Luminosità, modernità e attenzione ai materiali ecosostenibili: sono questi gli elementi chiave alla base del nuovo concept design dello store Oviesse di Milano. Il punto vendita in Corso Garibaldi 72 ha infatti riaperto il 12 marzo con un look completamente rinnovato, che abbandona i segni forti per mettere maggiormente al centro il prodotto grazie alla scelta del legno chiaro e del metallo abbinato a lastre di plexiglas colorato, con elementi di arredo che propongono un visual freee-standing.
La pulizia delle linee percorre tutti i 900 metri quadrati di superficie, dove il fashion brand, pur puntando a un’esposizione dei capi incrementata nell’appeal, mantiene il focus sulla democraticità dei prezzi.
Ovs riapre a Milano con un nuovo design concept
Arcaplanet apre il 120° store e punta al sud
Il 2015 si configura un anno di traguardi per Arcaplanet. Dall’avvio dell’e-commerce all’inaugurazione del 120° store a Milano fino all’espansione geografica della rete distributiva, la catena di supermercati per animali non si risparmia e pone tra i suoi obiettivi quello di trasformarsi in big store. Ne parliamo con Michele Foppiani, amministratore delegato di Arcaplanet.
Conad riduce spedizioni e chilometri con il pallet pooling
Circa 12.000 spedizioni e 4 milioni di chilometri in meno in un anno, con parallela riduzione di 2.600 tonnellate di Co2 a livello di impatto ambientale e un’ottimizzazione dei costi della Supply Chain. Questi i dati calcolati dal software dell’Università di Bologna per Conad, che ha ottenuto tali risultati grazie all’introduzione nella rete distributiva dei prodotti freschi a marchio del pallet pooling, ovvero di contenitori a sponde abbattibili e riutilizzabili.
Il sistema fornito da CPR System ha così consentito di portare le spedizioni da 37.000 a 25.000, diminuendo i viaggi dei relativi mezzi del 40% e aumentando l’efficienza logicstica. La cooperativa di Gallo (Fe) ha inoltre garantito un servizio completo di lavaggio e ripristino dei contenitori riutilizzabili.
Carrefour prosegue con il format Market Gourmet a Torino
Carrefour continua con l’estensione del format Market Gourmet, lanciato con una serata ad hoc il 10 marzo anche a Torino, in via Colombo, dopo le aperture di Milano, Ventimiglia e Roma. Il supermercato, come sottolineato dal Direttore Commerciale e Marketing Carrefour Grégoire Kaufman, si distingue per la selezione di prodotti e produttori ricercati, con un occhio di riguardo alle eccellenze del territorio locale e al chilometro zero.
Ubicato in zona centrale, il punto vendita vanta una superficie di 1.200 metri quadri e punta a coinvolgere tutti i food lover attraverso una nuova proposta di shopping experience dall’assortimento qualitativo, pur mantenendo un focus su praticità e convenienza che rimandano al supermercato di quartiere.
Carrefour prosegue così nella sua consolidata strategia di differenziazione dell’esperienza di acquisto dei clienti attraverso i formati Express per i negozi di vicinato, Market per i supermercati e Carrefour per gli ipermercati.
Via al Puma Lab di Milano: uno shop-in-shop Foot Locker
Puma ha aperto uno shop-in-shop ospitato dentro al negozio Foot Locker di Milano situato in via Torino. Il Puma Lab si propone come uno spazio di 60 metri quadrati dedicati alla vendita di footwear e abbigliamento, secondo un format collaborativo tra i due brand.
Lo shop-in-shop del marchio presenterà collezioni limited edition e modelli in esclusiva, nonché prodotti iconici come le Suede e le Basket, portando tale format sinergico tra Puma e Foot Locker dal lancio Usa 2014 in territorio europeo.
Il visual di PumaLab vedrà le colorazioni cambiare ogni 4-6 settimane e sceglie di comunicare attraverso le immagini di ambassador quali il calciatore Mario Balotelli e la pop-star Rihanna, abbinate ad alcuni scatti firmati da Alex Fasko, raffiguranti i luoghi storici del capoluogo lombardo.
Prodotto dell’Anno 2015: ecco tutti i vincitori
Da Gdoweek n. 4-2015
Rivelati i vincitori di Prodotto dell’Anno 2015, il premio organizzato da Marketing e Innovazione Italia, giunto quest'anno alla decima edizione. I 12.000 consumatori coinvolti nelle votazioni hanno premiato i prodotti più innovativi sul mercato italiano nelle 45 categorie in gara, focalizzandosi sui driver qualità-prezzo e sui miglioramenti apportati alla vita quotidiana. Ecco chi hanno scelto
| CATEGORIA | AZIENDA | PRODOTTO |
| ABBRONZATURA FARMACIA | L’Oréal Italia Spa | Protezioni solari e autoabbronzanti Vichy |
| ACQUE ECOSOSTENIBILI | Acqua Minerale San Benedetto | San Benedetto 1L Easy Progetto Eco Green |
| ANTI RUGHE | Istituto Ganassini spa di Ricerche Biochimiche | Rilastil Re-Sleep Siero |
| BEVANDE ANALCOLICHE PREMISCELATE | Davide Campari Milano Spa | Crodino Twist |
| BEVANDE GASSATE | Acqua Minerale San Benedetto | San Benedetto Prima Spremitura |
| BIRRE | Heineken Italia Spa | Heineken Mini 15cl |
| CARTA CASA | Lucart Spa | Tutto Flash |
| CIBO CANE e GATTO negozi specializ. | Morando Spa | Miocane e Miogatto |
| CIBO GATTO supermercato | Morando Spa | Miglior Gatto Sterilized |
| CIOCCOLATO | Ritter Sport | Ritter Sport Fondente Extra 73% |
| COLLANT | Goldenlady Company Spa | Golden Lady MySecret 20 40 collant e MyBeauty 50 senza cuciture |
| CONSERVE | Callipo | Callipo con tonno “Tonno e Fagioli” e “Verdure Grigliate e Tonno" |
| CONSERVE di POMODORO | Petti Group - Italian Food Spa | Linea Petti “Il Pomodoro al Centro” |
| CURA CORPO FARMACIA | Istituto Ganassini Spa di Ricerche Biochimiche | Rilastil Elasticizzante Olio |
| CURA GOLA | Boehringer Ingelheim Italia Spa | ZerinolVox Emolliente e Protettivo |
| DENTIFRICI | Coswell Spa | Biorepair gengive delicate |
| DETERGENTI SUPERFICI | Bolton Manitoba Spa | Smac Express sgrassatore universale |
| DETERSIVI PER STOVIGLIE | Italchimica | Dual Power Piatti Gel concentrato con dispenser |
| FARINE e LIEVITI | Ruggeri Srl | Ruggeri Lievito madre attivo con germe di grano |
| FRUTTA SECCA | Noberasco | Noberasco Linea Super Frutti |
| IGIENE FEMMINILE | A.C.R.A.F. Spa | Tantum Rosa intimo quotidiano detergenti intimi |
| INSALATE | Bonduelle Italia Srl | Bonduelle Le Primizie di stagione |
| INTEGRATORI BENESSERE INTERIORE | Sanofi-Aventis Spa | Magnesia S. Pellegrino Erbal |
| INTEGRATORI DI VITAMINE | Bayer Spa - socio unico | Supradyn Energy |
| LATTICINI | Latteria Montello Spa | Il Fresco spalmabile Nonno Nanni |
| LAVASTOVIGLIE | Whirpool Lavastoviglie | Whirlpool gamma Power Dry |
| MAIONESI e SALSE | Unilever | Calvè Salse extragusto |
| MATERASSI | Eminflex - Com Srl | Eminflex Mito Plus Bio Energy |
| OLIO AUTO | Shell Italia Oil Products Srl | Shell Helix ultra con purePlus technology |
| PATATINE | Ica Foods | Crik Crok limited edition |
| PED CAPELLI | Tenacta Group Spa | Linea Imetec Bellissima Revolution |
| PED PREPARAZIONE BEVANDE | Sodastream International B.V. Italian Branch | SodaStream Gasatori |
| PRODOTTI DOLCI DA FORNO | Ferrero | Ferrero Fiesta caffè |
| PRODOTTI PER LA CASA ECOLOGICI | Madel | Winni’s |
| PRODOTTI SENZA LATTOSIO | Mondelez Italia Services Srl | Sottilette senza lattosio |
| PROFUMATORI AUTO | Tavola Spa | Belair Sensation by Arbre Magique |
| PUERICULTURA LEGGERA | Laboratoires Expanscience Italia | Mustela Pasta per il cambio 1-2-3 |
| PUERICULTURA PESANTE | Artsana Spa | Chicco Culla LullaGo |
| RASATURA FEMMINILE | Procter & Gamble Holding Srl | Gillette Venus & Olaz |
| SALMONE AFFUMICATO | Fjord | Fjord Salmone affumicato norvegese con Alga Nori |
| STENDIBIANCHERIA | Colombo New Scal | Stendibiancheria Titano |
| SUCCHI | Pepsico Beverages Italia Srl | Tropicana Ambient |
| THE FREDDI | Acqua Minerale San Benedetto | Thé San Benedetto T-Surf |
| TISANE FUNZIONALI | Coswell Spa | Istituto Erboristico L’Angelica linea tisane fredde |
| VEGETALI SURGELATI | Bonduelle Italia Srl | Bonduelle gamma millefoglie |
Debutta a Londra il primo Google Shop
Google esce dalla realtà virtuale e apre il suo primo Google Shop a Londra, all’interno del noto centro commerciale a impronta tecnologica Currys Pc World, situato in Tottenham Court Road. Si tratta di un passo verso una nuova direttrice di crescita per il colosso statunitense, che crea uno spazio interamente dedicato all’universo Google e Android, con in vendita alcuni device e la possibilità di sperimentarli insieme a diverse funzioni software, nonché di scoprire la Terra attraverso schermo surround con Google Earth o di disegnare con le bombolette spry sul Doodle Wall. Tra momenti d’uso della piattaforma e dei dispositivi tecnologici, gli utenti del negozio potranno partecipare anche a corsi ed eventi volti ad approfondire la conoscenza dei servizi del brand.
La strada per raggiungere Apple è ancora lunga, ma nel frattempo il format del Google Shop sembra verrà riproposto entro fine anno anche nei Currys Pc World di Fulham e Thurrock.
Nel centro di Milano arriva un temporary store Ikea
Ikea arriva nella zona centrale di Milano, con un temporary store urbano in apertura entro l’inizio del Fuorisalone 2015, che partirà il 14 aprile. Come riportato da retail&food, il punto vendita sarà uno spazio multifunzione sviluppato sui quattro piani del palazzo in via Vigevano 18, situato vicino ai Navigli, prima laboratorio e showroom del fashion brand Piazza Sempione.
Si parla in proposito anche di un ristorante-bistrot ospitato su uno dei quattro livelli, con destinazione dello spazio restante alla vendita dei complementi d’arredo e cucina.
Resta da scoprire quanto lo store Ikea sarà temporary, o quanto possa fungere da esperimento pilota per un prolungamento del format.
Sainsbury’s verso l’apertura di tre nuovi Phone Shops
Sainsbury’s implementa la formula dello store-in-store, pianificando l’apertura a giorni del suo 27° Phone Shop e, stando a quanto riportato da Mobile News, il lancio di altri due entro fine mese.
Forte di un raddoppio delle vendite nel comparto accessori mobile attraverso tale format, l’azienda punterebbe ora anche al mercato dei cosiddetti wearables, dispositivi e strumenti indossabili, inizialmente attraverso il sito web dei Phone Shops e successivamente anche tramite punto vendita.
