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I saldi aiutano gli affari della gdo

Dai saldi arriva un aiuto a fronteggiare la crisi. Secondo le prime stime Experian, azienda internazionale che si occupa della prevenzione delle frodi e dei rischi di credito, attraverso l’indice FootFall, che registra l’affluenza ai pdv della grande distribuzione, nel mese di gennaio il numero di visitatori è stato solo dello 0,5% inferiore rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, mentre a dicembre il calo, sempre sullo stesso mese dell’anno prima, era risultato dello 0,8%.  

Se l’affluenza nel mese di gennaio ha sostanzialmente tenuto, il vento di crisi comincia a soffiare, pur debolmente, anche nel settore. E’ infatti significativo che negli ultimi 6 mesi l’indice Footfall abbia fatto registrare variazioni moderatamente negative per ben 5 volte, con settembre unico mese in controtendenza come mostra la tabella.

UNo sguardo al Continente
Nel resto d’Europa la stagione dei saldi ha incentivato più che in Italia i consumatori a visitare i pdv della grande distribuzione. In Germania l’indice Footfall ha mostrato una sostanziale parità di accessi rispetto all’anno precedente (+0,1%), molto più sensibili agli acquisti a prezzi scontati sono stati i consumatori britannici (+1,2% su base annua) e quelli francesi, dove l’affluenza a gennaio 2009 è aumentata dell’1,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
 “Dai dati relativi all’affluenza sembra chiaro che i centri commerciali italiani, grazie anche ai saldi, stanno reggendo assai meglio degli altri canali distributivi il periodo difficile che stiamo attraversando” ha commentato Marcella Antolini, sales & marketing director di Experian per l’Italia.

L'andamento dell'indice Footfall nel semestre

Mese  Indice Var.
mensile
Var.
annua
 ago 08  100,62  -6,0% -2,3%
 sett 08  106,18  +5,5% +1,4%
 ott 08  108,15  +1,9% -1,7%
 nov 08  117,05  +8,2% -0,2%
 dic 08  142,15  +21,4% -0,8%
 genn 09  121,30 -14,7% -0,5%

Fonte: Experian

Oriocenter lancia la “sua” carta di credito con BankAmericard

Con il claim “Al centro ci sei tu”, Oriocenter ha lanciato la prima carta di credito di uno shopping center, con l'obiettivo di “dare ai nostri clienti un antibiotico rispetto alla crisi profonda che il mercato sta vivendo”, precisa Giancarlo Bassi, presidente del Consorzio Oriocenter.

La carta, che costa 24 euro ed ha validità triennale, grazie alla collaborazione con BankAmericard, la divisione di Deutsche Bank specializzata in strumenti per il pagamento elettronico, appartiene al circuito MasterCard che prevede pagamenti, tramite Rid su conto corrente, sia a saldo sia a rate.
A questa funzione tipica, si aggiunge la possibilità di sconti -di ammontare variabile tra dal 5 al 20%- negli store della galleria che hanno aderito all'iniziativa (al momento circa 70, ma il numero è in continua crescita) in attesa di superare alcune difficoltà burocratiche con alcune insegne di riferimento (come Iper e Media World) già dotate di un proprio strumento di pagamento; inoltre non è prevista nessuna commissione sul pagamento di rifornimento di carburanti.

Sviluppi futuri
Secondo Bassi e il suo team, questo lancio non rappresenta un traguardo, ma la prima tappa di un percorso più strategico, che nell'arco dei prossimi mesi si svilupperà anche ad altri ambiti (sanitario, assicurativo, ludico).
La carta può essere richiesta soltanto all'interno del centro commerciale: per questo sono stati allestiti tre stand, gestiti dalla società di consulenza BG Consulting, che gestisce tutte le pratiche necessarie. Inoltre, dal mese di aprile sarà allestito un ufficio interno presso il quale BG Consulting i clienti con Oriocenter Card potranno chiedere consulenze e preventivi per altre attività finanziarie (dalle assicurazione personale e sanitarie alla ricerca dei mutui più convenienti).

Tecnologia Datalogic Scanning per i pdv Belmonte

Il Gruppo Belmonte ha scelto i lettori di codici a barre QuickScan Mobile di Datalogic Scanning per ottimizzare i processi dei propri punti di vendita.
Fondata nel 1938 dalla famiglia Bellini, nella provincia di Padova, Belmonte nasce come azienda familiare di produzione di camiceria da uomo. Negli anni Ottanta, il gruppo registra una forte crescita in entrambi i settori in cui opera, la produzione e la distribuzione all’ingrosso di camiceria per l’uomo, inizialmente, e per la donna poi.
Negli ultimi anni l’azienda, da sempre attenta alle esigenze del mercato e alla costante affermazione del proprio marchio, ha investito nell’espansione nell’area retail, sviluppando una rete in franchising che conta più di 60 punti di vendita dislocati sull’intero territorio nazionale.
Il 2008 chiude con una dato significativo in questo senso: una produzione pari a circa 1 milione di camicie l’anno, 60% delle quali destinate alla distribuzione interna (sia ingrosso che retail), 40% per la lavorazione in conto vendita per altri brand. Prossimo obiettivo a breve/medio termine, il raggiungimento di 100 negozi su scala nazionale.

Aggiornamento tecnologico

La scelta dei prodotti Datalogic Scanning da parte di Belmonte rientra nella politica di continuo aggiornamento delle tecnologie e delle procedure di gestione. L’esigenza di automatizzare, ha spinto l’azienda ad implementare nuovi software e nuove soluzioni tecnologiche di lettura dei codici a barre applicati sui prodotti, all’interno dei punti di vendita come nei magazzini.

Il lettore ottico Datalogic Scanning utilizzato per la registrazione delle merci e dei capi presenti nei punti di vendita è il modello QuickScan mobile (troviamo un lettore Datalogic in ogni rivenditore appartenente al franchising Belmonte), mentre nei magazzini, che solitamente prevedono superfici di circa 50/60 mq, vengono impiegati i terminali portatili di Datalogic Mobile.
La fornitura dei prodotti utili per l’informatizzazione dei sistemi di negozio è stata affidata alla società veneta Compumania, che ha supportato Belmonte anche nella scelta del prodotto più adatto tra gli scanner bar code, a soddisfare le loro specifiche esigenze di acquisizione dati.


Modalità wireless


“Diversi sono i benefici ottenuti grazie all’introduzione di questa tecnologia -spiega Adolfo Bellini, IT Manager di Belmonte- e nella fattispecie, dei prodotti di Datalogic Scanning. Qualità, praticità e design sono i fattori chiave che ci hanno spinto a scegliere la QuickScan Mobile per l’applicazione tipicamente retail”.
Questa soluzione integra in un unico strumento dal design maneggevole le ultime tecnologie sviluppate nello scanning dei codici a barre, nonché l’opportunità di lavorare in modalità wireless senza vincoli di mobilità.
Il QuickScan Mobile di Datalogic Scanning è in grado di garantire una lettura precisa e veloce dei codici a barre scansionati. La possibilità di usufruire di un prodotto senza fili rende il lavoro in negozio più agevole: non c’è più il vincolo dei cavi, si evitano i continui spostamenti della merce e si ottimizzano anche le procedure di gestione. Con la QuickScan mobile è possibile eseguire l’inventario direttamente in negozio, in vetrina e sugli scaffali, poiché il raggio di azione del wireless copre le superfici tipiche di un punto di vendita (utilità che viene fortemente sottolineata nei periodi di inventario, quando il carico di lavoro si moltiplica).
Da un punto di vista applicativo, quindi, i vantaggi apportati dai lettori wireless Datalogic Scanning sono ravvisabili in tempi di lavoro ottimizzati, nella sicurezza di una scannerizzazione precisa anche dei codici a barre più piccoli, e nella praticità di utilizzo dovuta ad un design ergonomico, ma anche accurato.

Gli sviluppi futuri

“Siamo un’azienda in piena evoluzione, con obiettivi e target di sviluppo elevati -afferma Adolfo Bellini-. Puntualmente, cerchiamo di introdurre nuove tecnologie in ogni settore operativo, convinti che l’investimento nelle nuove tecnologie possa migliorare la qualità del nostro prodotto e il successo del nostro marchio. La partnership con Datalogic Scanning s’inserisce perfettamente nel nostro modus operandi, ponendosi come saldo punto di partenza per eventuali collaborazioni future”.

Ikea si alimenta per il 91% con le energie rinnovabili

«Creare una vita quotidiana migliore per la maggioranza delle persone». Con questo slogan Ikea Italia ha presentato a Roma il proprio Report 2008 su responsabilità sociale e ambientale. Uno slogan che fa perno su dati già oggi concreti: ben 37,15 milioni di individui, secondo quanto comunica la società, hanno visitato in un anno i 14 punti vendita sparsi sul territorio nazionale; quasi due persone su tre, se non si considerano le visite multiple.
Sulle chiavi che hanno decretato il successo dell'azienda svedese, sui pregi e i difetti del suo modello “fai da te”, si è discusso a lungo: quel che è certo è che mentre il mobile made in Italy dorme notti poco tranquille, l'anno fiscale 2008 (chiuso il 31 agosto dello scorso anno) ha premiato Ikea anche dal punto di vista del fatturato, che ha raggiunto in Italia 1,3 miliardi di euro, in crescita del 5,8% sull'esercizio precedente. Il trend è lievemente al di sotto di quello mondiale (+7%, per un fatturato pari a 21,1 miliardi di euro) ma basta per far mantenere alla Penisola la propria importanza strategica tra i 24 Paesi in cui il marchio è presente.

Oltre agli apprezzamenti del pubblico, Ikea può mettere sul tavolo carte di tutto rispetto in tema di Corporate social responsability. Risorse umane, prima di tutto, dove emergono dati decisamente particolari per il contesto italiano: l'86% dei 6.400 collaboratori Ikea Italia è assunto con un contratto a tempo indeterminato. Il 46% ha un'età compresa tra i 25 e i 34 anni e l'età media è di 35 anni. Le donne rappresentano il 58% dei collaboratori e il 41% dei manager. Il part-time, inoltre, riguarda ben il 65% della forza lavoro.
La ricaduta occupazionale dell'indotto produttivo Ikea in Italia è stimabile in 1.500 addetti, dipendenti dei fornitori del Gruppo, che fanno dell'Italia il 3° produttore per Ikea nel mondo. Per il 2009 Ikea, grazie all'apertura dei negozi di Rimini, Collegno (To), Salerno, Villesse (Go), prevede una ricaduta occupazionale di oltre 1.000 nuovi posti.

Sul versante della responsabilità ambientale spicca un dato su tutti: l'approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili nel 2008 è stato pari al 91,3% del totale. La strategia della società si basa anche sulla realizzazione di propri impianti di generazione che sfruttano nuove tecnologie: dopo l'impianto di geoscambio costruito sotto il negozio di Corsico (Mi), la società ne sta realizzando altri due, a Parma e Rimini. VI sono obiettivi precisi anche per la riduzione dei rifiuti e il potenziamento della raccolta differenziata, che ha portato nel 2008 a recuperare l'85% degli scarti. Ikea ha inoltre inserito oltre 80 referenze biologiche nei suoi ristoranti di negozio, fatto che ha determinato l'acquisto di 1.080 tonnellate di prodotti bio in Italia nel 2008.
Il Report 2008 ricorda poi che Ikea, fin dal 2000, chiede a tutti i fornitori e i subfornitori di rispettare standard e requisiti fissati dall'azienda nel proprio codice di condotta Iway (Ikea Way of purchasing home furnishing products), che definisce criteri ambientali e sociali fondamentali, quali la sicurezza e salute sul luogo di lavoro.

