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Outlet protagonisti al Mapic

Il sospetto è che si stia passando dall'epoca del centro commerciale a quello dell'outlet. Molti dei progetti che stiamo vedendo a Cannes, dove oggi ha preso il via il Mapic, la più importante manifestazione fieristica europea dedicata al retail immobiliare, riguardano infatti strutture di questo tipo, dove l'accento non è più tanto o solo sulla scontistica, quanto sulla qualità e quantità dell'offerta. O forse si tratta semplicemente della voglia delle aziende della moda di accorciare la filiera. Di certo rimane un fatto: le grandi griffe dai centri commerciali stanno lontani come dalla peste, negli outlet vanno volentieri.

La presentazione Cncc

Non fa distinzioni tra outlet e centri, nel senso che accoglie equanimamente operatori specializzati in entrambe queste tipologie, il Cncc, il Consiglio nazionale dei centri commerciali, che ha presentato sette progetti di associati italiani; due di questi hanno presentato operazioni di sviluppo in Egitto, ne parleremo nei prossimi numeri di Gdoweek. Per rimanere invece in Italia e senza entrare nel dettaglio delle singole operazioni, si evidenzia la tendenza a dare ancora più spazio al leisure, senza però puntare tutto sulle multisala; evidentemente l'andamento poco esaltante degli ultimi box office consigliano prudenza.

Il flagship Bonpoint a Parigi

Wal-Mart: profitti in aumento nel terzo trimestre

Walmart ha annunciato che nel corso del trimestre, l'utile operativo è salito del 3,1% a 5,6 miliardi di dollari su un totale di 101,2 miliardi di dollari. Questo risultato dipende in gran parte dalla divisione internazionale dove gli utili sono aumentati del 13,5% (le vendite crescono del 9,3 arrivando a 26,3 miliardi). Merito soprattutto di Messico e Brasile, mentre hanno contribuito alla forte crescita in misura più contenuta Giappone e Cina.

Negli Stati Uniti le vendite sono diminuite dello 0,7% in gran parte a causa di Wal-Mart US che ha visto le vendite dei negozi, a rete omogenea, in calo dell'1,3%, mentre Sam's Club è in aumento del 2,4%.
La diminuzione è da attribuirsi sia al calo del traffico nei negozi sia alla diminuzione del valore medio della batttuta di cassa.
Mike Duke, presidente e amministratore delegato ha dichiarato che "l'area internazionale continua a darci risultati molto positivi. Però anche il mercato interno statunitense si sta mettendo sulla giusta strada, con un terzo trimestre in cui il risultato operativo cresce più velocemente delle vendite."

I Café di Marks&Spencer e Asda

Tescoma apre il flagship a Milano

Tescoma presenta oggi a Milano il suo flagship, inizio di un sostanzioso progetto riguardante l'apertura di 30 negozi in Italia nei prossimi 5 anni.
Lo store punta sul plus di un assortimento molto ampio di prodotti tutti a brand Tescoma, con oltre 1.000 referenze inserite in una shop-boutique con layout studiato al fine di renderlo interessante sia per gli esperti in cucina che per i principianti.
“Un punto di vendita monomarca è uno strumento fondamentale per avere un riscontro diretto ed immediato del pubblico sui nostri prodotti, per capire di cosa ha bisogno il consumatore e quali sono le sue esigenze, oltre che per trasmettere i valori e la filosofia di Tescoma” ha precisato Lorenzo Fiorani amministratore delegato di Tescoma spa.

Nuovo concept per lo store Yamamay di Roma

Sealed Air, approccio integrato alla sostenibilità

Si chiama SmartLife™ la nuova iniziativa di Sealed Air Corporation, un approccio integrato
esteso a tutti i livelli aziendali, che intende dimostrare come il packaging possa
migliorare la sostenibilità e come Sealed Air porti avanti la propria missione
ambientale con una ben precisa strategia di mercato e con soluzioni proprie.
In questo contesto Sealed Air ha presentato una versione aggiornata delle linee
guida di sostenibilità e performance 2010 mediante l’apertura del sito
Sealedair.com/sustainability, concepito all’insegna delle nozioni di tutela
ambientale e corporate citizenship, il cui scopo è affrontare molte delle sfide globali
cui si trova di fronte l’industria del packaging.

Analisi del ciclo di vita

La piattaforma SmartLife mette in primo piano l’applicazione di criteri basati sull’analisi del ciclo di vita, vale a dire la quantificazione e il bilanciamento dell’impatto ambientale dei prodotti, dalle materie prime, alla produzione, distribuzione, impiego e smaltimento nell’ecosistema.
“Se non teniamo conto dell’intero ciclo di vita di un prodotto, rischiamo di
minimizzarne l’impatto ambientale in una della fasi del suo impiego e di
comprometterne la performance in altre aree -spiega Ron Cotterman,
executive director Sustainability di Sealed Air-. Ad esempio, il nuovo design di un
prodotto può tradursi nello sviluppo di materiali di peso inferiore, per i quali vengono
usate meno risorse naturali, ma, d’altra parte, può causare un incremento a valle dei
rifiuti (danni ai prodotti o spreco di generi alimentari) che in definitiva provoca un
maggiore impatto ambientale”.

Esempi “sostenibili”

Per avvalorare il proprio impegno nell’approccio SmartLife, Sealed Air ha creato
smartlifeinsights.com, un nuovo sito internet che presenta lo stato dell’arte sulle
tematiche e le tendenze ambientali e fornisce esempi di standard di sostenibilità per
l’industria del packaging ed altre applicazioni. Il sito riunisce anche materiali
educativi basati su fatti concreti che prendono in esame molti dei luoghi comuni e
delle opinioni errate del mondo dell’industria istituendo una chiara relazione fra
sostenibilità, performance ambientale e packaging.

Le pagine web attualmente disponibili comprendono interventi di esperti che
forniscono spunti di riflessione sull’impatto ambientale dei prodotti e sugli sprechi e
presentano ipotesi di collaborazione per un efficace smaltimento del packaging.

Apre i battenti l’edizione 2010 del Mapic

Si apre domani a Cannes l'edizione 2010 del Mapic, il salone internazionale del retail immobiliare che si prospetta come l'edizione del rilancio, dopo i due anni terribili che ci hanno preceduto.  Ci sono però già alcune anticipazioni su che cosa bolle in pentola nello scenario commerciale europeo.

Il design
Cominciamo dall'Italia: sono stati presentati oggi a Milano DO.it gli outlet del design. Tre le prime strutture calendarizzate tra il 2012 2 il 2014. Le location si collocano in aree strategiche per densità di popolazione, transito di veicoli, condizioni socioeconomiche, e indotto turistico: Brescia, Venezia, Roma-Valmontone, un totale di 380 punti
vendita, per oltre 60.000 mq di superficie dedicata alla vendita e circa 14 milioni di utenti nel raggio di 60 minuti di auto.
Per la realizzazione dei progetti Draco e Retail in Progress si avvarranno della “firma” dell’architetto Tobia Scarpa.

Neinver
Neinver,  entra nel mercato francese attraverso lo sviluppo di due nuovi progetti in joint venture con MAB Development: Roppenheim The Style Outlets, nella regione dell’Alsazia, ubicazione strategica che conta su un bacino di 8,4 milioni di consumatori; e Honfleur The Style Outlets in Normandia
·  Altri cinque i progetti in cantiere, in Polonia, Spagna e Portogallo.

Yamamay apre a Roma un nuovo concept store

Coinvolgente, giovane ed eccitante. Il nuovo store Yamamay, situato a Roma, in via del Corso 158/159, presenta un nuovo concept, che oltre ad allargare l’offerta merceologica, include servizi.

Le peculiarità del negozio

Strutturato su due livelli, lo store, con due vetrine, ha una superficie complessiva di 250 mq. Il piano terra, con tre proiettori che riflettono immagini video e atmosfere del mondo Yamamay, è dedicato alle collezioni moda e basic Yamamay e include un modulo beauty, oltre a un corner adibito a servizio sartoria per il cliente.
È presente anche un touch screen con cui i clienti potranno interagire per scoprire le novità Yamamay e che mostra anche tutto ciò che è esposto al piano superiore.

Il piano superiore propone un'area beauty, arricchita dalla nuova linea make up, e un’area riservata ai parrucchieri I Sargassi, con sette sedute.

Tra le altre novità dello store, ancora al piano superiore vi è anche un corner dedicato alle scarpe Yamamay Shoes.

