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Parte il temporary Ikea a Milano, per tutta la durata dell’Expo

 

Ha aperto in via Vigevano 18  la nuova Ikea temporary, il leit motiv è il food, la durata (almeno per ora) è quella di Expo, a partire dal Salone del Mobile (14-19 aprile). In mostra la cucina interpretata da tre designer.

Lo spazio della cucina Italiana, ideata da Paola Navone, concilia colori e sapori e se vogliamo la confusione creativa degli chef italici con l’ordine e la precisione di un lungo armadio finestrato che contiene tutto (e anche un po’ di più).
La cucina per le famiglie con portatore di handicap, colorata e non punitiva, socializzante con due piani cottura posti di fronte, uno più basso e uno più alto, ancora una volta conciliante e aggregante. Non manca la cucina che mette al centro il bambino, gioco e cibo si confrontano e convivono. Infine, la cucina degli hacker, una sorta di “meccano” per portare il design sempre più a valle. Non manca il pensiero sostenibile sotto forma di prototipi, ideati dagli studenti dalle Università di Lund e di Eindhoven (progetto IDEO) che ci racconta come sarà la cucina nei prossimi dieci anni, ma se la compostabilità casalinga avrà ancora tempo per arrivare nelle nostre cucine sotto forma di sistema, per alcuni prototipi legati alla germinazione e al riciclo invece non aspetteremo a lungo (si parla di 2016).

Layout
Un piccolo foodcorner con i prodotti hit di Ikea accoglie i visitatori all’ingresso dello store, possibile la spesa faidate con autoscanner, così come la progettazione delle cucina ha uno spazio dedicato. Un grande bar con carica smartphone a disposizione è posizionato al piano rialzato e si è accolti da un cortile in parte coperto dove si può sostare. Tutto l’ambiente è dotato di wi-fi gratuito.

Azzeccata la scelta della location
Location: la scelta di via Vigevano a nostro parere è ottimale, perché si rivolge al target che farà di questa Ikea (soprattutto se da temporary diventa stabile) un punto di incontro di sperimentatori e di evangelist del marchio.

Retail design: lo spazio è splendidamente curato, il cliente sente di fare una scelta “sostenibile” e non di risparmio.

Offerta: sintesi dell’offerta Ikea legata al food, presenti gli hit del supermarket (compresi i freschi). Le cucine sono qui sotto forma di idea, che potrebbe rappresentare un’ottima spinta per l’online.

Futuro: circolarità del processo di consumo alimentare, dal germoglio al compostabile = Sostenibilità. Design a valle: spostare il processo creativo verso il cliente, innestare la co-creation. Location cittadine, pick up point, un vero processo di omnicanalità.

Selex cresce con l’etichetta Le Vie dell’Uva, aumentata del 27%

Dal suo esordio nell’autunno 2011 con un assortimento di 28 etichette, la linea di vini Selex Le Vie dell’Uva ha registrato un notevole riscontro presso i consumatori, arrivando a chiudere un 2014 con crescita annuale del 27%, per un totale di 4,5 milioni di euro e 2,3 milioni di bottiglie circa. Si tratta di un successo che traina l’intero comparto, superando nei supermercati del Gruppo quello di Doc, Docg, Igt e Charmat, incrementati del 4,4%.
La linea del distributore è aumentata oggi a un assortimento di 52 etichette, 53 entro fine anno, che a un’offerta base con bottiglie da 3 a 5 euro propone una selezione di fascia superiore con prezzi a partire da 6 euro. Tale strategia bifronte segue alle scelte effettuate dalla clientela, che ha mostrato nonostante la crisi economica di non rinunciare a una qualità accessibile.
“Abbiamo raggiunto il target giusto, rappresentato da consumatori informati ed esigenti, ma non superesperti, che leggono le etichette e quando comprano un vino vogliono andare a colpo sicuro, senza brutte sorprese”, ha sottolineato Dario Triarico, responsabile grocery e beverage marca del distributore del Gruppo Selex.
A livello grafico resta infine il focus su una grafica e un visual all’insegna della trasparenza informativa, con carta d’identità sul retro del prodotto.

San Benedetto lancia le nuove bottiglie eco-green

San Benedetto prosegue nell’implementazione del suo approccio eco-friendly ed eco-green lanciando le due nuove bottiglie di acqua minerale 1L Easy e 1,5L, caratterizzate da una riduzione nell’utilizzo di Pet e una forma più funzionale e compatta con tappo smart e presa rinforzata. Si tratta di un ulteriore passo in ottica sostenibile, frutto di un investimento nel reparto Ricerca&Sviluppo dell’azienda, che ha già ottenuto con Easy alcuni riconoscimenti, a partire da quello dei consumatori come Prodotto dell’Anno 2015 nella categoria acque sostenibili.
Con la linea di prodotti legati al progetto eco green, San Benedetto ha inoltre ricevuto dal Ministero dell’Ambiente il logo del programma per la valutazione dell’impronta ambientale, anche grazie all’acquisto di crediti di carbonio volti a neutralizzare il 100% delle emissioni.
Il brand prevede di continuare la sua costante evoluzione verso bottiglie con meno plastica e l’utilizzo di plastica generate, parallelamente a un’ulteriore riduzione di Co2 eq.

Gruppo Crai chiude un 2014 con fatturato in aumento del 24%

crai

Il Gruppo Crai festeggia il successo della sua formula distributiva multicanale chiudendo un 2014 con fatturato della rete totale in aumento del 24%. Si tratta di circa 4 miliardi e 850 milioni di euro che si associano a 323 nuovi pdv in ambito alimentare con l’insegna Crai e 270 nel canale drug, in linea con un focus sul ritorno al negozio di prossimità e la parallela ricerca di elevati livelli qualitativi e di servizio.
In controtendenza con il mercato anche la linea di prodotti a marchio commerciale, che raggiunge una quota del 19,28% crescendo di un punto percentuale, anche grazie a un nuovo posizionamento emozionale della marca Nel cuore d’Italia.
Il Gruppo Crai ricopre inoltre insieme a Sma/Auchan e Sisa, con cui ha siglato la partnership lo scorso novembre, un ruolo rilevante nelle centrali di acquisto, collocandosi al terzo posto in Italia anche grazie a una revisione dell’assetto organizzativo secondo aree operative più strategiche.
Si tratta di traguardi importanti che confermano la bontà del piano di sviluppo intrapreso negli ultimi anni e che proiettano il Gruppo, con i suoi oltre 3.000 punti di vendita, verso un 2015 in progressiva crescita. Obiettivi: ampliamento del territorio e progetti che pongano al centro il negozio, con interesse anche per l’area internazionale, dove attualmente Crai conta 160 pdv tra Svizzera e Malta.

Parte il Grande Viaggio Conad verso le piazze d’Italia

Sei tappe in altrettante città d'Italia, per discutere, confrontarsi, esprimere idee, creare relazioni nel luogo di democrazia per antonomasia: la piazza. E’ questo Grande Viaggio il nuovo progetto di Conad nel belpaese con l'obiettivo di dialogare con le persone, confrontarsi e costruire, tutti insieme, fiducia nell’Italia. Con il Grande Viaggio, Conad parla al territorio e alle comunità dai propri punti di vendita, con la voce dei propri soci imprenditori che hanno relazioni determinanti con le persone. Sei le piazze coinvolte, che, nei week end, si animeranno con la presenza di tre automezzi Conad molto riconoscibili (uno show truck, un motorhome hospitality e un food truck), a cui si aggiungeranno sei gazebo per distribuire informazioni, prodotti e materiale di comunicazione.

“Il Grande Viaggio nasce per dialogare con le persone, per parlare con loro dei temi che testano la voglia e la capacità di crescere del nostro Paese. Purtroppo l’Italia ha poca fame di crescita, di successo e fatica a costruirsi la strada per far esplodere tutto il proprio potenziale -sottolinea l’amministratore delegato di Conad Francesco Pugliese-. Portiamo Conad tra la gente, entriamo in “casa” loro più di quanto facciamo con i nostri punti di vendita. Siamo ricambiati con la crescente fiducia di sette milioni e mezzo di famiglie che, in modo non occasionale, scelgono Conad perché siamo credibili e autorevoli, verso i cittadini così come verso le istituzioni”.

Le città coinvolte e il programma
Nelle città meta del Grande Viaggio (Cosenza, 11 e 12 aprile, Pescara, 25 e 26 aprile, Bergamo, 9 e 10 maggio, Alba/Cn 16 e 17 maggio), Massa, 13 e 14 giugno, e Treviso, 20 e 21 giugno), ogni serata, a partire dalle 18.30, sarà aperta dall’esibizione dell’orchestra sotto la direzione artistica del maestro Beppe Vessicchio, e da un breve video, con immagini dei temi trattati:

  • Lavoro e nuove generazioni (Cosenza)
  • Il valore della cultura, con la cultura si cresce (Pescara)
  • Il futuro delle famiglie italiane (Bergamo)
  • Il valore dello sport (Alba, Cuneo)
  • La forza dell’Italia. “I mille campanili” (Massa)
  • Salute, stili di vita, benessere (Treviso).
  • Seguiranno l’intervento di istituzioni e imprenditori locali, oltre a un paio di conversazioni a tema.

Il ruolo di Sapori&Dintorni
Oltre che dedicate alle discussioni, queste serate vogliono essere anche di festa, all’insegna della musica e delle tradizioni locali: in quest'ottica, le eccellenze regionali della linea Sapori&Dintorni Conad saranno elaborate e cucinate dagli chef dell’Unione italiana ristoratori. Inoltre, sul mega-schermo esterno dello show truck passerà, durante l’intera giornata, un video con lo spot istituzionale Conad e Sapori&Dintorni, oltre al programma del week end, le video ricette realizzate con i prodotti Conad in degustazione, brevi interventi di spiegazione dei prodotti e altri contributi di interesse per i cittadini.

Per rendere partecipi anche le persone che non potranno essere presenti nelle piazze durante i week end e condividere con loro il valore di questa nuova esperienza, Conad comunicherà anche sui social media tradizionali, Twitter, Facebook, Instagram e You Tube.