La responsabilità sociale Ikea la interpeta infine con alcune attività in Italia a favore di minori in situazioni di sofferenza o di disagio, portatori di diversità e soggetti senza fissa dimora. Tali azioni vengono promosse sia attraverso partnership con associazioni internazionali che operano nel sociale (Save the Children, Unicef e Medici Senza Frontiere), sia con associazioni no profit che operano nel territorio di riferimento dei singoli negozi.

La gdo incrementa il business di Rinaldo Franco

Si è chiuso con un significativo +7% il giro d'affari 2008 di Rinaldo Franco S.p.A. nel canale gdo: un risultato positivo per il quarto anno consecutivo che porta l'incidenza della distribuzione moderna (42%) quasi pari alle vendite realizzate nel canale specialistico (47%), seguiti dalle attrezzature per toelettatori (4%) e dall'export (7%).

Gli ottimi risultati del 2008 - che hanno portato il fatturato ad oltre 6,3 milioni di euro (dei quali il 90% circa realizzati con gli accessori petcare e il restante nell'area degli snack cane-gatto e del food per piccoli animali) - sono stati favoriti dal restyling del logo Best Friend e dalla successiva rivisitazione del packaging, oltre al rifacimento del sito internet www.best-friend.it.

L'obiettivo dell'azienda per il 2009 è di crescere di un ulteriore 11% grazie all'acquisizione di nuovi clienti gdo, al lancio imminente di una nuova linea di petfood umido a marchio Best Bone e all'adozione di strategie promozionali aggressive.

I problemi del Grana Padano

Offerta troppo frammentata e concorrenza senza regole nella commercializzazione di formaggio alla gdo sono i due principali problemi per il Grana Padano. Lo segnala la relazione, presentata oggi da presidente uscente Nicola Cesare Baldrighi (foto) nell’assemblea del Consorzio di Tutela tenutasi a Rivoltella del Garda (bS).
L’analisi si fonda sui dati. La produzione 2008 è cresciuta dell’1,96% rispetto al 2007, ma è calata dello 0,04% rispetto al 2006. Le scorte nel 2008 sono calate del 7,12% rispetto al 2007, attestandosi a 1.084.163 forme rispetto a 1.167.300 forme dell’anno precedente, cioè il livello più basso degli ultimi dieci anni.
Nel 2008, però, il prezzo di vendita all’ingrosso non ha compensato i costi di produzione, rappresentati per circa l’85% dal valore del latte alla stalla ed i caseifici hanno prodotto in perdita.

Il contributo alla stagionatura
La recente eliminazione del contributo alla stagionatura sottrae infatti annualmente circa 10 milioni di euro al Grana Padano. Poiché la stagionatura riguarda i prodotti di maggiore qualità il taglio, ha sottolineato Baldrighi,  rappresenta un danno per i produttori e i consumatori, non compensato dalle restituzioni all’export. Queste infatti garantiranno un recupero inferiore al 10% del contributo eliminato.

Il mercato
Il 2008 ha visto rafforzarsi la leadership del Grana Padano sui mercati. I consumi nazionali dell’ultimo bimestre, secondo i dati Nielsen dic.2008/gen.2009, sono cresciuti del 3,4%, e l’annata dic. 2007/ nov. 2008 al +2,6% rispetto alla scorsa annata. La quota di mercato del Grana Padano tra i formaggi duri tipici italiani sale così al 48,1%, unica a registrare un segno positivo.
Tra i formati, nel segmento grattugiato e bocconcini il Grana Padano ha raggiunto il 15,5% del totale; pure i pezzi con crosta crescono leggermente, raggiungendo il 35,9% del totale, e le forme vendute intere alla distribuzione occupano il rimanente 48,6%.

L'export
Notizie meno positive dall’export, dopo oltre un decennio di aumenti a doppia cifra. Le proiezioni sul 2008 registrano infatti una flessione del 2,8%, mantenendo comunque le forme destinate all’estero al di sopra della soglia del milione di forme, a quota 1.132.000. L’assemblea ha votato il nuovo Consiglio di amministrazione, che sarà chiamato a eleggere il presidente nel corso della sua prima riunione.

Coin promuove le nuove griffe con The White Club

Dopo lo scorso settembre, per lo store di piazzale Cantore a Milano, Attila&Co, Agenzia di comunicazione integrata con sede nel capoluogo lombardo, torna a collaborare con Coin, realizzando, insieme al team di Visual Merchandising della catena, le vetrine dello storico negozio di piazza Cinque giornate di Milano.
Questa volta, sono protagoniste le creazioni dei cinque stilisti che fanno parte di The White Club, l'associazione no profit, che mette in contatto stilisti meritevoli con le principali aziende produttive, buyers, stampa e opinion leaders del settore.
Paolo Errico dall'Italia, Jean-Pierre Braganza dal Canada, Kaviar Gauche dalla Germania, Mikio Sakabe dal Giappone, Steinunn dall'Islanda, sono i nuovi talenti internazionali, scelti da The White Club: con le loro creazioni  autunno/inverno 2009/10 saranno i protagonisti per la settimana della moda delle vetrine di Coin, che partecipa al progetto.
L'allestimento propone un mood grafico con illustrazioni che avvolgono ed esaltano i volti degli stilisti.

Elettronica di consumo in picchiata

Mercato in flessione per elettronica ed elettrodomestici consumo, come rilevano i più recenti dati di Gfk. Il valore complesivo del mercato dei cosiddetti technical consumer goods, nel quarto trimestre 2008, è stato di 6.042 milioni di euro, con un trend negativo di -10,3% sullo stesso periodo dell’anno precedente. Su anno il valore complessivo è di 21.046 milioni di euro ed il trend negativo di -5,9%.

I trend

Piccoli elettrodomestici: con un valore totale di vendite di 452 milioni di euro, il trend negativo del comparto (-3.9%) è  influenzato dall’andamento sfavorevole delle vendite di impianti di aria condizionata, mentre i piccoli elettrodomestici da cucina sono in territorio positivo. 

Grandi elettrodomestici: quarto trimestre del 2008 in negativo (-5,8%, totale 1.050 milioni di euro). La tendenza è stata parzialmente controbilanciata dalla buona performance del mercato delle lavastoviglie, caratterizzato da forti campagne promozionali e da importanti sforzi da parte dell’industria per offrire prodotti con caratteristiche tecniche sempre più avanzate.
Fotografia: Il mercato è l’unico con trend positivo, anche se solo su base annuale. Nell’ultimo trimestre il trend si inverte e diventa negativo (-5,8%) come compensazione tra un trend ancora estremamente positivo per le cornici digitali, e le fotocamere digitali in flessione, con reflex in cotrotendenza
Telefonia: trend negativo in accelerazione nel trimestre (-6,6%) rispetto all’anno (-2,8%). Il trend dei cellulari contribuisce negativamente al trend del settore. Gli Smart Phone, ancora fortemente in crescita, non riescono da soli a riportare in positivo il trend del settore.

Elettronica di Consumo: costituisce il più importante tra i settori in analisi (1.649 milioni di euro nell’ultimo trimestre). Per la prima volta il settore nell’ultimo del 2008 trimestre registra trend negativi a doppia cifra (-11.0%) mentre il consuntivo 2008 chiude con -5.9%. Questo deciso trend negativo risulta determinato dalla inversione di tendenza dei navigatori satellitari, e dalla confermata flessione di lettori dvd, videocamere, e memory card.
Informatica: ha visto la nascita di un nuovo concetto di prodotto, il net-book, che si è rivelata uno dei successi del 2008. Risultato positivo anche per communication cards e gaming devices: le prime per il boom di vendite delle connessioni usb per connettersi ad Internet, le seconde grazie al buon andamento del mercato delle console da gioco. Leggera crescita per i  pc portatili. La quasi totalità degli altri prodotti presenta trend decrescenti estremamente negativi, in software e computer fissi.

Office equipment & consumabili: una caduta generalizzata nell’ultimo trimestre 2008 (-24,5%, 431 milioni di euro di fatturato nel trimestre). Il calo più eclatante è registrato dalle stampanti che soffrono della concorrenza delle multifunzione, posizionate ad un prezzo molto simile.

I pastifici sanzionati dall’Antitrust per cartello sui prezzi

Insieme al'Unipi (Unione Industriali pastai Italiani), sono 26, pari al circa il 90% della produzione del mercato, le aziende che l'Antitrust ha sanzionato per “intese restrittive”, comminando multe per complessivi 12,5 milioni di euro (di cui poco meno di 6 milioni a Barilla, oltre un milione per De Cecco e Di Vella, quasi 500 mila Garofalo). Tra le altre aziende multate vi sono Amato, Colussi, De Cecco, Divella,
Nestlé, Rummo, Zara, Berruto, Delverde, Granoro, Riscossa, Tandoi,
Cellino, Chirico, De Matteis, Di Martino, Fabianelli, Liquori,
Mennucci, Russo, La Molisana, Tamma, Valdigrano.
Secondo l'Authority nel corso del 2006 e 2007 le aziende avrebbero attuato  “due intese restrittive della concorrenza” e quindi violato l'articolo 81 del Trattato Ce. In pratica, il cartello sul prezzo della pasta.

La difesa dell'Unipi
Relativamente alla conclusione del procedimento riguardante i listini dei prezzi della pasta condotto dall'Antitrust, l'Unipi ribadisce che “Nel settore non vi sono state speculazioni, né si è mai configurato alcun accordo lesivo degli interessi dei consumatori”. Le ragioni che hanno determinato tensioni sul prezzo al consumo della pasta sono riconducibili, secondo Unipi, in particolare, all'andamento dei fattori di costo di produzione, il più importante dei quali è rappresentato della materia prima, la semola di grano duro. “A partire dal 2005 e fino al 2008 le quotazioni del grano duro hanno fatto registrare aumenti straordinari, tanto da determinare uno stato di crisi acuta per il settore, con il rischio concreto, per numerosi pastifici, di cessazione delle attività. Nel primo semestre del 2008 il costo medio del grano duro è cresciuto del 220% rispetto alla media del 2005 (dati Borsa Merci di Foggia). Tale aumento non si è trasmesso immediatamente e per intero sui listini della pasta di semola praticati dai produttori ma è stato in gran parte assorbito dall'industria. La stessa Autorità ha inoltre riconosciuto che le aziende hanno praticato aumenti di intensità diversa in tempi diversi. Ciò dimostra chiaramente l'insussistenza di qualsiasi ipotesi di intesa. Nella seconda metà del 2008 il costo del grano duro ha fatto registrare cali sensibili, ma quotazioni ancora di gran lunga superiori a quelle del 2005. Nel dicembre 2008 il costo medio del grano duro è stato di oltre il 40% superiore al costo medio del 2005. Si tratta quindi di un fattore ad elevata volatilità”.