GDOWEEK 41 2010

editoriale

Multicanalità, fa rima con infedeltà? Solo se il consumatore si annoia

intervista

Carlo Cannella: nella gdo ci vuole più green economy

consumatori

Il cliente multicanale acquista di più e apprezza maggiormente la marca

L’edonismo di chi beve birra

Forte crescita in Europa per i piatti pronti

Abbigliamento e biancheria casa: la crisi non frena lo shopping in Italia

navigatori

Voglia di spensieratezza in stile anni Novanta

packaging

Le soluzioni di pack per i prodotti microondabili

prodotti novità

MERCATI
Formaggi a fette
I pareri di Nordiconad e Sadas, l’assortimento di Auchan e Sigma
GPF

I formaggi a fette preconfezionati di marca evolvono in direzione dei nuovi stili di consumo degli italiani

Rassegna prodotti

Petfood Gatto
Crescita minore delle aspettative

BLOG Si parla di qualità dei prodotti, ma attenzione alle “black list”

Rassegna prodotti

Caffè in cialde
I pareri di Coralis, Iper e Sisa
Trend di crescita stupefacente e destinato a durare ancora per molto

BLOG
La praticità e la buona qualità rendono attraente la macchina per farsi un caffè espresso

Rassegna prodotti

Salumi
I pareri di Coop Nordest e Iperal, il reparto di Auchan

La tradizione è il driver del mercato, che cresce, quando il gusto è abbinato alla convenienza

Rassegna prodotti

Articoli scrittura
I pareri di Esselunga, Sma e la Feltrinelli

Rassegna prodotti

Coop offre un nuovo look per la propria linea Solidal

All'interno del piano di revisione di tutte le linee di prodotto a marca privata, Coop ha rivisto l'immagine del brand e del packaging system Solidal ossia la gamma di prodotti provenienti dal commercio equo e solidale.
Advance Brand Appeal è la società che ha disegnato il restyling del nuovo logo, ora racchiuso all'interno di un rettangolo, con l'obiettivo di evidenziare, con più efficacia, le finalità etico-commerciali della linea Coop. Questo segno, già presente nella precedente versione, ora acquisisce una nuova importanza e aiuta nel rafforzamento dei valori etici che stanno alla base del commercio Fairtrade. Il trattamento grafico, che ricorda un marchio a fuoco o un timbro, è stato realizzato per associarsi ai concetti di trasporto e di originalità: Solidal è inteso come un sigillo di garanzia dell'autenticità dei prodotti.

Pack system
A livello di pack system è stato mantenuto il codice cromatico marrone, rafforzato però da un tono più scuro e più esotico. Questa nuova tinta comunica sicurezza e senso di protezione, creando associazioni con il legno, il mattone, quindi il focolare e la terra. Le immagini fotografiche prodotte per la comunicazione sui packaging, sono strutturate in modo che il prodotto principale emerga in primo piano a colori, dal fondo in bianco e nero sottostante. Tutti gli elementi presenti negli scatti fotografici (sfondi, contenitori e decori) sono stati scelti per comunicare l'autenticità dei luoghi di provenienza e quindi dell'offerta.

La linea Solidal
Coop ha posto al suo interno solo prodotti provenienti da commercio equo-solidale. Ogni cibo o manufatto viene acquistato nei Paesi meno sviluppati, e garantisce un aiuto economico concreto ai produttori. Il logo TransFair/Fairtrade assicura la piena aderenza alle norme del commercio equo-solidale.

Sainsbury’s a Londra

Interdis e Conad lavori in corso per un futuro insieme

La collaborazione tra Conad Interdis e Rewe all’interno di Sicon, cominciata a inizio 2007 in scadenza a fine 2011, si sta interrogando sul suo futuro, alla ricerca di nuove opportunità di crescita, come ha sottolineato Francesco Pugliese, direttore generale di Conad, nell’intervista rilasciata a Gdoweek (numero 36, 11 ottobre).

Format, assortimenti, logistica
In quest’ottica, Paolo Barberini, presidente di Interdis -5.492 milioni di euro il fatturato nel 2009- afferma: “Il Consiglio di Amministrazione di Interdis ha deciso di aprire a breve un tavolo di confronto paritario per individuare la strategia di sviluppo più efficace. Porteremo le nostre idee, così come discuteremo le proposte evolutive di Conad. Siamo interessati a proseguire l’alleanza, perché crediamo nella forza dei numeri e della qualità che possiamo sviluppare. L’accordo con finalità negoziali è una condizione necessaria, ma di per sé non sufficiente. Il confronto verterà, quindi, su temi strategici come format, assortimenti, logistica e centri decisionali, sempre nel rispetto delle specificità di ogni singola realtà territoriale ed imprenditoriale. Al momento nessuna opzione è esclusa”.

Il futuro dipende dalla condivisione strategica
In altre parole, la modalità per scrivere il futuro dipenderà dal grado di condivisione dei rispettivi orientamenti strategici. La volontà di Interdis è di valorizzare, anche attraverso una soluzione condivisa, i propri punti di forza e le specificità che, da sempre, la contraddistinguono, vale a dire presenza sul territorio nazionale con 2.735 pdv (di cui 2.684 al dettaglio e i restanti 51 all’ingrosso) presenti in 18 regioni italiane su 20 totali (attualmente non sono presidiate Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige ), vocazione alla prossimità e capacità di creare valore attraverso le carte fedeltà e il servizio al cliente finale.

Sicon è seconda in Italia
Oggi Sicon rappresenta una quota di mercato del 16,3% (fonte Nielsen, GNLC Luglio 2010) e si configura come la seconda forza nel panorama della gdo italiana, con oltre 5 punti percentuali in più rispetto alla terza posizione.

Prima infanzia, il parere di Maiorana (C3), l’assortimento di Carrefour, Panorama e Ipercoop

Tradizionale senza essere immobile, innovativo, ma
aderente a canoni di prodotto e comunicativi ben
consolidati: il mercato del baby food vive una realtà
fatta di brand che hanno fatto la storia dell'industria
alimentare italiana, ma obbligati a proporre un'innovazione
costante per attirare i consumatori. Così,
dopo la rivoluzione che ha portato in modo più
massiccio il baby food dallo specializzato alla gdo, questo
comparto si è appropriato di logiche di prodotto e comunicazionali
comuni ad altri mercati del Lcc. Tutto questo si
riflette sull'offerta nel pdv: segmentazione per destinazione
d'uso più puntuale, maggiore attenzione a pack e formati
per enfatizzare la novità, senza stravolgere il messaggio
tradizionale, che chiede qualità e rassicurazioni.

Interviene
C3, Maiorana

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Prima infanzia, il parere di Maiorana (C3), l’assortimento di Carrefour, Panorama e Ipercoop
Mercato | Gdoweek | 4 ottobre 2010 |

Ricotta, I pareri di Simply Sma e Despar

Formaggio “non formaggio”, capace di intercettare
la domanda degli italiani per la sua
freschezza, per la sua versatilità, per il suo
ridotto contenuto di grassi e per il prezzo
euro/kg più basso di tutto il panorama caseario.
La ricotta sembra essere il prodotto
giusto nel periodo giusto: per questo il mercato,
soprattutto quello a libero servizio, cresce a volume
con tassi intorno al 5%, incentivato dalle aziende
produttrici che stanno innovando in termini di prodotto
e pack, spingendo la monoporzione in un'ottica di
servizio. Un fenomeno che si sta riflettendo anche
sugli spazi dedicati nel pdv, che spaziando da Nord
a Sud mostrano differenti ampiezze anche su base
regionale a causa di una tradizione di consumo più o
meno forte. Ora, l'attenzione di tutti i retailer è puntata
sul bio, che offre buoni spazi di crescita soprattutto in
un panorama caseario fresco che ha offerto segnali inquietanti
al consumatore (vedi mozzarella blu) e sulla
volontà di destagionalizzare le vendite (20% tra Natale
e Pasqua), slegando almeno un po' la ricotta dalla sua
funzione di ingrediente per le preparazioni regionali e
dandogli il valore e il contenuto valoriale adatto per
poter camminare con le sue gambe.

Intervengono
Simply Sma, Luca Cattaneo
Despar, Massimo Riezzo

Segue un'analisi di Marilena Colussi
GPF

I consumatori vogliono
più informazioni e garanzie:
la ricotta è pronta per fare
un salto di immagine

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Ricotta, I pareri di Simply Sma e Despar
Mercato | Gdoweek | 6 settembre 2010 |

Yogurt salute, i pareri di Sisa Sicilia e Selex

l mercato dello yogurt accelera nel segmento salute,
che attualmente vale circa il 30% del totale mercato
e deve la sua costante crescita all'innovazione dei
maggiori competitor e al supporto pubblicitario.
I dati Nielsen mostrano una progressione sia nel numero
delle famiglie acquirenti sia nelle vendite a volume.
Il calo del potere d'acquisto delle famiglie si è, però,
fatto sentire: la spesa media è passata da 38,77 euro del
2008 ai 34,30 euro del 2010, mentre il numero medio di atti
d'acquisto è rimasto sostanzialmente inalterato da 8,6 a
8,2 l'anno. La diminuzione del mercato a valore è imputabile,
in particolare, all'elevato tasso promozionale, che ha
interessato il 32% delle vendite. Una politica seguita dalla
gdo anche per le private label, che comunque accrescono
la loro forza competitiva rispetto ai leader di mercato.

