offerta di Amazon punta a ridefinire gli spazi della casa con pezzi di arredamento versatili che celebrano la quotidianità e il lifestyle. Sono presenti in assortimento anche luci, complementi per la casa e prodotti tessili  compresa la biancheria firmata AmazonBasic. In questo modo Amazon compete direttamente con Ikea che pare abbia avviato un’operazione simile.

Unieuro by Iper, cinque nuovi punti di vendita

Unieuro by Iper
Saliranno a 20 i corner specializzati in elettrodomestici ed elettronica di consumo sviluppati da Unieuro negli ipermercati Iper la grande i

Con i 5 corner shop Unieuro by Iper aperti oggi in altrettanti ipermercati Iper, La grande i salgono a 14 gli shop-in-shop sviluppati nel quadro della partnership strategica siglata da Unieuro, il principale operatore nazionale della grande distribuzione specializzata nel mercato retail dell'elettrodomestico e dell'elettronica di consumo, e da Gruppo Finiper, finalizzata alla distribuzione di elettronica di consumo ed elettrodomestici nei reparti di elettronica nei punti vendita Iper, La grande i.

Nel dettaglio, i primi tre aprono negli ipermercati di Castelfranco Veneto (Tv) all’interno del centro commerciale I Giardini Del Sole; Tortona (Al) nell'Oasi Città Commerciale, e Serravalle Scrivia (Al), nel centro commerciale Serravalle. Gli altri due shop-in-shop verranno inaugurati a Savignano sul Rubicone (FC), nel centro commerciale Romagna Shopping Valley, e a San Martino Buon Albergo (Vr), nel polo Le Corti Venete.

Entro la fine del 2019, Unieuro e Finiper daranno ulteriore impulso alla partnership grazie alla prevista apertura di altri 6 punti di vendita, che porteranno a 20 il numero di shop-in-shop operativi come ci aveva detto l'Ad di Unieuro Giancarlo Nicosanti Monterastelli, in occasione della convention del gennaio scorso.

 

Da Lego e Snapchat il primo pop-up store di sola realtà aumentata

A sinistra lo store fisico visibile all'occhio umano, a destra lo store visto attraverso la realtà aumentata
Si trova a Londra, è uno spazio fisico ma di fatto esiste solo a livello virtuale, perché per vederlo bisogna utilizzare l'occhio digitale dello smartphone. Un vero esempio di innovazione phygital nel retail

A prima vista si tratta solo di uno spazio vuoto, una stanza bianca che come arredamento "fisico" ha solo un pilastro con il logo di Snapchat. Quest'ultimo invita a "Scan to shop", ovvero ad entrare nell'app di condivisione foto di Snapchat e scannerizzare il codice per poi utilizzare lo smartphone come "occhio digitale" e poter finalmente visitare il "vero negozio" fatto tutto di realtà aumentata.

Questo il pop-up store aperto a Soho (Londra) da Lego in collaborazione con il social "del fantasmino" e con il supporto dell'agenzia digitale We Are Social. All'interno del negozio, o meglio della sua parte virtuale, i consumatori possono infatti scoprire la nuova limited edition di abbigliamento streetwear per giovani adulti firmata Lego e creata da Kabooki. Ad indossarla sono manichini con le sembianze di personaggi Lego e l'acquisto, essendo in realtà il negozio fisico vuoto e senza camerini, si fa online e rapidamente attraverso l'opzione "Shop Now". L'idea è infatti quella di spingere l'eCommerce Lego attraverso un'esperienza innovativa nel canale fisico.

Si tratta insomma di un vero e proprio ribaltamento degli schemi: un negozio di vestiti senza vestiti, uno spazio fisico ma che di fatto esiste solo nel mondo virtuale, un'iniziativa per portare traffico in un luogo reale e che però fa concludere l'acquisto solo online. Difficile trovare un esempio più azzeccato di questo se si parla di omnicanalità, ibridazione e integrazione dei modelli retail nell'universo phygital.

 

Anno da record per Tannico

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Tannico, l’enoteca online di vini italiani, chiude il 2018 con ricavi in crescita del 40% su base annua e 14,9 milioni di euro di fatturato

Tannico, l’enoteca online di vini italiani, chiude il 2018  con ricavi in crescita del 40% su base annua e 14,9 milioni di euro di fatturato. Lo scorso anno Tannico ha consegnato oltre un milione di bottiglie in tutto il mondo, raccogliendo nel solo mese di dicembre più di 25.000 ordini.

Oggi il mercato italiano rappresenta il 10% dell’intero fatturato. La piattaforma oggi mette a disposizione 14.000 etichette, di cui l’80% italiane, provenienti da oltre 2.500 cantine, potendo contare in parallelo su tempi di consegna rapidi. Sebbene le vendite business to consumer generino a oggi il 98% del giro d’affari dell’azienda, Tannico non è solo B2C, ma con la piattaforma tannico.biz anche un partner per ristoranti, enoteche e catene di hotel.

Siamo molto soddisfatti di questi risultati che ci portano ad avere ormai l’1% del mercato del vino premium in Italia (offline + online), un obiettivo estremamente ambizioso che abbiamo raggiunto in pochissimi anni. – afferma Marco Magnocavallo, founder e ceo di TannicoSiamo partiti con l’idea di creare una semplice enoteca online ma nel corso degli anni ci siamo resi conto che le opportunità per rivoluzionare nel profondo uno dei settori pilastro dell’economia italiana era troppo interessante per non essere colta. Grazie a WinePlatform, Tannico Intelligence e Tannico.biz copriamo ormai un largo spettro delle attività che possono essere innovate nel mondo del vino.”

 

 

Ikea punta sull’online anche con mobili di altri produttori

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Il gruppo svedese esplora le potenzialità dell'online con una piattaforma aperta al settore e con lo sbarco sui marketplace di Amazon e Alibaba

Secondo quanto riporta il Financial Times, il gruppo svedese starebbe lavorando su una piattaforma online per la vendita di mobili dedicata al settore, non solo con il proprio brand ma anche di quelli di altri produttori. Una sorta di Zalando nel campo dell'arredamento.

Una proposta online che non si ferma qui, dalle dichiarazioni di Torbjorn Loof, amministratore delegato di Inter Ikea, si apprende anche che è previsto anche un test per lo sbarco dei mobili Ikea sui grandi marketplace di Amazon e Alibaba.

Si delineano così in modo più concreto le strategie su cui punta Ikea nel prossimo futuro, in un arco temporale di circa 5 anni, focalizzate ad esplorare le potenzialità della presenza l'online con un allargamento delle proposte commerciali, oltre che il test di nuove modalità di vendita come il noleggio di cui abbiamo parlato recentemente.

MyCoupon: buoni sconto sui grandi marchi

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Epipoli, grazie all’acquisizione di Groupalia e al lancio di MyCoupon, lancia un progetto e propone buoni sconto sui grandi marchi, da scaricare online

Epipoli, grazie all’acquisizione di Groupalia e al lancio di MyCoupon, lancia un progetto e propone buoni sconto sui grandi marchi, da scaricare online e utilizzare in tutti i supermercati d’Italia.

MyCoupon, a sei mesi dal suo debutto, ha visto l’attivazione di oltre 500mila coupon in più di 30 categorie di prodotti, con decine di marchi coinvolti e fino al 20% di conversione in cassa. My Coupon punta sul rinnovamento delle offerte e sulla semplicità di fruizione. Ogni sei settimane, infatti, propone nuovi sconti per risparmiare sulla spesa del supermercato. Almonature, Fater, il Gruppo Montenegro, Cameo, Pasta Garofalo, MilMil e Parmareggio sono alcuni dei grandi brand che hanno aderito al progetto MyCoupon.

 

Conad: un superstore a Perugia

Conad insegna
I fratelli Gaggi, soci di Pac 2000A, aprono un punto di vendita Conad a Perugia in via Settevalli, zona San Faustino di circa 1.500 mq

I fratelli Gaggi, soci di Pac 2000A, aprono un punto di vendita Conad a Perugia in via Settevalli, zona San Faustino di circa 1.500 mq. Il Superstore Conad, secondo quanto scrive PerugiaToday, dà lavoro a 40 addetti, ed è dotato di un parcheggio con 150 posti auto. Sorge in un complesso di nuova costruzione in cui trova posto un altro negozio all’incirca delle stesse dimensioni. Sono presenti i reparti di macelleria, pescheria, ortofrutta, panetteria, pasticceria e gastronomia calda con possibilità di piatti da asporto take away. La struttura è stata dotata di accorgimenti di risparmio energetico.

 

 

Maxi Zoo si espande a San Martino Siccomario

Nuovo petstore Maxi Zoo in provincia di Pavia, a San Martino Siccomario, in via dei Giovi, dove l’insegna ha inaugurato una struttura di 443 mq

Nuovo petstore Maxi Zoo in provincia di Pavia, a San Martino Siccomario, in via dei Giovi, dove l’insegna ha inaugurato una struttura di 443 mq. Il punto di vendita offre un assortimento di oltre 7.000 articoli di petfood e petcare. Al suo interno sono stati predisposti specifici corner dedicati agli accessori, alla cura e al benessere dell’animale.

Il team di lavoro è formato da sei persone, come di consueto formate attraverso il programma di training della Maxi Zoo Academy per i nuovi dipendenti. Anche in questo store sono presenti i servizi tradizionali dell'insegna come l’area picnic con acqua fresca e cibo e la bilancia per cani, così come il servizio di incisione medagliette e la donation box.

