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Video Tour: i trend delle Mdd. Parla Guido Cristini

Nel corso di Marca, l'ormai tradizionale appuntamento a Bologna per tracciare lo stato dell'arte sulla marca del distribuzione, si è parlato dei risultati delle Mdd  oggi, dei trend e delle sfide future per retailer e copacker.

 

Guido Cristini, docente di Marketing dell’Università di Parma, intervenuto durante la presentazione del XIV Rapporto annuale sull’evoluzione della Marca Commerciale (lo studio, realizzato in collaborazione con IRI), non ha dubbi sulla loro strategicità e potenzialità.

"Nel 2017 il mercato delle marche del distributore è cresciuto ulteriormente con un incremento delle vendite a valore di circa 266 milioni di euro -spiega Cristini-. Anche se la penetrazione complessiva è rimasta invariata al 18,5%, come lo scorso anno, l'espansione delle vendite delle Mdd ha sia beneficiato della crescita complessiva del largo consumo confezionato nel suo complesso sia mostrato un ulteriore innalzamento della numerica assortimentale si tutti i canali".

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Video Tour: il format Doc di Roma

Fabrizio Guerrini, direttore operativo Doc Roma, racconta le caratteristiche della recente apertura dell'insegna Roma Portuense e spiega i plus del format

Fabrizio Guerrini, direttore operativo Doc Roma, e Riccardo Selvarolo, direttore del supermercato Doc di via Frattini, raccontano le caratteristiche di questo punto di vendita e del formato, catena attiva a Roma con 13 punti di vendita, che si sta sviluppando con nuove aperture.

 

L'insegna è comparsa nella capitale nel 2010 in seguito all'acquisizione da parte di Unicoop Firenze della rete di supermercati del Gruppo Luciani, storico operatore del settore (attivo già con il brand Gs come franchisee di riferimento)

D’Amico celebra il 50esimo con i nuovi Vasi d’Autore

La terza collezione dei Vasi D’Autore D’Amico 2018 è pensata per rendere omaggio ai cinquant’anni dalla fondazione dell'azienda, ed è firmata da Mario Consiglio, artista eclettico che si distingue da sempre per la varietà di forme espressive utilizzate e la continua sperimentazione di nuove tecniche.

Attraverso le 4 diverse capsule in limited edition, che saranno in vendita a partire da marzo, Consiglio ha voluto raccontare il traguardo conseguito dalla D’Amico con la rappresentazione del “Target”, inteso proprio come obiettivo raggiunto. Fondata nel 1968 dai fratelli Francesco e Mario D’Amico, infatti, l’azienda è oggi tra le principali in Italia nella produzione di conserve alimentari.

I Vasi d’Autore, nel maxi formato da 700gr, caratterizzato dal “verde D’Amico”, si presentano come un oggetto di arte contemporanea e una volta terminato il prodotto possono diventare contenitori in cui riporre spezie, caffè o zucchero, ma anche pratici portaoggetti. Nel rispetto della sostenibilità.

MD sviluppa il più grande polo logistico italiano nel discount

Esterno - MD
Md ha appena rilevato l'area delle ex acciaierie Cortenuova a Santa Maria del Sasso (Bg): vi svilupperà il più grande centro distributivo nel canale discount, a servizio di tutti i suoi punti di vendita del Nord e Centro-Nord Italia, esistenti e di prossima apertura

Un investimento di oltre 80 milioni di euro (comprensivo di acquisto dell'area) per realizzare quello che diventerà un nuovo polo logistico e uffici su 270.000 mq (166.000 mq coperti), a servizio della rete di discount del Nord Italia. MD S.p.A. (di seguito Md), secondo discounter nazionale (insegna MD) con 725 esercizi al dettaglio serviti da 7 centri logistici, si è aggiudicato l’asta per il terreno dove sorgevano le acciaierie Cortenuova, con un'offerta di 13,8 milioni di euro (13.850.000 euro), attraverso la propria controllata Sequenza Spa di Bolzano.
Dalla riqualificazione di questa ex area industriale Md farà sorgere il più grande centro logistico in Italia specializzato nel canale discount, che permetterà di servire tutti i suoi punti vendita -esistenti e di prossima apertura- nel Nord e Centro Italia.

Patrizio Podini, presidente Gruppo MD
Patrizio Podini, presidente Gruppo MD

Il piano di sviluppo triennale di Md prevede l’apertura di 90 nuovi discount in Italia per un investimento complessivo di quasi 490 milioni di euro (488 milioni).
Md, fondata 24 anni fa da Patrizio Podini, che ne è l'attuale presidente, uno degli imprenditori più importanti nella storia della gdo italiana, ha il 15% nel canale discount nazionale, occupa oltre 6.000 dipendenti, e ha chiuso il 2017 con un fatturato di 2,3 miliardi di euro (+9,5% sul 2016).

 

 

 

Kiwi ed agrumi in Cina: a breve, condizioni più favorevoli per esportare

Si è conclusa positivamente la visita, dal 13 al 19 gennaio scorso, di 2 ispettori cinesi, per verificare la fattibilità del trattamento a freddo negli stabilimenti prima della partenza, sia per kiwi che per agrumi, al fine di facilitare l’export verso la Cina, un mercato dalle grandi potenzialità per le nostre produzioni.

La visita è stata coordinata da CSO Italy, con il sostegno dell’ICE - Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane - in Cina e in Italia, nell'ambito di un apposito finanziamento destinato a favorire missioni ispettive sanitarie e fitosanitarie necessarie per l'apertura di mercati dove vigono barriere non tariffarie all'esportazione di prodotti alimentari italiani.

La visita, caratterizzata da una forte sinergia tra Ministero delle Politiche Agricole, Ambasciata d’Italia a Pechino, Servizi fitosanitari delle Regioni Emilia Romagna e Sicilia e le imprese, si è conclusa a Roma, presso il Ministero delle politiche Agricole, Alimentari e Forestali con i responsabili del Servizio Fitosanitario Nazionale.

Gli ispettori hanno potuto verificare le strutture e tutte le strumentazioni e dotazioni tecniche utilizzate per fare il trattamento a freddo nelle celle, sia su merce già confezionata che in natura. Gli ispettori fitosanitari regionali, sempre presenti durante la visita, insieme ai responsabili degli stabilimenti, hanno mostrato ai colleghi cinesi come verranno implementati i vari passaggi richiesti dai protocolli per effettuare il trattamento a freddo prima della partenza. La visita è stata anche l’occasione per verificare tutta la filiera produttiva, compresa la gestione della parte di campo delle produzioni.

In conclusione, è stata riscontrata la piena conformità ai requisiti richiesti dai protocolli, anche oltre le aspettative, ed è stata particolarmente apprezzata la disponibilità e trasparenza da parte italiana nel mostrare e spiegare le diverse procedure richieste.

Ora si attende l’invio del report ufficiale da parte delle autorità cinesi al Ministero. L’auspicio è che i favorevoli riscontri aprano la possibilità, per gli agrumi in particolare, alle spedizioni via aerea e ad una semplificazione per i kiwi. Inoltre, la possibilità di fare il trattamento a freddo prima della partenza, può favorire le spedizioni anche con altri mezzi, come ad esempio il treno, sfruttando la via della seta. Un progetto sul quale si sta lavorando già da tempo e che si auspica venga concretizzato a breve.

L’export di kiwi in Cina è arrivato di recente a superare le 13.000 tonnellate annuali. I dati relativi a quest’ultima campagna non sono disponibili, ma già nel mese di ottobre sono state avviate circa 3.600 tonnellate contro le 1.800 dello stesso mese dell’anno precedente.

Anche per gli agrumi, in particolare per le arance rosse, il mercato cinese è molto interessante e la missione è stata fondamentale per far comprendere quanto mai sia necessario far arrivare nel più breve tempo possibile gli agrumi affinché possano mantenere un elevato standard qualitativo, concetto ben recepito anche dagli ispettori.

Bennet smart, l’iper…versione prossimità

Il nuovo format di Bennet misura 1.200 mq: esordio a Lecco, nel centro commerciale Le Piazze

È il primo punto di vendita non-iper di gruppo Bennet: apre domani, 25 gennaio, a Lecco, in corso Carlo Alberto, nel centro commerciale Le Piazze. La superficie è quella di un supermercato (1.200 mq). Bennet smart ha 9 casse, di cui 3 spesa pass e 6 casse self.
Parcheggio con 261 posti auto, orari di apertura continuata 8-20 da lunedì a sabato, ma chiusura domenica.
Ecco una scheda sull'assortimento. Come vedete il numero di referenze è concentrato e razionalizzato (una media di 7,5 sku per mq) con orientamento al fresco, al bio e a reparti/prodotti con forte valenza identitaria e/o di servizio come vini, parafarmacia, prodotti premium (Gourmet).

N. referenze complessive: 9.000
di cui:
Fresco: 1.200
Libero servizio: 1.000
Non Food: 1.500 comprese edicola e minuteria (300 item)
Bio: 530
Premium Selezione Gourmet: 60
Totali prodotti a marchio: 1.400
Parafarmacia: 700
Vini: 200
Filiera: variabile in funzione delle stagionalità: da 20 a un max di 50.

Amazon Go: a Seattle il primo negozio senza casse aperto al pubblico

amazon go

È un negozio ma non ha casse, uno spazio fisico vissuto come fosse online. E dopo la fase di sperimentazione ora apre al pubblico. È lo store Amazon Go aperto a Seattle, negli Stati Uniti. Al suo interno sono state posizionate delle telecamere che riprendono l’intero spazio, in particolar modo gli scaffali. Grazie a un sofisticato sistema di computer vision, unito a software di machine learning, si possono registrare i prodotti che il cliente ritira dallo scaffale, senza dover visionare il codice a barre. Una volta preso l’articolo viene inserito nel carrello virtuale del consumatore.

Una volta entrati all’interno dello store, basta appoggiare sul tornello lo smartphone con l’applicazione dedicata in modo da farsi identificare. Ad assistere gli utenti un team di addetti pronti a indicare dove sono riposti i prodotti in assortimento.

Bottletop: a Londra primo store con plastica riciclata

Bottletop
A Regent Street, lussuoso quartiere di Londra, è stato realizzato Bottletop, il primo negozio al mondo con bottiglie di plastica riciclate

A Regent Street, lussuoso quartiere di Londra, è stato realizzato Bottletop, il primo negozio al mondo con bottiglie di plastica riciclate. Un negozio a spreco zero con soffitti e pareti stampati in 3D, grazie a robot Kuka, in grado di ricreare spazi interamente arredati con rifiuti plastici riciclati, sfruttando la tecnologia con filamenti Reflow.

Per la realizzazione della struttura sono state utilizzate 60 mila bottiglie mentre i pavimenti sono stati creati grazie all’uso di pneumatici in gomma riciclata. Infine la vela, sospesa sul soffitto, è stata prodotta con lattine, legate con filigrana stampata tridimensionalmente.

In assortimento accessori di lusso, tra cui clutches, maxi-bags e zainetti, anche questi coerenti con la filosofia dell’insegna: propongono infatti linguette di lattine riciclate intrecciate e alternate a fodere in pelle, metallo e altri materiali riciclati.

 

Meggle riveste il Fiore Bavarese

Da dicembre nel canale gdo la gamma Fiore Bavarese di Meggle è a scaffale con una nuova veste, frutto di un recente restyling

L'azienda familiare bavarese Meggle con filiale italiana, operativa dal 2004, rilancia la linea di burro Fiore Bavarese con l’obiettivo di consolidare la sua posizione di azienda di riferimento nel mercato nazionale per il burro non italiano. Da dicembre nel canale gdo la gamma Fiore Bavarese di Meggle è a scaffale con una nuova veste, frutto di un recente restyling. Le confezioni propongono colori più caldi e richiamano il giallo paglierino tipico del burro alto di gamma, un paesaggio bavarese ricorda la naturalezza del luogo di lavorazione mentre una forchetta con un ricciolo di burro ne suggerisce l’uso in cucina come ingrediente diffuso. Ogni elemento visivo, insieme al claim Cremoso, a lenta lavorazione, ricordano il processo genuino per centrifuga diretta della prima panna del latte (che viene lasciata riposare per almeno 16 ore). Ricco di vitamine A, E, K2, calcio e sali minerali, facilmente digeribile si propone per il consumo crudo o come ingrediente per preparazioni dolci e salate. La linea è disponibile nei formati da 250g, 125g e 100g (suddivisi in 6 monoporzioni da 16,7g) nella referenza tradizionale, da 125g nelle versioni leggermente salato e senza lattosio.
Meggle offre una rinnovata attenzione ai consumatori attivando un servizio di assistenza per i propri clienti e includendo sulla confezione i simboli delle certificazioni Halal e Kosher, il pratico dosatore (25 g) e un riccettario online per sollecitare la creatività in cucina di ognuno.

 

Gargiulo & Maiello festeggia il mezzo secolo di attività

Giuseppe (sin.) e Alessandro Maiello
L'azienda campana Gargiulo & Maiello, socia di Gruppo Végé, festeggia quest'anno i 50 anni dalla nascita, nel 1968. Oggi è un'impresa multicanale, cresciuta sui mercati dell'igiene per la casa e per la persona

Giunta a mezzo secolo di attività, l'azienda Gargiulo & Maiello S.p.A., specializzata nella distribuzione all’ingrosso e al dettaglio di prodotti per l’igiene persona e profumeria, con focus geografico e di mercato nel Centro-Sud, e socia di Gruppo VéGé, festeggia con l'anniversario con il fondatore, Giuseppe Maiello, e il figlio di costui, Alessandro, attuale presidente e amministratore delegato.

Nata nell'anno, spartiacque e turning point sotto diversi profili da quello culturale in senso stretto agli sociali e della vita quotidiana per non parlare dei risvolti politici, del 1968 -l'ultimo anno in cui l'Italia fu giovane e piena di ideali-, questa azienda cresce sul mercato fino a consolidare negli anni Novanta la propria esperienza e lasciare il settore igiene della casa per lavorare nell'igiene persona e profumeria con l’obiettivo di rafforzare la presenza In Campania. Nel 1994 apre il primo punto di vendita a insegna Idea Bellezza che oggi conta quasi 100 negozi in tutta Italia.
Dotata di un moderno centro di distribuzione a Nola Interporto, Gargiulo & Maiello è un'impresa multicanale che lavora su tre ambiti strategici: distribuzione, vendita al dettaglio e la vendita online di prodotti per l’igiene e la bellezza della persona.

