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Lidl è tra i Best Workplace 2015 per la Gdo

Lidl

A Lidl il riconoscimento di Best Workplace italiano per il 2015, che vede l’azienda situata in decima posizione tra le 35 large companies in cui si lavora meglio. Il premio è stato consegnato alla Triennale di Milano e rende la catena della gdo la prima in classifica per il settore, secondo le indagini annuali effettuate dal Great Place to Work Institute, che intervista circa 35.000 collaboratori a campione.
L’analisi è effettuata attraverso Trust Index e valuta fattori quali il grado di fiducia e orgoglio, nonché di correttezza nelle relazioni tra colleghi. In tal senso, Lidl ha mostrato di essere apprezzata per progetti di formazione come Generazione Talenti, rivolto ai neolaureati.
“Questa per noi è una doppia soddisfazione. Siamo nella top ten dei migliori ambienti di lavoro e siamo anche la prima azienda della grande distribuzione italiana. Un riconoscimento che ci riempie di orgoglio. Ricevere questo premio testimonia l’impegno di Lidl Italia verso un costante miglioramento dell’ambiente di lavoro. Un ringraziamento particolare va a tutti i nostri 11.000 collaboratori, perché è grazie a loro che Lidl è un Best Workplace”, ha commentato Dorotea Mader, direttore Risorse Umane di Lidl Italia.

Via a una banca dati europea per i prodotti biologici

Via a Data Bio, uno strumento a disposizione di cittadini e imprese che consentirà di ottenere informazioni sicure e aggiornate sulla filiera europea del biologico. La banca dati garantirà infatti la tracciabilità di produzioni e transazioni in tutta Europa, arginando al contempo le frodi e riducendo la circolazione di falsi.
Presentata al Biofach 2015 di Norimberga, la piattaforma è nata dalla collaborazione tra l’ente unico Accredia e FederBio, ed ha registrato il 95% degli operatori italiani del settore biologico, grazie ai dati forniti da 9 organismi di certificazione.
Il database monitorerà tutti i passaggi che partono dalle superfici agricole di acquisto, esaminando il rispetto delle norme e la congruenza con le rese produttive certificate. L’area pubblica della banca dati è già online a disposizione di tutti i cittadini, mentre quella riservata agli operatori partirà a inizio maggio.

Target Express, il format di vicinato di Target

Un nuovo format di dimensioni più contenute per una spesa più veloce e molto smart: questi gli obiettivi di TargetExpress, l'insegna che Target ha lanciato lo scorso anno a Minneapolis (Usa), vicino al campus dell'Università. Questa scelta ha portato a privilegiare alcune categorie (come nel tessile con una vasta presenza di abbigliamento con il brand dell'Università), piuttosto che piatti pronti. Un tour nelle caratteristiche dello store insieme al team leader Karl Anderson.

Amazon Dash: come integrare la spesa online da casa

Un nuovo strumento per fare la spesa, una sorta di telecomando che permette di scannerizzare i prodotti direttamente mentre sei a casa e inserirli nella lista della spesa online.

Walmart restringe l’uso dell’app Savings Catcher

A pochi mesi dall’implementazione su larga scala dell’applicazione Savings Catcher, Walmart fa un passo indietro e comunica via mail agli utenti che ne fanno uso nuove limitazioni al riguardo. Lo strumento lanciato nel 2014 allo scopo di far sempre pagare ai consumatori il prezzo più basso per quanto acquistato, dal 14 febbraio non sarà più valido per quei prodotti che non hanno un codice Up uniforme e corrispondente con gli altri retailer, come nel caso dei prodotti da forno.
Walmart ha comunicato inoltre che la comparazione tra le varie offerte potrà essere effettuata solo con i retailer del mass market, grocery e dollar store, escludendo pertanto dal confronto tutti i drugstore. La portavoce dell’azienda Danit Marquardt ha dichiarato al The City Wire che l'aggiornamento dell'applicazione si lega alla scelta di Walmart di spostare il focus su alimentari e articoli di largo consumo, considerata l’importante incidenza che questi ultimi hanno sulla spesa dei consumatori.

Lidl e la Selezione Gambero Rosso

Uno degli spot di Lidl sulla linea Selezione Gambero Rosso, a conferma della volontà dell'insegna di sottolineare il suo know sui prodotti italiani, anche di riconosciuta qualità

La recente campagna di Lidl sulla linea Selezione Gambero Rosso. Dopo il lancio,nel 2013, della campagna “Anch’io” accompagnata dal claim “Non cambiare stile di vita, cambia supermercato”, il percorso evolutivo del discounter tedesco, evidente anche nel nuovo concept store di Arcole (Vr), prosegue con la progressiva focalizzazione sulla qualità garantita dei prodotti, dimostrata anche attraverso gli abbinamento che Gambero Rosso, ha assaggiato e valutato.

Apple store di Firenze: una vetrina oltre la vendita

Un tempio Apple in piazza della Repubblica a Firenze, in probabile apertura per il periodo estivo all’interno degli ex locali Bnl. Si tratta di uno store di oltre 2.000 metri quadri, ospitato in un immobile di fine ‘800 e con caratteristiche che lo pongono al di là del semplice punto vendita. L'idea alla base del progetto, sia a livello concettuale che architettonico, supera infatti quella del negozio tradizionale, puntando alla creazione di una vetrina di prestigio per il brand, sede di eventi e iniziative di un certo tenore.
Un visual e un design dai dettagli ancora non rivelati ma improntati quindi a un racconto del marchio, che veicola e rafforza la propria immagine attraverso un luogo di impatto socialmente coinvolgente. Per ora è noto che lo store usufruirà del piano terra, ma è molto probabile che lo spazio si estenda anche al primo piano, rendendolo così uno dei più grandi sul territorio europeo.

Coop bloccata dal Garante nell’acquisizione di Superconti

Dall’Autorità garante per il mercato e la concorrenza arriva lo stop all’operazione di acquisizione del gruppo Superconti da parte di Coop Centro Italia, per la quale era già stato siglato un contratto preliminare. Bloccata dunque per il momento la cessione dei 32 punti vendita nelle province di Macerata, Perugia, Rieti, Roma, Viterbo e Terni, proprio perché in quest’ultima area si rileva il rischio di costituire una posizione dominante.
Secondo quanto espresso dal Garante tramite bollettino, tale procedura porterebbe infatti Coop a detenere nel settore Ipermercati una quota di mercato pari al 60,4%, causando un dannoso squilibrio ed effetti concorrenziali eccessivamente restrittivi in particolare nella provincia ternana e di Viterbo. Si tratta di un primo provvedimento che congela almeno per il momento l'operazione Superconti, deliberando l’avvio dell’istruttoria e fissando a 10 giorni il termine per le controdeduzioni delle parti in causa.

AsColour aiuta a scegliere il colore adatto a ciascun cliente

La catena di abbigliamento neozelandese AS Colour ha introdotto AS Colourmatic, uno scanner che individua il colore della pelle del cliente e lo mette in relazione con le nuance dei capi. Il risultato? + 16% nelle vendite.

Logistica collaborativa protagonista al Cold Chain Food Forum

Come impostare un modello di logistica collaborativa, ottimizzare i flussi di consegna e controllare la temperatura: un tema “caldo” per il settore delle grande distribuzione, che troverà un importante momento di approfondimento nella II edizione di Cold Chain Food Forum, organizzato dall’Istituto Internazionale di Ricerca, in programma il 18 febbraio 2015 presso lo Starhotel Business Palace di Milano.
Il convegno, di cui Gdoweek è media partner, si propone di indagare i temi legati alla gestione della catena del freddo nel settore alimentare e rappresenta un’opportunità per fare il punto sulle nuove tecnologie che permettono una tracciabilità accurata e il controllo delle temperature al cuore del prodotto.

La logistica dei freschi incontra la GDO per:

  • preservare la temperatura attraverso l’ottimizzazione della trasmissione ordini;
  • predisporre una corretta impostazione dei pallet per mantenere integro il prodotto;
  • evitare la rottura della catena del freddo per i surgelati e la IV gamma;
  • esporre ai fornitori di servizi logistici i propri “desiderata” per una corretta sanificazione del mezzo e impostare una valutazione su KPI.

Quest’anno l’evento si arricchisce di un’Advisory Board, composta da 6 autorevoli specialisti del mondo della logistica che proporrano all’interno della prima delle due nuove tavole rotonde 7 suggerimenti pratici per ottimizzare la collaborazione tra gdo e food. La seconda tavola Rotonda, dedicata al corretto utilizzo dei Pallet per migliorare la qualità dell’imballaggio perr mantenere integro il prodotto, sarà invece l’occasione ideale per confrontarsi con gli operatori logistici e di trasporto per individuare le soluzioni in linea con il proprio business.

Per ulteriori informazioni:   nikolina.gramegna@iir-italy.it   02.83.847.207

www.iir-italy.it

Twitter: #coldchainfood

 

OVS si quota per rafforzare lo sviluppo del gruppo

Beraldo
Stefano Beraldo - Ad di Gruppo OVS

“In una fase del mercato che definire in crisi è un eufemismo, andiamo in Borsa sicuri della qualità del nostro gruppo e del posizionamento vincente della nostra offerta”. Stefano Beraldo, numero uno di Gruppo OVS, è realista e ottimista insieme e sgombra il campo da equivoci e interpretazioni svianti, come quella secondo la quale “la nostra quotazione sarebbe finalizzata a pagare l’indebitamento: assolutamente no. Tutti i mezzi raccolti dalla quotazione – precisa Beraldo – andranno a rafforzare la struttura patrimoniale del gruppo”.

Nel dettaglio l’operazione è questa: Gruppo OVS si quota in Borsa attraverso un’Offerta Globale di (massime) 101 milioni di azioni delle quali 87 milioni rivenienti dall’aumento di capitale in Ops (Offerta pubblica di sottoscrizione) deliberato lo scorso 23 luglio, e 14 milioni poste in vendita da Gruppo Coin spa (Opv). Destinate ai risparmiatori italiani circa 10 milioni di azioni. Il resto (90%) va al collocamento istituzionale.

La stima del ricavato complessivo derivante dall’Offerta Globale comprensivo del ricavato derivante dall’aumento di capitale, riferiti al prezzo massimo, è pari a oltre 530 milioni di euro, di cui circa 323 milioni sono di pertinenza di OVS. Il range di prezzo per azione va da 4,00 a 5,40 euro.