 

Carrefour omnicanale: ecco il primo locker a Milano

Installato presso il Caldera Park a Milano, un tassello della strategia di sviluppo Carrefour 2022

A Milano, all'interno del Caldera Park, è stato installato il primo locker Carrefour in Italia. Un armadietto a temperatura controllata che permette una nuova modalità di delivery per i clienti dell'insegna francese che scelgono di fare la spesa online per poi passarla a ritirare in un punto fisico.

Un'esperienza di acquisto che va nella direzione dell'omnicanalità, un tassello alla base della strategia 2022 di Carrefour. La scelta del luogo per il progetto pilota permette all'insegna francese di arricchire le facilities disponibili nel Caldera Park, gestito da Generali Real Estate SpA Sgr, per favorire il giusto equilibrio tra vita professionale e vita privata delle oltre 4.000 persone che lavorano nelle 55 aziende ospitate nel centro.

Per maggiori informazioni sul locker Carrefour fare riferimento all'intervista effettuata da #FPMag a Pierre Queau, direttore Marketing, Clienti, Servizi e Trasformazione Digitale Carrefour Italia.

Gruppo VéGé e Isa al fianco dei pastori sardi

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Gruppo VéGé e l’impresa socia Gruppo Isa si schierano al fianco dei pastori sardi nella vertenza che li vede contrapposti al comparto industriale lattiero-caseario

La posizione è netta e il sostegno è totale. Gruppo VéGé e l’impresa socia Gruppo Isa si schierano al fianco dei pastori sardi nella vertenza che li vede contrapposti al comparto industriale lattiero-caseario. In una nota le aziende definiscono la vicenda “una situazione da disinnescare con urgenza”.  E aggiungono: “Il mondo agropastorale sardo è esasperato da una situazione di crisi che si trascina da anni. Oggi è divenuta insostenibile a causa delle quotazioni al ribasso del latte ovino conferito per la trasformazione in pecorino sardo e derivati. Si tratta di una situazione che rischia di degenerare”. A sostegno della lotta dei pastori sardi le aziende inviteranno tutti i punti di vendita della rete, diretti ed affiliati, ad esporre un drappo bianco con la scritta #iostoconipastorisardi.

Giovanni Muscas, fondatore e presidente onorario del Gruppo Isa, spiega: “Essendo noi azienda di territorio, basata a Villacidro, nei nostri supermercati privilegiamo da sempre i prodotti sardi sostenendo piccole e medie realtà locali”. E prosegue: “Auspichiamo che il tavolo di filiera convocato stabilisca regole che determinino il giusto compenso per i produttori, tutelando anche le piccole realtà locali. Tutti gli attori della filiera dovrebbero perseguire in sinergia l’obiettivo di valorizzare i prodotti del settore lattierocaseario ovino, vero tesoro dell’economia sarda, soprattutto con politiche di marketing e di tutela della qualità”.

Le due società infine ipotizzano una possibile soluzione: attivare subito un tavolo di filiera. “La soluzione della crisi – spiegano - passa, senza dubbio, da investimenti in innovazione e da scelte industriali e di mercato trasparenti e lungimiranti. Per Gruppo VéGé, tuttavia, il primo e imprescindibile passo da compiere consiste nel fare in modo che ai pastori sardi sia riconosciuta una giusta remunerazione”.

Lidl: primo punto di vendita a Bari

L'insegna potenzia la presenza nella regione dove opera con 28 strutture

L'insegna potenzia la presenza nella regione dove opera con 28 strutture. Il nuovo punto di vendita è stato aperto a Bari, in via San Giorgio Martire, ai piedi del Ponte Adriatico, dove Lidl non era ancora presente.

L’edificio, realizzato in poco più di tre mesi di cantiere, è stato progettato con particolare attenzione all’ambiente. Dispone, infatti, di un impianto fotovoltaico da 42 kW, di un sistema di recupero delle acque piovane per l’irrigazione delle aree verdi e di 4 postazioni per la ricarica di auto elettriche.
L'assortimento comprende oltre 2.000 item di cui l'80% made in Italy.
Nell'ambito dei lavori Lidl Italia ha realizzato un’area verde attrezzata da 1.800 mq con la piantumazione di alberi d’ulivo.

Volete avere l’ultima parola? Fate attenzione all’ultimo miglio!

L'editoriale della direttrice Cristina Lazzati (da Gdoweek n. 2)

Il 74% dei consumatori soddisfatti della consegna del proprio acquisto dichiarano che aumenteranno il proprio scontrino medio del 12%. Così racconta una recente ricerca di Capgemini. Chi, tra i retailer, si sta strutturando per diventare realmente omnichannel non può prescindere dal prendere in considerazione tutte le fasi della consegna.

Intanto, negli Stati Uniti, il “last mile” prende sempre più forma, che siano investimenti massicci in automazione come nel caso di Ocado, e-tailer Uk, che ha avviato una serie di collaborazioni, da Kroger in Usa a Casino in Francia, creando centri automatizzati per l’evasione degli ordini, dall’imballo alla spedizione. Walmart ha il suo “spark delivery”, una piattaforma di crowdsourcing dove vettori indipendenti prelevano la merce dai magazzini o dagli store per consegnarli ai clienti. Shipt è stato uno degli investimenti più importanti di Target, catena discount Usa, con circa 1.800 punti di vendita, che si è assicurato così la possibilità di ampliare il suo servizio di consegna in giornata in metà dei suoi negozi. Secondo Capgemini, la consegna a domicilio di generi alimentari è e sarà nel mirino dei venture capital nei prossimi anni. Al pari, la sua efficienza ed efficacia sarà determinante per rimanere competitivi. Tra le cose che non si possono sbagliare nella food delivery: mettere un prezzo troppo alto alla consegna, meglio “negoziare” da gratis per orari molto ampi, a costi più alti per orari di punta o per tempi stretti; non offrire la consegna in giornata: per un paio di scarpe si può pazientare, per la cena ... no! Infine, reiterati ritardi sulla consegna, in questo caso vale il detto: non promettere nulla che non puoi mantenere. Si apre uno spiraglio anche per le marche, un business che per Unilever vale il 5% del fatturato in Usa e che è cresciuto del 50% nell’ultimo anno. Come? Attraverso abbonamenti, che pare i clienti amino perché solitamente hanno prezzi migliori di quelli del retail e perchè garantiscono una migliore experience e in più ... non si rimane mai senza!

In sintesi, l’ultimo miglio è un’opportunità su cui il retail alimentare deve iniziare a riflettere, che il “last moment of truth” si stia spostando?

Carrefour implementa l’eCommerce con la funzione Auto-Add

Grazie alla nuova opzione gli acquirenti online potranno decidere con un gesto la frequenza con la quale i prodotti saranno aggiunti automaticamente al carrello

Carrefour Italia arricchisce l’esperienza d’acquisto online su Carrefour.it grazie alla funzionalità Auto-Add, che permette al cliente di impostare la frequenza con la quale i prodotti preferiti saranno aggiunti automaticamente al carrello digitale. La nuova funzionalità Auto-Add si aggiunge agli altri servizi già disponibili sull’eCommerce della catena e propone al cliente una nuova customer journey velocizzata, ottimizzata e semplificata.

Con un click l'utente può infatti impostare la frequenza (ad ogni ordine, settimanalmente, mensilmente) e la quantità dei prodotti senza più doversi preoccupare di aggiungerli al carrello. Un'opzione che favorisce anche il contrasto al cosiddetto fenomeno dell'abbandono.

Enrico Fantini, direttore eCommerce di Carrefour Italia ha così commentato: “Grazie alla nuova funzionalità di aggiunta automatica dei prodotti, riusciamo a migliorare concretamente ed ulteriormente la shopping-experience online, semplificandola e rendendo la spesa online ancora più veloce”.

CheJoy, la private label per bambini di Esselunga

chejoy linea bambini esselunga
È stata realizzata in collaborazione con The Walt Disney Company Italia la gamma di prodotti a marchio di Esselunga. La nuova linea CheJoy è dedicata ai bambini dai 4 anni in su

È stata realizzata in collaborazione con The Walt Disney Company Italia la gamma di prodotti a marchio di Esselunga. La nuova linea CheJoy è dedicata ai bambini dai 4 anni in su. La linea è stata pensata per coprire il fabbisogno di tutta la giornata e comprende ad esempio i cereali per la prima colazione, gli yogurt, i succhi di frutta, gli snack come il Grana Padano dop e anche i freschi come gli gnocchi o i filetti di platessa. Ogni ricetta è stata accuratamente studiata seguendo le linee guida nutrizionali Disney, privilegiando le materie prime di origine biologica e senza l’utilizzo di aromi o coloranti artificiali. I primi prodotti CheJoy saranno sugli scaffali a partire dall’11 febbraio e l’offerta si arricchirà progressivamente fino a raggiungere entro settembre oltre 50 referenze, pronte per il rientro a scuola dei bambini.

Ciascun prodotto ha una confezione dedicata a un personaggio Disney, Marvel o Star Wars come Topolino, Minni, Paperino, ma anche Frozen o Spider-Man. Sono presenti anche le mini bottiglie di acqua minerale con i 6 amici di Topolino.