Intervengono
Sisa Sicilia, Vito Petitto
Selex, Filippo Capellupo

Segue un'analisi Nielsen con intervista a Maria Francesca Cuomo:
Il mercato continua a mostrarsi in buona salute,
ma i margini sono in deciso calo
 

e infine l'analisi delle opinioni dei consumatori sul web da parte di
We Are Social
Yogurt, la relazione è più
dinamica se i brand si “aprono”

e Flavia Rubino di the talking village

Gli yogurt funzionali?
“Fingo di credere
che facciano bene”.
E li compro the talking village

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Yogurt salute, i pareri di Sisa Sicilia e Selex
Mercato | Gdoweek | 6 settembre 2010 |

Ammorbidenti, la corsa alla novità si fa dura

Un mercato che vede le multinazionali combattersi
a colpi di novità nelle formulazioni
e nelle prestazioni, e che punta sulla sostenibilità
ambientale come proprio driver
di sviluppo. I dati IRI riguardanti il mercato
degli ammorbidenti vedono un andamento
divaricato tra volumi e valori, ma l'apparente
contraddizione si spiega se si considerano due fattori:
il primo è che il consumatore è disposto a riconoscere
prezzi maggiori in cambio di maggiori prestazioni,
anche emozionali, visto che l'ammorbidente è spesso
visto non solo come un prodotto per la cura dei tessuti,
ma quasi come un componente cosmetico, che
rendendo i capi più soffici dà benessere alla pelle. Il
secondo è che, anche negli ammorbidenti, la tendenza
è quella, molto evidente nei detersivi, di concentrare i
principi attivi, riducendo l'ingombro, e quindi l'impatto
ambientale, delle confezioni. Così i volumi venduti
si riducono, ma non i consumi reali, intendendo con
l'espressione il numero di lavaggi effettuati con l'aggiunta
di un ammorbidente. Esiste poi anche una terza spiegazione,
empiricamente rilevata dalla nostre rilevazioni a
scaffale, ma ne parliamo poco più avanti.

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Ammorbidenti, la corsa alla novità si fa dura
Mercato | Gdoweek | 4 ottobre 2010 |

Ortofrutta di IV gamma

La ripresa del mercato della IV gamma nel suo
complesso è confermata dai numeri di Nielsen:
nell'anno terminante a maggio 2010, le famiglie
acquirenti sono salite a oltre 15 milioni contro le
14,6 milioni dello stesso periodo 2009.
Anche gli acquisti in volume hanno registrato la
stessa dinamica. Flette, invece, la spesa media, che sfiora
i 26 euro l'anno, mentre è stazionario il numero medio degli
atti di acquisto nell'anno, attualmente di poco superiore ai
12. Il profilo socio-demografico dell'acquirente tratteggia
il target più importante: famiglie fino a tre componenti,
residenti nelle regioni settentrionali e centrali (al Sud esiste
ancora un gap rilevante), giovani, lavoratori e con una scolarità
alta del capofamiglia: tutte circostanze che favoriscono
l'affermazione di un prodotto servizio qual è quello delle
verdure di IV gamma.
In un certo senso, questi prodotti hanno operato un
cambiamento culturale epocale nella percezione dei consumatori,
tanto che “pescare” con tranquillità nel banco
refrigerato delle buste è divenuto un gesto quotidiano della
spesa.

Intervengono
Coop, Marco Maferrari
Realco (Sigma),
Massimiliano Moretti

l'assortimento in Conad
ed Esselunga

Segue un'analisi di Nielsen con intervista a Maria Francesca Cuomo
La competizione è sempre più
tra l'industria di marca e la private label

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Ortofrutta di IV gamma
Mercato | Gdoweek | 6 settembre 2010 |

Frutta fresca, i pareri di Finiper, Unicom (Selex) e Simply

In un settore notoriamente unbranded, nel quale i casi
di successo negli anni scorsi potevano contarsi sulle
dita di una mano -si pensi ai frutti esotici e alle mele-,
ora è la marca a bussare con decisione alle porte del
mercato, anche per frutta e verdura di “I gamma”. La
marca si vuole porre come garante della bontà del
prodotto, facendo leva sul suo know-how consolidato,
grazie all'offerta di plus qualitativi in termini di provenienza,
sicurezza e qualità, in modo da sganciare il mercato da una
logica di prezzo, ma non solo, anche di superare tutte le perplessità
che il consumatore ha quando si avvicina a questo
reparto all'interno della gdo.
I retailer, in maniera più o meno compatta, rifiutano l'approdo
dei brand nel comparto, che anzi deve rimanere unbranded
per non cadere in logiche che possono sfuggire al controllo.
Compito difficile, quindi, quello delle aziende di marca, che
si trovano a dovere investire in un mercato nel quale decenni
di offerta unbranded hanno spinto i consumatori a legarsi
all'insegna come fiduciario della qualità dell'offerta. Anzi, in
determinati casi le catene hanno deciso di agire a monte della
filiera, cercando di instaurare un rapporto più stretto con
alcuni fornitori, che si estende fino a pianificare la produzione
in campo secondo le esigenze della catena.

Intervengono
Finiper, Alberto Carpisa
Unicom, Vittorio Gheller
Simply Sma, Marco Brambilla

Segue un'analisi GPF di Marilena Colussi:
Il consumo di frutta
è in diminuzione,
ma i prodotti di marca
sono in crescita

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Frutta fresca, i pareri di Finiper, Unicom (Selex) e Simply
Mercato | Gdoweek | 4 ottobre 2010 |

Crai torna in pubblicità Tv

Da domenica 14 novembre Crai torna in TV sulle reti Mediaset e sulla Televisione Svizzera RS1, con una storia semplice, ma divertente firmata da Roberto Gariboldi dell’agenzia Gariboldi & Associati, con la regia di Carlo A. Sigon.

Protagonista del racconto le parole e le note di “Vengo alla Crai”, un brano molto orecchiabile e facile da ricordare, composto appositamente per la campagna, che spiega i plus -gusto, convenienza, prodotti a marchio, cordialità, vicinanza, cortesia e familiarità- con i quali la catena mira a imporsi come leader qualitativo del mercato di vicinato.

La campagna andrà in onda fino ai primi di dicembre, e sarà programmata anche nel 2011.

Fnac sta per lanciare in Spagna un nuovo format Express store

Fnac, la catena che vende entertainment ed elettronica di consumo, fra pochi giorni lancerà un nuovo Express store destinato a stazioni ferroviarie e aeroporti. Il primo negozio sarà inaugurato in Spagna a Valencia presso la stazione Ave dei treni ad alta velocità.
La superficie sarà di 200 mq, quindi molto più contenuta rispetto ai 2.000 mq che costituiscono la superficie media degli store attualmente funzionanti in Spagna.
Il piano prevede che entro il 2015 i Fnac Express store siano una ventina.

Nuove cariche in McArthurGlen

Roberto Meneghesso è il nuovo Country Manager per l'Italia di McArthurGlen, mentre Clara Petrone è la nuova Regional Marketing Manager per il sud Europa.

Roberto Meneghesso era direttore operativo per l'Italia di UniEuro (Dixon Store Group), dove era responsabile della gestione di 100 negozi e 2.600 impiegati. In precedenza,  ha lavorato per il Gruppo Metro; come Direttore della Divisione Ipermercati per Rewe e per Elite Electronics.

Clara Petrone occupava la posizione di Direttore Marketing di Branded Apparel Italia. 
Il nostro Paese è un mercato chiave per McArthurGlen.
I 5 Outlet McArthurGlen in Italia sono visitati ogni anno da circa 12,5 milioni di persone.

Fermi informatici: le aziende italiane perdono ogni anno 34mila euro

Le organizzazioni italiane perderebbero ogni anno complessivamente oltre 425 milioni di euro a causa di inefficienti piani e strumenti di ripristino della normale operatività in caso di interruzione dei servizi IT. CA Technologies ritiene che gran parte di questo costo, a carico dell'azienda e dell'economia nazionale, potrebbe essere evitato con l'adozione di migliori strategie di data protection incentrate sulla celerità di recupero dei dati.