 

Al Sigep emergono le alghe di Seamore

Una pitch competition organizzata da Fiera Rimini in collaborazione con Seeds&Chips. Vince la proposta olandese sui cibi dal mare

Trasformare le alghe in cibo quotidiano. Da un punto di vista industriale non appare certo un ostacolo insormontabile. Differente può essere invece la prospettiva sul versante commerciale dell'offerta, là dove si prevede di dover conquistare il consenso del pubblico acquirente. La società olandese Seamore, start up vincente della Pitch Competition proposta da Sigep in collaborazione con Seeds&Chips (alla quale Gdoweek ha partecipato in qualità di giurato) ha lavorato parecchio e bene proprio su quest'ultimo aspetto, meritandosi il plauso dei votanti.
Pasta, bacon, ora anche pane. È la proposta vincente di Seamore che propone l'ingrediente più salutare e sostenibile del pianeta nella forma di cibo gustoso e conveniente, ma soprattutto riconoscibile. Nella versione di primo piatto arrivano sul mercato le Sea Pasta, tagliatelle al 100% alghe selvatiche che si possono cucinare secondo i tradizionali ricettari, dalla bolognese alla carbonara. Ne scaturisce un pranzo che rimpiazza i carboidrati con una verdura marina. È già diffuso in 750 negozi e in 6 mercati, ma la società è pronta a portare alghe nel piatto di tutti. La seconda proposta guarda, invece, alla prima colazione, o nelle aree più meridionali, al pranzo: foglie più larghe e spesse, cucinabili in soffritto, e consumabili quale bacon marino. Anche in questo caso vegetali 100%, con un vantaggio salutistico facilmente intuibile. Infine la terza proposta prevede un impasto al 50% farina d'alga con tradizionali farine di grano, per la realizzazione di pagnotte dalla crosta croccante e dal sapore pienamente sovrapponibile. “L'idea di questi prodotti mira a vincere lo scetticismo occidentale -spiega la responsabile di progetto Angela Ferrato-. Abbiamo a disposizione una risorsa preziosa, gustosa, sana e sostenibile, eppure in Europa è necessario adottare versioni che si avvicinino il più possibile ad alimenti che fin da piccoli siamo abituati a consumare”.

La raccolta avviene in Irlanda, dove baia per baia viene tagliata alga selvatica fino a un massimo del 15%, in porzioni irregolari (a macchia) per consentire il mantenimento dell'ecosistema. Attualmente l'azienda è in fase avanzata di progettazione di serre di coltivazione, indispensabili per sostenere gli auspicati incrementi di produzione. Per scelta Seamore si posiziona nella trasformazione e commercializzazione di sole alghe grandi edibili, tralasciando il business delle microalghe che stanno conquistando il mercato come superfood, ma in versione di ingredientistica complementare.

Iper La grande i è la migliore insegna web 2017

Iper la grande i assunzioni
Secondo la classifica BEM Research gli ipermercati di Brunelli (Gruppo Finiper) si confermano in testa per il secondo anno consecutivo. Iper La grande I eccelle per visibilità online e/o perché appare nelle prime posizioni di Google Italia per ricerche. Tra i marchi/insegne più visibili online anche Coop e Decathlon

Iper La grande I (Gruppo Finiper-Brunelli) è l'insegna della grande distribuzione con la miglior performance sul web nel 2017, secondo la classifica BEM Research: gli ipermercati di Brunelli si confermano in testa per il secondo anno consecutivo.
Al secondo posto Esselunga, seguita da  Decathlon, Coop è al quarto, Bricocenter siede sul sul quinto gradino e Carrefour in sesta posizione.
Migliora di quattro posizioni rispetto alla classifica 2016 Gamestop. Avanzano nella graduatori anche Unieuro, Auchan ed Euronics.
Nel complesso, tutti i marchi della classifica Top10 flettono su base annua nell’indice BEM Rank. Iper La grande I è il marchio/insegna che è riuscita a contenere di più la perdita, limitando l'arretramento di pochi pollici (neanche l'1%: -0,9%), mentre rovinosa appar la discesa per Auchan (-15,9%).


Agente primo di queste dinamiche è la concorrenza di altre insegne gdo entrate nella classifica BEM Rank nel 2017: Supermercati Dem, Tigre Supermercati, CTS Supermercati, Doro Supermercati ed Emi Supermercati.
La media BEM Rank 2017 per i circa 30 brand gdo considerati è di 26,8 punti, contro i 35,2 punti registrati nel 2016 (variazione del -24%).
Considerando i due macro-aggregati che compongono BEM Rank, si osserva che Iper La grande I eccelle per la capacità di essere rintracciata sul web (visibilità online) o perché gli utenti cercano direttamente il marchio, oppure perché appare nelle prime posizioni di Google Italia per ricerche relative a parole chiave generiche ad alto traffico.
Tra i marchi/insegne più visibili online anche Coop e Decathlon.
Relativamente alle prestazioni dell’homepage, ossia alla velocità di caricamento e all’usabilità, conquista la posizione più alta Bricocenter. Buone anche le prestazioni di Todis, Bennet e Gros.

 

Siero di latte per proteine e lieviti alimentari

L'azienda pugliese BioInnoTech è start up guidata da tre ricercatrici che lanciano un nuovo metodo di recupero del refluo caseario più competitivo nei prezzi. In più la commercializzazione di nuove materie seconde

Al secondo posto della Pitch Competition proposta da Sigep in collaborazione con Seeds&Chips (alla quale Gdoweek ha partecipato in qualità di giurato) si è piazzata BiolnnoTech, azienda pugliese che mira alla riqualificazione degli scarti agroalimentari per la produzione di prodotti ad alto valore aggiunto come biomasse microbiche e proteine. In particolare, l'azienda intende trattare il siero di latte inserendosi in maniera estremamente competitiva nella raccolta differenziata di questo refluo della produzione lattiero-casearia attraverso innovativi processi biotecnologici. Questa start-up si propone dunque di consolidare un processo di economia circolare partendo da un territorio a elevata vocazione casearia e inserendovi un circuito di smaltimento capace di abbattere i costi per le industrie di riferimento. In seconda analisi mette in pista la commercializzazione di prodotti secondi destinati all'industria alimentare, a partire da lieviti e proteine. Un punto di ulteriore attenzione sarà quello di verificare la capacità di incidere anche nel recupero dello smaltimento illegale del siero di latte, a favore del territorio.

Despar Nordest si rafforza con nuove aperture

Eurospar modena
Si consolida sul territorio con nuove aperture a insegna Despar, Interspar ed Eurospar la concessionaria dell’insegna per l’Emilia Romagna e il Triveneto

Si consolida sul territorio con nuove aperture a insegna Despar, Interspar ed Eurospar la concessionaria dell’insegna per l’Emilia Romagna e il Triveneto, Despar Nordest che inaugura nuovi punti di vendita nelle regioni di pertinenza.

 

A Camisano Vicentino (Vi), in via Vicenza 17, è stato inaugurato un negozio Eurospar di 1.450 metri quadri servito da otto casse. Al suo interno trovano spazio circa 15.000 referenze prevalentemente alimentari. Il supermercato dispone di un parcheggio con 124 posti auto. L’edificio è in classe energetica A3 ed è dotato di un piccolo impianto fotovoltaico che fornisce parte dell’energia elettrica necessaria al punto di vendita: il resto, come per tutti i negozi di Despar Nordest, è energia certificata verde. Gli impianti sono controllati 24 ore al giorno grazie a un sistema di telegestione e controllo da remoto, che tiene monitorato il consumo energetico e rileva in tempo reale anche eventuali malfunzionamenti.

 

A Modena, in via Cabassi, è stato inaugurato un supermercato Eurospar con una superficie di 1.500 mq, 12 casse in barriera, di cui quattro automatiche e un assortimento di circa 15.000 referenze.  Il nuovo Eurospar, aperto tutti i giorni dalle 8 alle 20,30, impiega 51 persone, quarantacinque delle quali neo assunti, diretti dallo store manager Antonio Oreste Pigozzi. Il punto di vendita propone banchi serviti per valorizzare l’esperienza del consumatore e offrire un servizio qualificato. Sono presenti i banchi assistiti di macelleria  e gastronomia. “Nell’epoca delle relazioni virtuali, abbiamo scelto la personalizzazione del servizio, grazie all’unico ‘asset’ che abbiamo in esclusiva e che nessun competitor potrà mai copiare: i nostri collaboratori”, spiega l’Ad di Aspiag Service, Francesco Montalvo.

A Rovigo è stato realizzato uno store Interspar, in viale Porta Adige, nell’area che un tempo ospitava la piscina comunale Baldetti. La struttura ha una superficie di vendita di 2.397 mq, è servita da dieci casse tradizionali e quattro casse per il self-checkout. Al suo interno trovano spazio circa 30.000 referenze. Impiega 60 addetti coordinati da Diego Baruffa. Il parcheggio mette a disposizione circa 150 posti auto. È aperto tutti i giorni dalle 9 alle 20. Anche questo negozio è eco-friendly: per la sua realizzazione, infatti, l’azienda ha ricercato soluzioni che garantiscono risparmio energetico e minore impatto ambientale. L’edificio è certificato in classe A3 per i consumi energetici. Collabora con con Last Minute Market e Fondazione Banco Alimentare, per il recupero della quasi totalità della merce invenduta.

 

A Padova, infine, è stato aperto un nuovo supermercato in Piazza della Frutta. Si tratta di un piccolo Despar  di 258 mq, servito da tre casse. Vi lavorano venti persone, quindici delle quali sono neoassunti.
Il nuovo negozio punta a inserirsi armoniosamente in quello che è un vero e proprio distretto del cibo di qualità nel cuore di Padova, e favorirne la crescita e la promozione. Mentre a Bologna, nel quartiere San Donato, l’azienda ha inaugurato un superstore Interspar.

 

Habitat, un ritorno italiano in grande stile

I giornalisti francesi in visita a Milano lo hanno definito il più bel punto di vendita di Habitat, che nel mondo ha 100 negozi, 45 dei quali in madrepatria (da Gdoweek n. 1/2018)

Alain Houli, responsabile Italia per Habitat, marsigliese di origine ma italiano di adozione (così si definisce), è molto soddisfatto del nuovo punto di vendita inaugurato nello Shopping District a Milano-CityLife, il primo store che marca il ritorno in Italia di una catena che aveva già aperto da noi vent’anni fa.
“I giornalisti francesi specializzati in arredamento che sono venuti a visitare questo negozio, mi hanno detto che è il più bello di tutta la catena”. Un bel complimento.
Fondata a Londra nel 1964 da Sir Terence Conran, dal 2011, anno in cui la catena è stata acquisita da Cafom, un gruppo retail indipendente e specializzato nell’arredamento per la casa, Habitat ha cambiato immagine e assortimento, collaborando con grandi designer internazionali, ma senza perdere di vista l’obiettivo storico e di fondo del suo posizionamento: portare lo stile nell’arredamento e negli accessori casa all’attenzione e alle possibilità di spesa di un pubblico più ampio e giovane. Ideato e progettato a novembre 2016, il nuovo punto di vendita è stato allestito e completato in poco più di due mesi (“abbiamo firmato ad agosto 2017”); poco tempo, ma i risultati sono notevoli.
Ma perché Milano? Perché, risponde Houli, non esiste città o contesto migliore per chi vuole rilanciare le proprie collezioni a livello internazionale, anche in vista dell’appuntamento con il Salone del Mobile 2018. Milano è la capitale del design. E CityLife Shopping District, del quale occupa lo spazio più ampio in termini di metratura espositiva (2.200 mq), è per Houli il contesto urbanistico e commerciale più adatto per una catena come Habitat.
La nuova esposizione si sviluppa su 3 piani, proprio  all’ingresso  di  viale  Boezio  per  presentare nuove linee e articoli classici del catalogo Habitat fra arredi, prodotti imbottiti (cuscini), accessori, tessile, lampade e decorazioni, non solo  per  la  casa  ma  anche  per  ufficio  ed  esterni.  Al primo piano si trova “Le Café Habitat” che si affaccia sulle torri di CityLife ed è accessibile anche dall’esterno.
“CityLife è il contesto urbanistico ideale per l’esordio del nuovo Habitat -ribadisce Houli- anche perché non avevamo mai visto un centro commerciale così importante in un centro urbano. Vorremmo aprire un altro store  a Milano e poi se tutto va bene, prevediamo di aprire dagli otto ai dieci negozi nei prossimi mesi”. Habitat è in 27 paesi, ha 110 punti di vendita (45 dei quali in Francia)  incluso quello inaugurato a novembre 2017 a Pechino”.

L'intero articolo su Gdoweek n. 1

Il futuro? Uno scaffale tutto a marchio del distributore

La Mdd cresce e svolge un ruolo sempre più strategico, ma gli obiettivi per affermarsi come marca devono essere ancora più ambiziosi. I trend e lo stato dell'arte a Marca

“La distribuzione moderna in Italia c’è da sessant’anni e non ha mai pensato di innovare davvero, ma oggi il mondo sta cambiando molto rapidamente e se vuole sopravvivere la gdo deve osare e i marchi dei distributori sono la chiave per questo rinnovamento”. Questo il pensiero di Mario Gasbarrino, presidente e Ad di Unes, espresso a Marca 2018 durante la tavola rotonda che ha seguito la presentazione del 14esimo Rapporto della Mdd nel largo consumo confezionato stilato da Iri

“Se le insegne italiane della gdo vogliono competere con i giganti che si stanno affacciando sul nostro mercato, come Amazon, devono diventare anche produttori e non restare solo venditori –afferma l’inventore di Il Viaggiator Goloso– dobbiamo smettere di limitarci a vestire i prodotti: dobbiamo pensarli, progettarli e crearli in base alle esigenze dei clienti".

Così facendo l'industria potrà vendere i propri prodotti ad Amazon che si occuperà di distribuirli e il cerchio si potrà chiudere mantenendo un equilibrio per tutti.

“Fondamentale per innovare davvero è aumentare la quota di referenze Mdd a scaffale: il 20% non basta, dobbiamo andare Almeno al 50%”, chiarisce ancora Gasbarrino.
Il messaggio è chiaro: il futuro della gdo italiana dovrà essere fatto da brand store.

