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Pam Panorama in video spiega il progetto Guida alla Crescita

Suggerimenti e spiegazioni su come affrontare in famiglia e a una scuola una corretta alimentazione, tra giochi, blog, laboratori dal vivo

Come riuscire a trasmettere ai consumatori un corretto stile alimentare, che tenga conto di ciò che serve per crescere e riduca gli elementi più dannosi in prospettiva? Una domanda alla quale sta cercando di rispondere un numero crescente di retailer, in Italia come all'estero.guida alla crescita pam panorama blog

Nel Belpaese, in particolare, tra i più attivi su questo tema Pam Panorama che, con l'obiettivo di contribuire alla diffusione di una sana alimentazione, Pam Panorama ha deciso di lanciare online un programma specifico: si tratta di guida alla crescita pam panorama area didatticaGuida alla Crescita, rivolto a genitori, insegnanti e ragazzi, per fornire consigli, con l’obiettivo di migliorare il rapporto dei bambini con il cibo. Il progetto unisce in un unico sito sia materiali e giochi da fare in famiglia sia contenuti utili per gli insegnanti della scuola primaria, in modo da approfondire in maniera corretta in classe le tematiche del cibo e dell’alimentazione. Diverse le sezioni presenti che offrono diverse possibilità di relazione e di interagire con l'argomento: blog, laboratori, materiale informativo approfondito per rendere più semplice, per tutti, l'approccio all'alimentazione.guida alla crescita pam panorama laboratori

 

Pignorato Mercato di Porta Genova a Milano: 1 milione di debiti

Mercato Metropolitano
Sarebbero cinque i fornitori che hanno fatto partire il procedimento vantando crediti non pagati da mesi. Ma la cosa riguarda anche chi ha fornito servizi di pulizia, manutenzioni generali, arredi

È stato pignorato Mercato di Porta Genova a Milano che, nonostante il grande successo di pubblico in occasione del suo avvio lo scorso maggio per Expo 2015 cin il nome di Mercato Metropolitano, all’insegna dello slogan "Il buon cibo italiano non è un lusso", pare abbia debiti per circa un milione di euro. Sarebbero cinque i fornitori che hanno fatto partire il procedimento vantando crediti non pagati da mesi.  Ma la cosa riguarda anche chi ha fornito servizi di pulizia, manutenzioni generali, arredi. Gli ufficiali giudiziari si sono infatti recati sul posto nei giorni scorsi contestando il pignoramento. mercato metropolitano

Immediata la reazione della società Unaproa, il consorzio di produttori di ortofrutta, e di Qualitalia, la società di scopo che gestiva lo spazio di Porta Genova (nato con il nome di Mercato Metropolitano) per conto di Unaproa. Il presidente di Unaproa, Antonio Schiavelli, ha, infatti, dichiarato di voler ripartire sottolineando di avere già presentato il masterplan" delle attività programmate per il 2016, dagli orti urbani all'educazione alimentare fino al coinvolgimento del settore no-profit.  Sulle pendenze giudiziarie ha rilasciato agli organi di stampa una nota nella quale dichiara che il futuro del Mercato di Porta Genova è affidato ad un nuovo gestore già individuato. Va ricordato che questa struttura si estende su un’area di 15 mila mq in zona Navigli, nei magazzini dell’ex scalo ferroviario di Porta Genova. L’idea alla base del progetto era quella di offrire un nuovo modello di acquisto sostenibile basato sulla filiera corta: prodotti freschi e di qualità a prezzi da mercato,  direttamente da chi li produce, con oltre 2.000 prodotti tipici Dop e Igp (pane, carne, pizza, piadina, vino, birra agricola), il tutto abbinato allo street food. Sarebbe dovuto rimanere  aperto solo per il semestre di Expo ma, vista la granade risposta del pubblico, si ear deciso di continuare il percorso intrapreso. Il futuro ora sembra non essere così sicuro. Mercato Metropolitano

Sulla vicenda interviene anche Andrea Rasca, ideatore del format Mercato Metropolitano, che aveva dato in concessione il marchio a Qualitalia. Rasca chiarisce: “Il Mercato di Porta Genova a Milano non ha nulla a che vedere con il Mercato Metropolitano di Porta Susa a Torino, inaugurato di recente.  Sulla situazione debitoria della struttura di Porta Genova, posso solo dire che anche la mia azienda è creditrice per alcune decine di migliaia di euro nei confronti di Qualitalia”. L’imprenditore inoltre sottolinea l’obiettivo di rimettere in piedi la struttura: “Stiamo cercando un terreno di trattativa, visto che l'iniziativa di Torino conferma la bontà dell’idea generale di Mercato Metropolitano anche in un mercato difficile come la piazza torinese”.

 

 

 

È tempo di risparmiare sullo spreco di cibo

Evoluzione in chiave smart della raccolta delle eccedenze alimentari. Nuovi modelli di business emergenti (da Gdoweek 6)

Nei Paesi ricchi la lotta allo spreco alimentare non è più appannaggio dei soli attivisti antipovertà o di ambientalisti motivati, ma sta rapidamente conquistando spazio anche presso la gdo sempre più attenta alle ricadute di questa attività sulla percezione dell’opinione pubblica. Così, da un lato, i retailer guardano allo spreco di prodotti food con un occhio al conto economico, recuperando efficienza, mentre dall’altro utilizzano le iniziative antispreco per intessere rapporti con la società civile.

Il retail responsabile del 22%
In Italia il rapporto 2015 di Waste Watcher stima il controvalore dello spreco alimentare in oltre 8,4 miliardi di euro: secondo una ricerca del Politecnico di Milano, il 58,1% è da imputare agli operatori economici della filiera (il 41,9% dei prodotti buttati dipende dai consumatori e va dal frigorifero direttamente nella frazione umida della spazzatura), di questi il 22,3% è la quota della distribuzione. Una situazione destinata a migliorare proprio perché tutti gli attori della filiera sono decisi ad intervenire. 20_GDOWEEK06_2016_Spreco_intÈ di pochi giorni fa l’approvazione della legge antisprechi (al momento della scrittura dell’articolo è passata alla Camera con 276 voti a favore ed è in attesa di approvazione al Senato). Intanto ha così commentato il Ministro Martina: “Puntiamo a far crescere la consapevolezza nei consumatori rispetto alle abitudini alimentari, a semplificare le donazioni per le aziende e per la prima volta anche per l’agricoltura si disegna un ruolo da protagonista, attraverso le donazioni dirette agli indigenti”. La norma prevede semplificazioni nelle procedure, ampliando sia la tipologia dei soggetti che possono effettuare donazioni (con anche gli enti pubblici come soggetti donatori) sia i prodotti coinvolti. Infatti, potranno essere recuperati anche cibi e farmaci con etichette sbagliate, a patto che le irregolarità non riguardino la data di scadenza o la presenza di sostanze che possano creare allergie o intolleranze.

L’articolo completo su Gdoweek n. 6 – 2016

Unicoop Firenze investe anche sul territorio

Un risultato importante per Unicoop che conferma così il miglior risultato netto fra le 9 grandi cooperative di consumo, ma anche il successo della sua politica dei prezzi a favore delle famiglie, non disgiunta dalla valorizzazione dei fornitori locali sempre più numerosi e visibili negli assortimenti. Con vendite pari a 2,35 miliardi di euro, e un utile netto di 68,6 milioni, Unicoop Firenze, già gruppo leader all'interno del circuito nazionale delle cooperative di consumatori, sia per fatturato (2.689 milioni di euro nel 2014) sia per produttività al mq (13.825 euro) secondo il rapporto Gdo di Mediobanca, presenta un bilancio 2015 positivo, dopo 67 assemblee consultive aperte ai soci delle 38 sezioni. L'utile di bilancio 2015 porta il patrimonio netto di Unicoop Firenze oltre la soglia del miliardo e mezzo di euro.Nel dettaglio, l'utile 2015 è composto da 42,7 milioni relativi alla gestione ordinaria e 38,5 milioni inerenti alla gestione straordinaria, alla cui somma vanno detratti 12,6 milioni di euro di imposte.

Impegno sulla convenienza

E a corroborare questo orientamento programmatico sulla convenienza (unita ovviamente alla qualità), Unicoop sottolinea la differenza tra inflazione interna (-0,4%) e inflazione nazionale rilevata da Istat (+0,8%), differenza che corrisponde a 120 punti base, e che riflette lo sforzo di mantenere competitiva l'offerta senza ricorrere a politiche di prezzo troppo aggressive, e optando per una formula ("prezzi bassi sempre") più vicina all'Edlp che alla promozione selvaggia.

Secondo le rilevazioni di Altroconsumo, il mensile dell'associazione nazionale dei consumatori, i punti di vendita Unicoop risultano i più convenienti nelle province di Arezzo, Pistoia, Firenze, Pisa.

Fra le voci più critiche (nel senso di onerose) nel bilancio 2015 Unicoop sottolinea i 2,4 milioni di euro relativi agli investimenti della cooperativa in attività educative per le scuole toscane, la solidarietà locale e nazionale, a sostegno del patrimonio artistico e culturale toscano. Ma si tratta di investimenti ben orientati, come tutto quello che va in solidarietà e cultura.

Alibaba al testa a testa con Walmart per fatturato annuale

I dati preliminari del colosso dell’e-commerce cinese parlano di una cifra oltre i 475 miliardi di dollari, che segnerebbe il prossimo superamento del top retailer globale.

I numeri non sono ancora consolidati ufficialmente, ma stando a quanto annunciato dal vice presidente del gruppo Joe Tsai, Alibaba si appresta a diventare il top retailer al mondo per fatturato. A dieci giorni dalla chiusura dell’anno fiscale, fissata per il 31 marzo, il colosso dell’e-commerce cinese aveva infatti già superato i 475 miliardi di dollari di ricavi (circa 417 miliardi di euro), una cifra che aggancia e promette di superare il numero uno Walmart, che ha chiuso il 2015 a quota 482,1 miliardi di dollari (circa 423,2 miliardi di euro).

Per la company asiatica si tratta di un record, che non arresta tuttavia l'ambizione. L’intento per il 2020 è infatti quello di raddoppiare il dato, mentre per il 2024 si punta a servire 2 miliardi di consumatori e decine di milioni di imprese. “Ci abbiamo messo 13 anni a dimostrare il potenziale e la forza di un modello di business diverso dal mattone”, ha dichiarato Alibaba in una nota pubblicata da China Daily. “Se le nostre piattaforme fossero una provincia – ribadisce Tsai – saremmo la sesta maggiore economia territoriale in Cina”.

Ad oggi, sempre secondo quanto riportato dall’e-tailer, Alibaba nel proprio Paese rappresenta circa il 10% delle vendite al dettaglio totali e sostiene 15 milioni di lavoratori.

Spunti di riflessione sul retail design

Molte le tendenze in campo capaci di assolvere, a volte anche con ironia, la funzione primaria in un percorso sensoriale e strutturale (da Gdoweek 6 - 2016)

Molte le tendenze in campo capaci di assolvere, a volte anche con ironia, la funzione primaria in un percorso sensoriale e strutturale

Dopo la rivoluzione social mobile, il mondo del retail deve reinventare il proprio ruolo: chi sceglie di visitare un negozio preferisce l’esperienza di acquisto al semplice possesso di un prodotto, che nella maggior parte dei casi potrebbe ordinare online senza muoversi da casa o, con lo smartphone, da qualunque luogo del mondo. E il retail design risponde a tono, stupisce con invenzioni coinvolgenti e interattive capaci di conquistare l’attenzione di un consumatore iperconnesso e difficile da sedurre. Per questo motivo, gli spazi di vendita oggi riescono a essere efficaci quando incuriosiscono, suscitano valori emozionali, sono capaci di raccontare una storia. Il negozio assomiglia sempre più a un palcoscenico in cui si accetta la sfida di sorprendere il cliente, vero centro delle strategie di progettazione e di comunicazione, e di coinvolgerlo in una narrazione autentica. Lo store deve essere in grado di far entrare il visitatore in una dimensione nuova e attraente, fargli vivere un’esperienza da ricordare, renderlo protagonista attivo, condurlo nelle trame di una storia capace di stabilire un legame profondo con il marchio che ha scelto di conoscere da vicino. Una sfida stimolante per i retail designer, che trovano così l’occasione per sperimentare soluzioni nuove sempre più emozionanti e dare forma alle proprie visioni sullo spazio, sul colore, sui materiali. La progettazione di un negozio coinvolge diverse discipline tra cui interior design, architettura, scenografia, allestimento temporaneo, progetto di comunicazione e marketing esperienziale. La narrazione all’interno dello spazio di vendita si fa sempre più sofisticata, si snoda attraverso un percorso sensoriale in cui gli elementi strutturali e di arredo diventano interattivi. Immagini, messaggi, scritte, loghi, schermi, forme e illuminazione intrecciano un dialogo con il visitatore, ogni oggetto diventa parte di una trama che racconta, stimola la curiosità, comunica e cerca di farsi ricordare. Abbiamo individuato dieci categorie simbolo delle tendenze nel campo del retail design che offrono alcuni spunti di riflessione sul tema. Ogni elemento ripensa il proprio ruolo, come accade per esempio alle insegne che assolvono la propria funzione giocando con l’ironia. O come succede al colore che, dopo anni di minimalismo, torna protagonista e crea codici emozionali. Le pareti, a loro volta, prendono la parola, cercano il dialogo con i consumatori, descrivono i prodotti, offrono informazioni, cercano di anticipare le domande più comuni, lanciano messaggi, consigli o aforismi da ricordare. Un gioco delle parti sempre più complesso e affascinante, in cui lo scambio di ruoli diventa stimolo per nuove invenzioni.