Nell’anno chiuso al 31 gennaio 2014 Gruppo OVS ha registrato vendite consolidate pari a 1.136 milioni di euro con Ebitda di 132 milioni. L’attuale gruppo OVS è stato costituito nel luglio 2014 attraverso lo scorporo delle attività di OVS e Upim da Gruppo Coin, iniziativa funzionale alla quotazione in Borsa della nuova società. Nei primi 9 mesi 2014 (esercizio chiuso il 31 ottobre) i ricavi sono aumentati del 7,4% raggiungendo gli 877 milioni di euro. Il progresso è significativo anche a parità di perimetro (+5,2%).

Gruppo OVS ha oltre 1.000 negozi: 896 in Italia (dei quali 641 a insegna OVS) ai quali si aggiungono i 133 punti di vendita all’estero. OVS è il primo retailer italiano con una quota di mercato del 5,17%: il doppio rispetto a quella di Inditex-Zara e 3 volte superiore a H&M. In cima alla strategia di sviluppo del gruppo spicca l’obiettivo di consolidare l’espansione sul territorio nazionale.

Ovs, il flagship di Milano Cordusio ad alta connettività

A Milano, lo scorso anno, OVS ha aperto un flasghip che rappresenta una nuova tappa del percorso della catena soprattutto in termini di evoluzine tecnologica: camerini digitali, spazio Google, tablet, accesso a Internet e all'eCommerce.

A Milano, lo scorso anno, OVS ha aperto un flasghip che rappresenta una nuova tappa del percorso della catena soprattutto in termini di evoluzine tecnologica: camerini digitali, spazio Google, tablet, accesso a Internet e all'eCommerce.

La crisi della Gdo britannica: Tesco al taglio drastico

I marchi della grande distribuzione inglese arrancano sotto i colpi della crisi e il crescente successo della formula discount. L’ultimo aggiornamento al riguardo arriva dal Sunday Telegraph, che riporta le intenzioni del big britannico Tesco di tagliare drasticamente il personale, inclusi dirigenti della sede centrale a Cheshunt, arrivando a licenziare 10.000 dipendenti. Una scelta drastica che andrebbe di pari passo con la chiusura di 43 punti vendita della catena, segnando un incremento del gioco al ribasso nonostante il modesto miglioramento delle vendite a gennaio.
In stato di sofferenza anche le altre tre maggiori insegne Sainsbury’s, Aisda e Morrisons, che hanno già manifestato l’intenzione di effettuare sostanziosi tagli del personale, che vanno da 500 dipendenti per la prima, passando rispettivamente per 1.360 e 2.600 posti di lavoro per le altre due.

MaxiZoo alla conquista dell’Italia, a partire da 12 nuove aperture

Maxi Zoo Certosa Milano 2014

Dalla suo debutto italiano nel 2005 a Treviso, MaxiZoo arriva oggi nel Nord della penisola a quota 48 negozi, puntando a un’ulteriore espansione che prevede di raggiungere i 100 punti vendita nel 2017, scendendo anche verso il Centro. Per ora, la grande catena di perfood e petcare del gruppo tedesco ha già in programma per il 2015 dodici nuove aperture in zone come la Romagna e Como, dopo lo scatto che dal 2009 ha visto il fatturato crescere da 7 a 56 milioni di euro nel 2014. Si tratta di un successo decretato in particolare dal nuovo format urbano e innovativo che persegue la creazione di punti vendita personalizzati a misura d’uomo e di animale, sia nel visual che nei servizi offerti alla clientela.
L’intento alla base della strategia espansiva è in particolare quello di sfruttare le potenzialità di un mercato italiano non ancora del tutto maturo ma ricco di tendenze da intercettare, anche attraverso l’offerta di marchi esclusivi che portino i padroni a preferire l’acquisto dei prodotti alimentari anziché la produzione di cibo domestico per il proprio animale.
MaxiZoo punta infine a un incremento dei canali di vendita anche in senso e-commerce, per soddisfare quel target di utenza che fa sempre più uso di smartphone e tablet.

Bucato, la prudenza dei consumatori è al top

gdoweek022015_pag58I dati per la detergenza bucato forniti da IRI (novembre 2014) ribadiscono il calo delle vendite a volume (-3,7%) e ancor più a valore (-7,7%), dati confermati quasi al decimale da tutti i buyer contattati. A incidere più profondamente sui volumi è il -10% dei detersivi per lavatrice per indumenti fini e specifici; a valore, invece, si evidenzia il -11,3% dei prodotti per il bucato a mano. Tengono i detersivi bivalenti e i saponi. Il potere d’acquisto delle famiglie, dunque, prosegue la sua discesa, e sempre più negli acquisti si tende a privilegiare l’indispensabile cercando di ridurre la quota-lavaggio, per sopperire agli stessi bisogni con meno denaro. Scende il prezzo medio (-4,1%) e cresce la promozionalità passando dal 41,5% di febbraio 2014 al 42,7% a novembre. Il formato nel quale la perdita di margine si fa sentire più pesante è l’iper, nel quale oltre due punti percentuali differenziano la quota delle vendite a volume da quella a valore (più negativa). Se riportiamo i dati nell’ambito delle pl, che pesano per l’8,6%, la flessione è inferiore al punto percentuale e la pressione promozionale è su livelli più bassi: al 35,1%.

Il quadro generale
“La marginalità è il problema principale degli ultimi due anni”, evidenzia Fabio Favaro, category manager detergenza, carta, pulizia casa, non food Selex Gruppo Commerciale. “È una categoria in deflazione alla vendita e anche all’acquisto, sebbene in misura minore”. Altro tema importante è la crescita del canale drugstore che certamente ha rubato e continua a rubare quota vendite al canale alimentare, con un’offerta decisamente più ampia e profonda e un livello di servizio certamente superiore rispetto al canale alimentare. Conferma la tendenza Silvana Russo, buyer cura casa e persona, non food, bazar di Crai: “Il consumatore riconosce profondità assortimentale e convenienza al canale drugstore”. Rispetto agli assortimenti, la categoria che ha maggior peso è il detersivo lavatrice “con intensità promozionali elevatissime, anche oltre il 50% nel canale Iper, prosegue Russo, e una segmentazione di prezzo serratissima nella fascia intermedia, adesso presidiata anche dai leader storicamente posizionati in una fascia più alta”.
Secondo Ferdinando Vigorita, direttore generale di In.Prof., affiliato Sisa: “Stanno cambiando le modalità d’acquisto e il cliente privilegia il prezzo indipendentemente dal marchio. Di conseguenza, la grande distribuzione dovrebbe pensare più da grossista e operare delle scelte in termini di category affrontando coraggiosamente anche il tema dei contratti. La conseguenza, altrimenti, è l’abbattimento dei mercati e la distruzione dell’industria di marca italiana, a discapito della qualità”.
I dati IRI sono confermati anche dal Gruppo Poli, come spiega Marzia Margoni, ufficio Acquisti e marketing manager: “La tendenza in negativo, in atto da circa tre anni, ha portato nel 2014 a una razionalizzazione dell’assortimento verso un mix più basico e lo sviluppo di aree come l’ecologico; inoltre abbiamo abbassato i prezzi a scaffale, per dare più convenienza alla spesa di tutti i giorni”. Minore profondità, aumentando l’ampiezza: meno polveri e più spazio ai segmenti in crescita, come le Tabs; inoltre maggiore promozionalità sul detersivo liquido da bucato, con un ruolo di attrazione. Acquisti all’insegna dell’ottimizzazione, riporta Giuseppe Altieri, buyer detergenza Gruppo Gabrielli: “L’attuale congiuntura economica ha creato un’elevata consapevolezza da parte dei consumatori. Molti clienti hanno ottimizzato gli acquisti eliminando il superfluo: per esempio i prodotti per i capi delicati, gli anticalcare, additivi e smacchiatori. Crescita importante hanno avuto i detergenti di origine ecologica”. È in controtendenza Isa Spa, impresa socia di Gruppo VéGé, afferma il responsabile commerciale Mauro Meloni: “Da parte nostra registriamo un incremento del 2% nel corso del 2014. Le tendenze vengono dettate dall’industria con i lanci di nuovi prodotti, ma negli ultimi 2-3 anni i clienti, e quindi le vendite, si sono spostati sui detersivi liquidi e concentrati, a scapito delle polveri sempre più in calo sia in volume che a valore”. La redditività a scaffale è al centro, come spiega Meloni: “Certamente seguiamo le tendenze di mercato, ma soprattutto valutiamo l’assortimento sulla base della redditività degli spazi nello scaffale, per mantenere sano il conto economico della categoria merceologica. Quindi puntiamo a mantenere un’elevata pressione promozionale, inoltre stiamo investendo per garantire una convenienza continuativa, al fine di incrementare i venduti recuperando margini a valore”.

La private label
L’abbattimento del prezzo medio per i leader di mercato ha comportato l’allineamento di co-leader e follower ai punti prezzo dei prodotti a marchio del distributore. Le strategie dei distributori definiscono ruoli diversi per la pl. Secondo Favaro: “Alcuni privilegiano la promozionalità; altri preferiscono insistere sulla vendita fuori promozione, puntando su una sorta di edlp; altri ancora relegano la pl a un ruolo tattico di contributore di margine, senza eccessive spinte e tagli prezzo”. Per il Gruppo Poli il discorso pl è ancora in fase di sviluppo assortimentale: “La promozionalità è al 10%, sicuramente il tema merita un approfondimento in direzione del consumatore”. “Oltre a una scala prezzi chiara e leggibile, spiega Altieri per Gabrielli, il giusto spazio ai brand leader e i primi prezzi ben evidenziati a scaffale, i clienti trovano nei nostri pdv una vasta gamma di prodotti della pl Consilia. Nel reparto cura casa l’incidenza delle vendite supera il 25%”.

Birra, punto di attrazione per il negozio?

di Davide Bernieri

La birra è sul punto di diventare la “next big thing” della distribuzione moderna italiana. Analisti, operatori e retailer concordano sulla gdoweek022015_pag20possibilità di espandere il consumo della bevanda in gdo, sulla falsariga di quanto già successo sia con il vino una decina di anni fa sia con l’acqua minerale in store selezionati.

