Inaugurato il nuovo Simply Market di Iolo, in frazione di Prato, all’insegna di un format che resta a gestione familiare con il titolare Ariano Gaffi, ma che si rinnova nell’assortimento in ottica local e green. Il punto vendita di via XX Settembre, che riapre dopo una completa ristrutturazione, presenta infatti un’offerta volta a valorizzare il biologico e i fornitori territoriali, con un’ampia selezione di prodotti dal logo Sapori&Valori, affiancata alle referenze senza glutine.
Tra le novità del Simply Market toscano, parte della Cooperativa Etruria, master franchisee di Simply Italia, anche la presenza di distributori self-service di pet food, che propongono agli amanti degli animali un risparmio del 50% rispetto al prodotto confezionato, eliminando al contempo i rifiuti del packaging.
Il supermercato è aperto dal lunedì al sabato, 7.30-13 e 16-20, nonché la domenica dalle 9 alle 12.45.
Via al Simply Market di Iolo con il pet food self-service
Accordo Auchan-Système U: la parola al presidente Serge Papin (Système U)
Serge Papin, prsidente di Système U, in un'intervista rilasciata di recente, spiega i motivi che hanno spinto la sua organizzazione a stringere un accordo con Auchan, le prospettive e gli obiettivi
Basko lancia il format Bistrot: il concept in immagini

di Alessandra Bonaccorsi
A Genova, Basko (Sogegross) ha lanciato in un proprio supermercato il format Bistrot, un'area per la ristorazione, che si integra con il super e la cui offerta è curata da un noto chef della città. Inoltre, in ogni reparto dello store sono proposte numerose soluzioni di piatti pronti realizzati direttamente dal Bistrot.
Maiora, il Sud che fa innovazione
Spinge forte sul pedale dell’innovazione a tutto tondo il Gruppo Maiora, uno dei principali distributori del Mezzogiorno, con i suoi 600 milioni di giro d’affari realizzati in Puglia, Basilicata, Campania e Calabria grazie a una rete commerciale di 379 punti di vendita, tra proprietà e franchising. “Il Sud Italia -spiega Pippo Cannillo, presidente di Maiora- vive di assortimenti locali, solo chi sa interpretare correttamente questa disomogeneità può operare con successo. Per questo manteniamo un presidio commerciale forte in Calabria e investiremo ingenti risorse per lo sviluppo di un progetto di category management declinato sulle esigenze del territorio campano, in cui prevediamo un forte sviluppo nel prossimo biennio”.
Il punto di forza del vostro assortimento?
La private label: con i marchi Despar, Premium, Vital, S-Budget, fra gli altri, offriamo un assortimento fra i più completi e validi del mercato e in linea con le nuove tendenze di consumo. Attorno al perno delle marche private, abbiamo costruito un assortimento che privilegia la semplicità di lettura da parte del consumatore, con un occhio di riguardo ai localismi, presenti in tutte le categorie del food. Questa scelta ha comportato una riduzione, in termini assoluti, del numero di referenze ma, paradossalmente, ha elevato la percezione di ampiezza e profondità assortimentale agli occhi del consumatore.
Abbiamo citato il localismo: quale ruolo e peso hanno i fornitori locali?
Privilegiamo i rapporti con i fornitori locali, purché qualificati, in quanto conoscono nel dettaglio le aspettative del nostro consumatore, molto spesso distanti dalle logiche universali dei global brand. Credere nelle aziende locali significa, inoltre, valorizzare il territorio ed evitare l’inaridimento del tessuto economico in cui operiamo. Ad oggi, il 30% del giro d’affari è sviluppato con fornitori locali. Per incrementare questa quota abbiamo previsto, anche quest’anno, un corposo piano di co-marketing e in-store promotion.
La leva promozionale classica è ancora uno strumento efficace nel sostenere la domanda?
Anche per il 2015 è stata confermata la politica di “prezzi ribassati” applicata su oltre 1.000 referenze con l’obiettivo di rafforzare l’immagine di convenienza dell’insegna preservando così i margini, spesso compromessi da azioni schizofreniche. Il taglio prezzo tradizionale resta comunque la leva principale nel nostro mix di attività promozionali. È stata ridotta la durata media del sell-out (da 14 a 10 giorni) e, contestualmente, sono state aggiunte operazioni più accattivanti per soli tre giorni. Si continua a premiare la fedeltà del cliente con attività personalizzate e riservate ai possessori della loyalty card. Particolare successo stanno riscontrando le promozioni riservate agli Over 65 e alle famiglie numerose. Inoltre, maggiori investimenti di marketing saranno dedicati al web e ai social media al fine di creare una maggiore interazione con i clienti, coinvolgendoli in concorsi legati all’acquisto di prodotti e attività promozionali personalizzate.
Anche il retail sta vivendo una rivoluzione tecnologica senza precedenti. Come la affrontate?
In chiave di marketing, il 2015 sarà, per noi, l’anno della tecnologia. Il progetto Express rappresenta una fucina di soluzioni per il consumatore moderno: sono attualmente in fase di test esperienze di click&collect, distributori automatici, app e nuovi format come i super Despar Express, pensati appositamente per facilitare gli acquisti dei pendolari, che si presume abbiano poco tempo a disposizione da dedicare a questo tipo di attività. Grande attenzione è rivolta anche verso i nuovi canali di comunicazione e social che diventeranno le key factor delle nostre strategie commerciali e di marketing. È previsto un completo restyling del sito web (mydespar.it), reso responsive in modo da aumentare l’accessibilità dai dispositivi mobili. L’attivazione di un profilo Twitter, uno su Linkedin, di un canale Youtube e l’app Mydespar per smartphone e tablet offrirà nuovi momenti di condivisione e coinvolgenti esperienze d’acquisto.
Quali sono i nuovi cantieri a cui state lavorando per il 2015?
Sotto il profilo dei nuovi format di vendita, nei prossimi anni realizzeremo strutture stand-alone fra i 1.500 e i 2.500 mq ad insegna Eurospar ed Interspar. Avranno una forte vocazione alla vendita di prodotti freschi e freschissimi locali, in linea con il nostro pay-off “Passione per i freschi”. Del resto, negli ultimi tre anni, abbiamo vissuto fasi di grande espansione, prima con l’integrazione della Cannillo-Ipasud e, di recente, con l’ingresso di GAM (Despar), operazione che ci permette di capitalizzare know-how negli store di dimensioni medie e grandi. Inoltre, per ottimizzare tutti i benefici derivanti da queste importanti operazioni, procederemo con la razionalizzazione dei flussi logistici e con l’omogeneizzazione dei processi su tutto il perimetro aziendale. La focalizzazione su superfici medio-grandi che caratterizzerà il nostro 2015, non ci distrarrà dall’attenzione che poniamo nelle strutture di vicinato, gestite prevalentemente in franchising.
Cia Conad: priorità allo sviluppo rete
Velocità di reazione, sensibilità verso i clienti, capacità di fare rete: sono questi i tre fattori chiave sui quali, secondo Luca Panzavolta, amministratore delegato di Cia Commercianti Indipendenti Associati, una delle cooperative storiche di Conad, intende fare leva per affrontare le sfide attuali e risultare vincente. Con l’acquisizione di 45 punti di vendita ex Billa, sparsi tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia, (operazione già dichiarata a settembre 2014 che oggi ha ottenuto tutti gli ok dall’Antitrust), la cooperativa romagnola allarga i suoi orizzonti sul Triveneto, area nella quale la competizione è estremamente accesa e dove il prezzo è un fattore chiave in una zona un tempo considerata la locomotiva d’Italia e oggi in grave sofferenza.
Complessivamente sono 32 gli store che cambieranno insegna ed entreranno nella galassia Cia, mentre 13 punti di vendita sono stati acquisiti da Dao, associata a Nordiconad. Il cambio delle insegne dovrebbe concludersi entro il mese di marzo 2015 con la nascita di 14 Conad City, 5 supermercati Conad e 7 Conad Superstore. “Il messaggio che vogliamo dare al mercato è chiaro -dichiara Panzavolta-: vogliamo spingere sullo sviluppo della rete attraverso sia nuove aperture sia acquisizioni. Del resto, il focus sullo sviluppo è da sempre una delle caratteristiche che contraddistingue noi come cooperativa, oltre che tutto il sistema Conad. Oggi, ci sembra la congiuntura adatta per far crescere le quote di mercato in modo rapido, specialmente in quelle aree nelle quali non siamo presenti”.