L’articolo completo su Gdoweek n. 6 – 2016 con una galleria di soluzioni innovative per:

  • Soffitto: effetto sorpresa
  • Pavimento: storia e innovazione
  • Illuminazione: lampade trasformiste
  • Scaffali: contrasto o pattern
  • Scale: invenzioni scenografiche
  • Colore: accordi emozionali
  • Forme: sintesi e ritmo dello spazio
  • Comunicazione: parla con me
  • Toilette: sulla via dell'irona

Stef sigla un contratto strategico con Toyota

Durerà quattro anni l’accordo sottoscritto con Toyota Material Handling Europe per la gestione del 100% del parco carrelli di Stef

Da sinistra a destra: Matthias Fischer, Presidente di Toyota Material Handling Europe, e Jean-Pierre Sancier, Direttore generale di STEF.

Durerà quattro anni l’accordo sottoscritto con Toyota Material Handling Europe per la gestione del 100% del parco carrelli di Stef

È il risultato di una gara di appalto che Stef ha lanciato a tutti i i maggiori player del mercato della movimentazione a livello europeo, al fine di ridefinire su ampia scala il modello della gestione dei mezzi di movimentazione. La gara è stata vinta nel dicembre 2015 da Toyota Material Handling che garantirà anche un contributo importante sul versante risorse umane per assistere Stef nella gestione del proprio parco carrelli.

Per Jean-Pierre Sancier, direttore generale di Stef: “Gestire la movimentazione in maniera più efficace è fondamentale per migliorare la nostra performance globale  STEF ha deciso di collaborare con Toyota Material Handling, numero 1 mondiale in mezzi ed attrezzature di movimentazione, per la sua vision, il suo impegno e le sue soluzioni (servizio e manutenzione) efficaci, innovative ed adatte alle nostre aspettative. Inoltre, è un player del mercato con cui collaboriamo ormai da diversi anni. Siamo davvero felici per questo accordo e per la qualità del lavoro realizzato dai team di Toyota Material Handling Europe e STEF per portare a termine questo progetto nella maniera migliore”. Soddisfazione anche da parte di Matthias Fischer, Presidente di Toyota Material Handling Europe: “STEF è un’azienda specializzata nella logistica del freddo, il che richiede un servizio di altissimo livello dal punto di vista dei mezzi di movimentazione. In questi ultimi anni, abbiamo lavorato a stretto contatto con STEF e siamo fieri di essere stati scelti come fornitore unico per i prossimi 4 anni. Siamo determinati a fare ancora meglio delle loro aspettative, offrendo prodotti e servizi innovativi, produttivi e di qualità.

365 by Whole Foods Market aprirà a Los Angeles a maggio

365 whole foods
Per la nuova struttura l’insegna ha già avviato diverse partnership come nel caso di Chloe o di Allegro Coffee Company e ancora con teaBOT

Whole Foods Market annuncia che aprirà il suo primo store  365 nel quartiere Silver Lake di Los Angeles il prossimo 25 maggio. Per la nuova struttura l’insegna ha già avviato diverse partnership come nel caso di Chloe o di Allegro Coffee Company e ancora con teaBOT, una nuova piattaforma di vendita al dettaglio che fornisce tè grab-and-go in meno di 30 secondi. Nello specifico Allegro Coffee Company porterà la propria esperienza nel mondo del caffè ampliandola alla birra artigianale e offrirà caffè caldo, birra fredda e una selezione di prodotti alimentari. La startup teaBOT con sede a Toronto installerà, invece, un chiosco self-service, consentendo ai clienti di personalizzare il tè mescolando fino a tre delle 18 tipologie in assortimento. Per quanto riguarda Chloe, invece, offrirà agli ospiti un menù vario di alimenti di origine vegetale, insalate, pasta e dolci, da mangiare nel ristorante oppure da portare via.

"Nella realizzazione di ogni negozio, poniamo una cura particolare – spiega Jeff Turnas, presidente di 365 da Whole Foods Market – Nel caso di Los Angeles abbiamo immaginato un luogo informale per i residenti di Silver Lake che possono rilassarsi prima o dopo i loro acquisti, magari sorseggiando un tè o una birra”. E aggiunge: "Stiamo collaborando con aziende che condividono la nostra mission e la nostra filosofia aziendale per offrire un'esperienza di shopping davvero unica”.

365 by Whole Foods Market offrirà anche servizi di ordinazione e consegna online attraverso Instacart . Per questo store, l’insegna ha infine selezionato anche item per la progettazione personalizzata di abbigliamento intraprendendo una collaborazione con Loomstate.

 

Pirch, lo store dove provare i prodotti

Ciò che conta è l'esperienza, prima ancora degli acquisti: questa la mission di Pirch, insegna Usa specializzata in bagno, cucina e arredamento outdoor, che basa il legame con i clienti con la possibilità di far provare loro tutti i prodotti presenti nello showroom, dalla doccia ai fuochi della cucina

Entra, guarda e prova: questa la mission di Pirch, una nuova insegna specializzata in cucina, bagno e arredamento outdoor, che per massimizzare l'empatia con la propria clientela le permette di utilizzare dal vivo i differenti ambienti e prodotti. In altre parole, i clienti possono farsi una doccia, accendere il fuoco del grill e preparare da mangiare grazie alla cucina in esposizione. pirch entrance

L'obiettivo della catena americana è chiaro: far provare nei propri showroom delle esperienze uniche, genuine e d'impatto, che stimolino tutti i sensi, diano sfogo alla voglia di giocare che c'è in ognuno, attraverso una relazione trasparente ed onesta. Ciò che conta è l'esperienza, si potrebbe dire. Il resto, anche l'acquisto, viene dopo. images-1

 

Apple inaugura a Memphis uno store di nuova generazione

apple memphis
Il negozio, ispirato al concetto di design di Jony Ive e costato 1,5 milioni di dollari, propone al suo interno tavoli motorizzati, un televisore largo 11 metri e nuovi pannelli in legno

Apple ha inaugurato un Apple Store di nuova generazione a Memphis all’interno di The Shops of Saddle Creek South al 2031 West Street di Germantown, un sobborgo della città, nel Tennessee. Il negozio, ispirato al concetto di design di Jony Ive e costato 1,5 milioni di dollari, propone al suo interno tavoli motorizzati, un televisore largo 11 metri, pannelli in grado di capovolgersi mostrando porte USB ed altri tipi di prese elettriche. Lo store è caratterizzato da un alto soffitto che presenta pannelli luminosi e faretti che illuminano i tavoli dove vengono esposti i prodotti. Lungo le pareti sono state realizzate nuove strutture in legno dove si possono provare cuffie, altoparlanti e altri accessori esposti.

 

Sait, Picciarelli è il nuovo direttore generale

Luca Picciarelli entra in Sait (la centrale delle famiglie cooperative trentine) dopo esperienze di rilievo maturate nella grande distribuzione e nella distribuzione organizzata (Realco e Sidis)

Il nuovo direttore generale di Sait, Luca Picciarelli (46 anni, laurea alla Bocconi, master in marketing alla Cattolica) ha un  curriculum maturato all'interno della Gdo, nel quale spicca l'esperienza in Esselunga (2000-2004) alla quale sono seguite le tappe in Realco (Sigma), Sidis (direzione acquisti) e infine Tigros. La sua esperienza lavorativa è cominciata nel non-food, in Upim, nel 1999.
Picciarelli è entrato in Esselunga nel periodo di Giuseppe Caprotti, il figlio di Bernardo, il padre fondatore,  azienda dalla quale è uscito nelle stesse modalità dei colleghi Renzo Fossati e Pierluigi Stopelli, e dello stesso Giuseppe. Ma questa è un'altra storia per la quale rimandiamo al capitolo sulla saga Caprotti nel libro di Filippo Astone ("Affari di famiglia", Rizzoli).
Il consiglio di amministrazione di Sait e quindi delle 76 famiglie cooperative sta chiudendo il bilancio 2015 con ricavi in linea con il 2014, oltre 300 milioni di euro.

 

 

 

Ferrarelle apre uno store temporaneo alla stazione Termini di Roma

temporary store ferrarelle
Il temporary store, realizzato dallo Studio Architetti Parisotto e Formenton in collaborazione con l’agenzia di branding Antitetico, rimarrà aperto fino al 5 ottobre 2016

Ferrarelle inaugura un temporary store, che rimarrà aperto fino al 5 ottobre 2016, nella stazione di Termini di Roma, realizzato dallo Studio Architetti Parisotto e Formenton in collaborazione con l’agenzia di branding Antitetico. Per attirare l’attenzione dei potenziali clienti sono stati allestiti dei video wall con immagini in continuo movimento, mentre la vetrina del negozio apre lo spazio alla vista creando un forte engagement verso l’interno.

Ai viaggiatori in transito, l’azienda propone le referenze Ferrarelle nei suoi vari formati: bottiglie in pet da 1 litro e da 50 cl, la nuova Ferrarelle Mini da 25 cl pensata per il target kid. Completa l’offerta il top di gamma Ferrarelle Platinum Edition, con bottiglia in vetro.

Video tour all’interno del nuovo Carrefour Gourmet 2.0

Dalla gastronomia del pesce al primo bar di un Market, dall'ampiezza dell'offerta dell'enoteca alla zona dedicata bio e senza glutine: sono alcuni degli elementi che caratterizzano il nuovo format Gourmet messo a punto da Carrefour e spiegato dal direttore nazionale vendite Carrefour Market

Cosa differenzia questo Gourmet di viale Bezzi a Milano dagli altri formati finora implementati in tutta Italia con risultati interessante? Ce lo spiega Roberto Simonetto, direttore nazionale vendite Carrefour Market che chiarisce punti di forza e differenze, a sottolineare il salto di qualità che l'azienda ha inteso fare con questa nuova realizzazione. carefour bezzi senza glutine bio 2"Gli elementi che distinguono e differenziano questo store dai modelli di gourmet precedenti sono parecchi -precisa Simonetto-. Certamente, come è stato detto più volta, la ristorazione, che non è solo sushi e Asian food, ma la gastronomia del pesce, l'ampia gastronomia calda e lo spazio per le insalate da mixare a proprio piacimento. Un'altra specificità di questo punto di vendita riguarda la maggior visibilità (e soprattutto la maggior incidenza di referenze) del mondo salutistico: dal vegan alle intolleranze alimentari, come le gamme senza lattosio e senza glutine, tutto è stato riunito in un'unica zona, ben caratterizzata a livello di comunicazione, per risolvere tutte le esigenze di questa crescente fascia di consumatori.”