Dall’estero
Esempi interessanti di innovazione nell’offerta vengono dall’estero, in Paesi nei quali la birra ha un consumo radicato e il prodotto, e il suo modo di venderlo, ha già completato questo iter evolutivo. Whole Foods, per esempio, è la punta di diamante dell’esistenza di un rapporto proficuo tra distribuzione moderna e birra. Con l’apertura del Whole Foods Market a San Josè in California, inaugura il suo primo microbirrificio all’interno della rete. Si tratta di una struttura di 600 mq realizzata sul tetto del nuovo edificio, che avrà annesso un pub, aperto anche all’esterno, con una rotazione di 22 spine e la possibilità di consumare pasti e snack, freschi e bio. Ma tutta la rete Usa di Whole Foods ospita sale di spillatura e degustazione di birra artigianale, a sancire un legame stretto tra la catena premium e la craft beer. “La presenza di un microbirrificio e di una sala di degustazione di birra artigianale -dichiara Wesley Miller, che ha seguito lo sviluppo del progetto dello store di San Josè- ci permette di interagire con la nostra offerta di prodotti specialità, proponendo ai clienti percorsi di degustazione e di abbinamento. Le nostre birre brassate sono servite in-store fresche alla spina, con una resa qualitativa eccellente”.
Altrettanto interessante è l’esperienza di 99 Bottles, beer shop specializzato di Pittsburgh (Usa) che propone un’offerta di 500 etichette, esposte in banchi refrigerati, per migliorare il grado di conservazione (soprattutto per le molte birre artigianali non solo pastorizzate) e offrire un servizio aggiuntivo al cliente. Elemento distintivo è la possibilità di acquistare birra artigianale sfusa, riempiendo le proprie bottiglie in vetro e attingendo da una rotazione di 30 fusti provenienti dai migliori birrifici artigianali americani. Da citare anche il caso di Tørst, l’unico ristorante premiato con stelle Michelin a non servire vino: al Tørst di Brooklyn si consumano solo birre artigianali, da un banco di 21 spine e da una carta di 100 etichette. Nessuna concessione al folklore e all’immagine classica della birra, un po’ rozza e semplice: il layout del Tørst si snoda tra marmi, specchi e reminescenze liberty. A conferma che la birra sta diventano sinonimo di eleganza e di distinzione.

Primi segnali dalla gdo
L’Italia è una nazione birraria di recente sviluppo e, in questi ultimi cinque anni, il settore ha vissuto una stagione di grande cambiamento, determinato dall’affermazione delle etichette artigianali, oltre 400 produttori sparsi da Nord a Sud, che hanno definitivamente frantumato la canonica tripartizione tra bionda, rossa e scura puntando, invece, su birre speciali che esprimono un legame sempre più stretto con il territorio.
Sullo slancio di questo fermento la gdo italiana è impegnata nel valorizzare la categoria aumentando spazi e assortimenti, favorendo al massimo soluzioni che accrescano la conoscenza della birra presso il cliente medio del supermercato e giustificare così i margini ma anche i prezzi delle specialty.
Spiegare i diversi stili internazionali, le modalità di consumo, gli abbinamenti consigliati sono elementi chiave di questo retail mix. Anche perché, la concomitante frenata delle vendite Horeca incentiva a riportare tra le mura domestiche i consumi tradizionalmente fuori casa. “Siamo di fronte a una categoria in profonda evoluzione -dichiara Enrico De Stefano di Simply Italia- nella quale il cliente si aspetta prodotti con caratteristiche differenti, a maggiore gradazione alcolica o con aromatizzazioni più intense. In coerenza con questi cambiamenti e forti dei dati positivi sulle birre speciali, cresciute a doppia cifra lo scorso anno, stiamo lavorando sull’ambientazione. Così, nel Simply di viale Corsica a Milano, abbiamo iniziato una nuova strategia espositiva, che espone le birre speciali vicine al vino, mondi in molti casi omogenei come tipologia di consumo e battuta di cassa, in particolare nel formato da 75 cl. Abbiamo anche previsto una serie di stopper che illustrano al cliente provenienza, temperatura di servizio, bicchiere adatto e alcuni suggerimenti di abbinamento. Questa operazione ci ha dato ottimi risultati, con una maggiore penetrazione delle speciali nelle scelte dei nostri clienti che ci ha convinto a estendere queste soluzioni su tutta la rete”.

Vendita alla temperatura giusta
Luca Migliavacca di Unes, sottolinea la strada che c’è da fare. “Pensiamo allo scaffale del cioccolato -spiega-: solo pochi anni fa si trovavano poche tipologie di prodotto, oggi assistiamo a un’esplosione, al di là della classica bionda. Questo significa che un retailer attento ai segnali provenienti dal mercato deve ampliare l’offerta e mettere questo scaffale al centro del retail mix. Da parte nostra, nel nostro supermercato U2 a Buccinasco (Mi), abbiamo cercato di mettere l’accento su specialità, birre aromatizzate o ad altra gradazione, inserendole, anche come test, in un armadio refrigerato chiuso per incentivarne l’acquisto. Inoltre, vorremmo evidenziare a scaffale le caratteristiche dei vari stili, la loro provenienza, la corretta temperatura di servizio e qualche abbinamento. Sempre più i nostri clienti sanno cosa significa bere una birra d’abbazia belga o un’India Pale Ale (abbreviata con l’acronimo Ipa), nota per l’intensa aromatizzazione di luppolo. A fronte di questa comunicazioni ed esposizioni, non a caso, i consumatori informati sono disposti a spendere di più pur di acquistare un prodotto con caratteristiche d’eccellenza. Di certo queste attività sul pdv per affermare un nuovo concetto di birra saranno estese a tutta la nostra rete”.

Lidl Italia in crescita: verso 200 assunzioni

Dagli addetti alla rete di vendita, compresi commessi specializzati e capi filale, fino responsabili tecnici e neolaureati in ingegneria per il comparto immobiliare. Queste alcune delle figure ricercate per i mesi a venire dal Lidl italia, che con oltre 570 punti vendita sul nostro territorio continua la sua fase di espansione all’insegna di investimenti anche nel settore risorse umane.
Per supportare il suo piano di sviluppo, che prevede nuove aperture entro la fine del 2015, Lidl Italia ha messo dunque in moto l’assunzione di circa 200 nuovi dipendenti da inserire nei diversi settori, stanziando un investimento totale per la crescita di 1 miliardo di euro su cinque anni.
Già riconosciuta dai clienti insegna dell’anno 2014-2015, la catena prosegue così con ambizione sulla scia del suo successo italiano, ricercando anche giovani meritevoli da formare con i progetti internazionali di Generazione Talenti e Trainee Program, che durano rispettivamente un anno e due anni.

Decathlon integra prezzo e valore nella nuova campagna

Decathlon decide per il 2015 di implementare la comunicazione dei propri prodotti a livello qualitativo, pur restando focalizzata su una garanzia di convenienza. Secondo tale ottica, la catena sportiva ha avviato la nuova campagna Fattore VP, che punta a veicolare un aumento del Valore, parallelamente a un abbassamento dei Prezzi, attraverso una denominazione che forse volutamente richiama all'acronimo Vip.
Si tratta di un focus che integra due concetti potenzialmente contrastanti e che virerà su più canali, dalle affissioni outdoor ai social network, passando per l’e-commerce e soprattutto video dimostrativi che mostrano la qualità della merce, sia a livello funzionale che di resistenza.
“Il Fattore VP controverte la regola che a una maggiore qualità corrisponde un maggior prezzo: vogliamo dimostrare che si possono offrire prodotti adatti ad ogni livello di pratica a prezzi più che competitivi. La campagna Fattore VP è il cuore, il principio e il risultato di tutta la politica di Decathlon, rientra in tutti i nostri prodotti ed è al centro dell’attenzione dei 6.000 collaboratori italiani”, ha sottolineato Fulvio Matteoni, ad si Decathlon Italia.

Per Leroy Merlin un nuovo deposito dal 2016

Con una superficie calpestabile di di 90.000 mq di cui 15.000 mq soppalcata, il nuovo deposito di Leroy Merlin ha l’obiettivo di servire un’area geografica estesa e di rispondere agli sviluppi futuri del brand francese. La scelta del  parco logistico di Castel San Giovanni in provincia di Piacenza (installazione con 1,3 milioni id mq di superficie) ha una valenza strategica grazie alla posizione con accesso diretto all’autostrada Torino-Brescia e la vicinanza all’autostrada del Sole.
La progettazione del deposito pone attenzione alla sostenibilità con un’illuminazione completamente a Led, un isolamento termico all’avanguardia e al sistema di gestione dell’edificio Bms (Building Management System) per il controllo automatizzato delle aree di lavoro comprendente i livelli di illuminazione, di ventilazione e di sicurezza.
In termini di sostenibilità ambientale il deposito avrà la certificazione Breeam ed è prevista la piantumazione di 500 pioppi.

La Digital Boutique di Ds Group: una nuova retail experience

Lo shopping in store si unisce a quello virtuale, in uno spazio dove la tecnologia implementa tutte le fasi dell’esperienza d’acquisto. Questo il concetto alla base della Digital Boutique inaugurata da Ds Group presso la sua sede milanese, grazie alla partnership con marchi quali Samsung Electronics, Microsoft, Sap e Intel. L’azienda italiana di consulenza Ict si focalizza così sulla Digital Retail Experience, presentandosi attraverso un modello di negozio innovativo dopo aver già seguito diversi brand del fashion nel passaggio verso una maggiore digitalizzazione.
Lo showroom propone un vero e proprio percorso il cui nodo strutturale è rappresentato dalla piattaforma Combenia, che integra le diverse tecnologie. Si va da telecamere, beacon e wi-fi capaci di profilare il cliente fin dal suo ingresso nello store, passando per grandi schermi che propongono outfit personalizzati sulla base delle caratteristiche rilevate. Tavoli e totem interattivi consentono inoltre il parallelo shopping online, mentre un camerino multimediale raccoglie i feedback del cliente, rilevando anche la differenza tra capi provati e venduti. I dispositivi mobili di pagamento eliminano infine l’attesa e le code.
Si tratta di una vera e propria mappatura dell’esperienza di acquisto, che oltre ad estendere l’esperienza e le possibilità del cliente si mette al servizio del retailer, diventando un potenziale asset aziendale strategico.