Con questa acquisizione, Cia incrementerà di oltre 100 milioni di euro il suo fatturato, passando dai 910 del 2014 ai 1.030 previsti per il 2015, con una rete di 234 pdv con una superficie media di circa 650 mq e oltre 6.500 dipendenti. La quota di mercato arriverà all’11% sul territorio nazionale, frutto del 40% espresso in Romagna e del 5% di Friuli-Venezia Giulia e Veneto. “Tutto questo senza snaturare le caratteristiche che ci hanno consentito di emergere fino a oggi, vale a dire costi più bassi, grande efficienza, attenzione al cliente, alla convenienza, non solo con le promozioni, che pure rimangono importanti per sostenere le vendite, ma lavorando per trasformare questa convenienza in qualcosa di duraturo e strutturale -prosegue l’Ad-. Non sappiamo che profilo avrà con precisione Cia nei prossimi cinque anni, ma di sicuro terremo fede ai nostri punti di forza e continueremo a investire per crescere: per l’operazione ex Billa abbiamo messo sul tavolo 350 mio €, con l’obiettivo di raggiungere una quota del 20% nel Triveneto nel prossimo quinquennio. Vuol dire leader, nonostante l’affollamento competitivo dell’area da parte di tanti retailer e un consumatore dalla spiccata infedeltà alla ricerca di convenienza. Siamo, comunque, fiduciosi”.
Gestione diretta nella prima fase
Nei primi due anni, Cia Conad gestirà direttamente questi punti di vendita che poi saranno passati a una serie di imprenditori individuati tra i dipendenti e fatti crescere secondo un percorso adeguato che prevede il tutoraggio di colleghi di altre aree, secondo uno schema che la cooperativa ha già applicato nelle zone nelle quali è presente. “Tra gli elementi che ci porteranno a crescere anche in Triveneto e a confermarci leader -conclude Panzavolta- va sottolineata l’attenzione al cliente in termini di servizi e di assortimento, grazie sia alle nostre private label sia alla capacità di tradurre le richieste del territorio: Cia vuole crescere molto e rapidamente e con gambe solide. Siamo romagnoli, allegri, ma prudenti: ciò che apriamo di sicuro lo teniamo, non lo chiudiamo affatto”.
Futuri possibili, in corso d’opera
Da GDOWEEK 3 marzo 2015
Nei prossimi anni assisteremo a una rivoluzione di tipo economico/di approccio al consumo che vedrà lo store fisico, il cosiddetto brick&mortar, attraversato da una serie di fenomeni che ne muteranno per sempre la fisionomia, lo scopo e l’approccio con il cliente, anche se non ci sarà nessuna smaterializzazione dello store, come i primi teorici dell’e-commerce avevano previsto: soprattutto in una nazione come la nostra nella quale la materialità, dal rapporto con il prodotto, con il pdv al pagamento con moneta “reale”, rimangono centrali nell’esperienza di acquisto. Tuttavia la distribuzione che si definisce “moderna” non può rimanere cristallizzata in una formula, deve saper evolvere per rispondere ai bisogni di una società in veloce e tumultuoso mutamento. Per offrire alcuni spunti di riflessione sul futuro abbiamo selezionato sei tendenze che suffraghiamo con esempi colti ai quattro angoli del pianeta.
Fast, Mobile & Omnichannel
La multicanalità, la capacità di intercettare questo flusso crescente di consumo smaterializzato, è uno dei trend più importanti del futuro, ancor di più rispetto a oggi. “Be there and everywhere” sentenziano i guru del web marketing, indicando come strada maestra quella di investire nello sviluppo di soluzioni mobile che implementino la shopping experience tradizionale con le infinite potenzialità del web commerce oltreoceano. Tanti gli esempi di retailer B&M che stanno spingendo sul pedale dell’innovazione. Ad aprire la strada è stata Walmart con il lancio della app Scan & Go, che permette di scansionare il codice a barre dei prodotti messi nel carrello della spesa e di arrivare in cassa trovando lo scontrino pronto. Poi è arrivato Macy’s, che ha deciso di chiudere alcuni pdv poco profittevoli e di investire con forza nell’ecommerce, organizzando delivery in tutto il mondo, Italia compresa. Ma il mondo del retail è alla finestra e attende gli effetti di Amazon Fresh, servizio di vendita online di freschi organizzato dal big mondiale dell’e-commerce, l’autentico temibile competitor per tutti. D’altronde, la tecnologia annulla le distanze tra scoperta di un prodotto, la sua valutazione spesso condivisa con altri utenti e l’atto di acquisto. Tutto in pochi istanti e ovunque, dal punto di vendita “fisico” fino a tutte le piattaforme possibili, social o no. Secondo un sondaggio di Wd Partners, il 79% degli intervistati ha citato l’istant ownership come il sentimento più appagante della shopping experience, sia che si tratti di venditori online sia offline.
I social sono un modello calzante di questa tendenza che si sta rapidamente affermando: Twitter, dopo avere acquistato Cardspring, società di infrastrutture di pagamento digitale, ha introdotto la funzionalità buy now, annullando le distanze tra esperienza social e acquisto. Le nuove tecnologie permettono esperienze d’acquisto disruptive rispetto al passato, soprattutto quando sono wearable (come Google Glass).
Smart & Tailor made
Una testa, un mondo. Il consumatore 2.0, dopo avere compreso il valore che hanno le sue scelte, non vuole essere più massa, vuole essere trattato da individuo, anche dal supermercato sottocasa. Un sondaggio Cmo Council rivela che il 54% degli statunitensi è disposto a cambiare per sempre il proprio negozio se non riceve informazioni, aiuto e un pacchetto di offerte personalizzato sui propri gusti/abitudini.
Siamo di fronte al ritorno della fedeltà, ma in chiave individuale? Pare proprio di sì. Ad esempio, la catena di abbigliamento neozelandese AS Colour ha introdotto uno scanner che individua il colore della pelle del cliente e lo mette in relazione con le nuance dei capi. Il risultato? + 16% nelle vendite. In Italia Oviesse, in collaborazione con Google, sta introducendo dei camerini virtuali dove provare capi d’abbigliamento senza indossarli e vedere come potrebbero stare se inddossati. Oltre che, ovviamente, condividere sui social network i propri look.
Piccolo & urbano
Negli Usa, Walmart ha ri-brandizzato i suoi Walmart Express, piccole superfici di prossimità, in Walmart Neighborhood, il Walmart del vicinato, a sancire il senso di vicinanza e di comprensione dei bisogni locali. Il gigante statunitense della distribuzione ha avviato un piano per battezzare con la nuova insegna tutti i suoi store di prossimità. Ma non è l’unico. “Le cose buone sono nelle piccole confezioni”. Il motto del neonato Target Express aperto a Minneapolis svela fin da subito la sua missione. Offrire un’esperienza di acquisto gratificante ma semplificata, visto che il nuovo store ha un’offerta che rappresenta solo il 15% dei normali Target, ma è attento ai bisogni di chi vive o studia nei pressi (la Minnesota University). Anche la politica di Dollar General, catena con 11mila punti di vendita sparsi in 40 Stati degli Usa, prevede store di piccole dimensioni, inserite nel tessuto urbano, con un’offerta di prodotti di marca ad alta rotazione (food, cura casa/persona, snack) offerti a un prezzo concorrenziale. Il posizionamento del retailer è chiaro: risparmiare tempo, evitando di guidare fino alle grandi mall fuoricittà, significa risparmiare denaro. In Europa, si segnalano i casi di Tesco e di Sainsbury che hanno da tempo deciso di puntare su store di ridotte dimensioni incentrati sui freschi e sul take away, in modo da “rubare” spazi di mercato ai fast food e ai negozi di vicinato. Secondo le previsioni di IGD di qui al 2019 in Gran Bretagna il business nei negozi di quartiere crescerà del 31% a valore.
Food experience
L’attenzione per la cucina e tutta la cultura ad essa collegata ha preso piede in tutto l’Occidente e non solo. I negozi della distribuzione moderna dovranno essere sempre più in futuro delle piattaforme, attraverso le quali il cliente potrà vivere la sua esperienza culinaria su più piani, dalla ricerca degli ingredienti di qualità per le proprie ricette home made alla possibilità di consumare pasti di qualità, fino ad interagire con altri clienti/food lover in un concetto di community allargata. E così la ristorazione “romanza” il punto di vendita.
Whole Foods è l’esempio più calzante di questo trend: nei suoi store, il retailer premium americano ha ristoranti, sale di degustazione, organizza corsi di cucina. Proverbiale l’attenzione al mondo della birra artigianale, con brewpub, corsi e seminari per gli homebrewer, sessioni di degustazione: con l’apertura del San Josè Market in California, Whole Foods ha inaugurato un microbirrificio al suo interno (si veda Gdoweek 2/2015 a pagina 20, ndr). Kroger attrae i propri clienti con un restaurant in shop, così come Wawa la cui offerta ricalca quella di un fast food/caffetteria con annesso marketplace. O il retailer canadese Longos, con la sua offerta declinata in chiave gourmet e un’atmosfera tra il mercato e il bistrot. In Italia è emblematico lo store di Coop Adriatica in piazza Martiri a Bologna, con un self-service da 40 posti, un bar e un orto di erbe aromatiche a disposizione dei clienti.