Il direttore commerciale di Esselunga Gabriele Villa commenta: “Il progetto è nato dalla volontà di creare prodotti interessanti per i bambini e allo stesso tempo aiutare i genitori nella proposta alimentare, perché CheJoy è stata ideata per un’alimentazione equilibrata, senza rinunciare al gusto. Un lavoro lungo e attento che ha coinvolto sinergicamente le diverse divisioni aziendali, dal commerciale all’assicurazione qualità, alla comunicazione, che hanno collaborato con il team Disney per oltre due anni. Alla linea CheJoy hanno lavorato in modo particolare i nostri giovani – prosegue Gabriele Villa – che hanno avuto l’opportunità di cimentarsi in un progetto ambizioso, dare spazio alla creatività e proseguire il loro percorso di carriera in Esselunga”.

 

Disney Store sbarca da Coin a I Gigli

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Apre il 14 febbraio un corner Disney Store all’interno del department store Coin al centro commerciale I Gigli di Campi Bisenzio (Fi)

Apre il 14 febbraio un corner Disney Store all’interno del department store Coin al centro commerciale I Gigli di Campi Bisenzio (Fi). Il corner sarà collocato al piano “mezzanino”e offrirà un assortimento di prodotti per bambini e bambine, giocattoli, abbigliamento e costumi legati ai personaggi del mondo Disney, Pixar, Marvel e Star Wars. Sono già presenti corner del brand nei negozi Coin di Milano, Catania, Lecce e Padova.

Daniel Frigo, presidente e amministratore delegato The Walt Disney Company Italia, spiega: “Siamo felici di aprire questo nuovo corner Disney Store presso il negozio Coin perché ci permette di essere ancora più vicino ai bambini e alle famiglie di Firenze”.

 

 

Esselunga: defribillatori in tutta la rete

Defibrillatore Esselunga

L’insegna doterà, nell’arco di un mese, i suoi 158 punti di vendita di defibrillatore con un ritmo di 13 al giorno. Il primo è stato installato nella struttura Esselunga di viale Famagosta a Milano. Il progetto è nato in collaborazione con Areu, Azienda Regionale Emergenza Urgenza della Regione Lombardia, e vuole offrire un servizio per la sicurezza dei dipendenti, dei clienti ma anche dell’intera comunità che ha a disposizione i defibrillatori negli orari di apertura dei negozi.

Sono stati formati 1.000 addetti scelti tra i responsabili di reparto per garantire una copertura del punto di vendita. I defibrillatori sono geolocalizzati e facilmente individuabili anche grazie a Where ARE U, un’app per l’emergenza collegata alle Centrali Uniche di Risposta del Nue 112 (numero unico di emergenza europeo), a cui richiedere l’intervento di Carabinieri, Polizia, Vigili del fuoco e Soccorso sanitario.

Il defibrillatore è stato inserito anche nella raccolta punti Amici di scuola  grazie alla quale ne sono stati già distribuiti 42, di cui 20 nelle scuole di Milano, con manutenzione assicurata per quattro anni. Alle scuole è stato offerto inoltre un pacchetto per la formazione di 6 persone per ogni scuola.

Molini Pivetti in gdo: con Gran Riserva, Everyday e Special Day la farina professionale diventa protagonista dello scaffale

Grandi novità in casa Molini Pivetti, lo specialista nella produzione di farine di grano tenero per i professionisti, innova e lancia una nuova proposta per il consumatore finale. Tre linee pensate per soddisfare tutte le esigenze di chi ama portare a tavola solo il meglio: la linea Every Day, perfetta per l’uso quotidiano, Gran Riserva, solo farina certificata 100% emiliana, Special Day con particolari valori nutrizionali.

Molini Pivetti è un’azienda che ha percorso un secolo e mezzo di storia, da quando Valente Pivetti decise di costruire un molino a vapore tra Bologna e Ferrara, a pochi chilometri da Cento. Nel corso degli anni, la famiglia, che ha custodito e valorizzato questa tradizione è giunta alla quinta generazione, mentre il marchio è divenuto sinonimo di qualità nella lavorazione delle farine professionali. Oggi, con EVERY DAY, GRAN RISERVA, e SPECIAL DAY, la famiglia Pivetti presenta al mercato dei consumatori finali un’ampia e completa scelta di farine professionali per uso domestico.

EVERY DAY, PER CHI AMA CREARE.
Perfetta per l’uso quotidiano, la linea EVERYDAY di Molini Pivetti non potrà mai mancare dalle dispense di ogni famiglia perché si ispira alle ricette tramandate dalle nostre nonne, offrendo a tutti la possibilità di servire in tavola la tradizione della buona cucina italiana. Sul fronte di ogni sacchetto è indicata la destinazione d’uso e sul retro una ricetta completa. DISPONIBILE IN 5 REFERENZE (Milleusi Antigrumi, Pasta Fresca, Pizza & Focaccia, Semola Rimacinata di grano duro e Tipo Manitoba) in sacchetti da 1 kg.

GRAN RISERVA, PER CHI AMA LE PROPRIE ORIGINI.
La linea GRAN RISERVA di Molini Pivetti nasce dal progetto Campi Protetti Pivetti: una sfida ambiziosa proposta ai nostri agronomi, che con successo hanno selezionato esclusivamente terreni nelle zone di Modena, Bologna e Ferrara lontani da fonti di inquinamento. Pivetti ha coinvolto solo i migliori agricoltori, che hanno deciso di impegnarsi sottoscrivendo un rigido disciplinare, nel salvaguardare l’ambiente coltivando con amore il proprio grano, creando insieme una linea di farine 100% Emiliana – certificata dall’ente internazionale CSQA – e contraddistinta dal marchio “Campi Protetti Pivetti”. DISPONIBILE IN 4 REFERENZE (Gran Riserva integrale, Gran Riserva tipo 0, Gran Riserva tipo 1 e Gran Riserva Manitoba Emiliano, una novità assoluta nel mercato) in flow pack da 750 gr.

Via Renazzo, 67 - 44045 Renazzo (Fe)

+39 051 900003 - Fax +39 051 909210

Email: info@pivetti.it

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SPECIAL DAY, PER CHI AMA STARE BENE.
Frutto del lavoro del team Ricerca & Sviluppo Pivetti, la nuova linea asseconda le ultime tendenze alimentari. I Mix della linea Special Day si caratterizzano per l’unione di ingredienti unici, che aiutano il benessere dell’organismo e facili da utilizzare. Nasce così la linea SPECIAL DAY, una gamma di miscele esclusive caratterizzate da claim nutrizionali, comunicati con chiarezza su ogni sacchetto. Contraddistinta dal sapore unico, fornito dagli ingredienti selezionati. Special Day rappresenta una gamma perfetta per chi vuole prendersi cura di sé e degli altri con gusto. DISPONIBILE IN 5 REFERENZE (Mix Betaglucani, Mix Fibre, Mix Omega 3, Mix Pizza e Mix Proteico) in flow pack da 500 gr confezionate in ATM.

La gamma Pivetti si rivolge a chi ama l’alta qualità in cucina e a coloro che sono alla ricerca di prodotti ricchi di tradizione, professionalità e innovazione. Grazie ad un packaging, chiaro e diretto, sarà facilissimo scegliere la farina professionale Pivetti ideale per: l’uso quotidiano, per il proprio benessere e per essere originali in occasioni speciali!

Unicoop Tirreno: via al ribasso permanente del prezzo

latte coop
L'operazione di ribasso permanente del prezzo coinvolge i 62 punti di vendita della rete in Toscana e 700 prodotti a marchio di varie categorie merceologiche

Per difendere il potere d’acquisto delle famiglie e contrastare lo stallo dei consumi, Unicoop Tirreno avvia un’operazione di ribasso permanente del prezzo che coinvolge i 62 punti di vendita della rete in Toscana. L’operazione riguarda 700 prodotti Coop: pasta, olio, latte, riso, biscotti, uova, omogeneizzati, marmellate, succhi, farine, prodotti surgelati, yogurt, detergenti per la casa e la persona. Sono interessate al ribasso permanente dei prezzi le linee di maggior peso dell’assortimento Coop, quelle in cui i controlli a garanzia della sicurezza e della salute dei consumatori sono ancora più stretti. Non si tratta di un’iniziativa promozionale dalla tempistica definita, ma di un riposizionamento al ribasso dei prezzi di circa il -12 % e che è duraturo nel tempo.
“La mission della Cooperazione di consumatori – dichiara Marco Lami presidente di Unicoop Tirreno-  è fornire ai soci e consumatori prodotti di buona qualità alle migliori condizioni possibili assolvendo così alla funzione di difesa del potere d’acquisto e di tutela  delle persone. Partendo da questi elementi valoriali intendiamo aiutare le persone e le famiglie toscane in una fase di perdurante difficoltà economica e di crescita delle diseguaglianze senza rinunciare alla qualità”.

 

Simply market: a Sesti Levante il supermercato di quartiere

Simply market
Lo store occupa un’area di 400 mq e propone un assortimento di 4.500 item tra cui i prodotti a marchio Auchan e la linea Passioni

È stato aperto in via Nazionale 324, a Sestri Levante, il supermercato di quartiere a insegna Simply, associato al Gruppo 3A, master del gruppo Auchan dal 2001.

Lo store occupa un’area di 400 mq e propone un assortimento di 4.500 item tra cui i prodotti a marchio Auchan e la linea Passioni, prodotti alto di gamma per qualità e convenienza. Importante il focus sui prodotti bio ed eco, senza glutine, senza lattosio e benessere. Sono presenti il reparto gastronomia con salumi e formaggi, piatti pronti e take away, l’ortofrutta dove trovano spazio prodotti a km 0, salutistici, biologici e per celiaci, il reparto macelleria.