Gruppo Gabrielli avvia il volontariato aziendale con Fai
Prosegue la collaborazione tra il Fondo Ambiente Italiano e il Gruppo distributivo Gabrielli, presente in Abruzzo, Marche, Lazio, Umbria e Molise con una rete di supermercati ed ipermercati ad insegna Tigre, Tigre Amico e Oasi. In occasione della 23° edizione delle Giornate Fai di Primavera, il 21 e 22 marzo il patrimonio artistico di diverse città italiane sarà infatti aperto al pubblico e 26 dipendenti del Gruppo delle regioni di Marche e Abruzzo parteciperanno direttamente all’iniziativa come volontari aziendali.
Si tratta di un progetto nato su impulso dei collaboratori stessi e approvato successivamente dall’impresa, che parallelamente rafforza la propria immagine sul territorio come creatrice di valore culturale.
Via a un Poliambulatorio dentro Unicoop delle Piagge
Aperto dal 9 marzo il nuovo Poliambulatorio della Fratellanza Popolare di San Donnino, ubicato all'interno del Centro Commerciale Unicoop delle Piagge (provincia di Pesaro e Urbino) e avviato con l’intento di offrire ai cittadini delle zone limitrofi un punto di riferimento per la diagnostica di base e visite specialistiche a costi accessibili.
Il progetto sviluppato in collaborazione con Unicoop Firenze ha previsto all’interno dell’ambiente un centro prelievi e uno di ascolto, parallelamente al reparto per la medicina generale e a 23 comparti specialistici.
Il Poliambulatorio sarà aperto dal lunedì al sabato e punta a fornire un servizio di qualità, pure a tariffe convenienti, con tempi di attesa ridotti. Previsti inoltre particolari vantaggi per i soci Coop, attraverso una nuova e crescente sinergia che vede in associazione comparto commerciale e ospedaliero.
Metro di Bolzano festeggia con una giornata di promozioni
Metro Italia Cash and Carry di Bolzano, situato in via Volta 8, festeggia questo mercoledì 11 Marzo il suo 26° compleanno, ricordando l’evoluzione che l’ha portato dal 1989 ad oggi. Per celebrare la ricorrenza, il punto vendita dedica ai clienti una giornata di promozioni speciali con uno sconto del 5% sui prodotti dell'area Food e del 10% su quelli Non Food, nonché decine di degustazioni. Durante la festa lo staff sarà come sempre a disposizione dei clienti per fornire informazioni su iniziative, offerte e carta Procard ad uso esclusivo negli store del gruppo.
Payback, novità nel catalogo premi
Sono più di 200 le idee regalo che Payback ha scelto per il suo nuovo catalogo premi, rappresentative di cinque grandi mondi merceologici: casa-cucina, sport-viaggi- tempo libero, high tech-bellezza, moda-accessori, bambini.
Tra le novità: diffusore audio Vibe Tribe 20 Watt di potenza e con Bluetooth 4.0, utilizzabile anche come viva-voce; orologio gps Garmin per misurare la frequenza cardiaca durante la corsa o la quantità di calorie bruciate; smartphone LG Bello 8 Gb di memoria espandibile e tastiera smart.
I punti Payback si possono utilizzare come buoni sconto per un risparmio immediato alle casse di Carrefour ed Esso, sull’abbonamento Mediaset Premium, o per l’acquisto di un volo Alitalia grazie a e-coupon che valgono fino a 250 euro. Il cliente può trasformare i punti raccolti in donazioni alle onlus Save the Children, Susan G. Komen Italia o Fondazione ANT Italia Onlus.
Il nuovo catalogo è disponibile nella versione cartacea presso i distributori Esso, i supermercati Carrefour, i punti di vendita di telefonia a insegna 3 e le filiali Bnl, e nella versione digitale scaricabile o sfogliabile su www.payback.it/premi o all’interno dell’App ufficiale Payback.
Nuova apertura Esselunga a Milano, la 150° della rete
Prima apertura del 2015 per Esselunga, che inaugura un superstore di 4.400 mq in via Adriano, nella parte nord della città, in una zona ad alta densità residenziale.
Lo store, che riporta la scritta Esselunga via Adriano sulla facciata dell'edificio che dà sulla strada principale, mentre all'ingresso pedonale preferisce puntare su Fìdaty, è il 29° della città ed è dotato di ampi parcheggi sia coperti (760 auto) sia all'aperto (260) su spazi pubblici.
Nella realizzazione dello store, Esselunga ha mantenuto e ristrutturato il rifugio antiaereo che venne utilizzato, nella seconda guerra mondiale, dai dipendenti della Magneti Marelli.
L'offerta
Da punto di vista dell'assortimento, il superstore riprende le tradizionali caratteristiche dell'insegna: molta enfasi ai freschi, con la classica apertura sull'ortofrutta e i banchi assistiti perimetrali; il corridoio del tessile e la casa si arricchisce di esposizioni preferenziali che associano prodotto tessile e food, mentre la profumeria sottolinea la sua anima di spazio sempre più specializzato, grazie all'inserimento di linee nuove in esclusiva nell'ambito della cosmetica bio, di apparecchi per la cura del capello (beauty tech) così come di prodotti specializzati per la colorazione dei capelli.
Una nuova gallery per fare shopping nell’Ospedale di Monza
In apertura entro l’estate la nuova shopping gallery all’interno dell’Ospedale San Gerardo di Monza, la cui commercializzazione e gestione è stata affidata a Congest Retail. La galleria ospiterà su una gla complessiva di 1.850 metri quadri 13 negozi e si rivolgerà a un’utenza interna di circa 3.000 dipendenti e oltre 1.000 degenti, così come ai frequentatori del Cup e degli ambulatori.
Situata in uno dei due avancorpi in costruzione sul fronte dell’edificio principale, la shopping gallery si inserisce nella più ampia riqualificazione del complesso ospedaliero attuata da Synchron Nuovo San Gerardo S.p.A., società di progetto guidata da Manutencoop Facility Management, attraverso la formula del project financing.
“La tendenza a inserire complessi commerciali organizzati all’interno di contesti ospedalieri è ormai consolidata in Italia: non solo completa e arricchisce la gamma dei servizi offerti agli utenti, ma produce sinergie tra enti pubblici e operatori privati,” commenta Roberto Marchetti, direttore commerciale e sviluppo di Cogest Retail.
Spar si espande in Asia: via ai primi store indonesiani
Via a tre nuovi store diJakarta per Spar International, che grazie alla partnership con il retail group indonesiano Ramayana Lestari Sentosa Tbk (116 punti vendita a insegna Ramayana, Robinson o Cahaya), implementa fortemente la propria strategia di espansione in territorio asiatico.
I tre store ubicati nello specifico a Bogor, Cibitung e Cibubur, sono di circa 1.500 metri quadri ciascuno e hanno comportato un investimento di oltre un milione di euro per la ristrutturazione e il rilancio. I supermercati sono stati modernizzati sia nell’assortimento sia nel visual, con l’introduzione di ampie sezioni dedicate al fresco, quali la panetteria, la pescheria, cibi caldi da asporto o da mangiare in loco, il tutto ponendo enfasi su un’offerta a impronta familiare.
La partnership si inserisce in un piano di sviluppo che prevede l’apertura di 15 store in Indonesia entro la fine del 2015.
Il restyling di Basko passa dal magazine Buongiorno
Via al restyling della comunicazione in-store per Basko, l’insegna del Gruppo Sogegross, che ha deciso di modernizzare il look del proprio magazine mensile Buongiorno a partire dal numero di marzo. La rivista, che aumenterà la tiratura a 100mila copie, era stata fondata nell’autunno 2010 e viene ora rinnovata sia nella grafica che nei contenuti, con nuove rubriche, l’intervento di alcuni esperti e un’immancabile sezione ricette che, intercettando il trend tematico odierno, si collega al comparto digital. Sul canale YouTube, inaugurato di recente, verranno infatti pubblicate alcune videoricette, accessibili direttamente da QR code sulle relative pagine del cartaceo.
Il nuovo numero, che vede il logo abbreviato a BG, trova riscontro anche nei volantini promozionali e sulla pagina Facebook e sarà come d’uso distribuito gratuitamente in tutti i punti vendita Basko ai clienti con fidelity card Prima Card.
Coop Estense: il rilancio in Puglia passa per la riduzione del costo del lavoro
di Alessandra Bonaccorsi
Coop Estense prevede di effettuare una forte politica commerciale per rilanciare le vendite approntando un piano di contenimento dei costi fissi e prevedendo la mobilità per 230 lavoratori. Su quest’ultimo punto però i sindacati non sembrano essere d’accordo e lamentano una “mancata relazione sindacale”.
La decisione presa dal CdA è quella di procedere dal mese di aprile con una modifica dei modelli operativi, attraverso l’esternalizzazione di fasi di lavorazione e attività dei punti di vendita, partendo dall’allestimento dei reparti grocery e successivamente la gestione delle pescherie.
Attraverso queste modifiche si stima di generare un contributo di circa 1,3 milioni di euro che, unitamente al recupero delle vendite e al contenimento degli altri costi, ridurrà del 30% la perdita del 2014, avviando così un percorso che intende, come detto, portare la cooperativa al pareggio alla fine del 2017. Questa decisione significa dare il via a partire da aprile alla procedura di mobilità, che interesserà in una prima fase 150 lavoratori addetti all’allestimento e, successivamente, altre 80 persone in servizio nelle pescherie.
Il parere dei sindacati
Ma le organizzazioni dei lavoratori non sembrano essere d’accordo: "Noi abbiamo ribadito che siamo disponibili a qualsiasi soluzione alternativa -spiega Barbara Neglia, segretario generale Filcams Cgil Bari-. Ma rigettiamo al mittente l’ipotesi di licenziamenti e di esternalizzazione dei settori individuati. E chiediamo che al momento non venga avviata alcuna procedura di mobilità perché non ci vogliamo trovare nelle condizioni di gestire una situazione così delicata in un lasso di tempo troppo breve".
Il presidente di Coop Estense Mario Zucchelli spiega: "In 5 anni abbiamo perso 50 milioni di euro in Puglia. Una situazione inaccettabile dovuta alla crisi dei consumi e ad una struttura dei costi non sostenibile. Non vogliamo dover chiudere punti di vendita, ma abbiamo il dovere di tutelare il patrimonio aziendale. Per farlo occorrerà agire rilanciando le vendite e riducendo i costi, compreso quello del lavoro".
Sainsbury’s lancia il nuovo servizio click-and-collect
Sainsbury’s ha lanciato il suo primo servizio click-and-collect, pensato per dare ai clienti la possibilità di ritirare senza costi aggiuntivi la spesa ordinata on-line direttamente in-store, all’interno di un apposito spazio di raccolta refrigerato e situato in zona parcheggio. Il nuovo servizio è partito il 3 marzo nel supermercato di Water Lane a Farnham, nel Surrey, ma entro la fine del 2015 sarà esteso a 100 punti vendita in tutto il Regno Unito.
L’opzione click-and-collect può essere selezionata direttamente dal sito per le aree disponibili e si aggiunge alla tradizionale possibilità di prenotare la consegna a domicilio. L’utente potrà in seguito recuperare la propria spesa, con l’assistenza di un addetto Sainsbury’s, dal lunedì al sabato 8-13 e 14-20, nonché durante gli orari di apertura domenicale.
Il servizio, infine, è subordinato a una spesa minima di 20 sterline e disponibile fino a 20 giorni di anticipo.