Auchan e Simply lanciano un programma di fedeltà multi-partner

Via al nuovo programma di loyalty multi-partner LaTua!Card, realizzato autonomamente da Auchan e Simply, che dalla fine del 2014 non fanno più parte del circuito Nectar. Dal 14 febbraio i clienti potranno dunque ritirare la carta in oltre 1.000 punti vendita tra ipermercati Auchan, supermercati Simply e drugstore LillaPois, la nuova insegna del gruppo francese lanciata lo scorso marzo.
L’idea alla base dell’iniziativa è naturalmente quella di rinforzare la relazione con il cliente, puntando sulla personalizzazione dell’offerta attraverso varie modalità di raccolta punti, che durerà dal 1° marzo 2015 a febbraio 2016. Il programma si focalizza inoltre su possibilità di risparmio, premiando in particolare con sconti sulle grandi marche e spingendo al contempo i prodotti a marchio Auchan, il fresco di Simply e la profumeria di Lillapois.
Tra i diversi partner della raccolta anche 4.000 eni station e l’online con eDreams e Tui.it, mentre i buoni sconto e le carte regalo saranno spendibili anche su Zalando e Showroomprive.it. L’uso della card sostiene infine la Fondazione Telethon, donando 1 centesimo ogni volta che quest’ultima viene presentata in cassa.
“LaTua!Card offre la flessibilità di un programma fedeltà gestito autonomamente e su misura delle esigenze dei partner, ma con una forza e una diffusione di un grande programma multi-brand”, ha sottolineato il responsabile del programma Marco Filipponi.

Auchan soffre e lotta all’interno del mercato francese

Secondo quanto riportato da Linéaires, le vendite degli ipermercati Auchan sarebbero cadute nel 2014 dell’1,2%, comparto carburante escluso. Nei primi nove mesi del 2014 si era già rilevato un generale crollo della fatturazione in Francia del 2,5%, che spinge la catena della Gdo a combattere maggiormente in un mercato dove la competizione è forte e la domanda è debole.
Tuttavia, il lavoro effettuato per migliorare l'esperienza di acquisto negli ipermercati e i forti investimenti a livello di prezzo potrebbero star avendo un primo effetto, considerato che i dati, per quanto negativi, risultano in miglioramento rispetto a quelli rilasciati in precedenza.
In attesa comunque dei risultati annuali definitivi, che Auchan rilascerà in marzo, in Francia si parla della chiusura di altri dieci punti Chronodrive, che segue a quella dei quattro di gennaio.

Asda verso i coupon digitali con Eagle Eye e Toshiba

Asda si prepara per il passaggio ai coupon digitali, salutando una volta per tutte le tradizionali campagne di vouchering basate sulla carta, come segnalato da The Grocer. La catena inglese di supermercati ha infatti appena firmato con le due tech company Toshiba e Eagle Eye, che ne seguiranno la digitalizzazione riguardante tutti i punti vendita.
Si tratta di una decisione che oltre a consentire un risparmio in termini economici porta un’altra serie di vantaggi, che aprono a significative opportunità per i brand. I fornitori potranno ad esempio creare e veicolare istantaneamente tutte le offerte agli acquirenti, raccogliendo in tempo reale tutti i dati relativi al successo della campagna. Questo significa, tra l’altro, la possibilità di incrementare le offerte su misura, adattandole secondo una maggiore personalizzazione.
“La piattaforma – come sottolinea infine Phill Blundell, chef executive di Eagle Eye – aiuta anche ad abbattere le frodi, garantendo che i coupon vengano utilizzati solo per il riscatto dei prodotti per cui sono validi”.

Eataly rimpiazza McDonald’s e apre il secondo punto a Roma

Eataly Roma

Il marchio Eataly cresce e segna un raddoppio a Roma, preparandosi ad aprire il suo secondo punto vendita capitolino in piazza della Repubblica, in uno spazio di circa 1.100 metri quadri prima occupato dall’insegna McDonald’s. Il retailer del settore food ha infatti ricevuto il via libera dalla giunta per prendere posizione sotto il Boscolo Hotel, presentando la sua tradizionale offerta di prodotti enogastronomici italiani in abbinamento alla ristorazione. Proprio al riguardo, l’apposita commissione tecnica ha individuato l’esistenza di elevati standard qualitativi, rilevati anche per la relativa riqualificazione dell’area interessata.
Un altro successo dunque per il patron della catena Oscar Farinetti, che con i suoi store è già arrivato anche oltreoceano e in Oriente, e che spera di aprire Eataly2 entro l’estate, forte del positivo riscontro che Eataly1 sta ottenendo ad Ostiense.

Dalla Rinascente una mini-collezione per l’oncologia pediatrica

T-shirt, felpa, shopper e un libro, questi gli elementi della mini collezione che La Rinascente ha scelto di dedicare ai più piccoli. L’intero ricavato della vendita dei prodotti verrà infatti devoluto al progetto Gold for Kids della Fondazione Umberto Veronesi, nato dall’idea di Margherita e Teresa Maccapani Missoni. I variopinti personaggi illustrati e donati da Ivo Bisignano diventano così parte del fashion allo scopo di sostenere l’oncologia pediatrica e di contribuire attivamente alla ricerca di cure nel settore.
La stessa storia contenuta nel libro e inventata da Chiara Segré, che è anche supervisore scientifico della Fondazione, racconta di un universo immaginario dove scienza e medicina si uniscono alla fantasia, consentendo la cura di numerose malattie, tra cui diversi tumori infantili.

Zalando estende l’esperienza d’acquisto con “completa l’outfit”

Zalando punta ad estendere l’esperienza di acquisto dei suoi clienti e ad incentivarne la spesa attraverso la nuova funzione “completa l’outfit”, lanciata per proporre insieme al capo selezionato tutta una serie di possibili abbinamenti. L’e-tailer del fashion risponde così con una nuova soluzione, ancora tutta da potenziare, alla tendenza soprattutto maschile di ricercare look completi anziché singoli prodotti.
Con un solo click si potrà dunque accedere a un servizio aggiuntivo che consente di visualizzare molteplici alternative anche in termini di accessori e in linea con le proprie preferenze, nonché di personalizzare lo stile attraverso un’unica operazione.
“Oltre a rendere l’acquisto più user-friendly, si offrono ai clienti più opzioni e la possibilità di trarre nuove ispirazioni poiché, per ciascun prodotto, suggeriamo diverse combinazioni e outfit”, ha sottolineato Giuseppe Tamola, Country Manager Zalando per l’Italia e la Spagna.

ERP lancia app che aiuta a gestire i rifiuti Raee

ERP Green Challenge App permette ai consumatori di trovare l’isola ecologica o il punto di raccolta vicino alla propria abitazione.

ERP Green Challenge App è un’app attraverso la quale ERP Italia aiuta i consumatori a trovare l’isola ecologica o il punto di raccolta vicino alla propria abitazione dove poter conferire i propri rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (tutte le tipologie), le proprie pile, accumulatori e i moduli fotovoltaici arrivati a fine vita.
Questa nuova app è unica nel contesto Raee ed è stata strutturata per accrescere la consapevolezza nel cittadino dell’impatto ambientale e i benefici sul pianeta generati dal riciclo dei propri rifiuti. All’interno della stessa si possono inoltre creare gruppi con i propri amici, condividere immagini e risultati di riciclo raggiunti, in completo stile social.

Restyling del sito
ERP Italia, il primo e più importante Sistema Collettivo in Europa per la gestione dei Raee, RPA e dei rifiuti da moduli fotovoltaici, ha inoltre effettuato il restyling del proprio sito (www.erp-recycling.it) che ha coinvolto sia il lato programmazione sia l’interfaccia grafica.
Oltre a fornire informazioni istituzionali sul Sistema Collettivo e i suoi servizi, il nuovo sito dedica ampio spazio ai contenuti tecnici e normativi. In particolare la parte Normativa e obblighi, contenuta nella sezione “Cosa cerchi”, rende immediatamente disponibili a clienti e operatori del settore informazioni e aggiornamenti di primaria utilità ai fini di un corretto adempimento degli obblighi di legge nella gestione dei rifiuti “tecnologici”.

 

Rafcycle recupera la carta siliconata

UPM Raflatac ha sviluppato un sistema per riciclare i supporti siliconati impiegati per caratterizzare le etichette dei prodotti industriali e di largo consumo. Immagini e voci dal Rafcycle Gala Dinner di Venezia.

Carrefour passa al crowdsourcing e lancia il catalogo baby

Carrefour punta sul coinvolgimento diretto e la partecipazione attiva dei clienti, da un lato attraverso un progetto di crowdsourcing lanciato da Carrefour Express, dall’altro con un social contest per le mamme che parte in parallelo a un innovativo catalogo Baby, dotato di QR Code.
Nel primo caso si ricercano sviluppo e innovazione attraverso il formato open “Un’idea per Express”, che invita i consumatori fino all’11 marzo a condividere concetti ed idee per creare il supermercato del futuro. Ancora una volta, dunque, un’iniziativa che punta sull’ispirazione e l’originalità bottom-up, potenziando l’esperienza di acquisto su suggerimento diretto dei consumatori.
Nel secondo caso, invece, un contest più tradizionale e in linea con un diverso target di riferimento, che si associa al lancio del nuovo catalogo Baby, composto da contenuti editoriali in forma “how to”, firmati da blogger del settore e consultabili via QR Code. Invitando le mamme a inviare i video e le foto più divertenti dei loro bambini, premiati poi con buoni spesa fino a un montepremi di 4.000 euro, Carrefour si impegna infine a donare 1 euro per ogni contenuto caricato al progetto di Clownterapia della Fondazione Dottor Sorriso Onlus.