Le difese delle aziende
“Il provvedimento dell'Autorità Garante ci lascia stupiti - dice Guido Barilla, presidente del Gruppo alimentare. La nostra missione, da sempre, è quella di offrire alle persone prodotti di
ottima qualità al giusto prezzo, operando in assoluta trasparenza, secondo i principi di sana concorrenza alla base del libero mercato. Sul tema dei prezzi la nostra azienda ha sempre avuto un comportamento responsabile. Gli aumenti strutturali degli ultimi mesi si sono resi necessari a causa dell'esplosione del costo delle materie prime e dei cambiamenti sui mercati globali. Per questo motivo non credo si possa parlare di speculazioni ma di condizioni minime di sopravvivenza per un intero comparto industriale che, nonostante le forti tensioni interne, continua a garantire al nostro Paese, al costo di 1 euro, un pasto per una famiglia di 4 persone”. Barilla farà ricorso contro il provvedimento che non ritiene fondato.
E anche il Pastificio Garofalo “Nel pieno rispetto per le decisioni dell'Antitrust, si riserva di agire nelle sedi competenti”, ribadendo inoltre, "di non aver mai aderito a presunti accordi di cartello finalizzati ad influenzare la dinamica dei prezzi sul mercato e di non aver mai operato nessun tipo di speculazione né alcun accordo lesivo degli interessi dei consumatori".

Nuovo direttore marketing per Warsteiner Italia

Dal gennaio scorso Paolo Dal Gallo è stato nominato Marketing Director di Warsteiner Italia.
Con una pluriennale esperienza nel mondo del largo consumo ed in particolare nel settore degli alcolici, ha lavorato nel marketing di Stock Spirits Group, oltre che nei gruppi L'Orèal Italia e Benetton.

Il biologico non teme la crisi e cresce del 5,4%

Certo, il 2007 aveva visto il biologico sviluppare una crescita superiore al 10%, quindi, un 5,4% di incremento a valore può sembrare poca cosa. Ma in tempi di crisi, un simile risultato non è certamente trascurabile. Tanto più che la crescita del totale mercato alimentare, nel 2008, è stata del 4,4%. Inoltre, l'andamento del biologico risulta più favorevole rispetto ai consumi alimentari nel complesso, visto che questi risultano cresciuti in valore esclusivamente per l'impennata dei prezzi di vendita nel corso 2008, ma con una completa stabilità degli acquisti, mentre nel biologico si è registrato anche un incremento dei volumi delle vendite.
È quanto rileva l'Ismea che, sulla base di un'indagine panel realizzata in collaborazione con Nielsen, registra un valore degli acquisti domestici di prodotti bio confezionati pari a 2.793 milioni, di cui un 44,1% acquistati nell'area Nord-Ovest, che registra un incremento del 6,8% sul 2007. La seconda area di punta per il bio è il Nord-Est, stabile con il 27%, mentre il Centro+Sardegna e il Sud+Sicilia detengono rispettivamente una quota di mercato del 19,7% e del 9%. In Compenso, sono proprie queste due ultime aree a guadagnare maggiormente terreno, con un +8,5% per il Centro+Sardegna e +12,3% Sud+Sicilia.

Il trend dei singoli prodotti
Analizzando i singoli prodotti confezionati acquistati con marchio bio monitorati dall'Ismea, si nota, come già emergeva anche negli scorsi anni, che i primi cinque in ordine di valore costituiscono circa il 50% della spesa complessiva (lattiero caseari al 20%, seguiti dall'ortofrutta, al 19,5%, e dai prodotti della prima colazione, pari al 14%). Permane quindi ancora una forte concentrazione degli acquisti su pochi prodotti, fenomeno per di più in accentuazione rispetto al 2007.
Tra le merceologie, i maggiori tassi di crescita si rilevano per l'ortofrutta fresca e trasformata (+20% circa rispetto al 2007), prodotti per l'infanzia (+16%) e per pane, pasta, riso e uova, che su base annua hanno fatto segnare un incremento di oltre il 14%.
Molto più contenuta risulta l'incremento della spesa  per l'acquisto di bevande e di lattiero-caseari bio. In controtendenza, i prodotti della prima colazione (caffé, tè, biscotti, dolciumi ecc.) registrano un calo del 14% su base annua.
Relativamente alla frutta bio, nel 2008 i consumi in valore sono cresciuti del 5%. Per le mele, primo prodotto frutticolo anche nel 2008, si è registrato un aumento degli acquisti domestici di oltre il 10% sul 2007, con un'incidenza del 13,8% sul totale frutta bio. Seguono le banane, con un peso che sfiora il 9% e con una crescita dell'8,2%. In terza posizione si attestano le arance, che presentano un'incidenza dell'8,2%, ma che registrano una flessione del 7%.

Il discount cresce di più
La ripartizione dei dati per canale distributivo (la rilevazione Ismea non include i negozi specializzati, come, per esempio, i supermercati NaturaSì) rivela una crescita della spesa di oltre il 5% presso gli iper e i supermercati, mentre si riduce del 25% la spesa nelle superette.
Più rilevante l'aumento registrato nei negozi tradizionali (+17,3%) e nei discount (+45,9%), canali che rivestono un ruolo comunque limitato nel biologico.

Qualità certificata e convenienza trainano le vendite di Melasì

Le eccezionali grandinate della primavera-estate 2008 avevano colpito circa il 50% delle coltivazioni di mele della Val di Non e della Val di Sole, dove operano i 5.200 piccoli frutticoltori associati al Consorzio Melinda, compromettendo drasticamente la resa della produzione a marchio Dop, il cui disciplinare prevede anche rigidissimi parametri estetici e quindi esclude la possibilità di bollinare frutti che presentino difetti riguardanti oltre il 4% della superficie.

Un danno che sarebbe stato solo in parte compensato dagli indennizzi assicurativi, se non fosse stato per il pronto intervento del Consorzio, che grazie a un'oculata strategia di marketing è riuscito a trasformare la calamità in un'opportunità per l'intera filiera: produttori, retailer e consumatori.

Una seconda scelta buona come la prima

Innanzitutto si è rivelata provvidenziale la possibilità di utilizzare il marchio Melasì, creato qualche anno fa dal Consorzio per brandizzare anche le mele non rispondenti a tutti i requisiti necessari per potersi fregiare del bollino Melinda. Se sinora era stato utilizzato solo per una quota marginale della produzione, quest'anno l'offerta di Melasì ha raggiunto un volume di ben 50.000 tonnellate.

Grazie al supporto, già a partire dall'inizio della campagna di commercializzazione 2008-2009, di un'efficace campagna d'informazione sviluppata sui principali media (tv, stampa, internet), le vendite di Melasì, che sono state inserite nei reparti ortofrutta di tutte le principali insegne della gdo, sono incrementate del 115% tra ottobre 2008 e 2009 rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

Del resto, la promessa di una mela “buona dentro” e di provenienza certificata (Italia, Trentino), garantita da Melinda, e offerta a un prezzo decisamente concorrenziale (1 euro/kg) non poteva non cogliere nel segno, specie in un momento di forte attenzione alla salvaguardia del potere d'acquisto delle famiglie.

Indicod-Ecr, nuovo servizio di catalogo elettronico

Il disallineamento delle informazioni di prodotto tra industra e distribuzione genera inefficienze che possono costare ai supplier una quota pari all’1,5% delle vendite annuali, un costo che a livello globale supera i 2 miliardi di euro. Ma non solo, il 30% della merce viene ricevuta dalla gd in quantità diverse da quelle ordinate, il 47% degli ordini di acquisto annuali non sono perfettamente allineati alle fatture di acquisto del fornitore. Esiste, a livello globale, la necessità di migliorare la gestione dei dati di prodotto, un problema che richiede una collaborazione sempre più stretta tra industria e distribuzione. In questa direzione si muove il nuovo servizio di Catalogo elettronico lanciato da Indicod-Ecr, basato sugli standard di GS1, che permette ai partner commerciali, produttori e distributori, di migliorare la precisione e l’affidabilità del processo di comunicazione e di sincronizzazione delle informazioni relative ai loro prodotti. Lo sviluppo del Catalogo elettronico nasce dalla partnership tra
Indicod-Ecr ed il provider SA2 Worldsync, che fornisce l’infrastruttura
tecnologica e le operation.

Efficienza e risparmio
 “Il Catalogo elettronico introduce elementi di efficienza e risparmio nella pratica delle relazioni tra industria e distribuzione intervenendo su un processo specifico, la sincronizzazione dei dati di prodotto, originariamente limitato alla relazione logistica e amministrativa tra i partner commerciali – ha spiegato Bruno Aceto, Direttore Generale di Indicod-Ecr, aprendo i lavori del convegno dedicato alla presentazione dell’iniziativa.
“Il Catalogo elettronico -ha aggiunto Massimo Bolchini -Direttore Gestione e Sviluppo Standard di Indicod-Ecr- è un progetto di innovazione che apporterà significativi vantaggi al business. Indicod-Ecr, infatti, in quanto provider del servizio, sorveglierà sulla progressiva standardizzazione dello scambio di informazioni tra produttori e distributori, consentendo al sistema di ridurre le inefficienze derivanti dal disallineamento". Imprese di ogni dimensione possono decidere di adeguarsi al nuovo servizio sostenendo costi proporzionati e contare sul supporto di Indicod-Ecr Servizi, una società
creata per offrire un aiuto concreto alle imprese nell’implementazione delle innovazioni e delle soluzioni promosse dall’associazione.

I benefici per Coop e Johnson Wax
Coop Italia e Johnson Wax sono state le prime due aziende in Italia a collaborare su un progetto di catalogo elettronico per lo scambio delle informazioni logistiche e di marketing sui prodotti. Tra i principali benefici ottenuti, la riduzione delle rotture di stock e dei costi derivanti dall’errata codifica della merce. In particolare, Johnson Wax ha registrato una riduzione del 31% del margine di errore nel riordino e nella codifica dei codici e, visti gli evidenti benefici ricavati, i parametri GDSN sono diventati uno standard aziendale.

Lidl lancia il primo Master in Store Management

A conferma dell'attenzione ai giovani e alla formazione, già testimoniata dall’organizzazione di numerosi corsi con diverse Università, Lidl lancia la prima edizione del Master in Store Management, che inizierà il prossimo 11 maggio e si svolgerà presso la Facoltà di Economia e Commercio dell'Università di Parma, partner dell'iniziativa.

Le sessioni per le selezioni di ammissione al corso, il cui obiettivo è formare 20 giovani professionisti nel mondo della gdo, sono previste nei giorni 10 e 25 marzo: dopo un primo colloquio telefonico, gli aspiranti responsabili del pdv dovranno sostenere un incontro motivazionale.

La struttura del corso
Il Master prevede due momenti formativi:

- il primo si concentra sulla teoria e prevede 320 ore di aula, con docenti universitari, a cui si affiancheranno manager e formatori di Lidl;

- il secondo momento, invece, privilegia l’operatività e prevede la frequentazione per tre mesi (per un totale di 480 ore) di un pdv scelto sul territorio nazionale sulla base della provenienza dello studente, che sarà seguito da un tutor.

Mentre la prima fase del corso è a pagamento, nella seconda I giovani saranno retribuiti. In particolare, Lidl si impegna a garantire a tutti i 20 borsisti un rimborso di 1.800 euro per i tre mesi stage, mentre per gli otto alunni più meritevoli sono state istituite borse del valore di 1.000 euro.
Inoltre, Lidl intende offrire agli studenti che mostreranno le migliori capacità l’inserimento in azienda come responsabili di punto di vendita, con contratto a tempo indeterminato.

