Internet in Italia è un mondo che viaggia ancora a doppia cifra: per numero di utenti (+l'11,2% per 24 milioni secondo i dati Audiweb di settembre), per tempo speso in rete (21 ore settimanali), ma anche per business in termini di advertising (più di un miliardo di euro quest'anno, cifra che non include una parte di fatturato non monitorato) e per numero di aziende che concorrono a tale business (circa 3.300 stimate pe ril 2010, +27%). Anche non impostando particolari strategie, si potrebbe continuare a viaggiare sugli attuali ritmi di crescita del 15%, arrivando tra tre/quattro anni a sfiorare il miliardo e mezzo per il mercato del marketing online.
Ma c'è modo di fare molto di più. Il Web è "alive and kicking”, dice il vicepresidente di Iab Italia Salvatore Ippolito, e quel miliardo e mezzo può lievitare a tre miliardi agendo su alcuni fattori cruciali, endogeni ed esogeni al fenomeno Web. L'Osservatorio Iab Italia-Accenture, presentato oggi presso Iab Forum, cerca di fare il punto su questi fattori.
Una prima importante linea d'azione è quella, “atavica”, della carenza di linee a banda larga, ma subito dopo spunta una carenza culturale che suggerisce maggiore formazione e anche un doveroso cambiamento di mentalità: le competenze in materia digitale, se ci sono, sono ai livelli operativi, mentre è difficile trovare manager di livello con la necessaria cultura ed esperienza. “Ci vuole una maggiore diffusione di figure professionali con competenze adeguate - avverte Federico Rampolla, responsabile italiano di Accenture Interactive -. Serve una formazione che non sia solo tecnica ma anche di marketing. E inoltre bisogna condividere i successi”. Deve imporsi, secondo Rampolla, la figura del chief multimedia officer, in sostituzione al tradizionale chief marketing officer.
Sul Web devono cambiare i modelli di vendita, perché quelli tradizionali qui non funzionano. Per cominciare servono metriche di misurazione dei risultati standard e condivisibili, magari anche tra offline (i canali tradizionali) e online, e metodi più affinati di profilazione degli utenti, anche questi non standardizzati né tantomeno condivisi. Qui, però, deve essere superato almeno in parte lo scoglio della privacy. Certo sarebbe più facile, per chi vende spazi su Internet, poter contare su una maggiore standardizzazione dei formati esistenti: il problema è segnalato dal 73% del campione monitorato dall'Osservatorio come un vero e proprio freno alla crescita. E allora il primo passo da compiere - e lo sforzo di Iab- Accenture andrà anche in questo senso - è fare chiarezza in un universo ormai talmente diversificato che parlare di banner non ha quasi più senso. Infatti l'utilizzo del banner tradizionale è in contrazione, mentre si spalancano le porte per le sue varie evoluzioni, con il video advertising destinato in futuro a sbancare.
Per il Web advertising un futuro da 3 miliardi di euro
LA GIURIA DI ETHIC AWARD
Presidente della Giuria
Monica Fabris, presidente GPF
Anna Bartolini Commissione ABF di Banca d'Italia e Docente IULM "Diritto del consumatore"
Irma Biseo, responsabile Relazioni e Partenariati di WWF Italia
Donatella Bollani, responsabile della redazione “Architettura” del Gruppo 24 ORE
Carlo Federico Bonini, direttore del Comitato Italiano per il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite
Marella Caramazza, Direttore Generale della Fondazione Istud
Marco Cuppini, direttore Centro Studi e Relazioni Esterne di Indicod ECR
Eric Ezechieli, presidente di The Natural Step
Paolo Fregosi, consigliere delegato ADM
Cristina Gabetti, scrittrice
Laura La Posta, caporedattore del Sole 24 ORE, responsabile dell'inserto Rapporti su Economia e Sociale
Gabriele Masera, ricercatore presso il Politecnico di Milano - dipartimento di Scienza e Tecnologie dell'Ambiente Costruito
Alberto Masetti Zanini, presidente di The Hub
Anna Meroni, docente di Design industriale e dei servizi al Politecnico di Milano, dipartimento Indaco
Paolo Pastore, direttore generale Fairtrade Italia
Andrea Poggio, vicedirettore generale di Lega Ambiente
Roberto Salvan, direttore generale Unicef Italia
Sissi Semprini, presidente di Green Bean
Nasce Brescia Iperstore, alleanza tra Iperal e Family Market
Si rafforza l'insegna Iperal nell'area bresciana, che, dall'anno prossimo, campeggerà su tre iperstore, uno nuovo -in apertura entro il primo trimestre del 2011 a Flero (Bs)- e due pdv da ristrutturare -rispettivamente a Nave (Bs) e Rogno (Bg)- che passeranno da una superficie di 600 mq a oltre 2.000 mq.
Secondo le previsioni aziendali, gli store della nuova società occuperanno 220 persone e svilupperanno incassi per 60 mio euro.
Iperal spa artefice dell'iniziativa
Questo il cuore dell'operazione alla base della nascita di Brescia Iperstore, nuova società in fase di costituzione voluta da Iperal Spa (Agorà Network), guidata da Antonio Tirelli, e da Family Market, retailer presieduto da Fabrizio Uberti, attivo con 32 store distribuiti tra le province di Brescia, Bergamo, Mantova.
Iperal, che nel 2009 ha realizzato un fatturato di 450 mio di euro grazie a una rete di 30 store concentrati in Valtellina, Valcamonica, con l'insegna Sermark, e Brianza, metterà a disposizione di Brescia Iperstore il proprio know-how nella gestione delle medie e grandi superfici. Il risultato porterà a una grande enfasi sui freschi (soprattutto formaggi, storico punto di forza dell'insegna), all'inserimento di soluzioni innovative e remunerative (come il pane self service) piuttosto che a maggiore integrazione del non food.
Nascerà Adamello Park
A conferma della volontà di realizzare massime sinergie sul territorio, a Rogno (Bg) è prevista la creazione di Adamello Park, un vero e proprio parco commerciale con medie strutture specializzate (alimentari, elettronica, calzature ed abbigliamento), risultato del conferimento del centro commerciale La Valle in una società immobiliare con la partecipazione di Sermark centri commerciali s.r.l., proprietaria del centro Adamello.
Per Cushman & Wakefield è Londra la migliore capitale del business
Londra è la città europea migliore per fare affari, seguita da Parigi e Francoforte, Mosca è invece la capitale preferita dalle società intenzionate ad espandere il loro business. Sono i risultati più importanti emersi dal 21esimo rapporto annuale European Cities Monitor, realizzato da Cushman & Wakefield. Lo studio si basa si basa su colloqui condotti annualmente intervistando i senior manager e i membri del consiglio di amministrazione incaricati della scelta delle location delle 500 più importanti società europee operanti in differenti settori. Dall'elaborazione dei risultati, che analizzano 36 città del Continente, viene stilata una classifica globale che indica quale sia la migliore città d'affari europea e quale sia la migliore città europea nella quale aprire una nuova sede.
Milano e Roma in calo
Oltre alla classifica generale, le 36 città sono state classificate in base a numerosi criteri tra cui la qualità della vita, l'accesso ai mercati, la disponibilità di personale qualificato, il costo degli spazi uso ufficio, le telecomunicazioni e l'accessibilità con i mezzo di trasporto.
I quattro fattori decisivi nella scelta di una città dove aprire una nuova sede sono, in ordine di importanza:
accessibilità ai mercati e ai clienti, disponibilità di personale qualificato, qualità delle telecomunicazioni, rete di
trasporti efficiente sia verso altre città sia a livello internazionale. Negativo il risultato delle due metropoli italiane considerate: Milano ha conseguito l'11° posto e Roma il 28°, peggiorando entrambe la loro graduatoria: traffico, qualità dell'aria, burocrazia e inefficienza della pubblica amministrazione sono tutti fattori che allontanano gli stranieri.
L’Occitane apre a Roma
Il brand di cosmetica provenzale naturale L'Occitane ha aperto il 20 ottobre un negozio di 30 mq in centro a Roma, in Via Frattina, 87, il primo della capitale.
I 13 pdv italiani del marchio, infatti, non scendevano più a sud della Toscana.
L'Occitane prevede di aprire, entro fine anno, altri sei negozi in Italia, precisamente a Verona e Napoli, mentre altre dieci sono pianificate entro il 2012 con l'obiettifi vo di arrivare,
nel prossimo biennio, a una rete totale italiana di 30 pdv.
Layout provenzale
In linea con il format tradizionale della catena, atmosfera e fragranze provenzali caratterizzano il layout del nuovo negozio, caratterizzato da pavimenti con mattonelle ottagonali in cotto, mobili in legno e metallo invecchiato e pareti color ocra.
Nell'area skincare è collocato un lavandino in pietra, mentre la parete è decorata, per contrasto, con mattonelle di colori freddi.
Consumo di vino in Italia sotto i 40 litri procapite
Ismea ha reso noti i dati relativi al primo semestre 2010 del mercato vini che parlano di un aumento del 7,6% dell'export italiano. Infatti, se è vero che aumentano le esportazioni è altresì vero che diminuisce il consumo interno. In Italia siamo scesi sotto la soglia dei 20 milioni di ettolitri, quindi con un consumo pro-capite che per la prima volta si attesta sotto i 40 litri e con un calo che dalla fine degli anni '80 oggi ha superato complessivamente il 30%. L'export è invece in pieno sviluppo con crescite a due o tre cifre (dati Nomisma): Regno Unito (+94% rispetto a vent'anni fa), Stati Uniti (+47%), Russia (+63%), Cina (+160%).
Adriano Orsi, presidente del settore vitivinicolo di Fedagri, nel corso dell'Assemblea delle cooperative vitivinicole
ha detto che a questo punto "esportare fuori dai confini nazionali il vino made in Italy più che un'opportunità sembrerebbe un obbligo. La crisi economica - spiega Orsi - ha ridimensionato il trend di crescita riportando nel 2009 il valore dell'export sotto i 3,5 miliardi (con un calo del -2,2% rispetto al 2008), ma i dati sulle esportazioni nei primi sette mesi del 2010 mostrano una ripresa delle vendite oltre frontiera."
