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Primo discount Ekom a Parma

Ortofrutta Ekom
Il Gruppo Sogegross entra nella città di Parma con il discount Ekom aperto in località San Prospero, in via Emilio Lepido 227/a

Il Gruppo Sogegross entra nella città di Parma con il discount Ekom aperto in località San Prospero, in via Emilio Lepido 227/a. “L’area in cui sorge il discount - spiega Antonio Mantero, direttore sviluppo del gruppo - è da anni in uno stato di isolamento e di

Antonio Mantero - dir. sviluppo Gruppo Sogegross
Antonio Mantero - direttore sviluppo Gruppo Sogegross

abbandono. L’apertura del negozio rappresenta una sfida importante, che cogliamo volentieri, volta a recuperare l’insediamento e dare nuova linfa a quel territorio di collegamento tra Parma e Reggio Emilia, con la speranza che anche le attività sorte nel centro anni fa, che nel frattempo hanno chiuso i battenti, possano ripartire con nuovo slancio”.

Lo store propone salumeria e macelleria sia servita sia a libero servizio, pane fresco a self service.  Spazio anche ai prodotti biologici con un settore dedicato ai prodotti salutistici (senza glutine, biologici, senza olio di palma).  Un’area è dedicata al bazar e articoli casa e alla vendita di grandi formati e di prodotti in offerta. È dotato di un parcheggio con oltre 200 posti auto.

 

 

“Si tratta di un'importante apertura e una sfida per la nostra insegna che sbarca a Parma, una città che ancora non ci conosce e molto attenta alle tradizioni gastronomiche - commenta il direttore generale Giuseppe Marotta - Il nostro è un format di discount

Giuseppe Marotta, direttore generale Gruppo Sogegross
Giuseppe Marotta, direttore generale Gruppo Sogegross

‘supermercatizzato’ come si usa dire oggi. Da sempre infatti la nostra insegna dà ampio spazio ai reparti freschi assistiti, con particolare attenzione ai prodotti del territorio e ai fornitori locali oltre ad una ampia presenza di prodotti di marca- Il nuovo Discount Ekom punta infatti sulle eccellenze locali”.

Nuovo look per U2 Supermercato di Alessandria

Esterno-U2-Supermercato
Si rinnova il punto di vendita Unes di via Fabio Filzi ad Alessandria che riapre a insegna U2 Supermercato. Lo store si sviluppa su 1.170 mq

Si rinnova il punto di vendita Unes di via Fabio Filzi ad Alessandria che riapre a insegna U2 Supermercato. Lo store si sviluppa su 1.170 mq e propone un assortimento di 7.900 referenze tra le quali 300 di gastronomia/panetteria, 200 di ortofrutta, 250 di carne, un vasto assortimento di latticini (800 referenze), surgelati (508 referenze), scatolame (3900 referenze), e prodotti non food (1950 referenze).

Il rinnovato store aderisce alla collaudata formula Every Day Low Price di U2 Supermercato, non realizza promozioni, non stampa né distribuisce volantini, non ha un programma di fidelizzazione con tessere a punti o simili.

Sono presenti i reparti gastronomia e macelleria servite, l’ortofrutta sfusa e la panetteria sia servita sia self service. Tra i servizi è disponibile il servizio di lavanderia

 

Disney Home: nuova insegna per la casa

È dedicato all’arredamento per la casa il negozio Disney Home aperto al Disneyland Resort in California, ubicato nel Downtown Disney District
Disney Home - Downtown Disney district - Anaheim. CA- 2/13/18. (Joshua Sudock/Disneyland Resort)
È dedicato all’arredamento per la casa il negozio Disney Home aperto al Disneyland Resort in California, ubicato nel Downtown Disney District

È dedicato all’arredamento per la casa il negozio Disney Home aperto al Disneyland Resort in California, ubicato nel Downtown Disney District. In uno spazio in linea con il mondo del noto brand viene proposto un assortimento che comprende biancheria, articoli in vetro, da tavolo, articoli da cucina, accessori per animali domestici ai quali è dedicato uno spazio specifico, e altri oggetti per la casa. Ma anche tazze, piatti e bicchieri dedicati a Topolino, Minnie, Peter Pan, e ai tanti personaggi del mondo Disney.

L’offerta, come spiega il giornale online La gazzetta Disney, varierà al cambio di ogni stagione.

Carrefour Italia premiata da Certiquality

Certiquality ha riconosciuto a Carrefour Italia la certificazione di conformità del proprio Sistema di Gestione dell’Energia

Certiquality, l’organismo di certificazione al servizio delle imprese e specializzato in sistemi di gestione aziendale per la qualità, l'ambiente e la sicurezza, ha riconosciuto a Carrefour Italia la certificazione di conformità del proprio Sistema di Gestione dell’Energia alla norma internazionale ISO 50001 per l’intera rete di punti di vendita. Sono stati presi in esame le politiche e i modelli di gestione in termini di risparmio energetico e sostenibilità dell’insegna.

 

Un Sistema di Gestione dell’Energia certificato a fronte della norma ISO 50001 consente di rilevare le modalità di consumo dell'energia e le opportunità di risparmio presenti in azienda, in modo da poter identificare le aree di miglioramento e definire gli interventi più efficaci per ridurre i consumi e le emissioni di gas ad effetto serra, con benefici per l'azienda e per l'ambiente. L’annuncio della certificazione è avvenuto nell’ambito della 14° edizione dell’iniziativa M’Illumino di Meno,  campagna radiofonica di sensibilizzazione sui temi del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili.

Le attività di verifica di Certiquality hanno previsto la valutazione dello status attuale, dei piani di miglioramento, degli obiettivi energetici individuati e dei traguardi raggiunti da Carrefour Italia; sono state valutate anche le modalità di acquisto di beni e servizi e le modalità di progettazione di nuovi punti vendita e di nuovi servizi per i propri clienti, a garanzia che le tematiche di sostenibilità energetica (e quindi anche ambientale) siano incorporate nella normale operatività dell'azienda.

 

“Le attività di verifica di Certiquality – spiega Umberto Chiminazzo, direttore generale di Certiquality - hanno coinvolto il personale di Carrefour che partecipa al funzionamento e mantenimento del sistema di Gestione dell’Energia, anche tramite sopralluoghi a campione sui punti di vendita della rete e sulle attività dei fornitori di Carrefour per quanto riguarda i servizi energetici”. Alfio Fontana, energy manager di Carrefour Italia, commenta: “Siamo orgogliosi di essere il primo player GDO in Italia che riceve una certificazione di così alto rilievo non solo per il proprio headquarter, ma anche per l’intera rete di vendita sul territorio”.

 

Gourmet Decò: territorialità e convenienza

Gourmet Decò Cefalù
Il Gruppo Arena continua a investire sul format inaugurato qualche mese fa e apre il secondo store Gourmet Decò realizzato a Cefalù

Il Gruppo Arena, attivo in Sicilia e Calabria con 132 store, entrato in VéGé nel 2016, continua a investire sul format inaugurato qualche mese fa e apre il secondo store Gourmet Decò realizzato a Cefalù, in via G. Vazzana 3, che sostituisce un ex punto di vendita Decò. Il primo negozio dell’insegna si trova a Catania, in via Gabriele D'Annunzio. La filosofia che sta alla base si concentra su qualità e convenienza: ambiente accogliente, design e cura dei dettagli, prezzi a scaffale più bassi, assortimento che punta su nicchie enogastronomiche tipiche del territorio valorizzate in spazi specifici, con comunicazione dedicata, come per esempio il salame d’asino siciliano, il pane di Castelbuono, la vastedda del Belìce, i panini “gourmet” ideati dalla stella Michelin chef Pietro D'Agostino. La territorialità d’altra parte costituisce un forte strumento distintivo per le aziende distributive che vogliono consolidarsi in specifici bacini di utenza e un punto di forza su cui le insegne puntano sempre più spesso.

 

Per la valorizzazione delle tipicità locali, l’insegna ha puntato molto sul visual inserendo schermi sui quali scorrono tutorial con ricette da realizzare e presentazioni di prodotti e produttori del territorio. Per mantenere un contatto diretto con i consumatori, l’insegna li guida nel loro percorso di acquisto attraverso cartelloni, spesso in più lingue, aforismi, informazioni utili.

Il negozio, sviluppato su 1.200 mq e con un assortimento di oltre 13.000 item,

valorizza i freschi ai quali dedica un’area specifica nella quale gravitano i banchi concepiti come fossero le botteghe di un tempo: il pescivendolo, il macellaio, il buongustaio con proposte take away già pronte o da farsi cucinare in loco con i prodotti acquistati all’interno del punto di vendita, il salumiere e il panettiere, con proposte di pane biologico sfornato quotidianamente. Nella stessa zona sono presenti angoli dedicati alle degustazioni. L’ingresso è sviluppato sul reparto del fruttivendolo con vendita assistita e la possibilità di trovare succhi di frutta pronti al consumo. L’offerta è completata dalla cantina, dal reparto dedicato alla salute e al benessere e al non food. Chiude il percorso l’area dei surgelati.

 

Tra i servizi: la cantinetta refrigerata, il free wi-fi, l’elimina coda digitale, le casse self check out, il parcheggio, i corsi di cucina aperti a tutti, cooking show ed eventi formativi con sommelier, il servizio di spesa  a domicilio con la prenotazione online. Il nuovo Gourmet Decò sarà aperto tutti i giorni dalle 8 alle 22.

 

 

Al Sigep emergono le alghe di Seamore

Una pitch competition organizzata da Fiera Rimini in collaborazione con Seeds&Chips. Vince la proposta olandese sui cibi dal mare (da Gdoweek n. 2)

Trasformare le alghe in cibo quotidiano. Da un punto di vista industriale non appare certo un ostacolo insormontabile. Differente può essere, invece, la prospettiva sul versante commerciale dell’offerta, là dove si prevede di dover conquistare il consenso del pubblico acquirente. La società olandese Seamore, start up vincente della Pitch Competition proposta da Sigep in collaborazione con Seeds&Chips (alla quale Gdoweek ha partecipato in qualità di giurato) ha lavorato parecchio e bene proprio su quest’ultimo aspetto, meritandosi il plauso dei votanti.

Pasta, bacon, ora anche pane. È questa la proposta vincente di Seamore che propone l’ingrediente più salutare e sostenibile del pianeta nella forma di cibo gustoso e conveniente, ma soprattutto riconoscibile. Nella versione di primo piatto arrivano sul mercato le I Sea Pasta, tagliatelle al 100% di alghe selvatiche che si possono cucinare secondo i tradizionali ricettari, dalla bolognese alla carbonara. Ne scaturisce un pranzo che rimpiazza i carboidrati con una verdura marina. È già diffuso in 750 negozi e in 6 mercati, ma la società è pronta a portare alghe nel piatto di tutti. La seconda proposta guarda, invece, alla prima colazione o, nelle aree più meridionali, al pranzo: foglie acquatiche più larghe e spesse, cucinabili in frittura, e consumabili quale bacon marino. Anche in questo caso vegetali 100%, con un vantaggio salutistico facilmente intuibile. Infine la terza proposta prevede un impasto al 50% di farina d’alga con tradizionali farine di grano, per la realizzazione di pagnotte dalla crosta croccante e dal sapore pienamente sovrapponibile. “L’idea di questi prodotti mira a vincere lo scetticismo occidentale -spiega la presentatrice del progetto Angela Ferrato-. Abbiamo a disposizione una risorsa preziosa, gustosa, sana e sostenibile, eppure in Europa è necessario adottare versioni che si avvicinino il più possibile ad alimenti che fin da piccoli siamo abituati a consumare”.

La raccolta avviene in Irlanda, dove baia per baia l’alga viene tagliata fino a un massimo del 15%, in porzioni irregolari (a macchia) per consentire il mantenimento dell’ecosistema. Attualmente l’azienda è in fase avanzata di progettazione di serre di coltivazione, indispensabili per sostenere gli auspicati incrementi di produzione. Per scelta Seamore si posiziona nella trasformazione e commercializzazione di sole alghe grandi edibili, tralasciando il business delle microalghe che stanno conquistando il mercato come superfood, ma in versione di ingredientistica complementare.

L'intero articolo su Gdoweek n. 2

Video: Chi è Asos, l’online di moda per ventenni

Autentici, coraggiosi e creativi nel cuore, così si definiscono gli ideatori dell’eCommerce di abbigliamento e beauty Asos, il cui concept nasce da un assunto di base: la moda è una forza positiva, capace di affermare il desiderio di libera espressione e affermazione della propria creatività, e di se stessi, divertendosi.

A livello di modello di business, parliamo di una piattaforma evolutiva, nel senso di costruita intorno agli utenti, che per scelta sono tra i 20 e i 30 anni: lo scambio continuo di contenuti e il dialogo con gli utenti consente di individuare i trend e proporli online, con un time to market ridotto: 6 settimane dal bozzetto allo shop.

Asos nasce nel 2010 in Uk intorno ai valori della sostenibilità e della diversity, declinati sia nell’operatività quotidiana che nella scelta dei brand. I giovani clienti online non acquistano semplicemente abiti, ma scelgono un look, seguono le tendenze, esprimono uno stile di vita. L’eCommerce  cavalca questa modalità di scoprire le tendenze e propone abiti e accessori seguendo sollecitazioni inedite: per esempio, le serie Netflix.

Componente importante dell’attività di Asos è la produzione di contenuti e la corretta trasmissione al target, attraverso il mezzo e il canale più adatto: molti video, strategie diverse su diverse piattaforme social. In questa attività opera una squadra di oltre 80 persone, immersa nei canali sociali Asos, e in continua conversazione con i ragazzi.

 

Le tendenze vengono raccolte anche grazie agli influencer, 20 in tutto, dedicati a brand specifici e impegnati nelle interazioni. Il magazine Asos ha una diffusione di 450 mila lettori in UK, 710 mila contando anche Francia e Germania. L’hashtag #AsSeenOnMe è un esempio di questa strategia: su Instagram i clienti si fotografano con il look creato da loro stessi, i dati vengono letti da Asos per migliorare l’offerta mirata. Un altro esempio: accanto alle immagini dei prodotti, zoomabili, ci sono anche i video del modello con l’abito.

Video Tour: lo store esperienziale Rose Bike Town

Come uno storico produttore e retailer tedesco di biciclette e accessori per bici ha rinnovato il suo megastore di 6.000 mq, il flagship Rose Biketown, integrando l’esperienza online con quella del negozio

Un’azienda di famiglia che, per i 100 anni di storia, rinnova il suo flagship Rose Biketonw per arricchire la customer experience con maggiori possibilità di provare i prodotti e personalizzarli, in percorsi che offrono la massima flessibilità di uso tra canali fisici e digitali.

Il percorso di acquisto dei clienti di Rose Biketown è libero e semplice: si può iniziare a configurare la bici online e completarla nel negozio fisico, salvando il progetto con i dati e le scelte sulla propria carta fedeltà, oppure si può fare l'inverso: cominciare il processo in negozio e terminarlo a casa su PC , tablet o smartphone. In negozio sono presenti varie postazioni iPad vicino alle bici e tre grandi schermi mostrano la bicicletta creata in grandezza reale.

Secondo, di Kiki Lab ed Ebeltoft Group, in un settore ‘fisico’ come quello delle bici, Rose Biketown guida i clienti in un modello più evoluto di experience, che consente più personalizzazione e flessibilità.

Cresce EasyCoop: il nuovo e-commerce apre a Emilia Romagna e Veneto

Con il 2018 Coop Alleanza 3.0 continua a estendere il raggio di EasyCoop, l’innovativo servizio di spesa online con consegna sul pianerottolo di casa. Dopo il lancio dello scorso anno a Roma (a febbraio) e a Bologna (a settembre), da inizio anno l’e-commerce copre nuove province: prima in Emilia-Romagna, con l’attivazione del servizio a metà gennaio a Modena, Reggio Emilia e Ferrara, e ora in Veneto, con l’apertura a Mestre, Padova e Treviso, servite dal 12 febbraio. A solo un anno dal suo avvio, EasyCoop ha ampliato la propria rete fino a includere territori e abitudini di spesa tra loro molto diversi e distanti, portando innovazione, servizio e concorrenza.

Con un assortimento di oltre 11 mila prodotti – di cui più di 3 mila freschissimi (frutta, verdura, carne, pesce, salumi, latticini) – EasyCoop rappresenta la più ampia offerta oggi disponibile nel nostro Paese nell’e-commerce alimentare. Propone tutte le linee a marchio Coop, accanto alle grandi marche, a tantissime specialità tipiche locali e ad alimenti per esigenze specifiche (come i senza glutine). La spesa si fa online e la si riceve direttamente sul pianerottolo di casa, con le massime garanzie sul fronte della qualità e della sicurezza, gli stessi prezzi di un ipermercato e ulteriori promozioni dedicate a chi acquista online.