Ma c'è anche dell'altro: un ingresso su fiori e piante, carreefour bezzi piante e fioriseguito dall'ortofrutta, che prevede sia una zona solo per i prodotti bio sia uno spazio dove vengono preparati al momento centrifughe, frullati e macedonia; un angolo per le spezie e la frutta essiccata, che stimola l'olfatto e incuriosisce, un ampio corner dedicato al sale, nelle sue diverse varietà, una cantina con oltre 2.000 referenze, la più grande gestita da Carrefour in questa tipologia di vendita, che prevede la valorizzazione dei vini di produzione locale, oltre a champagne e bollicine nostrane, con prodotti in esclusiva.

carrefour bezzi profumeriaIn aggiunta, la nuova profumeria, definita in collaborazione con L'Oréal, secondo un concept da insegna specializzata, con una postazione per il trucco personalizzato.

Unieuro Club si rinnova e propone cinque nuove passioni

unieuro club
Agli utenti si propongono nuove attività che fanno accumulare punti Unieuro Club: I Love Sound, I Love my Planet, I Love Party, I Love Hi-Tech, I Love my Home

Il programma della carta fedeltà Unieuro Club, affidato da SGM all’agenzia Lindbergh, del Gruppo Roncaglia, si rinnova nei contenuti mantenendo la scelta di raccontare il lato umano della tecnologia insieme ai clienti, attraverso l’interazione quotidiana: ogni nuova passione, al suo interno, permette al cliente di mettersi alla prova attraverso un’esperienza ingaggiante, dal quiz all’user generated content, e fidelizzante, grazie all’accumulo punti e ai badge speciali che premiano la frequenza con cui l’utente visita il sito, legge la newsletter o fa acquisti con i partner.

Le novità. Nel 2016 I Love my Passion e il suo Viaggio alla scoperta delle passioni che non sai ancora di avere si rinnova, proponendo agli utenti cinque nuove passioni, con attività che fanno accumulare punti Unieuro Club: I Love Sound, I Love my Planet, I Love Party, I Love Hi-Tech, I Love my Home.  In più, quest’anno, sono stati inseriti nuovi momenti di intrattenimento, accesso a offerte e promozioni dedicate e un circuito di partnership che arricchiscono il programma, affiancando alla normale raccolta punti l’interazione on e offline con il mondo Unieuro.

“Unieuro Club con ‘I Love My Passion’ è più di un loyalty program - dichiara Santa Maccarone, Responsabile Loyalty e CRM di Unieuro - Si tratta di una piattaforma, completa ed evoluta, che ci consente di avere una relazione continua con i nostri clienti e di premiarli giornalmente grazie ad una intensa attività di gamification. Inoltre, il minisito realizzato per il programma, ci permette di condividere con i nostri clienti le tante promozioni a loro dedicate, stimolando un ritorno presso i nostri punti vendita. Abbiamo deciso di rinnovare la nostra fiducia alla Lindbergh in quanto capace di identificare per noi le soluzioni più innovative in campo loyalty”. “Questa ulteriore conferma” – sottolinea Giulia Roncaglia, amministratore unico di Lindbergh – “rimarca la capacità del Gruppo di rinnovarsi continuamente utilizzando le forme più moderne di engagement”.

 

Iri attesta il potenziale Lcc delle insegne della gdo

coop alleanza
Iri propone una visione del potenziale Lcc, ossia del largo consumo confezionato, mettendo a confronto il movimento delle insegne

L’Iri, leader mondiale nella fornitura di informazioni sui mercati del Largo Consumo e sull'andamento degli acquisti, traccia uno schema sul progressivo avvicinamento dei principali concorrenti del settore del retail e sui cambi di aggregazione nel mondo della gdo, comparando il periodo di gennaio 2016 con lo stesso periodo dell’anno precedente. E propone una visione del potenziale Lcc, ossia del largo consumo confezionato, mettendo a confronto il movimento delle insegne.

Coop 15,2(-0,61)

Conad 14,0(+0,44)

Esselunga 10,6 (+0,3)

Selex 10,6 (+0,47)

Auchan 8,2 (-0,67)

Carrefour 6 (-0,23)

Crai 3,9 (+0,38)

VéGé 3,6

Acqua&Sapone 3,2 (+0,36)

Sun 2,8 (+0,53)

Finiper 2,8 (-0,04)

Agorà  2,6 (+0,18)

Sigma 2,6 (-1,25)

Pam 2,4 (-0,15)

Aspiag 2,1 (+0,07)

Bennet 2,1 (-4)

C3 1,8 (+0,06)

Sisa 1,4 (-0,63%)

Despar  1,20% (+0,03)

Coralis  0,5 (+0,04)

altri  2,4 (-0,68)

L’obesità è un problema di tutti

“Su 10 bambini obesi 8 madri non hanno la percezione del problema” @PresaDiretta

Dati inquietanti sul tema obesità infantile in Italia stanno emergendo da ogni dove; a tal proposito, il Fatto Alimentare propone di eliminare gli spot e tassare il cibo spazzatura: ma quanti anni ci vorranno per determinare i parametri che definiscono questo o quel prodotto “spazzatura”? Certo è che la gdo sul tema dell’alimentazione ha ampi spazi di manovra, alcuni passi si stanno facendo, come le mele messe in avancassa da Unes. Il lavoro sull’educazione alimentare con le scuole portato avanti negli anni da Despar, da Coop, da Conad è un buon passo avanti, ma c’è ancora parecchio margine di manovra. Non dimentichiamo che l’obesità infantile è foriera di problemi sociali, cardiopatie e diabete, tanto per citarne due. Gli strumenti per “parlare” ai cittadini non mancano al retail, potrebbe essere una modalità per unire sociale e economics. Pensiamo al lavoro fatto negli States da catene come Whole Foods che, dell’educazione alimentare, ha fatto un pillar del suo sviluppo.

01_GDOWEEK06_2016_Editoriale_Twitter

 

Pam Panorama avvia il portale per genitori e insegnanti

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Il portale Guida alla Crescita offre consigli, informazioni e suggerimenti per aiutare nella crescita dei ragazzi e propone varie discipline: matematica, italiano, scienze, alimentazione, sport

Pam Panorama lancia un nuovo progetto editoriale sviluppato online, Guida alla Crescita, indirizzato a genitori ed insegnanti. Il portale offre consigli, informazioni e suggerimenti per aiutare nella crescita dei ragazzi e ha due mascotte, Chiara e Leo, una giovane mamma e il suo simpatico figlio, guidati alla scoperta di tanti temi e discipline diverse: matematica, italiano, scienze, alimentazione, sport.

Registrandosi nell’area riservata ai genitori, sul sito guidaallacrescita.pampanorama.it, le famiglie avranno accesso a contenuti di approfondimento per i ragazzi, ogni mese basati su un tema diverso: guide per scoprire come stimolarli nelle attività scolastiche, poster infografici, il Colora e ritaglia e schede di attività sperimentali. Anche gli insegnanti, registrandosi nella sezione a loro dedicata, potranno accedere a materiali appositamente pensati per l’attività didattica in classe, tra cui i sussidiari tematici del progetto Nutri il Sapere di Pam Panorama, le carte di identità dei prodotti freschi, ogni mese differenti, e dei test online da sottoporre agli studenti proprio sui temi di Nutri il Sapere.

Leroy Merlin lancia il concorso per lo sviluppo di concept innovativi

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Il concorso vedrà impegnati 15 giovani creativi e un designer nella progettazione di complementi d’arredo in legno nella cornice della Fornace Carotta

Forest Stewardship Council® Italia in collaborazione con Leroy Merlin lanciano il concorso How wood it be, La foresta in una stanza che, dal 10 al 13 maggio 2016, vedrà impegnati 15 giovani creativi e un designer nella progettazione di complementi d’arredo in legno nella cornice della Fornace Carotta (Padova). L’iniziativa nasce per diffondere l’uso del marchio della gestione forestale responsabile nel settore dell’arredo, con l’obiettivo di porre l’attenzione dei progettisti, della produzione industriale e del consumatore finale sulla provenienza della materia prima legnosa.

Le modalità di partecipazione. Il concorso si presenta come un workshop progettuale che vedrà impegnati i partecipanti sotto la supervisione del designer Andrea Maragno di JoeVelluto Studio. I creativi verranno indirizzati in un percorso di ricerca e sviluppo di concept innovativi che prevedano l’uso del legno come materia prima. Il progetto migliore verrà quindi selezionato per entrare nel catalogo 2017 ed essere commercializzato nei punti di vendita Leroy Merlin. La partecipazione al concorso è aperta agli studenti regolarmente iscritti all’ultimo anno di corso di laurea triennale in Architettura, Ingegneria, Design, o provenienti da Scuole o Istituti di Design e Accademie di Belle Arti, che non abbiano ancora compiuto 31 anni. La selezione dei 15 partecipanti avverrà in base a curriculum, portfolio ed esperienze. I dettagli per l’iscrizione e ulteriori informazioni sono disponibili sul www.fsc-italia.it/designaward.

“È importante guidare il cliente verso scelte responsabili – spiega Luca Pereno, coordinatore sviluppo sostenibile Leroy Merlin Italia - Ed è fondamentale garantire al consumatore finale che i prodotti di origine forestale derivino da foreste gestite in maniera legale e responsabile”.

Cortilia, il mercato online di prodotti agricoli, attivo anche a Bergamo

Cortilia
Una volta acquistati i prodotti sul sito www.cortilia.it, si potranno ricevere direttamente a casa nelle fasce orarie preferite e in pratiche cassette

Cortilia, il primo mercato online di prodotti agricoli, consolida la sua presenza in Lombardia e aggiunge un nuovo tassello alla sua rete facendo il suo ingresso anche a Bergamo dove offre l’opportunità di ricevere, con un click, prodotti ortofrutticoli insieme a una varietà di prodotti freschi come carne, formaggi, uova, pasta, pane. Una volta acquistati i prodotti sul sito www.cortilia.it si avrà la consegna a domicilio, nelle fasce orarie preferite, all’interno di pratiche cassette in grado di preservarne fragranza e sapore. Il servizio è stato pensato anche per gli utenti che si collegano con iOS e Android per i quali è stata realizzata un’app gratuita.

“Siamo orgogliosi di poter ulteriormente espandere la nostra presenza in Lombardia, regione che ci ha visti nascere e che da Marco Porcaro ceo cortiliasempre premia la nostra scelta di puntare sulla filiera corta per offrire ai nostri clienti prodotti di qualità – dichiara Marco Porcaro, Fondatore e CEO di Cortilia. – Dopo Milano, Monza e Brianza, Varese, Como, Pavia e Lodi, Bergamo diventa così la settima provincia lombarda raggiunta dalle nostre cassette: l’obiettivo è quello di continuare e rafforzare il trend di crescita che ci ha caratterizzati fin dall’inizio di questa sfida”. Porcaro aggiunge: “La sinergia con le realtà e con gli agricoltori locali è fondamentale per garantire agli utenti prodotti eccellenti e per diffondere quella cultura della qualità che sta alla base di acquisti e consumi consapevoli. L’obiettivo per il futuro è quello di continuare la nostra espansione per affermarci come punto di riferimento nel panorama dell’e-grocery italiana”.

Cortilia è stata avviata commercialmente nel 2012 a Milano e oggi può contare su una rete composta da più di 50 agricoltori e produttori locali, 500 prodotti variabili in base alla stagionalità e migliaia di consegne effettuate fino ad oggi in Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna.

 

 

Nel gruppo CRAI nasce il progetto PILATO Drug

Pdv_Pilato-1Pilato S.p.A., azienda commerciale che opera nel settore di prodotti home care e personal care con una rete di negozi di specializzati da oltre 40 anni e da anni nel Gruppo CRAI, dal 2009 ha ampliato la gamma dei prodotti food e petfood puntando a rafforzare ulteriormente questo settore che oggi rappresenta circa il 20% del totale fatturato.

Nel 2016 nasce il progetto Pilato Drug con l’obiettivo di diversificare e consolidare l’attività finora svolta rivolgendosi direttamente al consumatore finale, soddisfacendo le sue esigenze quotidiane. Il piano commerciale punta in primis all’apertura di negozi di prossimità, in linea con la strategia del gruppo CRAI.

Pdv_Pilato-4Il progetto di franchising si basa su una spiccata identità riconoscibile in tutti i dettagli interni ed esterni al punto vendita, nel format assortimentale, nelle ambientazioni e negli allestimenti. L’ampiezza dell’assortimento e gli accattivanti display, invitano il consumatore a vivere un’esperienza piacevole alla ricerca dei prodotti per la sua persona e per gli ambienti in cui vive. Un’intera area, dedicata alla bellezza, ospita importanti marchi di profumeria alcolica, make up e cosmesi per il mondo femminile e maschile. Ad oggi sono due i punti vendita inaugurati: uno in Campania, nel comune di Avellino, l’altro presso il comune di Nocera Inferiore (SA).