Lo studio “Avoidable Cost of Downtime 2010”, commissionato da CA Technologies e condotto da Coleman Parkes su 1.808 organizzazioni in 11 Paesi europei (di cui 201 in Italia), rivela che un'impresa italiana è mediamente soggetta ogni anno a 11 ore di fermo dei sistemi informatici, che ammontano a oltre 140.000 ore per il totale delle realtà aziendali delle dimensioni e dei settori presi in considerazione dall'analisi.

La situazione in Italia

Fra i Paesi esaminati, le società che hanno registrato la media più elevata in termini di impatto negativo sui ricavi causato dal fuori servizio dell'IT sono state quelle francesi con quasi 500.000 euro all'anno, mentre l'Italia si è posizionata all'altro capo della classifica, con poco meno di 34.000 euro annuali.
Lo spaccato italiano rilevato dall'indagine presenta alcune caratteristiche interessanti, per le quali sono ipotizzabili alcune possibili spiegazioni. In Italia la percentuale di piccole (50-99 dipendenti) e medie (100-249 dipendenti) imprese è più elevata rispetto agli altri Paesi e il loro livello di adozione dei sistemi IT che svolgono un ruolo importante per i processi di business è molto contenuto. Tale particolarità potrebbe spiegare come mai l'impatto finanziario del fuori servizio IT sui ricavi risulti inferiore rispetto agli altri Paesi analizzati dall'indagine.

Un altro aspetto da considerare per spiegare il dato italiano è che non sempre le Pmimisurano l'impatto dei fuori servizio dell'IT sui ricavi, motivo per cui hanno una ridotta percezione dei rischi reali. Il valore medio del danno è sicuramente più alto di quello emerso dall'indagine, ma gli intervistati non sono in grado di quantificarlo, se non quando si presenta una situazione drammatica.

Piano di disaster recovery

In realtà, con il crescere della dipendenza delle organizzazioni italiane dai sistemi informatici, è lecito prevedere un evolversi della situazione a seguito dell'introduzione di nuove norme e dell'esigenza di una maggiore competitività. A quel punto, il ripristino della normale operatività in caso di interruzione dei servizi IT, reso possibile mediante un efficace piano di disaster recovery, assumerà un'importanza sempre più cruciale.
“Nell'attuale congiuntura economica, un buon funzionamento dell'IT si rivela fondamentale per molte organizzazioni perché qualsiasi degrado del servizio va non soltanto a incidere sulla produttività dei lavoratori, ma può produrre anche un danno d'immagine il cui effetto potrebbe essere ancor più grave -afferma Gianpaolo Sticotti, Channel Sales Manager per la business unit Recovery Management & Data Modelling Customer Solutions di CA Technologies-. In un momento in cui le aziende dipendono in misura sempre maggiore dai servizi on-line per generare ricavi o fornire un canale essenziale di comunicazione con i clienti, la ricaduta finanziaria dei 'fuori servizio' informatico diviene una questione cruciale”.

Strategia di Gap per l’Italia, ne parla Stephen Sunnucks presidente europeo

Gap sta puntando ad un posizionamento
più alto in Italia rispetto al
mercato americano?

La nostra filosofia resterà la stessa in
tutto il mondo, ma con una spiccata
attenzione ai gusti locali. A livello tecnico,
Gap e Banana Republic hanno entrambi
un team di designer per la distribuzione
mondiale. Abbiamo anche un team di
design più piccolo, a New York, che
ha il compito di aggiungere alle linee di
base prodotti selezionati a seconda della
località, ad esempio il cashmere al quale
i clienti in Europa rispondono meglio che
in Nord America. Infine, team di marketing
locali apportano modifiche ancora
più specifiche in funzione delle taglie e
gusti del luogo in cui siamo presenti.

Per questo motivo avete deciso di
iniziare la vostra attività in Italia con
una collaborazione con Valentino?


Non è la prima volta che collaboriamo
con altri designer, a cominciare dal 2006
quando abbiamo lanciato la linea di Roland
Mouret
per arrivare alle partnership
con Stella McCartney, Pierre Hardy,
Colette
e altri. Per il lancio di Milano,
vogliamo un nome simbolo della ricca
tradizione della moda italiana. Non posso
dare anticipazioni sulla collezione, ma
posso dire che il mix tra la semplicità
di Gap e la femminilità di Valentino sarà
irresistibile. Abbiamo, inoltre, collaborato
con Corso Como per una collezione di
Tshirt e borse.

Quali sono le vostre strategie per
contrastare la concorrenza di altre
catene già presenti in Italia, come
H&M e Zara? Intendete rivolgervi
agli stessi consumatori?

Siamo fiduciosi che i nostri marchi si
distingueranno dagli altri e abbiamo già
avuto dei riscontri incoraggianti a Milano,
in particolare per quanto riguarda Gap, il
brand più riconosciuto a livello mondiale.
Inoltre, considerata la dominanza del denim
nel mercato italiano, siamo certi che
ci sarà una risposta positiva per la nostra
collezione 1969 Premium Jean. Anche le
nostre linee per bambini e neonati hanno
un ottimo potenziale.

Parliamo di prezzi. Ritenete che saranno
paragonabili a quelli negli
Stati Uniti oppure più alti?

Sui prezzi adottiamo un approccio competitivo,
ovvero non lo convertiamo semplicemente
dal dollaro alle valute locali,
ma puntiamo ad essere competitivi nel
mercato in cui ci troviamo per offrire un
buon rapporto qualità prezzo.

Quali sono i vostri obiettivi in Italia,
in termini di numero di negozi, vendite
e diversificazione geografica?

Non abbiamo stabilito un numero di
negozi in Italia, ma puntiamo ad entrare
in questo mercato con una strategia differenziata:
negozi classici full price con i
due brand Gap e Banana Republic, online
e outlet. L'approdo in Italia è importante
per due ragioni: primo, questo Paese ha
una cultura dello shopping consolidata,
le città hanno al loro interno bellissimi
centri storici, sono circondate da shopping
center all'esterno e da outlet ancora
più lontani. Secondo, l'ingresso in Italia
apre le porte allo sviluppo nel resto
dell'Europa Occidentale.

A proposito di sviluppo territoriale,
a Roma per il 2011 è già in progetto
un'apertura, ma quali altre città state
considerando?

Stiamo lavorando su diverse aree a Firenze,
Bologna e Torino, oltre a Roma,
dove i nostri piani non sono stati ancora
annunciati ufficialmente.

Offrirete anche ai consumatori italiani
la possibilità di comprare online,
come già accade in altri Paesi
europei?

Ad agosto, abbiamo lanciato i nostri siti
dedicati Gap.eu e BananaRepublic.eu,
i cui prezzi attualmente sono in sterline
britanniche; entro la fine di ottobre, offriremo
la consegna a nove nuovi Paesi
europei -Italia, Belgio, Danimarca, Francia,
Germania, Olanda, Irlanda, Spagna e
Svezia- a conferma della strategicità del
canale.

Esselunga è il Retailer of the year Italy 2010

Esselunga

I giudizi espressi raccolti da Q&A Research & Consultancy su 145 catene di negozi, suddivise in 21 categorie, evidenziano un voto medio finale al mondo del retail che passa dal 6,4 del 2009 al 6,9 del 2010.
Anche in questa terza edizione del premio Retailer of the Year i consumatori hanno votato online la loro catena di negozi preferita giudicando aspetti fondamentali del mondo del retail quali, rapporto qualità-prezzo, livello dei prezzi, promozioni e offerte, assortimento, rinnovamento, servizio, preparazione e cortesia del personale e atmosfera degli store.
In netto aumento il numero di giudizi espressi passando dai 100mila dell'anno scorso ai 175mila di quest'anno.
All'edizione di quest'anno hanno collaborato  Gdoweek e Mark Up, oltre a Corio, TNT Post e Metro.

Il consumatore italiano spenderà di più nel 2011

I risultati dell'indagine Shopper condotta dalla Q&A Research & Consultancy mostrano chiaramente che tre quarti dei consumatori italiani prevede per il 2011 una spesa pari al 2010 o addirittura superiore. Le categorie nelle quali il consumatore prevede di spendere di più sono Erboristeria, Moda Bimbo-Prima Infanzia e Libri e Riviste. Una tendenza opposta si registra invece per le categorie Arredamenti, Informatica e Ottica per le quali il consumatore prevede di destinare di meno.

Mancanza di preparazione del personale
Ecco che cosa disturba di più il consumatore: la scarsa preparazione del personale. A seguire, l'aspetto che lo disturba di più è l'affollamento nei centri commerciali negli orari di apertura serale o nei weekend.
Secondo i dati del sondaggio gli altri aspetti sui quali il consumatore invita i retailer a intervenire per l'anno in corso sono la riduzione dei prezzi e il miglioramento delle promozioni e delle offerte.