Dati sulle regioni
Risultati positivi dalle regioni del Sud Italia che fanno registrare il
maggiore incremento della quota export: +9,8% contro una media nazionale
pari all'8,1%. Le regioni più performanti sono Puglia (+22,1%), Campania (+25,1) e Basilicata (+24,4%).
Interessante notare che nel caso della Puglia, la crescita è probabilmente correlata agli
investimenti in promozione, dove ha speso un milione di euro, e ha registrato un
incremento del 44% delle esportazioni verso i paesi extra-Ue.
Numeri Fedagri
Fedagri rappresenta 425 aziende cooperative aderenti, 20 milioni di ettolitri di vino prodotto per un valore complessivo di 2,4 miliardi di euro di cui la
metà proveniente dalla vendita dei vini oltre confine.
Nutrilandia vince il concorso indetto da ideaTRE60
La Fondazione Italiana Accenture ha proclamato "Nutrilandia, un progetto per i disturbi alimentari dei giovani" vincitore del concorso Alimentarsi bene, vivere meglio
indetto da ideaTRE60 il social media della Fondazione e con la collaborazione scientifica del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci. Nei prossimi mesi il progetto sarà realizzato grazie a un budget fino a 100.000€ fornito dalla Fondazione stessa. Il vincitore è stato selezionato tra 115 idee postate e premiato tra le 10 finaliste. Le altre 9 rimangono a disposizione delle aziende in cerca di progetti virtuosi di Corporate Social Responsability.
Nutrilandia nasce all'Università di Milano Bicocca
Ideato da Silvia Annaratone, docente di comunicazione scientifica all'Università degli Studi di Milano Bicocca, "Nutrilandia, il paese della buona alimentazione” vince perché, si rivolge ai ragazzi della scuola media inferiore e ai loro insegnanti e promuove con azioni concrete il valore di una corretta educazione alimentare.
Secondo i recenti dati Istat, infatti, l'obesità infantile è sempre più diffusa anche nel nostro Paese dove, tra i 6 e i 17 anni, un ragazzo su 3 è sovrappeso e uno su 4 è obeso. Nell'anno della lotta contro l'obesità, il concorso ha dunque premiato un progetto che vuole prevenire fin dalle giovani generazioni questa patologia, in modo serio e allo stesso tempo divertente.
L'idea di Nutrilandia
L'idea vincente miscela in maniera intelligente l'utilizzo di risorse online con l'esperienza sul territorio: l'informazione sulla corretta alimentazione viene veicolata da una caccia al tesoro online a struttura narrativa, cioè supportata da un racconto che verrà pubblicato a puntate sul sito e manterrà coinvolti i ragazzi nel progetto attraverso l'identificazione con i personaggi. La caccia al tesoro sarà ambientata nelle regioni italiane, aiutando in questo modo a scoprire la varietà alimentare e ad alimentarsi meglio.
La fascia d'età 11-14 anni, cui si rivolge il progetto Nutrilandia, è quella internazionalmente ritenuta come la più adeguata per cogliere risultati significativi.
Altri progetti
In occasione della premiazione sono stati presentati due progetti. Idee al Futuro è un concorso, aperto agli studenti delle scuole superiori abruzzesi, che mira a
far emergere i giovani talenti e raccogliere proposte innovative che
contribuiscano alla rinascita e allo sviluppo dell'Aquila e dell'intera
regione.
Altro progetto in partenza in sinergia con l'Associazione Progetto Itaca, è Give Mind a Chance!!, che mira a favorire il reinserimento attivo delle persone affette da malattie mentali, nella vita quotidiana e lavorativa, attraverso la promozione della conoscenza delle malattie psichiatriche che come tali vanno affrontate e curate. Il Concorso intende stimolare la comunità a proporre idee progettuali di sistemi e strumenti educativi originali, caratterizzati dall'impiego di nuove tecnologie informative, in grado di raggiungere ampi strati di popolazione con l'obiettivo di creare strumenti per la lotta al pregiudizio e all'esclusione sociale.
ideaTRE60 è il primo social media per l'innovazione
Creato dalla Fondazione Italiana Accenture, ideaTRE60 ha come missione lo
sviluppo dell'innovazione a favore della collettività attraverso la
condivisione di idee e la realizzazione di progetti basati su soluzioni
tecnologiche avanzate. È il primo open network di comunicazione sociale a disposizione di singoli individui, aziende, università, fondazioni, associazioni, enti, istituzioni e qualunque altra organizzazione, pubblica o privata, che si propone di generare un flusso di idee nuove, realizzabili e dedicate al progresso comune.
Ferrari investe su servizio, logistica e certificazione
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Il magazzino di stagionatura di Ossago Lodigiano (Lo) dispone di impianti di stoccaggio all'avanguardia
|
Un fatturato stabile
(+0,2%) rispetto ai 163
milioni di euro del 2003, una
quota del 19,8% a volume nei
grattugiati freschi e 2,5 milioni
di euro spesi per allestire nella
sede di Ossago Lodigiano (Lo)
un magazzino di stagionatura
per 70mila forme di Grana Padano
e Parmigiano Reggiano.
Ferrari Giovanni, azienda trasformatrice
presente sul mercato
con i marchi GranMix (grattugiati),
Ferrari e MondoLatte (formaggi duri, italiani ed esteri
stagionati) si presenta così al
termine di un anno in cui ha
puntato su ricerca e sviluppo,
senza piegarsi alla logica della
pressione promozionale.
- Innovazione. “Il magazzino
ha un sistema di climatizzazione
che diffonde l'aria non
solo dall'alto verso il basso e viceversa,
ma anche tutto intorno
alle forme”, spiega a
GDOWEEK il fondatore dell'azienda
Giovanni Ferrari. Non si crea in questo modo alcun
gradiente di temperatura
tra i diversi piani, garantendo
l'uniformità di tutti i pezzi. - Obiettivi. “Nel 2005 puntiamo
a una crescita di fatturato
del 4% -racconta Laura
Ferrari, AD- da raggiungere
grazie al lancio di un nuovo
prodotto ad alto contenuto di
servizio e all'espansione sui
mercati esteri, da cui proviene
attualmente il 25% del nostro
fatturato”. Gli investimenti si
concentreranno sulla realizzazione
di una confezione ancora
più innovativa della “busta
in piedi” che ha contribuito al
successo di GranMix e sull'estensione
della certificazione
di rintracciabilità di filiera ottenuta
nel 2004 per il Grana
Padano, al Parmigiano Reggiano.
Proseguirà poi la collaborazione
con catene come
Auchan, Carrefour, Esselunga,
Coop e Conad, per la
commercializzazione di prodotti
a marchio privato, che
attualmente pesa per circa il
15% del fatturato totale.Il giudizio
di GDOWEEK
Impresa meritevole, che
innovando, fornisce valore
a una nicchia di consumo
in espansione.
Area ambiente Storicamente il primo degli interessi sociali dell’economia
L’aria, l’acqua, le materie prime sono i primi elementi che favoriscono l’attività economica. Fin dalle culture più antiche, l’oicos e il cosmos sono vissuti come l’ambiente -domestico il primo, naturale il secondo- che avvolge la vita e la alimenta.
Questo ordine naturale è stato “inquinato” da una gestione “deviata” del processo industriale. Serve un ritorno alle origini.

Area personale e processi interni La risorsa umana è l’asset intangibile
Le performance dell’azienda e il suo vantaggio competitivo sono costituiti dagli uomini e dal loro modo di gestire il business, dai loro valori di riferimento, dalla loro creatività. Agli uomini l’azienda deve pensare come primo tra gli stake holder. Farli crescere professionalmente, difenderne la dignità, non discriminarli: dovrebbe rientrare nel sistema di valori di ogni azienda.

Area comunità locale Aiutare il territorio da cui l’impresa si alimenta
Dalle sponsorizzazioni per il restauro di monumenti al contributo per iniziative di interesse pubblico, dall’aiuto alle fasce più deboli al contributo per sostenere i diritti lesi. L’impresa che del territorio vive, può dare più vita al territorio: anche perché, come il territorio ne decreta il successo, così puo determinarne il fallimento. I consumatori sono anche cittadini: sanno valutare e scegliere.

Area comunità ospedale ricerca scientifica. Per la vita
L’attività economica deve riscoprire le sue finalità originarie - il miglioramento della vita dell’uomo- e capovolgere quindi le sue logiche riduttive centrate unicamente sul profitto. L’economia deve ritornare al servizio dell’uomo e la ricchezza prodotta va redistribuita alla società intera che concorre a crearla. È unasensibilità che va prendendo piede anche grazie ai mass media.

Area comunità internazionali Globalizzare la solidarietà
Tutto è legato a tutto, nel villaggio globale. Con il rischio che l’egoismo di pochi determini scompensi catastrofici. Secondo Vandana Shiva “è in atto una concentrazione del potere privato sul cibo di dimensioni inimmaginabili. Questo enorme potere economico, se la gente non reagisce, crea un sistema in cui nessuno avrà la possibilità di decidere che cosa mangiare”.

Ethic award: La cerimonia
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Il vincitore 2004 La solidarietà ha una carta in più
Condividere la spesa, ovvero la carta di credito per l’acquisto di prodotti si sdoppia -tra chi offre e chi riceve- senza che nessuno dei due si conosca o si incontri: assicurando anonimato, autonomia e rispetto della privacy.

Master di logistica Bocconi pronto a spiccare il volo
Creare professionalità
manageriali con un approccio
interdisciplinare e intermodale.
Questo l’obiettivo del nuovo master
creato dall’università Bocconi di
Milano che inizia a gennaio 2005.
-
Caratteristiche. Memit (Master in
economia e management dei
trasporti, logistica e infrastrutture) è
un master universitario di primo
livello (pensato cioè per neolaureati
che abbiano maturato anche una
breve esperienza di lavoro) con
durata di 12 mesi. -
Metodo. L’approccio scelto è di
tipo economico con una visione
interdisciplinare e intermodale su
temi che, in ambito universitario,
vengono per lo più affrontati con un
taglio ingegneristico. Oggetto di
studio sono comparti molto dinamici,
come dimostra il trasporto aereo e la
rivoluzione dei vettori low cost che
attualmente hanno una quota di
mercato del 15% in Italia. -
Scenario. Nel prossimo futuro è
prevista non solo una crescita dei
settori low cost, ma anche
cambiamenti in tutta la filiera del
business del trasporto aereo, con
riflessi sul turismo e sugli scambi
commerciali.