Lidl opera attualmente in Italia con una rete di 500 store e un organico complessivo di oltre 9.000 dipendenti.

Asda: un 2008 positivo con un 2009 ancora più aggressivo

“I consumatori vogliono fatti, non parole e promesse: ci chiedono, ogni giorno, prezzi bassi, sempre, trasparenti e facili da leggere. Per questo continuiamo a concentrarci su modelli operativi di every day low price, che ci permettano di mantenere prezzi bassi per i nostri clienti, senza nulla togliere alla qualità”. Le dichiarazioni di Andy Bond, presidente e Ceo di Asda in occasione della presentazione dei dati relativi al quarto trimestre 2008, evidenziano la strategia che Asda intende continuare a seguire in questa difficile congiuntura.
“Nonostante la situazione economica, milioni di persone desiderano spendere parte dei propri soldi: per questo è essenziale che siano convinti di avere a disposizione prodotti caratterizzati da un reale value for money”, precisa Bond, per il quale lo sviluppo di superstore e supermercati può rappresentare un volano per la ripresa economica, oltre che di garantire nuovi posti di lavoro.

Risultati positivi

Queste valutazioni sono sostenute dai risultati registrati nel quarto trimestre 2008, nel quale Asda ha registrato, a parità di rete, una crescita del 7,2% (che, se riferita all'intero anno diventa del 6,5%). Si tratta di risultati che dipendono non solo da un'aggressiva politica commerciale, ma anche da un'attenzione gestione dei costi, che ha portato all'eliminazione di 47.000 tonnellate di packaging non necessario, al riciclo di oltre 150.000 tonnellate di cartone e 9.000 tonnellate di plastica. A ciò si è aggiunto la riduzione dei costi di trasporto, di pari passo con la crescita delle vendite online (oltre 40%), che verranno ulteriormente spinte nel 2009.

Alla frutta e al verde ma compriamo frutta e verdura

Tengono i consumi di frutta e verdura. Nel 2008 le famiglie italiane hanno speso, inserendo nel computo anche i surgelati, poco più di 14 miliardi di euro con un incremento del 3,4% a valore rispetto all’anno precedente. I volumi (8,4 milioni di tonnellate) sono in calo marginale dello 0,34%. 3,9 milioni le tonnellate di frutta fresca (-0,3% sul 2007) per una spesa di 6,3 miliardi di euro (+7,4%), 4,2 milioni di tonnellate di verdure fresche (-0,3%) che si traducno in un fatturato di 6,9 miliardi di euro (+0,3%). I dati sono tratti dall’Osservatorio dei Consumi Ortofrutticoli delle Famiglie Italiane realizzato da Gfk per  Macfrut, la rassegna internazionale specializzata in ortofrutticoltura che si terrà a Cesena dal 7 al 9 ottobre 2009.


I numeri

Sono in crescita le famiglie acquirenti mentre cala l’acquisto medio per nucleo familiare (378,7 chili, -3,12% sul 2007). In lieve aumento la spesa media (630,30 euro +0,44%), cui fa riscontro un incremento del prezzo medio soprattutto della frutta fresca (+7,7%).

Sottolinea  Domenico Scarpellini, presidente di Cesena Fiera, la spa che organizza Macfrut: “il 50% delle famiglie ha acquistato verdure nella moderna distribuzione (iper, super) rispetto al 48,5% del 2007 mentre la quota dei discount è salita al 6,8% (contro il 6%);  gli ambulanti e i negozi tradizionali scendono al 25,1 e al 17,5.”
Per una lettura dei dati può essere opportuno ricordare qual era la situazione nel 2000, anno di lancio dell’Osservatorio: quell’anno si acquistarono 9,5 milioni di tonnellate di ortofrutta per una spesa di 11,3 miliardi, per un consumo medio  di 460 kg per famiglia, mentre gli acquisti nella gdo erano intorno al 39%, gli ambulanti al 33,1% i negozi al 24,7% e i discount al 3,2%».

I vincitori del Muji Award 03

E.Leclerc Conad di S.Stefano Magra introduce il self-scanning

Nel punto di vendita E.Leclerc Conad di S.Stefano Magra, inserito nel Centro Commerciale “La Fabbrica” - La Spezia, è stata introdotta la soluzione di self-shopping ShopevolutionTM di DatalogicTM.

Con il servizio Spesa al volo E.Leclerc Conad intende esprimere il concetto di uno shopping veloce e oculato che, grazie al pod Joya, trova una sintesi tra il piacere del cliente nel fare la spesa e la disponibilità del pdv nel venire incontro alle sue esigenze.

Controllo sulla spesa

Il cliente legge con Joya i codici a barre dei vari prodotti riponendoli nelle buste dentro al carrello, può vedere sul suo display a colori il prezzo e il numero di acquisti effettuati, le eventuali promozioni o gli sconti sul prodotto, il saldo punti fedeltà, nonché l'ammontare totale della sua spesa da pagare poi in cassa.

Una volta giunto alla cassa l'acquirente dovrà semplicemente consegnare il Joya alla cassiera che immediatamente emetterà lo scontrino, con notevole risparmio di tempo.

Ecco Joyful, la nuova linea di abbigliamento Coop–Olimpias

Si chiama Joyful la nuova linea di abbigliamento per uomo, donna e bambino di Coop, che è stata concepita e progettata, dopo un anno di lavoro, con la società Olimpias (Gruppo Benetton), che lavora per la prima volta con la distribuzione moderna, avendo alla spalle esperienza e know how nella creazione di progetti di abbigliamento per grandi marchi internazionali (Calvin Klein, Burberry, Replay).

Al momento, la linea, composta da proposte promozionali, da un'offerta basic e dalle collezioni di stagioni destinate a famiglie giovani con bambini attente al prezzo e alla qualità, è presente in 56 Ipercoop, ma in quattro Ipercoop (Sesto Fiorentino/Fi, il negozio zero nel quale la collezione è in fase di test da più tempo, Cascina/Pi, nel c.c.i. Grandemilia a Modena e nel c.c.i. Ariosto a Reggio Emilia) è stato completamente riprogettato il layout nella logica di rendere il reparto più visibile e di differenziarlo nettamente dal resto della proposta.

Gli obiettivi
“Con questa operazione Coop punta a una riqualificazione dell'offerta dei capi di abbigliamento negli Ipercoop e nei grandi supermercati, convinti che anche nella gdo prodotti tessili di marca e di buon livello possano trovare un proprio posizionamento definito”, sottolinea Vincenzo Santaniello, direttore innovazione e sviluppo di Coop Italia.

Iniziative promozionali
In occasione del lancio, viene proposta una promozione che prevede uno sconto del 20% sull'acquisto di qualsiasi capo di abbigliamento Joyful fino al 18 marzo; inoltre, viene proposta una maglia in cotone biologico al prezzo di 10 euro.
L'implementazione sull'intera rete viene prevista entro il prossimo autunno e dipenderà dai risultati ottenuti sul campo, già comunque incoraggianti: infatti, a pochi giorni dal lancio, sono state registrate incrementi nelle vendite, soprattutto per quanto riguarda la linea bambino.

Nasce BtoB per offrire servizi integrati

Dieci milioni di fatturato, oltre 60 dipendenti e collaboratori, sedi a Milano e Vicenza: questi i numeri di BtoB, realtà dedicata ai servizi integrati per le imprese, specializzata nei settori arredo urbano, allestimenti , insegne e visual merchandising.
La società nasce dalla fusione di tre imprese –Baroni, B&CO e Gpm Dna- che vantano una decennale esperienza nel mondo del visual merchandising, della cartellonista stradale e nei progetti di comunicazione integrata.

“Questa fusione rappresenta un’operazione di consolidamento di un modo di operare di squadra –afferma Vittorio Fortunato, presidente della società-. Infatti BtoB vuole essere la prima realtà di consulenza in grado di offrire alle aziende un servizio a 360° che va dalla progettazione alla realizzazione fino alla comunicazione, modalità che ci permetterà di ridurre le criticità, ridurre i tempi di consegna e anche i costi”.

È polemica sull’accordo tra Comune di Venezia e Coca-Cola

Ha sollevato un polverone -in primis tra gli esercenti veneziani, subito suppoortati da parte dell'opposizione-  l’accordo di marketing territoriale che sta per essere stipulato tra Comune di Venezia e Coca-Cola, che a fronte di un investimento di 2,5 milioni di euro, ai quali si andrebbero ad aggiungere le royalties sulle vendite, installerebbe decine di distributori automatici di bevande e snack –rigorosamente non brandizzati- nei pressi dei principali imbarcaderi dei vaporetti e in altri luoghi nevralgici della città, quali il garage comunale.

L’accordo -di durata quinquennale- contemplerebbe anche la possibilità per la multinazionale americana di utilizzare location di pregio quali il teatro la Fenice e il casinò di Cà Vendramin Caliergi per due cene di gala aziendali l’anno.

All’amministrazione comunale andrebbero 2,1 milioni di euro da utlizzare per interventi a favore della città, mentre i restanti 400 mila euro andrebbero a Oltrex, la società veneziana che ha curato l’accordo.

La risposta del Sindaco Cacciari

«Sono stupefatto delle polemiche che si stanno scatenando sul progetto di partnership tra il Comune di Venezia e una delle più grandi e prestigiose marche del mondo, la Coca-Cola. Tale partnership segue perfettamente il metodo già adottato per altre e altrettanto prestigiose collaborazioni, come con Lancia per il restauro di Palazzo Ducale, con Swatch per la Biblioteca Marciana, con Replay per Ca’ Rezzonico, con Bulgari per la Scala d’Oro, e inoltre con Fassa Bortolo, Msc Crociere, Banca Intesa ecc.

È una strategia finanziaria oggi indispensabile per la salvaguardia del nostro patrimonio monumentale-artistico, ed è esattamente in linea con quanto auspicato dal Ministero dei Beni culturali. Ogni operazione è approvata dalla Soprintendenza ai Beni architettonici; i fondi ottenuti vengono usati con la massima trasparenza ai fini di tutela e salvaguardia della città.

L’idea che tali finalità possano essere garantite soltanto da gratuito mecenatismo è semplicemente irrealistica o dettata da pura malafede. Le “anime belle” che protestano contro una simile strategia, che è adottata ormai in tutti i luoghi e tutte le città del mondo, dovrebbero perlomeno avere il buon gusto di indicare qualche alternativa o, meglio ancora, provvedere di tasca propria agli inderogabili bisogni della loro città.

Il Comune di Venezia intende proseguire con decisione sulla strada così proficuamente intrapresa in questi anni, non solo per gli evidenti benefici economici, ma anche perché ritengo fermamente che la collaborazione tra pubblico e privato costituisce l’asse di qualsiasi strategia amministrativa, in tutti i campi, nel prossimo futuro».

Nuovi soci Dixe in Calabria

Dixe, l'insegna di elettronica di consumo del Gruppo Evoluzione che opera a livello nazionale con 280 pdv, amplia il proprio raggio d'azione in Calabria grazie all'ingresso di cinque nuovi affiliati di dimensione compresa tra i 150 e i 250 mq.

Queste strutture diventano parte integrante del consorzio Codel, storico partner del gruppo, attivo con 70 pdv.

Lo sviluppo in Calabria rientra in una più ampia politica di sviluppo del Gruppo Evoluzione che, a inizio anno, ha inaugurato una nuova piattaforma a Rutigliano (Ba) di 2.500 mq, posizione considerata strategica per servire Puglia, Calabria, Basilicata e parte della Campania.