 

Thierry Bertrand-Souleau è il nuovo direttore generale di Sephora Italia

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Thierry Bertrand-Souleau, dopo aver ricoperto la funzione di direttore commerciale della rete Sephora Francia, è pronto a dirigere Sephora Italia, del gruppo LVMH

Thierry Bertrand-Souleau, dopo aver ricoperto la funzione di direttore commerciale della rete Sephora Francia, oggi arriva a Sephora Italia, filiale italiana della catena di beauty store del gruppo LVMH, in qualità di direttore generale.

Il suo curriculum annovera varie cariche nel settore : ha iniziato la sua carriera nel 1997 da Decathlon in qualità di Area Novita-al-vertice-di-SephoraManager, per poi entrare a far parte nel 1999 di Darty come Responsabile mercato UK e Benelux. Entra nel 2003 nel Gruppo PPR in qualità di Direttore Sales & Marketing di Orcanta Lingerie. Diventa dal 2007 al 2012 Direttore Commerciale, Marketing & Merchandising dell’azienda Etam Pret-à-Porter. L’azienda spiega: “Ha avuto un ruolo chiave nella definizione e realizzazione della strategia commerciale, rafforzando in maniera significativa “l’esperienza cliente”. Allo stesso modo ha favorito la crescita del brand in un contesto economico delicato, sviluppando l’innovazione e i servizi all’interno dei beauty store”.

 

Amazon e Vinitaly Wine club inaugurano sul web un nuovo store

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L'offerta di vini su Amazon.it propone nuove etichette vinicole provenienti da tutte le regioni d'Italia, selezionate e vendute da Vinitaly Wine Club sul Marketplace di Amazon.it

Amazon.it inaugura un nuovo store dedicato al vino italiano nato in collaborazione con Vinitaly Wine Club, l’e-commerce del vino italiano di Vinitaly. L’iniziativa nasce in occasione della 50esima edizione del salone internazionale dei vini e dei distillati organizzato da Veronafiere, in programma dal 10 aprile.
L'offerta di vini su Amazon.it si arricchisce di nuove etichette vinicole Made in Italy, provenienti da tutte le regioni d'Italia, selezionate e vendute da Vinitaly Wine Club sul Marketplace di Amazon.it. I clienti dell’azienda di e-commerce potranno ricevere il proprio vino preferito in 24/48 ore in tutta Italia scegliendo tra prodotti di oltre 500 cantine, più di 300 denominazioni e oltre 700 vini.

I servizi. Per consentire un acquisto consapevole, al seguente link www.amazon.it/vinitaly, il servizio propone ai potenziali acquirenti di conoscere le etichette a disposizione, affinando la ricerca in base ad aromi, abbinamenti, regioni di provenienza, tipologia come bianco, rosso, spumante, rosé o dolce, premi insigniti dalle maggiori guide enologiche italiane, oppure ancora seguendo i suggerimenti di Vinitaly Wine Club, come ad esempio: i Grandi Vini Italiani, i migliori vini premiati sotto i 20 euro, i Prosecco di Conegliano Valdobbiadene, la Selezione Brunello di Montalcino DOCG, i Vini rossi Super Tuscan, i Vini rossi e bianchi sotto i 10 euro.

 

 

Martin Angioni da Amazon a Esselunga per seguire l’ecommerce

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Il manager approda in Esselunga con l’obiettivo di sviluppare le attività legate all’ecommerce

La notizia l’ha confermata lui stesso sul proprio profilo social.
angioni 1Martin Angioni, già country manager di Amazon in Italia, è approdato in Esselunga, con l’obiettivo di sviluppare le attività di vendita online della società.
Una nuova tessera nel domino del percorso professionale del manager, che, laureato in Economia Torino, è partito dalle banche d’affari, con esperienze a Londra e New York per JP Morgan, per poi approdare in Electa, la divisione di Mondadori dedicata ai libri d’arte. Il mondo del libro è quasi una tradizione di famiglia, per lui, figlio della titolare della libreria Duretto di Torino.
Da Electa e dai libri d’arte il passaggio in Amazon, prima in Francia e poi come country manager in Italia nel 2011.

Primo compito: sviluppare l'ecommerce in Italia

Kindle non c’era ancora, per questo motivo il suo primo compito è stato proprio dare impulso al commercio elettronico, non solo di libri. Ed è sotto la sua guida che l’etailer ha inaugurato il primo centro di distribuzione di Castel San Giovanni e ha stretto l’accordo con Poste Italiane per la distribuzione e il ritiro dei pacchi.
Un anno fa l’uscita di scena, complice un fuori onda molto poco opportuno in occasione di una intervista a Presa Diretta in merito alle indagine europee in tema di elusione fiscale.
Oggi il ritorno in scena.
E anche se in Esselunga non vi sono al momento note ufficiali che dettaglino il ruolo e gli obiettivi sui quali Angioni è stato chiamato a lavorare, è chiaro che la sfida sembra proprio essere l’ecommerce e in particolare i servizi di Fast Delivery.
La concorrenza con la quale Esselunga si trova a far ei conti è in particolare il servizio Prime Now, con il quale proprio Amazon è in grado di consegnare, per ora su Milano e hinterland, prodotti freschi nell’arco di due ore.
Ma Milano e l’hinterland rappresentano il bacino strategico per Esselunga ed è proprio la conoscenza delle dinamiche e delle strategie operative di Amazon è l’atout che Angioni porta in eredità.

Aldi in Italia, sviluppo con baricentro a Verona

Da molto tempo si parlava di un possibile ingresso di Aldi (che si sta rafforzando ben più concretamente negli Usa e nella Gran Bretagna) nel nostro Paese. Il colosso tedesco dell'hard discount ha fissato il quartier generale al Quadrante Europa di Verona, una delle zone industriali-logistiche fra le più importanti del nord-est, e punta ad aprire un'altra piattaforma decisionale nel centro logistico di Amaro in provincia di Udine che altro non è che il cedi di CoopCa, un gruppo in crisi. Ed è proprio acquisendo catene o punti di vendita in difficoltà che Aldi si svilupperà, se si svilupperà (finché non vediamo un negozio aperto è d'obbligo il condizionale: spesso i ballon d'essai sono minacce in senso buono alla concorrenza...), e in questo senso trova nel nostro paese una più che discreta offerta di spazi immobiliari, vista il numero crescente di negozi e supermercati in crisi.
L'espansione di Aldi Süd avviene attraverso Hofer, che è già in Italia da tempo.

Il Quadrante Europa è il più grande interporto italiano (2,5 milioni di mq che saliranno a 4 milioni), e si trova in prossimità dell'uscita della A4 Milano-Venezia, uscita Verona Nord: sul sito del Quadrante non figura nessuna azienda riconducibile ad Aldi, ma -escludendo i prospect sui bandi di assegnazione dei lotti- potrebbe essere nascosta sotto altra intestazione.

Lidl più in allarme di Eurospin 
Ora, la madre di questa notizia (che è apparsa sul web verso febbraio 2016 su un sito specializzato in Gdo, poi ripresa dai quotidiani veneti e infine dal Corriere della Sera oggi) è il Lebensmittelzeitung che tuttavia, nonostante la serietà della testata, tende a esaltare i prodigi delle catene tedesche: sostenendo, zum beispiel, che Aldi avrebbe una produttività doppia a quella di Eurospin. Grazie, Aldi ha anche 6.000 punti di vendita, ed è il 7° retailer mondiale.
Non ci vuole molto ad avere una produttività alta nel mercato discount italiano dove le medie nazionali oscillano tra 4.000 e 4.500 euro al mq. È molto più difficile fidelizzare il consumatore italiano che, povero o ricco, non vuole mangiare schifezze pur di risparmiare. Ne sa qualcosa Lidl che ha riposizionato, almeno in termini di comunicazione istituzionale e in-store, la sua immagine sull'idea di supermercato tout-court, non di hard discount. E hard discounter puro è Aldi. Che unisce alla tecnica di vendita classica dell'echtes discountgeschäft un profilo qualitativo ritenuto eccellente dalla stampa specializzata tedesca e dai consumatori teutonici. Vedremo. Intanto sta cercando immobili: dimensione da 600 a 1.500 mq. Ne troverà a bizzeffe, soprattutto nel nord est.

Gdoweek, il n. 6 in distribuzione

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Nel numero 6 di Gdoweek la cover story: dimensione retail l’emozione dello spazio.

Prodotti in scadenza: nuove soluzioni retail si affacciano sul mercato.

Illum, il department store danese dal sapore italiano, firmato Rinascente.

Mercato del Suffragio un ex spazio comunale ripensato da quattro aziende alimentari.

 

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Wegmans racconta la sua Organic Farm

Amy Cimino, project manager di Wegmans, spiega i valori e le ragioni che hanno portato l'insegna Usa, riferimento di qualità a livello mondiale, a creare una fattoria per la coltivazione di prodotti bio che vengono inseriti nell'assortimento degli 88 store della catena sparsi in cinque Stati, ma con un forte radicamento a New York (46 store)

Wegmans, catena "regionale" con una rete di 88 punti di vendita sparsi in cinque Stati degli Usa e con un forte radicamento a New York (dove sono attivi 46 store) viene considerata una catena di riferimento negli Stati Uniti e anche nel resto del mondo per la sua capacità di garantire una shopping experience inedita grazie a un'offerta più ampia e profonda rispetto ai competitor, una forte attenzione alla qualità dei prodotti e della loro presentazione, quasi scenografica, e un più elevato livello di servizio al cliente. Questi must di un'azienda, fondata nel 1916 dai fratelli Walter e John Wegmans, e oggi arrivata alla quarta generazione, con Colleen e Nicole, figlie di Roberto, discendente diretto del fondatore John, rimasto a gestire l'azienda fino al 2006. xmasWFamily

Tra le particolarità dell'insegna, il fatto che sia stato tra i pionieri del biologico su larga scala: infatti, dal 2007 ha dato vita a una Organic Farm, che si trova a Canandaigua, vicino a New York, e di cui Amy Cimino, project manager, spiega il valore e i plus in video. L'Organic Farm propone un'offerta media di 3.000 prodotti freschi e bio, che trovano spazio negli scaffali dei negozi.  farm1farm6

Tra i segreti del successo di Wegmans, considerato un big della qualità al di là delle dimensioni, la presenta in store di una serie di corner e ristoranti etnici dalla forte identità (tra cui, ad esempio, Da Amore, focalizzato sulle ricette italiane e mediterranee basate su ingredienti freschi e stagionali a The Burger Bar, che propone pranzi light e cene leggere incentrate su pietanze gourmet, biologiche e a chilometro zero piuttosto che Sea Food, che propone piatti e sandwich a base di pesce, che alterna pietanze gourmet a soluzioni più easy). Si tratta di luoghi che non rappresentano non solo un completamente del business principale, ma divengono luoghi con una vita propria, anche dal punto di vista digitale, capaci di diffondere la politica qualitativa dell'insegna anche al di fuori dei superstore.

Video Tour: Stéphane Coum spiega gli sviluppi del Gourmet 2.0

Un'esperienza d'acquisto più accattivante, con proposte per stuzzicare i food lover e una maggiore presenza di ristorazione, con menù da personalizzare: questo è Gourmet 2.0. Ma non è l'unico fronte sul quale Carrefour Italia sta lavorando, come spiega Stéphane Coum, direttore Supermercati Carrefour Italia

Con il lancio del Carrefour Market Gourmet di viale Bezzi a Milano (3.200 mq suddivisi su due livello, piano terra e meno uno), Carrefour Italia, a meno di 2 anni dal lancio del primo Gourmet di piazza Gramsci, rinnova il format, proponendo una shopping experience più coinvolgente.

carreefour bezzi gastroDiverse le direttrici di sviluppo: una maggior valorizzazione dei freschi, con particolare accento sul bio al quale viene riservata un'area specifica, con tanto di comunicazione in-store che sottolinea il fornitore di riferimento, l'espansione delle aree di ristorazione. Conferma Stéphane Coum, direttore Supermercati Carrefour Italia: “Questo Gourmet di viale Bezzi per noi rappresenta un flagship della formula Gourmet, implementato in una zona della metropoli in forte crescita e pensato per offrire ai clienti un nuovo modello per fare la spesa, interamente centrato sull'esperienza di acquisto e sulla qualità dei prodotti, italiani ed internazionali”.