Coris Tech lancia MOito, il registratore di cassa virtuale e mobile
Un lancio made in Italy a firma Coris Tech, che ha presentato la nuova soluzione MOito, volta a dare nuova vita al registratore di cassa. Si tratta di una smart box di 15 centimetri che punta alla virtualizzazione di quest’ultimo, implementandone le potenzialità e integrandole con i comuni dispositivi. MOito integra a tale scopo funzionalità di web server e di rete, anche wireless, collegandosi con un tradizionale browser a pc, smartphone e tablet senza necessità di scaricare programmi o applicazioni e conservando la compatibilità fiscale con registratori o stampanti di qualsiasi produttore. Il sistema comprende inoltre diverse app gestionali personalizzabili e che consentono l’automazione di pagamenti, ordini e report di attività.
La nuova soluzione sarà resa disponibile da Coris Tech, che rappresenta il 10% dei registratori di cassa installati in Italia, sul territorio nazionale attraverso una rete di oltre 100 partner e al costo circa di 1 euro al giorno.
Panorama insegna l’alimentazione tra i banchi del fresco
È partita il 3 marzo da Treviso l’iniziativa “Nutri il sapere” di Pam Panorama, che vede gli esperti dell’insegna tenere lezioni di cultura alimentare ai bambini delle scuole primarie, direttamente all’interno dei punti vendita.
Il progetto itinerante, che durerà fino alla fine di maggio, punta a veicolare una conoscenza dei prodotti parte del fresco e della loro filiera, in particolare del pesce e del pane, focalizzandosi sul processo e sull’importanza qualitativa delle materie prime. I laboratori tematici hanno la durata di un’ora cadauno e basano l'apprendimento sul coinvolgimento multisensoriale, a partire da quello tattile e prevedendo infine la distribuzione di gadget per gli alunni.
Il prossimo appuntamento è previsto per venerdì 6 marzo presso l’ipermercato Panorama di Marghera (Ve).
Pam local raggiunge quota quattro a Bologna
Via al quarto supermercato Pam in versione local per la città di Bologna, che ripropone in Via Degli Orti 13 un format sulla linea di quelli già presenti in città, ovvero un punto vendita di vicinato dalle piccole dimensioni, che darà lavoro a una decina di giovani sotto i 30 anni. Si tratta di una formula che punta e sfruttare la superficie di circa 200 metri quadri facendo della praticità, della qualità e della convenienza i suoi tre punti di forza e proponendosi per una spesa di tipo quotidiano e celere.
Il convenience store, come i punti vendita più grandi a insegna Pam persegue la filosofia dell’offerta completa e a basso prezzo e si inserisce all’interno di un piano di sviluppo che prevede 20 aperture nel 2015 tra il capoluogo emiliano, Milano, Roma e Torino. Il supermercato, infine, è aperto 7 giorni su 7 dalle 8.00 alle 21.00.
Da Datalogic un nuovo standard per la lettura del bar code
Il gruppo Datalogic ha lanciato i nuovi modelli per il comparto laser short range, definendo un nuovo standard nella lettura del bar code, che si propone di implementare in particolare applicazioni in ambito di magazzino automatico, sistemi di stoccaggio e prelievo automatici, aree di produzione e picking. Le soluzioni DS2100N e DS2400N, con protocolli di comunicazione Profinet, EtherNet/IP ed Ethernet TCP/IP integrati, consentono infatti di formare una rete Profinet senza ricorso ad accessori esterni, collegando un lettore all'altro mediante cavo standard. I connettori garantiscono inoltre una flessibilità meccanica con possibilità di rotazione e conseguente installazione anche in spazi ridotti, senza interventi sulle strutture esistenti.
“La nuova Serie 2K elimina la necessità di dispositivi esterni e migliora l'efficienza di installazione in risposta alle richieste del settore, ossia una generale diminuzione del costo totale per le soluzioni di identificazione”, ha sottolineato Alberto Bertomeu, Vice President/General Manager Identification Business Unit di Datalogic.
Hörmann lancia Dock Control per il processo carico-scarico
Il produttore di porte, portoni e tecnologie di carico-scarico Hörmann lancia Dock Control, una nuova soluzione volta ad implementare la sicurezza sulla pedana durante le manovre di carico e scarico. Si tratta di un sistema che regola e salvaguarda l’intero processo, in particolare attraverso un misuratore della distanza nel respingente di attracco, un cuneo e una pedana con sensori e unità di comando.
L’idea alla base della proposta è infatti quella di ridurre il rischio di incidente legato a problematiche di disattenzione, come il mancato blocco dei camion a seguito dell’attracco o l’allontanamento a operazione in corso. La tecnologia va a incidere dunque su tutte le fasi dell’operazione, dall’attracco al distacco, utilizzando ad esempio l’attivazione di un semaforo una volta raggiunto il posizionamento ottimale.
Verso Expo: il supermercato del futuro secondo Coop
Un supermercato di 2.500 mq, in discesa, tecnologico ma con la missione di recuperare la socialità dei mercati, con i prodotti esposti su gradoni e suddivisi per filiere, nel quale si potrà fare la spesa: queste le caratteristiche del supermercato del futuro come Coop lo sta ideando per Expo, in collaborazione con l'architetto Carlo Ratti del Mit Senseable City Lab di Boston. Le prime anticipazioni spiegate da Gabriele Tubertini, direttore innovazione tecnologica di Coop Italia.
Emi inaugura la nuova piazza ad Assisi
Dopo l’apertura del supermercato a Santa Maria degli Angeli di Assisi, Emi, insegna sviluppata a partire dal 2010 da Gruppo commerciale Selex, il terzo player distributivo italiano per giro d'affari, ha inaugurato ieri la nuova piazza pubblica, realizzata dalla stessa Emi in condivisione con l’amministrazione locale: "un ottimo esempio di collaborazione tra pubblico e privato nell’interesse della comunità” commenta Gianfranco Paola, ad di GMF-Grandi magazzini Fioroni, l'azienda umbra (di Ponte San Giovanni-Pg), nata nel 1958 ad opera di Rodolfo Fioroni ed entrata in gruppo Selex nel 2001, oggi controllata dalla veneta Unicomm dei fratelli Cestaro, altra impresa storica e trainante di Selex.
Per il nuovo punto di vendita sarà disponibile, a livello sotterraneo, un grande parcheggio coperto da 600 posti, servito da scala mobile e ascensori.
EMI Supermercati è una presenza consolidata nella distribuzione del centro Italia, e in particolare in Umbria, Marche, Toscana e Lazio con una rete di oltre 100 punti di vendita.
OVS implementa logistica ed analisi dati con Qlik Sense
Dopo il passaggio nel 2011 alla piattaforma QlikView, Oviesse implementa ulteriormente la direzione Sourcing & Supply del reparto vendite con l’introduzione di Qlik Sense. Grazie a tale soluzione di visualizzazione self-service, il fashion retailer punta realizzare differenti tipi di analisi dei dati, risparmiando tempo e aumentando l’autonomia degli utenti, che ottengono maggior potere decisionale, nonché la produttività degli impiegati, in grado di prendere decisioni più rapidamente.
La piattaforma consente parallelamente di individuare nuovi trend e di migliorare, ad esempio, la gestione degli ordini-arrivi, coinvolgendo in misura minore il management dell’azienda.
“Estendendo la nostra collaborazione con OVS, consentiremo ai dipendenti di tutti i livelli di creare rapidamente analisi e visualizzazioni complete per esplorare teorie, dimostrare ipotesi o scoprire le nuove tendenze che possono cambiare la traiettoria del proprio business, creando valore immediato e mantenendo la governance a livello aziendale”, ha sottolineato Rosagrazia Bombini, VP & Managing Director per l’Italia di Qlik.
Le calze in gdo divertono e gratificano
Un momento divertente e -perché no- gratificante nella routine della spesa. È ciò che rappresenta oggi, per molte consumatrici, l’acquisto delle calze all’interno dei punti di vendita della gdo. E molte insegne lo hanno capito, tanto da ampliare progressivamente l’offerta. Così, oggi, al supermercato accanto ai classici calzettoni in spugna si possono trovare collant colorati e calzettoni millerighe. Non solo: in alcuni store l’assortimento comprende anche capi più ricercati e legati alla moda del momento. Esselunga è, in questo senso, un riferimento importante. In base alle tendenze della stagione propone non solo prodotti specifici (come i leggins oppure i collant push up) ma anche nuances cromatiche alla moda. In tal modo cerca di stimolare la curiosità della cliente e di favorire l’acquisto d’impulso, nonostante il prezzo unitario tendenzialmente un po’ più alto di questi prodotti. Anche Simply punta su un assortimento che mixa basic e trend. Spiega a tal proposito Roberto Battaleni, coordinatore acquisti di Simply Italia: “per la donna proponiamo sia il prodotto basico, come può essere il collant 20 denari, sia quello più di tendenza, come la calzina corta colorata. Nel caso dell’uomo, invece, prevale il classico, soprattutto a livello cromatico. Dominano, pertanto, nero, blu e grigio antracite”. Nella stessa direzione, in modo anche più marcato, va Ovs, la cui offerta modaiola, soprattutto per quanto riguarda il segmento femminile, è preponderante. In questo caso, addirittura, sono presentate referenze ad hoc legate non solo alla stagione ma anche a singole ricorrenze (come Natale, San Valentino oppure la festa della mamma). Vanno ancora oltre le catene specializzate, a partire da Calzedonia e Golden Point, che propongono capsule collection a tema, spesso in edizione limitata. L’obiettivo? Vivacizzare l’offerta e solleticare il gusto per il nuovo dei consumatori.
Le novità
Va, d’altra parte, detto che l’introduzione di nuove referenze e/o di nuovi cromatismi non è di per sé una garanzia di successo. L’accettazione della novità dipende, infatti, dalle caratteristiche della clientela, che può variare in maniera significativa nei singoli punti di vendita che un’insegna ha in varie parti/aree della città. Per fare fronte a tale problema, potrebbe essere utile applicare al reparto delle calze il modello utilizzato da Zara per l’abbigliamento. La catena spagnola di fast fashion declina, infatti, l’assortimento di ogni singolo negozio sulla base delle caratteristiche della clientela (età, stile, attenzione al contenuto moda ecc). Ciò significa, nel caso specifico della calzetteria, che due supermercati appartenenti alla stessa catena e distanti qualche centinaia di metri l’uno dall’altro potrebbero privilegiare colori e referenze differenti (più o meno vivaci, più o meno classici versus innovativi etc.) in relazione ai tratti distintivi del core target.
Il display
Un altro aspetto fondamentale per la valorizzazione del reparto è il display. Oggi la gran parte delle insegne (da Coop a Carrefour, da Iper a Auchan) utilizza sistemi differenti per le varie tipologie di prodotto. Le calze in busta (in gran parte collant) sono collocate frontalmente, su moduli a ripiani mentre quelle in scatola (collant e gambaletti) sono poste sui ripiani bassi. Le referenze sfuse (prive, cioè, di involucro) possono, invece, essere appese ai ganci e/o sistemate sui ripiani. All’interno di ogni segmento le referenze sono, poi, raggruppate per taglia oppure per colore. Si tratta di un approccio efficace per quanto concerne l’ottimizzazione dello spazio, ma non necessariamente user friendly. Un’organizzazione di questo tipo può essere, infatti, piuttosto confusiva per il consumatore, che deve dapprima individuare la tipologia di prodotto e, quindi, trovare taglia e colore. Un po’ più immediato da decodificare è il layout degli espositori fuori banco, di solito monomarca. In questo caso, infatti, l’organizzazione è per taglia e, all’interno di ciascuna size, per colore. In linea di massima si tratta, però, di offerte speciali (per esempio confezioni multiple) oppure di referenze specifiche (come i collant a compressione graduata), che completano l’offerta standard.