Extravergine d’oliva in formato slim

Da un lato i consumi che aumentano, dall’altro invece la raccolta delle olive 2014 in calo addirittura del 30-40%, e il conseguente tracollo produttivo quantificato intorno al 50% sia in Spagna che in Italia, che esattamente in quest’ordine e insieme a Grecia e Turchia rappresentano i maggiori produttori al mondo di olio d’oliva. In Italia in particolare la produzione di olive è scesa del 40% nel 2014, circa 1,8 milioni di tonnellate raccolte, principalmente a causa della mosca olearia. L’International Olive Oil Council (Iocc) stima la domanda mondiale in 2 milioni 823 mila tonnellate, mentre la produzione sarebbe pari a 2 milioni 393 mila tonnellate: la preoccupazione sulla possibilità di non riuscire a soddisfare la domanda coinvolge anche i buyer nostrani, poiché alcune Dop quest’anno non saranno nemmeno reperibili nella grande distribuzione, e l’aumento di produzione in Grecia e Turchia non sarà sufficiente a soddisfare la domanda. Che nel nostro Paese è particolarmente elevata, visto che con Spagna e Grecia consumiamo il 42% dell’olio d’oliva prodotto nel mondo. In questo scenario, la quota di mercato dell’Italia resta stabile, mentre cresce la Grecia eguagliando l’Italia al 14% e la Tunisia passa dal 2% all’11%. Conseguenza naturale è l’aumento dei prezzi, +60% rispetto alla primavera 2014, secondo il rapporto del Monte dei Paschi di Siena datato febbraio 2015. Rispetto a questo quadro, i dati Iri rilevano invece un aumento nei volumi delle vendite, soprattutto dell’extravergine +3%, e una diminuzione a valore quindi una riduzione dei prezzi al consumo, -2,3% l’olio d’oliva, -2% l’extravergine. La marca privata pesa per il 17,9% a valore, in calo (-1,1%) rispetto al 2015, con una pressione promozionale del 44,37%, comunque meno rispetto al totale del mercato: ben 62,9%. A volume la pl conta per il 16,1%, quindi tutto sommato “tiene” rispetto al prodotto industriale.

Le strategie della gdo
La distribuzione per ora non ha riversato l’aumento dei prezzi all’origine sul prezzo al consumo, in parte facendo ricorso alle scorte dell’anno precedente, ormai esaurite, e soprattutto diminuendo i propri margini. È quanto dichiarano Conad e Simply, i quali cercano di fare fronte con due strategie diverse. Carlo Somaschini, buyer acquisti olio di Simply Italia, punta sull’everyday low price: “Per spostare le vendite sullo scaffale lo abbiamo rivoluzionato sfoltendo alcuni prodotti per inserire marche esclusive con maggiore vendibilità, grazie a un prezzo aggressivo a fronte di un prodotto di qualità fatto in Italia. Comunque sullo scaffale Simply la pl riveste sempre un ruolo centrale, con il miglior rapporto qualità-prezzo continuativo, senza dover ricorrere alla promozione”. Un progetto di revisione dell’assortimento nel mercato dell’olio d’oliva iniziato nel 2014. “La nostra è una strategia a lungo termine che ha dato i primi risultati a gennaio e febbraio, anche grazie alla comunicazione a volantino”, aggiunge Somaschini. “Le prospettive nel 2015 però non sono rosee. Alcuni produttori hanno annunciato la possibilità che non si arrivi a congiuntura con il nuovo raccolto, e che alcune Dop non sono disponibili per mancanza di materia prima”. Tendenze? “Sicuramente l’olio biologico, cresciuto del 35/40% nel 2014 in tutte le categorie” conclude Somaschini.
Per contrastare l’elevata promozionalità e l’aumento dei prezzi, da Conad fanno sapere di puntare su un’offerta più razionale dello scaffale e un mix più bilanciato e meno spinto delle promozioni, a vantaggio di una maggiore informazione sulle caratteristiche e gli usi dei diversi olii, potrebbe portare valore aggiunto alla categoria e aumentare le vendite nel continuativo. La risposta si chiama Sapori & Dintorni, grazie al quale l’insegna valorizza la propria gamma di olii tipici. Assortimento, chiarisce Conad, che è composto principalmente dalle grandi marche nazionali e dalla pl, con prevalenza di blend di olii comunitari e nazionali. La Pl svolge poi anche il ruolo di completamento di gamma proponendo al consumatore una linea premium di olii tipici Dop e Igp. Ruolo della pl quindi è anche differenziare lo scaffale con il presidio delle gamme base e dei segmenti premium.
I consumi per l’insegna infatti non flettono, anzi, crescono del 3% a volume e dello 0,6% a valore sull’extravergine. Come conseguenza dell’incremento dei prezzi, l’offerta si sta arricchendo di formati più piccoli, da 750 ml. In questa direzione si è mosso, per esempio, Gruppo Salov che ha introdotto il nuovo formato da 750 ml per l’extravergine d’oliva Sagra in 4 referenze a un prezzo più accessibile.
Secondo Conad, sul versante prezzi non ci saranno schiarite per buona parte del 2015 (almeno fino a giugno). Il mercato dell’olio registrerà ancora forti tensioni, dovute principalmente alla scarsa disponibilità di materia prima. Scenario che potrebbe cambiare qualora si registrasse una contrazione dei consumi e/o una previsione di un nuovo raccolto molto positiva. In ogni caso difficilmente i prezzi di vendita al pubblico torneranno ad essere vicino ai valori storici.

L’extravergine supportato
Per Sigma, dichiara il responsabile industria di marca Pasquale Matullo: “L’extravergine risulta essere il segmento con più vendite, sempre a patto di un giusto supporto promozionale, ormai necessario per sostenere e spingere la categoria. Non ritengo che l’intensità promozionale possa diminuire, trattandosi di una categoria che ha incidenze promozionali che arrivano anche oltre all’80%”. I prezzi d’acquisto saranno più alti, e prosegue Matullo: “Sarà da capire con quali tempi e in quanti step sarà possibile trasferire questi aumenti al pubblico”. La categoria dei biologici, il cui peso non è per ora rilevante, precisa Matullo: “Credo possa avere il ruolo di una nicchia all’interno dello scaffale che può in parte qualificarlo”. La pl per l’olio d’oliva in Sigma “Vede una importante riduzione dei volumi -spiega il responsabile prodotto a marchio Sigma Andrea Cevenini- con una contrazione inferiore per il dato a valore forte dell’incremento di prezzi nel secondo semestre 2014”, a causa della forte pressione promozionale dell’industria di marca.
Donato Milillo, buyer Gruppo Maiora (Despar Sud Italia) rivela per la Puglia nel 2014 una crescita a valore del 13,10% e del 14,7% a volume, in tutto 2,8 milioni di litri di extravergine venduto per un valore di 10 milioni di euro. Il Gruppo Maiora ha fatto registrare un +21,5% a valore e un +29,4% a volume (fonte Iri). Paradossalmente, spiega Milillo. “Le vendite di olio extravergine di oliva nella grande distribuzione organizzata di solito sono inversamente proporzionali ai luoghi di produzione. Dunque in Puglia si vende meno olio extravergine che al nord, attraverso la gdo, anche a causa della vendita diretta. Di conseguenza le vendite nei canali iper e super sono orientate maggiormente, per l’85%, sull’olio comunitario, estero o misto, che si attesta su fasce prezzo più accessibili, e per il rimanente 15% sull’olio 100% italiano”. Questo dato trattiene la crescita della pl nell’olio d’oliva. Anche Maiora ha adottato una politica di everyday low price organizzata per “temi”, sottocosto, tutto a meno di un euro, 1+1, sconti del 30, 40 e 50%, prezzi tondi, con risultati soddisfacenti in termini di vendite e margini, sensibile aumento delle vendite in normalità e miglioramento della marginalità”. L’assortimento invece punta sui localismi grazie a quotazioni più competitive rispetto ai marchi nazionali, coadiuvate da attività di assaggio con hostess, con l’obiettivo, dichiara Milillo, “di contenere quanto più possibile i prezzi al consumo e cercare di consolidare i dati di vendita del 2014”.

L’opportunità storica
Una valutazione sul carico promozionale arriva da parte di un esponente dell’industria, Paolo Rocchi, direttore commerciale di Rocchi. “Valutiamo la leva promozionale come una componente del marketing mix a sostegno di un prodotto e per la creazione di valore di un brand. Le altre iniziative Rocchi sono il restyling del marchio e l’inserimento di nuovi formati a completamento della gamma, finalizzati a raggiungere un maggior numero di consumatori per la conoscenza del brand. La grave crisi produttiva ha ridotto notevolmente l’autoconsumo e stiamo osservando un aumento delle vendite in regioni dove questa formula è molto importante: ritengo sia un’occasione da cogliere per migliorare i risultati. Ritengo che il settore di olio da olive abbia il suo punto debole nella contrapposizione all’interno della filiera. Da sempre abbiamo cercato il dialogo e la sinergia con gli operatori ottenendo risultati incoraggianti. Questo modo di operare dovrebbe essere compreso dalle varie organizzazioni di categoria ed esteso a tutto il sistema. Credo fermamente che sia l’unica strada per rafforzare quella leadership che per cultura, conoscenza e tradizione è internazionalmente riconosciuta alle azienda Italiane. Ed Expo sarà un’occasione unica per fare conoscere al mondo il vero made in Italy”.

Lidl presenta “Vinci la spesa per 20 anni”

Lidl

Il nuovo concorso proposto da Lidl (“Vinci la spesa per 20 anni”) mette in palio un montepremi di 57.300 euro diviso in tre premi:  il primo classificato (cioè chi indovinerà il valore della spesa presente nel carrello virtuale) si aggiudicherà buoni spesa settimanali di 50 euro ciascuno, per 20 anni.
Il secondo vincerà buoni spesa da 50 euro alla settimana per un anno, mentre il terzo riceverà buoni spesa sempre di 50 euro alla settimana, per un mese.
Lidl prevede premi di consolazione per tutti gli iscritti al concorso, anche se non vincitori: per loro saranno estratti 50 buoni spesa del valore di 50 euro l’uno. Si può partecipare dal 13 aprile al 10 maggio 2015.