La Gdo si salva con promozioni e marche private

Cresce il fatturato della Gdo nel 2008: la grande distribuzione italiana, rispetto al 2007, ha incrementato le vendite del 4,6% a rete corrente e di un più modesto 0,3% a rete costante. Tale crescita, però, come rileva una recente indagine Nielsen, si deve principalmente all'inflazione dei prodotti (+5,2% il picco del 2008 dovuto al rincaro delle materie prime). L'unico dato leggermente in rosso (-0,2%) riguarda le vendite degli ipermercati, per quanto in deciso miglioramento rispetto agli anni precedenti.

Rallenta, invece, il ritmo con cui si espandono le superfici dei punti vendita: +3,1% in termini di metri quadrati, con riferimento a luglio dello scorso anno. Sono i discount e gli ipermercati i più attivi nelle nuove aperture, ma solo i primi sono riusciti a conseguire un aumento delle loro quote di mercato. Lo sviluppo della rete e la crescita dei volumi hanno determinato i buoni fatturati del canale discount. Le vendite hanno beneficiato di due fattori: la ricerca del miglior rapporto tra qualità e prezzo (tradizionalmente un cavallo di battaglia dei discount) e i ritocchi sui listini, dovuti alla maggiore incidenza dei rincari.

Nel 2008 - prosegue il rapporto Nielsen - le promozioni sui prezzi sono tornate in auge, per bilanciare il comportamento dei consumatori, sempre più orientati ad acquistare prodotti di minor valore o scontati. Parallelamente, le marche private hanno accresciuto la loro quota nel panorama della distribuzione, guadagnando oltre un punto percentuale rispetto al 2007. Le private label hanno così raggiunto il 14% nella torta complessiva della Gdo, contribuendo per quasi il 35% alla crescita del fatturato.

Twinings rinnova la grafica delle cinque Collection

Un restyling al servizio di attrazione e riconoscibilità.
Da oggi, le confezioni delle Collection Twinings si presentano a scaffale rinnovate nella grafica dei pack, divenuti più accattivanti ma anche più funzionali quanto a contributo informativo garantito agli shopper. Le Collection -che rappresentano un prodotto unico nel mercato italiano- offrono 5 diverse selezioni da 25 filtri ciascuna (Classics, Flavoured Black Tea, Green Tea, Infusi di Frutta & Erbe, Infusi di Erbe); ogni confezione contiene 5 filtri per ognuna delle 5 miscele proposte.
La nuova soluzione grafica adottata identifica ogni Collection con un diverso colore e riporta direttamente sul pack le immagini dei filtri contenuti: ciò facilita il consumatore nell'individuare immediatamente la selezione preferita, riconoscendo con una sola occhiata le referenze presenti

Apple store, lo sviluppo è in Europa

Dopo l’annuncio di Microsoft di entrare nel mondo del retail aprendo negozi monomarca –pochi, di livello elevato e in selezionate città occidentali- ecco che il big competitor Apple rilancia.
Forte dei suoi 289 store, di cui 42 al fuori degli States, Apple annuncia un’ulteriore espansione, in particolare in Europa: non comunica il numero, ma solo alcune delle città prescelte. In Francia dove si insedierà dapprima a Parigi, e quindi a Montpellier (si vocifera nel centro commerciale Odysseum). In Italia, aggiungerà a quello di Roma un pdv a Milano. Infine, dopo quello aperto negli ultimi mesi del 2008 a Monaco di Baviera, in Germania è in progetto un altro store, questa volta ad Amburgo.

Forte crescita
I dati consolidati di Apple (anno fiscale settembre 2008) evidenziano un giro d’affari di 32.479 milioni di $, con una crescita del 35,3% sul 2007.

Le novità 2009 di Fila

Dopo aver acquisito la scorsa estate lo storico marchio tedesco Lyra, Fila, la Fabbrica Italiana Lapis e Affini, leader nella produzione di strumenti per la scrittura e il disegno sta pensando a espandersi ulteriormente sui mercati internazionali, ma senza tralasciare il mercato interno, allo scopo di incrementare un giro d’affari stimato per il 2008 in 200 milioni di euro.

In quest’ottica si inserisce la presentazione delle novità per quest’anno, con nuove proposte nei principali ambiti produttivi.

Le linee
Tra le linee proposte  Giotto Make up comprende colori cosmetici per la pelle – face & body – certificati e sicuri, dedicati ai bambini dai 3 anni in su. Sono ideali per “mascherarsi” nelle rappresentazioni teatrali a scuola, durante le festicciole in costume o semplicemente per giocare.

Tratto è la linea completa di strumenti per la scrittura che va dalle famose penne a punta sintetica, a portamine, penne a sfera, gel, evidenziatori, marcatori e linea correzione dal look accattivante e moderno che si rivolge in particolare ai giovani.
Didò è la pasta per giocare, creata per i più piccini, che li aiuta ad allenare manualità e fantasia, insegnando loro il concetto di tridimensionalità. I suoi ingredienti naturali la rendono
innocua e sicura.

Infine, tra le novità si segnala Temagraph no Sign TriEraser. Un portagomma triangolare studiato per le cancellature di precisione. Pratico ed ergonomico s’impugna come una
penna. L’avanzamento a pulsante e rilascio controllato della gomma rende questo oggetto comodo e innovativo. Non sporca e non lascia residui.

Porto Bolaro Shopping Center apre a Reggio Calabria

Porto Bolaro Shopping Center nasce dalla collaborazione fra Promocentro Italia Spa, specializzata nella promozione e di centri commerciali e complessi polivalenti, e della società immobiliare Porto Bolaro srl, di cui fa parte il Gruppo Falduto, che hanno affidato a Cogest Italia la gestione del centro. 

 La struttura, sviluppata su due livelli, occupa una Gla di 15.623 mq, è dotata di un parcheggio coperto per 1.200 posti auto.
Locomotiva del centro, ricco dal punto di vista architettonico con marmi, ascensori panoramici, fontane e ampie vetrate, è, a livello terra, un ipermercato Carrefour (4.600 mq), che sbarca per la prima volta in città ed è di proprietà di GDM, franchisee storico del gruppo francese, che opera anche con i marchi Diperdì Gs e Quiper, nell'area degli ipermercati di minori dimensioni.

Al primo livello, si trova un pdv Media World, ancora elettronica del centro, che, nel complesso, propone 37 negozi (il 70% imprese locali che utilizzano la formula del franchising), altre due medie superfici (Piazza Italia e Bata), oltre che 5 punti di ristorazione, che formano una food court al primo livello con vista sul mare.

Già previsto dalla società che cura la commercializzazione Mall System, entro il 2012, un ulteriore ampliamento del centro, con l'obiettivo di realizzare un parco commerciale con altre medie superfici. In previsione anche la realizzazione di un porto turistico.

Coop Adriatica verso il centro commerciale verde

Su un'area di circa 200.000 mq, a Faenza, a ridosso dello svincolo della A14 Bologna Taranto (Autostrada Adriatica), Coop Adriatica sta costruendo un centro commerciale che è particolare per due ordini di motivi:

- la forte componente ambientale, con l'implementazione di soluzioni che garantiscono considerevoli risparmi di energia e acqua e l'utilizzo di fonti rinnovabili;

- la presenza, nella galleria, di uno spazio di 428 mq dedicato alla promozione e all'immagine della città, gestito direttamente dal Comune (ripreso nell'immagine).

“A Faenza stiamo sostenendo un investimento rilevante con il quale puntiamo a realizzare un progetto qualificato e innovativo dal punto di vista ambientale e sociale e che continuerà a offrire convenienza, servizio, ampiezza dell'offerta in linea con la mission di Coop”, ha precisato Gilberto Coffari, presidente di Coop Adriatica.

Le caratteristiche del centro
Dal punto di vista dell'offerta, il centro prevede:

  • un Ipercoop di 5.900 mq
  • 42 piccoli esercizi commerciali
  • 5 medie superfici di abbigliamento
  • una galleria coperta che ospiterà spazi di ristorazione e il Centro per la promozione e l'immagine di Faenza
  • oltre la galleria, in altri due edifici, troveranno spazio altre tre strutture di media superficie.

Il contenuto ecologico

“Tutte le opere sono realizzate in conformità alla legge 311 sul contenimento dei consumi - sottolinea Roberto Zamboni, direttore sviluppo di Coop Adriatica- Inoltre il 90% del fabbisogno energetico e il 50% di quello per il condizionamento verranno assicurati da un impianto di teleriscaldamento, mentre un sistema elettronico di gestione consentirà di ottimizzare il rendimento degli impianti”.

In aggiunta sarà attivato un impianto fotovoltaico integrato in grado di produrre fino a 300 chilowatt e vasche per la raccolta della pioggia da utilizzare per l'irrigazione del verde. Presenti anche barriere antirumore.

Indicod-Ecr: le lettere della crisi

Crisi e dopo crisi: si possono descrivere rispettivamente con una lettera dell'alfabeto, una “L”, che significa, crollo a picco dei consumi e stabilizzazione su livelli bassi, e una “V”, con una “discesa ardita e una risalita”, come spiega Vincenzo Tassinari presidente Coop, citando Mogol e Battisti. O ancora come una “U”, con una discesa più mordida, una stabilizzazione breve e una ripresa graduale.
La prima ipotesi è la più temuta, la seconda la più gradita, la terza quella ritenuta più probabile.
Non intendiamo snocciolare tutto l'abbecedario ma segnalare che la recessione, i modi per affrontarla al meglio e le opportunità che pur potrebbero derivarne sono stati il tema dell'incontro di oggi di Indicod Ecr sul “Paese da modernizzare”: ovvero innovare per non perire.

Gli interventi
Un parterre di grande livello ha assistito ai lavori, introdotti dal presidente di Indicod Giuseppe Brambilla di Civesio (ad di Carrefour Italia) che ha segnalato come il clima di fiducia delle imprese sia ai minimi storici, mentre al concetto di moderno e modernizzazione era dedicato il sondaggio commissionato a Ispo e presentato dal suo presidente Renato Mannheimer.
L'intervento più atteso della giornata era quello di Jacques Attali (nella foto): il celebre filosofo e politico d'Oltralpe ha indicato nello squilibrio demografico il principale problema del nostro Paese mentre all'analisi economica era dedicato l'intervento del professor Francesco Daveri, dell'Università di Parma. Bruno Aceto, direttore generale di Indicod-Ecr ha presentato il nuovo catalogo elettronico promosso dal sodalizio; un prodotto con il quale idm e gdo potranno sincronizzare i loro dati riducendo tempi e stock.
Infine una tavola rotonda con la partecipazione di Attali, Tassinari, Pierluigi Bernasconi (ad Mediamarket), Valerio di Natale (presidente e ad di Kraft foods) e di Aldo Sutter, ad del Gruppo Sutter, ha concluso i lavori.