Lidl rinnova il concept e diventa green
Layout ampliato, comunicazione in-store rinnovati, forte approccio green grazie a un impianto fotovoltaico che abbatte notevolmente le spese energetiche in un ambiente più spazioso e luminoso: questi gli elementi che caratterizzano il punto di vendita aperto ad Arcole (Vr) da Lidl, un test di un nuovo format a livello internazionale di gruppo, a conferma del percorso di profondo rinnovamento intrapreso dall’insegna tedesca a partire dal 2013 e culminato con il lancio della campagna immagine “Anch’io” accompagnata dal claim “Non cambiare stile di vita, cambia supermercato”. “L’idea di sviluppare un nuovo concetto di discount -precisa l’azienda- nasce dalla volontà di migliorare in maniera più chiara ed evidente l’esperienza d’acquisto dei nostri clienti, mettendo a loro disposizione superfici più ampie, più luminose e una migliore disposizione dei prodotti. Allo stesso tempo, siamo sicuri che un tale rinnovamento renderà i nostri negozi in grado di attrarre un pubblico ancora più ampio”.
Un ambiente funzionale
“La novità principale, che si percepisce immediatamente entrando nel punto di vendita è la dimensione -chiarisce l’azienda-. Mediamente i nostri negozi hanno una superficie di vendita di circa 1.200 mq: questo nuovo format, invece, si sviluppa su oltre 1.400 mq”. Certo le corsie sono più ampie e la maggiore spaziosità è accentuata dalla luminosità garantita dalle ampie vetrate, un elemento nuovo per l’insegna discount. E lo spazio aggiunto non va solo a vantaggio dei clienti, ma anche del personale dello store. “Per loro, infatti, abbiamo pensato ad un locale riposo più ampio, attrezzato con cucina, spogliatoi comodi e pratici e sale relax per prendersi una pausa più tranquilla”.
A livello di assortimento, non sono stati inseriti nuovi mondi e categorie, anche se, come sottolinea Lidl: “Le famiglie merceologiche sono disposte in maniera più intuitiva e visivamente più efficace, grazie anche a una comunicazione interna che facilita i movimenti dei clienti e le loro scelte d’acquisto”. L’obiettivo è applicare questo nuovo modello a tutte le nuove aperture, oltre che esportarlo all’estero, al resto del gruppo.
Take ridefinisce il concetto di lusso per Lidl
Società di comunicazione e pubblicità che ha collaborato con Calzedonia, Mc Donald's, Piaggio, la milanese Take ha curato anche la recentissima campagna Deluxe per Lidl Italia: obiettivo, dimostrare che basta poco, anche solo un attimo, per appagare l'esigenza della qualità, nella vita in generale, e non solo a livello materiale. Il lusso viene in tal modo declinato nelle sue voci quotidiane, come stato d’animo che privilegia i momenti più belli e piacevoli della routine propria dell'every day living.
La campagna esordisce con due soggetti tv, realizzati per il flight di Pasqua. Il primo sull’attimo rubato a una giornata frenetica. Il secondo si concentra proprio sul piacere della piccola liturgia legata alla festa. Oltre alla campagna televisiva è già in onda uno spot radio trasmesso dalle principali emittenti nazionali. “È stata una gara appassionante, con un cliente stimolante - dichiara Francesca Barone, general manager di Take - Siamo molto soddisfatti perché, grazie anche alla nostra esperienza nella grande distribuzione, abbiamo aggiunto un tassello importante a un percorso di ridefinizione della marca”.
Temi assortiti nel reparto carne: qualità, cultura …
Il 2014 ha visto il consolidarsi, sul fronte consumer, della “ri-scoperta della dimensione del sé”. Da un lato la spending review familiare, che ha visto 3 italiani su 4 cambiare le proprie abitudini di acquisto con meno spesa di scorta e forte attenzione alle promozioni ed una riduzione complessiva del valore generato pari a quasi 5,5 miliardi di euro. Dall’altro, la rivitalizzazione di alcuni segmenti-servizio come il pronto da mangiare, con i secondi piatti che registrano trend crescenti pari al 17,5% a volume e al 12,6% a valore, e quello cosiddetto del benessere-salutistico che manifesta un andamento del +6,8% a volume e +6,9% a valore (fonte: Nielsen).
Aree di interesse
In questo scenario si inseriscono i dati relativi al consumo di carne (fonte Ismea su dati Nielsen Gen.-Nov. 2013 vs 2014), dai quali emergono tre coerenti aree di interesse:
• Si riducono gli acquisti. Data una penetrazione della categoria nelle famiglie italiane stabile e pari al 93,7%, si assiste ad una riduzione degli acquisti a valore (-5,4%) e a volume (-3,2%).
• Cresce il segmento degli elaborati e si consolida il segmento degli avicoli. A fronte di una contrazione della spesa trasversale per tutte le categorie carnee (pollame -2,9%, carne suina -4,3% e bovina -7,3%), si registra una variazione pari al +3% a volume degli elaborati di carne rossa e bianca. Il trend di lungo periodo (2009-2014) vede crescere l’esborso per la categoria avicola (+10%) e suina (+4,1%), a scapito di quello dedicato alla carne bovina (-15%).
• Aumenta la sensibilità dei responsabili acquisti nei confronti delle promozioni. Con una quota del 78%, è pari a 18,4 mio (+2,1%), il numero di famiglie che acquistano carne in promozione. Grazie ad un aumento della penetrazione di categoria a volantino - +4,8% rispetto all’anno precedente, per un controvalore, in termini di flyer trattanti, dell’88% -, la gdo contribuisce ad assecondare il trend in atto.
Per la gdo tutto ciò si traduce nel dover interpretare le nuove istanze, operando, a partire dal reparto carni, nella logica del servizio, a garanzia di una shopping experience appagante, in grado di soddisfare le esigenze di questi nuovi “professionisti della spesa”.
Abbiamo approfondito alcuni di questi aspetti con tre protagonisti della gdo:
• Davide Marcomin - Direttore Acquisti e Mercati Freschissimi Simply Italia
• Paolo Lucheroni - Responsabile Sistema Carni PAC2000A
• Maurizio Micheli - Caposervizio Acquisto Carni Magazzini Gabrielli
Esigenze del consumatore
Marcomin: Oggi siamo di fronte ad un consumatore molto attento alla qualità e al prezzo del prodotto. Mantenendo come punto fermo la qualità, entrando nelle categorie il cliente ha approcci differenti e ben distinti. Nel suino la componente prezzo è una leva determinante per l’acquisto e l’assortimento è concentrato sui 20/80. Il mondo avicolo è percepito dal cliente come legato al “benessere”. All’interno della categoria il consumatore si divide fra acquisti basati sulla convenienza e acquisti che presentano un’elevata componente di servizio, dove la variabile prezzo riveste minor importanza rispetto al servizio offerto. Su questi ultimi registriamo un continuo incremento. Il mondo del bovino è quello che oggi riscontra maggiori difficoltà, non solo a causa del costo elevato, ma anche per la connotazione negativa che gli viene attribuita a livello salutistico. In questa categoria il consumatore è ancora più attento ed esigente sulla qualità del prodotto, visto l’investimento che deve sostenere sul prezzo. Sono in crescita le richieste di prodotti ad alto valore aggiunto, che conciliano un acquisto sempre meno frequente con la soddisfazione della componente edonistica del cliente, come, ad esempio, qualità di carne ricercata con frollature diverse. Si fa sempre più strada, inoltre, un ritorno all’italianità del prodotto.
Lucheroni: Una maggiore consapevolezza nell’atto di acquisto delle carni, derivante da una diffusa ma sommaria informazione sugli elementi di caratterizzazione, ci riporta un consumatore sicuramente più attento. Tra le evidenze che delineano le variazioni sul proprio profilo si segnala una maggiore attenzione al valore della battuta di cassa (costo confezione) ed un apprezzamento non disincantato, ove sono espressi elementi di pregio. Elementi principalmente spendibili sulle carni bovine. Le attenzioni nel comparto suino si concentrano sull’italianità del prodotto e nelle ricettazioni delle salsicce (famiglia in decisa crescita). Mentre sull’area dell’avicolo emergono maggiori propensioni verso referenze di produzione industriale con contenuti innovativi (kebab, tagliate di pollo, ecc.). In generale sono apprezzati i prodotti semplici e di facile utilizzo.
Micheli: Tracciare un profilo dei propri clienti non è mai una cosa semplice soprattutto quando, come per la nostra azienda, si opera su più regioni e con format diversi. Il nostro cliente in linea di massima è un consumatore attento alla qualità ed alla provenienza dei prodotti, pur non disdegnando il risparmio. Abbiamo, poi, delle aree dove, invece, il prezzo diventa la voce oggetto di maggiore attenzione.
Cultura di prodotto
Marcomin: La comunicazione è un elemento fondamentale. Il cliente vuole sempre di più essere informato e guidato nei suoi acquisti per ottimizzare le risorse che destina alla spesa alimentare. Nei Simply riusciamo ad essere efficaci dove c’è un contatto diretto con gli addetti e, a tal fine, stiamo riaprendo i muri che separano il laboratorio dal banco di vendita take away. Sui negozi dove questo non è possibile, tutti gli sforzi si stanno concentrando sulla comunicazione legata al packaging del prodotto. Oltre a ciò, stiamo organizzando dei corsi di formazione per gli addetti dei negozi, con l’obiettivo di farne crescere la professionalità e la capacità di guidare il cliente.
Lucheroni: In generale nel bacino complessivo di utenza la quota dei cosiddetti “cultori” della carne è in decisa decrescita. Il trend del “sentiment” verso il segmento non è positivo, condizionato da diffusi ed ormai consolidati messaggi di natura salutistica e di uno stile di vita in cui le carni oggi trovano uno spazio minore. In ambito assortimentale si cerca un’ampia estensione che colga anche aspettative “di nicchia”, come la provenienza Usa abbinata all’esotica razza Black Angus; localismi su micro aree per consentire anche un’affezione territoriale. Stiamo sperimentando la frollatura dei roastbeef con cella a vista per evidenziare competenze e capacità gestionale sino ad oggi concettualmente riservate al negozio specializzato.
Micheli: La mancanza di cultura di prodotto della clientela non va assolutamente vista come fattore critico, ma come opportunità. Se da un lato la non conoscenza del prodotto induce il cliente a “banalizzare” l’offerta commerciale dell’insegna a livello di qualità, prezzo, tagli e quant’altro rispetto alla concorrenza, dall’altro c’è spazio per creare noi cultura di prodotto rendendoci distintivi, consolidando così il rapporto fiduciario con il cliente. Ritengo quest’area molto importante all’interno delle strategie commerciali di reparto. Le azioni atte a colmare questo vuoto di conoscenza sono varie ed abbracciano progetti riguardanti il prodotto e le filiere per ottenerlo, i corsi di formazione per il nostro personale (rivolti sia alla preparazione che alla assistenza alla vendita), così come il perfezionamento dei nostri pronti a cuocere, che devono prevedere un maggiore coinvolgimento emotivo da parte dei clienti.
Prezzo delle carni bovine come freno all’acquisto
Marcomin: Da maggio dello scorso anno, abbiamo abbassato mediamente del 15% tutti i prezzi al pubblico del comparto bovino, mantenendo inalterato lo standard qualitativo che ci contraddistingue ed evidenziando al cliente i prodotti “testimonial” della convenienza. Questa operazione è stata supportata da una campagna di comunicazione dedicata, in e out-of-store: abbiamo quindi utilizzato volantini, quotidiani e affissioni, oltre che il punto vendita ed il packaging del prodotto. Possiamo dire che la nostra politica è passata da high-low a every day low price. La promozione ha rivestito quindi un ruolo meno importante ed è stata sostituita da operazioni commerciali incentrate sulla vendita di una gamma completa attraverso gli speciali.