D’accordo con il presidente di Unes è il direttore commerciale di Conad Francesco Avanzini, che chiarisce: “Se la private label è nata per offrire prodotti base a una certa fascia di consumatori, oggi la Mdd deve essere in perfetta sintonia con il cliente e creare valore per l’insegna”.

Maura Latini, direttore generale di Coop Italia, ha contestato la tesi di Gasbarrino secondo cui per sessant’anni c’è stato immobilismo da parte dei retailer. "Coop è stata tra le prime a creare prodotti a marchio e questi si sono evoluti nel corso degli anni”.

I numeri della Mdd. Per quanto riguarda i numeri del rapporto, nel 2017 la Mdd ha fatto segnare un aumento delle vendite del 2,7% a valore (+266 milioni) e delll’1,7% a volume.
A fare da traino al comparto sono stati soprattutto i prodotti di fascia elevata (premium +17,9%, bio-eco +10,5% e funzionale +10,2%). La Mdd ricorre sempre meno alla leva promozionale in tutti i canali (-0,4% negli iper, -0,5% nei super, -0,6% nel Lsp, -0,8% nei discount). Lo scorso anno è aumentata anche l’offerta assortimentale della Mdd: +5,5% di referenze negli Iper, +10% nei super, +7,8% nel Lsp, +9,5% nei discount. 

Anche il discount è sempre più Mdd: la quota di mercato ha superato il 57%, in crescita del 3,1 % rispetto al 2016. Nel corso del 2017 il trend delle vendite a valore della Mdd (+4,1%) supera ampiamente la media nazionale (+2,3%), ma la differenza con il resto del Paese è ancora evidente: la quota nel sud è del 13,1% a fronte del 18,5% del totale in Italia. Conclusione? Il futuro della Mdd deve essere l’innovazione di assortimento per rispondere in maniera sempre più adeguata alle nuove esigenze degli shopper.

Gli italiani al supermercato comprano bio, + 16%

Cresce sempre di più la fiducia degli italiani nei confronti dei prodotti biologici e non soltanto per quanto riguarda i negozi specializzati ma anche la grande distribuzione che dal 2011 fa registrare incrementi annuali delle vendite dal 10 al 19%.

Il 2017, fa sapere infatti con una nota AssoBio, l’associazione nazionale delle imprese di trasformazione e distribuzione dei prodotti biologici, si è chiuso più che positivamente per quanto riguarda le vendite del biologico anche nella Gdo facendo registrare un + 16% rispetto al 2016, a fronte di un + 4,1% del settore alimentare in generale.
Attraverso la grande distribuzione, nel 2017 gli italiani hanno acquistato 1 miliardo e 380 milioni di prodotti biologici, 166 milioni di euro in più del 2016, con un contributo del biologico alla crescita dei consumi alimentari del 12%.

I prodotti bio più venduti attraverso la Gdo: 1) confetture spalmabili a base di frutta; 2) uova di gallina; 3) panetti croccanti; 4) sostitutivi del latte uht; 5) pasta di semola integrale/farro/kamut; 6) olio extravergine di oliva; 7) latte fresco; 8) frutta secca senza guscio; 9) biscotti; 10) yogurt intero.
Questa invece la top 5 dei prodotti bio per tasso di crescita: 1) uova di gallina; 2) olio extravergine di oliva; 3) confetture spalmabili a base di frutta; 4) verdura; 5) frutta secca senza guscio.

“Sono oltre 20 milioni le famiglie italiane che consumano prodotti bio, un milione in più solo nell’ultimo anno - commenta il presidente di AssoBio, Roberto Zanoni - sempre più consapevoli che mangiare bio vuol dire mangiare sano e sicuro: l’esclusione degli OGM e dei pesticidi dall’intero ciclo produttivo, la drastica riduzione degli additivi, la riscoperta dei sapori autentici, un sistema di controllo che certifica la conformità a norme europee sono gli elementi cardine che spingono i consumatori ad acquistare bio”.

“Ma contano anche - continua Zanoni - la qualità complessiva, indicata come motivo d’acquisto dal 34% di chi mette prodotti bio nella borsa della spesa, e il rispetto dell’ambiente, fondamentale per il 29% di chi li sceglie. Il forte aumento del consumo di prodotti biologici favorisce economie di scala: nell’ultimo anno il prezzo dei prodotti biologici è diminuito di oltre il 6%, riducendo il differenziale nei confronti dell’offerta standard, rendendo la scelta bio sempre più accessibile, in una spirale virtuosa”.

 

Gruppo VéGé riposiziona verso l’alto la Mdd

L’attuale assortimento VéGé ha un’offerta articolata in 621 referenze. Il gruppo presieduto da Nicola Mastromartino sta lavorando nel segmento Premium con progetti come Tipicamente Italiano, che raggruppa sotto di sé specialità ed eccellenze enogastronomiche locali selezionate dalle imprese socie

Per Gruppo VéGé la marca del distributore (mdd) è una componente in forte crescita, numerica e qualitativa, all'interno degli assortimenti alimentari confezionati a libero servizio (grocery+toiletries). La realtà distributiva che porta un nome (marchio) storico nel retail associato italiano -Végé è stata la prima Unione Volontaria in Italia, nata nel 1959- prevede di confermare le stime sul fatturato alle casse al 31 dicembre 2017 che puntano a un superamento dei 6 miliardi di euro.
"La crescita consistente di Gruppo VéGé -commenta il presidente, Nicola Mastromartino- si può vedere anche dalla quota di mercato (4,5%) che oggi detiene a livello nazionale. Nel 2017 il nostro network di vendita ha superato, come consistenza numerica di punti di vendita, quota 2.900,  incremento non solo aritmetico, ma accompagnato da un contestuale aumento della qualità complessiva della rete".

Mdd sempre più riferimento del consumatore
Nel 2017 il Gruppo ha completato il processo di rebranding -da Delizie a Delizie VéGé e infine a VéGé- e riposizionato l'assortimento verso l’alto (premium uplifting).
"Recenti focus group hanno certificato che i consumatori hanno percepito positivamente l'incremento qualitativo dei nostri prodotti -continua Mastromartino-. Più in generale, VéGé è un marchio di riferimento nelle scelte d’acquisto del cliente. Non è vissuto solo come opportunità di convenienza, perché identifica i valori e le competenze riconosciute a Gruppo VéGé, all’insegna e al punto di vendita nel selezionare e diversificare l’offerta".L’attuale assortimento VéGé ha un’offerta articolata in 621 referenze. Oltre ai prodotti mainstream, le mdd presidiano le due aree (fra loro integrate o integrabili, non solo concettualmente) del benessere/salutismo e del biologico che crescono rapidamente in tutta la distribuzione italiana. Végé lavora proprio nel segmento Premium con progetti come Tipicamente Italiano, che raggruppa sotto di sé specialità ed eccellenze enogastronomiche locali selezionate dalle imprese socie del Gruppo.
Végé comunica che le risposte positive da parte dei clienti finali (retail end) e da parte delle imprese socie (sell-in) si evincono dall’andamento del marchio corporate (Végé) e delle altre marche del distributore dei singoli partner intermedi (cedi): il trend è positivo soprattutto in valore, con incremento costante e incidenza delle linee mainstream Végé sul sell-out pari al 4,8%, al 18% per Migros e al 16,9% per Decò.
"I numeri sono destinati a incrementi in tempi brevi -aggiunge Mastromartino- sia perché disponiamo di ampi margini su cui lavorare, sia perché quest’anno saremo impegnati nell’ampliamento dell’offerta per garantire un assortimento il più possibile completo".

Sisa Sicilia entra in D.It- Distribuzione Italiana

Da sinistra Elpidio Politico, Francesco Del Prete e Giuseppe Sammaritano
Si amplia la compagine di D.It- Distribuzione Italiana, nata lo scorso maggio grazie al coinvolgimento di Sigma e Sisa. La novità è l’ingresso di Sisa Sicilia

Si amplia la compagine di D.It -Distribuzione Italiana, nata lo scorso maggio grazie al coinvolgimento di Sigma e Sisa. La novità è l’ingresso di Sisa Sicilia, attivo con 150 store  nell'area occidentale della regione e una quota del mercato retail isolano pari al 5%. L’ingresso è stato annunciato a Marca 2018, il salone dedicato alla marca del distributore.

L’obiettivo che ha determinato la nascita di D.It Distribuzione Italiana (il cui direttore commerciale è Alessandro Camattari) è la promozione di un progetto con una mission ben precisa: creare benefici per le imprese della D.O. di qualità, mantenendo la loro specifica identità di insegna, promuovendo sinergie e valorizzando il legame con i clienti e i territori nei quali operano. D’It oggi vanta una presenza di 1.800 punti di vendita con una proiezione di fatturato nel 2018 di 4 miliardi di euro e una quota di mercato pari al 3,1%.

La Mdd sarà un fattore-chiave dello sviluppo di D.It che ne ha ridefinito l'assortimento segmentandola in gamme mainstream e trasversali. Le linee specialistiche, trasversali alle insegne, si inseriscono nei segmenti più dinamici della private label: le specialità della gastronomia regionale firmate Gusto&Passione, i prodotti green della linea VerdeMio, quelli orientati al benessere a marchio Equilibrio&Piacere, a ciò si aggiungono le oltre cento referenze della gamma di primo prezzo.

"La nostra base sociale - afferma il presidente Francesco Del Prete - è in grado di fornire alla rete servizi ad alto valore aggiunto. Sono convinto che potremo crescere ancora, coinvolgendo gli imprenditori interessati a essere parte attiva di un progetto che vuole esaltare il meglio della distribuzione organizzata. L'ingresso di Sisa Sicilia va proprio in questa direzione". Elpidio Politico, Ad di Dscs-Distribuzione Sisa Centro Sud e consigliere nazionale di D’It aggiunge: "Abbiamo già attivato numerosi progetti a conferma del fatto che le realtà di Sigma e Sisa sul territorio sono in grado di sviluppare le sinergie necessarie ad una crescita concreta. Attualmente, per esempio, è in fase di start up quello per la centralizzazione dell'ortofrutta". "Entriamo con convinzione ed entusiasmo - conclude Giuseppe Sammaritano, Ad di Sisa Sicilia Spa - in una realtà moderna e dinamica, della quale condividiamo i valori e i progetti, che vedranno in primo piano anche la nostra regione".

 

Iperal: 250mila euro per le scuole

Iperal
Il progetto La spesa che fa bene promosso da Iperal ha coinvolto 500 scuole della Lombardia che hanno appena ricevuto strumenti per le attività didattiche

Il progetto La spesa che fa bene promosso da Iperal ha coinvolto 500 scuole, tra primarie e secondarie di primo grado, pubbliche e paritarie, di sette province della Lombardia che hanno appena ricevuto strumenti per le attività didattiche come videoproiettori, televisori, notebook, computer, fotocamere, tablet e stampanti per un valore complessivo di 250mila euro.  Tra i partecipanti figurano 16 istituti scolastici della provincia di Como, 21 di quella di Sondrio, 23 di Lecco, 25 di Bergamo, 10 di Brescia, 15 di Monza e Brianza, 2 di Varese.

Alle scuole sono stati consegnati oltre 730 mila bollini grazie agli acquisti dei clienti IperalCartAmica che hanno fatto acquisti in uno dei punti di vendita Iperal tra il 26 ottobre e il 19 novembre scorsi ricevendo un bollino ogni 20 euro di spesa da consegnare alle scuole partecipanti all’iniziativa. Ad affiancare il Gruppo Iperal è la Fondazione AG&B Tirelli, la onlus creata dalla famiglia Tirelli nel 2007, che opera per dare sollievo a persone in stato di bisogno, per promuovere la cultura e l’istruzione.

 

Al primo istituto classificato è stato assegnato un premio di 16 mila euro, 12 mila al secondo, 8 mila al terzo, 5000 dal quarto al decimo, 3500 dall’undicesimo al trentesimo, 2500 fino al cinquantesimo e 1000 euro ai restanti, che si tramuteranno nei premi scelti da ciascun partecipante.

 

“La nostra più grande soddisfazione è quella di poter garantire un aiuto al sistema Antonio Tirelli Iperalscolastico - sottolinea il presidente del Gruppo Iperal Antonio Tirelli -, di consentire agli insegnanti di proporre nuovi progetti e agli alunni di realizzarli per accrescere le loro conoscenze e di migliorare la loro preparazione. Il grande successo dell’iniziativa è merito della nostra clientela che, negli anni, attraverso la Spesa che fa bene, ha dato prova di grande sensibilità e di attenzione ai bisogni dei territori”.

 

Pam local: a Bologna il nono punto di vendita

Pam local Bergamo - Interni (2)
Prosegue l’espansione dell’insegna Pam local che a Bologna apre un nuovo store, il nono in città, realizzato in via Altabella 21, nel cuore del centro storico medievale

Prosegue l’espansione dell’insegna Pam local che a Bologna apre un nuovo store, il nono in città, realizzato in via Altabella 21, nel cuore del centro storico medievale a metà strada tra le torri degli Asinelli e Garisenda, dove è stato inaugurato un Pam local a dicembre 2017, e l’antico ghetto ebraico. “Il primo Pam local è stato aperto cinque anni fa proprio a Bologna e ad oggi, anche grazie al supporto dei sempre più numerosi imprenditori siamo presenti a Milano, Torino, Genova, Firenze, Lucca, Roma, Padova e Venezia - commenta Lorenzo Seccafien, direttore vendite Pam Franchising - Nel 2018 il Gruppo Pam festeggia i 60 anni di storia all’insegna dello sviluppo anche per la nostra rete di imprenditori”.

 

L’assortimento comprende oltre 1.200 prodotti a marchio Pam Panorama e 200 referenze biologiche della linea Bio Pam Panorama. Sono inoltre presenti i piatti pronti della linea Fresche Bontà, i prodotti benessere della linea Semplici e Buoni e un’ampia scelta della selezione di prodotti locali dop e igp della linea i Tesori. Il negozio propone la promozione Prezzo Promessa, che garantisce un risparmio sui prodotti preferiti dai clienti 365 giorni l’anno. Sono inoltre presenti le proposte settimanali di menù “a prezzo fisso”, ideate ad hoc per mettere in tavola un pasto completo a prezzi ridotti. Il punto vendita sarà aperto 7 giorni su 7 fino alle 22.