Lo staff è composto da 8 collaboratori. Tra i servizi è disponibile la consegna a domicilio. È presente un parcheggio interno.

 

Mulinum e il sogno di un giovane: “Voglio seminare insieme con la gdo”

L’idea di Stefano Caccavari rappresenta una filiera cortissima del grano con dei “mulini” dove avviene la produzione e vendita di farina, pane, prodotti da forno e somministrazione di pizze gourmet

Si chiama Mulinum ed è un progetto imprenditoriale innovativo, dal sapore di startup ma con radici antichissime. L’idea, venuta 3 anni fa all’allora 27enne Stefano Caccavari, rappresenta una filiera cortissima del grano (quello buono, alto, senza diserbanti e che viene pagato ai contadini quanto loro spetta) con dei “mulini” dove, nello stesso luogo della macinazione a pietra, avviene la produzione e vendita di farina, pane, prodotti da forno e somministrazione di pizze gourmet.

La storia di Mulinum dalle origini fino a oggi

“Mulinum nasce il giorno di San Valentino del 2016 con un post su Facebook per raccogliere i soldi necessari a salvare le pietre di un mulino messe in vendita come complemento d’arredo per giardino. Servivano 25mila euro, io ne avrei messi 10mila ma per raggiungere quella cifra avevo bisogno di aiuto. In 90 giorni ho raccolto 500mila euro, solo tramite il passaparola online, grazie a persone che, come me, non volevano che si perdesse la tradizione della macinazione a pietra del grano antico Senatore Cappelli”, racconta Stefano, che da lì ha deciso di iniziare questo percorso imprenditoriale per non far morire l'antica trazione agricola calabrese.

Oggi la sua azienda conta una sede a San Floro, in provincia di Catanzaro, e una seconda a Siena dove presto partiranno produzione e vendita, con i lavori per il terzo Mulinum in Puglia in fase di avvio. L’idea è quella di espandersi con un Mulinum in ogni regione dove fare vendita diretta, continuando con l’e-commerce già oggi attivo e con cui si possono comprare i vari prodotti, compreso il pane (che dura 21 giorni), con la distribuzione nei negozi specializzati (bio e gourmet), oltre che ai professionisti del settore come forni e pizzerie.

La filiera è certificata, garantita, controllata e chiusa, con una produzione, ad oggi, di 150 quintali di grano al giorno che si trasformano in migliaia e migliaia di sacchetti.

L’intento è quello di coinvolgere presto anche la gdo, puntando su un risvolto sociale dell’operazione. “Faccio un appello affinché la gdo adotti un campo di grano ed esca dal vortice dell’importazione, offrendo una coltivazione dedicata ad ogni insegna, garantita e trasformata in prodotto da Mulinum”.

Nessuna paura per quel che riguarda gli eventuali volumi richiesti: “Con il grano si lavora in anticipo, quindi se io chiedo ad ogni insegna un anno prima quanto seminato serve, posso garantire una produzione adeguata, dal momento che Mulinum può arrivare a 10mila ettari di coltivato. Dobbiamo lavorare tutti, e assieme, per sconfiggere un nemico comune: il 70% del grano consumato in Italia, che arriva dall’estero”.

Scarpe&Scarpe al Retail Park di Avigliana

scarpe e scarpe avigliana
L’insegna di calzature apre un punto di vendita ad Avigliana (To) all’interno del Retail Park in via Francesca e Giovanni Falcone 99 esteso su un'area di 790 mq

L’insegna di calzature Scarpe&Scarpe apre un punto di vendita ad Avigliana (To) all’interno del Retail Park in via Francesca e Giovanni Falcone 99. Lo store occupa un’area di 790 mq e propone un assortimento di 2.500 item tra calzature, abbigliamento e accessori per uomo, donna e bambino. All’interno del punto vendita è stato inserito il corner nel settore della calzatura e dell’abbigliamento donna dedicato ad Alesya , la private Label di Casa Scarpe & Scarpe.

Lo store impiega 12 addetti ed è dotato di tre casse.

Come l’online sta cambiando i format tradizionali

Il grocery tradizionale si sta trasformando spinto dalle dinamiche dell'eCommerce, che se ben interpretate gli offrono nuove opportunità di crescita. Il panorama tracciato dalla nuova ricerca Iri

I supermercati sono indubbiamente il principale canale in cui i consumatori fanno oggi i loro acquisti. Le vendite online, tuttavia, pur rivestendo ancora un peso ancora contenuto, stanno aumentando in tutta Europa, con una crescita a doppia cifra in Italia (+42%) e in Spagna (+29%) e andamenti degni di nota in Francia e Germania.

Secondo le stime Iri, inoltre, le vendite eCommerce di alimentari e beni per la cura della persona cresceranno del +54% nei prossimi 5 anni. Un panorama che, tra i nuovi player online e ed evoluzioni come il servizio sempre più personalizzato offerto dagli specialisti minori, spinge alla trasformazione i format tradizionali.

Nuove opportunità per i format tradizionali
Stando a quanto emerge dalla nuova ricerca Iri, il mercato Lcc è pronto a dare una nuova spinta all’online: lo sviluppo di nuove partnership tra gli operatori e le opportunità di distribuzione emergenti giocheranno in questo contesto un ruolo fondamentale. Da Sainsbury's a Carrefour, sono tanti gli esempi a livello europeo di come il grocey tradizionale si stia trasformando offrendo maggiore convenienza, versatilità e rapidità attraverso i servizi online e digitali (qui un focus sull'ultimo miglio). Ma si pensi ad esempio anche a tutte le recenti collaborazioni tra la gdo italiana e Sumpermercato24, nonché ad esperienze d'acquisto innovative come quella in via di sperimentazione tra Kroger e Microsoft.

Dati di un mercato come quello francese mostrano che a fronte di vendite in store piatte ci sono margini di crescita all'interno di un canale click & collect dinamico e che offre soluzioni d'acquisto diversificate. Uno sbocco che vede ottime performance soprattutto per biologico e private label. L'indagine mostra infatti che quando si tratta di alimentare online (ma anche di altre categorie) non è automatico che le grandi marche replichino i risultati ottenuti nel canale fisico.

In Italia, inoltre, quasi un terzo degli acquisti online (dato settembre 2018) è rappresentato dai prodotti di peso più elevato (es. acqua). Trend che mostra come la gestione della gamma rappresenti per i retailer l'opportunità di sbloccare un valore più alto, soprattutto se si guarda a generazioni come quella dei millennial e più giovani.

Tra gli altri trend eCommerce individuati dall'analisi Iri che possono essere intercettati da distributori e produttori per crescere:

  • Il geo-marketing, che permette di raggiungere i consumatori in tempo reale e stimola gli acquisti di impulso nel canale online. Consente di aumentare le vendite instore grazie ad attività promozionali.
  • La possibilità di fare ordini vocali tramite smart device rappresenta una
    facilitazione per i consumatori. L’integrazione di nuove piattaforme diventerà
    essenziale per assicurare una shopping experience migliore e omnichannel.
  • Il carrello online. Il brevetto di Amazon per gli ordini one-click è scaduto nel 2017. Il tentativo dei distributori di ridurre il tasso di abbandono del carrello online spinge gli operatori del mercato Lcc, e non, a concentrarsi sulla proprosta di percorsi d’acquisto più semplici.

Conad sperimenta la fuoriserie dei carrelli

È in grado di riconoscere i prodotti al loro inserimento grazie all’intelligenza artificiale e gestire i sistemi in modalità self payment (da Gdoweek n. 1/2019)

Sarà lanciato in via sperimentale nei primi mesi del 2019 da Conad del Tirreno in un superstore in Sardegna il nuovo carrello dotato di intelligenza artificiale di Tracxpoint, che promette di portare a un nuovo livello l’esperienza del fare la spesa. Questo grazie al recente accordo tra la cooperativa che gestisce i punti di vendita Conad tra regioni del Centro Italia e Sardegna e Tracxpoint, un’azienda israeliana molto vicina all’università di Haifa, che lavora sulla creazione di ecosistemi di tecnologie di automazione e riconoscimento per diverse finalità, tra cui quelle utili ai retailer.

Del resto in un mondo che va sempre più verso la fruizione omnicanale e automatizzata, soprattutto nella fase di check out della barriera casse, se si vuole restare al passo con i tempi e con le sperimentazioni messe in campo da Amazon, in primis i negozi Amazon Go, non si può fare a meno di tentare la strada dell’innovazione, e il carrello, uno degli strumenti più tradizionali all’interno dei punti di vendita, può diventare il fulcro di questo cambiamento. La soluzione di Tracxpoint è tecnologicamente molto avanzata: si tratta di un carrello dotato di un tablet display con schermo touch, quattro telecamere integrate e bilancia: può riconoscere i prodotti mentre vengono introdotti nel carrello, in tempo reale, senza che si debba fare una scansione di etichette o barcode, senza collegarsi a una infrastruttura cloud e in questo sta la vera innovazione su cui si impernia il progetto. La bilancia è integrata nel fondo del carrello e serve per controllare il peso e fornire eventuali variazioni della merce che è all’interno e lavora congiuntamente alle fotocamere. La prima fotocamera è installata sul grande touchpad, mentre le altre tre sono disposte sui tre lati del carrello, due laterali e uno frontale, e fotografano con un’elevatissima frequenza ciò che passa nel loro perimetro di visione, la soluzione è infatti in grado di riconoscere tutto ciò che viene deposto all’interno del carrello, perfino lanciato, ma anche ciò che viene tolto, grazie all’intelligenza artificiale.