Per concorrere basta iscriversi alla newsletter di Lidl Italia e fare una spesa di almeno 25 euro in uno dei 570 punti di vendita in Italia, conservando lo scontrino e registrando i propri dati sul sito www.lidl.it. I concorrenti troveranno online un carrello virtuale e dovranno indicarne il valore complessivo. Le estrazioni dei vincitori si terranno entro il 29 maggio.

Nei negozi Unes arriva la nuova eco-pop shopper

Dal 7 aprile in tutti i negozi U! Come tu mi vuoi e U2 Supermercato è arrivata la borsa in Tnt Unes in versione primavera-estate, all’insegna di sostenibilità e anti-spreco. Con la nuova eco-pop shopper, che si rifà all’arte di Andy Warhol e a un claim cosmopolita in vista di Expo 2015, l’azienda del Gruppo Finiper punta infatti a coinvolgere direttamente i clienti all’interno della filosofia aziendale, rendendoli i primi testimonial dei suoi valori.
La bag dalle nuances giallo e azzurro pastello porta infatti la scritta, in grafica dinamica, I’m an ECO-POP Shopper, favorendo attraverso il duplice significato del termine inglese, indicante sia la borsa che l’acquirente, un’identificazione di brand. Il messaggio punta dunque alla massima fruibilità internazionale per intercettare e sfruttare al meglio tutte le occasioni di primo contatto con il consumatore.

Online il nuovo sito Pam Panorama

È online il nuovo sito di Pam Panorama che ora unifica sotto un cappello digitale comune le insegne Pam, Pam local e Panorama, a testimonianza di una profonda condivisione di mission, idee, filosofia e qualità.

Nuovi filtri tematici
Realizzato dall’agenzia Olojin, www.pampanorama.it è funzionale, interattivo e semplice da navigare grazie all’aggiunta di nuovi filtri tematici nelle aree magazine e ricette e ad una struttura chiara e ben visibile, all’interno della quale poter trovare in modo facile e veloce offerte, informazioni e tutte le novità dal mondo Pam Panorama.

Rinnovata l’area dedicata a Carta perTe
Ampliata e rinnovata l’area dedicata a Carta perTe, la carta fedeltà del Gruppo: chi registrerà la propria card (o chi già lo aveva fatto in precedenza) avrà infatti accesso ad una nuova area personale da dove potrà controllare il proprio saldo punti e scaricare non solo i coupon ma anche le ricette e i contenuti del magazine preferiti per una fruizione personalizzata. Inoltre, l’utente potrà essere informato più facilmente su eventi e promozioni del proprio punto vendita di riferimento.

Info, ricette e news
Nel nuovo sito non mancano ricette, news, volantini promozionali da consultare in formato elettronico, info sui diversi progetti educational e sulle iniziative di responsabilità sociale, un’area dedicata ai prodotti a marchio e una sezione ad hoc per il nuovo Magazine, consultabile gratuitamente da tutti in versione digitale.

 

Frau implementa la linea integratori con il Puro Succo Bio di Aloe Vera

Frau lancia un nuovo prodotto per gli scaffali della Gdo, implementando la sua linea di integratori alimentari con il Puro Succo Biologico di Aloe Vera, venduto in bottiglia di vetro da 75cl con prezzo consigliato di 12,50 euro. Si tratta di una novità rivolta al consumatore moderno che persegue in misura crescente i valori di benessere e sostenibilità, in unione alla naturalezza di ingredienti e componenti.
Acquisita nell’ottobre 2013 da Paglieri Sell System, Frau persegue i valori della qualità tramite ricerca nei propri Laboratori e dell’equilibrio con il binomio scienza e natura. Si tratta di una filosofia quotidiana declinata anche nelle linee specifiche a marchio Apoteke, Athletic Body e Dolce Dieta.

Vendite dirette, aumentano fatturato e occupazione

Sembra che la crisi colpisca con minor veemenza il settore delle vendite dirette: le aziende associate Avedisco (Associazione vendite dirette e servizio consumatori) hanno registrato nel 2014 un fatturato complessivo di 843,6 milioni di euro, +1,9% rispetto al 2013. Anche l’andamento dell’occupazione è positivo: +2,8% per un totale di oltre 312.000 incaricati alla vendita.

Andamento in controtendenza

“I numeri testimoniano che i risultati del canale direct selling sono in netta controtendenza rispetto all’andamento generale dei mercati del largo consumo, ancora provati dalla crisi economica” dichiara Giovanni Paolino, Presidente di Avedisco. Le aziende associate, per la maggior parte italiane, marciano bene in diversi settori, in particolare nel tessile, il mercato dove la vendita diretta riporta incrementi a due cifre (+15 %).

I maggiori ricavi in termini assoluti arrivano dal settore “alimentare-nutrizionale” con quasi 354 milioni di euro (+13%). Posizione di rilievo anche per la cosmesi, con oltre 286 milioni di euro.

Una professione al femminile

Un dato interessante per il pubblico rosa è l’incremento della forza vendita femminile (+4,4%), che rappresenta il 74,6% del totale incaricati alla vendita su tutto il territorio italiano. “Questa professione – commenta Paolino – è particolarmente indicata per il mondo femminile perché permette di trovare il giusto equilibrio tra i numerosi impegni che una donna (spesso anche mamma e moglie) deve conciliare con il tempo dedicato al lavoro”.

45 anni di vendite dirette

Dal 1969 Avedisco è la prima associazione in Italia che rappresenta le più importanti realtà industriali e commerciali, italiane ed estere, che utilizzano la vendita diretta a domicilio per la distribuzione dei loro prodotti/servizi. A livello internazionale Avedisco è associata a Seldia (Associazione europea vendita diretta) e a Wfdsa (Federazione mondiale delle associazioni di vendita diretta) presieduta Doug De Voos (presidente Amway Corporation), subentrato nel novembre 2014 all’italo-brasiliano Alessandro Carlucci, che è anche a capo di Natura, il più grande produttore di cosmetici naturali in Brasile.

 

PittaRosso lancia la nuova insegna sportiva Pithagorà

PittaRosso investe e si focalizza sulle calzature sportive da corsa e lifestyle, preparandosi a lanciare l’11 aprile a Desenzano il primo negozio a insegna Pithagorà, un nuovo format multibrand che comprende marchi quali Nike, Adidas, Asics, Diadora, Puma, Brooks, New Balance, Reebok, Vans e Superga. Il punto di vendita di 200 metri quadri, a libero servizio assistito, propone un layout vitale ed energico all’insegna di linee sinuose bianco-azzure, su progetto dello studio di architettura De Francesco+Silva.
In linea con tale concept, all’interno del negozio saranno presenti, insieme ad un personale esperto, alcuni elementi tecnologico-funzionali come un tapis roulant con webcam incorporata in grado di creare video, per testare le scarpe e valutare la qualità dei movimenti.
Pittarosso realizzerà per il lancio della nuova insegna eventi sportivi e podistici in collaborazione con i principali brand, a partire da un debutto con corsa di 8 chilometri insieme all’oro olimpico Gelindo Bordin e Diadora.
Dopo un 2014 chiuso con 237 milioni di euro di fatturato, seguito a un triennio di investimenti, il gruppo del retail, che da inizio anno vede come azionista di maggioranza Lion Capital, prosegue così la fase espansiva puntando a superare gli 800 milioni nei prossimi cinque anni, anche attraverso nuovi format che si affiancano a quello classico.

Coop Centro Italia valorizza il rapporto con i soci

Coop Centro Italia, 615 milioni di euro di fatturato 2014 sviluppati da 71 punti di vendita in sei province (Arezzo, Siena, Perugia, Terni, Rieti, L’Aquila) continua a creare valore e convenienza per i suoi oltre 525mila soci, in un bacino caratterizzato da una profonda disomogeneità territoriale, da una densità abitativa non troppo elevata e dalla forte presenza degli operatori della gdo. “Coerentemente con il percorso avviato già da tempo -spiegano dalla cooperativa- abbiamo proseguito anche nei primi mesi 2015 sulla strada dei prezzi bassi tutti i giorni. A questa strategia oramai consolidata, è stata aggiunta quest’anno la possibilità di usufruire in maniera ampia e costante di “buoni a valore” che valorizzano il rapporto socio-cooperativa: in particolare, ogni 10 euro spesi nella prima quindicina del mese sui prodotti a marchio Coop, i soci di Coop Centro Italia ricevono un buono sconto da tre euro spendibile sugli stessi prodotti nella seconda metà del mese. Questi Buoni a valore sono accumulabili anche nei reparti macelleria, pescheria e ortofrutta: infatti, per ogni euro speso negli ultimi 7 giorni del mese, i soci Coop Centro Italia ricevono un buono sconto da 3 euro da utilizzare nei primi 7 giorni del mese successivo negli stessi reparti”.

Fedeltà premiata
I buoni a valore, quindi, sono il perno di un patto mutualistico con i soci che prevede che la fedeltà sia premiata attraverso un sistema che incentiva la spesa tutti i giorni e risponde alla generalizzata perdita di efficacia delle promozioni. L’obiettivo, in altre parole, è quello di implementare una politica di Edlp. “Oltre ai buoni a valore da tre euro -proseguono dalla cooperativa- anche nei reparti ortofrutta e macelleria abbiamo deciso di puntare su una politica di Every Day Low Price: tutto l’anno nei nostri punti di vendita è possibile acquistare frutta e verdura di stagione a meno di 1€ al kg; inoltre tutti i giorni molti tagli di vitellone a marchio Coop sono in vendita a prezzi molto convenienti. Nell’ortofrutta, inoltre, stiamo rivisitando gli spazi espositivi in funzione del venduto giornaliero, con l’obiettivo di migliorare la freschezza dei prodotti. Particolare cura viene dedicata anche alla presentazione dei prodotti, in modo da esaltare la qualità della merce in vendita. Infine, in macelleria stiamo dando maggior spazio ai prodotti pronti a cuocere”.
Grande attenzione è riservata alle private label in linea, del resto, con la politica di Coop Italia: “Il prodotto a marchio è e sarà sempre di più il cuore pulsante della nostra offerta -aggiungono dalla cooperativa-: nei nostri punti di vendita è possibile trovare tutto l’anno i prodotti a marchio di generale consumo a prezzi estremamente convenienti. Contemporaneamente, abbiamo ridotto il numero dei prodotti in promozione, pur garantendo una convenienza molto forte”.