Le spese fatte su EasyCoop vengono preparate ed erogate da tre magazzini proprietari e dedicati, situati uno a Roma, uno a Bologna e uno a Padova: una soluzione logistica e operativa che consente di garantire la efficienza di servizio. Qualità, sicurezza e freschezza dei prodotti sono assicurate da metodi specifici per la conservazione, preparazione e trasporto dei prodotti, che avvengono sempre in ambienti controllati e alla temperatura corretta.

Il sito è facile da usare, intuitivo, personalizzabile e accessibile da qualunque device (PC, tablet e smartphone). I clienti possono creare più liste della spesa (anche per altre persone, per esempio i genitori anziani, che hanno difficoltà ad uscire a fare la spesa), salvarle e modificarle anche successivamente. Gli ordini si possono effettuare in qualunque momento, per un importo minimo di 50 euro. La scelta è molto ampia (oltre 11mila i prodotti in assortimento) e conveniente: alle promozioni e offerte Coop si aggiungono infatti tutte le iniziative speciali del canale online. Il servizio di consegna è disponibile dal giorno successivo a quello in cui viene effettuato l’ordine, dal lunedì al sabato dalle 8 alle 22, con fasce orarie e costi personalizzabili fino a un minimo di un’ora (per esempio 19.15-20.15). Il pagamento può essere effettuato online, oppure alla consegna con carta di credito, prepagata o bancomat. Inoltre, per una garanzia ancora maggiore, circa mezz’ora prima i clienti vengono avvisati via sms dell’orario preciso di consegna, con il dettaglio (nome e foto identificativa) dell’addetto che consegnerà loro la spesa e la posizione del furgone sulla mappa.
Un servizio studiato nel minimo dettaglio quello messo a punto da EasyCoop, tanto da essere stato recentemente premiato come Best Logistic Project nell’ambito del Retail Forum 2017, la kermesse di riferimento nel settore.

Fico è multimediale con Samsung

L’elemento comunicativo ludico e didattico di Fico Eataly World è parte integrante del progetto proposto a un target molto ampio (da Gdoweek n. 2)

Il contesto è dove imparare con piacevolezza e leggerezza la storia e la tecnica dell’alimentazione. La particolarità del luogo consiste nell’integrazione tra esperienza fisica ed emotiva, grazie alla quale le informazioni vengono comunicate. Gli oltre 350 mila visitatori e il fatturato di 6,4 mln di euro per i primi sei mesi di apertura dimostra che la formula sta ingranando.

La comunicazione per Fico spazia nei contesti più diversi, dalle indicazioni per i visitatori alla comunicazione aziendale presso fabbriche e botteghe, fino alla formazione e alle esperienze delle giostre. Samsung Electronics è partner tecnologico per l’intera struttura, per la quale ha fornito l’hardware e continua a curare l’assistenza tecnica. Lo studio milanese Limiteazero e Clonwerk hanno invece realizzato il concept comunicativo, in particolare per i padiglioni delle “giostre” all’insegna dell’edutainment interattivo: Limiteazero ha ideato le macchine sceniche, Clonwerk ha seguito la produzione audiovisiva e il project management, avvalendosi della tecnologia di Samsung. “Lo smart signage, in questo senso, è una tecnologia di visual display volta ad arricchire l’esperienza di comunicazione, di informazione, di creazione di percorsi - dichiara Davide Corte, head of It di Samsung Electronics Italia - . I display integrati nel nuovo retail concept di Fico si trasformano così in vetrine 4.0 attraverso cui comunicare prodotti, servizi e storie creando connessioni che possono fare la differenza”. Un’esperienza che poi il visitatore porta a casa e crea un legame con la struttura e i brand.

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Bennet apre a Lentate il suo ottavo “Drive”

Debutta in Brianza il servizio drive di Bennet. Sono otto le postazioni con quella di Lentate sul Seveso aperta oggi. Per il 2018 Bennet estenderà questo servizio ad altri 20 pdv

A Lentate sul Seveso (Mb) apre il Bennet Drive n.8. È il servizio gratuito di spesa veloce che permette di ordinare on line e ritirare nell'apposita area adiacente al punto di vendita fisico. L'utilizzo è ormai noto: si clicca su www.bennetdrive.it da qualunque dispositivo, 24 ore su 24, si scelgono i prodotti, e si passa a ritirarli nell’apposita piattaforma in qualsiasi momento della giornata. La spesa viene caricata direttamente in macchina da un addetto, senza spesa aggiuntiva. Si paga alla consegna tramite Pos, senza scendere dall’auto.
Bennet Drive propone le stesse offerte presenti nel punto di vendita, con possibilità di ordinare prodotti freschissimi (ortofrutta, macelleria, pescheria) e di produzione Bennet (panetteria, pasticceria, rosticceria e cucina).

Dal 22 al 25 febbraio una promozione speciale prevede il rimborso del 25% in buoni sconto utilizzabili sul totale della spesa (minimo 50 euro) fatta dal 26 febbraio all’11 marzo presentando Carta Bennet Club.

Bennet Drive arriva in Brianza, dopo Anzano del Parco e Cassina Rizzardi nel comasco; Vaprio d’Adda, Cornaredo e Vanzaghello nel milanese; San Martino Siccomario in provincia di Pavia e Vinovo-Nichelino nel Shopping Center Mondojuve.
Per il 2018 Bennet prevede di estendere questo servizio ad oltre 20 punti vendita per coprire poi tutta la rete fisica.

Carrefour punta sulla logistica automatizzata

L’obiettivo è migliorare la produttività attraverso l’ottimizzazione con scelte strategiche come l’eCommerce instore (da Gdoweek n. 2)

La logistica rappresenta oggi un settore di vitale importanza sia per quanto riguarda l’impatto economico sul business, sempre più significativo anche a causa dell’eCommerce e della scommessa dell’ultimo miglio, sia sotto l’aspetto della qualità del servizio percepito dal consumatore. La struttura di Carrefour Italia può contare su nove siti logistici e 14 depositi, piattaforme strutturate prevalentemente per rispondere alle esigenze della multicanalità, ubicate al margine di grossi centri urbani come Milano, Torino, Genova, Roma e Napoli. In tutto, il retailer sposta circa 230 milioni di colli all’anno in Italia, prevalentemente alimentari gestiti nelle piattaforme sia a temperatura ambiente, che in celle a temperatura positiva e negativa, e anche non food, per servire i 1.150 pdv circa di Carrefour Italia, nei diversi formati. La merce viene lavorata sia in stock che in cross docking, quindi smistata immediatamente ai punti di vendita, in base alla classe di rotazione dei diversi fornitori o dei singoli articoli.

La presenza di formati diversi, con esigenze specifiche, e anche prodotti e fornitori con capacità differenti, ha spinto Carrefour a dotarsi di una soluzione automatizzata per gestire la complessità: “Le distanze e le volumetrie medie per formato sono molto diverse - dichiara Pascal Belledent, direttore Supply Chain Carrefour Italia -. Il processo diventa complesso in quanto numerosi formati hanno le stesse esigenze di orario di consegna, per questo utilizziamo dei software di gestione di trasporto sofisticati, per semplificare l’attività di pianificazione in modo da ridurre il numero dei chilometri da percorrere e la quantità di mezzi da utilizzare, compatibilmente alle necessità dei clienti”. Tra le variabili da gestire, anche la portata e la tipologia dei camion utilizzati, che si differenziano a seconda dei formati, in relazione al numero dei colli spediti per punto di vendita e alla loro ubicazione, se in centro città, periferia o campagna. Non ci sono poli logistici più avanzati di altri, la tecnologia in funzione è la stessa per tutte le piattaforme, identiche le dotazioni, a garanzia della qualità conforme del servizio. “Da un anno abbiamo affiancato il monitoraggio dell’eccellenza operativa attraverso Kpi interni a quella fatta attraverso la certificazione Ifs (International Food Standard) - aggiunge Belledent-. Carrefour Italia sta lavorando su progetti di meccanizzazione e automazione per aumentare l’affidabilità delle preparazioni e migliorare la produttività”.

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Gruppo Végé si espande in Sud Europa

Giorgio Santambrogio Amministratore - Delegato di Gruppo VéGé Roberto Tojeiro Rodríguez - Presidente di Grupo IFA Nicola Mastromartino - Presidente di Gruppo VéGé Juan Manuel Morales - Direttore Generale di Grupo IFA
Gruppo VéGé entra a far parte del Comitato acquisti centralizzati internazionali di Grupo IFA, leader nella distribuzione di prodotti alimentari e di largo consumo in Spagna

Gruppo VéGé entra a far parte del Comitato acquisti centralizzati internazionali di Grupo IFA, leader nella distribuzione di prodotti alimentari e di largo consumo in Spagna. L’accordo permetterà di ampliare la superficie commerciale di vendita a 5,6 milioni di metri quadri, distribuita sui quasi 9.500 punti di vendita in Spagna, Portogallo e Italia, con un fatturato complessivo di oltre 23 miliardi di euro.
Grupo IFA, leader per superficie di vendita nel mercato iberico con più di 4,3 milioni di metri quadri nei suoi 6.784 punti vendita in Spagna e Portogallo, è formata da 34 membri e 137 aziende partner, con fatturato consolidato lordo superiore ai 16 miliardi di euro. L’insieme dei suoi partner dà lavoro a più di 95.000 persone. Il progetto di internazionalizzazione di Grupo IFA ha portato a duplicare il proprio fatturato consolidato in soli tre anni.

Grupo IFA e Gruppo VéGé collocano questo accordo, che sarà operativo già da febbraio, all’interno del loro Piano Strategico 2020, basato sulla creazione di valore per le proprie aziende associate e quindi per i propri fornitori. Entrambe le società condividono una visione e un modello d’impresa basati sulla prossimità, sui prodotti freschi e su un vasto assortimento di prodotti di marca industriale.

da sin. Giorgio Santambrogio, Ad di Gruppo VéGé; Roberto Tojeiro Rodríguez, Presidente di Grupo IFA; Nicola Mastromartino, Presidente di Gruppo VéGé; Juan Manuel Morales Direttore Generale di Grupo IFA

"Siamo soddisfatti di questo accordo che ci permette di ampliare la nostra offerta rendendola internazionale –commenta Nicola Mastromartino, Presidente di Gruppo VéGé–. Il nostro Gruppo ha contribuito sin dalla sua nascita a far nascere il moderno sistema distributivo italiano, portando nelle case degli italiani la qualità e la varietà dei prodotti della nostra tradizione regionale e adesso il nostro obiettivo è portare le eccellenze del made in Italy in tutto il mondo".

L’accordo con Gruppo VéGé permetterà a IFA di potenziare il proprio progetto di internazionalizzazione avviato nel 2016 con la partnership con Sonae MC, leader in Portogallo. Grazie alla gestione congiunta di questi tre mercati, oggi le società raggruppate nel Grupo IFA (IFA Retail, Sonae e Gruppo VéGé) aumenteranno la loro capacità di ottimizzare le proprie condizioni di acquisto, di migliorare la loro posizione competitiva e di assicurarsi un’offerta commerciale più vantaggiosa per il cliente finale.

Trony: “Nessuna chiusura generalizzata dei negozi”

Trony
Il Gruppo Gre, titolare del marchio Trony, dice la sua riguardo alle notizie pubblicate su alcuni media che paventavano la chiusura dei punti di vendita

Il Gruppo Gre, titolare del marchio Trony, dice la sua riguardo alle notizie pubblicate su alcuni media  che paventavano l’imminente chiusura generalizzata dei punti di vendita dell’insegna.

In una nota l’azienda scrive: “Alcuni organi di stampa hanno riferito delle difficoltà di alcuni punti di  vendita di proprietà di Dps Group, una delle società appartenenti al gruppo Gre, proprietaria solo di alcuni degli oltre 200 negozi Trony”. Il gruppo assicura dunque che la situazione della Dps Group non può “influenzare la restante rete di strutture dell’insegna, gestite dagli altri soci Gre del tutto autonomi”.

 

Il gruppo Gre conclude ribadendo la propria volontà di proseguire nello sviluppo sul territorio italiano, annunciando un piano che prevede per il 2018 circa 40 nuove aperture a marchio Trony.

 

 

Per le bevande un display centrato sui consumatori

Categoria di routine e servizio per la quale il principale problema è lo spazio: servono analisi efficaci, soprattutto a livello locale, per proporre assortimenti corretti (da Gdoweek n. 2)

Quello delle acque minerali e delle bevande analcoliche è un reparto che deve fare i conti con grandi volumi e, quindi, con problematiche di gestione dell’assortimento non indifferenti. Per il mercato dell’acqua minerale confezionata il volume totale oscilla a seconda dell’andamento stagionale più o meno favorevole, ma ha superato negli ultimi anni i 12 miliardi di litri, di cui 7,6 miliardi di litri veicolati dalla gdo (9,3 miliardi di litri aggiungendo i discount), mentre nel caso delle bevande gassate e piatte siamo sui 3 miliardi di litri, di cui il 46% passa dai format moderni (il 58% includendo i discount). Le logiche del display nelle bevande analcoliche cambiano in funzione delle tipologie di prodotto. Per esempio: nel caso dell’acqua minerale siamo di fronte a una frammentazione di fonti e marchi, viceversa per i soft drink l’impatto della marca sugli scaffali è preponderante soprattutto nei segmenti cole e aranciate. Non è, comunque, un lavoro semplice proporre l’assortimento corretto in format diversi e in una determinata stagione, visto che per alcune categorie la stagionalità è elevata, tanto più se si estende il discorso alla marginalità dei prodotti, all’efficacia delle promozioni o all’importanza di una categoria rispetto all’altra anche in funzione del trend di mercato.

Mario Favaretto, direttore acquisti grocery di Unicomm ci fa un quadro dettagliato della situazione. “In generale il beverage chiude il 2017 con un’ottima performance a valore e ancor di più a volumi, tant’è che nel territorio in cui operiamo si registra una variazione vendite del +3,5% a valore e del +6,1% a volumi ( fonte Iri, geografia Nord-Est - I+S, anno mobile novembre 2017) con particolare evidenza in due aree merceologiche come l’acqua (+7,8%), e soprattutto le altre bevande piatte (latte di mandorla, di avena, di farro ecc. ) con un eccezionale +25,9%. Se per quanto riguarda l’acqua minerale le condizioni climatiche del periodo primaverile ed estivo sono state senz’altro una componente esogena favorevole e determinante per il consumo, la crescita delle ‘altre bevande piatte’ pur pesando soltanto l’1% complessivo, trova molte più spiegazioni nei cambiamenti di stile di vita e di consumi sempre più orientati alla naturalità e alla salute, in particolare nelle scelte nutrizionali, oltre che nelle necessità legate alle intolleranze. A tornare su un terreno positivo sono pure i succhi e nettari, peraltro ormai quasi del tutto destagionalizzati. Altra area merceologica di interesse è l’energy drink la cui performance del +4% è da analizzare più in profondità considerato che il ‘normale’ cresce soltanto dell’1,7% mentre è il raggruppamento ‘light’ ad aumentare di oltre il 41% rispetto all’anno precedente. Analogamente, e presumibilmente per gli stessi motivi, anche la contrazione delle bevande gassate in generale, con una diminuzione dell’1,7%, e delle cole in particolare (-3,5%) va reinterpretata considerate le contraddizioni intrinseche che nasconde: leggiamo infatti che nonostante la negatività complessiva delle gassate ci sono dei segmenti, pure con dimensioni rilevanti, che sono invece tendenzialmente piuttosto brillanti come la tonica (+7,5%) ed i cosiddetti ‘altri gusti’ (ginger, cedrata, cocktail ...) con un +11,5%; anche tra le cole mentre le tradizionali cedono del 5,3%, le ‘no zucchero’ evidenziano un discreto incremento del 3,1% ed arrivano a rappresentare ormai quasi un quarto del valore totale della categoria, che a sua volta vale oltre la metà del totale delle gassate”.