Locale & sociale
In una società fondata sulla mobilità veloce di persone e prodotti, il localismo, il territorio, il sostegno all’economia locale e i prodotti e/o servizi pensati per la comunità sulla quale incide il negozio possono rappresentare un veicolo di radicamento nel tessuto sociale per un’insegna. Una sorta di piattaforma aperta capace di fare interagire commercio e vita della comunità, nella quale l’esperienza di acquisto si fonde in quella di relazione, aperta e inclusiva. Biblioteche, officine per biciclette, vita sociale: lo store brick & mortar è sempre più un hub dal quale il cliente acquista non solo prodotti,ma vive. H-E-B la catena Usa diffusa tra Texas e Messico è un chiaro esempio di forte appartenenza identitaria, locale, che fa leva sul sentimento dei texani e sulle loro abitudini, adeguando politica assortimentale e promozionale alle loro esigenze. O la catena californiana Smart & Final che ospita nei parcheggi dei suoi store un farmer’s market nel quale gli agricoltori locali possono vendere i loro prodotti.
In Europa da segnalare l’esperienza di Carrefour in Francia, con l’accento sui produttori locali e sulla disponibilità/competenza degli addetti del punto di vendita.
Mercati reloaded
Strutture liberty che diventano straordinari contenitori d’epoca, vere cittadelle del cibo dove andare per farsi coinvolgere dal colore e dal profumo degli alimenti in vendita sulle bancarelle e negli stand dei commercianti. Ma anche da assaggiare sul posto, appena cucinati, o da accompagnare a un aperitivo o un dopocena all’insegna del food locale, vivo e fresco. Quello dei mercati coperti è un trend in forte sviluppo da anni, che accomuna tutta l’Europa, da Lisbona ad Amsterdam, e che di recente è sbarcato anche nello stiloso mercato del pesce di Besikstas, a Istanbul, o nel ritrovato Mercato Centrale di Firenze. E c’è persino un progetto Ue, di cui è capofila Rialto a Venezia, per il recupero e la valorizzazione dei mercati storici urbani. Ma i mercati non sono solo folklore: molti si sono attrezzati per restare al passo con i tempi e ora propongono nuovi servizi che semplificano e facilitano la spesa.
Alcuni consentono di prenotare al telefono o su internet la spesa che poi il cliente ritira, già impacchettata, quando gli fa comodo, oppure recapitano direttamente a domicilio gli acquisti fatti via web, come succede all’Albinelli di Modena o al Serpentara di Roma.
Fabbri 1905 celebra un secolo di Amarena con tre special edition
Fabbri 1905 festeggia con un anno di iniziative il centenario del suo prodotto-simbolo, l’Amarena, nata nel 1915 su ricetta di Rachele Fabbri, moglie del fondatore Gennaro e divenuta con il suo vaso in ceramica a decori bianchi e blu un’icona dell’azienda. Un anniversario celebrato attraverso la comunicazione social e con incontri e concorsi pensati sia per il pubblico sia per i maestri gelatai, passando naturalmente per tre cuvette in special edition e una versione “100 anni” pensata anche per Expo Milano 2015.
Dalle sue origini di drogheria acquistata nel 1905 a Portomaggiore, presto diventata Premiata Distilleria G.Fabbri, la holding italiana a conduzione familiare conta oggi 250 dipendenti, 17 linee di produzione e 11 sedi in tutto il mondo, distribuendo in oltre 100 nazioni i suoi prodotti di pasticceria e gelateria artigianale, di offerta dedicata agli operatori di ristorazione e bar, passando per il largo consumo con l’Amarena e gli sciroppi.
Il nuovo flagship store di Illy unisce caffè ed arte contemporanea
Illy ha aperto il proprio flagship a Milano, nella nuova piazza Gae Aulenti del quartiere Porta Nuova. Il concept, presente a Parigi, Londra, Los Angeles, è quello di un caffè artistico ed esperienziale, reso unico dalle opere d'arte della Galleria Lia Rumma esposte a rotazione, a partire dall’arazzo dell’artista sudafricano William Kentridge in mostra per l’inaugurazione. A cambiare nel corso della giornata è invece l’offerta gastronomica, che si rinnova seguendo il lifestyle italiano: la superficie di circa 200 mq su due livelli, esprime lo stile italiano a partire dal caffè, attraverso un'offerta di caffetteria e tavola calda che va dalla colazione all'aperitivo alla cena, o il brunch nel fine settimana. In tutto, i posti a sedere sono 70. Il nuovo store propone dunque un’esperienza multisensoriale all’insegna di visual e gusto dove emergono il colore rosso e due chandelier di tazzine Illy Art Collection. All’interno del locale, aperto tutti i giorni dalle 7 alle 22.30, si possono infine acquistare tutti i prodotti del brand: accanto a cibo, pasticceria, caffè e bevande, i prodotti Illy di caffè o inerenti: macchinette, tazze da collezione, accessori per la colazione, cioccolato, tè e confetture. Aperto tutti i giorni dalle 7,00 alle 22,30.
Libri in Gdo? Ci pensa Txt
di Elena Giordano
È il riferimento per il segmento educational all’interno della Gdo: Txt lavora, grazie al supporto della tecnologia, per rendere semplice prenotazione, smistamento e consegna al cliente finale dei libri nei punti di vendita della distribuzione moderna (canale che rappresenta il 20% dell’intero mercato dell’editoria scolastica). Txt, che movimenta ogni anno 3,5 milioni di volumi, in oltre 1.000 punti di vendita, che opera con centinaia di fornitori e con le insegne rappresentative della Gdo, fornisce agli specialisti di queste ultime diversi strumenti, tra cui il software MyTxt per il controllo in tempo reale degli ordini. Una evoluta piattaforma consente ai buyer di accedere autonomamente a tutti i dati relativi alla categoria, a partire dalle prenotazioni fino alle performance del fornitore .
Il sistema di prenotazione Txt consente di individuare rapidamente i testi adottati per la classe dell’alunno, rendendo rapido e preciso il servizio. L’azienda provvede a etichettare i volumi dotandoli di bar code per il passaggio in cassa e, qualora richiesto dall’insegna, può confezionarli già divisi per cliente. Stessa semplicità viene garantita al consumatore finale, che può prenotare sia on line, che direttamente presso un punto di vendita, con l’opzione di ricevere i libri già rivestiti con copertine personalizzate. Il flusso di lavoro di TXT ha il suo picco nel periodo back to school, durante il quale, alla gestione dei libri universitari e di varia, si aggiunge quella dei testi scolastici.
Il vino in gdo ritrova il suo dinamismo
di Alessandro Battaglia Parodi
Sono decisamente interessanti le vendite del vino nella grande distribuzione nell'ultimo anno. Le anticipazioni di una ricerca Iri che verrà presentata al prossimo Vinitaly (22-25 marzo) mostrano infatti un'inversione di tendenza rispetto al 2013 e alle stagioni precedenti. Il vino confezionato fino a 75 cl segna un +1,5% a valore e un +0,2% a volume. I vini a denominazione d’origine spuntano un +1,3% in valore per i vini a denominazione d’origine in bottiglia da 75 cl e riducono la frenata a volume, (0,7% in controtendenza rispetto al 2013 quando si era arrivati a –3,2%). Segnali timidi, ma che fanno ben sperare per la stagione in corso.
La ricerca indica anche quali sono i vini più amati dagli italiani nell'ultimo anno: capolista rimangono gli imbattibili Chianti e Lambrusco, che mostrano però una flessione delle vendite a volume. Al terzo posto il Vermentino continua a crescere di anno in anno, seguito da Prosecco, Nero d’Avola, Muller Thurgau e Traminer. Tra gli “emergenti”, cioè con maggior tasso di crescita, troviamo i vini marchigiano-abruzzesi Pecorino e Passerina, tallonati dal siciliano Inzolia. Entra in questa classifica, per la prima volta, il laziale Orvieto.
“La questione fondamentale per il 2015 ed i prossimi anni è la difesa del valore da parte delle cantine e della gdo -commenta Virgilio Romano, client service director di IRI-. La rincorsa dei volumi come prevalente obiettivo di crescita rischia di rivelarsi controproducente. Quindi sì alle promozioni, ma con intelligenza strategica. Perché la difesa del ‘valore’ passa dalla difesa dei prezzi”. Il tema del value sarà, del resto, al centro della tradizionale tavola rotonda di Vinitaly che vedrà confrontarsi produttori e distributori su un argomento dirimente, come evidenzia Angelo Corona, rappresentante di Federdistribuzione, nonché direttore acquisti PL di Finiper: “Saper calibrare le promozioni è fondamentale. Occorre sostenere i consumi, non solo di vino, ma senza drogare il mercato e senza annullare la percezione del giusto prezzo, che i consumatori devono mantenere. E su questi segnali occorre lavorare per dare continuità. Va ripensato il display dello scaffale, per abbinare un assortimento profondo con criteri che rendano facili la lettura dell’esposizione e la scelta. La comunicazione va migliorata e resa più efficace, sia lavorando sullo scaffale, sia con ‘app’ per gli smartphone, introducendo degustazioni e settimane del vino regionale. O evidenziando il corner del vino biologico che nei supermercati è ancora di nicchia, ma è cresciuto nel 2014 dell’11,3% a volume e ha raggiunto i 1.432.000 litri venduti”.