Lo store, di fatto, parla sia a quella clientela appartenente alla fascia food lover, attenta alle novità e alla qualità di fascia alta, al giusto prezzo, sia a chi è sempre più attento alla salute, ma non vuole rinunciare al sapore.

Presente uno spazio ad hoc tutta la gamma assortimentale a marchio Terre d'Italia carrefour bezzi terre italiae le produzioni regionali, ma amplia anche le linee di prodotto estere con la presenza di prodotti internazionali, riuniti in un unico scaffale a parete, ma non solo. “Ad esempio, abbiamo sviluppato un'area sushi con lavorazione a vista ancora più importante e aggiunti un Asian corner, per permettere al cliente di fare una spesa più esotica, sia take away sia da consumare sul posto e che può essere anche personalizzata nei menù, nell'arco di un'ora”, precisa Coum.carrefour bezzi asian corner

 

Oltre il pesto c’è un mondo vegano

I sughi freschi funzionano se il delta con l’uht è evidente. Condizione che finora ha premiato la ricetta ligure. Ma stanno cambiando i gusti in tavola (di Gdoweek 5 -2016)

38_GDOWEEK05_2016_Sughi_freschi_boxLe vendite di sughi freschi nel retail italiano mostrano un andamento promettente, ma in un certo senso inferiore alle potenzialità della categoria. Gli esperti guardano all’indubitabile traino del consumo abbinato alla pasta, caposaldo della cucina degli italiani anche in tempi difficili, e alla risposta al bisogno di servizio e alla domanda di qualità espressa dal cliente d’oggi. Rispetto a quegli obiettivi il reparto ha ancora margini di recupero importanti.

Per questo gli osservatori si interrogano su quali fattori potranno determinare un incremento ulteriore nella performance di questi prodotti nell’immediato futuro e quali scogli dovranno essere aggirati per proseguire nel percorso di crescita. Tre i punti chiave: oltre all’onnipresente “prezzo”, che in questo caso prevede un benchmark con i più economici sughi uht, la crescita più vigorosa delle vendite passa attraverso un allargamento dell’offerta, inserendo proposte con un contenuto gastronomico/organolettico più spiccato, e l’incorporazione dei macro trend che stanno attraversando in questo momento storico l’alimentare mondiale e italiano.

Più difficile, per i retailer, trovare nuove soluzioni espositive e di vendita che permettano di superare la “sindrome da banco frigo”, ossia quel senso di disagio di fronte a un display articolato, ricco di proposte differenti tra loro, di difficile lettura e “non confortevole” per via della bassa temperatura.

L’articolo completo su Gdoweek n. 5 – 2016

Autogrill apre il Bistrot a Fiorenzuola d’Arda

bistrot arda autogrill
Nell’area di servizio rinnovata di Fiorenzuola d’Arda (Pc) è stato sperimentato il format che intende valorizzare le eccellenze italiane locali e recuperare pratiche di lavorazione artigianale

Autogrill porta in autostrada il Bistrot e inaugura un concept realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Nell’area di servizio rinnovata di Fiorenzuola d’Arda (Pc) è stato sperimentato il format che intende valorizzare le  eccellenze italiane locali e recuperare pratiche di lavorazione artigianale.

Il nuovo store si trova nell’area di sosta di Arda, sulla A1 Torino-Piacenza-Brescia: un punto di incontro di due grandi flussi di viaggiatori ma anche di importanti tradizioni gastronomiche come quella piacentina e quella parmigiana. All’interno particolare attenzione viene riservata alla selezione dei produttori locali, in un’ottica di stagionalità, regionalità e filiera corta.

Caratterizzato da un layout di interni che rievoca l’atmosfera tipica dei mercati coperti di città, Bistrot Fiorenzuola d’Arda è un ambiente eclettico in cui l’alta qualità si abbina ai concetti di naturalità, stagionalità, località e rispetto per il ciclo di vita dei bistrot autogrillprodotti. Il punto di vendita promuove una visione che sottolinea la continuità tra il momento della produzione e quello del consumo, con un’innovativa comunicazione in-store che presenta alla clientela i volti, la storia e le caratteristiche dei principali fornitori.

Caratteristiche del Bistrot. Il rinnovamento del locale di Arda ha riguardato sia i due pilastri laterali, che intercettano i flussi dei passeggeri in viaggio, sia il piano ponte. L’offerta al piano terra comprende il Forno, con un reparto panificazione direttamente alla vista del cliente, che propone un ampio assortimento di pizze, nonché una grande varietà di pane preparato con lievito madre e specialità dolciarie locali come la tipica Torta di Vigolo della Pasticceria Perazzi, Bottega storica in provincia di Piacenza, la Caffetteria, presso la quale è possibile degustare un autentico caffè napoletano preparato nella tradizionale “cuccuma” e il Frutteto, un’oasi di frutta e verdura fresca con un’ampia scelta di centrifugati, frullati freschi e macedonie.

bistrot di autogrillAl piano superiore, nel ponte che attraversa l’autostrada, invece, i viaggiatori possono gustare le specialità di primi del Pastaio, laboratorio a vista che propone una varietà di pasta fresca trafilata al bronzo prodotta direttamente sul punto vendita con le farine de i Molini di Voghera, i secondi delle Cucine di strada, con la griglia per la cottura alla brace della carne, come quella proveniente dall’Azienda Agricola Morini, ad appena 20 km da Fiorenzuola, i piatti freddi e le insalatone della gastronomia. La nuova area di servizio impiega stabilmente 100 collaboratori e raggiunge i 150 addetti nei momenti di maggior picco stagionale.

“Con l’apertura di Bistrot Fiorenzuola d’Arda torniamo alle radici della nostra storia per guardare al futuro, un futuro che si colloca nel percorso intrapreso da Autogrill che parla d’innovazione e di eccellenza attraverso la costante trasformazione della propria offerta ” ha dichiarato Gianmario Tondato Da Ruos, amministratore delegato del Gruppo.

 

Visita al magazzino Amazon di Castel San Giovanni (Pc)

Gdoweek visita il più grande magazzino di Amazon in Italia con processi geolocalizzati

“Amazon è un'azienda molto attenta al mercato e alle esigenze dei clienti -afferma il general manager di Amazon Logistica Italia Tareq Rajjal- per questo non censuriamo mai le recensioni negative e prendiamo in considerazione tutte le idee che possono servire a migliorarci”.

Gdoweek visita il più grande magazzino di Amazon in Italia con processi geolocalizzati

Mapic per la prima volta in Italia con il sostegno del Consiglio dei centri commerciali

mapic italy
Mapic è l'evento leader del settore immobiliare retail che per la prima volta si svolgerà in Italia, a Milano, il 24 e il 25 maggio 2016

Mapic Italy, promosso da Mapic e sostenuto dal Consiglio nazionale dei centri commerciali, evento leader del settore immobiliare retail, per la prima volta si svolgerà in Italia, al Superstudio Più di Milano, il 24 e il 25 maggio 2016. L’evento è incentrato sul networking e business con l’obiettivo di consentire ai retailer ed investitori nazionali e internazionali di avere una panoramica globale del mercato immobiliare commerciale italiano e di creare un circolo “virtuoso” di mutuo scambio e confronto tra professionisti del settore, per creare proficue relazioni commerciali.

In sintesi: i retailer internazionali avranno l’opportunità di scoprire i nuovi concept che si stanno affermando nel mercato italiano e quelli che offrono maggiori opportunità di sviluppo del business; gli investitori internazionali potranno esplorare e valutare le migliori opportunità di investimento presenti in Italia; mentre i retailer già presenti in Italia avranno la possibilità di consolidare la presenza sul territorio e confrontarsi con i più noti player del settore sulle opportunità che il mercato può offrire.

Massimo Moretti, presidente CNCC Italia, spiega: “Siamo orgogliosi di aver contribuito a portare in Italia una formula vincente che altrimenti sarebbe andata in altri sedi europee. In un giorno e mezzo chiunque, investitori e retailer italiani e stranieri, potranno avere una visione completa del mercato italiano retail real estate. Un efficace deal making event che certamente aiuterà ad arricchire in quantità e qualità di nuove presenze il mercato Italiano.”

 

Le Vie dell’Uva di Selex cresce del 14% a valore

La linea, lanciata da Selex nel 2012 con 28 etichette, oggi conta 57 vini, rappresentativi dei territori più vocati nelle diverse regioni d’Italia

Oltre 10 milioni di euro di fatturato per un totale di quasi 3 milioni di bottiglie. Sono i dati del 2015 della linea di vini Le Vie dell'Uva di Selex che ottiene un incremento del 14% a valore e del 13,7% a volume rispetto all’anno precedente. Risultati importanti anche rispetto all’andamento del mercato del vino nel 2015 (Doc, Docg, Igt in bottiglia): +1,9% a volume, +3,8% a valore (dati Vinitaly).

La linea, lanciata da Selex nel 2012 con 28 etichette, oggi conta 57 vini, rappresentativi dei territori più vocati nelle diverse regioni d’Italia. Le preferenze dei consumatori sembrano orientarsi verso il mondo delle “bollicine” (cresciuto a livello nazionale dell'8% in volume e valore), presidiato da Le Vie dell'Uva con tre tipologie di Prosecco (Prosecco frizzante Spago Doc, Prosecco millesimato Doc e Prosecco Valdobbiadene Docg), due di Franciacorta Docg, una di Asti Docg, una di Brachetto Docg e una di Müller Thurgau Doc. In testa alla classifica c’è il Prosecco Doc che nei punti di vendita delle Imprese Selex si è distinto rispetto ai vini della stessa categoria.

Secondo quanto sottolineato da Selex sono state apprezzate in generale “le etichette di maggior pregio della linea, che mettono a vie uva selexsegno una crescita importante, e in particolare quelle appartenenti alla fascia dedicata alle eccellenze enologiche regionali, che vengono proposte sullo scaffale a prezzi dai 6 euro in su. Il che dimostra che gli italiani non rinunciano alla qualità, purché al giusto prezzo”. Si tratta di una accurata selezione di 15 vini lanciata nel luglio 2014, contrassegnata dall'etichetta bianca e con la firma Le Vie dell'Uva in argento. Le bottiglie sono state presenti in una confezione elegante, dalla grafica facilmente riconoscibile sullo scaffale, con etichette “trasparenti”, che ben mostrano caratteristiche e indicazioni utili al consumatore per orientarsi nell’acquisto.

La marca del distributore. Per comprendere l’importanza della marca del distributore di Selex basta guardare i numeri: nel 2015, le marche del distributore del Gruppo hanno realizzato un giro d'affari al consumo superiore a 750 milioni di euro con una crescita del 3% rispetto al 2014, e picchi superiori al 10% nei segmenti specialistici come l'alto di gamma, il biologico, la linea salutistica e, appunto, i vini Le Vie dell'Uva. L’assortimento delle marche del distributore del Gruppo Selex copre oggi le più importanti categorie merceologiche, con oltre 5.000 referenze.

Gli obiettivi. Per il futuro Selex continuerà a investire in questa direzione come conferma Luca Vaccaro, direttore marche del distributore del Gruppo Selex, che spiega: “Nel biennio 2016-2017 intendiamo arricchire ulteriormente la linea con nuove denominazioni di eccellenza, certi di andare incontro alle richieste dei nostri clienti”. Per rispondere tempestivamente alle richieste della clientela, Selex ha istituito anche un numero verde (800 992 992), cui i consumatori possono telefonare gratuitamente da tutta Italia per esprimere il loro parere, chiedere informazioni e fornire suggerimenti. E ha inaugurato il nuovo sito prodottiselex.it dove è possibile trovare tutte le novità sulle linee e sui prodotti a marchio.