Lucheroni: A nostro parere, aggiungerei purtroppo, il freno ai consumi delle carni bovine non è rappresentato dal prezzo. Lo dimostra il fatto che, con scelte attente, siamo riusciti ad aumentare la vendita di roastbeef e di vitello a carne bianca - in controtendenza vs il mercato - di oltre il 10%. Riteniamo che il minor consumo di carni rosse sia un fattore generazionale, di stile di vita e non sia nel breve destinato ad un’inversione di tendenza. Possiamo, però, frenare la velocità dell’emorragia. Ad esempio buoni risultati si stanno riscontrando in relazione alle referenze che rispecchiano i concetti di semplicità sia di immagine che di utilizzo (carpacci, straccetti, macinati, hamburger), alle quali si è accompagnata una calibrazione delle grammature per allineare la battuta di cassa ad un valore inferiore ai tre euro. Riteniamo che l’industria abbia ancora molto da proporre sul tema del peso imposto, dove abbiamo registrato delle ottime performance ed intendiamo cimentarci in prima persona.
Micheli: In questo momento storico difficile, il prezzo delle carni bovine rappresenta sicuramente un freno al loro acquisto; basti pensare alla migrazione avvenuta dai tagli “pregiati” verso il 2° taglio o alle carni bianche. Per fronteggiare il problema abbiamo lavorato sul riposizionamento dei listini ed aumentato la pressione promozionale sui volantini, cercando di supportare maggiormente le carni rosse; inoltre sono stati rivisitati gli assortimenti e gli spazi attribuiti alle varie referenze.
Imprenditorialità creativa, mai doma
C’è chi fa accordi con produttori locali per portare a scaffale le eccellenze del territorio, chi organizza eventi in store per spiegare le qualità di un alimento o proporre idee per un pasto completo. Alcuni riorganizzano i punti di vendita, rinnovano il marchio, oppure esasperano la specializzazione in un settore merceologico. Altri prendono confidenza con le nuove tecnologie offrendo portali web, social network ed e-commerce (oltre che newsletter). Altri ancora chiamano a raccolta i dipendenti (anche in piscina!) per motivarli. Le associazioni di categoria organizzano seminari, corsi di formazione e mettono a disposizione pubblicazioni mirate e consulenze per chi vuole avviare o gestire con maggior successo un negozio al dettaglio. Di chi stiamo parlando? Di quelle insegne della piccola e media distribuzione organizzata e anche singoli imprenditori, che si stanno muovendo per innovare il proprio business cercando di intercettare le richieste di consumatori attenti alla battuta di cassa, ma anche più esigenti e preparati sul cibo, nella speranza di “rosicchiare” quote alle grandi catene in affanno. Del resto i dati più recenti sul commercio alimentare mostrano una sofferenza diffusa di tutto il settore, ma con dei distinguo: è più marcata per ipermercati e supermercati rispetto ai tradizionali. Si aprono, quindi, nuove sfide.
Qualità locale e sostenibile
La maggiore rivoluzione in atto sia nei grandi che nei piccoli supermercati fino ai negozi di prossimità è quella di allargare lo spazio dedicato a prodotti locali e stagionali, esaltando il made in Italy, stringendo anche legami esclusivi e di qualità con operatori specializzati. In quest’ottica, va sottolineata la relazione che Coralis ha deciso di stringere proprio con Coldiretti e Fai a partire dal reparto ortofrutta, nella logica di qualificarlo e distinguerlo dai concorrenti. Il risultato è che alcuni negozi del consorzio Coralis, da gennaio, hanno introdotto in assortimento prodotti ortofrutticoli e del florovivaismo a Km zero. Da aprile toccherà anche al grocery con olio, pasta e riso, sempre del circuito Fai di Coldiretti.
Anche il gruppo Végé nel recente Italy Food World Summit di Salerno ha ribadito la volontà di esaltare i prodotti del territorio come vetrina per il made in Italy nel mondo e sta puntando con decisione sulla nuova linea Delizie. L’obiettivo è chiaro: portare anche nei negozi sottocasa le eccellenze delle zone circostanti come già fanno anche i grandi (da Conad a Carrefour, da Finiper con l’iniziativa dai Nostri dintorni, a Auchan, ecc), investendo nella ricerca dei fornitori più adatti, piccoli e vicini.
Lalimentari italiano, nuovo concetto
“I centri storici delle città italiane sono aree commerciali naturali. Se i negozi di vicinato sono in difficoltà è sì per colpa dei grandi mall, ma anche a causa della loro resistenza al rinnovamento in termini di layout, personale e prodotti”. Parola di Giorgio Di Tullio, innovation designer con una lunga esperienz anel mondo del retail approcciato con una logica “laterale” e oggi consulente del gruppo Coralis, con il quale collabora per promuovere il concetto di local branding. Proprio il consorzio presieduto da Eleonora Graffione ha messo a punto il progetto “Lalimentari italiano” per salvaguardare l’identità di ogni negozio ed esaltare la conduzione familiare. Ogni negozio porterà il nome di chi l’ha fondato, di chi l’ha reso un luogo di riferimento all’interno del quartiere o dell’area dov’è ubicato. Una scelta del tutto controcorrente rispetto alla tendenza di riunire tutte le superfici sotto un’unica insegna. “La nostra realtà è formata da imprenditori che gestiscono la stessa attività da 50-60 anni -spiega Graffione- quindi vogliamo esaltare il concetto di famiglia e di identità territoriale. Per esempio se in Liguria promuoviamo l’ortofrutta, al sud puntiamo sulla carne, perché le abitudini di consumo sono diverse, per motivi naturali e culturali. Allo stesso tempo, ci stiamo impegnando nella formazione – aggiunge Graffione – perchè bisogna riportare il sorriso nei punti di vendita e saper servire un cliente non è un mestiere che si improvvisa”.
Le iniziative delle associazioni
Tanti i progetti e le idee, ma non è sempre facile passare alla pratica. Un aiuto arriva dalle associazioni di categoria. Confcommercio ha curato la pubblicazione della collana “Le Bussole”, volumi focalizzati sui settori tradizionali, tra cui l’alimentare, che offrono soluzioni pratiche e concrete per avviare un’attività o rilanciarla. “Ad esempio pochi piccoli imprenditori hanno chiaro quale deve essere il loro posizionamento -spiega Fabio Fulvio responsabile del settore Politiche per lo sviluppo di Confcommercio-. I nostri associati chiedono consulenza e noi la offriamo, altrimenti per loro sarebbe impossibile pagarsela. Così, sta per partire un progetto nella zona di Perugia, dove un nostro esperto visiterà diversi negozi per i fornire suggerimenti su come migliorarli”.
Coldiretti, invece, ha appena stretto un accordo con Alival per portare a scaffale formaggi e altri prodotti tipici e in cantiere c’è un progetto molto importante che riguarda la carne: la volontà è quella di innalzare il livello qualitativo e lavorare sull’etichettatura. “Riconvertiremo gli allevamenti di suini per arrivare a una produzione di carni Dop -spiega il capo organizzazione economica Gianluca Lelli-. Daremo valore a tutta la filiera, puntando sulle produzioni italiane per ridurre le importazioni”.
La spesa 2.0
Spesa online, negozi pick up, etichette interattive, esperienze d’acquisto personalizzate con l’ausilio dei dispositivi mobili, web marketing. Anche i piccoli e medi store si stanno adeguando ai tempi; in più ci sono start up di retail alimentare che nascono solo su internet.
Entro il 2015 Maiora guidata da Pippo Cannillo farà un restyling del sito “mydespar.it” rendendolo responsive in modo da aumentare l’accessibilità dai dispositivi mobili. Saranno attivati profili Twitter e Linkedin, un canale Youtube e l’app Mydespar per smartphone e tablet. Sempre Maiora ha lanciato da poche settimane il progetto Express, con l’installazione di due distributori automatici per l’acquisto, sette giorni su sette, di circa mille referenze. Végé entro l’anno aprirà due nuovi punti di vendita “pick up” in Lombardia e Veneto: il cliente ordinerà la spesa online e passerà in negozio solo per ritirarla. Inoltre, l’amministratore delegato del gruppo, Giorgio Santambrogio, ha detto di voler puntare con decisione sull’e-commerce per la linea di prodotti Delizie. Sigma, da parte sua, ha da pochi mesi inaugurato Dispens@gusto un portale di e-commerce realizzato in collaborazione con il pastificio Delverde e la comunità di San Patrignano dedicato ad acquistare prodotti gourmet: si tratta di quasi 80 referenze nate dall’unione di queste tre realtà, per valorizzare il cibo di qualità. E poi c’è Cortilia, la piattaforma creata un paio d’anni fa da Marco Porcaro in Lombardia che distribuisce direttamente a casa prodotti ortofrutticoli a Km0 e rigorosamente di stagione nelle province di Milano, Monza e Varese. Con oltre 10mila utenti registrati e un fatturato in continua ascesa, Cortilia ha intenzione di espandersi in altri capoluoghi del Nord. Chissà che non nascano nuove partnership?
Salvare l’arte del fare
Basta. Basta con l’appiccicare artigianale su qualsiasi prodotto che vagamente si rifà a una tradizione, grezzo e artigianale non sono sinonimi (così come non lo sono “grezzo” e “integrale”, ndr).
E basta con l’ostracizzare l’innovazione tecnologica, come foriera di distruzione (i cambiamenti nel nostro Paese sono per definizione negativi). Infine, convinciamoci l’artigianato va preservato, è un compito anche delle istituzioni: devono tornare le scuole dei mestieri. L’artigiano non diventa tale sui banchi di scuola, ma nella bottega del maestro ... eppur si muove ... già qualcosa sta succedendo, emergono i nuovi “artisanalchampion”, le birre vengono premiate per la loro unicità, ma lo scandalo è dietro l’angolo ... necessarie certificazioni e garanzie a tutela del consumatore e a tutela degli onesti.
la Rinascente smart working con Google
Da Gdoweek n.3-2015.
Già alcuni anni fa, il top management e le funzioni IT e HR de la Rinascente hanno compreso che i media digitali sono ormai divenuti un vettore indispensabile per il funzionamento dell’azienda e che lasciare le persone libere di condividere informazioni ed esperienze e collaborare online è una risorsa fondamentale per la crescita del business. Questo ha portato al progressivo passaggio da un controllo abbastanza stretto sul web a un’apertura verso un mondo che stava cambiando. In questo percorso di evoluzione, la Rinascente ha riesaminato e modernizzato la propria infrastruttura di comunicazione, per adeguarla alle nuove esigenze di collaborazione allargata all’interno dell’azienda e con i partner esterni. La semplice posta elettronica non era più sufficiente e la Rinascente ha quindi deciso di dotarsi di una soluzione di collaborazione e condivisione completa. La scelta è caduta su Google Apps.