Il nuovo spazio abbigliamento di Carrefour Planet di Assago (Mi)
Assortimento rinnovato, ambientazione più aperta e con soluzioni visual tipiche delle insegne specializzate, focus sulla convenienza: Sèbastien Jan, responsabile tessile di Carrefour Italia, spiega come è cambiato l'approccio al mondo abbigliamento per uomo, donna e bambino di Carrefour e gli obiettivi di sviluppo che l'insegna intende raggiungere
Bofrost Italia in crescita del 4,8% pianifica l’espansione
Bofrost Italia S.p.A., azienda che si occupa di vendita diretta degli alimenti surgelati, prosegue con un trend positivo chiudendo il bilancio 2014/2015 in crescita del 4,8% rispetto al precedente esercizio, ovvero con un fatturato che sale a 217 milioni di euro. Questi i dati annunciati nel corso di un evento svoltosi allo Stadio Friuli di Udine, dove Bofrost ha annunciato che continuerà con il suo piano di espansione della rete di vendita, investendo parallelamente 4,5 milioni di euro nel rinnovo delle filali.
L’anno commerciale evidenzia un aumento anche nel comparto occupazionale, che vede 86 nuove assunzioni per un totale di 2mila dipendenti e 300 operatori di vendita.
L’azienda fondata dal presidente Edoardo Roncadin nel 1948 dichiara una quota valore di mercato che tocca il 9,5%, ponendola in seconda posizione solo a Findus.
Con Lavazza la capsula diventa compostabile

di Barbara Trigari

Lavazza in partnership con Novamont è arrivata prima nella corsa verso la realizzazione di una capsula per il caffè interamente riciclabile. La cialda, compatibile con la macchinetta Lavazza Minù e disponibile in due miscele 100% arabica, viene raccolta con l'umido e sarà disponibile dal 2016. L'elaborazione del progetto è durata cinque anni e si inserisce in una più ampia visione aziendale che mira a ottimizzare tutte le fasi della propria produzione, anche in vista della valorizzazione di siti produttivi prima dismessi e in futuro riutilizzabili per le produzioni a monte del rifiuto. Oppure come già avviene per Novamont, nella produzione delle plastiche e dei componenti riciclabili necessari alla realizzazione delle capsule o di altre produzioni. I fondi di caffè si possono utilizzare per produrre inchiostri, funghi commestibili, pellet; le altre materie riciclate, oli e cellulosa, servono a produrre cosmetici, biodisel, biopolimeri, carta, tessuti, carboni attivi e mattoni.
Via al primo monomarca bresciano di Dorelan
Sarà in via Vittorio Emanuele II, al civico 46, il primo showroom Dorelanbed della città di Brescia. In apertura lunedì 9 marzo, il negozio monomarca Dorelan ospiterà su due piani, con superficie espositiva di 310 m², tutti i prodotti dell’azienda relativi al sistema letto completo, accessori compresi.
Con dieci vetrine e 22 angoli prova, il 12° Dorelanbed lombardo fonde la presentazione delle collezioni a un’estetica del sonno, che punta a far vivere una shopping experience a tutto tondo. Dalla linea di materassi antiacaro e anallergici Fisiology, con tecnologia a molle Twin System, passando per l’ultimo design Soft Touch, a firma Enrico Cesana, il punto vendita bresciano “punta ad accogliere il cliente e a formulare per lui una proposta che gli sia congeniale”, come sottolineato dal responsabile dello showroom Simone Salvatoni.
Conad per le donne con il braccialetto Made in carcere
Conad sceglie di superare la tradizionale mimosa con un’iniziativa a interamente al femminile e già dal 2 marzo, in attesa della festa della donna, promuove la vendita di 380mila braccialetti Made in carcere. Si tratta di accessori sartoriali realizzati in lycra riciclata e confezionati dalle detenute attraverso Officina Creativa, il cui parte del ricavato andrà all’associazione DiRe - Donne in rete contro la violenza.
Qualità ed eticità dei braccialetti, così come di tutti i prodotti realizzati nelle sezioni femminili di alcuni penitenziari, sono certificati attraverso il marchio Sigillo dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.
“Vogliamo celebrare la giornata dell’8 marzo non limitandoci al gesto di donare la mimosa, bensì offrendo alle donne più deboli, che vivono l’esperienza del carcere o hanno subito violenza, una concreta opportunità di chiudere con un passato difficile, contribuendo a migliorare il loro futuro”, ha dichiarato l’ad Conad Francesco Pugliese.
Fujitsu implementa il retail e lancia il nuovo tablet industriale
Prosegue il percorso di Fujitsu all’interno del settore retail con la nuova strategia di connessione che parte dall’estensione dell’applicazione Pos Market Place ai dispositivi mobili. L’obiettivo è quello di implementare sia il customer service che l’efficienza enterprise dei punti vendita internazionali, consentendo ai retailer di operare con diversi servizi end-to-end e multicanale. In quest’ottica, il Fujitsu Market Place Mobile è stato progettato specificatamente per rispondere al problema delle transazioni fallite in caso di perdita della connettività alla rete del negozio.
La società giapponese ha parallelamente presentato nel corso del Mobile World Congress il nuovo tablet pc progettato per un uso industriale, in ambienti dove i tradizionali tablet non risulterebbero adeguati. Lo Stylistic V535 è infatti in versione rugged resistente ad acqua, polvere e ad urti e cadute fino a 1,8 metri d’altezza, che lo rendono particolarmente indicato per settori come la logistica.
Carrefour definisce un nuovo concept per il tessile
Dall'ipermercato Carrefour Planet di Assago (Mi) viene lanciato la nuova soluzione che il Gruppo ha deciso di implementare per rilanciare il reparto abbigliamento e il tessile. Assortimento e visual sono stati rivisti con soluzioni ispirate dalle catene di specialisti, considerati i veri competitor questo comparto. Grègoire Kaufman, direttore commerciale e marketing di Carrefour Italia, spiega le motivazioni alla base del rilancio e gli obiettivi di sviluppo
La Rinascente passa allo smart working con Google
Modernizzata con Google Apps l’infrastruttura di comunicazione, per adeguarla alle nuove esigenze di collaborazione allargata. Google partner di altri progetti di change management nel retail: i casi OVS e Ocado. Intervista a Fabio Fregi, Country Manager di Google Enterprise.
Il nuovo store Pam Local di Torino in immagini

di Alessandra Bonaccorsi
Un nuovo format pensato per i centri storici e concentrato su piccole dimensioni, tipiche della bottega tradizionale, con un'alta incidenza di prodotti pronti, per soddisfare le esigenze di chi ha poco tempo: queste le caratteristiche di Pam Local, la nuova insegna che Gruppo Pam sta sviluppando nelle grandi città, da Roma a Torino e Milano.
Il Salumificio Piacenti torna a valori Dop con gestione autonoma
Il Salumificio Piacenti si trasforma in Salumificio Toscano Piacenti di San Gimignano, ripartendo dai suoi valori originari a sfondo regionale e a gestione autonoma, dopo una collaborazione pluriennale con il gruppo Parmacotto, che gli ha consentito crescita e apertura verso il mercato estero, nonché l’introduzione di nuove linee produttive.
La scelta deriva dalla volontà di ritornare ad essere un brand portavoce della tradizione toscana, declinata nel nuovo luogo dal richiamo artigianale. A riscontro di un interesse del marchio per l’aspetto qualitativo del made in Italy, i due stabilimenti dell’azienda hanno ottenuto la certificazione Usda/Fsis, che la abilita ad esportare il Prosciutto Toscano Dop anche in Usa.
Despar Sud Italia sostiene Legambiente con la patata di Campo
Despar Sud Italia ha scelto di sostenere l’edizione speciale della campagna itinerante di Legambiente e Ferrovie dello Stato, che vede il Treno Verde portare nei supermercati Despar, Eurospar e Interspar della Puglia la cosiddetta patata di Campo, arrivando il 3 marzo a Bari. Il prodotto è stato selezionato come emblema della filiera orticola italiana a livello qualitativo e di responsabilità ambientale, in quanto coltivato con sistemi irrigui a basso consumo idrico rispetto a quelli tradizionali.