Accesso riservato

Innovativi e performanti, casalinghi in cerca di futuro

In un contesto competitivo flat, non manca nei prodotti per casa, tavola e cucina una forte spinta alla ricerca di soluzioni in grado di rinnovare l’assortimento in chiave ambientale (da Gdoweek n. 1/2019)

Per quanto il mercato sia generalmente flat, fervono intense attività di Ricerca & Sviluppo specialmente a livello creativo e produttivo, finalizzate a recepire le nuove istanze della domanda. Le imprese della macro-categoria houseware scommettono sul futuro pur in presenza di uno scenario congiunturale avverso, da cui derivano consuntivi economico-finanziari, in media, poco brillanti. Ciò si traduce in un attento monitoraggio degli attuali stili alimentari e di vita e, di conseguenza, nello studio ed nella messa a punto di soluzioni merceologiche inedite, atte a risolvere problemi, accorciare i tempi, ottimizzare gli spazi, rispettare la salute e l’ambiente. Diverse imprese del settore riferiscono di ingenti investimenti destinati ad un’innovazione di prodotto finalizzata principalmente all’utilizzo di materie prime di ultima generazione, all’implementazione di processi produttivi hi-tech, alla cura di finiture e dettagli in linea con la più recente evoluzione del gusto prevalente.

Quando si tratta di MOCA (Materiali ed Oggetti in Contatto con Alimenti), il Regolamento UE 1935/2004 stabilisce che questi devono essere prodotti conformemente alle buone pratiche di fabbricazione e che -in condizioni d’impiego normale o prevedibil- non devono trasferire agli alimenti componenti in quantità tale da costituire un pericolo per la salute umana o comportare una modifica inaccettabile dei cibi o, ancora, causare un deterioramento delle loro proprietà organolettiche. A ciò si aggiunge la crescita dei target group che mostrano consapevolezza e sensibilità “verde”, auspicando quindi produzioni a ridotto impatto ambientale e prodotti e pack eco-compatibili.

“Nel settore cookware la conseguenza è una continua ricerca di materiali, in particolare rivestimenti, che rispondano a queste esigenze”, constata Laura Callegari, responsabile marketing di Illa. “Sempre in quest’ottica, con l’obiettivo sia di tagliare le spese sia di contribuire a ridurre le emissioni di CO2, si rileva una progressiva tendenza ad optare per le tecnologie più efficienti, come i piani a cottura ad induzione. Nel settore, quindi, si lavora per fornire prodotti idonei allo scopo, sempre più performanti e con un migliorato rapporto qualità/prezzo”.

Barazzoni declina materiali diversi in una gamma di pentole vasta e segmentata. “Noi utilizziamo acciaio inossidabile 18/10 proveniente da acciaierie italiane: ecologico ed eterno, questo materiale rappresenta la miglior scelta per l’uso alimentare”, dichiara Andrea Barazzoni, presidente e Ad dell’azienda. “In ambito alluminio, invece, abbiamo messo a punto un pregiato rivestimento antiaderente su base al titanio, di estrema durezza. Abbiamo anche lavorato all’ottimizzazione del fondo pentola, per esempio creando un triplo strato acciaio-alluminio-acciaio in grado di assicurare una diffusione omogenea del calore e di essere utilizzato su tutti i piani cottura, anche ad induzione”.

Più o meno lo stesso discorso vale per gli stampi da forno. “Nella nostra categoria merceologica -afferma Elena Guardini, direttore marketing di Guardini Spa- negli ultimi 2-3 anni non sono state introdotte grandi novità a livello di materiali utilizzati. Pur senza configurare cambiamenti rivoluzionari, l’innovazione sta riguardando i rivestimenti antiaderenti, per i quali si cerca di migliorare costantemente la qualità e di curare la conformità con gli aggiornamenti della normativa in materia di contatto alimentare, che divengono sempre più stringenti”.

Nel mondo della cottura - ma, a ben vedere, pure in area tavola- anche l’estetica e la colorazione tendono verso effetti natura (pietra, legno, ecc.) e cromie materiche, dai verdi in tutte le varianti alle tonalità del grigio più naturale e fino al color sabbia. “Per le manicature da pentolame, negli ultimi anni si evidenzia la forte crescita dell’utilizzo del colore come elemento differenziante per caratterizzare o rinnovare un prodotto”, osserva Paolo Canciani, direttore commerciale de La Termoplastic F.B.M.

“Nel nostro segmento è possibile spaziare parecchio in termini di tonalità ed effetti: molto in voga sono ora il soft touch, che offre all’utilizzatore una piacevole sensazione di morbido, a seguire il glossy -che esalta i colori attraverso l’aspetto lucido- e il mate, elegante e delicato nel suo look opaco. In tempi recenti si ravvisa, inoltre, anche l’orientamento verso l’impiego di cromie e finiture che rimandano a materiali specifici, evocativi di un posizionamento green: è il caso dei manici effetto legno, così come l’uso di toni naturali, quali terra o verde. Anche la ricerca di colori metallici come il rame è un trend molto in voga nel cookware, con risultati particolarmente gradevoli quando viene declinato nelle manicature”.

Dalla cottura al tableware i trend non evidenziano soluzioni di continuità. “Per quanto riguarda la categoria cottura - spiega Nicola Ceccato, direttore vendite gdo Italia di Tognana, attiva nella produzione e distribuzione sia di porcellane da tavola sia di pentole, decorazioni e complementi d’arredo - abbiamo lavorato molto sui materiali, orientandoci soprattutto verso i rivestimenti resistenti e completamente antiaderenti, in linea con le richieste emergenti sul mercato: negli ultimi anni, abbiamo sviluppato prima il rivoluzionario rivestimento floatech, che - grazie all’innovativa superficie interna antiaderente e alla particolare texture ruvida - assicura una propagazione termica uniforme e, più recentemente, il coating in polvere di diamante su alluminio forgiato. In area tavola, invece, oggi il focus trasversalmente si posiziona su un’estetica e delle finiture coerenti con lo stile della casa contemporanea: proposte caratterizzate da forme asimmetriche e superfici con elementi di rilievo, frutto di una lunga ricerca in ambito design”.

Anche nel mondo dei casalinghi in plastica che - per loro funzione ed occasione d’uso - vengono a contatto con gli alimenti, l’attenzione dei produttori risulta particolarmente concentrata sul binomio salubrità-sicurezza. “I nostri prodotti, che continuano ad attrarre l’interesse del consumatore e faranno sempre più parte della vita quotidiana, garantiscono l’utilizzo di materiali studiati per il contatto alimentare e BPA-free”, dichiara Carlo Renzullo, responsabile commerciale Italia di Snips. “È il caso delle bottiglie in Tritan, innovativo polimero appartenente alla classe dei co-poliesteri, che combinano buone proprietà fisiche e chimiche con la possibilità di essere riciclati e l’assenza di componenti dannose come i bisfenoli”.

I nuovi trend si innestano pure su gamme ideate in un’ottica di cucina intelligente, in grado di rispondere efficacemente anche ai desideri degli esigentissimi millennial. “In quasi 60 anni di storia, Leifheit ha prodotto ogni utensile da cucina nel rispetto delle abitudini, dei gusti e delle esigenze del consumatore”, dichiara Emanuele Ragni, amministratore delegato della consociata italiana. “Stili di vita e tendenze che sono cambiati molto negli ultimi cinque decenni e ancora di più negli ultimi 2-3 anni. I recenti trend legati alla foodmania - sempre più salutistica, biologica e da mostrare nell’ambiente domestico come sui social - ci hanno spinto alla focalizzazione su funzionalità, maneggevolezza, gradevolezza d’uso ed estetica del prodotto. L’urgenza della tematica ambientale, poi, da sempre punto di riguardo del brand, unita all’evoluta consapevolezza sul tema da parte del consumatore e al desiderio dell’azienda di continuare a produrre strumenti resistenti come si facevano una volta, ha determinato la garanzia di durata dai 2 ai 5 anni”.

Per quanto concerne le stoviglie monouso in plastica, da parte dei produttori emerge una forte apprensione circa l’iter legislativo della Direttiva europea detta SUP (Single Use Plastic), che sta anche generando una notevole incertezza in tutta la distribuzione e presso i consumatori, esposti ad una pressante campagna di demonizzazione dell’intera categoria attraverso messaggi approssimativi, se non del tutto fuorvianti. Fra l’altro, occorre considerare che la normativa in via di approvazione non propone alternative specifiche a piatti, posate e palettine per bevande in plastica -incluse dall’UE fra i maggiori responsabili dell’inquinamento di spiagge, mari e corsi fluviali- ma si limita a suggerire l’utilizzo di soluzioni più sostenibili o approcci circolari che privilegino prodotti e sistemi riutilizzabili e che, comunque, alcune delle argomentazioni presentate a difesa degli attuali articoli monouso in plastica o dei loro impieghi correnti potrebbero, comunque, essere accolte.

In attesa di conoscere la versione definitiva della suddetta Direttiva dell’Unione Europea, le maggiori imprese stanno già lavorando a svariati piani industriali alternativi, dalla messa a punto di progetti per il riciclo ed il riutilizzo della plastica alla definizione di nuovi prodotti in materiali più rispondenti allo scopo: carta, polpa di cellulosa, bioplastiche (se ammesse), oppure- comunque - soluzioni biodegradabili e compostabili. Il problema è che, al momento, le rotazioni generate da queste referenze innovative non risultano adeguate - soprattutto nel grocery - soprattutto a causa di un prezzo medio di gran lunga superiore a quello dei manufatti in plastica convenzionale.