Accordo Anci-CoReVe per sviluppare la raccolta differenziata nei comuni
Anci, CoReVe e Ancitel Energia e Ambiente hanno promosso alla Camera dei Deputati un incontro per presentare i progetti di raccolta differenziata del vetro, realizzati e in via di realizzazione, nei Comuni italiani. Ne hanno discusso a Roma, presso la Sala delle Colonne della Camera dei Deputati, Massimiliano Atelli, capo dell'ufficio legislativo del Ministero dell'Ambiente, Angelo Alessandri, Presidente della Commissione Ambiente, Filippo Bernocchi, vicepresidente Anci e delegato alle Politiche sui rifiuti, Enzo Cavalli e Dante Benecchi, rispettivamente presidente e direttore generale del CoReVe, Paolo Dalla Vecchia e Nicola Nascosti, entrambi componenti del comitato tecnico paritetico Anci-CoReVe.
L'accordo è stato concepito per offrire un'opportunità ai Comuni di usufruire di incentivi per la raccolta differenziata del vetro grazie a metodi innovativi. È questo l'obiettivo che Anci e CoReVe, supportati nelle loro attività da Ancitel Energia e Ambiente, si sono proposti con la sottoscrizione di un accordo che vuole dare nuovo impulso alla raccolta differenziata dei rifiuti da imballaggi in vetro.
L'appuntamento è diretto a illustrare contenuti e ratio dell'accordo Anci-CoReVe il quale, a integrazione dell'accordo quadro sottoscritto tra Anci e Conai, si propone di migliorare la qualità del vetro inviato al riciclo, di concerto con le amministrazioni locali, ottimizzandone i metodi di raccolta.
Nello specifico caso del vetro, un idoneo sistema di raccolta determina un significativo guadagno per la collettività, in quanto il vetro usato, materiale eco-compatibile per eccellenza, può essere riciclato infinite volte, dando vita a contenitori sempre nuovi e dalle proprietà originarie invariate; proprio per la possibilità di rigenerarsi, questo materiale costituisce un valido esempio della capacità dei rifiuti di trasformarsi in nuova risorsa per l'ambiente.
Specialità parmensi per Autogrill in Svizzera
Nonostante una bilancia commerciale agroalimentare negativa, l'export del comparto Dop e Igp è cresciuto del 15% tra 2008 e 2009. Anche per questo Autogrill ha scelto di promuovere le eccellenze alimentari italiane portando cibi Dop e Igp nei propri ristoranti e market europei.
Dopo la Francia, arrivano anche in Svizzera (quarto mercato al mondo per l'esportazione di prodotti di Parma) prosciutto di Parma, salame felino, coppa, parmigiano reggiano, tortelli, anolini e fagottini.
Durata
La promozione Parma: i sapori autentici di una città magnifica, iniziata a fine ottobre, terminerà il 19 dicembre coinvolgendo i 100 locali Autogrill, grazie alla collaborazione con Camera di Commercio di Parma (attraverso Parma Alimentare), Camera di Commercio Italiana per la Svizzera, Consorzio Prosciutto di Parma e Consorzio Parmigiano Reggiano.
Concorso
Oltre a gustare le ricette tipiche e ad acquistare i prodotti nei market (Autogrill prevede il consumo di 2,6 tonnellate di salumi e 2 di Parmigiano Reggiano), i viaggiatori svizzeri sono invitati a partecipare a un concorso che mette in palio tre fine settimana a Parma.
Nuovo Ad per Ikea Italia
Cambio ai vertici di Ikea Italia: Roberto Monti assume la responsabilità strategica dell'area Sud Est dell'Europa, mentre il ruolo di Ad di Ikea Italia viene ricoperto da Lars Petersson, già Ad di Ikea Giappone. Per Petersson si tratta di un ritorno, visto che, dal 1995 al 2000, è stato direttore marketing proprio di Ikea Italia.
Ismea, produrre latte in Uk costa 30% meno che in Veneto
Mangimi, energia, affitto terreni: sono questi i maggiori costi che gravano sugli allevatori italiani. Lo ha evidenziato Ismea -nell’edizione degli Stati generali del latte alla Fiera internazionale del bovino da latte di Cremona, che rileva come 100 kg di latte prodotto costano ad un allevatore tipo del Veneto 46 euro (circa 43 euro in Lombardia) a fronte dei 32 sostenuti dal suo collega nel Regno Unito.
Al netto della variabilità esistente tra i diversi distretti lattiero caseari sul territorio nazionale, i costi totali che gravano sulle aziende italiane sono tra i più elevati in Europa a causa soprattutto della rilevante incidenza delle spese per l’acquisto degli alimenti (30%), per i prodotti energetici (5%) o per l’affitto dei terreni.
L’ultima analisi territoriale condotta nel 2009 da Ismea, in collaborazione con Crpa (Centro ricerche produzioni animali), su un campione di circa 50 aziende del Veneto, Piemonte e Lombardia rivela che il prezzo corrisposto agli allevatori per 100 kg di latte remunera i costi diretti (mangimi, materie prime, energia ecc), ma non del tutto i costi per l’uso dei fattori di produzione (terra, capitali e lavoro).
Solo nel campione di aziende del Veneto si registra un risultato positivo, nonostante costi più onerosi rispetto alle altre due Regioni, grazie ad un prezzo del latte più alto (39,85 €/100kg, +32% rispetto al Piemonte, +14% rispetto alla Lombardia) e ai maggiori ricavi ottenuti dalla vendita della carne e dai contributi comunitari.
Redditività alla stalla in calo
L’andamento dei prezzi e dei costi tra il 2005 e il 2009 evidenzia un progressivo deterioramento della redditività degli allevamenti italiani, cui fa seguito, nei primi 9 mesi del 2010, un parziale recupero non sufficiente, tuttavia, a garantire margini soddisfacenti per gli operatori.
In riferimento alle aziende del campione della Lombardia -principale regione produttrice- nel periodo 2005-2009 il prezzo del latte è riuscito a remunerare solo parzialmente il costo di produzione. Considerando anche i premi (premio unico aziendale) e i ricavi della vendita delle carni, solo nel 2005 si è realizzato un attivo.
Relativamente ai costi di trasformazione del latte, prendendo come riferimento il grana padano, dalla presentazione Ismea si evince che nel 2009 gli effettivi costi di lavorazione hanno inciso solo del 46%, mentre il restante 54% è stato suddiviso tra servizi (tra cui l’11% di contributi versati al consorzio di tutela e il 6% per il pagamento del servizio di raccolta latte), spese generali, interessi e ammortamento.
Pellegrino punta su Iomega per rinnovare l’IT
Pellegrino, fondata a Marsala nel 1880 figura tra le aziende leader non soltanto nella produzione dei vini Marsala ma anche vini di Pantelleria e di vini da tavola imbottigliati con il marchio Duca di Castelmonte. La casa vinicola dispone di tre unità operative: la cantina principale di Marsala e due moderne cantine di vinificazione situate alla periferia di Marsala e a Pantelleria. Pellegrino nel 2008 ha prodotto 6 milioni e 630.000 bottiglie, realizzando un fatturato di 19,347 milioni.
I sistemi aziendali di gestione della qualità e di gestione ambientale sono certificati rispettivamente UNI EN ISO 9001:2000 e UNI EN ISO 14001:2004. Inoltre, l'azienda ha ottenuto, sia per le cantine storiche di Via del Fante, sia per la sede di C/da Cardilla, la registrazione Emas (Sistema Ecogestionale e di Audit).
Situazione preesistente
In precedenza, Pellegrino lavorava con un gestionale su piattaforma AS400, realizzava il backup su nastro e utilizzava la posta elettronica su piattaforma Windows. Una situazione eterogenea e molto dispendiosa in termini di tempi di gestione. Il backup realizzato su nastro, infatti, offriva prestazioni molto lente, complessità e lunghi tempi di esecuzione e limitazioni di spazio per le quali, nel tempo, non è più riuscito a coprire le esigenze di backup dell'intera azienda. In occasione del passaggio dal gestionale AS400 al gestionale su piattaforma Windows proposto da CLS Informatica, Pellegrino ha deciso di ridisegnare e implementare una nuova infrastruttura IT affidandosi totalmente all'esperienza di CLS Informatica.
Implementazione e benefici
Grazie al supporto di CLS Informatica, Pellegrino dispone ora di un Server Blade IBM, dotato del software VSphere 4 di VMware, su cui risiedono il gestionale, supportato da un database SQL Server, il server di posta elettronica Exchange e diversi client virtuali, e il NAS Iomega StorCenter ix4-200d.
Nello specifico, Pellegrino possiede trenta PC fisici, dieci client virtuali e quattro server virtuali, di cui 2 servono per la gestione del server VMWare (uno per gestire tutta l'infrastruttura e uno per amministrare i client virtuali).
Il NAS Iomega StorCenter ix4-200d viene utilizzato per realizzare il backup di tutti i dati che una volta si trovavano su nastro, della posta elettronica di Exchange e di tutti i client e server virtuali residenti sul server Blade IBM.
I 2TB offerti dal NAS ix4-200d di Iomega soddisfano pienamente le esigenze di capacità di Pellegrino per il backup.
L'IT di Pellegrino ha subito potuto constatare vantaggi in termini di semplicità di configurazione, distribuzione e gestione dei server NAS. Dal momento che i dispositivi NAS supportano ambienti IT differenti, infatti, non c'è alcun bisogno di configurare lo storage per funzionare con un server specifico. Basta collegare l'unità NAS ovunque nella rete, assegnare un indirizzo IP, specificare alcune impostazioni ambientali e il dispositivo è pronto per lo storage.