Ottimizzare le spese IT: una strategia in 10 passi

Un decalogo per i responsabili IT che delinea le strategie per ottimizzare le spese in Information Technology in un periodo di flessione economica come l’attuale. È un’iniziativa di SonicWall che, sulla scorta della propria esperienza di fornitore di soluzioni per reti sicure, spiega cosa fare per razionalizzare le operazioni e gestire attivamente la propria infrastruttura informatica.
Le 10 strategie migliori per ottimizzare le spese IT in fase di recessione sono:

1. Tenere sotto controllo i costi. È molto importante giustificare ogni costo relativo agli acquisti IT. Il ritorno degli investimenti (ROI), la riduzione del costo totale di proprietà (TCO) e brevi tempi di ammortamento dei beni tecnologici acquistati sono fattori che acquistano una forte importanza.

2. Utilizzare appliance hardware. Le appliance hardware sono dispositivi dedicati sui quali è installata una specifica applicazione. Poiché le appliance sono solitamente plug-and-play e includono il proprio stack di infrastruttura, installando un'applicazione su un'appliance i responsabili IT possono ridurre i tempi e l'impegno di gestione. Le appliance possono anche essere più sicure perché operano su sistemi operativi ridotti al minimo.

3. Utilizzare dispositivi multifunzione. I dispositivi UTM (Unified Threat Management) gestiscono più applicazioni di sicurezza -quali un sottoinsieme di anti-virus, anti-spam, firewall, VPN (virtual private network), prevenzione delle intrusioni, anti-malware, application firewall e filtraggio dei contenuti- su una singola appliance hardware dedicata.
4. Telelavoro. Un maggior numero di telelavoratori determinerà inoltre un risparmio per l'azienda in termini di IT, strutture e spese di utenza oltre a stimolare la produttività dei dipendenti.

5. Automatizzare il controllo degli endpoint. Con l'aumento degli utenti remoti, compresi i telelavoratori, le aziende necessitano di un sistema basato su policy interne per gestire gli accessi alle risorse aziendali, quindi sarà necessario automatizzare l'imposizione della policy con tecnologie in grado di verificare che gli endpoint siano adeguatamente protetti prima di concedere l'autorizzazione a connettersi.

6. Ridurre il numero di fornitori IT. Scegliere un numero limitato di fornitori in modo che i dispositivi nuovi siano compatibili con quelli vecchi, riducendo così eventuali problemi d'integrazione.

7. Valutare le offerte di hosting. Le divisioni IT dovrebbero considerare l'approccio SaaS (Software as a Service) come un modo per ridurre la propria mole di lavoro piuttosto che come una minaccia.
A tale scopo è sufficiente consolidare gli help desk interni esistenti (per diverse divisioni o per le acquisizioni recenti) oppure delegare la funzione di help desk a un provider di servizi esterno.

8. Trasferire archiviazione ed elaborazione su sistemi basati su Internet. Il "cloud computing" consente alle aziende di trasferire l'archiviazione o le elaborazioni più gravose a provider di servizi in Internet.

9. Sperimentare le applicazioni Web 2.0  Le divisioni IT dovrebbero prendere in considerazione le tecnologie Web 2.0 orientate ai consumatori per le interfacce delle loro applicazioni interne proprietarie. Le tecnologie Web 2.0 sono spesso economiche o addirittura gratuite.

10. Incrementare la produttività. Le divisioni IT devono dotare e insegnare ai lavoratori come utilizzare strumenti di produttività più efficienti.

Contributi agricoli a rischio

Settore agricolo in allarme per le riduzioni contributive di cui godono le zone montane e svantaggiate. Queste agevolazioni, previste dalla Legge 11 marzo 2006, n. 81, verranno meno il 31 marzo 2009 e senza mancata proroga si determinerà un aumento significativo dei costi per i datori di lavoro del settore agricolo che finirà inevitabilmente per scaricarsi in un aumento dei prezzi. La denuncia arriva da una lettera appello congiuntamente firmata da Flavio Amadori – amministratore delegato Gruppo Amadori, Renzo Piraccini (nella foto) – Direttore Generale Apofruit Italia e
Bruno Piraccini – Consigliere Delegato Orogel. Se i contributi non verranno confermati, si legge nell’appello, “Il settore agricolo dovrà sopportare ulteriori costi legati alla manodopera, in un momento già di per sé difficile economicamente, per questo chiediamo un intervento delle parti sociali e del governo affinché si proceda con la proroga della norma, garantendo così, alle aziende del settore agricolo, la possibilità di continuare a essere competitive sul mercato.”

Decreto flussi
Ad aggravare la situazione, si sottolinea nella medesima lettera, vi è la mancanza di pubblicazione del decreto flussi dei lavoratori stagionali extracomunitari per l’anno 2009. Senza certezza normativa si rischia infatti da un lato di infrangere le leggi dall’altra di non avere sufficiente manodopera nelle fasi di raccolta.

Delhaize rinuncia a Unilever e perde il 31% del mercato

Tutto il mondo è paese, anche quando si tratta di rinnovi contrattuali tra industria di marca e gdo. Così, anche in Belgio, Delhaize, che ha sospeso la maggior parte degli ordini a Unilever perché non si riesce a trovare un accordo sui prezzi, sta perdendo quota nei confronti dei propri competitor nazionali.
Infatti, stando a quanto rilevato dall'agenzia Brandhome, che ha realizzato 3.500 interviste nell'area delle Fiandre, il gruppo belga ha perso il 31% della sua clientela a favore di Carrefour e Colruyt. La survey ha anche evidenziato che il 19% dei clienti Delhaize non condivide la scelta della catena.

E in Italia
La marca, quindi, continua ad avere il suo peso nella scelta degli acquisti dei consumatori.
Un problema che, per il momento, non pare coinvolgere Coop, che ha di recente rinunciato al rinnovo di diversi contratti con l'industria di marca, proprio a causa dell'aumento dei prezzi che la catena non ritiene giustificati. Ed evidenzia la sua scelta a scaffale, dove, in spazi vuoti per le rotture di stock, troneggia il cartello “Questo prodotto non è più in vendita perché non si è raggiunto l'accordo sull'aumento di prezzo richiesto dal fornitore".

Veronafiere «esporta» Siab in Brasile

Un Siab sempre più internazionale, che offre alle aziende opportunità d'affari anche in Brasile. Dal 15 al 18 giugno, a San Paolo, nell'ambito della 25ª edizione di Fispal Food Service, unica manifestazione dell'America Latina che riunisce tutti i settori delle tecnologie alimentari, è in programma la prima edizione di Siab Brasile.

Alle imprese italiane, grazie all'intesa tra Veronafiere e la
società che organizza la rassegna, verrà offerta l'opportunità di
incontrare acquirenti dell'intero continente Sud americano, usufruendo
degli spazi dell'Expo Center Norte di San Paolo, uno dei centri fieristici mondiali più all'avanguardia.

«Con questa tappa a San Paolo -commenta il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani - investiamo nell'internazionalizzazione dell'arte bianca italiana, favorendo le occasioni di incontro e di scambio commerciale per le aziende, in un Paese destinato a diventare uno dei riferimenti mondiali della crescita ».

Italia secondo fornitore europeo del Brasile
Il Brasile, con un Pil (Prodotto interno lordo) pari a 1.313 miliardi di dollari (dato 2007) si posiziona al decimo posto tra le economie mondiali sia nel «Global Ranking» stilato dalla Banca Mondiale che nella classifica a parità di potere d'acquisto.

Nel 2007 l'incremento del Pil brasiliano è salito del 5,4% rispetto all'anno precedente, dovuto principalmente alla crescita sui mercati internazionali del prezzo dei minerali di ferro, dell'alluminio, del caffè e dello zucchero, prodotti dei quali il Paese sudamericano è fra i principali esportatori.

L'interscambio fra Brasile e Italia è passato dai 4,45 miliardi di euro del 2004 ai 6,35 miliardi dello scorso anno e la previsione per il 2008 è quella di sfiorare i 10 miliardi di euro.

L'Italia, in particolare, fra i Paesi fornitori del Brasile, si colloca al decimo posto nel ranking mondiale, ma a livello comunitario è seconda, dietro soltanto alla Germania.

Per quanto riguarda la pasta, il Brasile - con 1,5 milioni di tonnellate prodotte nel 2007 (fonte: Unipi - Unione industriali pastai italiani) - risulta essere il terzo Paese produttore al mondo, dopo Italia (3,23 milioni di tonnellate) e Stati Uniti (2 milioni di tonnellate).  In crescita anche i consumi, che nel 2007 hanno raggiunto i 6,7 kg pro capite (contro i 27 kg consumati dagli italiani).

Mia di Rimini: visitatori in calo, ma gli operatori sono fiduciosi

Intervistati sull'andamento della fiera, durante lo svolgimento della stessa, gli operarori dicevano che c'era un po' meno affluenza dell'anno scorso, ma che il livello dei contatti era buono e, per quanto riguarda l'estero, erano in aumento quelli appartenenti ai Paesi dell'Europa dell'Est.
Il Mia, Mostra Internazionale dell'Alimentazione di Rimini, si è chiuso ieri e i dati ora confermano il sentiment degli operatori: i visitatori professionali che complessivamente hanno visitato le fiere sono stati 82.977 (-5,8% rispetto al 2008), dei quali 2.832 esteri.

Il sentiment non negativo degli operatori è tanto più importante dato che Mia in realtà è un complesso di iniziative e quindi una cartina tornasole delle prospettive di mercato del 2009 che è iniziato in modo così pesante. Accanto alla 39esima Mostra Internazionale dell'Alimentazione, si è svolto infatti l'11° Pianeta Birra Beverage & Co. (esposizione internazionale di
birre, bevande, snack, attrezzature e arredamenti per pub e pizzerie),
l'8° MSE Seafood&Processing (salone internazionale delle tecnologie
e dei prodotti della pesca), il 5° Oro Giallo (salone internazionale dell'olio
extravergine di oliva), che promuove la cultura dell'olio e, infine, il primo
appuntamento con DiVino Lounge - wine, food and more dedicato a
vini, spumanti e champagne.

Per Ovs Industry si aprono le porte dell’India

Matrimonio indiano per Ovs Industry, l’insegna di fast fashion di Gruppo Coin: è stata siglata una joint venture con Brandhouse Retails Ltd, uno dei principali operatori retail nel mondo nell’abbigliamento indiano dove opera con 600 pdv con diversi marchi in franchising (tra cui Reid & Taylor, Belmonte, Carmichael House, ecc), oltre che in esclusiva con brand del lusso come Alfred Dunhill.

 La nuova società, il cui capitale ammonterà a 9,5 milioni di euro per i primi due anni, prevede, in una prima fase, una quota di maggioranza di Branhouse Retail del 62,5% destinata a diminuire fino al 50% in funzione sia del piano di apertura sia di parametri ben definiti.

Secondo Stefano Beraldo, Ad di Gruppo Coin, questo accordo rappresenta un passo importante nel processo di internazionalizzazione di Ovs industry, con l’obiettivo di avvicinare il marchio alla middle class indiana in un mercato in crescita in cui tantissimi giovani desiderano provare l’abbigliamento fast fashion italiano.

Positivo anche il parere di Nitin Kaliswal, Ceo di Brandhouse Retail per il quale la collaborazione con Ovs Industry colma un divario dell’industria indiana “per quanto riguarda la moda fast fashion a prezzi accessibili. I nostri giovani sono esposti oggi a trend internazionali e vanno alla ricerca di fast fashion, cosa che in India non è assolutamente accessibile”.
Brandhouse Retails prevede di operare con oltre 1.200 store entro il 2010.