Danone sceglie un proximity marketing a impronta visual

Per il suo primo temporary shop, che rimarrà aperto fino al 26 febbraio a Milano, in via Fiori Chiari, Danone sceglie di puntare su un visual essenziale e funzionale non solo al palinsesto di eventi in programma, ma alla comunicazione del key message legato alla nuova campagna di comunicazione "Adotta anche tu uno yogurt". Il design del punta vendita Io Yogurt, a firma Adverteam, si basa infatti su linee contemporanee volte a veicolare un senso di leggerezza visiva e materiale, in linea con quel concept di benessere che il brand vuole associare al prodotto stesso.
Lo spazio è costruito e studiato per favorire l’esperienza partecipata dei consumatori ed ospitare presentazioni e meeting legati al trade. La location si struttura per tale ragione su due livelli, con un’area più professionale e una seconda zona dedicata a workshop, show coking, degustazioni e laboratori per i più piccoli. Danone sceglie quindi un marketing di prossimità, fondato innanzitutto sul visual merchandising, mentre parallelamente si occupa di sviluppare la comunicazione in senso digital e social, in particolare attraverso il canale YouTube.

Come sarà smart la nuova casa

Dall’International Ces di Las Vegas, ecco i nuovi trend per la casa e per la persona. Ma futuribile e futuro non sono sinonimi: i nuovi dispositivi riusciranno davvero a cambiare le nostre abitudini di consumo? E i retailer come raccoglieranno la sfida? Da Gdoweek n. 2-2015

Ci sono due aggettivi che possono sintetizzare l’edizione 2015 dell’International Ces di Las Vegas: smart e connected. Da usarsi in stretta correlazione: perché non basta essere intelligenti: quel che conta è l’essere anche connessi. Così, quest’edizione del Consumer Electronic Show ha segnato la consacrazione della casa intelligente, con una marcia in più rispetto a qualche anno fa. Oggi, il paradigma è cambiato: è l’intera quotidianità che si muove in uno spazio arricchito di sensori, in grado di monitorare comportamenti, abitudini, attitudini, traducendoli in dati, in informazioni fruibili per chi desidera sviluppare nuovi prodotti e servizi. È il mondo dell’Internet delle Cose e dei Big Data, per il quale molti si stanno preparando ma per lo più sono oggi ancora del tutto impreparati.
Perché non basta che i dispositivi siano intelligenti: è necessario che l’intera filiera si organizzi per trasformare queste potenzialità in realtà. Cambierà il modo di vendere gli apparati e gli impianti domestici e bisognerà investire in una nuuova formazione sul canale commerciale. Cambierà il modo in cui il consumatore sceglie e acquista. Non è semplicemente una questione di multicanalità: il vero spostamento avverrà dal prodotto al servizio. Ciò che abiliterà l’azione di acquisto finale sarà un servizio, nel quale il retailer, se vorrà aderire a questa rivoluzione, dovrà trovare il modo di integrarsi. Nei cinque giorni del Ces sono stati annunciati 20.000 prodotti nuovi: alcuni già pronti per la commercializzazione, altri “proof of concept”, utili a rendere l’idea dei progetti sui quali le aziende stanno investendo.

Gdoweek2_2015_14La centralità delle app
In questo mare magnum di novità è possibile identificare i fili conduttori delle tendenze che maggiormente interesseranno consumatori e retailer.
Partiamo dalle App e dai dispositivi mobili, oggi il punto nevralgico di tutti i dispositivi intelligenti. Le App servono per comandare i dispositivi in casa, dalle lampadine al riscaldamento, dalle tapparelle agli allarmi, dagli impianti audio agli elettrodomestici. Ed è sempre attraverso le App che passano le attività di monitoraggio e di raccolta dati. Anche quelle del nostro benessere. La vera novità emersa da questa edizione del Ces è non solo la trasversalità delle App, ma la nuova logica che le vuole multipiattaforma e connesse. È multipiattaforma la proposta di Bosch, che punta al controllo di elettrodomestici di fornitori e marche diverse attraverso una piattaforma gestita via App; similmente è multipiattaforma l’italianissimo Easydom Next, software che comunica con tutti gli oggetti intelligenti presenti in casa e consente di controllarli da un’unica console via pc, smartphone o tablet. È in una logica di interconnessione tra App che nascono le caffettiere intelligenti, come iKettle, o le lampadine Holi SleepCompanion, che non si limitano ad accendersi all’ora prestabilita o a distanza, ma adattano la quantità di caffeina nel caffè o l’intensità della luce emessa alla qualità del sonno dell’utente. È questa la nuova via delle tecnologie indossabili: bracciali, fasce, solette, sensori registrano parametri vitali e li traducono in informazioni utilizzabili.
Se può far sorridere l’idea della cintura che si allarga e si restringe automaticamente in base alle variazioni del giro vita, un impatto diretto più immediato possono averlo le App che adattano i suggerimenti e le indicazioni nutrizionali in base ai valori glicemici o alle intolleranze alimentari. In questo tourbillon di novità, la cucina e gli alimenti mantengono un ruolo, e probabilmente un fascino, centrali. Futuribile, ma curioso, è Sereneti, oggetto di una campagna di crowdfunding, che promette di cucinare da solo tutto ciò che si desidera. Basta scegliere la ricetta via App e gli ingredienti: a tutto il resto pensa la macchina, che dosa, pesa, mescola, sala e cuoce, attivandosi in tempo per garantire il piatto pronto all’ora di andare a tavola.
Più reale Samsung, che agli appassionati di cucina promette ChefTablet in edizione limitata, per il quale offre la con connessione ai principali siti e ricettari ed ha coinvolto cuochi di fama internazionale con i loro trucchi e segreti. Whirlpool pensa a una Interactive Kitchen of the Future, che va oltre un pur sofisticato piano di cottura. La cucina, in questo caso, non è solo intelligente, ma è anche social. Il piano a induzione e lo schienale sono elementi interattivi, che si connettono ai social network, ai siti e alle chat, per strappare alla mamma lontana il segreto per quel piatto particolare. E a fine pranzo, i nuovi robot puliscono da soli le griglie del barbecue! Non manca, va detto, la rivisitazione del frigorifero intelligente: lo ha presentato la community FirstBuild, con il suo ChillHub, un frigorifero dotato di bilance e porte Usb, in grado di controllare con precisione pesi e quantità degli alimenti contenuti e di trasmettere i dati -di nuovo- alla apposita App. Ma se è vero che questa è l’innovazione che ci attende, non possono non sorgere alcune perplessità circa la distanza che ancora rimane tra le ricerca e la vita reale, tra i possibili sviluppi e la lor applicabilità. Perché non si può negare una certa resistenza culturale nei confronti della possibile invadenza, se non ingerenza, delle App nel nostro quotidiano, né si può fare a meno di notare la distanza tra ciò che il mercato si prepara a proporre e le abitudini e consuetudini di acquisto. Nel pensiero della community che sviluppa ChillHub, ad esempio, il passo successivo alla rilevazione del peso è il preordine presso il retailer. Ma il punto di vendita è disposto ad accettare (e ad attrezzarsi) questa differente modalità di acquisto? E quante delle innovazioni del Ces 2015 finiranno nel disinteresse totale?” In un mondo in cui le App delle insegne non riescono ancora a collegare la lista della spesa con il terminale fai da te, come è possibile immaginare una volontà di investimento in grado di sostenere il ritmo - e le esigenze - del mondo iperconnesso?

TNT, campagna a favore dell’export delle Pmi

TNT ha avviato una campagna di marketing che ha l’obiettivo di aiutare le piccole e medie imprese nella crescita e nell’export nella più importante area economica e commerciale d’Europa. L’operazione, ribattezzata “Blue Banana”, nasce per supportare le spedizioni in export di pacchi e freight verso UK, Francia, Benelux, Germania, Austria, Svizzera e Italia.
Da questa settimana, TNT offre uno sconto temporaneo del 20% sulle tariffe standard per tutte le spedizioni fino a 250 kg in export verso uno di questi 9 Paesi.

La promozione è attiva dal 9 febbraio e durerà tre mesi. Si applica a tutte le consegne day-definite via air e via road. I clienti esistenti di TNT potranno anch’essi beneficiare di una riduzione di prezzo se prenoteranno una spedizione in export verso una nuova destinazione addizionale compresa nell’area “Blue Banana”.

tnt bananaLa campagna “Blue Banana” prende il nome da un’espressione che indica la regione a più alta intensità di business dell’Europa, che va da UK all’Italia, e punta a supportare le vendite nel più grande mercato espresso europeo. In base a Eurostat, oltre il 70% delle esportazioni intra-europee di merci sono destinate ai Paesi che fanno parte dell’area “Blue Banana”.

Arriva a Napoli Sapori & Dintorni: nuovo format e primo store del sud

SAORI&DINTORNI NAPOLI GOURMEET
A Napoli Pac2000A apre un nuovo store Sapori & Dintorni, una formula evoluta di vicinato che abbina supermercato premium, ristorazione gourmet e caffetteria in collaborazione con Lavazza

 

di Alessandra Bonaccorsi

Gourmeet. È il termine coniato per caratterizzare il primo store Sapori&Dintorni del sud Italia, un nuovo formato inaugurato nel cuore di Napoli, grazie all’iniziativa di Gicu srl (socio di Pac 2000A) che nel capoluogo partenopeo gestisce già sette supermercati a insegna Conad. Lo store, che si trova in via Albardieri (la zona dei “baretti” e della movida, prende la sua definizione dal connubio tra due parole: quello di gourmet e quello di meet, inteso come luogo d’incontro, con l'obiettivo di offrire, allo stesso tempo e nello stesso spazio, una varietà di specialità enogastronomiche e una serie di proposte ristorative d’élite che si adattano alle diverse esigenze di consumo.

“Con questo nuovo Sapori&Dintorni, Conad reinterpreta il concetto di vicinato, enfatizzando l’offerta dei tipici regionali e integrando la spesa con servizi che si avvantaggiano anche dell’apertura del punto di vendita fino a tarda ora -ha sottolineato in occasione dell'inaugurazione Francesco Pugliese, Ad di Conad-. In questo modo continuiamo a sostenere e valorizzare l’agroalimentare italiano di qualità anche in altre parti del mondo, perché crediamo possa essere un settore fondamentale per riqualificare l’intero sistema Italia. Il socio imprenditore nel punto di vendita e la nostra offerta, di alto livello per qualità, servizio, convenienza e innovazione, sono le leve che utilizziamo per creare valore e generare una crescita costante con ricadute significative nel territori e nelle comunità in seno alle quali operiamo".