Il dispositivo NAS di Iomega è fisicamente separato dal server di rete per evitare interruzioni dell'ampiezza di banda e consente all'intera rete di lavorare con più efficienza. Inoltre, poiché i dispositivi NAS sono operativi indipendentemente dal server di rete, i contenuti archiviati restano accessibili anche durante i momenti di inattività del server. Non è casuale anche la scelta dell'IT di Pellegrino di posizionare l'unità NAS in un luogo differente dalla “stanza dei server” per preservare ulteriormente il dispositivo NAS da possibili calamità.
Pellegrino utilizza il NAS Iomega StorCenter ix2-200d in modalità RAID 5 per garantire l'integrità in termini di maggiore sicurezza e accessibilità dei dati in caso di guasto dell'unità.
Integrazione con Active Directory
Molto apprezzata anche l'integrazione con Active Directory. Se l'unità NAS è collegata a una rete basata su Windows Server, infatti, deve essere dotata di supporto integrato di Active Directory per poter essere utilizzata con gruppi e utenti di un dominio Active Directory esistente. Per Pellegrino, questo significa che per tutti gli utenti del dominio esistente è possibile creare direttamente sul NAS una cartella di backup dedicata senza dover ricreare gli utenti localmente.
Sviluppi futuri
Tra gli sviluppi futuri del progetto la possibilità di acquistare un altro NAS Iomega ix2-200d. In futuro Pellegrino, infatti, potrebbe avere l'esigenza di aumentare la capacità di backup a fronte della volontà di portare tutti i PC su macchine virtuali e di un'eventuale crescita dello storage. “L'intervento di CLS Informatica è stato fondamentale per l'ammodernamento dell'infrastruttura IT di Pellegrino -commenta Giacomo Gabriele, IT manager di Pellegrino-. CLS è stata in grado di guidarci nella scelta di soluzioni innovative e affidabili che più soddisfacevano le nostre esigenze di gestione, storage e backup, tra cui il NAS StorCenter ix2-200d di Iomega. Inoltre, il supporto di teleassistenza, il rapporto diretto con Iomega unitamente alle competenze del nostro partner tecnologico ci hanno permesso di risolvere in breve tempo una problematica iniziale legata alla rottura di un disco, che però non ha compromesso il funzionamento dell'unità NAS.” “La collaborazione con Iomega è cominciata circa 4 anni fa e si è sviluppata nel tempo per rispondere a esigenze più evolute con soluzioni di fascia più alta -aggiunge Giuseppe Canino, presidente del Cda di CLS Informatica-. Dopo aver testato personalmente le soluzioni e aver simulato anche una situazione disaster recovery, siamo convinti della validità e dell'affidabilità delle soluzioni di Iomega che oggi rappresenta il brand di riferimento per i nostri clienti nell'ambito delle soluzioni per il backup e il restore dei dati. Un aspetto fondamentale che va oltre il prodotto stesso è il livello di servizio e di supporto nella gestione e manutenzione delle soluzioni che ci viene fornito con puntualità e precisione da una struttura ben organizzata come quella di Iomega.”
Pirelli Pzero aprirà flagship in San Babila
Il flagship di Pirelli PZero, abbigliamento, calzature e orologi, arriverà in primavera e sarà posto nella parte dell'ex Upim, rivolta verso Corso Venezia a Milano accanto al nuovo Zara Home. Si tratta di oltre 1.000 mq, suddivisi fra interrato e piano terra, con cui si darà un'identità stabile allo spazio che dal 2007, lasciato libero da Upim, aveva ospitato soluzioni temporary.
I lavori di allestimento sono in fase di start up e il progetto, che ricalcherà lo stile di industrial design tipico del mondo auto e pneumatici, sarà a cura della Pirelli stessa. Occorre ricordare che Pirelli Pzero nasce, infatti, nel 1987 come un modello di pneumatico ad altissime prestazioni, per auto esclusive tipo Ferrari F40
Storia antica
La storia di Pirelli nell'abbigliamento è antica e inizia nel 1877 quando propone il primo catalogo di "soprabiti,
mantelle, paletots per viaggiatori, cocchieri e militari". Indumenti
impermeabilizzati, a prova di uragano, con il rivoluzionario impiego del
"caout chouc" e corredati da una
gamma di accessori specifici: dalle ghette del vetturino al grembiule da
cucina.
Nel 2002 viene lanciato un progetto con un'anima sperimentale e con un
nuovo marchio. L'inizio è con due prodotti di successo entrambi basati su materiali hitech: una scarpa
da vela, Pirelli PzeroAcqua e una giacca Pirelli PzeroAria.
Cibus Tour accoglierà i retailer australiani
Il sistema camerale italiano all'estero ha scelto Cibus come modello fieristico per la filiera agroalimentare, in ragione della leadership di Fiere di Parma nel settore alimentare e meccano-alimentare. È quanto emerge dalla convention annuale delle Camere di commercio italiane all'estero (Ccie), conclusasi ieri a Parma.
Nel corso della convention, Fiere di Parma ha potuto stringere un importante accordo con la Camera di Commercio italiana di Sidney, Australia in base al quale le Camere di Commercio di Parma e Sidney coordineranno un progetto di
informazione e sensibilizzazione presso i retailers australiani che
culminerà con la partecipazione a Cibus dei maggiori distributori e dei
buyers delle principali catene della gdo australiana.
Tale collaborazione sarà già operativa in occasione di “Cibus Tour”, che si terrà a Parma nell'aprile del 2011, dedicato alla tipicità locale dell'agroalimentare ed aperto al grande pubblico, e che si avvarrà della partnership con Slow Food.
Accordo anche da parte del Ssica
Parallelamente la Stazione Sperimentale per l'Industria delle Conserve Alimentari (Ssica), Azienda speciale della Camera di Commercio di Parma, ha siglato un importante accordo di collaborazione con la Camera di Commercio australiana. Tale accordo prevede il supporto di Ssica, attraverso la propria attività di ricerca pre-competitiva, alle aziende alimentari australiane per sviluppare nuove opportunità e nuovi segmenti di mercato.
Saranno studiati processi di trasformazione innovativi, nuovi prodotti e formulazioni ingredientistiche, tutti nel rispetto della sostenibilità ambientale e di elevati standard qualitativi e di sicurezza necessari per meglio rispondere alle richieste di un mercato dinamico in continua evoluzione. Ssica collaborerà in tale attività con le maggiori Università australiane. L'accordo culminerà, tra un anno esatto, nella partecipazione di una numerosa delegazione a Cibus Tec 2011, la manifestazione leader mondiale del meccano-alimentare.
“Questo accordo - ha commentato Andrea Zanlari, presidente della Camera di Commercio di Parma - è il frutto di un rapporto ormai consolidato che vede la Camera di Commercio di Parma e la Camera di Commercio italiana a Sidney impegnate sul fronte comune per agevolare gli scambi commerciali tra i due Paesi. I risultati a dir poco incoraggianti della collaborazione di questi mesi ci hanno portato a un impegno comune volto ad avvicinare ancora di più i nostri imprenditori attraverso il sistema già collaudato degli Enti fiera”.
- Arriva il Cibus Tour evento B2C dedicato ai sapori tipici
- Cibus 2010: le Pl come opportunità di business con i retailer esteri
- Cibus 2010: internazionalizzazione prospettiva di crescita del Made in Italy
- Cibus-Ice: joint venture per l’Italia ad Anuga
- Il Cibus 2010 avrà uno spazio dedicato alla gd europea
- Cibus e Tuttofood si spartiscono i mercati di riferimento
Europ Invest presenta Fashion Valley
Tre progetti di sviluppo in Italia e numerosi altri in differenti location dell'Europa e del Nord Africa per oltre 150mila mq di superfici commerciali: sono i numeri delle novità che al Mapic di Cannes, dal 17 al 19 novembre pv, saranno presentate da Europ Invest, società italo-belga operante nello sviluppo di centri commerciali, outlet village e retail park.
Il Fashion Valley
La novità più importante è Fashion Valley, realizzata in partnership con il Gruppo La Castelnuovese. La nuova piattaforma commerciale nasce nel cuore del distretto della moda toscano, che conta 3,5 milioni di presenze consolidate attratte ogni anno da The Mall e dai principali punti di riferimento della regione per lo shopping di lusso a prezzi scontati.
Fashion Valley aprirà le porte a visitatori italiani e stranieri a primavera 2011: strategicamente posizionato sull'A1 tra Firenze e Roma, a soli 30 minuti dal capoluogo toscano, si sviluppa nella frazione di Leccio, alle porte di Reggello.
I numeri
Con un investimento di 30 milioni di euro, l'intervento si sviluppa su un'area di 100mila mq dove, per la prima fase, vengono inaugurati tre moduli per complessivi 5.500 mq di superficie commerciale e ulteriori 10.000 mq con le successive fasi di sviluppo.
Con questo progetto si concretizza un nuovo modello di shopping esperienziale, ispirato ai grandi mall statunitensi: alle boutique di prima linea delle migliori firme della moda italiana e internazionale si affiancano i marchi di alta gamma che finora non hanno mai affrontato l'esperienza delle grandi piattaforme commerciali e i brand più legati all'avanguardia fashion, che troveranno qui una vetrina di prestigio. L'offerta si articolerà in specifici settori donna, uomo, bambino, accessori per guidare il visitatore nella sua esperienza di acquisto all'interno di 32 punti vendita, serviti da bar, ristoranti e 1.000 posti auto
Amedeo Gerolimetto nominato commissario Inran in sostituzione del presidente Carlo Cannella
Dal 15 ottobre scorso, con proprio decreto Giancarlo Galan, Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, ha nominato Amedeo Gerolimetto, commissario straordinario di Inran che è vigilato per l'appunto dal Mipaaf.
La nomina del Commissario Straordinario si è resa necessaria per le dimissioni per motivi di salute del presidente uscente Carlo Cannella.
Il commissariamento ha reso possibile la rapida adozione di provvedimenti, che avrebbero altrimenti richiesto la convocazione del consiglio di amministrazione, fra cui il necessario potere giuridico per deliberare i provvedimenti necessari all'accorpamento con l'Ense (Ente Nazionale Sementi Elette) a seguito dell'ultima finanziaria che prevede la soppressione di alcuni enti inutili. Accorpamento che ha però sollevato grosse polemiche dato che sono sorte obiezioni sul fatto che l'Ense sia davveo inutile e soprattutto in perdita.