Spazio ai superstore
Non cambiano solo gli assortimenti, ma anche l’approccio ai diversi formati di vendita. “In questo contesto, naturalmente anche le nostre politiche di sviluppo hanno subito una revisione -concludono da Coop Centro Italia-. Così siamo passati dalla realizzazione di grandi centri commerciali all’utilizzo di opportunità esistenti. In quest’ottica, nei prossimi mesi è prevista la ristrutturazione dello storico punto di vendita di Perugia Cortonese e abbiamo iniziato la riconversione dei maggiori store in superstore, come per il super Coop Agorà di Foligno (Pg) o il quello di Sinalunga a Siena”. Proprio quest’ultima struttura racchiude tutte le ultime innovazioni: 2.850 mq di superficie di vendita, con le ultime novità in tema di green (pannelli fotovoltaici, illuminazione a led, frigoriferi di ultima generazione a sportello chiuso), un’offerta orientata sia allo sfuso, come il dispenser di pane self service, sia alle specialità locali, dalle carni bovine di Chinina agli ortaggi, compresi quelli bio, dei territori circostanti.

Esselunga, 2014 all’insegna dello sviluppo e degli investimenti

Un anno, il 2014, archiviato con risultati soddisfacenti e un notevole dinamismo costruttivo, nonostante le secche della crisi nelle quali si muove a fatica anche la distribuzione alimentare. L’anno scorso Esselunga ha infatti aperto i superstore di Calco (Lc), Aprilia (Lt), Milano Porta Vittoria, Novara, Prato Leonardo, Parma Emilia Ovest, Saronno (Va), Firenze Galluzzo, Marlia (Lu), e il polo logistico di Campi Bisenzio (Fi). A questi nuovi esercizi si è affiancato, in apertura 2015, quello di Milano-via Adriano, aperto sulle aree ex industriali Ercole e Magneti Marelli, il 150° della rete.

Investimenti di quasi 2 miliardi negli ultimi cinque anni
La catena di Bernardo Caprotti ha investito 400 milioni di euro nel 2014, ma se consideriamo gli ultimi 5 anni arriviamo a 1,8 miliardi. Le vendite 2014 superano i 7 miliardi di euro (7.013 milioni) con incremento sotto l’1% rispetto al 2013 (+0,8%), ma pur sempre un aumento non irrilevante, considerando che Esselunga ha spuntato quel volume di vendite operando con una deflazione interna (decrescita prezzi) dell’1,6%. L’incremento modesto delle vendite non è affatto proporzionale a quello dei clienti il cui numero è aumentato dell’8,5%.

Aumenta la redditività della gestione caratteristica
Ben superiori gli incrementi relativi ad alcune voci chiave del conto economico, come il margine operativo lordo (Ebitda) salito a 521 milioni (+3,2%) e il risultato operativo a 335 (+2%), con utile netto di 212 milioni (210 nel 2013).
L’aumento dell’Ebitda è presumibilmente legato (l’azienda non commenta al proposito) a operazioni di razionalizzazione ed efficienza strutturale, come chiusura di filiali vecchie per la contestuale riapertura di nuovi superstore. Anche perché Caprotti, stando alle cifre rese note, ha assunto più di 500 persone: l’organico medio è salito a 21.135 addetti, con 530 persone reclutate in più rispetto al 2013. A questo proposito ricordiamo che il 74% dei dipendenti è  a tempo pieno, e il 93% ha un contratto a tempo indeterminato.

 

 

Sainsbury’s aprirà un laboratorio digitale entro l’estate

Sainsbury’s aprirà entro l’estate un laboratorio digitale volto ad implementare le proprie capacità e funzionalità tecnologiche al fine di sperimentare e creare nuove shopping experience. Il retailer inglese punta così alla digitalizzazione, prevedendo a Londra e a Coventry l’assunzione di 480 specialisti tra digital designer e developers, ingegneri e tester, che lavoreranno all’interno di spazi moderni.
La ricerca è al momento aperta per 180 posizioni e si inserisce in un quadro di sviluppo tech che comprende anche la messa a punti di migliori piattaforme per gli acquisti online.
Si tratta di un percorso che persegue l’innovazione tecnologica a supporto del consumatore e in un’ottica di semplificazione, cercando di intercettarne le possibili applicazioni in ambito di retail attraverso la costituzione di un team dedicato e altamente strutturato.

Pronti per l’azienda digitale: dietro le quinte del fare retail

Il 25 marzo si è svolto a Milano il convegno “Pronti per l’azienda digitale: dietro le quinte di fare retail” organizzato da Mark Up - Gdoweek e Ditech. Il punto sulla sicurezza It, il pricing e la supply chain

Il 25 marzo si è svolto a Milano il convegno “Pronti per l’azienda digitale: dietro le quinte di fare retail” organizzato da Mark Up - Gdoweek e Di.Tech. Il punto sulla sicurezza It, il pricing e la supply chain.

L’infrastruttura IT è sicura?
Intervista a Elisabetta Rigobello, Business Developer Di.Tech e Romano Castagnara, partner ConsIQ, intervenuti al convegno “Pronti per l’azienda digitale?”, organizzato da Mark Up e Gdoweek in collaborazione con Di.Tech.

La leva del Pricing dinamico secondo Sait
Intervista a Luigi Pavana, Direttore Generale Sait. Un modello di analisi matematica parametrico che consente di definire il giusto prezzo per punti di vendita dalle caratteristiche molto diverse.

La tracciabilità delle consegne secondo GSI
Intervista a Ivano Poli, direttore logistica e supply chain Grandi Salumifici Italiani. L’utilizzo della tecnologia Rfid consente di gestire in modo efficiente il processo di consegna.

La digitalizzazione della supply chain secondo Conad
Intervista a Andrea Mantelli, Responsabile Supply Chain Conad. Una supply chain totalmente digitalizzata che consente la completa tracciatura dei prodotti.

 

Esselunga si sviluppa anche nel non food

Con l’apertura del nuovo superstore di via Adriano a Milano, nella parte nord della città, Esselunga raggiunge una rete nazionale di 150 punti di vendita. Si tratta della prima apertura del 2015, cui ne seguiranno altre cinque-sei: parliamo di una struttura di 4.400 mq, all’interno di un’area industriale, dove un tempo sorgeva la Magneti Marelli, di cui è rimasto, a testimonianza storica, il rifugio antiaereo utilizzato dai dipendenti durante la seconda guerra mondiale.

Layout e assortimento
Se all’esterno, il superstore si contraddistingue per la scritta Fìdaty che campeggia sull’ingresso, dal punto di vista del layout, vengono riprese le tradizionali caratteristiche dell’insegna, con l’apertura sull’ortofrutta, i classici banchi dei freschi assistiti lungo il perimetro. Il tutto con una scala prezzi fondata su una convenienza che deve essere ben percepibile. Non mancano particolarità in alcune categorie, in parte già implementate in alcuni punti di vendita (circa una cinquantina) ma che saranno estese all’intera rete.

Abbinare tessile e cibo
In particolare, in corrispondenza del corridoio dedicato ai casalinghi e al tessile casa è stata allestita un’esposizione dedicata che associa accessori non food (pentole, tovaglie, contenitori, mestoli, strofinacci da cucina, con disegni creatiad hoc  dall’ufficio prodotto di Esselunga, ecc) con prodotti food. L’obiettivo è creare maggiore vivacità e colore a livello di visual, oltre che incrementare gli acquisti d’impulso e le vendite complementari. Questo sforzo di abbinamento e di distintività è presente anche nel vino con l’introduzione di un’offerta dedicata di prodotti tessili (tovaglie, tovaglioli, strofinacci, grembiuli, ecc).  Con questa logica sono state realizzate anche nuove fantasie nelle tovaglie, con colori che possono essere abbinati ai servizi di piatti.

Cosmetica da specialisti
Continua anche l’impegno di rendere lo spazio profumeria un’area sempre più specializzata, in competizione diretta con le insegne di profumeria e parafarmacia. Da un lato, l’insegna lavora con alcuni brand per rendere più distintivi gli spazi dedicati, come nel caso delle indicazioni sui pennelli nell’isolaL’Oréal. Dall’altro, vengono inserite nuove categorie. Così, in linea con la tendenza verso il bio anche nella cosmetica, è stata inserita in esclusiva la linea Lavera, di origine tedesca e leader in Germania. Nella colorazione capelli, invece, l’offerta è stata completato con prodotti professionali in tubo sia per soddisfare una clientela più esigente sia per attrarre una clientela specializzata, come i parrucchieri. Soddisfazioni a livello di vendita vengono anche dal beauty tech, quei piccoli elettrodomestici per la cura dei capelli (come piastre, phon multifunzioni, ecc), riuniti in un’unica area proprio a fianco della colorazione capelli per una maggiore visibilità.