Le caratteristiche dello store

Il nuovo Sapori&Dintorni occupa una superficie totale di 850 mq, 390 dei quali dedicati all’area vendita, mentre 150 sono dedicati alla ristorazione con lo spazio Bomba, 60 posti a sedere, dal nome dei noti panini realizzati dal team dello chef abruzzese Niko Romito, che vanta tre stelle Michelin. Infine, altri 100 mq sono destinati alla caffetteria realizzato grazie all’accordo con Lavazza, con un assortimento articolato che ha come epicentro l’espresso.

L’area del supermercato occupa lo storico spazio occupato un tempo dal cinema Arlecchino. È dominato dalla cupola che ancora oggi permette l’illuminazione naturale dall’alto. Lungo il perimetro si trovano la panetteria, il banco dei salumi, la macelleria, la pescheria e la gastronomia; al centro l’ortofrutta. L’offerta comprende oltre 2.000 referenze food e non food di cui 225 prodotti Sapori&Dintorni, molti dei quali con certificazioni Dop, Igp e Doc. Sono invece 500 le etichette di vini nello spazio enoteca.

IperCoop cerca un centinaio di dipendenti per Brondolo

Saranno circa un centinaio i posti di lavoro resi disponibili dalla nuova IperCoop di Brondolo, situata con i suoi circa 7.490 metri quadri all’interno del centro commerciale Igp, in apertura a metà maggio nel territorio clodiense. Molteplici i profili ricercati e visibili sul portale online di Coop, dai cassieri agli addetti per i vari reparti, che non si ridurranno esclusivamente all'alimentare, ma includeranno ad esempio un settore telefonia. Oltre due terzi del personale sarà inoltre assunto con provenienza dall’area di Chioggia.
All’interno del centro presenti diversi negozi di piccola e media dimensione, a cui si aggiungono un bar e un punto destinato alla ristorazione, mentre all’esterno si trova un parcheggio da quasi 1.500 posti auto a raso e in copertura.
In tema di occupazione e vantaggi, tuttavia, il primo parco commerciale della zona ha dato anche luogo a considerazioni non del tutto favorevoli, come quelle pubblicate online dal consigliere comunale di opposizione per il centrodestra a Chioggia, Beniamino Boscolo, che sottolinea come in realtà con il nuovo complesso “non aumenteranno i consumi, non aumenterà l’occupazione, non migliorerà il servizio generale, ed il limite più grave sarà legato alla sicurezza di centri storici, sempre più al buio per la chiusura dei pubblici esercizi e negozi di vicinato (un esempio su tutti il centro di Mestre o Padova). Si trasferiranno semplicemente quote di consumi dalla piccola alla grande distribuzione, la quale occupa nel mercato nazionale già il 70% del mercato”.

A Londra apre Community Shop, primo social supermarket

community shop londra
A Londra apre Community Shop, supermarket sociale, che raccoglie prodotti destinati al macero dalle catene e le rivende con sconti del 70% a persone in difficoltà. In previsione altre 20 nuove aperture

di Nadia Tadioli

In un quartiere difficile della città di Londra, è stato aperto Community Shop è il primo supermercato sociale della metropoli. Il core business consiste nel ritirare i prodotti ancora commestibili della distribuzione moderna, quelli destinati a essere buttati definitivamente in pattumiera e discarica, e rivenderli a a persone in difficoltà e bisognosi, con sconti fino al 70%.

In sostanza, sugli scaffali di Community Shop si trova di tutto: dagli alimenti confezionati a frutta e verdura fresca, tutti provenienti dalle maggiori insegne inglesi  tra cui Tesco, Asda e Marks&Spencer, che hanno aderito volentieri all'iniziativa, che sta raccogliendo consensi. Infatti, sono previste altre 20 aperture, per aiutare a regime oltre 50 mila famiglie, un dato che racconta bene le difficoltà attuali dell'economia.

Per fare la spesa al Community Shop, bisogna dimostrare di vivere in un quartiere difficile, di ricevere sussidi statali, ma anche di essere impegnati a risolvere i propri problemi economici. I profitti di questa "spesa facilitata" vanno a finanziare programmi di sostegno e di lavoro per i membri della comunità.

Consorzio Europa: plus capillarità

Da Godoweek n. 2-2015

Valorizzare le proprie potenzialità sui territori e proseguire nel trend di crescita che l’ha caratterizzato fin dalla sua nascita nel 1999: con l’acquisizione del retailer bresciano Zerbimark conclusa a fine 2014 il Consorzio Europa segna un momento strategico di grande importanza che darà nuovo slancio alla propria azione. Zerbimark rafforza Consorzio Europa con una rete di 12 supermercati dislocati in Lombardia, in particolare nella provincia di Brescia, con una superficie media sui 1.500 mq e un fatturato intorno ai 70 milioni di euro. Oggi Consorzio Europa, dal 2010 associato al Gruppo Sigma, ha raggiunto 200 punti di vendita presenti in Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto e Toscana con una chiusura di esercizio con ricavi superiori ai 400 milioni di euro.“La capillarità della nostra rete -spiega Oreste Santini, presidente di Consorzio Europa- e le capacità imprenditoriali sul territorio dei nostri consociati, insieme ad un Cedi efficiente e molto attento ai costi, garantiscono ai nostri punti di vendita un buon punto di partenza in termini di competitività. La struttura di Siziano, situata nella cintura dell’hinterland milanese, in un’area a vocazione industriale, ospita, vicino agli altri gli uffici del consorzio, il magazzino generi vari che ha una superficie di 15.000 mq, quello di freschi e surgelati (5.000 mq) e di frutta e verdura (5.000 mq). In ogni caso abbiamo puntato ad ottimizzare la redditività delle superfici di vendita ed in particolare del display”.

Avete un format di riferimento sul quale puntate?
Rappresentiamo una rete di prossimità: i nostri negozi, quindi, sono di taglio piccolo, mediamente intorno ai 350 mq. Allo stesso tempo, stiamo puntando ad ampliare il format dei superstore, con metratura superiore al 1.000 mq.

Quali scelte assortimentali avete effettuato per attrarre il consumatore?
Negli ultimi due anni, abbiamo puntato a rafforzare la presenza e la visibilità del prodotto a marchio sui nostri scaffali, al fine di aumentarne l’incidenza in termini di fatturato. Inoltre, stiamo completando la revisione dell’assortimento del nostro Cedi e la definizione dei singoli cluster assortimentali, con particolare attenzione alla qualità dei prodotti freschi.

In chiave assortimentale, che importanza hanno i fornitori locali?
Hanno un ruolo e peso decisivi, in quanto nei nostri punti di vendita, radicati sul territorio, i clienti ci chiedono e si aspettano di trovare prodotti particolari e novità, ma anche sapori e tipicità che rappresentano le peculiarità del territorio stesso.

Ritenete che la leva promozionale classica, possa ancora essere efficace nel sostenere la domanda?
Abbiamo sospeso il classico catalogo premi collegato alla raccolta punti fedeltà e intendiamo sperimentare nuove formule promozionali legate ai buoni sconto e a operazioni di collezione di breve periodo. La leva promozionale classica ha il suo perno nel volantino dedicato alle offerte, al quale il cliente continua a dare grande attenzione. Pertanto dev’essere mantenuto, ma contemporaneamente arricchito da ulteriori azioni promozionali, mirate a proiettare al cliente una percezione di convenienza da cogliere, di volta in volta, garantendoci la sua presenza con continuità sul punto di vendita.

Perché continuare a farne?
Perché sono in grado di aumentare i fatturati nel periodo anche di alcuni punti percentuali e inoltre queste campagne dedicate ai bambini consentono di entrare in contatto con i potenziali clienti e creare una soddisfazione cumulata nel tempo per clienti fedeli.

Selex festeggia un brillante 2014 con Famila

Quasi +7% (+6,9% per i fissati dell'acribia statistica). Tanto sono aumentate le vendite a valore registrate dalla rete di punti di vendita Famila (Gruppo Selex), insegna attiva in Italia dal 1984 e che nel giugno 2002 ha inaugurato il 100° punto di vendita, con raddoppio nel 2011. Oggi sono 230 le unità Famila e nel 2015 si prevede l'apertura di altri 8 esercizi.

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Maniele Tasca, direttore generale di Gruppo Selex

Pressione promozionale in aumento
"Ingredienti del successo di Famila, tra le poche insegne in Italia a battere la crisi  la forte specializzazione nei prodotti freschi e locali, sono la convenienza tutti i giorni e la capacità di creare relazioni di fiducia con i clienti, grazie anche alla cortesia e alla professionalità di chi lavora nei punti di vendita" commenta Maniele Tasca, direttore generale di Gruppo Selex. "A proposito di convenienza -prosegue Tasca - uno dei punti di forza dell'insegna, nel 2014 il valore delle vendite in promozione ha raggiunto il 29,7% del giro d’affari, per uno sconto complessivo erogato di 155 milioni di euro, superando le quote già elevate del 2013 (pressione promozionale pari al 28,7%)" .

Piano marketing 2015: 25 nuove azioni
Quest'anno Selex prevede 25 azioni grandi sconti su panieri di prodotti che coprono tutti i bisogni quotidiani delle famiglie: freschi, drogheria, cura casa e persona, fra i principali. Dalle proposte con la formula 1+1 agli sconti del 20-30% su intere categorie di prodotti. A supporto dei momenti promozionali, il Gruppo ha messo a punto un piano di comunicazione che coinvolge i media classici, le radio nazionali e il mondo web.

Famila incrementa la rete
Con 230 unità a fine 2014 nei suoi diversi formati (Supermercati Famila, Famila Superstore e IperFamila) per una superficie di vendita complessiva di oltre 450.000 mq, il canale Famila è ai primi posti nella classifica delle reti di vendita italiane (classe di dimensione 1.500-4.500 mq) con una quota di mercato nazionale iper+super del 3,3% (Iri, giugno 2014).
Forte in Area 2 Nielsen con 62 punti di vendita solo in Veneto, 29 in Emilia Romagna e 6 in Friuli, per un totale di 97 esercizi, Famila è concentrata anche in Area 1 (80 supermercati: di cui 47 in Lombardia, 30 in Piemonte). Seguono l'Area 4 con 37 Famila, di cui 15 in Puglia, 10 in Sicilia, 8 in Campania e 2 sia in Calabria che in Molise, e infine l'Area 3 con 16 unità (7 nelle Marche, 7 in Umbria e 2 in Toscana).
I titolari di carta fedeltà sono quasi 1,8 milioni in tutta Italia, e rappresentano dal 70 all'86% del fatturato complessivo, in funzione del format e del territorio. I prodotti a marca del distributore Selex pesano circa il 15% dell'assortimento Lcc in Famila: l'offerta Mdd copre tutte le categorie merceologiche, comprese quelle del biologico e del mondo benessere e salute, con tassi incrementali del 3,5%.