Andra Ceraico è il nuovo direttore generale Red Bull Italia
Andrea Ceraico è il nuovo general manager di Red Bull Italia.
La carica è effettiva dal 1° ottobre 2010. Nato nel 1969, è entrato a far parte di Red Bull nel 1999. Fino al 2002 ha ricoperto il ruolo di direttore finanziario della nascente filiale italiana e ha poi proseguito la sua carriera all’interno del gruppo presso l’head quarter austriaco fino all’ultimo incarico negli Stati Uniti nel 2008 come executive vice president finance, operations e IT di Red Bull North America Inc.
Pedro Silva Nunes, che è stato a capo della filiale italiana dal 2008, dal 1° ottobre 2010 è stato nominato general manager di Red Bull Francia.
Giv acquista il lambrusco Cavicchioli
Con questo accordo Giv, il primo Gruppo vitivinicolo italiano con un turn over di oltre 300 milioni di euro e un patrimonio di 1.250 ettari di vigneto, entra nel mondo del lambrusco con l’acquisizione del marchio modenese Cavicchioli il cui presidente, Sandro Cavicchioli ha così commentato: "l’accordo è stato sottoscritto nel segno della continuità, della valorizzazione e dello sviluppo dello storico marchio e dei suoi
prodotti. La famiglia Cavicchioli continuerà la propria attività nel settore degli spumanti e lambruschi a metodo classico con le aziende Bellei a Sorbara e Castelfaglia in Franciacorta, nonché nella gestione dei vigneti di proprietà". L’azienda vanta oggi un fatturato di oltre 25 milioni di Euro, del quale il 20% arriva dall’estero.
Corrado Casoli, presidente della società acquirente (in foto) ha sottolineato che “il lambrusco di qualità rappresenta oggi una grande opportunità di sviluppo su tutti i mercati. Il Gruppo Italiano Vini, grazie alla grande esperienza che vanta nella produzione e commercializzazione di alcuni tra i più storici marchi dell’enologia italiana, saprà cogliere al meglio tale potenzialità e raggiungere nuovi e prestigiosi traguardi per il vitigno lambrusco e per il marchio Cavicchioli. In quest’ottica -aggiunge Corrado Casoli- Sandro e Claudio Cavicchioli continueranno a collaborare al consolidamento dell’azienda rispettivamente per la parte tecnica e per quella commerciale, mettendo la loro competenza e passione al servizio del Gruppo”.
Per Giv, la più importante realtà vitivinicola italiana il 2010 è stato un anno importante avendo già stretto in aprile l’accordo di commercializzazione degli spumanti a marchio Carpenè Malvolti firmato lo scorso 21 aprile.
Cioccolato, i consumi accelerano a tavoletta
I consumi di cioccolato sono raddoppiati dal 2000 a oggi; in media ogni italiano ne mangia 4,3 kg all'anno e anche chi si sottopone alle diete più punitive, in genere, è disposto a fare qualche strappo per quello che qualcuno chiama anche “l'ambrosia degli dei”.
Nel 2009, le vendite sono salite complessivamente del 12% toccando un valore alla produzione di 3,2 miliardi di euro (dati diffusi all'ultima edizione di Eurochocolate), che rappresenta circa un quarto del valore
dell'intera produzione dolciaria del nostro Paese. Se questo è il quadro generale, bisogna però dire che la gdo registra in questo mercato un tasso di crescita certo
significativo, ma decisamente sotto il potenziale. Tre le ragioni: la forte concorrenza delle pasticcerie e soprattutto dei negozi artigianali ultra specializzati, aumentati
del 23% dal 2005 al 2009; l'acquisto di impulso nei bar e
la pressione promozionale che abbatte i valori.
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- Cioccolato, i consumi accelerano a tavoletta
- Mercato | 35 2010 | 4 ottobre |
Salmone, le vendite vedono rosa
Prosegue a due cifre la crescita del mercato
del salmone affumicato; la “democratizzazione
del prezzo” e la presenza stabile per tutto
l'anno sugli scaffali della gdo stanno rendendo alla portata di tutte le tasche, grazie anche alle continue offerte promozionali,
questa conserva ittica un tempo esclusiva. Nel tempo,
si è anche avviato un circolo virtuoso: quando il mercato
italiano ha cominciato a presentare numeri interessanti, i
produttori del Nord Europa hanno avviato la commercializzazione
presso le catene italiane. La competizione ha
favorito una maggiore conoscenza del prodotto e dapprima
ha contribuito ad abbassare il prezzo e in seguito a
mantenerlo basso. Un fattore che ha favorito la diffusione del prodotto è
stato senz'altro l'introduzione di grammature ridotte (per una-due persone): in questo modo si è alleggerita la battuta di cassa (per quanto siano scesi i prezzi, stiamo parlando, comunque, di un prodotto che costa in media 28 euro al kg, cioè come un filetto di bovino). Un altro aspetto che non va trascurato è che oggi molti preferiscono passare le serata a cena con gli amici a casa propria piuttosto che al ristorante e il salmone affumicatoè una specialità che non richiede preparazione particolare.
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- Salmone, le vendite vedono rosa
- Mercato | Gdoweek | 4 ottobre 2010 |
Il gusto del buio di Kraft Foods Italia
L’edizione 2010-2011 di Dialogo nel buio -la mostra-percorso attiva presso la sede dell’Istituto dei Ciechi di Milano; 370 mila i visitatori dal 2005 ad oggi- offre uno stimolante percorso alla scoperta del cibo e dei sapori, un viaggio nel gusto che vede impegnati tutti gli altri sensi, esaltati proprio dall’assenza della vista. Fornitore ufficiale dei prodotti oggetto dell’esperienza è Kraft Foods Italia, che quest'anno è stata prescelta come partner dall'Istituto in virtù della qualità e ampiezza della sua offerta.
I visitatori -suddivisi in gruppi di 8 accompagnati da una guida non vedente- hanno la possibilità di riconoscere alcuni prodotti cult al buio: nella sezione dedicata al tatto e all’olfatto, hanno l’opportunità di coglierne la fragranza e di giocare a riconoscerne le confezioni mentre seduti nel locale bar, possono vivere momenti conviviali gustando e apprezzando la bontà degli stessi.
“È la prima volta che sponsorizziamo un’iniziativa, che è allo stesso tempo, sia corporate che di brand –commenta Valerio Di Natale, amministratore delegato Kraft Foods Italia (in foto)-. Siamo da oltre 40 anni in Italia, tra i protagonisti nel panorama alimentare di marca. Tra l’altro, il nostro quartier generale è a Milano e l’Istituto dei Ciechi è una vera e propria Istituzione cittadina: quindi è davvero un piacere poter dare il nostro contributo a questa gloriosa e splendida realtà”.
Kraft Foods Italia è anche protagonista di selezionate “cene al buio” all’interno del ristorante al buio Tratto Nero, aperto la sera dal martedì al sabato.
Esselunga: si amplia il progetto “Sapori di Toscana”
Una promozione ad hoc e l'evidenziazione a scaffale di prodotti tipici della cucina toscana: Esselunga declina con due diverse iniziative il rapporto con la regione di Dante, Boccaccio e Petrarca.
In particolare, dal 28 ottobre al 10 novembre, è attiva, in tutti i 141 store Esselunga la promozione I sapori della Toscana, oltre 200 prodotti tipici della cucina Toscana, con una selezione di prodotti di gastronomia, panetteria, pasta, miele, caffè, olio e altro, oltre ai vini toscani.
L'obiettivo dell'operazione è confermare l'impegno di Esselunga non solo di promuovere i prodotti culinari toscani, ma anche di sostenere lo sviluppo delle aziende di trasformazione e produzione di questa regione.
Si tratta di un progetto di valorizzazione nato alcuni mesi fa, con l'inserimento a scaffale di oltre 350 prodotti locali attraverso le etichette Sapori di Toscana e Prodotto in Toscana.
L'ultima novità si concentra sul Pescato nel mare della Toscana, una selezione delle specie del mare della Toscana, come pannocchie, totani, gamberi, naselli, polpi, già pulite e pronte per la cottura in linea con la filosofia di Esselunga di pesare e vendere il pesce senza scarti.
Allo stesso tempo, con la Regione Toscana, Esselunga ha lanciato la campagna In Toscana coltiviamo il futuro, progetto teso a patrocinare i prodotti che si possono fregiare dei marchi di certificazione DOP e IGP, Agriqualità e i prodotti biologici.
Rigamonti punta a valorizzare la bresaola con brand
La bresaola è una delle poche tipologie di salume ancora unbrandizzata. Il salto di posizionamento non poteva sfuggire a Rigamonti che è specializzata nel prodotto.
"Non accettare bresaole dagli sconosciuti" è la call-to action al centro dell'idea strategica e creativa che affronta in modo appuntito e leggermente provocatorio un obiettivo di comunicazione ambizioso: quello di affermare il valore di marca in un mercato scarsamente brandizzato come quello della bresaola, con un invito esplicito a preferire un prodotto di grande nome e sicura qualità. A spingere Rigamonti, che rientra tra i 10 più importanti produttori italiani di salumi con un fatturato di 130 milioni di euro, verso questo investimento in comunicazione ha giovato a recente alleanza strategica con il gruppo brasiliano Jbs Sa, primo
produttore nel settore delle proteine animali presente in ogni
continente e con un giro d’affari di oltre 32 miliardi di dollari.
Pianificazione della campagna
La pianificazione, curata da Initiative, prevede una campagna Tv con spot da 30” ed il coinvolgimento delle principali realtà televisive nazionali.
Draftfcb
Vanta la particolarità di essere un'agenzia globale di comunicazione olistica, basata sui comportamenti, che opera sotto un unico conto economico. Per garantire un più alto ritorno sulle idee generate, l’agenzia segue la filosofia dei “6,5 Secondi che contano” secondo la quale l’opportunità di riuscire a catturare l’attenzione e motivare degli individui all’azione, è proporzionale alla rilevanza che la comunicazione riveste per i loro interessi reali.