 

 

Multicedi tradizionale ma in ottica category

Gli acquisti sono seguiti da buyer orientati anche al mercato. Lo sviluppo della Mdd Decò è stato un fattore propulsivo per questo cambiamento di mentalità (da Gdoweek 5 - 2016)

Gli acquisti sono seguiti da buyer orientati anche al mercato. Lo sviluppo della Mdd Decò è stato un fattore propulsivo per questo cambiamento di mentalità

Da poco rientrata in gruppo Végé insieme ad Arena, Multicedi è una delle realtà più note e dinamiche del commercio al dettaglio nel Sud Italia. Il marchio Decò, che nel 2016 compie dieci anni, è, dopo Sidis, il più noto in Gruppo Végé. Una delle caratteristiche di questo gruppo, come conferma lo stesso Vittorio Amatucci, direttore commerciale, è la coincidenza in un’unica persona del ruolo di category e buyer, il primo naturale o necessaria evoluzione del secondo.

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Come si interfaccia la periferia con la centrale?
Fondamentalmente in due modi: nel quotidiano, attraverso tutti gli strumenti di interfaccia informatica (portale interno) dal quale reperire i flussi operativi/informativi inerenti alle attività del Cedi, e destinate all’implementazione nei punti di vendita; la seconda modalità si realizza per mezzo delle commissioni operative con cadenza mensile nelle quali il Cedi aggiorna e condivide fattivamente argomenti di natura prettamente commerciale/marketing. Ovviamente anche dall’altra direzione, quella della centrale, vengono accolte e valutate le indicazioni riportate dalla periferia, ossia dalla vendita.

L’articolo completo su Gdoweek n. 5 – 2016

Ricola trasforma Cadorna in un giardino verticale

IMG_7900 copiaLa stazione Ferroviaria di Milano Cadorna ospiterà dal 1 aprile al 30 giugno delle aiuole verdi, sviluppate in verticale con l’obiettivo di promuovere spazi verdi in città e far conoscere al grande pubblico le 13 erbe Ricola, alla base della ricetta di tutti i prodotti del brand svizzero. Le cinque colonne/giardino, alte 112 per 318 cm, sono allestite su entrambe i lati per un totale di dieci postazioni green. I giardini verticali sono posizionati lungo i binari più frequentati della stazione ed accoglieranno le 13 erbe Ricola in apposite tasche contenitrici. Le colonne green sono indipendenti e sfruttano una particolare vasca di raccolta acqua con sistema d’irrigazione a ricircolo che consente di bagnare la parete verde grazie ad un timer preimpostato.

“Sensibilizzare i nostri fruitori alla sostenibilità - spiega Luca Morari, general manager divita srl, azienda che dal 2006 distribuisce la gamma di specialità Ricola in Italia - è un obiettivo importante per Ricola. In questo modo il consumatore scopre il lavoro e il rispetto insito in tutta la nostra produzione, per ottenere un prodotto sano e buono. Oltre alle strutture green presso la stazione di Cadorna, il progetto comprenderà una comunicazione video che dal 15 Aprile coinvolgerà  oltre 116 stazioni e un grande ledwall sulla facciata della stazione di Milano che richiamerà l’attenzione al nostro brand.”

IMG_0072Qualità, ecologia e responsabilità sociale sono i valori distintivi dell’azienda svizzera che da 85 anni cura la materia prima di tutte le sue specialità: le erbe. Tutte le 13 erbe Ricola sono coltivate sulle montagne svizzere secondo i principi dell’agricoltura naturale. I contadini Ricola evitano l'uso di pesticidi ed erbicidi da decenni, salvaguardando la genuinità delle sue coltivazioni rinunciando a coloranti o aromi artificiali.

A servizio dei viaggiatori sono inoltre previste dodici giornate di sampling. Durante i momenti di maggiore affluenza, di mattino e nel pomeriggio, hostess Ricola distribuiranno le caramelle in presenza della mascotte Mr Ricola. Nei tre mesi in cui le pareti saranno attive in Cadorna, le piante produrranno circa 3.402 kg di ossigeno: considerando che il fabbisogno medio al giorno di un uomo è di 0,84 kg, le pareti verdi Ricola daranno, quotidianamente ossigeno per il fabbisogno giornaliero di 45 persone.

Unicoop presenta il bilancio 2015: aumenta l’utile netto

Unicoop Firenze consumatori

Con vendite pari a 2,35 miliardi di euro, e un utile netto di 68,6 milioni, Unicoop Firenze, già gruppo leader all'interno del circuito nazionale delle cooperative di consumatori, sia per fatturato (2.689 milioni di euro nel 2014) sia per produttività al mq (13.825 euro) secondo il rapporto Gdo di Mediobanca, presenta un bilancio 2015 positivo, dopo 67 assemblee consultive aperte ai soci delle 38 sezioni. L'utile di bilancio 2015 porta il patrimonio netto di Unicoop Firenze oltre la soglia del miliardo e mezzo di euro.
Nel dettaglio, l'utile 2015 è composto da 42,7 milioni relativi alla gestione ordinaria e 38,5 milioni inerenti alla gestione straordinaria, alla cui somma vanno detratti 12,6 milioni di euro di imposte.
Un risultato importante per Unicoop che conferma così il miglior risultato netto fra le 9 grandi cooperative di consumo, ma anche il successo della sua politica dei prezzi a favore delle famiglie, non disgiunta dalla valorizzazione dei fornitori locali sempre più numerosi e visibili negli assortimenti.

Impegno sulla convenienza
E a corroborare questo orientamento programmatico sulla convenienza (unita ovviamente alla qualità), Unicoop sottolinea la differenza tra inflazione interna (-0,4%) e inflazione nazionale rilevata da Istat (+0,8%), differenza che corrisponde a 120 punti base, e che riflette lo sforzo di mantenere competitiva l'offerta senza ricorrere a politiche di prezzo troppo aggressive, e optando per una formula ("prezzi bassi sempre") più vicina all'Edlp che alla promozione selvaggia.
Secondo le rilevazioni di Altroconsumo, il mensile dell'associazione nazionale dei consumatori, i punti di vendita Unicoop risultano i più convenienti nelle province di Arezzo, Pistoia, Firenze, Pisa.
Fra le voci più critiche (nel senso di onerose) nel bilancio 2015 Unicoop sottolinea i 2,4 milioni di euro relativi agli investimenti della cooperativa in attività educative per le scuole toscane, la solidarietà locale e nazionale, a sostegno del patrimonio artistico e culturale toscano. Ma si tratta di investimenti ben orientati, come tutto quello che va in solidarietà e cultura.

 

 

Barilla e Klikkapromo, parte la campagna couponing dei Pestati

Klikkapromo-CS Pestati Barilla
I coupon saranno scaricabili da mobile, grazie all’applicazione Pazzi per le Offerte, e da web, accedendo al sito www.klikkapromo.it

A un anno di distanza dalla prima campagna avviata per pubblicizzare una gamma di sughi pronti, Barilla e la piattaforma Klikkapromo-Pazzi per le Offerte lanciano una nuova campagna di couponing 100% digitale dedicata ai Pestati Barilla con l’obiettivo di fidelizzare il consumatore. I coupon saranno scaricabili da mobile, grazie all’applicazione Pazzi per le Offerte, e da web, accedendo al sito www.klikkapromo.it.

Klikkapromo.it è il primo motore di ricerca delle offerte promozionali che consente di scoprire il supermercato in zona più conveniente e permette di scaricare, gratuitamente, coupon sconto sui prodotti preferiti. Basta ricercare il prodotto o la marca di proprio interesse per avere la segnalazione delle offerte volantino in corso e degli eventuali coupon sconto ad essi associati.

Nel caso di Barilla sono disponibili due coupon ad acquisto multiplo, da 1,30 euro e 2 euro e un terzo ad acquisto combinato con una confezione di pasta integrale del valore di 1 euro.

Una volta scaricato il coupon, basterà acquistare il prodotto e caricare la foto dello scontrino, per guadagnare crediti che si potranno spendere in ricariche telefoniche e buoni benzina, o per fare acquisti sui siti di social shopping.

La promozione avviata con Barilla, prevede che, nel mese di aprile, la meccanica di acquisto multiplo da 1,30 euro sarà scaricabile anche dalle affissioni interattive presenti nella metropolitana di Milano.

La formula di Almaverde per il benessere e la crescita del bio nella gdo

di Nadia Tadioli

“Abbiamo voluto realizzare qui nella Wellness Valley, come Almaverde Bio, il Primo Forum sul Benessere Alimentare per approfondire un tema di stringente attualità: le nostre scelte alimentari hanno importanti riflessi sul benessere, inteso non solo come stato di salute fisica ma anche come perfetto equilibrio tra stile di vita, gusto, piacere, energia e socialità”, ha spiegato Renzo Pieraccini, Presidente di Almaverde Bio. “Quello del biologico è un mercato in crescita, ma avrebbe le potenzialità di crescere molto di più, se ben proposto nella grande distribuzione. Non può essere solo una questione di prezzo, in questo segmento non funziona”.almaverde bio

La soluzione pensata da Almaverde Bio è quella dello shop in shop ed è già possibile vederla in quattro iper Conad, a Bologna, Modena, Forlì e Rimini. Abbiamo evidenziato più volte, in questi anni, che il bio non si vendeva perché spesso non si trovava all’interno dei punti vendita o perché l’offerta non era di qualità. “Ora possiamo dirlo con tutti gli elementi - ha continuato Pieraccini - dove abbiamo realizzato le Isole Almaverde Bio, con una offerta ampia e di qualità, le vendite sono aumentate vertiginosamente. Per dare una idea l’ortofrutta bio che rappresenta normalmente circa il 2-3% del reparto è arrivata, dove ci sono queste isole, al 9-10%”. Sono aree chiaramente delimitate e comunicate, con un layout proprio, dove si vendono frutta e verdura sfusa, insieme alle altre referenze del consorzio. Si parla di circa 130 referenze proposte con una formula di vendita assistita gestita da Almaverde Bio. “Abbiamo sempre pensato che la vera natura del bio fosse lo sfuso e i risultati ci stanno dando ragione: nei primi due negozi in cui è partita questa formula, la vendita dei prodotti bio è più che raddoppiata”, aggiunge Paolo Pari, direttore marketing di Almaverde Bio.

“Per noi è la formula giusta, vogliamo svilupparlo anche con altre insegne. E cercheremo di trovare una formula giusta anche per superfici di medie dimensioni”. A sostenere queste tesi accanto a Piraccini anche Pasquale Strazzullo, ordinario di Medicina Interna dell’Università di Napoli e presidente della Società Italiana di Nutrizione, gli chef Carlo Cracco e Paolo Teverini e il managment di Techno Gym. D'altra parte quello del biologico è un settore che cresce, pari a 2,7 miliardi di euro (AssoBio da dati Ismea, Nielsen), a cui aggiungere 1,4 miliardi di export (Nomisma). Le categorie più consumate sono i derivati dei cereali (23% del totale), frutta e verdure, fresche e trasformate (più del 17% in entrambi i casi), e lattiero-caseari (11,5%). Queste, nel loro insieme, rappresentano circa il 70% delle vendite bio complessive nella grande distribuzione organizzata che, negli ultimi due anni, ha visto crescere il fatturato relativo ai prodotti biologici, con un considerevole incremento nelle categorie dei derivati dei cereali (+19 e +26% circa, rispettivamente) e ortaggi freschi e trasformati (+14 e +20%). “L'ultima tendenza però è quella di abbinare bio e vegan -conclude Pieraccini- non a caso il segmento che anche per noi cresce di più è quello dei cibi a base di proteine vegetali”.

In foto da sinistra: Federico Quaranta, Paolo Teverini, Renzo Piraccini, Cecilia Dazzi, Carlo Cracco

Fry Chicken & Chips, lo street food all’italiana

Fry Chicken & Chips è una catena italiana (lanciata da Alberto Langella) che sta aprendo in franchising diversi locali, da Trento a Messina, per citare le due prossime inaugurazioni. È la versione italiana di KFC e McDonald's

Oltre a KFC (Kentucky Fried Chicken) che sta aprendo in Italia diversi locali (ha appena inaugurato il ristorante di Brescia a Freccia Rossa ed è imminente l'apertura nel centro commerciale ad Arese), lo “street food” ha anche la sua versione italiana: Fry Chicken & Chips, uno dei due marchi (l'altro è La Yogurteria) lanciati da Alberto Langella, 37 anni, di Pagani nel Salernitano, amministratore delegato di gruppo Penta, che coprono due settori, apparentemente distanti, ma molto ricercati dal pubblico, i prodotti salutistici (lo yogurt ne è esempio e diremmo quintessenza) e i pasti da asporto basati su pollo e patatine fritte, che alla scarsa (ma sarà così?) immagine salutistica abbinano una ben più appagante calamita sul piano gustativo e della gratificazione sensoriale e psicologica.
Sia il pollo fritto sia lo yogurt gelato (“frozen yogurt”) sono prodotti che riportano alle mode alimentari Usa, ma la materia prima usata da Langella arriva direttamente dal Trentino Alto Adige, e le patate dalla pianura del Fucino; il panino è ai cinque cereali. Cibo di strada sì, ma buono e sano, insomma.