 

 

Marca insegna punita dalle promozioni

Da Gdoweek 02-2015 - Copertura e servizio al punto di vendita sono le altre criticità del brand del distributore in un 2014 che ha evidenziato difficoltà inedite, ma non impreviste

“C’è sempre una prima volta”: con questa espressione Gianmaria Marzoli vicepresidente di IRI saluta l’andamento della marca del distributore nell’anno appena concluso, alla presentazione del Rapporto Marca 2015. Così, se nel 2004 la gdo italiana per la prima volta non cresceva a parità di superficie, nel 2014 sono le mdd a frenare: in quota di mercato (-0,3% sul 2013), attestandosi a un livello del 18,6%, perdendo lo 0,7% a volume e lo 0,8% a valore. Questa decrescita è generalizzata in tutti i reparti: minore nell’alimentare (da +6,3 a valore ad agosto 2013 a +2,5 nello stesso mese del 2014), forte nelle bevande (da +2% a -2,4) e nell’ortofrutta (da +1,9 a -6,5), leggeri segnali positivi nei reparti persona e casa.
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Chi frena e chi cresce
Questo trend di frenata della mdd si ritrova diffusamente anche in Europa, con le eccezioni di Germania e Regno Unito, rispettivamente a +0,7 e +0,2% a valore, dove le insegne hanno investito nell’ampliamento dell’assortimento, in innovazione di prodotto e in attività di marketing. Tutto semplice dunque: fine della corsa? In realtà, l’analisi è più complessa. Analizzando i singoli segmenti emerge che i prodotti premium e bio, quelli a maggior valore, registrano crescite significative: prendendo in considerazione le vendite a valore il posizionamento premium aumenta del 7,1% e quello bio dell’8,5%. Non solo. C’è un’accentuata differenza fra le insegne altamente performanti e le altre: le prime costituiscono il nucleo storico delle insegne che hanno investito strategicamente nella mdd, con risultati di soddisfazione anche nel 2014. Per le altre, timidi segnali di ripresa si sono fatti sentire solo alla fine dell’anno: nel mese di dicembre, le vendite sono cresciute di un punto, ma in generale nel 2014 la mdd ha pagato l’incremento della promozionalità da parte delle marche industriali. A livello europeo, la convenienza dei linee a marchio dei distributori è del 30% rispetto alle marche industriali (40% in Francia e Germania), mentre in Italia, dove si assiste a un elevato ricorso alla leva promozionale, si contrae a circa 15 punti, il dato più basso a livello europeo.

La leva promozionale
Entrando nel dettaglio della situazione italiana, la perdita complessiva di fatturato è di 200 milioni di euro: il 60% del mercato mdd non cresce e in un terzo del mercato la quota di questi prodotti diminuisce. Il successo della private label è messo in discussione dalle politiche promozionali delle aziende leader con il risultato che il consumatore smette di percepire la convenienza delle linee a marchio. Marzoli avverte: “Questa forte azione promozionale vicina al 30% non potrà essere sostenuta dalle industrie nel lungo periodo”. Si è visto anche nel 2014 che quando la marca del distributore è forte in una categoria (top brand o second brand), non soffre e fa da traino alla crescita delle vendite.
Nel 2014 la gdo ha smesso di utilizzare la pressione promozionale sulla mdd come leva all’acquisto puntando sul mantenimento del valore. Le promozioni sono aumentate solo dello 0,6% sul 2013 negli ipermercati e si sono ridotte dello 0,3% nei supermercati contro un +1,4% di promozionalità in tutto il mercato Lcc nei supermercati e il +2,4% negli iper. Quasi tutti i distributori hanno disinvestito nel primo prezzo (-11,5% e 3,7% di quota di mercato) e hanno investito nelle referenze premium (+3,7%) sia in profondità che in ampiezza. Con il presidio dell’alto di gamma la mdd è ormai presente in molti settori, raggiungendo l’11,5% di quota di mercato a valore del segmento (+0,7%). Come sempre la media inganna: ci sono infatti punte del 20%.

Ovs segmenta e diventa curvy

Ovs amplia l’assortimento e punta sul segmento curvy. A partire dal 14 febbraio, la catena dmodella_ovsi abbigliamento di casa Coin proporrà una collezione dedicata alle curve dal nome Curvyglam. Il progetto nasce in collaborazione con le due autrici del libro “Curvy, il lato glamour delle rotondità” ed è dedicato a tutte le donne che cercano capi che sappiano valorizzare le forme senza tralasciare il lato fashion. Daniela Fedi e Lucia Serlenga, coadiuvate dal fashion director Caterina Salvador, hanno dato vita a una serie di abiti inusuali, non solo per il taglio e la vestibilità (sono stati applicati i trucchi della costruzione sartoriale), bensì per la categorizzazione. Al bando le taglie indicate con i numeri, per accogliere una segmentazione per nomi perché le donne, secondo le due autrici, “non si misurano a chili o centimetri”. Così per segnalare le diverse vestibilità, sono stati utilizzati nomi quali Smart, Magic e Lovely. Curvyglam sarà anche un blog dove Fedi e Serlenga daranno consigli e si confronteranno su temi femminili.

 

Un mondo di oggetti connessi che cambierà le relazioni. Anche nel retail

Retail e largo consumo, insieme o contrapposti sembrano condannati, nel tempo, a combattere sempre le stesse battaglie. Anni per avere licenze, anni per liberalizzare, anni per accordarsi sulla condivisione dei dati ... nel contempo, nulla si ferma in attesa che questi problemi si risolvano, anzi la velocità di cambiamento si è moltiplicata a dismisura? Riflettiamo. L’ecommerce in Italia cresce, ma non certo come potrebbe, i punti di vendita, i format si evolvono, ma in fondo ci stiamo ancora domandando che cosa fare degli ipermercati e intanto dopo il 2.0, il social marketing, etc. ecco che l’internet delle cose o IoT come è comunemente chiamato, sbarca dalla cinematografia sci-fi (vedi Her) nelle nostre case, mentre fatichiamo sette camicie per risolvere i problemi di ieri, Isaac Asimov sta bussando alla nostra porta ...,,

Le meraviglie della scienza e della tecnica fanno il loro ingresso nella vita quotidiana, mentre siamo alle prese con problemi irrisolti del passato

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Carrefour testa la lista della spesa su smartwatch

Il retail diventa sempre più smart e digitale: dopo il lancio da parte di Tesco di un servizio per i consumatori che sfrutta le potenzialità di Google Glass, ora Carrefour testa la prima lista della spesa su smartwatch.

Shopping list per categorie
La sperimentazione, che avviene con la collaborazione di Publicis Shopper e Think&Go, è rivolta ai clienti che possiedono l’orologio intelligente Samsung Gear S , oppure uno smartphone compatibile, i quali tramite la mobile app C-où possono accedere alla propria shopping list e carta fedeltà.
La lista della spesa è organizzata per categorie (bevande, bellezza, cura persona, grocery ecc) e può essere aggiornata durante lo shopping.

Progetto di connected store
La nuova applicazione può essere sperimentata presso l’ipermercato Carrefour di Villeneuve-la-Garenne, dove lo scorso anno il retailer francese ha lanciato un vero e proprio progetto di connected store. Questo punto di vendita, situato nelle vicinanze di Parigi, è stato il primo a livello mondiale a proporre una soluzione integrata di Pricer che include navigazione indoor, mobile shopping ed etichette elettroniche SmartTag predisposte NFC (Near Field Communication). Nello store sono state installate oltre 55mila etichette elettroniche Pricer che non solo consentono la gestione automatica centralizzata dei prezzi ma permettono anche ai consumatori di lasciare un “mi piace” per un prodotto, evidenziando poi il totale di like raggiunti.

Coop sempre più eco-compatibile: via al silenzio energetico

Prosegue il percorso di Coop verso il risparmio energetico e una maggiore eco-compatibilità. Secondo tale ottica, il 13 febbraio gli oltre 1.200 punti vendita della catena parteciperanno per il decimo anno all’iniziativa “M’illumino di meno” promossa dalla trasmissione radio Caterpillar, spegnendo le luci in un simbolico silenzio energetico.
L’adesione di Coop rientra in un obiettivo a lungo termine che ha visto i supermercati dell’insegna passare progressivamente all’illuminazione a led, al momento presente in 332 punti vendita, con un risparmio di energia che ammonta a circa 10 milioni di kWh annui. In linea con il progetto GreenLight, promosso dalla Comunità europea, la catena ha inoltre messo in funzione 161 impianti fotovoltaici che producono energia con una potenza totale di 31.732 kWp, nonché avviato il nuovo “Progetto Energia” per ridurre nel corso del 2015 i consumi in gran parte dei punti vendita.
A conferma di tale impegno sempre più verde, il supermercato Coop di Carpi, in provincia di Modena, ha ottenuto la certificazione statunitense Leed Gold, che premia le costruzioni eco-compatibili secondo precisi standard rilevati nel corso di un test annuale.

Sisa nel 2015 compie 40 anni dalla fondazione

Sisa nacque nel 1975 a Carpi (Mo) per iniziativa di alcuni dettaglianti alimentari del Nord Italia che volevano fare acquisti in comunue per rafforzare il potere negoziale con l'industria

Nel 1975 un gruppo di commercianti alimentari al dettaglio decide di trasformare i negozi tradizionali di proprietà in punti di vendita più moderni, basati sulla tecnica del libero servizio (supermercati e superette) e di acquistare in comune: fondano così Sisa (acronimo di Società italiana supermercati associati) a Carpi, in provincia di Modena. Dalla fase pionieristica a quella di crescita e consolidamento economico-finanziario (sviluppata a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta del Novecento) il Gruppo distributivo è diventato un player comunque non trascurabile nello scenario distributivo, e con un insegna distintiva e memorizzata, anche se con quote di mercato rilevanti solo nel canale LIS (è fra i primi 5). Oggi a Sisa fanno capo 1.558 punti di vendita con insegne:  Sisa, Issimo, Negozio Italia e Quick per un fatturato nel 2014 di circa 2,5 miliardi.