Coop fa assaggiare l’acqua al Salone del Gusto
Anche quest’anno, Coop è stata l’unica impresa della grande distribuzione italiana presente al Salone del Gusto di Torino. Una scelta che la cooperativa reitera ormai da un decennio, dato che risale ormai a cinque edizioni fa la sua prima partecipazione alla manifestazione biennale organizzata da Slow Food.
Il fitto calendario di incontri organizzati presso lo stand (nei primi due giorni anche in diretta web sul sito www.e-coop.it) ruotava attorno alla linea Fiorfiore, la marca privata che oggi raccoglie oltre 170 specialità prodotte da piccoli produttori locali selezionati dall'insegna lungo tutta la Penisola: dal Parmigiano reggiano Dop che nasce sull’Appennino Reggiano (stagionatura minima garantita di 30 mesi) al cioccolato fondente di Modica, al Pecorino di Farindola del Presidio Slow Food al Pecorino di Fossa di Sogliano Dop.
Blind test sull’acqua
Ad animare l’attività fieristica di Coop anche il test d’assaggiodi acqua: a confronto quella del rubinetto e quella filtrata dalla caraffa. Il test, condotto a occhi chiusi, ha seguito la modalità dell’assaggio “Approvato dai soci”, che nell'arco dell'ultimo decennio ha interessato oltre 1.400 prodotti a marchio con una percentuale di approvati che supera l’85%. Un momento di coinvolgimento “dal basso” attraverso la partecipazione volontaria dei soci nei test autogestiti: solo se da questo confronto il prodotto Coop risulta vincente ottiene “l’approvazione dei soci”.
L’operazione rientra a pieno titolo nella campagna consumerista in corso “Acqua di casa mia” volta a promuovere un consumo corretto e consapevole a partire dall’acqua di rubinetto.
Norda acquisisce Gaudianello
Norda -azienda tutta italiana che opera da oltre 40 anni nel beverage (acque minerali e bibite analcoliche)- ha recentemente sottoscritto un contratto per l’acquisizione della Monticchio Gaudianello con sede a Melfi (Potenza) in Basilicata, da Acque Minerali Riunite (società per azioni fino ad ora controllata al 100% da Efibanca).
Con questa importante operazione, che si inserisce in uno specifico programma di espansione, rivolto con particolare attenzione alle regioni del Sud Italia, Norda si appresta quindi ad entrare anche nel comparto delle acque effervescenti naturali, in cui il brand Gaudianello si colloca al 4° posto in Italia ne detiene la seconda posizione in area 4 Nielsen (Sud Italia), con una marcata presenza in Puglia, Campania e Basilicata.
Con un fatturato complessivo di circa 105 milioni di euro e 5 siti produttivi in Italia, il gruppo lombardo diventa così il quinto gruppo nazionale nel mercato delle acque minerali con una quota del 6,7% e quasi 800 milioni di bottiglie vendute pari a circa 1 miliardo di litri.
Intervista a Francesco Pugliese sull’evoluzione di Conad
Non è un uomo da mezze frasi, Francesco
Pugliese, il direttore generale
di Conad, dando il fuoco alle micce di una
rivoluzione annunciata, che andrà ad impattare
non solo sulla cooperativa Conad, ma
sull'intero mondo del retail italiano. “Fino ad
oggi, la distribuzione ha utilizzato i metri quadrati
quale unica discriminante per definire i
format; questo è concettualmente sbagliato:
un punto di vendita di 1.000 metri a Milano
equivale a un pdv di prossimità. Conad ha
deciso, nel rimappare tutta la sua rete, di
introdurre anche la funzione d'uso, ridefininendo
così circa 2.650 punti di vendita”.
E l'insegna Margherita?
Rimarrà, ma sarà solo per il dettaglio tradizionale
(850 pdv). Entro il mese di aprile,
convertiremo 950 punti di vendita in Conad
City, 650 saranno i supermercati e 150 i
superstore.
Come garantite l'omogeneizzazione del
format?
I nostri soci hanno aderito tramite contratto
a una serie di parametri che diventano
obbligatori. Quindi, oltre alla garanzia da
parte del socio di dare tutti i dati di fatturato,
cosa che già avviene, deve rispettare il
lavoro fatto sul'immagine istituzionale oltre
che sull'insegna. Non può dare in subaffitto
reparti, fatto che nella d.o. è una prassi,
deve aderire obbligatoriamente a tutta l'attività
promozionale, che sarà sui tre canali a
livello nazionale. Per i Conad City abbiamo
identificato i parametri più in dettaglio per
trovare i criteri di differenziazione, dal numero
di casse, all'apertura continuativa il
sabato o l'apertura domenicale, se si tratta
di convenience.
Nel vicinato, avremo la gastronomia e il
pane assistiti, i piatti pronti a marchio in
area dedicata. Nel convenience, ci sarà
sia la gastronomia assistita sia i takeaway
a marchio in area dedicata. Nel
mondo della carne, nel convenience ci
sarà tutto impacchettato, mentre nella
prossimità potremmo avere un banco
macelleria servito. Inoltre, abbiamo stabilito
la quota di prodotto a marchio per
ognuno dei canali. La quota di mercato
della Pl nel vicinato deve esser superiore
al 20%, nel convenience al 25, nel
supermercato il 15, nel superstore il 12.
Inoltre, si prevede la presenza di reparti
obbligatori, come il mondo del fresco:
gastronomia, carne e, per ora, solo dove
riusciamo a gestirlo centralmente, anche
il pesce. Il programma è di arrivare anche
nella pescheria ad una gestione totalmente
centralizzata. Abbiamo, infine, stabilito
la sequenza dei reparti: ogni pdv avrà
l'ingresso sull'ortofrutta, poi il murale dei
latticini, poi i freschi perimetrali ...
Controlli?
Utilizziamo da tempo la formula del mistery
client che andremo a incentivare. Il controllo
avviene a livello nazionale e per ovvie ragioni
non è lasciato alle singole cooperative.
Parliamo di assortimento. Già a maggio
lei aveva annunciato una drastica
riduzione del numero di fornitori/
referenze: la state attuando e in che
modo?
L'offerta nel mercato italiano è esorbitante,
il tema è razionalizzare l'offerta e
quindi chi rimarrà dentro Conad venderà
di più. Anziché avere tutti poco dappertutto,
è arrivato il momento di fare scelte
vere: quando scegliamo di lavorare con
un partner, questi deve essere presente
dappertutto. Abbiamo stabilito, quindi,
dei limiti: nel punto di vendita di vicinato
saranno 2.800 le referenze scatolame e
surgelati di cui 900 prodotti a marchio,
freschi 750, di cui 250 a marchio, e 150
non food; nel convenience 2.300 scatolame
e surgelati (900 Pl), freschi 700 (250
Pl) e 150 non food, numeri destinati man
mano a salire a 4.000 nei supermercati
e 7.000 nei superstore. Tutto questo non
solo è fattibile, ma comincia già a dare
risultati: ciò non significa togliere servizio
ai clienti e fatturato ai fornitori. Infatti,
l'industria non sembra lamentarsi con
Conad, confortata anche dai dati di sellout:
i primi 100 fornitori di sell-out sono
sul mercato a -1,68, mentre da Conad
sono a +3,67 a parità di rete. La razionalizzazione
comporta che chi lavora con
noi stia ottenendo risultati migliori. Barilla,
che viaggia a -4 nei super, con Conad è a
+3,47. Non si tratta di un privilegio riservato
alle grandi aziende; infatti, facciamo
un altro esempio: Fattorie Novelli +4,50
sul mercato e +9,29 con Conad.
Questi assortimenti saranno in qualche
modo diversi oltre che numericamente
anche qualitativamente?
Certamente, riteniamo importante che l'assortimento
sia tarato per il ruolo del convenience
perché diverso è il cliente al quale ci stiamo rivolgendo;
la differenziazione dell'assortimento
è giocata sulla funzione d'uso. Cambia anche
il ruolo delle categorie a seconda del format:
se l'ortofrutta nel convenience è di servizio,
nel vicinato è di attrazione, quindi, nel primo
caso lavoreremo molto con il confezionato,
nel secondo con il reparto ...
I buyer Conad sono selezionatori o negoziatori?
Non vedo differenza. Il buyer Conad è un
national category che lavora in un team fatto
dai local category delle cooperative, che
ricevono input dalla direzione marketing e
vendite e, nel rispetto delle direttive ricevute,
decidono quali sono gli attori da valutare.
Solo a quel punto inizia la negoziazione con
i fornitori. Inoltre, è necessaria anche la competenza,
perché quando la direzione della
marca commerciale stabilisce di entrare in
un dato segmento, con un posizionamento
specifico e un livello di qualità determinato,
al buyer spetta trovare un prodotto che corrisponda
alle linee guida che gli sono state
fornite. In Conad, il Parmigiano Reggiano
è totalmente centralizzato, 380.000 forme
all'anno, un esempio per dire che la ricerca
per certi tipi di prodotto, trattandosi di un asset
strategico, non è demandata al singolo
buyer, una regola che vale non solo per il
parmigiano, ma anche per i prosciutti, per lacarne; vale per il prodotto a marchio, per tutto
il mondo dei freschi industriali, centralizzato
in una piattaforma unica a livello nazionale.
Con Interdis avete un'alleanza in atto, come
sta andando?
Alla fine di quest'anno, dobbiamo decidere
se proseguire, visto che l'accordo scade nel
2011. Quello tra Conad e Interdis è stato il
primo accordo tra distributori della durata di 5
anni, l'obiettivo era di creare un percorso che
comprendesse la logistica, la gestione dei
freschi, un accordo che, aldilà dei contratti,
costruisse qualcosa in grado di aggregare
ulteriormente l'imprenditoria. Morale: non abbiamo
fatto niente in 4 anni. Quindi, o si fa un
programma che preveda che loro diventino
dei soci di Conad e, di conseguenza, entrino
in questo nostro sistema o se l'aggregazione
deve servire solo per la negoziazione dei
contratti, non siamo interessati. Non crediamo
più al discorso della supercentrale legato alla
negoziazione, oggi la differenza, anche nel
rapporto con il fornitore, è la performance.