Alberta Langella, amministratore delegato di gruppo Penta
Alberta Langella, amministratore delegato di gruppo Penta

Aperture 2016 La Yogurteria: 15 in franchising
Gruppo Penta fattura 1,7 milioni di euro che salgono a 4 milioni se consideriamo gli incassi degli affiliati. Il primo locale “La Yogurteria” ha aperto a Salerno nel 2006 mutuando dal modello anglosassone il concetto del frozen yogurt da asporto (take away). Oggi i negozi sono 48 in tutta Italia, e per il 2016 Langella prevede altre 15 aperture che richiederanno almeno 30 nuovi addetti. Lo sviluppo si estenderà anche all’estero con 5 punti di vendita in Spagna (a Madrid, Barcellona e Isole Canarie), uno in Svizzera, nel Canton Ticino, con proiezioni su Austria, Germania e Francia.
“Lo street food è una modalità ristorativa che piace – sostiene Alberto Langella, amministratore delegato Penta Group– si adatta alle nuove abitudini che riguardano almeno i tre quarti degli italiani che consumano un pasto fuori casa. Cerchiamo di offrire un fritto di qualità, realizzato con carne fresca, di polli italiani certificati e preparati con un’infarinatura particolare, fritti in olio di arachide controllato al cento per cento. La gente ci assimila a McDonald’s e Burger King, ma siamo un gruppo giovane e tutto italiano, che aspira a diventare un punto di riferimento del food made in Italy di qualità e con ingredienti di prim’ordine”.

Fry Chicken & Chips: prossimi store a Messina e Trento
La catena Fry Chicken & Chips ha una decina di negozi. In febbraio 2016 ha aperto un punto di vendita in franchising a Reggio Calabria che, nei soli primi dieci giorni, ha fatturato 1.200 euro al giorno, con scontrino medio di 7,5 euro. Gli altri 14 locali previsti nel 2016 impiegheranno 5 addetti ciascuno.
Fra le aperture imminenti segnaliamo Messina, il 20 aprile, nella centralissima piazza Cairoli, con un punto di vendita in franchising. Per questo locale l’azienda cerca 5 addetti (banco, friggitrice, cassa) da 20 a 35 anni: i candidati dovranno seguire un training formativo di 15 giorni con un tutor dell’azienda.
Per fine aprile è previsto un altro locale a Trento, sempre in franchising. Previste 4 assunzioni. Poi sarà la volta di Riccione (anche qui 4 addetti), mentre a giugno aprirà il primo negozio nel capoluogo lombardo (con altre 4 assunzioni).

 

Nuove partnership per Amazon Fresh

Ragioni, vantaggi, rischi ed effetti futuri dell’accordo tra Amazon e Morrisons nel Regno Unito in tema di vendite via web (da Gdoweek 5 - 2016)

Ragioni, vantaggi, rischi ed effetti futuri dell’accordo tra Amazon e Morrisons nel Regno Unito in tema di vendite via web

24_GDOWEEK05_2016_AmazonFresh-introUn’operazione win-win. Sembra configurarsi così l’accordo recentemente siglato nel Regno Unito tra Amazon, il gigante delle vendite sul web, e Morrisons, quarta catena di supermercati del Paese, in base al quale Amazon venderà sul proprio sito il food targato Morrisons.
Di fatto, entrambi gli attori paiono avere molto da guadagnare da questa alleanza.

I plus per Amazon
Nello specifico, per Amazon significa poter contare su una base di offerta ampia, strutturata e già conosciuta dai clienti. Secondo quanto comunicato sinora, la gamma dovrebbe comprendere centinaia di referenze. Oltre ai prodotti confezionati, che Amazon già propone, si aggiungono quelli freschi e surgelati, la cui disponibilità rappresenta la reale novità e comporta un vantaggio sia dal punto di vista pratico, in quanto consente di rispondere a diversi bisogni di consumo, sia in termini di immagine, poiché aumenta la percezione di valore.

L’articolo completo su Gdoweek n. 5 – 2016

Kantar Worldpanel decreta i migliori retailer. Morrisons entra in classifica

Kantar Worldpanel, società esperta nel comportamento dei consumatori nel settore retail, ha pubblicato la classifica dei 20 migliori retailer che operano nel settore abbigliamento del Regno Unito

Kantar Worldpanel, società esperta nel comportamento dei consumatori nel settore retail, ha di recente pubblicato una classifica dei 20 migliori retailer che operano nel settore abbigliamento del Regno Unito. Nella classifica Primark, George e M&S occupano rispettivamente primo, secondo e terzo posto, seguiti da Tesco al quarto posto, mentre Sainsbury si piazza al sesto. Seguono Matalan New Look e SportsDirect.com

Conquista una posizione nella classifica anche Morrisons,  l’insegna di intimo e abbigliamento da notte per bambini da o a 13 anni e per adulti che ha registrato più di 3,1 milioni di transazioni in 12 mesi. Il retailer si posiziona proprio dietro Amazon che si classifica al 19esimo posto.

Parah consolida lo sviluppo all’estero e investe sulla Corea del Sud

Corner showroom Parah 2
Parah prosegue il progetto d’internazionalizzazione continuando a investire in Paesi come la Corea del Sud, e in Iran, Qatar, Kuwait, Arabia Saudita

Parah, insegna di beach wear, intimo e accessori, attiva con più di 800 punti di vendita tra Italia ed estero, prosegue il progetto d’internazionalizzazione continuando a investire in Paesi come la Corea del Sud. “Siamo attivi in questo territorio da un paio di anni, con risultati molto positivi attraverso un accordo di licenza del marchio Parah con la società CJ O Shopping, importante realtà sud Coreana alla quale abbiamo affidato la produzione e distribuzione delle nostre collezioni Parah lingerie” dichiara Andrea Rienzo, rappresentante della famiglia fondatrice e merchandiser di Parah che aggiunge “Lo straordinario Linea Parah sud Corea Showroom Tortona 14successo di vendite ottenuto attraverso uno dei principali canali televisivi nazionali ha spinto Parah ad investire nel breve periodo nell’apertura di diversi corner shop in Corea del Sud.  Ci impegniamo per rispondere e soddisfare al meglio le richieste di questa importante fascia di acquirenti, che ha sensibilità ed esigenze diverse da quelle europee”.

L'azienda si sta concentrando anche su altri paesi, ad esempio nella zona del medio oriente in Iran, Qatar, Kuwait e Arabia Saudita. Per quanto riguarda Europa e Russia, ci sono trattative in corso per potere essere presenti, a partire dalla primavera estate 2017, in vari department store come ad esempio al KaDeWe di Berlino. Parah, in Germania, ha già attivato alcuni progetti come quello che ha visto la realizzazione dello spazio dedicato al brand nello store Steffi a Monaco. In Spagna l’azienda prosegue lo sviluppo dei corner all'interno di El Corte Inglés, sia nel reparto lingerie che beachwear.

Ma anche in Italia si investe per lo sviluppo della rete e la diffusione del marchio grazie alla prosecuzione del progetto Corner Shop Parah, che nasce con l’obiettivo di migliorare la visibilità del brand all’interno dei negozi con pareti personalizzate e una serie di servizi aggiuntivi messi a disposizione dall'azienda.

 

Poltronesofà aprirà un megastore nell’ex Coin di Milano a piazzale Loreto

poltronesofà
L’edificio si sviluppa su una superficie di 2.000 metri quadrati suddivisi su 5 piani. I lavori di ristrutturazione dovrebbero essere completati entro l'anno

Poltronesofà, azienda di imbottiti, si è aggiudicata lo spazio ex Coin di Piazzale Loreto a Milano con l’obiettivo di trasformarlo in uno store dell’insegna che, vista la grandezza dell’immobile, sarà uno dei più grandi fino ad oggi realizzati. L’edificio si sviluppa su una superficie di 2.000 metri quadrati suddivisi su 5 piani, uno dei quali sarà dedicato ai divani-letto, uno ai divani relax, un terzo ai divani in pelle e i due rimanenti ospiteranno i divani in tessuto.

Inizia quindi la fase della ristrutturazione del nuovo spazio conquistato da Poltronesofà che per la realizzazione dello store ha investito circa 1 milione di euro. Nulla ancora si sa sull’eventuale data di apertura, l’intenzione dell’azienda è di completare i lavori entro l’anno. Ma per averne la certezza bisognerà attendere.

Poltronesofà si presenta come un’azienda in crescita con un fatturato chiuso il 2015 pari a 216 milioni di euro in crescita, registrando un aumento del 4% rispetto ai 207 milioni dell’anno prima.

 

Nel primo store fisico di Revolve si entra solo su invito

Il portale del fashion passa all’off-line con una strategia basata su esclusività e personalizzazione, che trasforma il negozio in Social Club riservato a influencer, ambassador e consumatori fedeli.

Un debutto retail inusuale e strategico per Revolve, il portale online del fashion che ha scelto di aprire il suo primo negozio fisico ad Hollywood vincolando l’ingresso alla ricezione di un invito. Allo spazio di circa 325 metri quadrati situato in Melrose Avenue potranno infatti accedere esclusivamente clienti fedeli, influencer e ambassador del mondo della moda.

revolveLa formula è quella dell’esclusività che premia al contempo la loyalty, non a caso lo store si chiama Revolve Social Club. I consumatori si trasformano così in membri, l’approccio selettivo aumenta il senso di appartenenza e lo shopping diventa un’attività squisitamente privata e personalizzata grazie l’aiuto dei dati raccolti sul canale digitale.

Le informazioni sui clienti, come spiega l'azienda presentando il concept, vengono infatti utilizzate in negozio per offrire una brand experience ad alto tasso di individualizzazione, offerta merchandising compresa. All’engagement contribuiranno poi numerose iniziative create ad hoc con stilisti di grido, Vip ed eventi musicali, mentre all’interno del Club verranno ospitati anche pop-up shop di designer emergenti.

Revolve fa così leva sul proprio business virtuale, avviato nel 2003, per trasportare la community sul fronte fisico e consolidarne ulteriormente il legame con il marchio grazie a un format inedito in termini di customizzazione. In questo caso, la preesistente presenza online viene sfruttata come importante vantaggio competitivo.

Metro coltiva i prodotti agricoli tra le corsie del supermercato

InFarm Metro Berlino agricoltura in storeL’ultima frontiera dell’alimentare locale, che diventa letteralmente a chilometro zero portando la coltivazione dei prodotti nei reparti del supermercato. La novità è in fase di sperimentazione in uno store Metro Cash & Carry di Berlino, dove la speciale costruzione di scatole modulari Kräuter Garten consente a verdure ed erbe di crescere in autonomia attraverso le varie fasi.

Il progetto firmato InFarm si sviluppa tutto all’interno di un piccolo spazio chiuso e a temperatura controllata, che calibra il consumo energetico e sfrutta al massimo la verticalità, rendendo l’agricoltura accessibile su scala micro ed eliminando numerosi fasi intermedie come il trasporto.

Uno dei vantaggi rispetto ad altre iniziative simili, come la serra nel sottotetto messa a punto da Whole Foods a Brooklyn, è poi la possibilità di installare la struttura dappertutto e con facilità, senza apportare modifiche all’ambiente preesistente.

InFarm agricoltura in storeSecondo Guy Galonska, co-fondatore di InFarm, l’iniziativa ad oggi sta riscuotendo molto successo tra gli chef e gli acquirenti del punto di vendita (all’ingrosso) non solo perché aggiunge una componente di engagement allo shopping, ma anche perché consente alle persone di conoscere nuovi prodotti, ad esempio le foglie di senape wasabi, osservando la crescita da vicino.

L’idea è quella di offrire un nuovo servizio b2b a costi contenuti, la cui gestione può essere affidata a un software che gli impiegati di Metro controlleranno attraverso relativa applicazione. Il pilot è in via di test da 6 mesi e ad oggi è previsto che continuerà per uguale periodo.