Logiche di assortimento in evoluzione. Secondo Guido Fioravanti, buyer beverage del Gruppo Gabrielli “nel caso di acque minerali, bevande gassate e succhi di frutta le categorie hanno un ruolo di routine, sia nei supermercati sia nei superstore/iper. Si tratta quindi di famiglie di prodotti che devono soddisfare i bisogni abitudinari del consumatore e che generano traffico nel punto di vendita. Per questo motivo nel layout merceologico vengono posizionate in zone limitrofe/nascoste e considerato l’elevato costo della movimentazione il più vicino possibile allo scarico merci. Lo spazio assegnato è in linea con le rotazioni e non sono previste sovraesposizioni. Questo aspetto genera difficoltà espositive sulle superfici di vendita più piccole. Il display merceologico è focalizzato sulla marginalità e l’assortimento è in linea con il mercato mentre il posizionamento prezzi è allineato rispetto alla concorrenza. Passando alle bevande piatte, nei supermercati hanno un ruolo di servizio. In questo caso soddisfano i bisogni accessori del consumatore per il quale l’immagine della categoria è di solo servizio. La categoria ha in definitiva una bassa rilevanza sia per il consumatore che per il distributore. Nel layout merceologico viene allocata nelle aree meno frequentate e lo spazio assegnato è minimizzato. L’assortimento è selettivo, focalizzato sull’ampiezza e con una profondità molto contenuta”.

“Noi stiamo tenendo conto di tutti i fattori di evoluzione del mercato nella configurazione dei nostri assortimenti” sottolinea il direttore acquisti di Unicomm “ed anche del perimetro espositivo della destinazione a scaffale specificatamente di ogni categoria, segmento e raggruppamento merceologico, rivisti e revisionati nei processi di category che non possono non valorizzare quanto esprime di buono il mercato ed individuare le opportunità di business che si presentano pur sempre, conciliandole con l’obiettivo della soddisfazione dalla parte del consumo”.

“L’assortimento è declinato in base al cluster del negozio (piccolo, medio, grande) con l’obiettivo di avere una proposta commerciale che risponde alle esigenze dei clienti -spiega Arnaldo Giavazzi, buyer bevande Crai-, coprendo tutti i segmenti. Inoltre, l’innovazione è un elemento positivo, soprattutto in termini di formulazione e di ingredienti in quanto oggi c’è una forte richiesta di prodotti salutari, con pochi zuccheri e con ingredienti e conservanti naturali”.

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Conad lancia l’eCommerce di prossimità: ecco come funziona

Un servizio partito da Roma che promette grande sviluppo su tutto il territorio nazionale. Ce lo spiega Stefano Passatordi, AD di Eurecart (società creata da PAC2000A e Intema) dandoci tutti i numeri del caso

Sia che preferiate il termine locale, a chilometro zero o di prossimità, il servizio è sempre quello: un eCommerce che consegna a domicilio la spesa ordinata online utilizzando i punti di vendita come tanti magazzini, con addetti selezionati che prendono la merce per il cliente in store e quindi senza bisogno un'unica struttura logistica centrale stile Amazon.

Questo il modello messo a punto da PAC2000A, la più grande tra le cooperative di Conad, insieme alla società di informatica Intema, e lanciato in 25 supermercati di Roma con ambiziosi obiettivi di sviluppo: entro il 2018 gli store con il servizio saranno almeno 80 con arrivo molto probabilmente oltre che in Lazio in Campania e in Umbria. "L’idea finale, però, è che tutte le cooperative di Conad possano entrare in società nel servizio", ci spiega Stefano Passatordi (nella foto in alto) che è stato il primo ideatore del modello con l'azienda informatica Intema e che oggi è amministratore delegato di Eurecart (società creata a dicembre 2017 da Intema e da PAC2000A).

Come ci racconta Passatordi: "Se oggi siamo qui è perché l'Ict manager di PAC2000A, Vanni Chioccoloni, nel 2016 ha creduto in questo modello e ha voluto testarlo in 6 punti di vendita della cooperativa come Al tuo servizio Conad, che oggi è diventata la piattaforma centrale e ufficiale dell'eCommerce Conad. Il servizio è stato infatti lanciato ufficialmente a partire dal 12 febbraio 2017 da Conad nazionale, benché al momento attivo solo in alcune aree".

I prodotti che si possono ordinare online? Tutti, dai freschi ai freschissimi, passando per surgelati e porzionati al momento. Svela poi Passatordi: "La piattaforma permette di vendere altri prodotti oltre agli alimenti e sicuramente in futuro punteremo anche sulla messa online dei parafarmaci".

I numeri, comunque, al momento sono già favorevoli. Come ci conferma Passatordi: "Lo scontrino medio online è ben 3 volte quello del punto di vendita. Non solo. Al momento abbiamo una percentuale di crescita mese su mese del 15% dei clienti che decidono di usare il servizio. La maggior parte di questi diventa abituale all'uso, anche se con frequenze diverse, questo significa che si riesce a fidelizzare il cliente anche online".

Come funziona il servizio, quali sono i costi e le differenze con altri modelli come EasyCoop?
Rispetto a EasyCoop, ad esempio, non c’è un magazzino centralizzato, ma l'ordine è inviato direttamente allo store di interesse che può così gestirlo in tempo reale. Gli addetti che compongono la spesa ordinata sono quelli del punto di vendita, 2-3 persone selezionate e formate ad hoc con strumentazione in dotazione (tablet). In questo modo la consegna può avvenire prima, in giornata e non il giorno successivo. Si può scegliere la fascia oraria per ricevere la spesa, che è di minimo due ore dall’ordine. Il costo va in base alle fasce di spesa: si va da 4,50 per spese minime di 20 euro alla consegna gratuita sopra i 95 euro. Il servizio consente anche di ritirare la spesa fatta online in store, o di fare la spesa in store e riceverla a casa (opzione "tipicamente senior" ndr): parliamo 3 tipi di formule totali in risposta a consumatori diversi. Vogliamo infatti che il rapporto tra il cliente e il punto di vendita resti sempre centrale, di riferimento e basato sulla relazione umana, in linea con la filosofia Conad "Persone oltre le cose".

Come si concretizza ulteriormente questo aspetto di prossimità e vicinanza anche via eCommerce?
Innanzitutto, abbiamo affiancato al sito un servizio di supporto alla clientela dove rispondono persone reali (non chatbot) che mantengono il rapporto umano e di fiducia con il cliente. Secondariamente, il giorno dopo che il cliente ha ricevuto la spesa gli chiediamo un feedback in proposito (e quelli arrivati finora ci confermano che la percezione dei clienti è positiva). Terzo aspetto importante: nella fase di consegna non utilizziamo "persone a caso", ma personale selezionato con divisa, badge, di cui le persone ricevono foto e nominativo prima dell'arrivo: sono tutti alimentaristi che hanno fatto un corso su come trattare gli alimenti e a che temperatura mantenerli, dotati di strumentazione apposita per il controllo di quest'ultima (che viene fatta davanti al cliente sul pianerottolo di casa). Monitoriamo l’intero processo con cura.

Si tratta di un servizio già profittevole o comunque sostenibile?
Finché non arriveremo a un certo numero di ordini per punto di vendita sulla parte logistica non raggiungeremo la sostenibilità, ma stiamo ottimizzando questi aspetti per fare in modo che il punto di break-even sia sempre più basso. In alcuni store l’abbiamo già raggiunto. Ce ne sono alcuni che performano già molto bene e altri ancora in crescita.

Qual è il bacino di utenza minimo che vi siete dati?
Per ora abbiamo stabilito che dai 20-30mila abitanti in su è il target minimo per avviare servizio. In Paesi più piccoli si può comunque attivare il servizio in modo modulare, abilitando ad esempio solo il ritiro in store. Interessante, comunque, il fatto che riceviamo tante richieste di attivazione del servizio dalle regioni del Centro-Nord.

 

Zalando: sinergia più forte con il brick&mortar

Courtesy of Zalando image_pool_fashion_general_fashion_10_16_9
Si amplia la collaborazione di Zalando con i retailer in Germania che possono usufruire della soluzione software gaxsys

Si amplia la collaborazione di Zalando con i retailer in Germania che possono usufruire della soluzione software gaxsys che permette loro di spedire scarpe e abbigliamento dal proprio negozio locale ai clienti della piattaforma eCommerce. Gax-system è solo una delle soluzioni del progetto pilota di Integrated Commerce, lanciato nell'estate 2016 per connettere i negozi offline alla piattaforma di Zalando e potenziare la loro presenza sul web. Sono oltre 100 i negozi tedeschi entrati a far parte del progetto.

 

"Con questa collaborazione, Zalando sostiene in primo luogo i negozi di piccole dimensioni e con un'infrastruttura tecnologica limitata grazie alla possibilità di farli entrare nel business online con un canale di vendita aggiuntivo. Il progetto si è sviluppato molto positivamente e alcuni retailer hanno spedito fino a 300 ordini alla settimana direttamente dal proprio negozio ai clienti Zalando - spiega Jan Bartels, vice presidente customer fulfillment e logistics di Zalando - Aggiungendo l’abbigliamento come nuova categoria, inoltre, apriamo ora la nostra piattaforma ad altri partner".

Mela Val Venosta insieme a Disney, con un nuovo packaging

L’operazione di co-marketing ad alta attrattività si basa sul flow pack 4 frutti totalmente personalizzabile, che permette di differenziarsi dai competitor sul punto vendita e punta a coinvolgere il target dei più piccoli

Da Febbraio Mela Val Venosta è in distribuzione con un nuovo flow pack 4 frutti, completamente brandizzato e di grande impatto e sarà presente nelle catene selezionate della Gdo fino ad aprile. A supporto dell’iniziativa è stata ideata una campagna digitale sui principali canali Disney, tv e on-line, oltre ad attività di in-store promotion sui singoli punti vendita.

Si tratta di un'operazione di co-marketing che unisce per la prima volta due grandi brand - Mela Val Venosta e Disney Italia - per propria natura capaci di trasmettere valori positivi, l'uno attraverso la produzione di un frutto buono, naturale e genuino come la Mela Val Venosta, l'altro nel mondo dell'animazione cinematografica per famiglie. Il valore fondamentale di questa collaborazione è l'amicizia che nasce tra le coccinelle di Mela Val Venosta e i famosi personaggi Disney di "Cars 3" e "Frozen": un'amicizia tutta all'insegna del gusto e del divertimento.

“Il nostro obiettivo è quello di catturare l’attenzione – afferma Benjamin Laimer, referente marketing Mela Val Venosta – e con questo flow pack 4 frutti totalmente personalizzabile siamo in grado di coinvolgere nuovi target e di differenziarci dai competitor sul punto vendita. Una collaborazione ad alta attrattività che ci offre la possibilità di soddisfare le richieste anche dei consumatori più piccoli: la simpatia e la qualità di Mela Val Venosta si uniscono alla fantasia e alla magia del mondo Disney.”

“Pinova oppure Gala sono le varietà presenti nel pack firmato Disney - Val Venosta, che contiene 4 mele dolci di piccolo calibro, molto apprezzate dai più piccoli: all’interno della confezione si troveranno anche 2 stickers da collezionare”. “Gli adesivi con i personaggi di Cars3 e Frozen sono tutti collezionabili sull'apposito poster, distribuito nei punti vendita selezionati e scaricabile dal nuovo sito di Mela Val Venosta: www.vip.coop/it/disney/disney/40-0.html”.

L’aceto punta forte sulle specialità

Lo scaffale è concentrato sulla marca Idm e sulle Mdd. Ma l’intera esposizione è rivitalizzata dalle numerose novità (da Gdoweek n. 2)

Categoria di base che ha vissuto un discreto processo di differenziazione, l’aceto cerca di svincolarsi almeno in parte dal vissuto di prodotto banalizzato e dalla mera logica di prezzo. Negli ultimi anni il display si è arricchito, è aumentato il numero medio di referenze, trasversalmente a tutti i canali e aree geografiche, offrendo al consumatore più opzioni di scelta. Il business è concentrato in particolare in ipermercati e supermercati, che totalizzano oltre il 60% in volume, ma nel recente passato hanno evidenziato un trend significativo di crescita soprattutto i discount. Il valore sviluppato si può stimare superi i 115 milioni di euro per un volume di poco oltre i 60 milioni di litri. Soffermandoci sulla segmentazione, in valore l’assortimento è rappresentato per quasi il 43% dall’aceto standard, per una quota vicina al 39% dalle specialità, per il 16% dall’aceto di mele, mentre la quota restante, marginale, è coperta da altri tipi di aceto. Dando uno sguardo all’andamento delle vendite nella gdo, il punto di vista di Carmelo Carriero, direttore acquisti Crai, è che “il mercato dell’aceto nel suo complesso sia in leggera contrazione, al suo interno però crescono le specialità come l’aceto balsamico e le glasse che insieme all’aceto di mele bio fanno il 40% del comparto. Questo dimostra che i consumatori sono sempre più attenti alla qualità e ai prodotti del territorio anche nell’ambito di categorie considerate di servizio”. Dal canto suo Matteo Di Gregorio, buyer Gruppo Gabrielli, sottolinea che “negli ultimi anni il trend in assoluto più dinamico è quello dell’aceto di mele, che cresce anno su anno grazie ai suoi riflessi salutistici”. Thomas Bottacini, category manager private label Migross, conferma che “il comparto dell’aceto risulta complessivamente abbastanza stabile; ma se andiamo ad analizzare nel dettaglio le categorie nelle quali è suddiviso (aceto di vino, di mele e balsamico) notiamo una crescita di interesse verso quello di mele, soprattutto se biologico”. Secondo quanto dice Giovanna Mennella, responsabile reparto conserve, scatolame e condimenti in Coop Italia “la categoria nel 2017 ha generato buone performance di crescita. I segmenti più dinamici sono l’aceto di vino bianco, l’aceto di mele e il succo di limone mentre l’aceto balsamico, che rappresenta il segmento più importante in termini di fatturato, mostra una leggera flessione”.

A sentire il leader Ponti, il quadro a livello nazionale appare in realtà più che positivo. Il mercato dell’aceto resta infatti estremamente dinamico: gli ultimi dati confermano la tendenza alla crescita dell’intero comparto, registrando un +6% a volume (Iri at ott. 2017). Il driver principale resta il classico aceto di vino ma in percentuale la crescita maggiore proviene dall’aceto di mele che a volume ha raggiunto quasi la dimensione dell’aceto balsamico. Rilevante anche il contributo fornito al comparto dall’aceto di alcool di recente introduzione e sviluppo nel mercato italiano. Il balsamico resta il segmento a maggior valore ed il fulcro dello scaffale, in cui trovano spazio specialità che ne aumentano la versatilità di utilizzo. La tendenza di consumo si rivolge a condimenti delicati e meno aggressivi, da cui la crescita oltre che del mele, anche del condimento bianco (di cui Dolceagro Ponti rappresenta quasi il 90%). Ciò spiega anche l’enorme successo delle glasse che pur rappresentando solo il 2% dei volumi del mercato valgono un decimo del valore.

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Gli oli extra vergine Bertolli di nuovo premiati dai consumatori

Bertolli annuncia di aver ricevuto anche per il 2018 (già nel 2016 e nel 2017 ne era stato vincitore) il Quality Award, per la categoria dell’olio extra vergine di oliva, con le tre varianti di gusto che contraddistinguono la sua gamma: Gentile, Fragrante e Robusto.

Il Quality Award è attualmente l’unico premio in Italia attribuito dai consumatori attraverso test sensoriali di laboratorio effettuati su un ampio campione di consumatori chiamati a valutare il prodotto attraverso un blind test (cioè senza che sia mostrata la marca) esprimendo un giudizio su alcune componenti come etichetta ingredienti, gradimento globale, sapore, aspetto, consistenza, odore.

Una conferma importante per la marca Bertolli, che rispondere alle esigenze e preferenze di gusto dei consumatori con oli dai profili diversi: Bertolli Gentile per chi in a tavola predilige i sapori più delicati, Bertolli Fragrante per chi apprezza gli aromi freschi e i sapori vivaci; Bertolli Robusto per chi ama la cucina dai gusti forti e decisi.

Quality Award è un premio prestigioso che arriva in un momento particolarmente importante per la casa olearia. A gennaio 2018, infatti, Bertolli è tornato sugli scaffali fortemente rinnovato: un nuovo posizionamento, un rinnovato focus sulla diversificazione del gusto dell’olio e un packaging completamente nuovo. Il progetto di rilancio si legge anche nel nuovo "look&feel"del sito web e del profilo Facebook, che esprimono al meglio l’essenza della marca Bertolli: una cucina semplice per una vita migliore.

Pam Panorama: accordo con Supermercato24 per portare i prodotti a casa

Firmata una partnership tra il player della spesa online e il Gruppo Pam, che porta così oltre 5mila referenze (anche private label e allo stesso prezzo del negozio) a domicilio nelle città di Milano, Bologna e Padova

Supermercato24, player italiano della spesa online con consegna a domicilio, ha firmato un’importante partnership con il Gruppo Pam per le città di Milano, Bologna e Padova. L'accordo permetterà ai clienti di ricevere direttamente a casa, in giornata o anche entro un’ora, agli stessi prezzi del punto vendita  oltre 5.600 referenze dei negozi presenti sulla piattaforma.