I vincitori per categoria

Quest'anno sono state 20 le categorie in cui si è proclamato un vincitore. I vincitori di Retailer of the Year Italy 2010 sono:

 

Arredamenti

IKEA

Articoli Sportivi

Decathlon

Borse e Accessori

Carpisa

Calzature

Pittarello Calzature

CD, DVD &
Videogiochi

Media World

Elettronica

Media World

Erboristeria

Bottega Verde

Fai-da-Te

Leroy Merlin

Giocattoli

Toys Center

Grandi Magazzini

IKEA

Informatica

Media World

Intimo e Lingerie

Tezenis

Libri e Riviste

Le Feltrinelli

Moda Bimbo e Prima
Infanzia

Oviesse

Moda Donna

Oviesse

Moda Uomo

Coin

Ottica

Salmoiraghi Vigano

Profumeria

Limoni

Ristorazione/Fast
Food

McDonald's

Supermercati

Esselunga

Telefonia

Media World

Aperto il primo monomarca Bose in Italia

Aperto il 6 novembre, 150 mq,  è il primo monomarca Bose in Italia, dato che viene dopo i 5 shop inseriti in outlet e il pdv dell'areoporto di Venezia.  Gli outlet sono quelli di Barberino, Serravalle, Castel Romano, Rodengo Saviano e Fidenza Village. A differenza di questi, lo store di Milano non vende prodotti ricondizionati provenienti da esposizioni a prezzo scontato, bensì vende prodotti nuovi full price, da vedere e toccare, e soprattutto esperienze di ascolto home video in ambienti appositamente messi a punto, fra cui una saletta da 8 posti, tra l'altro direttamente visibile anche fronte strada.
Si tratta di un experience store realizzato sulla scorta di quelli già esistenti in Gran Bretagna e Germania, dove il personale particolarmente addestrato sull'esperienza d'ascolto è in grado anche di offrire consulenza sulla sistemazione ottimale dei componenti in funzione delle caratteristiche audio del proprio ambiente domestico.

Video: come si rinnova Corso Vittorio Emanuele

Marks & Spencer Westfield, Londra in video

Molo 8.44, shopping center con terrazze

Peck, nuova compagine societaria

Il copione era già scritto da tempo, perché Lino Stoppani, il più giovane dei quattro fratelli che gestiscono Peck, il tempio della gastronomia milanese, non aveva mai negato che alla sua azienda si stavano interessando fondi di private equity e imprenditori del settore. Si era parlato a suo tempo addirittura di Fauchon, e a questo proposito Lino Stoppani aveva dichiarato a Gdoweek che Peck non invidiava la qualità dei prodotti del retailer francese, mentre questi inviava a Peck l'eccellenza dei bilanci.

I nuovi soci
Ora però è venuto il tempo del passaggio di mano, che sarà graduale e avverrà in questa prima fase con la fuoruscita dell'azienda di Mario e Remo Stoppani, mentre Angelo, suo figlio Mauro e Lino rimarranno in veste di amministratori.
Nella società a partire dal 1°gennaio entrano Cristian Cantaluppi, che da anni si occupa di ristorazione top e Luca Monica, che si occupa di fornitura alimentare a ristoranti e  gastronomie di alto livello. Sono quindi entrati, con quote e a un prezzo non resi noti, due addetti ai lavori né poteva essere diversamente: il posizionamento di prezzo di Peck è talmente elevato rispetto agli standard che si giustifica solo con una qualità sempre all'eccellenza. Qualsiasi compromesso comporterebbe inevitabilmente un decadimento dell'immagine. 

Video: Peck, il riferimento nel gourmet food

Intervista a Neil Nugent executive chef di Waitrose

“Faccio un lavoro molto interessante e divertente:
in team con altri quattro chef
creiamo nuovi piatti, che testiamo e valutiamo
ed eventualmente inseriamo nelle diverse linee
a marchio di Waitrose. Un solo obiettivo: soddisfare
le esigenze del consumatore, unico
punto di riferimento nelle strategie della nostra
azienda”. Parole chiare, quelle di Neil Nugent,
executive chef di Waitrose, con le quali il manager
ha spiegato l'approccio del retailer inglese
verso i piatti pronti, improntato all'innovazione,
che nasce dai distributori e dove i fornitori sono,
a tutti gli effetti, partner.
Nel corso del convegno (scarica gli atti del convegno): Il gusto della sostenibilità,
consumatore e piatti pronti. Strategie e
politiche future finalizzate al miglioramento del
valore della categoria
, organizzato da Gdoweek
e Mark Up testate del Gruppo 24 Ore,
in collaborazione con Medusa (Gruppo Regnoli),
Gdoweek lo ha intervistato per capire
come l'abbinamento di creatività e focalizzazione
sul consumatore permetta il lancio di nuove
linee di Pl nel segmento dei piatti pronti. “In
quest'area, abbiamo un portafoglio ampio di
private label, destinato a crescere. -precisa
Nugent-. Del resto, i piatti pronti hanno una
quota pari al 5,3% contro il 3,9 del grocery. Per
questo, alle linee standard, tra cui Essential,
firma chiave del 2009, sono state aggiunte altre
gamme quali Menù, la nuova linea premium
appena lanciata, Heston, gamma firmata da
uno degli chef più innovativi del momento.
Inoltre, Seriously e Dutchy Originals, che propone
piatti tipici della tradizione inglese rivisti
con ingredienti bio per renderla un brand bio
premium. Al di là delle singole differenze, tutte
hanno un obiettivo comune: portare il ristorante
a casa dei consumatori, con prodotti di qualità,
sostenibili e caratterizzati da un corretto rapporto
qualità/prezzo. Del resto, agli inglesi i piatti
pronti piacciono: parliamo di un mercato che,
a livello nazionale, ha un valore di circa 1,9 miliardi
di sterline l'anno grazie alla vendita di 913
milioni di prodotti. Significa che l'89% della
popolazione compra questo genere di prodotti
perché sono buoni, di qualità, hanno un prezzo
corretto e, soprattutto di fidano di Waitrose. Il
nostro ruolo di retailer innovativi, quindi, è quello
di proporre delle soluzioni di pasto veloci,
gustose, non troppo semplici da poter essere
preparate direttamente in casa, con bassi contenuti di sale e zucchero, che possano essere consumate da tutta la famiglia insieme. Insomma, devono essere prodotti appealing in linea con le scelte e le richieste di quando si è al ristorante, ma con un occhio al portafoglio, visto la situazione economica difficile”, spiega Nugent.

Molti sforzi di Waitrose sembrerebbero indicare il desiderio di posizionarsi come insegna di riferimento di questo segmento di mercato. L'eventuale acquisizione di E.A.T. va in questo senso?

Sì e no. Sì perché siamo determinati proseguire su questa strada. No, perché non acquisiremo E.A.T: preferendo sviluppare operazioni con la firma Waitrose anche in partenership con altri retailer.

Qualche anticipazione?

Abbiamo stipulato un accordo con Boots che prevede la gestione Waitrose di tutta l'area di take-away già presente nella catena: un vantaggio per entrambi, loro category killer nel segmento drugstore-farmacie noi nel food take-away. Inoltre, sempre in quest'ottica, intendiamo rafforzare lo sviluppo del nostro format convenience di piccole dimensioni, caratterizzandolo in maniera ancora più evidente con un'ampia offerta ampia di piatti pronti.

Parliamo di come nascono i vostri nuovi piatti e menù. Qual è il processo che porta un'idea sullo scaffale?

Il processo di innovazione di Waitrose prevede che la creatività sia interna: i fornitori vengono coinvolti soltanto dopo che tutti i passi per la definizione dei prodotti e delle nuove ricette sono stati testati dalla squadra di chef interni, che definiscono tutti i parametri tenendo conto della normativa, della qualità degli ingredienti, della loro sostenibilità e delle nuove istanze dei consumatori. Solo dopo questa fase, inizia la ricerca del fornitore partner, prescelto per la sua capacità di preparare correttamente i piatti.

Quanto dura, solitamente, questo processo creativo?

Dai 6 ai 12 mesi, dall'idea del nuovo piatto fino alla sua immissione a scaffale. Al momento, stiamo lavorando a una nuova linea di prodotti salutisti, un'area destinata a diventare sempre più rilevante nei prossimi anni: lo sforzo è quello di ottenere un perfetto equilibrio tra il rispetto dei criteri nutritivi e il gusto. La ricerca e la definizione dei prodotti hanno richiesto circa 3 mesi di lavoro, più altri 6 per trovare i fornitori adatti, fare test insieme, trovare i giusti elementi: i prodotti saranno a scaffale a breve, entro la fine dell'anno.

In questo processo, quanto conta la scelta degli ingredienti? Soprattutto a chi spetta la scelta?