Pronovias, primo flagship store a Shangai

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Il brand potenzia la sua presenza sui mercati internazionali e fa il suo ingesso a Shangai dove realizza il suo primo flagship store

Il brand potenzia la sua presenza sui mercati internazionali e fa il suo ingesso a Shangai dove realizza il suo primo flagship store. La boutique Pronovias è situata nel Plaza 66, rinomata meta dello shopping di lusso a livello mondiale. Il punto di vendita occupa un’area Pronovias Shanghai Flagship Store_Plaza66 (2)di oltre 500 mq, distribuiti su un singolo piano. In vetrina vengono esposti gli abiti di Haute couture del brand di lusso mentre all’interno è presente un’area dedicata allo storytelling in cui vengono illustrati l’abilità artigianale e il processo di progettazione che ci sono dietro la creazione di un abito Pronovias. Inoltre sono stati allestiti salottini per il momento della scelta dell’abito. Il negozio dispone di 9 camerini di diverse dimensioni, tra cui le sale dedicate ai clienti vip dotate di un’esclusiva passerella digitale interattiva. Qui, la sposa potrà scegliere tra un vasto numero di temi, come l’oceano, i fiori o le luci magiche, e creare l’ambiente perfetto per scattare foto da condividere sui social media. In assortimento anche  5 modelli della Shanghai Exclusive Capsule.

 

Esselunga di Livorno: via libera del Comune

Esselunga Livorno progetto
Il percorso burocratico per l’apertura di un superstore Esselunga a Livorno è a un punto di svolta grazie al via libera dall’amministrazione comunale

Già lo scorso anno si auspicavano tempi brevi. Ma l’iter è stato più complesso del previsto. Il percorso burocratico per l’apertura di un superstore Esselunga a Livorno è a un punto di svolta grazie al via libera dall’amministrazione comunale. L’insegna dovrebbe dunque fare il suo ingresso in città a conclusione dei lavori per i quali ci vorranno, in base alle previsioni, circa 18 mesi di tempo. Si prevede che tra un paio di mesi possano iniziare, stando a quanto pubblica Il Tirreno.

Lo store è stato progettato dallo Studio Nonis e coniugherà tradizione e innovazione. Gli Esselunga Livorno progettospazi sono pensati come aree di incontro, modulati anche per la ristorazione. L’edificio sarà caratterizzato esternamente da un porticato, elemento urbano in grado di accogliere una serie di attività al riparo da intemperie, e da ampie vetrate in un gioco di luminosità e trasparenza. Ci sarà inoltre uno spazio pubblico verde esterno di circa 5.000 mq. Inoltre sarà realizzato un parcheggio interrato di due piani da circa 800 posti auto. L’edificio invece che sorgerà in viale Petrarca, nell’area ex Fiat, dovrebbe svilupparsi su un’area di vendita di 4.000 mq.

L’insegna darà ampio spazio ai prodotti locali valorizzando fornitori, coltivatori e produttori del territorio. Lo store sarà realizzato nel rispetto dell’ambiente.

Ivs Group: l’app Alipay per le vending machine

ivs italia vending machine
È indirizzata ai turisti cinesi l’applicazione mobile Alipay adottata sulle vending machine di Ivs Group, attivo nella ristorazione automatica in Italia

È indirizzata ai turisti cinesi l’applicazione mobile Alipay adottata sulle vending machine di Ivs Group, attivo nella ristorazione automatica in Italia, presente nei maggiori aeroporti, stazioni e fermate della metropolitana. Alipay ha infatti integrato le sue modalità di acquisto mobile con i sistemi di pagamento di Ivs. I turisti dotati dell’applicazione CoffeecApp possono oggi comprare un caffè o uno snack inquadrando un QRCode dal proprio cellulare. La partnership permetterà inoltre la promozione dei prodotti distribuiti tramite le vending machine attraverso iniziative di mobile marketing e promozione sull’app Alipay.

Antonio Tartaro, co-amministratore delegato di Ivs Group, dichiara: “Il gruppo Ivs ha da sempre investito per migliorare la gestione e i costi dei micro-pagamenti, attraverso servizi di cash management della monetica, pagamenti con carte di credito e, più recentemente, sviluppando in casa un’applicazione mobile basata su QRcode applicata ai circuiti tradizionali del vending. Adesso, grazie all’accordo con Alipay, Ivs si apre anche ai pagamenti da parte di utenti provenienti dai mercati asiatici”.

Piero Candela, responsabile dello sviluppo di Alipay in Italia, aggiunge: “La partnership con Ivs rappresenta non solo un’opportunità di migliore servizio ai turisti, che in Cina da tempo hanno smesso di usare le monete nelle vending machine, ma soprattutto un’importante occasione di collaborazione tecnologica con il leader italiano di un settore chiave per l’export nazionale nei prossimi anni”.

 

Sconto dinamico ai fornitori, la scelta di Pam Panorama

Anche Pam Panorama si affida a una piattaforma di sconto dinamico per semplificare e rendere più efficace la dialettica nei pagamenti

Fare incontrare in automatico la domanda e l'offerta e velocizzare i pagamenti, anche il Gruppo Pam si affida a una piattaforma di sconto dinamico (dynamic discounting) per gestire al meglio il rapporto con i fornitori.

La scelta è caduta su quella sviluppata da PlusAdvance, che permette da una parte di accelerare l'incasso delle fatture da parte dei fornitori, dall'altra di generare un extra profitto in cambio di uno sconto.

Come funziona la piattaforma di sconto dinamico

Il fornitore inserisce nel sistema le fatture per cui vorrebbe un pagamento anticipato, segnalando lo sconto che è disposto a concedere. Mese dopo mese Pam Panorama decide quanta liquidità investire in questo meccanismo, indicando lo sconto che intende ottenere e passando al sistema le fatture validate e considerate corrette.

L’algoritmo sviluppato effettua il matching tra queste diverse esigenze, identificando le fatture per cui il pagamento può essere anticipato.

Quanto pesa il dynamic discounting per Pam Panorama

"Nel meccanismo inseriremo qualche decina di milioni al mese –spiega il direttore della Tesoreria di Pam Panorama Andrea Carlassaree ci aspettiamo che le somme utilizzate in questo modo abbiano un rendimento superiore rispetto al semplice deposito in banca. In prospettiva vorremmo estendere questa possibilità al maggior numero di fornitori, per mettere a disposizione un servizio alle Pmi e dare ai fornitori più flessibilità nella gestione del capitale".

Apre IperConad Pesaro

La locomotiva alimentare del Rossini Center si trasforma in IperConad. Tra food court, nuovi prodotti a marchio e carta fedeltà dematerializzata, una nuova esperienza per CIA-Conad.

“Abbiamo lavorato ad un'importante rivisitazione dell'assortimento in funzione della nostra politica commerciale che intende sviluppare i prodotti a marchio Conad, potenziare la nostra distintività e convenienza, dare ampio spazio ai localismi”.

È con questi obiettivi che l'imprenditore Alberto Moretti, 50 anni metà dei quali in gdo, lascia il ruolo di direttore marketing e canali distributivi del Consorzio Nazionale Conad, per diventare -grazie alla società Alba di cui è socio con la moglie Barbara- amministratore dell'IperConad di Pesaro, ora associato a CIA Commercianti Indipendenti Associati.

Consolidato nelle abitudini di spesa anche grazie alla sua posizione, l'ipermercato del Rossini Center di via Gagarin, in precedenza di proprietà del gruppo Finiper e passato insieme ad altri 6 ipermercati sotto la gestione di Conad (di cui 2 affidati a Cia Conad) si sviluppa su oltre 7.000 mq di superficie e 205 dipendenti (che rimangono).

Il cambio di insegna, che era stato già annunciato a novembre, seguirà medesime tempistiche e modalità di intervento anche nell’ipermercato di Martignacco (Ud), affidato a un altro suo associato. Entrambi gli ipermercati riaprono giovedì 7 febbraio, dopo qualche giorno di chiusura per riorganizzare spazi e scaffali.

Come spiega il manager, le aree sono destinate ad essere sempre più integrate tra loro, soprattutto nel mondo della tecnologia e del non food, ma anche nel caffè, che sarà ampliato comprendendo anche dolciumi e cioccolato; maggiore visibilità viene data al biologico e alle specialità del territorio così come nel fresco, in particolare carne e pesce, si estenderà la gamma e saranno inserite lavorazioni instore. “Soprattutto sarà l’occasione per il lancio di nuove linee a marchio Conad e rivisitazioni del packaging per la copertura di nuovi bisogni, in linea con i brand Verso Natura e Sapori&Dintorni -aggiunge Moretti-. Presente anche una food court con 200 coperti, a integrazione dell'area gastronomia”.

Non mancano le novità, anche non tangibili. Oltre alla carta di pagamento valida sul circuito Conad (che garantirà il 10% di sconto su tutta la spesa per 6 mesi dall'attivazione), anche una App fedeltà. “Pesaro farà da apripista per questa esperienza -anticipa Moretti-. Lanceremo infatti in test una carta dematerializzata, capace di collegarsi ad una App su smartphone per collezionare punti e premi fedeltà”.