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Per C3 Il contratto diventerà sempre meno centrale

da Gdoweek 5-2015

C3 – consorzio che raggruppa 19 imprese commerciali su tutto il territorio nazionale, con particolare concentrazione in Area 2 Nielsen (15 centri distributivi) e Area 4 (7 cedi), è una realtà storica della distribuzione italiana. Nato nel 1972, fondato da Italo Andena, C3 si è sempre dato un profilo riservato nel panorama delle centrali, distinguendosi per la sua struttura essenziale e di mero servizio ai soci, rappresentati da realtà imprenditoriali molto note nel territorio di riferimento (per esempio, Lando, Martinelli, Tosano e Rossetto in Veneto; Maiorana a Roma), che operano con i propri marchi, pur esistendo un’insegna del consorzio (Vivo), che tuttavia non è imposta. Secondo Ugo Silva, direttore generale C3, da 30 anni nel consorzio, è proprio questa flessibilità che ha aiutato il Consorzio a crescere anche in una fase di crisi: “Nel 2014 abbiamo messo a segno, a parità di soci, un incremento del fatturato che sfiora il 7%, e nei primi due mesi 2015 rilevo +8%, anche se il dato non è completo”. Gdoweek gli ha chiesto di illustrarne maggiormente in dettaglio le caratteristiche.

 Ugo Silva, direttore generale C3 “Da noi le imprese sono parte attiva della struttura centrale che è molto snella ed essenziale nel suo organigramma e nei servizi che eroga, in linea con la trasparenza, nostro tratto distintivo. Il socio è un imprenditore che vive tra imprenditori: C3 non è una centrale che impone direttive e diktat. Fornisce solo i servizi che vengono richiesti dal socio”.
Ugo Silva, direttore generale C3
“Da noi le imprese sono parte attiva della struttura centrale che è molto snella ed essenziale nel suo organigramma e nei servizi che eroga, in linea con la trasparenza, nostro tratto distintivo. Il socio è un imprenditore che vive tra imprenditori: C3 non è una centrale che impone direttive e diktat. Fornisce solo i servizi che vengono richiesti dal socio”.

Non vi siete mai considerati una centrale come tutte le altre. Perché?
C3 si colloca in una posizione unica per la sua configurazione e per la qualità della relazione con gli associati. Da noi le imprese sono parte attiva della struttura centrale che è molto snella ed essenziale nel suo organigramma e nei servizi che eroga, in linea con la trasparenza che è il nostro tratto distintivo. Il socio è un imprenditore che vive tra imprenditori: C3 non è una centrale che impone direttive e diktat, fornisce solo i servizi richiesti dai soci: per esempio, non facciamo il volantino centrale, ma saremmo in grado di realizzarlo nella tempistica voluta.

Non avete mai fatto parte di una supercentrale?
L’unica esperienza di rilievo risale a quasi vent’anni fa (1998) quando costituimmo con Sisa e Mdo “Insieme”. Durò tre anni, durante i quali abbiamo trovato conferma della nostra diversità che rendeva difficile la collaborazione con altri gruppi.

Siete anche una centrale leggera.
Leggera e trasparente. Le spese sono irrisorie: la divisione dei costi avviene in parte uguale indipendentemente dal giro d’affari del socio. L’ordine è 60.000 euro a testa e consideri che siamo solo 19 soci.

L’attività della centrale si basa solo sulla negoziazione?
Sì, seguiamo e stipuliamo gli accordi commerciali quadro, mentre gli acquisti in senso stretto vengono fatti dai centri distributivi. Gli accordi quadro nazionali, circa 400, sono gestiti tramite le commissioni.

Quante sono le commissioni?
Tre: quella per i prodotti freschi, quella per i prodotti secchi e, infine, la commissione dedicata al prodotto a marchio. Tranne quest’ultima, si tratta di strutture aperte e variabili nella composizione e possono arrivare fino a 10 persone, come nel caso della commissione freschi. La più piccola è quella dedicata ai prodotti a marchio ed è composta da tre persone. Più buyer e delegati dell’industria partecipano, tanto maggiore sarà la soddisfazione del coordinatore della centrale perché aumenta la condivisione.

Come avvengono i rinnovi?
Quelli importanti per volumi d’acquisto o complesse (per esempio l’accordo con una multinazionale per più prodotti e divisioni), vengono portati in commissione. Per i prodotti a marchio le cose sono più semplici perché i nostri addetti si incontrano in sede con i fornitori. La centrale attraverso il cda coordina il tutto.

C3_numeriQuale potrebbe essere il futuro della contrattazione industria-distribuzione?
Diminuirà la negoziazione pura e aumenterà l’importanza delle sinergie di acquisto e di ottimizzazione della logistica. Un esempio è quello che stiamo facendo con un produttore di marca estero: C3 media gli acquisti di gruppo veicolati su piattaforma, soprattutto con i prodotti d’importazione. In pratica, il consorzio svolge (e svolgerà sempre più in futuro) il ruolo di intermediario tra imprese socie e produttori per migliorare la logistica e gli ordini tra marca e imprese distributive. Se il fornitore X manda due autotreni alla piattaforma Y che smista a sua volta ai punti di vendita di 2-3 soci, è un risparmio per entrambe le parti. Questo sarà il futuro: i contratti oggi sono più uniformi e tendono alla semplificazione. Ma se, a parità di contratto, acquisto 100 anziché 10, allora i pesi cambiano.

Lavorerete sempre più in una logica di gruppo d’acquisto?
Esatto. Anche perché facendo arrivare i bilici alle piattaforme ci si avvicina sempre più alla logica del prezzo netto.

Che è la tendenza del mercato ...
Sì, si sta lavorando per ridurre il fuori fattura, avvicinandosi al prezzo netto, per arrivare a un listino meno gonfiato: quei 40 punti di promozionale sulle vendite dell’industria finiscono per far lievitare i fatturati e aumentare il costo d’acquisto. Quei 40 punti dovrebbero essere scalati dal fatturato industriale e considerati sconti, come i fine anno. È un problema delicato, con implicazioni anche di natura fiscale e tributaria.

C3_organigramma

Accordo di consegna Dhl Express-Eataly per Expo Milano 2015

Nata la nuova partnership tra Dhl Express e Eataly per fornire ai visitatori di Expo Milano 2015 la consegna internazionale dei prodotti agroalimentari acquistati nello spazio della catena. L’idea è quella di offrire un servizio personalizzato con possibilità di recapito a domicilio o in hotel, nonché soluzioni di posticipo dell’arrivo in base alla data di rientro.
La collaborazione dell’azienda di trasporto espresso con un player del food si inserisce nella sua più ampia strategia di sviluppo all’interno del comparto alimentare, avviata già nel 2013 con la partecipazione a Cheese e culminata a ottobre 2014 con un accordo per il Salone del Gusto.
Alberto Nobis, Amministratore Delegato di Dhl Express Italia, ha annunciato inoltre un’implementazione della partnership con Eataly con “novità che renderanno la collaborazione ancora più utile per i nostri clienti ”.

GDOWEEK 05 2015

Nel nuovo numero di Gdoweek la cover story è dedicata al Made in Italy e come il retail sia in grado di esportare le eccellenze italiane grazie a diverse insegne già protagoniste tra i confini nazionali. Un’alleanza che trova sbocco nei prodotti anche alto di gamma firmati dalla marca del distributore.

Sommario05

Mela Val Venosta lancia l’area Gazebo per i reparti ortofrutta

Mela Val Venosta implementa il visual merchandising con l’apertura di 50 aree Gazebo all’interno dei reparti ortofrutta della Gdo. Il progetto di collaborazione con le catene selezionate punta a rendere la comunicazione del prodotto, e dunque i punti di vendita stessi, maggiormente accattivanti ed emozionali, guidando il consumatore alla scelta personalizzata.
A fianco di ogni varietà di mela si trovano infatti cartelli informativi che ne descrivono le rispettive caratteristiche, sia per il prodotto sfuso, sia per il confezionato. Lo spazio presenta una struttura dinamica che richiama l’immagine di freschezza delle valli naturali, tradizionalmente associata al brand, proponendosi come angolo naturale e dall’appeal coinvolgente.
Anche in questo caso prosegue la formula di trasparenza sulla provenienza del prodotto, inaugurata con i bollini QR code.

La digitalizzazione della supply chain secondo Conad

Intervista a Andrea Mantelli, Responsabile Supply Chain Conad, intervenuto al convegno “Pronti per l’azienda digitale?”, organizzato da Mark Up e Gdoweek in collaborazione con Di.Tech.

La tracciabilità delle consegne secondo GSI

Intervista a Ivano Poli, Direttore Logistica e Supply Chain Grandi Salumifici Italiani, intervenuto al convegno “Pronti per l’azienda digitale?”, organizzato da Mark Up e Gdoweek in collaborazione con Di.Tech.

La leva del Pricing dinamico secondo Sait

Intervista a Luigi Pavana, Direttore Generale Sait, intervenuto al convegno “Pronti per l’azienda digitale?”, organizzato da Mark Up e Gdoweek in collaborazione con Di.Tech.

L’infrastruttura IT è sicura?

Intervista a Elisabetta Rigobello, Business Developer Di.Tech e Romano Castagnara, partner ConsIQ, intervenuti al convegno “Pronti per l’azienda digitale?”, organizzato da Mark Up e Gdoweek in collaborazione con Di.Tech.

Preca Brummel accelera nel retail

Piano di aperture per Preca Brummel, azienda che opera nel kidswear con le insegne Brums, Bimbus e Mek. Il gruppo di Carnago (Va) ha firmato un accordo con Toys Center che prevede l’avvio di 16 store all’interno degli spazi della catena di giocattoli. Più precisamente si tratta dell’apertura di un punto di vendita Brums nello store di via Antonini a Milano, e di 15 Bimbus che portano complessivamente la presenza di Preca Brummel in 43 store Toys Center (4 Brums, 37 Bimbus e due in condivisione tra le due insegne).

Cresce, inoltre, il franchising con l’inaugurazione di nuovi punti di vendita (alcuni supportati dal progetto Mamme Fanno Impresa) e prosegue l’ampliamento dei corner dei department store Coin e laRinascente. Non manca all’appello lo sviluppo estero: previste aperture in Polonia, Repubblica Ceca e Dubai.