Gli ingredienti sono tutti prodotti nel Regno Unito e attentamente controllati: del resto, noi abbiamo relazioni dirette con allevatori che lavorano solo per noi, secondo i nostri standard, dai quali compriamo frutta, verdura, carni, sapendo che prestano grande attenzione alla sostenibilità. Così, se una verdura non può garantire una filiera sostenibile, non viene usata nelle nostre preparazioni.

Non si corre, però il rischio di perdere consumatori e vendite per mancanza di prodotto?

No. Il consumatore si fida di Waitrose e della sua qualità. Conosce bene le nostre scelte, apprezza i nostri prodotti, sa che può fidarsi. E noi vogliamo incrementare ancora di più questa fiducia. Certo, per alcuni settori può essere problematico.

Oltre a qualità e sostenibilità, anche il packaging rappresenta un elemento strategico dei vostri prodotti.

È vero. Si tratta di una sfida importante per due aspetti: da un lato, devono garantire la massima visibilità al prodotto in diversi formati; per questo, utilizziamo pack trasparenti, per sottolineare che non abbiamo niente da nascondere. Dall'altro, devono rispettare i concetti di riciclabilità, che fanno parte del nostro approccio alla sostenibilità. Sappiamo che tutte le nostre attività hanno un impatto ambientale importante e che lavorare su piccoli dettagli può fare la differenza. Infine, devono creare un forte impatto a livello di punto di vendita, come è evidente nella linea Menù, che gioca sui colori e sull'eleganza.

Quanto incidono tutti questi fattori sulla formazione del prezzo?

La sfida è quella di fornire la migliore qualità a un prezzo competitivo, ma non il meno caro.

Quali sono le cucine da cui traete maggiori spunti per la creazione dei vostri pronti pronti?

Accanto alle preparazioni di piatti tradizionali inglesi, che rappresentano il 32% della nostra offerta, due cucine importanti da cui traiamo ispirazione sono quella indiana, che ha un peso del 22%, e quella italiana, che ha un'incidenza del 19%. In questo caso, una delle proposte di maggiore successo è rappresentata dalle lasagne, che hanno una quota del 6%, per un valore di 141 milioni di sterline e delle quali offriamo sette diverse varietà. Una conferma del favore che incontra la vostra cucina presso i nostri consumatori.

Quali altri piatti della tradizione italiana proponete?
Soprattutto primi piatti, tra cui linguine e gnocchi, ma anche qualche secondo, come l'osso buco, anche se riadattato ai gusti nazionali, secondo uno stile anglo-italiano.

Le prossime sfide che intendete affrontare nell'ambito delle private label?

L'area della salute rappresenta una sfida che offre diverse opportunità. Siamo consapevoli della sempre maggiore diffusione di problemi come l'obesità e per questo vogliamo creare prodotti che mantengano la loro attrattività a livello di ricettazione e sapore, ma siano più naturali e caratterizzati da minori contenuti di sale, zucchero e grassi, con un apporto corretto di proteine e carboidrati.

State pensando anche a linee specifiche per bambini?

Non è una priorità, la realizzazione di una linea specifica, perché crediamo che sia importante proporre prodotti che possano essere consumati da tutta la famiglia insieme, a meno che non ci siano problemi specifici. Inoltre, si tratta di un mercato molto complesso anche dal punto di vista normativo e dei controlli e pensiamo sia più corretto lavorare sulla riduzione di alcuni ingredienti per contribuire alla diffusione di una sana alimentazione.

Neil Nugent di Waitrose parla in video

Waitrose e i convenience autostradali

Da maggio, Waitrose aprirà il suo primo pdv all'interno di stazioni di servizio autostradali sulla M40, cui ne seguirà un secondo sulla M25.

Entrambi gli store hanno una dimensione media di circa 240 mq.

L'operazione rientra nell'accordo di franchising che Waitrose ha siglato con Welcom Break, che possiede una rete di 24 pdv.

Parmalat e Kellogg’s, co-marketing da grandi numeri

L'abbinamento è evidente: il latte Parmalat e con i cereali Kellogg's per una prima colazione nutrizionalmente corretta. Altrettanto evidenti le sinergie fra le due aziende e i relativi mercati di riferimento sottolineato dal claim: Il benessere doppiamente buono. A supporto dell'iniziativa, all'interno degli store aderenti all'iniziativa, ci saranno isole promozionali dedicate, carrelli personalizzati e distribuzione di materiale promozionale. Inoltre la campagna comprenderà speciali promozioni in-store in più di 200 punti di vendita su tutti i prodotti dei brand coinvolti e dovrebbe portare alla commercializzazione di oltre 4 milioni di confezioni dei brand Kellogg Company, Kellogg's Coco Pops, Kellogg's Corn Flakes, e Kellogg's Special K e di oltre 30 milioni di bottiglie da un litro dei prodotti Parmalat venduti in abbinamento, il latte ad alta digeribilità della linea Zymil ed il latte Bontà e Linea.

Concorso a premi
In abbinamento all'iniziativa anche un concorso on pack. Acquistando una bottiglia di latte Parmalat da 1 litro della linea Zymil o Bontà e linea in abbinamento ad una confezione dei cereali Kellogg's aderenti alla campagna è possibile vincere ogni settimana una console Nintendo Wii completa di balance board e partecipare all'estrazione di due carnet di buoni shopping del valore di mille euro ciascuno.

Le due aziende
Kellog Company è leader mondiale nella produzione e commercializzazione di cereali pronti per la prima colazione e leader in USA nel mercato degli snacks e crackers. Nel 2009 il fatturato è stato di circa 13 miliardi di $ con 31.000 persone. Nel 1987 è stata costituita Kellogg Italia S.p.A. che nel 2009 ha sviluppato un fatturato di 187 milioni di euro con 130 persone.
Il Gruppo Parmalat è una delle poche multinazionali alimentari italiane, leader nella produzione e
distribuzione di latte e dei suoi derivati (yogurt, condimenti a base di panna, dessert e formaggi) e le bevande a base di frutta, che nel 2009 hanno generato ricavi per circa 4 miliardi di euro.
Lavorano in Parmalat 14 mila persone tra Europa, America, Africa e Australia. Il Gruppo è presente in 16 paesi con 68 stabilimenti produttivi e in 10 paesi con accordi di licenza.

Video tour Waitrose Westfield Londra

Carte di credito contro il sommerso

obbligo Pos

Un primato in Europa l'Italia ce l'ha e l'ha anche rafforzato; quello del peso del sommerso. Lo dice Visa Europe, che ha presentato i risultati di una ricerca sull’economia sommersa in Europa, e sull’incidenza di questo fenomeno sulla crescita del nostro Paese. Quanto emerso dallo studio commissionato  ad A.T. Kearney, ha permesso di individuare i settori coinvolti e i fattori che permetterebbero di diminuirne l’impatto sull’economia italiana. La ricerca, condotta in tutta Europa, oltre all’analisi degli indicatori chiave legati al tema, ha stimato scientificamente come i sistemi di pagamento elettronici possano arginare tale fenomeno.

Il primato negativo italiano
Con una percentuale di oltre 22 punti sul PIL totale, il sommerso in Italia raggiunge quota 335 miliardi di euro, in linea con i dati medi del resto d’Europa che misurano in 2.200 miliardi l’ammontare complessivo dell’economia nascosta a livello UE. Tuttavia l’Italia tra i primi 15 Paesi in UE risulta prima per percentuale di ‘sommerso’ rapportato al PIL, dato, questo, che la colloca ben lontano da Irlanda e Austria, in cima alla classifica dei mercati europei ‘trasparenti’ (13% e 9% rispettivamente). Gli ultimi 5 anni hanno visto dapprima una flessione dell’incidenza dei flussi dell’economia sommersa di tre punti percentuali sul totale del PIL italiano per lo più legata, nel triennio 2005-2008, al successo di alcune misure economiche. Il triennio successivo, 2008-2010, ha evidenziato invece una risalita dell’incidenza dell’economia nascosta sulla crescita italiana.

café Marks&Spencer e Asda

Sainsbury london

Conad del Tirreno: partnership con ADT per ridurre le differenze inventariali

Conad del Tirreno ha deciso ormai diversi anni fa di dotarsi di adeguate misure di sicurezza contro i furti, scegliendo un partner tecnologico versatile in grado di proporre il miglior livello di protezione per ciascuna categoria merceologica.

Conad inizia la sua attività negli anni '70: pochi anni dopo, Sensormatic® inizia a fornire i suoi sistemi di sicurezza supportando lo sviluppo della protezione nel mercato food con sistemi EAS in HF (alta frequenza), per poi proseguire negli anni in cui si sviluppa la modernizzazione della rete di vendita ('80 e '90) con la tecnologia elettromagnetica; in seguito, con la diffusione della tecnologia acusto-magnetica Ultra Max® il mercato e Conad del Tirreno si indirizzano decisamente su quest'ultima.