 

 

 

Extracoop, nuovo volto di Ipercoop

PV EXTRACOOP DEL CENTRO NOVA DI BOLOGNA foto Paolo Righi/Meridiana Immagini
Al via la seconda generazione di ipermercati, con la realizzazione di un concetto che abbina acquisti e consumi instore e vuole guardare lontano, ai prossimi 15-20 anni, come sottolinea Adriano Turrini (da Gdoweek n. 1/2018)

Seconda generazione. Il centro commerciale è morto?  Viva il centro commerciale ... e l’ipermercato. Si può sintetizzare così la decisione di Coop Alleanza 3.0 di lanciare il nuovo format Extracoop nei tre più grandi punti di vendita della rete: Centro Nova (Bo), Grandemilia (Mo) ed Esp (Ra). Oltre 30.000 i mq di superficie coinvolti dalla ristrutturazione che vuole dare un taglio netto al classico concetto di ipermercato per creare un ambiente più accogliente e coinvolgente, con al centro freschi e freschissimi (ortofrutta, carne e pesce), circondati da area cantina, gastronomia, sushi, formaggeria, show cooking, bar, panetteria e pasticceria, pizzeria con forno a legna. Tutti i laboratori sono a vista e in ognuna di queste ‘stazioni’ si potrà acquistare, ma anche consumare al momento.  Per “assomigliare a un mercato rionale, a un luogo dove i consumatori possono fare esperienze”, come ha sottolineato Massimo Ferrari, amministratore delegato di Coop Alleanza 3.0, anche in reparti non food (giocattoli, cartoleria, libreria, tecnologia, tempo libero), insieme agli shop&shop con i servizi di ottica, assicurazioni, luce e gas targati Coop. Tra le novità assolute: l’area piante e fiori, la gioielleria e “Momenti per Te”, nuova insegna di profumerie, focalizzata sul trattamento estetico.

L'intero articolo su Gdoweek n. 1

Carrefour Italia: etichetta in braille per Terre d’Italia

Lorenzo Beretta e Gabriele Di Teodoro
Il progetto di Carrefour prevede l’etichettatura in braille di tre prodotti a marchio Terre d’Italia, all’interno dell’assortimento dei salumi

È stato lanciato in occasione di Marca Bologna Fiere il nuovo progetto pilota di Carrefour Italia realizzato in collaborazione con Salumificio Fratelli Beretta e Fondazione Lia, impegnata  nella diffusione di una cultura dell’accessibilità dei consumatori non vedenti. Il progetto prevede l’etichettatura in braille di tre prodotti a marchio Terre d’Italia, all’interno dell’assortimento dei salumi.

 

“Grazie a questo progetto, - spiega Gabriele Di Teodoro, direttore commerciale Carrefour Italia - l’etichettatura diventa uno strumento inclusivo, facilmente consultabile dai consumatori non vedenti, garantendo quindi una funzione ulteriore rispetto a quella, fondamentale, della trasparenza”. Enrico Farina, direttore marketing Salumificio Fratelli Beretta, e Cristina Mussinelli, segretario generale della Fondazione Lia, si dicono “soddisfatti della collaborazione” definendo l’impegno speso per questa iniziativa “un importante passo verso l’inclusione”.

Conad rivoluziona le sue marche

Dopo 12 anni nuova rivoluzione della Margherita, fiore simbolo della marca dell'insegna Conad. I prodotti Conad cambiano colori e veste grafica per adottare una veste più moderna sulla quale risalti ancora di più la margherita

Dopo 12 anni nuova rivoluzione nei prodotti con la Margherita, fiore simbolo della marca dell'insegna Conad: cambieranno colori e veste grafica per adottare un look più moderno sul quale risalti ancora di più la margherita.
"Nel 2018 le linee di prodotti Conad saranno al centro di un progetto finalizzato a farle diventare una vera e propria marca, adattando la nostra identità visiva e la strategia al nostro ruolo da leader -annuncia a Marca, in corso a Bologna, Francesco Avanzini, direttore commerciale di Conad-. Portiamo valore e distintività al prodotto assicurando una reale convenienza, ma anche garantendo una relazione emotiva con il cliente in base ad un’offerta legata alle sue reali esigenze. La marca Conad avrà autentici valori di italianità e valorizzazione delle piccole e medie imprese nazionali. Un’innovazione che risponde a esigenze di consumo che si sono modificate in modo veloce negli ultimi anni e che i nostri clienti chiedono di ritrovare nei prodotti che acquistano".

Francesco Avanzini, direttore commerciale Conad

La rivoluzione della marca Conad riguarderà confezioni, comunicazione in etichetta e in particolare le linee premium. L'innovazione non si limita all'estetica: Conad migliorerà le formulazioni di molte referenze per aumentare qualità e sicurezza portandole a un livello più alto.
Il restyling interesserà anche i freschissimi, come carne, ortofrutta, pesce, che avranno un’etichetta più chiara e immediata.

Nuove linee, dai functional ai prodotti bio per l'infazia

Per le linee Conad AC e PiacerSi, dedicate a chi ha specifiche esigenze nutrizionali o cerca prodotti salutari, il nuovo marchio Alimentum includerà solo i prodotti senza glutine e senza lattosio, mentre PiacerSi sarà suddiviso in due nuove sottocategorie "Better for you" (alimenti magri e/o leggeri) e "Functional fortified" (alimenti addizionati con vitamine, minerali, antiossidanti, steroli…).

Fra le nuove linee, anche i nuovi prodotti per la cura e l’alimentazione di bambini da 0 a 3 anni, che comprende i biologici. Con il ricavato di questi prodotti Conad sosterrà il progetto "I4Children" della Fondazione Bambino Gesù per fornire accoglienza e cura ai bimbi dei Paesi svantaggiati.

È in cantiere anche una linea beauty care per adulti, Conad Essentiae, che ingloba i prodotti a logo rosso destinati alla cura di sé con una gamma di shampoo, balsamo e saponi, in cui ogni ricetta combina estratti naturali delle piante in una formulazione originale.

Fornitori: priorità ai produttori italiani
Un'altra svolta nella mdd Conad è rappresentata dalla scelta dei fornitori: il Consorzio rafforzerà la presenza dei e l'orientamento ai produttori italiani: 700 fornitori, in particolare piccole e medie imprese.
Il sostegno alle economie del luogo travalica i confini delle mdd: l’offerta Conad si sviluppa anche attraverso il rapporto con 6.200 partner locali con i quali il gruppo ha sviluppato nel 2017 un fatturato di circa 2 miliardi.
L’intenzione è proseguire su questo percorso per generare valore non solo economico, ma anche sociale, con le sue ripercussioni positive su occupazione, indotto e valorizzazione di produzioni tipiche.
Nel 2017 le mdd Conad hanno raggiunto una quota di mercato nel largo consumo confezionato pari al 28,8%, contro il 19,5% della media nei supermercati (fonte: IRI, progressivo a ottobre 2017).
Il fatturato complessivo è aumentato negli ultimi cinque anni del 45,5% passando da 2,2 miliardi di euro nel 2012 a 3,2 miliardi di euro nel 2017: cifra che equivale a circa un terzo del fatturato complessivo generato da tutte le mdd, pari a 9,8 miliardi di euro, con un indotto di 1,6 miliardi di euro (fonte: The European House -Ambrosetti su dati ADM, 2017).

Todis: crescita costante

Todis
Mantiene una crescita costante l'insegna Todis che registra nel 2017 una crescita del 7,76% a rete omogenea

Mantiene una crescita costante l'insegna Todis che registra nel 2017 una crescita del 7,76% a rete omogenea. Massimiliano Rossi, direttore commerciale e marketing di Todis, insegna che fa capo a Iges srl Unipersonale (Pac2000A), in un tweet esprime la sua soddisfazione e scrive: “Quattro anni di crescita del 2% l’anno. Grazie clienti, team commerciale e marketing, colleghi e affiliati per aver sposato cinque anni fa il progetto di rinnovamento commerciale! E da oggi per me una nuova sfida”.

Esselunga: la ricarica Vodafone col Presto spesa

È attiva fino al 31 gennaio la promozione avviata da Esselunga e Vodafone dedicata agli utenti che utilizzano il servizio di Presto spesa

È attiva fino al 31 gennaio la promozione avviata da Esselunga e Vodafone dedicata agli utenti che utilizzano il servizio di Presto spesa, ossia la spesa veloce di Esselunga, attraverso il terminale che consente di pagare evitando le code alle casse in un’apposita area.

L’iniziativa consente di avere 50 Punti Fragola, caricati entro le 48 ore successive all’acquisto, con una ricarica Vodafone di almeno 10 euro dal terminale di Pronto spesa.

 

Dm, il drugstore made in Germany apre in Italia

La catena tedesca prevede un centinaio di aperture tra 2018 e 2020. Il nuovo negozio aperto a Milano-CityLife è di 350 mq con 12.000 referenze. Oltre alla bellezza e alla salute (core business di dm) l’offerta include petfood, infanzia e casa (da Gdoweek n. 1/2018)

Lo Shopping District di CityLife a Milano ospita il primo punto di vendita italiano a insegna Dm (drogerie markt), una catena poco conosciuta per ora da noi, ma molto grande e importante in Europa dove ha circa 3.500 esercizi al dettaglio a libero servizio che producono un fatturato complessivo di 10 miliardi di euro.
Il nuovo drgustore milanese (350 mq) è di poco inferiore al format tipo di dm (da 400 a 600 mq) ma presenta tutti i reparti fondamentali che afferiscono a 2 macro-aree chiave: salute&bellezza, e pulizia persona/casa. Tre i fattori distintivi di dm, soprattutto in relazione all’assortimento, visibili pienamente anche nel nuovo store di Milano: forte orientamento al prodotto naturale/biologico che attraversa tutta l’offerta (12.000 referenze complessive) con particolare focus nella salute-bellezza; presenza evidenziata e strategica delle marche private che sono 23 con qualità paragonabile a quella dei leader di mercato ma, e questo è il terzo plus, a prezzi più contenuti.
Ma perché l’Italia? “Innanzitutto perché l’Italia è un paese molto attento al benessere e alla cura della persona -risponde Hubert Krabichler, Ceo per l’Italia di dm drogerie markt- e in Italia il consumo dei Fmcg, di cui il nostro assortimento fa parte, cresce del 4% nel 2017, più che in Germania, Francia e Spagna. Riteniamo poi che la nostra offerta sia alternativa ai supermercati e agli specializzati e non in concorrenza con questi canali; le posizioni urbane potenziali sono molte: Milano è un’area dove dm sta cercando altre location nel quadro di uno sviluppo che vorremmo coronare con 100 punti di vendita nel triennio 2018-2020”.“La politica di prezzo di dm è un altro tratto distintivo –aggiunge Benjamin Schneider, responsabile acquisti&marketing –. Da oltre 40 anni la nostra strategia di vendita non è cambiata: non facciamo campagne basate su tagli prezzo e sconti, ma manteniamo i prezzi più bassi possibile per quattro mesi, anche grazie all’alto numero di marche proprie che ci permettono di garantire prodotti di qualità a prezzi molto convenienti: i nostri prodotti sono quasi tutti biologici e naturali certificati in Germania”.

Self driving store, esiste davvero?

La tecnologia non è ancora perfezionata, e di mezzi senza conducente per ora si può parlare solo in via ipotetica. L'idea però è ben presente tra i produttori di veicoli, i quali oltre alle classiche applicazioni per trasporto di persone, stanno sviluppando anche mezzi progettati per la consegna e vendita di prodotti alimentari e non: i self driving store. Ecco le proposte di RobomartFord e Toyota.

Self driving store

Robomart è un servizio che integra un self driving store con una App rivolta ai consumatori interessati ad acquistare prodotti alimentari freschi. Invece di recarsi in negozio, oppure impegnare la complicata e costosa (per ora) logistica di un eCommerce, l'utente si limita a "chiamare" il self driving store più vicino, e completare sotto casa i propri acquisti.

Il veicolo senza conducente riconosce il cliente che ha chiamato, apre le porte del proprio magazzino a vista e successivamente compila una lista di quanto è stato acquistato, grazie a una tecnologia sviluppata da Robomart Inc., in base alla quale avviene il pagamento e viene erogata la ricevuta.

Il prototipo di self driving store

Il prototipo di Robomart, con gli scomparti per i prodotti freschi
Il prototipo di Robomart, con gli scomparti per i prodotti freschi

Prototipi di Robomart sono già "in pista" nell'area di San Francisco Bay in California, presto - afferma l'azienda - sarà reso disponibile un veicolo pilota anche grazie a una partnership con un fornitore per la ricarica elettrica wireless, e alla richiesta delle necessarie autorizzazioni. L'azienda si rivolge quindi ai retailer proponendo loro la possibilità di sponsorizzare un veicolo pilota da impiegare per servire i propri clienti.

Vantaggi per i retailer e per la clientela

Gli scaffali di Robomart
Gli scaffali di Robomart

Secondo gli analisti di Robomart, tra i principali ostacoli all'acquisto online di ortofrutta e prodotti freschi ci sono il costo elevato della consegna e l'impossibilità di scegliere frutti, verdure e prodotti come si farebbe dal fruttivendolo o al supermercato. Il self driving store offrirebbe anche molti dati specifici sui consumi, avrebbe un costo molto ridotto rispetto alla gestione logistica di un eCommerce, e permetterebbe alle insegne di ampliare la propria rete conservando il contatto diretto con i consumatori, senza investimenti onerosi. Nel servizio infatti è prevista anche la possibilità di interagire con un operatore, in caso di difficoltà.

Ford e Domino's pizza

La Ford ibrida per le consegne della pizza Domino's foto: Ford Motor Company
La Ford ibrida per le consegne della pizza Domino's
foto: Ford Motor Company

Siamo ancora in Usa, ma nel Michigan: Ford e Domino's testeranno la consegna a domicilio della pizza con veicoli definiti "autonomi". Non saranno infatti privi di conducente, poiché la tecnologia non è ancora matura, ma accoglieranno un autista, tecnici e ricercatori per raccogliere dati sul campo.

Il progetto di Ford

Il veicolo sarà una Ford Fusion ibrida, che sarà lasciata "autonoma" solo negli ultimi 15 metri circa, per una simulazione. I clienti che scelgono di avvalersi della metodica riceveranno dalla app un codice per sbloccare il comparto dell'automobile che tiene in caldo la pizza, e interagire con l'operatore o con uno schermo.