Soluzione
La revisione delle modalità di interazione tra le persone per adeguarle alle nuove opportunità offerte dal digitale ha interessato anche l’aspetto della mobilità, per l’estensione dello spazio di lavoro al di là dei limiti fisici e temporali dell’ufficio o del negozio. “la Rinascente è un’azienda molto distribuita: il prodotto che portiamo nei negozi -dove sono presenti oltre 1.000 diversi brand- è frutto di un’interazione continua sia al nostro interno sia con partner esterni -spiega Paolo Ciceri, CIO di la Rinascente-. La condivisione di documenti, immagini e video sulle collezioni tra i brand, i buyer e le vendite è quotidiana. Inoltre, da sempre la Rinascente gestisce in outsourcing processi quali logistica, amministrazione, HR e parte delle attività CRM e IT. La posta elettronica non era più idonea a sostenere questo tipo di organizzazione”. Per la comunicazione e la collaborazione anche in mobilità è stata dunque scelta la soluzione Google Apps for Work, che è stata implementata con il supporto di Revevol, partner di Google for Work. Il percorso che ha portato a preferire gli strumenti di Google ha visto il coinvolgimento di rappresentanti delle varie aree dell’azienda in aggiunta ai sistemi informativi. Questo perché il cambiamento non nasceva da un’esigenza prettamente tecnologica, ma da una volontà di modernizzazione di tipo organizzativo ed era importante che il business fosse coinvolto nell’introduzione del nuovo sistema. L’impostazione generale del progetto è stata quindi condivisa fin dall’inizio con l’amministratore delegato e con il responsabile HR, in particolare per quanto riguarda la nuova apertura e l’indirizzo verso logiche di fruizione della tecnologia di tipo più consumer. “Per noi era fondamentale il coinvolgimento delle Risorse Umane in un progetto dove la componente tecnologica era secondaria rispetto a quella di change management -sottolinea Ciceri- e devo dire che l’interazione è stata da subito molto positiva ed entusiasta, con suggerimenti molto significativi su possibili sviluppi nell’uso degli strumenti, ad es. a supporto della formazione”.
Risultati
Molto importante, nella fase di introduzione della nuova soluzione di collaborazione, è stato il coinvolgimento dei direttori delle varie funzioni che hanno supportato nella selezione di figure che aiutassero nella disseminazione della nuova tecnologia all’interno dell’azienda: 50 power user - il 10% del totale dei dipendenti dotati di postazione di lavoro - che hanno operato come evangelizzatori per l’introduzione delle nuove modalità e che ancora oggi fanno da traino nel suggerire nuovi usi degli strumenti. È stata così trasferita in modalità Google Hangouts la call settimanale di allineamento tra il direttore vendite e i responsabili degli 11 negozi, con la possibilità di condividere e modificare in tempo reale i documenti di supporto, cosa non possibile in precedenza, e si stanno testando usi di Hangouts anche a supporto della formazione da remoto.
Video-comunicazione e formazione
I corsi di formazione interna sono un’attività rilevante per La Rinascente, che ha due laboratori di formazione principali per i manager delle vendite e degli acquisti, più vari laboratori per gli addetti, che includono anche la formazione sugli specifici prodotti venduti. Vi è poi un learning lab di corsi soft skill cui i manager accedono in base al loro percorso di crescita. Attualmente, Google Apps viene utilizzato per l’iscrizione ai corsi e la condivisione dei relativi documenti anche multimediali. In futuro, lo strumento per la video-comunicazione Google Hangouts potrebbe essere utilizzato per lo svolgimento di alcuni di questi corsi interamente da remoto. “Di Google Apps abbiamo apprezzato anche la semplicità a livello contrattuale, elemento che differenzia decisamente Google da altre offerte sul mercato -conclude Ciceri- e il fatto che Google Apps sia un pacchetto di servizi dinamico, che continua a migliorare e ad aggiungere funzionalità che vengono rese disponibili in modo automatico e trasparente per l’utente, senza necessità di upgrade”.
Carrefour migliora i risultati e “vola” in America Latina
Dai principali dati del bilancio 2014 Carrefour ha imboccato una via che dovrebbe portare, crisi e recessioni nazionali permettendo, al riequilibrio dei conti e della struttura. Il giro d'affari (74,7 miliardi di euro al netto Iva) è aumentato del 3,9% (+2,8% a perimetro costante), ma le cifre più importanti le troviamo nelle righe inferiori del conto economico, dal Roc (risultato operativo corrente) al risultato netto. Quest'ultimo ha messo a segno un complessivo +24,6% salendo a 1.182 milioni di euro: +6,1% in Francia, +9,6% in Europa, e +23,2% in America Latina. In Sud America Carrefour realizza più utile (685 milioni di euro) che in Europa (Francia esclusa) dove appunto il risultato netto è di 425 milioni di euro. L'Asia è invece un semi-disastro: -24,8% di risultato operativo.
America Latina
Le vendite aggregate di Francia e America Latina rappresentano il 66% del giro d'affari complessivo, e addirittura l'80% del risultato netto.
Aumentano anche il margine commerciale (23,2% sul fatturato) e il margine operativo corrente (3,2%) salito a 2,38 miliardi. Leggendo la stampa francese si rileva un orientamento positivo verso la conferma del mandato a Goerge Plassat nel corso della riunione del cda prevista per l'11 giugno 2015. Fra gli avvenimenti più importanti del 2014, ricordiamo l'acquisizione in Francia della catena discount Dia (800 punti di vendita, e vendite per 3,2 miliardi di euro), la costituzione di una società immobiliare (Carmila) di cui Carrefour detiene il 42% e che controlla le gallerie commerciali con magnete alimentare Carrefour, e nel nostro Paese l'acquisizione di 53 supermercati ex Billa (58.000 mq).
Annex la Rinascente Duomo, spazio rinnovato per millenians
di Barbara Trigari
Aria di novità al secondo piano di la Rinascente Duomo a Milano: riapre infatti Annex, tre piani dedicati a gadget, accessori, abbigliamento casual e primizie per millenians. Obiettivo: diventare il punto di riferimento per il mondo femminile giovane e di tendenza in uno spazio tra stili e shop in shop. Tra i più rappresenativi i corner di Urban Outfitter, per la prima volta in Italia, Nike donna e Stella Sport, la collezione di stella Mc Carthy per Adidas. Fabrizio Landriscina, buying manager divisione donna - contemporary and denim di la Rinascente Spa, spiega nei dettagli le innovazioni e i must di questo spazio
U2 Supermercato e De Agostini per un consumo consapevole
U2 Supermercato rilancia anche quest’anno il progetto “È stupido sprecare, c’è il mondo da salvare”, che si rivolge alle classi 3°,4° e 5° delle scuole primarie per formare i bambini a un consumo consapevole e responsabile. L’iniziativa, in collaborazione con De Agostini, prevede che agli istituti scolastici vengano consegnati gratuitamente un Libro Gioco per ogni alunno e un poster per le classi, entrambi legati al Concorso online su stupidosprecarescuola.it. Sul portale, i bambini potranno giocare a Spre-Quiz, vincendo ogni settimana un tablet Samsung e ricevendo in omaggio delle figurine per il libro.
Il progetto prevede parallelamente che le classi realizzino dei lavori creativi utilizzando i materiali normalmente ritenuti di scarto, in linea con il messaggio veicolato dalla campagna pubblicitaria online dell’insegna, che punta a comunicare come il binomio risparmio-lotta allo spreco sia uno dei valori portanti della sua filosofia aziendale.
Via al Simply Market di Iolo con il pet food self-service
Inaugurato il nuovo Simply Market di Iolo, in frazione di Prato, all’insegna di un format che resta a gestione familiare con il titolare Ariano Gaffi, ma che si rinnova nell’assortimento in ottica local e green. Il punto vendita di via XX Settembre, che riapre dopo una completa ristrutturazione, presenta infatti un’offerta volta a valorizzare il biologico e i fornitori territoriali, con un’ampia selezione di prodotti dal logo Sapori&Valori, affiancata alle referenze senza glutine.
Tra le novità del Simply Market toscano, parte della Cooperativa Etruria, master franchisee di Simply Italia, anche la presenza di distributori self-service di pet food, che propongono agli amanti degli animali un risparmio del 50% rispetto al prodotto confezionato, eliminando al contempo i rifiuti del packaging.
Il supermercato è aperto dal lunedì al sabato, 7.30-13 e 16-20, nonché la domenica dalle 9 alle 12.45.
Accordo Auchan-Système U: la parola al presidente Serge Papin (Système U)
Serge Papin, prsidente di Système U, in un'intervista rilasciata di recente, spiega i motivi che hanno spinto la sua organizzazione a stringere un accordo con Auchan, le prospettive e gli obiettivi
Basko lancia il format Bistrot: il concept in immagini

di Alessandra Bonaccorsi
A Genova, Basko (Sogegross) ha lanciato in un proprio supermercato il format Bistrot, un'area per la ristorazione, che si integra con il super e la cui offerta è curata da un noto chef della città. Inoltre, in ogni reparto dello store sono proposte numerose soluzioni di piatti pronti realizzati direttamente dal Bistrot.
Maiora, il Sud che fa innovazione
Spinge forte sul pedale dell’innovazione a tutto tondo il Gruppo Maiora, uno dei principali distributori del Mezzogiorno, con i suoi 600 milioni di giro d’affari realizzati in Puglia, Basilicata, Campania e Calabria grazie a una rete commerciale di 379 punti di vendita, tra proprietà e franchising. “Il Sud Italia -spiega Pippo Cannillo, presidente di Maiora- vive di assortimenti locali, solo chi sa interpretare correttamente questa disomogeneità può operare con successo. Per questo manteniamo un presidio commerciale forte in Calabria e investiremo ingenti risorse per lo sviluppo di un progetto di category management declinato sulle esigenze del territorio campano, in cui prevediamo un forte sviluppo nel prossimo biennio”.
Il punto di forza del vostro assortimento?
La private label: con i marchi Despar, Premium, Vital, S-Budget, fra gli altri, offriamo un assortimento fra i più completi e validi del mercato e in linea con le nuove tendenze di consumo. Attorno al perno delle marche private, abbiamo costruito un assortimento che privilegia la semplicità di lettura da parte del consumatore, con un occhio di riguardo ai localismi, presenti in tutte le categorie del food. Questa scelta ha comportato una riduzione, in termini assoluti, del numero di referenze ma, paradossalmente, ha elevato la percezione di ampiezza e profondità assortimentale agli occhi del consumatore.
Abbiamo citato il localismo: quale ruolo e peso hanno i fornitori locali?
Privilegiamo i rapporti con i fornitori locali, purché qualificati, in quanto conoscono nel dettaglio le aspettative del nostro consumatore, molto spesso distanti dalle logiche universali dei global brand. Credere nelle aziende locali significa, inoltre, valorizzare il territorio ed evitare l’inaridimento del tessuto economico in cui operiamo. Ad oggi, il 30% del giro d’affari è sviluppato con fornitori locali. Per incrementare questa quota abbiamo previsto, anche quest’anno, un corposo piano di co-marketing e in-store promotion.
La leva promozionale classica è ancora uno strumento efficace nel sostenere la domanda?
Anche per il 2015 è stata confermata la politica di “prezzi ribassati” applicata su oltre 1.000 referenze con l’obiettivo di rafforzare l’immagine di convenienza dell’insegna preservando così i margini, spesso compromessi da azioni schizofreniche. Il taglio prezzo tradizionale resta comunque la leva principale nel nostro mix di attività promozionali. È stata ridotta la durata media del sell-out (da 14 a 10 giorni) e, contestualmente, sono state aggiunte operazioni più accattivanti per soli tre giorni. Si continua a premiare la fedeltà del cliente con attività personalizzate e riservate ai possessori della loyalty card. Particolare successo stanno riscontrando le promozioni riservate agli Over 65 e alle famiglie numerose. Inoltre, maggiori investimenti di marketing saranno dedicati al web e ai social media al fine di creare una maggiore interazione con i clienti, coinvolgendoli in concorsi legati all’acquisto di prodotti e attività promozionali personalizzate.
Anche il retail sta vivendo una rivoluzione tecnologica senza precedenti. Come la affrontate?