Oggi, con la crescente differenziazione di insegne e format, aumenta da parte del retailer anche il bisogno di controllo e contenimento dei furti. Secondo i dati forniti da diverse indagini condotte sui furti, le differenze inventariali continuano a rappresentare un indice preoccupante. Consapevole di questa realtà con la quale le aziende e il settore devono quotidianamente confrontarsi, ADT Fire & Security, parte del gruppo Tyco International, ha progettato una gamma completa di soluzioni antitaccheggio o di sorveglianza elettronica degli articoli (EAS), in grado di contrastare sempre più efficacemente il fenomeno associato all'aumento del taccheggio.

La linea Sensormatic comprende sistemi antitaccheggio e protezioni specifiche per i più svariati prodotti, oltre che prodotti di analisi flusso visitatori, store business intelligence e Rfid.

Tecnologia magneto-acustica

Conad del Tirreno, dopo aver operato una precisa scelta tecnologica verso la magneto-acustica Ultra Max, ha deciso di valutare per ogni punto di vendita la migliore configurazione a livello di antenne per proteggere i varchi cassa, piuttosto che gli ingressi e le uscite senza acquisti. Una risposta alle differenti esigenze di un punto di vendita: antenna Maxcalibur per un accesso al varco cassa agevole e pratico per il cliente, antenna Ultralane per i varchi diversamente abili e Ultraexit per gli ingressi e le uscite senza acquisti, in grado di coprire un varco fino a 2,40m.
Tutto ciò, non pregiudica la qualità di rilevazione che rimane elevata anche nelle peggiori condizioni di interferenza elettronica (es. presenza di metalli): dati confermati da ricerche indipendenti effettuate da organismi certificati.

Protezioni a più livelli
I rivenditori hanno oltretutto a disposizione validi strumenti di protezioni antitaccheggio a più livelli per prevenire i furti coprendo le esigenze di tutte le categorie merceologiche dei diversi reparti: dalle etichette adesive e ad inserimento/baionetta per il food, ai nuovi "collari" per bottiglie con sgancio superlock, e ancora etichette rigide con chiodo o con laccio.

In termini di recenti sviluppi tecnologici per il banco cassa, è da segnalare l'adozione di disattivatori con tecnologia acusto-magnetica integrati direttamente negli scanner, con un netto risparmio sui costi e un ulteriore miglioramento delle prestazioni.

Se la protezione dai furti rappresenta un imperativo per tutti i punti di vendita, per Conad lo è ancora di più, soprattutto all'interno di un ambiente di vendita in continuo cambiamento. Garantire al consumatore condizioni sicure nelle quali poter condurre acquisti è infatti un valore imprescindibile per mantenere elevati standard di qualità nel tipo di servizio offerto.
In questo, fare affidamento a fornitori quali ADT -abituati a fornire le soluzioni migliori e un'innovazione continua- significa ottenere risultati importanti: oggi il 95% dei punti di vendita di Conad del Tirreno con antitaccheggio, è protetto da impianti Sensormatic.

Bionatura, erboristeria ecologica

Scarica GdoweekM@il 40 2010

Allegati

Scarica GdoweekM@il 40 2010
Gdoweek | 8 novembre 2010 |

GDOWEEK 39 2010

editoriale
Alla voce donne i conti continuano a non tornare

gdoweek network

osservatorio
Mondi a confronto al Consumer & Retail Summit
Il gigante vs Lidl

il tavolo IDM-GDO
La Linea Verde e Codè Crai Ovest

intervista
Neil Nugent:“Un solo obiettivo: soddisfare il consumatore”

cover story
RISTORANDO

retail
Gap Inc. arriva a Milano. Intervista con Stephen Sunnucks, presidente Gap per l'Europa
Doppio impegno per Sma: ecologico e umanitario
La spesa alla spina conquista sempre più consumatori italiani
Tesco incrementa l'offerta servizi con i Finance Centre
Minimarket e gastronomie: sostenibilità dei canoni a rischio
Ethos Profumerie: servizio e marketing
Marketing per l'evoluzione della farmacia

sviluppo reti

industria
Coca-Cola HBC Italia riduce l'impatto ambientale
Casalinghi monouso al servizio dell'ambiente
Parmareggio, una marca competente e riconoscibile
La guerra di posizione di Beretta
Distintività Due Vittorie, aceto balsamico di Modena denso
Nuovi flagship store per il brand Bialetti
Gimi sviluppa il polo italiano dei prodotti per la cura del vestiario

nanotecnologie
Nanotecnologie, più piccola è la particella maggiore è la prudenza
Food pack: la ricerca avanza, le applicazioni meno

servizi
Teenager, elettronica di consumo e retailer: connessi, ma non troppo
L'innovazione di Artoni fa leva su Sap
Tecnologia al servizio del gusto
Furti nei pdv: il retail aumenta gli investimenti in sicurezza
Le card open loop sono un'opportunità per i retailer
Servizi su misura, know-how territoriale: i plus One Express

opinioni
Executive search: il talento conta, ma deve essere calato nella cultura aziendale
Brand … dite solo la verità! Se una marca ha qualcosa di vero e interessante da dirci ...

culture
Museo del pomodoro

L’evoluzione del bazar disegnata da Iper

Nuova partnership tra Bennet e Shell

È partita il primo novembre e durerà fino al gennaio 2011, l’iniziativa che Bennet -62 ipermercati e 39 gallerie commerciali- e Shell hanno pensato per garantire maggiore convenienza agli oltre 2.800.000 possessori di Carta Bennet Club.

In questo arco di tempo, i titolari possono effettuare il rifornimento presso 44 pdv Shell, situati nel Centro - Nord Italia all’interno dei centri commerciali con locomotiva Bennet o nelle immediate vicinanze, ottenendo uno sconto di alcuni centesimi sul prezzo applicato dalla pompa.

Ogni pompa è libera di applicare uno sconto diverso, in funzione del contesto competitivo.

Visibilità alla campagna
"Siamo lieti di annunciare un’altra partnership di successo, che ci permette di offrire ai nostri clienti e a quelli di Bennet servizi interessanti a prezzi sempre più competitivi", afferma Alessandro Orsini, Marketing Manager di Shell Italia.
Alla campagna verrà data ampia visibilità sia nelle stazioni Shell sia negli ipermercati e gallerie commerciali Bennet.

Shell è oggi uno dei principali investitori esteri nel settore dell’oil e gas in Italia, dove è presente con importanti attività nella ricerca e produzione di idrocarburi, oltre che con il progetto di sviluppo di un terminale di rigassificazione, la commercializzazione di prodotti petroliferi e gas naturale, una rete di 1.200 stazioni di servizio e partnership di rilevanza globale con campioni nazionali quali Ferrari e Ducati.

Soluzioni NCR per il punto cassa di Scarpe&Scarpe

Scarpe&Scarpe, brand leader in Italia nei settori calzature, pelletteria e abbigliamento sportivo e casual, sta implementando presso le nuove aperture in tutta Italia le casse assistite NCR RealPOS™ 21, attraverso il rivenditore autorizzato Gamba Bruno.

Scarpe&Scarpe sta vivendo una fase di forte espansione, con l'apertura di nuovi punti di vendita di grandi dimensioni all'interno di alcuni dei principali poli commerciali italiani. NCR RealPOS 21, è una soluzione per il punto cassa dal design compatto dotata di un display touchscreen resistente facile da usare e di un LCD ad alta luminosità che ne aumenta la visibilità. Scarpe&Scarpe ha scelto Gamba Bruno per la fornitura di questa soluzione come risultato dell'alto livello di affidabilità.

Assistenza alla clientela

“I nostri clienti meritano un'esperienza d'acquisto superiore grazie alla qualità elevata dei prodotti e servizi -spiega Guido Borra, IT manager di Scarpe&Scarpe-. Questo implica che il nostro staff deve assistere la clientela in modo rapido ed efficiente senza preoccuparsi della manutenzione delle macchine. Queste esigenze ci hanno portato a scegliere le soluzioni altamente affidabili di NCR presenti nel portfolio d'offerta di Gamba Bruno, che è, inoltre, in grado di garantire un servizio di assistenza multivendor di elevata qualità coerente con le nostre esigenze di business”.

Passaggio veloce in cassa

“Il tempo speso all'interno del punto vendita deve essere per le famiglie all'insegna del piacere e della spensieratezza con un passaggio in cassa sempre più rapido. Questo è quanto emerge dalle richieste del 54% degli italiani che hanno partecipato alla BuzzBack Market Research 2009 -afferma Stefano Dal Chiele, retail channel manager di NCR Italia-. Per i retailer come Scarpe&Scarpe il mantenimento di alti livelli di vendite e di loyalty dei propri clienti passa attraverso la scelta di partner tecnologici che comprendano e si adattino alle loro esigenze. NCR consente di adattarsi a tali richieste, fornendo soluzioni affidabili e resistenti che migliorano la shopping experience dei clienti”.