La partnership è già attiva con circa 600 prodotti in offerta, 400 prodotti freschi e freschissimi, formaggi e salumi da banco, diversi prodotti tipici del territorio e una selezione di prodotti take away. Inoltre, sono presenti anche 1.500 prodotti private label, tra cui oltre 200 prodotti biologici che spaziano dal fresco al grocery fino alla cura del corpo e del bambino.

Il modello di Supermercato24 consente di scegliere il proprio supermercato di fiducia, dove un personal shopper si recherà e farà la spesa, consegnandola poi a casa o all’indirizzo desiderato ed entro l’orario concordato. Sarà cura dello stesso personal shopper contattare telefonicamente il cliente per ogni necessità.

“L’accordo stretto con Supermercato24 è un’importante novità volta ad incrementare sempre più il servizio offerto ai nostri clienti, che potranno ricevere direttamente a casa la loro spesa firmata Pam Panorama. La forza di questa partnership risiede nell’unione dei valori di qualità e convenienza che ci contraddistinguono da 60 anni con la comodità e la velocità di questo innovativo servizio. Un mix vincente che siamo sicuri sarà apprezzato da tutti i nostri clienti e dagli utilizzatori dell’app”, dichiara Gianpietro Corbari, amministratore delegato di Pam Panorama.

“Siamo molto orgogliosi di questo accordo con un gruppo così importante come Pam che ci permette di ampliare l’offerta in tre città importanti come quelle di Milano, Padova e Bologna e offrire ai clienti in essere e a quelli nuovi, oltre 5.600 prodotti allo stesso prezzo del punto vendita con in più i vantaggi competitivi che da sempre caratterizzano il nostro servizio: velocità, comodità e consegna a domicilio- dichiara Federico Sargenti, amministratore delegato di Supermercato24 – Siamo sicuri che in futuro potremmo espandere questa partnership anche ad altre città, arrivando ad avere una copertura sempre più capillare sul territorio nazionale e raggiungere così con Supermercato 24 sempre più persone”

Carrefour Italia interrompe la vendita di branzino

La scelta di Carrefour Italia di interrompere la vendita di branzino selvaggio è dettata dalla volontà dell’azienda di tutelare una specie di grande importanza nel periodo dedicato alla riproduzione sia nel Mar Mediterraneo che nell’Oceano Atlantico. La vendita di branzino selvaggio nei mesi che precedono e seguono il periodo di blocco totale nei mesi di febbraio e marzo sarà realizzata garantendo l'approvvigionamento da zone di pesca in cui i branzini non sono in ciclo riproduttivo.

L’attuale iniziativa finalizzata alla tutela delle risorse marine si aggiunge agli impegni dell’azienda per offrire ai propri consumatori un’offerta sostenibile di prodotti ittici freschi e conservati. Carrefour Italia per questo motivo non vende pesci a grande rischio di sovra sfruttamento quale il tonno rosso, lo smeriglio e l’anguilla e collabora attivamente sin dal 2015 con MSC Pesca Sostenibile per la creazione di un sistema virtuoso che spinge i propri fornitori a certificarsi ed approvvigionarsi di materie prime certificate MSC; attualmente i prodotti MSC presenti nell’assortimento sono 17 referenze a marchio Carrefour e 32 di marchio fornitori.

Il marchio blu MSC aiuta inoltre i consumatori ad effettuare un acquisto sostenibile in punto vendita in modo semplice e senza preoccuparsi di dover valutare, all’atto di acquisto, alcuni elementi fondamentali per la sostenibilità ma che talvolta sono complessi per chi non ha conoscenze specifiche.

IV-V gamma: il premio a sicurezza e valore aggiunto

Il reparto è entrato nella fase di maturità, dopo aver rischiato una pericolosa implosione. Merito della ritrovata collaborazione fra Idm e retail sui ruoli reciproci (da Gdoweek n. 2)

Laddove l’innovazione di prodotto ritorna il driver principale che influenza l’acquisto, l’Idm recupera sulla Mdd. Fotografando l’andamento del mercato dei prodotti di IV e V gamma alla luce di questa macro regola di marketing, emerge l’immagine di un mercato “rilanciato” dalla marca, a recuperare marginalità e rotazioni dopo un periodo non breve di ridimensionamento. Questo è almeno quanto succede nelle realtà in cui il comparto si inserisce in un ridisegno complessivo del reparto di accoglienza (ortofrutta), nel quale la Mdd ha ottenuto negli anni una salda leadership con oltre il 60% delle vendite complessive, ma non sempre e non necessariamente un ruolo chiaro e riconosciuto dal consumatore.

Oggi il trend sembra mostrare un parziale e fisiologico ridimensionamento e i vegetali in busta a marchio del distributore si concedono una pausa di riflessione e danno un poco di spazio in più a quelli industriali. Questa dinamica che torna a premiare l’innovazione sta avendo, e avrà ancor più in futuro, un impatto sul modo di acquistare e consumare tali prodotti, non più considerati solo una scelta emergenziale in funzione time saving, bensì un acquisto consapevole e meditato, che attiene al consumo casalingo ma soprattutto (e sempre di più) a quello out of home, attraverso soluzioni di prodotto e di packaging studiate ad hoc. Oggi le occasioni di consumo “alternative” a pranzo e a cena per i prodotti di IV e V gamma pesano per il 30% rispetto al totale vendite.

“Il fatto che nel mercato la Mdd, al di là della sua posizione dominante, non sia riuscita nel 2017 a performare come da aspettativa -spiega Francesco Avanzini, direttore commerciale Conad-, è spesso correlato al fatto che la Mdd in IV e V gamma non sa svolgere un proprio ruolo. Nel dato generale convergono sicuramente anche le performance di insegne che non hanno saputo lavorare sul comparto ortofrutticolo con gli adeguati criteri di posizionamento dei prodotti di insegna. Questo coinvolge ovviamente anche i prodotti di IV e V gamma quali proiezioni di servizio del reparto ortofrutticolo”. Conad da parte sua presenta un contesto ribaltato: cresce con la marca industriale più della media di mercato e con la Mdd più della marca industriale. “Ma bisogna ricordare cosa Conad ha fatto nel tempo in questo reparto, ribaltando le logiche che qualche anno fa l’hanno portato a una stasi preoccupante. Abbiamo seguito l’Idm, che in questi anni -riconosce Avanzini- si è impegnata in maniera encomiabile, riconoscendo che non si possono applicare logiche di mass-market alla categoria. Siamo in presenza di un’estensione della vendita di frutta e verdura, i criteri fondamentali sono la pulizia degli spazi e dell’esposizione, la freschezza, la durabilità dell’offerta. Indubbiamente oggi la shelf life è in linea con le attese del consumatore e i prodotti performano meglio”. Il gruppo distributivo posiziona tale offerta come top del reparto, facendo complessivamente leva sul gradimento dell’innovazione presente nelle proposte. “È giusto ribadire, però, che mentre i problemi di IV gamma sembrano risolti e in gran parte alle spalle, non si può affermare la stessa cosa per la V gamma”.

Secondo la ricerca Aiipa, nel 2017 il mercato della IV e V gamma è cresciuto del 4% a valore sul canale moderno, ma i prodotti Idm, che oggi realizzano il 40% delle vendite complessive, hanno evidenziato una progressione dell’8%. Negativa, invece, la performance della Mdd: dai numeri forniti dal Rem Lab Università Cattolica su dati Iri emerge come IV e V gamma a marchio del distributore nel 2017 abbiano perso l’1,6% rispetto al 2016 , passando da una quota del 61,8% a poco più del 60%. Splittando questo dato è interessante notare come nei segmenti a maggiore valore aggiunto si siano evidenziati i cali più rilevanti: la più evidente è la flessione delle Mdd nelle insalate arricchite, quei prodotti a maggiore tasso di innovazione che si collocano, in molti casi, nella famiglia delle meal solution e che mostrano anche un consumo out of home/on the go. Nel 2017 le vendite di insalate arricchite a marchio sono calate dell’8% e qui oggi le Mdd hanno una quota del 35,7% rispetto al totale vendite.

“Premesso che nella IV gamma la Mdd rimane saldamente leader di mercato -dichiara Andrea Battagliola, direttore commerciale Dimmidisì La Linea Verde- è importante considerare che la loro quota per i segmenti a maggior contenuto di servizio che hanno performato meglio (come le insalatone arricchite in ciotola) è marginale rispetto a quella dei prodotti core business delle insalate in busta. Quindi va quasi da sé che la marca del produttore abbia performato qualitativamente meglio”.

“Nella IV gamma Coop Italia supera abbondantemente il 70% di quota di mercato in Mdd -afferma Alessandro Mazzoli, direttore commerciale di Coop Italia-. Fra le analisi sul tappeto non va trascurato il peso specifico del discount, capace di intercettare circa un prodotto in busta ogni 5 vendite. Una tale incidenza obbliga la gdo a considerare attentamente anche il proprio rapporto qualità/prezzo. La reazione al periodo di stagnazione che ha colpito questi segmenti negli anni successivi al 2008 c’è stata ovviamente anche in Coop: attualmente siamo in controtendenza, con una Mdd che cresce di 5 punti nonostante le sue dimensioni assolute di tutto rilievo, a ritmi superiori a quelli del mercato. Perché abbiamo iniziato ad attuare strategie di category: lavorando molto sulla semplificazione, per cercare di abbattere tutte le sovrapposizioni di prodotto. Abbiamo lavorato in ampiezza, correggendo quanto fatto precedentemente in profondità”.

“La IV gamma -dichiara Alessandra Corsi, responsabile dell’offerta e della marca privata Conad- è indubbiamente una categoria dinamica, con un ampio potenziale di sviluppo, non ancora arrivata a maturazione. Ciò in ragione del fatto che la penetrazione è elevata, ma la frequenza di acquisto è ancora bassa: significa che molti consumatori acquistano la IV gamma come prodotto complementare, da utilizzarsi solo in assenza di tempo da destinare alla preparazione. Questi consumatori, i light user, sono il nostro target di riferimento, se vogliamo accelerare la fase di sviluppo della categoria. È chiaro, infatti, che gli heavy user (la cui incidenza sul totale famiglie è molto bassa) privilegiano il livello di servizio, e quindi difficilmente incrementano ulteriormente la loro frequenza di acquisto a seguito di innovazione e prezzo. Mentre queste leve possono essere più importanti per i light user, per convincere i quali anche la ricchezza assortimentale ha un ruolo fondamentale. Ecco perché, a mio avviso, il mercato totale quest’anno ha visto crescere la Idm in misura maggiore della Mdd: in tutti quei casi nei quali l’Idm ha cercato di utilizzare strumenti orientati all’aumento della frequenza di acquisto è riuscita ad ottenere maggiore successo, in particolare se operava in assenza di altri vantaggi offerti dalla Mdd”.

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Video Tour: il primo discount di Aldi in Italia

Andiamo a scoprire come il più grande discounter al mondo ha personalizzato il suo format per l'Italia

A Castellanza, in provincia di Varese, Aldi apre il suo primo store italiano, con un concept studiato appositamente per l'Italia. Il negozio, che si sviluppa su un format di 1.000-1.300 mq con un assortimento complessivo di 1.900 prodotti, apre al pubblico il primo di marzo, insieme ad altri 9 nove store, tutti nel nord italia. L'obiettivo del discounter, infatti, è arrivare a una rete di 45 store entro la fine dell'anno.

L'assortimento è fortemente focalizzato sull'Italia: circa il 75% dei prodotti è realizzato in Italia sotto diversi marchi di fantasia. L'offerta, infatti, per l'80-85% è composta da Mdd.

Il percorso, che si apre sull'ortofrutta, proposta all'inizio del percorso sia sfusa sia confezionata, è all'insegna della semplicità, considerata la chiave strategica per trasmettere qualità al giusto prezzo.

 

Quality Award premia i migliori prodotti testati da un panel di consumatori

Al Teatro della Corte della Villa Reale di Monza, il 13 febbraio 2018, si è svolta la premiazione della 3a edizione del Quality Award organizzata da Marketing Consulting ideatrice dell'iniziativa (in foto il team Pernigotti, premiato per il gelato artigianale e per i gelati in vaschetta).

La particolarità del premio è che viene attribuito a prodotti alimentari solo dopo aver superato rigorosi test sensoriali nella forma del blind test. Il panel che ha valutato l'insieme dei prodotti esaminati è costituito da 300 forti consumatori di ogni singola tipologia di prodotto. Arrivare ad apporre il logo Quality Award sulle confezioni dei prodotti vincitori del premio vuole essere dunque non solo un invito alla prova, ma anche la garanzia di aver scelto un ottimo prodotto di ottima qualità come gusto.

“Sempre più le aziende di grandi e anche di piccole dimensioni -dichiara Antonio Decaro, responsabile marketing della Marketing Consulting e del premio Quality Award- si avvicinano ad una metodologia di indagine come l’analisi sensoriale, per migliorare e rendere più efficiente il processo decisionale, lo sviluppo del prodotto e le azioni di marketing a supporto. Questa è la mission della Marketing Consulting, mettere al centro di tutto il consumatore”.

Prodotti premiati
Sono 21 i prodotti premiati per il 2018 per altrettante categorie.
1. Olio extra vergine di oliva Bertolli Gentile, Fragrante e Robusto
2. Petto di Pollo Simmenthal al naturale e all’olio d’oliva
3. Maionese Cuore100% vegetale
4. Spezie Cannamela
5. Passate, polpe e pelati Cirio
6. Bastoncini di Mare Coraya
7. Ingredienti per Frolla e Plum Cake Originalis, e Panettone e Colomba con Cereali
Antichi Waldkorn
8. Burro La Montanara Dalla Torre
9. Vino Sancrispino Bio: Trebbiano frizzante Biologico Igt, Trebbiano-Chardonnay
Biologico Rubicone Igt, Sangiovese-Merlot Biologico Rubicone Igt
10. Caramelle Herbamelle
11. Capsule Kimbo espresso nelle varianti Intenso, Napoli e Armonia
12. Melinda Mousse in vari gusti
13. Speck Moser
14. Limoncello Pallini
15. Crema Gianduia e gelato artigianale alla Crema Gianduia Pernigotti
16. Gelati in vaschetta Pernigotti
17. Succhi di frutta Zumosol e Veggies
18. Il Pesto di Pra’
19. San Benedetto Thè Zero zucchero al limone e alla pesca, e Thè Bio al limone, alla
pesca e thè verde bio con zenzero e infuso di bacche di goji
20. Biscotti dolci gluten free Hoops di Schär
21. Salumi affettati Rovagnati Naturals

La metodologia
Un prodotto, per ottenere il premio Quality Award, è valutato direttamente dai  consumatori. I campioni del prodotto, inviati in laboratori specializzati in analisi sensoriale, vengono distribuiti a ben 300 consumatori heavy user reclutati direttamente dal  laboratorio. Non si tratta quindi di uno stesso panel che testerà tutti i prodotti iscritti al  premio, ma di un panel scelto per ogni singolo prodotto in base alle caratteristiche socio  demografiche (età, reddito, nucleo familiare, abitudini di consumo) in linea con il reale acquirente.
In questo modo, per valutare la bontà e la qualità globale del prodotto in test, non sarà
necessario confrontarlo durante lo stesso test con uno o più prodotti competitor.
Prima di mostrare il prodotto in test senza alcun elemento che lo riconduca alla marca di
appartenenza (blind test), al consumatore sarà chiesto di indicare alcuni fattori che quella
tipologia di prodotto dovrebbe possedere per essere giudicata qualitativa. Seguirà l’assaggio per esprimere un giudizio su alcune componenti caratterizzanti il prodotto:
aspetto, consistenza, sapore, odore, etc. Infine, il consumatore esprimerà una valutazione
globale sul prodotto in test tenendo conto dell’etichetta ingredienti e anche della
soddisfazione da parte del prodotto dei fattori qualitativi individuati in fase pre-test.

Il prodotto in test ottiene il riconoscimento Quality Award per un intero anno solo se il
gradimento complessivo medio dei consumatori è pari o superiore a 7 (scala da 0 a 10), il
sapore è pari o superiore a 7 e il 70% dei consumatori si dichiara favorevole all’acquisto
(condizioni necessarie). Qualora in test dovessero esserci due o più prodotti all’interno
della stessa categoria merceologica, il riconoscimento Quality Award sarà conferito al
prodotto che otterrà il gradimento complessivo maggiore rispetto ai prodotti partecipanti
competitor (valutazione che dovrà comunque sempre rispettare le condizioni necessarie). I
test sensoriali del premio Quality Award sono a norma Iso 5495:2005 e avvengono
presso laboratori sul territorio italiano a norma Uni En Iso 8589, 2010.