Una posizione decisa ...
Siamo i secondi sul mercato in termini di fatturato
e in più possiamo vantare un fatturato
omogeneo. Proprio in un'ottica di omogenizzazione
sempre più alta, siamo partiti con i team
di lavoro sulle categorie: prevediamo in due
anni di concludere. Abbiamo tracciato un programma
in funzione di quelli che sono i bisogni
del mercato; al momento, stiamo lavorando
sull'assortimento delle bevande per l'estate
prossima. Abbiamo calendarizzato petfood,
acqua, gelati e cura persona e stabilito i gruppi
di lavoro dentro le cooperative.
Come coniugate la libertà imprenditoriale
dei vostri soci con questo approccio?
La capacità di Conad di muoversi a livello locale
è senza dubbio un valore, ma il localismo
in media rappresenta il 20%. Esistono, infatti,
categorie dove il localismo è 0 ed altre dove è il
60%, quindi, avremo categorie che saranno ad
alta centralizzazione ed altre che saranno più
“libere”. Ma la libertà ha dei vincoli: se la categoria
è rappresentata da 8 marche, deve avere
100 referenze ed è forte in locale, ci saranno 5
marche locali da scegliere: la selezione sarà
però limitata all'interno di prodotti con analogo
posizionamento.
Come concorda questa selezione con il
discorso dei listing fee?
Sono stati selezionati prodotti che giudicavamo
innovativi a prescindere dai listing fee. Certo
se un fornitore adotta i listing fee, quello che
pretendo è di avere lo stesso trattamento degli
altri. Nella prossima riunione di Centromarca,
chiederò a tutta l'industria che l'innovazione
di prodotto sia presentata con enne mesi di
anticipo, qui, in sede nazionale, perché con le
cooperative stabiliremo ciò che è funzionale
alla nostra strategia di posizionamento: se è un
prodotto che non serve, lo decideremo prima,
con tutte le cooperative, così da non aumentare
il livello di confusione che c'è sul mercato.
Tutto questo, senza intaccare il numero di
referenze in una determinata categoria, quindi
se entra un prodotto nuovo, ne esce un altro e
non necessariamente della stessa azienda.
Voi retailer lamentate spesso la mancanza
di innovazione ... Non sarà che siete voi che
non la trovate?
Questo sistema ha creato una stortura: la piccola
azienda, che ha un'idea innovativa, non
ha la possibilità di entrare, le grandi aziende,
creando i listing fee, hanno creato una barriera
all'ingresso per i piccoli e Conad, proprio
facendo inserimenti senza listing fee, incentiva
l'innovazione. Non dimentichiamo, inoltre, che
ci sono aziende, anche importanti, che non
hanno mai pagato listing fee, continuano a fare
innovazione e sono sugli scaffali della distribuzione.
Un caso per tutti? Ferrero. Abbiamo
introdotto prodotti innovativi nelle nostre linee
di Pl riscuotendo molto successo, ma non
è questo il ruolo delle Pl e tanto meno della
distribuzione.
Recentemente avete inaugurato il format
Sapori & Dintorni, come si svilupperà?
Stiamo pensando ad aeroporti e stazioni,
così come all'estero. Inoltre, il marchio è
stato lanciato in 20 pdv in una catena di
Singapore e Macao che ha selezionato 80
prodotti. L'idea è di estendere gli item in tutti
i 200 punti di vendita. In questo caso, Conad
diventa un fornitore.
Gli ipermercati Conad Leclerc non vivono la
crisi del format?
Abbiamo 30 ipermercati e, a parità di rete, a
fine agosto, abbiamo realizzato un +0,70, con
le nuove aperture siamo a +5, un risultato ottenuto
anche grazie alle dimensioni intermedie
dei nostri pdv (tra i 4.500 e i 6.000 mq). Inoltre,
riteniamo che l'ipermercato si stia trasformando
in un grande superstore e quindi abbiamo
orientato i nostri assortimenti sulle aree dei freschi
e dell'alimentare; in più, nell'extralimentare
gli assortimenti sono centralizzati completamente:
quello che cambia, area per area, è la
loro modularità.
Tessile ed elettronica di consumo ...
Con OVS -Gruppo Coin- stiamo costruendo
delle linee a marchio nostro. Siamo partiti
con la stagionalità sui bambini. Nell'elettronica
di consumo, abbiamo avviato un progetto
europeo con LG, in cui l'azienda sarà l'alfiere
dell'offerta Conad, garantendo a noi prezzi e
innovazioni al pari di quelli che offre alle catene
specializzate.
Arriva il Calendario Lavazza 2011
La direzione creativa del Calendario 2011, anche questa volta, è stata affidata da Lavazza all'agenzia Armando Testa.
Il cuore del messaggio è l'abbinamento dell'italianità alla tazzina di caffé Lavazza e per realizzare questo accostamento è stato chiamato il fotografo americano Mark Seliger, noto per i suoi ritratti alle star. Un paesaggio toscano, l'acqua alta di Venezia, il balcone di Romeo e
Giulietta, i faraglioni di Capri, un giardino incantato a Firenze e,
ancora, un innamoramento a Napoli, sono tutte citazioni dall'immaginario collettivo che parlano di italianità e che diventano lo sfondo ideale per il racconto di Seliger.
Altra particolarità di questa edizione è che accanto alla bellezza femminile viene evidenziata anche la bellezza maschile, aspetto che sembra essere un trend stilistico, comune ad altre iniziative analoghe di quest'anno di altre grandi aziende come Campari e Pirelli.
Il Calendario Lavazza si conferma dunque oggetto di culto per collezionisti e appassionati di tutto il mondo. Falling in love in Italy, oltre che titolo della diciannovesima edizione del Calendario Lavazza, è una dichiarazione d'intenti che Lavazza porta alla ribalta da anni con fotografi internazionali chiamati a interpretare il Belpaese, colto nelle proprie peculiarità.
I fotografi delle precedenti edizioni sono stati Annie Leibovitz per l'edizione 2009 e Miles Aldridge per il 2010.
È nata AssoMedMarkets
Obiettivo dell'Associazione, che fa perno sui direttori e dirigenti dei Centri agro-alimentari del Mediterraneo, è quello di realizzare una rete di servizi a vantaggio dei mercati all'ingrosso e al dettaglio dell'area, promuovendo la crescita del ruolo di queste strutture come "centri intelligenti" della filiera agro-alimentare, in particolare ortofrutticola, ittica, floricola, e lo sviluppo delle produzioni tipiche all'interno di regole comuni che difendano e valorizzino nel mondo la dieta e lo stile di vita mediterranei.
La sede dell'Associazione, che è apartitica e non ha fini di lucro, è a Roma, negli uffici Andmi (Associazione dei direttori dei mercati italiani) presso il Centro agroalimentare Car.
Il primo consiglio direttivo è composto da Pietro Cernigliaro, presidente Andmi e neo presidente dell'associazione, Mauro Ottaviano, direttore del Centro Agroalimentare di Roma, Valter Vannucci, direttore del Mercato di
Rimini, Marco Hrobat, direttore del Mercato di Brescia, e Antonio Felice, direttore di Green Med Journal.
Al Fiordaliso sboccia il giardino verticale più grande d’Italia
Ormai pressoché terminata la fare di ristrutturazione, il centro commerciale Fiordaliso si tinge di verde e crea il grande giardino verticale d'Italia: composto da 44mila piantine di duecento specie diverse, si sviluppa su una superficie di 1.250 metri quadri.
Il giardino ricopre la superficie esterna del centro commerciale e, oltre che per un effetti estetico di grande impatto, contribuisce al bilanciamento termico dell'edificio: riparandolo dai raggi solari ne abbassa il consumo energetico, trattenebdo le polveri sottili e assorbendo Co2. Inoltre, riduce i rumori ambientali e ha la peculiarità di poter essere facilmente smontato e riutilizzato.
Il progetto green
Il giardino è stato ideato e progettato dall'architetto Francesco Bollani, in collaborazione con uno studio di architettura di Montpellier e con la ditta Peverelli.
"Il progetto - spiega l'architetto Francesco Bollani - nasce da una riflessione sulla possibilità di integrare il centro commerciale con le aree verdi del Parco Agricolo Sud Milano, ma al sistema francese abbiamo apportato sostanziali modifiche, facendo attenzione alla selezione delle piante da utilizzare e soprattutto al clima milanese".
Il giardino verticale ricopre la facciata principale dell'area commerciale con sempreverdi e fioriture che compongono macchie di colori rosso, bianco, rosa, giallo e blu. "Sono duecento le specie di essenze montate a gruppi di quattro cassette in un green box da 11mila cassette metalliche -racconta l'architetto Bollani- e il muro è stato coltivato e sperimentato per circa un anno prima di essere montato al Fiordaliso. Il suo cuore è costituito dallo sfagno, un genere di muschio a fibra lunga proveniente dal Cile. Decisamente ridotti anche i costi d'irrigazione della grande parete verde poiché i muri verticali hanno un substrato con grande capacità di ritenzione idrica."
Della Valle sale in Saks
Diego Della Valle non lascia ma raddoppia. All’indomani delle voci di un’Opa ostile su Saks, i magazzini del lusso con flagship store sulla Quinta Avenue di New York e presenti con 49 pdv in 23 Stati degli Usa, l’industriale marchigiano (nella foto) aveva dichiarato che non aveva nessuna intenzione di cedere la quota, allora pari a poco più del 9%, perché giudicata strategica per gli interessi industriali del Gruppo. E così è stato, anzi ha portato la sua partecipazione a oltre il 19%, divenendo così primo azionista, sopravanzando il tycoon messicano Carlos Slim (l’uomo considerato più ricco del mondo) fermo al 16%.
In consiglio di amministrazione
documentazione depositata presso le autorità Usa, Della Valle afferma che potrebbe
discutere con i rappresentanti di Saks o con azionisti di rilievo
sull'attività della società e sulle strategie per rafforzarla e "potrebbe decidere di diventare investitore
strategico e di lungo termine e in tal caso richiedere di essere
rappresentato nel consiglio di amministrazione".