Warby Parker: ottica low cost con anima solidale

Offrire occhiali convenienti e di qualità, in stile low cost, senza dimenticare di essere green e anche di sostenere le economie dei Paesi in difficoltà sia offrendo modelli di occhiali a prezzi ancora più accessibili in linea con lo stile voluto dai consumatori sia sostenendo l'economia locale per la produzione. Questa la ricetta di Warby Parker, che deve il suo nome a due personaggi di Kack Kerouac (padre della beat generation), retailer online che ha aperto uno store a New York (nel quartiere di Soho) per sottolineare ocn maggior forza la propria filosofia.

Zara Home riapre in San Babila Milano

Riapre il flagship store Zara Home di piazza San Babila Milano. L’insegna di casa Inditex specializzata nel mondo della casa sta per riaprire, infatti, il 10 aprile il punto di vendita più rappresentativo sia per bacino d’utenza verso il quale si affaccia sia per l’ampiezza della superficie. Su 2.760 mq lo store si assicura il podio di spazio Zara Home più grande al mondo definendo, tra l’altro, il nuovo corso dell’interior design che sta via via caratterizzando l’immagine del brand: concept all’avanguardia mixato alla naturalezza dei materiali utilizzati per la realizzazione degli spazi (dal legno al marmo). In occasione dell’inaugurazione, sarà lanciata una capsule collection intitolata “Speciale Milano”.

Il rilancio di BariBlu riparte da Ipersimply

Con 'apertura del superstore Ipersimply da parte di gruppo Apulia all'interno, il centro commerciale Bari Blu si rilancia per confermarsi come uno dei poli commerciali più attrattivi della città

Con l'apertura del nuovo Ipersimply, i cui obiettivi sono spiegati direttamente da Gruppo Apulia Distribuzione, il centro commerciale Bari Blu punta a rilanciarsi, confermandosi come uno dei poli commerciali e di entertainment più attraenti della città.

Coop Adriatica e Cia (Conad) a favore della Family Card

Approvate dalla Giunta del Comune di Rimini le convenzioni con Coop Adriatica e Cia (Conad) per tutto il 2015. Questo significa che le 215 famiglie riminesi che nel 2014 hanno potuto usufruire della Family Card, ne potranno beneficiare ancora per tutto l’anno in corso. Il progetto Family Card si indirizza alla famiglie residenti nei comuni della provincia di Rimini, con almeno tre figli a carico e con un indicatore Isee non superiore a 15 mila euro. I nuclei famigliari in difficoltà economiche potranno accedere così ad agevolazioni (mediamente -10%) nei loro acquisti quotidiani presso le due catene che hanno aderito all’iniziativa.

Nutella ad Expo 2015 con Eataly

Nutella Bar sarà presente ad Expo 2015. Ad annunciarlo è Oscar Farinetti durante la presentazione dello spazio sulla biodiversità italiana che Eataly ha messo in campo per la kermesse milanese. La crema al cioccolato di casa Ferrero sarà, dunque, tra le proposte di Eataly per Expo: complessivamente 20 ristoranti regionali distribuiti su un’area coperta di 12 mila mq ai quali si aggiunge un hortus di 4 mila mq. Oltre alla ristorazione regionale saranno presenti anche due ristoranti tematici (la pizza di Rossopomodoro e la piadineria dei fratelli Maioli), un’area Bollicine Ferrari e il ristorante Italia del Gusto. Il tutto mixato con un’esposizione di opere d’arte dal titolo “Il testoro d’Italia” curata da Vittorio Sgarbi con gli studenti dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.

Il nuovo format di vicinato Coop.fi di UniCoop Firenze

Quotidianità della spesa, convenienza, ambiente, relazione e socialità. Questi i fattori chiave del punto di vendita di UniCoop Firenze.

Quotidianità della spesa, convenienza, ambiente, relazione e socialità. Questi i fattori chiave del punto di vendita di UniCoop Firenze.

Fruit Innovation: per la Gdo c’è l’Associazione Distribuzione Moderna

Ci saranno anche i buyers della Gdo italiana a Fruit Innovation, la nuova fiera internazionale dell’ortofrutta che andrà in onda a Milano dal 20 al 22 maggio 2015. Confermata infatti l’adesione e la presenza da parte dell’Associazione Distribuzione Moderna (Adm), il cui presidente e ad Conad, Francesco Pugliese, è anche presidente della manifestazione.
Alla data di lunedì 23 marzo Fruit Innovation conta 145 espositori, ai quali si andranno ad aggiungere alcune aziende all’interno di stand collettivi. Tra le associazioni nazionali a rappresentanza di import ed export, nonché del commercio all’ingrosso, figurano FruitImprese, Unaproa, Italia Ortofrutta, Fedagromercati, Mercati Associati e la nuova Italmercati. Tra gli esponenti del settore si citano inoltre Battaglio, Fruttital, Oranfrizer, Pannitteri, Peviani, Romagnoli, Salvi, Spreafico, mentre tra le adesioni della quarta gamma si trovano La Linea Verde e Miorto, Ortoromi e L’insalata dell’Orto, San Lidano e Facchini, nonché Buona Terra, Belgravia e Il Tricolore.

Parte da Bergamo il progetto nazionale Cashless City

Il tema della riduzione/eliminazione del denaro contante è da tempo una delle priorità dell’intero ecosistema dei pagamenti in Italia. Un esempio interessante in questo senso viene da Cashless City, il primo progetto nazionale che, con la cooperazione tra Pubblica Amministrazione e tutti i principali attori del mercato dei pagamenti, ha l’obiettivo di ridurre l’uso del contante in un’intera città aumentando l’incidenza dei pagamenti elettronici, per garantirne un funzionamento efficace e per ridurre i costi imposti dall’utilizzo del contante.
Nel progetto  - che partirà il 4 maggio dalla città di Bergamo e, dopo aver raggiunto risultati tangibili, potrà essere esteso ad altre città italiane – sono coinvolti il Comune di Bergamo, CartaSi, promotrice dell’iniziativa, MasterCard, Visa Europe, UBIBanca, Banca Popolare di Bergamo, Banca Transazionale del Banco Popolare.

Pagamenti elettronici pratica quotidiana
Obiettivo di Cashless City è dimostrare che, se c’è collaborazione tra PA, sistema bancario e imprese, è possibile rendere i pagamenti elettronici di uso quotidiano, aumentandone sensibilmente l’incidenza che, in Italia, si attesta al 14,3% contro il 31,8% dei “grandi d’Europa” (Germania, Gran Bretagna, Spagna, Francia), con punte del 46,8% per i “top performers”: Norvegia, Svezia, Finlandia.

Come funziona
Il coinvolgimento attivo dell’intera città di Bergamo avverrà attraverso gare alimentate dagli acquisti con carte di pagamento: potranno parteciparvi tutti i cittadini titolari di una qualsiasi carta di pagamento e tutti gli esercenti dotati di un Pos. Sono previsti sia premi individuali (per cittadini ed esercenti) con meccanismi instant win e con estrazioni settimanali, sia premi collettivi come la realizzazione di opere pubbliche di interesse per tutta la città. Partecipare è molto semplice: si effettua un acquisto con carta, si fotografa lo scontrino e si carica la foto sulla App dedicata al progetto (CashLess City). Titolare della carta ed esercente partecipano così all’estrazione dei premi individuali. Alla vincita dei premi collettivi per la città, invece, concorrono tutti i pagamenti effettuati con carte, anche quelli per i quali non si carica la foto dello scontrino sulla app.

Il sito www.cashlesscity.it, dedicato all’iniziativa, sarà costantemente aggiornato sull’avanzamento delle gare e fornirà informazioni utili sui pagamenti con carta e sulla sicurezza delle transazioni. Darà inoltre voce ai cittadini con interviste e reportage.

Coop e DrSchar sviluppano in Italia il segmento del Gluten Free

I prodotti senza glutine stanno rapidamente guadagnando importanza. Basti pensare che in Italia 1 consumatore su 100 è colpito da celiachia (fonte: Associazione Italiana Celiachia). La gdo sta sviluppando questo segmento con decisione come dimostra l’accordo tra Coop Lombardia e DrShar, azienda di primo piano di Bolzano nella produzione di alimenti senza glutine. In un convegno tenutosi a Milano Coop Lombardia e DrShar hanno illustrato le strategie di sviluppo nel canale moderno e risultati del progetto di category.

Channel switch
Un primo obiettivo è transitare i consumatori celiaci dal canale farmacia e negozio specializzato (che detengono il 78% di quota di mercato) alla gdo. Per questo obiettivo Coop Lombardia ha in essere un progetto di category management negli ipermercati di Peschiera, Novate, Varese, Vignate, Desio e Milano Baggio.
La strategia di Coop Lombardia è l’analisi delle peculiarità del mercato rispetto al consumatore per cogliere i fattori competitivi chiave che il canale farmacia ha espresso finora. Prevalentemente dagli studi effettuati, tipicamente il consumatore assegna maggiore qualità assortimentale al negozio specializzato mentre un maggiore rapporto qualità prezzo è riconosciuto alla gdo. Primo obiettivo di Coop è quindi incrementare l’assortimento con una definizione delle categorie in linea con le esigenze e il percepito del consumatore. Gli approfonditi studi hanno consentito di definire a livello di dettaglio l’offerta non solo in termini di assortimento ma i planogramma e display.

I risultati
Dal 2010 al 2012 la gdo ha eroso il 2% di quota di mercato alla farmacia passando dal 20% al 22%. L’ultimo dato disponibile del mercato dei prodotti senza glutine è del 2014 assegna alla gdo un marketshare del 30% per circa 93 milioni di euro di fatturato con un trend favorevole. L’esperienza di Coop Lombardia nel progetto ha consentito di migliorare la posizione competitiva sul mercato con DrShar quale capitano di categoria. Dai rilevamenti ultimi, la percezione del consumatore circa la qualità assortimentale ha visto l’avvicinarsi della gdo al canale specializzato in modo quasi sovrapposto.