Pet Award
Contestualmente al Quality Award si è svolta anche la 3a edizione del Pet Award_la qualità  premiata dai consumatori, il premio è attribuito ai prodotti per animali da compagnia (mangimi, igiene e accessori).
I test di laboratorio sono effettuati con un campione ampio di consumatori, proprietari di animali da compagnia, i quali valutano il prodotto senza che sia mostrata loro la marca di appartenenza (blind test). Ciascun consumatore esprime un giudizio relativamente ad alcune componenti (etichetta ingredienti, aspetto, grammatura, facilità di utilizzo) e la reazione del proprio animale.
“In questo modo, il logo Pet Award sarà una raccomandazione da parte dei consumatori per i consumatori, una garanzia di aver acquistato un ottimo prodotto, un invito alla prova e la rassicurazione di aver fatto una scelta che soddisferà il proprio animale” – ha affermato Domenico Raffone, responsabile commerciale Pet Award.

I vincitori Pet Award 2018
1. Enova Simple, Enova Omega e Enova Tris, alimenti perfettamente bilanciati, privi di cereali, che nutrono al meglio i cani di tutte le età, razze e taglie.
2. Monge Fruits, alimento umido per gatti, la qualità del pollo e del tonno con la
frutta esotica più colorata, gustosa e generosa di vitamine; 12 prelibatezze 100%
naturali destinate ai gatti più raffinati.
3. Monge Natural Superpremium, i croccantini per cani e i croccantini per gatti, alimenti completi ricchi di elementi nutritivi di altissima qualità, frutto della ricerca made in Italy.

Un nuovo marchio di qualità per le alici Rizzoli Emanuelli

Rizzoli Emanuelli ha ottenuto la verifica del protocollo “Tradizione consapevole 1906” da ente terzo indipendente DNV GL. I 112 anni di esperienza dell’azienda parmense nella produzione di alici diventano un marchio di qualità.

“Con il marchio Tradizione Consapevole dal 1906 abbiamo deciso di valorizzare l’unicità delle nostre alici e gli asset aziendali che da sempre ci contraddistinguono - ha commentato Massimo Rizzoli, amministratore delegato Rizzoli Emanuelli. Un riconoscimento che sancisce il nostro impegno ultrasecolare nell’arte delle conserve ittiche per garantire un prodotto sostenibile e di alta qualità, dalla filiera tracciata, lavorato dal fresco secondo l’antica tradizione di famiglia nel rispetto della materia prima e dell’ecosistema marino. Il marchio Tradizione Consapevole dal 1906 vuole infine testimoniare il nostro impegno all’insegna della responsabilità e della qualità. Questo marchio, e il disciplinare di produzione correlato, sono per noi un punto di partenza da cui identificare nuovi obiettivi e sviluppare progetti innovativi che uniscano etica, sostenibilità, trasparenza e costante ricerca dell’eccellenza.”

L’azienda parmense punto di riferimento per le conserve ittiche premium, si fregia ora di un marchio unico e distintivo, bastato su un disciplinare rigoroso che riguarda sostenibilità della pesca, tracciabilità di filiera e qualità di prodotto. Comparirà su tutte le confezioni di alici Rizzoli in totale trasparenza verso il consumatore, sempre più consapevole e attento ai processi di pesca e lavorazione, alle origini e alla qualità della materia prima.

Il marchio Tradizione consapevole dal 1906 è a garanzia della sostenibilità della pesca e  del rispetto dei mari, come testimoniano anche l’ottenimento delle certificazioni MSC e Friend of the Sea. Da sempre Rizzoli Emanuelli ha scelto una tecnica di pesca al cerchio che, tramite l’utilizzo combinato di reti da circuizione e lampare, non danneggia i fondali e garantisce l’integrità della materia prima operando esclusivamente in zone selezionate per ridurre l’impatto sull’ecosistema marino.

Il secondo pilastro del marchio “Tradizione Consapevole dal 1906” è la tracciabilità, certificata secondo la norma ISO 22005 da DNV GL. Per assicurare trasparenza e sicurezza, Rizzoli Emanuelli mette a disposizione un sistema on line che attraverso pochi click sul sito www.rizzoliemanuelli.com consente di conoscere la storia di ogni prodotto: dalla pesca alla tavola.

Il marchio garantisce, infine, la qualità del prodotto. Solo le migliori alici diventano Rizzoli seguendo l’Antica Regola che la famiglia si tramanda da 5 generazioni: un’accurata selezione delle migliori materie prime e tecniche di lavorazione interamente a mano dalla scapatura, salatura, controllo della maturazione fino al confezionamento. Per mantenere tutta la freschezza, la delicatezza e la consistenza del pesce, la salagione avviene rigorosamente entro 24 ore dalla pesca, mentre è fondamentale saper attendere lunghi tempi per la maturazione, in modo da valorizzare la carnosità.

 

Doc Roma, servizio su doppio formato

L’insegna opera attraverso due principali tipologie di supermercato: una dedicata a un target medio-alto; l’altra, studiata per ubicazioni periferiche e più orientata alle promozioni (da Gdoweek n. 2)

Priorità del 2018, per Doc Roma, è il consolidamento nell’area romana. L’insegna, nata nel 2010 con l’acquisizione da parte di Unicoop Firenze di una avviata catena di supermercati da una famiglia di imprenditori della capitale (Gruppo Luciani), è attiva nel nord e sud ovest della città, ad eccezione di negozi a Marino e Ostia. Complessivamente opera con 13 supermercati e prevede un fatturato, a fine anno, di 140 mln di euro. Per sviluppare la rete, Unicoop Firenze punta più sulle acquisizioni che sulle nuove aperture preferendo modelli distributivi che assecondino le particolarità del territorio e soddisfino le esigenze dei consumatori. “Non possiamo omologare i consumi a un unico formato che risponda a tutte le esigenze, specialmente a Roma, una piazza con le sue peculiarità nella composizione sociale dei quartieri, e una mobilità che rappresenta un vincolo -spiega Fabrizio Guerrini, direttore operativo Doc Roma-. Dobbiamo, invece, modellare il formato distributivo in base alle diversità dei quartieri dove siamo presenti”.

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Il discount italiano di Aldi

Come il più grande discounter mondiale ha messo a punto il formato per l'Italia. L'obiettivo è una crescita organica e progressiva dove la semplicità è la chiave che guida verso la qualità

Il primo discount italiano di Aldi apre a Castellanza, in quel di Varese, e sarà operativo dal 1° di marzo insieme ad altri 10 punti di vendita distribuiti nei comuni di Bagnolo Mella (Bs), Cantù (Co), Curno (Bg), Peschiera del Garda (Vr), Piacenza, Rovereto (Tn), San Donà del Piave (Ve), Spilimbergo (Pn) e Trento. Obiettivo: aprire più di 45 punti di vendita nel Nord Italia entro la fine dell’anno.

Ecco per voi le caratteristiche del nuovo punto di vendita:

Assortimento: fortemente italiana grazie alla collaborazione con fornitori italiani selezionati che forniscono il 75% dei prodotti in assortimento. 85% del totale sono linee a marchio proprio tra le quali Regione che vai (prodotti regionali), Il Tagliere del Re (salumi), BuonOra (colazione/merenda), Bonlà (latticini), Freschi per te. Ogni lunedì e giovedì previste promozioni.

 

Format: sviluppato per rendere l’esperienza del cliente più piacevole e per semplificare l’acquisto attraverso un’organizzazione intuitiva degli spazi. Gli allestimenti sono moderni, mentre la comunicazione instore punta a sottolineare l'italianità dell'offerta. Nessun banco servito, ampio spazio panetteria con produzione in loco. Angolo relax caffè Al Dì. Il layout si apre sull'ortofrutta (oltre l'80% da fornitori italiani) e si chiude con le offerte promozionali "Wow offerte a tempo limitato" (non food). Complessivamente strutturato su 5 corsie. Le casse attive sono 5.

Michael Veiser, group managing director di Aldi, commenta: “Siamo estremamente orgogliosi di entrare nel mercato italiano, rinomato in tutto il mondo per la sua ineguagliabile cultura enogastronomica. Il nostro impegno nel venire incontro ogni giorno alle esigenze dei clienti italiani, grazie all’attenzione per l’origine, la freschezza e la qualità dei nostri prodotti, rappresenta la nostra più grande sfida. Negli ultimi due anni ci siamo preparati per rispondere al meglio alle richieste della clientela italiana, attraverso un’idea di spesa completamente nuova che, in linea con la nostra filosofia aziendale, pone al centro prodotti selezionati che uniscono qualità e convenienza”.

 

 

Nuovo store MiniTrony a San Paolo

MiniTrony
Prosegue il progetto di sviluppo di Co.Pre., socio di Grossisti Riuniti Elettrodomestici, che inaugura un punto di vendita Mini Trony a San Paolo (Bs)

Prosegue il progetto di sviluppo di Co.Pre., socio di Grossisti Riuniti Elettrodomestici, che inaugura un punto di vendita MiniTrony a San Paolo (Bs), in via Mazzini 101, sviluppato su una superficie di 200 mq. L’azienda con questa nuova apertura conta oggi 50 strutture Trony e 2 a insegna MiniTrony. Sono invece 208 i negozi dell’insegna sul territorio italiano a cui si aggiungono 10 MiniTrony.

Lo store, che conta un assortimento di 1.500 referenze, ha un bacino d’utenza stimato di MiniTronycirca 30.000 potenziali clienti e impiega 3 addetti. Il nuovo punto di vendita si estende su pianta rettangolare con ingresso dedicato al settore telefonia. Si prosegue con i vari reparti:  sezioni audio/video, informatica, videogame e accessori, climatizzatori, piccoli e grandi elettrodomestici ed elettrodomestici da incasso. Tra i vari servizi offre consegna a domicilio, installazione elettrodomestici.

 

Mdd verso innovazione, premium e tradizioni

Novità e tendenze 2018 in materia di marche del distributore presentate dai principali gruppi della gdo italiana a Bologna: tra le parole chiave del 2018, filiera e tracciabilità, bio e functional, territorio e certificazioni (da Gdoweek n. 2)

Sempre più premium, più biologica e più in linea con gusti e tradizioni dei territori italiani. Così sarà la private label dell’immediato futuro: sempre più funzionale, ad alto contenuto di servizio, salutista ed etica. Queste le principali tendenze delle nuove referenze a marchio dei distributori presentate a Marca 2017 a Bologna.

L’obiettivo generale è quello di trasformare le private label in veri e propri prodotti di marca, quella del distributore. Nel complesso questo settore vale il 18,5% del mercato gdo, con un trend in crescita. Nell’ultimo decennio, le Mdd hanno contribuito per circa il 30% sulla crescita totale dell’industria alimentare.

La produzione di private label coinvolge 1.500 copacker, circa 50 comparti economici, e occupa oltre 200.000 addetti.

L'intero articolo su Gdoweek n. 2

Selfridges: a Londra la prima palestra di pugilato instore

CREDIT PHOTO MATT WRITTLE/SELFRIDGES © copyright Matt Writtle 2018
CREDIT PHOTO MATT WRITTLE/SELFRIDGES © copyright Matt Writtle 2018
All’interno di Selfridges a Londra è stata allestita Boxing Gym la prima palestra di pugilato al mondo in un grande magazzino

All’interno di Selfridges a Londra si sperimenta una nuova convivenza: è stata allestita Boxing Gym la prima palestra di pugilato al mondo all'interno di un grande magazzino che rimarrà aperta fino alla fine del mese. La palestra è gestita da BXR London, il primo club di boxe boutique lanciato a gennaio dello scorso anno dalla superstar del pugilato Anthony Joshua e da un gruppo di partner di investimento. Lo spazio, realizzato al piano seminterrato della struttura, si sviluppa su circa 325 mq e offre 20 sacchi in gomma caricati d'acqua e un box ring fruibile su prenotazione in classi di boxe di gruppo per un tempo di 55 minuti.

La residenza della palestra fa parte di Lamyland, ossia una serie di progetti nell'ambito di una nuova campagna chiamata Radical Luxury attraverso la quale Selfridges invita i clienti a discutere del significato del lusso.

 

EasyCoop arriva a Mestre, Padova e Treviso

Coop espande il servizio di spesa online con consegna a domicilio EasyCoop con un assortimento di oltre 11 mila prodotti, di cui 3 mila freschissimi

Coop espande il servizio di spesa online con consegna a domicilio EasyCoop con un assortimento di oltre 11 mila prodotti, di cui 3 mila freschissimi. L’insegna, secondo quanto pubblica Venezia Today, fa il suo ingresso a Mestre, a Padova insieme ad Abano Terme, Campodarsego, Camposampiero, Limena, Mestrino, Montegrotto Terme, Noventa Padovana, Piazzola sul Brenta, e a Treviso, a cui si aggiungono le località: Casale sul Sile, Mogliano, Paese, Preganziol, Quinto di Treviso, Silea, Villanova e Zero Branco.  Il servizio di consegna è disponibile dal giorno successivo a quello in cui viene effettuato l’ordine, dal lunedì al sabato dalle 8 alle 22, con fasce orarie e costi personalizzabili: da tutta la giornata fino a un minimo di un’ora (per esempio 19.15-20.15), a partire da un contributo per la consegna di 3,90 euro. Il pagamento può essere effettuato online oppure alla consegna con carta di credito, prepagata o bancomat. Inoltre circa mezz’ora prima i clienti vengono avvisati via sms dell’orario preciso di consegna, con il dettaglio (nome e foto identificativa) dell’addetto che consegnerà loro la spesa e la posizione del furgone sulla mappa.

 

L’eCommerce viene gestito da Coop Alleanza 3.0 attraverso la società partecipata Digitail, specializzata in soluzioni digitali per la vendita al dettaglio. L’azienda sottolinea: "Vogliamo offrire un nuovo canale d’acquisto complementare rispetto ai negozi rispondendo ai bisogni che cambiano. A partire, appunto, dalla spesa quotidiana: da fare anche online, dove, come e quando si vuole, ma senza rinunciare a convenienza, sicurezza e qualità".

 

Legambiente e Mareblu insieme per l’iniziativa TartaLove

Per celebrare la festa dedicata agli innamorati, Legambiente consiglia un regalo di valore etico e ambientale, con il contributo di Mareblu: adottare una tartaruga marina che necessita di cure e amore, con un semplice click. Sul sito Tartalove.it, sarà possibile trovare l’esemplare da adottare con una piccola donazione, grazie alla quale contribuire al lavoro di Legambiente a favore delle tartarughe marine.

“Ci riempie di orgoglio sostenere Legambiente nel suo impegno in difesa della biodiversità - afferma Barbara Saba, direttore marketing di Mareblu; la tartaruga marina è una specie protetta a livello internazionale, inserita nella lista rossa delle specie in pericolo dell’IUCN. Ogni anno tantissimi esemplari muoiono per cause che possono ricollegarsi all’interferenza accidentale o intenzionale degli esseri umani. Quale occasione migliore di San Valentino per provare nel proprio piccolo a contribuire, facendo un regalo non solo a se stessi, ma anche al pianeta?”

Nei centri di recupero Legambiente, infatti, le tartarughe in difficoltà vengono curate e, una volta ristabilite, rilasciate in mare. Con l’adozione simbolica sarà possibile contribuire alle spese necessarie per curare gli animali feriti e sostenendo l’associazione nelle sue attività, partecipando così in modo concreto al successo dell’impegno di Legambiente a beneficio del territorio e della biodiversità.

L’iniziativa troverà spazio anche sulla pagina facebook di Mareblu.

E. Leclerc Bio: nasce una nuova insegna

leclerc bio
Il primo negozio Leclerc Bio è stato aperto a Fontaines-les-Dijon, Côte-d'Or, sviluppato su una superficie di 400 mq e con un assortimento di quasi 6.000 referenze

“Apriremo 200 negozi E. Leclerc Bio”. Lo annuncia a una tv francese l’amministratore delegato di Leclerc, Michel Edouard, che comunica l’avvio di una nuova rete dedicata  al biologico.  “L'idea – spiega l’Ad del gruppo - è di garantire ai fornitori biologici un'altra cultura di acquisto e una negoziazione separata da quella delle grandi marche”.

L’insegna intende instaurare un rapporto più diretto con i produttori ai quali indirizza finanziamenti perché passino dal convenzionale al biologico con programmi pluriennali. L’intenzione del gruppo è di creare una propria centrale di acquisto per favorire l’approvvigionamento dei propri negozi, mantenere un contatto vis a vis con produttori e fornitori creando un circuito virtuoso finalizzato alla valorizzazione del settore. Il piano di sviluppo prevede l’apertura di 200 punti di vendita in Francia con una superficie che varia da 400 a 800 mq.