In chiave di marketing, il 2015 sarà, per noi, l’anno della tecnologia. Il progetto Express rappresenta una fucina di soluzioni per il consumatore moderno: sono attualmente in fase di test esperienze di click&collect, distributori automatici, app e nuovi format come i super Despar Express, pensati appositamente per facilitare gli acquisti dei pendolari, che si presume abbiano poco tempo a disposizione da dedicare a questo tipo di attività. Grande attenzione è rivolta anche verso i nuovi canali di comunicazione e social che diventeranno le key factor delle nostre strategie commerciali e di marketing. È previsto un completo restyling del sito web (mydespar.it), reso responsive in modo da aumentare l’accessibilità dai dispositivi mobili. L’attivazione di un profilo Twitter, uno su Linkedin, di un canale Youtube e l’app Mydespar per smartphone e tablet offrirà nuovi momenti di condivisione e coinvolgenti esperienze d’acquisto.
Quali sono i nuovi cantieri a cui state lavorando per il 2015?
Sotto il profilo dei nuovi format di vendita, nei prossimi anni realizzeremo strutture stand-alone fra i 1.500 e i 2.500 mq ad insegna Eurospar ed Interspar. Avranno una forte vocazione alla vendita di prodotti freschi e freschissimi locali, in linea con il nostro pay-off “Passione per i freschi”. Del resto, negli ultimi tre anni, abbiamo vissuto fasi di grande espansione, prima con l’integrazione della Cannillo-Ipasud e, di recente, con l’ingresso di GAM (Despar), operazione che ci permette di capitalizzare know-how negli store di dimensioni medie e grandi. Inoltre, per ottimizzare tutti i benefici derivanti da queste importanti operazioni, procederemo con la razionalizzazione dei flussi logistici e con l’omogeneizzazione dei processi su tutto il perimetro aziendale. La focalizzazione su superfici medio-grandi che caratterizzerà il nostro 2015, non ci distrarrà dall’attenzione che poniamo nelle strutture di vicinato, gestite prevalentemente in franchising.
Cia Conad: priorità allo sviluppo rete
Velocità di reazione, sensibilità verso i clienti, capacità di fare rete: sono questi i tre fattori chiave sui quali, secondo Luca Panzavolta, amministratore delegato di Cia Commercianti Indipendenti Associati, una delle cooperative storiche di Conad, intende fare leva per affrontare le sfide attuali e risultare vincente. Con l’acquisizione di 45 punti di vendita ex Billa, sparsi tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia, (operazione già dichiarata a settembre 2014 che oggi ha ottenuto tutti gli ok dall’Antitrust), la cooperativa romagnola allarga i suoi orizzonti sul Triveneto, area nella quale la competizione è estremamente accesa e dove il prezzo è un fattore chiave in una zona un tempo considerata la locomotiva d’Italia e oggi in grave sofferenza.
Complessivamente sono 32 gli store che cambieranno insegna ed entreranno nella galassia Cia, mentre 13 punti di vendita sono stati acquisiti da Dao, associata a Nordiconad. Il cambio delle insegne dovrebbe concludersi entro il mese di marzo 2015 con la nascita di 14 Conad City, 5 supermercati Conad e 7 Conad Superstore. “Il messaggio che vogliamo dare al mercato è chiaro -dichiara Panzavolta-: vogliamo spingere sullo sviluppo della rete attraverso sia nuove aperture sia acquisizioni. Del resto, il focus sullo sviluppo è da sempre una delle caratteristiche che contraddistingue noi come cooperativa, oltre che tutto il sistema Conad. Oggi, ci sembra la congiuntura adatta per far crescere le quote di mercato in modo rapido, specialmente in quelle aree nelle quali non siamo presenti”.
Con questa acquisizione, Cia incrementerà di oltre 100 milioni di euro il suo fatturato, passando dai 910 del 2014 ai 1.030 previsti per il 2015, con una rete di 234 pdv con una superficie media di circa 650 mq e oltre 6.500 dipendenti. La quota di mercato arriverà all’11% sul territorio nazionale, frutto del 40% espresso in Romagna e del 5% di Friuli-Venezia Giulia e Veneto. “Tutto questo senza snaturare le caratteristiche che ci hanno consentito di emergere fino a oggi, vale a dire costi più bassi, grande efficienza, attenzione al cliente, alla convenienza, non solo con le promozioni, che pure rimangono importanti per sostenere le vendite, ma lavorando per trasformare questa convenienza in qualcosa di duraturo e strutturale -prosegue l’Ad-. Non sappiamo che profilo avrà con precisione Cia nei prossimi cinque anni, ma di sicuro terremo fede ai nostri punti di forza e continueremo a investire per crescere: per l’operazione ex Billa abbiamo messo sul tavolo 350 mio €, con l’obiettivo di raggiungere una quota del 20% nel Triveneto nel prossimo quinquennio. Vuol dire leader, nonostante l’affollamento competitivo dell’area da parte di tanti retailer e un consumatore dalla spiccata infedeltà alla ricerca di convenienza. Siamo, comunque, fiduciosi”.
Gestione diretta nella prima fase
Nei primi due anni, Cia Conad gestirà direttamente questi punti di vendita che poi saranno passati a una serie di imprenditori individuati tra i dipendenti e fatti crescere secondo un percorso adeguato che prevede il tutoraggio di colleghi di altre aree, secondo uno schema che la cooperativa ha già applicato nelle zone nelle quali è presente. “Tra gli elementi che ci porteranno a crescere anche in Triveneto e a confermarci leader -conclude Panzavolta- va sottolineata l’attenzione al cliente in termini di servizi e di assortimento, grazie sia alle nostre private label sia alla capacità di tradurre le richieste del territorio: Cia vuole crescere molto e rapidamente e con gambe solide. Siamo romagnoli, allegri, ma prudenti: ciò che apriamo di sicuro lo teniamo, non lo chiudiamo affatto”.
Futuri possibili, in corso d’opera
Da GDOWEEK 3 marzo 2015
Nei prossimi anni assisteremo a una rivoluzione di tipo economico/di approccio al consumo che vedrà lo store fisico, il cosiddetto brick&mortar, attraversato da una serie di fenomeni che ne muteranno per sempre la fisionomia, lo scopo e l’approccio con il cliente, anche se non ci sarà nessuna smaterializzazione dello store, come i primi teorici dell’e-commerce avevano previsto: soprattutto in una nazione come la nostra nella quale la materialità, dal rapporto con il prodotto, con il pdv al pagamento con moneta “reale”, rimangono centrali nell’esperienza di acquisto. Tuttavia la distribuzione che si definisce “moderna” non può rimanere cristallizzata in una formula, deve saper evolvere per rispondere ai bisogni di una società in veloce e tumultuoso mutamento. Per offrire alcuni spunti di riflessione sul futuro abbiamo selezionato sei tendenze che suffraghiamo con esempi colti ai quattro angoli del pianeta.
Fast, Mobile & Omnichannel
La multicanalità, la capacità di intercettare questo flusso crescente di consumo smaterializzato, è uno dei trend più importanti del futuro, ancor di più rispetto a oggi. “Be there and everywhere” sentenziano i guru del web marketing, indicando come strada maestra quella di investire nello sviluppo di soluzioni mobile che implementino la shopping experience tradizionale con le infinite potenzialità del web commerce oltreoceano. Tanti gli esempi di retailer B&M che stanno spingendo sul pedale dell’innovazione. Ad aprire la strada è stata Walmart con il lancio della app Scan & Go, che permette di scansionare il codice a barre dei prodotti messi nel carrello della spesa e di arrivare in cassa trovando lo scontrino pronto. Poi è arrivato Macy’s, che ha deciso di chiudere alcuni pdv poco profittevoli e di investire con forza nell’ecommerce, organizzando delivery in tutto il mondo, Italia compresa. Ma il mondo del retail è alla finestra e attende gli effetti di Amazon Fresh, servizio di vendita online di freschi organizzato dal big mondiale dell’e-commerce, l’autentico temibile competitor per tutti. D’altronde, la tecnologia annulla le distanze tra scoperta di un prodotto, la sua valutazione spesso condivisa con altri utenti e l’atto di acquisto. Tutto in pochi istanti e ovunque, dal punto di vendita “fisico” fino a tutte le piattaforme possibili, social o no. Secondo un sondaggio di Wd Partners, il 79% degli intervistati ha citato l’istant ownership come il sentimento più appagante della shopping experience, sia che si tratti di venditori online sia offline.
I social sono un modello calzante di questa tendenza che si sta rapidamente affermando: Twitter, dopo avere acquistato Cardspring, società di infrastrutture di pagamento digitale, ha introdotto la funzionalità buy now, annullando le distanze tra esperienza social e acquisto. Le nuove tecnologie permettono esperienze d’acquisto disruptive rispetto al passato, soprattutto quando sono wearable (come Google Glass).
Smart & Tailor made
Una testa, un mondo. Il consumatore 2.0, dopo avere compreso il valore che hanno le sue scelte, non vuole essere più massa, vuole essere trattato da individuo, anche dal supermercato sottocasa. Un sondaggio Cmo Council rivela che il 54% degli statunitensi è disposto a cambiare per sempre il proprio negozio se non riceve informazioni, aiuto e un pacchetto di offerte personalizzato sui propri gusti/abitudini.
Siamo di fronte al ritorno della fedeltà, ma in chiave individuale? Pare proprio di sì. Ad esempio, la catena di abbigliamento neozelandese AS Colour ha introdotto uno scanner che individua il colore della pelle del cliente e lo mette in relazione con le nuance dei capi. Il risultato? + 16% nelle vendite. In Italia Oviesse, in collaborazione con Google, sta introducendo dei camerini virtuali dove provare capi d’abbigliamento senza indossarli e vedere come potrebbero stare se inddossati. Oltre che, ovviamente, condividere sui social network i propri look.
Piccolo & urbano
Negli Usa, Walmart ha ri-brandizzato i suoi Walmart Express, piccole superfici di prossimità, in Walmart Neighborhood, il Walmart del vicinato, a sancire il senso di vicinanza e di comprensione dei bisogni locali. Il gigante statunitense della distribuzione ha avviato un piano per battezzare con la nuova insegna tutti i suoi store di prossimità. Ma non è l’unico. “Le cose buone sono nelle piccole confezioni”. Il motto del neonato Target Express aperto a Minneapolis svela fin da subito la sua missione. Offrire un’esperienza di acquisto gratificante ma semplificata, visto che il nuovo store ha un’offerta che rappresenta solo il 15% dei normali Target, ma è attento ai bisogni di chi vive o studia nei pressi (la Minnesota University). Anche la politica di Dollar General, catena con 11mila punti di vendita sparsi in 40 Stati degli Usa, prevede store di piccole dimensioni, inserite nel tessuto urbano, con un’offerta di prodotti di marca ad alta rotazione (food, cura casa/persona, snack) offerti a un prezzo concorrenziale. Il posizionamento del retailer è chiaro: risparmiare tempo, evitando di guidare fino alle grandi mall fuoricittà, significa risparmiare denaro. In Europa, si segnalano i casi di Tesco e di Sainsbury che hanno da tempo deciso di puntare su store di ridotte dimensioni incentrati sui freschi e sul take away, in modo da “rubare” spazi di mercato ai fast food e ai negozi di vicinato. Secondo le previsioni di IGD di qui al 2019 in Gran Bretagna il business nei negozi di quartiere crescerà del 31% a valore.
Food experience
L’attenzione per la cucina e tutta la cultura ad essa collegata ha preso piede in tutto l’Occidente e non solo. I negozi della distribuzione moderna dovranno essere sempre più in futuro delle piattaforme, attraverso le quali il cliente potrà vivere la sua esperienza culinaria su più piani, dalla ricerca degli ingredienti di qualità per le proprie ricette home made alla possibilità di consumare pasti di qualità, fino ad interagire con altri clienti/food lover in un concetto di community allargata. E così la ristorazione “romanza” il punto di vendita.