Il progetto intende testare la disponibilità delle persone a uscire di casa per prelevare la pizza, e la fluidità dell'interazione. L'obiettivo è di attivare il servizio entro il 2021, anche grazie ad altre partnership con operatori diversi, sia nell'alimentare che nel non alimentare.

Toyota e-Palette

La versione di Toyota del self driving store si chiama e-Palette. Sarà automatica, senza pilota, elettrica e scalabile, quindi più o meno grande, in funzione dell'attività che dovrà svolgere. Da fuori sarà possibile intravedere il contenuto.

Le idee lanciate da Toyota per il self driving store
Le idee lanciate da Toyota per il self driving store

Lo sguardo di Toyota integra la funzione di negozio con quella del trasporto delle persone, ipotizzando clienti che mentre si recano da un posto all'altro provano le scarpe nuove, o uffici itineranti, o ristoranti itineranti, con tanto di cuoco (ma niente pilota).

Maxi Zoo entra in Umbria

Maxi Zoo Certosa Milano 2014
Apre in provincia di Perugia, a Trevi, un nuovo petstore Maxi Zoo esteso su una superficie di 600 mq. Si tratta del primo store in Umbria

Apre in provincia di Perugia, a Trevi, un nuovo petstore Maxi Zoo, in località Torre Matigge, via Popoli 37. È il primo negozio in Umbria dell’insegna, parte del gruppo tedesco Fressnapf. Si sviluppa su una superficie di 600 mq, offre più di 8.000 articoli e impiega sei persone. Sono presenti specifici corner dedicati agli accessori, alla cura e al benessere dell’animale.

Tra i servizi propone l’area picnic con acqua fresca e cibo, la bilancia per cani, l’incisione di medagliette, la donation box, in cui è possibile lasciare alimenti di prima necessità che saranno devoluti alle onlus locali del settore.

 

 

Gruppo Finiper: il Viaggiator Goloso e Grandi Vigne a Marca 2018

I brand il Viaggiator Goloso e Grandi Vigne che rappresentano i marchi di eccellenza del gruppo Finiper saranno presenti a Marca 2018

I brand il Viaggiator Goloso e Grandi Vigne che rappresentano i marchi di eccellenza del gruppo Finiper saranno presenti a Marca 2018, la fiera di riferimento del settore Mdd in programma a Bologna il 17 e 18 gennaio. L’azienda proporrà entrambi i brand in due stand disposti l’uno di fianco all’altro, identici nel concept e nelle dimensioni, ciascuno di circa 50 mq e aperto su tre lati.

Il Viaggiator Goloso e Grandi Vigne presenteranno i rispettivi prodotti di punta in alcuni totem con teca, a sottolineare il pregio e la cura delle referenze selezionate. L’allestimento fonde elementi moderni e tradizionali ed è pensato come un percorso museale e culinario. Gli espositori daranno risalto ai prodotti, mentre gli elementi rustici, come i banconi e le vetrine, rimandano alle radici dei prodotti stessi, in un viaggio tra tradizione e cultura del cibo.

Grandi Vigne presenterà a Marca 2018 5 tipologie di vini: rossi di struttura e da invecchiamento con circa 20 etichette; biologici e vini con certificazione vegana; vini docg, doc, igt, igp senza aggiunta di solfiti; bollicine e dopo pasto. Il Viaggiator Goloso presenterà Green Oasis, la nuova linea di prodotti naturali per la cura della casa e della persona. Inoltre, Marca 2018 sarà l’occasione per il lancio del primo prodotto del comparto frutta e verdura a marchio il Viaggiator Goloso: l’Arancia Ippolito, coltivata nella Piana di Catania ai piedi dell’Etna. Saranno presneti inoltre le linee già presenti in assortimento ossia I Classici; Il Biologico; Le Specialità; Senza Glutine, Senza Lattosio, 100% Vegetale e Le Oasi Controllate, quest’ultima composta da tre tipologie di riso coltivato in un oasi neorurale dove è stata ricreata la biodiversità dell’anno mille.

Infine, Mario Gasbarrino, presidente e amministratore delegato di Unes, interverrà alla “Presentazione del XIV Rapporto sull’Evoluzione dei Prodotti a Marca del Distributore in Italia” in programma per giovedì 18 gennaio alle ore 10.00 presso la Gallery Hall pad. 21 – 22.

Frigoloso di Olitalia è il nuovo olio da frittura per la pasticceria

È in arrivo sul mercato Frigoloso, un olio innovativo pensato appositamente per la frittura dei dolci. Ottenuto da materie prime coltivate e lavorate in Italia e privo di olio di palma, Frigoloso è prodotto con olio di semi di girasole ad alto contenuto di acido oleico, vitamina E ed olio essenziale di bergamotto.
La presenza di un antiossidante naturale come la vitamina E aumenta la shelf-life del bagno d’olio, mentre la presenza dell’olio essenziale di bergamotto potenzia la stabilità e conferisce all’olio in frittura una fragranza piacevole all’olfatto.

Le sue proprietà permettono di ottenere dolci croccanti e asciutti, dall’aspetto chiaro e dal gusto leggero e ne impediscono il trasferimento del sapore, il rilascio di cattivi odori di rancido nell’ambiente e al prodotto e l’alterazione del colore.

Frigoloso è prodotto da Olitalia, azienda italiana specializzata da oltre 30 anni nella produzione di oli e aceti e presente oggi in oltre 120 paesi nel mondo, e verrà presentato come novità in occasione dell’imminente Sigep, dove sarà impiegato da maestri pasticceri durante gli show coking in programma.

Gruppo Abate alla ricerca di nuovi format

Lo storico gruppo siciliano, associato Selex, sta consolidando la presenza sul territorio anche con con nuove insegne che rispondono ai bisogni di oggi (da Gdoweek n. 1/2018)

Con un fatturato di 350 milioni di euro sviluppati per il 90% dai negozi diretti e per il 10% dagli affiliati, Gruppo Roberto Abate (che opera sul territorio siciliano dal 1968 e dal 2007 si è associato a Selex) sta vivendo un momento di trasformazione, orientandosi su diversi target di pubblico e diversificando la propria proposta distributiva. In quest’ottica, mantenendo saldo il rapporto con Selex, Abate ha deciso di sviluppare anche insegne proprie, testando nuove formule di acquisto: come nel caso di Grande A, formula che rinnova il concetto di discount, oppure valorizzando il mondo del biologico con San’è o indirizzandosi sul canale discount tradizionale attraverso Ard.
“Oggi il mercato è in continua evoluzione -spiega  Salvatore  Abate,  presidente  del
Gruppo Roberto Abate-. Per questo motivo abbiamo voluto svilupparci assecondando le nuove tendenze di consumo e sviluppando il nostro business in linea con le rinnovate abitudini dei consumatori”. Tra  le  formule  in  sperimentazione,  ecco Grande A, che supera il concetto di discount e offre la possibilità di acquisti multipli: il cliente ha la possibilità, comprando più quantità dello stesso prodotto, di vedere il prezzo abbassarsi proporzionalmente, in modo da decidere in totale autonomia il “volume” del proprio risparmio in base alla formula scelta: single, multi o pack. Oltre a prevedere uno spazio a parte per l’horeca, il negozio pone particolare attenzione ai freschi e ai prodotti locali. “Siamo una realtà del territorio, ne conosciamo i pregi e le potenzialità e siamo certi che la formula Grande A potrà offrire quel valore aggiunto che questo territorio merita”, commenta Salvatore Abate.

L'intero articolo su Gdoweek n. 1

Sabelli e Trevisanalat pronte per Marca 2018

Primo appuntamento del 2018 per il gruppo Sabelli, che sarà tra gli espositori di Marca, la fiera dedicata alla private label in programma a Bologna il 17 e 18 gennaio. Si tratta della seconda partecipazione alla manifestazione da quando Sabelli ha acquisito la Trevisanalat, dando vita al secondo maggiore polo produttivo di mozzarella da tavola in Italia.

“Anche il 2017 ha confermato il trend di crescita degli ultimi anni per Sabelli e Trevisanalat – commentano Angelo Galeati e Simone Mariani, amministratori delegati del gruppo Sabelli. Oggi nel comparto delle mozzarelle da tavola in Italia siamo il primo gruppo a proprietà italiana: tra gli obiettivi 2018 c’è il potenziamento della nostra posizione come partner della grande distribuzione, forti dell’aumento della capacità produttiva e del know how tecnologico delle fasi di lavorazione e confezionamento”.

Per Sabelli il 2017 si è chiuso con un fatturato di 80 milioni di euro con una crescita del 10% a valore e del 5% a volume. Per quanto riguarda Trevisanalat, la crescita è stata del 10% a valore e del 5% a volume: l’azienda di Resana (TV) ha raggiunto un fatturato di 55 milioni di euro.

La partecipazione al salone è un’occasione importante per il gruppo marchigiano, che si presenta a buyer e operatori della grande distribuzione come uno dei principali player nel comparto italiano delle mozzarelle, con una quota di mercato a volume del 12%. La Sabelli di Ascoli Piceno, una delle maggiori aziende italiane a conduzione familiare, vanta infatti un’esperienza pluridecennale nella produzione di formaggi freschi di qualità. L’acquisizione di Trevisanalat e della slovena Ekolat, nel novembre 2016, ha consolidato la posizione del gruppo come partner per la grande distribuzione, sia in Italia che all’Estero, grazie al know how tecnologico e alla capacità produttiva.

Proprio per la competenza produttiva, le tecnologie all’avanguardia, lo sviluppo dei processi, la qualità costante e l’efficienza tecnologica, il gruppo Sabelli ha ottenuto lo scorso novembre il riconoscimento “Company to Watch", da parte dell’Area Marketing Solutions di Cerved.

Gruppo Selex: in netta crescita le Mdd

prodotti a marchio selex
È cresciuto del 6% il fatturato complessivo delle marche del distributore che fanno capo a Selex superando, nel 2017, gli 800 milioni di euro

È cresciuto del 6% il fatturato complessivo delle marche del distributore che fanno capo a Selex superando, nel 2017, gli 800 milioni di euro. Le performance più brillanti sono state per le linee di specialità regionali, Saper di Sapori, e di prodotti salutistici, Vivi Bene Selex, con incrementi annui di oltre il 15%.

L'assortimento delle private label di Selex, presente anche quest'anno con un suo stand alla Fiera Marca di Bologna, in programma il 17 e 18 gennaio, conta oggi più di 5.500 referenze saper di sapori selexin totale, suddivise tra i brand Selex, Vale e Il Gigante e relative linee specialistiche, Sù e Vanto per il canale cash & carry e prodotti con marchi di fantasia. Uno per tutti Le Vie dell'Uva, la linea di vini doc e docg selezionati dai migliori produttori in tutta Italia, che oggi rappresenta un punto fermo sugli scaffali dei supermercati del Gruppo.

 

Nel 2018 proseguirà il lavoro di affinamento e innovazione degli assortimenti, in particolare nei reparti più caratterizzanti, come l'area salute e benessere, per rendere sempre più personale e distintiva l'offerta.  Luca Vaccaro, Direttore Mdd di Selex, spiega: “Nel corso dell'anno sarà completato il restyling del marchio Selex, incentrato su system grafici diversi per macro categorie di prodotti. Arricchiremo inoltre l'offerta delle linee premium, come Saper di Sapori, con nuove specialità gastronomiche di qualità e tipicità e sarà inoltre rafforzata la linea Vegetale 100% Selex”. Novità anche per il mondo Vale, la marca utilizzata in alternativa dalle imprese socie che operano in aree di sovrapposizione territoriale. La linea base sarà oggetto di un restyling e sono stati studiati nuovi brand per le linee specialistiche. Accanto ai prodotti biologici e di filiera La Natura Vale e all'alto di gamma Val Or, nasceranno due nuove linee: una salutistica e l’altra per il petfood. Anche per Vale sarà ampliato l’assortimento, in parallelo a quanto fatto per il marchio Selex.

Qualità e innovazione sono stati i driver della crescita degli ultimi anni e, allo stesso

Maniele Tasca, direttore generale Selex gruppo Commerciale

tempo, sono le sfide più importanti che abbiamo davanti - sottolinea Maniele Tasca, direttore generale di Selex - Continueremo a lavorare per migliorarci senza mai perdere di vista la dimensione della convenienza”.

 

Unes, le Mdd e Il Viaggiator Goloso: performance top 2017

Unes archivia un 2017 di grande dinamismo, grazie alla performance della sua Mdd premium, sempre più insegna. La soddisfazione di Mario Gasbarrino

+ 63% 2017 vs 2016 per arrivare a una quota 2017 del 12,1%: Il Viaggiator Goloso archivia un anno record, nel quale la Mdd premium di Unes ha realizzato un fatturato di 95 milioni di euro e si è imposta sul mercato come fenomeno di grande interesse tra gli addetti ai lavori per la sua capacità di generare valore e di interpretare un’esigenza contemporanea di mutamento strutturale e valoriale del trade.

 

Da brand premium dell’offerta Mdd Unes, che peraltro nel 2017 ha visto un’incidenza Mdd nelle sue vendite complessive del 42%, Il Viaggiator Goloso sta proseguendo nel cammino di trasformazione in insegna, come ha confermato l’apertura del terzo pdv nel milanese.

 

 

“Grazie a U2 supermercato e Viaggiator Goloso – dichiara Mario Gasbarrino, presidente e ad di Unes- confermiamo un dinamismo spiccato rispetto al mercato: nel 2017 siamo cresciuti del +4,6% rispetto al 2016 e, soprattutto, lo scorso è stato il decimo anno consecutivo che ci ha visto crescere. E per il 2018 ci aspettiamo una crescita ancora più spiccata, con Il Viaggiator Goloso che arriverà a 138 milioni di euro di fatturato”

Rinascente Torino: via alla ristrutturazione globale

la rinascente
Cambia volto il department store La Rinascente di Torino, di via Lagrande, che entro il 2019 si presenterà al pubblico completamente rinnovato

Cambia volto il department store Rinascente di Torino, di via Lagrande, che entro il 2019 si presenterà al pubblico con una superficie più ampia, un assortimento potenziato grazie anche all'introduzione di nuovi brand del lusso e un look rinnovato.

la rinascente on demand milanoSi procederà infatti al completo remake della facciata, dei singoli piani e delle scale mobili, in linea con il flagship di Milano (nella foto a fianco) e il più recente aperto a Roma. A Torino, in particolare, la superficie sarà ampliata passando da 4.300 a 7.500 mq sviluppati non più su tre ma su sei piani.