Il supporto tecnico

I livelli di servizio delle casse sono assicurati dal supporto tecnico di Gamba Bruno, presente su tutto il territorio nazionale e nelle isole. Questo include anche l'intervento tecnico soprattutto nei massimi momenti di affluenza, nei fine settimana e nei giorni non lavorativi, quando gli inconvenienti tecnici avvengono più frequentemente.

SUMMIT IMPRESE FUORI CASA

Mancano pochi giorni al grande evento di formazione organizzato dal Gruppo 24 Ore in collaborazione con Bargiornale, Pianetahotel, Ristoranti, Ristorazione Collettiva e Bar University.

Lunedì 8 novembre, presso la sede milanese di via Monte Rosa, andrà in scena il primo Summit delle imprese fuori casa: Progetto futuro - Le nuove sfide competitive per bar, alberghi, ristoranti e collettività.

Un programma ricco di appuntamenti. La giornata è strutturata in sessioni plenarie e i cosiddetti caffè letterari, incontri professionali in contemporanea, durante i quali i docenti di
Bar University, i consulenti della formazione più accreditati e pluripremiati professionisti del settore forniranno soluzioni immediate per migliorare la marginalità delle imprese.
Un taglio, dunque, utile e pratico e, soprattutto, un'impostazione informale per dare spazio alla discussione.

L'invito è esteso a tutti: gestori di bar, alberghi, ristoranti, collettività, manager della distribuzione e dell'industria.
Il consiglio è quello di affrettarsi a scegliere il caffè letterario che fa al caso proprio e compilare il coupon di adesione.  Il numero di posti è limitato!

Scarica il programma e il coupon d'iscrizione

Professionisti all'opera:
In particolare, da non perdere l'incontro della mattina (ore 12,15) dedicato alla valorizzazione dei cocktail a base di prodotti premium con la partecipazione di tre protagonisti del calibro di
Dario Comini del Nottingham Forest di Milano, 
Dom Costa del Liquid di Alassio e 
Leonardo Leuci del Jerry Thomas Project.
Nomi, che non hanno bisogno di presentazione.
Diretti da Stefano Nincevich, giornalista di Bargiornale, discuteranno di
cocktail dei pionieri e delle ultime tecniche di molecular mixology.

Un taglio decisamente più economico per l'incontro delle 14: rinnovare il bar - soluzioni su misura e formule di finanziamento commerciale.
Rossella De Stefano, caporedattore di Bargiornale, coordinerà il confronto, coadiuvata da Gianpietro Sacchi, designer, progettista d'interni; docente presso il POLI.design - Consorzio del Politecnico di Milano, e Luigi Rubinelli, direttore di Mark Up.

L'appuntamento delle 15 sarà dedicato alle nuove tecnologie e all'ergonomia per ottimizzare la marginalità dell'impresa. Ne parlano Oscar Cavallera, direttore Bar University,Ivano Peverelli, resp. Restaurant Division MICROS,Maurizio Orlando, ad Juicebar.
Coordina Andrea Mongilardi, giornalista di Bargiornale.

IN-FORMARE LA QUALITA’ DEL CIBO A CONVEGNO

In Calendario  il prossimo 3 novembre Milano il terzo appuntamento di IN-FORMARE - La qualità del cibo a convegno , un ciclo di giornate di studio dedicate a tecnologie e processi per garantire e gestire la sicurezza alimentare, leggi e normative, studi scientifici, innovazioni industriali e nuove tecnologie.
“Celiachia. Legislazione, scienza, tecnica e distribuzione dei prodotti per celiaci” si terrà presso il Centro di Formazione Golgi Redaelli, in via Bartolomeo d'Alviano 76.

Il corso è rivolto ai responsabili e addetti dell'Assicurazione Qualità delle aziende agroalimentari e Gdo, ai responsabili di Produzione, ai Responsabili Ricerca e Sviluppo, ai consulenti in sicurezza alimentare e, grazie al suo approccio multidisciplinare, trasferirà le basi per lo sviluppo e la produzione di alimenti senza glutine che rispettino le esigenze nutrizionali del consumatore celiaco, i requisiti fissati dalla normativa vigente, gli standard di certificazione volontaria.

L'agenda
Ore 9.15 Cos'è la celiachia? Aspetti clinici e patogenetici
Dottoressa Maria Teresa Bardella - Dipartimento di Scienze Mediche - Centro per la Prevenzione e la Diagnosi della Celiachia - Università degli Studi di Milano

Ore 9.50 Normativa cogente e sistemi di autocontrollo applicati in aziende di alimenti destinati ad un'alimentazione particolare
Dottoressa Serena Pironi - Tecnologa alimentare - Presidente Ordine dei Tecnologi Alimentari dell'Emilia Romagna, Toscana, Marche e Umbria

Ore 10.35 Improving the Texture and Nutritional Profile of Gluten Free Baked Goods
Dottoressa Juliette Maliska - Market Development Manager Bakery - National Starch Food Innovation

Ore 11.20 La determinazione delle proteine del glutine in alimenti
Professoressa Stefania Iametti - DiSMA - Università degli Studi di Milano

Ore 12.05 Kit analitici e metodiche di laboratorio
Dottoressa Ulrike Immer - R-Biopharm

Ore 12.50 Case History: “Come nasce un prodotto innovativo: la birra senza glutine del Birrificio Lodigiano
Giovanni Balderacchi - Birrificio Lodigiano

Ore 13.20 Degustazione birra e pranzo

Ore 14.20 Qualità nutrizionale della dieta di un gruppo di celiaci
Professoressa Nicoletta Pellegrini - Dipartimento di Sanità Pubblica - Sezione Igiene - Facoltà di Agraria - Università degli Studi di Parma

Ore 15.00 Il Prontuario AIC e la Spiga Barrata
Rossella Valmarana - Presidente Aic Lombardia - Dietista Dipartimento di Scienze Materno-Infantili - Università degli Studi di Milano

Ore 15.35 Produzione di alimenti gluten-free: aspetti tecnologici e ingredienti strategici
Professoressa Ambrogina Pagani - Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche - Facoltà di Agraria - Università degli Studi di Milano

Ore 16.20 Il consumatore celiaco e le valutazioni sensoriali dei prodotti senza glutine
Professoressa Ella Pagliarini - DiSTAM - Università degli Studi di Milano

Ore 16.45 Dibattito e chiusura lavori

La quota di partecipazione è di euro 245,00+Iva.

IN-FORMARE - La qualità del cibo a convegno terminerà il ciclo 2010 a dicembre, con il corso “Tecniche e processi innovativi per la qualità delle produzioni alimentari. Prototipi, impianti pilota, tecniche analitiche innovative”.

Per informazioni e iscrizioni:
OM editoria e comunicazione via Euripide 7 - 20145 Milano tel. 02 91534731, 320 0208080 - 328 3544479 http://www.ominrete.it/in-formare.html
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Consorzi agricoli con le mani in pasta: al via la Nuova Ghigi

Era il terzo pastificio italiano, dopo Barilla e Buitoni prima che negli anni Sessanta la produzione entrasse in crisi. Salvato dalla Gepi
all’epoca in cui si riteneva gisto che lo Stato si occupasse di
produzione alimentare (famoso il caso dei panettoni), nel 2007 un nuovo
stato di crisi lo aveva portato alla liquidazione.
Eppure il marchio Ghigi è ancora conosciuto e il know how
industriale è di prim’ordine: di qui un’insolita partnership tra
industria, nel caso specifico il Pastificio Amato, e Consorzi
Agrari, con capofila quello di Forlì, che ha portato alla rinascita
dell’azienda, che si denominerà Nuova Ghigi. Alla componente agricola
tocca il controllo di filiera e implementare un sistema di km 0.

La produzione
Il comparto industriale del
pastificio Ghigi si trova nel a San Clemente, in provincia di Rimini: il
progetto della prima "Food Valley" italiana, come è stata chiamata
durante la presentazione del progetto,  si estende su una superficie di
circa 100.000 mq e prevede un centro di stoccaggio con capacità
complessiva di circa 150.000 quintali di cereali, 14.000 mq destinati al
nuovo pastificio, per una produzione di circa 450/500.000 quintali di
pasta, un nuovo mulino per la produzione diretta anche delle semole e la
realizzazione di uno spaccio aziendale per la commercializzazione
diretta dei prodotti e per la promozione di prodotti alimentari del
territorio.

Italian Food Excellence

dmc

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