Whole Foods è l’esempio più calzante di questo trend: nei suoi store, il retailer premium americano ha ristoranti, sale di degustazione, organizza corsi di cucina. Proverbiale l’attenzione al mondo della birra artigianale, con brewpub, corsi e seminari per gli homebrewer, sessioni di degustazione: con l’apertura del San Josè Market in California, Whole Foods ha inaugurato un microbirrificio al suo interno (si veda Gdoweek 2/2015 a pagina 20, ndr). Kroger attrae i propri clienti con un restaurant in shop, così come Wawa la cui offerta ricalca quella di un fast food/caffetteria con annesso marketplace. O il retailer canadese Longos, con la sua offerta declinata in chiave gourmet e un’atmosfera tra il mercato e il bistrot. In Italia è emblematico lo store di Coop Adriatica in piazza Martiri a Bologna, con un self-service da 40 posti, un bar e un orto di erbe aromatiche a disposizione dei clienti.
Locale & sociale
In una società fondata sulla mobilità veloce di persone e prodotti, il localismo, il territorio, il sostegno all’economia locale e i prodotti e/o servizi pensati per la comunità sulla quale incide il negozio possono rappresentare un veicolo di radicamento nel tessuto sociale per un’insegna. Una sorta di piattaforma aperta capace di fare interagire commercio e vita della comunità, nella quale l’esperienza di acquisto si fonde in quella di relazione, aperta e inclusiva. Biblioteche, officine per biciclette, vita sociale: lo store brick & mortar è sempre più un hub dal quale il cliente acquista non solo prodotti,ma vive. H-E-B la catena Usa diffusa tra Texas e Messico è un chiaro esempio di forte appartenenza identitaria, locale, che fa leva sul sentimento dei texani e sulle loro abitudini, adeguando politica assortimentale e promozionale alle loro esigenze. O la catena californiana Smart & Final che ospita nei parcheggi dei suoi store un farmer’s market nel quale gli agricoltori locali possono vendere i loro prodotti.
In Europa da segnalare l’esperienza di Carrefour in Francia, con l’accento sui produttori locali e sulla disponibilità/competenza degli addetti del punto di vendita.
Mercati reloaded
Strutture liberty che diventano straordinari contenitori d’epoca, vere cittadelle del cibo dove andare per farsi coinvolgere dal colore e dal profumo degli alimenti in vendita sulle bancarelle e negli stand dei commercianti. Ma anche da assaggiare sul posto, appena cucinati, o da accompagnare a un aperitivo o un dopocena all’insegna del food locale, vivo e fresco. Quello dei mercati coperti è un trend in forte sviluppo da anni, che accomuna tutta l’Europa, da Lisbona ad Amsterdam, e che di recente è sbarcato anche nello stiloso mercato del pesce di Besikstas, a Istanbul, o nel ritrovato Mercato Centrale di Firenze. E c’è persino un progetto Ue, di cui è capofila Rialto a Venezia, per il recupero e la valorizzazione dei mercati storici urbani. Ma i mercati non sono solo folklore: molti si sono attrezzati per restare al passo con i tempi e ora propongono nuovi servizi che semplificano e facilitano la spesa.
Alcuni consentono di prenotare al telefono o su internet la spesa che poi il cliente ritira, già impacchettata, quando gli fa comodo, oppure recapitano direttamente a domicilio gli acquisti fatti via web, come succede all’Albinelli di Modena o al Serpentara di Roma.
Fabbri 1905 celebra un secolo di Amarena con tre special edition
Fabbri 1905 festeggia con un anno di iniziative il centenario del suo prodotto-simbolo, l’Amarena, nata nel 1915 su ricetta di Rachele Fabbri, moglie del fondatore Gennaro e divenuta con il suo vaso in ceramica a decori bianchi e blu un’icona dell’azienda. Un anniversario celebrato attraverso la comunicazione social e con incontri e concorsi pensati sia per il pubblico sia per i maestri gelatai, passando naturalmente per tre cuvette in special edition e una versione “100 anni” pensata anche per Expo Milano 2015.
Dalle sue origini di drogheria acquistata nel 1905 a Portomaggiore, presto diventata Premiata Distilleria G.Fabbri, la holding italiana a conduzione familiare conta oggi 250 dipendenti, 17 linee di produzione e 11 sedi in tutto il mondo, distribuendo in oltre 100 nazioni i suoi prodotti di pasticceria e gelateria artigianale, di offerta dedicata agli operatori di ristorazione e bar, passando per il largo consumo con l’Amarena e gli sciroppi.
Il nuovo flagship store di Illy unisce caffè ed arte contemporanea
Illy ha aperto il proprio flagship a Milano, nella nuova piazza Gae Aulenti del quartiere Porta Nuova. Il concept, presente a Parigi, Londra, Los Angeles, è quello di un caffè artistico ed esperienziale, reso unico dalle opere d'arte della Galleria Lia Rumma esposte a rotazione, a partire dall’arazzo dell’artista sudafricano William Kentridge in mostra per l’inaugurazione. A cambiare nel corso della giornata è invece l’offerta gastronomica, che si rinnova seguendo il lifestyle italiano: la superficie di circa 200 mq su due livelli, esprime lo stile italiano a partire dal caffè, attraverso un'offerta di caffetteria e tavola calda che va dalla colazione all'aperitivo alla cena, o il brunch nel fine settimana. In tutto, i posti a sedere sono 70. Il nuovo store propone dunque un’esperienza multisensoriale all’insegna di visual e gusto dove emergono il colore rosso e due chandelier di tazzine Illy Art Collection. All’interno del locale, aperto tutti i giorni dalle 7 alle 22.30, si possono infine acquistare tutti i prodotti del brand: accanto a cibo, pasticceria, caffè e bevande, i prodotti Illy di caffè o inerenti: macchinette, tazze da collezione, accessori per la colazione, cioccolato, tè e confetture. Aperto tutti i giorni dalle 7,00 alle 22,30.
Libri in Gdo? Ci pensa Txt
di Elena Giordano
È il riferimento per il segmento educational all’interno della Gdo: Txt lavora, grazie al supporto della tecnologia, per rendere semplice prenotazione, smistamento e consegna al cliente finale dei libri nei punti di vendita della distribuzione moderna (canale che rappresenta il 20% dell’intero mercato dell’editoria scolastica). Txt, che movimenta ogni anno 3,5 milioni di volumi, in oltre 1.000 punti di vendita, che opera con centinaia di fornitori e con le insegne rappresentative della Gdo, fornisce agli specialisti di queste ultime diversi strumenti, tra cui il software MyTxt per il controllo in tempo reale degli ordini. Una evoluta piattaforma consente ai buyer di accedere autonomamente a tutti i dati relativi alla categoria, a partire dalle prenotazioni fino alle performance del fornitore .
Il sistema di prenotazione Txt consente di individuare rapidamente i testi adottati per la classe dell’alunno, rendendo rapido e preciso il servizio. L’azienda provvede a etichettare i volumi dotandoli di bar code per il passaggio in cassa e, qualora richiesto dall’insegna, può confezionarli già divisi per cliente. Stessa semplicità viene garantita al consumatore finale, che può prenotare sia on line, che direttamente presso un punto di vendita, con l’opzione di ricevere i libri già rivestiti con copertine personalizzate. Il flusso di lavoro di TXT ha il suo picco nel periodo back to school, durante il quale, alla gestione dei libri universitari e di varia, si aggiunge quella dei testi scolastici.
Il vino in gdo ritrova il suo dinamismo
di Alessandro Battaglia Parodi
Sono decisamente interessanti le vendite del vino nella grande distribuzione nell'ultimo anno. Le anticipazioni di una ricerca Iri che verrà presentata al prossimo Vinitaly (22-25 marzo) mostrano infatti un'inversione di tendenza rispetto al 2013 e alle stagioni precedenti. Il vino confezionato fino a 75 cl segna un +1,5% a valore e un +0,2% a volume. I vini a denominazione d’origine spuntano un +1,3% in valore per i vini a denominazione d’origine in bottiglia da 75 cl e riducono la frenata a volume, (0,7% in controtendenza rispetto al 2013 quando si era arrivati a –3,2%). Segnali timidi, ma che fanno ben sperare per la stagione in corso.
La ricerca indica anche quali sono i vini più amati dagli italiani nell'ultimo anno: capolista rimangono gli imbattibili Chianti e Lambrusco, che mostrano però una flessione delle vendite a volume. Al terzo posto il Vermentino continua a crescere di anno in anno, seguito da Prosecco, Nero d’Avola, Muller Thurgau e Traminer. Tra gli “emergenti”, cioè con maggior tasso di crescita, troviamo i vini marchigiano-abruzzesi Pecorino e Passerina, tallonati dal siciliano Inzolia. Entra in questa classifica, per la prima volta, il laziale Orvieto.
“La questione fondamentale per il 2015 ed i prossimi anni è la difesa del valore da parte delle cantine e della gdo -commenta Virgilio Romano, client service director di IRI-. La rincorsa dei volumi come prevalente obiettivo di crescita rischia di rivelarsi controproducente. Quindi sì alle promozioni, ma con intelligenza strategica. Perché la difesa del ‘valore’ passa dalla difesa dei prezzi”. Il tema del value sarà, del resto, al centro della tradizionale tavola rotonda di Vinitaly che vedrà confrontarsi produttori e distributori su un argomento dirimente, come evidenzia Angelo Corona, rappresentante di Federdistribuzione, nonché direttore acquisti PL di Finiper: “Saper calibrare le promozioni è fondamentale. Occorre sostenere i consumi, non solo di vino, ma senza drogare il mercato e senza annullare la percezione del giusto prezzo, che i consumatori devono mantenere. E su questi segnali occorre lavorare per dare continuità. Va ripensato il display dello scaffale, per abbinare un assortimento profondo con criteri che rendano facili la lettura dell’esposizione e la scelta. La comunicazione va migliorata e resa più efficace, sia lavorando sullo scaffale, sia con ‘app’ per gli smartphone, introducendo degustazioni e settimane del vino regionale. O evidenziando il corner del vino biologico che nei supermercati è ancora di nicchia, ma è cresciuto nel 2014 dell’11,3% a volume e ha raggiunto i 1.432.000 litri venduti”.
Il nuovo spazio abbigliamento di Carrefour Planet di Assago (Mi)
Assortimento rinnovato, ambientazione più aperta e con soluzioni visual tipiche delle insegne specializzate, focus sulla convenienza: Sèbastien Jan, responsabile tessile di Carrefour Italia, spiega come è cambiato l'approccio al mondo abbigliamento per uomo, donna e bambino di Carrefour e gli obiettivi di sviluppo che l'insegna intende raggiungere
Bofrost Italia in crescita del 4,8% pianifica l’espansione
Bofrost Italia S.p.A., azienda che si occupa di vendita diretta degli alimenti surgelati, prosegue con un trend positivo chiudendo il bilancio 2014/2015 in crescita del 4,8% rispetto al precedente esercizio, ovvero con un fatturato che sale a 217 milioni di euro. Questi i dati annunciati nel corso di un evento svoltosi allo Stadio Friuli di Udine, dove Bofrost ha annunciato che continuerà con il suo piano di espansione della rete di vendita, investendo parallelamente 4,5 milioni di euro nel rinnovo delle filali.
L’anno commerciale evidenzia un aumento anche nel comparto occupazionale, che vede 86 nuove assunzioni per un totale di 2mila dipendenti e 300 operatori di vendita.
L’azienda fondata dal presidente Edoardo Roncadin nel 1948 dichiara una quota valore di mercato che tocca il 9,5%, ponendola in seconda posizione solo a Findus.



















