Saranno introdotti inoltre una palestra, un caffè, un food market e un ristorante. L’investimento complessivo è di 61 milioni di euro di cui 33,5 milioni per l’acquisto dell’immobile; 19,1 milioni per la ristrutturazione interna. Un milione va al Comune di Torino per oneri relativi alla monetizzazione dei parcheggi, alle compensazioni ambientali e oneri di urbanizzazione.

A questi si aggiungono i circa 8 milioni di euro che i brand partner impiegheranno per i loro spazi.  Il restyling sarà affidato ad architetti e designer come Gianmatteo Romegialli, Paolo Lucchetta, Fabio Fantolino, David Lopez e Fanny Bauer Grung.

 

 

 

 

Mango: vendite online in crescita vertiginosa

Mango
Crescono le vendite online e in questo segmento risultano maggiori gli acquisti fatti tramite mobile rispetto al computer

Crescono le vendite online e in questo segmento risultano maggiori gli acquisti fatti tramite mobile rispetto a quelli fatti con il computer. È quanto registra Mango, l’insegna spagnola di fast fashion. “Nel 2017 -spiega l’azienda- gli acquisti tramite dispositivi mobili o tablet hanno rappresentato il 52% del totale delle vendite online, superando il livello di 44% registrato nel 2016. Inoltre, le visite da dispositivi mobili costituiscono già il 70% delle visite sui mezzi digitali di Mango”.

L’obiettivo dei prossimi anni è rinforzare questa tendenza. "Vogliamo raggiungere il 20% del totale del fatturato tramite il canale eCommerce entro il 2020”.

Mango ha chiuso il 2016 con un aumento delle vendite online del 25,6%, pari al 13% del fatturato totale del gruppo (2,26 miliardi nel 2016, in calo del 3%).

Gruppo VéGé: vendite in crescita

Registrano un incremento del 9,6% le vendite del Gruppo VéGé, un dato che tiene conto delle nuove aperture mentre a parità di rete si attesta al +3,4%

Registrano un incremento del 9,6% le vendite del Gruppo VéGé, un dato che tiene conto delle nuove aperture mentre a parità di rete si attesta al +3,4%. Un anno positivo dunque per il gruppo distributivo che chiude l’anno con il segno più.

schermata gruppo vegèL’amministratore delegato Giorgio Santambrogio affida a un tweet la sua soddisfazione, definendo il risultato eccezionale “perché realizzato – scrive - con 2952 punti vendita soprattutto al Sud e non in Lombardia o in aree ricche”. E sintetizza in poche parole chiave le strategie del successo: “Umiltà, competenza e comprensione dei nuovi bisogni del consumatore”.

Tannico: dall’eCommerce vinicolo all’offline

Entro l’anno Tannico, la digital wine platform più importante d’Italia, potrebbe sbarcare nell’offline con un primo punto di vendita, realizzato a Milano

Entro l’anno Tannico, la digital wine platform più importante d’Italia, potrebbe sbarcare nell’offline con un primo punto di vendita, realizzato a Milano, probabilmente nella seconda metà del 2018. È quanto pubblicato da  Pambianco Wine&Food che annuncia l’apertura del locale ideato come wine bar con eventi e tasting e non come un semplice negozio fisico per asporto.

Il gruppo ha chiuso il 2017 con ricavi in aumento del 70% e un fatturato previsto dal suo fondatore Marco Magnocavallo tra i 10 e gli 11 milioni di euro. Gennaio è iniziato più o meno in linea con il tasso di crescita del periodo precedente, tra +60 e +70 percento.

L’interesse di Tannico si concentra anche sul mercato estero: dopo aver aperto un centro logistico in Gran Bretagna, il portale di eCommerce vinicolo si sta sviluppando in una ventina di Paesi tra Europa ed extra Ue, tra cui Stati Uniti, Taiwan e Giappone.

 

Nau!: spinta sullo sviluppo in Italia e all’estero

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Il piano di espansione dell’insegna di ottica Nau! prevede 20 nuove aperture nel 2018 per un consolidamento della rete in Italia ma anche all’estero

Il piano di espansione dell’insegna di ottica Nau! prevede 20 nuove aperture nel 2018 per un consolidamento della rete in Italia ma anche all’estero in particolar modo in Spagna, Malta, Russia, Dubai e India, Paesi nei quali si prevedono sei nuove strutture nel corso dell’anno.

In Italia l’insegna si svilupperà puntando sia su aree nelle quali opera sia su zone non ancora presidiate. A pochi giorni dall’inizio del 2018 Nau! ha già inaugurato due punti di vendita in Piemonte, regione in cui è presente con 17 negozi.

Il primo store è stato realizzato ad Arona, in via Cavour 151, in una zona centrale della cittadina, il secondo a Rivoli, l’undicesimo in provincia di Torino, aperto all’interno del centro commerciale Auchan.

I negozi rispecchiano il format dell’insegna che punta su un’immagine glam, dalle forme lineari con ampio risalto agli articoli in esposizione. L’assortimento comprende le linee da sole e da vista per uomo, donna e bambino con nuove collezioni in edizione limitata ogni trenta giorni.

 

 

Italy Discount si differenzia con le pl

italy discount
Il core business sono la selezione e i contratti con i fornitori di private label (pl) e di prodotti locali che non passano dalle centrali acquisti. Molto spazio è lasciato agli imprenditori che si affiliano al progetto (da Gdoweek n.1/2018)

La formula di Italy Discount è lineare: presidiare la spesa economica di vicinato con prodotti a marchi di fantasia di proprietà del consorzio, lasciando la possibilità ai soci di sviluppare le proprie insegne già radicate nelle varie zone. E, inoltre, forte caratterizzazione locale realizzata con una quota importante dell’assortimento fatta da prodotti del territorio e cura particolare per le referenze della spesa quotidiana. Questa società consortile è nata nel giugno 2013 dalla volontà di due soci, Realco che opera in Emilia-Romagna e Tatò Paride che opera in Puglia. In poco tempo al progetto hanno aderito varie realtà in tutta Italia e, oggi, la società guidata da Mirco Pincelli conta 350 punti di vendita da 300 a 1.000 mq, per una superficie totale di vendita di 190.000 mq e un giro d’affari di 900 milioni di euro.
Come mai in tanti “salgono sul vostro carro”?
I grandi player si rafforzano e mirano a sviluppare format rigidi e di proprietà. Un sistema che estromette molti operatori che credono nelle opportunità della prossimità. Noi lasciamo ai soci la proprietà delle insegne e dei marchi, ci occupiamo solo delle private label o comunque delle referenze Lcc che non hanno contatti con le centrali e forniamo il piano promozionale; il resto è tutto lasciato alle capacità imprenditoriali dei singoli.
Come si caratterizza l’assortimento?
Abbiamo 1.500 referenze  a  marchio  di  fantasia, più 600-700 prodotti  di  marche  esclusive  o  accordi  con  fornitori  per  completare  l’assortimento  dove  i  volumi non ci consentono  linee  nostre.  Per quanto riguarda freschi,  carne  e  ortofrutta,  ogni  socio  provvede a rifornirsi dai propri canali abituali. Inoltre, abbiamo una forte integrazione con i vari territori, con assortimenti che hanno un’importante quantità di prodotti locali. La qualità è equiparabile a quella di una normale private label. In base ai nostri panel test posso dire che non siamo inferiori a Eurospin. L’assortimento è molto segmentato: si va dalla linea premium con 80 referenze, a quella gluten free (160 articoli) e bio (50); poi ci sono i prodotti locali, che riteniamo strategici per differenziarci dai grandi player.
Quali sono i vostri piani di sviluppo?
Siamo aperti a tutti gli imprenditori del commercio che vogliono sposare il nostro sistema, ma nell’immediato futuro abbiamo l’intenzione di sviluppare l’area tirrenica in Lazio e Campania per completare il processo di copertura nazionale e dare risposta ai dettaglianti di quelle zone.
Quanto costa associarsi?
Prevediamo il versamento di una quota d’ingresso inferiore a 10.000 euro, e una cifra annuale per coprire i costi del consorzio che si aggira tra lo 0,5% e lo 0,7% degli utili.
L’arrivo di Aldi vi preoccupa?
Credo che Aldi attaccherà in maniera frontale le grandi insegne del comparto, quindi Eurospin e Lidl, facendo abbassare i prezzi del discount. Inoltre, secondo me non faranno l’errore che fece Lidl che sbarcò cercando di vendere i prodotti tedeschi. Cresceranno molto e saranno pericolosi, ma non per noi, per i grandi.

Marca 2018: le novità di Pam Panorama

Nel 2018 Pam Panorama lancerà nuovi prodotti e nuove linee a marchio privato. Le novità saranno presentate il 17 e 18 gennaio in occasione di Marca 2018

Nel 2018 Pam Panorama lancerà nuovi prodotti e nuove linee a marchio privato. Le novità saranno presentate il 17 e 18 gennaio in occasione di Marca 2018.

L’insegna ha aumentato in maniera esponenziale l’offerta private label puntando in modo particolare sulla linea Semplici e Buoni, con oltre 80 item, per chi soffre di intolleranze alimentari o vuole stare attento alla linea, e sulla linea Bio, con più di 150 referenze. Oggi Pam Panorama propone un assortimento di prodotti che vanno dalla linea mainstream Pam Panorama, ai Tesori, sugli scaffali dal 2010, che oggi conta oltre 170 referenze fra cui specialità regionali certificate dopo e igp. La linea Bio Pam Panorama conta, tutte provenienti da agricoltura biologica, mentre la linea Arkalia, introdotta nel 2015, comprende oltre 70 referenze dedicate alla cura e all’igiene del corpo.

 

“Ad ottobre 2017, la nostra private label ha registrato la quota più alta dell’anno: un risultato che ci stimola ad innovare la nostra offerta in modo continuativo e a continuare nella selezione di fornitori italiani che lavorano con materie prime di qualità - commenta Claudia Carvalho, Responsabile private label & market analysis Pam Panorama - Siamo felici di annunciare che nel 2018 introdurremo nuove referenze e nuove linee di prodotto al fine di rispondere efficacemente alle richieste dei clienti.”

 

Carrefour valorizza in store i produttori di latte liguri

Dopo iniziative come Piemunto e Toscafour il retailer aderisce al Progetto di Filiera con i Produttori Latte di Genova, che prevede un marchio dedicato in 100 pdv e politiche di valorizzazione

Carrefour Italia ha aderito al Progetto di Filiera con i Produttori Latte di Genova, un'iniziativa promossa dalla Confederazione Italiana Agricoltori Liguria. I prodotti realizzati con latte proveniente da allevamenti liguri saranno in particolare valorizzati in oltre 100 punti vendita del retailer di Genova e provincia, nonché del Levante Ligure.

Le referenze saranno rese riconoscibili al cliente finale grazie al marchio presente sulle confezioni e attraverso uno speciale posizionamento e valorizzazione sugli scaffali Carrefour.

Progetto di Filiera con i Produttori Latte di Genova è l’ultima in ordine di tempo tra le collaborazioni che Carrefour Italia ha stretto con Istituzioni in tutto il Paese con l’ottica di valorizzare una produzione locale di qualità. Tra questi il progetto Piemondina, dedicato al riso piemontese (o Piemunto) e Toscafour, dedicato ai prodotti toscani.

Come sottolineato dall'azienda:

Come Carrefour Italia già da tempo lavoriamo al fianco di chi opera quotidianamente per realizzare prodotti di qualità e attenti alle proprie radici in termini ambientali e di rispetto della tradizione. Il nostro impegno è quello di sostenere la filiera di eccellenza proponendo al cliente una scelta d’acquisto responsabile che possa portare valore aggiunto al proprio territorio d’appartenenza e sostenere in modo concreto i suoi produttori. La Liguria è una Regione di primaria importanza per Carrefour Italia che anche in quest’occasione dimostra il suo impegno verso il territorio.

Il fashion trova spazio e consensi in griffe Mdd

Praticità, vestibilità e accessibilità economica: ma dietro lo sviluppo delle private label nell’abbigliamento c’è molto altro. Obiettivo: offerta esclusiva (da Gdoweek n. 1/2018)