Humana Italia lancia l’e-couponing multichannel per la linea Io e Bio

Un’iniziativa di e-couponing multichannel per implementare la comunicazione dei prodotti e, in particolare, della nuova linea biologica per lo svezzamento Io e Bio. Questo il progetto sviluppato da Kiwari BuonMercato per Humana Italia, azienda che sviluppa e produce alimenti per la prima infanzia.
La nuova campagna comprende l’implementazione del CouponSite per la distribuzione di buoni sconto digitali stampabili, che sarà a sua volta inserito nel nuovo minisito di intrattenimento Giocaresecondonatura.com. Parallelamente, il brand renderà disponibili gli e-Coupon sulla piattaforma online Sconty, comprendente i portali Alfemminile.com, Scontomaggio.com, Dimmicosacerchi.it e MyVoucher.biz.
Il progetto punta ad aumentare engagement e customer acquisition all’insegna dell’integrazione, secondo i concetti di modularità e profilazione dei diversi target, creando al contempo uno strumento strategico e all’avanguardia per veicolare iniziative e promozioni.

Last Minute Sotto Casa: la formula anti-spreco alimentare per i negozianti

Prezzi vantaggiosi per i consumatori iscritti e formula anti-spreco per tutti i commercianti che ogni giorno buttano la merce fresca in avanzo. Questa la sinergia attivata da Last Minute Sotto Casa (Lmsc) che, attraverso registrazione su apposito sito di social market, consente ai negozianti di inviare offerte dell’ultimo minuto al cliente finale, che le riceve in base alle categorie e all’area geografica di interesse.
Il progetto nato su idea di Francesco Ardito è partito circa otto mesi fa da Torino, in collaborazione con il Politecnico, e punta oggi alle principali città italiane, con 12mila utenti iscritti che ricevono ogni giorno i food-alert dei commercianti locali. Il sistema punta ad essere immediato, semplice e user-friendly, richiedendo solo al primo accesso qualche informazione di base sull’esercizio registrato e consentendo da lì in poi l’invio diretto di proposte ai dispositivi mobile.
Si tratta di una formula innovativa che grazie alla tecnologia esistente, tanto sfruttata dai big, interviene a favore del piccolo business, intercettando il consumatore digital e dando vita a un inedito marketing di prossimità.

A BariBlu, apre Ipersimply

ipersimply bari blu aprile 2015
Nuova inaugurazione Ipersimply al sud, all'iterno del centro commerciale BariBlu, al cui interno, lo scorso febbraio, ha chiuso un ipermercato Auchan.

 

di Alessandra Bonaccorsi

Ha aperto questa mattina, 2 aprile, il nuovo superstore IperSimply, locomotiva alimentare del centro commerciale Bariblu di Triggiano, che sostituisce l'ipermercato Auchan, chiuso a fine febbraio. Dopo una lunga e complessa trattativa sindacale il nuovo store, realizzato dalla società pugliese Apulia Distribuzione (storico master franchisee di Simply), si sviluppa su una superficie di 3.500 mq e avrà una squadra di 64 collaboratori.

Le caratteristiche del punto di vendita

Il nuovo store si presenta oggi al pubblico con una superficie più ridotta. Il focus dell'offerta è esclusivamente food, con la grande piazza dei freschi come punto di forza con grande attenzione alla valorizzazione delle produzioni locali. Nessuno spazio, invece, è previsto per elettronica di consumo e tessile, settori ritenuti poco performanti.

Organico e accordi sindacali

La presenza dei 64 addetti dello store nasce dall'accordo sindacale raggiunto dopo più di un mese di trattative, con non pochi momenti di tensione tra Auchan e il nuovo investitore Ipersimply, la società Tricenter, proprietaria del centro Bariblu, e le sigle sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil e Ugl terziario, con l'obiettivo di assorbire il maggiore numero di lavoratori tra i 119 che lavoravano nell'ipermercato. Quattro i punti cardine dell'intesa: il trasferimento diretto da Auchan a Ipersimply (con la nuova società Iperblu srl) di 64 lavoratori, il passaggio momentaneo a Tricenter di 12 dipendenti che saranno riassorbiti da Expert e la mobilità incentivata per 27 dipendenti. Altri 16 addetti saranno ricollocati da Auchan in altri punti di vendita della società.

 

My Street Grocery: la nuova formula di Whole Foods per essere più vicino ai consumatori

Essere più vicini ai consumatori offrendo loro prodotti freschi distribuiti da un camioncino a brand Whole Foods: si chiama My Street Grocery e si sta diffondendo a macchia d'olio nelle città in cui l'insegna è presente negli Stati Unit. Una riscoperta del mercato e delle logiche di prossimità, con le garanzie dell'assortimento bio e certificato di Whole Foods, senza andare in negozio, ma a pochi passi da casa.

Dollar Shave Club: retailer monoprodotto per semplificare scelte

Un retailer online che ha costruito il suo successo esclusivamente sulla vendita di lamette da barba: l'idea è quella di semplificare la scelta sulla base del prezzo, a fronte di una qualità garantita, ma basica. Ogni mese, la consegna a casa. Un successo costruito per passaparola, anche grazie a una campagna online efficace

Wal-Mart cerca il supporto dei fornitori per abbassare i prezzi

Oltre ad essere da sempre il primo gruppo distributivo mondiale per vendite (oltre 476 miliardi di dollari), con 4.500 negozi nei soli Usa, Wal-Mart è anche il primo retailer Usa senza nessun concorrente a soffiargli sul collo: Costco, il 2° nel rank Usa di Deloitte, realizza ricavi per 105 miliardi di dollari, e The Kroger, al 3° posto, fattura ancora meno: 98,4 miliardi di dollari. Ci stupiamo perciò un pochino, noi che non viviamo tutti i giorni laggiù, a leggere sul Wall Street Journal, che il gigante di Bentonville-Arkansas sta chiedendo ai fornitori di ridurre le spese in pubblicità nei suoi punti di vendita nel tentativo di abbassare ulteriormente i prezzi. Wal-Mart vuole rivendicare la sua posizione di leader storico sui prezzi e nel contempo rivitalizzare, pur nel clima di dura concorrenza che motiva la guerra dei prezzi, il trend moscio delle vendite in US.

Wal-Mart ha aggiornato gli investitori su come intende realizzare questo obiettivo, già entro le ferie 2015 (un periodo molto importante per le vendite) imprimendo una svolta all’assortimento e migliorando l’esperienza dei clienti. È Greg Foran, dall’estate scorsa Ceo di Wal-Mart US (il 60% delle vendite totali) a spingere su questa rotta con azioni decise. Foran sta passando al setaccio ogni segmento del business e della filiera, dal miglioramento della freschezza del prodotto agricolo fino a dettagli apparentemente banali come quello di assicurarsi che la merce venga scaricata sulla superficie di vendita e non ammonticchiata all’esterno delle riserve.

Greg Foran in Cina

Prima di Wal-Mart US, Greg Foran (in primo piano, con la camicia azzurra) è stato a capo di Wal-Mart Asia

Ridurre prezzi dei prodotti vicini alla data di scadenza è una strategia che secondo Foran portererebbe da sola a ottenere 500 milioni di dollari di risparmi. Molta attenzione anche sull’approvvigionamento: per trovare luoghi e fonti di "procurement" più convenienti in termini non solo di prezzi ma anche di filiera logistico-energetica (ricordiamo che Wal-Mart è uno dei massimi inquinatori degli Usa, da sempre nel mirino delle associazioni ambientaliste).
Wal-Mart aumenterà il passo anche nelle iniziative per incrementare la produttività. A febbraio aveva annunciato che avrebbe aumentato il salario d’ingresso ad almeno 10 dollari dal febbraio 2016 migliorando il training dei lavoratori a cottimo. Dopo 7 trimestri di vendite in calo Wal-Mart ha spuntato 2 quarter di seguito con vendite in aumento. I risultati stanno arrivando.

 

 

McDonald’s lancia il take-away per ciclisti e passa al fashion

I clienti danesi che viaggiano su due ruote potranno, in alcuni McDonald’s, accedere all’ordine take-away attraverso una corsia preferenziale. Basterà infatti suonare un tradizionale campanello da bicicletta posto all’esterno dello spazio azzurro per segnalare il proprio arrivo e ritirare poco dopo il proprio pasto McBike.
L’iniziativa a periodo limitato, lanciata in Danimarca dalla catena di fast food, è parte integrante della nuova campagna di comunicazione #imlovinit24, che prevede l’avvio di 24 nuove idee nei McDonald's di diverse città del mondo.
Tra le diramazioni della nuova campagna anche il passaggio della catena al comparto fashion, con il lancio il 24 marzo a Stoccolma di una linea di abbigliamento e lenzuola dedicata in particolare al Big Mac. I brand lover potranno così indossare tute ed impermeabili raffiguranti gli amati hamburger, vestendo con lo stesso stile anche i propri animali, grazie ai realativi dog coats.

A New York la sfida a Eataly viene dalla Francia con Le District

Inaugurato il 30 marzo a New York il mega store Le District dell’imprenditore Peter Poulakakos, che propone su quasi 3mila metri quadrati tutte le specialità dell’enogastronomia francese. La Francia sfida così l’Italia su suolo americano, creando un nuovo tempio della gourmandise nazionale su modello della catena Eataly, che Oscar Farinetti ha brevettato con successo globale.
Situato al 225 di Liberty Street all’interno del Brookfield Place, il nuovo competitor, definito dal NY Post come “the Eataly of French food”, propone quattro diversi distretti per il consumo e l’acquisto, da qui il nome di battesimo, suddivisi tra Market, Garde, Café e Restaurants. Le rispettive aree tematiche vanno dalla pasticceria alla brasserie, passando per l’esteso mercato con formaggi, salumi, ostriche e tutte le eccellenze della tradizione francese. Interessante anche il Salad Bar, che da metà pomeriggio si trasforma in Chocolate Bar.
Ristorante di punta Beaubourg, che attraverso l’arte culinaria degli chef Fabrice Renaudin e Nicolas Abello si presenta come “un classico francese e un nuovo newyorkese”.