Presentata una nuova specie di pesce

L'aspetto, una volta sfilettato, è una via di mezzo fra la sogliola e
il persico. Di forma piatta, ha un colore rosato con una texture
sufficientemente compatta da supportare varie modalità di preparazione,
pur essendo di sapore delicato.

Ricco di Omega 3
L'obiettivo è di sostituire le specie
sovrasfruttate di pesce bianco. È ricco di Omega 3 e offre un piena
tracciabilità con una shelf life di 10 giorni, se conservato fra i 0 e
i 4 gradi. I filetti sono in tagli da 100-200-400 gr.

L'allevamento,
secondo Anova, avviene in modo sostenibile in bacini d'acqua coperti,
con un sistema di ricircolo dell'acqua che è unico al mondo e che
consente di utilizzare quantità davvero minime di acqua e di energia e,
grazie al quale, non si causa acidificazione dell'ambiente.

Inoltre, i
pesci vengono lavorati immediatamente dopo esser stati pescati e
trasportati direttamente al cliente.
Chi l'ha assaggiato sostiene che
è di gusto delicato, anche se forse un po' troppo neutro e poco
saporito.

Casino inaugura Iceko un nuovo concept frozen discount

Casino allarga il numero delle sue insegne e inaugura il primo Iceko, con il concept discount all frozen. Per testare la nuova insegna, che nelle strategie del gruppo francese ha l’obiettivo di insidiare il primato delle vendite di Picard, la catena di negozi specializzati (700 i pdv in Europa) in prodotti surgelati gestita da B.C. Partners, Casino ha scelto Parigi.

Per raggiungere il suo scopo, Iceko, che occupa una superficie di vendita di circa 200 mq, propone anche corner con forni a microonde per riscaldare i piatti e quindi degustarli nel punto di vendita come anche un corner con prodotti non surgelati. Gli orari, inoltre, sono studiati per coinvolgere i consumatori della grande metropoli: apertura continuata di 21 ore al giorno, salvo la domenica, comunque aperto, ma solo per 13 ore.
Anche a livello di prezzo il food store sembra reggere la concorrenza. Meno sotto il profilo dell’assortimento (circa 600 tra marche e private label) che, essendo appunto un discount, è piuttosto limitato.

I risultati 2008 di Casino
Il gruppo, che in Francia conta 8.601 pdv (di cui 6.092 di prossimità, è attiva anche a livello internazionale con 1.481 store, in particolare nel Sud America e in Oriente. Géant Casino, Moniprix, Leader Price sono tra le sue principali insegne, ma opera anche al fuori del settore gdo con Cdiscount, Mercialys, Casino Cafétéria, Banque Casino.
Il gruppo ha chiuso il 2008 con un totale fatturato pari a 28.701 mio/euro (+14,9% internazionale).

L’eco-sostenibilità tema centrale del convegno Italgrob

Birra

In occasione del tradizionale convegno annuale degli operatori del beverage, tenutosi domenica 15 febbraio a Pianeta Birra (Fiera di Rimini), Italgrob -la principale federazione nazionale di grossisti di bevande per il canale horeca- ha presentato i primi dati relativi all'attivazione del Progetto Vetro Indietro su alcune piazze italiane.

La sperimentazione del Progetto -cui prendono parte Fipe-Confcommercio, Legambiente, tre aziende leader nel settore della produzione di bevande, alcoliche e non (Sanpellegrino, Peroni e Pago) e Savno, Servizi Ambientali Veneto Nord Orientale - ha mosso i suoi primi passi a fine 2008 e potrebbe rivelarsi un'opportunità fondamentale per il rilancio del settore del fuori casa, come elemento di riqualificazione e differenziazione rispetto ad altri canali e forte coesione della filiera.

Sostenibilità economica, oltre che ambientale
Già le prime analisi compiute dall'Università Ca' Foscari di Venezia - l'ateneo che sta raccogliendo ed elaborando tutti i dati relativi alla prima sperimentazione del progetto VAR-mettono in evidenza l'”ecologicità” del progetto e il notevole risparmio economico in termini di costi di produzione e trasporto che il processo del VAR garantisce all'intera filiera produttiva del beverage, rispetto al processo a perdere.

Due le motivazioni fondamentali per le quali gli esercenti italiani dovrebbero aderire al Progetto Vetro Indietro secondo il Direttore Generale di Fipe Edi Sommariva: “la prima è sicuramente la sensibilità ambientale, la seconda riguarda invece il fattore sicurezza, che i recenti fatti di cronaca hanno portato nuovamente alla ribalta”.
Non a caso anche la Regione Lombardia e il Comune di Milano, dove già sono attive ordinanze contro l'abbandono di bottiglie in vetro servite nei pubblici esercizi del centro storico, hanno manifestato in questi giorni l'interesse ad aderire alla sperimentazione del Progetto Vetro Indietro.

Carrè Blanc si espande in Italia

Dopo l'apertura del primo pdv in franchising lo scorso ottobre a Voghera, lo sviluppo italiano di Carrè Blanc, marchio francese di arredamento tessile per la casa e la persona attivo con diverse linee di prodotto a marchio proprio, predilige la presenza negli store Coin con shop-in-shop di circa 40 mq.

Attualmente sono 8 i Coin che ospitano questi spazi (Roma, Bari, Bologna, Catania, Genova, Milano, Varese e Verona), con l'obiettivo di arrivare, entro la fine dell'anno, alla copertura dell'intera rete, soluzione che facilita la diffusione del nome e la presenza sul territorio nazionale.

Allo stesso tempo, pur essendo rimandata al prossimo futuro l'apertura di pdv diretti, l'azienda punta sul franchising: entro Pasqua, è prevista l'apertura del flagship di Treviso, su una superficie di circa 80 mq, dimensione standard della catena, mentre per la fine dell'anno è ipotizzato l'arrivo a Firenze, dove sono in fase conclusiva le trattative per la location.

In Italia, è la crescita è affidata in esclusiva a ITH, azienda che per ottimizzare la crescita anche nell'attuale situazione economica complessa si è organizzata con due divisioni vendita: una focalizzata sul reparto casalinghi e l'altra sul tessile.

Wall-E ispira il nuovo eco-concorso di Acqua Minerale San Benedetto

In occasione del lancio in DVD di Wall-E, il film d'animazione della Disney, parte il nuovo eco-concorso Acqua Minerale San Benedetto dedicato all'importanza della salvaguardia ambientale.

La promozione, organizzata in collaborazione con l'agenzia In Action, riguarda la nuova generazione di bottiglie Eco Friendly che, utilizzando minori quantità di Pet, ridotto del 30% negli ultimi 25 anni, permettono un risparmio energetico, riducono l'impatto ambientale e agevolano il riciclaggio.

Il meccanismo del concorso

Acquistando dal 16 febbraio fino al 31 maggio, le bottiglie Eco-Friendly di Acqua Minerale Naturale San Benedetto nei formati da 2 l, 1,5 l, 0,5 l e le Baby Bottle personalizzate con il logo del concorso, e telefonando allo 06 62296925, oppure cliccando direttamente sul sito www.sanbenedetto.it, per scoprire la vincita.

Attraverso il meccanismo Match&Win, telefonando o andando sul sito e indicando scontrino fiscale e data d'acquisto del prodotto, si scoprirà immediatamente la vincita degli ecopremi giornalieri e settimanali, tra cui i videogiochi Wall-E di THQ, set di pentole Ballarini Green Home e Frigoriferi Ignis Eco Green.
Infine, come superecopremio finale verrà estratta una Volkswagen Polo GPL.

Palm presente al Biofach di Norimberga

Palm, azienda specializzata nella co-progettazione e produzione di pallet e imballaggi ecosostenibili a basso impatto ambientale, sarà protagonista a BioFach 2009, appuntamento mondiale del biologico (Norimberga 19-22 febbraio), insieme a un network di partner che condividono la sostenibilità ambientale e la salubrità alimentare. Tale network -composto da produttori di cibo biologico (Bio Hombre, PrimaVera e Tonon) e di sistemi espositivi (Palm e Pasolini)- sarà presente presso lo stand progettato da Bioeco, azienda, specialista in soluzioni innovative per la vendita dei prodotti sfusi e biologici.

Un nuovo approccio

Nello stand, grazie alla rappresentazione ideale di uno spaccato di supermercato a basso impatto ambientale, verrà proposto un nuovo modo di fare economia, secondo una logica di sistema, che migliori la qualità della vita, promuovendo una filiera bosco-legno-consumatore responsabile.

Palm sarà presente con tre linee:

  • GreenPallet: come supporto per espositori di detersivo alla spina e distributori di cibo sfuso nella coerenza della sua sostenibilità nel ridurre il peso degli imballaggi.
  • GreenBin: espositore per la frutta biologica.
  • GreenEquipment: attrezzature naturali per esporre materiali informativi.

Carbon Footprint di filiera

Le imprese che utilizzeranno i prodotti di Palm potranno comunicare un maggior impegno nei confronti dell’ambiente, grazie all’utilizzo di legno, certificato FSC e PEFC, energia rinnovabile, ecodesign e un approccio innovativo di Carbon Footprint di filiera, attuando azioni significative per la riduzione e rendicontazione degli impatti ambientali e garantendo la salubrità del prodotto esente da contaminazione

Per competere non basta ridurre i prezzi

In tempo di crisi, vien voglia di tirare la cinghia: la tentazione - o la necessità - del risparmio è un virus sia per i consumatori sia per le aziende. L'imprenditore, però, dovrebbe porre una certa attenzione a non esagerare con la cura dimagrante, come suggerisce un'analisi della Nielsen sulle strategie delle imprese in mezzo alle turbolenze economiche. Si rischia, infatti, di assottigliare la fiducia dei propri clienti e il valore del marchio. Allora dove risparmiare: sugli investimenti per l'innovazione,  sui costi di produzione, sulla pubblicità? Bisogna poi ridurre i prezzi?

I vantaggi della crisi
Va bene contenere di qualche buco la cintura dei costi, ma per farlo occorre ponderare diversi fattori e mantenere almeno due capisaldi. Il primo: un periodo di crisi è anche un ottimo volano per costruire un vantaggio competitivo e quindi rafforzare l'azienda. Questo può garantire una posizione migliore, rispetto ai concorrenti, per ripartire con più sprint al termine delle difficoltà. Il secondo caposaldo è che il prezzo non è l'unica leva su cui far forza, per smuovere l'ingranaggio delle vendite. Nielsen, quindi, consiglia di continuare a investire per innovazioni di prodotto mirate e anche in pubblicità (si veda a proposito questo articolo). I consumatori sono sempre a caccia di beni che appaghino i loro bisogni e desideri: certo è più complicato introdurre una novità senza pubblicizzarla.

«Un prodotto non pubblicizzato durante un rallentamento non comunica i propri vantaggi al consumatore, proprio quando lui sta pensando con più attenzione a cosa comprare», spiegano gli analisti di Nielsen. Quindi, meglio tagliare su prodotti già affermati o in difficoltà, piuttosto che su quelli più recenti. Anche una referenza premium, se offre una qualità percepita dagli acquirenti, può inserire una marcia in più e conquistare uno spazio di mercato.

Strategie della Gdo
Il consumatore, poi, è diventato sempre più scientifico per bilanciare l'aumento dei prezzi durante il 2008. Inizialmente, ha cercato di non modificare il proprio mix di spesa, cercando le promozioni sugli articoli cui è maggiormente affezionato. In secondo luogo, ha ridotto il volume del carrello e si è diretto verso marche più economiche. La Gdo può reagire in vari modi e senza ricorrere unicamente all'arma del prezzo.