L’agricoltura sana e sostenibile sono infatti i valori al centro dell’iniziativa, intercettati dal marchio in collaborazione con Romagna Fratelli Spa e il suo centro di distribuzione Maiora Srl, di cui l’ad Pippo Cannillo sottolinea l’impegno costante per la riduzione dei consumi energetici e delle emissioni inquinanti, in primis attraverso il fotovoltaico.
Verso un Pos unico multicard per i buoni pasto elettronici
Un sistema che apporti benefici d'uso e semplificazione per il consumatore finale, riducendo al contempo i costi associati al cartaceo, la complessità di gestione e le falle nella sicurezza a favore dell'esercente. Questi i principali vantaggi apportati dall'eventuale introduzione di un unico Pos per leggere i buoni pasto elettronici sotto forma di card dei vari emettitori, come previsto dall'intesa siglata tra Sodexo Benefits & Rewards Services, QUI! Group e Day Ristoservice Group Up.
L'accordo, aperto ai diversi operatori e in attesa di approvazione da parte delle autorità competenti, segue alla possibilità di dedurre fiscalmente dal 1° luglio 2015 7 euro per i buoni stessi, grazie alla nuova normativa al riguardo.
“Si tratta di un accordo che getta le basi per una reale introduzione del Pos unico, in grado di contribuire in maniera concreta a una valorizzazione del buono pasto come benefit integrativo, incrementandone la diffusione e migliorando il funzionamento dell’intero sistema per tutti gli attori della filiera”, ha sottolineato Sergio Satriano, Managing Director di Sodexo Benefits & Rewards Services.
La crisi campana di Auchan che annuncia 320 esuberi
Continua la crisi di Auchan anche su suolo italico, concentrandosi in particolare nei cinque ipermercati di Napoli e provincia, che dal 2013 al 2014 hanno registrato un calo a doppia cifra del 12,5%. Con gli attuali contratti di solidarietà ormai in scadenza e rivelatisi tutt'altro che risolutivi, la multinazionale francese annuncia 320 posti di lavoro in esubero solo nell'area campana, come riportato da Il Mattino. In tal senso, la soluzione avanzata da Auchan per una delle situazioni più gravi e pressanti, ovvero quella di Pompei, propone per circa 190 lavoratori un taglio degli stipendi del 40%, volto ad evitare il licenziamento secondo la formula della mobilità interaziendale.
Quest'ultima è già stata adottata volontariamente dai dipendenti dell'Ipercoop di Afragola, che l'hanno votata a maggioranza accettando una serie di sacrifici come il salario quasi dimezzato con cassa integrazione a rotazione lunga, la rinuncia alla maturazione dei permessi oltre le 32 ore retribuite e agli scatti di anzianità. Sono solo alcune delle misure previste dall'eventuale applicazione della formula, che non sembra trovare riscontro favorevole presso i rappresentati dei lavoratori e che si inserisce in un contesto nazionale dove Auchan rileva un totale di 1.100 esuberi su 8.000 dipendenti dei 60 punti vendita.
Arcaplanet apre a Milano il 120° store
Il 2015 è un anno di traguardi per Arcaplanet. Dopo aver lanciato il canale e-commerce a gennaio, il retailer ha recentemente inaugurato la sua 120° apertura in quel di Milano. Con una superficie di 750 mq, lo store della catena di supermercati per animali è situato in viale Certosa e vanta un assortimento di circa 8.000 prodotti. Ma i traguardi non finiscono qui e così Arcaplanet mette in cantiere di aprire entro quest'anno il primo negozio al sud oltre ad allargare la propria presenza geografica da 10 a 13 regioni italiane.
Per realizzare lo store milanese (il 13° nella città meneghina) l'azienda ha investito 450 mila euro. Sono previste a breve all'interno del negozio consulenze di esperti cinofili nonché l'installazione di un display touchscreen affinché i clienti possano risolvere piccoli problemi o curiosità legate al proprio animale da compagnia. Non è previsto, invece, il servizio di toelettatura già presente in altri sei pdv della catena.
Assegnato il premio Henkel Innovation Challenge per l’Italia
Questa è l'ottava edizione del concorso internazionale Henkel Innovation Challenge in cui vengono invitati gli studenti universitari e post universitari, di qualsiasi disciplina, a sviluppare idee innovative e sostenibili per nuovi prodotti o tecnologie in uno dei tre settori in cui opera Henkel: Adhesive Technologies, Beauty Care e Laundry & Home Care. Particolare di non secondaria importanza, il progetto doveva essere pensato in base alle esigenze del mercato nel 2050.
I vincitori
Di quarantotto team che hanno preso parte alle preselezioni, ne sono stati scelti dieci per presentare i loro progetti ad una giuria composta da manager Henkel. Fra questi dieci 4 erano provenienti dalla Bocconi e sono risultati vincitori la coppia Tommaso Bressa e Iva Mladenovic, con il progetto CyanoFix, sull'uso di un'opportuna colla adatta agli esseri umani al posto dei punti di sutura e non solo. Tommaso Bressa ha precisato che c'è molto interesse nei centri di ricerca per questo tipo di soluzioni.
Creazione dei team concorrenti da parte della Bocconi
Il team vincitore, composto da due studenti Bocconi rappresenterà l’Italia alla finale internazionale in programma a Vienna (Austria) ad Aprile 2015, dove si confronterà con studenti provenienti da 30 Paesi del mondo. Cinque mesi fa, 36 studenti della classe inglese di Marketing management sono stati suddivisi in squadre di due persone ciascuna e invitati a creare un prodotto innovativo o una tecnologia per uno dei marchi Henkel in una delle tre aree di business in cui opera la multinazionale: beauty care; laundry and home care; adhesive technologies.
Nova Coop lancia i bollini per una sana alimentazione infantile
L’idea è quella di educare i bambini tra i 4 e i 10 anni a un’alimentazione sana, basata sul consumo di frutta e verdura, attraverso un’iniziativa ludica che dal 23 febbraio al 26 aprile coinvolge tutti i supermercati e gli ipermercati Nova Coop. Per ogni 10 euro di spesa verrà infatti consegnato alla cassa un bollino e, una volta raggiunta quota 18, si potrà ricevere un pelouche Vitamino con contributo di 2,90 euro, o con 690 punti SocioCoop. Insieme ai pupazzi sarà possibile acquistare il libro dai risvolti didattici che narra le loro avventure, nonché scaricare gratuitamente il relativo gioco interattivo tramite applicazione su App Store o Google Play.
I proventi dell’iniziativa andranno in parte a favore di CasaOz, l’Associazione Onlus torinese che dal 2007 si occupa di famiglie con minori che attraversano un qualunque stato di malattia.
Il gruppo Igd aumenta l’utile del 46% e incrementa il dividendo
Il gruppo Immobiliare grande distribuzione chiude un 2014 con utile netto in aumento del 46% rispetto all’anno precedente, ovvero pari a 7,3 milioni di euro. La pubblicazione dei conti va di pari passo con la proposta all’assemblea degli azionisti di distribuire un dividendo pari a 0,0375 euro per azione, con pagamento a partire dal 20 maggio.
Per quanto riguarda la gestione caratteristica, Igd, che fa capo a Coop Adriatica per il 43,99% e a Unicoop Tirreno per il 12,93%, rileva ricavi stabili rispetto al 2013, che si attestano a 120,5 milioni di euro. Salgono dell’11% i costi legati alla gestione diretta, ovvero a 31 milioni, mentre calano indebitamento ma anche margine operativo lordo, sceso del 4,9% con 78,81 milioni di euro.
I dati presentati hanno fatto registrare al gruppo una progressione in borsa, con Piazza Affari che raggiunge l’apice annuale salendo del 3,58%.
Cedi Sisa Centro Nord rivoluziona logistica e consegna
Una rivoluzione logistica per Ce.Di. Sisa Centro Nord S.p.a., che punta ad ottimizzare costi e risorse, intervenendo sulle tre piattaforme e sul concentramento delle consegne. I cambiamenti effettuati hanno riguardato soprattutto la piattaforma laziale di Santa Palomba, diventata polo principale per le referenze alimentari di tutto il Centro Italia e che soddisfa anche il fabbisogno dei punti vendita in area Mosciano, l’altra piattaforma in zona centrale. Quest’ultima accoglierà a sua volta l’assortimento grocery ad alta rotazione per servire l’area adriatica, mentre freschi e surgelati sono stati unificati su una piattaforma esterna a Latina.
Il gruppo, che serve circa 1000 punti vendita in 12 regioni, ha creato una rete di transit point nel Nord Italia per rifornire i supermercati Sisa più lontani dai depositi, attuando una generale operazione di revisione e trasformazione che migliora l’efficienza per il fornitore e consente un parallelo ampliamento degli assortimenti.