ManoMano: impennata del fatturato (+70%)

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Il 2018 per l’eCommerce europeo di bricolage e giardinaggio ManoMano.it si chiude con un fatturato globale di 424 milioni di euro (+70%)

Il 2018 per l’eCommerce europeo di bricolage e giardinaggio ManoMano.it si chiude con un fatturato globale di 424 milioni di euro (+70% rispetto all’anno precedente).

Secondo i dati, sono più di 2.5 milioni i clienti attivi che negli ultimi 12 mesi hanno scelto ManoMano che registra una media di 20 milioni di visitatori mensili e può contare su una rete di più di 1800 sellers attivi (nel 2017 erano 1150) che hanno la possibilità di raggiungere altri 5 mercati oltre a quello italiano: Francia, Germania, Spagna, UK e Belgio. “L’Italia è un mercato strategico per il nostro business” spiega Francesco Caravello, senior vice president southern Europe che aggiunge: “Investiamo più dell’80% del nostro budget R&D nell’innovazione dei processi e nel trattamento dei dati, creando algoritmi ed ecosistemi che rendono l’esperienza d’acquisto virtuale fino a 10 volte migliore di quella in punto di vendita. Il nostro obiettivo è quello di supportare i nostri partner commerciali italiani e far crescere il loro business insieme a noi, mettendo a loro disposizione non solo un bacino di clienti finali sempre più europeo, ma soprattutto la nostra esperienza tech and data”.

Per il futuro l’obiettivo dichiarato dai fondatori di ManoMano, Christian Raisson e Philippe De Chanville, è di “diventare i leader di questo settore in Europa e raggiungere il miliardo di euro di fatturato entro il 2020. Dietro alla nostra piattaforma online c'è una squadra di 370 persone (+75% nel solo ultimo anno) di cui 23 italiani, ci sono 13 nazionalità diverse e c’è un'età media di 29 anni: in un contesto di crescita esponenziale come quello che stiamo vivendo, restare agili ed efficaci e soprattutto il benessere dei nostri collaboratori restano le nostre priorità per il 2019”.

 

Ikea testa il noleggio dei mobili

ikea
Nell’ottica di sviluppo di nuovi modelli di business e in linea con la filosofia ecosostenibile, Ikea intende testare il noleggio di mobili

Nell’ottica di sviluppo di nuovi modelli di business e in linea con la filosofia ecosostenibile, Ikea intende testare il noleggio di mobili inizialmente per ufficio come scrivanie e sedie, per espandersi anche nel settore cucine. Il servizio, secondo quanto pubblica The Guardian, dovrebbe partire dalla Svizzera.  Il giornale riferisce la dichiarazione di un portavoce dell'insegna secondo cui ci sarebbe l’ambizione “di consentire alle persone di svolgere un ruolo attivo nel rendere l'economia circolare una realtà”. Sarebbe inoltre un input per indirizzare i clienti a prendersi cura dei prodotti, assicurando loro una vita più lunga.

Il progetto è ancora in fase di sperimentazione e dunque soggetto a possibili modifiche. Sono invece già attive alcune iniziative simili in altri Paesi. Per esempio nel Regno Unito è possibile restituire alcuni tipi di mobili usati perché vengano rivenduti o donarli in beneficenza, mentre i negozio sono dotati di servizi per la riparazione e riconfezionamento degli articoli. Tra gli obiettivi dell’insegna, in ambito di ecosostenibilità, c’è anche la volontà di reperire il 100% del legno e della carta da fonti sostenibili entro il 2020 e di abbandonare i combustibili fossili entro il 2030.

L’industria trova nuova crescita nel copacking

Non più leva produttiva per economie di scala, ma asset nelle strategie delle aziende: la mdd è volano per rapporti duraturi con il trade (da Gdoweek n. 1/2019)

Stimolo all’innovazione e alla continua propositività, occasione per attivare percorsi virtuosi all’interno delle aziende e nelle relazioni con il trade, attività che incide sulle economie di scala dei processi. Ma anche elemento che sottopone le aziende a momenti di criticità, in particolare sotto il profilo degli iter che accompagnano tutto il processo di produzione e quello finanziario. Il rapporto tra azienda di produzione per conto terzi e catena distributiva è sicuramente complesso e ricco di spunti differenti. Ha delle specificità rispetto alla categoria merceologica e alla natura della catena distributiva acquirente e, visto il continuo sviluppo nelle vendite di prodotti mdd sul mercato nazionale, ha assunto via via un ruolo più importante all’interno dell’attività industriale italiana.

Svaniti i tempi nei quali il copacker aveva limiti ben definiti a livello dimensionale con conseguenti ridotte capacità di innovazione e accesso a limitate politiche qualitative e di marketing, oggi molti dei principali produttori branded hanno nelle mdd una crescente voce nel bilancio aziendale. E in una lettura prospettica dello sviluppo delle vendite mdd su tutti i segmenti/fasce prezzo del mercato Lcc, questa attività occuperà un ruolo crescente nel prossimo futuro. Con un continuo innalzamento dell’asticella determinata dall’incremento della complessità di questo rapporto e dei suoi risvolti sul palcoscenico rappresentato dal mercato e dall’atteggiamento dei consumatore finale rispetto a questi prodotti.

“Le insegne più evolute investono risorse per sviluppare una proposta a proprio marchio che copra tutti i principali segmenti di mercato con referenze e linee di prodotto che spaziano dalla proposta base a quella premium con diversi gradi di innovazione -dichiara Luca Cucciniello direttore commerciale Deco-. È stato principalmente il mondo branded ad influenzare quello delle mdd, che di fatto si sta sempre di più plasmando secondo logiche di vera e propria marca e che a tutti gli effetti sta diventando un competitor di rilievo sugli scaffali della gdo.

Produciamo per le principali insegne della grande distribuzione proponendo un servizio completo che non si limita alla produzione mee too, ma si struttura su di una costante assistenza e consulenza lungo tutto il processo, partendo dall’analisi dei trend di mercato fino allo studio e realizzazione di proposte innovative e customizzate. Noi abbiamo il vantaggio di poter sfruttare i nostri marchi come laboratorio per poter sperimentare nuove soluzioni e proposte. La possibilità di integrare esperienze che vengono dalla gestione di marchi propri con il ruolo di copacker a servizio della gdo, unita a strette collaborazioni anche con la grande industria di marca, sono sicuramente tra i punti di forza di Deco”.

“L’affermazione negli ultimi anni -spiega Giuseppe Tammaro, direttore commerciale Italia La Doria- è collegabile ad una svolta del settore, segnata dal passaggio da una produzione “di volume” secondo un approccio tattico, ad una gestione strategica con l’inserimento di tipologie di prodotto innovative e a valore aggiunto, per coprire i nuovi bisogni del consumatore. La marca del distributore è sempre di più un prodotto apprezzato e distintivo per le diverse catene in grado di rispondere con successo alle esigenze dei consumatori in costante mutamento. C’è da attendersi una ulteriore crescita di questi prodotti sia in termini di offerta che di quote di mercato nel prossimo futuro”.

“La sfida continua -aggiunge Valerie Hoff, direttore commerciale de La Linea Verde- per un’azienda come la nostra è trovare un equilibrio tra la produzione branded e quella mdd, per garantire uno sviluppo armonico delle due attività senza possibili sovrapposizioni. Dimmidisì esprime tutto il suo potenziale di innovazione e di ricerca di nuovi trend di consumo, mentre come copacker operiamo su segmenti nel quale i prodotti mdd rappresentano il 60% del totale. Gli investimenti portati avanti negli anni e l’evoluzione tecnologica degli impianti, ci hanno permesso di sviluppare un know how solido, che oggi mettiamo a disposizione del trade. Con il quale portiamo avanti progetti personalizzati, sia in termini di prodotto che di costruzione dell’assortimento”.

Accesso riservato

Aldi si consolida in Friuli

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A Prata di Pordenone (Pn), l’insegna apre il quarto store in provincia, consolidando una rete formata da 51 strutture dislocate in nord Italia

A Prata di Pordenone (Pn), l’insegna apre il quarto store in provincia, consolidando una rete formata da 51 strutture dislocate in nord Italia. Il punto di vendita si trova in via Opitergina 29 e si estende su un’area di oltre 1.340 mq. Il negozio sorge sull’area che un tempo ospitava un capannone dismesso per lo stoccaggio di mobili ed è dotato di un impianto fotovoltaico da 48 kWp.

Come da tradizione l’ingresso è posizionato sul reparto ortofrutta, ispirato ai mercati tradizionali. Sono presenti la vinoteca, il Banco dei Sapori, riservato alla gastronomia, l’area pensata per il pane e i prodotti da forno, Pan del Dì, affiancata dal corner Caffè al dì. All’esterno è presente un parcheggio per 132 posti auto.

Conad: un supermercato ad Avigliana

Ad Avigliana, in provincia di Torino, Conad realizza un punto di vendita dotato di bar, parafarmacia e distributore di benzina. Lo store sarà inaugurato nei prossimi giorni

Ad Avigliana, in provincia di Torino, Conad realizza un punto di vendita che sarà inaugurato nei prossimi giorni. Il supermercato è ubicato in via Giovanni Falcone 103 e propone al suo interno, insieme ai consueti reparti che compongono l’offerta dell’insegna, anche il bar e la parafarmacia. Nello spazio esterno, stando a quanto pubblica il giornale online Valsusa Oggi, c’è il distributore di benzina. “Questo è un nuovo modo di intendere la spesa – spiegano dalla direzione del supermercato – per dare sempre più servizio e più valore ai cittadini”.