Fida: l’innovazione tecnologica come opportunità per il dettaglio alimentare
L'innovazione tecnologica gioca un ruolo fondamentale per la competitità delle imprese non solo nella grande distribuzione ma anche nel dettaglio. Un tema molto dibattuto anche nell'edizione 2010 di Smau, dove ieri ha avuto luogo l'incontro “Il contributo dell'innovazione tecnologica per il commercio al dettaglio dei prodotti alimentari” organizzato da Fida - Federazione Italiana Dettaglianti Alimentari. Si è parlato del futuro per il negozio tradizionale alimentare milanese con l'utilizzo di tecnologie quali il marketing digitale e i sistemi di CRM per incrementare la fidelity.
Nuovo progetto di filiera
“Il tema dell'innovazione tecnologica ci ha gratificato con il premio Smau 2009 al nostro progetto spesacasasottocasa che è stato premiato anche dal Presidente della Repubblica e dal Ministro Brunetta per l'alto “tasso” di innovazione introdotto in un comparto maturo come quello del commercio -ha ricordato Dino Abbascià, presidente nazionale Fida-. Coerentemente con la strada intrapresa, quest'anno stiamo lavorando ad un altro progetto di filiera agroalimentare che coinvolge tutti i protagonisti del processo di produzione, distribuzione e di logistica ecosostenibile che si chiama Ecotr@de”.
Successivamente, Riccardo Mangiaracina, responsabile ricerca Ossevatorio Commerce B to C - Politecnico di Milano ha disegnato lo scenario dell'ecommerce business to consumer evidenziando che solo il 6% della grande distribuzione alimentare è attiva nel commercio elettronico, mercato peraltro detenuto quasi per intero da Esselunga. Daniele Tirelli, presidente Popai ha ricordato come il mondo del dettaglio possa e debba sfruttare l'innovazione tecnologica, ad esempio introducendo servizi di misurazione/monitoraggio della qualità dei prodotti a disposizione dei consumatori. Enrico Sacchi, caposervizio di Gdoweek ha osservato come le nuove tecnologie possano costituire un valido ausilio nella gestione della relazione con il cliente in tutti i suoi aspetti, dal pick up in store per chi fa ordini online ai contatti attraverso i social network.
Non sono mancate le testimonianze dei fornitori di soluzioni tecnologiche: Claudio Vailati di Proxima Centauri ha presentato una case history relativa all'implementazione delle etichette elettroniche nei reparti del fresco, mentre Antonio Zulianello di Nec Italia ha mostrato le potenzialità di comunicazione instore dei sistemi di digital signage.
Layout 38 2010
editoriale
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Tesco apre il primo Express all’aeroporto di Glasglow
Tra le catene inglesi di maggiore calibro, Tesco si caratterizza anche per la capacità di innovazione di concept, come l'ultimo Express situato all'interno dell'aeroporto scozzese (arrivi nazionali) di Glasglow aperto in questi giorni.
Si tratta di uno store di 280 mq, dedicato ai viaggiatori che vogliano fare uno spuntino veloce, ma soprattutto fare rifornimento per la dispensa domestica, senza doversi poi fermare durante il tragitto verso casa.
L'assortimento, infatti, equilibrato tra food e non food, si focalizza su prodotti grocery di prima necessità, che includono anche ready meal, sandwitch, snack, pane, ortofrutta e bevande di ogni genere; mentre
nel non food, l'offerta spazia su fiori e regalistica, ma anche su toiletrie e una selezione di prodotti per l'infanzia.
I prezzi sono allineati a quelli degli altri store di Tesco locali. Aperto tutti i giorni, 24 ore su 24, il pdv occupa circa 20 addetti (con turni di lavoro).
I numeri di Tesco
Il bilancio consolidato di Tesco, relativo al primo semestre 2010 segna un +14% portando il risultato a 1,8 miliardi di sterline (circa 2 miliardi di euro), con vendite salite dell'8%.
Tesco è presente in 14 Paesi dove conta una rete di 4.813 store di diversi formati e insegne e, il budget 2009/10 ha previsto oltre 500 nuove aperture in tutto il mondo.
Al centro commerciale di Savigliano lo shopping si fa con le lire
Per i nostalgici e per chi non si è ancora "disfatto" delle lire, dall'11 ottobre e fino al 31 dicembre 2010, si può fare shopping pagando alla vecchia maniera.
A rispolverare la lira è il centro commerciale naturale Il Molo di Savigliano (Cn), dove fino alla fine dell'anno, in 48 punti vendita, è stato organizzato l'evento in collaborazione con la Banca CRS, che si occuperà di gestire i contatti e i cambi con la Banca d'Italia, garantendo trasparenza e puntualità nella conversione delle monete e banconote del vecchio conio ritirate dai negozianti.
L'iniziativa mira ad accontentare i nostalgici delle vecchia valuta, che sono ancora in tanti. Per avere un'idea, si digiti la parola “lire” su Facebook e appariranno decine di gruppi a suo sostegno, con la parte del leone rappresentata dalla banconota delle 1.000 lire con oltre 26mila fan.
Per i più pratici, diventa l'occasione per liberarsi da spiccioli e banconote che ancora non si ha avuto il tempo o la voglia di cambiare. Uno studio della Banca d'Italia rivela, infatti, che al 31 maggio 2010 non erano rientrati quasi 310 milioni di pezzi dell'ultima serie, denaro di fatto ancora circolante per il valore di 2.557 miliardi di lire, ossia quasi 1,3 miliardi di euro, e che può essere convertito in euro presso le filiali della Banca d'Italia solo entro la fine di febbraio 2012.
Chi sono quelli de Il Molo
Il Molo è un'associazione nata nel 2005 per valorizzare l'ambiente naturale del centro cittadino e fare riscoprire agli abitanti quanto sia bello fare acquisti passeggiando per le vie cittadine, liberi di scegliere tra le tante opportunità commerciali, artigianali, di svago e di spazi per il tempo libero.
“È un'originale iniziativa - spiega il direttore de Il Molo, Livio Raballo -che dimostra ancora una volta la vicinanza e la sensibilità del nostro centro commerciale naturale verso il tessuto sociale ed economico cittadino. Tutte le attività che abbiamo sviluppato e che svilupperemo vogliono comunicare che esiste un modo diverso di fare commercio: sostenibile, attento ai problemi della gente e ricco di quella componente umana che contraddistingue i nostri negozi e le nostre attività.”
Coop premiata per la sua politica animalista
Galline allevate in gabbia? No, grazie! Coop Italia, dai primi di ottobre, ai suoi clienti propone esclusivamente uova provenienti da allevamenti a terra, all'aperto e biologici.
“Una strada già intrapresa da Coop con le uova a marchio Coop -dichiara Vincenzo Tassinari, presidente del Consiglio di gestione di Coop Italia- ora abbiamo sensibilizzato tutti i fornitori sul problema e supportato l'innovazione nei loro allevamenti”.
In virtù di questa scelta, a Coop sarà assegnato a Parigi mercoledì 20 ottobre il premio Good Egg, il riconoscimento della Compassion in World Farming, la maggiore organizzazione internazionale per il benessere degli animali da allevamento.
Un lungo percorso
Con questa decisione, Coop anticipa la Direttiva Europea del 1999 sulla protezione delle galline ovaiole negli allevamenti, che ha introdotto il bando delle gabbie di batteria convenzionali dal 1° gennaio 2012 e, sempre grazie a questa decisione, oltre 1,3 milioni di galline vivranno fuori dalle gabbie.
Scompaiono così dal mondo Coop gli allevamenti dove le galline sono costrette a vivere in spazi poco più grandi di un foglio di carta A4, impedite nei movimenti, obbligate a mangiare e sfornare uova a ripetizione.
“Siamo stati i primi a definire degli standard migliorativi di benessere animale nei nostri allevamenti di bovini, suini, avicoli a marchio Coop, i primi ad aderire ai protocolli sui cosmetici non testati sugli animali, i primi ad eliminare le pellicce dai capi del tessile” - aggiunge Tassinari-. Ora continuiamo su questa strada non solo per quanto riguarda il nostro prodotto. Molti fornitori hanno riconvertito i loro allevamenti e noi li abbiamo incoraggiati a fare una scelta totalmente alternativa alle gabbie perché, anche se dal 2012 saranno leggermente più grandi, resta comunque uno spazio angusto e innaturale. Auspichiamo che molte altre imprese ci seguano, e confidiamo che questa nostra scelta dia un chiaro indirizzo al mondo della produzione”.
È stato predisposto un dossier informativo per i consumatori con la supervisione scientifica del Centro di referenza nazionale per il benessere animale e con la collaborazione della LAV, tra le maggiori associazioni animaliste italiane.
Presentato il nuovo calendario Campari con Benicio Del Toro
Questa edizione del calendario, The Red Affair, racconta con i suoi 12 scatti la storia di un appassionato d'arte, Benicio Del Toro, che riceve un misterioso messaggio. Da qui viene proiettato in un'avventura alla caccia di una banda di ladri di opere d'arte, che si conclude con l'eroe che trae in salvo una bellissima protagonista femminile.
La novità del protagonista maschile fa sì che Del Toro si trovi a ereditare un ruolo che è stato di donne come l'ultima Bond girl, Olga Kurylenko, ma anche Salma Hayek, Eva Mendes e Jessica Alba.
Michel Comte è il fotografo scelto da Campari e così descrive il proprio lavoro: “Queste sono immagini molto emozionali, molto italiane, insomma molto Campari. Ho cercato di catturare la verità di ogni momento ma anche quella dei momenti immediatamente precedenti e successivi alla scena. Durante lo shootting ho voluto preservare l'autenticità di ogni scatto, di ogni espressione e di ogni scambio di sguardi tra i personaggi per mantenere il più possibile il registro cinematografico che è innanzitutto movimento”.
Bob Kunze-Concewitz Ceo del Gruppo Campari così commenta l'iniziativa: “La sfida è nel nostro DNA. La novità maschile di quest'anno fa cambiare rotta rispetto al passato. Ma nonostante questo rimane un filo, rosso passione, che unisce tutte le precedenti protagoniste a Benicio Del Toro.”





