Cambio al vertice

Il quarantennale di Sisa coincide con un cambio al vertice. Aldo Pettorino (foto), già vicepresidente Sisa e Presidente del Cedi Sisa Centro-Sud, succede a Sergio Cassingena, per 25 anni alla guida di Sisa, come Presidente nazionale del Gruppo. La composizione del Consiglio di amministrazione nazionale è rimasta invariata: Maria Cristina Amadeo, Sergio Cassingena, Alfio Morfino, Luigi Paglia ed Elpidio Politico, oltre al Presidente Aldo Pettorino e al Vicepresidente Vito Petitto.

Progetti di solidarietà

Sisa sostiene da oltre 10 anni il Villaggio del Fanciullo ad Arbabà in Etiopia che permette alla popolazione e a oltre mille bambini bisognosi l’accesso e l’utilizzo di risorse fondamentali come acqua, clinica medica, servizi igienici e scuola.

Sisa continua a supportare l’Associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo, per la cura e l'assistenza dei bambini affetti da cardiopatie infantili.

In questo ambito rientra la costruzione del Cardiac Center a Shisong, in Camerun, prima e unica struttura cardiochirurgia dell’Africa centro-occidentale attrezzata con sale operatorie, ecografi e strumenti d’avanguardia.

Linde a fianco del Banco Alimentare

Linde Material Handling si è schierata accanto al Banco Alimentare in occasione della 18° Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, e ha lanciato anche la 1° Colletta Alimentare Linde tra i propri collaboratori con un risultato significativo: 413 kg. di alimenti raccolti. Entrambe le iniziative hanno riscosso successo e hanno contribuito alla sensibilizzazione verso questa iniziativa sociale di grande rilevanza.

I carrelli elevatori di Linde MH sono stati il valido partner dei volontari nello svolgimento delle operazioni di movimentazione merci presso alcuni magazzini di raccolta distribuiti in tutta Italia. Durante la colletta nazionale, Banco Alimentare ha impegnato 135.000 volontari e ha raccolto 9.201 t. di alimenti

In futuro Linde MH Italia intende continuare la collaborazione con Banco Alimentare per rafforzare la logistica delle campagne di distribuzione e contro gli sprechi alimentari.

Bmw: flagship lifestyle per appassionati di moto

Uno spazio per chi ama le due ruote che offre, oltre al servizio di officina ed all'area di assistenza, una vasta esposizione di moto in un ambiente in linea con lo stile dei motociclisti di questo brand e una sezione lifestyle, che propone abbigliamento ad hoc firmato in differenti stili secondo le caratteristiche di ogni motociclista. Non manca un bar, luogo di incontro e di relax. Questo è l'ultimo flagship che Bmw ha aperto in Sudafrica, a Donford, nei pressi di Cape Town.

Il retail si fa personal con la stampa 3D

Più di 10 guide pratiche in forma di white paper a vostra disposizione

L’unicità del prodotto o del servizio sono le chiavi del successo di un operatore del mondo retail.
La stampa 3D oggi consente, con una spesa e un investimento contenuti, di portare direttamente nel proprio punto di vendita l’unicità e l’esclusività del prodotto artigianale e su misura, aprendo nuove opportunità di differenziazione e di contatto con i proprio clienti.

Le tecniche di stampa additiva aprono nuovi scenari nel mondo del design. Nuovi materiali e nuove geometrie lasciano libero spazio ai creativi, che in casa, oppure appoggiandosi a service specializzati, possono dare forma e concretezza alle loro idee.

Il processo creativo e quello produttivo vivono in una dimensione di prossimità nella quale l’unicità della creazione si declina nelle infinite possibilità della sua riproduzione.
La rivoluzione della Stampa 3D è ormai in atto: prepararsi professionalmente a questo cambiamento è una sfida e una grande opportunità di crescita per tutti.

3D Printing Creative mette a vostra disposizione una libreria unica di guide professionali gratuite nella forma di white paperche vi forniranno un primo fondamentale orientamento sulle soluzioni già disponibili e quelle in fase di sviluppo.

A questo link trovate oltre 10 guide che abbiamo preparato per voi, potrete scegliere i titoli più vicini alle vostre esigenze.
Ogni guida, nella forma di white paper, spiega in modo chiaro e diretto come la stampa 3D sta entrando e modificando le regole del vostro settore professionale e vi permette di focalizzare l'attenzione sui temi che sono e saranno sempre più determinanti per il vostro lavoro.

Con le Guide avrete accesso a una serie di vantaggi legati alla partecipazione ai nostri eventi, ai corsi di formazione e ai prodotti editoriali.

SCARICA LE GUIDE GRATUITE

Tesco e il nuovo approccio alle casse

Rendere l'acquisto d'impulso alle casse un momento nel quale i consumatori non si sentano in colpa: questo l'obiettivo delle nuove logiche che Tesco ha adottato nel percorso lungo le casse, che è stato rivisitato. Lo spiega David Wood, direttore Salute e e Benessere della catena inglese

GDOWEEK 02 2015

Il nuovo numero di Gdoweek la cover story sui nuovi trend per la casa e la persona visto a Ces di Las Vegas. L’analisi del nuovo Bistrot di Basko a Genova, il trend dei retailer inglesi e il primo flagship store di L’Oréal a Milano.

Sommario022015

 

 

 

DHL Express raddoppia gli hub internazionali con Malpensa

Rafforzate le rotte strategiche per Europa, Asia e Stati Uniti. In occasione dell’inaugurazione consegnato a DHL il nuovo Daily Iveco messo all’asta per Telethon.

DHL Express e SEA, hanno inaugurato all’aeroporto di Milano Malpensa il nuovo Hub Internazionale DHL Express, centro di smistamento delle spedizioni destinate ai paesi esteri.

Rafforzate le rotte strategiche
Con il nuovo Hub di Malpensa, che gestisce oggi 12.000 spedizioni al giorno, pari al 20% delle merci movimentate quotidianamente in tutta Italia, DHL Express rafforza ulteriormente le proprie rotte strategiche, grazie ai nuovi collegamenti con l’Europa e in particolare con Stati Uniti e Hong Kong, che permettono di rispondere, in maniera ancor più flessibile, alle esigenze di business delle imprese del Nord Ovest dell’Italia, garantendo un servizio più accessibile e tempi di presa e consegna delle spedizioni più ampi.
Tre sono gli aeromobili basati presso il nuovo Hub DHL di Malpensa, per un totale di 6 movimenti al giorno che servono le seguenti rotte di Import e Export: 2 i voli verso Lipsia, operati con un Boeing 757, 1 il volo verso gli Stati Uniti (via EMA con Embraer) e 1 quello per Hong Kong (rotta bisettimanale il giovedì e la domenica, servita con Boeing 777).

Investimento di 3,8 milioni di euro
La struttura, che si aggiunge a quella dell’aeroporto di Bergamo Orio al Serio, ha richiesto un investimento di 3,8 milioni di euro, si estende su una superficie complessiva di mq 11.620 - composta dal magazzino (8.000 metri quadrati), dalle aree di servizio esterne (3.300 metri quadrati) e dagli uffici (320 metri quadrati) – e impiega circa 70 nuovi lavoratori tra diretti e indiretti.

iveco dailyIveco a favore di Telethon
In occasione dell’inaugurazione del nuovo Hub Internazionale DHL Express Italia, presso l’aeroporto di Milano Malpensa, Pierre Lahutte, Iveco Brand President e Giancarlo Zampieri, titolare di Zampieri Holding hanno consegnato nelle mani dell’amministratore delegato di DHL Express Italia, Alberto Nobis, il nuovo Daily Iveco, personalizzato con i loghi di Telethon, Charity Stars e DHL. Non si tratta soltanto del primo veicolo del suo genere ad arrivare in casa DHL, ma di un mezzo assolutamente speciale: è stato infatti acquistato alla cifra record di oltre 50.000 euro attraverso una gara di solidarietà organizzata da CNH Industrial e dai suoi brand a favore di Telethon. L’intero ricavato è stato donato alla Fondazione Telethon, impegnata dal 1990 a finanziare e sviluppare la ricerca scientifica sulle malattie genetiche.

Il Nuovo Daily, la terza generazione del veicolo commerciale leggero di Iveco, è stato recentemente eletto “International Van of the Year 2015”, da una giuria composta da 23 giornalisti delle più importanti riviste specializzate europee. Il nuovo furgone sarà il fiore all’occhiello della flotta a basso impatto ambientale di DHL, che ad oggi si compone di quasi 1.900 veicoli di cui 1650 tra Euro 5 e alimentati a metano e 100 fra elettrici e biciclette a pedalata assistita.

NIPPRIG IKEA, design svedese con materiale naturale

Nike Karlsson, designer: “La collezione esprime due mondi: il design svedese e l’artigianato locale”. La nuova linea in vendita nei magazzini Ikea è limited edition. Disponibile fino esaurimento scorte

La collezione Nipprig Ikea (prodotti per l’arredo casa e accessori, dai cesti fino alle poltrone, chaise-longue inclusa, dai cappelli alle borse) è composta di articoli realizzati appositamente per Ikea da artigiani vietnamiti e indonesiani con materiali vegetali (come il giacinto d’acqua, il rattan, il bambù e il cocco) provenienti dalle piante tipiche dell’ambiente acquatico e paludoso delle zone lambite dai grandi fiumi come il Mekong. Il metodo di lavorazione si rifà alla tradizionale manifattura a intreccio.

La collezione NIPPRIG porta anche l’impronta concettuale del design svedese: Nike Karlsson (foto) ne è infatti l’ideatore e disegnatore. “Qui, totalmente immerso nell’ambiente, ho visitato i luoghi e incontrato le persone e ho trovato la mia ispirazione. I tessitori locali conoscono i materiali e sanno perfettamente come usarli. Adattare i prodotti per un trasporto efficiente è stata una delle maggiori sfide. Non essendo smontabili, dovevano essere necessariamente impilabili. I materiali, che permettono linee arrotondate e senza angoli, lo hanno facilmente reso possibile”.

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