Venchi raddoppia a Londra e adotta i prodotti da forno
Dopo il punto vendita di Convent Garden Venchi raddoppia in territorio londinese e apre un secondo shop ad Hampstead, il cosiddetto Village. Il format prescelto dall’azienda piemontese è elegante e rimanda ad una piccola gioielleria, dove le trasparenze e le griglie si uniscono a nuovi fondali in ottone, per presentare attraverso le vetrate tutta la tradizionale selezione di cioccolateria sfusa e confezionata, creme spalmabili e gelateria. Novità assoluta, riservata al nuovo store, è una linea di prodotti da forno realizzati in eslcusiva per il brand.
Di recente, inoltre, Venchi ha implementato la sua parallela strategia di presenza nei luoghi di passaggio principali in vista di Expo 2015, aprendo un punto vendita anche nell’aeroporto di Milano Linate, dopo i già inaugurati shop a Malpensa ed Orio al Serio, così come nelle stazioni di Milano Centrale e Cadorna.
Fossil Group apre un corner multi-brand dentro Coin a Milano
Dopo il punto aperto nel nuovo Coin Excelsior di Roma, Fossil Group incrementa il sodalizio con la catena e inaugura un corner nel department store situato in Piazza Cinque Giornate a Milano.
All’interno del nuovo spazio di vendita, che si focalizza su gioielleria e orologeria, si trovano prodotti appartenenti al brand di proprietà Fossil e a parte dei marchi distribuiti in licenza, ovvero Emporio Armani, Skangen, Diesel e Michael Kors.
Il gruppo statunitense conferma così il suo interesse per un’espansione italiana attraverso la rete dei grandi magazzini, situati in zone di rilevo.
Lema arriva a Londra con un nuovo flagship store
Lema porta a Londra il suo design made in Italy e apre a Kings Road un nuovo flagship store a firma Piero Lissoni. Lo showroom occupa due livelli per una superficie di oltre 400 metri quadri, ed ospita insieme alle collezioni casa un atelier sartoriale dedicato ad architetti e interior designer, per lo sviluppo di nuovi progetti a fianco di professionisti dedicati.
Dall’arredo modulare giorno, come le librerie, a quello free-standing, lo spazio segue uno stile elegante ed armonico, senza tonalità eccessive o chiassose, proponendo anche elementi storici dell’azienda, come l’armadio a centimetro, costruito su misura per il cliente. Personalizzazione e realizzazione di soluzioni ad hoc sono infatti alla base della tradizione artigianale di Lema, fondata nel 1970 dalla famiglia Meroni, che tuttora ne guida lo sviluppo in territorio internazionale.
Brico Io si rinnova: nuovo format con tre shop in shop
di Dora Binnella
Shop in shop in un centro bricolage per variare le dinamiche di frequenza negli spazi sempre più rivolti alla donna ed alla famiglia. È il nuovo format di Brico Io di Concorezzo (Mb), che sabato 28 febbraio inaugura un restyling importante, con l'adeguamento al nuovo e più performante concept, sviluppato nella parte della brand identity da nomi noti, tra cui spiccano il designer Giorgio Galli, lo studio Mario Milizia ed il fotografo Oliviero Toscani.
Tre partner, dunque, a consolidare la nuova strategia della catena del fai da te, come ci racconta il consigliere delegato Mario A. Aspesi: "Gli shop in shop sono figli della nostra strategia legata al concetto di bricolage di vicinato. Coerentemente alle merceologie tradizionali, desideriamo porre sotto lo stesso tetto tutto quello che serve per fare bella la casa ed il giardino. Da qui la scelta di ampliare l'offerta con prodotti rivolti all'abbellimento della casa, alla cura degli animali domestici e anche alla cura della persona, attraverso partnership con operatori specializzati di qualità. Siamo convinti che la presenza di questi prodotti potrà notevolmente migliorare il tasso di ripetizione di acquisto, che nel nostro mercato è molto rallentato".
Corner specializzati
Spicca all'ingresso del layout, l’Outlet del Kasalingo, con uno spazio raddoppiato (circa 200 mq) rispetto al solito. Segue, dopo i reparti decorativi, l’Isola dei Tesori, marchio che segnala la presenza di un'offerta completa nell’alimentazione e negli articoli per la cura degli animali domestici. Al di là del corridoio centrale, infine, si trova il nuovo settore Bolle Blu, dedicato all’igiene e bellezza della persona e alla pulizia e cura della casa, marchio in esclusiva che Brico IO ha messo a punto insieme a Gruppo Gottardo, nuovo partner commerciale.
Il Mercato del Duomo, il nuovo multi-concept di Autogrill a Milano
Ormai la strada è tracciata e il food eccellente è la nuova vena aurifera. Così Autogrill ha aperto in Piazza del Duomo a Milano un punto di vendita e di ristoro con specialità alimentari provnienti dai fornitori locali di eccellenze, selezionati con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (UNISG).
La location
Il progetto architettonico, curato da Michele de Lucchi, noto architetto e designer italiano, darà vita al più importante flag ship store del marchio. Oltre al significato commerciale, l’operazione di Autogrill ha anche un valore architettonico di recupero di uno dei patrimoni della città di Milano. Il progetto valorizza i disegni originali di Giuseppe Mengoni architetto e ingegnere che progettò la Galleria Vittorio Emanuele; lo spazio ospita anche la scultura dell’artista Adam Lowe, che riproduce le radici di un albero di ulivo secolare. Il Mercato del Duomo ha uno sviluppo verticale su quattro piani per una superficie aperta al pubblico di 3.000 metri quadrati. Il comprensorio è ben più grande occupando ben 5.000 metri quadrati.
Expo like
Il progetto permette di realizzare uno spazio in linea con la filosofia di Expo attraverso un percorso espositivo e di vendita che evidenzia l’intera filiera alimentare. Si parte dalla materia prima fino al cibo da consumarsi in modalità veloce e slow (e non poteva essere diversamente considerata la collaborazione con Unisg e Carlo Petrini). Un punto di forza sarà la caffetteria e croissanteria che punta ad un’offerta di qualità premium; Il Mercato, punto di attrazione e di novità del nuovo punto di vendita sarà gestito da Compagnia Alimentare con una fedele riproduzione di un mercato ambulante urbano. Sempre nel punto di vendita sono previsti Bistrot Milano Duomo per i prodotti tipici, la Terrazza Aperol e il ristorante laboratorio Spazio in cui i cuochi della Scuola di Formazione di Castel di Sangro (L’Aquila) interagiranno con gli ospiti. Non manca un wine bar.
Appuntamento al 30 aprile giorno di previsto di apertura..
La logistica si evolve per soddisfare le esigenze dell’eCommerce
Tranne che nel periodo estivo, nel 2014 l’eCommerce b2c ha originato mensilmente la movimentazione di 9,5 milioni di pacchi che hanno prodotto un incremento del 16% rispetto al 2013 in cui l’analogo indicatore contava 8 milioni di colli. Il Libro Bianco dell’eCommerce evidenzia che in larga misura i consumatori sono soddisfatti dei servizi di delivery ma tuttavia sono ugualmente all’orizzonte importanti fattori evolutivi. Uno di questi è senza dubbio lo sviluppo dei punti di ritiro, molto graditi ai consumatori italiani, che permettono il pagamento al ritiro e anche in contanti. Inoltre consentono di favorire le esigenze di compatibilità degli orari nelle varie fasce della giornata.
Secondo Roberto Liscia, presidente di Netcomm: “Oggi, nell’era degli acquisti online di massa, le esigenze degli acquirenti sono più diversificate di una volta e i servizi di consegna a domicilio non sono ancora adeguatamente attrezzati a rispondervi. Il miglioramento della logistica potrà avere un significativo impatto positivo anche sulla crescita e sulla nuova occupazione. I progressi che avverranno nella logistica porteranno benefici a tutti gli attori coinvolti nelle attività del commercio elettronico, dai consumatori ai merchant e agli stessi operatori logistici”.
Non solo delivery
Il Libro Bianco evidenzia che in prospettiva evolutiva, la logistica potrà dare dei servizi diversi dagli attuali a maggiore “tasso” tecnologico ma tutto ciò necessiterà di un adeguamento dell’impianto normativo, fiscale e di disciplina delle attività logistiche. La gestione dei Raee e il tema delle transazioni cross-border sono due esempi circa gli ambiti che richiedono un aggiornamento in materia.
Netcomm ha svolto un’indagine sulla logistica da cui sono scaturirti alcuni dati significativi. 96 consegne su 100 sono effettuate a domicilio. Di queste il 90% circa avviene nella propria abitazione. Tuttavia la conoscenza di giorno e dell’ora circa la consegna è un dato quasi mai in possesso dell’acquirente e questo rappresenta uno spazio di lavoro in cui migliorare il servizio.