Non solo food: la grande partita internazionale dei prodotti Mdd si gioca anche sul fashion a marca privata, elemento emergente nell’offerta di alcune catene generaliste che, in questo modo, sbarcano in un segmento capace di un forte potere di attrazione, di riversare valore sul brand/insegna e garantire margini più interessanti rispetto a tantissime altre categorie merceologiche e contribuendo alla loyalty. Ma non è solo una questione di appealing d’insegna. Si tratta anche di tattica commerciale: per una catena generalista offrire un’offerta di abbigliamento “a marchio” equivale a costruire una barriera contro le sirene d’Ulisse rappresentate dagli specialisti del fashion online (come Zalando) e contro Amazon, che proprio nel fashion continua a crescere nel Vecchio Continente.
Secondo alcuni analisti, il settore dell’abbigliamento negli Stati Uniti varrebbe 275 miliardi di dollari l’anno e le private label lo stanno modificando in maniera rapida e profonda, scuotendo le fondamenta di una situazione competitiva che sembrava congelata da moltissime stagioni. Amazon, Walmart, Target e anche l’ultimo arrivato Kroger, stanno modificando il mercato. Due i fattori di successo espressi oltreoceano: l’espansione del cosiddetto “active wear”, ossia abbigliamento semplice e sportivo, perfettamente in target con i frequentatori delle grandi superfici, e una certa disaffezione dei Millennials rispetto al logo e alla griffe. Ultima catena in ordine di tempo negli Usa a saltare sul carro dei prodotti di abbigliamento a marchio è Kroger, che introduce Our Brand, una linea pensata per un “modern lifestyle”. Secondo alcuni analisti, il piano prevede un investimento di 9 miliardi di dollari in tre anni e introduce un cambio di direzione alla strategia di Kroger rispetto alle Mdd, visto che finora la larga parte della sua offerta riguardava prodotti food. Ma dietro lo sviluppo delle private label nell’abbigliamento c’è molto altro. D’accordo la praticità, la vestibilità e l’accessibilità economica: ma finché i valori veicolati dai capi d’abbigliamento firmati dai retailer sono solo questi, difficile pensare a una crescita delle vendite. Da questa constatazione sono partiti i retailer che hanno voluto scrollarsi di dosso l’immagine di abbigliamento a marchio come sinonimo di vestiti e accessori a basso costo e a modeste pretese. A cominciare da Asda che, attraverso la collaborazione con il designer Geroge Davies, ha creato una linea esclusiva di abbigliamento. Dopo questo apripista negli anni 90, altri retailer hanno seguito la stessa strada, affidandosi a designer e stilisti di grido che hanno legato il proprio nome a linee di abbigliamento “massive”, anche per i più piccoli. Proprio nell’abbigliamento a marchio rivolto alla fascia kids, Target ha dato vita a una case history di successo con il suo brand Cat & Jack, che in un solo anno dalla apparizione sugli scaffali ha fatturato circa due miliardi di dollari. Idem in Gran Bretagna dove, secondo la società di ricerca Kantar Worldpanel, nel 2016 sono stati spesi 3,6 miliardi di sterline per capi di abbigliamento acquistati nella gdo generalista. Oggi, Tesco, Sainsbury’s, Marks and Spencer si affidano a stilisti di fama e guru del fitness per firmare linee con contenuti qualitativi sempre più rilevanti. In Francia, a guidare la tendenza sono i grandi magazzini. Risale al dicembre 2016 la presentazione ufficiale della prima collezione di moda firmata con il brand Galeries Lafayette, nata sotto la direzione creativa della stilista Laetitia Ivanez che per lavorare a questo progetto ha messo in stand-by la sua griffe Prairies de Paris. La linea di abbigliamento a brand Galerie Lafayette offre capi dal forte contenuto stilistico, che capitalizzano il prestigio dell’insegna; in questo caso importante anche per l’effetto souvenir che sfrutta il forte flusso turistico su Parigi e l’allure che viene riconosciuta in fatto di eleganza alla capitale francese. Un plus che appare evidente nella scelta di un altro competitor, Le Bon Marché, il quale ha lanciato da un paio di anni una linea di abbigliamento a marca d’insegna con cui offre tutti gli evengreen dello stile “parisienne”, dalla maglietta a righe al trench beige, cui affianca alcuni capi che anticipano le tendenze viste dai buyer alle settimane della moda nel mondo. Per un progetto analogo la catena Printemps ha scelto lo slogan “essential luxury” riunendo la sua offerta di abbigliamento e accessori sotto l’unico brand d’insegna e facendone, in pochi mesi, il marchio più venduto nel reparto della pelletteria sia in termini di volumi che di giro d’affari. Un risultato a cui ha concorso, sicuramente, anche l’esposizione privilegiata nei punti di vendita, con spazi dedicati nei punti chiave dei grandi magazzini. Qualcosa si muove anche in Italia, dove la situazione è agli albori. Qualche tentativo era stato fatto nel passato (come la linea etica Solidal Coop firmata dalla stilista inglese Katharine Hamnett) ma senza grandi risultati. L’operazione più importante è stata quella di Carrefour con la sua linea di abbigliamento di qualità e stile a un prezzo attrattivo a brand Tex, che è stata accompagnata da un merchandising innovativo, considerato un elemento imprescindibile per rendere l’esperienza di acquisto piacevole. Così il look del reparto ricalca l’ambientazione delle boutique specializzate: uno spazio aperto e una disposizione dei capi di abbigliamento per universi concettuali (casual, urbano, sport) e con servizi innovativi e altamente tecnologici, come il camerino virtuale e il digital mirror presenti negli store di Carugate e di Nichelino. Un progetto che ha dato i suoi risultati, visto che il comparto del tessile ha visto crescere le vendite in Italia tra il 5 e il 10% l’anno. L’ultima novità è la decisione di Lidl di portare anche in Italia la sua linea di abbigliamento a marchio Esmara appena sottoposta a un importante upgrading grazie alla collaborazione con l’ex top model Heidi Klum. “Il nostro obiettivo è riuscire a trasferire anche al comparto tessile la formula commerciale vincente che abbiamo sviluppato nel food, affermandoci come player nel settore dell’abbigliamento -spiega Alessia Bonifazi, responsabile comunicazione di Lidl Italia-. La collaborazione con Heidi Klum porta Esmara a un livello superiore. Ci aspettiamo di diventare un nuovo punto di riferimento nel segmento fashion”. In Italia, l’assortimento della linea “Esmara By Heidi Klum” è entrato in tutti i punti di vendita da pochi mesi e comprende una selezione di capi dell’intera collezione. L’offerta è concentrata durante le cosiddette “Lidl Fashion Week”: settimane tematiche che si ripetono più volte l’anno in tutto il mondo.

Mdd: un futuro frutto di lavoro a tutto tondo

Tre prodotti a marchio su quattro acquistati in Italia sono ancora mainstream, le cosiddette opzioni “a marchio d’insegna”. È sufficiente guardare all’estero per vedere quanto potenziale c’è ancora per la Mdd. Che deve intercettare i trend di mercato emergenti (da Gdoweek n. 1/2018)

Se la Mdd diventa marca, assume le logiche del  brand  industriale,  esprime  una  segmentazione sempre più profonda e si fa portatrice delle istanze che provengono dalle fasce più evolute del mercato. Allora l’intero comparto è di fronte a una nuova dimensione evolutiva che impatterà sui macro temi legati all’identità delle insegne, alla fedeltà dei consumatori, al rapporto con l’industria. Fino a investire l’essenza stessa delle Mdd.
“Che la Mdd stia diventando una marca a tutti gli effetti è sempre più evidente -dichiara Guido Cristini, Ordinario di Marketing, Dipartimento di Scienze economiche ed aziendali dell’Università di Parma- continua la crescita delle vendite nella fascia alta del mercato, quella premium, nella quale tutte le insegne stanno investendo e stanno  lanciando/riposizionando linee ad alto valore, capaci di attrarre l’attenzione del consumatore. Un dato su tutti: facendo 100 il prezzo medio del mercato, le Mdd si posizionano a 88,6, in crescita di 0,5 punti nel 2017 rispetto allo scorso anno. Fattore, questo, determinato dal ricorso sempre meno frequente alla promozione di prezzo sulle Mdd e alla maggiore incidenza delle pl premium. Tuttavia, nonostante questo fenomeno sia evidente ormai da qualche stagione, le Mdd mainstream, quelle a marchio d’insegna, costituiscono ancora la larga parte del mercato, con una quota del 75,8% e una flessione del 1% nel 2017 che rappresenta una sostanziale tenuta. Oggi e ancor più nell’immediato futuro, con l’estinzione del segmento value, proprio sulle Mdd mainsteam si giocherà una partita importante, alla quale i retailer (o almeno quelle insegne che approcciano questo settore in maniera più propositiva ed evoluta) si stanno già preparando”. “I  nostri  assortimenti  Mdd -dichiara  Alessandra  Corsi,  responsabile  dell’offerta  e  della  marca  privata  Conad– hanno  una  quota  prossima  al  30%,  crescendo  quest’anno a doppia cifra: una posizione da leader, frutto di una lunga operazione di revisione del portafoglio offerta Mdd. Dopo l’attività su Sapori & Dintorni, precursore nel segmento premium, abbiamo recentemente lanciato il brand Verso Natura Conad, che si articola in tre label -Bio, Equo, Veg ed Eco- e interpreta le tendenze più evolute del mercato: oltre 200 referenze che, a poco più di un anno dall’ingresso sul mercato, chiuderanno il 2017 con un fatturato di circa 150 milioni di euro, e ritmi di crescita molto rilevanti. Inoltre è in atto un’importante attività di definizione della brand strategy complessiva, che partirà da una nuova segmentazione di portafoglio guidata dai bisogni del consumatore e avrà l’obiettivo di creare un posizionamento di marca distintivo, con look and feel proprietari, in linea con la leadership acquisita e in coerenza con il nostro posizionamento d’insegna”. Analoga l’attività svolta da Coop Italia, che mostra assortimenti numericamente più rilevanti della media del mercato nei segmenti ad alto valore aggiunto (free from, rich-in, vegan, etico-sostenibile) e ha avviato un’operazione di riposizionamento del marchio Coop, facendo leva su lanci di nuove linee e sul restyling delle referenze già presenti sul mercato, in accordo con i valori espressi dalla catena cooperativa. Vanno in questo senso le operazioni di superamento dell’uso di olio di palma nei prodotti da forno e l’ultima campagna (veicolata anche dagli schermi attraverso uno spot ad hoc) dedicata al benessere animale e alla riduzione dell’uso degli antibiotici negli allevamenti che forniscono carni a marchio”. Tra i casi di successo della fascia alta del mercato Mdd, Viaggiator Goloso Unes è uno degli esempi più virtuosi di questa evoluzione da Mdd a “marca”: una quota superiore al 10% (esattamente 12,1%), quando in media le private label premium nel resto del retail si attestano vicino al 5% del totale vendite Mdd. Si tratta di un trend di crescita sempre a doppia cifra, che si affianca all’apertura di alcuni pdv a insegna VG, con l’obiettivo di arrivare a quota 135 milioni di euro di fatturato, spingendo con decisione l’impegno su freschi e freschissimi, come l’ortofrutta, con la presentazione della prima arancia Tarocco Ippolito a marchio VG prossimamente al termine del primo raccolto. Discorso analogo per Selex, 10,78 miliardi di euro di fatturato 2017 (+ 4,1% rispetto al 2016) e circa 5.000 referenze Mdd, suddivise su varie linee, tra cui le novità 2017 come la linea Vegetale 100% Selex, quella di semi e di nuove varietà di legumi secchi e l’articolata proposta di frutta secca e disidratata, con l’obiettivo di rendere l’offerta ancora più appetibile e in linea con le nuove istanze di consumo.
Esplicita la posizione di Auchan, spiegata da Alberto Miraglia direttore marca privata di Auchan Retail Italia, gruppo che opera nel nostro paese con ipermercati Auchan, supermercati Simply e drugstore Lillapois. “La nostra ambizione -dichiara Miraglia- è di costruire una grande marca alimentare, che si riferisca alle aspettative dei consumatori, portatrice di un posizionamento che poggia su tre punti fermi: buono, sano e locale. La nostra marca deve sostenere il nostro impegno sulla salute e sull’alimentazione: noi difendiamo il fatto che la buona alimentazione dev’essere pluralista, come la vita. È un melange di culture e di diversità alimentare: ricette, ingredienti, origini, luoghi e momenti di consumo, target. Questo cambiamento radicale passa soprattutto attraverso un cambiamento nel modo di costruire le nostre gamme. Vogliamo proporre una scelta qualificata ai nostri clienti, cioè basata sul valore percepito di ogni prodotto, piuttosto che una scelta guidata solo da considerazioni di prezzo.

È qui che i nostri prodotti a marchio devono giocare un ruolo fondamentale, a partire dai prodotti Basic fino alle linee Premium: ognuna con un suo ruolo ben preciso ed in sintonia con le aspettative dei nostri clienti, che possono cambiare in base alla categoria di prodotto acquistata”. “Naturalmente -spiega Alessia Bonifazi, responsabile comunicazione Lidl- il nostro core business è rappresentato dalle private label, una formula che ci consente di sviluppare brand di elevata qualità a prezzi convenienti, ottimizzando le risorse. Avere un ruolo attivo nel ciclo produttivo permette, inoltre, di creare referenze che rispondano in maniera puntuale e mirata alla richiesta dei consumatori. Grazie a questa strategia Lidl si è posizionata con successo nel comparto food, distinguendosi per un’offerta smart”.
“I prodotti private label rappresentano sempre più la nostra insegna  -dichiara Claudia Carvalho, responsabile pl Pam Panorama- e il peso degli investimenti è aumentato nell’ultimo anno. Nei nostri negozi sono disponibili 5 linee private label: la linea mainstream Pam Panorama che ha come missione quella di offrire prodotti essenziali per tutti i giorni, la linea Semplici e Buoni (lanciata nel 2016 e che conta oltre 80 referenze) suddivisa in prodotti senza glutine, con meno grassi, senza zuccheri aggiunti, ricchi di fibre e funzionali, la linea Bio Pam Panorama (nata nel 2015 e che conta oltre 150 referenze), la linea premium i Tesori (nata nel 2010 e che conta oltre 170 referenze) composta da prodotti distintivi come specialità regionali o metodi di lavorazione artigianali e la linea di prodotti per il corpo Arkalia (nata nel 2015 e che conta oltre 70 referenze) che quest’anno ha lanciato una sottolinea chiamata Arkalia Bio, composta da più di 20 prodotti beauty biologici e dedicata ad adulti e bambini. Tutte le nostre linee sono il frutto di uno stretto rapporto di fiducia con i nostri fornitori, molti dei quali sono produttori locali, specialmente per la linea i Tesori. Vogliamo infatti valorizzare il patrimonio gastronomico italiano con un duplice obiettivo: offrire il meglio ai nostri clienti e dare spazio ai fornitori del territorio. Siamo convinti che, nei prossimi anni, il mondo della salute e del benessere, il settore del mercato biologico e quello premium avranno un forte ruolo nello sviluppo dei prodotti a marchio del distributore. I nostri investimenti quindi si muoveranno verso questa direzione”. “La strategia di Despar  -aggiunge Lucio Fochesato, direttore generale di Despar Italia- è di qualificare in misura sempre maggiore la propria offerta di Mdd, anche con lo sviluppo delle proprie linee premium. Questo richiede la ricerca di produttori eccellenti e in grado di fornire prodotti unici sul mercato, stabilendo partnership che oltre agli elementi commerciali tengano conto della valorizzazione del prodotto e della qualificazione del territorio. Le nostre linee Mdd includono anche produttori locali, soprattutto nella linea Despar Premium che ha tra i suoi obiettivi quello di valorizzare le eccellenze su piazza. La Mdd può dare grande valore aggiunto ai produttori regionali, unendo a prodotti eccellenti il marchio Despar, un marchio forte e riconosciuto a livello nazionale. Ci facciamo inoltre garanti di elevati standard di sicurezza, con il nostro piano di audit e analisi. È sufficiente guardare fuori dai confini nazionali per vedere quanto potenziale c’è ancora per la Mdd. La Mdd deve intercettare i trend di mercato emergenti, in linea con la crescente attenzione all’alimentazione e allo scenario demografico in cambiamento. Amplieremo le linee Despar Vital, Veggie e Scelta Verde Biologico, che sono maggiormente richieste dal mercato. Anche nelle linee basic stiamo lavorando molto su ricettazione e formati, ad esempio per raggiungere gli obiettivi del Ministero della Salute di riduzione di grassi, sale e zuccheri”. L’evoluzione vista dai copacker? “Il rapporto con le insegne per la produzione di prodotti a marchio si è consolidato grazie soprattutto alla flessibilità aziendale che ci ha consentito di seguire le richieste dei clienti e alla qualità percepita e reale in costante aumento”. Cristina Allodi, responsabile marketing di Zarotti introduce gli elementi chiave nel rapporto tra Mdd e copacker, che divengono via via centrali al crescere di specializzazione e valore delle Mdd stesse. Pur mettendo in evidenza anche un pericolo: “Questa tendenza delle insegne di spingere sempre di più sui loro marchi potrebbe rivelarsi una minaccia per le aziende più piccole e meno strutturate, in quanto non riuscirebbero a garantire standard e continuità delle forniture pl”. “Il rapporto con il trade per quanto riguarda la fornitura di prodotti Mdd -dichiara Lorenzo Francia, Ad di Comset- si è evoluto in modo molto positivo grazie alla massima trasparenza e condivisione degli obiettivi comuni dello standard qualitativo dei prodotti e relativo posizionamento del prezzo di vendita al pubblico. Ogni anno vengono rivisti gli assortimenti per migliorare i prodotti e completare gli assortimenti con nuovi prodotti non presenti. La sfida che ci attende è trovare nuovi modi di stimolare il consumatore ad utilizzare i prodotti che hanno delle valenze importantissime per una corretta gestione dello stoccaggio degli alimenti per ragioni igieniche, economiche (meno sprechi) e di sicurezza”. Quello che si può vedere è che il retailer esigente rende il copacker competitivo. Trasferimento di know how, partnership che garantiscono un’evoluzione degli attori in campo: il rapporto tra copacker e catene non è incardinato solo sul prezzo, ma prende in esame fattori terzi che garantiscono una maggiore attenzione a tutti gli aspetti qualitativi e differenzianti della fornitura. “La nostra attenzione alla qualità a 360 gradi -spiega Alessio Baronti della direzione commerciale di Neri Sottoli- ci pone al di sopra di partnership banalizzate dove il prezzo più basso è l’unico fattore differenziante. In un contratto stipulato con un retailer tedesco, elemento vincente è stata l’attenzione ai temi ambientali che si concretizza in un tetto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica senza emissioni di Co2 e nel nostro sistema di depurazione con il quale restituiamo in ambiente le acque utilizzate dai nostri processi perfettamente pulite. In un rapporto strutturato, nel quale entrambi i partner crescono, è il mercato e il consumatore che ne beneficiano, spesso puntando su un’azienda italiana che tiene vivo il tessuto produttivo locale, con benefiche ricadute sociali”. “Per realizzare con successo un progetto di Mdd -dichiara Luca Cucciniello, direttore marketing Deco- è essenziale la collaborazione e lo scambio di know-how con le catene della distribuzione in tutte le fasi di sviluppo dello stesso. La Mdd ha oggi l’ambizione ma anche la capacità per avviare percorsi di sviluppo e innovazione un tempo riservati solo all’Idm, dunque scenari e opportunità completamente nuove per le catene della distribuzione, in tutte le fasce di mercato”.