Mela Val Venosta on the road per le vie di Roma

Apecar Coccinelle Roma1Da marzo di quest’anno, Mela Val Venosta ha rinnovato la sua immagine e due coccinelle, una rossa e una gialla, campeggiano sul nuovo logo: la coccinella rossa sottolinea il concetto di naturalità, che si esprime nel continuo impegno per una produzione sostenibile seguendo i dettami più rigorosi della lotta integrata o del biologico, e la coccinella gialla è portavoce della qualità, grazie a personale competente e preparato che in tutte le fasi della produzione assicura un servizio ed un prodotto attendibile, una qualità di alta montagna, garantita anche dal marchio IGP.

Un’azione ad hoc è stata ideata per trasmettere i valori del marchio: a lato del Colosseo o in piazza di Spagna, vicino al Pantheon o nei pressi della Fontana di Trevi, si potranno incontrare le Ape-Car Coccinelle, che ripercorrono i luoghi simbolo della città eterna. Un’attività di forte impatto emozionale, per offrire in maniera originale e coinvolgente i prodotti in vendita, anche con l’aiuto di materiale informativo.

In aggiunta, sarà possibile assaporare la genuinità e la bontà delle Mele Val Venosta racchiuse nei centrifugati dal sapore dolce o leggermente acidulo, a seconda della varietà di mela scelta.

Infine, l’attività di comunicazione e promozione del nuovo marchio Mela Val Venosta, localizzata su Roma, prevede il volo delle due Ape-Car Coccinella a Bimbinfiera 2016, la kermesse dedicata al mondo del bambino, per educare anche i più piccoli ad una sana e corretta alimentazione.

Famila format di punta di Selex

Brand di origine tedesca, Famila è uno dei marchi nazionali di Gruppo Selex, declinato su tre format principali che vanno dal supermercato/superstore Famila all’ipermercato Iperfamila (da Gdoweek 5 - 2016)

Brand di origine tedesca, Famila è uno dei marchi nazionali di Gruppo Selex, declinato su tre format principali che vanno dal supermercato/superstore Famila all’ipermercato Iperfamila (da Gdoweek 5 - 2016)

Ferma restando l’equipollenza e l’orizzontalità valoriale di tutte le insegne di Gruppo Selex, che è, e rimane una realtà multicanale e soprattutto multi-insegna, Famila, nella sua triplice declinazione di format (supermercato, superstore e ipermercato o meglio mini-iper) è l’insegna più vicina al formato ideale del gruppo. È il parere di Maniele Tasca, direttore generale di gruppo Selex. “Famila rappresenta, per noi, il format più equilibrato e quindi più adeguato ai nostri target di conto economico: mi riferisco al mix di fattori produttivi e di costo come il personale, il margine lordo, gli investimenti. Negli ultimi tempi apriamo soprattutto negozi tra 1.500 e 2.500 mq”. Tasca è molto preciso: quando si parla di equilibrio economico di un’insegna non ci si riferisce necessariamente alla mera produttività/redditività. “Ci sono punti di vendita o format molto redditizi, ma lontano da quel mix equilibrato che ho detto a proposito della formula Famila”.

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Possiamo quantificare il peso di Famila sul circuito totale di Gruppo Selex?
Nel nostro gruppo sono sette le imprese socie che gestiscono il marchio Famila nelle sue principali declinazioni tipologiche. A livello di vendite al dettaglio, i Famila realizzano il 28%, pur essendo numericamente il 9,4% dei punti di vendita totali.

È giusto dire che Famila è concentrata al Centro-Nord?
Non proprio: è un’insegna nazionale, presente in quasi tutte le regioni italiane. Le nuove aperture coprono le aree Nielsen 1-2 e 4.

Qual è la quota di assortimento Pl in questa insegna?
Circa il 15-20%, anche se dipende dai formati. Per esempio negli Iperfamila le private label arrivano a 2.200 articoli.

A livello di comunicazione puntate su Famila o Selex?
Storicamente abbiamo sempre comunicato l’insegna su media nazionali. Recentemente abbiamo avviato una campagna sui prodotti a marchio Selex, su radio nazionali e locali. Tale campagna coinvolge tutte le insegne che trattano i prodotti, insegne che vengono anche richiamate nel sito www.prodottiselex.it.

L’articolo completo su Gdoweek n. 5 – 2016

Unieuro propone Miadidas il buono per personalizzare le sneakers

miadidas unieuro
Chi vorrà, fino al 14 aprile, potrà, grazie alla Miadidas, scegliere il colore della fodera delle sneakers, delle fasce, delle strisce, della suola, dei lacci e renderle uniche e personalizzate, anche con la propria firma.

Unieuro promuove una nuova iniziativa all’interno dei propri store dedicata agli appassionati di abbigliamento sportivo. La promozione prevede a fronte dell’acquisto di un prodotto tra i centinaia selezionati, di ricevere in regalo la Miadidas card, il buono valido per ordinare e personalizzare una sneakers Adidas modello Miduramo 6. Chi vorrà,  a partire da oggi e fino al 14 aprile, potrà scegliere il colore della fodera, delle fasce, delle strisce, della suola, dei lacci e renderle uniche e personalizzate, anche con la propria firma. E per pubblicizzare il progetto, Unieuro ha avviato un'importante campagna TV e radio sulle principali emittenti, in parallelo a una campagna web.

Il volantino dedicato alla promozione propone un'ampia gamma di tv,  grandi e piccoli elettrodomestici, pc e smartphone delle migliori marche. All'interno anche lo speciale “La primavera del risparmio e delle pulizie”, con numerosi modelli di aspirapolvere in promozione, e che prevede sempre la miadidascard in regalo. 

Bershka rifà il look allo store di Milano e lo rende eco-sostenibile

bershka
Tutti i materiali utilizzati per la ristrutturazione del punto di vendita provengono da agglomerati riciclati, i parquet da boschi sostenibili ripopolati con meno di 15 anni di vita. Lo store si presenza con una superficie più ampia

Bershka, brand low cost di abbigliamento lanciato dal Guppo Inditex, rinnova il concept store milanese di Corso Vittorio Emanuele, situato a pochi passi da Piazza Duomo, adeguandolo al format stage e conformandolo ai criteri del certificato Leed Platinum che indicano il processo più sostenibile nell’utilizzo di materiali eco-friendly. La superficie di vendita si presenta più estesa rispetto al passato e si sviluppa oggi su 1.943 metri quadrati su due livelli, quindi circa 600 mq in più rispetto agli spazi precedenti alla ristrutturazione.

Uno store green. Gli ambienti soggetti a restyling si caratterizzano, quindi, per un’attenzione particolare alla sostenibilità: gli zerbini sono stati realizzati con pneumatici riciclati, la pittura senza componenti organiche volatili, l’illuminazione è a Led con controllo di consumo e controllo domotico di luce per facilitare il risparmio energetico, i condizionatori sono con sistema ad alta efficienza.  Inoltre tutti i materiali utilizzati provengono da agglomerati riciclati, i parquet da boschi sostenibili ripopolati con meno di 15 anni di vita.

Bershka conta 1.044 store in 70 Paesi. Alcune delle nuove boutique Stage sono già state inaugurate in Portogallo, Spagna, Taiwan e Francia.

 

Apre a Brescia il primo ristorante KFC in Lombardia

KFC
Il locale, sviluppato su una superficie di 470 metri quadri e aperto tutti i giorni dalle 12 alle 23, il venerdì e il sabato fino alle 24, conta 110 posti a sedere internamente e uno spazio disponibile nella food court

L’insegna di ristorazione KFC (Kentucky Fried Chicken) fa il suo ingresso in Lombardia con il primo store nella regione appena aperto all’interno del centro commerciale Freccia Rossa di Brescia.  Il locale, sviluppato su una superficie di 470 metri quadri e aperto tutti i giorni dalle 12 alle 23, il venerdì e il sabato fino alle 24, conta 110 posti a sedere internamente e uno spazio disponibile nella food court. Propone la tipica offerta del brand tra cui il pollo preparato secondo la Original Recipe, la famosa ricetta che il Colonnello Sanders elaborò ispirandosi alla cucina di sua mamma, le Hot Wings, piccanti alette di pollo fritte, i Tender, filetti di pollo fritto croccanti fuori e tenerissimi all’interno, i Brazer, filetti di pollo cotti al forno. E ancora panini col pollo, pannocchie cotte al forno, patatine, insalate e dolci.

“I risultati dei locali che abbiamo già aperto in Italia, a Roma, Torino, Chieti e Genova, ci dimostrano che anche il pubblico italiano apprezza il nostro pollo. – commenta Corrado Cagnola, amministratore delegato di KFC Italia - Questo ci incoraggia ulteriormente verso il nostro piano di sviluppo che prevede l’apertura di 100 locali in cinque anni su tutto il territorio nazionale”.

Filippo Caravatti, che gestisce in franchising il nuovo ristorante KFC, aggiunge: “Ci fa molto piacere essere gli artefici della prima presenza in Lombardia di KFC, un marchio ma soprattutto una proposta alimentare conosciuta nel mondo da milioni di persone e che invitiamo tutti a provare. Il nostro ristorante dà lavoro a 50 persone. Dopo Brescia, la nostra attività in franchising per KFC si consoliderà con altri due locali: ad aprile apriremo il primo ristorante in provincia di Milano ed entro l’estate il primo a Milano città”.

 

Tensione tra sindacati e Unicoop Tirreno: 5 store in Lazio passano al franchising

unicoop tirreno
L'azienda spiega: “Negli ultimi anni Unicoop Tirreno ha dovuto concentrare il suo impegno sul risanamento dei risultati economici, compromessi dalle perdite costanti e pluriennali di alcuni punti di vendita"

Sindacati sul piede di guerra per il paventato passaggio al franchising di cinque punti di vendita a marchio Coop del Basso Lazio (Formia, Terracina, Cisterna, Fiuggi, Frosinone). Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil puntano il dito contro Unicoop Tirreno, attuale proprietario degli store oggetto della contesa, e sostengono manifestazioni di piazza che vedono in prima fila i lavoratori delle strutture Coop.

Il segretario nazionale di Uiltucs Uil, Paolo Andreani, spiega: “Il franchising non tutela i lavoratori. Non possiamo consentire che una grande cooperativa permetta il passaggio al franchising che svilirebbe la posizione lavorativa di centinaia di impiegati. Non si può passare dalla stabilità dell’occupazione alla precarietà dell’occupazione”.

La replica dell'azienda. La versione di Unicoop Tirreno non si fa attendere e sottolinea: “Negli ultimi anni Unicoop Tirreno ha dovuto concentrare il suo impegno sul risanamento dei risultati economici, compromessi dalle perdite costanti e pluriennali di alcuni punti di vendita, per primi, ma non unici, quelli della rete campana. L’obiettivo era quello di trovare un’alternativa alla chiusura e alla perdita di posti di lavoro. Si sono cercati possibili partner disponibili ad assumersi l’onere della gestione, tutelando il più possibile l’occupazione e cercando di mantenere la presenza del marchio Coop nelle aree interessate”. E prosegue: “Unicoop Tirreno non è uscita da questi territori: l’alleanza cercata e costruita con Coop Alleanza 3.0 (cooperativa nata dalla fusione delle tre cooperative di consumo del Distretto Adriatico) ha permesso di passare i negozi  della Campania di maggiori dimensioni, esclusi due supermercati, e due grandi strutture del Lazio ad una nuova società, Distribuzione Centro Sud, rendendo così percorribile una strada di risanamento”. L’alleanza, secondo quanto spiega l’azienda, si è estesa fino a comprendere la rete di vendita di Lazio e Umbria. In questa operazione, però, non sono rientrati, per ragioni di dimensione e di luogo economico, non solo di risultati, i 5 punti di vendita del Lazio sud. “Per questi store – aggiunge Unicoop Tirreno - anch’essi in perdita da tempo, la Cooperativa ha cercato e trovato un’altra soluzione, quella del contratto di franchising con operatori privati. Questa strada, che prevede il passaggio anche dei dipendenti alle medesime condizioni contrattuali, rispetta i principi del mantenimento del marchio e della tutela occupazionale, tanto più che la Cooperativa si impegna ad assorbile le eventuali eccedenze che si dovessero evidenziare nel passaggio ed alcuni costi”.

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