L’utilizzo di un pick & pay coinvolge solo il 5% delle consegne anche se determina un elevato grado di soddisfazione. Il fenomeno locker è ancora agli albori e su di esso non ci sono dati significativi. I tempi di consegna sono maggiori di quelli di ritiro: 4,3 giorni e 4,6 giorni rispettivamente dopo la data dell’ordine. È interessante notare che le consegne nello stesso giorno dell’ordine o entro le 24 ore riguardano solo l’8% dei ritiri e l’1% delle consegne.
Un vero boost per lo sviluppo dell’eCommerce, afferma il Libro Bianco, sono le consegne a domicilio con precisione di data e orario. Un obiettivo di non semplice raggiungimento anche a causa delle condizioni ambientali non sempre costanti e prevedibili.
Fonte: Netcomm, Libro Bianco sulla Logistica
Pam local apre a Roma il quinto punto di vendita
Il nuovo Pam local segue quelli di corso Vittorio Emanuele, via Terenzio, via Sacchetti e via delle Botteghe Oscure e precede l’apertura di un sesto punto di vendita in via S. Martino della Battaglia.
Piazzale Adriatico è al centro della zona Municipio III di Roma e il nuovo Pam local si insedia in contesto ad alta urbanizzazione. Lo staff è composto da personale sotto i 30 anni con l’obiettivo dichiarato dall'insegna di dare impulso al servizio in termini di efficienza.
In termini di concept, Pam local è un every day low price sviluppato in una superficie di vendita ridotta a soli 250 mq. L’assortimento è orientato a soddisfare il consumo quotidiano con focalizzazione anche su target specifici come i single, i vegetariani e vegani, intolleranti e celiaci. Il versante dei freschi privilegia l’asporto veloce con proposte pesate e prezzate. Infine attenzione agli Igp e Dop.
Sisa riorganizza la centrale, Ravagnan alla direzione generale
Completati i nuovi assetti gerarchico-direzionali della Centrale di servizi e acquisti Sisa SpA. Fra gli obiettivi della nuova organizzazione spiccano il miglioramento della gestione e dell’efficienza della struttura, il rilancio del brand, e una maggiore focalizzazione sul consumatore, nell’interesse dei soci e delle imprese territoriali rappresentate dai Cedi (centri distributivi).
La direzione generale Sisa è affidata a Marco Ravagnan (foto). Alla direzione commerciale va Marco Calcagno con l’obiettivo di rafforzare le relazioni con i partner dell'Idm (Industria di marca) grazie anche alla recente partnership con Auchan-Sma per i contratti nazionali e con Crai per un accordo di sinergia operativa. Calcagno, che ha un'esperienza di lungo corso nell’industria e nella distribuzione, è arrivato in Sisa nel 2001, esattamente nel Cedi Sisa Centro Sud dov'era direttore commerciale.
Confermato il ruolo di direttore marketing e comunicazione per Danilo Preto, uno dei decani di Sisa, mentre Germano Ottone assume la direzione Mdd (Marca del distributore) con l'obiettivo di rafforzare e segmentare l’offerta attraverso le linee Sisa, Gusto&Passione e Primo.
All'inizio di quest'anno Sisa si è data un nuovo presidente (Aldo Pettorino) dopo 30 anni di reggenza targata Sergio Cassingena. Aldo Pettorino era già vicepresidente Sisa, consigliere CdA nazionale, e Presidente Cedi Sisa Centro Sud. Il Cda Sisa mantiene immutata la sua composizione che vede consiglieri Maria Cristina Amadeo, Sergio Cassingena, Alfio Morfino, Luigi Paglia e Elpidio Politico, oltre naturalmente al Presidente Aldo Pettorino e al vicepresidente Vito Petitto.
Uniqlo accelera in Europa e cerca di sbarcare a Milano
La spinta di Uniqlo verso il mercato internazionale passa dall’inaugurazione solo nel periodo 2014 di 183 nuovi negozi fuori dal Giappone, che portano il brand del fashion nipponico a un totale di oltre 700 punti vendita su territorio estero. Tra gli obiettivi dichiarati da Tadashi Yanai, presidente del gruppo Fast Retailing che controlla il marchio, figura l’apertura di un flagship store a Milano, capitale della moda made in Italy. Sembra tuttavia che Uniqlo riscontri qualche difficoltà nel reperire una location centrale che soddisfi tutti i requisiti richiesti, fattore economico compreso, soprattutto a causa di un affollamento del mercato.
Prosegue dunque l’accelerazione europea del brand, che dopo le recenti aperture a Berlino, Strasburgo e Marsiglia, cerca parallelamente un punto vendita anche a Barcellona. L’idea è di arrivare al 2020 con l’attuale giro di affari, corrispondente a circa 36 miliardi di euro, triplicato, ponendo talora maggiore accento sul cuore pop del fashion giapponese.
Un vecchio e insalubre monopolio
Farmacie e gdo: si riapre uno spiraglio con il ddl Concorrenza del ministro Guidi e la farmacie private rialzano le barricate, unendosi come un sol uomo a difesa del proprio territorio contro la gdo che difende il potere d’acquisto del consumatore. Se questo è il ruolo della gdo, le farmacie lo vorrebbero proteggere da un uso dissennato delle medicine (ma perché il consumatore, ormai smart, quando serve, si trasforma in un idiota?). Quel che è peggio, in questa situazione bloccata, è che ancora una volta a vincere non saranno le due parti in causa, bensì l’esercito di siti e-commerce che tranquillamente schiera farmaci di ogni genere, non sempre garantiti, talvolta banditi dalle nostre farmacie. Insomma, continuiamo a guardare il dito e non vediamo la mano. La concorrenza esasperata non arriva e non arriverà dalla gdo. Non ci saranno carrelli pieni di antidolorifici venduti a 3x2; piuttosto ci sarà più scelta (come è oggi in tutto il commercio “libero”) tra servizio e convenienza, i prezzi scenderanno e il cittadino tirerà un sospiro di sollievo.
Carrefour Planet di Assago: al via il concept per il tessile
di Barbara Trigari
Carrefour Italia ha presentato lo scorso 19 marzo, presso l'ipermercato Planet di Assago (Mi), il nuovo concept espositivo per il tessile. Si tratta del primo test del progetto, che successivamente sarà esteso agli altri pdv di grandi dimensioni dell'insegna in tempi brevi. Superficie espositiva e assortimento rimangono quantitativamente gli stessi di sempre, cambia invece il contenuto, con arredi e tecniche espositive che guardano alle insegne specializzate e gli articoli suddivisi per stili, per esempio uomo sport, Urban, casual. Il nuovo reparto Moda accoglie quindi l'abbigliamento per uomo, donna e bambino, incluso il bebè, affiancato agli alimenti e accessori per neonati, l'intimo e le calzature, per la prima volta raccolte tutte nella stessa area. Di fronte, il tessile casa. Il focus è sulla convenienza, con proposte di abbigliamento completo offerte a prezzi scontati e articoli basici a prezzi più bassi.
Walmart cresce e aumenta mezzo milione di stipendi
Salari da minimo 9 dollari l’ora per circa mezzo milione di dipendenti americani, ovvero di 1,75 dollari superiori al minimo previsto dalla legge. Questo l’esordio della catena Walmart, che inaugura a febbraio la prima metà d’anno fiscale aumentando gli stipendi al 40% del suo organico totale che lavora in oltre 1.400 store statunitensi.
La decisione comporterà da parte del retailer un esborso di circa 1 miliardo di dollari, che va di pari passo a un ormai regolare incremento dei dividendi in contante per i suoi azionisti, che sale per il 2016 del 2%. Previsto per quella data anche un ulteriore aumento dei salari, parte di aggiustamenti costanti che da un lato servono a Walmart per assicurarsi di rispettare la legge negli store di tutti i 21 Stati, dall’altro comportano risvolti positivi sulla brand reputation veicolate innanzitutto attraverso la soddisfazione della sua forza lavoro.
Simply si associa alla cucina di Giorgione del Gambero Rosso
Partirà il 22 febbraio il tour “La cucina Simply di Giorgione”, che porta lo chef del Gambero Rosso Channel nei punti vendita dell’insegna, per preparare ricette e dare consigli in materia di spesa. L’appuntamento è per le 17 nel Simply Store in Piazza Maestri del Lavoro a Siena, il primo ecosostenibile aperto in zona dalla Cooperativa Etruria.
Il cuoco Giorgio Barchiesi, classe 1957, è già noto al pubblico per il programma Orto e Cucina e si conferma dunque essere una scelta oculata in termini promozionali. Simply sfrutta così il binomio spesa-cucina, cavalcando lo stesso trend di molti format televisivi, pur mantenendo un occhio sulla qualità garantita dal marchio Gambero Rosso, già scelto per il loro marketing anche da altre insegne.