Viaggiator Goloso, un cammino fatto di scelte e di filosofia

In un libro la storia di un brand nato in un'epoca in cui valori e valore si fondono, forgiati dalla filosofia, determinandone il significato (da Gdoweek n. 1/2018)

Non lo definiremmo un catalogo quello del Viaggiator Goloso, edizione 2018, piuttosto un
manifesto. Un manifesto del fare perchè, accanto ai valori che sostengono la selezione dei prodotti del brand/insegna, presentati nelle primissime pagine: autenticità, trasparenza, gratificazione, ... e l’elenco prosegue impegnando VG a una selezione rigidissima, si affianca la filosofia che sostiene questa selezione: “Il nostro sogno è creare luoghi dove cibo e persone siano felici”. Le indicazioni escono dagli scaffali e diventano legenda per chi vuole sicurezza alla prima occhiata: il fucsia di SL indica il senza lattosio, il verde di veg per vegano, cromie e sigle in aiuto a una spesa veloce sono raccontati nelle pagine del catalogo,  cui si aggiungono i prodotti, accostati per senso, per vicinanza. Raccontati, spiegati, senza edulcorate esaltazioni: fatti e leggende  si mescolano al servizio del cliente che ne trae conoscenza, con linguaggio facile, divulgativo, come del resto sono le “miniguide al cibo felice” che si trovano in negozio e che il catalogo ripropone in alcune categorie: olio, pane, spezie, gin, cacao. Non ci sono tutte, ma (e questo è un parere) quelle “giuste”: quelle così semplici che devono ritrovare valore ... Uova, acqua, quelle “nuove” o innovate che vogliono un approfondimento.

La faccia industriale della gdo

La metamorfosi del comparto agroalimentare: è apparso il cromosoma MDD. L'editoriale della direttrice Cristina Lazzati (da Gdoweek n.1/2018)

Sempre più potenti, sempre più specializzate, le marche  del  distributore  sono  oggi  a  tutti  gli  effetti  un  player importante, ma non solo a scaffale, anche nella loro capacità, a monte, di influenzare gli andamenti di un settore, di disegnarne i trend e, non ultimo, di determinarne il valore di mercato. Da sempre, la gdo ha avuto in mano gli strumenti per influenzare la produzione, ma ha deciso di non avvalersene (mancanza di tempo, di competenze?), preferiva corteggiare le grandi marche, e gestire i follower. Poi, come in tutte le storie d’amore, c’è stata una crisi e si è cominciato a tirare una coperta sempre troppo corta; promozioni su promozioni hanno sfilacciato il rapporto, dagli scaffali se ne sono andati i brand meno rilevanti, che via via hanno fatto spazio alle mdd, i punti di vendita si sono rimpiccioliti e di nuovo si è posto l’obbligo per i distributori di fare delle scelte. In tutto questo, il consumatore chiedeva e chiede rassicurazione, salubrità, prezzo, e lo chiede oggi al distributore che ha scelto (o forse non ha avuto scelta?) di entrare nel gioco, prima timidamente poi sempre più da protagonista. Un non ritorno? Non lo sappiamo ancora ... vigiliamo.

Il futuro di Novacoop: welfare, convenienza, qualità e sviluppo

Dopo un bilancio positivo dell’anno appena trascorso, si gettano le basi di un ulteriore sviluppo grazie a investimenti per 500 milioni di euro

 

Si può sintetizzare in quattro parole chiave il futuro di Novacoop, ossia welfare aziendale, convenienza, qualità e sviluppo. Dopo un bilancio positivo dell’anno appena trascorso, che ha visto il consolidamento dell’insegna Coop nel mercato piemontese, si gettano le basi di un ulteriore sviluppo grazie a investimenti per 500 milioni di euro.

“Nel 2018 riprenderà con forza la politica di espansione dell’insegna. – spiega il presidente di Novacoop Ernesto Dalle Rive - Apriremo a Torino un punto di vendita, in via Botticelli, dove realizzeremo un nuovo modello distributivo capace di coniugare la proposta commerciale con quella della ristorazione. Mentre a Vercelli apriremo un distributore Enercoop”.

Un piano di sviluppo fortemente incentrato sulla valorizzazione delle risorse umane. “Ci concentriamo  sui dipendenti – prosegue Dalle Rive – perché dobbiamo puntare sulla fidelizzazione e sulla capacità di lavoro delle persone. Chiediamo molto ai lavoratori e per questo puntiamo su di loro con politiche di welfare aziendale adeguate. Ma ci concentreremo anche sulla convenienza e sulla qualità del prodotto a marchio Coop”.

Conad: a Treviso il temporary store fa boom di presenze

conad treviso pop up
Il temporary store Conad di Treviso, in linea con i valori dell'insegna, è stato concepito come luogo di condivisione e di incontro

Registra 20.000 ingressi il pop-up store Conad, attivo a Treviso, in piazza della Borsa, dal 19 dicembre al 7 gennaio, con  presenze significative di turisti italiani ed esteri provenienti da Francia, Portogallo, Giappone, Russia, Germania e Spagna.

Giovanni Uliana, socio Conad gestore dell’Ipermercato di San Biagio di Callalta e capofila del gruppo di imprenditori che hanno garantito l’apertura della struttura, spiega: “Abbiamo messo tanta passione e tutto il nostro impegno a servizio della città, per garantire un luogo aperto a tutti, accogliente e piacevole, in cui ritrovarsi per quattro chiacchiere e un aperitivo, per riscoprire il piacere dello stare insieme e vivere il centro, assistendo a spettacoli diversi in un’atmosfera di festa e aggregazione. Abbiamo cercato di fare del temporary prima di tutto un luogo di condivisione, di incontro, di “comunità”, in linea con i valori ai quali come soci imprenditori Conad ci ispiriamo nel nostro lavoro di ogni giorno: stare sul territorio, parlare con le persone, cercare di rispondere alle loro esigenze non solo in termini commerciali, ma con un occhio attento all’intero territorio nel quale viviamo”.

La struttura ha accolto infatti un calendario di eventi culturali e di intrattenimento, promossi dal Comune di Treviso e organizzati grazie all’impegno delle tante realtà dell’associazionismo locale.

Amazon apre in autunno il 4° centro distributivo in Italia

Aprirà a Torrazza Piemonte il 4° centro di distribuzione Amazon in Italia: un investimento da 150 milioni di euro, che conferma il ruolo propulsivo del Piemonte, e in particolare dell'area metropolitana di Torino, nel creare occasioni di sviluppo immobiliare/retail e di occupazione

Entrerà in funzione nell'autunno 2018 il quarto centro di distribuzione Amazon in Italia, un anno dopo le aperture degli hub di Passo Corese (Rieti) e Vercelli, operativi da settembre 2017. Amazon comunica che questo sviluppo creerà 1.200 nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato entro tre anni dal lancio del sito: l'investimento nella nuova struttura logistica (60.000 mq) ammonta a 150 milioni di euro. Il magazzino funzionerà con la tecnologia Amazon Robotics.

"Questo nuovo progetto di Amazon è l'ulteriore conferma di come il Piemonte sia un territorio dove valga la pena investire -commenta Sergio Chiamparino, Presidente di Regione Piemonte-, un luogo di innovazione e di competenze, che fra tutti gli altri viene scelto come contesto più favorevole per grandi operazioni da parte di importanti aziende multinazionali. Annunci come quelli di Amazon non avvengono per caso, ma sono conseguenza di un sistema di relazioni serio e affidabile, che si costruisce e rafforza nel tempo".

Chiara Appendino, sindaca della città metropolitana di Torino

A Torino anche il primo centro per l'AI e il Machine Learning
"La decisione di Amazon di inaugurare fra pochi mesi il quarto centro di distribuzione nel nostro Paese, a pochi chilometri da Torino, è lungimirante per diverse ragioni -aggiunge Chiara Appendino, Sindaca della Città metropolitana di Torino-. L'investimento incrementerà la vitalità delle imprese locali e gli scambi commerciali, a beneficio dei consumatori e rappresenta un volano per l’economia locale. L’apertura della struttura logistica, in una dimensione legata all’impiego di tecnologie innovative, offre inoltre uno spiraglio concreto all’occupazione. Un investimento, quest’ultimo, che segue quello annunciato da Amazon lo scorso anno per l’apertura a Torino di un nuovo centro di sviluppo per l’intelligenza artificiale e il Machine Learning".

Questo foto, come quella in home page, riguarda un centro Amazon equipaggiato con robotics esattamente come il sito di Torrazza Piemonte

"Il nuovo centro di distribuzione di Torrazza Piemonte è una prova tangibile dell’impegno di Amazon in Italia, nei confronti dei nostri clienti e dei venditori che impiegano il nostro marketplace per sviluppare le loro attività in tutta Europa" commenta Fred Pattje, Amazon Operations Director per Spagna e Italia.
Contento, soprattutto per le positive ricadute occupazionali il sindaco, anche il sindaco di Torrazza, Massimo Rozzino: "Giovani e meno giovani, già nel 2018, potranno trovare una risposta concreta ai bisogni occupazionali in ambito locale. Il nuovo polo logistico rappresenterà un motore per la crescita e la ripresa delle tante attività imprenditoriali del nostro Comune. È frutto del nostro impegno ad accogliere e favorire insediamenti produttivi rispettosi dell’ambiente e compatibili con il nostro territorio".

Amazon in Italia
Dal suo arrivo nel 2010, Amazon ha investito oltre 800 milioni di euro e creato più di 3.000 nuovi posti di lavoro in Italia. Nel 2011 ha inaugurato il centro di distribuzione Castel San Giovanni, primo sito logistico di Amazon in Italia. Nel novembre 2015 ha aperto il suo centro di distribuzione urbano da 1.500 mq a Milano per servire i clienti Amazon Prime Now.
A settembre 2017 sono entrati in funzione i centri di distribuzione Amazon di Passo Corese (Ri) e Vercelli per i quali Jeff Bezos ha investito rispettivamente 150 milioni e 65 milioni di euro. Negli ultimi due anni, Amazon ha avviato un centro di smistamento a Castel San Giovanni e otto depositi di smistamento situati a Avigliana (To), Origgio (Va), Rogoredo (Mi), Crespellano (Bo), Calenzano (Fi), Vigonza (Pd), Pomezia (Ri) e Fiano Romano (Ri).
Nel 2012 Amazon ha aperto il proprio centro di assistenza clienti a Cagliari e gli uffici centrali a Milano, spostandoli a novembre 2017 in un edificio ristrutturato di 17.500 mq nel quartiere di Porta Nuova: la nuova sede ospita gli attuali 400 dipendenti e fornirà all’azienda spazio sufficiente per accogliere oltre 1.100 persone.
Amazon ha inoltre annunciato l’apertura a Torino di un centro di sviluppo per la ricerca sul riconoscimento vocale e la comprensione del linguaggio naturale che supporterà la tecnologia già utilizzata per l’assistente vocale Alexa, al momento disponibile solo in lingua inglese per servizi e prodotti come Amazon Echo, Echo Dot, Amazon Fire TV e Amazon Tap.

Italian Food Excellence

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