Autogrill sbarca in Cina: due joint ventures per 10 pdv

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Dall’ingresso in Malesia nel 1998, cui è seguito quello a Singapore e in India, Autogrill arriva oggi in Cina, proseguendo la sua strategia di espansione nel mercato asiatico attraverso due joint ventures con gli operatori locali Huazhuo e Cosmos. Il Gruppo italiano ha infatti siglato due accordi per l’apertura, entro il 2015, di 10 punti vendita negli aeroporti internazionali di Pechino e di Sanya, che dovrebbero fruttare durante i 6 anni del contratto ricavi per 44 milioni di euro.
I 6 pdv di Pechino presenteranno su oltre 1.300 metri quadrati un’offerta glocal di brand locali, internazionali e made in Italy, attraverso gli store Puro Gusto, Grab & Fly, Burger King, Urban Food Market e i due di tradizione enogastronomica cinese Crystal Jade.
A Sanya Autogrill gestirà invece direttamente Juicy Details e Taste of China, proponendo parallelamente, in sub concessione, le insegna Kfc e Jui Mao Jui.
“Con l’avvio delle attività in due aeroporti strategici per la Cina e per l’intera regione, Autogrill vuole cogliere le opportunità di crescita che offre il Paese con una proposta di ristorazione selezionata, frutto del know how acquisito nei numerosi anni di esperienza in tutto il mondo”, ha sottolineato Walter Seib, Ceo di HMSHost International, divisione del Gruppo Autogrill.

Parte Amazon Prime Now: a New York consegna entro un’ora dal pagamento

Una sfida ai supermercati e ai retailer del grocery, che cerca un vantaggio competitivo in ambito di eCommerce via mobile. Questa la sostanza del nuovo servizio Amazon Prime Now, che consente di ricevere al costo di 7,99 il proprio ordine entro un’ora dal pagamento.
Attivo per il momento solo a New York, il servizio è disponibile tramite specifica applicazione per iOS e Android, ma possono usufruirne solo gli utenti già iscritti al servizio statunitense Amazon Prime.
Il database di prodotti a disposizione è più limitato, ma la nuova app consente di seguirne l’arrivo dal punto di partenza fino a casa attraverso apposita mappa.

Pam Panorama, uscito il nuovo magazine

Un nuovo prodotto editoriale si affianca (e si allinea in termini di standard editoriali) agli altri già sul mercato: è Pam Panorama Magazine. Trimestrale, distribuito gratuitamente nei punti di vendita Pam e Panorama ai possessori di Carta per perTe, carta fedeltà di Pam Panorama, è al secondo numero nel mese di aprile.

Potrà ritirare il magazine cartaceo nei punti di vendita diretti Pam e Panorama (non in quelli in franchising né i Local) solo il detentore di carta fedeltà. La tiratura è di 270.000 copie.

Obiettivo del nuovo magazine è “rafforzare il legame di fiducia con chi, ogni giorno, sceglie Pam e Panorama per la propria spesa quotidiana, offrendo utili suggerimenti per valorizzare le scelte di consumo”.

Un magazine con molti argomenti

Nato sull’esempio dei free press dei paesi anglosassoni, la nuova rivista  propone articoli dedicati a temi come cucina, gusti, tendenze dell’alimentazione, benessere, bellezza e tempo libero: e poi ricette, approfondimenti su alimenti e varietà stagionali, indicazioni su abbinamenti tra cibo e vino, suggerimenti su viaggi e vacanze accompagnate da focus su specialità gastronomiche tipiche locali, consigli in chiave benessere.

Cover magazine Pam Panorama

All’interno del Magazine, anche una sezione dedicata ai prodotti a marchio Pam Panorama. Il Magazine sarà disponibile anche in versione digitale, scaricabile gratuitamente dal nuovo sito www.pampanorama.it.

“Abbiamo creato uno strumento capace di dare valore aggiunto per i nostri clienti, offrendo loro un contenitore di semplice fruizione ricco di informazioni utili e pratici consigli, che li possa aiutare nello sviluppare una consapevolezza ulteriore in fase di acquisto” è il commento di Michela Airoldi, responsabile marketing di Pam Panorama.

 

Replay apre a Milano il ristorante in-store The Stage

L’idea è quella di coinvolgere il consumatore attraverso un’esperienza multisensoriale e d’ispirazione creativa, con richiamo al mondo teatrale e dei set cinematografici. Questo il progetto alla base di The Stage, il nuovo ristorante Replay inaugurato all’interno del suo flagship store di Piazza Gae Aulenti a Milano, che aveva aperto i battenti lo scorso settembre.
Prosegue così il concept all’insegna della multi-experience, che si concretizza in un design moderno che punta ad un impatto autentico, pur riproponendo un’atmosfera filmica. Il negozio al piano terra fa a tale scopo uso di elementi quali il legno e la carta da parati vintage dall’aria west, mentre una scala industriale conduce al ristorante del primo piano, dove l’accento è glamour e fashion, con finiture di lusso. Anche qui le pareti puntano sul legno, dall’aspetto lucido che rimanda agli eleganti spazi di uno yatch e con soffitto in mogano che riprende la forma rovesciata di una nave.
La cucina proposta dallo chef Omar Allievi è una rivisitazione della tradizione milanese, mentre altri ambienti come il sushi bar e il wine bar consentono un’esperienza personalizzata. Tra questi anche il bar Octavius, con bancone in ottone che riprende l’allure esclusiva e di pregio, per un coinvolgimento a tutto tondo.

El Corte Inglés sceglie la piattaforma 3DEXPERIENCE

La soluzione è di Dassault Systèmes, l'obiettivo è accelerare il lancio delle collezioni, trasformare i processi operativi e a rispondere più efficacemente alle richieste della clientela.

El Corte Inglés, la celeberrima catena spagnola di grandi magazzini upmarket (che da tempo si vocifera sia in procinto di aprire un flagship a Roma o a Milano dove ha già un ufficio viaggi) ha scelto di implementate la soluzione “My Collection for Fashion” per creare un ambiente digitale unificato che collega tutte le figure coinvolte nel processo all’interno e all’esterno dell’organizzazione: obiettivi principali, integrare la supply chain, aumentare visibilità e flessibilità, e supportare le decisioni relative a diverse categorie di prodotti.

Con “My Collection for Fashion” El Corte Inglés intende accorciare il "time-to-market" dei prodotti riducendo il rischio di campioni errati, costi aggiuntivi ed errori o ritardi in produzione.

“Il settore del largo consumo e del commercio al dettaglio è nel pieno di una rivoluzione guidata dai consumatori -commenta Susan Olivier, Vice President, Consumer Goods and Retail Industry di Dassault Systèmes -. I consumatori chiedono nuovi prodotti e innovative esperienze di acquisto: le nostre soluzioni sono concepite per soddisfare queste esigenze con un insieme di funzionalità di collaborazione su scala globale e di informazioni in un contesto social".

"Le insegne della grande distribuzione -prosegue Olivier - possono contare su applicativi che coprono tutti i processi di approvvigionamento e collaborazione su scala globale, di design guidato dai consumatori, di prototipazione virtuale, per i negozi fisici e i canali virtuali, la pianificazione integrata degli assortimenti di merce, di sviluppo di prodotti e i social analytics".

 

Carrefour: una road map per la digitalizzazione

L’app Passarapido permette, oltre che di fare la spesa online e trovare la merce instore, anche di pagare con smartphone.

Carrefour ha intrapreso il percorso verso la digitalizzazione e sta sviluppando una road map di soluzioni per garantire una customer journey armoniosa ai propri clienti. La conferma arriva da Gian Maria Gentile, digital director della catena, intervenuto al convegno Pronti per l’azienda Digitale? Il dietro le quinte del fare retail, organizzato da Di.Tech, Mark Up e Gdoweek e andato in scena il 25 marzo a Milano.
A fronte di un consumatore smart e tech, che non può più essere imbrigliato in un percorso di acquisto predefinito, la Gdo si deve quindi almeno in parte reinventare e, come sottolineato da Gentile, impostare una strategia digital che parta direttamente dal fronte top-down. Carrefour sta conseguentemente impostando un planning che, partendo dai vertici, dovrà poi coinvolgere la rete di 18mila collaboratori presenti nei suoi pdv. Si tratta di un punto critico e al contempo essenziale per l’insegna, che impatta in ultima istanza sulla customer experience, definita dal digital director come mix di tutti e cinque i sensi che dà vita a qualcosa di esclusivo, da cui scaturisce un desiderio di ripetizione.

Alla coop potrai acquistare anche le badanti

L’idea è geniale: acquistare (il verbo potrebbe emanare una risonanza un po’ reificante, ma absit iniuria) badanti e baby sitter in un supermercato. La domanda per queste categorie di lavoratori/lavoratrici (anzi, qui, come d’altronde in molti altri settori, saremmo autorizzati a cancellare il genere maschile perché il mercato delle badanti e delle baby sitter è un monopolio rosa), la domanda è alta e crescente, dato l’inesorabile trend d’invecchiamento che caratterizza l’Italia e gran parte dei paesi europei.

 

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L’idea e la proposta è stata anche avanzata da Mauro Lusetti, presidente Legacoop (foto), come possibile servizio del nuovo polo cooperativo annunciato alcuni giorni fa, che nascerà dalla fusione o integrazione (non è ancora chiaro) di tre grandi poli interregionali della cooperazione di consumo: Coop Adriatica, Coop Estense e Coop Nord-Est.

“Il servizio Fare mutua tra poco aprirà anche dentro ai supermercati – entra nel dettaglio Alberto Alberani, responsabile delle cooperative sociali di Legacoop -. Ci saranno sportelli che proporranno piani sanitari integrativi, ma anche servizi per i cittadini: assistenti famigliari, esperti che andranno nelle case per aiutare i non autosufficienti. Abbiamo costituito Come te, composto da 12 cooperative sociali, che porteranno nei punti di vendita coop pacchetti in relazione ai bisogni welfare dei cittadini: assistenti socio sanitari, babysitter e ed esperti di assistenza, care manager”.

 

 

Italian Food Excellence

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