Il primo negozio Leclerc Bio è stato aperto a Fontaines-les-Dijon, Côte-d'Or, sviluppato su una superficie di 400 mq e con un assortimento di quasi 6.000 referenze biologiche tra cui le private label Bio Village per il food e  Bionaïa per l’igiene.

D.It, prossimità al centro

La nuova centrale, creata per volontà di Sigma con Sisa, nasce per valorizzare la rete di vicinato e prossimità tipica di entrambi i gruppi (da Gdoweek n. 2)

Botteghe evolute nelle quali tradizione e innovazione si incontrano e scontrano: Alessandro Camattari, direttore commerciale e marketing di D.It-Distribuzione Italiana, sintetizza così l’idea di store su cui si basa l’intera rete di vendita di questa organizzazione, che opera con 1.800 negozi, di cui 38 superstore, 688 supermercati, 595 superette e 479 negozi di vicinato. La nuova centrale, creata per volontà di Sigma con Sisa e nata nel 2017 come progetto multi insegna e multibrand, nasce per valorizzare la rete di vicinato e prossimità, tipica di entrambi i gruppi.

L’obiettivo del 2018 è quello di realizzare un fatturato alle casse di oltre 4 miliardi di euro anche grazie alle performance del nuovo socio Sisa Sicilia, che conta su un Ce.di a Carini (Pa) e una rete multicanale di 150 punti di vendita. In questo contesto, Camattari spiega a Gdoweek gli sviluppi futuri della centrale.

Che cosa rappresenta per D.It l’adesione di Sisa Sicilia?

Il suo ingresso ci consente lo sviluppo nel territorio siciliano dando nuovo impulso all’insegna Sisa anche a livello nazionale. Oltre a condividere la contrattualistica nazionale con i fornitori di marca, Sisa Sicilia, così come Distribuzione Sisa Centro Sud e Distribuzione Sisa Sud, si avvarrà di tutti i servizi di Centrale come i piani di marketing specifici di insegna, oltre che un proprio prodotto a marchio Sisa, sfruttando le sinergie con Sigma per quanto riguarda fornitori, capitolati e controllo qualità.

Inoltre, godrà di attività di marketing dedicate e di un proprio piano media, comune a tutti i Cedi Sisa.

Prevedete l’arrivo di nuovi soci?

D.It nasce come una casa aperta. La proposta è quindi valida per tutti gli imprenditori e le imprese di qualità della Do che condividono il nostro progetto di sviluppo e il nostro codice etico.

Le priorità del 2018?

Ci muoviamo su più linee. Anzitutto il rafforzamento del legame con il territorio, per sottolineare il nostro ruolo sociale d’impresa. Stiamo infatti studiando collaborazioni con le organizzazioni che sviluppano progetti di promozione del “local”. Stiamo poi lavorando su un’offerta specifica a livello sia di assortimento sia di servizi, coerente con il nostro percepito di “bottega evoluta”. Questo significa ripensare gli assortimenti onde qualificare anche la nostra offerta di prodotti confezionati in modo coerente con la nostra mission di valorizzazione dei reparti freschissimi in termini di qualità e servizio. Abbiamo infine intrapreso un percorso di innovazione in ambito marketing con l’obiettivo di rendere il negozio punto di riferimento centrale di tutte le attività, sia quelle comuni di Centrale sia quelle realizzate dai singoli Cedi, arrivando a proposte peculiari del singolo negozio. Il nuovo sito diventa a tutti gli effetti un portale dedicato per valorizzare le caratteristiche di ogni store, dall’offerta promozionale ai contenuti redazionali, allo sviluppo di attività di loyalty e crm. Un percorso che risponde ai nostri stakeholder: clienti, industria di marca, partner della marca commerciale, territori.

Quale ruolo svolgono le private label?

Strategico perché creano vera identità di insegna. Abbiamo ripensato gamma assortimentale, packaging di prodotto, piano promozionale e media, per quanto riguarda sia la linea mainstream sia le linee specialistiche, con piani di marketing distinti per insegna e Mdd mainstream dedicata. Questo per noi significa essere una centrale multi insegna. Le tre linee specialistiche invece (la premium Gusto&Passione, quella dedicata benessere Equilibrio&Piacere e quella green VerdeMio) saranno caratterizzate da un alto livello di innovazione: abbiamo deciso di seguire la strada dei brand trasversali a tutte le nostre insegne, sostenendole con attività più qualitative in termini di marketing e loyalty. Da questa articolazione della Mdd ci aspettiamo una crescita media annua del 10%.

Sun, 2018 all’insegna della crescita

Per la fine del 2018 Sun prevede di sfiorare il tetto dei 3 miliardi di fatturato alle casse. Previsti investimenti anche per nuove aperture e ristrutturazione della rete esistente che arriverà a fine 2018 a 610 punti di vendita al dettaglio

Consorzio Sun (Supermercati uniti nazionali) continua a crescere, in base ai dati previsionali 2017 e alle proiezioni per il 2018, grazie al contributo delle aziende che ne fanno parte, come Italmark (Bs), Gruppo Gabrielli (Ap), Cadoro (Ve), Gros Gruppo Romano Supermercati (Rm) e Alfi-Gulliver (At).
Il Consorzio ha migliorato la quota di mercato (3,4% nel 2017 rispetto al 3,3% del 2016) che si prevede salga al 3,6% per la fine del 2018.
Il fatturato alle casse ha raggiunto, nel 2017, 2,82 miliardi di euro rispetto ai 2,69 miliardi del 2016. Per il 2018 Sun prevede di sfiorare il tetto dei tre miliardi (2,98 per l’esattezza). La quota di mercato nazionale 2017 (3,4%, relativamente al canale iper+super) non riflette pienamente la presenza sui rispettivi mercati di riferimento delle aziende che fanno parte del Consorzio. Per esempio, Cedigros detiene il 16,4% del suo mercato di riferimento (Roma e area metropolitana), il marchigiano Gruppo Gabrielli il 14,5%, la bresciana Italbrix il 12,7%, Alfi il 7,1%, la veneta Cadoro il 5,8%.

Per fine 2018 la rete salirà a 610 punti di vendita
Sun ha in programma investimenti per nuove aperture e ristrutturazione della rete esistente per un totale di 55 milioni di euro. La rete distributiva è salita da 571 punti di vendita nel 2016 ai 610 previsti entro fine 2018.
Contribuisce alla crescita del Consorzio anche la marca Consilia, il cui fatturato complessivo ha raggiunto 111,1 milioni di euro nel 2016  con previsione di 125,8 milioni per il 2017 e  131,1 milioni nel 2018. Aumenta anche il numero delle referenze: da 1.919 a 2.062 nel 2017 fino alle 2.150 per il 2018.

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Marco Odolini

"Stiamo rispettando i programmi di crescita che abbiamo previsto – commenta Marco Odolini, presidente del consorzio Sun– segno evidente della validità delle scelte adottate dal consiglio di amministrazione. Le sfide per i prossimi anni saranno all’insegna della crescita per acquisire nuove fette di mercato nazionale anche grazie alle performance dei prodotti del nostro marchio Consilia”.

"Nei prossimi anni continueremo il percorso di crescita e di sviluppo a tutto vantaggio dei nostri clienti, ma anche dei territori nei quali operiamo –aggiunge Stefano Rango, direttore generale Consorzio Sun-. Sulla base delle previsioni relative agli investimenti per potenziare la struttura distributiva delle aziende socie del Consorzio, gli addetti saranno 10.300 alla fine del 2018, numero considerevole se confrontato ai 4.636 a fine 2011".

Coop vista da Mediobanca

coop alleanza
Lo studio R&S di Mediobanca guarda più da vicino il mondo Coop

Lo studio di Mediobanca quest’anno ha analizzato più da vicino la struttura di alcuni retailer e il loro andamento economico. In particolare, il primo risultato evidente è che Coop Alleanza 3.0, nata a inizio 2016 dalla fusione di tre cooperative -Adriatica, Consumatori Nordest ed Estense- è divenuta la principale cooperativa italiana di consumatori, con ricavi per 4.608 mln, seguita da Unicoop Firenze (2.316 mln), Coop Lombardia (1.066 mln), Unicoop Tirreno (976 mln) e Nova Coop (928 mln). La redditività complessiva delle singole cooperative dipende dalla gestione industriale e da quella finanziaria: nello specifico, il rapporto tra margine operativo netto e fatturato mette in luce che cinque società hanno presentato nel 2016 una gestione operativa in perdita, con risultati negativi per Unicoop Tirreno (-3,7%) e Coop Alleanza 3.0 (-2,3%).

In relazione agli investimenti finanziari, il portafoglio nel 2016 è risultato composto da:

  1. a) titoli non immobilizzati per 6,3 mld, in diminuzione del 9,1% sul 2015, di cui indicativamente il 77% in titoli di stato e obbligazioni;
  2. b) partecipazioni, al lordo di quelle infragruppo, per 2,3 mld tra cui: Finsoe (1,4 mld, che la rende il principale azionista di Unipol con il 31,4% del capitale), azioni Unipol per ulteriori 311 mln (16% del capitale), Il Ponte per 150 mln (88,11%), Banca Monte dei Paschi di Siena per 90 mln (1,4% del capitale sociale) e Banca Carige per 38 mln (1,8% del capitale);
  3. c) titoli immobilizzati per 1,9 miliardi, relativi per circa il 70% a titoli di stato ed obbligazioni); A ciò si aggiungono cassa e disponibilità per 2,1 miliardi.

Analizzando i titolari di queste ttività finanziarie, secondo Mediobanca il portafoglio più consistente risulta essere detenuto da Coop Alleanza 3.0 per un totale di 6 mld tra titoli non immobilizzati (2,8 mld), partecipazioni e cassa per 1,3 miliardi ciascuna; seguono Unicoop Firenze (1,7 mld), Coop Lombardia (1,3 mld), Nova Coop e Coop Liguria (entrambe con 1,1 mld), Unicoop Tirreno (con 0,9 mld) e Coop Centro Italia (0,4 mld). Sulla base della della gestione finanziaria (saldo tra proventi ed oneri finanziari), Coop nel suo complesso ha saldato in positivo per 286 milioni di euro (il 2,5% del fatturato), compensando in questo modo la gestione industriale marginalmente negativa; quasi l’80% dei proventi finanziari netti sono stati assorbiti nel 2016 da svalutazioni (per circa 223 mln, per lo più titoli e partecipazioni). Il risultato è che nell’ultimo quinquennio il portafoglio finanziario ha generato risorse per circa 400 milioni; delle sette società che compongono il mondo Coop, due hanno chiuso il 2016 in perdita netta: si tratta di Coop Centro Italia (-63 milioni) e Unicoop Tirreno (-39 milioni), mentre i migliori risultati spettano a Coop Liguria (+24 milioni) e Unicoop Firenze (+22 milioni).

Per quanto riguarda i finanziamenti da soci, sono in diminuzione del 5%, scendendo dai 10,7 mld del 2015 ai 10,2 mld del 2016, anche se le consistenze maggiori sono raccolte da Coop Alleanza 3.0 (4.318 mln) e Unicoop Firenze (1.890,5 mln).

Come si legge nello studio, “In sintesi, nel periodo 2012-2016 la gestione industriale delle Coop ha prodotto margini cumulati negativi pari a 130 milioni e risultati positivi dalla gestione finanziaria per 1.405 milioni. Il portafoglio di titoli e partecipazioni ha prodotto nello stesso periodo svalutazioni per 1.006 milioni. Le poste straordinarie hanno comportato introiti per 197 milioni. Tenuto conto delle imposte per 376 milioni, si ottiene un utile netto cumulato di 90 milioni”.

Gdo ed eCommerce alimentare: a che punto siamo

Dallo studio R&S - Mediobanca previsioni e numeri sull'online food e grocery, che vede gli operatori della gdo ricoprire un ruolo preponderante e in continua evoluzione

Quanto valgono gli acquisti online di prodotti alimentari da supermercato? Nel 2017 parliamo di un valore superiore ai 200 milioni di euro, con un incremento di oltre il 50% rispetto all’anno precedente.
In questo comparto i principali operatori della gdo ricoprono un ruolo preponderante e in continua evoluzione, con lo sviluppo di nuovi servizi al consumatore che vanno dalla consegna della spesa a casa (prevalente) alla formula click&collect.

Questo uno dei dati riportati dallo studio R&S - Mediobanca, che dedica un capitolo all'eCommerce del food da parte del retail tradizionale, con previsioni e numeri sul tema. Vediamone alcuni a seguire.

L'incidenza eCommerce sui fatturati gdo
Tra gli operatori internazionali esaminati, sulla base delle informazioni disponibili dai documenti ufficiali, l’incidenza dell’eCommerce risulta intorno al 4-5% del fatturato totale (Casino 5%, Target 4,4%, Ahold Delhaize 4%) mentre in Italia Esselunga ha dichiarato vendite online nel 2016 per 158 milioni (2,1% del fatturato). La principale cooperativa di consumo italiana Coop Alleanza 3.0 tocca appena lo 0,03% delle vendite.

Il potenziale nel nostro Paese
L’eCommerce food in Italia nel 2016 è cresciuto del 35% rispetto al 2015 raggiungendo un valore di 593 milioni di euro ed è previsto che oltrepassi gli 800 milioni nel 2017 con un incremento del 37%. Il tasso di penetrazione degli acquisti online food and grocery sul totale del settore (0,5%) è sensibilmente inferiore a quello registrato nel Regno Unito (8%), in Francia (6%), in Germania e Usa (2%). La spesa media annua per web shopper è di 500 euro, rispetto al valore più elevato della Francia pari a 1.850 euro. Oltre alle catene di supermercati, si stanno affermando realtà importanti che operano esclusivamente online quali Prime Now di Amazon, Supermercato24 e altri.

Si affermano le collaborazioni tra gdo e colossi online
A livello internazionale hanno avuto origine le prime operazioni di integrazione e collaborazione tra il settore della gdo più tradizionale e i giganti dell’eCommerce: a fine agosto 2017 Amazon ha rilevato la Whole Foods Market Inc. (catena di supermercati bio ad alta gamma, con un fatturato pari a 14,9 mld di euro nel 2016), mentre il successivo novembre Auchan si è alleata con la cinese Alibaba per unire le rispettive competenze nella grande distribuzione fisica e nell'eCommerce in Cina. Alibaba investirà 2,88 miliardi di dollari americani per acquisire dal conglomerato taiwanese Ruentex il 36,2% di Sun Art Retail Group, gestore di punti vendita multiformato alimentari in Cina con circa 12 milioni di mq di superficie lorda (inclusi 446 ipermercati a marchio RT-Mart e Auchan con superficie media di 17.000 mq), di cui Auchan possiede già il 33%.

 

 

Mediobanca fotografa la gdo italiana … e non solo

esselunga
Lo studio di Mediobanca sulla gdo alimentare italiana analizza le performance dei primi dieci gruppi: Esselunga si riconferma campione di efficienza in termini di redditività al metro quadrato, ma andamenti molto positivi sono evidenziati per Lidl Italia e Eurospin

Mediobanca ha pubblicato la nuova edizione del suo studio annuale sullo stato dell’arte della gdo italiana, con confronti anche degli scenari internazionali, nel periodo 2014-2016, mentre il monitoraggio dei maggior i gruppi italiani abbraccia un arco temporale maggiore, dal 2012 al 2016.

In particolare, secondo l’analisi di Mediobanca, il fatturato aggregato dei maggiori operatori della Gdo italiana, che rappresentano il 72% del mercato dei retailer food nazionale, è aumentato del 7,9% negli anni 2012-2016, passando da 60,4 a 65,1 miliardi di euro. Il record di crescita spetta ai discount: Lidl Italia (+46,2%) ed Eurospin Italia (+34,1%) distanziano Selex (+18,7%), Conad (+13,6%), Esselunga (+11,4%) e Iper-Unes (+5,9%).
Sono in regresso le Coop nel loro insieme (-2%), Gruppo Pam (-6,1%) e gli operatori francesi con Carrefour che cede il 4,6% e Auchan-SMA il 21,2%.