Un punto essenziale è stabilire una relazione più stretta con i propri consumatori, magari tramite Internet. Il dialogo può innescare un circolo virtuoso di scambio d'informazioni, che diminuisce l'incertezza e quindi il rischio per l'azienda, soprattutto nel lancio di nuovi prodotti. Il marketing, inoltre, dovrebbe riservare un'attenzione speciale alle categorie di prodotto: alcune sono anti cicliche (come il cioccolato e il vino), altre crescono anche in periodi di rallentamento economico come quelle premium, per le quali è decisivo il valore piuttosto che il prezzo.

La crisi pesa anche sugli investimenti pubblicitari

Gli investimenti in pubblicità e comunicazione da parte delle aziende sono sotto la spada di Damocle dei tagli generalizzati. Anche se, come osservano gli esperti, proprio nei periodi di contrazione dei consumi bisognerebbe guardare con un'attenzione particolare proprio all'advertising, è evidente che la coda del 2008 ha portato a una consistente stretta della cinghia.
Se negli ultimi mesi del 2007 le aziende italiane avevano incrementato i budget di oltre il 6% rispetto all'anno precedente, nello stesso periodo di del 2008 l'andamento è senza dubbio negativo. Non è ancora disponibile il consuntivo ma i dati riportati da Nielsen parlano chiaro: ci si aspetta un tasso di variazione degli investimenti tra il -2 e il -3% e per gli operatori del settore, i centri media e le concessionarie non resta che navigare a vista: non c'è certezza del business per il 2009 e tutte le attività di pianificazione hanno un orizzonte temporale brevissimo.
Nielsen ribadisce quanto si sa da tempo: le difficoltà più gravi riguardano l'editoria cartacea, che è penalizzata più di altri settori e non solo in Italia. A novembre la spesa pubblicitaria su quotidiani e periodici ha registrato, infatti, un calo del 6,5%. L'advertising online cresce invece intorno al 16%, ma la differenza di costi sui due media è ancora molto elevata. Le grandi potenzialità del Web sono fuori discussione, ma secondo l'analista il mezzo deve sviluppare la capacità di attrarre investimenti importanti.
Sostanzialmente tiene la televisione generalista, considerata la scelta più “prudente” e che non ha mai bisogno di dimostrare la propria efficacia. Questo nonostante gli alti costi del mezzo. Secondo Nielsen, quindi, è possibile che quest'anno la sua quota di mercato, già oltre il 53%, cresca ancora.
Anche la radio ha avuto performance positive (+3,1% a novembre 2008) e potrebbe proseguire questo trend, ma sarà difficile che possa ripetere gli exploit degli ultimi anni.
Il mercato pubblicitario, sottolinea però Nielsen, non può certo scomparire: in Italia ci sono oltre 18.000 aziende che investono in pubblicità e che continueranno a farlo anche se con modalità diverse.

Nel 2009 attenzione al risparmio ma anche alla qualità

Che il 2009 sia anno all'insegna della convenienza certo non è notizia di quelle che possano stupire. Colpisce però positivamente il fatto che, almeno in campo alimentare, la ricerca del risparmio non andrà a scapito della qualità delle scelte. Lo dice la ricerca, “Gli italiani di fronte alla crisi: a cosa rinunciano nel 2009?”, condotta da Interactive Market Research.

Le famiglie

L'atteggiamento delle famiglie è senz'altro improntato alla ricerca del risparmio: il 97,3% dei nostri connazionali dichiara, infatti, di ponderare accuratamente ogni spesa. Il genere alimentare, però, subirà meno contraccopi rispetto ad altre categorie di spesa: gli italiani si confermano amanti della tavola, pur dimostrando una ricerca della convenienza, prediligendo il buon rapporto qualità/prezzo delle private label e dei prodotti di primo prezzo.
 

Maurizio Pucci, Ad di Interactive Market Research,  commentando i risultati dichiara: “Gli italiani si sentono più poveri persino rispetto a un anno fa e stanno pensando di tagliare i budget. Anche il food rientra in questa cornice. I nostri intervistati hanno manifestato un'estrema sensibilità ai listini e una maggiore apertura verso private label e primi prezzi. Più che di calo di acquisti, emerge una forte attenzione al prezzo. Ma non in tutte le categorie. Pane pasta, riso risultano gli alimenti per i quali si intendono fare meno rinunce, assieme a quasi tutti i freschi, ad esclusione del pesce”. Venendo ai dati numerici, oltre il 55% delle famiglie comprerà Pl o primi prezzi in misura maggiore che in passato. Per i prodoti di marca si impone il ricorso ai tagli prezzo.

Dal convegno di Popai, le tecnologie contro la crisi

Il pdv è un medium e il suo successo dipende da come sa comunicare a un cliente che deve imparare a conoscere meglio, anche se la tecnologia oggi può dare un aiuto decisivo. La posta in gioco, in un periodo di recessione globale, è alta perché riguarda l'esistenza stessa dei retailer e delle marche che vengono proposte nei negozi. Una sfida di cui si è parlato ieri e di cui si sta continuando a parlare oggi, allo Iulm di Milano, dove si svolge il Convegno Internazionale Ordine & Extra-Vaganze promosso da Popai Italia.

Per andare oltre la crisi
Una soluzione alla crisi ventilata (o paventata) potrebbe essere quella di una progressiva “discountizzazione”, anzi di una “aldizzazione” (per richiarmarsi a chi come Aldi ha già fatto della crisi economica l'arma su cui ha basato il proprio successo), ma se dobbiamo essere sinceri la prospettiva non sembra entusiasmante a molti retailer, che oltretutto dovrebbero mettersi a fare un altro mestiere.
Una strada più convincente è proprio quella dell'investimento in tecnologie come il digital signage (dove in Italia abbiamo ancora moltissimo da imparare, come è stato mostrato nelle sessioni specifiche) e l'Rfid. Con la prospettiva di scenari interessati, aperti da tecnologie che consentirebbero di seguire istante per istante il comportamento del singolo consumatore all'interno del pdv per potergli poi tarare offerte mirate. Interessanti, ma inquietanti sotto l'aspetto della privacy.

Alleanza Coop Nordest e Spar Austria in Croazia

Grazie a un accordo sottoscritto tra Coop Nordest e Spar Austria, la gestione dei quattro Ipercoop attivi in Croazia (2 a Zagabria e due a Spalato) passa dalla società Hipermarketi Coop a Spar Hrvatska.

I pdv, che complessivamente coprono una superficie di vendita di circa 30.000 mq, manterranno l'insegna Ipercoop, mentre l'assortimento continuerà a prevedere la presenza di prodotti a marchio Coop.

Inoltre, è prevista la creazione di una società immobiliare, partecipata al 50% Coop Nordest e Spar Austria, il cui business sarà concentrato sulla gestione degli immobili commerciali nei quali sono inseriti gli ipermercati.

“Per Coop Nordest questi accordi hanno un duplice significato - spiega Marco Pedroni, presidente del gruppo-: da un lato ci permette di mantenere la nostra presenza nel mercato croato; dall'altro il passaggio della gestione a Spar ci permette di disporre di ulteriori risorse per continuare lo sviluppo di Coop Nordest e cogliere nuove opportunità”.

Per il presidente di Spar Austria, Guntram Drexel, questa operazione rafforza la presenza di Spar, che già opera con 6 ipermercati Interspar e rafforza la collaborazione con Coop, già rodata all'interno di Centrale Italiana.

Microsoft si fa anche retail e apre store in tutto il mondo

Non dice dove, quando e quanti saranno. Neppure quali prodotti saranno in vendita. Ma solo che realizzerà una catena di store monobrand, con location in tutto il mondo. Ad annunciarlo è Microsoft Corp, la maggiore Company di software, che produce anche la console video game Xbox (che ha registrato un balzo del 33% nelle vendite in gennaio) e il riproduttore di musica digitale Zone.
L’obiettivo iniziale, stando alle dichiarazioni adel colosso americano, è “un ridotto numero di store di alto profilo, da aprire nelle maggiori città del mondo”.
L’imput dell’ingresso nel mondo retail è di David Porter, manager della DreamWorks, che Microsoft ha nominato vice presidente della futura catena di stores.
La scelta di uno sviluppo in ambito retail, con ogni probabilità, punta a fronteggiare il crescente successo dei negozi Apple, aperti in tutto il mondo e che attualmente hanno raggiunto quota 220. Anche se, secondo dichiarazioni di Microsoft, l’iniziativa scaturisce più semplicemente “da una strategia che punta ad avvicinarsi maggiormente al consumatore, sempre più accorto in fatto di spese, dimostrandogli direttamente il reale valore dell’acquisto di uno specifico PC”.

Experience retail
Lo scorso novembre, per gli States, Microsoft ha anche iniziato a vendere direttamente on-line i propri prodotti consumer, da Flight Simulator X fino Windows Vista, inaugurando il sito Microsoftstore.com.
Inoltre, sempre nello stesso periodo, a Redmond (nello stato di Washington), Microsoft ha aperto un mock store, dove espone alcuni display dedicati ai retailer.
Va ancora aggiunto che per Microsoft, i negozi di vendita diretta non sono una prima esperienza: nel 1999, infatti, aveva aperto a San Francisco uno store di circa 800 mq, chiuso però dopo appena due anni.

Per San Valentino Durex promuove l’amore sicuro

Nel giorno degli innamorati decine di biciclette e un pullmino attraverseranno i punti nevralgici della città di Milano (zone aperitivo e shopping) per distribuire gratuitamente i 10 mila preservativi messi a disposizione da Durex.

L'iniziativa  intende sensibilizzare l'attenzione dei giovani su un argomento delicato come quello della prevenzione. Le statistiche (rapporti 2008 di SIGO, Società italiana ginecologia e ostetricia e SIA, Società italiana di andrologia), infatti, riportano che un solo ragazzo su 3 ne fa uso.

illycaffè sale a 14 come sedi dell’Università del caffè

Siamo a 14. L'ultima sede dell'Università del caffè, il centro di formazione istituito da illy con l'obiettivo di sviluppare e diffondere nel mondo la cultura del caffè italiano, è stata aperta a Istambul presso Whirlpool Culinary Arts Academy (WCAA) di Istanbul. Prima e unica scuola privata di cucina ad aver ottenuto la certificazione ufficiale del Ministero turco della Pubblica Istruzione a prestare i propri spazi all'Università del caffè, trasformandoli in un laboratorio per lezioni, workshop e degustazioni.

L'Università del caffè di Istambul formerà entro il prossimo anno circa 1.500 esperti di caffè e proporrà corsi di vari livelli destinati ai professionisti del mondo del bar e della ristorazione per migliorare la gestione e la promozione del locale.
Diverse le possibilità offerte ai partecipanti: iscriversi a un solo corso e conseguire un certificato di frequenza o completare l'intero percorso di formazione ottenendo il certificato di Artista e Manager del Caffè.

Le sedi straniere cui si aggiunge Istambul sono: Atene, Bangalore, Bogotà, Il Cairo, Londra, Monaco, New York, Opatja, Parigi, Rotterdam, San Paolo, Seul e Shanghai; in ogni paese l'Università ha sviluppato diverse tipologie di corsi.

Italian Food Excellence

dmc

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