La riorganizzazione secondo Coop Alleanza 3.0

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L'obiettivo della cooperativa è quello di trovare soluzioni ad hoc per ciascuna delle 700 persone delle sedi centrali coinvolte nel processo di ricollocamento

“Stiamo lavorando e dialogando con i sindacati per trovare per ognuno dei 700 lavoratori coinvolti nella riorganizzazione delle sedi centrali la soluzione più adatta alle proprie professionalità, competenze ed esigenze di vita”. Parte da questa constatazione il commento di Coop Alleanza 3.0 relativo a quanto emerso in questi giorni sul piano di riorganizzazione delle sedi.

Un piano messo a punto nel 2017 dal presidente Adriano  Turrini, che sta proseguendo ed entrando in ulteriore operatività anche grazie al contributo di Paolo Alemagna, il direttore generale (proveniente da Obi) nominato lo scorso ottobre, oltre a quello di Boston Consulting Group, advisor del piano industriale (mentre sul fronte finanziario la consulenza è firmata dalla banca d’affari Rothschild).

Paolo Alemagna direttore generale Coop Alleanza 3.0
Paolo Alemagna direttore generale Coop Alleanza 3.0

Certo ci vorrà del tempo per mettere a punto tutte le situazioni, ma i dialoghi sono aperti a 360° per trovare ricollocazioni che coinvolgano tutte le attività dell’azienda, sia la rete di vendita sia le società partecipate, come, ad esempio, eCommerce e franchising che stanno dando risultati soddisfacenti, anche se i numeri complessivi non sono altrettanto positivi.

Nel 2017, infatti, la cooperativa ha registrato perdite per circa 37 milioni, numeri che, secondo il management di Alleanza 3.0, devono essere letti con una visione più ampia che tenga conto

  • degli investimenti importanti già effettuati in questi due anni sulla rete di vendita, soprattutto a livello di ristrutturazioni,
  • dell’andamento non particolarmente buono delle vendite della gdo nel loro complesso
  • di un patrimonio di circa 2.4 miliardi di euro.

Inoltre, a fine 2018, è stata ceduta la rete dei distributori di carburanti al fondo Vega, mentre sulle vendita delle farmacie comunali, tra rumors e smentite, la situazione non è ancora definita.

 

 

Kroger e Microsoft insieme per il supermercato del futuro

Una collaborazione per cambiare la customer experience in store, arricchendola con funzionalità proprie del mondo online grazie alla tecnologia. Due i negozi in fase di test, ma il progetto potrebbe arrivare a tutti i 2.780 punti di vendita dell'insegna statunitense

Un nuovo format di supermercato digitalizzato, che unisce tutti i vantaggi del mondo fisico e di quello virtuale. Questa la nuova shopping experience nata dall'alleanza tra il retailer statunitense Kroger e Microsoft, perché "insieme possiamo fare cose che da soli non potremmo fare", come sottolinea il Ceo del big tecnologico Satya Nadella.

Il progetto è in fase di test in due negozi della catena, ma presto potrebbe essere esteso a tutti i suoi 2.780 punti di vendita. Di cosa si tratta in concreto? Di una serie di soluzioni e funzionalità che trasformano l'esperienza d'acquisto, il tutto attraverso sensori e naturalmente l'app di Kroger.

Si parte da scaffali intelligenti che, sulla base dei dati relativi al cliente, danno una serie di informazioni diverse sui prodotti,  dalle promozioni al profilo nutrizionale. Utilizzando l'intelligenza artificiale Microsoft Azure, la tecnologia Edge Shelf si connetterà all'app Scan, Bag, Go di Kroger, creando un'esperienza di shopping unica dalla possibilità di auto-scannerizzare i prodotti al pagamento.

Anche la produttività e la velocità del personale di vendita e dei personal shopper è favorita attraverso l'utilizzo di device che aiutano a reperire i prodotti e a mantenere riforniti gli scaffali.

 

 

Arcaplanet potenzia la presenza in Puglia

Arcaplanet Store Casse
Apre a Foggia il quarto punto di vendita di Arcaplanet in Puglia dove l’insegna opere con strutture attive a Modugno, Lecce e Molfetta

Apre a Foggia il quarto punto di vendita di Arcaplanet in Puglia dove l’insegna opere con strutture attive a Modugno, Lecce e Molfetta. Il petstore si trova all’interno del centro commerciale Grandapulia, in Strada Provinciale 76 al km 2 e si sviluppa su una superficie di 670 mq.

La formula è la tradizionale dell’insegna. Questo negozio propone una zona agility per l’allenamento del proprio cane, location per partecipare a incontri con esperti e educatori cinofili insieme alla consueta area lavaggio con due postazioni, entrambe attrezzate e attive, e prenotazione attraverso la cassa del punto di vendita. Sono presenti lavatrice e asciugatrice a gettoni per il lavaggio degli accessori degli animali. L’assortimento comprende 10.000 item tra petfood e petcare.

MediaWorld, dagli store al Retail Lab

Nella nuova vision di punto di vendita, gli store di domani saranno basati sulla relazione e non soltanto sulla transazione. Con cucitura seamless tra online e offline (da Gdoweek n. 1/2019)

“Nella nostra idea di futuro vogliamo creare nuovi touchpoint che possano facilitare ancora di più i nostri clienti ed essere sempre più vicini a loro”. Parte da questa dichiarazione di intenti da parte di Guido Monferrini, ceo di MediaWorld, la nuova filosofia improntata sugli investimenti che sta cambiando MediaWorld non solo a livello fisico, ma anche sul piano strategico.

L’inaugurazione del nuovo quartier generale della catena a Verano Brianza, in provincia di Monza, ha offerto al top management l’occasione di spiegare come MediaWorld sta evolvendo per restare al passo con i tempi e cavalcare le nuove trasformazioni, anche nel campo del digitale.

MediaWorld 4.0, come è stata definita dallo stesso Monferrini, non si occupa più di transazione, ma di relazione, senza distinzioni tra i due canali, fisico e digitale. “Quello che conta è il customer journey”, spiega Monferrini.

Per questo motivo, e per essere sempre più vicini all’utente, il nuovo quartier generale italiano si presenta come un vero e proprio Retail Lab.

I nuovi spazi prevedono, infatti, una completa fusione tra uffici direzionali e store, seguendo il concept unico per il quale il negozio si trasforma all’occorrenza in un campus-laboratorio ideato per la sperimentazione continua di nuovi criteri di allestimento, offerta e relazione con i clienti.

“Crediamo che l’integrazione tra store e uffici sia un passo fondamentale per anticipare e guidare il cambiamento dell’offerta e continuare il nostro percorso di innovazione del settore in un’ottica omnicanale”, continua Monferrini.

Accesso riservato

Md in crescita (+7,7%). Il gruppo festeggia i 25 anni

Patrizio Podini sul palco festeggia i suoi 80 anni e i 25 di MD
Gruppo Md che festeggia quest’anno i 25 anni di attività, celebrati in contemporanea agli 80 anni di Patrizio Podini, a capo del gruppo

Due sedi dislocate tra la Campania e la Lombardia, 750 punti di vendita, 8 centri logistici, una quota di mercato del 15% e un fatturato che sfiora i 2,5 miliardi di euro. Cifre che rappresentano la realtà del Gruppo Md che festeggia quest’anno i 25 anni di attività, celebrati in contemporanea agli 80 anni di Patrizio Podini, a capo del gruppo. “La mia vita? Un’epopea”, così Podini ha sintetizzato il racconto della sua vita, scandito durante la serata da immagini storiche di famiglia.

Md continua a crescere e apre l’anno del 25esimo compleanno con un +7,7% di incremento 2018 sul 2017. Il piano di sviluppo fino al 2021 del Gruppo prevede l’apertura ogni anno di una media di 45 nuovi punti di vendita, con superfici da 1.500/2.000 mq, a cui continuerà ad affiancarsi la ristrutturazione di centinaia di filiali, con una media di 550 nuove assunzioni ogni anno. Investimento previsto: oltre un miliardo di euro.

 

 

Drexcode investe nell’offline

drexcode
Nel cuore di Brera, in via Statuto 16, a Milano apre un Drexcode Store. In città il brand è presente con una boutique in Annex Rinascente Milano

Nel cuore di Brera, in via Statuto 16, a Milano apre un Drexcode Store. In città il brand è presente con una boutique in Annex Rinascente Milano, all’interno della quale si possono noleggiare e comprare abiti e accessori firmati dai più famosi stilisti internazionali tra cui Alberta Ferretti, Moschino, Blumarine, Vionnet, Antonio Marras, Giambattista Valli, Vivienne Westwood, Jean Paul Gaultier, Antonio Berardi, Nina Ricci.
In occasione dell’apertura, l’insegna propone fino al 4 febbraio saldi fino al 70% su nuovi arrivi, abiti da cerimonia invernali ed estivi, e un assortimento di accessori.

Drexcode è la web boutique dedicata al noleggio d’abiti e accessori d’alta gamma. “Il nostro obiettivo – spiega l’azienda - è fornire una soluzione intelligente, veloce e di altissima qualità all'eterno problema femminile del dress code per i piccoli e grandi eventi”. L’insegna offre un servizio di prova a domicilio che consente di ricevere l’abito anche molto prima dell’evento in modo da poter verificare la vestibilità in anticipo e segnalare eventuali orli temporanei da effettuare con la sartoria messa a disposizione. Gli abiti vengono lavati e rivitalizzati da un servizio di lavanderia e sartoria.

Italian Food Excellence

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