OVS coinvolge i fashion-addicted con un contest su Instagram
Oviesse passa al coinvolgimento social e anticipa la Milano Fashion Week lanciando un contest su Instagram dal 16 al 22 febbraio. L’idea è quella di coinvolgere gli amanti della moda in senso partecipativo, invitandoli a postare le proprie foto con un look primavera-estate 2015, naturalmente a marchio Ovs.
Parte degli scatti pubblicati attraverso l'hashtag #OVSMILANOFASHIONWEEK, verrà poi selezionato l'area Fashion Week Milano sul sito di ovs.it. L’appeal del concorso fa dunque leva sulla possibilità di rendersi visibili e partecipare in veste di “modelle” a un evento imprescindibile per tutti i fashion-addicted.
Le evoluzioni della e-logistic per migliorare la supply chain
Per discutere del miglioramento della supply chain con le imprese che fanno anche e-commerce, focalizzandosi sulle nuove soluzioni e i nuovi servizi di consegna, arriva il convegno Save the Date, che si terrà nella mattinata del 24 febbraio all’Auditorium Gio Ponti di Milano. L’incontro presenterà i risultati dell’ultima ricerca Netcomm al riguardo, che ha indagato i servizi di consegna prediletti dagli utenti che acquistano i prodotti via online, concentrandosi parallelamente sulle aree di possibile implementazione rispetto ai sistemi già in uso o ancora da studiare.
Passando quindi anche dai moderni locker e drone, si esamineranno presente e futuro della e-logistic, attraverso una serie di appuntamenti riservati a Supply Chain Manager, Business Process Manager e Itc Manager delle aziende di industria e retail dei beni di consumo.
Furla centralizza servizi e processi di retail con un software
Furla punta all’internazionalizzazione e al potenziamento su in tutti i mercati esteri. In quest’ottica, il brand del fashion ha sviluppato un nuovo progetto, per il momento solo europeo, volto a centralizzare attraverso un software Cedig i processi di retail, implementando parallelamente l’esperienza d’acquisto del cliente. Grazie alla soluzione Yourcegid Retail Y2, i punti vendita saranno infatti connessi in tempo reale alla sede, che potrà monitorarne e governane i processi di vendita, merchandising, inventario, così come la gestione delle carte loyalty e dei dipendenti. Coinvolti dal nuovo progetto sia negozi diretti che in franchising ed outlet, con possibilità di implementazione dei servizi a seconda del Paese, in relazione a fattori quali la lingua e le normative.
Il database centrale in cloud computing raccoglie infine una serie di dati che potranno poi essere analizzati dall’azienda a livello strategico.
Conad apre un nuovo distributore di carburante a Prato
Via all’inaugurazione di un nuovo distributore di carburante Conad, che dal 19 febbraio sarà attivo 24 ore su 24 e per tutti i giorni della settimana in via di Maliseti 14 a Prato.
Come per la maggior parte degli altri distributori, situati nei pressi di iper e super, l’insegna sceglie di posizionare il nuovo punto di rifornimento vicino al suo Superstore di via Kuliscioff 3, riproponendo un servizio con formula basata sulla convenienza dei prezzi. Questi ultimi sono visibili in tempo reale sul sito di Conad, cliccando sul nome del relativo distributore, che normalmente presenta modalità di pagamento tramite casse drive-in negli orari di apertura e tramite colonnine degli erogatori negli altri orari.
La Gdo che soffre in Puglia: interventi anche da Coop Estense
Non sono ancora noti i dettagli dell’intervento che Coop Estense attuerà sulla sua rete di vendita pugliese e in particolare nell’area di Bari, dove conta due supermercati e quattro iper. Quella annunciata dal presidente Mario Zucchelli tramite comunicato sembra tuttavia prospettarsi come un’azione ingente e significativa, pur vigendo ancora il silenzio su eventuali tagli del personale.
Il piano di interventi dell’insegna, di cui verranno diffuse le specifiche tramite conferenza stampa, si aggiunge a difficoltà manifestate da altre catene nella stessa zona geografica, a partire dai ridimensionamenti di Auchan a Triggiano, con vertenza in proposito ancora in corso, passando per la crisi barese di Mercatone Uno, che vorrebbe cedere anche la sede di Terlizzi.
Nectar prepara nuove proposte per consumatori digitali e mobile
Dopo il Il lancio del nuovo programma di loyalty multi-partner LaTua!Card da parte di Auchan, Simply e Lillapois (l'insegna di drugstore del Gruppo) , quali sono i programmi di Nectar Italia? Lo abbiamo chiesto a Fausto Tarditi, direttore generale della filiale italiana.
“Nectar Italia, Auchan e Sma hanno semplicemente deciso di sviluppare, in maniera indipendente, differenti strategie di fidelizzazione per il consumatore finale Nectar, che ha innovato il mercato italiano lanciando il primo programma fedeltà multipartner con risultati importanti come gli 11 milioni di clienti, rimane certamente interessato ad un settore come quello del commercio al dettaglio: ci sono diverse idee in fase di sviluppo in quel senso -chiarisce Tarditi-. Ora stiamo facendo evolvere ulteriormente il nostro modello, adattandolo ai cambiamenti avvenuti nel mercato retail negli ultimi anni, e all’evoluzione delle abitudini dei consumatori come il crescente interesse nei canali digitali. Questo ci ha portati a ricercare soluzioni che rafforzino la vicinanza di Nectar al consumatore e che sorpassino il limite di un mercato frammentato come quello italiano. Oltre a ciò le sfide che Nectar ha deciso di affrontare sono focalizzate intorno ad una nuova proposizione in linea con le diverse esigenze dei consumatori, sempre più coinvolti dal mondo digitale e mobile, per moltiplicare le opportunità sia per i partner che per i consumatori. Siamo molto entusiasti di tutti gli sviluppi che vedranno Nectar protagonista nel prossimi mesi”, conclude Tarditi.
Auchan Triggiano: continua la vertenza
di Alessandra Bonaccorsi
Istituzioni e sindacati a confronto per definire le posizioni lavorative dovute al cambio di insegna dell’ipermercato Auchan del centro commerciale Bariblu di Triggiano (Ba) in Ipersimply e al suo conseguente ridimensionamento. La trattativa in corso coinvolge 130 lavoratori. Coinvolto in un tavolo tecnico i sindacati di categoria e l’assessore alle Attività Produttive e vicepresidente della Giunta della Regione Puglia, Loredana Capone.
Auchan conferma l'impegno a ricollocare 16 lavoratori (14 capireparto e due amministrativi), mentre Ipersimply ha garantito l'assunzione di circa 68 dipendenti. Altre 15 lavoratori saranno riassorbiti dall'insegna Expert, che dovrebbe aprire a giugno. In questo arco di tempo, i lavoratori saranno presi in carico da Tricenter, la società che gestisce il centro commerciale.Per altri 20 dipendenti, invece, si aprirebbe la strada dell'esodo incentivato, corrisposto da Auchan, con un ulteriore 20% da parte di Tricenter.
La Uil, però, non approva la decisione, da parte delle aziende, di non applicare, per i lavoratori che passeranno a Ipersimply, la procedura del trasferimento del ramo d'azienda così come previsto dall'articolo 2112 del codice civile, optando invece per l'assunzione ex novo. “Attendiamo la sentenza del TAR prima di parlare di proposte e soluzioni concrete -spiega il segretario generale della UILTUCS Puglia, Giuseppe Zimmari- che comunque, ribadiamo, dovranno attenersi a un quadro di legalità e di rispetto delle leggi e dei regolamenti vigenti. Ciò che va invece stigmatizzato sono le strumentalizzazioni cui abbiamo assistito in questi giorni da parte dell’azienda Auchan”.
E-commerce e logistica chiave dell’export per PackLink
PackLink, l’azienda che si occupa di e-shipping consentendo un confronto tra i principali corrieri del mercato, conferma attraverso l’analisi dei dati relativi alle proprie spedizioni il valore di e-commerce e servizi logistici per l’export europeo. I numeri del portale evidenziano infatti che il 68% delle spedizioni prenotate online sono dirette verso l’estero, in linea con il report di Netcomm, che stima una crescita dell’e-commerce europeo al 21% tra 2013 e 2018, di cui il 25% dall’export online. Non sorprende dunque il relativo incremento dei servizi di logistica e di corriere, che diventano a loro volta una componente imprescindibile per la soddisfazione del consumatore.
Nell’ambito di un e-commerce sempre più attivo e determinante per le aziende, il nostro Paese si situa al sesto posto in Europa per fatturato nel settore, con 13 miliardi di euro e acquisti soprattutto da Spagna, Regno Unito e Germania.






























