I gruppi cooperativi Coop (cooperativa di consumatori) e Conad (cooperativa di dettaglianti), entrambi aderenti a Legacoop, segnano ricavi della rete di vendita al lordo di Iva allineati a 12,4 miliardi ciascuno, seguiti dalla rete di vendita di Selex con oltre 10,3 miliardi, anch’essa al lordo di Iva.
Esselunga resta il primo operatore individuale con vendite nette pari a 7,5 miliardi, seguita da Carrefour a 4,9 miliardi che precede di poco Eurospin (4,7 miliardi); Lidl Italia con 4 milairdi ha raggiunto gli stessi livelli di Auchan-Sma che segna una forte riduzione dai 5,1 miliardi del 2012. Più contenuto il volume di fatturato di Iper-Unes (2,6 miliardi) e Gruppo Pam (oltre 2,3 miliardi).

Nel 2016 l’aggregato mostra un progresso del 2,2% sul 2015, con maggiori incrementi realizzati ancora da Lidl Italia (+8%) ed Eurospin (+6,8%) davanti a Esselunga (+4,4%) e Selex (+4%). Crescita più contenuta invece per Iper-Unes (+3%), Conad (+1,9%) e le Coop (+0,2%). In calo anche nel 2016 Auchan-SMA (-3,3%), Carrefour (-0,9%) e Gruppo Pam (-1,9%).

PRODUTTIVITÀ DELLE RETE: ESSELUNGA ON TOP (AS USUAL)
Esselunga si conferma il gruppo più efficiente nel 2016 con oltre 16.000 euro di vendite per metro quadro, contro i 6.400 euro medi del panel. Gli altri gruppi si collocano tra i 6.700 euro/mq delle Coop e i 3.500 euro/mq di Gruppo Pam.
Auchan-Sma mostra la più forte flessione dei ricavi rispetto al 2012 (-14,8%), Selex registra il maggior incremento (+7,5%).
Solo Unicoop Firenze, all’interno dell’aggregato Coop, ha conseguito vendite unitarie prossime a quelle di Esselunga, con 13.600 euro per mq.
Anche esaminando il fatturato per punto di vendita, le tendenze non mutano: Esselunga realizza 49,2 milioni di euro (+4,1% sul 2012 e +3,1% sul 2015), davanti a Iper-Unes (16,2 milioni, +8% sul 2012 e +4% sul 2015), Auchan-Sma (10,9 milioni, -22,2% e -6,1%), Coop (9,4 milioni, +1,4 e +0,8%), Carrefour (8,5 milioni, -9% e +3,4%).
Lidl Italia raggiunge 6,9 milioni (+42,6% e +5,2%), precedendo gli operatori con valori più bassi che sono Gruppo Pam (3,9 milioni), Selex (3,7) e Conad (3,6).
I livelli sono influenzati dalla superficie per punto di vendita: oltre 3.000 mq in media per Esselunga, circa 1.200 mq per le Coop, 900 mq per Carrefour e circa 850 per Selex.

In termini di ebit margin, vale a dire il rapporto tra margine operativo netto e fatturato,  troviamo ancora Esselunga al vertice della classifica 2016 con il 6%, davanti a Eurospin (5,6%), Lidl Italia (3,7%), Iper-Unes (3,4%), Selex (2,9%) e Conad (2,5%).
Sono in negativo i due gruppi francesi (Carrefour -0,5% e Auchan-Sma -3,7%) e le Coop (-0,9%).
Esselunga ed Eurospin realizzano anche il miglior risultato corrente sulle vendite, rispettivamente 5,7% e 5,6%, davanti a Lidl Italia con il 3,6%, Selex al 2,8% mentre Conad e Iper-Unes sono allineate sul 2,7%. L’incidenza delle Coop (1,6%), pur inferiore ai precedenti operatori, è influenzata dal consistente apporto della gestione finanziaria (pari al 2,5% delle vendite).

Lidl ed Eurospin primeggiano per redditività netta
I retailer che primeggiano per redditività netta (Roe) sono Lidl Italia con il 23,2%, Eurospin con il 20,9%, ed Esselunga (12,9%). Seguono Iper-Unes (12,4%) e Conad (10,6%). Chiudono in rosso i due gruppi francesi che nell’ultimo biennio hanno cumulato perdite nette per oltre 600 milioni di euro (-1,3 miliardi nel quinquennio).
Le Coop, dopo tre anni di risultati positivi, sono tornate in perdita nel 2016. L’utile cumulato 2015-2016 di Esselunga ha superato i 500 milioni di euro, quello di Conad è stato di 373 milioni, seguita da Eurospin con 325 milioni, Selex con 263 milioni, e poi Lidl Italia (190 milioni), Coop (137 milioni), Iper-Unes (116 milioni) e Gruppo Pam (29 milioni).

Rotazione del magazzino: le performance molto positive di Conad ed Eurospin
Un altro indicatore dell’efficienza gestionale è costituito anche dal tempo (contabile) di rotazione del magazzino, misurato in giorni. Tenendo conto che il dato risente dell’assortimento merceologico e dell’incidenza di freschi e deperibili, il raffronto internazionale mette ancora in luce le performance molto positive di Conad (16 giorni), Eurospin (18 giorni), Lidl Italia ed Esselunga (19), mentre si collocano sopra la media internazionale (29 giorni) l’aggregato delle Coop (36), Selex (39), Gruppo Pam (38) e Iper-Unes (54). Tra i gruppi internazionali, quelli più efficienti sono la spagnola Mercadona (13 giorni), la britannica Tesco e la giapponese Seven & i (15).

Lidl, Eurospin ed Esselunga crescono di più nel periodo 2012-2016
L’analisi Mediobanca si concentra anche sull’andamento dei 10 maggiori retailer italiani negli anni 2012-2016. In questo periodo, le vendite dell’aggregato sono aumentate nel 2016 del 2,2%, attestandosi a 65,1 miliardi di euro, ma va precisato che, in quest’analisi, i dati inerenti a Coop, Conad e Selex si riferiscono a dati relativi all’intera rete di vendita e al lordo dell’Iva. Si tratta di una variazione originata dall’aumento del fatturato nella maggior parte delle società, ad esclusione dei due gruppi francesi (Auchan-Sma a -3,3% e Carrefour a-0,9%) e di Gruppo Pam (-1,9%).
Va detto che il calo di fatturato dei gruppi francesi tra 2012 e 2016 ha fatto seguito a dinamiche differenti delle reti commerciali. Dal 2012 Carrefour ha ridotto del 12,4% i punti vendita complessivi, passando da 1.218 a 1.067 (la rete in franchising si è contratta di circa 180 unità mentre quella diretta si è incrementata di circa 30 unità); nel caso di Auchan-Sma si è invece avuto un progresso del 13% da 1.840 a 2.080 (+240, di cui 185 solo nell’ultimo anno, relativi in massima parte a supermercati in franchising).

Al contrario, Lidl Italia (+8%), Eurospin (+6,8%), Esselunga (+4,4%) e Selex (+4%) registrano i maggiori incrementi. Anche nel periodo 2012-2016 il quadro è similare a quanto appena descritto: forte decremento di Auchan-Sma (il cui fatturato è diminuito del 21,2%) e importanti incrementi di Lidl Italia (+46,2%), Eurospin (+34,1%), Selex (+18,7%), Conad (+13,6%) e Esselunga (+11,4%).

Il maggiore sviluppo della rete è stato registrato da Eurospin (+16,4%) e Gruppo Pam (+15,9%), seguiti da Auchan-Sma (+13%), anche se la rete più estesa a fine 2016, inclusi i punti di vendita in franchising/affiliazione, risulta essere quella di Conad con 3.169 unità, seguita da Selex (2.542) e Auchan-Sma (2.080). Lidl Italia ed Esselunga gestiscono solo punti vendita di proprietà (rispettivamente 586 e 153 unità).

Confronto internazionale. Lo studio classifica gli operatori internazionali in base al fatturato per metro quadrato, classifica che esclude le società giapponesi Aeon e Seven & che non rendono note le superfici.
La classifica è guidata dall’australiana Woolworths con 10.847 euro per mq, seguita dalla spagnola Mercadona con 8.179 euro per mq e dalla olandese Ahold Delhaize con 7.400 euro per mq. Seguono, sopra la media di 5.898 euro: Tesco (6.898 euro) e Casino (6.565 euro). Il valore più basso è quello della statunitense Target (2.963 euro), mentre i rimanenti si attestano tra valori compresi tra i 4.000 e i 5.000 euro per mq. Nello studio Mediobanca sottolinea che le catene statunitensi hanno elevati margini (Roi), quindi non necessariamente l’elevata rendita unitaria delle superfici è garanzia di alta redditività; infatti i maggiori operatori riescono a conseguire vantaggi in termini di varietà d’offerta e masse intermediate che coesistono con rese unitarie relativamente basse. Un secondo aspetto rilevante riguarda gli scarti significativi tra le vendite per mq dei negozi domestici e di quelli esteri, dove i primi registrano vendite unitarie mediamente superiori. Infine, in confronto con i dati dei gruppi italiani conferma il posizionamento di eccellenza di Esselunga. Considerato che la catena della famiglia Caprotti non ha presenza all’estero, il raffronto più appropriato è con i dati domestici dei gruppi internazionali.

Morrisons scommette sul fashion online con Kooomo

morrisons koomo
Guarda con interesse al mondo virtuale del fashion l’insegna di supermercati inglese Morrisons, attiva con 491 store

Guarda con interesse al mondo virtuale del fashion l’insegna di supermercati inglese Morrisons, attiva con 491 store. Secondo quanto pubblica Fashion Magazine, sarebbe stato siglato un accordo con la piattaforma di cloud commerce Kooomo per avviare l'e-store del suo brand di abbigliamento Nutmeg, lanciata nel marzo 2013 con il baby e il kidswear, disponibili attualmente in tutta la catena dei punti di vendita Morrisons. A partire da febbraio 2017 il marchio ha iniziato a proporre anche abbigliamento femminile all’interno di un centinaio di store della rete.

 

 

L’assortimento prevede una collezione abbigliamento per uomo, donna e bambino del marchio, acquistabile tramite il website e i dispositivi mobili. Sarà attivo il servizio clic&collect e gli utenti potranno partecipare ai programmi di fidelizzazione di Morrisons. Il debutto è previsto per settembre.

 

Cercasi startup per il retail futuro

L’Osservatorio nazionale digitale Retail ha censito 1.300 startup a livello mondiale legate al mondo retail, 30 delle quali in Italia: marketing, logistica, integrazione di canali, i settori più richiesti (da Gdoweek n. 2)

Il mondo del retail è per definizione impegnato in un continuo rinnovamento che, soprattutto in anni recenti, per molte insegne si è concretizzato nella ricerca e nel sostegno a una selezione di startup. In queste pagine vogliamo fornire una panoramica, parziale, di quelle startup, legate al mondo della gdo, che ci sembrano possano meglio fornire soluzioni innovative alle attività dei retailer. “La distribuzione moderna -spiega Alberto Onetti, chairman di Mind the Bridge e coordinatore Sep- si sta muovendo in modo visibile ed evidente sul fronte dell’online, dell’automazione dei pagamenti, dell’efficientamento del magazzino e della catena logistica. Più sotto traccia, sta anche lavorando su Big data, ovvero analisi e utilizzo delle informazioni, e intelligenza artificiale, soprattutto per l’ottimizzazione e l’efficacia dei processi di acquisto. Per la distribuzione al dettaglio, le principali aree di innovazione riguardano i pagamenti, l’automazione del processo di ordine, l’acquisto online e la consegna a domicilio”. I retailer da tempo si avvicinano con curiosità a questo mondo con diverse finalità: per sviluppare nuove aziende cooperative, come nel caso di Unicoop Tirreno; per creare nuovi servizi e fare innovazione, come dimostra l’approccio MediaMarkt; o essere partner, come ha scelto di fare Lidl, che in Germania a Monaco ha creato Retailtech Hub, una struttura a cavallo tra centro innovazione e acceleratore. Sempre sul versante dei servizi ai clienti, Zalando sta lavorando dal maggio dell’anno scorso a test sulla consegna geolocalizzata, mentre Esselunga ha scelto Vino à Porter Vinhoood per personalizzare giocando l’offerta dei vini sul suo sito di eCommerce e Satispay per facilitare i pagamenti. Amazon non è da meno: con il progetto Launchpad fa da selezionatore, offrendo alle aziende in fasce la possibilità di farsi vedere a livello globale per proporre nuovi business disruptive basati sulla vendita di prodotti e/o servizi. In Uk, Tesco ha realizzato la piattaforma di crowfounding Backit che aiuta le buone idee a crescere, senza costringerle a legarsi all’insegna. Miroglio si avvale di startup per l’eCommerce e per fare innovazione appoggiandosi all’incubatore H-Farm, di cui è socio, così come il canale commerciale Qvc ha il proprio acceleratore e promotore di startup in Qvc Next Lab. Metro ha ricevuto un riconoscimento speciale dal Sep Europe’s Corporate Startups Award 2017 per METROpolitan, un network-pilota di 500 ristoranti tra Berlino, Vienna, Parigi e Milano che fa da tester a soluzioni digitali offerte da startup, che somo così valutate e selezionate dal retailer sul campo.

Come Metro, a muoversi sono spesso colossi internazionali: come Carrefour, che a livello internazionale ha selezionato 32 startup con l’intento di aprire i propri orizzonti e cogliere le tendenze, presentandole in uno stand dedicato all’evento Viva Technology a Parigi lo scorso ottobre. Un approccio interessante perché senza preconcetti: le idee selezionate non sono necessariamente e direttamente connesse al mondo del retail, ma offrono un’occasione per “farsi stupire” dalle novità. Per questo Carrefour si è interrogata e ha esaminato le startup, seguendo 6 temi (o sfide): cibo e benessere, sicurezza alimentare e tracciabilità, la cucina connessa, cibo come nuovo trend, dalla fattoria al negozio e infine soluzioni per migliorare l’esperienza instore. Il risultato è un’interessante serie di spunti per “reinventare il retail del domani”, ha detto Hervé Parizot, eCommerce & customer data executive director di Carrefour France.

Analogamente un progetto ad ampio spettro è quello promosso dall’imprenditore Fabio Cannavale, Ceo di lastminute.com Group, insieme a Intesa Sanpaolo. Si chiama BHeroes e offrirà a 32 startup italiane selezionate l’occasione per crescere a livello internazionale. “Guardando i progetti in lizza, il retail è un settore interessante e in totale evoluzione, anche per il cambiamento epocale provocato da Amazon quando ha acquistato Whole Foods -prosegue Cannavale-. Eppure al momento, per quanto riguarda gli investitori, il parterre di 80 imprenditori già attivi non include retailer, che di certo coinvolgeremo nel prossimo futuro grazie alla rete di conoscenze che abbiamo creato”.

Manca ancora in Italia un ecosistema unito e coerente che metta in relazione in modo continuativo startup e aziende, anche a causa delle dimensioni relativamente ridotte delle nostre imprese: è ciò che BHeroes si propone di fare, possibilmente intercettando i futuri “unicorni”, quelle startup, cioè, il cui valore supererà il milione di euro.

Ma come incontrare le start up? “Le aziende si rivolgono in primis agli incubatori -sottolinea Massimo Fubini, fondatore di Contact Lab, tra i partner di BHeroes- oppure realizzano call al proprio interno per andare a caccia di startup alle fiere di settore, come Ces, Shoptalk, Viva Technology. Gli ambiti coinvolti sono i più vari -spiega Fubini- ma generalmente le aziende ricercano un modo unico per ottimizzare un singolo processo, il cui approccio dipende anche dal ruolo di chi fa innovazione: il ceo e il responsabile logistica, per esempio, cercheranno soluzioni diverse”.

“Quello del retail è un settore molto vivace rispetto allo sviluppo di nuove idee che poi diventano startup, probabilmente anche per la varietà di processi coinvolti -racconta Valeria Portale, direttrice dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Retail-. A livello mondiale abbiamo censito, tra le startup che hanno ricevuto un finanziamento istituzionale negli ultimi 3 anni, 1.300 startup attive nel retail, di cui 30 in Italia. Alcune sono state acquisite da grandi aziende come Walmart o Amazon, altre si sono poste in concorrenza con il retail, ma la maggior parte si propone, come value proposition, di supportare il retailer a fare meglio il proprio lavoro. Gli ambiti preferiti -prosegue la direttrice dell’Osservatorio- sono la customer experience, intesa sia come fluidità di esperienza omnicanale sia come miglioramento del vissuto del negozio attraverso la realtà virtuale; a ciò si aggiunge il back-end, soprattutto nel reperimento e nella gestione di dati sulla customer journey”.

Quali le soluzioni più ricercate al momento dai retailer? Secondo Alvise Biffi, consigliere Italia Startup con delega al coordinamento dell’Industry Advisory Board, riguardano logistica, marketing, brand awareness, sistemi di pagamento e punto cassa, integrazione tra i canali, con le aziende più piccole interessate alle soluzioni più verticali.

“Un approccio che avviene più per volontà delle startup che del mondo industriale -chiarisce Biffi-: se i grandi gruppi hanno la forza per innovare al proprio interno, i piccoli retailer spesso non ce l’hanno e hanno anche una cultura digitale meno sviluppata, quindi sono le startup stesse a contattarli”. Italia Startup fa da intermediario raccogliendo, tramite il proprio Industry Advisory Board, i desiderata del mondo retail, e trasmettendoli a chi vuole creare nuove imprese: delle circa 700 startup associate, circa il 10% sono di ambito retail, includendo anche i potenziali retailer (cioè quelli che oggi non ci sono) e disruptor.

L’incubatore Digital Magics, che ha in portfolio 64 startup di cui 15-20 nuove aggiunte ogni anno, annovera tra i propri partner anche Bricoman che infatti attraverso la open innovation ha aperto gli occhi su aziende i cui servizi non sono necessariamente legati al retail da subito. “Quando siamo partiti gli ambiti d’investimento erano prevalentemente eCommerce e marketing -precisa Gabriele Ronchini, fondatore e ceo di Digital Magics-.

Oggi guardiamo alle startup senza limitazioni: dalla IoT al data cloud, dalla business intelligence alla logistica. Sicuramente il mondo retail prende seriamente l’innovazione, soprattutto perché ha di fronte operatori importanti come Google e Amazon. Così quando l’associazione tra la startup e il business possibile non è scontata, si rivolge a noi”.

Infatti se alcune startup nascono espressamente rivolgendosi ai retailer, altre magari no, partono da settori diversi, con soluzioni che si potrebbero adattare, anche se non sono visibili in maniera immediata. “Le grandi innovazioni arrivano da entrambe le tipologie -prosegue Ronchini-, c’è tanta effervescenza, anche se si potrebbe fare molto di più. In Italia le aziende, soprattutto le più piccole, sono sommerse dal day by day. Gioverebbe fare sistema, soprattutto per le tipologie di servizi pre competitivi come logistica, data cloud, comprensione delle esigenze di consumo, per diventare quindi in grado di attrarre talenti”. Proprio come Google e Amazon.

Operazione Buongiorno: arriva il magazine di Pam local

magazine colazione pam local
È dedicato alla colazione il nuovo magazine lanciato da Pam local: Operazione buongiorno, disponibile in tutti i punti di vendita della catena

È dedicato alla colazione il nuovo magazine lanciato da Pam local: Operazione buongiorno, disponibile in tutti i punti di vendita della catena. L’insegna ha scelto di condividere con i suoi clienti 10 proposte per iniziare al meglio la giornata, scegliendo la colazione più adatta al proprio stile di vita.

Il magazine è suddiviso in più sezioni, la prima:  è Paese che vai…colazione che trovi, dedicata a quattro tipiche colazioni provenienti da culture e aree geografiche diverse: la più classica, ispirata alla tradizione italiana, quella più ricca tipica delle località di montagna, l’intramontabile versione a stelle e strisce e quella super-energetica dei paesi nordici. La seconda sezione, Gli immancabili, mette in evidenza il latte e tutte le sue alternative, dal classico yogurt alle bevande vegetali, fino al latte di kefir, e propone diversi spunti per realizzare un succo di frutta (e verdura). Nell’ultima sezione, intitolata Ad ognuno il suo mattino, è possibile trovare invece proposte ad hoc per la colazione dei bambini, che deve essere golosa ma bilanciata, per chi vuole rimanere leggero e per chi vuole fare un pieno di energia, per chi sceglie 100% biologico, per chi soffre di intolleranze alimentari e, infine, per i più sportivi.

Le proposte sono accompagnate da curiosità o consigli gourmet e riportano oltre 200 prodotti disponibili nei negozi Pam local tra cui il cliente può scegliere.

 

Coop presenta d’Osa, la nuova linea per cucinare in casa

Presente dall'8 febbraio in tutti i punti di vendita per rispondere con una serie di preparati, miscele e decorazioni alle nuove tendenze della cucina creativa domestica

Era il 1948 quando tutte le cooperative di consumatori italiane decisero di adottare il marchio comune. Quest'anno Coop celebra 70 anni di private label con numerose iniziative, ma soprattutto continuando a sviluppare la mdd con nuove proposte.

Da qui il lancio di d'Osa, la nuova linea di di miscele, preparati, lieviti e decorazioni rivolta alla cucina domestica. La linea, presente dall'8 febbraio in tutti i punti di vendita del retailer, vuole essere la risposta moderna di Coop alle nuove tendenze del cucinare in casa con creatività.

Una proposta con materia prima 100% italiana, ingredienti bio e solidal, basso contenuto di sale e no coloranti e addensanti (non per tutte le referenze). La new entry d'Osa si associa a un ricettario focalizzato su procedimenti sfiziosi ma semplici ed è pubblicizzata anche attraverso la web serie a fumetti Makkox.

 

Tu chiamale se vuoi illusioni…

Proposte, idee, promesse... soluzioni? La politica al tempo del narcisismo. L'editoriale della direttrice Cristina Lazzati (da Gdoweek n. 2/2018)

Qualcuno ha scritto che viviamo nell’epoca più narcisistica che ci sia mai stata; la fame di like, di “mi piace” coltiva gli ego, esplode la ricerca di conferme e di plausi. La campagna elettorale in corso non fa che amplificare il male del millennio. Tante le promesse che echeggiano, rimbalzano sui media, lasciandoci divisi tra la speranza che siano promesse verificate, fattibili, e il dubbio che coloro che le fanno non vivano nel mondo reale. E mai come in questo momento, invece, si sente il bisogno di praticità, di soluzioni vere, reali, forse perchè mai come adesso sembra arrivato il momento di approfittare dei venti positivi, di una primavera di rinascita. Ma prima bisogna estirpare le erbacce, accordarsi su quali sono gli obiettivi, trovare una coerenza Paese che manca e che origina incertezze e fa perdere occasioni. L’Italia della qualità, del Made in Italy è pronta, ma la politica, nel suo affannarsi a compiacere chiuque, nella ricerca dei “like”, non lo è. Per le imprese è tempo di resilienza, di continuare il cammino malgrado gli ostacoli, di implementare iniziative attive sul territorio, di trovare un passo di marcia insieme ai cittadini, ai lavoratori, ai consumatori, veri protagonisti della scena italiana. Gli altri sono solo comparse ... ma loro non lo sanno.

Testimonial italiano per l’agro-alimentare Ue

Asiago, Speck Alto Adige e Pecorino romano si promuovono in America e vengono promossi come best practice dalla commissione Ue

Promosso dai Consorzi di Tutela Formaggio Asiago, Speck Alto Adige e Pecorino Romano e co-finanziato dalla Ue, il progetto triennale di promozione negli USA e in Canada nell’ambito di "Enjoy, it's from Europe” è un caso di successo europeo. A fine gennaio i tre consorzi sono stati invitati a Bruxelles dalla Commissione Europea in qualità di testimonial di come chiedere e impostare un progetto di salvaguardia agro-alimentare che sappia raccogliere il cofinanziamento comunitario. L'iniziativa ha offerto l’occasione di contattare direttamente 2,4 milioni consumatori negli Stati Uniti e oltre un milione in Canada, con migliaia di giornate promozionali programmate nel triennio 2017-2019, nei punti di vendita delle maggiori catene di supermercati americani e canadesi, e riconosciuto come uno dei dieci progetti italiani approvati dalla Commissione Europea selezionati su 199 presentati. Ne parla in questo video Luca Cracco, responsabile marketing Consorzio Asiago, presente alla tavola rotonda organizzata da Gdoweek al Milk Day di Fieragricole.  “Il ruolo del consorzio negli anni è cambiato in profondità. Inizialmente era quello di tutela della produzione specifica -racconta-. Oggi il consorzio deve darsi un respiro internazionale, non solo con la difesa nei vari mercati del marchio registrato, ma anche facendo promozione, formazione e cultura attorno al prodotto. Abbiamo individuato la possibilità di arrivare a uno sfruttamento più intenso dei nostri investimenti lavorando in sinergia e stretta collaborazione con altri consorzi. Attualmente i progetti di questo tipo sono due: uno per l'Europa (in quattro mercati dell'est) insieme a Parmigiano Reggiano e Gorgonzola; l'altro invece con valenza extra-Ue per Stati Uniti e Canada insieme a Speck Alto Adige e Pecorino Romano”.

Video Tour nella storia di Aldi

#aspettandoAldi #15febbraio

#aspettandoAldi #15febbraio

"Le origini di Aldi (raccontate dalla catena nel video sopra), risalgono alla Germania del 1913, anno in cui Karl Albrecht decise di aprire nella città di Essen un piccolo negozio a conduzione familiare. Dopo la Seconda guerra mondiale l'azienda viene rilevata e gestita dai due figli, Karl e Theo Albrecht, che nel 1955 aprono il centesimo punto vendita in Germania. Nel 1961 i due fratelli Albrecht si suddividono il mercato tedesco creando due realtà: Aldi Nord e Aldi Süd. Da quel periodo inizia l'espansione all'estero..."

Troverete un approfondimento su chi è Aldi sul numero 3 di Gdoweek (28 febbraio 2018)

JD.com apre 7Fresh, nuova insegna brick&mortar

Il gigante cinese dell’eCommerce JD.com, il principale competitor di Alibaba in Cina, apre un negozio fisico a insegna 7Fresh dedicato al mondo dei freschi. Un test cui dovrebbe seguire un importante sviluppo

Il gigante cinese dell’eCommerce JD.com, il numero due in Cina dopo Alibaba, apre un negozio fisico a insegna 7Fresh, specializzato sul mondo dei freschi di fascia premium e con la presenza di strumenti tecnologici a supporto dei consumatori per una shopping experience coinvolgente e innovativa. In assortimento trovano spazio migliaia di prodotti tra cui frutta, prodotti da forno, fiori, carne importata e frutti di mare appena pescati preparati e cucinati in loco. Il negozio occupa una superficie di 400 mq ed è stato realizzato a Yizhuang, in Cina.

La tecnologia utilizzata all’interno del punto di vendita conta su "specchi magici" che 7Freshcaptano gli articoli presi dai clienti e automaticamente forniscono informazioni come per esempio i valori nutrizionali o la provenienza. I carrelli sono dotati anche di device digitale: seguono il cliente per renderlo  più libero nel processo di acquisto. Gli articoli possono essere scansionati tramite il checkout tradizionale o il self-checkout, che utilizza un sistema di riconoscimento facciale collegato all'app 7Fresh. Tra i servizi è prevista la consegna a domicilio in 30 minuti.

 

Il duello con il diretto competitor sembra essere serrato. L’azienda ipotizza l’apertura di 1.000 strutture nei prossimi cinque anni. Secondo quanto pubblica Power Retail, anche Alibaba, che ha già sviluppato una rete vendita offline, ha annunciato l’espansione con 30 nuovi punti di vendita a Pechino entro la fine del 2018.

 

 

2017 in positivo per la IV Gamma: crescono penetrazione e vendite

Il 2017 sarà ricordato come un anno di crescita sostenuta per il segmento della IV Gamma. Dalle rilevazioni di mercato aggiornate al 31 dicembre scorso, infatti, traspare che la ripresa della domanda di prodotto avviata a fine 2016 ha preso vigore nel corso del 2017, conducendo a un incremento delle vendite del 4,8% in volume e del 5,2% a valore.
Pertanto, al netto delle variazioni nell’andamento degli acquisti dovute ai consueti picchi stagionali e all’incidenza delle iniziative promozionali, negli ultimi 12 mesi si è verificata una convincente crescita dei consumi messa in moto dall’ampliamento del parco acquirenti, oggi arrivato a quota 19,4 milioni di famiglie, e da una maggiore frequenza d’acquisto.

L’aumentata penetrazione della IV Gamma e l’incremento nelle vendite premiano un’offerta che, specialmente da parte delle marche industriali, ha messo in mostra capacità d’innovazione e di diversificazione merceologica verso linee di prodotto a maggiore valore aggiunto.

Come ha dimostrato la recente ricerca “Il posizionamento dei prodotti vegetali freschi e pronti all’uso nella distribuzione moderna”, curata dalla Facoltà di Economia e Giurisprudenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore - Sede di Piacenza e commissionata dalle principali aziende del settore, è confermata l’esistenza di un nesso tra l’aumento nella quota di famiglie che acquista stabilmente i prodotti di IV Gamma e la maturazione di un atteggiamento “time for money” nei consumatori. Questi ultimi non solo privilegiano le proposte a maggior contenuto di servizio, ma riconoscono anche che l’offerta in assortimento sta migliorando, rendendo disponibili sullo scaffale prodotti che alla varietà e “completezza” del contenuto uniscono formati e packaging comodi e pratici.

“Il 2017 ci ha lasciato in eredità un quadro del mercato più che positivo e ci lancia delle sfide per il futuro. Da un lato alimentare l’attuale trend di crescita proseguendo nello sforzo di dare al consumatore le più ampie rassicurazioni possibili sulla qualità, salubrità e provenienza degli ortofrutticoli confezionati pronti al consumo; dall’altro comunicare meglio, anche sul punto vendita, i contenuti d’innovazione e servizio integrati nei prodotti - commenta Gianfranco D’Amico, presidente del Gruppo AIIPA IV Gamma. Solo l’11% dei consumatori si è accorto di qualche novità di prodotto nell’ultimo anno. La sfida quindi è quella di lavorare meglio e insieme alla GDO per comunicare le innovazioni, anche sul punto vendita, venendo così incontro alle esigenze di un consumatore che cerca qualità costante, varietà d’offerta e praticità.”

IperSoap: via all’eCommerce

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Nuovo store online per IperSoap che lancia ipersoap-online.com, sviluppato su piattaforma Magento e con un assortimento iniziale di 5.000 referenze

Nuovo store online per IperSoap che lancia ipersoap-online.com, sviluppato su piattaforma Magento  e con un assortimento iniziale di 5.000 referenze.

Il sito è user friendly in tutte le sue funzionalità e  concepito sin dalla sua nascita per dispositivi mobili; sono attive le ricerche per prodotto, per brand, per prezzo e per novità, sono presenti offerte a tempo e le singole schede prodotto contengono descrizioni e recensioni, a cui possono contribuire tutti gli utenti registrati.

Periodicamente IperSoap proporrà promozioni dedicate, offerte speciali e buoni sconto che non necessariamente corrisponderanno a quelle dei punti di vendita fisici. Tra le opzioni di volta in volta proposte ai clienti: le spese di spedizione gratuite per acquisti superiori a 50 euro, oltre ad offerte di breve durata su determinati stock o categorie di prodotti. Ipersoap ha voluto inserire anche la possibilità di far scegliere all’utente, in base alla spesa, uno o più omaggi da inserire nel carrello: questi prodotti fanno parte di una selezione speciale e vengono costantemente aggiornati in base all’attualità dell'offerta.

 

“Vogliamo approfondire la conoscenza del nostro pubblico digitale, - spiega Francesco Tognetti, imprenditore di seconda generazione e manager dell’azienda di famiglia General srl -  desideriamo che i clienti sul web sperimentino la stessa soddisfazione che riusciamo a dare nei punti di vendita: un ambiente confortevole, competenza e cortesia del personale, abbondanza di offerte e promozioni, uniti alla collaudata efficienza di tutta la filiera commerciale”.

Pam local entra in Stazione Tiburtina a Roma

pam local roma stazione tiburtina
Consolida la sua presenza nella Capitale l’insegna Pam local che a Roma, in Stazione Tiburtina, apre un nuovo punto di vendita

Consolida la sua presenza nella Capitale l’insegna Pam local che a Roma, in Stazione Tiburtina, apre un nuovo punto di vendita, il 23esimo in città.

Lo store, aperto 7 giorni su 7 dalle 7 alle 22, propone oltre 1.200 prodotti a marchio Pam Panorama, anche i piatti pronti della linea Fresche Bontà, pensati per chi è di fretta ma non vuole rinunciare al gusto, i prodotti della linea Semplici e Buoni, per chi ha particolari esigenze nutrizionali, e le 200 referenze biologiche della linea Bio Pam Panorama.

“Pam local offrirà ogni giorno a migliaia di persone un servizio che ancora mancava in questa realtà: siamo infatti il primo supermercato all’interno della Stazione Tiburtina - commenta Andrea Zoratti, direttore divisione di prossimità Pam Panorama - Siamo molto soddisfatti del successo che Pam local continua a registrare. Abbiamo in programma infatti 28 nuove aperture nel 2018 per rendere sempre più capillare la nostra presenza e soddisfare le esigenze di un numero sempre più alto di clienti.”

Italian Food Excellence

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